AFFAIRE FIORENZA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE FIORENZA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 44393/98/2001
Stato: Italia
Data: 2001-12-06 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; non luogo a procedere ad esaminare P1-1; Danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Oneri e spese (procedimento nazionale) – domanda respinta; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
TERZA SEZIONE
CAUSA FIORENZA C. ITALIA
( Richiesta n? 44393/98)
SENTENZA
STRASBURGO
6 dicembre 2001
DEFINITIVO
06/03/2002
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Fiorenza c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. G. Ress, presidente,
I. Cabral Barreto, L. Caflisch, R. T?rmen, B. Zupancic, la Sig.ra H.S,. Grava, giudici, il
Sig. L. Ferrari Bravo, giudice ad hoc, e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 15 novembre 2001,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta diretta contro la Repubblica italiana e in cui una cittadina italiana, la Sig.ra R. F. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo il 28 marzo 1997 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). La richiesta ? stata registrata il 13 novembre 1998 sotto il numero di pratica 44393/98. Il richiedente ? rappresentato da V. P., A. M e P. D. P., avvocati a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, e dal suo coagente, il Sig. V. Esposito.
2. La Corte, prima sezione, ha dichiarato la richiesta ammissibile il 28 novembre 2000.
3. Il 1 novembre 2001, la Corte ha ricomposto le sue sezioni, articolo 25 ? 1 dell’ordinamento. La presente richiesta ? stata assegnata terza sezione alla notizia.
IN FATTO
4. Il 23 febbraio 1994, il richiedente deposit? un ricorso per direttissima alla cancelleria del giudice di istanza di Roma contro il Sig. P., che mirava ad ottenere una decisione per evitare un pericolo imminente nel suo appartamento, essendo fallito nel 1993 un tentativo di conciliazione.
5. Il collocamento in stato della causa cominci? il 2 aprile 1994. Il 27 aprile 1994, il richiedente chiese una perizia che fu autorizzata il 4 maggio 1994. Il 16 novembre 1994, il giudice di istanza rinvi? la causa al 5 aprile 1995 perch? il rapporto di perizia non era ancora stato depositato alla cancelleria. Il Venuto il giorno, un nuovo avvocato si costitu? per il richiedente ed il Sig. P. si costitu? nel procedimento. Con un’ordinanza del 17 aprile 1995, il giudice constat? che non c’era un pericolo imminente e rinvi? la causa al 14 febbraio 1996. A questa data le parti presentarono le loro conclusioni e, con un’ordinanza del 19 febbraio 1996, il giudice di istanza fiss? un termine di trenta giorni per riprendere il procedimento concernente il merito.
6. Il 22 marzo 1996, il richiedente riprese il procedimento e cit? il Sig. P. dinnanzi al giudice di istanza di Roma per farlo condannare all’esecuzione di lavori necessari nel suo appartamento e di ottenere il risarcimento dei danni subiti.
7. Il collocamento in stato della causa cominci? il 12 marzo 1997, data in cui un perito pronunci? giuramento. Il 3 dicembre 1997, il richiedente chiese l’appello in garanzia della compropriet? A. e, il 21 dicembre 1997, il giudice autorizz? questa a comparire. Il 21 ottobre 1998, l’avvocato del richiedente chiese un rinvio per esaminare l’atto di costituzione della compropriet? ed il giudice rinvi? la causa al 30 giugno 1999. L’udienza del 14 giugno 2000 fu consacrata alla perizia ed il giudice rinvi? la causa al 23 ottobre 2000, questa udienza fu rinviata al 20 dicembre 2000 su richiesta delle parti. Venuto il giorno, le parti presentarono le loro conclusioni ed il giudice rinvi? al 29 maggio 2002 per permettere loro di completarle.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
8. Il richiedente adduce che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulata,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
9. Il Governo si oppone a questa tesi.
10. Il periodo da considerare ? cominciato il 23 febbraio 1994 ed il procedimento ? ancora pendente a questo giorno.
11. ? durato pi? di sette anni ed otto mesi per un’istanza dunque.
12. La Corte ricorda di avere constatato in quattro sentenze dal 28 luglio 1999 (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione risultante da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la Corte constata simile trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
13. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
14. Il richiedente si lamenta anche del fatto che la lunghezza del procedimento controverso ha recato offesa al diritto al rispetto dei suoi beni come garantito dall’articolo 1 del Protocollo n? 1.
15. Viste le circostanze della causa e la conclusione che figura al paragrafo 13 sopra, la Corte non giudica necessario esaminare pi? a lungo la lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo n? 1 (vedere la sentenza Zangh? c. Italia del 19 febbraio 1991, serie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
16. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
17. Il richiedente si rimette alla Corte per quantificare il danno materiale e morale che avrebbe subito.
18. La Corte non vede legame di causalit? tra la violazioni constatata ed il danno materiale addotto e respinge questa domanda. In compenso, considera che c’? luogo di concedere al richiedente 6 000 EUR a titolo del danno morale.
B. Oneri e spese
19. Il richiedente chiede anche 5 000 000 di lire italiane (ITL) per oneri e spese incorsi dinnanzi alle giurisdizioni interne e 2 000 000 ITL per quelli incorsi dinnanzi alla Corte.
20. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese se non nella misura in cui si trovano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso (vedere, per esempio, la sentenza Bottazzi precitata, ? 30). Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei criteri suddetti, la Corte respinge la domanda relativa agli oneri e spese del procedimento nazionale, stima ragionevole la somma di 1 000 EUR per il procedimento dinnanzi alla Corte e l’accorda al richiedente.
C. Interessi moratori
21. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza era del 3,5% l’anno.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo n?1;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza ? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 6 000 EUR (seimila euro) per danno morale e 1 000 EUR (mille euro) per oneri e spese,;
b) che questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice del 3,5% l’anno a contare dalla scadenza di questo termine e fino al versamento;
4. Respinge le domande di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 6 dicembre 2001, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Georg Ress
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Non-lieu ? examiner P1-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Frais et d?pens (proc?dure nationale) – demande rejet?e ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE FIORENZA c. ITALIE
(Requ?te n? 44393/98)
ARR?T
STRASBOURG
6 d?cembre 2001
D?FINITIF
06/03/2002
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Fiorenza c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. G. Ress, pr?sident,
I. Cabral Barreto,
L. Caflisch,
R. T?rmen,
B. Zupancic,
Mme H.S. Greve, juges,
M. L. Ferrari Bravo, juge ad hoc,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 15 novembre 2001,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique italienne et dont une ressortissante italienne, Mme R. F. (? la requ?rante ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme le 28 mars 1997 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). La requ?te a ?t? enregistr?e le 13 novembre 1998 sous le num?ro de dossier 44393/98. La requ?rante est repr?sent?e par Mes V. P., A. M et P. D. P., avocats ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et par son coagent, M. V. Esposito.
2. La Cour (premi?re section) a d?clar? la requ?te recevable le 28 novembre 2000.
3. Le 1er novembre 2001, la Cour a recompos? ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la nouvelle troisi?me section.
EN FAIT
4. Le 23 f?vrier 1994, la requ?rante d?posa un recours en r?f?r? au greffe du juge d?instance de Rome ? l?encontre de M. P., visant ? obtenir une d?cision pour ?viter un danger imminent dans son appartement, une tentative de conciliation ayant ?chou?e en 1993.
5. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 2 avril 1994. Le 27 avril 1994, la requ?rante demanda une expertise, qui fut autoris?e le 4 mai 1994. Le 16 novembre 1994, le juge d?instance ajourna l?affaire au 5 avril 1995 car le rapport d?expertise n?avait pas encore ?t? d?pos? au greffe. Le jour venu, un nouvel avocat se constitua pour la requ?rante et M. P. se constitua dans la proc?dure. Par une ordonnance du 17 avril 1995, le juge constata qu?il n?y avait pas un danger imminent et ajourna l?affaire au 14 f?vrier 1996. A cette date les parties pr?sent?rent leurs conclusions et, par une ordonnance du 19 f?vrier 1996, le juge d?instance fixa un d?lai de trente jours pour reprendre la proc?dure concernant le fond.
6. Le 22 mars 1996, la requ?rante reprit la proc?dure et assigna M. P. devant le juge d?instance de Rome afin de le faire condamner ? l?ex?cution de travaux n?cessaires dans son appartement et d?obtenir la r?paration des dommages subis.
7. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 12 mars 1997, date ? laquelle un expert pr?ta serment. Le 3 d?cembre 1997, la requ?rante demanda l’appel en garantie de la copropri?t? A. et, le 21 d?cembre 1997, le juge autorisa celle-ci ? compara?tre. Le 21 octobre 1998, l?avocat de la requ?rante demanda un renvoi afin d?examiner l?acte de constitution de la copropri?t? et le juge ajourna l?affaire au 30 juin 1999. L?audience du 14 juin 2000 fut consacr?e ? l?expertise et le juge ajourna l?affaire au 23 octobre 2000, cette audience fut renvoy?e au 20 d?cembre 2000 sur demande des parties. Le jour venu, les parties pr?sent?rent leurs conclusions et le juge ajourna au 29 mai 2002 pour leur permettre de les compl?ter.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
8. La requ?rante all?gue que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
9. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
10. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 23 f?vrier 1994 et la proc?dure est encore pendante ? ce jour.
11. Elle a donc dur? plus de sept ans et huit mois pour une instance.
12. La Cour rappelle avoir constat? dans de nombreux arr?ts (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
13. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1
14. La requ?rante se plaint ?galement de ce que la longueur de la proc?dure litigieuse a port? atteinte au droit au respect de ses biens tel que garanti par l?article 1 du Protocole n? 1.
15. Vu les circonstances de la cause et la conclusion figurant au paragraphe 13 ci-dessus, la Cour ne juge pas n?cessaire d’examiner de surcro?t le grief tir? de l’article 1 du Protocole n? 1 (voir l?arr?t Zangh? c. Italie du 19 f?vrier 1991, s?rie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
16. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
17. La requ?rante s?en remet ? la Cour pour quantifier le pr?judice mat?riel et moral qu?elle aurait subi.
18. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et le dommage mat?riel all?gu? et rejette cette demande. En revanche, elle consid?re qu?il y a lieu d?octroyer ? la requ?rante 6 000 EUR au titre du pr?judice moral.
B. Frais et d?pens
19. La requ?rante demande ?galement 5 000 000 lires italiennes (ITL) pour les frais et d?pens encourus devant les juridictions internes et 2 000 000 ITL pour ceux encourus devant la Cour.
20. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (voir, par exemple, l?arr?t Bottazzi pr?cit?, ? 30). En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour rejette la demande relative aux frais et d?pens de la proc?dure nationale, estime raisonnable la somme de 1 000 EUR pour la proc?dure devant la Cour et l?accorde ? la requ?rante.
C. Int?r?ts moratoires
21. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t ?tait de 3,5 % l?an.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 1 du Protocole n?1 ;
3. Dit
a) que l??tat d?fendeur doit verser ? la requ?rante, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t est devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 6 000 EUR (six mille euros) pour dommage moral et 1 000 EUR (mille euros) pour frais et d?pens ;
b) que ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple de 3,5 % l?an ? compter de l?expiration de ce d?lai et jusqu?au versement ;
4. Rejette les demandes de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 6 d?cembre 2001, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Georg Ress
Greffier Pr?sident

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