CASE OF CIUCCI v. ITALY - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF CIUCCI v. ITALY

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 35, P1-1
Numero: 68345/01/2006
Stato: Italia
Data: 2006-06-01 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di Art. 6-1; violazione di P1-1
TERZA SEZIONE
Causa CIUCCI c. l’Italia
(Richiesta n. 68345/01)
SENTENZA
STRASBOURG
1 giugno 2006
DEFINITIVO
01/09/2006
Questa sentenza diverr? definitiva nelle circostanze esposte nell? Articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? essere soggetta a revisione editoriale.

Nella causa Ciucci c. l’Italia,
La Corte europea di Diritti dell’uomo (terza Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. B.M. Zupančič, Presidente, il
Sig. L. Caflisch, il Sig. C. B?rsan, il Sig. V. Zagrebelsky, il Sig. E. Myjer, il Sig. David Th?r Bj?rgvinsson
Mrs io. Ziemele, giudici
ed il Sig. V. Berger, Cancelliere di Sezione ,
Avendo deliberato in privato il 11 maggio 2006,
Consegna la sentenza seguente che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa origin? da una richiesta (n. 68345/01) contro la Repubblica italiana depositata presso la Corte sotto Articolo 34 della Convenzione per la Protezione di Diritti dell’uomo e le Libert? Fondamentali (?la Convenzione?) da un italiano nazionale, il Sig. F. C. (?il richiedente?), 10 aprile 2001.
2. Il richiedente fu rappresentato di fronte alla Corte dal Sig. A. C., un avvocato che pratica a Livorno. Il Governo italiano (?il Governo?) fu rappresentato dai loro Agenti successivi, rispettivamente il Sig. U. Leanza ed il Sig. I.M. Braguglia, e dai loro co-agenti successivi, rispettivamente il Sig. V. Esposito ed il Sig. F. Crisafulli.
3. 18 marzo 2004 la Corte (Prima Sezione) dichiar? la richiesta ammissibile.
4. 1 novembre 2004 la Corte cambi? la composizione delle sue sezioni (l’Articolo 25 ? 1). Questa causa fu assegnata alla terza Sezione di recente ricomposta.
I FATTI
I. LE CIRCOSTANZE DELLA CAUSA
5. Il richiedente nacque nel 1966 e vive a Livorno.
6. Lui ? il proprietario di un appartamento a Livorno che lui aveva affittato a I.M.
7. In una lettera registrata il 20 febbraio 1990, il richiedente inform? l’inquilino che lui intendeva terminare il contratto d’affitto alla scadenza del termine del 1 settembre 1990 e chiese a lui di sgombrare i locali entro quella data.
8. In un documento presentato all? inquilino il 22 settembre 1990, il richiedente reiter? la sua intenzione di terminare il contratto d’affitto e chiam? in causa l’inquilino per apparire di fronte al Magistrato in Livorno.
9. Da una decisione dell? 8 ottobre 1990 che fu resa esecutoria l?11 ottobre 1990 il Magistrato in Livorno sostenne la validit? dell’avviso per abbandonare ed ordin? che i locali fossero sgombrati entro il 31 marzo 1992.
10. 9 aprile 1992, il richiedente present? avviso all? inquilino che lo costringeva a sgombrare i locali.
11. 28 aprile 1992, il richiedente fece una dichiarazione legale nella quale richiedeva urgentemente i locali come sistemazione per lui.
12. Il 30 maggio 1992, lui inform? l’inquilino che l’ordinativo per sfratto sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 23 giugno 1992.
13. Tra il 23 giugno 1992 e il 29 novembre 2001, l’ufficiale giudiziario fece diciannove tentativi di recuperare la propriet?. Ogni tentativo si dimostr? senza successo, siccome al richiedente non fu accordata mai l’assistenza della polizia nell’eseguire l’ordinativo per sfratto.
14. Nel frattempo, conseguente all?Articolo 6 della Legge N.ro 431 del 1998, il 15 luglio 1999, l’inquilino chiese al Magistrato in Livorno di posticipare i procedimenti di esecuzione. Il 7 aprile 2000, il Magistrato in Livorno pose una nuova data per il 24 novembre 2000.
15. 9 luglio 2001, l’inquilino chiese al Magistrato in Livorno di posticipare i procedimenti esecutivi.
16. 20 luglio 2001, il Magistrato in Livorno decise di sospendere provvisoriamente la sanzione ed aggiorn? l’udienza sino al 5 ottobre 2001.
17. 5 ottobre 2001, l?udienza fu riportata al 19 ottobre 2001.
18. 26 ottobre 2001 il Magistrato in Livorno ordin?, che i locali fossero sgombrati al pi? presto possibile.
19. 6 dicembre 2001, il richiedente recuper? propriet? dell’appartamento.
II. DIRITTO NAZIONALE ATTINENTE
20. Il diritto nazionale attinente e la pratica sono descritti nelle sentenze della Corte nelle cause di Mascolo c. l’Italia, (n. 68792/01, ?? 14-44 16.12.2004) e Lo Tufo c. l’Italia, (n. 64663/01, ?? 16-48 21.04.2005).
LA LEGGE
I. LE OBIEZIONI PRELIMINARI DEL GOVERNO
A. Il Non -esaurimento della via di ricorso di Pinto
21. Nelle loro osservazioni sui meriti, il Governo reiter? la sua obiezione al motivo della non-esaurimento delle vie di ricorso nazionali. Contest? la conclusione della Corte nella decisione Mascolo (Mascolo c. l’Italia (il dec), n. 68792/01, 16 ottobre 2003) che fu applicata anche alla causa presente e sostenne che il giudizio della Corte di Cassazione del 18 giugno 2002 prov? che una via di ricorso sotto l’Atto Pinto era anche disponibile rispetto ai procedimenti di sfratto. Il successo di altri richiedenti che avevano usato quella via di ricorso mostr? che era valido. In appoggio della loro osservazione, cont? sulla sentenza summenzionata del 18 giugno 2002.
22. La Corte nota che gi? ha respinto l’obiezione del Governo riguardo all’esistenza di una via di ricorso nazionale nella sua decisione di ammissibilit? del 18 marzo 2004.
Indica anche che nella causa Mascolo la Corte not? che perfino per il Governo il fatto che la via di ricorso Pinto era disponibile per procedimenti di sfratto non sembr? essere cos? ovvio, siccome aveva sollevato solamente quel problema dopo la sentenza del 18 giugno 2002. Inoltre, come nella causa Mascolo, nella presente causa il tempo-limite per presentare tale via di ricorso ? scaduto il 18 aprile 2002.
23. Perci?, la Corte conferma che in quelle circostanze i richiedenti sono stati esentati dall’obbligo di esaurire la via di ricorso.
24. La Corte considera che il Governo bas? la sua obiezione su argomenti che non erano tali da da chiamare in causa la sua decisione sull’ammissibilit?. Di conseguenza, l’obiezione deve essere respinta.
B. Il Non- esaurimento della via di ricorso sotto Articolo 1591 del Codice civile
25. Nelle loro osservazioni sui meriti, il Governo dibatte, che le vie di ricorso nazionali non erano state esaurite per il fatto che i richiedenti non erano riusciti a chiedere indennizzo per danno di fronte alle corti nazionali sotto Articolo 1591 del Codice civile.
26. Dal momento che gli argomenti del Governo dovevano essere considerati un’obiezione preliminare, la Corte nota che l’obiezione non ? stata sollevata come avrebbe dovuto essere, di fronte alla decisione di ammissibilit? Essendo cos?, il Governo ? fermato dal sollevarla.
27. Questa obiezione dovrebbe essere respinta di conseguenza (vedere, fra le altre autorit?, Nikolova c. la Bulgaria [GC], n. 31195/96, ? 44 ECHR 1999-II).
II. VIOLAZIONE ADDOTTA DELL?ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N.RO 1 E DELL? ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
28. Il richiedente si lagn? della sua incapacit? prolungata nel recuperare la propriet? del suo appartamento, dovuta alla mancanza di assistenza di polizia. Lui dichiar? una violazione del suo diritto di propriet?, come garantito dall? Articolo 1 del Protocollo N.ro 1 della Convenzione che prevede:
?Ogni persona fisica o giuridica ? abilitata alla fruizione tranquilla delle sue propriet?. Nessuno sar? privato delle sue propriet? eccetto nell’interesse pubblico e soggetto alle condizioni previste dalla legge e dai principi generali di diritto internazionale.
Comunque, i provvedimenti precedenti non possono in alcun modo danneggiare il diritto di un Stato per eseguire tali leggi come ritiene necessario controllare l’utilizzazione della propriet? in concordanza con l’interesse generale o assicurare il pagamento di tasse o gli altri contributi o sanzioni.?
29. Il richiedente dichiar? anche un’infrazione dell? Articolo 6 ? 1 della Convenzione, la parte attinente del quale prevede:
?Nella determinazione dei suoi diritti civili ed obblighi…, ognuno ? abilitato ad… un?udienza all’interno di un termine ragionevole da [un]… tribunale…?
30. La Corte prima ha esaminato un numero di cause che sollevano problemi simili a quelli nella causa presente e ha trovato una violazione dell? Articolo 1 del Protocollo N.ro 1 e dell?Articolo 6 ? 1 della Convenzione (vedere Immobiliare Saffi, citata sopra, ?? 46-75; Lunari c. l’Italia, n. 21463/93, ?? 34-46 11 gennaio 2001; Palumbo c. l’Italia, n. 15919/89, ?? 33-48 30 novembre 2000).
31. La Corte ha esaminato la causa presente e scoperto che non ci sono fatti o argomenti del Governo che condurrebbero a nessuna conclusione diversa in questa istanza. Annota che il richiedente aveva dovuto aspettare approssimativamente nove anni e cinque mesi dopo il primo tentativo dell’ufficiale giudiziario prima di essere in grado recuperare l’appartamento.
C’? stata di conseguenza, una violazione dell? Articolo 1 del Protocollo N.ro 1 e dell?i Articolo 6 ? 1 della Convenzione nella causa presente.
III. APPLICAZIONE DELL?ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
32. Articolo 41 della Convenzione prevede:
?Se la Corte scopre che c’? stata una violazione della Convenzione o dei Protocolli inoltre, e se la legge interna dell?Alta Parte Contraente concernente permette di essere fatta una riparazione solamente parziale, la Corte pu?, se necessario, riconoscere una soddisfazione equa alla vittima.?
33. Dopo la decisione dell’ammissibilit? l’avvocato del richiedente non present? richiesta per soddisfazione equa entro il tempo permesso, anche se nella lettera spedita a lui il 25 marzo 2004 la sua attenzione era stata attratta sull?Articolo 60 degli Articoli della Corte che prevede che qualsiasi richiesta per soddisfazione equa sotto l?Articolo 41 della Convenzione deve essere esposta nelle osservazioni scritte sui meriti. Di conseguenza, dal momento che la Corte non ricevette replica entro il tempo prescritto nella lettera che accompagna la decisione sull’ammissibilit?, considera che non c’? nessuna ragione per dare qualsiasi somma sotto Articolo 41 della Convenzione (vedere Capeau c. il Belgio, n. 42914/98, 13 gennaio 2005 ? 32).
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMAMENTE
1. Respinge le obiezioni preliminari del Governo;
2. Ritiene che c’? stata una violazione dell? Articolo 1 del Protocollo N.ro 1;
3. Ritiene che c’? stata una violazione dell?Articolo 6 ? 1 della Convenzione.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 1 giugno 2006, secondo l?articolo 77 ?? 2 e 3 degli Articoli della Corte.
Vincenzo Berger Bo?tjan M. Zupančič
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation of Art. 6-1 ; Violation of P1-1
THIRD SECTION
CASE OF CIUCCI v. ITALY
(Application no. 68345/01)
JUDGMENT
STRASBOURG
1 June 2006
FINAL
01/09/2006
This judgment will become final in the circumstances set out in Article 44 ? 2 of the Convention. It may be subject to editorial revision.

In the case of Ciucci v. Italy,
The European Court of Human Rights (Third Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr B.M. Zupan?i?, President,
Mr L. Caflisch,
Mr C. B?rsan,
Mr V. Zagrebelsky,
Mr E. Myjer,
Mr David Th?r Bj?rgvinsson,
Mrs I. Ziemele, judges
and Mr V. Berger, Section Registrar,
Having deliberated in private on 11 May 2006,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 68345/01) against the Italian Republic lodged with the Court under Article 34 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by an Italian national, Mr F. C. (?the applicant?), on 10 April 2001.
2. The applicant was represented before the Court by Mr A. C., a lawyer practising in Livorno. The Italian Government (?the Government?) were represented by their successive Agents, respectively Mr U. Leanza and Mr I.M. Braguglia, and by their successive co-Agents, respectively Mr V. Esposito and Mr F. Crisafulli.
3. On 18 March 2004 the Court (First Section) declared the application admissible.
4. On 1 November 2004 the Court changed the composition of its sections (Rule 25 ? 1). This case was assigned to the newly composed Third Section.
THE FACTS
I. THE CIRCUMSTANCES OF THE CASE
5. The applicant was born in 1966 and lives in Livorno.
6. He is the owner of a flat in Livorno, which he had let to I.M.
7. In a registered letter of 20 February 1990, the applicant informed the tenant that he intended to terminate the lease on expiry of the term on 1 September 1990 and asked him to vacate the premises by that date.
8. In a writ served on the tenant on 22 September 1990, the applicant reiterated his intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Livorno Magistrate.
9. By a decision of 8 October 1990, which was made enforceable on 11 October 1990, the Livorno Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 31 March 1992.
10. On 9 April 1992, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
11. On 28 April 1992, the applicant made a statutory declaration that he urgently required the premises as accommodation for himself.
12. On 30 May 1992, he informed the tenant that the order for possession would be enforced by a bailiff on 23 June 1992.
13. Between 23 June 1992 and 29 November 2001, the bailiff made nineteen attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was never granted the assistance of the police in enforcing the order for possession.
14. In the meanwhile, pursuant to Article 6 of Law No. 431 of 1998, on 15 July 1999, the tenant asked the Livorno Magistrate to postpone the enforcement proceedings. On 7 April 2000, the Livorno Magistrate set a fresh date for 24 November 2000.
15. On 9 July 2001, the tenant asked the Livorno Magistrate to postpone the enforcement proceedings.
16. On 20 July 2001, the Livorno Magistrate decided to provisionally suspend the enforcement and adjourned the hearing until 5 October 2001.
17. On 5 October 2001, the hearing was reported to 19 October 2001.
18. On 26 October 2001, the Livorno Magistrate ordered that the premises be vacated as soon as possible.
19. On 6 December 2001, the applicant recovered possession of the flat.
II. RELEVANT DOMESTIC LAW
20. The relevant domestic law and practice is described in the Court?s judgments in the cases of Mascolo v. Italy, (no. 68792/01, ?? 14-44, 16.12.2004) and Lo Tufo v. Italy, (no. 64663/01, ?? 16-48, 21.04.2005).
THE LAW
I. THE GOVERNMENT?S PRELIMINARY OBJECTIONS
A. Non-exhaustion of the Pinto remedy
21. In their observations on the merits, the Government reiterated their objection on grounds of non-exhaustion of domestic remedies. They contested the conclusion of the Court in the Mascolo decision (Mascolo v. Italy (dec), no. 68792/01, 16 October 2003), which was also applied in the present case, and maintained that the Court of Cassation?s judgment of 18 June 2002 proved that a remedy under the Pinto Act was also available in respect of eviction proceedings. The success of other applicants who had used that remedy showed that it was an effective one. In support of their submission, they relied on the above-mentioned judgment of 18 June 2002.
22. The Court notes that it has already dismissed the Government?s objection concerning the existence of a domestic remedy in its admissibility decision of 18 March 2004.
It also points out that in the Mascolo case the Court noted that even for the Government the fact that the Pinto remedy was available for eviction proceedings didn?t seem to be so obvious, as they had only raised that issue after the judgment of 18 June 2002. Moreover, as in the Mascolo case, in the present case the time-limit for introducing such a remedy expired on 18 April 2002.
23. Therefore, the Court confirms that in those circumstances the applicants were exempted from the obligation to exhaust remedies.
24. The Court considers that the Government based their objection on arguments that were not such as to call into question its decision on admissibility. Accordingly, the objection must be dismissed.
B. Non-exhaustion of the remedy under Article 1591 of the Civil Code
25. In their observations on the merits, the Government argue that domestic remedies had not been exhausted on the grounds that the applicants had failed to seek compensation for damage before the national courts under Article 1591 of the Civil Code.
26. In so far as the Government?s arguments have to be regarded as a preliminary objection, the Court notes that the objection was not raised, as it could have been, before the admissibility decision. That being the case, the Government are stopped from raising it.
27. This objection should accordingly be dismissed (see, among other authorities, Nikolova v. Bulgaria [GC], no. 31195/96, ? 44, ECHR 1999-II).
II. ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 1 OF PROTOCOL No. 1 AND OF ARTICLE 6 ? 1 OF THE CONVENTION
28. The applicant complained of his prolonged inability to recover possession of his flat, owing to the lack of police assistance. He alleged a violation of his right of property, as guaranteed by Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention, which provides:
?Every natural or legal person is entitled to the peaceful enjoyment of his possessions. No one shall be deprived of his possessions except in the public interest and subject to the conditions provided for by law and by the general principles of international law.
The preceding provisions shall not, however, in any way impair the right of a State to enforce such laws as it deems necessary to control the use of property in accordance with the general interest or to secure the payment of taxes or other contributions or penalties.?
29. The applicant also alleged a breach of Article 6 ? 1 of the Convention, the relevant part of which provides:
?In the determination of his civil rights and obligations …, everyone is entitled to a … hearing within a reasonable time by [a] … tribunal…?
30. The Court has previously examined a number of cases raising issues similar to those in the present case and found a violation of Article 1 of Protocol No. 1 and Article 6 ? 1 of the Convention (see Immobiliare Saffi, cited above, ?? 46-75; Lunari v. Italy, no. 21463/93, ?? 34-46, 11 January 2001; Palumbo v. Italy, no. 15919/89, ?? 33-48, 30 November 2000).
31. The Court has examined the present case and finds that there are no facts or arguments from the Government which would lead to any different conclusion in this instance. It notes that the applicant had to wait approximately nine years and five months after the first attempt of the bailiff before being able to repossess the flat.
Consequently, there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1 and of Article 6 ? 1 of the Convention in the present case.
III. APPLICATION OF ARTICLE 41 OF THE CONVENTION
32. Article 41 of the Convention provides:
?If the Court finds that there has been a violation of the Convention or the Protocols thereto, and if the internal law of the High Contracting Party concerned allows only partial reparation to be made, the Court shall, if necessary, afford just satisfaction to the injured party.?
33. After the decision on admissibility the applicant?s counsel did not submit any claim for just satisfaction within the time allowed, although in the letter sent to him on 25 March 2004 his attention had been drawn to Rule 60 of the Rules of Court, which provides that any claim for just satisfaction under Article 41 of the Convention must be set out in the written observations on the merits. Accordingly, since the Court received no reply within the time prescribed in the letter accompanying the decision on admissibility, it considers that there is no reason to award any sum under Article 41 of the Convention (see Capeau v. Belgium, no. 42914/98, 13 January 2005, ? 32).
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Dismisses the Government?s preliminary objections;
2. Holds that there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1;
3. Holds that there has been a violation of Article 6 ? 1 of the Convention.
Done in English, and notified in writing on 1 June 2006, pursuant to Rule 77 ?? 2 and 3 of the Rules of Court.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupan?i?
Registrar President

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