AFFAIRE DE NIGRIS c. ITALIE (N?1) - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE DE NIGRIS c. ITALIE (N?1)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 29, P1-1
Numero: 41248/04/2006
Stato: Italia
Data: 2006-10-05 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata
TERZA SEZIONE
CAUSA DE NIGRIS C. Italia (No1)
( Richiesta no 41248/04)
SENTENZA
STRASBURGO
5 ottobre 2006
DEFINITIVO
05/01/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa de Nigris c. Italia (no1),
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. E. Myjer, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,
e della Sig.ra F. Araci, greffi?re collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 14 settembre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 41248/04) diretta contro la Repubblica italiana e in cui tre cittadini di questo Stato, Sigg. C. D. N., D. D. N. e C. D. N. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 17 novembre 2004 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dai Sig. A. F. e S. F., avvocati a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia, dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 23 settembre 2005, il presidente della terza sezione ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1945, 1944 e 1949 e risiedono a Benevento.
5. Il Sig. D. N., padre dei richiedenti, era proprietario di un terreno ubicato a Benevento e registrato al catasto, foglio 17, appezzamento 24.
6. Con un’ordinanza del 23 marzo 1985, il consiglio comunale di Benevento approv? il progetto di costruzione di un parcheggio e di una strada su questo terreno.
7. Con un’ordinanza del 17 dicembre 1985, il sindaco di Benevento ordin? l’occupazione di emergenza di una parte del terreno, ossia 3 840 metri quadrati, per procedere ai lavori di costruzione.
8. Con un’ordinanza del 9 febbraio 1988, il sindaco di Benevento conferm? il contenuto dell’ordinanza del 17 dicembre 1985, ordinando tuttavia l’occupazione di 3 866 metri quadrati al posto di 3 840.
9. Il 18 febbraio 1986, la societ? L. L., incaricata dell’esecuzione dei lavori, aveva proceduto nel frattempo, all’occupazione materiale del terreno ed aveva iniziato i lavori di costruzione.
10. Con un atto di citazione notificata il 10 giugno 1986, il Sig. D. N. introdusse un’azione in giustizia contro la municipalit? di Benevento dinnanzi al tribunale di Benevento. Faceva valere che l’occupazione del terreno era illegale al motivo che l’ordinanza che autorizzava questa non era stata adottata conformemente alla legislazione in vigore. Chiedeva la restituzione del terreno ed un risarcimento.
11. Ad una data non precisata, il Sig. D. N. decedette. I richiedenti e due altri eredi si costituirono nel procedimento dinnanzi al tribunale di Benevento.
12. Durante il processo, una perizia redatta nel gennaio 2002 fu depositata alla cancelleria. Secondo il perito, il periodo di occupazione autorizzata si era concluso nel 1993 e la parte del terreno che era stato occupato effettivamente era di 3 369 metri quadrati. Il suo valore commerciale era di 765 268 350 ITL al 1 aprile 1990, data della fine dei lavori di costruzione, e di 1 129 460 000 ITL nel 2001. Inoltre, il perito valut? a 622 844 000 ITL nel 2001 l’indennit? calcolata ai termini della legge no 662 del 1996, a 282 365 000 ITL nel 2001 l’indennit? di occupazione, a 418 058 000 ITL nel 2001 l’indennit? per la perdita di valore della parte restante del terreno ed a 44 277 000 ITL nel 2001 l’indennit? per la distruzione durante i lavori delle opere esistenti sul terreno.
13. Con un giudizio depositato alla cancelleria il 27 settembre 2004, il tribunale di Benevento stim? che il terreno era stato trasformato in modo irreversibile a contare dal 1 aprile 1990 e che a contare da questa ultima data i richiedenti e gli altri due eredi dovevano essere considerati come privati del loro terreno in virt? del principio dell’espropriazione indiretta. Alla luce di queste considerazioni, il tribunale condann? la municipalit? di Benevento a versare a questi la somma globale di 541 517,66 EUR, pi? interessi e rivalutazione a contare dal 1 aprile 1990, il che rappresentava un risarcimento per la perdita del terreno uguale al valore commerciale di questo al 1 aprile 1990 ed un indennizzo per la perdita di valore della parte restante del terreno. In quanto alla questione che mira all’ottenimento di un’indennit? di occupazione, il tribunale respinse questa al motivo che non era competente a pronunciarsi a questo riguardo.
14. Con un atto notificato l? 8 novembre 2004, la municipalit? di Benevento interpose appello a questo giudizio dinnanzi alla corte di appello di Napoli.
15. Risulta dalla pratica che il procedimento ? sempre pendente dinnanzi alla corte di appello.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
16. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
17. I richiedenti adducono essere stati privati del loro terreno nelle circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed dei principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
18. Il Governo solleva un’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne, facendo valere che il procedimento ? sempre pendente dinnanzi alla corte di appello di Napoli. A questo riguardo, sostiene che un tale procedimento sarebbe una via di ricorso efficace la cui utilizzazione potrebbe permettere ai richiedenti di ottenere un risarcimento integrale del danno subito, combinato con la riconoscenza della violazione del loro diritto al rispetto dei beni.
19. I richiedenti se oppongono eccetto il Governo.
20. La Corte stima, alla luce dell’insieme degli argomenti delle parti, che questa eccezione ? legata strettamente in fondo alla richiesta e decida di unirla al merito. Constata che la richiesta non ? manifestamente mal fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questa non si urta a nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
21. Il Governo riconosce che la presente causa non presenta aspetti particolari che la differenzierebbero dalle cause di espropriazione indiretta sulle quali la Corte si ? pronunciata recentemente. Rinvia dunque agli argomenti gi? sottomessi alla Corte in materia di espropriazione indiretta.
22. In pi?, fa valere che il principio giurisprudenziale dell’espropriazione indiretta costituirebbe un modo di regolamentare una situazione che risulta da un difetto di procedimento che ha inficiato l’espropriazione ed a seguito del quale l’azione dell’amministrazione ? diventata illegale.
23. Secondo il Governo, una regolamentazione di una tale situazione nata da un atto illegale non romperebbe in modo evidente il giusto equilibrio tra le differenti esigenze in conflitto.
b)I richiedenti,
24. I richiedenti fanno osservare che sono stati privati del loro bene in virt? del principio dell’espropriazione indiretta, come applicato dalle giurisdizioni nazionali. Osservano che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?, il che non ? ammissibile in un Stato di diritto.
25. Chiedono alla Corte di dichiarare che l’espropriazione del terreno non ? conforme al principio di legalit?.
2. Valutazione della Corte
26. La Corte ricorda al primo colpo che ha unito al merito l’eccezione del Governo derivata del non-esaurimento delle vie di ricorso interne.
27. Per i richiedenti, c’? stata perdita di disponibilit? totale del terreno senza decreto di espropriazione n? indennizzo, cos? che in sostanza ci sarebbe stata un’espropriazione di fatto.
28. Per il Governo, i richiedenti sono stati privati del loro bene a contare dal momento in cui questo ? stato trasformato irreversibilmente o, in ogni caso, a partire dal momento considerato dalle giurisdizioni nazionali come momento del trasferimento di propriet?.
29. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa di ricercare se suddetta situazione equivaleva ad un’espropriazione di fatto( Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
30. Ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione( Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Il principio di legalit? notifica l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili (Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie A no 296-ha, pp. 19 – 20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie A no 102, p. 47, ? 110).
31. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? al motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
32. La Corte rileva che nello specifico, i richiedenti hanno perso la disponibilit? terreno a contare dalla sua occupazione nel 1986, e che questo terreno ? stato trasformato in modo irreversibile in seguito alla realizzazione di un lavoro pubblico in seguito. Il tribunale di Benevento ha stimato che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile a contare dal 1990 e che in questa stessa data i richiedenti sono stati privati del loro bene. Il procedimento ? pendente dinnanzi alla corte di appello di Napoli attualmente.
33. A difetto di un atto formale di trasferimento di propriet? suscettibile di esporre i suoi effetti ed in mancanza di un giudizio nazionale dichiarante che un tale trasferimento deve essere considerato come realizzato (Carbonara e Ventura, precitato, ? 80) e chiarendo una volta per tutte le circostanze esatte da questo, la Corte stima che la perdita di ogni disponibilit? del terreno in questione, combinata con l’impossibilit? fino qui di ovviare alla situazione incriminata, ha generato delle conseguenze abbastanza gravi per le quali i richiedenti abbiano subito un’espropriazione di fatto, incompatibile col loro diritto al rispetto dei loro beni (Papamichalopoulos ed altri c. Grecia, sentenza del 24 giugno 1993, serie A no 260-B, ? 45) e non conforme al principio di preminenza del diritto.
34. In conclusione, l’eccezione del Governo non potrebbe essere considerata e ? vistata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
35. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
36. A titolo di danno materiale, i richiedenti chiedono da prima la somma di 704 706,05 EUR, uguale al valore commerciale reale della parte del terreno che ? stato occupato, cos? come la somma di 176 549,63 EUR a titolo di indennit? di occupazione.
37. Inoltre, sollecitano il versamento di 260 839,69 EUR a titolo di indennit? per la perdita di valore della parte restante del terreno e di 27 625,84 EUR a titolo di indennit? per la distruzione durante i lavori delle opere esistenti sul terreno.
38. Infine, richiedono una somma uguale al valore reale del lavoro pubblico costruito sul terreno, chiedendo alla Corte di nominare un perito per procedere alla valutazione di questa.
39. A titolo di danno morale, chiedono la somma di 300 000 EUR.
40. Infine, richiedono la somma di 53 585,53 a titolo di rimborso degli oneri incorsi dinnanzi alla Corte.
41. Per quanto riguarda il danno materiale, al primo colpo il Governo fa valere che i richiedenti hanno ottenuto a livello interno un risarcimento uguale al valore commerciale del terreno al momento della sua trasformazione irreversibile.
42. Inoltre, contesta i criteri di valutazione di un tale risarcimento adoperato nelle sentenze Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia (soddisfazione equa), no 31524/96, 30 ottobre 2003, e Carbonara e Ventura c. Italia (soddisfazione equa), no 24638/94, 11 dicembre 2003.
43. Infine, fa valere che ad ogni modo i richiedenti non hanno supportato la loro domanda e non hanno fornito dei criteri obiettivi per valutare il valore commerciale del terreno.
44. In quanto al danno morale, il Governo fa valere che un tale danno dipende dalla durata eccessiva del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Di conseguenza, il Governo sostiene che il versamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo del danno morale ? subordinato all’esaurimento del rimedio Pinto.
45. Infine, il Governo fa valere che gli oneri dei procedimenti interni non sono dovuti e che gli oneri concernenti il procedimento dinnanzi alla Corte sono eccessivi.
46. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva ulteriore procedimento e delega al presidente della camera la cura di fissarla all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 5 ottobre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Fatos Araci Bo?tjan il Sig. Zupancic Cancellieracollaboratrice Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE DE NIGRIS c. ITALIE (No1)
(Requ?te no 41248/04)
ARR?T
STRASBOURG
5 octobre 2006
D?FINITIF
05/01/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire de Nigris c. Italie (no1),
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. E. Myjer,
Mme I. Ziemele, juges,
et de Mme F. Araci, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 14 septembre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 41248/04) dirig?e contre la R?publique italienne et dont trois ressortissants de cet ?tat, MM. C. D. N., D. D. N. et C. D. N. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 17 novembre 2004 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Mes A. F. et S. F., avocats ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, par son coagent, M. F. Crisafulli, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. Le 23 septembre 2005, le pr?sident de la troisi?me section a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant de l’article 29 ? 3 de la Convention, il a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
4. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1945, 1944 et 1949 et r?sident ? B?n?vent.
5. M. D. N., p?re des requ?rants, ?tait propri?taire d’un terrain sis ? B?n?vent et enregistr? au cadastre, feuille 17, parcelle 24.
6. Par un arr?t? du 23 mars 1985, le conseil municipal de B?n?vent approuva le projet de construction d’un parking et d’une route sur ce terrain.
7. Par un arr?t? du 17 d?cembre 1985, le maire de B?n?vent ordonna l’occupation d’urgence d’une partie du terrain, ? savoir 3 840 m?tres carr?s, afin de proc?der aux travaux de construction.
8. Par un arr?t? du 9 f?vrier 1988, le maire de B?n?vent confirma le contenu de l’arr?t? du 17 d?cembre 1985, ordonnant toutefois l’occupation de 3 866 m?tres carr?s au lieu de 3 840.
9. Entre-temps, le 18 f?vrier 1986, la soci?t? L. L., charg?e de l’ex?cution des travaux, avait proc?d? ? l’occupation mat?rielle du terrain et avait entam? les travaux de construction.
10. Par un acte d’assignation notifi? le 10 juin 1986, M. D. N. introduisit une action en justice ? l’encontre de la municipalit? de B?n?vent devant le tribunal de B?n?vent. Il faisait valoir que l’occupation du terrain ?tait ill?gale au motif que l’arr?t? autorisant celle-ci n’avait pas ?t? adopt? conform?ment ? la l?gislation en vigueur. Il demandait la restitution du terrain et un d?dommagement.
11. A une date non pr?cis?e, M. D. N. d?c?da. Les requ?rants et deux autres h?ritiers se constitu?rent dans la proc?dure devant le tribunal de B?n?vent.
12. Au cours du proc?s, une expertise r?dig?e en janvier 2002 fut d?pos?e au greffe. Selon l’expert, la p?riode d’occupation autoris?e avait pris fin en 1993 et la partie du terrain qui avait ?t? effectivement occup?e ?tait de 3 369 m?tres carr?s. Sa valeur marchande ?tait de 765 268 350 ITL au 1er avril 1990, date de la fin des travaux de construction, et de 1 129 460 000 ITL en 2001. En outre, l’expert ?valua ? 622 844 000 ITL en 2001 l’indemnit? calcul?e aux termes de la loi no 662 de 1996, ? 282 365 000 ITL en 2001 l’indemnit? d’occupation, ? 418 058 000 ITL en 2001 l’indemnit? pour la perte de valeur de la partie restante du terrain et ? 44 277 000 ITL en 2001 l’indemnit? pour la destruction au cours des travaux des ?uvres existant sur le terrain.
13. Par un jugement d?pos? au greffe le 27 septembre 2004, le tribunal de B?n?vent estima que le terrain avait ?t? transform? de mani?re irr?versible ? compter du 1er avril 1990 et qu’? compter de cette derni?re date les requ?rants et les deux autres h?ritiers devaient ?tre consid?r?s comme ayant ?t? priv?s de leur terrain en vertu du principe de l’expropriation indirecte. A la lumi?re de ces consid?rations, le tribunal condamna la municipalit? de B?n?vent ? verser ? ceux-ci la somme globale de 541 517,66 EUR, plus int?r?ts et r??valuation ? compter du 1er avril 1990, repr?sentant un d?dommagement pour la perte du terrain ?gal ? la valeur marchande de celui-ci au 1er avril 1990 et une indemnisation pour la perte de valeur de la partie restante du terrain. Quant ? la demande visant ? l’obtention d’une indemnit? d’occupation, le tribunal rejeta celle-ci au motif qu’il n’?tait pas comp?tent ? se prononcer ? cet ?gard.
14. Par un acte notifi? le 8 novembre 2004, la municipalit? de B?n?vent interjeta appel de ce jugement devant la cour d’appel de Naples.
15. Il ressort du dossier que la proc?dure est toujours pendante devant la cour d’appel.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
16. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
17. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
18. Le Gouvernement soul?ve une exception de non-?puisement des voies de recours internes, faisant valoir que la proc?dure est toujours pendante devant la cour d’appel de Naples. A cet ?gard, il soutient qu’une telle proc?dure serait une voie de recours efficace, dont l’utilisation pourrait permettre aux requ?rants d’obtenir une r?paration int?grale du pr?judice subi, combin?e avec la reconnaissance de la violation de leur droit au respect des biens.
19. Les requ?rants s’opposent ? l’exception du Gouvernement.
20. La Cour estime, ? la lumi?re de l’ensemble des arguments des parties, que cette exception est ?troitement li?e au fond de la requ?te et d?cide de la joindre au fond. Elle constate que la requ?te n’est pas manifestement mal fond?e au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celle-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
21. Le Gouvernement reconna?t que la pr?sente affaire ne pr?sente pas d’aspects particuliers qui la diff?rencieraient des affaires d’expropriation indirecte sur lesquelles la Cour s’est r?cemment prononc?e. Il renvoie donc aux arguments d?j? soumis ? la Cour en mati?re d’expropriation indirecte.
22. De plus, il fait valoir que le principe jurisprudentiel de l’expropriation indirecte constituerait une mani?re de r?glementer une situation r?sultant d’un d?faut de proc?dure ayant entach? l’expropriation et ? la suite duquel l’action de l’administration est devenue ill?gale.
23. D’apr?s le Gouvernement, une telle r?glementation d’une situation n?e d’un acte ill?gal ne romprait pas de mani?re ?vidente le juste ?quilibre entre les diff?rentes exigences en conflit.
b) Les requ?rants
24. Les requ?rants font observer qu’ils ont ?t? priv?s de leur bien en vertu du principe de l’expropriation indirecte, tel qu’appliqu? par les juridictions nationales. Ils observent que l’expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l’autorit? publique d’acqu?rir un bien en toute ill?galit?, ce qui n’est pas admissible dans un ?tat de droit.
25. Ils demandent ? la Cour de d?clarer que l’expropriation du terrain n’est pas conforme au principe de l?galit?.
2. Appr?ciation de la Cour
26. La Cour rappelle d’embl?e qu’elle a joint au fond l’exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes.
27. Pour les requ?rants, il y a eu perte de disponibilit? totale du terrain sans d?cret d’expropriation ni indemnisation, si bien qu’en substance il y aurait eu une expropriation de fait.
28. Pour le Gouvernement, les requ?rants ont ?t? priv?s de leur bien ? compter du moment o? celui-ci a ?t? irr?versiblement transform? ou, en tout cas, ? partir du moment retenu par les juridictions nationales comme moment du transfert de propri?t?.
29. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
30. Elle rappelle que l’article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu’une ing?rence de l’autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l’un des principes fondamentaux d’une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l’ensemble des articles de la Convention (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Le principe de l?galit? signifie l’existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles (Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296-A, pp. 19 – 20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110).
31. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI , et Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
32. La Cour rel?ve qu’en l’esp?ce, les requ?rants ont perdu la disponibilit? du terrain ? compter de son occupation en 1986, et que ce terrain a ?t? par la suite transform? de mani?re irr?versible ? la suite de la r?alisation d’un ouvrage public. Le tribunal de B?n?vent a estim? que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible ? compter de 1990 et qu’? cette m?me date les requ?rants ont ?t? priv?s de leur bien. La proc?dure est actuellement pendante devant la cour d’appel de Naples.
33. A d?faut d’un acte formel de transfert de propri?t? susceptible de d?ployer ses effets et ? d?faut d’un jugement national d?clarant qu’un tel transfert doit ?tre consid?r? comme r?alis? (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 80) et ?claircissant une fois pour toutes les circonstances exactes de celui-ci, la Cour estime que la perte de toute disponibilit? du terrain en question, combin?e avec l’impossibilit? jusqu’ici de rem?dier ? la situation incrimin?e, a engendr? des cons?quences assez graves pour que les requ?rants aient subi une expropriation de fait, incompatible avec leur droit au respect de leurs biens (Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce, arr?t du 24 juin 1993, s?rie A no 260-B, ? 45) et non conforme au principe de pr??minence du droit.
34. En conclusion, l’exception du Gouvernement ne saurait ?tre retenue et il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
35. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
36. A titre de pr?judice mat?riel, les requ?rants demandent d’abord la somme de 704 706,05 EUR, ?gale ? la valeur marchande actuelle de la partie du terrain qui a ?t? occup?e, ainsi que la somme de 176 549,63 EUR ? titre d’indemnit? d’occupation.
37. En outre, ils sollicitent le versement de 260 839,69 EUR ? titre d’indemnit? pour la perte de valeur de la partie restante du terrain et de 27 625,84 EUR ? titre d’indemnit? pour la destruction au cours des travaux des ?uvres existant sur le terrain.
38. Enfin, ils r?clament une somme ?gale ? la valeur actuelle de l’ouvrage public construit sur le terrain, demandant ? la Cour de nommer un expert afin de proc?der ? l’?valuation de celle-ci.
39. A titre de pr?judice moral, ils demandent la somme de 300 000 EUR.
40. Enfin, ils r?clament la somme de 53 585,53 ? titre de remboursement des frais encourus devant la Cour.
41. S’agissant du pr?judice mat?riel, d’embl?e le Gouvernement fait valoir que les requ?rants ont obtenu au niveau interne un d?dommagement ?gal ? la valeur marchande du terrain au moment de sa transformation irr?versible.
42. En outre, il conteste les crit?res d’?valuation d’un tel d?dommagement employ?s dans les arr?ts Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie (satisfaction ?quitable), no 31524/96, 30 octobre 2003, et Carbonara et Ventura c. Italie (satisfaction ?quitable), no 24638/94, 11 d?cembre 2003.
43. Enfin, il fait valoir qu’en tout ?tat de cause les requ?rants n’ont pas ?tay? leur demande et n’ont pas fourni des crit?res objectifs afin d’?valuer la valeur marchande du terrain.
44. Quant au pr?judice moral, le Gouvernement fait valoir qu’un tel dommage d?pend de la dur?e excessive de la proc?dure devant les juridictions nationales. Par cons?quent, le Gouvernement soutient que le versement d’une quelconque somme au titre d’indemnisation du dommage moral est subordonn? ? l’?puisement du rem?de Pinto.
45. Enfin, le Gouvernement fait valoir que les frais des proc?dures internes ne sont pas dus et que les frais concernant la proc?dure devant ? la Cour sont excessifs.
46. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rants parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 5 octobre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Fatos Araci Bo?tjan M. Zupancic
Greffi?re adjointe Pr?sident

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