AFFAIRE TRAPANI LOMBARDO ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE TRAPANI LOMBARDO ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 29, P1-1
Numero: 25106/03/2006
Stato: Italia
Data: 2006-11-16 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; soddisfazione equa riservata
TERZA SEZIONE
CAUSA TRAPANI LOMBARDO ED ALTRI C. ITALIA
(Richiesta no 25106/03)
SENTENZA
STRASBURGO
16 novembre 2006
DEFINITIVO
16/02/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Trapani Lombardo ed altri c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. E. Myjer, il Sig.re I. Ziemele,
I. Berro-Lefevre, giudici,,
e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 24 ottobre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 25106/03) diretta contro la Repubblica italiana e in cui otto cittadini di questo Stato, il Sig. A. T. L. 1 (“il primo richiedente”), la Sig.ra M. C. T. L. 1 (“il secondo richiedente”), la Sig.ra B. S. (“il terzo richiedente”), la Sig.ra E. S. (“il quarto richiedente”), la Sig.ra M. C. T. L. 2 (“il quinto richiedente”), il Sig. V. T. L. (“il sesto richiedente”), la Sig.ra M. C. N. (“il settimo richiedente”) ed il Sig. A. T. L. 2 (“l’ottavo che richiede”), hanno investito la Corte il 6 agosto 2003 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dal Sig. N. P., avvocato a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 4 marzo 2005, la Corte ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1952, 1954, 1921, 1930, 1953, 1950, 1926 e 1949 e risiedono rispettivamente a Reggio Calabria ed a Roma
5. I richiedenti hanno ereditato da tre persone differenti (“i de cujus”) un terreno edificabile di 945 metri quadrati ubicato a Reggio Calabria e registrato al catasto, foglio 103, appezzamento 63.
6. Con due ordinanze del 31 marzo 1969 e 25 ottobre 1973, il dipartimento regionale del Ministero dei lavori pubblici, Provveditorato regionale alle opere pubbliche del Ministero dei lavori pubblici, approv? il progetto di costruzione di una scuola sul terreno dei tre de cujus.
7. Con un’ordinanza del 9 gennaio 1974, il Prefetto di Reggio Calabria autorizz? la municipalit? di Reggio Calabria ad occupare di emergenza il terreno dei tre de cujus, per un periodo massimale di due anni a contare dell’occupazione materiale, in vista della sua espropriazione a causa di utilit? pubblica, per procedere alla costruzione della scuola.
8. Il 20 febbraio 1974, la municipalit? procedette solamente all’occupazione materiale di una parte di questo terreno, ovvero 934 metri quadrati, ed inizi? i lavori di costruzione che si conclusero il 18 settembre 1976 per ci? che riguarda la prima parte della scuola.
9. Con un atto di citazione notificato l? 11 novembre 1982, i quattro primo richiedenti che erano gli eredi dei due primi de cujus deceduto nel frattempo, ed il terzo de cujus introdusse un’azione in danno-interessi contro la municipalit? dinnanzi al tribunale di Reggio Calabria. Facevano valere che l’occupazione del terreno era illegale, per il motivo che si era prolungata al di l? del termine autorizzato e che i lavori di costruzione si erano conclusi senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale del terreno ed al pagamento di un’indennit?. Richiedevano in particolare una somma corrispondente al valore commerciale del terreno, abbinata di interessi e rivalutazione.
10. Durante il processo, una perizia fu depositata alla cancelleria. Secondo il perito, il valore commerciale del terreno nel 1976, ossia al momento della sua trasformazione irreversibile, era di 93 400 000 ITL, o 100 000 ITL il metro quadrato.
11. Con un giudizio depositato alla cancelleria il 3 novembre 1990, il tribunale deliber? che la propriet? del terreno era stata trasferita all’amministrazione in virt? del principio dell’espropriazione indiretta che doveva passare oramai per consolidata nell?ambito della giurisprudenza della Corte di cassazione. Tale privazione del terreno costituiva un fatto illecito che rientrava in quanto tale nel campo di applicazione dell’articolo 2 043 del codice civile, che prevedeva un termine di prescrizione di cinque anni per richiedere dei danno-interessi. Alla luce di queste considerazioni, il tribunale decise che il diritto al risarcimento per la perdita del terreno doveva essere considerato come prescritto, dato che l’azione in giustizia era stata introdotta pi? di cinque anni dopo il 18 settembre 1976, data della trasformazione irreversibile del terreno.
12. Nel frattempo, il terzo de cujus era deceduto, i quattro ultimi richiedenti essendo i suoi eredi.
13. Con un atto notificato il 1 marzo 1991, i richiedenti interposero appello a questo giudizio dinnanzi alla corte di appello di Reggio Calabria, facendo valere in particolare che il termine di prescrizione ad applicare nello specifico era di dieci anni.
14. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 31 dicembre 1991, la corte di appello accolse l’appello, facendo valere in particolare che, conformemente all’ultima giurisprudenza della Corte di cassazione in materia, il termine di prescrizione nello specifico era di dieci anni e non di cinque anni. La corte di appello condann? dunque la municipalit? a versare una somma corrispondente al valore commerciale della parte di terreno che era stato occupato, indicizzato al giorno della decisione, e cio? 430 835 520 ITL, pi? interessi, ai richiedenti.
15. Con un atto del 4 dicembre 1992, la municipalit? ricorse in cassazione, facendo valere che il termine di prescrizione nello specifico era di cinque anni e non di dieci anni.
16. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 17 aprile 1996, la Corte di cassazione accolse il ricorso della municipalit?, per il motivo che, conformemente alla sua sentenza no 12 546 di 1992 resa in sezioni unite, la privazione di un terreno per effetto dell’espropriazione indiretta costituisce un fatto illecito, in quanto tale sottoposto ad un termine di prescrizione di cinque anni. Alla luce di queste considerazioni, la Corte di cassazione annull? la sentenza della corte di appello, rinviando la causa dinnanzi alla corte di appello di Messina.
17. Con un atto di citazione notificata il 27 marzo 1997, la municipalit? cit? i richiedenti dinnanzi alla corte di appello di Messina, facendo valere che il loro diritto al risarcimento doveva essere considerato come prescritto, tenuto conto del termine di prescrizione di cinque anni.
18. Con una sentenza deposta alla cancelleria l? 8 marzo 1999, la corte di appello accolse la domanda della municipalit? e dichiar? che il diritto dei richiedenti all’ottenimento di un risarcimento per la perdita del loro terreno era prescritto.
19. Con un ricorso notificato il 26 aprile 2000, i richiedenti ricorsero in cassazione verso la sentenza della corte di appello di Messina.
20. Con una sentenza deposta alla cancelleria il 7 marzo 2003, la Corte di cassazione respinse i richiedenti per loro ricorso.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
21. Il diritto e la pratica interni pertinenti si trovano descritti nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
22. I richiedenti adducono essere stati privati del loro terreno in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
23. Il Governo non solleva di eccezioni concernenti l’ammissibilit? di questa lagnanza.
24. La Corte constata che la lagnanza non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questa non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
25. Il Governo fa valere che nello specifico la mancanza di indennizzo per la perdita del terreno risulta dall’inerzia dei richiedenti che non hanno introdotto un’azione in danno-interessi contro la municipalit? nel termine previsto dal diritto interno.
b) I richiedenti,
26. I richiedenti si oppongono alla tesi del Governo.
27. Fanno osservare che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?.
28. I richiedenti denunciano una mancanza di chiarezza, prevedibilit? e precisione dei principi e delle disposizioni applicati al loro caso per il motivo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, non basta a soddisfare al principio di legalit?.
29. Inoltre, osservano che sono stati privati del loro terreno in mancanza di ogni indennizzo, in ragione dell’applicazione retroattiva alla loro causa della prescrizione in cinque anni del diritto al risarcimento.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
30. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione equivale ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
31. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni interne hanno considerato i richiedenti come privati del loro bene in ragione della sua trasformazione irreversibile. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che la sentenza della Corte di cassazione depositata alla cancelleria il 7 marzo 2003 ha avuto per effetto di privare i richiedenti del loro bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, ? 61, CEDH 2000-VI, e Brumarescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
32. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1, tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitata, p. 26, ? 69.) Inoltre, la necessit? di esaminare la domanda del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire solo quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
33. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore dei richiedenti non ha avuto luogo (Carbonara e Ventura, precitato, ? 62).
b) Sul rispetto del principio di legalit?
34. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, precitato; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? per il motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione che deriva di fatto dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
35. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni interne hanno considerato i richiedenti come privati del loro bene in ragione della sua trasformazione irreversibile, essendo riuniti le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruito. Ora, in mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, i richiedenti non hanno avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 7 marzo 2003, data in cui l’ultima sentenza della Corte di cassazione ? stata depositata alla cancelleria.
36. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di trarre vantaggio di un’occupazione di terreno illegale. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare del terreno a disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra laltro, senza che un’indennit? fosse messa in parallelo a disposizione degli interessati.
37. In quanto all’indennit?, la Corte constata che l’applicazione retroattiva al caso di specifico del termine di prescrizione del risarcimento ha avuto per effetto di privare i richiedenti di ogni risarcimento del danno subito.
38. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni dei richiedenti dunque.
39. Quindi, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
40. I richiedenti si lamentano dell’applicazione retroattiva al caso di specifico dei principi giurisprudenziali dell’espropriazione indiretta e della prescrizione di cinque anni del diritto all’ottenimento del risarcimento ivi relativo. Invocano l’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
41. Il Governo non solleva eccezioni concernenti l’ammissibilit? di questa lagnanza.
42. La Corte rileva che questa lagnanza ? legata a quella esaminata sopra e deve essere dichiarata dunque anche ammissibile.
43. La Corte ha appena constatato, sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la situazione denunciata dai richiedenti non ? conforme al principio di legalit?. Avuto riguardo dei motivi che hanno portato la Corte a questa constatazione di violazione, paragrafi 35 a 39 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
44. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
45. In quanto al danno materiale, i richiedenti chiedono in via principale la restituzione del terreno ed il versamento della somma di 907 965,27 EUR a titolo di indennit? di occupazione e di indennit? per non- godimento del terreno.
46. In via sussidiaria, nel caso in cui tale restituzione non fosse possibile, facendo particolarmente riferimento alle cause Papamichalopoulos ed altri c. Grecia (articolo 50) sentenza del 31 ottobre 1995, serie A no 330-B, Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia (soddisfazione equa) no 31524/96, 30 ottobre 2003, e Carbonara e Ventura c. Italia (soddisfazione equa) no 24638/94, 11 dicembre 2003, i richiedenti sollecitano da prima il versamento di un risarcimento di 361 269,64 EUR, uguale al valore commerciale reale del terreno, cos? come di un’indennit? di occupazione di 22 797,17 EUR.
47. In pi?, chiedono 885 168,10 EUR a titolo di indennizzo per il non-godimento del terreno e 277 070,54 EUR per il plusvalore portato al terreno coi lavori pubblici costruiti.
48. A titolo di danno morale, i richiedenti chiedono 160 000 EUR.
49. Infine, sollecitano il versamento di 41 703,50 EUR, pi? tassa sul valore aggiunto (IVA) e contributi alla cassa di previdenza degli avvocati (CPA), per gli oneri del procedimento a Strasburgo.
50. In quanto al danno materiale, il Governo contesta al primo colpo le modalit? di calcolo del danno materiale adoperato nelle sentenze sulla soddisfazione equa Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, precitata, e Carbonara e Ventura c. Italia, precitata.
51. Inoltre, il Governo fa valere che le somme richieste dai richiedenti sarebbero eccessive e contesta le modalit? di calcolo di queste
52. In quanto al danno morale, il Governo fa valere che tale danno dipende dalla durata eccessiva del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Di conseguenza, il Governo sostiene che il versamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo del danno morale ? subordinato all’esaurimento del rimedio Pinto.
53. In quanto agli oneri del procedimento dinnanzi alla Corte, il Governo sostiene che i richiedenti non hanno supportato la loro domanda
54. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare al merito la lagnanza tratta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che la domanda dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 16 novembre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupancic
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE TRAPANI LOMBARDO ET AUTRES c. ITALIE
(Requ?te no 25106/03)
ARR?T
STRASBOURG
16 novembre 2006
D?FINITIF
16/02/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Trapani Lombardo et autres c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. E. Myjer,
Mmes I. Ziemele,
I. Berro-Lefevre, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 24 octobre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 25106/03) dirig?e contre la R?publique italienne et dont huit ressortissants de cet ?tat, M. A. T. L. 1 (? le premier requ?rant ?), Mme M. C. T. L. 1 (? la deuxi?me requ?rante ?), Mme B. S. (? la troisi?me requ?rante ?), Mme E. S. (? la quatri?me requ?rante ?), Mme M. C. T. L. 2 (? la cinqui?me requ?rante ?), M. V. T. L. (? le sixi?me requ?rant ?), Mme M. C. N. (? la septi?me requ?rante ?) et M. A. T. L. 2 (? le huiti?me requ?rant ?), ont saisi la Cour le 6 ao?t 2003 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me N. P., avocat ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. Le 4 mars 2005, la Cour a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant de l’article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
4. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1952, 1954, 1921, 1930, 1953, 1950, 1926 et 1949 et r?sident respectivement ? Reggio de Calabre et ? Rome
5. Les requ?rants ont h?rit? de trois personnes diff?rentes (? les de cujus ?) un terrain constructible de 945 m?tres carr?s sis ? Reggio de Calabre et enregistr? au cadastre, feuille 103, parcelle 63.
6. Par deux arr?t?s des 31 mars 1969 et 25 octobre 1973, le d?partement r?gional du Minist?re des travaux publics (Provveditorato regionale alle opere pubbliche del Ministero dei lavori pubblici) approuva le projet de construction d’une ?cole sur le terrain des trois de cujus.
7. Par un arr?t? du 9 janvier 1974, le Pr?fet de Reggio de Calabre autorisa la municipalit? de Reggio de Calabre ? occuper d’urgence le terrain des trois de cujus, pour une p?riode maximale de deux ans ? compter de l’occupation mat?rielle, en vue de son expropriation pour cause d’utilit? publique, afin de proc?der ? la construction de l’?cole.
8. Le 20 f?vrier 1974, la municipalit? proc?da ? l’occupation mat?rielle d’une partie seulement de ce terrain, ? savoir 934 m?tres carr?s, et entama les travaux de construction, qui se conclurent le 18 septembre 1976 en ce qui concerne la premi?re partie de l’?cole.
9. Par un acte d’assignation notifi? le 11 novembre 1982, les quatre premiers requ?rants, qui ?taient les h?ritiers des deux premiers de cujus entre-temps d?c?d?s, et le troisi?me de cujus introduisirent une action en dommages-int?r?ts ? l’encontre de la municipalit? devant le tribunal de Reggio de Calabre. Ils faisaient valoir que l’occupation du terrain ?tait ill?gale, au motif qu’elle s’?tait prolong?e au-del? du d?lai autoris? et que les travaux de construction s’?taient termin?s sans qu’il f?t proc?d? ? l’expropriation formelle du terrain et au paiement d’une indemnit?. Ils r?clamaient notamment une somme correspondant ? la valeur marchande du terrain, assortie d’int?r?ts et r??valuation.
10. Au cours du proc?s, une expertise fut d?pos?e au greffe. Selon l’expert, la valeur marchande du terrain en 1976, ? savoir au moment de sa transformation irr?versible, ?tait de 93 400 000 ITL, soit 100 000 ITL le m?tre carr?.
11. Par un jugement d?pos? au greffe le 3 novembre 1990, le tribunal statua que la propri?t? du terrain avait ?t? transf?r?e ? l’administration en vertu du principe de l’expropriation indirecte, qui devait d?sormais passer pour consolid? dans le cade de la jurisprudence de la Cour de cassation. Une telle privation du terrain constituait un fait illicite, qui rentrait en tant que tel dans le champ d’application de l’article 2 043 du code civil, pr?voyant un d?lai de prescription de cinq ans pour r?clamer des dommages-int?r?ts. A la lumi?re de ces consid?rations, le tribunal d?cida que le droit au d?dommagement pour la perte du terrain devait ?tre consid?r? comme prescrit, ?tant donn? que l’action en justice avait ?t? introduite plus de cinq ans apr?s le 18 septembre 1976, date de la transformation irr?versible du terrain.
12. Entre-temps, le troisi?me de cujus ?tait d?c?d?, les quatre derniers requ?rants ?tant ses h?ritiers.
13. Par un acte notifi? le 1er mars 1991, les requ?rants interjet?rent appel de ce jugement devant la cour d’appel de Reggio de Calabre, faisant notamment valoir que le d?lai de prescription ? appliquer en l’esp?ce ?tait de dix ans.
14. Par un arr?t d?pos? au greffe le 31 d?cembre 1991, la cour d’appel accueillit l’appel, faisant notamment valoir que, conform?ment ? la derni?re jurisprudence de la Cour de cassation en la mati?re, le d?lai de prescription en l’esp?ce ?tait de dix ans et non pas de cinq ans. La cour d’appel condamna donc la municipalit? ? verser aux requ?rants une somme correspondant ? la valeur marchande de la partie de terrain qui avait ?t? occup?e, index?e au jour du prononc?, ? savoir 430 835 520 ITL, plus int?r?ts.
15. Par un acte du 4 d?cembre 1992, la municipalit? se pourvut en cassation, faisant valoir que le d?lai de prescription en l’esp?ce ?tait de cinq ans et non pas de dix ans.
16. Par un arr?t d?pos? au greffe le 17 avril 1996, la Cour de cassation accueillit le pourvoi de la municipalit?, au motif que, conform?ment ? son arr?t no 12 546 de 1992 rendu en sections unies, la privation d’un terrain par l’effet de l’expropriation indirecte constitue un fait illicite, en tant que tel soumis ? un d?lai de prescription de cinq ans. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour de cassation cassa l’arr?t de la cour d’appel, renvoyant l’affaire devant la cour d’appel de Messine.
17. Par un acte s’assignation notifi? le 27 mars 1997, la municipalit? assigna les requ?rants devant la cour d’appel de Messine, faisant valoir que leur droit au d?dommagement devait ?tre consid?r? comme prescrit, compte tenu du d?lai de prescription de cinq ans.
18. Par un arr?t d?pos? au greffe le 8 mars 1999, la cour d’appel accueillit la demande de la municipalit? et d?clara que le droit des requ?rants ? l’obtention d’un d?dommagement pour la perte de leur terrain ?tait prescrit.
19. Par un recours notifi? le 26 avril 2000, les requ?rants se pourvurent en cassation envers l’arr?t de la cour d’appel de Messine.
20. Par un arr?t d?pos? au greffe le 7 mars 2003, la Cour de cassation d?bouta les requ?rants de leur pourvoi.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
21. Le droit et la pratique internes pertinents se trouvent d?crits dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
22. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
23. Le Gouvernement ne soul?ve pas d’exceptions concernant la recevabilit? de ce grief.
24. La Cour constate que le grief n’est pas manifestement mal fond? au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
25. Le Gouvernement fait valoir qu’en l’esp?ce l’absence d’indemnisation pour la perte du terrain r?sulte de l’inertie des requ?rants, qui n’ont pas introduit une action en dommages-int?r?ts ? l’encontre de la municipalit? dans le d?lai pr?vu par le droit interne.
b) Les requ?rants
26. Les requ?rants s’opposent ? la th?se du Gouvernement.
27. Ils font observer que l’expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l’autorit? publique d’acqu?rir un bien en toute ill?galit?.
28. Les requ?rants d?noncent un manque de clart?, pr?visibilit? et pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? leur cas au motif qu’un principe jurisprudentiel, tel que celui de l’expropriation indirecte, ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit?.
29. En outre, ils observent qu’ils ont ?t? priv?s de leur terrain en l’absence de toute indemnisation, en raison de l’application r?troactive ? leur affaire de la prescription en cinq ans du droit au d?dommagement.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l’existence d’une ing?rence
30. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
31. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions internes ont consid?r? les requ?rants comme ?tant priv?s de leur bien en raison de sa transformation irr?versible. A d?faut d’un acte formel d’expropriation, le constat d’ill?galit? de la part du juge est l’?l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que l’arr?t de la Cour de cassation d?pos? au greffe le 7 mars 2003 a eu pour effet de priver les requ?rants de leur bien au sens de la deuxi?me phrase de l’article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, ? 61, CEDH 2000-VI, et Brumarescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
32. Pour ?tre compatible avec l’article 1 du Protocole no 1, une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d’utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L’ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d’examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu’il s’est av?r? que l’ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n’?tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
33. D?s lors, la Cour n’estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu’une r?paration int?grale en faveur des requ?rants n’a pas eu lieu (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
34. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI, et Carbonara et Ventura c. Italie, pr?cit? ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
35. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu’en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions internes ont consid?r? les requ?rants comme priv?s de leur bien en raison de sa transformation irr?versible, les conditions d’ill?galit? de l’occupation et d’int?r?t public de l’ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l’absence d’un acte formel d’expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n’est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l’on peut consid?rer le principe de l’expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l’acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, les requ?rants n’ont eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 7 mars 2003, date ? laquelle le dernier arr?t de la Cour de cassation a ?t? d?pos? au greffe.
36. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l’administration de tirer parti d’une occupation de terrain ill?gale. En d’autres termes, l’administration a pu s’approprier du terrain au m?pris des r?gles r?gissant l’expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu’une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition des int?ress?s.
37. S’agissant de l’indemnit?, la Cour constate que l’application r?troactive au cas d’esp?ce du d?lai de prescription du d?dommagement a eu pour effet de priver les requ?rants de toute r?paration du pr?judice subi.
38. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l’ing?rence litigieuse n’est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu’elle a donc enfreint le droit au respect des biens des requ?rants.
39. D?s lors, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
40. Les requ?rants se plaignent de l’application r?troactive au cas d’esp?ce des principes jurisprudentiels de l’expropriation indirecte et de la prescription en cinq ans du droit ? l’obtention du d?dommagement y relatif. Ils invoquent l’article 6 ? 1 de la Convention, qui, en ses passages pertinents, dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
41. Le Gouvernement ne soul?ve pas d’exceptions concernant la recevabilit? de ce grief.
42. La Cour rel?ve que ce grief est li? ? celui examin? ci-dessus et doit donc aussi ?tre d?clar? recevable.
43. La Cour vient de constater, sous l’angle de l’article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par les requ?rants n’est pas conforme au principe de l?galit?. Eu ?gard aux motifs ayant amen? la Cour ? ce constat de violation (paragraphes 35 ? 39 ci-dessus), la Cour estime qu’il n’y a pas lieu d’examiner s’il y a eu, en l’esp?ce, violation de l’article 6 ? 1 de la Convention.
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
44. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
45. S’agissant du pr?judice mat?riel, les requ?rants demandent en voie principale la restitution du terrain et le versement de la somme de 907 965,27 EUR ? titre d’indemnit? d’occupation et d’indemnit? pour non – jouissance du terrain.
46. En voie subsidiaire, dans le cas o? une telle restitution ne serait pas possible, faisant notamment r?f?rence aux affaires Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce (article 50) (arr?t du 31 octobre 1995, s?rie A no 330-B), Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie (satisfaction ?quitable) (no 31524/96, 30 octobre 2003) et Carbonara et Ventura c. Italie (satisfaction ?quitable) (no 24638/94, 11 d?cembre 2003), les requ?rants sollicitent d’abord le versement d’un d?dommagement de 361 269,64 EUR, ?gal ? la valeur marchande actuelle du terrain, ainsi que d’une indemnit? d’occupation de 22 797,17 EUR.
47. De plus, ils demandent 885 168,10 EUR ? titre d’indemnisation pour la non-jouissance du terrain et 277 070,54 EUR pour la plus-value apport?e au terrain par les ouvrages publics y construits.
48. A titre de pr?judice moral, les requ?rants demandent 160 000 EUR.
49. Enfin, ils sollicitent le versement de 41 703,50 EUR, taxe sur la valeur ajout?e (TVA) et contributions ? la caisse de pr?voyance des avocats (CPA) en sus, pour les frais de la proc?dure ? Strasbourg.
50. Quant au pr?judice mat?riel, le Gouvernement conteste d’embl?e les modalit?s de calcul du dommage mat?riel employ?es dans les arr?ts sur la satisfaction ?quitable Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie (pr?cit?) et Carbonara et Ventura c. Italie (pr?cit?).
51. En outre, le Gouvernement fait valoir que les sommes r?clam?es par les requ?rants seraient excessives et conteste les modalit?s de calcul de celles-ci
52. S’agissant du dommage moral, le Gouvernement fait valoir qu’un tel dommage d?pend de la dur?e excessive de la proc?dure devant les juridictions nationales. Par cons?quent, le Gouvernement soutient que le versement d’une quelconque somme ? titre d’indemnisation du dommage moral est subordonn? ? l’?puisement du rem?de Pinto.
53. Quant aux frais de la proc?dure devant la Cour, le Gouvernement soutient que les requ?rants n’ont pas ?tay? leur demande
54. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rants parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu’il n’y a pas lieu d’examiner au fond le grief tir? de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 16 novembre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupancic
Greffier Pr?sident

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