Chi affronta un esproprio di terreni agricoli incontra prima o poi la sigla VAM, Valore Agricolo Medio. Per decenni è stato il perno del calcolo delle indennità agricole; oggi il suo ruolo è ridimensionato ma non azzerato, e capire dove conta ancora — e dove non può più essere usato — aiuta a leggere correttamente le offerte dell’ente.
Il Valore Agricolo Medio è un valore tabellare, determinato periodicamente su base provinciale dalle commissioni competenti, per ciascuna regione agraria e per ciascun tipo di coltura (seminativo, vigneto, frutteto, ecc.). Esprime un valore medio al metro quadro o all’ettaro dei terreni agricoli di quella zona e coltura: uno strumento standardizzato, pensato per semplificare i conteggi.
Il limite del VAM è nella sua stessa natura: essendo un valore medio e astratto, non tiene conto delle caratteristiche del singolo terreno. Due fondi della stessa regione agraria e coltura possono valere cifre molto diverse per posizione, produttività, irrigazione, vicinanza ai centri abitati.
Per questo la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’uso del VAM come criterio automatico di determinazione dell’indennità di esproprio dei terreni agricoli: l’indennità deve riflettere il valore effettivo del bene, accertato in concreto. Se oggi un ente calcola l’indennità base applicando seccamente la tabella VAM a un terreno che vale di più, quella stima è contestabile.
Ridimensionato come criterio dell’indennità base, il VAM conserva rilievo in altri punti del sistema, secondo la normativa vigente: in particolare come parametro per il calcolo di indennità aggiuntive legate alla coltivazione del fondo (coltivatore diretto, affittuario) e di altre voci accessorie, oltre che come riferimento pratico nelle trattative e nelle stime di prima approssimazione. È quindi normale trovarlo citato nei conteggi: l’importante è che sia usato al posto giusto.
Davanti a un’offerta per un terreno agricolo, i controlli chiave sono tre:
Il VAM è un riferimento utile ma non è più la misura dell’indennità: il proprietario ha diritto al valore effettivo del proprio terreno. Se l’offerta ricevuta sembra un puro calcolo tabellare, conviene far verificare la stima da un agronomo o da un perito esperto in espropri: la differenza tra il valore medio e il valore reale del tuo fondo è, spesso, la differenza che finisce (o non finisce) nell’indennità.
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