AFFAIRE COLLARILE c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE COLLARILE c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 13, 35, 29, 10, P1-1, P1-3, P4-2
Numero: 10644/02/2006
Stato: Italia
Data: 2006-06-08 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 8 (rispetto della vita privata); Violazione dell’art. 13; parzialmente inammissibile; Danno materiale – domanda respinta; Danno morale – constatazione di violazione sufficiente; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
TERZA SEZIONE
CAUSA COLLARILE C. ITALIA
(Richiesta no 10644/02)
SENTENZA
STRASBURGO
8 giugno 2006
DEFINITIVO
08/09/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Collarile c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, L. Caflisch, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. E. Myjer, giudici, e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 18 maggio 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 10644/02) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. E. C. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 12 marzo 2002 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dalla Sig.ra D C., avvocato a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. Ivo Maria Braguglia, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. Nicola Lettieri.
3. Il richiedente adduceva la violazione degli articoli 10 e 8 della Convenzione, 1 del Protocollo no 1, 2 del Protocollo no 4, 6 ? 1 e 13 della Convenzione e 3 del Protocollo no 1.
4. Il 13 aprile 2005, il presidente della sezione ha deciso di comunicare le lagnanze derivate dagli articoli 8 della Convenzione, 1 del Protocollo no 1, 2 del Protocollo no 4, 6 ? 1 e 13 della Convenzione al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1936 e ha risieduto a Benevento.
6. Con un giudizio depositato il 5 gennaio 1995, il tribunale di Benevento dichiar? il fallimento del richiedente. L’udienza per la verifica dello stato del passivo del fallimento fu fissata al 19 settembre 1995.
7. Il 25 gennaio 1995, il richiedente fece opposizione alla dichiarazione di fallimento.
8. Con un giudizio deposto il 5 settembre 2001, il tribunale respinse questa opposizione.
9. L? 8 gennaio 2002, il richiedente interpose appello dinnanzi alla corte di appello di Napoli. Un’udienza fu fissata al 10 ottobre 2003.
10. Nel frattempo, l’udienza di verifica dello stato passivo del fallimento fu rinviata a nove riprese al 29 aprile 1999, data in cui lo stato del passivo del fallimento fu dichiarato esecutivo ed il comitato dei creditori fu costituito.
11. Il 18 settembre e il 23 ottobre 2001, il giudice delegato (“il giudice”) autorizz? l’asta pubblica di certi beni che facevano parte del fallimento.
12. Secondo le informazione fornite dal Governo il 31 maggio 2005, il procedimento di fallimento era a questa data ancora pendente.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
13. Il diritto interno pertinente ? descritto nelle sentenze Campagnano c. Italia (no 77955/01, ?? 19-22, 23 marzo 2006, Albanese c,). Italia, no 77924/01, ?? 23-26, 23 marzo 2006, e Vitiello c. Italia (no 77962/01, ?? 17-20, 23 marzo 2006,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DEGLI ARTICOLI 8 E 10 DELLA CONVENZIONE, IN QUANTO AL DIRITTO AL RISPETTO DELLA CORRISPONDENZA, 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 E 2 DEL PROTOCOLLO NO 4
14. Invocando gli articoli 8 e 10 della Convenzione, il richiedente si lamenta della violazione del suo diritto al rispetto della corrispondenza e della limitazione della sua libert? di espressione in ragione del fatto che la corrispondenza dello fallito ? sottoposta al controllo del curatore. Invocando l’articolo 1 del Protocollo no 1, si lamenta che la dichiarazione di fallimento l’abbia privato dei suoi beni, in particolare in ragione della durata del procedimento. Invocando l’articolo 2 del Protocollo no 4, il richiedente denuncia la limitazione della sua libert? di circolazione, in particolare in ragione della durata del procedimento. Questi articoli sono formulati cos?:
Articolo 8 della Convenzione
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto di suo corrispondenza.
2. Non pu? esserci ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto se non per quanto questa ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ? democratica, sia necessario alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui. “
Articolo 10 della Convenzione
“1. Ogni persona ha diritto alla libert? di espressione. Questo diritto comprende la libert? di opinione e la libert? di ricevere o di comunicare delle informazione o delle idee senza che ci possa essere ingerenza di autorit? pubbliche e senza considerazione di frontiera. Il presente articolo non impedisce gli Stati di sottoporre le imprese di radiodiffusione, di cinema o di televisione ad un regime di autorizzazioni.
2. L’esercizio di queste libert? che comprendono dei doveri e delle responsabilit? pu? essere sottomesso a certe formalit?, condizioni, restrizioni o sanzioni previste dalla legge che costituiscono delle misure necessarie, in una societ? democratica, alla sicurezza nazionale, all’integrit? territoriale o alla sicurezza pubblica, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione del crimine, alla protezione della salute o della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazione confidenziali o per garantire l’autorit? e l’imparzialit? del potere giudiziale. “
Articolo 1 del Protocollo no 1
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
Articolo 2 del Protocollo no 4
“1. Chiunque si trovi regolarmente sul territorio di un Stato ha il diritto di circolarvi liberamente e di scegliere liberamente la sua residenza.
2. Ogni persona ? libera di lasciare qualsiasi paese, ivi compreso il suo.
3. L’esercizio di questi diritti non pu? essere oggetto di altre restrizioni se non quelle che, previste dalla legge, costituiscono delle misure necessarie, in una societ? democratica, alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al mantenimento dell’ordine pubblico, alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui.
15. Il Governo sostiene che il richiedente si sarebbe potuto lamentare delle incapacit? prolungate derivanti dal suo collocamento in fallimento dinnanzi alla corte di appello competente conformemente al legge Pinto. Si riferisce, tra l?altro, alla sentenza della Corte di cassazione no 362 del 2003.
16. Il richiedente osserva che la legge Pinto non costituisce un mezzo di ricorso efficace per lamentarsi della durata delle incapacit? personali che derivano dal collocamento in fallimento.
17. In quanto all’articolo 10 della Convenzione, la Corte rileva al primo colpo che questo articolo vieta essenzialmente ad un governo di impedire a qualcuno di ricevere delle informazione alle quali aspirano o che altri possono consentire a fornirgli (vedere Leander c). Svezia, sentenza del 26 marzo 1987, serie A no 116, ? 74). Tuttavia, trattandosi nel caso specifico del controllo della corrispondenza del fallito da parte del curatore del fallimento, il delatore stima che la lagnanza del richiedente deve essere esaminata unicamente sotto l’angolo dell’articolo 8 della Convenzione.
18. Per ci? che riguarda gli articoli 8 della Convenzione, 1 del Protocollo no 1 e 2 del Protocollo no 4, la Corte rileva che, nella sua sentenza no 362 del 2003, depositata il 14 gennaio 2003, la Corte di cassazione ha per la prima volta riconosciuto che il risarcimento morale relativo alla durata dei procedimenti di fallimento deve tenere conto, tra l?altro, del prolungamento delle incapacit? derivanti dallo statuto di fallito.
19. La Corte ricorda di avere considerato che, a partire dal 14 luglio 2003, la sentenza no 362 del 2003 non pu? pi? essere ignorata dal pubblico e che ? a contare da questa data che deve essere esatto dai richiedenti che utilizzino questo ricorso ai fini dell’articolo 35 ? 1 della Convenzione (vedere Sgattoni c). Italia, no 77132/01, ? 48, 6 ottobre 2005).
20. Avendo omesso il richiedente di introdurre un ricorso conformemente alla legge Pinto, questa parte della richiesta ? inammissibile per no-esaurimento delle vie di ricorso interne e deve essere respinta conformemente all’articolo 35 ?? 1 e 4 della Convenzione.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 3 DEL PROTOCOLLO NO 1
21. Invocando l’articolo 3 del Protocollo no 1, il richiedente si lamenta della limitazione del suo diritto di voto. Questo articolo ? formulato cos?:
“Le Alte Parti contraenti si impegnano ad organizzare, ad intervalli ragionevoli, delle elezioni libere dallo scrutino segreto, nelle condizioni che garantiscono la libera espressione dell’opinione del popolo sulla scelta del corpo legislativo. “
La Corte nota che la perdita del diritto di voto a seguito del collocamento in fallimento non pu? superare cinque anni a partire dalla data del giudizio che dichiara il fallimento. Ora, essendo questo giudizio datato il 5 gennaio 1995, il richiedente avrebbe dovuto introdurre al pi? tardi la sua lagnanza il 5 luglio 2000. Essendo stata introdotta la richiesta il 12 marzo 2002, la Corte constata che questa lagnanza ? tardiva e deve essere respinta conformemente all’articolo 35 ?? 1 e 4 della Convenzione.
III. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 8 DELLA CONVENZIONE IN QUANTO AL DIRITTO AL RISPETTO DELLA VITA PRIVATA E FAMILIARE
22. Invocando l’articolo 8 della Convenzione, il richiedente si lamenta di un attentato al suo diritto al rispetto della vita privata e familiare nella misura in cui, in ragione dell’iscrizione del suo nome nel registro dei falliti, non pu? esercitare nessuna attivit? professionale o commerciale. Inoltre, denuncia il fatto che, secondo l’articolo 143 della legge sul fallimento, la sua riabilitazione che mette fine a queste incapacit? personali, non pu? essere chiesto che cinque anni dopo la chiusura del procedimento di fallimento. Questo articolo ? formulato cos?:
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare.
2. Non pu? esserci ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto se non per quanto questa ingerenza ? prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ? democratica, sia necessario alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui. “
A. Sull’ammissibilit?
23. In quanto alla parte di questa lagnanza riguardante il diritto al rispetto della vita familiare, la Corte nota che il richiedente ha omesso di supportare questa lagnanza e decide di respingere questa parte della richiesta per difetto manifesto di fondamento secondo l’articolo 35 ?? 3 e 4 della Convenzione.
24. In quanto al restante della lagnanza, la Corte constata che questo non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questo non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
25. La Corte considera che l’insieme delle incapacit? derivanti dall’iscrizione del nome del fallito nel registro provoca in s? un’ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata del richiedente che, tenuto conto della natura automatica dell’iscrizione, della mancanza di una valutazione e di un controllo giurisdizionale sull’applicazione delle incapacit? ci relative cos? come del lasso di tempo previsto per l’ottenimento della riabilitazione, non ? “necessaria in una societ? democratica” al senso dell’articolo 8 ? 2 della Convenzione.
La Corte stima dunque che c’? stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione.
IV. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DEGLI ARTICOLI 6 ? 1 E 13 DELLA CONVENZIONE
26. Invocando gli articoli 6 ? 1 e 13 della Convenzione, il richiedente si lamenta di non disporre di una via di ricorso per lamentarsi delle incapacit? che derivano del collocamento in fallimento. Questi articoli sono formulati cos?:
Articolo 6 ? 1
“Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia sentita con un tribunale chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile. “
Articolo 13
“Ogni persona i cui diritti e libert? riconosciuti nella Convenzione sono stati violati, ha diritto alla concessione di un ricorso effettivo dinnanzi ad un’istanza nazionale, anche se la violazione fosse stata commessa da persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali. “
A. Sull’ammissibilit?
27. La Corte nota al primo colpo che, nella sentenza Bottaro c. Italia (no 56298/00) del 17 luglio 2003, ha constatato la violazione dell’articolo 13 della Convenzione in ragione della mancanza di un ricorso effettivo per lamentarsi della limitazione prolungata del diritto al rispetto della corrispondenza del richiedente. Stima dunque che la lagnanza sollevata dal richiedente deve essere esaminata unicamente sotto l’angolo dell’articolo 13 della Convenzione.
28. Poi, in quanto alla parte della lagnanza concernente la limitazione prolungata del diritto al rispetto dei beni, articolo 1 del Protocollo no 1, della corrispondenza (articolo 8 della Convenzione) e della libert? di circolazione del richiedente, articolo 2 del Protocollo no 4, la Corte ricorda avere concluso all’inammissibilit? di queste lagnanze. Stima dunque che, non trattandosi di lagnanze “difendibili” allo sguardo della Convenzione, questa parte della richiesta deve essere respinta in quanto manifestamente male fondata secondo l’articolo 35 ?? 3 e 4 della Convenzione.
29. In quanto alla parte della lagnanza riguardante le incapacit? personali che derivano dall’iscrizione del nome del fallito nel registro dei falliti e perdurando fino all’ottenimento della riabilitazione civile, la Corte constata che non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questa non si urta a nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
30. La Corte ha trattato gi? cause che sollevano delle questioni simili a quelle del caso specifico e ha constatato la violazione dell’articolo 13 della Convenzione (vedere Bottaro c). Italia, no 56298/00, ?? 41-46, 17 luglio 2003).
31. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente.
Pertanto, la Corte conclude che c’? stata violazione dell’articolo 13 della Convenzione.
V. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
32. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
33. Il richiedente valuta a 2 010 799,6 euro (EUR) il danno materiale ed a 1 500 000 EUR il danno morale che avrebbe subito.
34. Il Governo contesta queste pretese.
35. La Corte non vede legame di causalit? tra le violazioni constatate ed il danno materiale addotto e respinge la domanda. In quanto al danno morale, stima che, avuto riguardo di tutte le circostanze della causa, le constatazioni di violazione che figurano nella presente sentenza forniscono per loro stesse una soddisfazione equa sufficiente.
B. Oneri e spese
36. Il richiedente chiede anche 80 799,60 EUR per oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
37. Il Governo contesta queste pretese.
38. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese che nella misura in cui si stabiliscano la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso. Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei suddetti criteri , la Corte stima ragionevole la somma di 3 000 EUR a titolo di oneri e spese per il procedimento dinnanzi alla Corte e l’accorda al richiedente.
C. Interessi moratori
39. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile in quanto alle lagnanze derivate dagli articoli 8 della Convenzione, per ci? che riguarda il diritto al rispetto della vita privata del richiedente, e 13 della Convenzione, per ci? che riguarda la mancanza di un ricorso per lamentarsi delle incapacit? personali che derivano dall’iscrizione del nome del fallito nel registro dei falliti, ed inammissibile per il surplus;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione;
3. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 13 della Convenzione;
4. Stabilisce che le constatazioni di violazione che figurano nella presente sentenza forniscono per loro stesse una soddisfazione equa sufficiente per il danno morale;
5. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione (3 000 EUR, tremila euro) per oneri e spese, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questo importo sar? da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
6. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 8 giugno 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupancic
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 8 (Respect de la vie priv?e) ; Violation de l’art. 13 ; Partiellement irrecevable ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – constat de violation suffisant ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE COLLARILE c. ITALIE
(Requ?te no 10644/02)
ARR?T
STRASBOURG
8 juin 2006
D?FINITIF
08/09/2006
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Collarile c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
L. Caflisch,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. E. Myjer, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 18 mai 2006,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 10644/02) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. E. C. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 12 mars 2002 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? par Me Daniela C., avocat ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. Ivo Maria Braguglia, et par son coagent adjoint, M. Nicola Lettieri.
3. Le requ?rant all?guait la violation des articles 10 et 8 de la Convention, 1 du Protocole no 1, 2 du Protocole no 4, 6 ? 1 et 13 de la Convention et 3 du Protocole no 1.
4. Le 13 avril 2005, le pr?sident de la section a d?cid? de communiquer les griefs tir?s des articles 8 de la Convention, 1 du Protocole no 1, 2 du Protocole no 4, 6 ? 1 et 13 de la Convention au Gouvernement. Se pr?valant de l?article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Le requ?rant est n? en 1936 et r?side ? B?n?vent.
6. Par un jugement d?pos? le 5 janvier 1995, le tribunal de B?n?vent d?clara la faillite du requ?rant. L?audience pour la v?rification de l??tat du passif de la faillite fut fix?e au 19 septembre 1995.
7. Le 25 janvier 1995, le requ?rant fit opposition ? la d?claration de faillite.
8. Par un jugement d?pos? le 5 septembre 2001, le tribunal rejeta cette opposition.
9. Le 8 janvier 2002, le requ?rant interjeta appel devant la cour d?appel de Naples. Une audience fut fix?e au 10 octobre 2003.
10. Entre-temps, l?audience de v?rification de l??tat passif de la faillite fut renvoy?e ? neuf reprises jusqu?au 29 avril 1999, date ? laquelle l??tat du passif de la faillite fut d?clar? ex?cutoire et le comit? des cr?anciers fut constitu?.
11. Les 18 septembre et 23 octobre 2001, le juge d?l?gu? (? le juge ?) autorisa la vente aux ench?res de certains biens faisant partie de la faillite.
12. Selon les informations fournies par le Gouvernement le 31 mai 2005, la proc?dure de faillite ?tait ? cette date encore pendante.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
13. Le droit interne pertinent est d?crit dans les arr?ts Campagnano c. Italie (no 77955/01, ?? 19-22, 23 mars 2006), Albanese c. Italie (no 77924/01, ?? 23-26, 23 mars 2006) et Vitiello c. Italie (no 77962/01, ?? 17-20, 23 mars 2006).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DES ARTICLES 8 ET 10 DE LA CONVENTION, QUANT AU DROIT AU RESPECT DE LA CORRESPONDANCE, 1 DU PROTOCOLE No 1 ET 2 DU PROTOCOLE No 4
14. Invoquant les articles 8 et 10 de la Convention, le requ?rant se plaint de la violation de son droit au respect de la correspondance et de la limitation de sa libert? d?expression en raison de ce que la correspondance du failli est soumise au contr?le du syndic. Invoquant l?article 1 du Protocole no 1, il se plaint que la d?claration de faillite l?a priv? de ses biens, notamment en raison de la dur?e de la proc?dure. Invoquant l?article 2 du Protocole no 4, le requ?rant d?nonce la limitation de sa libert? de circulation, notamment en raison de la dur?e de la proc?dure. Ces articles sont ainsi libell?s :
Article 8 de la Convention
? 1. Toute personne a droit au respect de sa (…) correspondance.
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien-?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
Article 10 de la Convention
? 1. Toute personne a droit ? la libert? d?expression. Ce droit comprend la libert? d?opinion et la libert? de recevoir ou de communiquer des informations ou des id?es sans qu?il puisse y avoir ing?rence d?autorit?s publiques et sans consid?ration de fronti?re. Le pr?sent article n?emp?che pas les Etats de soumettre les entreprises de radiodiffusion, de cin?ma ou de t?l?vision ? un r?gime d?autorisations.
2. L?exercice de ces libert?s comportant des devoirs et des responsabilit?s peut ?tre soumis ? certaines formalit?s, conditions, restrictions ou sanctions pr?vues par la loi, qui constituent des mesures n?cessaires, dans une soci?t? d?mocratique, ? la s?curit? nationale, ? l?int?grit? territoriale ou ? la s?ret? publique, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention du crime, ? la protection de la sant? ou de la morale, ? la protection de la r?putation ou des droits d?autrui, pour emp?cher la divulgation d?informations confidentielles ou pour garantir l?autorit? et l?impartialit? du pouvoir judiciaire. ?
Article 1 du Protocole no 1
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
Article 2 du Protocole no 4
? 1. Quiconque se trouve r?guli?rement sur le territoire d?un Etat a le droit d?y circuler librement et d?y choisir librement sa r?sidence.
2. Toute personne est libre de quitter n?importe quel pays, y compris le sien.
3. L?exercice de ces droits ne peut faire l?objet d?autres restrictions que celles qui, pr?vues par la loi, constituent des mesures n?cessaires, dans une soci?t? d?mocratique, ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au maintien de l?ordre public, ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui.
15. Le Gouvernement soutient que le requ?rant aurait pu se plaindre des incapacit?s prolong?es d?rivant de sa mise en faillite devant la cour d?appel comp?tente conform?ment ? la loi Pinto. Il se r?f?re, entre autres, ? l?arr?t de la Cour de cassation no 362 de 2003.
16. Le requ?rant observe que la loi Pinto ne constitue pas un moyen de recours efficace pour se plaindre de la dur?e des incapacit?s personnelles d?rivant de la mise en faillite.
17. Quant ? l?article 10 de la Convention, la Cour rel?ve d?embl?e que cet article interdit essentiellement ? un gouvernement d?emp?cher quelqu?un de recevoir des informations auxquelles d?autres aspirent ou que d?autres peuvent consentir ? lui fournir (voir Leander c. Su?de, arr?t du 26 mars 1987, s?rie A no 116, ? 74). Toutefois, s?agissant dans le cas d?esp?ce du contr?le de la correspondance du failli par le syndic de la faillite, le rapporteur estime que le grief du requ?rant doit ?tre examin? uniquement sous l?angle de l?article 8 de la Convention.
18. Pour ce qui est des articles 8 de la Convention, 1 du Protocole no 1 et 2 du Protocole no 4, la Cour rel?ve que, dans son arr?t no 362 de 2003, d?pos? le 14 janvier 2003, la Cour de cassation a pour la premi?re fois reconnu que le d?dommagement moral relatif ? la dur?e des proc?dures de faillite doit tenir compte, entre autres, de la prolongation des incapacit?s d?rivant du statut de failli.
19. La Cour rappelle avoir retenu que, ? partir du 14 juillet 2003, l?arr?t no 362 de 2003 ne peut plus ?tre ignor? du public et que c?est ? compter de cette date qu?il doit ?tre exig? des requ?rants qu?ils usent de ce recours aux fins de l?article 35 ? 1 de la Convention (voir Sgattoni c. Italie, no 77132/01, ? 48, 6 octobre 2005).
20. Le requ?rant ayant omis d?introduire un recours conform?ment ? la loi Pinto, cette partie de la requ?te est irrecevable pour non-?puisement des voies de recours internes et doit ?tre rejet?e conform?ment ? l?article 35 ?? 1 et 4 de la Convention.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 3 DU PROTOCOLE No 1
21. Invoquant l?article 3 du Protocole no 1, le requ?rant se plaint de la limitation de son droit de vote. Cet article est ainsi libell? :
? Les Hautes Parties contractantes s?engagent ? organiser, ? des intervalles raisonnables, des ?lections libres au scrutin secret, dans les conditions qui assurent la libre expression de l?opinion du peuple sur le choix du corps l?gislatif. ?
La Cour note que la perte du droit de vote suite ? la mise en faillite ne peut pas exc?der cinq ans ? partir de la date du jugement d?clarant la faillite. Or, ce jugement datant du 5 janvier 1995, le requ?rant aurait d? introduire son grief au plus tard le 5 juillet 2000. La requ?te ayant ?t? introduite le 12 mars 2002, la Cour constate que ce grief est tardif et doit ?tre rejet? conform?ment ? l?article 35 ?? 1 et 4 de la Convention.
III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 8 DE LA CONVENTION QUANT AU DROIT AU RESPECT DE LA VIE PRIV?E ET FAMILIALE
22. Invoquant l?article 8 de la Convention, le requ?rant se plaint d?une atteinte ? son droit au respect de la vie priv?e et familiale dans la mesure o?, en raison de l?inscription de son nom dans le registre des faillis, il ne peut exercer aucune activit? professionnelle ou commerciale. En outre, il d?nonce le fait que, selon l?article 143 de la loi sur la faillite, sa r?habilitation, qui met fin ? ces incapacit?s personnelles, ne peut ?tre demand?e que cinq ans apr?s la cl?ture de la proc?dure de faillite. Cet article est ainsi libell? :
? 1. Toute personne a droit au respect de sa vie priv?e et familiale (…).
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien-?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
A. Sur la recevabilit?
23. Quant ? la partie de ce grief portant sur le droit au respect de la vie familiale, la Cour note que le requ?rant a omis d??tayer ce grief et d?cide de rejeter cette partie de la requ?te pour d?faut manifeste de fondement selon l?article 35 ?? 3 et 4 de la Convention.
24. Quant au restant du grief, la Cour constate que celui-ci n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
25. La Cour consid?re que l?ensemble des incapacit?s d?rivant de l?inscription du nom du failli dans le registre entra?ne en soi une ing?rence dans le droit au respect de la vie priv?e du requ?rant qui, compte tenu de la nature automatique de l?inscription, de l?absence d?une ?valuation et d?un contr?le juridictionnels sur l?application des incapacit?s y relatives ainsi que du laps de temps pr?vu pour l?obtention de la r?habilitation, n?est pas ? n?cessaire dans une soci?t? d?mocratique ? au sens de l?article 8 ? 2 de la Convention.
La Cour estime donc qu?il y a eu violation de l?article 8 de la Convention.
IV. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DES ARTICLES 6 ? 1 ET 13 DE LA CONVENTION
26. Invoquant les articles 6 ? 1 et 13 de la Convention, le requ?rant se plaint de ne pas disposer d?une voie de recours pour se plaindre des incapacit?s d?rivant de la mise en faillite. Ces articles sont ainsi libell?s :
Article 6 ? 1
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…). ?
Article 13
? Toute personne dont les droits et libert?s reconnus dans la (…) Convention ont ?t? viol?s, a droit ? l?octroi d?un recours effectif devant une instance nationale, alors m?me que la violation aurait ?t? commise par des personnes agissant dans l?exercice de leurs fonctions officielles. ?
A. Sur la recevabilit?
27. La Cour note d?embl?e que, dans l?arr?t Bottaro c. Italie (no 56298/00, du 17 juillet 2003), elle a constat? la violation de l?article 13 de la Convention en raison de l?absence d?un recours effectif pour se plaindre de la limitation prolong?e du droit au respect de la correspondance du requ?rant. Elle estime donc que le grief soulev? par le requ?rant doit ?tre examin? uniquement sous l?angle de l?article 13 de la Convention.
28. Ensuite, quant ? la partie du grief concernant la limitation prolong?e du droit au respect des biens (article 1 du Protocole no 1), de la correspondance (article 8 de la Convention) et de la libert? de circulation du requ?rant (article 2 du Protocole no 4), la Cour rappelle avoir conclu ? l?irrecevabilit? de ces griefs. Elle estime donc que, ne s?agissant pas de griefs ? d?fendables ? au regard de la Convention, cette partie de la requ?te doit ?tre rejet?e en tant que manifestement mal fond?e selon l?article 35 ?? 3 et 4 de la Convention.
29. Quant ? la partie du grief portant sur les incapacit?s personnelles d?rivant de l?inscription du nom du failli dans le registre des faillis et perdurant jusqu?? l?obtention de la r?habilitation civile, la Cour constate qu?elle n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celle-ci ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
30. La Cour a d?j? trait? d?affaires soulevant des questions semblables ? celles du cas d?esp?ce et a constat? la violation de l?article 13 de la Convention (voir Bottaro c. Italie, no 56298/00, ?? 41-46, 17 juillet 2003).
31. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n?a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent.
Partant, la Cour conclut qu?il y a eu violation de l?article 13 de la Convention.
V. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
32. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
33. Le requ?rant chiffre ? 2 010 799,6 euros (EUR) le pr?judice mat?riel et ? 1 500 000 EUR le pr?judice moral qu?il aurait subis.
34. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
35. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre les violations constat?es et le dommage mat?riel all?gu? et rejette la demande. Quant au pr?judice moral, elle estime que, eu ?gard ? toutes les circonstances de l?affaire, les constats de violation figurant dans le pr?sent arr?t fournissent par eux-m?mes une satisfaction ?quitable suffisante.
B. Frais et d?pens
36. Le requ?rant demande ?galement 80 799,60 EUR pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
37. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
38. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour estime raisonnable la somme de 3 000 EUR au titre des frais et d?pens pour la proc?dure devant la Cour et l?accorde au requ?rant.
C. Int?r?ts moratoires
39. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable quant aux griefs tir?s des articles 8 de la Convention, en ce qui concerne le droit au respect de la vie priv?e du requ?rant, et 13 de la Convention, en ce qui concerne l?absence d?un recours pour se plaindre des incapacit?s personnelles d?rivant de l?inscription du nom du failli dans le registre des faillis, et irrecevable pour le surplus ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 8 de la Convention ;
3. Dit qu?il y a eu violation de l?article 13 de la Convention ;
4. Dit que les constats de violation figurant dans le pr?sent arr?t fournissent par eux-m?mes une satisfaction ?quitable suffisante pour le dommage moral ;
5. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 3 000 EUR (trois mille euros) pour frais et d?pens, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
6. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 8 juin 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupancic
Greffier Pr?sident

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