AFFAIRE GROSSI ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE GROSSI ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 35, 29, P1-1
Numero: 18791/03/2006
Stato: Italia
Data: 2006-07-06 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata

TERZA SEZIONE
CAUSA GROSSI ED ALTRI C. ITALIA
( Richiesta no 18791/03)
SENTENZA
STRASBURGO
6 luglio 2006
DEFINITIVO
06/10/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Grossi ed altri c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta di:
SIGG.. B.M. Zupančič, presidente,
J. Hedigan, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. Davide Th?r Bj?rgvinsson, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,
ed il Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 15 giugno 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 18791/03) diretta contro la Repubblica italiana e in cui nove cittadini di questo Stato, Sigg.. G. G., V.e D. M., la Sig.ra O. M., il Sig. G. M., le Sig.re N. M. ed A. R. D. M., il Sig. S. Grossi e la Sig.ra M. S. G. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 12 giugno 2003 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dai Sig. R. B. e B. F., avvocati a Sora. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I.M. Braguglia, dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. L? 8 giugno 2005, la Corte ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che venissero esaminate allo stesso tempo l’ammissibilit? e la fondatezza della causa.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1924, 1927, 1935, 1962, 1974, 1963, 1931, 1957 e 1961 e risiedono rispettivamente ad Udine, Cassino, Frosinone, e Toronto, (Canada). I tre ultimi richiedenti sono gli eredi di L. G., deceduto nel 1998.
5. I primi sei richiedenti e L.G. erano comproprietari di un terreno di 9 985 metri quadrati ubicati a Cassino e registrato al catasto (foglio 25, appezzamenti 9, 14, 248, 252, 253 e 255).
6. Da un’ordinanza del 24 novembre 1975, la “Banca per il Sud della Francia”, Annull? per egli Mezzogiorno, approv? il progetto di costruzione di una strada su questo terreno.
7. Da un’ordinanza del 14 maggio 1976, il prefetto di Frosinone autorizz? la municipalit? di Cassino ad occupare di emergenza il terreno, per un periodo massimale di due anni, in vista della sua espropriazione a causa di utilit? pubblica.
8. Ad una data non precisata, la municipalit? procedette all’occupazione materiale del terreno ed inizi? i lavori di costruzione.
9. Tramite una lettera del 29 aprile 1993, i primi sei richiedenti e L.G, inviarono alla municipalit? un’ingiunzione per pagare un’indennit? di espropriazione. La municipalit? non diede seguito a questa domanda.
10. Tramite un atto di assegnazione notificato il 10 settembre 1997, i primi cinque richiedenti e L. G. introdussero un’azione in danno-interessi contro la municipalit? dinnanzi al tribunale di Cassino.
11. Tramite un atto del 8 ottobre 1998, il sesto richiedente si costitu? parte nel procedimento dinnanzi al tribunale di Cassino.
12. Durante il procedimento, il tribunale ordin? una perizia. Nel suo rapporto del 22 novembre 2000, il perito indic? che non era possibile determinare le date di inizio e di fine dei lavori, che non essendo disponibile la pertinente documentazione presso gli uffici della municipalit? di Cassino e presso quelli della Prefettura di Frosinone.
13. Da un giudizio depositato alla cancelleria il 2 novembre 2001, il tribunale di Cassino constat? che l’occupazione del terreno era diventata illegale a contare del 14 maggio 1978 e che una strada di interesse pubblico era stata costruita. Dichiar? che nella mancanza di un decreto di espropriazione, la propriet? del terreno era passata all’amministrazione in virt? del principio dell’espropriazione indiretta al momento della scadenza del termine di occupazione autorizzata, ossia il 14 maggio 1978. I protagonisti non potevano pretendere un’indennit? di espropriazione, non essendo stato regolare il procedimento di espropriazione, ma al risarcimento corrispondente all’espropriazione indiretta. Tuttavia, il diritto al pagamento dell’indennit? di occupazione ed il diritto al risarcimento era sottoposto ad un termine di prescrizione di cinque anni, e c’era luogo di considerare che questo termine aveva cominciato a decorrere il 14 maggio 1978. Ora, gli interessati avendo inviato un’ingiunzione alla municipalit? solamente il 29 aprile 1993, i loro diritti ad un risarcimento ed al pagamento dell’indennit? di occupazione erano prescritti.
14. Questa decisione del tribunale di Cassino acquist? forza di cosa giudicata il 18 dicembre 2002.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
15. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
16. I richiedenti adducono essere stati privati dei loro beni nelle circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
17. Il Governo solleva un’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interni.
Fa valere innanzitutto che i richiedenti non hanno chiesto di danno-interessi dinnanzi al tribunale di Cassino, limitandosi ad iniziare un procedimento che mira ad ottenere il pagamento dell’indennit? di espropriazione e dell’indennit? di occupazione.
Il Governo osserva che la situazione di cui i richiedenti si lamentano deriva in particolare oggi della loro scelta di non interporre appello. La corte di appello avrebbe potuto affermare che il diritto dei richiedenti non era prescritto il 14 maggio 1978 con la fine dell’occupazione legittima e considerare che il termine di prescrizione aveva cominciato a decorrere a contare della fine dei lavori di interesse pubblico.
18. I richiedenti oppongono eccetto no-esaurimento e fanno valere, da una parte, che hanno chiesto dei danno-interessi dinnanzi al tribunale di Cassino e, altro parte, che un’azione in appello non avrebbe ovviato alla situazione denunciata. Ricordano che l’obbligo di esaurire le vie di ricorso interni imponga l’utilizzazione di ricorso che ? adeguato ed effettivi e che il sistema giuridico italiano non contempla dei tali rimedi in caso di espropriazione indiretta. Notano che nelle sentenze no 5902/2003 (sentenza resa in camere riunite), 6853/2003, 11096/2004 e 3033/2005, la Corte di cassazione ha stimato che l’espropriazione indiretta non reca offesa al diritto di propriet? degli individui e non costituire una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Nel caso di specifico, secondo i richiedenti, il Governo non ha dimostrato che interporre appello avrebbe permesso loro di ottenere il pagamento di danno-interessi.
19. La Corte constata, in ogni caso che alla luce dell’insieme degli argomenti delle parti, l’eccezione ? legata strettamente in fondo alla richiesta e decida di unirla a questo. La Corte constata che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione e non urtarti a nessuno altro motivo di irricevibilit?.
B. Nel merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
20. Il Governo fa osservare che, nel caso di specifico, si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui nessuna ordinanza di espropriazione non ? stata adottata.
21. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? stato rimesso in causa dalle giurisdizioni nazionali.
22. Secondariamente, la privazione del bene come risultante dell’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. L? ulteriore giurisprudenza avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e dalla legge di bilancio no 662 del 1996.
23. Il Governo ne conclude che a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
24. A questo riguardo, il Governo ricorda che la giurisprudenza della Corte ha riconosciuto che la nozione di legge comprende i principi generali enunciati o implicati da lei (Winterwerp c. Paesi Bassi, sentenza del 24 ottobre 1979, serie Ha no 33 ? 45, Kruslin c. Francia no11801/85, sentenza del 24 aprile 1990 serie Ha no 176-ha, Huvig c. Francia no11105/84, sentenza del 24 aprile 1990 serie a no 176-B, Maestri c. Italia [GC], no39748/98, CEDH 2004-I, e N. F. c. Italia, no 37119/97, 2 agosto 2001) cos? come del diritto no scritto (Sunday Time c. Regno Unito (no1), sentenza del 26 aprile 1979, serie a no 30, ? 47).
25. Segue che la giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione non potrebbe essere esclusa della nozione di legge al senso della Convenzione.
26. Il Governo ricorda che nel causa Forrer-Niedenthal c. Germania, sentenza del 20 febbraio 2003, la Corte ha considerato una legge tedesca del 1997 come sufficiente, malgrado la sua imprevedibilit? manifesta, per fornire una base legale alle decisioni che hanno privato il richiedente di ogni protezione contro l’attentato portato alla sua propriet?. Chiede alla Corte di seguire lo stesso approccio per la presente causa.
27. Trattandosi della qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un’ordinanza di espropriazione non sia stata pronunciata ? in s? una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
28. Tuttavia, tenuto conto del fatto che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile dalla costruzione di un lavoro di utilit? pubblica, la restituzione del terreno non ? pi? possibile.
29. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, tendendo a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) ed ? rispondente all’utilit? pubblica.
30. In quanto all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra i sacrifici imposto agli individui ed il compenso concesso a questi, il Governo riconosce che l’amministrazione ? tenuta di indennizzare gli interessati.
31. Tenuto conto del fatto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo, l’indennizzo pu? essere inferiore al danno subito.
32. La determinazione dell’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. Il Governo ricorda inoltre che l’indennit? come plafonata dalla legge in causa ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stata accordata se l’espropriazione fosse stata regolare.
33. Alla luce di queste considerazioni e riferendosi alle cause Ogis-istituto Stanislas, Ogec St Gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia ( richieste numero 42219/98 e 54563/00) ed alla causa B?ck c. Finlandia (no 37598/97) 20 luglio 2004, il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato e che la situazione denunciata ? compatibile ad ogni punto di vista con l’articolo 1 del Protocollo no 1.
b) I richiedenti,
34. I richiedenti ricordano che sono stati privati del loro bene in virt? del principio dell’espropriazione indiretta e chiedono alla Corte di dichiarare che l’espropriazione del terreno non ? conforme al principio di legalit?. Riferendosi ai sentenze Belvedere Alberghiera c. Italia (no 31524/96, 30 maggio 2000, CEDH 2000-VI) e Carbonara e Ventura c. Italia,no 24638/94, 30 maggio 2000, CEDH 2000-VI) osservano che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquistare un bene in ogni illegalit?, ci? che non ? ammissibile in un Stato di diritto.
35. Infine, in quanto all’indennizzo, i richiedenti osservano che non c’? stato “risarcimento” del danno subito in ragione dell’applicazione retroattiva del termine di prescrizione.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
36. La Corte ricorda al primo colpo che ha unito al merito l’eccezione del Governo derivato della non-esaurimento delle vie di ricorso interni.
37. Nota poi che per determinare se c’? stata “privazione di beni” bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Alla Convenzione che mira a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione equivaleva ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie a no 52, pp. 24-25, ? 63).
38. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale di Cassino ha considerato i richiedenti come essendo privati del loro bene a contare dal momento in cui il terreno era stato trasformato irreversibilmente dai lavori di costruzione. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che il giudizio del tribunale ha avuto per effetto di privare i richiedenti del loro bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura precitato, ? 61, e Brumărescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
39. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1, una tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitato, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire che quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
40. Da allora, la Corte non stima opportuno di fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore dei richiedenti non ha avuto luogo (Carbonara, precitato, ? 62).
b)Sul rispetto del principio di legalit?
41. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4) no 67196/01, 11 ottobre 2005), secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? al motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dale illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
42. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale ha considerato i richiedenti privati del loro bene a contare dal momento in cui l’occupazione aveva smesso di essere autorizzata, essendo collegate le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruito. Ora, nella mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente dalla decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come essendo stato applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, i richiedenti non hanno avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 18 dicembre 2002, data alla quale il giudizio del tribunale di Cassino ? diventato definitivo.
43. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di derivare partito di un’occupazione di terreno illegale. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare il terreno al disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra altri, senza che un’indennit? sia messa parallelamente a disposizione degli interessati.
44. Trattandosi dell’indennit?, la Corte constata che l’applicazione retroattiva del termine di prescrizione di cinque anni al caso specifico ha avuto per effetto di privare i richiedenti di ogni risarcimento del danno subito.
45. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni dei richiedenti dunque.
46. Da allora, non potendo essere considerata l’eccezione di non-esaurimento, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SU L’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
47. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
48. Trattandosi del danno materiale, i richiedenti richiedono un indennizzo a concorrenza del valore venale del terreno. Inoltre, sollecitano una somma che possa indennizzarli per la mancanza di guadagno cos? come il versamento di un’indennit? per non-godimento del terreno durante il periodo di occupazione autorizzata. Infine, i richiedenti chiedono ad essere risarciti del danno che deriva del frazionamento dei terreni di cui sono ancora proprietari che risulta dall’espropriazione indiretta del terreno controverso.
49. In quanto al danno morale, i richiedenti sollecitano una somma di almeno 20 000 EUR ciascuno.
50. Infine, i richiedenti chiedono il rimborso degli oneri di procedimento incorsi dinnanzi alla Corte, che ammontano a 15 000 EUR, aumentati della tassa sul valore aggiunto (IVA) e dei contributi alla Cassa di previdenza degli avvocati (CPA).
51. Il Governo osserva che le pretese dei richiedenti a titolo del danno materiale sono sproporzionate e sono fondate su dei criteri non chiari.
52. Trattandosi di danno morale, il Governo sostiene che un tale danno dipende dalla durata eccessiva del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Di conseguenza, il versamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo ? subordinata all’esaurimento del rimedio Pinto che non ha avuto luogo nello specifico. Ad ogni modo, il Governo stima che la somma richiesta dai richiedenti ? eccessiva.
53. In quanto agli oneri di procedimento, il Governo sostiene che la somma chiesta ? eccessiva e legata comunque ad una lagnanza privata di fondamento.
54. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta accettabile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato; perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad inviargli per iscritto, nel termine di tre mesi a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a dargli cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 6 luglio 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupančič Cancelliere Pr?sident

SENTENZA GROSSI ED ALTRI C. ITALIA

SENTENZA GROSSI ED ALTRI C. ITALIA

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISI?ME SECTION

AFFAIRE GROSSI ET AUTRES c. ITALIE

(Requ?te no 18791/03)

ARR?T

STRASBOURG

6 juillet 2006

D?FINITIF

06/10/2006

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Grossi et autres c. Italie,

La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :

MM. B.M. Zupančič, pr?sident,
J. Hedigan,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. David Th?r Bj?rgvinsson,
Mme I. Ziemele, juges,
et M. V. Berger, greffier de section,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 15 juin 2006,

Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :

PROC?DURE

1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 18791/03) dirig?e contre la R?publique italienne et dont neuf ressortissants de cet ?tat, MM. G. G., V. et D. M., Mme O. M.i, M. G. M., Mmes N. M. et A. R. D. M., M. S. G et Mme M. S. G.i (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 12 juin 2003 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).

2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Mes R. B. et B. Forte, avocats ? Sora. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I.M. Braguglia, par son coagent, M. F. Crisafulli, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.

3. Le 8 juin 2005, la Cour a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant de l?article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.

EN FAIT

I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE

4. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1924, 1927, 1935, 1962, 1974, 1963, 1931, 1957 et 1961 et r?sident respectivement ? Udine, Cassino (Frosinone) et Toronto (Canada). Les trois derniers requ?rants sont les h?ritiers de L. G., d?c?d? en 1998.

5. Les six premiers requ?rants et L.G. ?taient copropri?taires d?un terrain de 9 985 m?tres carr?s sis ? Cassino et enregistr? au cadastre, feuille 25, parcelles 9, 14, 248, 252, 253 et 255.

6. Par un arr?t? du 24 novembre 1975, la ? Banque pour le Midi ? (Cassa per il Mezzogiorno) approuva le projet de construction d?une route sur ce terrain.

7. Par un arr?t? du 14 mai 1976, le pr?fet de Frosinone autorisa la municipalit? de Cassino ? occuper d?urgence le terrain, pour une p?riode maximale de deux ans, en vue de son expropriation pour cause d?utilit? publique.

8. A une date non pr?cis?e, la municipalit? proc?da ? l?occupation mat?rielle du terrain et entama les travaux de construction.

9. Par une lettre du 29 avril 1993, les six premiers requ?rants et de L.G., adress?rent ? la municipalit? une injonction de payer une indemnit? d?expropriation. La municipalit? ne donna pas suite ? cette demande.

10. Par un acte d?assignation notifi? le 10 septembre 1997, les cinq premiers requ?rants et L. G. introduisirent une action en dommages-int?r?ts ? l?encontre de la municipalit? devant le tribunal de Cassino.

11. Par un acte du 8 octobre 1998, la sixi?me requ?rante se constitua partie ? la proc?dure devant le tribunal de Cassino.

12. Au cours de la proc?dure, le tribunal ordonna une expertise. Dans son rapport du 22 novembre 2000, l?expert indiqua qu?il n??tait pas possible de d?terminer les dates de d?but et de fin des travaux, la documentation pertinente n??tant pas disponible aupr?s des bureaux de la municipalit? de Cassino et de ceux de la Pr?fecture de Frosinone.

13. Par un jugement d?pos? au greffe le 2 novembre 2001, le tribunal de Cassino constata que l?occupation du terrain ?tait devenue ill?gale ? compter du 14 mai 1978 et qu?une route d?int?r?t public y avait ?t? construite. Il d?clara qu?en l?absence d?un d?cret d?expropriation, la propri?t? du terrain ?tait pass?e ? l?administration en vertu du principe de l?expropriation indirecte au moment de l?expiration du d?lai d?occupation autoris?e, ? savoir le 14 mai 1978. Les acteurs ne pouvaient pas pr?tendre ? une indemnit? d?expropriation, la proc?dure d?expropriation n?ayant pas ?t? r?guli?re, mais au d?dommagement correspondant ? l?expropriation indirecte. Toutefois, le droit au paiement de l?indemnit? d?occupation et le droit au d?dommagement ?taient soumis ? un d?lai de prescription de cinq ans, et il y avait lieu de consid?rer que ce d?lai avait commenc? ? courir le 14 mai 1978. Or, les int?ress?s ayant adress? une injonction ? la municipalit? seulement le 29 avril 1993, leurs droits ? un d?dommagement et au paiement de l?indemnit? d?occupation ?taient prescrits.

14. Cette d?cision du tribunal de Cassino acquit force de chose jug?e le 18 d?cembre 2002.

II. LE DROIT INTERNE PERTINENT

15. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l?arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).

EN DROIT

I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1

16. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leurs biens dans des circonstances incompatibles avec l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :

? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.

Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?

A. Sur la recevabilit?

17. Le Gouvernement soul?ve une exception de non-?puisement des voies de recours internes.

Il fait valoir tout d?abord que les requ?rants n?ont pas demand? de dommages-int?r?ts devant le tribunal de Cassino, en se limitant ? entamer une proc?dure visant ? obtenir le paiement de l?indemnit? d?expropriation et de l?indemnit? d?occupation.

Le Gouvernement observe que la situation dont les requ?rants se plaignent aujourd?hui d?coule notamment de leur choix de ne pas interjeter appel. La cour d?appel aurait pu affirmer que le droit des requ?rants n??tait pas prescrit le 14 mai 1978 avec la fin de l?occupation l?gitime et consid?rer que le d?lai de prescription avait commenc? ? courir ? compter de la fin des travaux d?int?r?t public.

18. Les requ?rants s?opposent ? l?exception de non-?puisement et font valoir, d?une part, qu?ils ont demand? des dommages-int?r?ts devant le tribunal de Cassino et, d?autre part, qu?une action en appel n?aurait pas rem?di? ? la situation d?nonc?e. Ils rappellent que l?obligation d??puiser les voies de recours internes impose l?utilisation de recours qui sont ad?quats et effectifs et que le syst?me juridique italien ne pr?voit pas de tels rem?des en cas d?expropriation indirecte. Ils notent que dans les arr?ts no 5902/2003 (arr?t rendu en chambres r?unies), 6853/2003, 11096/2004 et 3033/2005, la Cour de cassation a estim? que l?expropriation indirecte ne porte pas atteinte au droit de propri?t? des particuliers et ne constitue pas une violation de l?article 1 du Protocole no 1. Dans le cas d?esp?ce, selon les requ?rants, le Gouvernement n?a pas d?montr? qu?interjeter appel leur aurait permis d?obtenir le paiement de dommages-int?r?ts.

19. La Cour constate, en tout cas, qu?? la lumi?re de l?ensemble des arguments des parties, l?exception est ?troitement li?e au fond de la requ?te et d?cide de la joindre ? celui-ci. La Cour constate que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention et ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?.

B. Sur le fond

1. Th?ses des parties

a) Le Gouvernement

20. Le Gouvernement fait observer que, dans le cas d?esp?ce, il s?agit d?une occupation de terrain dans le cadre d?une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d?utilit? publique. Il admet que la proc?dure d?expropriation n?a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun arr?t? d?expropriation n?a ?t? adopt?.

21. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n?a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.

22. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l?expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l?arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.

23. Le Gouvernement en conclut qu?? partir de 1983, les r?gles de l?expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.

24. A cet ?gard, le Gouvernement rappelle que la jurisprudence de la Cour a reconnu que la notion de loi comprend les principes g?n?raux ?nonc?s ou impliqu?s par elle (Winterwerp c. Pays-Bas, arr?t du 24 octobre 1979, s?rie A no 33 ? 45, Kruslin c. France no11801/85, arr?t du 24 avril 1990 s?rie A no 176-A, Huvig c. France no11105/84, arr?t du 24 avril 1990 s?rie A no 176-B, Maestri c. Italie [GC], no39748/98, CEDH 2004 ? I, et N. F. c. Italie, no 37119/97, 2 ao?t 2001) ainsi que du droit non ?crit (Sunday Times c. Royaume-Uni (no1), arr?t du 26 avril 1979, s?rie A no 30, ? 47).

25. Il s?ensuit que la jurisprudence consolid?e de la Cour de cassation ne saurait ?tre exclue de la notion de loi au sens de la Convention.

26. Le Gouvernement rappelle que dans l?affaire Forrer-Niedenthal c. Allemagne (arr?t du 20 f?vrier 2003), la Cour a consid?r? une loi allemande de 1997 comme suffisante, malgr? son impr?visibilit? manifeste, pour fournir une base l?gale aux d?cisions qui ont priv? la requ?rante de toute protection contre l?atteinte port?e ? sa propri?t?. Il demande ? la Cour de suivre la m?me approche pour la pr?sente affaire.

27. S?agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu?un arr?t? d?expropriation n?ait pas ?t? prononc? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.

28. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible par la construction d?un ouvrage d?utilit? publique, la restitution du terrain n?est plus possible.

29. Le Gouvernement d?finit l?expropriation indirecte comme le r?sultat d?une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l?int?r?t g?n?ral l?emporte sur l?int?r?t des particuliers, lorsque l?ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et qu?il r?pond ? l?utilit? publique.

30. Quant ? l?exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? aux particuliers et la compensation octroy?e ? ceux-ci, le Gouvernement reconna?t que l?administration est tenue d?indemniser les int?ress?s.

31. Compte tenu de ce que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l?ill?galit? commise par l?administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative, l?indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi.

32. La fixation du montant de l?indemnit? en cause rentre dans la marge d?appr?ciation laiss?e aux Etats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. Le Gouvernement rappelle en outre que l?indemnit? telle que plafonn?e par la loi en cause est en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l?expropriation avait ?t? r?guli?re.

33. A la lumi?re de ces consid?rations et en se r?f?rant aux affaires Ogis?Institut Stanislas, Ogec St. Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (requ?tes nos 42219/98 et 54563/00) et ? l?affaire B?ck c. Finlande, no 37598/97, 20 juillet 2004), le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect? et que la situation d?nonc?e est compatible ? tous points de vue avec l?article 1 du Protocole no 1.

b) Les requ?rants

34. Les requ?rants rappellent qu?ils ont ?t? priv?s de leur bien en vertu du principe de l?expropriation indirecte et demandent ? la Cour de d?clarer que l?expropriation du terrain n?est pas conforme au principe de l?galit?. Se r?f?rant aux arr?ts Belvedere Alberghiera c. Italie (no 31524/96, 30 mai 2000, CEDH 2000-VI) et Carbonara et Ventura c. Italie (no 24638/94, 30 mai 2000, CEDH 2000-VI), ils observent que l?expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l?autorit? publique d?acqu?rir un bien en toute ill?galit?, ce qui n?est pas admissible dans un Etat de droit.

35. Enfin, quant ? l?indemnisation, les requ?rants observent qu?il n?y a pas eu ? r?paration ? du pr?judice subi en raison de l?application r?troactive du d?lai de prescription.

2. Appr?ciation de la Cour

a) Sur l?existence d?une ing?rence

36. La Cour rappelle d?embl?e qu?elle a joint au fond l?exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes.

37. Elle note ensuite que pour d?terminer s?il y a eu ? privation de biens ? il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).

38. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, le tribunal de Cassino a consid?r? les requ?rants comme ?tant priv?s de leur bien ? compter du moment o? le terrain avait ?t? irr?versiblement transform? par les travaux de construction. A d?faut d?un acte formel d?expropriation, le constat d?ill?galit? de la part du juge est l??l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que le jugement du tribunal a eu pour effet de priver les requ?rants de leur bien au sens de la deuxi?me phrase de l?article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura pr?cit?, ? 61, et Brumărescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).

39. Pour ?tre compatible avec l?article 1 du Protocole no 1, une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d?utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L?ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d?examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu?il s?est av?r? que l?ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n??tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).

40. D?s lors, la Cour n?estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu?une r?paration int?grale en faveur des requ?rants n?a pas eu lieu (Carbonara, pr?cit?, ? 62).

b) Sur le respect du principe de l?galit?

41. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d?expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI, et Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l?expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu?elle n?est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu?elle permet en g?n?ral ? l?administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d?expropriation. En effet, dans tous les cas, l?expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l?administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l?administration, au b?n?fice de celle-ci.

42. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu?en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, le tribunal a consid?r? les requ?rants priv?s de leur bien ? compter du moment o? l?occupation avait cess? d??tre autoris?e, les conditions d?ill?galit? de l?occupation et d?int?r?t public de l?ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l?absence d?un acte formel d?expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n?est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l?on peut consid?rer le principe de l?expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l?acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, les requ?rants n?ont eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 18 d?cembre 2002, date ? laquelle le jugement du tribunal de Cassino est devenu d?finitif.

43. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l?administration de tirer parti d?une occupation de terrain ill?gale. En d?autres termes, l?administration a pu s?approprier le terrain au m?pris des r?gles r?gissant l?expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu?une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition des int?ress?s.

44. S?agissant de l?indemnit?, la Cour constate que l?application r?troactive du d?lai de prescription de cinq ans au cas d?esp?ce a eu pour effet de priver les requ?rants de toute r?paration du pr?judice subi.

45. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l?ing?rence litigieuse n?est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu?elle a donc enfreint le droit au respect des biens des requ?rants.

46. D?s lors, l?exception de non-?puisement ne pouvant pas ?tre retenue, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.

II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION

47. Aux termes de l?article 41 de la Convention,

? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?

48. S?agissant du pr?judice mat?riel, les requ?rants r?clament une indemnisation ? concurrence de la valeur v?nale du terrain. En outre, ils sollicitent une somme pouvant les indemniser pour le manque ? gagner ainsi que le versement d?une indemnit? pour non-jouissance du terrain pendant la p?riode d?occupation autoris?e. Enfin, les requ?rants demandent ? ?tre d?dommag?s du pr?judice d?coulant du fractionnement des terrains dont ils sont encore propri?taires, qui r?sulte de l?expropriation indirecte du terrain litigieux.

49. Quant au pr?judice moral, les requ?rants sollicitent une somme d?au moins 20 000 EUR chacun.

50. Enfin, les requ?rants demandent le remboursement des frais de proc?dure encourus devant la Cour, s??levant ? 15 000 EUR, augment?s de la taxe sur la valeur ajout?e (TVA) et des contributions ? la Caisse de pr?voyance des avocats (CPA).

51. Le Gouvernement observe que les pr?tentions des requ?rants au titre du pr?judice mat?riel sont disproportionn?es et sont fond?es sur des crit?res non clairs.

52. S?agissant du dommage moral, le Gouvernement soutient qu?un tel dommage d?pend de la dur?e excessive de la proc?dure devant les juridictions nationales. Par cons?quent, le versement d?une quelconque somme ? titre d?indemnisation est subordonn? ? l??puisement du rem?de Pinto, qui n?a pas eu lieu en l?esp?ce. En tout ?tat de cause, le Gouvernement estime que la somme r?clam?e par les requ?rants est excessive.

53. Quant aux frais de proc?dure, le Gouvernement soutient que la somme demand?e est excessive et de toute mani?re li?e ? un grief d?pourvu de fondement.

54. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rantes parviennent ? un accord.

PAR CES MOTIFS, LA COUR , ? L?UNANIMIT?,

1. D?clare la requ?te recevable ;

2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;

3. Dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ; en cons?quence,

a) la r?serve en entier ;

b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans le d?lai de trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;

c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.

Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 6 juillet 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.

Vincent Berger Bo?tjan M. Zupančič
Greffier Pr?sident

ARR?T GROSSI ET AUTRES c. ITALIE

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