AFFAIRE IPPOLITI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE IPPOLITI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 06, 29, P1-1
Numero: 12263/05/2006
Stato: Italia
Data: 2006-10-26 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1
TERZA SEZIONE
CAUSA IPPOLITI C. ITALIA
(Richiesta no 12263/05)
SENTENZA
STRASBURGO
26 ottobre 2006
DEFINITIVO
26/03/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Ippoliti c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG.. B.M. Zupančič, presidente,
J. Hedigan, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. E. Myjer, il Sig.re I. Ziemele,
I. Berro-Lefevre, giudici,,
e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 5 ottobre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a quella data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 12263/05) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di quello Stato, il Sig. E.I. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 1 dicembre 2003 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dal Sig. R. B. e B. F., avvocati a Sora. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M.. Braguglia, dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 6 settembre 2005, la Corte, terza sezione, ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELO SPECIFICO
4. Il richiedente ? nato nel 1953 e ha risieduto a Ciampino.
5. Era proprietario di un terreno edificabile di 1 002 metri quadrati, ubicato a Ciampino e registrato al catasto, foglio 7, appezzamento 59.
6. Con un’ordinanza del 18 dicembre 1981, il consiglio regionale (Giunta regionale) del Lazio approv? il progetto di costruzione di abitazioni ad affitto moderato sul terreno del richiedente.
7. Con un’ordinanza del 25 maggio 1984, il consiglio comunale (Giunta municipale) di Ciampino autorizz? il sindaco della citt? a procedere all’occupazione di emergenza di quel terreno in vista della sua espropriazione, per procedere ai lavori di costruzione.
8. Con un’ordinanza notificata al richiedente il 10 ottobre 1984, il sindaco di Ciampino ordin? l’occupazione di emergenza del terreno e, il 19 novembre 1984, la municipalit? procedette all’occupazione materiale di questo ed inizi? i lavori di costruzione.
9. Con un atto di assegnazione notificata il 26 luglio 1991, il richiedente introdusse un’azione in danno-interessi contro la municipalit? di Ciampino dinnanzi al tribunale di Velletri. Faceva valere che l’occupazione del terreno era illegale al motivo che aveva proseguito al di l? del periodo autorizzato, senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale ed al pagamento di un’indennit?. Chiedeva una somma corrispondente al valore commerciale del terreno, cos? come un’indennit? di occupazione.
10. Durante il processo, il 15 dicembre 1992, una perizia fu depositata alla cancelleria. Secondo il perito, i lavori di costruzione si erano conclusi il 3 ottobre 1988 ed il valore commerciale del terreno a quell’ultima data era di 160 320 000 ITL.
11. Con un giudizio depositato alla cancelleria il 7 aprile 2003, il tribunale stim? che il termine di occupazione autorizzata, prolungato al senso della legislazione in vigore in materia, si era concluso il 29 maggio 1993. A contare di quell’ultima data, il richiedente doveva essere considerato come essendo stato privato del suo terreno in virt? del principio dell’espropriazione indiretta. Alla luce di quelle considerazioni, il tribunale condann? la municipalit? di Ciampino a versare un al richiedente risarcimento calcolato ai termini della legge di bilancio no 662 di 1996, nel frattempo entrata in vigore, ossia 63 373,96 EUR, pi? interessi e rivalutazione a contare dal 29 maggio 1993. Inoltre, il tribunale condann? la municipalit? a versare al richiedente un’indennit? di occupazione, ossia 34 803,59 EUR, abbinati di interessi e rivalutazione a contare dal 29 maggio 1993.
12. Risulta della pratica che quello giudizio acquis? forza di cosa giudicata il 6 giugno 2003.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
13. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SU LA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
14. Il richiedente adduce essere stato privato del suo terreno nelle circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
15. Il Governo non solleva eccezioni concernenti l’ammissibilit? di questa lagnanza.
16. La Corte constata che la lagnanza non ? manifestamente mal fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questo non si urta con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dunque dichiararla ammissibile.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
17. Il Governo rinvia da prima agli argomenti gi? sottomessi alla Corte in altre cause similari in materia di espropriazione indiretta.
18. In pi?, sostiene che la responsabilit? dell’amministrazione nello specifico sarebbe attenuata, tenuto conto del fatto che l’impossibilit? di adottare un decreto di espropriazione sarebbe stata determinata dal sequestro da parte delle autorit? di polizia della documentazione concernente l’occupazione del terreno e che ad ogni modo la municipalit? di Ciampino ha versato in un breve termine la somma liquidata dal tribunale di Velletri.
19. Inoltre, il Governo osserva che la situazione di incertezza per il richiedente si sarebbe conclusa col giudizio del tribunale di Velletri che ha dichiarato che la propriet? del terreno era stata trasferita all’amministrazione in virt? del principio dell’espropriazione indiretta.
20. Infine, fa valere che il principio giurisprudenziale dell’espropriazione indiretta costituirebbe un modo di regolamentare una situazione che risulta da un difetto di procedimento che ha inficiato l’espropriazione ed al seguito del quale l’azione dell’amministrazione ? diventata illegale.
21. Secondo il Governo, una tale regolamentazione di una situazione nata da un atto illegale non romperebbe in modo evidente il giusto equilibrio tra le differenti esigenze in conflitto.
b) Il richiedente,
22. Il richiedente non ha presentato i osservazioni che riguardano la presente richiesta.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
23. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa di ricercare se suddetta situazione equivaleva ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
24. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale ha considerato il richiedente come essendo privato del suo bene a contare dalla data di scadenza del termine di occupazione autorizzata. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che il giudizio del tribunale di Velletri ha avuto per effetto di privare il richiedente del suo bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura precitata, ? 61, e Brumărescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
25. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1, una tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitata, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la domanda del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire che quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
26. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore del richiedente non ha avuto luogo (Carbonara e Ventura, precitato, ? 62).
b) Sul rispetto del principio di legalit?
27. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? al motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
28. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale ha considerato il richiedente come privato del suo bene a contare dal momento in cui l’occupazione aveva smesso di essere autorizzata, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruiscono. Ora, nella mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che quella situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come essendo stato applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, il richiedente non ha avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 6 giugno 2003, data alla quale il giudizio del tribunale di Velletri ha acquisito forza di cosa giudicata.
29. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di derivare partito da un’occupazione di terreno illegale. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare del terreno a disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra altri, senza che un’indennit? fosse messa in parallelo a disposizione dell’interessato.
30. Trattandosi dell’indennit?, la Corte constata che l’applicazione retroattiva della legge no 662 del 1996 al caso di specifico ha avuto per effetto di privare il richiedente della possibilit? di ottenere risarcimento del danno subito.
31. Alla luce di quelle considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni del richiedente dunque.
32. Quindi, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
33. Il richiedente adduce che l’adozione e l’applicazione della legge no 662 del 23 dicembre 1996 al suo procedimento costituisco un’ingerenza legislativa contraria al suo diritto ad un processo equo come garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
34. Il Governo riconosce che la legge no 662 del 1996 ha ridotto in modo significativa l’importo del risarcimento ma ha fatto valere che ad ogni modo lo stato dispone di un ampio margine di valutazione nella scelta della regolamentazione delle conseguenze materiali di un’illegalit? commessa dall’amministrazione.
35. La Corte rileva che questa lagnanza ? legata a quella esaminata sopra e deve essere dunque dichiarata allo stesso modo ammissibile.
36. La Corte ha appena constatato, sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la situazione denunciata dal richiedente non ? conforme al principio di legalit?. Avuto riguardo ai motivi che l?hanno portata a questa constatazione di violazione (paragrafi 29 a 32 sopra) stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione dell’articolo 6 ? 1 (vedere, a contrario, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 e ?? 132 – 133, CEDH 2006).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
37. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di quella violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
38. La Corte constata che nel formulario di richiesta il richiedente richiedeva un risarcimento per il danno morale e materiale subito.
39. Nessuna cifra ? stata indicata tuttavia nel termine assegnato dall’articolo 60 dell’ordinamento della Corte. Peraltro, la Corte stima che l’applicazione dell’articolo 41, nelle circostanze della causa, non richiede un esame di ufficio. Pertanto, la Corte stima che non c’? luogo di concedere di somma a titolo dell’articolo 41 (vedere, tra altri, Cardarelli c. Italia del 27 febbraio 1992, serie A no 229-G, p. 75, ? 19, Willekens c. Belgio, no 50859/99, ? 27, 24 aprile 2003, Van Rossem c. Belgio, no 41872/98, ? 53, 9 dicembre 2004, e Viol? c. Italia, no 8316/02, ? 60, 29 giugno 2006).
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza tratta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 26 ottobre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupančič
Cancelliere Pr?sident

SENTENZA IPPOLITI C. ITALIA

SENTENZA IPPOLITI C. ITALIA

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE IPPOLITI c. ITALIE
(Requ?te no 12263/05)
ARR?T
STRASBOURG
26 octobre 2006
D?FINITIF
26/03/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Ippoliti c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupančič, pr?sident,
J. Hedigan,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. E. Myjer,
Mmes I. Ziemele,
I. Berro-Lefevre, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 5 octobre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 12263/05) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet ?tat, M. E.I. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 1er d?cembre 2003 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? par Mes R. B. et B. F., avocats ? Sora. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, par son coagent, M. F. Crisafulli, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. Le 6 septembre 2005, la Cour (troisi?me section) a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant de l’article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
4. Le requ?rant est n? en 1953 et r?side ? Ciampino.
5. Il ?tait propri?taire d’un terrain constructible de 1 002 m?tres carr?s, sis ? Ciampino et enregistr? au cadastre, feuille 7, parcelle 59.
6. Par un arr?t? du 18 d?cembre 1981, le conseil r?gional (Giunta regionale) du Latium approuva le projet de construction d’habitations ? loyer mod?r? sur le terrain du requ?rant.
7. Par un arr?t? du 25 mai 1984, le conseil municipal (Giunta municipale) de Ciampino autorisa le maire de la ville ? proc?der ? l’occupation d’urgence de ce terrain en vue de son expropriation, afin de proc?der aux travaux de construction.
8. Par un arr?t? notifi? au requ?rant le 10 octobre 1984, le maire de Ciampino ordonna l’occupation d’urgence du terrain et, le 19 novembre 1984, la municipalit? proc?da ? l’occupation mat?rielle de celui-ci et entama les travaux de construction.
9. Par un acte d’assignation notifi? le 26 juillet 1991, le requ?rant introduisit une action en dommages-int?r?ts ? l’encontre de la municipalit? de Ciampino devant le tribunal de Velletri. Il faisait valoir que l’occupation du terrain ?tait ill?gale au motif qu’elle s’?tait poursuivie au-del? de la p?riode autoris?e, sans qu’il f?t proc?d? ? l’expropriation formelle et au paiement d’une indemnit?. Il demandait une somme correspondant ? la valeur marchande du terrain, ainsi qu’une indemnit? d’occupation.
10. Au cours du proc?s, le 15 d?cembre 1992, une expertise fut d?pos?e au greffe. Selon l’expert, les travaux de construction s’?taient termin?s le 3 octobre 1988 et la valeur marchande du terrain ? cette derni?re date ?tait de 160 320 000 ITL.
11. Par un jugement d?pos? au greffe le 7 avril 2003, le tribunal estima que le d?lai d’occupation autoris?e, prolong? au sens de la l?gislation en vigueur dans la mati?re, avait pris fin le 29 mai 1993. A compter de cette derni?re date, le requ?rant devait ?tre consid?r? comme ayant ?t? priv? de son terrain en vertu du principe de l’expropriation indirecte. A la lumi?re de ces consid?rations, le tribunal condamna la municipalit? de Ciampino ? verser au requ?rant un d?dommagement calcul? aux termes de la loi budgetaire no 662 de 1996, entre-temps entr?e en vigueur, ? savoir 63 373,96 EUR, plus int?r?ts et r??valuation ? compter du 29 mai 1993. En outre, le tribunal condamna la municipalit? ? verser au requ?rant une indemnit? d’occupation, ? savoir 34 803,59 EUR, assortie d’int?r?ts et r??valuation ? compter du 29 mai 1993.
12. Il ressort du dossier que ce jugement acquit force de chose jug?e le 6 juin 2003.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
13. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
14. Le requ?rant all?gue avoir ?t? priv? de son terrain dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
15. Le Gouvernement ne soul?ve pas d’exceptions concernant la recevabilit? de ce grief.
16. La Cour constate que le grief n’est pas manifestement mal fond? au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
17. Le Gouvernement renvoie d’abord aux arguments d?j? soumis ? la Cour dans d’autres affaires similaires en mati?re d’expropriation indirecte.
18. De plus, il soutient que la responsabilit? de l’administration en l’esp?ce serait att?nu?e, compte tenu de ce que l’impossibilit? d’adopter un d?cret d’expropriation aurait ?t? d?termin?e par la saisie de la part des autorit?s de police de la documentation concernant l’occupation du terrain et qu’en tout ?tat de cause la municipalit? de Ciampino a vers? dans un bref d?lai les sommes liquid?es par le tribunal de Velletri.
19. En outre, le Gouvernement observe que la situation d’incertitude pour le requ?rant aurait pris fin avec le jugement du tribunal de Velletri, qui a d?clar? que la propri?t? du terrain avait ?t? transf?r?e ? l’administration en vertu du principe de l’expropriation indirecte.
20. Enfin, il fait valoir que le principe jurisprudentiel de l’expropriation indirecte constituerait une mani?re de r?glementer une situation r?sultant d’un d?faut de proc?dure ayant entach? l’expropriation et ? la suite duquel l’action de l’administration est devenue ill?gale.
21. D’apr?s le Gouvernement, une telle r?glementation d’une situation n?e d’un acte ill?gal ne romprait pas de mani?re ?vidente le juste ?quilibre entre les diff?rentes exigences en conflit.
b) Le requ?rant
22. Le requ?rant n’a pas pr?sent? d’observations concernant la pr?sente requ?te.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l’existence d’une ing?rence
23. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
24. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, le tribunal a consid?r? le requ?rant comme ?tant priv? de son bien ? compter de la date d’expiration du d?lai d’occupation autoris?e. A d?faut d’un acte formel d’expropriation, le constat d’ill?galit? de la part du juge est l’?l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que le jugement du tribunal de Velletri a eu pour effet de priver le requ?rant de son bien au sens de la deuxi?me phrase de l’article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura pr?cit?, ? 61, et Brumărescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
25. Pour ?tre compatible avec l’article 1 du Protocole no 1, une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d’utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L’ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d’examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu’il s’est av?r? que l’ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n’?tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
26. D?s lors, la Cour n’estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu’une r?paration int?grale en faveur du requ?rant n’a pas eu lieu (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
27. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI, et Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
28. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu’en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, le tribunal a consid?r? le requ?rant comme priv? de son bien ? compter du moment o? l’occupation avait cess? d’?tre autoris?e, les conditions d’ill?galit? de l’occupation et d’int?r?t public de l’ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l’absence d’un acte formel d’expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n’est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l’on peut consid?rer le principe de l’expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l’acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, le requ?rant n’a eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 6 juin 2003, date ? laquelle le jugement du tribunal de Velletri a acquis force de chose jug?e.
29. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l’administration de tirer parti d’une occupation de terrain ill?gale. En d’autres termes, l’administration a pu s’approprier du terrain au m?pris des r?gles r?gissant l’expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu’une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition de l’int?ress?.
30. S’agissant de l’indemnit?, la Cour constate que l’application r?troactive de la loi no 662 de 1996 au cas d’esp?ce a eu pour effet de priver le requ?rant de la possibilit? d’obtenir r?paration du pr?judice subi.
31. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l’ing?rence litigieuse n’est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu’elle a donc enfreint le droit au respect des biens du requ?rant.
32. D?s lors, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
33. Le requ?rant all?gue que l’adoption et l’application de la loi no 662 du 23 d?cembre 1996 ? sa proc?dure constitue une ing?rence l?gislative contraire ? son droit ? un proc?s ?quitable tel que garanti par l’article 6 ? 1 de la Convention, qui, en ses passages pertinents, dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
34. Le Gouvernement reconna?t que la loi no 662 de 1996 a r?duit de mani?re significative le montant du d?dommagement mais fait valoir qu’en tout ?tat de cause l’?tat dispose d’une ample marge d’appr?ciation dans le choix de la r?glementation des cons?quences mat?rielles d’une ill?galit? commise par l’administration.
35. La Cour rel?ve que ce grief est li? ? celui examin? ci-dessus et doit donc aussi ?tre d?clar? recevable.
36. La Cour vient de constater, sous l’angle de l’article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par le requ?rant n’est pas conforme au principe de l?galit?. Eu ?gard aux motifs l’ayant amen?e ? ce constat de violation (paragraphes 29 ? 32 ci-dessus), elle estime qu’il n’y a pas lieu d’examiner s’il y a eu, en l’esp?ce, violation de l’article 6 ? 1 (voir, a contrario, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 et ?? 132 – 133, CEDH 2006).
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
37. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
38. La Cour constate que dans le formulaire de requ?te le requ?rant r?clamait un d?dommagement pour le pr?judice moral et mat?riel subis.
39. Aucun chiffre n’a toutefois ?t? indiqu? dans le d?lai imparti par l’article 60 du r?glement de la Cour. Par ailleurs, la Cour estime que l’application de l’article 41, dans les circonstances de l’affaire, n’appelle pas un examen d’office. Partant, la Cour estime qu’il n’y a pas lieu d’octroyer de somme au titre de l’article 41 (voir, parmi d’autres, Cardarelli c. Italie du 27 f?vrier 1992, s?rie A no 229-G, p. 75, ? 19, Willekens c. Belgique, no 50859/99, ? 27, 24 avril 2003, Van Rossem c. Belgique, no 41872/98, ? 53, 9 d?cembre 2004, et Viola c. Italie, no 8316/02, ? 60, 29 juin 2006).
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu’il n’y a pas lieu d’examiner le grief tir? de l’article 6 ? 1 de la Convention.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 26 octobre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupančič
Greffier Pr?sident

ARR?T IPPOLITI c. ITALIE

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