AFFAIRE CROCI ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE CROCI ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 29, P1-1
Numero: 14828/02/2006
Stato: Italia
Data: 2006-09-21 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata
TERZA SEZIONE
CAUSA CROCI ED ALTRI C. ITALIA
( Richiesta no 14828/02)
SENTENZA
STRASBURGO
21 settembre 2006
DEFINITIVO
21/12/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Croci ed altri c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, L. Caflisch, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. E. Myjer, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,,
e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 31 agosto 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 14828/02) diretta contro la Repubblica italiana e in cui cinque cittadini di questo Stato, la Sig.ra M. A. C., la Sig.ra G. C., il Sig. M. C., il Sig. R. C. ed il Sig. G. C. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte l? 11 marzo 2002 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dal Sig. E. C., avvocato a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 24 maggio 2004, la Corte, prima sezione, ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni, articolo 25 ? 1 dell’ordinamento. La presente richiesta ? stata assegnata alla terza sezione cos? ricomposta, articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1917, 1938, 1941, 1949 e 1936 e risiedono a Roma.
6. I richiedenti hanno ereditato la quota globale di un quarto di un terreno ubicato a Roma e che hanno registrato al catasto, foglio 798, appezzamenti 75, 77, 78 e 122,.
7. L?11 aprile 1951, la municipalit? di Roma approv? un piano dettagliato di urbanistica (piano particolareggiato) che prevedeva la ripianificazione di una zona che comprendeva questo terreno. Questo piano rest? in vigore fino al 31 dicembre 1972.
8. Con un’ordinanza del 15 gennaio 1966, la municipalit? di Roma procedette all’espropriazione formale della prima parte del terreno; per quanto riguarda la parte restante di questo (“la seconda parte del terreno”), nessuno decreto di espropriazione non fu adottato.
9. Con un atto notificato il 24 maggio 1984, il di cujus dei richiedenti e gli altri tre comproprietari del terreno (“i terzi”) citarono l’amministrazione dinnanzi al tribunale civile di Roma. Facevano valere che la seconda parte del terreno era stata occupata in modo illegale, al motivo che una tale occupazione non era stata autorizzata e che i lavori di costruzione di una strada e di una piazza si erano conclusi senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale del terreno ed al pagamento di un’indennit?. Sostenevano che la trasformazione irreversibile del terreno aveva avuto luogo nel 1984, in seguito all’adozione da parte della municipalit? di Roma delle ordinanze no 3717 del 19 dicembre 1984 e no 263 del 17 gennaio 1985, concernenti l’installazione di illuminazione sulla strada e sulla piazza.
10. La municipalit? di Roma si costitu? nel procedimento ed eccep? la prescrizione del diritto al risarcimento.
11. Ad una data non precisata, il di cujus del richiedente decedette. I richiedenti si costituirono nel procedimento in qualit? di eredi.
12. Durante il processo, due perizie furono depositate alla cancelleria. Nella prima perizia, il perito dichiar? che la seconda parte del terreno aveva un’estensione di 11 855 metri quadrati e valut? a 5 000 ITL il metro quadrato il suo valore commerciale nel 1979. Nella seconda perizia, il perito dichiar? che la seconda parte del terreno aveva un’estensione di 4 192 metri quadrati e valut? a 10 000 ITL il metro quadrato il suo valore commerciale nel 1969.
13. Con un giudizio del 5 febbraio 1986, il tribunale di Roma dichiar? che la seconda parte del terreno doveva essere considerata come destinata ad un’utilizzazione pubblica (diritto di uso pubblico) e che non c’era stata di conseguenza espropriazione indiretta nel caso specifico.
14. Con un atto notificato il 25 settembre 1996, i richiedenti interposero appello a questo giudizio dinnanzi alla corte di appello di Roma, facendo valere che erano stati privati della seconda parte del terreno in forza del principio dell’espropriazione indiretta e chiedendo di conseguenza un risarcimento.
15. I terzi e la municipalit? si costituirono nel procedimento.
16. Con una sentenza del 15 novembre 1999, la corte di appello giudic? che gli interessati erano stati privati della seconda parte del terreno per effetto della trasformazione irreversibile di questa, conformemente al principio dell’espropriazione indiretta. Tuttavia, la corte di appello dichiar? che la trasformazione irreversibile del terreno aveva avuto luogo prima del 31 dicembre 1972, data fino alla quale il piano dettagliato di urbanistica era restato in vigore, e che di conseguenza il diritto dei richiedenti e dei terzi al risarcimento era prescritto.
17. Con un ricorso notificato il 14 novembre 2000, i richiedenti ricorsero in cassazione, facendo valere in particolare che la corte di appello aveva determinato il momento in cui la trasformazione irreversibile del terreno aveva avuto luogo appellandosi a delle presunzioni che non corrispondevano alla situazione reale.
18. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 14 dicembre 2001, la Corte di cassazione respinse i richiedenti dal loro ricorso, al motivo che la corte di appello aveva considerato correttamente come prescritto il loro diritto al risarcimento.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
19. Il diritto interno pertinente si trova descrive nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
20. I richiedenti adducono essere stati privati del loro terreno nelle circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed dei principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessari per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
21. Il Governo non solleva di eccezioni concernenti l’ammissibilit? della presente richiesta.
22. La Corte constata che la richiesta non ? manifestamente mal fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questa non si urta con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
23. Il Governo fa valere che il terreno dei richiedenti dovrebbe essere considerato come destinato ad un’utilizzazione pubblica e come colpito di conseguenza da una servit? pubblica.
24. Segue che i richiedenti sarebbero sempre proprietari di questo terreno e che il principio dell’espropriazione indiretta non troverebbe applicazione nello specifico.
25. Conformemente al diritto ed alla giurisprudenza nazionale, nessuno risarcimento dovrebbe essere riconosciuto ai richiedenti nello specifico, dato che questi ultimi non si sarebbero opposti alla destinazione del loro terreno ad un’utilizzazione pubblica e che l’amministrazione avrebbe realizzato su questo dei lavori pubblici conformi a quelli che erano stati contemplati inizialmente.
b) I richiedenti,
26. I richiedenti si oppongono alla tesi del Governo, facendo valere che le conclusioni del tribunale di Roma che aveva respinto la domanda di risarcimento a motivo che il terreno era stato destinato ad un’utilizzazione pubblica e colpito di una servit? pubblica, sono state smentite dalla corte di appello e dalla Corte di cassazione che hanno dichiarato in seguito che la propriet? del terreno era stata trasferita all’amministrazione in virt? del principio dell’espropriazione indiretta.
27. I richiedenti osservano che il principio dell’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?, il che non ? ammissibile in un Stato di diritto, e chiedono alla Corte di dichiarare che un tale principio non ? conforme al principio di legalit?.
28. Infine, in quanto all’indennizzo, i richiedenti osservano che non c’? stato “risarcimento” del danno subito in ragione dell’applicazione al loro caso del termine di prescrizione.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
29. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se questa situazione equivaleva ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
30. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, la corte di appello di Roma e la Corte di cassazione hanno considerato i richiedenti come privati del loro bene a contare dalla sua trasformazione irreversibile. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che la sentenza della Corte di cassazione ha avuto per effetto di privare i richiedenti del loro bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura, precitato, ? 61, e Brumarescu c. Romania [GC], no 8342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
31. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1 una tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge e dei principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitato, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire solamente quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
32. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore dei richiedenti non abbia avuto luogo( Carbonara e Ventura, precitato, ? 62).
B) Sul rispetto del principio di legalit?
33. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? per il motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
34. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, la corte di appello di Roma e la Corte di cassazione ha considerato i richiedenti privati del loro bene a contare della sua trasformazione irreversibile, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruito. Ora, nella mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, i richiedenti non hanno avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 14 dicembre 2001, data alla quale la sentenza della Corte di cassazione ? stata depositata alla cancelleria.
35. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di derivare partito da un’occupazione illegale di terreno. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare di un terreno a disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra l?altro, senza che un’indennit? fosse messa in parallelo a disposizione degli interessati.
36. Per quanto riguarda l’indennit?, la Corte constata che l’applicazione al caso specifico del termine di prescrizione del risarcimento ha avuto per effetto di privare i richiedenti di ogni risarcimento del danno subito.
37. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni dei richiedenti dunque.
38. Quindi, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
39. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
40. A titolo di danno materiale, i richiedenti chiedono la somma di 790 453,68 EUR, uguale al valore commerciale reale della quota globale di un quarto del terreno controverso.
41. Per quanto riguarda il danno morale, i richiedenti sollecitano il versamento della somma di 75 000 EUR per persona.
42. Infine, chiedono il rimborso della somma di 14 344,59 EUR, che hanno dovuto versare alla municipalit? di Roma a titolo di onere durante il procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali, ed essi valutano a 50 000 EUR gli oneri di procedimento dinnanzi alle giurisdizioni interne e gli oneri di procedimento dinnanzi alla Corte.
43. In quanto al danno materiale, il Governo fa valere che i richiedenti non si sarebbero opposti alla destinazione del loro terreno ad un’utilizzazione pubblica e che ad ogni modo le loro pretese a titolo del danno materiale sono sproporzionate e sono fondate su dei criteri non chiari.
44. Per quanto riguarda il danno morale, il Governo sostiene che un tale danno dipende dalla durata eccessiva del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Di conseguenza, il versamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo ? subordinato all’esaurimento del rimedio Pinto che non ha avuto luogo nello specifico. Ad ogni modo, il Governo stima che la somma richiesta dai richiedenti ? eccessiva.
45. In quanto agli oneri del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali, il Governo sostiene che questi devono essere rimborsati nella cornice di questo ultimo procedimento e non di quella dinnanzi alla Corte.
46. Trattandosi degli oneri del procedimento a Strasburgo, il Governo sostiene che il richiedente ha quantificato questi in modo vago ed impreciso e che ad ogni modo la somma chiesta ? eccessiva.
47. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? ulteriore procedimento, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva ulteriore procedimento e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 21 settembre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupancic
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE CROCI ET AUTRES c. ITALIE
(Requ?te no 14828/02)
ARR?T
STRASBOURG
21 septembre 2006
D?FINITIF
21/12/2006
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Croci et autres c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
L. Caflisch,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. E. Myjer,
Mme I. Ziemele, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 31 ao?t 2006,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 14828/02) dirig?e contre la R?publique italienne et dont cinq ressortissants de cet ?tat, Mme M. A. C., Mme G. C., M. M. C., M. R. C. et M. G. C. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 11 mars 2002 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me E. C., avocat ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. Le 24 mai 2004, la Cour (premi?re section) a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant de l?article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.
4. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la troisi?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1917, 1938, 1941, 1949 et 1936 et r?sident ? Rome.
6. Les requ?rants ont h?rit? la quote-part globale d?un quart d?un terrain sis ? Rome et enregistr? au cadastre, feuille 798, parcelles 75, 77, 78 et 122.
7. Le 11 avril 1951, la municipalit? de Rome approuva un plan d?taill? d?urbanisme (piano particolareggiato) pr?voyant le r?am?nagement d?une zone comprenant ce terrain. Ce plan resta en vigueur jusqu?au 31 d?cembre 1972.
8. Par un arr?t? du 15 janvier 1966, la municipalit? de Rome proc?da ? l?expropriation formelle de la premi?re partie du terrain ; s?agissant de la partie restante de celui-ci (? la deuxi?me partie du terrain ?), aucun d?cret d?expropriation ne fut adopt?.
9. Par un acte notifi? le 24 mai 1984, le de cujus des requ?rants et les trois autres copropri?taires du terrain (? les tiers ?) assign?rent l?administration devant le tribunal civil de Rome. Ils faisaient valoir que la deuxi?me partie du terrain avait ?t? occup?e de mani?re ill?gale, au motif qu?une telle occupation n?avait pas ?t? autoris?e et que les travaux de construction d?une route et d?une place s??taient termin?s sans qu?il f?t proc?d? ? l?expropriation formelle du terrain et au paiement d?une indemnit?. Ils soutenaient que la transformation irr?versible du terrain avait eu lieu en 1984, ? la suite de l?adoption par la municipalit? de Rome des arr?t?s no 3717 du 19 d?cembre 1984 et no 263 du 17 janvier 1985, concernant l?installation d??clairage sur la route et sur la place.
10. La municipalit? de Rome se constitua dans la proc?dure et excipa la prescription du droit au d?dommagement.
11. A une date non pr?cis?e, le de cujus des requ?rant d?c?da. Les requ?rants se constitu?rent dans la proc?dure en qualit? d?h?ritiers.
12. Au cours du proc?s, deux expertises furent d?pos?es au greffe. Dans la premi?re expertise, l?expert d?clara que la deuxi?me partie du terrain avait une extension de 11 855 m?tres carr?s et ?valua ? 5 000 ITL le m?tre carr? sa valeur marchande en 1979. Dans la deuxi?me expertise, l?expert d?clara que la deuxi?me partie du terrain avait une extension de 4 192 m?tres carr?s et ?valua ? 10 000 ITL le m?tre carr? sa valeur marchande en 1969.
13. Par un jugement du 5 f?vrier 1986, le tribunal de Rome d?clara que la deuxi?me partie du terrain devait ?tre consid?r?e comme destin?e ? une utilisation publique (diritto di uso pubblico) et que par cons?quent il n?y avait pas eu d?expropriation indirecte dans le cas d?esp?ce.
14. Par un acte notifi? le 25 septembre 1996, les requ?rants interjet?rent appel de ce jugement devant la cour d?appel de Rome, faisant valoir qu?ils avaient ?t? priv?s de la deuxi?me partie du terrain en force du principe de l?expropriation indirecte et demandant par cons?quent un d?dommagement.
15. Les tiers et la municipalit? se constitu?rent dans la proc?dure.
16. Par un arr?t du 15 novembre 1999, la cour d?appel jugea que les int?ress?s avaient ?t? priv?s de la deuxi?me partie du terrain par l?effet de la transformation irr?versible de celle-ci, conform?ment au principe de l?expropriation indirecte. Toutefois, la cour d?appel d?clara que la transformation irr?versible du terrain avait eu lieu avant le 31 d?cembre 1972, date jusqu?? laquelle le plan d?taill? d?urbanisme ?tait rest? en vigueur, et que par cons?quent le droit des requ?rants et des tiers au d?dommagement ?tait prescrit.
17. Par un recours notifi? le 14 novembre 2000, les requ?rants se pourvurent en cassation, faisant notamment valoir que la cour d?appel avait d?termin? le moment o? la transformation irr?versible du terrain avait eu lieu s?appuyant sur des pr?somptions qui ne correspondaient pas ? la situation r?elle.
18. Par un arr?t d?pos? au greffe le 14 d?cembre 2001, la Cour de cassation d?bouta les requ?rants de leur pourvoi, au motif que la cour d?appel avait correctement consid?r? comme prescrit leur droit au d?dommagement.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
19. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l?arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
20. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
21. Le Gouvernement ne soul?ve pas d?exceptions concernant la recevabilit? de la pr?sente requ?te.
22. La Cour constate que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celle-ci ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
23. Le Gouvernement fait valoir que le terrain des requ?rants devrait ?tre consid?r? comme ?tant affect? ? une utilisation publique et comme ?tant frapp? par cons?quent d?une servitude publique.
24. Il s?ensuit que les requ?rants seraient toujours propri?taires de ce terrain et que le principe de l?expropriation indirecte ne trouverait pas application en l?esp?ce.
25. Conform?ment au droit et ? la jurisprudence nationaux, aucun d?dommagement ne devrait ?tre reconnu aux requ?rants en l?esp?ce, ?tant donn? que ces derniers ne se seraient pas oppos?s ? la destination de leur terrain ? une utilisation publique et que l?administration aurait r?alis? sur celui-ci des ouvrages publics conformes ? ceux qui avaient ?t? initialement pr?vus.
b) Les requ?rants
26. Les requ?rants s?opposent ? la th?se du Gouvernement, faisant valoir que les conclusions du tribunal de Rome, qui avait rejet? la demande de d?dommagement au motif que le terrain avait ?t? destin? ? une utilisation publique et frapp? d?une servitude publique, ont ?t? par la suite d?menties par la cour d?appel et la Cour de cassation, qui ont d?clar? que la propri?t? du terrain avait ?t? transf?r?e ? l?administration en vertu du principe de l?expropriation indirecte.
27. Les requ?rants observent que le principe de l?expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l?autorit? publique d?acqu?rir un bien en toute ill?galit?, ce qui n?est pas admissible dans un ?tat de droit, et demandent ? la Cour de d?clarer qu?un tel principe n?est pas conforme au principe de l?galit?.
28. Enfin, quant ? l?indemnisation, les requ?rants observent qu?il n?y a pas eu ? r?paration ? du pr?judice subi en raison de l?application ? leur cas du d?lai de prescription.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l?existence d?une ing?rence
29. La Cour rappelle que, pour d?terminer s?il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si cette situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
30. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, la cour d?appel de Rome et la Cour de cassation ont consid?r? les requ?rants comme ?tant priv?s de leur bien ? compter de sa transformation irr?versible. A d?faut d?un acte formel d?expropriation, le constat d?ill?galit? de la part du juge est l??l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que l?arr?t de la Cour de cassation a eu pour effet de priver les requ?rants de leur bien au sens de la deuxi?me phrase de l?article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 61, et Brumarescu c. Roumanie [GC], no 8342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
31. Pour ?tre compatible avec l?article 1 du Protocole no 1 une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d?utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L?ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d?examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu?il s?est av?r? que l?ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n??tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
32. D?s lors, la Cour n?estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu?une r?paration int?grale en faveur des requ?rants n?a pas eu lieu (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
33. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d?expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI, et Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l?expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu?elle n?est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu?elle permet en g?n?ral ? l?administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d?expropriation. En effet, dans tous les cas, l?expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l?administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l?administration, au b?n?fice de celle-ci.
34. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu?en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, la cour d?appel de Rome et la Cour de cassation ont consid?r? les requ?rants priv?s de leur bien ? compter de sa transformation irr?versible, les conditions d?ill?galit? de l?occupation et d?int?r?t public de l?ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l?absence d?un acte formel d?expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n?est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l?on peut consid?rer le principe de l?expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l?acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, les requ?rants n?ont eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 14 d?cembre 2001, date ? laquelle l?arr?t de la Cour de cassation a ?t? d?pos? au greffe.
35. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l?administration de tirer parti d?une occupation de terrain ill?gale. En d?autres termes, l?administration a pu s?approprier d?un terrain au m?pris des r?gles r?gissant l?expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu?une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition des int?ress?s.
36. S?agissant de l?indemnit?, la Cour constate que l?application au cas d?esp?ce du d?lai de prescription du d?dommagement a eu pour effet de priver les requ?rants de toute r?paration du pr?judice subi.
37. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l?ing?rence litigieuse n?est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu?elle a donc enfreint le droit au respect des biens des requ?rants.
38. D?s lors, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
39. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
40. A titre de pr?judice mat?riel, les requ?rants demandent la somme de 790 453,68 EUR, ?gale ? la valeur marchande actuelle de la quote-part globale d?un quart du terrain litigieux.
41. S?agissant du pr?judice moral, les requ?rants sollicitent le versement de la somme de 75 000 EUR par personne.
42. Enfin, ils demandent le remboursement de la somme de 14 344,59 EUR, qu?ils ont d? verser ? la municipalit? de Rome ? titre de frais au cours de la proc?dure devant les juridictions nationales, et ils ?valuent ? 50 000 EUR les frais de proc?dure devant les juridictions internes et les frais de proc?dure devant la Cour.
43. Quant au pr?judice mat?riel, le Gouvernement fait valoir que les requ?rants ne se seraient pas oppos?s ? la destination de leur terrain ? une utilisation publique et qu?en tout ?tat de cause leur pr?tentions ? titre du pr?judice mat?riel sont disproportionn?es et sont fond?es sur des crit?res non clairs.
44. S?agissant du pr?judice moral, le Gouvernement soutient qu?un tel dommage d?pend de la dur?e excessive de la proc?dure devant les juridictions nationales. Par cons?quent, le versement d?une quelconque somme ? titre d?indemnisation est subordonn? ? l??puisement du rem?de Pinto, qui n?a pas eu lieu en l?esp?ce. En tout ?tat de cause, le Gouvernement estime que la somme r?clam?e par les requ?rants est excessive.
45. Quant aux frais de la proc?dure devant les juridictions nationales, le Gouvernement soutient que ceux-ci doivent ?tre rembours?s dans le cadre de cette derni?re proc?dure et non pas de celle devant la Cour.
46. S?agissant des frais de la proc?dure ? Strasbourg, le Gouvernement soutient que le requ?rant a quantifi? ceux-ci de mani?re vague et impr?cise et qu?en tout ?tat de cause la somme demand?e est excessive.
47. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rants parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? l?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 21 septembre 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupancic
Greffier Pr?sident

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