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TU Espropri DPR 2001 n 327 – Art. 25

Effetti dell’espropriazione per i terzi (L)

Testo dell’articolo

  1. L’espropriazione del diritto di proprietà comporta l’estinzione automatica di tutti gli altri diritti, reali o personali, gravanti sul bene espropriato, salvo quelli compatibili con i fini cui l’espropriazione è preordinata. (L)

  2. Le azioni reali e personali esperibili sul bene espropriando non incidono sul procedimento espropriativo e sugli effetti del decreto di esproprio. (L)

  3. Dopo la trascrizione del decreto di esproprio, tutti i diritti relativi al bene espropriato possono essere fatti valere unicamente sull’indennità. (L)

  4. A seguito dell’esecuzione del decreto di esproprio, il Prefetto convoca tempestivamente, e comunque non oltre dieci giorni dalla richiesta, il soggetto proponente e i soggetti gestori di servizi pubblici titolari del potere di autorizzazione e di concessione di attraversamento, per la definizione degli spostamenti concernenti i servizi interferenti e delle relative modalità tecniche. Il soggetto proponente, qualora i lavori di modifica non siano stati avviati entro sessanta giorni, può provvedervi direttamente, attenendosi alle modalità tecniche eventualmente definite ai sensi del presente comma. (L)

L’articolo 25 del Testo Unico sulle espropriazioni del 2001 regola gli effetti dell’espropriazione nei confronti dei terzi, cioè di tutti quei soggetti che vantano diritti reali, diritti personali di godimento, o che sono comunque coinvolti con il bene oggetto di ablazione senza essere proprietari. Questa norma rappresenta un’importante garanzia di certezza giuridica, poiché definisce ciò che accade ai diritti accessori una volta che viene emanato e trascritto il decreto di esproprio, e come tali rapporti debbano essere regolati successivamente.

Per comprendere appieno il perimetro applicativo dell’art. 25 è necessario ricordare che l’espropriazione per pubblica utilità non incide soltanto sul rapporto tra Pubblica Amministrazione ed espropriato, ma coinvolge un’ampia platea di soggetti: usufruttuari, conduttori, comodatari, titolari di servitù prediali, creditori ipotecari, locatari, affittuari agricoli, titolari di diritti personali di godimento, titolari di diritti di uso civico, concessionari di attraversamenti, gestori di servizi pubblici, ecc.

La norma ha quindi una funzione di coordinamento sistemico, assicurando che l’ablazione del diritto di proprietà si traduca in un effetto certo, immediato e non compromesso da situazioni giuridiche pregresse.

1. L’estinzione automatica dei diritti reali e personali sul bene espropriato

Il primo comma rappresenta una delle disposizioni più incisive e delicate dell’intero Testo Unico, poiché stabilisce che:

L’espropriazione del diritto di proprietà estingue automaticamente tutti gli altri diritti, reali o personali, gravanti sul bene.

Il concetto di estinzione automatica è fondamentale: l’Amministrazione, una volta emanato e trascritto il decreto di esproprio, acquisisce un bene libero da pesi e vincoli, salvo quelli compatibili con la finalità dell’opera pubblica.

Tra i diritti che si estinguono ipso iure troviamo:

  • usufrutto

  • uso e abitazione

  • servitù prediali non compatibili

  • diritto di superficie (se incompatibile)

  • enfiteusi

  • ipoteche

  • pegno su frutti o manufatti

  • locazioni e altre forme di detenzione qualificata

  • comodato

  • contratti agrari

  • diritti di prelazione conventionale

  • diritti personali su immobili rurali

Il principio è coerente con la natura stessa dell’espropriazione: la proprietà pubblica deve essere piena, esclusiva, e priva di elementi che possano ostacolare l’esecuzione dell’opera di pubblica utilità.

 Il criterio della compatibilità

La norma introduce un’importante eccezione: sopravvivono solo i diritti compatibili con la finalità dell’esproprio.

Esempio:
Una servitù di passaggio pedonale potrebbe non impedire la realizzazione dell’opera, quindi sopravvive.
Una servitù di acquedotto sotterraneo può essere compatibile con un parco pubblico, ma non con un viadotto o una galleria.

La compatibilità deve essere valutata caso per caso, sulla base dell’opera prevista e del suo progetto esecutivo.

2. L’irrilevanza delle azioni reali o personali sul bene espropriato

Il secondo comma afferma un altro principio di grande rilievo:

Le azioni reali e personali esperibili sul bene non incidono né sul procedimento espropriativo né sugli effetti del decreto.

Ciò significa che:

  • un’azione di rivendicazione di proprietà;

  • un’azione possessoria;

  • un contenzioso sulla validità di un contratto di locazione;

  • un procedimento di usucapione pendente;

  • una controversia tra coeredi sul bene;

  • un’opposizione del conduttore;

  • un contenzioso condominiale
    non possono rallentare, impedire o condizionare il percorso espropriativo.

Questo crea una sorta di corsia preferenziale dell’espropriazione rispetto ad altre forme di tutela giudiziaria.

Il legislatore ha scelto questa impostazione per impedire che l’opera pubblica venga paralizzata da controversie private.
Il proprietario (o il terzo) conserva comunque il diritto di far valere le proprie ragioni, ma lo farà sempre dopo, e unicamente sull’indennità (comma 3), mai sul bene.

3. Dopo la trascrizione del decreto: i diritti si trasferiscono sull’indennità

Il terzo comma consolida il principio chiave del sistema italiano:

Una volta trascritto il decreto di esproprio, ogni diritto relativo al bene si trasferisce sull’indennità.

Ciò significa che il bene diventa definitivamente libero, ma i titolari di diritti reali o personali possono far valere le loro ragioni chiedendo:

  • una quota dell’indennità di esproprio;

  • una parte dell’indennità aggiuntiva o integrativa;

  • una somma a titolo di ristoro.

Per comprendere questo meccanismo, occorre distinguere tra:

A) Diritti reali

  • usufrutto

  • servitù

  • ipoteca

  • uso e abitazione

  • enfiteusi

In questi casi il terzo potrà pretendere una parte dell’indennità pari al valore del proprio diritto, valutato economicamente.

B) Diritti personali

  • locazione

  • affitto agrario

  • comodato

  • concessioni

  • contratti atipici di godimento

Il titolare potrà rivalersi sull’indennità del proprietario, ottenendo ciò che gli spetterebbe in base alla legge e ai criteri di giustizia equitativa.

 Effetti pratici più importanti

  • Il bene non può più essere rivendicato.

  • Non è possibile bloccare i lavori pubblici.

  • I terzi non possono attivare azioni possessiori o reali sul bene.

  • La tutela è solo patrimoniale.

Questo favorisce la celerità delle opere pubbliche, ma allo stesso tempo tutela i diritti dei terzi tramite il meccanismo indennitario.

4. Gestione delle interferenze con servizi pubblici: convocazione prefettizia

Il quarto comma riguarda una materia molto tecnica e spesso sottovalutata: le interferenze tra l’opera pubblica e i servizi pubblici presenti sul bene espropriato.

Si pensi, ad esempio, a:

  • condotte idriche;

  • linee elettriche;

  • impianti in fibra ottica;

  • tubazioni del gas;

  • servizi di telefonia;

  • sistemi fognari;

  • impianti irrigui;

  • infrastrutture tecnologiche.

Una volta eseguito il decreto, il Prefetto deve convocare entro 10 giorni:

  • il soggetto proponente (normalmente l’ente attuatore dell’opera);

  • i gestori dei servizi pubblici.

L’obiettivo è definire:

  • i lavori di spostamento degli impianti esistenti;

  • le modalità tecniche degli interventi;

  • i tempi necessari;

  • le responsabilità operative.

Si tratta di un momento fondamentale per la pianificazione dell’opera pubblica, poiché spesso gli impianti esistenti costituiscono un ostacolo rilevante alla cantierizzazione.

Il potere sostitutivo del soggetto proponente

Se i lavori non vengono avviati entro 60 giorni, il proponente può eseguirli direttamente.
Questa disposizione:

  • elimina possibili ritardi da parte dei gestori dei servizi;

  • garantisce continuità al cronoprogramma dell’opera;

  • tutela l’interesse pubblico a evitare rallentamenti;

  • responsabilizza i soggetti coinvolti.

Collegamenti dell’art. 25 con altre norme del Testo Unico

Art. 25 è strettamente collegato con:

  • art. 23 (decreto di esproprio) → definisce il momento in cui il bene viene trasferito;

  • art. 24 (immissione in possesso) → conseguenze pratiche dell’esecuzione;

  • art. 32 e seguenti (determinazione dell’indennità) → base economica su cui i terzi potranno rivalersi;

  • art. 20 e 21 → procedura di stima, provvisoria e definitiva;

  • art. 35 → pagamento dell’indennità e depositi;

  • art. 55 e seguenti → rapporti con i proprietari confinanti o titolari di servitù.

La norma si inserisce in modo armonico nel sistema del Testo Unico, contribuendo alla certezza sul trasferimento del bene e sulla definizione economica dei rapporti con i terzi.

Casi pratici e applicazioni giurisprudenziali

La giurisprudenza amministrativa e civile ha più volte chiarito la portata dell’art. 25.

Caso 1 – Estinzione della locazione

Il conduttore di un immobile commerciale espropriato non può chiedere di rimanere nel bene, ma ha diritto a un ristoro economico, talvolta parametrato:

  • all’avviamento commerciale;

  • ai costi di trasferimento;

  • all’eventuale perdita di clientela.

Caso 2 – Ipoteche e diritti dei creditori

Se un bene gravato da ipoteca viene espropriato:

  • la banca non può rivalersi sul bene;

  • potrà richiedere la sua parte sull’indennità;

  • eventuali contestazioni sulla misura del credito non sospendono i lavori.

Caso 3 – Servitù prediali

Le servitù incompatibili vengono estinte.
Le servitù compatibili sopravvivono.

Esempio compatibilità:
Servitù di elettrodotto su un terreno espropriato per realizzare un impianto sportivo.

Esempio incompatibilità:
Servitù di passaggio carrabile su un tratto destinato a fondo stradale o galleria.

Caso 4 – Azioni possessori e usucapione

Un soggetto che vantava una pretesa di usucapione non può bloccare l’opera pubblica.
Potrà però richiedere una parte dell’indennità se dimostra il proprio diritto.

NOTA IMPORTANTE

Come illustrato nella Sezione D6, questo testo è stato realizzato da una IA, non è stato revisionato da ANPTES e può contenere GRAVI, PERICOLOSI E GROSSOLANI ERRORI.
Questo testo serve solo a far comprendere ai cittadini che non devono mai utilizzare l’IA per affrontare problemi giuridici.
Anptes, ovviamente, NON si assume alcuna responsabilità in ordine al contenuto del testo.

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