AFFAIRE SPAMPINATO c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE SPAMPINATO c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 29, P1-1
Numero: 69872/01/2006
Stato: Italia
Data: 2006-10-05 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; soddisfazione equa riservata
TERZA SEZIONE
CAUSA SPAMPINATO C. ITALIA
( Richiesta no 69872/01)
SENTENZA
STRASBURGO
5 ottobre 2006
DEFINITIVO
05/01/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Spampinato c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, E. Myjer, Davide Th?r Bj?rgvinsson, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,
e della Sig.ra F. Araci, cancelliera collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 14 settembre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 69872/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui due cittadini di questo Stato, Sigg. G. e S. S. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 24 giugno 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dal Sig. A. B., avvocato a Milano e dal Sig. G. I., avvocato a Catania. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia e dal suo coagente, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 1 aprile 2004, la Corte, prima sezione, ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione del suo sezioni ‘articolo 25 ? 1 dell’ordinamento. La presente richiesta ? stata assegnata alla terza sezione cos? ricomposta, articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1933 e 1928 e hanno risieduto a Catania.
6. I richiedenti erano proprietari di terreni ubicati a Tremestieri Etneo (Catania). I terreni del primo richiedente, di 1650 m?, erano registrati al catasto, foglio 8, appezzamenti 72/b e 73/b. Quelli del secondo richiedente, di 1780 m?, erano registrati foglio 8, appezzamenti 71/b e 66/c.
7. Con un’ordinanza del 6 luglio 1965, il prefetto di Catania autorizz? l’occupazione di emergenza di suddetti terreni per una durata massimale di due anni in vista di costruire una strada.
8. Risulta dala pratica che i lavori di costruzione si conclusero nel 1967.
9. L? 8 e 18 aprile 1980 rispettivamente, i richiedenti citarono la municipalit? di Tremestrieri Etneo dinnanzi al tribunale di Catania. Fecero valere che l’occupazione proseguiva al di l? del periodo autorizzato senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale dei terreni ed al pagamento di un’indennit?.
10. Chiesero un risarcimento per il non-godimento dei loro beni durante il periodo di occupazione abusiva e per la perdita definitiva della propriet?. Rivendicarono inoltre un’indennit? per il periodo di occupazione lecita.
11. L’amministrazione eccep? in particolare che il diritto al risarcimento dei richiedenti era prescritto.
12. Il 22 luglio 1980, le cause dei richiedenti furono riunite.
13. Il 22 novembre 1983, il tribunale ordin? una perizia tecnica. Questa, depositata alla cancelleria nel novembre 1984, afferm? il carattere edificabile dei terreni dei richiedenti ed indic? che il loro valore commerciale al momento dell’occupazione era di 14 000 ITL/m?.
14. Con un giudizio del 5 aprile 1991, il tribunale di Catania fece applicazione della regola dell’espropriazione indiretta e dichiar? che la propriet? dei terreni era passata all’amministrazione nel 1967, per effetto della costruzione del lavoro pubblico. Inoltre, il tribunale accolse l’eccezione sollevata dall’amministrazione e dichiar? prescritto il diritto dei richiedenti al risarcimento.
15. I richiedenti interposero appello dinnanzi alla corte di appello di Catania. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 10 aprile 1993, questa ultima respinse l’appello e conferm? il giudizio del tribunale. I richiedenti ricorsero in cassazione.
16. Con una sentenza del 7 maggio 1996, la Corte di cassazione accolse parzialmente il ricorso dei richiedenti e rinvi? la causa dinnanzi alla corte di appello di Messina.
17. Questa ultima, con una sentenza non definitiva del 15 gennaio 1998 riformando il giudizio del tribunale di Catania, dichiar? che i richiedenti avevano diritto ai danno-interessi per il periodo di occupazione abusiva ed ad un indennizzo per il periodo di occupazione legittima. La corte di appello ordin? un supplemento di perizia per la determinazione delle somme da concedere ai richiedenti secondo i criteri introdotti dalla legge di bilancio no 662 di 1996, nel frattempo entrati in vigore.
18. La corte di appello di Messina, con una sentenza depositata il 9 giugno 1999, conferm? il carattere edificabile dei terreni controversi, come affermato dalla perizia del 1984, ed afferm? che il valore commerciale di questi al momento dell’occupazione era rispettivamente di 16 500 000 ITL e 17 800 000 ITL, o 10 000 ITL/m?. Per?, conformemente ai criteri introdotti dalla legge no 662 del 1996, l’importo dei danno-interessi fu fissato a 9 216 570 ITL e 9 942 725 ITL. La corte di appello fiss? inoltre rispettivamente l’importo dell’indennit? per il periodo di occupazione legittima a 837 870 ITL e 903 880 ITL.
19. Risulta dalla pratica che la sentenza della corte di appello di Messina acquis? l’autorit? di cosa giudicata il 27 dicembre 1999.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
20. Il diritto interno pertinente si trova descrittoe nel sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
21. I richiedenti adducono essere stati privati del loro terreno in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
22. In primo luogo, il Governo solleva un’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne, non avendo i richiedenti attaccato la sentenza della corte di appello di Messina dinnanzi alla Corte di cassazione.
23. In secondo luogo, sostiene che la richiesta ? tardiva, dato che il termine di sei mesi previsti dall’articolo 35 della Convenzione comincia a decorrere della data del deposito alla cancelleria della sentenza della corte di appello di Messina, o il 9 giugno 1999.
24. I richiedenti si oppongono alle eccezioni del Governo.
25. In quanto all’eccezione che riguarda la mancata osservanza del termine di sei mesi, la Corte osserva che il punto di partenza per il calcolo di sei mesi ? la data in cui la sentenza della corte di appello di Messina ha acquisito l’autorit? di cosa giudicata, ossia il 27 dicembre 1999. Essendo stata introdotta la richiesta il 24 giugno 2000, la Corte constata che i richiedenti hanno rispettato il termine assegnato dall’articolo 35 della Convenzione. Ne segue che questa eccezione non potrebbe essere considerata.
26. Per ci? che riguarda l’eccezione derivata dal non-esaurimento delle vie dei ricorso interne la Corte stima, alla luce dell’insieme degli argomenti delle parti che sono legate strettamente in fondo alla richiesta e decide di unirla al merito. Constata che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questa non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
27. Il Governo fa osservare che, nel caso specifico, si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui nessuna ordinanza di espropriazione ? stata adottata. Ad ogni modo, i richiedenti sono stati privati del loro bene per effetto della realizzazione dei lavori pubblici, e della trasformazione irreversibile del terreno che questi hanno provocato. Questa privazione di bene ? solamente la conseguenza del principio dell’espropriazione indiretta, applicata, nello specifico, dalle giurisdizioni nazionali.
28. Il Governo sostiene che questa situazione ? conforme all’articolo 1 del Protocollo no 1.
29. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? stato rimesso in causa dalle giurisdizioni nazionali.
30. Secondariamente, la privazione del bene come risulta dall’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e dalla legge di bilancio no 662 del 1996.
31. Il Governo conclude che a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
32. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica di principi esistenti, che tende a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che questo risponda all’utilit? pubblica.
33. Per ci? che riguarda l’indennizzo, il Governo osserva che secondo la giurisprudenza del 1983 della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta, in compenso delle irregolarit? commesse dalla municipalit?, questa ? tenuto di indennizzare integralmente l’individuo. Per?, il Governo sostiene che l’indennizzo da accordare pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dalla municipalit? riguarda solamente la forma, ovvero una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
34. Tuttavia, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo, il Governo sostiene che l’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. A questo riguardo, il Governo sostiene che l’indennit? come plafonata dalla legge in causa che ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stata accordata se l’espropriazione fosse stata regolare, l’espropriazione indiretta ? in ogni caso vantaggiosa per gli interessati.
35. Alla luce di queste considerazioni, il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato.
b) I richiedenti,
36. Riferendosi alla giurisprudenza della Corte in materia di espropriazione indiretta, i richiedenti osservano che l’applicazione del principio dell’espropriazione indiretta al loro caso non ? conforme al principio della preminenza del diritto.
37. Denunciano poi una mancanza di chiarezza, di prevedibilit? e di precisione dei principi e delle disposizioni applicati alla loro causa.
2. Valutazione della Corte
a)Sull’esistenza di un’ingerenza
38. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione fosse equivalsa ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
39. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni interne hanno considerato i richiedenti come privati del loro bene a contare dalla data di scadenza del termine di occupazione autorizzata. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che la sentenza della corte di appello di Messina ha avuto per effetto di privare i richiedenti del loro bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura precitato, ? 61, e Brumarescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
40. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1, tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitata, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire solo quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitrario” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
41. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore dei richiedenti non ha avuto luogo (Carbonara e Ventura, precitato, ? 62).
b) Sul rispetto del principio di legalit?
42. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? per il motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
43. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni italiane hanno considerato i richiedenti come privati dei loro beni a contare dal momento in cui l’occupazione aveva smesso di essere autorizzata, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruiscono. Ora, in mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, i richiedenti non hanno avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione dei terreni che il 27 dicembre 1999, data alla quale la sentenza della corte di appello di Messina ? diventata definitiva.
44. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di trarre guadagno da un’occupazione illegale di terreno. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare del terreno al disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e ha potuto dovere forma, e, tra l?altro, senza che un’indennit? fosse messa in parallelo a disposizione dell’interessato.
45. Trattandosi dell’indennit?, la Corte constata che l’applicazione retroattiva della legge no 662 del 1996 al caso di specifico ha avuto per effetto di privare il richiedente della possibilit? di ottenere risarcimento del danno subito.
46. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni del richiedente dunque.
47. Quindi, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
48. Il richiedente adduce che l’adozione e l’applicazione della legge no 662 del 23 dicembre 1996 al suo procedimento costituisca un’ingerenza legislativa contraria al suo diritto ad un processo equo come garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
49. Il Governo contesta questa tesi ed osserva che l’applicazione di questa legge non avrebbe avuto ripercussioni negative per i richiedenti e non avrebbe sollevato nessuno problema allo sguardo della Convenzione.
50. La Corte rileva che questa lagnanza ? legata a quella esaminata sopra e deve essere dichiarata dunque allo stesso modo ammissibile.
51. La Corte ha appena constatato, sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la situazione denunciata dai richiedenti non ? conforme al principio di legalit?. Avuto riguardo ai motivi che hanno portato la Corte a questa constatazione di violazione, paragrafi 52 a 54 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione dell’articolo 6 ? 1 (vedere, ha contrario, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 e ?? 132 – 133, CEDH 2006).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
52. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
53. A titolo di danno materiale, i richiedenti chiedono la restituzione dei terreni controversi.
54. Nel caso in cui la restituzione non fosse possibile, chiedono il versamento di una somma uguale alla differenza tra i valori commerciali dei due terreni, attualizzati in data dell’introduzione della richiesta dinnanzi alla Corte, e gli importi riconosciuti dalle giurisdizioni interne. I richiedenti hanno valutato questo danno a 234 511,57 EUR.
55. I richiedenti sollecitano anche il pagamento di un’indennit? per non-godimento dei terreni, corrispondente alla somma di 593 503,27 EUR.
56. A titolo sussidiario, chiedono la somma di 350 156.09 EUR, uguale alla differenza tra gli importi riconosciuti dalle giurisdizioni interne e le somme che sarebbero state concesse prima dell’entrata in vigore della legge no 662 del 1996, rivalutata ed abbinata ad interessi.
57. Per quel che riguarda il danno morale i richiedenti chiedono alla Corte di decidere in equit?, seppure richiedendo una somma che sia uguale o superiore a 50 000 EUR ciascuno.
58. Infine, gli interessati chiedono 109 087,91 EUR per oneri di procedimento dinnanzi alle giurisdizioni interne e 40 000 EUR per oneri di procedimento dinnanzi alla Corte.
59. Il Governo contesta le pretese materiali dei richiedenti, tanto nel loro fondamento che nel loro importo, ed osserva che sono ad ogni modo eccessive e basate su dei calcoli erronei.
60. In quanto al danno morale, il Governo sostiene che tale danno dipende dalla durata eccessiva del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Di conseguenza, il versamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo ? subordinato all’esaurimento del rimedio Pinto che non ? stato provato nello specifico. Ad ogni modo, il Governo stima che la somma richiesta dai richiedenti sia eccessiva.
61. Infine, il Governo sostiene che le somme richieste dai richiedenti a titolo di oneri e spese sono eccessive e basate su dei calcoli erronei.
62. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisceche non c’? luogo di esaminare la lagnanza tratta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che la domanda dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa domanda ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 5 ottobre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Fatos Araci Bo?tjan il Sig. Zupancic Cancelliera collaboratrice Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE SPAMPINATO c. ITALIE
(Requ?te no 69872/01)
ARR?T
STRASBOURG
5 octobre 2006
D?FINITIF
05/01/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Spampinato c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
E. Myjer,
David Th?r Bj?rgvinsson,
Mme I. Ziemele, juges,
et de Mme F. Araci, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 14 septembre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 69872/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont deux ressortissants de cet Etat, MM. G. et S. S. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 24 juin 2000 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me A. B., avocat ? Milan et Me G. I., avocat ? Catania. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia et par son coagent, M. N. Lettieri.
3. Le 1er avril 2004, la Cour (premi?re section) a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant de l’article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
4. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections ‘article 25 ? 1 du r?glement. La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la troisi?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
5. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1933 et 1928 et r?sident ? Catane.
6. Les requ?rants ?taient propri?taires de terrains sis ? Tremestieri Etneo (Catane). Les terrains du premier requ?rant, de 1650 m?, ?taient enregistr?s au cadastre, feuille 8, parcelles 72/b et 73/b. Ceux de la deuxi?me requ?rante, de 1780 m?, ?taient enregistr?s feuille 8, parcelles 71/b et 66/c.
7. Par un arr?t? du 6 juillet 1965, le pr?fet de Catane autorisa l’occupation d’urgence desdits terrains pour une dur?e maximale de deux ans en vue d’y construire une route.
8. Il ressort du dossier que les travaux de construction s’achev?rent en 1967.
9. Les 8 et 18 avril 1980 respectivement, les requ?rants assign?rent la municipalit? de Tremestrieri Etneo devant le tribunal de Catane. Ils firent valoir que l’occupation se poursuivait au-del? de la p?riode autoris?e sans qu’il f?t proc?d? ? l’expropriation formelle des terrains et au paiement d’une indemnit?.
10. Ils demand?rent un d?dommagement pour la non-jouissance de leurs biens pendant la p?riode d’occupation abusive et pour la perte d?finitive de la propri?t?. Ils revendiqu?rent en outre une indemnit? pour la p?riode d’occupation licite.
11. L’administration excipa notamment que le droit au d?dommagement des requ?rants ?tait prescrit.
12. Le 22 juillet 1980, les affaires des requ?rants furent r?unies.
13. Le 22 novembre 1983, le tribunal ordonna une expertise technique. Celle-ci, d?pos?e au greffe en novembre 1984, affirma le caract?re constructible des terrains des requ?rants et indiqua que leur valeur marchande au moment de l’occupation ?tait de 14 000 ITL/m?.
14. Par un jugement du 5 avril 1991, le tribunal de Catane fit application de la r?gle de l’expropriation indirecte et d?clara que la propri?t? des terrains ?tait pass?e ? l’administration en 1967, par effet de la construction de l’ouvrage public. En outre, le tribunal accueillit l’exception soulev?e par l’administration et d?clara prescrit le droit des requ?rants au d?dommagement.
15. Les requ?rants interjet?rent appel devant la cour d’appel de Catane. Par un arr?t d?pos? au greffe le 10 avril 1993, cette derni?re rejeta l’appel et confirma le jugement du tribunal. Les requ?rants se pourvurent en cassation.
16. Par un arr?t du 7 mai 1996, la Cour de cassation accueillit partiellement le recours des requ?rants et renvoya l’affaire devant la cour d’appel de Messine.
17. Cette derni?re, par un arr?t non d?finitif du 15 janvier 1998 r?formant le jugement du tribunal de Catane, d?clara que les requ?rants avaient droit ? des dommages-int?r?ts pour la p?riode d’occupation abusive et ? une indemnisation pour la p?riode d’occupation l?gitime. La cour d’appel ordonna un suppl?ment d’expertise pour la d?termination des sommes ? octroyer aux requ?rants selon les crit?res introduits par la loi budg?taire no 662 de 1996, entre-temps entr?e en vigueur.
18. La cour d’appel de Messine, par un arr?t d?pos? le 9 juin 1999, confirma le caract?re constructible des terrains litigieux, tel qu’affirm? par l’expertise de 1984, et affirma que la valeur marchande de ceux-ci au moment de l’occupation ?tait de 16 500 000 ITL et 17 800 000 ITL respectivement, soit 10 000 ITL/m?. Cependant, conform?ment aux crit?res introduits par la loi no 662 de 1996, le montant des dommages-int?r?ts fut fix? ? 9 216 570 ITL et 9 942 725 ITL. La cour d’appel fixa en outre le montant de l’indemnit? pour la p?riode d’occupation l?gitime ? 837 870 ITL et 903 880 ITL respectivement.
19. Il ressort du dossier que l’arr?t de la cour d’appel de Messine acquit l’autorit? de la chose jug?e le 27 d?cembre 1999.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
20. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
21. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
22. En premier lieu, le Gouvernement soul?ve une exception de non-?puisement des voies de recours internes, les requ?rants n’ayant pas attaqu? l’arr?t de la cour d’appel de Messine devant la Cour de cassation.
23. En deuxi?me lieu, il soutient que la requ?te est tardive, ?tant donn? que le d?lai de six mois pr?vu par l’article 35 de la Convention commence ? courir de la date du d?p?t au greffe de l’arr?t de la cour d’appel de Messine, soit le 9 juin 1999.
24. Les requ?rants s’opposent aux exceptions du Gouvernement.
25. Quant ? l’exception ayant trait au non-respect du d?lai de six mois, la Cour observe que le point de d?part pour le calcul de six mois est la date ? laquelle l’arr?t de la cour d’appel de Messine a acquis l’autorit? de la chose jug?e, ? savoir le 27 d?cembre 1999. La requ?te ayant ?t? introduite le 24 juin 2000, la Cour constate que les requ?rants ont respect? le d?lai imparti par l’article 35 de la Convention. Il s’ensuit que cette exception ne saurait ?tre retenue.
26. S’agissant de l’exception tir?e du non-?puisement des voies des recours internes la Cour estime, ? la lumi?re de l’ensemble des arguments des parties, que est ?troitement li?e au fond de la requ?te et d?cide de la joindre au fond. Elle constate que la requ?te n’est pas manifestement mal fond?e au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celle-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
27. Le Gouvernement fait observer que, dans le cas d’esp?ce, il s’agit d’une occupation de terrain dans le cadre d’une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d’utilit? publique. Il admet que la proc?dure d’expropriation n’a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun arr?t? d’expropriation n’a ?t? adopt?. En tout ?tat de cause, les requ?rants ont ?t? priv?s de leur bien par l’effet de la r?alisation des travaux publics, et de la transformation irr?versible du terrain que ceux-ci ont entra?n?. Cette privation de bien n’est que la cons?quence du principe de l’expropriation indirecte, appliqu?, en l’esp?ce, par les juridictions nationales.
28. Le Gouvernement soutient que cette situation est conforme ? l’article 1 du Protocole no 1.
29. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n’a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.
30. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l’expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l’expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l’arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.
31. Le Gouvernement en conclut qu’? partir de 1983, les r?gles de l’expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.
32. Le Gouvernement d?finit l’expropriation indirecte comme le r?sultat d’une interpr?tation syst?matique de principes existants, tendant ? garantir que l’int?r?t g?n?ral pr?vale sur l’int?r?t des particuliers, lorsque l’ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et que celui-ci r?pond ? l’utilit? publique.
33. S’agissant de l’indemnisation, le Gouvernement observe que selon la jurisprudence de 1983 de la Cour de cassation en mati?re d’expropriation indirecte, en contrepartie des irr?gularit?s commises par la municipalit?, celle-ci est tenue d’indemniser int?gralement le particulier. Cependant, le Gouvernement soutient que l’indemnisation ? accorder peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l’int?ress?, vu que l’expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l’ill?galit? commise par la municipalit? ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
34. Toutefois, vu que l’expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif, le Gouvernement soutient que le montant de l’indemnit? en cause rentre dans la marge d’appr?ciation laiss?e aux Etats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. A cet ?gard, le Gouvernement soutient que l’indemnit? telle que plafonn?e par la loi en cause ?tant en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l’expropriation avait ?t? r?guli?re, l’expropriation indirecte est en tout cas avantageuse pour les int?ress?s.
35. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect?.
b) Les requ?rants
36. Se r?f?rant ? la jurisprudence de la Cour en mati?re d’expropriation indirecte, les requ?rants observent que l’application du principe de l’expropriation indirecte ? leur cas n’est pas conforme au principe de la pr??minence du droit.
37. Ils d?noncent ensuite un manque de clart?, de pr?visibilit? et de pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? leur affaire.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l’existence d’une ing?rence
38. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
39. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions internes ont consid?r? les requ?rants comme ?tant priv?s de leur bien ? compter de la date d’expiration du d?lai d’occupation autoris?e. A d?faut d’un acte formel d’expropriation, le constat d’ill?galit? de la part du juge est l’?l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que l’arr?t de la cour d’appel de Messine a eu pour effet de priver les requ?rants de leur bien au sens de la deuxi?me phrase de l’article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura pr?cit?, ? 61, et Brumarescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
40. Pour ?tre compatible avec l’article 1 du Protocole no 1, une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d’utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L’ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d’examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu’il s’est av?r? que l’ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n’?tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
41. D?s lors, la Cour n’estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu’une r?paration int?grale en faveur des requ?rants n’a pas eu lieu (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
42. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI, et Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
43. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu’en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions italiennes ont consid?r? les requ?rants comme priv?s de leurs biens ? compter du moment o? l’occupation avait cess? d’?tre autoris?e, les conditions d’ill?galit? de l’occupation et d’int?r?t public de l’ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l’absence d’un acte formel d’expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n’est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l’on peut consid?rer le principe de l’expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l’acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, les requ?rants n’ont eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation des terrains que le 27 d?cembre 1999, date ? laquelle l’arr?t de la cour d’appel de Messine est devenu d?finitif.
44. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l’administration de tirer parti d’une occupation de terrain ill?gale. En d’autres termes, l’administration a pu s’approprier du terrain au m?pris des r?gles r?gissant l’expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu’une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition de l’int?ress?.
45. S’agissant de l’indemnit?, la Cour constate que l’application r?troactive de la loi no 662 de 1996 au cas d’esp?ce a eu pour effet de priver le requ?rant de la possibilit? d’obtenir r?paration du pr?judice subi.
46. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l’ing?rence litigieuse n’est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu’elle a donc enfreint le droit au respect des biens du requ?rant.
47. D?s lors, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
48. Le requ?rant all?gue que l’adoption et l’application de la loi no 662 du 23 d?cembre 1996 ? sa proc?dure constitue une ing?rence l?gislative contraire ? son droit ? un proc?s ?quitable tel que garanti par l’article 6 ? 1 de la Convention, qui, en ses passages pertinents, dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
49. Le Gouvernement conteste cette th?se et observe que l’application de cette loi n’aurait pas eu de r?percussions n?gatives pour les requ?rants et ne soul?ve aucun probl?me au regard de la Convention.
50. La Cour rel?ve que ce grief est li? ? celui examin? ci-dessus et doit donc aussi ?tre d?clar? recevable.
51. La Cour vient de constater, sous l’angle de l’article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par les requ?rants n’est pas conforme au principe de l?galit?. Eu ?gard aux motifs ayant amen? la Cour ? ce constat de violation (paragraphes 52 ? 54 ci-dessus), la Cour estime qu’il n’y a pas lieu d’examiner s’il y a eu, en l’esp?ce, violation de l’article 6 ? 1 (voir, a contrario, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 et ?? 132 – 133, CEDH 2006).
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
52. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
53. A titre de pr?judice mat?riel, les requ?rants demandent la restitution des terrains litigieux.
54. Dans le cas o? la restitution ne serait pas possible, ils demandent le versement d’une somme ?gale ? la diff?rence entre la valeur marchande des deux terrains, actualis?e ? la date de l’introduction de la requ?te devant la Cour, et les montants reconnus par les juridictions internes. Les requ?rants ont chiffr? ce pr?judice ? 234 511,57 EUR.
55. Les requ?rants sollicitent ?galement le paiement d’une indemnit? pour non-jouissance des terrains, correspondant ? la somme de 593 503,27 EUR.
56. A titre subsidiaire, ils demandent la somme de 350 156.09 EUR, ?gale ? la diff?rence entre les montants reconnus par les juridictions internes et les sommes qui auraient ?t? octroy?es avant l’entr?e en vigueur de la loi no 662 de 1996, r??valu?e et assortie d’int?r?ts.
57. S’agissant du pr?judice moral, les requ?rants demandent ? la Cour de d?cider en ?quit?, tout en r?clamant une somme ?gale ou sup?rieure ? 50 000 EUR chacun.
58. Enfin, les int?ress?s demandent 109 087,91 EUR pour frais de proc?dure devant les juridictions internes et 40 000 EUR pour frais de proc?dure devant la Cour.
59. Le Gouvernement conteste les pr?tentions mat?rielles des requ?rants, tant dans leur fondement que dans leur montant, et observe qu’elles sont en tout ?tat de cause excessives et bas?es sur des calculs erron?s.
60. Quant au pr?judice moral, le Gouvernement soutient qu’un tel dommage d?pend de la dur?e excessive de la proc?dure devant les juridictions nationales. Par cons?quent, le versement d’une quelconque somme ? titre d’indemnisation est subordonn? ? l’?puisement du rem?de Pinto, qui n’a pas ?t? prouv? en l’esp?ce. En tout ?tat de cause, le Gouvernement estime que la somme r?clam?e par les requ?rants est excessive.
61. Enfin, le Gouvernement soutient que les sommes r?clam?es par les requ?rants ? titre de frais et d?pens sont excessives et bas?es sur des calculs erron?s.
62. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rants parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu’il n’y a pas lieu d’examiner le grief tir? de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 5 octobre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Fatos Araci Bo?tjan M. Zupancic
Greffi?re adjointe Pr?sident

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