AFFAIRE MESSENI NEMAGNA ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.
Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MESSENI NEMAGNA ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 29, P1-1
Numero: 9512/04/2006
Stato: Italia
Data: 2006-10-05 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata
TERZA SEZIONE
CAUSA MESSENI NEMAGNA ED ALTRI C. ITALIA
( Richiesta no 9512/04)
SENTENZA
STRASBURGO
5 ottobre 2006
DEFINITIVO
05/01/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Messeni Nemagna ed altri c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. Davide Th?r Bj?rgvinsson, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,
e della Sig.ra F. Araci, cancelliera collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 14 settembre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 9512/04) diretta contro la Repubblica italiana e in cui sei cittadine di questo Stato, le Sig.re M. M. N. (“primo richiedente”), T. M. N. (“secondo richiedente”), C. M. N. (“terzo richiedente”), il Sig. M. N. (“quarto richiedente”), S. M. N. (“quinto richiedente”) e N. M. (“sesto richiedente”), hanno investito la Corte il 3 marzo 2004 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dal Sig. C. V. ed M. G., avvocati a Bari. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia, dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 25 ottobre 2005, la Corte, prima sezione, ha dichiarato la richiesta parzialmente inammissibile e ha deciso di comunicare la lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo no 1 al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. In seguito, la richiesta ? stata trasferita alla terza sezione.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1925, 1928, 1952, 1956, 1957 e 1924 e risiedono rispettivamente a Genova, Bari, Camerino, Macerata, e Lecce.
6. I primi cinque richiedenti erano comproprietari con un terza persona (“la terza persona”) di un terreno ubicato a Bari e registrato al catasto, foglio 27, appezzamenti 2 e 4. Il sesto richiedente era usufruttuario di una parte di questo terreno.
7. Con un’ordinanza del 25 novembre 1988, il consiglio comunale di Bari approv? il progetto di costruzione di una strada su una parte del terreno dei richiedenti e della terza persona.
8. Con un’ordinanza del 23 aprile 1990, il sindaco di Bari autorizz? un gruppo di imprese (“il gruppo di imprese”) ad occupare di emergenza una parte di questo terreno, ossia 3 309 metri quadrati, in vista della sua espropriazione, per procedere alla costruzione della strada.
9. Il 21 giugno 1990, il gruppo di imprese procedette all’occupazione materiale del terreno ed inizi? i lavori di costruzione.
10. Con un atto di citazione notificata il 23 dicembre 1999, i richiedenti ed la terza perona introdussero un’azione in giustizia contro la municipalit? di Bari e del gruppo di imprese dinnanzi al tribunale amministrativo regionale della Puglia (“TAR”).
11. Principalmente, facevano valere che l’occupazione del terreno era illegale, dato che questa era proseguita al di l? del periodo autorizzato, senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale ed al pagamento di un’indennit?. Alla luce di queste considerazioni, chiedevano una somma a titolo di risarcimento per la perdita del terreno in ragione della sua trasformazione irreversibile. In via subordinata, chiedevano l’annullamento delle ordinanze amministrative che autorizzavano l’occupazione del terreno.
12. Durante il processo, il 15 febbraio 2001, una perizia fu depositata alla cancelleria. Secondo il perito, il terreno occupato era stato trasformato in modo irreversibile durante il mese di luglio 1993.
13. Con un giudizio depositato alla cancelleria l? 11 gennaio 2001, il TAR decret? che i richiedenti ed la terza persona erano stati privati del terreno in ragione della sua trasformazione irreversibile, in virt? del principio dell’espropriazione indiretta. Tuttavia, il tribunale deliber? che il loro diritto al risarcimento era prescritto, dato che l’azione in giustizia era stata introdotta pi? di cinque anni dopo il momento della trasformazione irreversibile del terreno, ossia il mese di luglio 1993.
14. In pi?, il TAR respinse la domanda di annullamento delle ordinanze amministrative. A questo riguardo, deliber? che in ragione della prescrizione del loro diritto al risarcimento, i richiedenti non potevano essere considerati come aventi un interesse effettivo e reale ad un tale annullamento, mirando la loro richiesta in questo senso unicamente all’ottenimento di un risarcimento.
15. Con un atto notificato il 9 maggio 2002, i richiedenti interposero appello di questo giudizio dinnanzi al Consiglio di stato, facendo valere in particolare che il loro diritto ad un risarcimento non poteva considerarsi come prescritto.
16. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 10 novembre 2003, il Consiglio di stato respinse l’appello.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
17. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
18. I richiedenti adducono essere stati privati del loro terreno in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
19. Il Governo solleva un’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne basata su due risvolti.
20. In primo luogo, il Governo fa valere che i richiedenti hanno introdotto tardivamente dinnanzi alle giurisdizioni nazionali l’azione mirata ad ottenere un risarcimento e hanno utilizzato di conseguenza in modo inadatto le vie di ricorso che erano loro aperte nel diritto italiano.
21. In secondo luogo, sostiene che i richiedenti hanno omesso di sollevare dinnanzi al Consiglio di stato un’eccezione basata sull’argomentazione che con un’ordinanza del 13 dicembre 2000 la municipalit? di Bari aveva riconosciuto in sostanza un debito verso essi, potendosi considerare una simile misura come una riconoscenza di debito che porta gi? rinuncia tacita alla prescrizione intervenuta ai termini dell’articolo 2937 del codice civile.
22. I richiedenti si oppongono alla tesi del Governo.
23. La Corte stima, alla luce dell’insieme degli argomenti delle parti, che questa eccezione ? legata strettamente in fondo alla richiesta e decida di unirla al merito. Constata che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questa non urta nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
24. Nelle sue osservazioni, il Governo rinvia da prima agli argomenti presentati in cause simili che militano in favore della compatibilit? del meccanismo dell’espropriazione indiretta con la Convenzione ed i suoi Protocolli.
25. In quanto alla mancanza di indennizzo a favore dei richiedenti nel caso specifico, il Governo fa valere che in seguito alla privazione del loro terreno, i richiedenti hanno omesso di prendere in conto la giurisprudenza della Corte di cassazione che all’epoca era gi? conforme nella determinazione del momento dal quale cominciava a decorrere il termine di prescrizione.
26. Segue che la mancanza di indennizzo deriverebbe unicamente dell’inerzia dei richiedenti e che il giusto equilibrio sarebbe stato rispettato dunque.
b) I richiedenti,
27. I richiedenti fanno osservare che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?.
28. Denunciano una mancanza di chiarezza, prevedibilit? e precisione dei principi e delle disposizioni applicati al loro caso, cos? come della giurisprudenza in materia di prescrizione del diritto al risarcimento in caso di espropriazione indiretta.
29. Infine, in quanto all’indennizzo, osservano che non hanno ottenuto nessuno indennizzo in compenso della perdita del terreno.
30. Alla luce di queste considerazioni, i richiedenti chiedono alla Corte di constatare la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
31. La Corte ricorda al primo colpo che ha unito al merito l’eccezione del Governo derivato dal non-esaurimento delle vie di ricorso interne.
32. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se questa equivalga ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
33. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni nazionali hanno considerato i richiedenti come privati del loro bene in ragione della sua trasformazione irreversibile. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che la sentenza del Consiglio di stato ha avuto per effetto di privare i richiedenti del loro bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura, precitato, ? 61, e Brumarescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
34. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1 simile ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “alle condizioni previste dalla legge e dai principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitata, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire solo quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
35. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore dei richiedenti non ha avuto luogo (Carbonara, precitata, ? 62.)
b) Sul rispetto del principio di legalit?
36. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI; Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005; Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005; Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005; Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005; Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005; Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? al motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione che di fatto deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
37. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni italiane hanno considerato i richiedenti privati del loro bene in ragione della sua trasformazione irreversibile, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruito. Ora, in mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione definitiva -la sentenza del Consiglio di stato-che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata sanzionata. Di conseguenza, i richiedenti non hanno avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che a partire dal 10 novembre 2003, data in cui la sentenza del Consiglio di stato ? stata depositata alla cancelleria.
38. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di derivare partito da un’occupazione illegale di terreno. In altri termini, l’amministrazione ha potuto adeguare un terreno a disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra l?altro, senza che un’indennit? venisse messa in parallelo a disposizione delle interessate (Donati c. Italia, no 63242/00, ? 105, 15 luglio 2005).
39. Per ci? che riguarda l’indennit?, la Corte constata che l’applicazione al caso specifico del termine di prescrizione del risarcimento ha avuto per effetto di privare i richiedenti di ogni risarcimento del danno subito.
40. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni dei richiedenti dunque.
41. Quindi, l’eccezione derivata dal non-esaurimento delle vie di ricorso interne non potrebbe essere considerata e vi ?i stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
42. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
43. A titolo di danno materiale, i richiedenti propongono due criteri alternativi di valutazione dell’indennizzo dei quali il primo contempla il versamento di un risarcimento globale uguale al valore venale del terreno, pi? l’indennit? di occupazione ed un indennizzo per i danni alla parte restante del terreno. Valutano un tale risarcimento globale a 448 552,88 EUR o, sussidiariamente, a 404 595,63 EUR.
44. In quanto al secondo criterio di valutazione dell’indennizzo dovuto a titolo di danno materiale, i richiedenti fanno valere che una cava si trovava sul terreno controverso e chiedono un risarcimento di 4 000 000 EUR per l’interruzione costretta di tale attivit?.
45. Per ci? che riguarda il danno morale, i richiedenti sollecitano un indennizzo uguale ad un terzo delle somme chieste a titolo di danno materiale.
46. Infine, chiedono 34 394,80 per oneri di procedimento dinnanzi alle giurisdizioni interne e 55 355,40 EUR per oneri di procedimento dinnanzi alla Corte.
47. Per ci? che riguarda il danno materiale, al primo colpo il Governo fa valere che l’inerzia dei richiedenti ? alla base della prescrizione del loro diritto al risarcimento e che di conseguenza questi non potrebbero richiedere dinnanzi alla Corte le somme perse cos? al livello nazionale.
48. Ad ogni modo, il Governo sostiene che i richiedenti non hanno supportato la loro domanda e non hanno fornito dei criteri obiettivi per valutare l’importo del risarcimento.
49. In quanto al danno morale, il Governo fa valere che tale danno dipende dalla durata eccessiva del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Di conseguenza, il Governo sostiene che il versamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo del danno morale ? subordinato all’esaurimento del rimedio Pinto.
50. Infine, il Governo fa valere che gli oneri dei procedimenti interni non sono dovuti e che gli oneri concernenti il procedimento dinnanzi alla Corte sono eccessivi.
51. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? ulteriore procedimento e, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara il restante della richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva ulteriore procedimento e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 5 ottobre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Fatos Araci Bo?tjan il Sig. Zupancic Cancellita collaboratrice Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE MESSENI NEMAGNA ET AUTRES c. ITALIE
(Requ?te no 9512/04)
ARR?T
STRASBOURG
5 octobre 2006
D?FINITIF
05/01/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Messeni Nemagna et autres c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. David Th?r Bj?rgvinsson,
Mme I. Ziemele, juges,
et de Mme F. Araci, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 14 septembre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 9512/04) dirig?e contre la R?publique italienne et dont six ressortissantes de cet ?tat, Mmes M. M. N. (? premi?re requ?rante ?), T. M. N. (? deuxi?me requ?rante ?), C. M. N. (? troisi?me requ?rante ?), M. M. N. (? quatri?me requ?rante ?), S. M. N. (? cinqui?me requ?rante ?) et N. M. (? sixi?me requ?rante ?), ont saisi la Cour le 3 mars 2004 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rantes sont repr?sent?es par Mes C. V. et M. G., avocats ? Bari. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, par son coagent, M. F. Crisafulli, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. Le 25 octobre 2005, la Cour (premi?re section) a d?clar? la requ?te partiellement irrecevable et a d?cid? de communiquer le grief tir? de l’article 1 du Protocole no 1 au Gouvernement. Se pr?valant de l’article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
4. Par la suite, la requ?te a ?t? transf?r?e ? la troisi?me section.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
5. Les requ?rantes sont n?es respectivement en 1925, 1928, 1952, 1956, 1957 et 1924 et r?sident respectivement ? G?nes, Bari, Camerino (Macerata) et Lecce.
6. Les cinq premi?res requ?rantes ?taient copropri?taires avec une tierce personne (? la tierce personne ?) d’un terrain sis ? Bari et enregistr? au cadastre, feuille 27, parcelles 2 et 4. La sixi?me requ?rante ?tait usufruiti?re d’une partie de ce terrain.
7. Par un arr?t? du 25 novembre 1988, le conseil municipal de Bari approuva le projet de construction d’une route sur une partie du terrain des requ?rantes et de la tierce personne.
8. Par un arr?t? du 23 avril 1990, le maire de Bari autorisa un groupe d’entreprises (? le groupe d’entreprises ?) ? occuper d’urgence une partie de ce terrain, ? savoir 3 309 m?tres carr?s, en vue de son expropriation, afin de proc?der ? la construction de la route.
9. Le 21 juin 1990, le groupe d’entreprises proc?da ? l’occupation mat?rielle du terrain et entama les travaux de construction.
10. Par un acte d’assignation notifi? le 23 d?cembre 1999, les requ?rantes et la tierce personne introduisirent une action en justice ? l’encontre de la municipalit? de Bari et du groupe d’entreprises devant le tribunal administratif r?gional de la Puglia (? TAR ?).
11. En voie principale, elles faisaient valoir que l’occupation du terrain ?tait ill?gale, ?tant donn? que celle-ci s’?tait poursuivie au-del? de la p?riode autoris?e, sans qu’il f?t proc?d? ? l’expropriation formelle et au paiement d’une indemnit?. A la lumi?re de ces consid?rations, elles demandaient une somme ? titre de d?dommagement pour la perte du terrain en raison de sa transformation irr?versible. En voie subordonn?e, elles demandaient l’annulation des arr?t?s administratifs autorisant l’occupation du terrain.
12. Au cours du proc?s, le 15 f?vrier 2001, une expertise fut d?pos?e au greffe. Selon l’expert, le terrain occup? avait ?t? transform? de mani?re irr?versible au cours du mois de juillet 1993.
13. Par un jugement d?pos? au greffe le 11 janvier 2001, le TAR d?cr?ta que les requ?rantes et la tierce personne avaient ?t? priv?es du terrain en raison de sa transformation irr?versible, en vertu du principe de l’expropriation indirecte. Toutefois, le tribunal statua que leur droit au d?dommagement ?tait prescrit, ?tant donn? que l’action en justice avait ?t? introduite plus de cinq ans apr?s le moment de la transformation irr?versible du terrain, ? savoir le mois de juillet 1993.
14. De plus, le TAR rejeta la demande d’annulation des arr?t?s administratifs. A cet ?gard, il statua qu’en raison de la prescription de leur droit au d?dommagement, les requ?rantes ne pouvaient pas ?tre consid?r?es comme ayant un int?r?t effectif et actuel ? une telle annulation, leur demande dans ce sens visant uniquement ? l’obtention d’un d?dommagement.
15. Par un acte notifi? le 9 mai 2002, les requ?rantes interjet?rent appel de ce jugement devant le Conseil d’?tat, faisant notamment valoir que leur droit ? un d?dommagement ne pouvait pas se consid?rer comme prescrit.
16. Par un arr?t d?pos? au greffe le 10 novembre 2003, le Conseil d’?tat rejeta l’appel.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
17. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
18. Les requ?rantes all?guent avoir ?t? priv?es de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
19. Le Gouvernement soul?ve une exception de non-?puisement des voies de recours internes bas?e sur deux volets.
20. En premier lieu, le Gouvernement fait valoir que les requ?rantes ont introduit tardivement devant les juridictions nationales l’action visant ? obtenir un d?dommagement et par cons?quent ont utilis? de mani?re inappropri?e les voies de recours qui leur ?taient ouvertes en droit italien.
21. En deuxi?me lieu, il soutient que les requ?rantes ont omis de soulever devant le Conseil d’?tat une exception bas?e sur l’argumentation que par un arr?t? du 13 d?cembre 2000 la municipalit? de Bari avait reconnu en substance une dette envers elles, une telle mesure pouvant ?tre consid?r?e comme une reconnaissance de dette emportant renonciation tacite ? la prescription d?j? intervenue aux termes de l’article 2937 du code civil.
22. Les requ?rantes s’opposent ? la th?se du Gouvernement.
23. La Cour estime, ? la lumi?re de l’ensemble des arguments des parties, que cette exception est ?troitement li?e au fond de la requ?te et d?cide de la joindre au fond. Elle constate que la requ?te n’est pas manifestement mal fond?e au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celle-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
24. Dans ses observations, le Gouvernement renvoie d’abord aux arguments pr?sent?s dans des affaires semblables, qui militent en faveur de la compatibilit? du m?canisme de l’expropriation indirecte avec la Convention et ses Protocoles.
25. Quant ? l’absence d’indemnisation en faveur des requ?rantes dans le cas d’esp?ce, le Gouvernement fait valoir qu’? la suite de la privation de leur terrain, les requ?rantes ont omis de prendre en compte la jurisprudence de la Cour de cassation, qui ? l’?poque ?tait d?j? conforme dans la fixation du moment ? compter duquel le d?lai de prescription commen?ait ? courir.
26. Il s’ensuit que l’absence d’indemnisation d?coulerait uniquement de l’inertie des requ?rantes et que le juste ?quilibre aurait donc ?t? respect?.
b) Les requ?rantes
27. Les requ?rantes font observer que l’expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l’autorit? publique d’acqu?rir un bien en toute ill?galit?.
28. Elles d?noncent un manque de clart?, pr?visibilit? et pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? leur cas, ainsi que de la jurisprudence en mati?re de prescription du droit au d?dommagement en cas d’expropriation indirecte.
29. Enfin, quant ? l’indemnisation, elles observent qu’elles n’ont obtenu aucune indemnisation en contrepartie de la perte du terrain.
30. A la lumi?re de ces consid?rations, les requ?rantes demandent ? la Cour de constater la violation de l’article 1 du Protocole no 1.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l’existence d’une ing?rence
31. La Cour rappelle d’embl?e qu’elle a joint au fond l’exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes.
32. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si cette situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
33. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions nationales ont consid?r? les requ?rantes comme ?tant priv?es de leur bien en raison de sa transformation irr?versible. A d?faut d’un acte formel d’expropriation, le constat d’ill?galit? de la part du juge est l’?l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que l’arr?t du Conseil d’?tat a eu pour effet de priver les requ?rantes de leur bien au sens de la deuxi?me phrase de l’article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 61, et Brumarescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
34. Pour ?tre compatible avec l’article 1 du Protocole no 1 une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d’utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L’ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d’examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu’il s’est av?r? que l’ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n’?tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
35. D?s lors, la Cour n’estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu’une r?paration int?grale en faveur des requ?rantes n’a pas eu lieu (Carbonara, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
36. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI ; Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005 ; Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005 ; Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005 ; Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005 ; La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005 ; Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
37. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu’en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions italiennes ont consid?r? les requ?rantes priv?es de leur bien en raison de sa transformation irr?versible, les conditions d’ill?galit? de l’occupation et d’int?r?t public de l’ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l’absence d’un acte formel d’expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n’est que par la d?cision d?finitive ? l’arr?t du Conseil d’?tat ? que l’on peut consid?rer le principe de l’expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l’acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? sanctionn?e. Par cons?quent, les requ?rantes n’ont eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain qu’? partir du 10 novembre 2003, date ? laquelle l’arr?t du Conseil d’?tat a ?t? d?pos? au greffe.
38. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l’administration de tirer parti d’une occupation de terrain ill?gale. En d’autres termes, l’administration a pu approprier un terrain au m?pris des r?gles r?gissant l’expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu’une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition des int?ress?es (Donati c. Italie, no 63242/00, ? 105, 15 juillet 2005).
39. S’agissant de l’indemnit?, la Cour constate que l’application au cas d’esp?ce du d?lai de prescription du d?dommagement a eu pour effet de priver les requ?rantes de toute r?paration du pr?judice subi.
40. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l’ing?rence litigieuse n’est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu’elle a donc enfreint le droit au respect des biens des requ?rantes.
41. D?s lors, l’exception tir?e du non-?puisement des voies de recours internes ne saurait ?tre retenue et il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
42. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
43. A titre de pr?judice mat?riel, les requ?rantes proposent deux crit?res alternatifs d’?valuation de l’indemnisation, dont le premier pr?voit le versement d’un d?dommagement global ?gal ? la valeur v?nale du terrain, plus l’indemnit? d’occupation et une indemnisation pour les dommages ? la partie restante du terrain. Elles ?valuent un tel d?dommagement global ? 448 552,88 EUR ou, subsidiairement, ? 404 595,63 EUR.
44. Quant au deuxi?me crit?re d’?valuation de l’indemnisation due ? titre de pr?judice mat?riel, les requ?rantes font valoir qu’une carri?re se trouvait sur le terrain litigieux et demandent un d?dommagement de 4 000 000 EUR pour l’interruption forc?e d’une telle activit?.
45. S’agissant du pr?judice moral, les requ?rantes sollicitent une indemnisation ?gale ? un tiers des sommes demand?es ? titre de pr?judice mat?riel.
46. Enfin, elles demandent 34 394,80 pour frais de proc?dure devant les juridictions internes et 55 355,40 EUR pour frais de proc?dure devant la Cour.
47. S’agissant du pr?judice mat?riel, d’embl?e le Gouvernement fait valoir que l’inertie des requ?rantes est ? la base de la prescription de leur droit au d?dommagement et que par cons?quent celles-ci ne pourraient r?clamer devant la Cour les sommes ainsi perdues au niveau national.
48. En tout ?tat de cause, le Gouvernement soutient que les requ?rantes n’ont pas ?tay? leur demande et n’ont pas fourni des crit?res objectifs afin d’?valuer le montant du d?dommagement.
49. Quant au pr?judice moral, le Gouvernement fait valoir qu’un tel dommage d?pend de la dur?e excessive de la proc?dure devant les juridictions nationales. Par cons?quent, le Gouvernement soutient que le versement d’une quelconque somme ? titre d’indemnisation du dommage moral est subordonn? ? l’?puisement du rem?de Pinto.
50. Enfin, le Gouvernement fait valoir que les frais des proc?dures internes ne sont pas dus et que les frais concernant la proc?dure devant ? la Cour sont excessifs.
51. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rantes parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare le restant de la requ?te recevable ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rantes ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 5 octobre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Fatos Araci Bo?tjan M. Zupancic
Greffi?re adjointe Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 14/06/2024