AFFAIRE MAZZEI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MAZZEI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 69502/01/2006
Stato: Italia
Data: 2006-04-06 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – risarcimento pecuniario; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
TERZA SEZIONE
CAUSA MAZZEI C. ITALIA
( Richiesta no 69502/01)
SENTENZA
STRASBURGO
6 aprile 2006
DEFINITIVO
06/07/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Mazzei c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, L. Caflisch, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, il Sig.re A. Gyulumyan,
R. Jaeger, giudici, e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 24 febbraio 2005 e 16 marzo 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 69502/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui due cittadini di questo Stato, la Sig.ra B. L. M. ed il Sig. F. E. M. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 10 marzo 2001 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati da M. G., avvocato a Milano. Il governo convenuto ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I.M. Braguglia, ed il suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. Il 24 febbraio 2005, la Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1966 e 1963 e hanno risieduto a Campagnano di Roma.
5. I richiedenti sono proprietari di un appartamento a Roma, che avevano affittato al Sig. T.
6. Con una lettera raccomandata mandata in una data non precisata, i richiedenti informarono l’inquilino della loro intenzione di mettere fine alla locazione alla scadenza dell’affitto, o il 31 dicembre 1987, e lo pregarono di liberare i luoghi prima di questa data.
7. Con un atto notificato il 17 giugno 1986 i richiedenti reiterarono il parere di disdetta e citarono l’interessato a comparire dinnanzi al giudice di istanza di Roma.
8. Con un’ordinanza dell? 11 dicembre 1986, questo ultimo conferm? formalmente la disdetta dell’affitto e decise che i luoghi dovevano essere liberati al pi? tardi il 31 dicembre 1988. Questa decisione divent? esecutiva l? 11 dicembre 1986.
9. Il 4 novembre 1994, i richiedenti notificarono all’inquilino il comando di liberare l’appartamento.
10. Il 22 novembre 1994, gli notificarono l?avviso che lo sfratto sarebbe stato eseguito il 13 dicembre 1994 tramite ufficiale giudiziario di giustizia.
11. Tra il 13 dicembre 1994 ed il 28 novembre 2000, l’ufficiale giudiziario di giustizia procedette a ventidue tentativi di sfratto. Questi tentativi si chiusero tutti con un fallimento,non permettendo lo scaglionamento dell’esecuzione delle decisioni di sfratto ai richiedenti di beneficiare del concorso della forza pubblica.
12. Il 28 novembre 2000, i richiedenti ricuperarono il loro appartamento.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
13. Il diritto e la pratica interni pertinenti figurano nellesentenze Mascolo c. Italia (no 68792/01, ?? 14-44, 16.12.2004) e Lo Tufo c. Italia, (no 64663/01, ?? 16-48, 21.04.2005).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 E DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
14. I richiedenti si lamentano che l’impossibilit? prolungata di ricuperare il loro appartamento, mancanza di concessione dell’assistenza della forza pubblica, costituisce un attentato al loro diritto di propriet?, come riconosciuto all’articolo 1 del Protocollo no 1 che dispone:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
15. Il richiedente adduce anche una trasgressione all’articolo 6 ? 1 della Convenzione la cui parte pertinente dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
16. La Corte ha trattato gi? a pi? riprese delle cause che sollevano delle questioni simili a quelle del caso specifico e ha constatato la violazione degli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 ? 1 della Convenzione (vedere sentenza Immobiliare Saffi c. Italia [GC], no 22774/93, ?? 46-75, CEDH 1999-V, Lunari c. Italia, no 21463/96, ?? 34-46, 11 gennaio 2001, e Palumbo c. Italia, no 15919/89, ?? 33-48, 30 novembre 2000).
17. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente. Constata che il richiedente ha dovuto aspettare circa sette anni a contare dal primo tentativo di sfratto dell’ufficiale giudiziario di giustizia per potere ricuperare il primo appartamento e nove anni prima di potere ricuperare il secondo.
18. Di conseguenza, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 e dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
II. SULL’APPLICAZIONE DELLL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
19. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno materiale
20. I richiedenti richiedono il risarcimento del danno materiale subito in primo luogo e lo valutano nel seguente modo:
– 61 364 euro (EUR) che corrispondono alla differenza tra gli affitti che hanno percepito e quello che avrebbero potuto percepire al prezzo del mercato. Difatti fanno valere che dal 1987 al 2000 hanno percepito dal loro vecchio inquilino la somma globale di circa 10 412 EUR mentre la somma che avrebbero potuto chiedere al prezzo di mercato avrebbe potuto essere di 71 775 EUR;
– 3 495 848 lire (1 805,45 EUR) corrispondenti agli oneri del procedimento di esecuzione; hanno prodotto una nota di una parcella per la somma di 1 836 000 lire (948,21 EUR).
21. In ogni caso, affermano che la possibilit? di chiedere un indennizzo all’inquilino in virt? dell’articolo 1591 del codice civile dovrebbe essere respinta dalla Corte al motivo che bisogna valutarlo in concreto e non in teoria. Nel caso specifico, l’inquilino non era in condizione di pagare, un altro procedimento precedente intentato contro di lui per ottenere un rimborso degli oneri e spese concernenti le parti comuni dell’immobile non avendo permesso di ricuperare nessuna somma. Inoltre, anche supponendo che avrebbero potuto investire le giurisdizioni civili al senso dell’articolo 1591 del codice civile, non avrebbero potuto ottenere niente per un periodo che va da gennaio all’aprile 1989, da gennaio 1994 ad ottobre 1998 e da gennaio all’ottobre 2000. Difatti, durante questi periodi, la sospensione dei procedimenti di esecuzione era stata imposta dalla legge. I richiedenti affermano che, conformemente alla sentenza della Corte costituzionale no 482 del 2000, non esisteva nessuna possibilit? di ottenere una somma supplementare riportata ai prezzi del mercato, essendo prevista dalla legge no 61 del 1989 una determinazione di un massimo. Pertanto, una somma di almeno di 34 974 EUR deve essere riconosciuta loro.
22. Il Governo considera questo ? eccessivo.
23. La Corte osserva innanzitutto che il Governo non avanza nessun argomento a proposito della possibilit? che sembra essere stata sviluppata nella giurisprudenza della Corte di cassazione di impegnare un procedimento in danno-interessi contro lo stato a seguito della mancanza, non giustificata, di assistenza della forza pubblica (vedere Mascolo precitata, ?? 34-44, e Lo Tufo precitata, ?? 37-48,).
24. La Corte nota che i richiedenti possono investire le giurisdizioni civili al senso dell’articolo 1591 del codice civile introducendo una domanda in risarcimento contro il loro vecchio inquilino per ottenere il rimborso del danno subito in seguito alla restituzione tardiva dell’appartamento.
25. Difatti, si tratta nello specifico di danni derivanti dal comportamento illegale dell’inquilino che, a prescindere dalla cooperazione dello stato nel collocamento in esecuzione della decisione giudiziale di sfratto, aveva il dovere di restituire l’appartamento al proprietario. La violazione del diritto dei richiedenti al rispetto del loro bene ? innanzitutto la conseguenza del comportamento illegale del loro inquilino. La violazione dell’articolo 6 della Convenzione che la Corte va a dichiarare da parte dello stato ? di ordine procedurale e posteriore alla condotta dell’inquilino.
26. La Corte constata di conseguenza che il diritto italiano permette di cancellare le conseguenze materiali della violazione e stima che c’? luogo di respingere la domanda di soddisfazione equa per ci? che riguarda il danno materiale (vedere Mascolo precitata, ? 55, e Lo Tufo precitata, ? 69,).
27. Trattandosi degli oneri del procedimento di esecuzione, la Corte stima che devono esserne rimborsati in parte, Scollo c. Italia, sentenza del 28 settembre 1995, serie A no 315-C, p. 56, ? 50. Considera che solo gli oneri relativi al ritardo nello sfratto devono essere rimborsati: decide di conseguenza di accordare ad ogni richiedente la somma di 320 EUR per danno materiale.
B. Danno morale
28. I richiedenti chiedono a titolo di danno morale la somma totale di 20 000 EUR, o 10 000 EUR per richiedente.
29. Il Governo considera che l’importo richiesto sia eccessivo, tanto per il periodo da prendere in considerazione che alla luce delle somme normalmente accordate dalla Corte.
30. La Corte stima che i richiedenti hanno subito un torto morale certo; decide di conseguenza, deliberando in equit? come vuole l’articolo 41 della Convenzione, di accordare a ciascuno la somma di 3 000 EUR a questo titolo.
C. Oneri e spese
31. I richiedenti chiedono anche la somma globale di 8 734,46 EUR per oneri e spese incorse dinnanzi alla Corte.
32. Il Governo si rimette alla saggezza della Corte.
33. Tenuto conto degli elementi in suo possesso e della giurisprudenza in materia la Corte stima, ragionevole la somma globale di 2 000 EUR per il procedimento dinnanzi alla Corte.
D. Interessi moratori
34. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguente somme:
i. 320 EUR (tre cento venti euro) ad ogni richiedente per danno materiale,;
ii. 3 000 EUR( tremila euro) ad ogni richiedente per danno giuridico,;
iii. 2 000 EUR (duemila euro) ai richiedenti congiuntamente per oneri e spese;
iiii. pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 6 aprile 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupancic
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Violation de l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – r?paration p?cuniaire ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE MAZZEI c. ITALIE
(Requ?te no 69502/01)
ARR?T
STRASBOURG
6 avril 2006
D?FINITIF
06/07/2006
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Mazzei c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
L. Caflisch,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
Mmes A. Gyulumyan,
R. Jaeger, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 24 f?vrier 2005 et 16 mars 2006,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 69502/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont deux ressortissants de cet Etat, Mme B. L. M. et M. F. E. M. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 10 mars 2001 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me M. G., avocat ? Milan. Le gouvernement d?fendeur est repr?sent? par son agent, M. I.M. Braguglia, et son coagent, M. F. Crisafulli.
3. Le 24 f?vrier 2005, la Cour a d?clar? la requ?te recevable.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
4. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1966 et 1963 et r?sident ? Campagnano de Rome.
5. Les requ?rants sont propri?taires d?un appartement ? Rome, qu?ils avaient lou? ? M. T.
6. Par une lettre recommand?e envoy?e ? une date non pr?cis?e, les requ?rants inform?rent le locataire de leur intention de mettre fin ? la location ? l?expiration du bail, soit le 31 d?cembre 1987, et le pri?rent de lib?rer les lieux avant cette date.
7. Par un acte notifi? le 17 juin 1986 les requ?rants r?it?r?rent l?avis de cong? et assign?rent l?int?ress? ? compara?tre devant le juge d?instance de Rome.
8. Par une ordonnance du 11 d?cembre 1986, ce dernier confirma formellement le cong? du bail et d?cida que les lieux devaient ?tre lib?r?s au plus tard le 31 d?cembre 1988. Cette d?cision devint ex?cutoire le 11 d?cembre 1986.
9. Le 4 novembre 1994, les requ?rants signifi?rent au locataire le commandement de lib?rer l?appartement.
10. Le 22 novembre 1994, ils lui signifi?rent l?avis que l?expulsion serait ex?cut?e le 13 d?cembre 1994 par voie d?huissier de justice.
11. Entre le 13 d?cembre 1994 et le 28 novembre 2000, l?huissier de justice proc?da ? vingt-deux tentatives d?expulsion. Ces tentatives se sold?rent toutes par un ?chec, l??chelonnement de l?ex?cution des d?cisions d?expulsion ne permettant pas aux requ?rants de b?n?ficier du concours de la force publique.
12. Le 28 novembre 2000, les requ?rants r?cup?r?rent leur appartement.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
13. Le droit et la pratique internes pertinents figurent dans les arr?ts Mascolo c. Italie (no 68792/01, ?? 14-44, 16.12.2004) et Lo Tufo c. Italie, (no 64663/01, ?? 16-48, 21.04.2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ET DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
14. Les requ?rants se plaignent que l?impossibilit? prolong?e de r?cup?rer leur appartement, faute d?octroi de l?assistance de la force publique, constitue une atteinte ? leur droit de propri?t?, tel que reconnu ? l?article 1 du Protocole no 1, qui dispose :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
15. Les requ?rants all?guent aussi un manquement ? l?article 6 ? 1 de la Convention, dont la partie pertinente dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
16. La Cour a d?j? trait? ? maintes reprises des affaires soulevant des questions semblables ? celles du cas d?esp?ce et a constat? la violation des articles 1 du Protocole no 1 et 6 ? 1 de la Convention (voir Immobiliare Saffi c. Italie [GC], no 22774/93, ? 46-75, CEDH 1999-V, Lunari c. Italie, no 21463/96, ?? 34-46, 11 janvier 2001, et Palumbo c. Italie, no 15919/89, ?? 33-48, 30 novembre 2000).
17. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n?a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent. Elle constate que les requ?rants ont d? attendre environ plus de cinq ans et onze mois ? compter de la premi?re tentative d?expulsion de l?huissier de justice avant de pouvoir r?cup?rer leur appartement.
18. Par cons?quent, dans cette affaire, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 et de l?article 6 ? 1 de la Convention.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
19. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
20. Les requ?rants r?clament en premier lieu la r?paration du pr?judice mat?riel subi et le chiffrent de la mani?re suivante :
– 61 364 euros (EUR) correspondant ? la diff?rence entre le loyer qu?ils ont per?u et celui qu?ils auraient pu percevoir au prix du march?. En effet ils font valoir que de 1987 ? 2000 ils ont per?u de leur ancien locataire la somme globale d?environ 10 412 EUR alors que la somme qu?ils auraient pu demander au prix du march? aurait pu ?tre de 71 775 EUR ;
– 3 495 848 lires (1 805,45 EUR) correspondant aux frais de la proc?dure d?ex?cution ; ils ont produit une note d?honoraires pour la somme de 1 836 000 lires (948,21 EUR).
21. En tout cas, ils affirment que la possibilit? de demander une indemnisation au locataire en vertu de l?article 1591 du code civil devrait ?tre rejet?e par la Cour au motif qu?il faut l?appr?cier in concreto et non pas en th?orie. Dans le cas d?esp?ce, le locataire n??tait pas en condition de payer, une autre proc?dure pr?c?dente intent?e contre lui afin d?obtenir un remboursement des frais et d?pens concernant les parties communes de l?immeuble n?ayant permis de r?cup?rer aucune somme. En outre, m?me ? supposer qu?ils auraient pu saisir les juridictions civiles au sens de l?article 1591 du code civil, ils n?auraient rien pu obtenir pour une p?riode allant de janvier ? avril 1989, de janvier 1994 ? octobre 1998 et de janvier ? octobre 2000. En effet, pendant ces p?riodes, la suspension des proc?dures d?ex?cution avait ?t? impos?e par la loi. Les requ?rants affirment que, conform?ment ? l?arr?t de la Cour constitutionnelle no 482 de 2000, il n?existait aucune possibilit? d?obtenir une somme suppl?mentaire rapport?e aux prix du march?, un plafonnement ?tant pr?vu par la loi no 61 de 1989. Partant, une somme au moins de 34 974 EUR doit ?tre leur reconnue.
22. Le Gouvernement consid?re ces sommes excessives.
23. La Cour observe tout d?abord que le Gouvernement n?avance aucun argument au sujet de la possibilit? qui semble avoir ?t? d?velopp?e dans la jurisprudence de la Cour de cassation d?engager une proc?dure en dommages-int?r?ts ? l?encontre de l?Etat suite ? l?absence, non justifi?e, d?assistance de la force publique (voir Mascolo pr?cit?, ?? 34-44, et Lo Tufo pr?cit?, ?? 37-48).
24. La Cour note que les requ?rants peuvent saisir les juridictions civiles au sens de l?article 1591 du code civil en introduisant une demande en r?paration contre leur ancien locataire afin d?obtenir le remboursement du pr?judice subi suite ? la restitution tardive de l?appartement.
25. En effet, il s?agit en l?esp?ce de dommages qui d?coulent du comportement ill?gal du locataire, qui, ind?pendamment de la coop?ration de l?Etat dans la mise en ex?cution de la d?cision judiciaire d?expulsion, se devait de restituer l?appartement au propri?taire. La violation du droit des requ?rants au respect de leur bien est avant tout la cons?quence du comportement ill?gal de leur locataire. La violation que la Cour va d?clarer de l?article 6 de la Convention de la part de l?Etat est d?ordre proc?dural et post?rieure ? la conduite du locataire.
26. La Cour constate par cons?quent que le droit italien permet d?effacer les cons?quences mat?rielles de la violation et estime qu?il y a lieu de rejeter la demande de satisfaction ?quitable en ce qui concerne le dommage mat?riel (voir Mascolo pr?cit?, ? 55, et Lo Tufo pr?cit?, ? 69).
27. S?agissant des frais de la proc?dure d?ex?cution, la Cour estime qu?ils doivent ?tre rembours?s en partie (Scollo c. Italie, arr?t du 28 septembre 1995, s?rie A no 315-C, p. 56, ? 50). Elle consid?re cependant que seuls les frais relatifs au retard dans l?expulsion doivent ?tre rembours?s : elle d?cide par cons?quent d?accorder ? chaque requ?rant la somme de 320 EUR pour dommage mat?riel.
B. Dommage moral
28. Les requ?rants demandent ? titre de dommage moral la somme totale de 20 000 EUR (soit 10 000 EUR par requ?rant).
29. Le Gouvernement consid?re que le montant r?clam? est excessif, tant pour la p?riode ? prendre en consid?ration, qu?? la lumi?re des sommes normalement accord?es par la Cour.
30. La Cour estime que les requ?rants ont subi un tort moral certain ; elle d?cide par cons?quent, statuant en ?quit? comme le veut l?article 41 de la Convention, d?accorder ? chacun la somme de 3 000 EUR ? ce titre.
C. Frais et d?pens
31. Les requ?rants demandent ?galement la somme globale de 8 734,46 EUR pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
32. Le Gouvernement s?en remet ? la sagesse de la Cour.
33. Compte tenu des ?l?ments en sa possession et de la jurisprudence en la mati?re, la Cour estime raisonnable la somme globale de 2 000 EUR pour la proc?dure devant la Cour.
D. Int?r?ts moratoires
34. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
3. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 320 EUR (trois cent vingt euros) ? chaque requ?rant pour dommage mat?riel ;
ii. 3 000 EUR (trois mille euros) ? chaque requ?rant pour dommage moral ;
iii. 2 000 EUR (deux mille euros) aux requ?rants conjointement pour frais et d?pens ;
iiii. plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 6 avril 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupancic
Greffier Pr?sident

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    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 24/06/2024