AFFAIRE CIARAMELLA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.
Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE CIARAMELLA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 13, 29, P1-1, P4-2
Numero: 6597/03/2006
Stato: Italia
Data: 2006-07-06 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 8 (rispetto della vita privata); Violazione dell’art. 13; parzialmente inammissibile; Danno morale – constatazione di violazione sufficiente; Danno materiale – domanda respinta; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
TERZA SEZIONE
CAUSA CIARAMELLA C. ITALIA
(Richiesta no 6597/03)
SENTENZA
STRASBURGO
6 luglio 2006
DEFINITIVO
11/12/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Ciaramella c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, L. Caflisch, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. E. Myjer, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,
e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 15 giugno 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 6597/03) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. P. C. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 29 gennaio 2003 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente che ? stato ammesso a favore dell’assistenza giudiziale, ? rappresentato dai Sig. S. F. ed il Sig. R., avvocati a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. Ivo Maria Braguglia, il suo coagente, il Sig. Francesco Crisafulli, ed il suo coagente aggiunto, il Sig. Nicola Lettieri.
3. Il 23 settembre 2004, la Corte, prima sezione, ha dichiarato la richiesta parzialmente inammissibile e ha deciso di comunicare le lagnanze tratte dagli articoli 8 e 13 della Convenzione, 1 del Protocollo no 1 e 2 del Protocollo no 4 al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni, articolo 25 ? 1 dell’ordinamento. La presente richiesta ? stata assegnata alla terza sezione cos? ricomposta, articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
1. Il procedimento di fallimento
5. Il richiedente ? nato nel 1942 e ha risieduto a Moiano (Benevento).
6. Con un giudizio depositato il 15 febbraio 1996, il tribunale di Benevento dichiar? il fallimento del richiedente.
7. Il 6 marzo 1996, il curatore accett? il suo mandato.
8. Tra il 5 aprile 1996 ed il 26 giugno 1998, quarantadue domande di ammissione al passivo del fallimento furono introdotte dinnanzi al tribunale.
9. Il 16 luglio 1996, il curatore chiese nel frattempo, al giudice delegato (“il giudice”) l’autorizzazione di firmare un contratto di locazione con la societ? C 2 che aveva affittato l’attivit? del richiedente prima del collocamento in fallimento di questo.
10. Il seguente giorno, il giudice respinse la domanda del curatore e, il 19 settembre 1996, questo reiter? la sua domanda.
11. L’udienza per la verifica del passivo del fallimento fu fissata al 19 novembre 1996 e fu rinviata poi fino al 8 ottobre 1998, data alla quale il tribunale dichiar? il passivo del fallimento esecutivo, a quattro riprese.
12. Nel frattempo, il curatore reiter? dinnanzi al giudice la domanda di autorizzazione di firma di un contratto il 21 marzo 1997, di locazione con la societ? C 2.
13. Il 16 aprile 1997, il giudice accolse questa domanda.
14. Il 22 settembre 1997, il curatore chiese al giudice di prelevare una somma dal conto corrente del fallimento e, il 2 ottobre 1997, il giudice accolse questa domanda.
15. Il 15 gennaio 1998, il giudice autorizz? il pagamento di un avvocato che rappresentasse il curatore in un procedimento civile.
16. Il 3 giugno 1998, il richiedente chiese al giudice di beneficiare di una rendita vitalizia, tenuto conto delle sue condizioni economiche precarie.
17. Il 13 ottobre 1998, il curatore diede il suo parere favorevole.
18. Il 4 novembre 1998, il Sig. B.B. si oppose allo stato del passivo del fallimento.
19. Il 10 dicembre 1998, il curatore chiese al giudice di prorogare il contratto di locazione con la societ? C 2.
20. Tra il 22 febbraio 1999 ed il 26 marzo 2002, dodici domande tardive di ammissione al passivo del fallimento furono deposte dinnanzi al tribunale.
21. Nel frattempo, con un giudizio del 12 ottobre 1999, il tribunale accolse la domanda del Sig. B.B.
22. Secondo le informazione fornite dal richiedente, il procedimento era ancora pendente al 19 maggio 2004.
2. Il procedimento introdotto conformemente alla legge Pinto
23. Il 12 settembre 2003, il richiedente introdusse un ricorso dinnanzi alla corte di appello di Roma conformemente alla legge Pinto. Si lamentava della durata del procedimento cos? come del prolungamento delle incapacit? derivanti dal suo collocamento in fallimento.
24. Con una decisione depositata il 12 gennaio 2004, la corte di appello, considerando che il procedimento era particolarmente complesso, respinse la domanda del richiedente.
25. Il 24 gennaio 2004, il richiedente ricorse in cassazione.
26. Secondo le informazione fornite dal richiedente, questo procedimento era pendente al 10 maggio 2006.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
27. Il diritto interno pertinente ? descritto nelle sentenze Campagnano c. Italia (no 77955/01, ?? 19-22, 23 marzo 2006, Albanese c,). Italia, no 77924/01, ?? 23-26, 23 marzo 2006, e Vitiello c. Italia (no 77962/01, ?? 17-20, 23 marzo 2006,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DEGLI ARTICOLI 8 DELLA CONVENZIONE, IN QUANTO AL DIRITTO AL RISPETTO DELLA CORRISPONDENZA DEL RICHIEDENTE, 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 E 2 DEL PROTOCOLLO NO 4
28. Invocando l’articolo 8 della Convenzione, il richiedente si lamenta della violazione del suo diritto al rispetto della sua corrispondenza in ragione del fatto che la corrispondenza del fallito ? sottoposta al controllo del curatore. Invocando l’articolo 1 del Protocollo no 1, si lamenta che la dichiarazione di fallimento l’abbia privato dei suoi beni, in particolare in ragione della durata del procedimento. Invocando l’articolo 2 del Protocollo no 4, il richiedente denuncia la limitazione della sua libert? di circolazione, in particolare in ragione della durata del procedimento. Questi articoli sono formulati cos?:
Articolo 8 della Convenzione
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto di suo corrispondenza.
2. Non pu? esserci ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto se non per quanto questa ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ? democratica, sia necessario alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui. “
Articolo 1 del Protocollo no 1
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
Articolo 2 del Protocollo no 4
“1. Chiunque si trovi regolarmente sul territorio di un Stato ha il diritto di circolarvi liberamente e di scegliere liberamente la sua residenza.
2. Ogni persona ? libera di lasciare qualsiasi paese, ivi compreso il suo.
3. L’esercizio di questi diritti non pu? essere oggetto di altre restrizioni se non quelle che, previste dalla legge, costituiscono delle misure necessarie, in una societ? democratica, alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al mantenimento dell’ordine pubblico, alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui.
29. Il Governo sostiene che, il richiedente avendo introdotto un ricorso dinnanzi alla corte di appello competente conformemente alla legge Pinto, non pu? definirsi vittima delle violazioni che adduce.
30. Il richiedente osserva che la legge Pinto non costituisce un mezzo di ricorso efficace per lamentarsi della durata delle incapacit? personali che derivano del collocamento in fallimento.
31. La Corte rileva che, nella sua sentenza no 362 del 2003, depositata il 14 gennaio 2003, la Corte di cassazione ha per la prima volta riconosciuto che il risarcimento morale relativo alla durata dei procedimenti di fallimento deve tenere conto, tra l?altro, del prolungamento delle incapacit? che derivano dello statuto di fallito.
32. Ricorda di avere considerato che, a partire dal 14 luglio 2003, la sentenza no 362 del 2003 non pu? pi? essere ignorata dal pubblico e che ? a contare da questa data che deve essere esatto dai richiedenti che utilizzino questo ricorso ai fini dell’articolo 35 ? 1 della Convenzione (vedere Sgattoni c. Italia, no 77132/01, sentenza del 6 ottobre 2005, ? 48).
33. La Corte nota che, essendo pendente al 10 maggio 2006 il procedimento in cassazione introdotto dal richiedente conformemente alla legge Pinto , questa parte della richiesta ? prematura e deve essere respinta per non-esaurimento delle vie di ricorso interne secondo l’articolo 35 ?? 1 e 4 della Convenzione.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 8 DELLA CONVENZIONE, IN QUANTO AL DIRITTO AL RISPETTO DELLA VITA PRIVATA DEL RICHIEDENTE
34. Invocando l’articolo 8 della Convenzione, il richiedente si lamenta di un attentato al suo diritto al rispetto della sua vita privata nella misura in cui, in ragione dell’iscrizione del suo nome nel registro dei falliti, non pu? esercitare nessuna attivit? professionale o commerciale. Inoltre, denuncia il fatto che, secondo l’articolo 143 della legge sul fallimento, la sua riabilitazione che mette fine a queste incapacit? personali, non pu? essere chiesta che cinque anni dopo la chiusura del procedimento di fallimento. L’articolo 8 della Convenzione ? formulato cos?:
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata.
2. Non pu? esserci ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto se non per quanto questa ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ? democratica, sia necessario alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione delle violazioni penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? altrui. “
A. Sull’ammissibilit?
35. La Corte constata che la lagnanza non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questo non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
36. La Corte considera che l’insieme delle incapacit? che derivano dall’iscrizione del nome del fallito nel registro provoca in s? un’ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata del richiedente che, tenuto conto della natura automatica di suddetta iscrizione, della mancanza di una valutazione e di un controllo giurisdizionale sull’applicazione delle incapacit? ivi relative cos? come del lasso di tempo previsto per l’ottenimento della riabilitazione, non ? “necessaria in una societ? democratica” al senso dell’articolo 8 ? 2 della Convenzione.
La Corte stima dunque che c’? stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione.
III. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 13 DELLA CONVENZIONE
37. Invocando l’articolo 13 della Convenzione, il richiedente si lamenta di non disporre di un ricorso effettivo per lamentarsi delle incapacit? patrimoniali e personali toccate durante tutto il procedimento di fallimento e fino all’ottenimento della sua riabilitazione. Questo articolo ? formulato cos?:
“Ogni persona i cui diritti e libert? riconosciuti nella Convenzione sono stati violati, ha diritto alla concessione di un ricorso effettivo dinnanzi ad un’istanza nazionale, anche se la violazione fosse stata commessa ds persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali. “
A. Sull’ammissibilit?
38. In quanto alla parte della lagnanza concernente la limitazione prolungata del diritto al rispetto dei beni, articolo 1 del Protocollo no 1, della corrispondenza (articolo 8 della Convenzione) e della libert? di circolazione del richiedente, articolo 2 del Protocollo no 4, la Corte ricorda avere concluso all’inammissibilit? di queste lagnanze. Pertanto, stima che, non trattandosi di lagnanze “difendibili” allo sguardo della Convenzione, questa parte della richiesta deve essere respinta in quanto manifestamente male fondata secondo l’articolo 35 ?? 3 e 4 della Convenzione.
39. In quanto alla parte della lagnanza riguardante le incapacit? personali che derivano dell’iscrizione del nome del fallito nel registro dei falliti e perdurando fino all’ottenimento della riabilitazione civile, la Corte constata che non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questo non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
40. La Corte ha trattato gi? cause che sollevano delle questioni simili a quelle del caso specifico e ha constatato la violazione dell’articolo 13 della Convenzione (vedere Bottaro c. Italia, no 56298/00, ?? 41-46, 17 luglio 2003).
41. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possa condurre ad una conclusione differente nel caso presente.
Pertanto, la Corte conclude che c’? stata violazione dell’articolo 13 della Convenzione.
IV. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
42. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
43. Il richiedente presenta una perizia che valuta a 88 068 euro (EUR) il danno materiale che avrebbe subito. Questa somma corrisponde al salario minimo (pensione sociale) che avrebbe ricevuto a partire dalla sua dichiarazione di fallimento. Il richiedente richiede anche 200 000 EUR per il danno morale che avrebbe subito.
44. Il Governo contesta queste pretese.
45. La Corte non vede alcun legame di causalit? tra le violazioni constatate ed il danno materiale addotto e respinge la domanda. In quanto al danno morale, stima che, avuto riguardo a tutte le circostanze della causa, le constatazioni di violazione che figurano nella presente sentenza forniscono per se stesse una soddisfazione equa sufficiente.
B. Oneri e spese
46. Il richiedente chiede anche 29 927,40 EUR per oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte cos? come 1 813,02 EUR per oneri di perizia.
47. Il Governo contesta queste pretese.
48. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese che nella misura in cui vengano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso. Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei criteri suddetti, la Corte stima ragionevole la somma di 2 000 EUR a titolo di oneri e spese per il procedimento dinnanzi alla Corte e l’accorda al richiedente.
C. Interessi moratori
49. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile in quanto alle lagnanze derivate dagli articoli 8, per ci? che riguarda il diritto al rispetto della vita privata del richiedente, e 13 della Convenzione, per ci? che riguarda la mancanza di un ricorso per lamentarsi delle incapacit? derivanti dall’iscrizione del nome del fallito nel registro, ed inammissibile per il surplus;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione;
3. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 13 della Convenzione;
4. Stabilisce che le constatazioni di violazione che figurano nella presente sentenza forniscono per se stesse una soddisfazione equa sufficiente per il danno morale;
5. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 2 000 EUR (duemila euro) per oneri e spese, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questo importo sar? da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
6. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 6 luglio 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupancic
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 8 (respect de la vie priv?e) ; Violation de l’art. 13 ; Partiellement irrecevable ; Pr?judice moral – constat de violation suffisant ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE CIARAMELLA c. ITALIE
(Requ?te no 6597/03)
ARR?T
STRASBOURG
6 juillet 2006
D?FINITIF
11/12/2006
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Ciaramella c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
L. Caflisch,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. E. Myjer,
Mme I. Ziemele, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 15 juin 2006,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 6597/03) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. P. C. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 29 janvier 2003 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant, qui a ?t? admis au b?n?fice de l?assistance judiciaire, est repr?sent? par Mes S. F. et M. R., avocats ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. Ivo Maria Braguglia, son coagent, M. Francesco Crisafulli, et son coagent adjoint, M. Nicola Lettieri.
3. Le 23 septembre 2004, la Cour (premi?re section) a d?clar? la requ?te partiellement irrecevable et a d?cid? de communiquer les griefs tir?s des articles 8 et 13 de la Convention, 1 du Protocole no 1 et 2 du Protocole no 4 au Gouvernement. Se pr?valant de l?article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.
4. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la troisi?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
1. La proc?dure de faillite
5. Le requ?rant est n? en 1942 et r?side ? Moiano (B?n?vent).
6. Par un jugement d?pos? le 15 f?vrier 1996, le tribunal de B?n?vent d?clara la faillite du requ?rant.
7. Le 6 mars 1996, le syndic accepta son mandat.
8. Entre le 5 avril 1996 et le 26 juin 1998, quarante-deux demandes d?admission au passif de la faillite furent introduites devant le tribunal.
9. Entre-temps, le 16 juillet 1996, le syndic demanda au juge d?l?gu? (? le juge ?) l?autorisation de signer un contrat de location avec la soci?t? C 2, laquelle avait lou? l?activit? du requ?rant avant la mise en faillite de celui-ci.
10. Le jour suivant, le juge rejeta la demande du syndic et, le 19 septembre 1996, celui-ci r?it?ra sa demande.
11. L?audience pour la v?rification du passif de la faillite fut fix?e au 19 novembre 1996 et ensuite report?e ? quatre reprises jusqu?au 8 octobre 1998, date ? laquelle le tribunal d?clara le passif de la faillite ex?cutoire.
12. Entre-temps, le 21 mars 1997, le syndic r?it?ra devant le juge la demande d?autorisation de signature d?un contrat de location avec la soci?t? C 2.
13. Le 16 avril 1997, le juge fit droit ? cette demande.
14. Le 22 septembre 1997, le syndic demanda au juge de pr?lever une somme du compte courant de la faillite et, le 2 octobre 1997, le juge fit droit ? cette demande.
15. Le 15 janvier 1998, le juge autorisa le paiement d?un avocat repr?sentant le syndic dans une proc?dure civile.
16. Le 3 juin 1998, le requ?rant demanda au juge ? b?n?ficier d?une rente viag?re, compte tenu de ses conditions ?conomiques pr?caires.
17. Le 13 octobre 1998, le syndic donna son avis favorable.
18. Le 4 novembre 1998, M. B.B. fit opposition ? l??tat du passif de la faillite.
19. Le 10 d?cembre 1998, le syndic demanda au juge de proroger le contrat de location avec la soci?t? C 2.
20. Entre le 22 f?vrier 1999 et le 26 mars 2002, douze demandes tardives d?admission au passif de la faillite furent d?pos?es devant le tribunal.
21. Entre-temps, par un jugement du 12 octobre 1999, le tribunal fit droit ? la demande de M. B.B.
22. Selon les informations fournies par le requ?rant, la proc?dure ?tait encore pendante au 19 mai 2004.
2. La proc?dure introduite conform?ment ? la loi Pinto
23. Le 12 septembre 2003, le requ?rant introduisit un recours devant la cour d?appel de Rome conform?ment ? la loi Pinto. Il se plaignait de la dur?e de la proc?dure ainsi que du prolongement des incapacit?s d?rivant de sa mise en faillite.
24. Par une d?cision d?pos?e le 12 janvier 2004, la cour d?appel, consid?rant que la proc?dure ?tait particuli?rement complexe, rejeta la demande du requ?rant.
25. Le 24 janvier 2004, le requ?rant se pourvut en cassation.
26. Selon les informations fournies par le requ?rant, cette proc?dure ?tait pendante au 10 mai 2006.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
27. Le droit interne pertinent est d?crit dans les arr?ts Campagnano c. Italie (no 77955/01, ?? 19-22, 23 mars 2006), Albanese c. Italie (no 77924/01, ?? 23-26, 23 mars 2006) et Vitiello c. Italie (no 77962/01, ?? 17-20, 23 mars 2006).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DES ARTICLES 8 DE LA CONVENTION, QUANT AU DROIT AU RESPECT DE LA CORRESPONDANCE DU REQU?RANT, 1 DU PROTOCOLE No 1 ET 2 DU PROTOCOLE No 4
28. Invoquant l?article 8 de la Convention, le requ?rant se plaint de la violation de son droit au respect de sa correspondance en raison de ce que la correspondance du failli est soumise au contr?le du syndic. Invoquant l?article 1 du Protocole no 1, il se plaint que la d?claration de faillite l?a priv? de ses biens, notamment en raison de la dur?e de la proc?dure. Invoquant l?article 2 du Protocole no 4, le requ?rant d?nonce la limitation de sa libert? de circulation, notamment en raison de la dur?e de la proc?dure. Ces articles sont ainsi libell?s :
Article 8 de la Convention
? 1. Toute personne a droit au respect de sa (…) correspondance.
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien-?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
Article 1 du Protocole no 1
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
Article 2 du Protocole no 4
? 1. Quiconque se trouve r?guli?rement sur le territoire d?un Etat a le droit d?y circuler librement et d?y choisir librement sa r?sidence.
2. Toute personne est libre de quitter n?importe quel pays, y compris le sien.
3. L?exercice de ces droits ne peut faire l?objet d?autres restrictions que celles qui, pr?vues par la loi, constituent des mesures n?cessaires, dans une soci?t? d?mocratique, ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au maintien de l?ordre public, ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui.
29. Le Gouvernement soutient que, le requ?rant ayant introduit un recours devant la cour d?appel comp?tente conform?ment ? la loi Pinto, il ne peut pas se pr?tendre victime des violations qu?il all?gue.
30. Le requ?rant observe que la loi Pinto ne constitue pas un moyen de recours efficace pour se plaindre de la dur?e des incapacit?s personnelles d?rivant de la mise en faillite.
31. La Cour rel?ve que, dans son arr?t no 362 de 2003, d?pos? le 14 janvier 2003, la Cour de cassation a pour la premi?re fois reconnu que le d?dommagement moral relatif ? la dur?e des proc?dures de faillite doit tenir compte, entre autres, de la prolongation des incapacit?s d?rivant du statut de failli.
32. Elle rappelle avoir retenu que, ? partir du 14 juillet 2003, l?arr?t no 362 de 2003 ne peut plus ?tre ignor? du public et que c?est ? compter de cette date qu?il doit ?tre exig? des requ?rants qu?ils usent de ce recours aux fins de l?article 35 ? 1 de la Convention (voir Sgattoni c. Italie, no 77132/01, arr?t du 6 octobre 2005, ? 48).
33. La Cour note que, la proc?dure en cassation introduite par le requ?rant conform?ment ? la loi Pinto ?tant pendante au 10 mai 2006, cette partie de la requ?te est pr?matur?e et doit ?tre rejet?e pour non-?puisement des voies de recours internes selon l?article 35 ?? 1 et 4 de la Convention.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 8 DE LA CONVENTION, QUANT AU DROIT AU RESPECT DE LA VIE PRIV?E DU REQU?RANT
34. Invoquant l?article 8 de la Convention, le requ?rant se plaint d?une atteinte ? son droit au respect de sa vie priv?e dans la mesure o?, en raison de l?inscription de son nom dans le registre des faillis, il ne peut exercer aucune activit? professionnelle ou commerciale. En outre, il d?nonce le fait que, selon l?article 143 de la loi sur la faillite, sa r?habilitation, qui met fin ? ces incapacit?s personnelles, ne peut ?tre demand?e que cinq ans apr?s la cl?ture de la proc?dure de faillite. L?article 8 de la Convention est ainsi libell? :
? 1. Toute personne a droit au respect de sa vie priv?e (…).
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien-?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
A. Sur la recevabilit?
35. La Cour constate que le grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
36. La Cour consid?re que l?ensemble des incapacit?s d?rivant de l?inscription du nom du failli dans le registre entra?ne en soi une ing?rence dans le droit au respect de la vie priv?e du requ?rant qui, compte tenu de la nature automatique de ladite inscription, de l?absence d?une ?valuation et d?un contr?le juridictionnels sur l?application des incapacit?s y relatives ainsi que du laps de temps pr?vu pour l?obtention de la r?habilitation, n?est pas ? n?cessaire dans une soci?t? d?mocratique ? au sens de l?article 8 ? 2 de la Convention.
La Cour estime donc qu?il y a eu violation de l?article 8 de la Convention.
III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 13 DE LA CONVENTION
37. Invoquant l?article 13 de la Convention, le requ?rant se plaint de ne pas disposer d?un recours effectif pour se plaindre des incapacit?s patrimoniales et personnelles le touchant pendant toute la proc?dure de faillite et jusqu?? l?obtention de sa r?habilitation. Cet article est ainsi libell? :
? Toute personne dont les droits et libert?s reconnus dans la (…) Convention ont ?t? viol?s, a droit ? l?octroi d?un recours effectif devant une instance nationale, alors m?me que la violation aurait ?t? commise par des personnes agissant dans l?exercice de leurs fonctions officielles. ?
A. Sur la recevabilit?
38. Quant ? la partie du grief concernant la limitation prolong?e du droit au respect des biens (article 1 du Protocole no 1), de la correspondance (article 8 de la Convention) et de la libert? de circulation du requ?rant (article 2 du Protocole no 4), la Cour rappelle avoir conclu ? l?irrecevabilit? de ces griefs. Partant, elle estime que, ne s?agissant pas de griefs ? d?fendables ? au regard de la Convention, cette partie de la requ?te doit ?tre rejet?e en tant que manifestement mal fond?e selon l?article 35 ?? 3 et 4 de la Convention.
39. Quant ? la partie du grief portant sur les incapacit?s personnelles d?rivant de l?inscription du nom du failli dans le registre des faillis et perdurant jusqu?? l?obtention de la r?habilitation civile, la Cour constate qu?elle n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
40. La Cour a d?j? trait? d?affaires soulevant des questions semblables ? celles du cas d?esp?ce et a constat? la violation de l?article 13 de la Convention (voir Bottaro c. Italie, no 56298/00, ?? 41-46, 17 juillet 2003).
41. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n?a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent.
Partant, la Cour conclut qu?il y a eu violation de l?article 13 de la Convention.
IV. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
42. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
43. Le requ?rant pr?sente une expertise chiffrant ? 88 068 euros (EUR) le pr?judice mat?riel qu?il aurait subi. Cette somme correspond au salaire minimum (pensione sociale) qu?il aurait re?u ? partir de sa d?claration de faillite. Le requ?rant r?clame aussi 200 000 EUR pour le dommage moral qu?il aurait subi.
44. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
45. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre les violations constat?es et le dommage mat?riel all?gu? et rejette la demande. Quant au pr?judice moral, elle estime que, eu ?gard ? toutes les circonstances de l?affaire, les constats de violation figurant dans le pr?sent arr?t fournissent par eux-m?mes une satisfaction ?quitable suffisante.
B. Frais et d?pens
46. Le requ?rant demande ?galement 29 927,40 EUR pour les frais et d?pens encourus devant la Cour ainsi que 1 813,02 EUR pour les frais d?expertise.
47. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
48. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour estime raisonnable la somme de 2 000 EUR au titre des frais et d?pens pour la proc?dure devant la Cour et l?accorde au requ?rant.
C. Int?r?ts moratoires
49. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable quant aux griefs tir?s des articles 8, en ce qui concerne le droit au respect de la vie priv?e du requ?rant, et 13 de la Convention, en ce qui concerne l?absence d?un recours pour se plaindre des incapacit?s d?rivant de l?inscription du nom du failli dans le registre, et irrecevable pour le surplus ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 8 de la Convention ;
3. Dit qu?il y a eu violation de l?article 13 de la Convention ;
4. Dit que les constats de violation figurant dans le pr?sent arr?t fournissent par eux-m?mes une satisfaction ?quitable suffisante pour le dommage moral ;
5. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 2 000 EUR (deux mille euros) pour frais et d?pens, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
6. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 6 juillet 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupancic
Greffier Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 21/06/2024