AFFAIRE NOTARNICOLA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE NOTARNICOLA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 29, P1-1
Numero: 64264/01/2006
Stato: Italia
Data: 2006-10-05 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; soddisfazione equa riservata
TERZA SEZIONE
CAUSA NOTARNICOLA C. ITALIA
( Richiesta no 64264/01)
SENTENZA
STRASBURGO
5 ottobre 2006
DEFINITIVO
05/01/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Notarnicola c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupan?i?, presidente,
J. Hedigan, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. Davide Th?r Bj?rgvinsson, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,
e della Sig.ra F. Araci, cancelliera collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 14 settembre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 64264/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. V. N. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 12 dicembre 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia, ed dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. Il 16 febbraio 2004, la prima sezione ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi delle disposizioni dell’articolo 29 ? 3, il 22 settembre 2005, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. In seguito alla creazione della quinta sezione, la richiesta ? stata trasferita a questa sezione.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1938 e ha risieduto a Noci.
6. Il richiedente era proprietario della met? di un terreno ubicato a Noci, registrato al catasto, foglio 34/b.
7. Con un’ordinanza del 17 giugno 1983, la municipalit? di Noci autorizz? l’occupazione di una parte del terreno, ossia 6 276 metri quadrati, in vista della costruzione di un teatro e della pianificazione della ferrovia.
8. Il 16 aprile 1984, ci fu occupazione materiale.
9. Con un atto di citazione notificato il 23 luglio 1992, il richiedente ed i comproprietari citarono la municipalit? dinnanzi al tribunale di Bari. Adducevano che bench? i lavori effettuati sul loro terreno avessero trasformato questo, nessuno decreto di espropriazione e nessuno indennizzo erano intervenuti. Inoltre, adducevano che l’occupazione del terreno era illegale, dato che era proseguita al di l? del termine autorizzato. Gli interessati invitavano il tribunale a dichiarare che i lavori effettuati avevano ad un tale punto trasformato il loro terreno che avevano provocato la perdita irreversibile del bene. Richiedevano i danno-interessi per la perdita del terreno a concorrenza del valore commerciale di questo. Inoltre, chiedevano una somma per non godimento del terreno.
10. Con un giudizio del 4 maggio 2000, il tribunale di Bari stim? che l’occupazione del terreno doveva passare come diventata senza titolo a contare dal 1 gennaio 1990. Dato che a questa data il terreno era trasformato in modo irreversibile dai lavori effettuati, a questa stessa data la propriet? era passata all’amministrazione per effetto dell’espropriazione indiretta. C’era luogo di accordare un’indennit?, in funzione della legge no 662 di 1996, nel frattempo entrata in vigore. Stimando che il terreno controverso nel 1990 aveva un valore commerciale di 1 161 060 000 ITL, gli interessati avevano diritto a 638 583 000 ITL, la cui quota del richiedente ammonta a 319 291 500 ITL. Questa somma doveva essere indicizzata al giorno della decisione. Gli interessati avevano inoltre diritto ad un’indennit? per il periodo di occupazione legale del terreno.
11. Questo giudizio acquis? forza di cosa giudicata il 5 luglio 2000.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
12. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
13. Il richiedente adduce essere stato privato dei suoi beni in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
14. Il Governo solleva un’eccezione derivata dalla mancata osservanza del termine di sei mesi. Sostiene che la richiesta ? tardiva nella misura in cui ? stata introdotta pi? di sei mesi dopo il momento in cui l’occupazione del terreno ? diventata senza titolo. Inoltre, il Governo solleva un’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne, per il motivo che il richiedente non ha interposto appello al giudizio del tribunale di Bari.
15. Il richiedente si oppone agli argomenti del Governo.
16. Per ci? che riguarda l’eccezione derivata dalla mancata osservanza del termine di sei mesi, la Corte considera che, conformemente alla sua giurisprudenza, Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI, ? 69; Donati c. Italia, no 63242/00, decisione del 13 maggio 2004 ed anche nella sentenza, ? 62, ? solamente con la decisione definitiva -nello specifico il giudizio del tribunale di Bari depositato alla cancelleria il 6 giugno 2000 e diventato definitivo il 5 luglio 2000.-che il principio dell’espropriazione indiretta deve passare come applicato effettivamente. Quindi, il termine di sei mesi ? cominciato a decorrere da questa data. Segue che questa eccezione non potrebbe essere considerata.
17. In quanto all’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne, la Corte constata, in ogni caso che alla luce dell’insieme degli argomenti delle parti, l’eccezione ? legata strettamente in fondo alla richiesta e decide di unirla a questa. Constata che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione e non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
18. Il Governo fa osservare che, nel caso specifico, si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui nessuna ordinanza di espropriazione ? stata adottata.
19. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? stato rimesso in causa con le giurisdizioni nazionali.
20. Secondariamente, la privazione del bene come risulta dall’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e dalla legge di bilancio no 662 del 1996. Il Governo conclude che a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni. Segue che la giurisprudenza consolidata dalla Corte di cassazione non potrebbe essere esclusa dalla nozione di legge al senso della Convenzione.
21. Per ci? che riguarda la qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un’ordinanza di espropriazione non sia stata pronunciata ? in s? una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo. Tuttavia, tenuto conto del fatto che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile in ragione della costruzione di un lavoro di utilit? pubblica, la restituzione di questo non ? pi? possibile.
22. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, che tende a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che questo risponda all’utilit? pubblica.
23. In quanto all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra i sacrifici imposti agli individui e l’indennizzo concesso a questi, il Governo riconosce che l’amministrazione ? tenuta di indennizzare l’individuo. Per?, questo indennizzo pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo. Il Governo osserva inoltre che l’indennit? come plafonata dalla legge no 662 del 1996 ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stata accordata se l’espropriazione fosse stata regolare.
24. Alla luce di queste considerazioni, il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato anche.
b) Il richiedente,
25. Il richiedente ricorda che ? stato privato del suo bene in virt? del principio dell’espropriazione indiretta e chiede alla Corte di dichiarare che l’espropriazione del terreno non ? conforme al principio di legalit?. Riferendosi alle sentenze Belvedere Alberghiera c. Italia, no 31524/96, 30 maggio 2000, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, 30 maggio 2000, CEDH 2000-VI, osserva che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?, il che non ? ammissibile in un Stato di diritto. Inoltre, il richiedente osserva che non c’? stato risarcimento integrale del danno subito in ragione dell’applicazione retroattiva della legge no 662 del 1996.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
26. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione equivalga ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
27. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale di Bari ha considerato che il richiedente era stato privato del suo bene a contare dal momento in cui il terreno era stato trasformato irreversibilmente dai lavori pubblici. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che il giudizio del tribunale ha avuto per effetto di privare i richiedenti del loro bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura precitato, ? 61, e Brumarescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
28. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1 tale ingerenza deve essere operato “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitato, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire solo quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria”( Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
29. Quindi, la Corte non stima opportuna di fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore dei richiedenti non ha avuto luogo (Carbonara, precitato, ? 62).
b) Sul rispetto del principio di legalit?
30. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI; Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005; Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005; Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005; Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005; Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005; Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? per il motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
31. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale ha considerato che il richiedente era privato del suo bene a contare dal momento in cui l’occupazione aveva smesso di essere autorizzata, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruito. Ora, in mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, il richiedente non ha avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 5 luglio 2000, data in cui il giudizio del tribunale di Bari ? diventato definitivo.
32. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di trarre vantaggio da un’occupazione illegale di terreno. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare del terreno a disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e ha potuto dovere forma, e, tra l?altro, senza che un’indennit? fosse messa in parallelo a disposizione degli interessati.
33. Per ci? che riguarda l’indennit?, la Corte constata che l’applicazione della legge no 662 del 1996 ha avuto per effetto di privare il richiedente di un risarcimento integrale del danno subito.
34. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha ignorato il diritto al rispetto dei beni del richiedente dunque.
35. Quindi, l’eccezione di non esaurimento unita al merito non potrebbe essere considerata e vi ? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
36. Il richiedente adduce che l’adozione e l’applicazione della legge no 662 del 23 dicembre 1996 al suo procedimento costituisco un’ingerenza legislativa arbitraria nel suo diritto ad un processo equo come garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“1. Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita ed in un termine ragionevole, da un tribunale che decider?, delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile .”
37. Il Governo contesta questa tesi ed osserva che la legge controversa non ? stata adottata per influenzare la conclusione del procedimento intentato dai richiedenti. Lo scopo perseguito da questa legge sarebbe stato quello di colmare il vuoto legislativo creato con la dichiarazione di incostituzionalit? di una precedente disposizione di bilancio che tendeva a plafonare ancora pi? severamente l’indennit? di espropriazione indiretta. Rispetto a questa precedente legge, l’applicazione della legge controversa non avrebbe avuto ripercussioni negative per il richiedente. Il Governo conclude che l’applicazione della disposizione controversa alla causa dei richiedenti non solleva nessuno problema allo sguardo della Convenzione.
38. La Corte rileva che questa lagnanza ? legata a quella esaminato sopra e deve essere dichiarata dunque anche ammissibile.
39. La Corte ha appena constatato, sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la situazione denunciata dal richiedente non ? conforme al principio di legalit?. Avuto riguardo dei motivi che hanno portato a questa constatazione di violazione, paragrafi 30-35 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione di questa disposizione (vedere, a contrario, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 e ?? 132-133, CEDH 2006 -).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
40. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Il richiedente
41. Il richiedente richiede una somma che corrisponde al valore del terreno, meno l’indennit? accordata sul piano nazionale (135 000 EUR, pi? indicizzazione ed interessi). Inoltre, sollecita 47 000 EUR pi? interessi per non-godimento del terreno.
42. Il richiedente chiede anche 10 000 EUR per oneri e spese incorse dinnanzi alla Corte.
B. Il Governo
43. Il Governo contesta le pretese materiali del richiedente nel loro fondamento. In quanto al danno morale, il Governo sostiene che tale danno dipende dalla durata eccessiva del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Di conseguenza, il versamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo ? subordinato all’esaurimento del rimedio Pinto che non ha avuto luogo nello specifico. Infine il Governo osserva che le somme richieste per oneri e spese sono eccessive.
C. Valutazione della Corte
44. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva tenuto conto della possibilit? di un accordo tra lo stato convenuto e gli interessati, articolo 75 ?? 1 e 4 dell’Ordinamento.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza tratta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato; perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed il richiedente ad indirizzarle per iscritto, nel termine di tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 5 ottobre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Fatos Araci Bo?tjan il Sig. Zupancic Cancelliera collaboratrice Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
Conclusion Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISIEME SECTION
AFFAIRE NOTARNICOLA c. ITALIE
(Requ?te no 64264/01)
ARR?T
STRASBOURG
5 octobre 2006
D?FINITIF
05/01/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Notarnicola c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. David Th?r Bj?rgvinsson,
Mme I. Ziemele, juges,
et de Mme F. Araci, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 14 septembre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 64264/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, Me V. N. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 12 d?cembre 2000 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, et son coagent, M. F. Crisafulli.
3. Le 16 f?vrier 2004, la premi?re section a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant des dispositions de l’article 29 ? 3, le 22 septembre 2005, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
4. A la suite de la cr?ation de la cinqui?me section, la requ?te a ?t? transf?r?e ? cette section.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
5. Le requ?rant est n? en 1938 et r?side ? Noci.
6. Le requ?rant ?tait propri?taire de la moiti? d’un terrain sis ? Noci, enregistr?e au cadastre, feuille 34/b.
7. Par un arr?t? du 17 juin 1983, la municipalit? de Noci autorisa l’occupation d’une partie du terrain, ? savoir 6 276 m?tres carr?s, en vue de la construction d’un th??tre et de l’am?nagement du chemin de fer.
8. Le 16 avril 1984, il y eut occupation mat?rielle.
9. Par un acte d’assignation notifi? le 23 juillet 1992, le requ?rant et les copropri?taires assign?rent la municipalit? devant le tribunal de Bari. Ils all?guaient bien que les travaux effectu?s sur leur terrain aient transform? celui-ci, aucun d?cret d’expropriation et aucune indemnisation n’?taient intervenus. En outre, ils all?guaient que l’occupation du terrain ?tait ill?gale, ?tant donn? qu’elle s’?tait poursuivie au-del? du d?lai autoris?. Les int?ress?s invitaient le tribunal ? d?clarer que les travaux effectu?s avaient ? un tel point transform? leur terrain qu’ils avaient entra?n? la perte irr?versible du bien. Ils r?clamaient les dommages-int?r?ts pour la perte du terrain ? concurrence de la valeur marchande de celui-ci. En outre, ils demandaient une somme pour non jouissance du terrain.
10. Par un jugement du 4 mai 2000, le tribunal de Bari estima que l’occupation du terrain devait passer comme ?tant devenue sans titre ? compter du 1er janvier 1990. Etant donn? qu’? cette date l? le terrain ?tait transform? de mani?re irr?versible par les travaux effectu?s, ? cette m?me date la propri?t? ?tait pass?e ? l’administration par l’effet de l’expropriation indirecte. Il y avait lieu d’accorder une indemnit?, en fonction de la loi no 662 de 1996, entre-temps entr?e en vigueur. Estimant que le terrain litigieux en 1990 avait une valeur marchande de 1 161 060 000 ITL, les int?ress?s avaient droit ? 638 583 000 ITL, le quota du requ?rant s’?levant ? 319 291 500 ITL. Cette somme devait ?tre index?e au jour du prononc?. Les int?ress?s avaient en outre droit ? une indemnit? pour la p?riode d’occupation l?gale du terrain.
11. Ce jugement acquit force de chose jug?e le 5 juillet 2000.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
12. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
13. Le requ?rant all?gue avoir ?t? priv? de ses biens dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
14. Le Gouvernement soul?ve une exception tir?e du non-respect du d?lai de six mois. Il soutient que la requ?te est tardive dans la mesure o? elle a ?t? introduite plus de six mois apr?s le moment o? l’occupation du terrain est devenue sans titre. En outre, le Gouvernement soul?ve une exception de non-?puisement des voies de recours internes, au motif que le requ?rant n’a pas interjet? appel du jugement du tribunal de Bari.
15. Le requ?rant s’oppose aux arguments du Gouvernement.
16. S’agissant de l’exception tir?e du non-respect du d?lai de six mois, la Cour consid?re que, conform?ment ? sa jurisprudence (Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI, ? 69 ; Donati c. Italie, no 63242/00, d?cision du 13 mai 2004 et ?galement dans l’arr?t, ? 62), ce n’est que par la d?cision d?finitive ? en l’esp?ce le jugement du tribunal de Bari d?pos? au greffe le 6 juin 2000 et devenu d?finitif le 5 juillet 2000.? que le principe de l’expropriation indirecte doit passer comme ?tant effectivement appliqu?. D?s lors, le d?lai de six mois a commenc? ? courir ? cette date. Il s’ensuit que cette exception ne saurait ?tre retenue.
17. Quant ? l’exception de non-?puisement des voies de recours internes, la Cour constate, en tout cas, qu’? la lumi?re de l’ensemble des arguments des parties, l’exception est ?troitement li?e au fond de la requ?te et d?cide de la joindre ? celui-ci. Elle constate que la requ?te n’est pas manifestement mal fond?e au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention et ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
18. Le Gouvernement fait observer que, dans le cas d’esp?ce, il s’agit d’une occupation de terrain dans le cadre d’une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d’utilit? publique. Il admet que la proc?dure d’expropriation n’a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun arr?t? d’expropriation n’a ?t? adopt?.
19. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n’a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.
20. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l’expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l’expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l’arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996. Le Gouvernement en conclut qu’? partir de 1983, les r?gles de l’expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains. Il s’ensuit que la jurisprudence consolid?e de la Cour de cassation ne saurait ?tre exclue de la notion de loi au sens de la Convention.
21. S’agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu’un arr?t? d’expropriation n’ait pas ?t? prononc? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible en raison de la construction d’un ouvrage d’utilit? publique, la restitution de celui-ci n’est plus possible.
22. Le Gouvernement d?finit l’expropriation indirecte comme le r?sultat d’une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l’int?r?t g?n?ral pr?vale sur l’int?r?t des particuliers, lorsque l’ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et que celui-ci r?pond ? l’utilit? publique.
23. Quant ? l’exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? aux particuliers et l’indemnisation octroy?e ? ceux-ci, le Gouvernement reconna?t que l’administration est tenue d’indemniser le particulier. Cependant, cette indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l’int?ress?, vu que l’expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l’ill?galit? commise par l’administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative. Le Gouvernement observe en outre que l’indemnit? telle que plafonn?e par la loi no 662 de 1996 est en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l’expropriation avait ?t? r?guli?re.
24. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?galement ?t? respect?.
b) Le requ?rant
25. Le requ?rant rappelle qu’il a ?t? priv? de son bien en vertu du principe de l’expropriation indirecte et demande ? la Cour de d?clarer que l’expropriation du terrain n’est pas conforme au principe de l?galit?. Se r?f?rant aux arr?ts Belvedere Alberghiera c. Italie (no 31524/96, 30 mai 2000, CEDH 2000-VI) et Carbonara et Ventura c. Italie (no 24638/94, 30 mai 2000, CEDH 2000-VI), il observe que l’expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l’autorit? publique d’acqu?rir un bien en toute ill?galit?, ce qui n’est pas admissible dans un Etat de droit. En outre, le requ?rant observe qu’il n’y a pas eu de r?paration int?grale du pr?judice subi en raison de l’application r?troactive de la loi no 662 de 1996.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l’existence d’une ing?rence
26. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
27. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, le tribunal de Bari a consid?r? que le requ?rant avait ?t? priv? de son bien ? compter du moment o? le terrain avait ?t? irr?versiblement transform? par les travaux publics. A d?faut d’un acte formel d’expropriation, le constat d’ill?galit? de la part du juge est l’?l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que le jugement du tribunal a eu pour effet de priver les requ?rants de leur bien au sens de la deuxi?me phrase de l’article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura pr?cit?, ? 61, et Brumarescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
28. Pour ?tre compatible avec l’article 1 du Protocole no 1 une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d’utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L’ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d’examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu’il s’est av?r? que l’ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n’?tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
29. D?s lors, la Cour n’estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu’une r?paration int?grale en faveur des requ?rants n’a pas eu lieu (Carbonara, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
30. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI ; Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005 ; Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005 ; Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005 ; La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005 ; Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005 ; Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
31. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu’en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, le tribunal a consid?r? que le requ?rant ?tait priv? de son bien ? compter du moment o? l’occupation avait cess? d’?tre autoris?e, les conditions d’ill?galit? de l’occupation et d’int?r?t public de l’ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l’absence d’un acte formel d’expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n’est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l’on peut consid?rer le principe de l’expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l’acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, le requ?rant n’a eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 5 juillet 2000, date ? laquelle le jugement du tribunal de Bari est devenu d?finitif.
32. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l’administration de tirer parti d’une occupation de terrain ill?gale. En d’autres termes, l’administration a pu s’approprier le terrain au m?pris des r?gles r?gissant l’expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu’une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition des int?ress?s.
33. S’agissant de l’indemnit?, la Cour constate que l’application de la loi no 662 de 1996 a eu pour effet de priver le requ?rant d’une r?paration int?grale du pr?judice subi.
34. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l’ing?rence litigieuse n’est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu’elle a donc m?connu le droit au respect des biens du requ?rant.
35. D?s lors, l’exception de non ?puisement jointe au fond ne saurait ?tre retenue et il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
36. Le requ?rant all?gue que l’adoption et l’application de la loi no 662 du 23 d?cembre 1996 ? sa proc?dure constitue une ing?rence l?gislative arbitraire dans son droit ? un proc?s ?quitable tel que garanti par l’article 6 ? 1 de la Convention qui, en ses passages pertinents, dispose :
? 1. Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) et dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?.
37. Le Gouvernement conteste cette th?se et observe que la loi litigieuse n’a pas ?t? adopt?e pour influencer le d?nouement de la proc?dure intent?e par les requ?rants. Le but poursuivi par cette loi aurait ?t? celui de combler le vide l?gislatif cr?e par la d?claration d’inconstitutionnalit? d’une pr?c?dente disposition budg?taire tendant ? plafonner encore plus s?v?rement l’indemnit? d’expropriation indirecte. Par rapport ? cette pr?c?dente loi, l’application de la loi litigieuse n’aurait pas eu de r?percussions n?gatives pour le requ?rant. Le Gouvernement en conclut que l’application de la disposition litigieuse ? la cause des requ?rants ne soul?ve aucun probl?me au regard de la Convention.
38. La Cour rel?ve que ce grief est li? ? celui examin? ci-dessus et doit donc aussi ?tre d?clar? recevable.
39. La Cour vient de constater, sous l’angle de l’article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par le requ?rant n’est pas conforme au principe de l?galit?. Eu ?gard aux motifs ayant amen? ? ce constat de violation (paragraphes 30-35 ci-dessus), la Cour estime qu’il n’y a pas lieu d’examiner s’il y a eu, en l’esp?ce, violation de cette disposition (voir, a contrario, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 et ?? 132-133, CEDH 2006-).
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
40. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Le requ?rant
41. Le requ?rant r?clame une somme correspondant ? la valeur du terrain, moins l’indemnit? accord?e au plan national (135 000 EUR, plus indexation et int?r?ts). En outre, il sollicite 47 000 EUR plus int?r?ts pour non-jouissance du terrain.
42. Le requ?rant demande ?galement 10 000 EUR pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
B. Le Gouvernement
43. Le Gouvernement conteste les pr?tentions mat?rielles du requ?rant dans leur fondement. Quant au pr?judice moral, le Gouvernement soutient qu’un tel dommage d?pend de la dur?e excessive de la proc?dure devant les juridictions nationales. Par cons?quent, le versement d’une quelconque somme ? titre d’indemnisation est subordonn? ? l’?puisement du rem?de Pinto, qui n’a pas eu lieu en l’esp?ce. Enfin le Gouvernement observe que les sommes r?clam?es pour frais et d?pens sont excessives.
C. Appr?ciation de la Cour
44. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve compte tenu de la possibilit? d’un accord entre l’Etat d?fendeur et l’int?ress? (article 75 ?? 1 et 4 du R?glement).
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu’il n’y a pas lieu d’examiner le grief tir? de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ; en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et le requ?rant ? lui adresser par ?crit, dans le d?lai de trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 5 octobre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Fatos Araci Bo?tjan M. Zupancic Greffi?re adjointe Pr?sident

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