AFFAIRE PREZIOSI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.
Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE PREZIOSI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 29, P1-1
Numero: 67125/01/2006
Stato: Italia
Data: 2006-10-05 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; soddisfazione equa riservata
TERZA SEZIONE
CAUSA PREZIOSI C. ITALIA
( Richiesta no 67125/01)
SENTENZA
STRASBURGO
5 ottobre 2006
DEFINITIVO
05/01/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Preziosi c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. E. Myjer, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,
e della Sig.ra F. Araci, cancelliera collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 14 settembre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 67125/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui tre cittadini di questo Stato, il Sig.re E. e G. P. ed il Sig. D.. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 15 febbraio 2001 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dal Sig. A. B., avvocato ad Avellino. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia, e dal suo coagente, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 24 giugno 2004, la Corte, prima sezione, ha dichiarato la richiesta parzialmente inammissibile e ha deciso di comunicare le lagnanze derivate dagli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 ? 1 della Convenzione, equit? del procedimento, al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione del suo sezioni ‘articolo 25 ? 1 dell’ordinamento. La presente richiesta ? stata assegnata alla terza sezione cos? ricomposta, articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1930, 1909 e 1928 e risiedono a Roma.
6. I richiedenti erano proprietari di un terreno di 4 875 metri quadrati, ubicato ad Avellino.
7. Con un’ordinanza dell? 8 novembre 1979, la municipalit? di Avellino autorizz? l’occupazione di emergenza di suddetto terreno per un periodo massimale di cinque anni in vista della sua espropriazione, per procedere alla costruzione di alloggi HLM.
8. Il 7 gennaio 1980, l’IACP (Istituto autonomo di gestione dei HLM), occup? materialmente il terreno ed inizi? i lavori di costruzione.
9. Con un atto del 30 luglio 1985, il richiedente cit? la municipalit? di Avellino e l’IACP a comparire dinnanzi al tribunale di Avellino. Fecero valere che l’occupazione proseguiva al di l? del periodo autorizzato senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale del terreno ed al pagamento di un’indennit?. Chiesero un risarcimento per l’occupazione abusiva e rivendicarono un’indennit? per il periodo di occupazione lecita.
10. La municipalit? e l’IACP si costituirono nel procedimento. Fecero valere che l’occupazione del terreno rimaneva legittima, non essendo ancora scaduto il periodo autorizzato. La municipalit?, in quanto a lei, eccep? che non aveva requisito per essere citata come parte convenuta nella causa, legittimazione passiva.
11. Ad una data non precisata, il tribunale ordin? una perizia. Questa fu depositata alla cancelleria il 31 marzo 1987.
12. Con un giudizio del 6 novembre 1991, il tribunale di Avellino accolse le domande dei richiedenti. Respingendo l’eccezione sollevata dalla municipalit?, il tribunale dichiar? al primo colpo la responsabilit? reciproca delle due parti convenute. In quanto al merito, sostenne la natura edificabile del terreno dei richiedenti ed afferm? che il termine di occupazione autorizzata si era concluso il 7 gennaio 1985 e che a contare da questa data i richiedenti dovevano essere considerati come privati del loro terreno per effetto della costruzione del lavoro pubblico, in virt? del principio dell’espropriazione indiretta.
Infine, il tribunale rilev? che la superficie realmente interessata dai lavori era di 4 536 metri quadrati.
13. Il tribunale condann? la municipalit? e l’IACP a pagare ai richiedenti la somma di 394 109 450 ITL a titolo di risarcimento, ovvero il valore commerciale rivalutato del terreno al momento dell’occupazione. Inoltre, fiss? l’importo dell’indennit? per l’occupazione lecita da concedere ai richiedenti a 68 040 000 ITL, aumentato di interessi legali.
14. Con atti notificati il 26 marzo 1992, la municipalit? di Avellino ed i richiedenti attaccarono il giudizio del tribunale dinnanzi alla corte di appello di Napoli. L’amministrazione fece valere di nuovo che non avrebbe dovuto essere considerata come parte interessata al procedimento. Inoltre, sostenne che la domanda dei richiedenti era comunque inammissibile, perch? presentata prima che il termine autorizzato per l’espropriazione fosse scaduto. Peraltro, contest? le somme che erano state accordate loro. I richiedenti in quanto ad essi contestarono le somme concesse dal tribunale.
15. Il 15 marzo 1995, la corte di appello di Napoli riform? parzialmente il giudizio del tribunale. Dichiar? la responsabilit? dell’IACP in quanto al risarcimento per l’occupazione abusiva, mentre la municipalit? di Avellino doveva essere considerata unica responsabile per la domanda di indennit?.
16. In quanto alle somme da concedere ai richiedenti, la corte di appello conferm? la valutazione fatta dal perito nominato dal tribunale. Tuttavia, l’importo da accordare ai richiedenti a titolo di risarcimento doveva essere attualizzato. Di conseguenza, l’importo dei danno-interessi fu fissato a 308 193 980 ITL.
17. Il 6 maggio 1996, l’IACP ricorse in cassazione. L’istituto chiese in particolare l’applicazione della legge no 359 del 8 agosto 1992, nel frattempo entrata in vigore, che prevedeva al suo articolo 5bis dei nuovi criteri di indennizzo per l’espropriazione di terreni edificabili.
Tuttavia, con una sentenza no 369 del 1996, la Corte costituzionale dichiar? questa disposizione incostituzionale. In seguito, il 1 gennaio 1997, entr? in vigore la legge di bilancio no 662 del 1996, che modificava la disposizione dichiarata incostituzionale, e disponeva che l’indennizzo integrale non potesse essere accordato per un’occupazione di terreno che aveva avuto luogo prima del 30 settembre 1996.
18. Con una sentenza del 19 settembre 1997, la Corte di cassazione annull? la sentenza della corte di appello di Napoli e rinvi? la causa dinnanzi ad un’altra sezione di questa per permettere l’applicazione delle nuove disposizioni legislative.
19. I richiedenti investirono la sezione competente della corte di appello di Napoli il 29 maggio 1998. Con un’ordinanza del 6 ottobre 2000, questa ordin? una nuova stima tecnica.
20. Risulta dalla pratica che il procedimento ? tuttora pendente dinnanzi alla corte di appello di Napoli.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
20. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
21. I richiedenti adducono essere stato privati del loro terreno in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
22. Il Governo solleva un’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne, facendo valere che il procedimento ? sempre pendente dinnanzi alla corte di appello di Napoli a seguito al rinvio deciso dalla Corte di cassazione.
23. I richiedenti si oppongono alla tesi del Governo.
24. La Corte stima, alla luce dell’insieme degli argomenti delle parti, che questa eccezione ? legata strettamente in fondo alla lagnanza e decide di unirla al merito. Constata che la lagnanza non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questo non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararlo ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
25. Il Governo fa osservare che, nel caso di specifico, si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui nessuna ordinanza di espropriazione ? stata adottata. Ad ogni modo, i richiedenti sono stati privati del loro bene per effetto della realizzazione dei lavori pubblici, e della trasformazione irreversibile del terreno che questi hanno provocato. Questa privazione di bene ? solamente la conseguenza del principio dell’espropriazione indiretta, applicata, nello specifico, dalle giurisdizioni nazionali.
26. Il Governo sostiene che questa situazione ? conforme all’articolo 1 del Protocollo no 1.
27. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? stato rimesso in causa dalle giurisdizioni nazionali.
28. Secondariamente, la privazione del bene come risulta dall’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e con la legge di bilancio no 662 del 1996.
29. Il Governo conclude che a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
30. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica di principi esistenti, che tende a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che questo risponda all’utilit? pubblica.
31. Per ci? che riguarda l’indennizzo, il Governo osserva che secondo la giurisprudenza del 1983 della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta, in compenso delle irregolarit? commesse dalla municipalit?, questa ? tenuto di indennizzare integralmente l’individuo. Per?, il Governo sostiene che l’indennizzo da accordare pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dalla municipalit? riguarda solamente la forma, ovvero una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
32. Tuttavia, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo, il Governo sostiene che l’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. A questo riguardo, il Governo sostiene che l’indennit? come plafonata dalla legge in causa che ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stato accordato se l’espropriazione fosse stata regolare, l’espropriazione indiretta ? in ogni caso vantaggiosa per gli interessati.
33. Alla luce di queste considerazioni, il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato.
b) I richiedenti,
34. I richiedenti si oppongono alla tesi del Governo.
35. Fanno osservare che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?.
36. I richiedenti denunciano una mancanza di chiarezza, prevedibilit? e precisione dei principi e delle disposizioni applicati al suo caso al motivo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, non basta a soddisfare al principio di legalit?.
2. Valutazione della Corte
37. La Corte ricorda al primo colpo che ha unito al merito l’eccezione del Governo derivata della non-esaurimento delle vie di ricorso interne.
38. Per i richiedenti, c’? stata perdita di disponibilit? totale del terreno senza decreto di espropriazione n? indennizzo, cos? che in sostanza vi sarebbe stata un’espropriazione di fatto.
39. Per il Governo, i richiedenti sono stati privati del loro bene a contare dal momento in cui questo ? stato trasformato irreversibilmente o, in ogni caso, a partire dal momento considerato dalle giurisdizioni nazionali come momento del trasferimento di propriet?.
40. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione equivalga ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
41. Ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Il principio di legalit? notifica l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili (Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie A no 296-a, pp. 19-20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie Ha no 102, p. 47, ? 110).
42. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? al motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
43. La Corte rileva che nello specifico, i richiedenti hanno perso la disponibilit? terreno a contare dalla sua occupazione nel 1980, e che questo terreno ? stato trasformato in modo irreversibile in seguito alla realizzazione di un lavoro pubblico in seguito. Le giurisdizioni interne hanno stimato che l’occupazione ? diventata senza titolo a contare dal 7 gennaio 1985 ed in questa stessa data i richiedenti sono stati privati del loro bene. Il procedimento ? ancora pendente dinnanzi alla corte di appello di Napoli.
44. A difetto di un atto formale di trasferimento di propriet? suscettibile di esporre i suoi effetti ed in mancanza di un giudizio nazionale dichiarante che un tale trasferimento deve essere considerato come realizzato ( Carbonara e Ventura, precitato, ? 80) e chiarendo una volta per tutte le circostanze esatte da questo, la Corte stima che la perdita di ogni disponibilit? del terreno in questione, combinata con l’impossibilit? fino ad ora di ovviare alla situazione incriminata, ha generato delle conseguenze abbastanza gravi in quanto i richiedenti hanno subito un’espropriazione di fatto, incompatibile col loro diritto al rispetto dei loro beni (Papamichalopoulos ed altri c. Grecia, sentenza del 24 giugno 1993, serie A no 260-B, ? 45) e non conforme al principio di preminenza del diritto.
45. Quindi, l’eccezione derivata della non-esaurimento delle vie di ricorso interne non potrebbe essere considerata e vi ? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
46. I richiedenti adducono che l’adozione e l’applicazione della legge no 662 del 23 dicembre 1996 al loro procedimento costituisce un’ingerenza legislativa contraria al loro diritto ad un processo equo come garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
47. Riferendosi alle sentenze Forrer-Niedenthal c. Germania (no 47316/99, 20 febbraio 2003,) OGIS-istituto Stanislas, OGEC Santo-gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Franci,( numero 42219/98 e 54563/00, 27 maggio 2004) il Governo contesta questa tesi e fa valere che la legge controversa non ? stata adottata per influenzare la conclusione del procedimento intentato dai richiedenti.
48. La Corte rileva che questa lagnanza ? legata a quella esaminata sopra e deve essere dichiarata dunque allo stesso modo ammissibile.
49. La Corte ha appena constatato, sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la situazione denunciata dai richiedenti non ? conforme al principio di legalit?. Avuto riguardo dei motivi che hanno portato la Corte a questa constatazione di violazione, paragrafi 37 a 39 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione dell’articolo 6 ? 1 (vedere, a contrario, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 e ?? 132-133, CEDH 2006).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
50. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
51. I richiedenti chiedono la somma di 222 554,71 EUR a titolo di danno materiale, o il valore dei terreni controversi al momento dell’occupazione materiale, aumentata di interessi legali.
52. Il Governo fa valere che la Corte dovrebbe fondare la sua valutazione sulla differenza tra i valori commerciali della stima dal perito incaricato d?ufficio dal giudice nazionale, calcolata rispetto al momento del trasferimento di propriet?, e la somma derivante dell’applicazione dei criteri fissati dalla legge no 662 del 1996.
53. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza tratta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 5 ottobre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Fatos Araci Bo?tjan il Sig. Zupancic
Cancelliera collaboratrice Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE PREZIOSI c. ITALIE
(Requ?te no 67125/01)
ARR?T
STRASBOURG
5 octobre 2006
D?FINITIF
05/01/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Preziosi c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. E. Myjer,
Mme I. Ziemele, juges,
et de Mme F. Araci, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 14 septembre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 67125/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont trois ressortissants de cet Etat, Mmes E. et G. P. et M. D. . (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour les 15 f?vrier 2001 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me A. B., avocat ? Avellino. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, et par son coagent, M. N. Lettieri.
3. Le 24 juin 2004, la Cour (premi?re section) a d?clar? la requ?te partiellement irrecevable et a d?cid? de communiquer les griefs tir?s des articles 1 du Protocole no 1 et 6 ? 1 de la Convention (?quit? de la proc?dure) au Gouvernement. Se pr?valant de l’article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
4. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections ‘article 25 ? 1 du r?glement. La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la troisi?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
5. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1930, 1909 et 1928 et r?sident ? Roma.
6. Les requ?rants ?taient propri?taires d’un terrain de 4 875 m?tres carr?s, sis ? Avellino.
7. Par un arr?t? du 8 novembre 1979, la municipalit? d’Avellino autorisa l’occupation d’urgence dudit terrain pour une p?riode maximale de cinq ans en vue de son expropriation, afin de proc?der ? la construction de logements HLM.
8. Le 7 janvier 1980, l’IACP (Institut autonome de gestion des HLM) occupa mat?riellement le terrain et entama les travaux de construction.
9. Par un acte du 30 juillet 1985, les requ?rant assign?rent la municipalit? d’Avellino et l’IACP ? compara?tre devant le tribunal d’Avellino. Ils firent valoir que l’occupation se poursuivait au-del? de la p?riode autoris?e sans qu’il f?t proc?d? ? l’expropriation formelle du terrain et au paiement d’une indemnit?. Ils demand?rent un d?dommagement pour l’occupation abusive et revendiqu?rent une indemnit? pour la p?riode d’occupation licite.
10. La municipalit? et l’IACP se constitu?rent dans la proc?dure. Ils firent valoir que l’occupation du terrain demeurait l?gitime, la p?riode autoris?e n’ayant pas encore expir?. La municipalit?, quant ? elle, excipa qu’elle n’avait pas qualit? pour ?tre cit?e comme partie d?fenderesse dans l’affaire (legittimazione passiva).
11. A une date non pr?cis?e, le tribunal ordonna une expertise. Celle-ci fut d?pos?e au greffe le 31 mars 1987.
12. Par un jugement du 6 novembre 1991, le tribunal d’Avellino accueillit les demandes des requ?rants. Rejetant l’exception soulev?e par la municipalit?, le tribunal d?clara d’embl?e la responsabilit? solidaire des deux parties d?fenderesses. Quant au fond, il soutint la nature constructible du terrain des requ?rants et affirma que le d?lai d’occupation autoris?e avait pris fin le 7 janvier 1985 et qu’? compter de cette date les requ?rants devaient ?tre consid?r?s comme ayant ?t? priv?s de leur terrain par l’effet de la construction de l’ouvrage public, en vertu du principe de l’expropriation indirecte.
Enfin, le tribunal releva que la superficie r?ellement int?ress?e par les travaux ?tait de 4 536 m?tres carr?s.
13. Le tribunal condamna la municipalit? et l’IACP ? payer aux requ?rants la somme de 394 109 450 ITL ? titre de d?dommagement, ? savoir la valeur marchande du terrain au moment de l’occupation r??valu?e. En outre, il fixa le montant de l’indemnit? pour l’occupation licite ? octroyer aux requ?rants ? 68 040 000 ITL, major?e des int?r?ts l?gaux.
14. Par actes notifi?s le 26 mars 1992, la municipalit? d’Avellino et les requ?rants attaqu?rent le jugement du tribunal devant la cour d’appel de Naples. L’administration fit valoir ? nouveau qu’elle ne saurait ?tre consid?r?e comme partie int?ress?e ? la proc?dure. En outre, elle soutint que la demande des requ?rants ?tait de toute mani?re irrecevable, car pr?sent?e avant que le d?lai autoris? pour l’expropriation ne f?t expir?. Par ailleurs, elle contesta les sommes qui leur avaient ?t? accord?es. Les requ?rants quant ? eux contest?rent les sommes octroy?es par le tribunal.
15. Le 15 mars 1995, la cour d’appel de Naples reforma partiellement le jugement du tribunal. Elle d?clara la responsabilit? de l’IACP quant au d?dommagement pour l’occupation abusive, tandis que la municipalit? d’Avellino devait ?tre consid?r?e seule responsable pour la demande d’indemnit?.
16. Quant aux sommes ? octroyer aux requ?rants, la cour d’appel confirma l’?valuation faite pas l’expert nomm? par le tribunal. Toutefois, le montant ? accorder aux requ?rants ? titre de d?dommagement devait ?tre actualis?. Par cons?quent, le montant des dommages-int?r?ts fut fix? ? 308 193 980 ITL.
17. Le 6 mai 1996, l’IACP se pourvut en cassation. L’Institut demanda notamment l’application de la loi no 359 du 8 ao?t 1992, entre-temps entr?e en vigueur, pr?voyant ? son article 5bis de nouveaux crit?res d’indemnisation pour l’expropriation de terrains constructibles.
Toutefois, par un arr?t no 369 de 1996, la Cour constitutionnelle d?clara cette disposition inconstitutionnelle. Par la suite, le 1er janvier 1997, entra en vigueur la loi budg?taire no 662 de 1996, modifiant la disposition d?clar?e inconstitutionnelle, et disposant que l’indemnisation int?grale ne peut pas ?tre accord?e pour une occupation de terrain ayant eu lieu avant le 30 septembre 1996.
18. Par un arr?t du 19 septembre 1997, la Cour de cassation cassa l’arr?t de la cour d’appel de Naples et renvoya l’affaire devant une autre section de celle-ci pour permettre l’application des nouvelles dispositions l?gislatives.
19. Les requ?rants saisirent la section comp?tente de la cour d’appel de Naples le 29 mai 1998. Par une ordonnance du 6 octobre 2000, celle-ci ordonna une nouvelle expertise technique.
20. Il ressort du dossier que la proc?dure est ? ce jour pendante devant la cour d’appel de Naples.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
20. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
21. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
22. Le Gouvernement soul?ve une exception de non-?puisement des voies de recours internes, faisant valoir que la proc?dure est toujours pendante devant la cour d’appel de Naples suite au renvoi d?cid? par la Cour de cassation.
23. Les requ?rants s’opposent ? la th?se du Gouvernement.
24. La Cour estime, ? la lumi?re de l’ensemble des arguments des parties, que cette exception est ?troitement li?e au fond du grief et d?cide de la joindre au fond. Elle constate que le grief n’est pas manifestement mal fond? au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
25. Le Gouvernement fait observer que, dans le cas d’esp?ce, il s’agit d’une occupation de terrain dans le cadre d’une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d’utilit? publique. Il admet que la proc?dure d’expropriation n’a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun arr?t? d’expropriation n’a ?t? adopt?. En tout ?tat de cause, les requ?rants ont ?t? priv?s de leur bien par l’effet de la r?alisation des travaux publics, et de la transformation irr?versible du terrain que ceux-ci ont entra?n?. Cette privation de bien n’est que la cons?quence du principe de l’expropriation indirecte, appliqu?, en l’esp?ce, par les juridictions nationales.
26. Le Gouvernement soutient que cette situation est conforme ? l’article 1 du Protocole no 1.
27. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n’a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.
28. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l’expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l’expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l’arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.
29. Le Gouvernement en conclut qu’? partir de 1983, les r?gles de l’expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.
30. Le Gouvernement d?finit l’expropriation indirecte comme le r?sultat d’une interpr?tation syst?matique de principes existants, tendant ? garantir que l’int?r?t g?n?ral pr?vale sur l’int?r?t des particuliers, lorsque l’ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et que celui-ci r?pond ? l’utilit? publique.
31. S’agissant de l’indemnisation, le Gouvernement observe que selon la jurisprudence de 1983 de la Cour de cassation en mati?re d’expropriation indirecte, en contrepartie des irr?gularit?s commises par la municipalit?, celle-ci est tenue d’indemniser int?gralement le particulier. Cependant, le Gouvernement soutient que l’indemnisation ? accorder peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l’int?ress?, vu que l’expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l’ill?galit? commise par la municipalit? ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
32. Toutefois, vu que l’expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif, le Gouvernement soutient que le montant de l’indemnit? en cause rentre dans la marge d’appr?ciation laiss?e aux Etats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. A cet ?gard, le Gouvernement soutient que l’indemnit? telle que plafonn?e par la loi en cause ?tant en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l’expropriation avait ?t? r?guli?re, l’expropriation indirecte est en tout cas avantageuse pour les int?ress?s.
33. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect?.
b) Les requ?rants
34. Les requ?rants s’opposent ? la th?se du Gouvernement.
35. Ils font observer que l’expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l’autorit? publique d’acqu?rir un bien en toute ill?galit?.
36. Les requ?rants d?noncent un manque de clart?, pr?visibilit? et pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? son cas au motif qu’un principe jurisprudentiel, tel que celui de l’expropriation indirecte, ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit?.
2. Appr?ciation de la Cour
37. La Cour rappelle d’embl?e qu’elle a joint au fond l’exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes.
38. Pour les requ?rants, il y a eu perte de disponibilit? totale du terrain sans d?cret d’expropriation ni indemnisation, si bien qu’en substance il y aurait eu une expropriation de fait.
39. Pour le Gouvernement, les requ?rants ont ?t? priv?s de leur bien ? compter du moment o? celui-ci a ?t? irr?versiblement transform? ou, en tout cas, ? partir du moment retenu par les juridictions nationales comme moment du transfert de propri?t?.
40. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
41. Elle rappelle que l’article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu’une ing?rence de l’autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l’un des principes fondamentaux d’une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l’ensemble des articles de la Convention (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Le principe de l?galit? signifie l’existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles (Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296-A, pp. 19-20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110).
42. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI , et Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
43. La Cour rel?ve qu’en l’esp?ce, les requ?rants ont perdu la disponibilit? du terrain ? compter de son occupation en 1980, et que ce terrain a ?t? par la suite transform? de mani?re irr?versible ? la suite de la r?alisation d’un ouvrage public. Les juridictions internes ont estim? que l’occupation est devenue sans titre ? compter du 7 janvier 1985 et ? cette m?me date les requ?rants ont ?t? priv?s de leur bien. La proc?dure est encore pendante devant la cour d’appel de Naples.
44. A d?faut d’un acte formel de transfert de propri?t? susceptible de d?ployer ses effets et ? d?faut d’un jugement national d?clarant qu’un tel transfert doit ?tre consid?r? comme r?alis? (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 80) et ?claircissant une fois pour toutes les circonstances exactes de celui-ci, la Cour estime que la perte de toute disponibilit? du terrain en question, combin?e avec l’impossibilit? jusqu’ici de rem?dier ? la situation incrimin?e, a engendr? des cons?quences assez graves pour que les requ?rants aient subi une expropriation de fait, incompatible avec leur droit au respect de leurs biens (Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce, arr?t du 24 juin 1993, s?rie A no 260-B, ? 45) et non conforme au principe de pr??minence du droit.
45. D?s lors, l’exception tir?e du non-?puisement des voies de recours internes ne saurait ?tre retenue et il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
46. Les requ?rants all?guent que l’adoption et l’application de la loi no 662 du 23 d?cembre 1996 ? leur proc?dure constitue une ing?rence l?gislative contraire ? leur droit ? un proc?s ?quitable tel que garanti par l’article 6 ? 1 de la Convention, qui, en ses passages pertinents, dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
47. Se referant aux arr?ts Forrer-Niedenthal c. Allemagne (no 47316/99, 20 f?vrier 2003), OGIS-Institut Stanislas, OGEC Saint-Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (nos 42219/98 et 54563/00, 27 mai 2004), le Gouvernement conteste cette th?se et fait valoir que la loi litigieuse n’a pas ?t? adopt?e pour influencer le d?nouement de la proc?dure intent?e par les requ?rants.
48. La Cour rel?ve que ce grief est li? ? celui examin? ci-dessus et doit donc aussi ?tre d?clar? recevable.
49. La Cour vient de constater, sous l’angle de l’article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par les requ?rants n’est pas conforme au principe de l?galit?. Eu ?gard aux motifs ayant amen? la Cour ? ce constat de violation (paragraphes 37 ? 39 ci-dessus), la Cour estime qu’il n’y a pas lieu d’examiner s’il y a eu, en l’esp?ce, violation de l’article 6 ? 1 (voir, a contrario, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 et ?? 132-133, CEDH 2006).
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
50. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
51. Les requ?rants demandent la somme de 222 554,71 EUR ? titre de pr?judice mat?riel, soit la valeur des terrains litigieux au moment de l’occupation mat?rielle, major?e des int?r?ts l?gaux.
52. Le Gouvernement fait valoir que la Cour devrait fonder son appr?ciation sur la diff?rence entre la valeur marchande du bien estim?e par l’expert commis d’office par le juge national, calcul?e par rapport au moment du transfert de propri?t?, et la somme d?rivant de l’application des crit?res fix?s la loi no 662 de 1996.
53. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rants parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu’il n’y a pas lieu d’examiner le grief tir? de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 5 octobre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Fatos Araci Bo?tjan M. Zupancic
Greffi?re adjointe Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 23/06/2024