AFFAIRE SC EDITURA ORIZONTURI SRL c. ROUMANIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE SC EDITURA ORIZONTURI SRL c. ROUMANIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, 29, P1-1
Numero: 15872/03/2003
Stato: Romania
Data: 2008-05-13 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6; violazione dell’art. 1 P 1; Danno materiale – risarcimento; Danno morale – risarcimento

TERZA SEZIONE
CAUSA SC EDITURA ORIZONTURI SRL C. ROMANIA
( Richiedente no 15872/03)
SENTENZA
STRASBURGO
13 maggio 2008
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa SC Editura Orizonturi SRL c. Romania,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
Josep Casadevall, presidente, Elisabet Fura-Sandstr?m, Corneliu B?rsan, Bo?tjan il Sig. Zupancic, Alvina Gyulumyan, Ineta Ziemele, Luccichi L?pez Guerra, giudici,
e di Santiago Quesada, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 22 aprile 2008,
Rende la sentenza che ha, adottata in questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiedente (no 15872/03) diretta contro la Romania e in cui una casa editrice di diritto rumeno, SC E. O. SRL (“il richiedente”), ha investito la Corte il 29 aprile 2003 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dal suo dirigente ed unico socio il Sig. I. E.. Il governo rumeno (“il Governo”) ? rappresentato dal Sig. Razvan Horatiu Radu, Agente del Governo rumeno presso la Corte europea dei Diritti dell’uomo.
3. La societ? richiedente adduceva in particolare che la sentenza del 13 gennaio 2003 della Corte suprema di giustizia, accogliendo il ricorso in annullamento formato dal procuratore generale, ha avuto per effetto di recare offesa al suo diritto ad un processo equo, come riconosciuto dall’articolo 6 della Convenzione ed al suo diritto al rispetto dei suoi beni, in violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione.
4. Il 4 gennaio 2007, la Corte ha deciso di comunicare la richiedente al Governo. Avvalendosi delle disposizioni dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
A. La pubblicazione della traduzione rumena del romanzo “Shogun”
5. Il 15 novembre 1985, la casa editrice rumena U. e la societ? americana F. R., agente letterario del romanziere James Clavell, conclusero un contratto riguardante la pubblicazione da parte di U. di 35 000 esemplari del romanzo Shogun di James Clavell, romanzo tradotto in rumeno dalla Sig.ra D. C.. Il contratto stipulava che i diritti di utilizzazione della traduzione fatta dalla Sig.ra C. erano ceduti dal societ? F. R., proprietario dei diritti, alla casa U. fino al 15 novembre 1991.
6. Il 23 novembre 1991, la societ? richiedente conclude con la Sig.ra C. un contratto per la pubblicazione di 50 000 esemplari del romanzo Shogun, per una somma di 280 000 lei. Per ottenere questo contratto, la Sig.ra C. aveva fatto credere alla societ? richiedente che deteneva i diritti di sfruttamento sulla sua traduzione.
7. Poco dopo la firma di questo contratto, la Sig.ra C. accord? ad un’altra casa editrice, A., dei diritti esclusivi in vista della pubblicazione della sua traduzione del romanzo Shogun. In seguito, la societ? richiedente denunci? il contratto concluso con la Sig.ra C..
8. Il 15 luglio 1992, la societ? richiedente conclude con F.A. un contratto in vista della traduzione dello stesso romanzo. Secondo l’articolo 7 di questo contratto, F.A. assumeva l’intera responsabilit? per il carattere originale della sua traduzione. Ad una data che non ? stata precisata, il richiedente pubblic? 50 100 esemplari della traduzione effettuata da F.A.
9. Desiderando pubblicare anche la traduzione fatta dalla Sig.ra C., la societ? richiedente si gir? verso la societ? A. ed il 24 luglio 1992, le due case editrici conclusero un contratto di collaborazione in partecipazione riguardante la pubblicazione di 60 000 esemplari della traduzione fatta dalla Sig.ra C. del romanzo Shogun. Una tiratura di 64 814 esemplari fu messa sul mercato il 12 agosto 1992 sotto la sigla delle due case, A. ed O..
10. Il 29 settembre 1992, mentre il contratto in partecipazione era stato eseguito per intero, la Sig.ra C. tolse i suoi diritti alla casa A..
B. L’azione in danni ed interessi introdotta dalla Sig.ra C. per plagio
11. Il 22 dicembre 1992, la Sig.ra C. cit? dinnanzi al tribunale dipartimentale di Bucarest la societ? richiedente ed il traduttore F.A, accusandoli di avere plagiato la sua traduzione del romanzo Shogun.
12. Il 28 febbraio 1996, dopo venti rinvii della causa, la Sig.ra C. complet? la sua richiesta dinnanzi al tribunale di Bucarest con una seconda lagnanza riguardante il danno subito a causa della pubblicazione di 64 814 esemplari della sua traduzione, da parte delle case A. ed O.. La societ? richiedente afferma che questa lagnanza non ? stata mai dibattuta dinnanzi ai tribunali.
13. In seguito ad una domanda di allontanamento a causa di sospetto legittimo, formato dalla societ? richiedente, il tribunale dipartimentale di Arges si vide assegnare la causa.
14. Il tribunale ordin? parecchie perizie stilistiche da parte di periti-traduttori, per stabilire l’originalit? della traduzione ed una perizia contabile.
15. Il 16 gennaio 1997, la Sig.ra C. deposit? alla pratica del tribunale di Arges un documento, registrato come p. 121 della pratica, facente stato del fatto che F.R. Inc, agente letterario di James Clavell, deteneva tutti i diritti sulla traduzione in rumeno del romanzo Shogun.
16. Con un giudizio del 13 luglio 1999, il tribunale dipartimentale di Arges respinse l’azione della Sig.ra C.. Constat? che quattro perizie erano state effettuate, due dai periti proposti dalla parte richiedente e due dai convenuti. Di questi quattro periti, B., T. ed I. avevano concluso all’esistenza del plagio, mentre A.I.I. aveva considerato che la traduzione di F.A. era una creazione originale. Il tribunale constat? che in seguito, T. aveva depositato un rapporto complementare, escludendo l’esistenza del plagio. Il tribunale giudic? convincente le perizie di T. ed A.I.I. concludendo all’originalit? della traduzione fatta da F.A. e dunque, alla mancanza di plagio. Inoltre, il tribunale giudic? che la societ? richiedente non poteva incorrere in responsabilit? a causa della traduzione fatta da F.A, poich? il contratto concluso tra questo ultimo e la societ? richiedente stipulava espressamente che la responsabilit? per l’originalit? della traduzione spettava esclusivamente al traduttore.
17. A carico di questo giudizio, la Sig.ra C. interpose appello facendo valere che le perizie tendevano a dimostrare che la traduzione fatta da F.A. era un plagio.
18. Con una decisione del 4 aprile 2000, la corte di appello di Pitesti accolse l’appello della traduttrice, annull? il giudizio del 13 luglio 1999 e giudic? che la traduzione di F.A. era un plagio e che i convenuti dovevano assumere solidalmente le conseguenze di questo atto, poich? il contratto passato tra F.A. ed O. stipulante che F.A. assumeva l’intera responsabilit? per la sua traduzione non era opponibile alla Sig.ra C.. La corte di appello condann? i convenuti a pagare in solidum l’importo di 196 441 622 lei rumeni (ROL) in ragione della pubblicazione di 50 100 esemplari del romanzo Shogun tradotto da F.A.
19. La Corte giudic? anche che la Sig.ra C. aveva subito un danno distinto a causa della pubblicazione da parte di O. ed A. di 64 814 esemplari della sua traduzione del romanzo ed obblig? la societ? richiedente a pagarle la somma di 253 637 658 ROL.
20. F.A. e la societ? richiedente formarono un ricorso che fu accolto con una sentenza definitiva del 19 giugno 2001 della Corte suprema di giustizia. Sul merito, questa ultima respinse l’azione introdotta dalla traduttrice, giudicando, sulla base delle perizie della pratica, che la traduzione effettuata da F.A. non era un plagio.
C. Il ricorso in annullamento formato dal procuratore generale della Romania e le richieste dinnanzi alla Corte europea dei Diritti dell’uomo
21. Il 17 settembre 2001, la Sig.ra C. investe la Corte di due richieste di cui un registrata sotto il no 31250/02 riguardava l’azione in plagio.
22. Il 6 novembre 2001, la Sig.ra C. form? presso il procuratore generale della Romania un esposto, chiedendogli di introdurre un ricorso in annullamento contro la sentenza definitiva del 19 giugno 2001.
23. Il 19 giugno 2002, il procuratore generale introdusse un ricorso in annullamento dinnanzi alla Corte suprema di Giustizia e chiese l’annullamento della sentenza del 19 giugno 2001 in virt? dell’articolo 330 ? 2 del codice di procedimento civile. Criticando la valutazione fatta dalla Corte suprema di giustizia delle perizie effettuate, il procuratore generale consider? la sentenza del 19 giugno 2001 come manifestamente erronea e chiese che la causa fosse giudicata di nuovo e che l’esistenza del plagio fosse constatata.
24. Il richiedente inform? con un esposto la Corte suprema di giustizia che aveva introdotto due richieste dinnanzi alla Corte europea dei Diritti dell’uomo ed afferm? che “la procura ha formato solamente il ricorso in annullamento dopo che le ho presentato la risposta che ho ricevuto della Corte europea dei Diritti dell’uomo di Strasburgo che ha accettato le mie due richieste.”
25. L’avvocato di F.R. Inc inform? la Corte suprema di giustizia che F.R. possedeva in esclusivit? i diritti di utilizzazione della traduzione fatta dalla Sig.ra C. e che questa ultima non poteva dunque, senza l’autorizzazione di F.R., concludere dei contratti in vista della pubblicazione della sua traduzione. Deposit? presso la Corte suprema copia dei differenti documenti pertinenti, ivi compreso il contratto stipulato con la Sig.ra C..
26. Con una sentenza del 13 gennaio 2003, la Corte suprema di giustizia giudic? che la perizia del “rinomato” traduttore B. aveva mostrato che F.A. aveva plagiato la traduzione della Sig.ra C., e quindi, accolse il ricorso in annullamento, annull? per intero la sentenza del 19 giugno 2001 come manifestamente male fondata e conferm? la decisione del 4 aprile 2000 della corte di appello di Pite?ti, tanto per la lagnanza concernente il plagio che per la pubblicazione da parte di O.i ed A. di circa 64 000 esemplari del romanzo. Il richiedente fu condannato a pagare da una parte, solidalmente con F.A. 196 441 622 ROL per il plagio e, dall?altra parte, 253 637 658 ROL. Nella sua sentenza, la Corte suprema non fece nessun riferimento ai documenti depositati da F.R..
D. La contestazione in annullamento e la richiesta di revisione
27. Il 29 gennaio 2003, la societ? richiedente e F.A. form? una contestazione in annullamento contro la sentenza del 13 gennaio 2003. Fecero valere che il procuratore generale aveva chiesto l’annullamento della sentenza del 19 giugno 2001 solo nella sua parte concernente la lagnanza di plagio e che, di conseguenza, l’annullamento del restante del dispositivo della sentenza, concernente la pubblicazione in collaborazione con A. della traduzione fatta dalla Sig.ra C., era illegale.
28. Basandosi sugli articoli 49, 51 e 320 del codice di procedimento civile, l’avvocato di F.R. Inc. form? una richiesta di intervento nell’interesse della societ? richiedente. Questa domanda fu respinta con una sentenza anteriore di diritto del 15 marzo 2004, al motivo che non poteva essere presentata all’infuori dell’esame del merito. Con la stessa sentenza anteriore di diritto, la Corte suprema rinvi? l’esame della contestazione in annullamento.
29. Il 7 febbraio 2003, la societ? richiedente e F.A. richiese la revisione della sentenza del 13 gennaio 2003. Fecero valere che giudicando il ricorso in annullamento, la Corte suprema di Giustizia si era pronunciata, in violazione dell’articolo 322 ? 2 del codice di procedimento civile, su una lagnanza che non era stata sollevata dal procuratore generale nel suo ricorso in annullamento, ossia la pubblicazione in collaborazione di circa 64 000 esemplari.
30. Con due sentenze distinte del 15 novembre 2004, la Corte suprema di giustizia respinse come male fondata la richiesta di revisione e la contestazione in annullamento.
E. L’esecuzione forzata iniziata contro il richiedente
31. L? 11 gennaio 2006, la Sig.ra C. cit? in giustizia il richiedente in due azioni volte all’esecuzione costretta del suo credito constatato dalla sentenza del 13 gennaio 2003 della Corte suprema di Giustizia che confermava la decisione del 4 aprile 2000 resa dalla corte di appello di Pitesti.
32. Con una prima azione, chiese al tribunale di prima istanza di Bucarest di ordinare il sequestro dei conti del richiedente. Con la seconda azione, chiese alla camera commerciale del tribunale dipartimentale di Bucarest di ordinare l’apertura del procedimento del fallimento contro il richiedente.
1. La richiesta di sequestro dei conti del richiedente
33. Con giudizio del 18 gennaio 2006, il tribunale di prima istanza di Bucarest respinse la richiesta di sequestro dei conti del richiedente, formata dalla Sig.ra C.. Il tribunale di prima istanza consider? che l’esecuzione costretta era prescritta.
34. Con decisione del 28 giugno 2006, il tribunale dipartimentale di Bucarest accolse il ricorso della Sig.ra C. contro il giudizio del 18 gennaio 2006. Il tribunale ordin? l’esecuzione costretta dal sequestro dei conti del richiedente fino a soddisfare il suo debito di 45 022,93 di nuovi lei rumeni (Ron), constatato dalla sentenza del 13 gennaio 2003.
2. L’apertura del procedimento del fallimento contro il richiedente
35. Con giudizio del 14 aprile 2006, il tribunale dipartimentale di Bucarest accolse la domanda della Sig.ra C. ed ordin? l’apertura del procedimento di fallimento riguardo la societ? richiedente al motivo che questa ultima non aveva soddisfatto il credito di un importo di 45 022,93 Ron constatato dalla sentenza del 13 gennaio 2003. Il tribunale ne dedusse che la societ? debitrice non aveva dato prova di non trovarsi in stato di insolvenza. Il tribunale consider?, inoltre, che:
“Il fatto che la debitrice aveva pagato regolarmente i suoi debiti verso lo stato non ? di natura tale da rovesciare la presunzione che non abbia la capacit? finanziaria a coprire dei debiti esigibili come il suo debito verso la Sig.ra C. – presunzione che risulta dell’articolo 36 della legge no 64/1995. “
Il tribunale ordin? l’interdizione della vendita delle parti sociali della societ? richiedente ed il sequestro di tutti i suoi conti bancari. Un amministratore giudiziale fu nominato ed il tribunale fiss? a 2000 Ron la rimunerazione mensile che la societ? doveva pagargli.
36. Il richiedente form? ricorso contro questo giudizio.
37. Il 15 settembre 2006, registr? una somma di un importo di 45 022,93 Ron a disposizione del tribunale, “ai fini della pratica” di fallimento.
38. Risulta da un certificato fiscale rilasciato al richiedente il 30 maggio 2007, che non aveva nessuno debito verso lo stato.
39. Il 20 giugno 2007, la corte di appello di Bucarest respinse il ricorso della societ? richiedente. La sentenza fu messa al netto il 25 giugno 2007.
40. Il procedimento di fallimento prosegu? dinnanzi al tribunale dipartimentale di Bucarest.
41. in seguito ad una richiesta di allontanamento a causa di sospetto legittimo formato dalla societ? richiedente, il tribunale dipartimentale di Arges si vide assegnare la causa con sentenza del 8 febbraio 2007, dall’Alta Corte di Cassazione e di Giustizia.
42. Il procedimento di fallimento ? attualmente pendente dinnanzi al tribunale dipartimentale di Arges.
43. Il 25 settembre 2007, la societ? richiedente deposit? presso la Cassa nazionale dei risparmi e delle consegne (Sistemn di Economii si Consemnatiuni ? CEC) a disposizione della Sig.ra C. la somma di 45 022,93 Ron. Questa ultima percep? questa somma in seguito.
F. Altri procedimenti pertinenti
1. Condanna per frode della Sig.ra C.
44. Su lamentela del richiedente, con decisione del 15 ottobre 2004, della procura presso il tribunale di prima istanza di Bucarest, la Sig.ra C. si vide infliggere una multa amministrativa di 10 000 000 ROL per frode nel contratto concluso il 23 novembre 1991 con la casa editrice richiedente. In seguito ad un ricorso gerarchico dell’interessata, questa decisione fu mantenuta il 5 gennaio 2005.
45. Su ricorso della Sig.ra C., con un giudizio del 25 febbraio 2005 del tribunale di prima istanza di Bucarest, la decisione del procuratore fu mantenuta. Il tribunale consider? che all’epoca della conclusione del contratto del 23 novembre 1991, la Sig.ra C. aveva fatto credere fraudolentemente a colui con il quale ha stipulato il contratto, ossia la casa editrice richiedente, che aveva il diritto di autorizzare la pubblicazione della sua traduzione del romanzo Shogun. Ora, era l’agenzia F.R. Inc. New York che, in seguito ad un contratto concluso prima con la traduttrice aveva, in realt?, il diritto di autorizzare la riedizione della traduzione rumena del romanzo. Dunque, la traduttrice non poteva autorizzare la riedizione della sua traduzione senza l’accordo dell’agenzia. A dispetto del fatto che conosceva questi aspetti legali derivanti dal suo contratto del 1985 concluso con l’agenzia, aveva indotto volontariamente in errore la casa editrice O.. Il tribunale conclude che la Sig.ra C. aveva causato alla casa editrice un danno di 218 000 ROL, o la rimunerazione prevista dal contratto del 23 novembre 1991.
46. Il ricorso della Sig.ra C. contro questo giudizio fu respinto dalla decisione del tribunale dipartimentale di Bucarest, del 20 maggio 2005.
47. In seguito alla condanna della Sig.ra C. per frode, il richiedente form? una nuova richiesta in revisione della sentenza del 13 gennaio 2003. Questa domanda ? stata respinta dall’Alta Corte di Cassazione e di Giustizia, il 29 gennaio 2008.
2. Azione civile in constatazione
48. Il 7 gennaio 2005, il richiedente cit? la Sig.ra C. dinnanzi al tribunale dipartimentale di Bucarest, di un’azione civile con la quale chiedeva al tribunale di constatare che la parte convenuta non aveva il diritto di autorizzare la riproduzione della traduzione rumena del romanzo Shogun.
49. Con giudizio del 6 aprile 2005, il tribunale dipartimentale accolse l’azione e constat? che la Sig.ra C. non aveva pi? diritti di propriet? intellettuale sulla traduzione che aveva ceduto da contratto all’agente dell’autore. Il tribunale consider? che i diritti di autorizzazione della riedizione della traduzione in causa appartenevano all’agenzia F.R. Inc. New York.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
50. L’essenziale del diritto interno pertinente concernente il ricorso in annullamento ? descritto nelle sentenze Brumarescu c. Romania, [GC], no 28342/95, ?? 32-33 CEDH 1999-VII e SC Masinexportimport Industrial Group il Suo c. Romania, no 22687/03, 1 dicembre 2005, ? 22.
51. Con un ordinamento di emergenza (ordonanta di urgenta) del Governo no 58 del 25 giugno 2003, pubblicato nella Gazzetta ufficiale no 460 del 28 giugno 2003, gli articoli 330-3304 del Codice di procedimento civile che regolano il ricorso in annullamento sono stati abrogati. Per?, in virt? delle disposizioni transitorie, le decisioni di giustizia rese fino alla data dell’entrata in vigore dell’ordinamento erano sottoposte alle vie di ricorso esistenti nella data in cui le decisioni erano state rese.
52. All’epoca dei fatti, il procedimento del fallimento era regolato dalla legge no 64/1995, del 22 giugno 1995, ripubblicata, dopo modifiche, nella Gazzetta ufficiale no 1066 del 17 novembre 2004. ? stata modificata dalla legge no 249/2005 del 22 luglio 2005.
La legge no 64/1995 ? stato abrogata dalla legge no 85/2006 del 5 aprile 2006. La nuova legge che regola il fallimento ? entrata in vigore il 20 luglio 2006.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE
53. Secondo il richiedente, la sentenza del 13 gennaio 2003, della Corte suprema di giustizia, accogliendo il ricorso in annullamento formato dal procuratore generale contro una decisione definitiva, ha infranto l’articolo 6 ? 1 della Convenzione che dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita da un tribunale chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
54. Il Governo si oppone a questa tesi.
A. Sull’ammissibilit?
55. La Corte constata che questa lagnanza non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. La Corte rileva peraltro che non si scontra con nessun altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
56. Il Governo sottolinea che nello specifico, a differenza della causa Brumarescu, il ricorso in annullamento ? stato introdotto allo scopo di preservare la legalit? ed un’interpretazione coerente delle disposizioni legali in vigore. Fa valere anche che a differenza della causa SC Masinexportimport Industrial Group Suo, nella quale il ricorso in annullamento era stato introdotto su richiesta delle autorit? statali, nello specifico la controversia si ? svolta tra individui ed il procuratore generale aveva introdotto il suo ricorso in annullamento su richiesta di una delle parti.
Peraltro, il Governo afferma che la decisione del 13 gennaio 2003 della Corte suprema di giustizia che accoglieva il ricorso in annullamento non ha prodotto i suoi effetti, perch? il richiedente non ha pagato la somma dovuta alla Sig.ra C..
57. Il richiedente contesta gli argomenti del Governo. Fa valere che il ricorso in annullamento intervenuto in una controversia tra individui, motivato dalla valutazione erronea delle prove amministrate, ha violato la legge interna in vigore all’epoca dei fatti. Sostiene inoltre che il ricorso in annullamento ha provocato l’apertura del procedimento del fallimento a suo carico a causa solamente del suo debito verso la Sig.ra C., constatato dalla sentenza resa in seguito a suddetto ricorso in annullamento.
58. Il richiedente fa valere anche che il ricorso in annullamento ? stato accolto dalla Corte suprema di giustizia che gli ha imposto di pagare alla Sig.ra C. un indennizzo a titolo dei suoi diritti di propriet? intellettuale sulla traduzione del romanzo Shogun, a dispetto del fatto che questa ultima non era la titolare di questi diritti. Il richiedente rinvia a questo titolo alle constatazioni dei tribunali in due altri procedimenti, uno penale finito con la condanna della Sig.ra C., per frode nei contratti e l’altro civile, che ha constatato la mancanza di diritti di propriet? intellettuale sulla sua traduzione del romanzo Shogun.
59. La Corte ricorda che il diritto ad un processo equo dinnanzi ad un tribunale, garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, si deve interpretare alla luce del preambolo della Convenzione che enuncia la preminenza del diritto come elemento del patrimonio comune degli Stati contraenti. Uno degli elementi fondamentali della preminenza del diritto ? il principio della sicurezza dei rapporti giuridici che esige, tra l?altro, che la soluzione data in modo definitivo ad ogni controversia da parte dei tribunali non sia pi? rimessa in causa (Brumarescu, precitata, ? 61). In virt? di questo principio, nessuna parte ? abilitata a sollecitare la supervisione di una decisione definitiva ed esecutiva al solo fine di ottenere un riesame della causa ed una nuova decisione al suo carico. Le giurisdizioni superiori devono utilizzare il loro potere di supervisione solo per correggere gli errori di fatto o di diritto e gli errori giudiziali e non per procedere ad un nuovo esame. La supervisione non deve diventare un appello travestito ed il semplice fatto che possano esistere due punti di vista sulla questione non ? un motivo sufficiente per giudicare di nuovo una causa. Non si pu? derogare a questo principio se non quando dei motivi sostanziali ed imperiosi l’esigano (Riabykh c. Russia, no 52854/99, ? 52, CEDH 2003-IX).
60. Nello specifico, la Corte nota che il parte richiedente nel procedimento interno, nell’occorrenza un individuo, ha fatto esercizio delle due vie di ricorso ordinarie, l’appello ed il ricorso, per fare valere le sue critiche al riguardo del giudizio del 13 luglio 1999. Questo giudizio reso in favore del richiedente ? stato confermato dalla sentenza definitiva del 19 giugno 2001. Il procuratore non mai ? intervenuto nel procedimento.
61. La Corte rileva che si ritrovano nella presente causa due degli elementi che hanno condotto la Corte, nella causa Brum?rescu, alla constatazione dell’incomprensione del principio della sicurezza dei rapporti giuridici e, di conseguenza, della violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, ossia l’intervento in una controversia civile del procuratore generale che non faceva parte del procedimento e la rimessa in causa da una sentenza definitiva che aveva acquisito autorit? di cosa giudicata (vedere anche, SC Masinexportimport Industrial Group SA, ? 36, precitata ).
62. La Corte rileva, infine che, con un ordinamento di emergenza no 58 del 25 giugno 2003, il ricorso in annullamento in materia civile ? stato annullato, riconoscendo cos? le autorit? rumene, meno indirettamente, che questa via di ricorso straordinaria era contraria al principio della sicurezza dei rapporti giuridici.
63. Questi elementi bastano alla Corte per concludere che l’annullamento della sentenza definitiva del 19 giugno 2001 ha portato attentato al diritto del richiedente ad un processo equo.
64. Di conseguenza, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 ALLA CONVENZIONE
65. Il richiedente si lamenta che la sentenza del 13 gennaio 2003, della Corte suprema di giustizia ha avuto per effetto di recare offesa al suo diritto al rispetto dei suoi beni, come riconosciuto all’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
66. Il Governo si oppone a questa tesi.
A. Sull’ammissibilit?
67. La Corte constata che questa lagnanza non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. La Corte rileva peraltro che non si scontra con nessun altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
68. Il richiedente stima che la sentenza del 13 gennaio 2003 della Corte suprema di giustizia che annulla la sentenza definitiva del 19 giugno 2001 ha costituito un attentato al suo diritto al rispetto dei suoi beni, ingerenza che non inseguiva un scopo di utilit? pubblica.
69. Il Governo considera che l’ingerenza nel diritto del richiedente al rispetto dei suoi beni era prevista dalla legge ed inseguiva un interesse legittimo, ossia riparare un errore commesso nella valutazione delle prove, da parte delle giurisdizioni che avevano giudicato anteriormente la causa.
70. La Corte ricorda che la sentenza definitiva del 19 giugno 2001 della Corte suprema di giustizia ha giudicato che il richiedente aveva pubblicato legalmente la traduzione originale del romanzo Shogun fatta da F.A. e l’ha scaricato di ogni responsabilit? in quanto ai fatti all’origine della presente richiedente, ossia di ogni obbligo di pagamento verso la Sig.ra C., per ci? che riguarda la pubblicazione della sua traduzione del romanzo. Rileva che questa sentenza ? passata in forza di cosa giudicata e non era revocabile. Il richiedente godeva dunque di un valore patrimoniale al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1, consistente nel diritto di pubblicare una traduzione rumena del romanzo Shogun.
71. La Corte rileva poi che la sentenza del 13 gennaio 2003 della Corte suprema di giustizia ha annullato la sentenza definitiva del 19 giugno 2001 e ha giudicato che il richiedente non aveva il diritto di pubblicare la traduzione del romanzo Shogun e l’ha condannato a pagare 45 022,93 Ron di danno-interessi. Considera che questa situazione ? analoga a quella del richiedente nella causa Brumarescu precitato. La Corte stima dunque che la sentenza del 13 gennaio 2003 della Corte suprema di giustizia ha avuto per effetto di privare il richiedente dei suoi beni al senso della seconda frase del primo paragrafo dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (vedere ?? 73-74 Brumarescu, precitata,).
72. La Corte ricorda che una privazione di propriet? che dipende da questa seconda norma pu? giustificarsi solamente se si dimostra che ? intervenuta in particolare a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge. Per di pi?, ogni ingerenza nel godimento della propriet? deve rispondere al criterio di proporzionalit? (Brumarescu, precitata, ?? 73-74).
73. Nello specifico, la Corte osserva che il Governo invoca un errore di valutazione dei fatti da parte del tribunale dipartimentale nel suo giudizio del 13 luglio 1999 e da parte della Corte suprema di giustizia, nella sua sentenza del 19 giugno 2001, e non un errore di diritto, per giustificare l’ingerenza nel diritto al rispetto dei beni del richiedente. Ora, nell’occorrenza, la parte convenuta ha potuto beneficiare delle vie di ricorso ordinarie per contestare la valutazione dei fatti dinnanzi alle giurisdizioni superiori. Perci?, la Corte stima che, nonostante il margine di valutazione di cui dispone in materia lo stato, questo preteso errore non potrebbe bastare per legittimare la privazione di un bene acquisito legalmente in seguito ad una controversia civile definitivamente troncata (vedere anche la sentenza SC Masinexportimport Industrial Group Suo., precitata, ? 46)
74. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
75. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
1. Danno materiale
76. In una prima domanda di soddisfazione equa formulata nel termine assegnato dalla Corte a questo titolo, il richiedente chiede, in risarcimento del suo danno materiale e sotto riserva dell’esecuzione costretta a suo carico fino alla data della sentenza della Corte, la somma di 45 000 Ron, attualizzato al tasso dell’inflazione, somma che era stata condannato a pagare dalla sentenza della Corte suprema di Giustizia del 13 gennaio 2003. Chiede, inoltre alla Corte di constatare che le conseguenze gravi della violazione dei suoi diritti possono essere ovviate solo con la revisione della sentenza pronunciata in seguito al ricorso in annullamento.
77. Il 25 giugno 2007, o il giorno del collocamento al netto della sentenza del 20 giugno 2007 della corte di appello di Bucarest che conferma va definitivamente il giudizio autorizzante l’apertura del procedimento del fallimento, il richiedente ha indirizzato alla Corte un complemento alla sua domanda iniziale di soddisfazione equa. Oltre alle sue pretese presentate inizialmente, chiede 214 345 euro (EUR) a titolo della perdita di guadagni in ragione del suo collocamento in fallimento, rappresentando l’utile perso in virt? dei contratti che si trovavano in esecuzione cos? come il profitto stimato per i tre anni a venire calcolato rispetto al profitto realizzato negli ultime tre anni.
Sollecita anche 15 094 EUR a capo del danno materiale che copre il pagamento mensile dovuto al liquidatore giudiziale, per il periodo stimato della durata del procedimento del fallimento. Fa valere che la societ? era stata condannata a questo pagamento mensile tramite la decisione di apertura di questo procedimento.
78. Con una lettera del 17 ottobre 2007, il richiedente ha informato la Corte che ha pagato la somma di 45 022,93 Ron alla quale era stata condannato dalla sentenza del 13 gennaio 2003, subendo cos? un danno materiale concreto di cui chiede il risarcimento.
79. Il Governo contesta queste pretese. Prima del pagamento effettuato dal richiedente, faceva valere che questa ultimo non aveva pagato la somma che avrebbe dovuto pagare in virt? della sentenza della Corte suprema di Giustizia del 13 gennaio 2003. In quanto alle altre somme richieste, il Governo sostiene che non esiste nessuno legame diretto tra le violazioni addotte ed il preteso danno materiale incorso e che ad ogni modo, le domande non sono supportate.
80. La Corte ricorda la sua giurisprudenza ben stabilita secondo la quale una sentenza che constata una violazione provoca per lo stato convenuto l’obbligo giuridico allo sguardo della Convenzione di mettere un termine alla violazione e di cancellarne le conseguenze in modo da ristabilire tanto quanto si pu? fare la situazione anteriore a questa.
Gli Stati contraenti sono in principio liberi di scegliere i mezzi che utilizzeranno per conformarsi ad una sentenza che constata una violazione, resa in una causa nella quale erano parti. Se la natura della violazione permette in integrum una restitutio, incombe sullo stato convenuto di realizzarla. Se in compenso il diritto nazionale non permette cos?, o permette solamente imperfettamente di cancellare le conseguenze della violazione, l’articolo 41 abilita la Corte ad accordare, se c’? luogo, alla parte lesa la soddisfazione che gli sembra appropriata (Brumarescu c. Romania (soddisfazione equa) [GC], no 28342/95, ? 21, CEDH 2001-I).
81. La Corte ricorda anche che in caso di violazione dell’articolo 6 della Convenzione, l’applicazione del principio restitutio in integrum implica che i richiedenti siano posti per quanto possibile, in una situazione equivalente a quella nella quale si troverebbero se non ci fosse stata trasgressione alle esigenze di questa disposizione (Piersack c. Belgio (articolo 50), sentenza del 26 ottobre 1984, serie A no 85, p. 16, ? 12).
82. La Corte rileva che ha concesso gi?, quando ha constatato la violazione dell’articolo 6 per mancata osservanza del principio della sicurezza dei rapporti giuridici, delle somme a titolo del danno materiale subito in seguito all’annullamento di una sentenza definitiva (Stetsenko c. Russia, no 878/03, ? 33, 5 ottobre 2006; Braga c. Moldova, no 74154/01, ? 30, 14 novembre 2006).
83. Nella presente causa, la Corte ricorda che ha concluso alla violazione degli articoli 6 della Convenzione e 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione, in ragione dell’annullamento, in seguito al ricorso formato dal procuratore generale, di una decisione giudiziale diventata definitiva, ossia la sentenza definitiva del 19 giugno 2001 resa dalla Corte suprema di giustizia, che riconosceva al richiedente un valore patrimoniale certo.
84. Nello specifico, la Corte osserva che il richiedente ha pagato la somma di 45 022,93 Ron alla sua creditrice, in virt? della decisione resa in ricorso in annullamento.
Conviene assegnare al richiedente questa somma a titolo dell’articolo 41 della Convenzione dunque.
85. In quanto alle altre somme richieste a titolo del danno materiale, in ragione dell’apertura del procedimento di fallimento, la Corte ricorda che in una causa similare, non ha rilevato legame di causalit? tra la violazioni constatata ed il danno richiesto. In quanto alle perdite di guadagno, la Corte ha dichiarato che non sarebbe in grado di fare speculazioni sull’eventuale evoluzione economica del richiedente (SC Masinexportimport Industrial Group S.A c. Romania, precitata, ? 53).
86. Tuttavia, a differenza della situazione considerata nella sentenza SC Masinexportimport Industrial Group S.A, non risulta dalla pratica che la societ? richiedente si trovasse confrontata a difficolt? finanziarie prima del ricorso in annullamento del contenzioso (SC Masinexportimport Industrial Group S.A c. Romania, precitato ?? 20 e 51). La situazione di fallimento della societ? richiedente ? la conseguenza diretta del ricorso in annullamento che ? oggetto della presente richiesta. Quindi, ha subito un danno significativo che deve dare adito ad indennizzo (vedere mutatis mutandis Sovtransavto Holding c. Ucraina (soddisfazione equa), no 48553/99, ? 71, 2 ottobre 2003).
Visto le circostanze particolari della causa, la Corte, deliberando in equit?, gli assegna la somma di 50 000 EUR, oltre a quella assegnata sopra al paragrafo 84, a titolo del danno materiale in collegamento diretto con la violazione constatata degli articoli 6 ? 1 della Convenzione e 1 del Protocollo no 1.
2. Danno morale
87. Il richiedente richiede 300 000 EUR a titolo del danno morale portato alla sua reputazione in seguito all’apertura di un procedimento di fallimento, iniziato per il solo debito constatato dalla sentenza della Corte suprema di giustizia del 13 gennaio 2003 che ? oggetto della presente richiesta. Rinvia a questo titolo alle pubblicazioni dell’apertura del procedimento del fallimento a suo carico iscritta nel Bollettino degli insolvibili (Buletinul insolven?e), dei mesi di febbraio, maggio e giugno 2007.
88. Il governo contesta questo importo come eccessivo e non-supportato.
89. In quanto al risarcimento del danno morale, la Corte ha giudicato gi? che il danno diverso da quello materiale pu? comprendere, per una societ? commerciale, degli elementi pi? o meno “obiettivi” e “soggettivi”. Tra questi elementi, bisogna riconoscere la reputazione dell’impresa, ma anche l’incertezza nella pianificazione delle decisioni da prendere, le agitazioni causate alla gestione dell’impresa stessa le cui conseguenze non suscitano un calcolo esatto, ed infine, sebbene in una minima misura, l’angoscia ed i dispiaceri provati dai membri degli organi di direzione della societ? (Comingersoll S.p.A. c. Portogallo, [GC], no 35382/97, ? 35, CEDH 2000-IV).
90. Nello specifico, la Corte stima che la situazione di incertezza prolungata nella quale ? stata posto il richiedente ha dovuto causare obiettivamente, da una parte, delle agitazioni considerevoli nella pianificazione delle decisioni da prendere in quanto alla gestione della sua attivit? economica e, dall?altra parte, dei dispiaceri nelle relazioni del richiedente con altre societ?. Peraltro, questa incertezza ha dovuto recare offesa alla reputazione del richiedente agli occhi dei clienti reali e potenziali, colpendo il successo commerciale e la conduzione stessa dell’impresa, a scapito dei soci e degli impiegati (vedere mutatis mutandis Sovtransavto Holding precitata, ? 80 e Steel e Morris c. Regno Unito, no 68416/01, ? 94, CEDH 2005-II).
91. Avuto riguardo all’insieme degli elementi che si trovano in suo possesso e deliberando in equit?, come esige l’articolo 41 della Convenzione, la Corte decide di assegnare al richiedente 5 000 EUR a titolo del danno morale.
B. Oneri e spese
92. Il richiedente non ha sottoposto nessuna richiesta per oneri e spese sostenuti dinnanzi alle giurisdizioni interne e dinnanzi alla Corte.
93. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese se non nella misura in cui l’ha richiesto. Quindi, nello specifico, la Corte non concede al richiedente nessuna somma a questo titolo.
C. Interessi moratori
94. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 della Convenzione;
3. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione;
4. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente nei tre mesi a contare dal giorno in cui la presente sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 45 022,93 Ron( quarantacinquemila ventidue nuovi lei rumeni e novantatre ban?), cos? come
ii. 50 000 EUR (cinquantamila euro) per danno materiale,;
iii. 5 000 EUR (cinquemila euro) pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta, per danno morale,;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentata di tre punti di percentuale,;
c) che le somme sopra menzionate ai punti ii. ed iii. saranno da convertire nella moneta dello stato convenuto al tasso applicabile alla data dell’ordinamento;
5. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 13 maggio 2008 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Santiago Quesada Josep Casadevall
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6 ; Violation de l’art. 1 P 1 ; Dommage mat?riel – r?paration ; Pr?judice moral – r?paration

TROISI?ME SECTION
AFFAIRE SC EDITURA ORIZONTURI SRL c. ROUMANIE
(Requ?te no 15872/03)
ARR?T
STRASBOURG
13 mai 2008
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.
En l’affaire SC Editura Orizonturi SRL c. Roumanie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Josep Casadevall, pr?sident,
Elisabet Fura-Sandstr?m,
Corneliu B?rsan,
Bo?tjan M. Zupancic,
Alvina Gyulumyan,
Ineta Ziemele,
Luis L?pez Guerra, juges,
et de Santiago Quesada, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 22 avril 2008,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 15872/03) dirig?e contre la Roumanie et dont une maison d’?dition de droit roumain, SC E. O. SRL (? la requ?rante ?), a saisi la Cour le 29 avril 2003 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. La requ?rante est repr?sent?e par son dirigeant et unique associ? M. I. E.. Le gouvernement roumain (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par M. Razvan Horatiu Radu, Agent du Gouvernement roumain aupr?s de la Cour europ?enne des Droits de l’Homme.
3. La soci?t? requ?rante all?guaient en particulier que l’arr?t du 13 janvier 2003 de la Cour supr?me de justice, accueillant le recours en annulation form? par le procureur g?n?ral, a eu pour effet de porter atteinte ? son droit ? un proc?s ?quitable, tel que reconnu par l’article 6 de la Convention et ? son droit au respect de ses biens, en violation de l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
4. Le 4 janvier 2007, la Cour a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant des dispositions de l’article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
A. La publication de la traduction roumaine du roman ? Shogun ?
5. Le 15 novembre 1985, la maison d’?dition roumaine U. et la soci?t? am?ricaine F. R., agent litt?raire du romancier James Clavell, conclurent un contrat portant sur la publication par U. de 35 000 exemplaires du roman Shogun de James Clavell, roman traduit en roumain par Mme D. C.. Le contrat stipulait que les droits d’utilisation de la traduction faite par Mme C. ?taient c?d?s par la soci?t? F. R., propri?taire des droits, ? la maison Univers jusqu’au 15 novembre 1991.
6. Le 23 novembre 1991, la soci?t? requ?rante conclut avec Mme C. un contrat pour la publication de 50 000 exemplaires du roman Shogun, pour une somme de 280 000 lei. Afin d’obtenir ce contrat, Mme C. avait fait croire ? la soci?t? requ?rante qu’elle d?tenait les droits d’exploitation sur sa traduction.
7. Peu apr?s la signature de ce contrat, Mme C. accorda ? une autre maison d’?dition, A., des droits exclusifs en vue de la publication de sa traduction du roman Shogun. Par la suite, la soci?t? requ?rante d?non?a le contrat conclu avec Mme C..
8. Le 15 juillet 1992, la soci?t? requ?rante conclut avec F.A. un contrat en vue de la traduction du m?me roman. Selon l’article 7 de ce contrat, F.A. assumait l’enti?re responsabilit? pour le caract?re original de sa traduction. A une date qui n’a pas ?t? pr?cis?e, la requ?rante publia 50 100 exemplaires de la traduction effectu?e par F.A.
9. Souhaitant publier ?galement la traduction faite par Mme C., la soci?t? requ?rante se tourna vers la soci?t? A. et le 24 juillet 1992, les deux maisons d’?dition conclurent un contrat de collaboration en participation portant sur la publication de 60 000 exemplaires de la traduction faite par Mme C. du roman Shogun. Un tirage de 64 814 exemplaires fut mis sur le march? le 12 ao?t 1992 sous le sigle des deux maisons, A. et O..
10. Le 29 septembre 1992, alors que le contrat en participation avait ?t? ex?cut? en entier, Mme C. retira ses droits ? la maison A..
B. L’action en dommages et int?r?ts introduite par Mme C. pour plagiat
11. Le 22 d?cembre 1992, Mme C. assigna devant le tribunal d?partemental de Bucarest la soci?t? requ?rante et le traducteur F.A., les accusant d’avoir plagi? sa traduction du roman Shogun.
12. Le 28 f?vrier 1996, apr?s vingt renvois de l’affaire, Mme C. compl?ta sa requ?te devant le tribunal de Bucarest par un deuxi?me grief portant sur le pr?judice subi du fait de la publication de 64 814 exemplaires de sa traduction, par les maisons A. et O.i. La soci?t? requ?rante affirme que ce grief n’a jamais ?t? d?battu devant les tribunaux.
13. Suite ? une demande de d?paysement pour cause de suspicion l?gitime, form?e par la soci?t? requ?rante, le tribunal d?partemental d’Arges se vit attribuer l’affaire.
14. Le tribunal ordonna plusieurs expertises stylistiques par des experts-traducteurs, afin d’?tablir l’originalit? de la traduction et une expertise comptable.
15. Le 16 janvier 1997, Mme C. d?posa au dossier du tribunal d’Arges un document, enregistr? en tant que p. 121 du dossier, faisant ?tat de ce que Foreign Rights Inc, agent litt?raire de James Clavell, d?tenait tous les droits sur la traduction en roumain du roman Shogun.
16. Par un jugement du 13 juillet 1999, le tribunal d?partemental d’Arges rejeta l’action de Mme C.. Il constata que quatre expertises avaient ?t? effectu?es, deux par des experts propos?s par la demanderesse et deux par les d?fendeurs. Sur ces quatre experts, B., T. et I. avaient conclu ? l’existence du plagiat, tandis que A.I.I. avait consid?r? que la traduction par F.A. ?tait une cr?ation originale. Le tribunal constata que par la suite, T. avait d?pos? un rapport compl?mentaire, excluant l’existence du plagiat. Le tribunal jugea convaincantes les expertises de T. et A.I.I. concluant ? l’originalit? de la traduction faite par F.A. et donc, ? l’absence de plagiat. En outre, le tribunal jugea que la soci?t? requ?rante ne pouvait encourir de responsabilit? du fait de la traduction faite par F.A., puisque le contrat conclu entre ce dernier et la soci?t? requ?rante stipulait express?ment que la responsabilit? pour l’originalit? de la traduction revenait exclusivement au traducteur.
17. A l’encontre de ce jugement, Mme C. interjeta appel en faisant valoir que les expertises tendaient ? d?montrer que la traduction faite par F.A. ?tait un plagiat.
18. Par une d?cision du 4 avril 2000, la cour d’appel de Pitesti accueillit l’appel de la traductrice, cassa le jugement du 13 juillet 1999 et jugea que la traduction de F.A. ?tait un plagiat et que les d?fendeurs devaient assumer solidairement les cons?quences de cet acte, puisque le contrat pass? entre F.A. et O. stipulant que F.A. assumait l’enti?re responsabilit? pour sa traduction n’?tait pas opposable ? Mme C.. La cour d’appel condamna les d?fendeurs ? payer in solidum le montant de 196 441 622 lei roumains (ROL) en raison de la publication de 50 100 exemplaires du roman Shogun traduit par F.A.
19. La Cour jugea ?galement que Mme C. avait subi un pr?judice distinct du fait de la publication par O. et A.de 64 814 exemplaires de sa traduction du roman et obligea la soci?t? requ?rante ? lui payer la somme de 253 637 658 ROL.
20. F.A. et la soci?t? requ?rante form?rent un recours, qui fut accueilli par un arr?t d?finitif du 19 juin 2001 de la Cour supr?me de justice. Sur le fond, cette derni?re rejeta l’action introduite par la traductrice, jugeant, sur la base des expertises du dossier, que la traduction effectu?e par F.A. n’?tait pas un plagiat.
C. Le recours en annulation form? par le procureur g?n?ral de la Roumanie et les requ?tes devant la Cour europ?enne des Droits de l’Homme
21. Le 17 septembre 2001, Mme C. saisit la Cour de deux requ?tes, dont une enregistr?e sous le no 31250/02 concernait l’action en plagiat.
22. Le 6 novembre 2001, Mme C. forma un m?moire aupr?s du procureur g?n?ral de la Roumanie, lui demandant d’introduire un recours en annulation contre l’arr?t d?finitif du 19 juin 2001.
23. Le 19 juin 2002, le procureur g?n?ral introduisit un recours en annulation devant la Cour supr?me de Justice et demanda l’annulation de l’arr?t du 19 juin 2001 en vertu de l’article 330 ? 2 du code de proc?dure civile. Critiquant l’appr?ciation faite par la Cour supr?me de justice des expertises effectu?es, le procureur g?n?ral consid?ra l’arr?t du 19 juin 2001 comme manifestement erron? et demanda que l’affaire f?t rejug?e et que l’existence du plagiat f?t constat?e.
24. La requ?rante informa la Cour supr?me de justice par un m?moire qu’elle avait introduit deux requ?tes devant la Cour europ?enne des Droits de l’Homme et affirma que ? le parquet a form? le recours en annulation seulement apr?s que je lui ai pr?sent? la r?ponse que j’ai re?ue de la Cour europ?enne des Droits de l’Homme de Strasbourg, qui a accept? mes deux requ?tes ?.
25. L’avocat de Foreign Rights Inc informa la Cour supr?me de justice que Foreign Rights poss?dait en exclusivit? les droits d’utilisation de la traduction faite par Mme C. et que cette derni?re ne pouvait donc, sans l’autorisation de Foreign Rights, conclure des contrats en vue de la publication de sa traduction. Il d?posa aupr?s de la Cour supr?me copie de diff?rents documents pertinents, y compris le contrat pass? avec Mme C..
26. Par un arr?t du 13 janvier 2003, la Cour supr?me de justice jugea que l’expertise du ? r?put? ? traducteur B. avait montr? que F.A. avait plagi? la traduction de Mme C., et d?s lors, accueillit le recours en annulation, cassa l’arr?t du 19 juin 2001 en entier comme manifestement mal fond? et confirma la d?cision du 4 avril 2000 de la cour d’appel de Pitesti, tant pour le grief concernant le plagiat, que pour la publication par O. et A. des quelques 64 000 exemplaires du roman. La requ?rante fut condamn?e ? payer d’une part, solidairement avec F.A. 196 441 622 ROL pour le plagiat et, d’autre part, 253 637 658 ROL. Dans son arr?t, la Cour supr?me ne fit aucune r?f?rence aux pi?ces d?pos?es par Foreign Rights.
D. La contestation en annulation et la demande en r?vision
27. Le 29 janvier 2003, la soci?t? requ?rante et F.A. form?rent une contestation en annulation ? l’encontre de l’arr?t du 13 janvier 2003. Ils firent valoir que le procureur g?n?ral n’avait demand? l’annulation de l’arr?t du 19 juin 2001 que dans sa partie concernant le grief de plagiat et que, par cons?quent, l’annulation du restant du dispositif de l’arr?t, concernant la publication en collaboration avec A. de la traduction faite par Mme C., ?tait ill?gale.
28. Se fondant sur les articles 49, 51 et 320 du code de proc?dure civile, l’avocat de Foreign Rights Inc. forma une demande d’intervention dans l’int?r?t de la soci?t? requ?rante. Cette demande fut rejet?e par un arr?t avant dire droit du 15 mars 2004, au motif qu’elle ne pouvait pas ?tre pr?sent?e en dehors de l’examen du fond. Par le m?me arr?t avant dire droit, la Cour supr?me reporta l’examen de la contestation en annulation.
29. Le 7 f?vrier 2003, la soci?t? requ?rante et F.A. demand?rent la r?vision de l’arr?t du 13 janvier 2003. Ils firent valoir qu’en jugeant le recours en annulation, la Cour supr?me de Justice s’?tait prononc?e, en violation de l’article 322 ? 2 du code de proc?dure civile, sur un grief qui n’avait pas ?t? soulev? par le procureur g?n?ral dans son recours en annulation, ? savoir la publication en collaboration des quelques 64 000 exemplaires.
30. Par deux arr?ts distincts du 15 novembre 2004, la Cour supr?me de justice rejeta comme mal fond?es la demande de r?vision et la contestation en annulation.
E. L’ex?cution forc?e entam?e contre la requ?rante
31. Le 11 janvier 2006, Mme C. assigna en justice la requ?rante de deux actions tendant ? l’ex?cution forc?e de sa cr?ance constat?e par l’arr?t du 13 janvier 2003 de la Cour supr?me de Justice confirmant la d?cision du 4 avril 2000 rendue par la cour d’appel de Pitesti.
32. Par une premi?re action, elle demanda au tribunal de premi?re instance de Bucarest d’ordonner la saisie des comptes de la requ?rante. Par la deuxi?me action, elle demanda ? la chambre commerciale du tribunal d?partemental de Bucarest d’ordonner l’ouverture de la proc?dure de la faillite contre la requ?rante.
1. La demande de saisie des comptes de la requ?rante
33. Par jugement du 18 janvier 2006, le tribunal de premi?re instance de Bucarest rejeta la demande de saisie des comptes de la requ?rante, form?e par Mme C.. Le tribunal de premi?re instance consid?ra que l’ex?cution forc?e ?tait prescrite.
34. Par d?cision du 28 juin 2006, le tribunal d?partemental de Bucarest accueillit le recours de Mme C. contre le jugement du 18 janvier 2006. Le tribunal ordonna l’ex?cution forc?e par la saisie des comptes de la requ?rante jusqu’? satisfaire sa dette de 45 022,93 nouveau lei roumains (RON), constat?e par l’arr?t du 13 janvier 2003.
2. L’ouverture de la proc?dure de la faillite contre la requ?rante
35. Par jugement du 14 avril 2006, le tribunal d?partemental de Bucarest accueillit la demande de Mme C. et ordonna l’ouverture de la proc?dure de faillite ? l’?gard de la soci?t? requ?rante au motif que cette derni?re n’avait pas satisfait la cr?ance d’un montant de 45 022,93 RON constat?e par l’arr?t du 13 janvier 2003. Le tribunal en d?duit que la soci?t? d?bitrice n’avait pas fait la preuve qu’elle n’?tait pas en ?tat d’insolvabilit?. Le tribunal consid?ra, en outre, que :
? Le fait que la d?bitrice avait r?guli?rement pay? ses dettes envers l’Etat n’est pas de nature ? renverser la pr?somption qu’elle n’a pas la capacit? financi?re ? couvrir des dettes exigibles comme sa dette envers Mme C. – pr?somption qui ressort de l’article 36 de la loi no 64/1995. ?
Le tribunal ordonna l’interdiction de la vente des parties sociales de la soci?t? requ?rante et la saisie de tous ses comptes bancaires. Un administrateur judiciaire fut nomm? et le tribunal fixa ? 2000 RON la r?mun?ration mensuelle que la soci?t? devait lui payer.
36. La requ?rante forma recours contre ce jugement.
37. Le 15 septembre 2006, elle consigna une somme d’un montant de 45 022,93 RON ? la disposition du tribunal, ? pour les fins du dossier ? de faillite.
38. Il ressort d’un certificat fiscal d?livr? ? la requ?rante le 30 mai 2007, qu’elle n’avait aucune dette envers l’?tat.
39. Le 20 juin 2007, la cour d’appel de Bucarest rejeta le recours de la soci?t? requ?rante. L’arr?t fut mis au net le 25 juin 2007.
40. La proc?dure de faillite se poursuivit devant le tribunal d?partemental de Bucarest.
41. Suite ? une demande de d?paysement pour cause de suspicion l?gitime form?e par la soci?t? requ?rante, le tribunal d?partemental d’Arges se vit attribuer l’affaire par arr?t du 8 f?vrier 2007, de la Haute Cour de Cassation et de Justice.
42. La proc?dure de faillite est actuellement pendante devant le tribunal d?partemental d’Arges.
43. Le 25 septembre 2007, la soci?t? requ?rante consigna aupr?s de Caisse nationale d’?pargnes et de consignations (Casa de Economii si Consemnatiuni – CEC) ? la disposition de Mme C. la somme de 45 022,93 RON. Cette derni?re per?ut cette somme par la suite.
F. Autres proc?dures pertinentes
1. Condamnation pour fraude de Mme C.
44. Sur plainte de la requ?rante, par d?cision du 15 octobre 2004, du parquet aupr?s du tribunal de premi?re instance de Bucarest, Mme C. se vit infliger une amende administrative de 10 000 000 ROL pour fraude dans le contrat conclu le 23 novembre 1991 avec la maison d’?dition requ?rante. A la suite d’un recours hi?rarchique de l’int?ress?e, cette d?cision fut maintenue le 5 janvier 2005.
45. Sur recours de Mme C., par un jugement du 25 f?vrier 2005 du tribunal de premi?re instance de Bucarest, la d?cision du procureur fut maintenue. Le tribunal retint que lors de la conclusion du contrat du 23 novembre 1991, Mme C. avait frauduleusement fait croire ? son cocontractant, ? savoir la maison d’?dition requ?rante, qu’elle avait le droit d’autoriser la publication de sa traduction du roman Shogun. Or, c’?tait l’agence Foreign Rights Inc. New York qui, ? la suite d’un contrat conclu auparavant avec la traductrice avait, en r?alit?, le droit d’autoriser la r??dition de la traduction roumaine du roman. Donc, la traductrice ne pouvait pas autoriser la r??dition de sa traduction sans l’accord de l’agence. En d?pit du fait qu’elle connaissait ces aspects l?gaux d?coulant de son contrat de 1985 conclu avec l’agence, elle avait sciemment induit en erreur la maison d’?dition O.. Le tribunal conclut que Mme C. avait caus? ? la maison d’?dition un pr?judice de 218 000 ROL, soit la r?mun?ration pr?vue par le contrat du 23 novembre 1991.
46. Le recours de Mme C. contre ce jugement fut rejet? par d?cision du tribunal d?partemental de Bucarest, du 20 mai 2005.
47. A la suite de la condamnation de Mme C. pour fraude, la requ?rante forma une nouvelle demande en r?vision de l’arr?t du 13 janvier 2003. Cette demande a ?t? rejet?e par la Haute Cour de Cassation et de Justice, le 29 janvier 2008.
2. Action civile en constatation
48. Le 7 janvier 2005, la requ?rante assigna Mme C. devant le tribunal d?partemental de Bucarest, d’une action civile par laquelle elle demandait au tribunal de constater que la partie d?fenderesse n’avait pas le droit d’autoriser la reproduction de la traduction roumaine du roman Shogun.
49. Par jugement du 6 avril 2005, le tribunal d?partemental accueillit l’action et constata que Mme C. n’avait plus de droits de propri?t? intellectuelle sur la traduction qu’elle avait c?d?e par contrat ? l’agent de l’auteur. Le tribunal retint que les droits d’autoriser la r??dition de la traduction en cause appartenaient ? l’agence Foreign Rights Inc. New York.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
50. L’essentiel du droit interne pertinent concernant le recours en annulation est d?crit dans les arr?ts Brumarescu c. Roumanie, [GC], no 28342/95, ?? 32-33 CEDH 1999-VII et SC Masinexportimport Industrial Group SA c. Roumanie, no 22687/03, 1 d?cembre 2005, ? 22.
51. Par un r?glement d’urgence (ordonanta de urgenta) du Gouvernement no 58 du 25 juin 2003, publi? dans le Journal Officiel no 460 du 28 juin 2003, les articles 330-3304 du Code de proc?dure civile r?gissant le recours en annulation ont ?t? abrog?s. Cependant, en vertu des dispositions transitoires, les d?cisions de justice rendues jusqu’? la date de l’entr?e en vigueur du r?glement ?taient soumises aux voies de recours existantes ? la date ? laquelle les d?cisions avaient ?t? rendues.
52. A l’?poque des faits, la proc?dure de la faillite ?tait r?gie par la loi no 64/1995, du 22 juin 1995, republi?e, apr?s modifications, dans le Journal Officiel no 1066 du 17 novembre 2004. Elle a ?t? modifi?e par la loi no 249/2005 du 22 juillet 2005.
La loi no 64/1995 a ?t? abrog?e par la loi no 85/2006 du 5 avril 2006. La nouvelle loi r?gissant la faillite est entr?e en vigueur le 20 juillet 2006.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 DE LA CONVENTION
53. D’apr?s la requ?rante, l’arr?t du 13 janvier 2003, de la Cour supr?me de justice, accueillant le recours en annulation form? par le procureur g?n?ral contre une d?cision d?finitive, a enfreint l’article 6 ? 1 de la Convention, qui dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
54. Le Gouvernement s’oppose ? cette th?se.
A. Sur la recevabilit?
55. La Cour constate que ce grief n’est pas manifestement mal fond? au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. La Cour rel?ve par ailleurs qu’il ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
56. Le Gouvernement souligne qu’en l’esp?ce, ? la diff?rence de l’affaire Brumarescu, le recours en annulation a ?t? introduit dans le but de pr?server la l?galit? et une interpr?tation coh?rente des dispositions l?gales en vigueur. Il fait valoir ?galement qu’? la diff?rence de l’affaire SC Masinexportimport Industrial Group SA, o? le recours en annulation avait ?t? introduit ? la demande des autorit?s ?tatiques, en l’esp?ce le litige s’est d?roul? entre particuliers et le procureur g?n?ral avait introduit son recours en annulation ? la demande d’une des parties.
Par ailleurs, le Gouvernement affirme que la d?cision du 13 janvier 2003 de la Cour supr?me de justice accueillant le recours en annulation n’a pas produit ses effets, car la requ?rante n’a pas pay? les sommes dues ? Mme C..
57. La requ?rante conteste les arguments du Gouvernement. Elle fait valoir que le recours en annulation intervenu dans un litige entre particuliers, motiv? par l’appr?ciation erron?e des preuves administr?es, a viol? la loi interne en vigueur ? l’?poque des faits. Elle soutient en outre que le recours en annulation a entra?n? l’ouverture de la proc?dure de la faillite ? son encontre du fait de sa seule dette envers Mme C., constat?e par l’arr?t rendu ? la suite dudit recours en annulation.
58. La requ?rante fait valoir ?galement que le recours en annulation a ?t? accueilli par la Cour supr?me de justice, qui lui a impos? de payer ? Mme C. une indemnisation au titre de ses droits de propri?t? intellectuelle sur la traduction du roman Shogun, en d?pit du fait que cette derni?re n’?tait pas la titulaire de ces droits. La requ?rante renvoie ? ce titre aux constats des tribunaux dans deux autres proc?dures, une p?nale ayant ?t? achev?e par la condamnation de Mme C., pour fraude dans les contrats et l’autre civile, ayant constat? l’absence de droits de propri?t? intellectuelle sur sa traduction du roman Shogun.
59. La Cour rappelle que le droit ? un proc?s ?quitable devant un tribunal, garanti par l’article 6 ? 1 de la Convention, doit s’interpr?ter ? la lumi?re du pr?ambule de la Convention, qui ?nonce la pr??minence du droit comme ?l?ment du patrimoine commun des Etats contractants. Un des ?l?ments fondamentaux de la pr??minence du droit est le principe de la s?curit? des rapports juridiques, qui veut, entre autres, que la solution donn?e de mani?re d?finitive ? tout litige par les tribunaux ne soit plus remise en cause (Brumarescu, pr?cit?, ? 61). En vertu de ce principe, aucune partie n’est habilit?e ? solliciter la supervision d’une d?cision d?finitive et ex?cutoire ? la seule fin d’obtenir un r?examen de l’affaire et une nouvelle d?cision ? son sujet. Les juridictions sup?rieures ne doivent utiliser leur pouvoir de supervision que pour corriger les erreurs de fait ou de droit et les erreurs judiciaires et non pour proc?der ? un nouvel examen. La supervision ne doit pas devenir un appel d?guis? et le simple fait qu’il puisse exister deux points de vue sur le sujet n’est pas un motif suffisant pour rejuger une affaire. Il ne peut ?tre d?rog? ? ce principe que lorsque des motifs substantiels et imp?rieux l’exigent (Riabykh c. Russie, no 52854/99, ? 52, CEDH 2003-IX).
60. En l’esp?ce, la Cour note que la partie demanderesse dans la proc?dure interne, en l’occurrence un particulier, a fait exercice des deux voies de recours ordinaires, l’appel et le recours, pour faire valoir ses critiques ? l’?gard du jugement du 13 juillet 1999. Ce jugement rendu en faveur de la requ?rante a ?t? confirm? par arr?t d?finitif du 19 juin 2001. A aucun moment le procureur n’est intervenu dans la proc?dure.
61. La Cour rel?ve que l’on retrouve dans la pr?sente affaire deux des ?l?ments qui ont conduit la Cour, dans l’affaire Brumarescu, au constat de la m?connaissance du principe de la s?curit? des rapports juridiques et, par cons?quent, de la violation de l’article 6 ? 1 de la Convention, ? savoir l’intervention dans un litige civil du procureur g?n?ral qui n’?tait pas partie ? la proc?dure et la remise en cause d’un arr?t d?finitif ayant acquis l’autorit? de la chose jug?e (voir ?galement SC Masinexportimport Industrial Group SA pr?cit?, ? 36).
62. La Cour rel?ve, enfin que, par un r?glement d’urgence no 58 du 25 juin 2003, le recours en annulation en mati?re civile a ?t? supprim?, les autorit?s roumaines reconnaissant ainsi, au moins indirectement, que cette voie de recours extraordinaire ?tait contraire au principe de la s?curit? des rapports juridiques.
63. Ces ?l?ments suffisent ? la Cour pour conclure que l’annulation de l’arr?t d?finitif du 19 juin 2001 a port? atteinte au droit de la requ?rante ? un proc?s ?quitable.
64. Par cons?quent, il y a eu violation de l’article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ? LA CONVENTION
65. La requ?rante se plaint que l’arr?t du 13 janvier 2003, de la Cour supr?me de justice a eu pour effet de porter atteinte ? son droit au respect de ses biens, tel que reconnu ? l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
66. Le Gouvernement s’oppose ? cette th?se.
A. Sur la recevabilit?
67. La Cour constate que ce grief n’est pas manifestement mal fond? au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. La Cour rel?ve par ailleurs qu’il ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
68. La requ?rante estime que l’arr?t du 13 janvier 2003 de la Cour supr?me de justice annulant l’arr?t d?finitif du 19 juin 2001 a constitu? une atteinte ? son droit au respect de ses biens, ing?rence qui ne poursuivait pas un but d’utilit? publique.
69. Le Gouvernement consid?re que l’ing?rence dans le droit de la requ?rante au respect de ses biens ?tait pr?vue par la loi et poursuivait un int?r?t l?gitime, ? savoir r?parer une erreur commise dans l’appr?ciation des preuves, par les juridictions ayant jug? l’affaire ant?rieurement.
70. La Cour rappelle que l’arr?t d?finitif du 19 juin 2001 de la Cour supr?me de justice a jug? que la requ?rante avait l?galement publi? la traduction originale du roman Shogun faite par F.A. et l’a d?charg?e de toute responsabilit? quant aux faits ? l’origine de la pr?sente requ?te, ? savoir de toute obligation de payement envers Mme C., pour ce qui est de la publication de sa traduction du roman. Elle rel?ve que cet arr?t est pass? dans la force de la chose jug?e et n’?tait pas r?vocable. La requ?rante jouissait donc d’une valeur patrimoniale au sens de l’article 1 du Protocole no 1, consistant dans le droit d’?diter une traduction roumaine du roman Shogun.
71. La Cour rel?ve ensuite que l’arr?t du 13 janvier 2003 de la Cour supr?me de justice a annul? l’arr?t d?finitif du 19 juin 2001 et a jug? que la requ?rante n’avait pas le droit de publier la traduction du roman Shogun et l’a condamn?e ? payer 45 022,93 RON de dommages-int?r?ts. Elle consid?re que cette situation est analogue ? celle du requ?rant dans l’affaire Brumarescu pr?cit?e. La Cour estime donc que l’arr?t du 13 janvier 2003 de la Cour supr?me de justice a eu pour effet de priver la requ?rante de ses biens au sens de la seconde phrase du premier paragraphe de l’article 1 du Protocole no 1 (voir Brumarescu, pr?cit?, ?? 73-74).
72. La Cour rappelle qu’une privation de propri?t? relevant de cette deuxi?me norme peut seulement se justifier si l’on d?montre notamment qu’elle est intervenue pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi. De surcro?t, toute ing?rence dans la jouissance de la propri?t? doit r?pondre au crit?re de proportionnalit? (Brumarescu, pr?cit?, ?? 73-74).
73. En l’esp?ce, la Cour observe que le Gouvernement invoque une erreur d’appr?ciation des faits par le tribunal d?partemental dans son jugement du 13 juillet 1999 et par la Cour supr?me de justice, dans son arr?t du 19 juin 2001, et non une erreur de droit, pour justifier l’ing?rence dans le droit au respect des biens de la requ?rante. Or, en l’occurrence, la partie d?fenderesse a pu b?n?ficier des voies de recours ordinaires pour contester l’appr?ciation des faits devant les juridictions sup?rieures. En cons?quence, la Cour estime que, nonobstant la marge d’appr?ciation dont dispose l’Etat en la mati?re, cette pr?tendue erreur ne saurait suffire pour l?gitimer la privation d’un bien acquis en toute l?galit? ? la suite d’un litige civil d?finitivement tranch? (voir aussi l’arr?t SC Masinexportimport Industrial Group SA., pr?cit?, ? 46)
74. Partant, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
75. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
1. Dommage mat?riel
76. Dans une premi?re demande de satisfaction ?quitable formul?e dans le d?lai imparti par la Cour ? ce titre, la requ?rante demande, en r?paration de son pr?judice mat?riel et sous r?serve de l’ex?cution forc?e ? son encontre jusqu’? la date de l’arr?t de la Cour, la somme de 45 000 RON, actualis?e au taux de l’inflation, somme qu’elle avait ?t? condamn?e ? payer par l’arr?t de la Cour supr?me de Justice du 13 janvier 2003. Elle demande, en outre ? la Cour de constater que les cons?quences graves de la violation de ses droits ne peuvent ?tre rem?di?es que par la r?vision de l’arr?t prononc? ? la suite du recours en annulation.
77. Le 25 juin 2007, soit le jour de la mise au net de l’arr?t du 20 juin 2007 de la cour d’appel de Bucarest confirmant d?finitivement le jugement autorisant l’ouverture de la proc?dure de la faillite, la requ?rante a adress? ? la Cour un compl?ment ? sa demande initiale de satisfaction ?quitable. Outre ses pr?tentions pr?sent?es initialement, elle demande 214 345 euros (EUR) au titre de la perte de gains en raison de sa mise en faillite, repr?sentant le b?n?fice perdu en vertu des contrats qui se trouvaient en cours d’ex?cution ainsi que le profit estim? pour les trois ann?es ? venir calcul? par rapport au profit r?alis? les derni?res trois ann?es.
Elle sollicite aussi 15 094 EUR du chef du pr?judice mat?riel couvrant le payement mensuel d? au liquidateur judiciaire, pour la p?riode estim?e de la dur?e de la proc?dure de la faillite. Elle fait valoir que la soci?t? avait ?t? condamn?e ? ce payement mensuel par la d?cision d’ouverture de cette proc?dure.
78. Par une lettre du 17 octobre 2007, la requ?rante a inform? la Cour qu’elle a pay? la somme de 45 022,93 RON ? laquelle elle avait ?t? condamn?e par l’arr?t du 13 janvier 2003, en subissant ainsi un pr?judice mat?riel concret dont elle demande la r?paration.
79. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions. Avant le payement effectu? par la requ?rante, il faisait valoir que cette derni?re n’avait pas pay? la somme qu’elle aurait d? payer en vertu de l’arr?t de la Cour supr?me de Justice du 13 janvier 2003. Quant aux autres sommes r?clam?es, le Gouvernement soutient qu’il n’existe aucun lien direct entre la violation all?gu?e et le pr?tendu pr?judice mat?riel encouru et qu’en tout ?tat de cause, les demandes ne sont pas ?tay?es.
80. La Cour rappelle sa jurisprudence bien ?tablie selon laquelle un arr?t constatant une violation entra?ne pour l’?tat d?fendeur l’obligation juridique au regard de la Convention de mettre un terme ? la violation et d’en effacer les cons?quences de mani?re ? r?tablir autant que faire se peut la situation ant?rieure ? celle-ci.
Les ?tats contractants sont en principe libres de choisir les moyens dont ils useront pour se conformer ? un arr?t constatant une violation, rendu dans une affaire dans laquelle ils ?taient partie. Si la nature de la violation permet une restitutio in integrum, il incombe ? l’?tat d?fendeur de la r?aliser. Si, en revanche, le droit national ne permet pas ou ne permet qu’imparfaitement d’effacer les cons?quences de la violation, l’article 41 habilite la Cour ? accorder, s’il y a lieu, ? la partie l?s?e la satisfaction qui lui semble appropri?e (Brumarescu c. Roumanie (satisfaction ?quitable) [GC], no 28342/95, ? 21, CEDH 2001-I).
81. La Cour rappelle ?galement qu’en cas de violation de l’article 6 de la Convention, l’application du principe restitutio in integrum implique que les requ?rants soient plac?s pour autant que possible, dans une situation ?quivalant ? celle dans laquelle ils se trouveraient s’il n’y avait pas eu manquement aux exigences de cette disposition (Piersack c. Belgique (article 50), arr?t du 26 octobre 1984, s?rie A no 85, p. 16, ? 12).
82. La Cour rel?ve qu’elle a d?j? octroy?, lorsqu’elle a constat? la violation de l’article 6 pour non-respect du principe de la s?curit? des rapports juridiques, des sommes au titre du pr?judice mat?riel subi ? la suite de l’annulation d’un arr?t d?finitif (Stetsenko c. Russie, no 878/03, ? 33, 5 octobre 2006 ; Braga c. Moldova, no 74154/01, ? 30, 14 novembre 2006).
83. Dans la pr?sente affaire, la Cour rappelle qu’elle a conclu ? la violation des articles 6 de la Convention et 1 du Protocole no 1 ? la Convention, en raison de l’annulation, ? la suite du recours form? par le procureur g?n?ral, d’une d?cision judiciaire devenue d?finitive, ? savoir l’arr?t d?finitif du 19 juin 2001 rendu par la Cour supr?me de justice, reconnaissant ? la requ?rante une valeur patrimoniale certaine.
84. En l’esp?ce, la Cour observe que la requ?rante a pay? la somme de 45 022,93 RON ? sa cr?ditrice, en vertu de la d?cision rendue en recours en annulation.
Il convient donc d’allouer ? la requ?rante cette somme au titre de l’article 41 de la Convention.
85. S’agissant des autres sommes r?clam?es au titre du dommage mat?riel, en raison de l’ouverture de la proc?dure de faillite, la Cour rappelle que dans une affaire similaire, elle n’a pas relev? de lien de causalit? entre la violation constat?e et le pr?judice r?clam?. Quant aux pertes de gain, la Cour a d?clar? qu’elle ne saurait sp?culer sur l’?ventuelle ?volution ?conomique de la requ?rante (SC Masinexportimport Industrial Group SA c. Roumanie, pr?cit?, ? 53).
86. Toutefois, ? la diff?rence de la situation retenue dans l’arr?t SC Masinexportimport Industrial Group SA, il ne ressort pas du dossier que la soci?t? requ?rante se trouv?t confront?e ? des difficult?s financi?res avant le recours en annulation litigieux (SC Masinexportimport Industrial Group SA c. Roumanie, pr?cit? ?? 20 et 51). La situation de faillite de la soci?t? requ?rante est la cons?quence directe du recours en annulation, qui fait l’objet de la pr?sente requ?te. D?s lors, elle a subi un pr?judice significatif qui doit donner lieu ? indemnisation (voir mutatis mutandis Sovtransavto Holding c. Ukraine (satisfaction ?quitable), no 48553/99, ? 71, 2 octobre 2003).
Vu les circonstances particuli?res de la cause, la Cour, statuant en ?quit?, lui alloue la somme de 50 000 EUR, en plus de celle allou?e au paragraphe 84 ci-dessus, au titre du pr?judice mat?riel en liaison directe avec la violation constat?e des articles 6 ? 1 de la Convention et 1 du Protocole no 1.
2. Dommage moral
87. La requ?rante r?clame 300 000 EUR au titre du pr?judice moral port? ? sa r?putation ? la suite de l’ouverture d’une proc?dure de faillite, entam?e pour la seule dette constat?e par l’arr?t de la Cour supr?me de justice du 13 janvier 2003, qui fait l’objet de la pr?sente requ?te. Elle renvoie ? ce titre aux publications de l’ouverture de la proc?dure de la faillite ? son encontre inscrites dans le Bulletin des insolvables (Buletinul insolventei) des mois de f?vrier, mai et juin 2007.
88. Le gouvernement conteste ce montant comme excessif et non-?tay?.
89. S’agissant de la r?paration du pr?judice moral, la Cour a d?j? jug? que le pr?judice autre que mat?riel peut comporter, pour une soci?t? commerciale, des ?l?ments plus ou moins ? objectifs ? et ? subjectifs ?. Parmi ces ?l?ments, il faut reconna?tre la r?putation de l’entreprise, mais ?galement l’incertitude dans la planification des d?cisions ? prendre, les troubles caus?s ? la gestion de l’entreprise elle-m?me, dont les cons?quences ne se pr?tent pas ? un calcul exact, et enfin, quoique dans une moindre mesure, l’angoisse et les d?sagr?ments ?prouv?s par les membres des organes de direction de la soci?t? (Comingersoll S.A. c. Portugal, [GC], no 35382/97, ? 35, CEDH 2000-IV).
90. En l’esp?ce, la Cour estime que la situation d’incertitude prolong?e dans laquelle a ?t? plac?e la requ?rante a d? objectivement causer, d’une part, des troubles consid?rables dans la planification des d?cisions ? prendre quant ? la gestion de son activit? ?conomique et, d’autre part, des d?sagr?ments dans les relations de la requ?rante avec d’autres soci?t?s. Par ailleurs, cette incertitude a d? porter atteinte ? la r?putation de la requ?rante aux yeux des clients actuels et potentiels, affectant le succ?s commercial et la viabilit? m?me de l’entreprise, au d?triment des associ?s et des employ?s (voir mutatis mutandis, Sovtransavto Holding pr?cit?, ? 80 et Steel et Morris c. Royaume-Uni, no 68416/01, ? 94, CEDH 2005-II).
91. Eu ?gard ? l’ensemble des ?l?ments se trouvant en sa possession et statuant en ?quit?, comme le veut l’article 41 de la Convention, la Cour d?cide d’allouer ? la requ?rante 5 000 EUR au titre du pr?judice moral.
B. Frais et d?pens
92. La requ?rante n’a soumis aucune demande pour les frais et d?pens expos?s devant les juridictions internes et devant la Cour.
93. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? il l’a demand?. D?s lors, en l’esp?ce, la Cour n’octroie ? la requ?rante aucune somme ? ce titre.
C. Int?r?ts moratoires
94. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 6 de la Convention ;
3. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ;
4. Dit
a) que l’Etat d?fendeur doit verser ? la requ?rante dans les trois mois ? compter du jour o? le pr?sent arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 45 022,93 RON (quarante-cinq mille vingt-deux nouveau lei roumains et quatre-vingt-treize bani), ainsi que
ii. 50 000 EUR (cinquante mille euros), pour dommage mat?riel ;
iii. 5 000 EUR (cinq mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t, pour dommage moral ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
c) que les sommes mentionn?es ci-dessus aux points ii. et iii. seront ? convertir dans la monnaie de l’Etat d?fendeur au taux applicable ? la date du r?glement ;
5. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 13 mai 2008 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Santiago Quesada Josep Casadevall
Greffier Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 24/06/2024