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La cessione bonaria è un istituto previsto dal D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, che consente al proprietario espropriando di trasferire volontariamente il bene all’amministrazione prima dell’emissione del decreto di esproprio. Si tratta di un vero e proprio contratto di diritto pubblico, mediante il quale le parti concordano l’indennità e le condizioni di cessione del bene.
Attraverso questo accordo si evita l’emanazione del decreto di esproprio, semplificando la procedura ed eliminando il contenzioso. L’indennità di cessione bonaria può essere superiore a quella provvisoria, ma deve rispettare comunque i criteri di legge.
L’istituto è disciplinato principalmente dagli articoli 45 e 46 del Testo Unico sugli espropri:
La cessione bonaria può essere proposta dopo l’approvazione del progetto che comporta l’esproprio e dopo la dichiarazione di pubblica utilità. È possibile avviarla:
La proposta deve essere formulata in forma scritta, indicando l’importo dell’indennità offerta e le condizioni della cessione. Il proprietario ha un termine per accettare o rifiutare l’accordo.
Rispetto alla procedura ordinaria di esproprio, la cessione bonaria presenta una serie di vantaggi:
Il proprietario può anche prevedere il pagamento diretto dell’indennità in tempi rapidi, senza necessità di attendere eventuali depositi presso la Cassa Depositi e Prestiti.
Secondo l’art. 45, comma 2, l’indennità offerta per la cessione bonaria può essere aumentata fino al 50% rispetto a quella determinata ai sensi dell’art. 37, se l’espropriazione è effettuata per finalità di pubblica utilità legate all’interesse collettivo. Tuttavia, l’aumento non è obbligatorio: dipende dalla disponibilità dell’amministrazione e dalla trattativa tra le parti.
In ogni caso, l’indennità deve essere determinata secondo i criteri legali previsti, tra cui:
La procedura di cessione bonaria segue questi passaggi:
L’accordo di cessione deve essere trascritto nei registri immobiliari. La trascrizione produce gli stessi effetti del decreto di esproprio: il bene passa alla proprietà dell’ente pubblico, con effetto legale. L’atto costituisce titolo per l’immissione in possesso, per l’indennizzo e per la voltura catastale.
L’indennità percepita con cessione bonaria è soggetta a tassazione. In particolare, può essere assoggettata a:
Il regime fiscale va verificato attentamente, anche in funzione della modalità di pagamento, della natura del bene e del soggetto beneficiario.
La cessione bonaria non è sempre vantaggiosa. In particolare, può risultare svantaggiosa quando:
In questi casi è preferibile attendere la stima definitiva o ricorrere all’autorità giudiziaria.
Nei casi in cui l’amministrazione abbia già proceduto all’immissione in possesso tramite decreto di occupazione d’urgenza ex art. 22-bis, può comunque proporre una cessione bonaria. In questo caso l’accordo serve a regolarizzare la situazione e ad evitare l’emanazione del decreto di esproprio formale.
Un avvocato esperto in diritto espropriativo può:
Accettare una proposta di cessione bonaria senza adeguata valutazione può comportare una perdita patrimoniale significativa. È fondamentale comprendere che, una volta sottoscritto, l’accordo ha effetto definitivo e preclude la possibilità di impugnazione dell’indennità.
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