La mancata emissione del decreto di esproprio è una violazione grave della procedura ablativa. In assenza di tale provvedimento, il trasferimento della proprietà non si perfeziona e l’occupazione del bene da parte della pubblica amministrazione diventa illegittima. Questo comporta il diritto dell’espropriato a ottenere un risarcimento completo, che può includere sia il valore venale del bene sia un’indennità ulteriore per il periodo di occupazione senza titolo. Per valutare l’azione da intraprendere è consigliabile un colloquio telefonico gratuito con un legale specializzato in espropri.
Il decreto di esproprio è l’atto conclusivo con cui l’amministrazione acquisisce formalmente la proprietà del bene. Deve essere emesso entro termini stabiliti dalla dichiarazione di pubblica utilità o dall’ordinanza di occupazione d’urgenza. Senza il decreto, l’ablazione non si perfeziona e il bene resta giuridicamente di proprietà privata.
Quando l’amministrazione occupa il bene senza decreto:
La giurisprudenza ha riconosciuto, in alcune ipotesi, un doppio risarcimento:
Un terreno edificabile viene occupato per la costruzione di un’opera pubblica. L’amministrazione non emette il decreto di esproprio entro i termini. Il proprietario ottiene in giudizio il valore venale del bene e un’ulteriore somma a titolo di indennità di occupazione per gli anni di utilizzo illecito.
Le norme di riferimento sono contenute nel D.P.R. 327/2001 e nel Codice Civile, oltre che nella giurisprudenza della Corte di Cassazione e della CEDU. Questi principi garantiscono il diritto dell’espropriato a un ristoro integrale in caso di procedura non conclusa regolarmente.
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