AFFAIRE GIANAZZA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE GIANAZZA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 29, P1-1
Numero: 69878/01/2006
Stato: Italia
Data: 2006-10-05 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; soddisfazione equa riservata
TERZA SEZIONE
CAUSA GIANAZZA C. ITALIA
( Richiesta no 69878/01)
SENTENZA
STRASBURGO
5 ottobre 2006
DEFINITIVO
05/01/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Gianazza c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, E. Myjer, Davide Th?r Bj?rgvinsson, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,
e della Sig.ra F. Araci, greffi?re collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 14 settembre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 69878/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. F. G. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 8 maggio 2001 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato da il Sig. C. L. S., avvocato a Busto Arsizio. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia, e dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. Il 2 settembre 2004, la Corte, prima sezione, ha dichiarato la richiesta parzialmente inammissibile e ha deciso di comunicare le lagnanze derivate dagli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 ? 1 della Convenzione, equit? del procedimento, al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni, articolo 25 ? 1 dell’ordinamento. La presente richiesta ? stata assegnata alla terza sezione cos? ricomposta, articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1919 e ha risieduto a Parabiago (Milano).
6. Era proprietario di un terreno di 3 290 metri quadrati ubicati a San Vittore Olona (Milano).
7. Con un’ordinanza del 3 febbraio 1982, la municipalit? di San Vittore Olona autorizz? l’occupazione di suddetto terreno per un periodo massimale di cinque anni in vista di costruire degli edifici residenziali. Il 3 marzo 1982, il terreno fu occupato materialmente ed i lavori di costruzione furono iniziati.
8. Con un atto notificato il 14 marzo 1987, il richiedente cit? la municipalit? di San Vittore Olona a comparire dinnanzi al tribunale di Milano. Fece valere che l’occupazione proseguiva al di l? del periodo autorizzato senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale del terreno. Chiese la restituzione del suo bene ed un risarcimento.
9. La municipalit? si costitu? nel procedimento ed eccep? in particolare che l’occupazione rimaneva legittima, perch? il termine iniziale di cinque anni era stato prorogato ex lege.
10. Il 18 luglio 1989, il tribunale ordin? una perizia tecnica che mirava a stabilire il valore del terreno controverso. Nel suo rapporto depositato il 24 giugno 1990, il perito nominato d? ufficio afferm? che la superficie del terreno del richiedente era di 3 812,27 metri quadrati e concluse che il valore di questo al momento dell’occupazione era compreso tra 80 000 e 42 000 ITL per metro quadrato.
11. Con un giudizio del 30 giugno 1992, il tribunale fece diritto alla domanda di risarcimento del richiedente. Respinse innanzitutto l’eccezione della municipalit? ed afferm? che il termine autorizzato non poteva essere considerato come prorogato in mancanza di una decisione dell’amministrazione.
Inoltre, il tribunale fiss? il valore del terreno al momento dell’occupazione a 70 000 ITL/m? e condann? la municipalit? a pagare al richiedente la somma di 266 865 900 ITL per la perdita della propriet? del terreno e di 3 500 000 ITL per la perdita della propriet? di edifici costituenti degli accessori di questo. Queste somme dovevano essere attualizzate e dovevano essere aumentate di interessi.
12. Il 9 febbraio 1993, la municipalit? di San Vittore Olona interpose appello dinnanzi alla corte di appello di Milano.
13. Con una sentenza non definitiva del 21 febbraio 1995, questa ultima riform? parzialmente il giudizio di prima istanza.
La corte di appello afferm? che il termine inizialmente fissato per l’occupazione era stato prorogato ex lege per effetto dell’entrata in vigore della legge no 42 del 1985 ed era terminato il 3 marzo 1990. Di conseguenza, nella stessa occasione, ordin? una nova perizia che mirava a calcolare il valore commerciale del terreno controverso in questa ultimo data che costituiva il momento in cui l’occupazione era diventata illecita.
14. Secondo il rapporto del perito, depositato il 20 luglio 1995, il valore commerciale del terreno del richiedente nel marzo 1990 era di 496 411 500 ITL.
15. Nel frattempo, entr? in vigore la legge no 359 del 8 agosto 1992, che prevedeva al suo articolo 5 bis dei nuovi criteri di indennizzo per l’espropriazione di terreni edificabili.
16. Con una sentenza no 369 del 1996, la Corte costituzionale dichiar? questa disposizione incostituzionale. Il 23 dicembre 1996 entr? in vigore la legge di bilancio no 662 del 1996, che modificava la disposizione dichiarata incostituzionale e disponeva che l’indennizzo integrale non poteva essere accordato per un’occupazione di terreno che aveva avuto luogo prima del 30 settembre 1996.
17. Con un’ordinanza del 27 maggio 1997, la corte di appello di Milano dispose una nuova perizia che teneva conto di suddette modifiche legislative.
18. Con una sentenza del 23 giugno 1998, la corte di appello condann? la municipalit? di San Vittore Olona a pagare al richiedente la somma di 273 191 133 ITL a titolo di indennizzo per la perdita del terreno.
19. Il 12 febbraio 1999, il richiedente ricorse in cassazione. Fece valere tra l?altro che l’importo dell’indennit? doveva essere rivalutato.
20. Con una sentenza del 27 settembre 2000, la Corte di cassazione annull? parzialmente la sentenza della corte di appello. Facendo diritto alla domanda del richiedente, la Corte di cassazione rinvi? la causa alla corte di appello di Milano per la rivalutazione dell’importo dell’indennit? in data della decisione giudiziale.
21. Con un atto del 7 maggio 2001, il richiedente riassegn? la municipalit? dinnanzi alla corte di appello di Milano.
In seguito, quando il procedimento era pendente dinnanzi alla corte di appello, la municipalit? accett? di pagare al richiedente l’importo la somma dovuta a titolo di indennit?, calcolata ai termini della legge no 662 di 1996, rivalutata secondo le indicazioni fissate dalla Corte di cassazione.
22. Con una decisione del 13 marzo 2003, il giudice istruttore ordin? che il procedimento fosse cancellato del ruolo.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
23. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
24. Il richiedente adduce essere stato privato del suo terreno nelle circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
25. Il Governo eccepisce del superamento del termine di sei mesi. Sostiene che questa lagnanza ? tardiva nella misura in cui ? stata introdotta sei mesi dopo la sentenza non definitiva del 21 febbraio 1995, facendo stato del trasferimento dei terreni controversi.
Il Governo ? del parere che questo giudizio costituisce la “decisione interna definitiva” a contare della quale il termine di sei mesi contemplati all’articolo 35 della Convenzione ha cominciato a decorrere.
26. La Corte ricorda che ha respinto un’eccezione similare nella causa Guiso-Gallisay c. Italia (no 58858/00, d?c,). del 2 settembre 2004. Considera che, conformemente alla sua giurisprudenza (Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI, ? 69, e Donati c. Italia, no 63242/00, decisione del 13 maggio 2004 e nella sentenza, ? 62) ? infatti anche solamente con la decisione definitiva che il principio dell’espropriazione indiretta deve passare per applicato. Stima che nello specifico la decisione definitiva ? quella del 13 marzo 2003, in quanto ha messo fine al procedimento dinnanzi alla corte di appello di Milano. Quindi, il termine di sei mesi ? cominciato a decorrere da questa data.
27. Segue che l’eccezione non potrebbe essere considerata. La Corte rileva peraltro che questa lagnanza non cozza contro nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
28. Il Governo fa osservare che, nel caso specifico, si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui non ? stata adottata nessuna ordinanza di espropriazione.
29. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? stato rimesso in causa dalle giurisdizioni nazionali.
30. Secondariamente, la privazione del bene come risultato dell’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e dalla legge di bilancio no 662 del 1996.
31. Il Governo conclude che a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
32. Il Governo ricorda che nella causa Forrer-Niedenthal c. Germania, sentenza del 20 febbraio 2003, la Corte ha considerato una legge tedesca del 1997 come sufficiente, malgrado la sua imprevedibilit? manifesta, per fornire una base legale alle decisioni che avevano privato il richiedente di ogni protezione contro l’attentato portato alla sua propriet?. Chiede alla Corte di seguire lo stesso approccio per la presente causa.
33. Per ci? che riguarda la qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un’ordinanza di espropriazione non sia stata pronunciata ? in s? una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
34. Tuttavia, tenuto conto del fatto che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile dalla costruzione di un lavoro di utilit? pubblica, la restituzione del terreno non ? pi? possibile.
35. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, tendendo a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che risponda all’utilit? pubblica.
36. In quanto all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra i sacrifici imposti agli individui ed il compenso concesso a questi, il Governo riconosce che l’amministrazione ? tenuta di indennizzare gli interessati.
37. Tenuto conto del fatto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo, l’indennizzo pu? essere inferiore al danno subito.
38. La determinazione dell’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. Il Governo ricorda inoltre che l’indennit? come plafonata dalla legge di bilancio no 662 del 1996 ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stato accordato se l’espropriazione fosse stata regolare.
39. Alla luce di queste considerazioni e riferendosi in particolare alle cause OGIS-istituto Stanislas, OGEC Santo-gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia, i nostri 42219/98 e 54563/00, 27 maggio 2004, e B?ck c. Finlandia (no 37598/97, 20 luglio 2004,) il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato e che la situazione denunciata ? compatibile sotto ogni punto di vista con l’articolo 1 del Protocollo no 1.
b)Il richiedente,
40. Riferendosi alla giurisprudenza della Corte in materia di espropriazione indiretta, il richiedente osserva che l’applicazione del principio dell’espropriazione indiretta al suo caso non ? conforme al principio della preminenza del diritto.
41. Denuncia poi una mancanza di chiarezza, di prevedibilit? e di precisione dei principi e delle disposizioni applicati alla sua causa.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
42. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione fosse equivalsa ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie Ano 52, pp. 24-25, ? 63).
43. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni interne hanno considerato il richiedente come privato del suo bene a contare dalla data di scadenza del termine di occupazione autorizzata. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che la sentenza della corte di appello di Milano ha avuto per effetto di privare il richiedente del suo bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura precitato, ? 61, e Brumarescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
44. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1, una simile ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitato, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire solo quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
45. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore del richiedente non ha avuto luogo (Carbonara e Ventura, precitato, ? 62).
B) Sul rispetto del principio di legalit?
46. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? per il motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare di fatto una situazione che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
47. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni italiane hanno considerato il richiedente come privato del suo bene a contare dal momento in cui l’occupazione aveva smesso di essere autorizzata, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruiscono. Ora, in mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come essendo stato applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, il richiedente non ha avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 13 marzo 2003, data in cui il procedimento giudiziale ? stato chiuso definitivamente.
48. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di derivare partito di un’occupazione illegale di terreno. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare del terreno a disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra l?altro, senza che un’indennit? venisse messa in parallelo a disposizione dell’interessato.
49. Per ci? che riguarda l’indennit?, la Corte constata che l’applicazione retroattiva della legge no 662 del 1996 al caso di specifico ha avuto per effetto di privare il richiedente della possibilit? di ottenere risarcimento del danno subito.
50. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni del richiedente dunque.
51. Quindi, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
52. Il richiedente adduce che l’adozione e l’applicazione della legge no 662 del 23 dicembre 1996 al suo procedimento costituisca un’ingerenza legislativa contraria al suo diritto ad un processo equo come garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, disponi:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
A. Sull’ammissibilit?
53. Il Governo afferma che la richiesta ? stata introdotta tardivamente nella misura in cui il richiedente si lamenta che l’importo del risarcimento sia stato calcolato al senso della legge no 662 del 1996. Secondo il Governo, il termine di sei mesi contemplati all’articolo 35 della Convenzione ? cominciato a decorrere sia il 1 gennaio 1997, ossia in data dell’entrata in vigore di questa legge, o in data del deposito alla cancelleria della sentenza della Corte costituzionale no 148 del 26 aprile 1999 con la quale questa ultima giurisdizione ha confermato la legalit? della disposizione in questione. All’appoggio delle sue affermazioni, il Governo cita la causa Miconi c. Italia, Miconi c. Italia, (d?c.), no 66432/01, 6 maggio 2004.
54. Il richiedente si oppone alla tesi del Governo.
55. La Corte rinvia alle osservazioni sopra evolute all’epoca dell’esame dell’eccezione di inammissibilit? della lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo no 1. Nessuna ragione permette di giungere ad una conclusione differente rispetto alla presente eccezione. C’? luogo dunque di allontanare questa ultima.
B. Sul merito
56. Il Governo osserva che la legge controversa non ? stata adottata per influenzare la conclusione del procedimento intentato dal richiedente. Inoltre, l’applicazione di questa legge non avrebbe avuto ripercussioni negative per il richiedente. Ne conclude che l’applicazione della disposizione controversa alla causa del richiedente non solleva nessuno problema allo sguardo della Convenzione. All’appoggio delle sue tesi, il Governo si riferisce specificamente alle sentenze Forrer-Niedenthal c. Germania (no 47316/99, 20 febbraio 2003,) OGIS-istituto Stanislas, OGEC Santo-gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia (numero 42219/98 e 54563/00, 27 maggio 2004) e B?ck c. Finlandia (no 37598/97, CEDH 2004-VIII,).
57. La Corte ha appena constatato, sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la situazione denunciata dai richiedenti non ? conforme al principio di legalit?. Avuto riguardo ai motivi che hanno portato la Corte a questa constatazione di violazione, paragrafi 52 a 54 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione dell’articolo 6 ? 1 (vedere, a contrario, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 e ?? 132 – 133, CEDH 2006).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
58. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. ” ?
59. Il richiedente richiede a titolo di danno materiale 231 408,62 EUR, o la differenza tra il valore commerciale del terreno e l’importo riconosciuto dalle autorit? giudiziali per risarcimento, rivalutata ed abbinata di interessi. Chiede anche 72 669,60 EUR a titolo di indennit? per l’occupazione legittima.
60. Il richiedente sollecita inoltre 30 200 EUR a titolo di danno morale.
61. Infine, richiede 20 420, 25 EUR per oneri di procedimento dinnanzi alle autorit? nazionali e 16 537,50 EUR per oneri di procedimento dinnanzi alla Corte.
62. Il Governo contesta le pretese materiali dei richiedenti, tanto nel loro fondamento che nel loro importo, ed osserva che sono ad ogni modo eccessive e basate su dei calcoli erronei.
63. In quanto al danno morale, il Governo sostiene che simile danno dipende dalla durata eccessiva del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Di conseguenza, il versamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo ? subordinato all’esaurimento del rimedio Pinto che non ? stato provato nello specifico. Ad ogni modo, il Governo stima che la somma richiesta dai richiedenti ? eccessiva.
64. Infine, il Governo sostiene che le somme richieste dai richiedenti a titolo di oneri e spese sono eccessive e basate su dei calcoli erronei.
65. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza tratta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed il richiedente ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva ulteriore procedimento e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 5 ottobre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Fatos Araci Bo?tjan il Sig. Zupancic
Cancelliera collaboratrice Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE GIANAZZA c. ITALIE
(Requ?te no 69878/01)
ARR?T
STRASBOURG
5 octobre 2006
D?FINITIF
05/01/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Gianazza c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
E. Myjer,
David Th?r Bj?rgvinsson,
Mme I. Ziemele, juges,
et de Mme F. Araci, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 14 septembre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 69878/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. F. G. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 8 mai 2001 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? par Me C. L. S., avocat ? Busto Arsizio. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, et par son coagent, M. F. Crisafulli.
3. Le 2 septembre 2004, la Cour (premi?re section) a d?clar? la requ?te partiellement irrecevable et a d?cid? de communiquer les griefs tir?s des articles 1 du Protocole no 1 et 6 ? 1 de la Convention (?quit? de la proc?dure) au Gouvernement. Se pr?valant de l’article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
4. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la troisi?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
5. Le requ?rant est n? en 1919 et r?side ? Parabiago (Milan).
6. Il ?tait propri?taire d’un terrain de 3 290 m?tres carr?s sis ? San Vittore Olona (Milan).
7. Par un arr?t? du 3 f?vrier 1982, la municipalit? de San Vittore Olona autorisa l’occupation dudit terrain pour une p?riode maximale de cinq ans en vue de construire des b?timents r?sidentiels. Le 3 mars 1982, le terrain fut occup? mat?riellement et les travaux de construction furent entam?s.
8. Par un acte notifi? le 14 mars 1987, le requ?rant assigna la municipalit? de San Vittore Olona ? compara?tre devant le tribunal de Milan. Il fit valoir que l’occupation se poursuivait au-del? de la p?riode autoris?e sans qu’il f?t proc?d? ? l’expropriation formelle du terrain. Il demanda la restitution de son bien et un d?dommagement.
9. La municipalit? se constitua dans la proc?dure et excipa notamment que l’occupation demeurait l?gitime, car le d?lai initial de cinq ans avait ?t? prorog? ex lege.
10. Le 18 juillet 1989, le tribunal ordonna une expertise technique visant ? ?tablir la valeur du terrain litigieux. Dans son rapport d?pos? le 24 juin 1990, l’expert nomm? d’office affirma que la superficie du terrain du requ?rant ?tait de 3 812,27 m?tres carr?s et conclut que la valeur de celui-ci au moment de l’occupation ?tait comprise entre 80 000 et 42 000 ITL par m?tre carr?.
11. Par un jugement du 30 juin 1992, le tribunal fit droit ? la demande de d?dommagement du requ?rant. Il rejeta tout d’abord l’exception de la municipalit? et affirma que le d?lai autoris? ne pouvait pas ?tre consid?r? comme ?tant prorog? en l’absence d’une d?cision de l’administration.
En outre, le tribunal fixa la valeur du terrain au moment de l’occupation ? 70 000 ITL/m? et condamna la municipalit? ? payer au requ?rant les sommes de 266 865 900 ITL pour la perte de la propri?t? du terrain et de 3 500 000 ITL pour la perte de la propri?t? de b?timents constituant des accessoires de celui-ci. Ces sommes devaient ?tre actualis?es et major?es d’int?r?ts.
12. Le 9 f?vrier 1993, la municipalit? de San Vittore Olona interjeta appel devant la cour d’appel de Milan.
13. Par un arr?t non d?finitif du 21 f?vrier 1995, cette derni?re reforma partiellement le jugement de premi?re instance.
La cour d’appel affirma que le d?lai initialement fix? pour l’occupation avait ?t? prorog? ex lege par effet de l’entr?e en vigueur de la loi no 42 de 1985 et avait pris fin le 3 mars 1990. Par cons?quent, ? la m?me occasion, elle ordonna une nouvelle expertise visant ? calculer la valeur marchande du terrain litigieux ? cette derni?re date, qui constituait le moment o? l’occupation ?tait devenue illicite.
14. Selon le rapport de l’expert, d?pos? le 20 juillet 1995, la valeur marchande du terrain du requ?rant en mars 1990 ?tait de 496 411 500 ITL.
15. Entre-temps, entra en vigueur la loi no 359 du 8 ao?t 1992, pr?voyant ? son article 5 bis de nouveaux crit?res d’indemnisation pour l’expropriation de terrains constructibles.
16. Par un arr?t no 369 de 1996, la Cour constitutionnelle d?clara cette disposition inconstitutionnelle. Le 23 d?cembre 1996 entra en vigueur la loi budg?taire no 662 de 1996, modifiant la disposition d?clar?e inconstitutionnelle et disposant que l’indemnisation int?grale ne pouvait pas ?tre accord?e pour une occupation de terrain ayant eu lieu avant le 30 septembre 1996.
17. Par une ordonnance du 27 mai 1997, la cour d’appel de Milan disposa une nouvelle expertise tenant compte desdites modifications l?gislatives.
18. Par un arr?t du 23 juin 1998, la cour d’appel condamna la municipalit? de San Vittore Olona ? payer au requ?rant la somme de 273 191 133 ITL ? titre d’indemnisation pour la perte du terrain.
19. Le 12 f?vrier 1999, le requ?rant se pourvut en cassation. Il fit valoir entre autres que le montant de l’indemnit? devait ?tre r??valu?.
20. Par un arr?t du 27 septembre 2000, la Cour de cassation cassa partiellement l’arr?t de la cour d’appel. En faisant droit ? la demande du requ?rant, la Cour de cassation renvoya l’affaire ? la cour d’appel de Milan pour la r??valuation du montant de l’indemnit? ? la date de la d?cision judiciaire.
21. Par un acte du 7 mai 2001, le requ?rant r?assigna la municipalit? devant la cour d’appel de Milan.
Par la suite, lorsque la proc?dure ?tait pendante devant la cour d’appel, la municipalit? accepta de payer au requ?rant le montant la somme due ? titre d’indemnit?, calcul?e aux termes de la loi no 662 de 1996, r??valu?e selon les indications fix?es par la Cour de cassation.
22. Par une d?cision du 13 mars 2003, le juge d’instruction ordonna que la proc?dure f?t ray?e du r?le.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
23. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
24. Le requ?rant all?gue avoir ?t? priv? de son terrain dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
25. Le Gouvernement excipe du d?passement du d?lai de six mois. Il soutient que ce grief est tardif dans la mesure o? il a ?t? introduit six mois apr?s l’arr?t non d?finitif du 21 f?vrier 1995, faisant ?tat du transfert des terrains litigieux.
Le Gouvernement est de l’avis que ce jugement constitue la ? d?cision interne d?finitive ? ? compter de laquelle le d?lai de six mois pr?vu ? l’article 35 de la Convention a commenc? ? courir.
26. La Cour rappelle qu’elle a rejet? une exception similaire dans l’affaire Guiso-Gallisay c. Italie (no 58858/00, d?c. du 2 septembre 2004). Elle consid?re que, conform?ment ? sa jurisprudence (Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI, ? 69, et Donati c. Italie, no 63242/00, d?cision du 13 mai 2004 et ?galement dans l’arr?t, ? 62) ce n’est que par la d?cision d?finitive que le principe de l’expropriation indirecte doit passer pour effectivement appliqu?. Elle estime qu’en l’esp?ce la d?cision d?finitive est celle du 13 mars 2003, ayant mis fin ? la proc?dure devant la cour d’appel de Milan. D?s lors, le d?lai de six mois a commenc? ? courir ? cette date.
27. Il s’ensuit que l’exception ne saurait ?tre retenue. La Cour rel?ve par ailleurs que ce grief ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
28. Le Gouvernement fait observer que, dans le cas d’esp?ce, il s’agit d’une occupation de terrain dans le cadre d’une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d’utilit? publique. Il admet que la proc?dure d’expropriation n’a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun arr?t? d’expropriation n’a ?t? adopt?.
29. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n’a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.
30. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l’expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l’expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l’arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.
31. Le Gouvernement en conclut qu’? partir de 1983, les r?gles de l’expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.
32. Le Gouvernement rappelle que dans l’affaire Forrer-Niedenthal c. Allemagne (arr?t du 20 f?vrier 2003), la Cour a consid?r? une loi allemande de 1997 comme suffisante, malgr? son impr?visibilit? manifeste, pour fournir une base l?gale aux d?cisions qui avaient priv? la requ?rante de toute protection contre l’atteinte port?e ? sa propri?t?. Il demande ? la Cour de suivre la m?me approche pour la pr?sente affaire.
33. S’agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu’un arr?t? d’expropriation n’ait pas ?t? prononc? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
34. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible par la construction d’un ouvrage d’utilit? publique, la restitution du terrain n’est plus possible.
35. Le Gouvernement d?finit l’expropriation indirecte comme le r?sultat d’une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l’int?r?t g?n?ral l’emporte sur l’int?r?t des particuliers, lorsque l’ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et qu’il r?pond ? l’utilit? publique.
36. Quant ? l’exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? aux particuliers et la compensation octroy?e ? ceux-ci, le Gouvernement reconna?t que l’administration est tenue d’indemniser les int?ress?s.
37. Compte tenu de ce que l’expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l’ill?galit? commise par l’administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative, l’indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi.
38. La fixation du montant de l’indemnit? en cause rentre dans la marge d’appr?ciation laiss?e aux Etats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. Le Gouvernement rappelle en outre que l’indemnit? telle que plafonn?e par la loi budgetaire no 662 de 1996 est en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l’expropriation avait ?t? r?guli?re.
39. A la lumi?re de ces consid?rations et en se r?f?rant notamment aux affaires OGIS-Institut Stanislas, OGEC Saint-Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (nos 42219/98 et 54563/00, 27 mai 2004) et B?ck c. Finlande (no 37598/97, 20 juillet 2004), le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect? et que la situation d?nonc?e est compatible ? tous points de vue avec l’article 1 du Protocole no 1.
b) Le requ?rant
40. Se r?f?rant ? la jurisprudence de la Cour en mati?re d’expropriation indirecte, le requ?rant observe que l’application du principe de l’expropriation indirecte ? son cas n’est pas conforme au principe de la pr??minence du droit.
41. Il d?nonce ensuite un manque de clart?, de pr?visibilit? et de pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? son affaire.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l’existence d’une ing?rence
42. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
43. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions internes ont consid?r? le requ?rant comme ?tant priv? de son bien ? compter de la date d’expiration du d?lai d’occupation autoris?e. A d?faut d’un acte formel d’expropriation, le constat d’ill?galit? de la part du juge est l’?l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que l’arr?t de la cour d’appel de Milan a eu pour effet de priver le requ?rant de son bien au sens de la deuxi?me phrase de l’article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura pr?cit?, ? 61, et Brumarescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
44. Pour ?tre compatible avec l’article 1 du Protocole no 1, une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d’utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L’ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d’examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu’il s’est av?r? que l’ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n’?tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
45. D?s lors, la Cour n’estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu’une r?paration int?grale en faveur du requ?rant n’a pas eu lieu (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
46. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI, et Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
47. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu’en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions italiennes ont consid?r? le requ?rant comme priv? de son bien ? compter du moment o? l’occupation avait cess? d’?tre autoris?e, les conditions d’ill?galit? de l’occupation et d’int?r?t public de l’ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l’absence d’un acte formel d’expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n’est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l’on peut consid?rer le principe de l’expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l’acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, le requ?rant n’a eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 13 mars 2003, date ? laquelle la proc?dure judiciaire a ?t? d?finitivement close.
48. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l’administration de tirer parti d’une occupation de terrain ill?gale. En d’autres termes, l’administration a pu s’approprier du terrain au m?pris des r?gles r?gissant l’expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu’une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition de l’int?ress?.
49. S’agissant de l’indemnit?, la Cour constate que l’application r?troactive de la loi no 662 de 1996 au cas d’esp?ce a eu pour effet de priver le requ?rant de la possibilit? d’obtenir r?paration du pr?judice subi.
50. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l’ing?rence litigieuse n’est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu’elle a donc enfreint le droit au respect des biens du requ?rant.
51. D?s lors, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
52. Le requ?rant all?gue que l’adoption et l’application de la loi no 662 du 23 d?cembre 1996 ? sa proc?dure constitue une ing?rence l?gislative contraire ? son droit ? un proc?s ?quitable tel que garanti par l’article 6 ? 1 de la Convention, qui, en ses passages pertinents, dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
A. Sur la recevabilit?
53. Le Gouvernement affirme que la requ?te a ?t? introduite tardivement dans la mesure o? le requ?rant se plaint que le montant du d?dommagement a ?t? calcul? au sens de la loi no 662 de 1996. Selon le Gouvernement, le d?lai de six mois pr?vu ? l’article 35 de la Convention a commenc? ? courir soit le 1er janvier 1997, ? savoir ? la date de l’entr?e en vigueur de cette loi, soit ? la date du d?p?t au greffe de l’arr?t de la Cour constitutionnelle no 148 du 26 avril 1999, par lequel cette derni?re juridiction a confirm? la l?galit? de la disposition en question. A l’appui de ses all?gations, le Gouvernement cite l’affaire Miconi c. Italie (Miconi c. Italie, (d?c.), no 66432/01, 6 mai 2004).
54. Le requ?rant s’oppose ? la th?se du Gouvernement.
55. La Cour renvoie aux observations d?velopp?es ci-dessus lors de l’examen de l’exception d’irrecevabilit? du grief tir? de l’article 1 du Protocole no 1. Aucune raison ne permet de parvenir ? une conclusion diff?rente par rapport ? la pr?sente exception. Il y a donc lieu d’?carter cette derni?re.
B. Sur le fond
56. Le Gouvernement observe que la loi litigieuse n’a pas ?t? adopt?e pour influencer le d?nouement de la proc?dure intent?e par le requ?rant. En outre, l’application de cette loi n’aurait pas eu de r?percussions n?gatives pour le requ?rant. Il en conclut que l’application de la disposition litigieuse ? la cause du requ?rant ne soul?ve aucun probl?me au regard de la Convention. A l’appui de ses th?ses, le Gouvernement se r?f?re sp?cifiquement aux arr?ts Forrer-Niedenthal c. Allemagne (no 47316/99, 20 f?vrier 2003), OGIS-Institut Stanislas, OGEC Saint-Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (nos 42219/98 et 54563/00, 27 mai 2004) et B?ck c. Finlande (no 37598/97, CEDH 2004-VIII).
57. La Cour vient de constater, sous l’angle de l’article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par les requ?rants n’est pas conforme au principe de l?galit?. Eu ?gard aux motifs ayant amen? la Cour ? ce constat de violation (paragraphes 52 ? 54 ci-dessus), la Cour estime qu’il n’y a pas lieu d’examiner s’il y a eu, en l’esp?ce, violation de l’article 6 ? 1 (voir, a contrario, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 et ?? 132 – 133, CEDH 2006).
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
58. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ??
59. Le requ?rant r?clame ? titre de pr?judice mat?riel 231 408,62 EUR, soit la diff?rence entre la valeur marchande du terrain et le montant reconnu par les autorit?s judiciaires pour d?dommagement, r??valu?e et assortie d’int?r?ts. Il demande ?galement 72 669,60 EUR ? titre d’indemnit? pour l’occupation l?gitime.
60. Le requ?rant sollicite en outre 30 200 EUR ? titre de pr?judice moral.
61. Enfin, il r?clame 20 420, 25 EUR pour frais de proc?dure devant les autorit?s nationales et 16 537,50 EUR pour frais de proc?dure devant la Cour.
62. Le Gouvernement conteste les pr?tentions mat?rielles des requ?rants, tant dans leur fondement que dans leur montant, et observe qu’elles sont en tout ?tat de cause excessives et bas?es sur des calculs erron?s.
63. Quant au pr?judice moral, le Gouvernement soutient qu’un tel dommage d?pend de la dur?e excessive de la proc?dure devant les juridictions nationales. Par cons?quent, le versement d’une quelconque somme ? titre d’indemnisation est subordonn? ? l’?puisement du rem?de Pinto, qui n’a pas ?t? prouv? en l’esp?ce. En tout ?tat de cause, le Gouvernement estime que la somme r?clam?e par les requ?rants est excessive.
64. Enfin, le Gouvernement soutient que les sommes r?clam?es par les requ?rants ? titre de frais et d?pens sont excessives et bas?es sur des calculs erron?s.
65. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rants parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu’il n’y a pas lieu d’examiner le grief tir? de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et le requ?rant ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 5 octobre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Fatos Araci Bo?tjan M. Zupancic
Greffi?re adjointe Pr?sident

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