AFFAIRE ZICCARDI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.
Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE ZICCARDI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 13, 35, 29, P1-1, P4-2
Numero: 27394/02/2006
Stato: Italia
Data: 2006-06-08 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 8 (rispetto della vita privata); Violazione dell’art. 13; parzialmente inammissibile; Danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
TERZA SEZIONE
CAUSA ZICCARDI C. ITALIA
( Richiesta no 27394/02)
SENTENZA
STRASBURGO
8 giugno 2006
DEFINITIVO
08/09/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Ziccardi c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, L. Caflisch, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan,
Sigg. Davide Th?r Bj?rgvinsson, giudici, e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 18 maggio 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 27394/02) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. E. Z. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 19 luglio 2002 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dal Sig. G. B., avvocato a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. Ivo Maria Braguglia, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. Nicola Lettieri.
3. Il 29 settembre 2004, la Corte, prima sezione, ha dichiarato la richiesta parzialmente inammissibile e ha deciso di comunicare le lagnanze derivate dall’articolo 8 della Convenzione, 1 del Protocollo no 1, 2 del Protocollo no 4 e 13 della Convenzione al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni, articolo 25 ? 1 dell’ordinamento. La presente richiesta ? stata assegnata alla terza sezione cos? ricomposta, articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1936 e ha risieduto a Foiano di Valle Fortore (Benevento).
1. Il procedimento di fallimento
6. Con un giudizio depositato il 4 dicembre 1993, il tribunale di Benevento dichiar? il fallimento del richiedente in quanto amministratore delal societ? E.I.S.
7. Il 20 dicembre 1993, una domanda di ammissione al passivo del fallimento fu depositata dinnanzi al tribunale.
8. Il 12 gennaio 1994, il curatore fece l’inventario dei beni del richiedente.
9. Il 30 aprile 1994, il curatore chiese al giudice delegato (“il giudice”) l’autorizzazione di interporre appello in un procedimento civile iniziato dal richiedente contro l’ufficio sul valore aggiunto di Benevento.
10. Il 17 novembre 1994, l’ordine dei geologi cancell? il nome del richiedente dal registro dei geologi in ragione di questo che, in seguito alla sua dichiarazione di fallimento, il richiedente non godeva dei suoi diritti civili, articolo 5 b, della legge no 112 del 1963.
11. Tra il 29 novembre 1994 ed il 14 aprile 1995, quattro udienze per la verifica del passivo del fallimento ebbero luogo. A questa ultima data, il passivo del fallimento fu dichiarato esecutivo.
12. Il 22 novembre 1995, il giudice costitu? il comitato dei creditori.
13. Il 5 luglio 1996, il curatore chiese al giudice di autorizzare la vendita tramite negoziato privato, vendita a trattativa privata, di certi beni facenti parte dell’attivo del fallimento.
14. Il 16 luglio 1996, il giudice accolse questa domanda e nomin? un perito per la valutazione dei beni.
15. Il 12 marzo 1997, il giudice chiese al perito di fornire il suo rapporto prima del 15 maggio 1997.
16. Il 24 maggio 1999, il curatore chiese al giudice di ordinare l’asta pubblica di certi beni immobili facenti parte dell’attivo del fallimento.
17. Il 14 aprile 2000, il giudice ordin? suddetta vendita.
18. Alle udienze del 26 giugno 2000 e del 3 luglio 2000, nessuna domanda di partecipazione alle aste fu depositata.
19. Il 7 settembre 2001, il giudice fiss? un’asta pubblica al 3 dicembre 2001.
20. In seguito al fallimento di questa vendita, un’altra asta pubblica fu fissata al 21 ottobre 2002.
21. Il 23 gennaio 2003, il richiedente introdusse una domanda dinnanzi all’ordine dei geologi della regione Campania per ottenere la reiscrizione del suo nome nel registro. Stim? che, secondo l’articolo 2 del decreto del presidente della Repubblica no 223 del 1997, la durata delle sue incapacit? civili non superava cinque anni dopo la sua dichiarazione di fallimento.
22. Il 23 giugno 2003, l’ordine dei geologi della regione Campania respinse questa domanda al motivo che “le condizioni per la reiscrizione del richiedente nel registro non erano assolte.”
23. Il 25 luglio 2003, il richiedente attacc? questa decisione dinnanzi all’ordine nazionale dei geologi.
24. L? 11 marzo 2005, l’ordine nazionale dei geologi respinse questa domanda. Consider? che il richiedente, iscritto nel registro dei falliti, non godeva dei suoi diritti civili e che questo non pu? ottenere la sua reiscrizione nel registro dei geologi che dopo la sua riabilitazione civile (articolo 143 della legge sul fallimento).
25. Il 4 luglio 2005, il richiedente attacc? questa decisione dinnanzi al tribunale di Napoli.
26. Un’udienza fu fissata al 3 maggio 2006.
27. Secondo le informazione fornite dal richiedente, il procedimento di fallimento era pendente al 23 aprile 2006.
2. Il procedimento introdotto conformemente alla legge Pinto
28. Il 24 marzo 2001, il richiedente introdusse un ricorso dinnanzi alla corte di appello di Roma conformemente alla legge Pinto lamentandosi della durata del procedimento cos? come del prolungamento delle incapacit? derivanti dal suo collocamento in fallimento.
29. Con una decisione del 10 giugno 2003, la corte di appello respinse la domanda del richiedente.
30. Il 19 marzo 2004, il richiedente ricorse in cassazione.
31. Secondo le informazione fornite dal richiedente il 23 aprile 2006, il procedimento era a questa data ancora pendente.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
32. Il diritto interno pertinente ? descritto nelle sentenze Campagnano c. Italia (no 77955/01, ?? 19-22, 23 marzo 2006) Albanese c. Italia, (no 77924/01, ?? 23-26, 23 marzo 2006) e Vitiello c. Italia (no 77962/01, ?? 17-20, 23 marzo 2006,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DEGLI ARTICOLI 8 DELLA CONVENZIONE, IN QUANTO AL DIRITTO AL RISPETTO DELLA CORRISPONDENZA, 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 E 2 DEL PROTOCOLLO NO 4

33. Invocando l’articolo 8 della Convenzione, il richiedente si lamenta della violazione del suo diritto al rispetto della sua corrispondenza in ragione del fatto che la corrispondenza del fallito ? sottoposta al controllo del curatore. Invocando l’articolo 1 del Protocollo no 1, si lamenta che la dichiarazione di fallimento l’abbia privato dei suoi beni, in particolare in ragione della durata del procedimento. Invocando l’articolo 2 del Protocollo no 4, denuncia la limitazione della sua libert? di circolazione, in particolare in ragione della durata del procedimento. Questi articoli sono formulati cos?:
Articolo 8 della Convenzione
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto di suo corrispondenza.
2. Non pu? esserci ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto se non per quanto questa ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ? democratica, sia necessaria alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui. “
Articolo 1 del Protocollo no 1
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
Articolo 2 del Protocollo no 4
“1. Chiunque si trovi regolarmente sul territorio di un Stato ha il diritto di circolarvi liberamente e di scegliere liberamente la sua residenza.
2. Ogni persona ? libera di lasciare qualsiasi paese, ivi compreso il suo.
3. L’esercizio di questi diritti non pu? essere oggetto di altre restrizioni se non quelle che, previste dalla legge, costituiscono delle misure necessarie, in una societ? democratica, alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al mantenimento dell’ordine pubblico, alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui.
34. Il Governo sostiene che il richiedente si sarebbe potuto lamentare delle incapacit? prolungate derivanti dal suo collocamento in fallimento dinnanzi alla corte di appello competente conformemente alla legge Pinto. Si riferisce, tra l?altro, alla sentenza della Corte di cassazione no 362 del 2003.
35. Il richiedente osserva che la legge Pinto non costituisce un mezzo di ricorso efficace per lamentarsi della durata delle incapacit? personali che derivano del collocamento in fallimento.
36. La Corte rileva che, nella sua sentenza no 362 del 2003, depositata il 14 gennaio 2003, la Corte di cassazione ha per la prima volta riconosciuto che il risarcimento morale relativo alla durata dei procedimenti di fallimento deve tenere conto, tra l?altro, del prolungamento delle incapacit? che derivano dello statuto di fallito.
37. La Corte ricorda avere considerato che, a partire dal 14 luglio 2003, la sentenza no 362 del 2003 non pu? pi? essere ignorato dal pubblico e che ? a contare da questa data che deve essere esatto dai richiedenti che utilizzino questo ricorso ai fini dell’articolo 35 ? 1 della Convenzione (vedere Sgattoni c. Italia, no 77132/01, ? 48, 6 ottobre 2005).
38. La Corte osserva che , il 24 marzo 2001, il richiedente ha introdotto un ricorso dinnanzi alla corte di appello di Roma conformemente alla legge Pinto, per lamentarsi, tra l?altro, del prolungamento delle incapacit? che derivano dal suo collocamento in fallimento. In seguito alla decisione di rigetto di questa corte, il 19 marzo 2004, il richiedente ricorse in cassazione e, secondo le informazione fornite da richiedente, questo procedimento era pendente al 23 aprile 2006. La Corte stima dunque che questa parte della richiesta ? prematura e deve essere respinta per non-esaurimento delle vie di ricorso interne secondo l’articolo 35 ?? 1 e 4 della Convenzione.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELLL’ARTICOLO 8 DELLA CONVENZIONE, IN QUANTO AL DIRITTO AL RISPETTO DELLA VITA PRIVATA
39. Invocando l’articolo 8 della Convenzione, il richiedente si lamenta di un attentato al suo diritto al rispetto della sua vita privata nella misura in cui, in ragione dell’iscrizione del suo nome nel registro dei falliti, non pu? esercitare nessuna attivit? professionale o commerciale. Inoltre, denuncia il fatto che, secondo l’articolo 143 della legge sul fallimento, la sua riabilitazione che mette fine a queste incapacit? personali, non pu? essere chiesta che cinque anni dopo la chiusura del procedimento di fallimento. L’articolo 8 ? formulato cos?:
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata.
2. Non pu? esserci ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto se non per quanto questa ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ? democratica, sia necessaria alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui. “

A. Sull’ammissibilit?
40. La Corte constata che la lagnanza non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questo non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararlo ammissibile dunque.
B. Sul merito
41. La Corte considera che la cancellazione del nome del richiedente dal registro dei geologi derivante dall’iscrizione del suo nome nel registro dei falliti provoca un’ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata del richiedente che, tenuto conto della natura automatica di suddetta iscrizione, della mancanza di una valutazione e di un controllo giurisdizionale sull’applicazione delle incapacit? ci relative cos? come del lasso di tempo previsto per l’ottenimento della riabilitazione, non ? “necessaria in una societ? democratica” al senso dell’articolo 8 ? 2 della Convenzione.
La Corte stima dunque che c’? stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione.
III. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 13 DELLA CONVENZIONE
42. Invocando l’articolo 13 della Convenzione, il richiedente si lamenta di non disporre di un ricorso effettivo per lamentarsi delle incapacit? patrimoniali e personali il tocco durante tutto il procedimento di fallimento e fino all’ottenimento della sua riabilitazione. Questo articolo ? formulato cos?:
“Ogni persona i cui diritti e libert? riconosciuti nella Convenzione sono stati violata, ha diritto alla concessione di un ricorso effettivo dinnanzi ad un’istanza nazionale, anche se la violazione fosse stata commessa da persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali. “

A. Sull’ammissibilit?
43. In quanto alla parte della lagnanza concernente la limitazione prolungata del diritto al rispetto dei beni, articolo 1 del Protocollo no 1, della corrispondenza (articolo 8 della Convenzione) e della libert? di circolazione del richiedente, articolo 2 del Protocollo no 4, la Corte ricorda avere concluso all’inammissibilit? di queste lagnanze. Pertanto, stima che, non trattandosi di lagnanze “difendibili” allo sguardo della Convenzione, questa parte della richiesta deve essere respinta in quanto manifestamente mal fondata secondo l’articolo 35 ?? 3 e 4 della Convenzione.
44. In quanto alla parte della lagnanza che riguarda le incapacit? personali derivanti dall’iscrizione del nome del fallito nel registro dei falliti e che perdurando fino all’ottenimento della riabilitazione civile, la Corte constata che non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questa non si scontra con nessun altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
45. La Corte ha trattato gi? cause che sollevano delle questioni simili a quelle del caso specifico e ha constatato la violazione dell’articolo 13 della Convenzione (vedere Bottaro c. Italia, no 56298/00, ?? 41-46, 17 luglio 2003).
46. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente.
Pertanto, la Corte conclude che c’? stata violazione dell’articolo 13 della Convenzione.

IV. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE

47. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
48. Il richiedente presenta una perizia che valuta a 108 584,61 euro (EUR) il danno materiale che avrebbe subito. Questa somma corrisponde al salario minimo (pensione sociale) che questo avrebbe ricevuto a partire dalla sua dichiarazione di fallimento. Il richiedente richiede anche 500 000 EUR per il danno morale che avrebbe subito.
49. Il Governo contesta queste pretese.
50. La Corte non vede legame di causalit? tra le violazioni constatate ed il danno materiale addotto e respinge la domanda. In compenso, considera che c’? luogo di concedere al richiedente 6 000 EUR a titolo del danno morale, tenuto conto in particolare del fatto che il richiedente non ha potuto esercitare la sua attivit? di geologo dal 17 novembre 1994 fino al pi? presto il 18 gennaio 2006.
B. Oneri e spese
51. Il richiedente chiede anche 19 979,39 EUR per oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte cos? come 2 440,51 EUR per gli oneri di perizia.
52. Il Governo contesta queste pretese.
53. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese che nella misura in cui si trovano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso. Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei criteri suddetti, la Corte stima ragionevole la somma di 2 000 EUR a titolo degli oneri e spese per il procedimento dinnanzi alla Corte e l’accorda al richiedente.
C. Interessi moratori
54. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile in quanto alle lagnanze derivate dagli articoli 8 della Convenzione, in quanto al diritto al rispetto della vita privata del richiedente, e 13 della Convenzione, in quanto alla mancanza di un ricorso per lamentarsi delle incapacit? che derivano dall’iscrizione del nome del fallito nel registro dei falliti, ed inammissibile per il surplus;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione;
3. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 13 della Convenzione;
4. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione 6 000 EUR (seimila euro) per danno morale e 2 000 EUR (duemila euro) per oneri e spese, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questo importo sar? da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
5. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 8 giugno 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupancic
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 8 (Respect de la vie priv?e) ; Violation de l’art. 13 ; Partiellement irrecevable ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE ZICCARDI c. ITALIE
(Requ?te no 27394/02)
ARR?T
STRASBOURG
8 juin 2006
D?FINITIF
08/09/2006
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Ziccardi c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
L. Caflisch,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
MM. David Th?r Bj?rgvinsson, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 18 mai 2006,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 27394/02) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. E. Z. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 19 juillet 2002 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? par M. Giovanni B., avocat ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. Ivo Maria Braguglia, et par son coagent adjoint, M. Nicola Lettieri.
3. Le 29 septembre 2004, la Cour (premi?re section) a d?clar? la requ?te partiellement irrecevable et a d?cid? de communiquer les griefs tir?s de l?article 8 de la Convention, 1 du Protocole no 1, 2 du Protocole no 4 et 13 de la Convention au Gouvernement. Se pr?valant de l?article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.
4. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la troisi?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Le requ?rant est n? en 1936 et r?side ? Foiano di Val Fortore (B?n?vent).
1. La proc?dure de faillite
6. Par un jugement d?pos? le 4 d?cembre 1993, le tribunal de B?n?vent d?clara la faillite du requ?rant en tant qu?administrateur de la soci?t? E.I.S.
7. Le 20 d?cembre 1993, une demande d?admission au passif de la faillite fut d?pos?e devant le tribunal.
8. Le 12 janvier 1994, le syndic fit l?inventaire des biens du requ?rant.
9. Le 30 avril 1994, le syndic demanda au juge d?l?gu? (? le juge ?) l?autorisation d?interjeter appel dans une proc?dure civile entam?e par le requ?rant ? l?encontre du bureau sur la valeur ajout?e de B?n?vent.
10. Le 17 novembre 1994, l?Ordre des g?ologues effa?a le nom du requ?rant du registre des g?ologues en raison de ce que, suite ? sa d?claration de faillite, le requ?rant ne jouissait pas de ses droits civils (article 5 b) de la loi no 112 de 1963).
11. Entre le 29 novembre 1994 et le 14 avril 1995, quatre audiences pour la v?rification du passif de la faillite eurent lieu. A cette derni?re date, le passif de la faillite fut d?clar? ex?cutoire.
12. Le 22 novembre 1995, le juge constitua le comit? des cr?anciers.
13. Le 5 juillet 1996, le syndic demanda au juge d?autoris? la vente par n?gociation priv?e (vendita a trattativa privata) de certains biens faisant partie de l?actif de la faillite.
14. Le 16 juillet 1996, le juge fit droit ? cette demande et nomma un expert pour l??valuation des biens.
15. Le 12 mars 1997, le juge demanda ? l?expert de fournir son rapport avant le 15 mai 1997.
16. Le 24 mai 1999, le syndic demanda au juge d?ordonner la vente aux ench?res de certains biens immeubles faisant partie de l?actif de la faillite.
17. Le 14 avril 2000, le juge ordonna ladite vente.
18. Aux audiences du 26 juin 2000 et du 3 juillet 2000, aucune demande de participation aux ench?res ne fut d?pos?e.
19. Le 7 septembre 2001, le juge fixa une vente aux ench?res au 3 d?cembre 2001.
20. Suite ? l??chec de cette vente, une autre vente aux ench?res fut fix?e au 21 octobre 2002.
21. Le 23 janvier 2003, le requ?rant introduisit une demande devant l?Ordre des g?ologues de la r?gion Campanie afin d?obtenir la r?inscription de son nom dans le registre. Il estima que, selon l?article 2 du d?cret du pr?sident de la R?publique no 223 de 1997, la dur?e de ses incapacit?s civiles n?exc?dait pas cinq ans apr?s sa d?claration de faillite.
22. Le 23 juin 2003, l?Ordre des g?ologues de la r?gion Campanie rejeta cette demande au motif que ? les conditions pour la r?inscription du requ?rant dans le registre n??taient pas remplies ?.
23. Le 25 juillet 2003, le requ?rant attaqua cette d?cision devant l?ordre national des g?ologues.
24. Le 11 mars 2005, l?Ordre national des g?ologues rejeta cette demande. Il consid?ra que le requ?rant, inscrit dans le registre des faillis, ne jouissait pas de ses droits civils et que celui-ci ne peut obtenir sa r?inscription dans le registre des g?ologues qu?apr?s sa r?habilitation civile (article 143 de la loi sur la faillite).
25. Le 4 juillet 2005, le requ?rant attaqua cette d?cision devant le tribunal de Naples.
26. Une audience fut fix?e au 3 mai 2006.
27. Selon les informations fournies par le requ?rant, la proc?dure de faillite ?tait pendante au 23 avril 2006.
2. La proc?dure introduite conform?ment ? la loi Pinto
28. Le 24 mars 2001, le requ?rant introduisit un recours devant la cour d?appel de Rome conform?ment ? la loi Pinto se plaignant de la dur?e de la proc?dure ainsi que du prolongement des incapacit?s d?rivant de sa mise en faillite.
29. Par une d?cision du 10 juin 2003, la cour d?appel rejeta la demande du requ?rant.
30. Le 19 mars 2004, le requ?rant se pourvut en cassation.
31. Selon les informations fournies par le requ?rant le 23 avril 2006, la proc?dure ?tait ? cette date encore pendante.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
32. Le droit interne pertinent est d?crit dans les arr?ts Campagnano c. Italie (no 77955/01, ?? 19-22, 23 mars 2006), Albanese c. Italie (no 77924/01, ?? 23-26, 23 mars 2006) et Vitiello c. Italie (no 77962/01, ?? 17-20, 23 mars 2006).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DES ARTICLES 8 DE LA CONVENTION, QUANT AU DROIT AU RESPECT DE LA CORRESPONDANCE, 1 DU PROTOCOLE No 1 ET 2 DU PROTOCOLE No 4
33. Invoquant l?article 8 de la Convention, le requ?rant se plaint de la violation de son droit au respect de sa correspondance en raison de ce que la correspondance du failli est soumise au contr?le du syndic. Invoquant l?article 1 du Protocole no 1, il se plaint que la d?claration de faillite l?a priv? de ses biens, notamment en raison de la dur?e de la proc?dure. Invoquant l?article 2 du Protocole no 4, il d?nonce la limitation de sa libert? de circulation, notamment en raison de la dur?e de la proc?dure. Ces articles sont ainsi libell?s :
Article 8 de la Convention
? 1. Toute personne a droit au respect de sa (…) correspondance.
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien-?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
Article 1 du Protocole no 1
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
Article 2 du Protocole no 4
? 1. Quiconque se trouve r?guli?rement sur le territoire d?un Etat a le droit d?y circuler librement et d?y choisir librement sa r?sidence.
2. Toute personne est libre de quitter n?importe quel pays, y compris le sien.
3. L?exercice de ces droits ne peut faire l?objet d?autres restrictions que celles qui, pr?vues par la loi, constituent des mesures n?cessaires, dans une soci?t? d?mocratique, ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au maintien de l?ordre public, ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui.
34. Le Gouvernement soutient que le requ?rant aurait pu se plaindre des incapacit?s prolong?es d?rivant de sa mise en faillite devant la cour d?appel comp?tente conform?ment ? la loi Pinto. Il se r?f?re, entre autres, ? l?arr?t de la Cour de cassation no 362 de 2003.
35. Le requ?rant observe que la loi Pinto ne constitue pas un moyen de recours efficace pour se plaindre de la dur?e des incapacit?s personnelles d?rivant de la mise en faillite.
36. La Cour rel?ve que, dans son arr?t no 362 de 2003, d?pos? le 14 janvier 2003, la Cour de cassation a pour la premi?re fois reconnu que le d?dommagement moral relatif ? la dur?e des proc?dures de faillite doit tenir compte, entre autres, de la prolongation des incapacit?s d?rivant du statut de failli.
37. La Cour rappelle avoir retenu que, ? partir du 14 juillet 2003, l?arr?t no 362 de 2003 ne peut plus ?tre ignor? du public et que c?est ? compter de cette date qu?il doit ?tre exig? des requ?rants qu?ils usent de ce recours aux fins de l?article 35 ? 1 de la Convention (voir Sgattoni c. Italie, no 77132/01, ? 48, 6 octobre 2005).
38. La Cour observe que le, le 24 mars 2001, le requ?rant a introduit un recours devant la cour d?appel de Rome conform?ment ? la loi Pinto, pour se plaindre, entre autres, du prolongement des incapacit?s d?rivant de sa mise en faillite. Suite ? la d?cision de rejet de cette cour, le 19 mars 2004, le requ?rant s?est pourvut en cassation et, selon les informations fournies par requ?rant, cette proc?dure ?tait pendante au 23 avril 2006. La Cour estime donc que cette partie de la requ?te est pr?matur?e et doit ?tre rejet?e pour non-?puisement des voies de recours internes selon l?article 35 ?? 1 et 4 de la Convention.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 8 DE LA CONVENTION, QUANT AU DROIT AU RESPECT DE LA VIE PRIV?E
39. Invoquant l?article 8 de la Convention, le requ?rant se plaint d?une atteinte ? son droit au respect de sa vie priv?e dans la mesure o?, en raison de l?inscription de son nom dans le registre des faillis, son nom a ?t? effac? du registre des g?ologues et il ne peut exercer son activit? professionnelle. En outre, il d?nonce le fait que, selon l?article 143 de la loi sur la faillite, sa r?habilitation, qui met fin ? ces incapacit?s personnelles, ne peut ?tre demand?e que cinq ans apr?s la cl?ture de la proc?dure de faillite. L?article 8 est ainsi libell? :
? 1. Toute personne a droit au respect de sa vie priv?e (…).
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien-?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
A. Sur la recevabilit?
40. La Cour constate que le grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
41. La Cour consid?re que l?effacement du nom du requ?rant du registre des g?ologues d?rivant de l?inscription de son nom dans le registre des faillis entra?ne une ing?rence dans le droit au respect de la vie priv?e du requ?rant qui, compte tenu de la nature automatique de ladite inscription, de l?absence d?une ?valuation et d?un contr?le juridictionnels sur l?application des incapacit?s y relatives ainsi que du laps de temps pr?vu pour l?obtention de la r?habilitation, n?est pas ? n?cessaire dans une soci?t? d?mocratique ? au sens de l?article 8 ? 2 de la Convention.
La Cour estime donc qu?il y a eu violation de l?article 8 de la Convention.
III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 13 DE LA CONVENTION
42. Invoquant l?article 13 de la Convention, le requ?rant se plaint de ne pas disposer d?un recours effectif pour se plaindre des incapacit?s patrimoniales et personnelles le touchant pendant toute la proc?dure de faillite et jusqu?? l?obtention de sa r?habilitation. Cet article est ainsi libell? :
? Toute personne dont les droits et libert?s reconnus dans la (…) Convention ont ?t? viol?s, a droit ? l?octroi d?un recours effectif devant une instance nationale, alors m?me que la violation aurait ?t? commise par des personnes agissant dans l?exercice de leurs fonctions officielles. ?
A. Sur la recevabilit?
43. Quant ? la partie du grief concernant la limitation prolong?e du droit au respect des biens (article 1 du Protocole no 1), de la correspondance (article 8 de la Convention) et de la libert? de circulation du requ?rant (article 2 du Protocole no 4), la Cour rappelle avoir conclu ? l?irrecevabilit? de ces griefs. Partant, elle estime que, ne s?agissant pas de griefs ? d?fendables ? au regard de la Convention, cette partie de la requ?te doit ?tre rejet?e en tant que manifestement mal fond?e selon l?article 35 ?? 3 et 4 de la Convention.
44. Quant ? la partie du grief portant sur les incapacit?s personnelles d?rivant de l?inscription du nom du failli dans le registre des faillis et perdurant jusqu?? l?obtention de la r?habilitation civile, la Cour constate qu?elle n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celle-ci ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
45. La Cour a d?j? trait? d?affaires soulevant des questions semblables ? celles du cas d?esp?ce et a constat? la violation de l?article 13 de la Convention (voir Bottaro c. Italie, no 56298/00, ?? 41-46, 17 juillet 2003).
46. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n?a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent.
Partant, elle conclut qu?il y a eu violation de l?article 13 de la Convention.
IV. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
47. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
48. Le requ?rant pr?sente une expertise chiffrant ? 108 584,61 euros (EUR) le pr?judice mat?riel qu?il aurait subi. Cette somme correspond au salaire minimum (pensione sociale) que celui-ci aurait re?u ? partir de sa d?claration de faillite. Le requ?rant r?clame aussi 500 000 EUR pour le dommage moral qu?il aurait subi.
49. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
50. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre les violations constat?es et le dommage mat?riel all?gu? et rejette la demande. En revanche, elle consid?re qu?il y a lieu d?octroyer au requ?rant 6 000 EUR au titre du pr?judice moral, compte tenu notamment du fait que le requ?rant n?a pas pu exercer son activit? de g?ologue du 17 novembre 1994 jusqu?au plus t?t, 18 janvier 2006.
B. Frais et d?pens
51. Le requ?rant demande ?galement 19 979,39 EUR pour les frais et d?pens encourus devant la Cour ainsi que 2 440,51 EUR pour les frais d?expertise.
52. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
53. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour estime raisonnable la somme de 2 000 EUR au titre des frais et d?pens pour la proc?dure devant la Cour et l?accorde au requ?rant.
C. Int?r?ts moratoires
54. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable quant aux griefs tir?s des articles 8 de la Convention, quant au droit au respect de la vie priv?e du requ?rant, et 13 de la Convention, quant ? l?absence d?un recours pour se plaindre des incapacit?s d?rivant de l?inscription du nom du failli dans le registre des faillis, et irrecevable pour le surplus ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 8 de la Convention ;
3. Dit qu?il y a eu violation de l?article 13 de la Convention ;
4. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 6 000 EUR (six mille euros) pour dommage moral et 2 000 EUR (deux mille euros) pour frais et d?pens, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
5. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 8 juin 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupancic
Greffier Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 24/06/2024