AFFAIRE CAPOCCIA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE CAPOCCIA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 29, P1-1
Numero: 30227/01/2006
Stato: Italia
Data: 2006-10-05 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; soddisfazione equa riservata
TERZA SEZIONE
CAUSA CAPOCCIA C. ITALIA
( Richiesta no 30227/03)
SENTENZA
STRASBURGO
5 ottobre 2006
DEFINITIVO
05/01/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Capoccia c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, C. B?rsan, V. Zagrebelsky, E. Myjer, Davide Th?r Bj?rgvinsson, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,
e della Sig.ra F. Araci, cancelliera collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 14 settembre 2006, Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 30227/03) diretta contro la Repubblica italiana e in cui tre cittadini di questo Stato, Sigg. G. C., F. C. e G. C. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 11 settembre 2003 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dal Sig. R. B., G. E. e B. F., avvocati a Sora. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. il Sig. Braguglia, e dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. Il 4 marzo 2005, la Corte, terza sezione, ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1959, 1927 e 1925 e risiedono rispettivamente a Cassino e San Paolo (Brasile).
5. I richiedenti sono comproprietari nella misura di tre quinti di un terreno edificabile ubicato a Cassino e registrato al catasto, foglio 36, appezzamenti 2 e 7. Hanno ereditato questo terreno da due persone differenti.
6. Con un’ordinanza del 7 novembre 1977, il consiglio comunale (Giunta muncipale) di Cassino approv? un progetto di costruzione di abitazioni ad affitto moderato sul terreno.
1. L’occupazione della prima parte del terreno
7. Con un’ordinanza del 3 aprile 1978, il consiglio comunale di Cassino autorizz? l’istituto autonomo di gestione dei HLM (“IACP”) ad occupare di emergenza una parte del terreno, ossia 5 954 metri quadrati, per un periodo massimale di cinque anni a contare dall’occupazione materiale, in vista della sua espropriazione per procedere alla costruzione delle abitazioni ad affitto moderato.
8. Il 27 giugno 1978, l’IACP procedette all’occupazione materiale di questa parte del terreno.
2. L’occupazione della seconda parte del terreno
9. Con un’ordinanza del 2 aprile 1980, la municipalit? autorizz? l’IACP ad occupare di emergenza un’altra parte del terreno, ossia 32 244 metri quadrati, per un periodo massimale di cinque anni a contare dall’occupazione materiale, in vista della sua espropriazione per procedere alla costruzione delle abitazioni ad affitto moderato.
10. Il 16 giugno 1980, l’IACP procedette all’occupazione materiale di questa parte del terreno.
3. Il procedimento sollecitato dinnanzi alle giurisdizioni interne
11. Con un atto di citazione notificato il 13 marzo 1990, i richiedenti, avendo ereditato nel frattempo, introdussero dinnanzi al tribunale di Cassino un’azione in danno-interessi contro la municipalit? di Cassino e dell’IACP. Facevano valere che l’occupazione delle due parti del terreno era illegale, dato che era proseguita al di l? del periodo autorizzato, senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale ed al pagamento di un’indennit?. Chiedevano un risarcimento corrispondente ai tre quinti del valore venale delle due parti del terreno che era stato occupato, pi? interessi e rivalutazione.
12. Durante il processo, una perizia fu depositata alla cancelleria. Secondo il perito, le parti del terreno occupato avevano un’estensione globale di 38 700 metri quadrati. Il loro valore venale globale al momento della scadenza dei termini di occupazione autorizzata, ossia rispettivamente il 27 giugno 1983 e 16 giugno 1986, era di 619 200 000 ITL, o 16 000 ITL il metro quadrato. Inoltre, il perito valut? a 154 800 000 ITL l’indennit? di occupazione.
13. Con un giudizio depositato alla cancelleria il 30 agosto 1999, il tribunale di Cassino deliber? che la propriet? delle parti del terreno occupato era stata trasferita all’amministrazione in ragione della trasformazione irreversibile di questa, in virt? del principio dell’espropriazione indiretta.
14. In quanto alla prima parte del terreno, occupata il 27 giugno 1978, il tribunale dichiar? che il diritto dei richiedenti al risarcimento era prescritto.
15. Per ci? che riguarda la seconda parte del terreno, occupata il 16 giugno 1980, il tribunale deliber? che i richiedenti avevano diritto ad un risarcimento, calcolato nella misura dei tre quinti del risarcimento relativo a questa parte del terreno globalmente considerato. Il tribunale calcol? questo risarcimento al senso della legge di bilancio no 662 di 1996, nel frattempo entrata in vigore, e condann? la municipalit? e l’IACP a versare ai richiedenti dunque la somma di 172 898 880 ITL, a titolo di risarcimento per la perdita di questa parte del terreno, e di 92 880 000 ITL, a titolo di indennit? di occupazione.
16. Con un atto notificato il 10 novembre 1999, i richiedenti interposero appello a questo giudizio dinnanzi alla corte di appello di Roma, facendo valere in particolare che avevano diritto ad un risarcimento uguale ai tre quinti del valore venale delle due parti del terreno che erano state occupate.
17. L’iacp si costitu? nel procedimento, attaccando in particolare il giudizio del tribunale nella parte in cui aveva riconosciuto il diritto dei richiedenti ad un’indennit? di occupazione, per il motivo che questi ultimi non avevano chiesto al tribunale simile indennit?.
18. Con una sentenza depositata alla cancelleria l? 11 febbraio 2002, la corte di appello di Roma respinse l’appello dei richiedenti e deliber? che questi ultimi non avevano diritto a nessuna indennit? di occupazione, tenuto conto del fatto che non l’avevano chiesta dinnanzi al tribunale. Di conseguenza, la corte di appello condann? la municipalit? e l’IACP a versare unicamente ai richiedenti il risarcimento conseguente alla perdita della seconda parte del terreno occupato, che valut? a 172 898 640 ITL, o 89 294,70 EUR.
19. Secondo i richiedenti, questa sentenza della corte di appello ha acquisito forza di cosa giudicata il 29 marzo 2003.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
20. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELLA’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
21. I richiedenti adducono essere stati privati del loro terreno in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
22. Il Governo non solleva eccezioni concernenti l’ammissibilit? di questa lagnanza.
23. La Corte constata che la lagnanza non ? manifestamente male fondato al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questo non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararlo ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
24. Il Governo fa osservare che, nel caso specifico, si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui nessuno decreto di espropriazione ? stato adottato.
25. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? stato rimesso in causa dalle giurisdizioni nazionali.
26. Secondariamente, la privazione del bene come risulta dall’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Il principio dell’espropriazione indiretta dovrebbe essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e dalla legge di bilancio no 662 del 1996.
27. Il Governo ne conclude che a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
28. A questo riguardo, il Governo ricorda che la giurisprudenza della Corte ha riconosciuto che l’idea di legge ricopre i principi generali enunciati o da lei implicati (Winterwerp c. Paesi Bassi, sentenza del 24 ottobre 1979, serie A no 33 ? 45) cos? come del diritto no scritto (vedere il sentenza Sunday Time c. Regno Unito (no 1) del 26 aprile 1979, serie A no 30, ? 47).
29. Ne segue che la giurisprudenza consolidata dalla Corte di cassazione non potrebbe essere esclusa dalla nozione di legge al senso della Convenzione.
30. Il Governo ricorda che in una causa tedesca (Forrer – Niedenthal c. Germania, sentenza del 20 febbraio 2003) la Corte ha considerato una legge tedesca del 1997 come sufficiente, malgrado la sua imprevedibilit? manifesta, per fornire una base legale alle decisioni che hanno privato il richiedente di ogni protezione contro l’attentato portato alla sua propriet?. Il Governo chiede alla Corte di applicare lo stesso criterio di giudizio alla presente causa.
31. Per ci? che riguarda la qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un decreto di espropriazione non sia stato pronunciato ? in si una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
32. Tuttavia, tenuto conto del fatto che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile in ragione della costruzione di un?opera di utilit? pubblica, la restituzione di questo non ? pi? possibile.
33. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, che tende a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e risponde all’utilit? pubblica.
34. In quanto all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra i sacrifici imposti agli individui ed il compenso concesso a questi, il Governo riconosce che l’amministrazione ? tenuta ad indennizzare l’individuo.
35. Per?, questo indennizzo pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
36. Il Governo ammette che i richiedenti non hanno potuto essere indennizzati interamente e che per effetto della legge no 662 del 1996, l’indennit? accordata era inferiore al valore del terreno.
37. Tuttavia, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo, il Governo sostiene che l’importo dell’indennit? che i richiedenti hanno potuto ottenere rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. Ricorda inoltre che l’indennit? come plafonata dalla legge in causa sar? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stata accordata se l’espropriazione fosse stata regolare.
38. Alla luce di queste considerazioni e riferendosi alle cause Forrer – Niedenthal c. Germania, precitata, ed OGIS-istituto Stanislas, OGEC Santo – Gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia, numero 42219/98 e 54563/00, 27 maggio 2004, il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato.
b, I richiedenti,
39. I richiedenti si oppongono alla tesi del Governo.
40. Fanno osservare che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?.
41. I richiedenti denunciano una mancanza di chiarezza, prevedibilit? e precisazione dei principi e delle disposizioni applicati al loro caso per il motivo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, non basta a soddisfare al principio di legalit?.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
42. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione fosse equivalsa ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
43. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni interne hanno considerato i richiedenti come privato del loro bene in ragione della sua trasformazione irreversibile. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che la sentenza della corte di appello di Roma ha avuto per effetto di privare i richiedenti del loro bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, ? 61, CEDH 2000-VI, e Brumarescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
44. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1, tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed dai principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitato, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire solo quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
45. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore dei richiedenti non ha avuto luogo (Carbonara e Ventura, precitato, ? 62).
b) Sul rispetto del principio di legalit?
46. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, precitato; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? per il motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
47. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni italiane hanno considerato i richiedenti come privati del loro bene in ragione della sua trasformazione irreversibile, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruiscono. Ora, nella mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, i richiedenti non hanno avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 29 marzo 2003, data alla quale la sentenza della corte di appello di Roma ? diventata definitiva.
48. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione trarre vantaggio da un’occupazione illegale di terreno. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare del terreno a disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra l?altro, senza che un’indennit? fosse messa in parallelo a disposizione degli interessati.
49. Per quanto riguarda l’indennit?, la Corte constata che l’applicazione retroattiva della legge no 662 del 1996 al caso specifico ha avuto per effetto di privare i richiedenti della possibilit? di ottenere risarcimento del danno subito.
50. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni dei richiedenti dunque.
51. Quindi, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
52. I richiedenti si lamentano dell’adozione e l’applicazione della legge no 662 del 23 dicembre 1996. La lagnanza ? stata comunicata sotto l’angolo dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
A. Sull’ammissibilit?
53. Il Governo sostiene che la richiesta ? tardiva, dato che il termine di sei mesi contemplati all’articolo 35 della Convenzione sarebbe cominciato a decorrere sia il 1 gennaio 1997, data dell’entrata in vigore della legge no 662 del 1996, o il 30 aprile 1999, data del deposito alla cancelleria della sentenza con il quale la Corte costituzionale ha giudicato questa legge compatibile con la Costituzione. In appoggio delle sue affermazioni, il Governo cita la causa Miconi c. Italia, (Miconi c. Italia, (d?c.), no 66432/01, 6 maggio 2004).
54. I richiedenti si oppongono alla tesi del Governo.
55. La Corte ricorda che ha respinto delle eccezioni simili nelle cause Serrao c. Italia, (no 67198/01, 13 ottobre 2005) e Binotti c. Italia no 2 (no 71603/01, 13 ottobre 2005.) Non vede nessuno motivo di scostarsi dalle sue precedenti conclusioni e respinge l’eccezione del Governo dunque.
56. La Corte constata che la lagnanza non ? manifestamente male fondato al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questo non si si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararlo ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
57. Il Governo osserva che la legge controversa non ? stata adottata per influenzare la conclusione del procedimento intentato dai richiedenti. Inoltre, l’applicazione di questa legge non avrebbe avuto ripercussioni negative per i richiedenti. Ne conclude che l’applicazione della disposizione controversa alla causa dei richiedenti non solleva nessuno problema allo sguardo della Convenzione. In appoggio delle sue tesi, il Governo si riferisce in particolare alle sentenze Forrer-Niedenthal c. Germania, precitata, OGIS – Istituto Stanislas, OGEC Santo-gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia, precitata, e B?ck c. Finlandia (no 37598/97, CEDH 2004-VIII,).
58. I richiedenti contestano la tesi del Governo.
2. Valutazione della Corte
59. La Corte ha appena constatato, sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la situazione denunciata dai richiedenti non ? conforme al principio di legalit?, paragrafi di 49 a 51 sopra. Avuto riguardo dei motivi che hanno portato la Corte a questa constatazione di violazione, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione di questa disposizione (vedere, a contrario, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 e ?? 132 – 133, CEDH 2006 -).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
60. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
61. A titolo di danno materiale, i richiedenti sollecitano da prima il versamento di un risarcimento di 102 579,36 EUR, aumentato di interessi e rivalutazione.
62. Inoltre, chiedono un’indennit? di occupazione uguale agli interessi calcolati sulla somma di 191 874,06 EUR, corrispondente al valore venale del terreno.
63. Infine, sollecitano il versamento di un’indennit? per non – godimento del terreno e di un’indennit? che corrisponde al plusvalore portato al terreno dal lavoro pubblico costruito, senza valutare tuttavia queste.
64. Per ci? che riguarda il danno morale, i richiedenti chiedono la somma di 60 000 EUR.
65. Infine, chiedono 50 000 EUR per oneri di procedimento dinnanzi alla Corte, tassa sul valore aggiunto (IVA) e contributi alla cassa di previdenza degli avvocati (CPA) in pi?.
66. In quanto al danno materiale, il Governo sostiene che i richiedenti non hanno supportato le loro domande e che ad ogni modo le somme chieste sarebbero eccessive.
67. A titolo sussidiario, fa valere che i criteri di calcolo di tale risarcimento adoperato dai richiedenti sarebbero inesatti.
68. Infine, il Governo contesta le modalit? di calcolo del danno materiale adoperato nelle sentenze Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia (soddisfazione equa), no 31524/96, 30 ottobre 2003, e Carbonara e Ventura c. Italia (soddisfazione equa), no 24638/94, 11 dicembre 2003.
69. Per ci? che riguarda il danno morale e gli oneri del procedimento a Strasburgo, il Governo trova che le somme richieste dai richiedenti sono eccessive e si rimette alla saggezza della Corte.
70. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? ulteriore procedimento, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza tratta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 5 ottobre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Fatos Araci Bo?tjan il Sig. Zupancic Cancelliera collaboratrice Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE CAPOCCIA c. ITALIE
(Requ?te no 30227/03)
ARR?T
STRASBOURG
5 octobre 2006
D?FINITIF
05/01/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Capoccia c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
E. Myjer,
David Th?r Bj?rgvinsson,
Mme I. Ziemele, juges,
et de Mme F. Araci, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 14 septembre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 30227/03) dirig?e contre la R?publique italienne et dont trois ressortissants de cet ?tat, MM. G. C., F. C. et G. C. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 11 septembre 2003 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Mes R. B., G. E. et B. F., avocats ? Sora. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, et par son coagent, M. F. Crisafulli.
3. Le 4 mars 2005, la Cour (troisi?me section) a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant de l’article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
4. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1959, 1927 et 1925 et r?sident respectivement ? Cassino et Sao Paulo (Br?sil).
5. Les requ?rants sont copropri?taires en raison des trois cinqui?mes d’un terrain constructible sis ? Cassino et enregistr? au cadastre, feuille 36, parcelles 2 et 7. Ils ont h?rit? ce terrain de deux personnes diff?rentes.
6. Par un arr?t? du 7 novembre 1977, le conseil municipal (Giunta muncipale) de Cassino approuva un projet de construction d’habitations ? loyer mod?r? sur le terrain.
1. L’occupation de la premi?re partie du terrain
7. Par un arr?t? du 3 avril 1978, le conseil municipal de Cassino autorisa l’Institut autonome de gestion des HLM (? IACP ?) ? occuper d’urgence une partie du terrain, ? savoir 5 954 m?tres carr?s, pour une p?riode maximale de cinq ans ? compter de l’occupation mat?rielle, en vue de son expropriation afin de proc?der ? la construction des habitations ? loyer mod?r?.
8. Le 27 juin 1978, l’IACP proc?da ? l’occupation mat?rielle de cette partie du terrain.
2. L’occupation de la deuxi?me partie du terrain
9. Par un arr?t? du 2 avril 1980, la municipalit? autorisa l’IACP ? occuper d’urgence une autre partie du terrain, ? savoir 32 244 m?tres carr?s, pour une p?riode maximale de cinq ans ? compter de l’occupation mat?rielle, en vue de son expropriation afin de proc?der ? la construction des habitations ? loyer mod?r?.
10. Le 16 juin 1980, l’IACP proc?da ? l’occupation mat?rielle de cette partie du terrain.
3. La proc?dure diligent?e devant les juridictions internes
11. Par un acte d’assignation notifi? le 13 mars 1990, les requ?rants, ayant entre-temps h?rit?, introduisirent devant le tribunal de Cassino une action en dommages-int?r?ts ? l’encontre de la municipalit? de Cassino et de l’IACP. Ils faisaient valoir que l’occupation des deux parties du terrain ?tait ill?gale, ?tant donn? qu’elle s’?tait poursuivie au-del? de la p?riode autoris?e, sans qu’il f?t proc?d? ? l’expropriation formelle et au paiement d’une indemnit?. Ils demandaient un d?dommagement correspondant aux trois cinqui?mes de la valeur v?nale des deux parties du terrain qui avaient ?t? occup?es, plus int?r?ts et r??valuation.
12. Au cours du proc?s, une expertise fut d?pos?e au greffe. Selon l’expert, les parties du terrain occup?es avaient une extension globale de 38 700 m?tres carr?s. Leur valeur v?nale globale au moment de l’expiration des d?lais d’occupation autoris?e, ? savoir respectivement les 27 juin 1983 et 16 juin 1986, ?tait de 619 200 000 ITL, soit 16 000 ITL le m?tre carr?. En outre, l’expert ?valua ? 154 800 000 ITL l’indemnit? d’occupation.
13. Par un jugement d?pos? au greffe le 30 ao?t 1999, le tribunal de Cassino statua que la propri?t? des parties du terrain occup?es avait ?t? transf?r?e ? l’administration en raison de la transformation irr?versible de celles-ci, en vertu du principe de l’expropriation indirecte.
14. Quant ? la premi?re partie du terrain, occup?e le 27 juin 1978, le tribunal d?clara que le droit des requ?rants au d?dommagement ?tait prescrit.
15. S’agissant de la deuxi?me partie du terrain, occup?e le 16 juin 1980, le tribunal statua que les requ?rants avaient droit ? un d?dommagement, calcul? en raison des trois cinqui?mes du d?dommagement relatif ? cette partie du terrain globalement consid?r?e. Le tribunal calcula ce d?dommagement au sens de la loi budg?taire no 662 de 1996, entre-temps entr?e en vigueur, et condamna donc la municipalit? et l’IACP ? verser aux requ?rants les sommes de 172 898 880 ITL, ? titre de d?dommagement pour la perte de cette partie du terrain, et de 92 880 000 ITL, ? titre d’indemnit? d’occupation.
16. Par un acte notifi? le 10 novembre 1999, les requ?rants interjet?rent appel de ce jugement devant la cour d’appel de Rome, faisant notamment valoir qu’ils avaient droit ? un d?dommagement ?gal aux trois cinqui?mes de la valeur v?nale des deux parties du terrain qui avaient ?t? occup?es.
17. L’IACP se constitua dans la proc?dure, attaquant le jugement du tribunal notamment dans la partie o? il avait reconnu le droit des requ?rants ? une indemnit? d’occupation, au motif que ces derniers n’avaient pas demand? au tribunal une telle indemnit?.
18. Par un arr?t d?pos? au greffe le 11 f?vrier 2002, la cour d’appel de Rome rejeta l’appel des requ?rants et statua que ces derniers n’avaient droit ? aucune indemnit? d’occupation, compte tenu de ce qu’ils ne l’avaient pas demand?e devant le tribunal. Par cons?quent, la cour d’appel condamna la municipalit? et l’IACP ? verser aux requ?rants uniquement le d?dommagement cons?quent ? la perte de la deuxi?me partie du terrain occup?e, qu’elle ?valua ? 172 898 640 ITL, soit 89 294,70 EUR.
19. D’apr?s les requ?rants, cet arr?t de la cour d’appel a acquis force de chose jug?e le 29 mars 2003.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
20. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
21. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
22. Le Gouvernement ne soul?ve pas d’exceptions concernant la recevabilit? de ce grief.
23. La Cour constate que le grief n’est pas manifestement mal fond? au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
24. Le Gouvernement fait observer que, dans le cas d’esp?ce, il s’agit d’une occupation de terrain dans le cadre d’une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d’utilit? publique. Il admet que la proc?dure d’expropriation n’a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun d?cret d’expropriation n’a ?t? adopt?.
25. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n’a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.
26. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l’expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Le principe de l’expropriation indirecte devrait ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l’arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.
27. Le Gouvernement en conclut qu’? partir de 1983, les r?gles de l’expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.
28. A cet ?gard, le Gouvernement rappelle que la jurisprudence de la Cour a reconnu que l’id?e de loi recouvre les principes g?n?raux ?nonc?s ou impliqu?s par elle (Winterwerp c. Pays-Bas, arr?t du 24 octobre 1979, s?rie A no 33 ? 45) ainsi que du droit non ?crit (voir l’arr?t Sunday Times c. Royaume-Uni (no 1) du 26 avril 1979, s?rie A no 30, ? 47).
29. Il s’ensuit que la jurisprudence consolid?e de la Cour de cassation ne saurait ?tre exclue de la notion de loi au sens de la Convention.
30. Le Gouvernement rappelle que dans une affaire allemande (Forrer – Niedenthal c. Allemagne, arr?t du 20 f?vrier 2003) la Cour a consid?r? une loi allemande de 1997 comme suffisante, malgr? son impr?visibilit? manifeste, pour fournir une base l?gale aux d?cisions qui ont priv? la requ?rante de toute protection contre l’atteinte port? ? sa propri?t?. Le Gouvernement demande ? la Cour d’appliquer le m?me crit?re de jugement ? la pr?sente affaire.
31. S’agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu’un d?cret d’expropriation n’ait pas ?t? prononc? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
32. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible en raison de la construction d’une ?uvre d’utilit? publique, la restitution de celui-ci n’est plus possible.
33. Le Gouvernement d?finit l’expropriation indirecte comme le r?sultat d’une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l’int?r?t g?n?ral pr?vale sur l’int?r?t des particuliers, lorsque l’ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et r?pond ? l’utilit? publique.
34. Quant ? l’exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? aux particuliers et la compensation octroy?e ? ceux-ci, le Gouvernement reconna?t que l’administration est tenue d’indemniser le particulier.
35. Cependant, cette indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l’int?ress?, vu que l’expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l’ill?galit? commise par l’administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
36. Le Gouvernement admet que les requ?rants n’ont pas pu ?tre enti?rement indemnis?s et que par l’effet de la loi no 662 de 1996, l’indemnit? accord?e est inf?rieure ? la valeur du terrain.
37. Toutefois, vu que l’expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif, le Gouvernement soutient que le montant de l’indemnit? que les requ?rants ont pu obtenir rentre dans la marge d’appr?ciation laiss?e aux ?tats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. Il rappelle en outre que l’indemnit? telle que plafonn?e par la loi en cause sera en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l’expropriation avait ?t? r?guli?re.
38. A la lumi?re de ces consid?rations et se referant aux affaires Forrer – Niedenthal c. Allemagne (pr?cit?) et OGIS-Institut Stanislas, OGEC Saint – Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (nos 42219/98 et 54563/00, 27 mai 2004), le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect?.
b) Les requ?rants
39. Les requ?rants s’opposent ? la th?se du Gouvernement.
40. Ils font observer que l’expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l’autorit? publique d’acqu?rir un bien en toute ill?galit?.
41. Les requ?rants d?noncent un manque de clart?, pr?visibilit? et pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? leur cas au motif qu’un principe jurisprudentiel, tel que celui de l’expropriation indirecte, ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit?.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l’existence d’une ing?rence
42. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
43. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions internes ont consid?r? les requ?rants comme ?tant priv?s de leur bien en raison de sa transformation irr?versible. A d?faut d’un acte formel d’expropriation, le constat d’ill?galit? de la part du juge est l’?l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que l’arr?t de la cour d’appel de Rome a eu pour effet de priver les requ?rants de leur bien au sens de la deuxi?me phrase de l’article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, ? 61, CEDH 2000-VI, et Brumarescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
44. Pour ?tre compatible avec l’article 1 du Protocole no 1, une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d’utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L’ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d’examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu’il s’est av?r? que l’ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n’?tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
45. D?s lors, la Cour n’estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu’une r?paration int?grale en faveur des requ?rants n’a pas eu lieu (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
46. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI, et Carbonara et Ventura c. Italie, pr?cit? ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
47. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu’en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions italiennes ont consid?r? les requ?rants comme priv?s de leur bien en raison de sa transformation irr?versible, les conditions d’ill?galit? de l’occupation et d’int?r?t public de l’ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l’absence d’un acte formel d’expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n’est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l’on peut consid?rer le principe de l’expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l’acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, les requ?rants n’ont eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 29 mars 2003, date ? laquelle l’arr?t de la cour d’appel de Rome est devenu d?finitif.
48. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l’administration de tirer parti d’une occupation de terrain ill?gale. En d’autres termes, l’administration a pu s’approprier du terrain au m?pris des r?gles r?gissant l’expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu’une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition des int?ress?s.
49. S’agissant de l’indemnit?, la Cour constate que l’application r?troactive de la loi no 662 de 1996 au cas d’esp?ce a eu pour effet de priver les requ?rants de la possibilit? d’obtenir r?paration du pr?judice subi.
50. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l’ing?rence litigieuse n’est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu’elle a donc enfreint le droit au respect des biens des requ?rants.
51. D?s lors, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
52. Les requ?rants se plaignent de l’adoption et l’application de la loi no 662 du 23 d?cembre 1996. Le grief a ?t? communiqu? sous l’angle de l’article 6 ? 1 de la Convention, qui, en ses passages pertinents, dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
A. Sur la recevabilit?
53. Le Gouvernement soutient que la requ?te est tardive, ?tant donn? que le d?lai de six mois pr?vu ? l’article 35 de la Convention aurait commenc? ? courir soit le 1er janvier 1997, date de l’entr?e en vigueur de la loi no 662 de 1996, soit le 30 avril 1999, date du d?p?t au greffe de l’arr?t par lequel la Cour constitutionnelle a jug? cette loi compatible avec la Constitution. A l’appui de ses all?gations, le Gouvernement cite l’affaire Miconi c. Italie (Miconi c. Italie, (d?c.), no 66432/01, 6 mai 2004).
54. Les requ?rants s’opposent ? la th?se du Gouvernement.
55. La Cour rappelle qu’elle a rejet? des exceptions semblables dans les affaires Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005) et Binotti c. Italie (no 2) (no 71603/01, 13 octobre 2005). Elle n’aper?oit aucun motif de s’?carter de ses pr?c?dentes conclusions et rejette donc l’exception du Gouvernement.
56. La Cour constate que le grief n’est pas manifestement mal fond? au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
57. Le Gouvernement observe que la loi litigieuse n’a pas ?t? adopt?e pour influencer le d?nouement de la proc?dure intent?e par les requ?rants. En outre, l’application de cette loi n’aurait pas eu de r?percussions n?gatives pour les requ?rants. Il en conclut que l’application de la disposition litigieuse ? la cause des requ?rants ne soul?ve aucun probl?me au regard de la Convention. A l’appui de ses th?ses, le Gouvernement se r?f?re notamment aux arr?ts Forrer-Niedenthal c. Allemagne (pr?cit?), OGIS – Institut Stanislas, OGEC Saint-Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (pr?cit?) et B?ck c. Finlande (no 37598/97, CEDH 2004-VIII).
58. Les requ?rants contestent la th?se du Gouvernement.
2. Appr?ciation de la Cour
59. La Cour vient de constater, sous l’angle de l’article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par les requ?rants n’est pas conforme au principe de l?galit? (paragraphes de 49 ? 51 ci-dessus). Eu ?gard aux motifs ayant amen? la Cour ? ce constat de violation, la Cour estime qu’il n’y a pas lieu d’examiner s’il y a eu, en l’esp?ce, violation de cette disposition (voir, a contrario, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 et ?? 132 – 133, CEDH 2006-).
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
60. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
61. A titre de pr?judice mat?riel, les requ?rants sollicitent d’abord le versement d’un d?dommagement de 102 579,36 EUR, assorti d’int?r?ts et r??valuation.
62. En outre, ils demandent une indemnit? d’occupation ?gale aux int?r?ts calcul?s sur la somme de 191 874,06 EUR, correspondant ? la valeur v?nale du terrain.
63. Enfin, ils sollicitent le versement d’une indemnit? pour non – jouissance du terrain et d’une indemnit? correspondant ? la plus-value apport?e au terrain par l’ouvrage public y construit, sans toutefois chiffrer celles-ci.
64. S’agissant du pr?judice moral, les requ?rants demandent la somme de 60 000 EUR.
65. Enfin, ils demandent 50 000 EUR pour les frais de proc?dure devant la Cour, taxe sur la valeur ajout?e (TVA) et contributions ? la caisse de pr?voyance des avocats (CPA) en sus.
66. Quant au pr?judice mat?riel, le Gouvernement soutient que les requ?rants n’ont pas ?tay? leurs demandes et qu’en tout ?tat de cause les sommes demand?es seraient excessives.
67. A titre subsidiaire, il fait valoir que les crit?res de calcul d’un tel d?dommagement employ?s par les requ?rants seraient inexactes.
68. Enfin, le Gouvernement conteste les modalit?s de calcul du dommage mat?riel employ?es dans les arr?ts Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie (satisfaction ?quitable), no 31524/96, 30 octobre 2003, et Carbonara et Ventura c. Italie (satisfaction ?quitable), no 24638/94, 11 d?cembre 2003.
69. S’agissant du dommage moral et des frais de la proc?dure ? Strasbourg, le Gouvernement trouve que les sommes r?clam?es par les requ?rants sont excessives et s’en remet ? la sagesse de la Cour.
70. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rants parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu’il n’y a pas lieu d’examiner le grief tir? de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 5 octobre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Fatos Araci Bo?tjan M. Zupancic
Greffi?re adjointe Pr?sident

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