AFFAIRE AMURARITEI c. ROUMANIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE AMURARITEI c. ROUMANIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, 6, 29, P1-1
Numero: 4351/02/2008
Stato: Romania
Data: 2008-09-23 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; violazione di P1-1; Danno materiale e danno morale- risarcimento, globale,
TERZA SEZIONE
CAUSA AMURARITEI C. ROMANIA
( Richiesta no 4351/02)
SENTENZA
STRASBURGO
23 settembre 2008
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Amuraritei c. Romania,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
Josep Casadevall, presidente,
Elisabet Fura-Sandstr?m,
Corneliu B?rsan,
Bo?tjan il Sig. Zupancic,
Alvina Gyulumyan,
Egbert Myjer,
Luccica L?pez Guerra, giudici,
e da Santiago Quesada, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 2 settembre 2008,
Rende la sentenza che ha, adottata in questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 4351/02) diretta contro la Romania e in cui una cittadina di questo Stato, la Sig.ra M. A. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 28 febbraio 2001 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il governo rumeno (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. Razvan-Horatiu Radu, del ministero delle Cause estere.
3. Il 10 ottobre 2005, la Corte ha deciso di comunicare al Governo i motivi d?appello tratti dall’articolo 6 ? 1 in quanto al rispetto della sicurezza dei rapporti giuridici e dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione. Come permesso dalle disposizioni dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero stati esaminati l’ammissibilit? ed il merito della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
4. Il richiedente ? nato nel 1919 e ha risieduto a P?ngara?i, Neamt.
A. La genesi della causa
5. M.V, il padre del richiedente, era il proprietario di un terreno di una superficie totale di 7 132 m2 che si trovavano all’esterno del perimetro del villaggio di P?ngara?i, in localit? “Bejenie”.
6. In una data non precisata, una parte di questo terreno, di una superficie di 3 000 m2, fu espropriata.
7. Il 25 gennaio 1985, dopo l’espropriazione, lo stato trasfer? il diritto di propriet? su questa parte di terreno, con un contratto di scambio, ad un terzo, M.A.
8. M.V. e M.A. decedettero uno come l’altro e V., figlia ed erede di M.A, si ritrov? anche nella situazione di moglie superstite di uno dei figli di M.V.
B. L’azione in annullamento del contratto di scambio
9. Con un giudizio del 16 novembre 1989, il tribunale di prima istanza di Piatra Neam? respinse l’azione impegnata dagli eredi di M.V. contro V. in vista di ottenere l’annullamento del contratto di scambio. Questo giudizio fu confermato in appello con una sentenza del tribunale dipartimentale di Neam? resa il 5 giugno 1990 e diventata definitiva.
Le giurisdizioni stimarono che il contratto rispettava le condizioni legali e che il terreno era stato espropriato conformemente alle disposizioni legali e conclusero che la superficie di 3 000 m? in controversia non doveva quindi essere inclusa nella massa successoria.
C. La spartizione successoria
10. Con una sentenza incidentale del 7 luglio 1989, il tribunale di prima istanza di Piatra Neam? riconobbe la qualit? di eredi di M.V. ai figli ancora in vita ed a V. Il tribunale constat? anche che il terreno di 3 000 m2 in localit? Bejenie non faceva parte della massa successoria.
11. Con un giudizio del 25 novembre 1991, il tribunale di prima istanza divise la massa successoria, tenuto conto delle prove inserite nella pratica cos? ch? nel modo in cui gli eredi possedevano, al momento del decesso di loro padre, diversi beni della massa successoria. Assegn? al richiedente una porzione di 1 600 m2 del terreno di Bejenie ed a V. una porzione di 2 532 m2 dello stesso terreno.
12. L’appello introdotto contro questo giudizio da certi eredi tra cui V., fu respinto da una sentenza del tribunale dipartimentale del 26 novembre 1992.
13. V. introdusse un ricorso (recur) contro questa sentenza al motivo che le giurisdizioni di prima istanza e di appello avevano incluso erroneamente nella massa successoria due terreni: da una parte, il terreno che apparteneva gi? in realt? a suo padre, M.A, in seguito allo scambio menzionato, e, dall?altra parte, il terreno restante in localit? Bejenie, di circa 4 000 m2 che in realt? non esistevano e di cui si era visto assegnare una parte in seguito alla divisione.
14. Con una sentenza definitiva del 26 settembre 1994, la corte di appello di Bacau respinse il ricorso di V., considerando che in realt? le prime giurisdizioni avevano incluso nella massa successoria solo un terreno di una superficie di 4 132 m2 di cui V. aveva ricevuto una porzione di 2 532 m2 ed il richiedente 1 600 m2.
15. Il 7 agosto 1995, l’ufficiale giudiziario di giustizia mise gli eredi in possesso dei loro terreni conformemente al giudizio del 25 novembre 1991.
D. L?istanza di revisione della divisione
16. Il 21 maggio 1998, V. introdusse un?istanza di revisione del giudizio del 25 novembre 1991. V. sosteneva che il terreno di Bejenie era stato incluso erroneamente nella massa successoria. Invocava anche l’esistenza di una nuova prova determinante, l?abbozzo cartografico del terreno col sigillo del municipio, che non si sarebbe potuto utilizzare prima.
17. Con un giudizio del 24 novembre 1998, il tribunale di prima istanza di Piatra Neam? respinse l?istanza di revisione, al motivo che la prova in causa non era determinante per la conclusione della controversia.
18. Il 27 maggio 1999, il tribunale dipartimentale di Neamt, in una formazione di giudizio che includeva il giudice D.C., accolse l?appello di V., considerando che l?abbozzo cartografico era una nuova prova determinante e che il terreno in localit? Bejenie che era stata assegnata al richiedente non avrebbe dovuto essere incluso nella massa successoria, perch? apparteneva al padre di V. in virt? del contratto di scambio. Il tribunale stim? anche che il giudizio di divisione dava al richiedente ci? che non era riuscito ad ottenere con l’azione impegnata in vista di annullare il contratto di scambio.
19. Il ricorso introdotto dal richiedente contro questa sentenza fu accolto da una sentenza della corte di appello di Bacau del 9 dicembre 1999 che respinse l?istanza in revisione al motivo che la prova invocata da V. non era n? nuova n? determinante, essendo gi? stata esaminata ed essendo stata allontanata dalle giurisdizioni del merito. Inoltre, il tribunale consider? che sarebbe stato lecito a V. chiedere alle giurisdizioni di obbligare il municipio a presentare questo abbozzo nella cornice del processo sul merito dell’azione di divisione.
E. L’azione in rivendicazione del terreno
20. Il 21 maggio 1999, V. ed i suoi fratelli introdussero un’azione in rivendicazione del terreno di 1 600 m2 di Bejenie assegnato al richiedente col giudizio del 25 novembre 1991.
21. Con un giudizio del 19 maggio 1999, il tribunale di prima istanza di Piatra Neam? respinse l’azione in rivendicazione, al motivo che il richiedente deteneva legalmente in propriet? la superficie di 1 600 m2 di terreno che gli era stato assegnato in seguito al procedimento di divisione, e che V. non deteneva alcun titolo di propriet? valido sul terreno in causa.
22. L’appello di V. ed dei suoi fratelli fu accolto da una sentenza del
13 dicembre 1999 del tribunale dipartimentale di Neam? che, in una formazione di giudizio che includeva il giudice D.C., consider? che V. era il proprietario del terreno in causa, avendolo ereditato da suo padre, M.A che l’aveva acquisito il 25 gennaio 1985 in seguito ad uno scambio di terreni con lo stato. Il tribunale consider? anche che il richiedente non poteva avvalersi del giudizio reso nel procedimento di divisione, essendo formato l’oggetto della successione unicamente dai beni e dagli obblighi di valore economico che erano appartenuti al defunto; ora, questo ultimo, al momento dell’apertura della successione non era il titolare del diritto di propriet? sul terreno in causa che non avrebbe dovuto essere incluso nella massa successoria. Confrontando i due titoli di propriet?, ossia il contratto di scambio e la successione di M.A. da una parte, ed il giudizio di divisione dall? altra parte, il tribunale fece vincere la causa a V. il cui titolo, stim?, era preferibile dal punto di vista giuridico.
23. Il ricorso del richiedente contro la soluzione adottata in questa sentenza fu respinto da una sentenza definitiva del 27 ottobre 2000 della corte di appello di Bacau che, appellandosi a una perizia tecnica, stim? che il titolo del padre di V. era caratterizzato meglio dal punto di vista giuridico e che il terreno controverso non era appartenuto al padre del richiedente, e non faceva dunque parte della massa successoria. La corte di appello stim? che lo scambio dei terreni era confermato dalle giurisdizioni che avevano deliberato sull’azione in annullamento del contratto di scambio e nello specifico questa constatazione aveva autorit? di cosa giudicata.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
24. Il richiedente adduce che l’autorit? di cosa giudicata acquisita dal giudizio del 25 novembre 1991 del tribunale di prima istanza del Piatra Neam? che, in pi?, era stato eseguito, ? stata ignorata in seguito all’accoglimento dell’azione in rivendicazione con la sentenza del 13 dicembre 1999. Invoca una violazione del suo diritto ad un processo equo, come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
Adduce anche un difetto di imparzialit? delle giurisdizioni nazionali che avrebbe causato una violazione dello stesso articolo che ? formulato cos?:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita da un tribunale indipendente ed imparziale, (…) che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
A. Sull’ammissibilit?
25. La Corte constata che questo motivo d?appello non ? manifestamente male fondato al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. La Corte rileva peraltro che incontra nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararlo ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
26. Il Governo stima che l’azione in rivendicazione si iscrive, nello specifico, nell’esercizio normale del diritto di accesso ad un tribunale, e non rappresenta una rimessa in causa non giustificata del giudizio del 25 novembre 1991. Non essendo appartenuto il terreno in controversia a M.V, ? evidente che il richiedente non labbia potuto ottenere in propriet? in seguito alla divisione, potendo essere trasmessi solo dei diritti esistenti nel patrimonio del defunto agli eredi tramite questa via.
Inoltre, fa sapere che l’esistenza nella massa successoria del terreno di 4 132 m? non ? stata negata dall’azione in rivendicazione che ha rimesso in causa solo l’area di questo terreno.
27. Il richiedente ricorda che accogliendo l’azione in rivendicazione le giurisdizioni hanno rovesciato la decisione che deliberava sulla divisione che era definitiva ed irrevocabile.
2. Valutazione della Corte
28. La Corte ricorda che il diritto ad un processo equo dinnanzi ad un tribunale, garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, si deve interpretare alla luce del preambolo della Convenzione che enuncia la preminenza del diritto come elemento del patrimonio comune degli Stati contraenti. Uno degli elementi fondamentali della preminenza del diritto ? il principio della sicurezza dei rapporti giuridici che vuole, tra l?altro, che la soluzione data in modo definitivo ad ogni controversia dai tribunali non venga rimessa pi? in causa (Brumarescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 61, CEDH 1999-VII). Inoltre, spetta agli Stati dotarsi di un sistema giuridico atto ad identificare i procedimenti connessi e vietare l’apertura di nuovi procedimenti che riguardano lo stesso motivo (vedere, mutatis mutandis, Gjonbocari ed altri c. Albania, no 10508/02, ? 66, 23 ottobre 2007).
29. Nello specifico, la Corte nota che il terreno situato in localit? “Bejenie” ? stato oggetto di tre controversie giudiziali che oppongono il richiedente e V. che hanno potuto ogni volta presentare la loro rispettiva posizione: l’azione in annullamento dello scambio, l’azione in divisione e l’azione in rivendicazione.
30. Col giudizio del 25 novembre 1991, il richiedente si ? visto riconoscere il diritto di propriet? su un determinato terreno di 1 600 m? che era appartenuto a suo padre. Questo giudizio ? stato eseguito dal collocamento in possesso del 7 agosto 1995. La Corte nota che le giurisdizioni avendo deliberato sulla divisione hanno escluso espressamente dalla massa successoria il terreno del padre di V.
L’attribuzione del terreno da parte del tribunale che ha proceduto alla divisione ha permesso al richiedente di comportarsi come il vero proprietario tra il 26 settembre 1994, o al pi? tardi il 7 agosto 1995, ed il 27 ottobre 2000, data in cui ha perso il diritto riconosciuto dalla divisione, alla conclusione dell’azione in rivendicazione.
31. La Corte nota che l’azione in rivendicazione ? stata introdotta non solo da V. ma anche da tutti gli eredi di M.A. Si pone quindi la domanda di sapere se la sentenza di divisione ? opponibile ai fratelli di V. che non sono stati parti nell’azione in divisione.
La Corte stima, per le ragioni che seguono, che i tribunali avrebbero dovuto tenere anteriormente conto delle constatazioni fatte dalle giurisdizioni sulla situazione del terreno di Bejenie e che il richiedente non pu? essere penalizzato per non avere chiamato in causa i fratelli di V. al fine di rendere loro opponibili le decisioni della divisione.
32. Innanzitutto, gli argomenti di V., ivi compreso lo schema del luogo, sono stati esaminati sia dai tribunali che hanno giudicato al merito la divisione che da quelli che hanno respinto l?istanza di revisione. Ora, in questo caso, la rimessa in causa, nella cornice dell’azione in rivendicazione, del giudizio definitivo ed irrevocabile del 25 ottobre 1991 eseguito il 7 agosto 1995, non potrebbe essere giustificata sotto l’angolo dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione (vedere, mutatis mutandis, Riabykh c. Russia, no 52854/99, ? 52, CEDH 2003-IX). Le giurisdizioni investite dell’azione in rivendicazione avrebbero dovuto prendere in considerazione il fatto che all’epoca della divisione, appellandosi alle perizie e ad altre prove che le parti intesero utilizzare, le giurisdizioni avevano deciso in modo definitivo la situazione del terreno di 1 600 m2. Per questo fatto, i tribunali investiti dell’azione in rivendicazione non avrebbero dovuto rimettere in causa le constatazioni delle giurisdizioni anteriori.
Del resto, la Corte non pu? comprendere perch? la corte di appello che deliberava sull’azione in rivendicazione ha riconosciuto l’autorit? di cosa giudicata alle constatazioni fatte dalle giurisdizioni che avevano deliberato sull’azione in annullamento dello scambio, ma no a quelle fatte nella cornice della divisione; tanto pi? che le giurisdizioni che avevano deliberato sulla divisione avevano preso ben in conto le constatazioni fatte all’epoca dell’azione in annullamento.
33. In quanto alla responsabilit? del richiedente nella genesi della causa, la Corte nota che i tribunali che hanno deliberato sulla divisione avevano escluso espressamente dalla massa successoria la parte di 3 000 m2 che era appartenuta al padre di V. Il richiedente poteva pensare dunque legittimamente che il terreno preso in conto dalle giurisdizioni fosse solamente quello di suo padre.
Poi, nulla lascia penare che V. abbia informato sia le giurisdizioni di divisione sia i richiedenti che erano gli eredi di suo padre; ora, non spettava al richiedente ed ai suoi fratelli fare simili ricerche, nella cornice di un’azione che non riguardava inoltre anche il terreno del padre di V., il richiedente che era un terzo rispetto alla successione di M.A, non aveva nessun mezzo per costringere gli eredi a fare una divisione dopo il decesso di questo.
Infine, la Corte nota che le giurisdizioni che avevano deliberato sull’azione in rivendicazione non hanno invocato mai l? inopponibilit? della decisione della divisione ai fratelli di V.
34. La Corte nota anche che, considerando il carattere dichiarativo dell’azione in divisione, il richiedente viene reputato essere diventato proprietario del terreno di 1 600 m2 fin dalla morte di suo padre e di non essere mai stato proprietario degli altri terreni della massa successoria che sono stati assegnati agli altri eredi. Essendo stata decisa la divisione in modo irrevocabile, il richiedente non pu? pi? rimetterla in discussione senza vedersi opporre l’autorit? di cosa giudicata che fa riferimento alla sentenza del 26 settembre 1994.
Ne segue che, sebbene abbia perso il suo diritto di propriet? sul terreno di 1 600 m2 in seguito all’azione in rivendicazione, non ha da parte sua nessun mezzo di rimettere in causa la divisione e di vedersi assegnare la propriet? di un altro terreno. Del resto, la Corte non vede come il richiedente potrebbe ricuperare un’altra porzione dello stesso terreno senza indurre a sua volta un attentato alla sicurezza dei rapporti giuridici, nella misura in cui ? in virt? della sentenza definitiva ed irrevocabile del 26 settembre 1994 che tutti gli altri eredi, ivi compreso V., detengono le loro rispettive parti del terreno che era appartenuto al padre del richiedente.
35. Per questa ragione, la Corte non pu? condividere del resto, neanche il parere del Governo secondo il quale l’azione in rivendicazione non ha rimesso in causa il diritto di propriet? del richiedente in quanto tale, ma piuttosto il diritto all’appezzamento controverso.
Su questo punto, la Corte ha il dovere anche di notare che nessuno degli eredi di M.V, in particolare V., ha contestato il collocamento in possesso del 7 agosto 1995, sebbene simile via fosse loro aperta per mettere in causa le aree assegnate. Inoltre, la Corte nota che i fratelli di V. essendo, secondo il diritto interno, dei terzi rispetto all’azione in divisione, potevano, contestando l’esecuzione del giudizio del 25 novembre 1991, rimettere in causa la soluzione data al merito della divisione e presentare tutti i mezzi che considerano necessari per fare valere i loro eventuali diritti sui beni che sono stati inclusi nella massa successoria, ed in particolare sul terreno in localit? Bejenie.
Ai termini dell’articolo 401 del codice di procedimento civile, una simile obiezione deve essere fatta entro 15 giorni a partire dall’atto contestato. Nello specifico, l’uso di questa via da parte dei terzi in questione avrebbe evitato al richiedente di ritrovare il suo diritto di propriet? rimesso in causa dopo sei anni di pacifico possesso. Del resto, il termine trascorso tra la data del collocamento in possesso e quella dell’introduzione dell’azione in rivendicazione pone in s? il problema dal punto di vista del rispetto della sicurezza dei rapporti giuridici.
36. Supponendo anche che i tribunali abbiano riparato, all’epoca dell’azione in rivendicazione, gli errori commessi dalle giurisdizioni anteriori all’epoca dell’azione in divisione, la Corte stima che non si potrebbe far sopportare al richiedente il carico di eventuali carenze delle autorit?. La Corte ha giudicato gi? del resto che l’attenuazione dei vecchie violazioni non possa creare dei nuovi torti sproporzionati (vedere, mutatis mutandis, Pincov? e Pinc c. Repubblica ceca, no 36548/97, ? 58, CEDH 2002-VIII Zich ed altri c. Repubblica ceca, no 48548/99, ? 74, 18 luglio 2006).
37. Questi elementi bastano alla Corte per concludere che permettendo l’accoglimento dell’azione in rivendicazione sul fondamento degli argomenti presentati gi? nella cornice delle altre controversie che oppongono le parti, il sistema messo a disposizione delle parti non ha assolto le esigenze contemplate all’articolo 6 ? 1 della Convenzione interpretate alla luce del principio della sicurezza del rapporto giuridico. I tribunali hanno ignorato cos? il diritto del richiedente ad un processo equo al senso dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
38. Tenuto conto delle suddette conclusioni, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare separatamente il motivo d?appello del richiedente fondato sulla pretesa mancanza di imparzialit? delle giurisdizioni nazionali. Alla luce di un esame approfondito dei documenti della pratica, la sola circostanza che avrebbe potuto dare a questo riguardo problemi ? la partecipazione del giudice D.C. sia nella formazione che ha ammesso la revisione del giudizio di divisione che nella formazione del tribunale che ha giudicato l’azione in rivendicazione introdotta da V. contro il richiedente. Ora, questo motivo d?appello costituisce concretamente solo un aspetto particolare del diritto ad un processo equo consacrato dall’articolo 6 ? 1, al riguardo del quale la Corte ? arrivata gi? ad una constatazione di violazione (vedere, mutatis mutandis, SC Masinexportimport Industrial Group SA, c. Romania, no 22687/03, ? 39, 1 dicembre 2005; Popea c. Romania, no 6248/03, ? 38, 5 ottobre 2006 e SC Plastik ABC S.p.A. c. Romania, no 32299/03, ? 18, 7 febbraio 2008).
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 ALLA CONVENZIONE
39. Il richiedente denuncia una violazione del suo diritto di propriet? alla conclusione dell’azione in rivendicazione che l’ha privato del terreno che gli era stato assegnato dal giudizio definitivo del 23 novembre 1991. Invoca l’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione.
40. Il Governo obietta che il richiedente non ha un bene al senso di questo articolo, dal momento che non pu? pretendere di avere un diritto di propriet? sul terreno di 1 600 m2, dato che i tribunali hanno stimato che questo era appartenuto al padre di V. e non a quello del richiedente.
Nell’eventualit? in cui la Corte stimasse tuttavia che il richiedente aveva un bene, il Governo adduce che l’ingerenza subita dal richiedente alla conclusione dell’azione in rivendicazione era prevista da llalegge ed inseguiva un scopo legittimo al quale era proporzionata.
41. Il richiedente stima che la mancata osservanza della sentenza definitiva pronunziata alla conclusione dell’azione in divisione costituisce una violazione del suo diritto di propriet?.
42. La Corte rileva che questo motivo d?appello ? legato a quello esaminato sopra sotto l’angolo dell’articolo 6 ? 1 e deve essere dunque dichiarato allo stesso modo ammissibile (paragrafo 36 sopra).
43. La Corte ha trattato a pi? riprese cause che sollevavano delle questioni simili a quella del caso i specifico e ha constatato la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1, in ragione della rimessa in causa della soluzione data in modo definitivo ad una controversia, ivi compresa la privazione del richiedente del “bene” di cui beneficiava alla conclusione del procedimento (vedere, tra altri, mutatis mutandis, Brumarescu, ?? 67, 77 e 80; SC Masinexportimport Industrial Group SA, ?? 46-47; e SC Plastik ABC S.p.A., ? 17, sentenze precitate, Piata Bazar Dorobanti SRL c. Romania, no 37513/03, ?? 33-34, 4 ottobre 2007; Cornif c. Romania, no 42872/02, ? 43, 11 gennaio 2007).
44. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento convincente che possano condurre ad una conclusione differente. In particolare, rileva che nello specifico con la sentenza definitiva del 26 settembre 1994, il richiedente si ? visto riconoscere come proprietario di un terreno di 1 600 m2 e che ha perso il suo diritto di propriet? su questo terreno quando le giurisdizioni hanno accolto l’azione in rivendicazione introdotta a suo carico. Sebbene l’ingerenza nel diritto di propriet? non sia stata causata dall’annullamento di una decisione giudiziale definitiva tramite un ricorso straordinario, la Corte stima che gli effetti per il richiedente della violazione della sicurezza dei rapporti giuridici sono gli stessi, cio? la perdita di un diritto di propriet? che era stato riconosciuto prima da una decisione definitiva ed irrevocabile che era stata eseguita del resto, e che era stata resa nella cornice di una controversia che opponeva le stesse parti di quelle che si sono ritrovate poi nel processo sull’azione in rivendicazione.
45. Alla vista di ci? che precede e degli elementi della pratica, la Corte conclude che l’accoglimento dell’azione in rivendicazione ha infranto il diritto dell’interessato al rispetto dei suoi beni.
46. Di conseguenza, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
47. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
48. Il richiedente richiede la restituzione del suo terreno e se non fosse possibile, un risarcimento di 50 000 nuovi lei rumeni (Ron) di cui 30 000 Ron rappresentano il valore del terreno e 20 000 Ron sono per il danno morale che avrebbe subito.
49. Il Governo mette di fronte il fatto che il richiedente non ha supportato le sue pretese a titolo del danno materiale e manda una statistica fatta dalla Camera dei notai di Bacau sul prezzo del terreno a P?ngara?i secondo la quale il prezzo del terreno richiesto dal richiedente varia tra 0,156 euro (EUR) per m2 e 0,054 EUR/m2. Egli arguisce anche che il richiedente non ha chiesto niente per il danno che avrebbe subito a causa della violazione addotta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione. Stima infine che il richiedente non ha potuto provare il legame di causalit? tra la violazione addotta ed il danno morale richiesto.
50. La Corte ricorda che una sentenza che constata una violazione provoca per lo stato convenuto l’obbligo giuridico allo sguardo della Convenzione di mettere termine alla violazione e di cancellarne le conseguenze. Se il diritto interno permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, l’articolo 41 della Convenzione conferisce alla Corte il potere di accordare un risarcimento alla parte lesa dall’atto o dall’omissione a proposito dei quali ? stata constatata una violazione della Convenzione. Nell’esercizio di questo potere, dispone di un certo margine; l’aggettivo “equo” ed la parte di frase “se c’? luogo” lo testimoniano.
51. Tra gli elementi presi in considerazione dalla Corte quando delibera in materia figurano il danno materiale, cio? le perdite effettivamente subite come conseguenza diretta della violazione addotta, ed il danno morale, cio? il risarcimento dello stato di angoscia, dei dispiaceri e delle incertezze che risultano da questa violazione, cos? come di altri danni non materiali (vedere, tra altri, Ernestina Zullo c. Italia, no 64897/01, ? 25, 10 novembre 2004).
Quindi, deliberando in equit?, come richiesto dall’articolo 41 della Convenzione, la Corte stima, nelle circostanze dello specifico e tenuto conto delle informazioni di cui dispone sui prezzi del mercato immobiliare locale e degli elementi forniti dalle parti, che lo stato deve versare al richiedente una somma di 5 000 EUR, ogni capo di danno compreso.
B. Oneri e spese
52. Il richiedente non ha richiesto nessuna somma per oneri e spese sostenuti.
53. Quindi, la Corte non assegna niente a questo titolo.
C. Interessi moratori
54. La Corte giudica appropriato ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse di facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentato di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione per ci? che riguarda il diritto ad un processo equo;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare separatamente la parte restante del motivo d?appello derivato dall’articolo 6 della Convenzione;
4. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione;
5. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione 5 000 EUR (cinquemila euro) da convertire nella moneta dello stato convenuto, ogni danno compreso, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta,;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questo importo sar? da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello di facilit? del prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
6. Respinge l?istanza di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 23 settembre 2008, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Santiago Quesada Josep Casadevall
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l?art. 6-1 ; violation de P1-1 ; Dommage mat?riel et pr?judice moral – r?paration (globale)
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE AMURARITEI c. ROUMANIE
(Requ?te no 4351/02)
ARR?T
STRASBOURG
23 septembre 2008
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Amuraritei c. Roumanie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Josep Casadevall, pr?sident,
Elisabet Fura-Sandstr?m,
Corneliu B?rsan,
Bo?tjan M. Zupancic,
Alvina Gyulumyan,
Egbert Myjer,
Luis L?pez Guerra, juges,
et de Santiago Quesada, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 2 septembre 2008,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 4351/02) dirig?e contre la Roumanie et dont une ressortissante de cet Etat, Mme M. A. (? la requ?rante ?), a saisi la Cour le 28 f?vrier 2001 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le gouvernement roumain (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. Razvan-Horatiu Radu, du minist?re des Affaires ?trang?res.
3. Le 10 octobre 2005, la Cour a d?cid? de communiquer les griefs tir?s de l?article 6 ? 1 quant au respect de la s?curit? des rapports juridiques et de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention au Gouvernement. Comme le permettent les dispositions de l?article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le fond de l?affaire.
EN FAIT
4. La requ?rante est n?e en 1919 et r?side ? P?ngarati, Neamt.
A. La gen?se de l?affaire
5. M.V., le p?re de la requ?rante, ?tait le propri?taire d?un terrain d?une surface totale de 7 132 m2 se trouvant ? l?ext?rieur du p?rim?tre du village de P?ngarati, au lieu-dit ? Bejenie ?.
6. A une date non pr?cis?e, une partie de ce terrain, d?une surface de 3 000 m2, fut expropri?e.
7. Le 25 janvier 1985, apr?s l?expropriation, l?Etat transf?ra le droit de propri?t? sur cette partie de terrain, par un contrat d??change, ? un tiers, M.A.
8. M.V. et M.A. d?c?d?rent l?un comme l?autre et V., la fille et h?riti?re de M.A., se retrouva ?galement dans la situation d??pouse survivante de l?un des fils de M.V.
B. L?action en annulation du contrat d??change
9. Par un jugement du 16 novembre 1989, le tribunal de premi?re instance de Piatra Neamt rejeta l?action engag?e par les h?ritiers de M.V. contre V. en vue d?obtenir l?annulation du contrat d??change. Ce jugement fut confirm? en appel par un arr?t du tribunal d?partemental de Neamt rendu le 5 juin 1990 et devenu d?finitif.
Les juridictions estim?rent que le contrat respectait les conditions l?gales et que le terrain avait ?t? expropri? conform?ment aux dispositions l?gales et en conclurent que la surface de 3 000 m? en litige n?avait d?s lors pas ? ?tre incluse dans la masse successorale.
C. Le partage successoral
10. Par un jugement avant dire droit du 7 juillet 1989, le tribunal de premi?re instance de Piatra Neamt reconnut la qualit? d?h?ritiers de M.V. aux enfants encore en vie et ? V. Le tribunal constata aussi que le terrain de 3 000 m2 du lieu-dit Bejenie ne faisait pas partie de la masse successorale.
11. Par un jugement du 25 novembre 1991, le tribunal de premi?re instance partagea la masse successorale, compte tenu des preuves vers?es au dossier ainsi que de la fa?on dont les h?ritiers poss?daient, au moment du d?c?s de leur p?re, divers biens de la masse successorale. Il attribua ? la requ?rante une portion de 1 600 m2 du terrain de Bejenie et ? V. une portion de 2 532 m2 du m?me terrain.
12. L?appel introduit contre ce jugement par certains h?ritiers, dont V., fut rejet? par un arr?t du tribunal d?partemental du 26 novembre 1992.
13. V. introduisit un pourvoi en recours (recurs) contre cet arr?t au motif que les juridictions de premi?re instance et d?appel avaient inclus ? tort dans la masse successorale deux terrains : d?une part, le terrain qui appartenait en r?alit? ? son p?re, M.A., ? la suite de l??change d?j? mentionn?, et, d?autre part, le terrain restant au lieu-dit Bejenie, d?environ 4 000 m2, qui n?existaient pas en r?alit? et dont elle s??tait vu attribuer une partie ? la suite du partage.
14. Par un arr?t d?finitif du 26 septembre 1994, la cour d?appel de Bacau rejeta le pourvoi de V., consid?rant qu?en r?alit? les premi?res juridictions n?avaient inclus dans la masse successorale qu?un terrain d?une superficie de 4 132 m2, dont V. avait re?u une portion de 2 532 m2 et la requ?rante 1 600 m2.
15. Le 7 ao?t 1995, l?huissier de justice mit les h?ritiers en possession de leurs terrains conform?ment au jugement du 25 novembre 1991.
D. La demande de r?vision du partage
16. Le 21 mai 1998, V. introduisit une demande de r?vision du jugement du 25 novembre 1991. V. soutenait que c??tait ? tort que le terrain de Bejenie avait ?t? inclus dans la masse successorale. Elle invoquait aussi l?existence d?une preuve nouvelle et d?terminante, l?esquisse cartographique du terrain avec le sceau de la mairie, qu?elle n?aurait pu utiliser auparavant.
17. Par un jugement du 24 novembre 1998, le tribunal de premi?re instance de Piatra Neamt rejeta la demande de r?vision, au motif que la preuve en cause n??tait pas d?terminante pour l?issue du litige.
18. Le 27 mai 1999, le tribunal d?partemental de Neamt, dans une formation de jugement qui incluait la juge D.C., fit droit ? l?appel de V., retenant que l?esquisse cartographique ?tait une preuve nouvelle et d?terminante et que le terrain du lieu-dit Bejenie qui avait ?t? attribu? ? la requ?rante n?aurait pas d? ?tre inclus dans la masse successorale, parce qu?il appartenait au p?re de V. en vertu du contrat d??change. Le tribunal estima aussi que le jugement de partage donnait ? la requ?rante ce qu?elle n?avait pas r?ussi ? obtenir par l?action engag?e en vue d?annuler le contrat d??change.
19. Le pourvoi en recours introduit par la requ?rante contre cet arr?t fut accueilli par un arr?t de la cour d?appel de Bacau du 9 d?cembre 1999, qui rejeta la demande en r?vision au motif que la preuve invoqu?e par V. n??tait ni nouvelle ni d?terminante, celle-ci ayant d?j? ?t? examin?e et ?cart?e par les juridictions de fond. En outre, le tribunal retint qu?il aurait ?t? loisible ? V. de demander aux juridictions d?obliger la mairie ? pr?senter cette esquisse dans le cadre du proc?s sur le fond de l?action de partage.
E. L?action en revendication du terrain
20. Le 21 mai 1999, V. et ses fr?res introduisirent une action en revendication du terrain de 1 600 m2 de Bejenie attribu? ? la requ?rante par le jugement du 25 novembre 1991.
21. Par un jugement du 19 mai 1999, le tribunal de premi?re instance de Piatra Neamt rejeta l?action en revendication, au motif que la requ?rante d?tenait l?galement en propri?t? la surface de 1 600 m2 de terrain qui lui avait ?t? attribu?e ? la suite de la proc?dure en partage, et que V. ne d?tenait pas de titre de propri?t? valable sur le terrain en cause.
22. L?appel de V. et ses fr?res fut accueilli par un arr?t du 13 d?cembre 1999 du tribunal d?partemental de Neamt qui, dans une formation de jugement qui incluait la juge D.C., consid?ra que V. ?tait la propri?taire du terrain en cause, l?ayant h?rit? de son p?re, M.A., qui l?avait acquis le 25 janvier 1985 ? la suite d?un ?change de terrains avec l?Etat. Le tribunal consid?ra aussi que la requ?rante ne pouvait pas se pr?valoir du jugement rendu dans la proc?dure de partage, l?objet de la succession ?tant form? uniquement des biens et des obligations de valeur ?conomique qui avaient appartenu au d?funt ; or, ce dernier, au moment de l?ouverture de la succession n??tait pas le titulaire du droit de propri?t? sur le terrain en cause, qui n?aurait pas d? ?tre inclus dans la masse successorale. Comparant les deux titres de propri?t?, ? savoir le contrat d??change et la succession de M.A. d?une part, et le jugement de partage d?autre part, le tribunal donna gain de cause ? V., dont le titre, estima-t-il, ?tait pr?f?rable du point de vue juridique.
23. Le pourvoi en recours de la requ?rante contre la solution adopt?e dans cet arr?t fut rejet? par un arr?t d?finitif du 27 octobre 2000 de la cour d?appel de Bacau qui, s?appuyant sur une expertise technique, estima que le titre du p?re de V. ?tait mieux caract?ris? du point de vue juridique et que le terrain litigieux n?avait pas appartenu au p?re de la requ?rante, et donc ne faisait pas partie de la masse successorale. La cour d?appel estima que l??change des terrains ?tait confirm? par les juridictions ayant statu? sur l?action en annulation du contrat d??change et ce constat avait autorit? de la chose jug?e en l?esp?ce.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
24. La requ?rante all?gue que l?autorit? de la chose jug?e qu?avait acquise le jugement du 25 novembre 1991 du tribunal de premi?re instance du Piatra Neamt, qui, de plus, avait ?t? ex?cut?, a ?t? m?connue ? la suite de l?accueil de l?action en revendication par l?arr?t du 13 d?cembre 1999. Elle invoque une violation de son droit ? un proc?s ?quitable, tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention.
Elle all?gue aussi un d?faut d?impartialit? des juridictions nationales, qui aurait caus? une violation du m?me article, qui est ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal ind?pendant et impartial, (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
A. Sur la recevabilit?
25. La Cour constate que ce grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. La Cour rel?ve par ailleurs qu?il ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
26. Le Gouvernement estime que l?action en revendication s?inscrit, en l?esp?ce, dans l?exercice normal du droit d?acc?s ? un tribunal, et ne repr?sente pas une remise en cause non justifi?e du jugement du 25 novembre 1991. Le terrain en litige n?ayant pas appartenu ? M.V., il est ?vident que la requ?rante n?a pu l?obtenir en propri?t? ? la suite du partage, seuls des droits existant dans le patrimoine du d?funt pouvant ?tre transmis aux h?ritiers par cette voie.
En outre, il fait savoir que l?existence dans la masse successorale du terrain de 4 132 m? n?a pas ?t? ni?e par l?action en revendication, qui n?a remis en cause que l?emplacement de ce terrain.
27. La requ?rante rappelle qu?en accueillant l?action en revendication les juridictions ont renvers? la d?cision statuant sur le partage, laquelle ?tait d?finitive et irr?vocable.
2. Appr?ciation de la Cour
28. La Cour rappelle que le droit ? un proc?s ?quitable devant un tribunal, garanti par l?article 6 ? 1 de la Convention, doit s?interpr?ter ? la lumi?re du pr?ambule de la Convention, qui ?nonce la pr??minence du droit comme ?l?ment du patrimoine commun des Etats contractants. Un des ?l?ments fondamentaux de la pr??minence du droit est le principe de la s?curit? des rapports juridiques, qui veut, entre autres, que la solution donn?e de mani?re d?finitive ? tout litige par les tribunaux ne soit plus remise en cause (Brumarescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 61, CEDH 1999-VII). En outre, il appartient aux Etats de se doter d?un syst?me juridique apte ? identifier les proc?dures connexes et d?interdire l?ouverture de nouvelles proc?dures portant sur le m?me sujet (voir, mutatis mutandis, Gjonbocari et autres c. Albanie, no 10508/02, ? 66, 23 octobre 2007).
29. En l?esp?ce, la Cour note que le terrain situ? au lieu-dit ? Bejenie ? a ?t? l?objet de trois litiges judiciaires opposant la requ?rante et V., qui ont pu ? chaque fois y pr?senter leur position respective : l?action en annulation de l??change, l?action en partage et l?action en revendication.
30. Par le jugement du 25 novembre 1991, la requ?rante s?est vue reconna?tre le droit de propri?t? sur un terrain d?termin? de 1 600 m? qui avait appartenu ? son p?re. Ce jugement a ?t? ex?cut? par la mise en possession du 7 ao?t 1995. La Cour note que les juridictions ayant statu? sur le partage ont express?ment exclu de la masse successorale le terrain du p?re de V.
L?attribution du terrain par le tribunal qui a proc?d? au partage a permis ? la requ?rante de se comporter comme le vrai propri?taire entre le 26 septembre 1994 (ou au plus tard 7 ao?t 1995) et le 27 octobre 2000, date ? laquelle elle a perdu le droit reconnu par le partage, ? l?issue de l?action en revendication.
31. La Cour note que l?action en revendication a ?t? introduite non seulement par V. mais aussi par tous les h?ritiers de M.A. La question se pose d?s lors de savoir si l?arr?t de partage est opposable aux fr?res de V. qui n?ont pas ?t? parties ? l?action en partage.
La Cour estime, pour les raisons qui suivent, que les tribunaux auraient d? tenir compte des constats faits ant?rieurement par les juridictions sur la situation du terrain de Bejenie et que la requ?rante ne peut ?tre p?nalis?e pour ne pas avoir appel? en cause les fr?res de V. afin de leur rendre opposables les d?cisions de partage.
32. Tout d?abord, les arguments de V., y compris le sch?ma de l?endroit, ont ?t? examin?s aussi bien par les tribunaux ayant jug? au fond le partage que par ceux qui ont rejet? la demande de r?vision. Or, dans ce cas, la remise en cause, dans le cadre de l?action en revendication, du jugement d?finitif et irr?vocable du 25 octobre 1991 ex?cut? le 7 ao?t 1995, ne saurait ?tre justifi?e sous l?angle de l?article 6 ? 1 de la Convention (voir, mutatis mutandis, Riabykh c. Russie, no 52854/99, ? 52, CEDH 2003-IX). Les juridictions saisies de l?action en revendication aurait d? prendre en consid?ration le fait que lors du partage, s?appuyant sur les expertises et autres preuves que les parties ont entendu utiliser, les juridictions avaient tranch? de mani?re d?finitive la situation du terrain de 1 600 m2. De ce fait, les tribunaux saisis de l?action en revendication n?aurait pas d? remettre en cause les constats des juridictions ant?rieures.
D?ailleurs, la Cour ne peut comprendre pourquoi la cour d?appel statuant sur l?action en revendication a reconnu l?autorit? de la chose jug?e aux constats faits par les juridictions ayant statu? sur l?action en annulation de l??change, mais non ? ceux faits dans le cadre du partage ; ce d?autant plus que les juridictions ayant statu? sur le partage ont bien pris en compte les constats faits lors de l?action en annulation.
33. Quant ? la responsabilit? de la requ?rante dans la gen?se de l?affaire, la Cour note que les tribunaux qui ont statu? sur le partage avaient exclu express?ment de la masse successorale la partie de 3 000 m2 ayant appartenu au p?re de V. La requ?rante pouvait donc l?gitimement penser que le terrain pris en compte par les juridictions n??tait que celui de son p?re.
Ensuite, rien ne laisse penser que V. e?t inform? soit les juridictions de partage soit les requ?rants qui ?taient les h?ritiers de son p?re ; or, il n?appartenait pas ? la requ?rante et ? ses fr?res de faire de telles recherches, dans le cadre d?une action qui ne concernait m?me pas le terrain du p?re de V. En outre, la requ?rante, qui ?tait un tiers par rapport ? la succession de M.A., n?avait aucun moyen de forcer les h?ritiers ? faire un partage apr?s le d?c?s de celui-ci.
Enfin, la Cour note que les juridictions ayant statu? sur l?action en revendication n?ont jamais invoqu? l?inopposabilit? de la d?cision de partage aux fr?res de V.
34. La Cour note aussi que, ?tant donn? le caract?re d?claratif de l?action en partage, la requ?rante est r?put?e ?tre devenue propri?taire du terrain de 1 600 m2 d?s la mort de son p?re et ne jamais avoir ?t? propri?taire des autres terrains de la masse successorale, qui ont ?t? attribu?s aux autres h?ritiers. Le partage ayant ?t? d?cid? de mani?re irr?vocable, la requ?rante ne peut plus le remettre en discussion sans se voir opposer l?autorit? de la chose jug?e qui s?attache ? l?arr?t du 26 septembre 1994.
Il s?ensuit que, bien qu?elle ait perdu son droit de propri?t? sur le terrain de 1 600 m2 ? la suite de l?action en revendication, elle n?a de son c?t? aucun moyen de remettre en cause le partage et de se voir attribuer en propri?t? un autre terrain. D?ailleurs, la Cour ne voit pas comment la requ?rante pourrait r?cup?rer une autre portion du m?me terrain sans provoquer ? son tour une atteinte ? la s?curit? des rapports juridiques, dans la mesure o? c?est en vertu de l?arr?t d?finitif et irr?vocable du 26 septembre 1994 que tous les autres h?ritiers, y compris V., d?tiennent leurs parties respectives du terrain ayant appartenu au p?re de la requ?rante.
35. Pour cette raison, d?ailleurs, la Cour ne peut non plus partager l?avis du Gouvernement selon lequel l?action en revendication n?a pas remis en cause le droit de propri?t? de la requ?rante en tant que tel, mais plut?t le droit ? la parcelle litigieuse.
Sur ce point, la Cour se doit aussi de noter qu?aucun des h?ritiers de M.V., notamment V., n?a contest? la mise en possession du 7 ao?t 1995, bien qu?une telle voie leur f?t ouverte pour mettre en cause les emplacements attribu?s. En outre, la Cour note que les fr?res de V. ?tant, selon le droit interne, des tiers par rapport ? l?action en partage, ils pouvaient, en contestant l?ex?cution du jugement du 25 novembre 1991, remettre en cause la solution donn?e au fond du partage et pr?senter tous les moyens qu?ils consid?rent n?cessaires afin de faire valoir leurs droits ?ventuels sur les biens qui ont ?t? inclus dans la masse successorale, et notamment sur le terrain du lieu-dit Bejenie.
Aux termes de l?article 401 du code de proc?dure civile, une telle objection doit ?tre faite dans un d?lai de 15 jours ? partir de l?acte contest?. En l?esp?ce, l?usage de cette voie par les tiers en question aurait ?vit? ? la requ?rante de retrouver son droit de propri?t? remis en cause apr?s six ans de paisible possession. D?ailleurs, le d?lai ?coul? entre la date de la mise en possession et celle de l?introduction de l?action en revendication pose en soi probl?me au regard du respect de la s?curit? des rapports juridiques.
36. A supposer m?me que les tribunaux aient r?par?, lors de l?action en revendication, des erreurs commises par les juridictions ant?rieures lors de l?action en partage, la Cour estime qu?il ne saurait revenir ? la requ?rante de supporter la charge d??ventuelles carences des autorit?s. La Cour a d?j? jug? d?ailleurs que l?att?nuation des anciennes atteintes ne peut cr?er de nouveaux torts disproportionn?s (voir, mutatis mutandis, Pincov? et Pinc c. R?publique tch?que, no 36548/97, ? 58, CEDH 2002-VIII Zich et autres c. R?publique tch?que, no 48548/99, ? 74, 18 juillet 2006).
37. Ces ?l?ments suffisent ? la Cour pour conclure qu?en permettant l?accueil de l?action en revendication sur le fondement des arguments pr?sent?s d?j? dans le cadre des autres litiges opposant les parties, le syst?me mis ? la disposition des parties n?a pas rempli les exigences pr?vues ? l?article 6 ? 1 de la Convention interpr?t? ? la lumi?re du principe de la s?curit? des rapport juridiques. Les tribunaux ont ainsi m?connu le droit de la requ?rante ? un proc?s ?quitable au sens de l?article 6 ? 1 de la Convention.
38. Compte tenu des conclusions susmentionn?es, la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?par?ment le grief de la requ?rante fond? sur le manque pr?tendu d?impartialit? des juridictions nationales. A la lumi?re d?un examen approfondi des pi?ces du dossier, la seule circonstance qui aurait pu poser probl?me ? cet ?gard est la participation de la juge D.C. aussi bien dans la formation qui a admis la r?vision du jugement de partage que dans la formation du tribunal qui a jug? l?action en revendication introduite par V. contre la requ?rante. Or, ce grief ne constitue concr?tement qu?un aspect particulier du droit ? un proc?s ?quitable consacr? par l?article 6 ? 1, ? l??gard duquel la Cour a d?j? abouti ? un constat de violation (voir, mutatis mutandis, SC Masinexportimport Industrial
Group SA, c. Roumanie, no 22687/03, ? 39, 1er d?cembre 2005 ; Popea c. Roumanie, no 6248/03, ? 38, 5 octobre 2006 et SC Plastik ABC S.A. c. Roumanie, no 32299/03, ? 18, 7 f?vrier 2008).
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE NO 1 ? LA CONVENTION
39. La requ?rante d?nonce une violation de son droit de propri?t? ? l?issue de l?action en revendication qui l?a priv?e du terrain qui lui avait ?t? attribu? par le jugement d?finitif du 23 novembre 1991. Elle invoque l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
40. Le Gouvernement objecte que la requ?rante n?a pas un bien au sens de cet article, d?s lors qu?elle ne peut pr?tendre avoir un droit de propri?t? sur le terrain de 1 600 m2, ?tant donn? que les tribunaux ont estim? que celui-ci avait appartenu au p?re de V. et non pas ? celui de la requ?rante.
Dans l??ventualit? o? la Cour estimerait n?anmoins que la requ?rante avait un bien, le Gouvernement all?gue que l?ing?rence subie par la requ?rante ? l?issue de l?action en revendication ?tait pr?vue par loi et poursuivait un but l?gitime auquel elle ?tait proportionn?e.
41. La requ?rante estime que le non-respect de l?arr?t d?finitif prononc? ? l?issue de l?action en partage constitue une violation de son droit de propri?t?.
42. La Cour rel?ve que ce grief est li? ? celui examin? ci-dessus sous l?angle de l?article 6 ? 1 et doit donc aussi ?tre d?clar? recevable (paragraphe 36 ci-dessus).
43. La Cour a trait? ? maintes reprises d?affaires soulevant des questions semblables ? celle du cas d?esp?ce et a constat? la violation de l?article 1 du Protocole no 1, en raison de la remise en cause de la solution donn?e de mani?re d?finitive ? un litige, y compris la privation du requ?rant du ? bien ? dont il b?n?ficiait ? l?issue de la proc?dure (voir, entre autres, mutatis mutandis, Brumarescu, ?? 67, 77 et 80 ; SC Masinexportimport Industrial Group SA, ?? 46-47 ; et SC Plastik ABC S.A., ? 17, arr?ts pr?cit?s, Piata Bazar Dorobanti SRL c. Roumanie, no 37513/03, ?? 33-34, 4 octobre 2007 ; Cornif c. Roumanie, no 42872/02, ? 43, 11 janvier 2007).
44. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n?a fourni aucun fait ni argument convaincant pouvant mener ? une conclusion diff?rente. En particulier, elle rel?ve qu?en l?esp?ce par l?arr?t d?finitif du 26 septembre 1994, la requ?rante s?est vue reconna?tre propri?taire d?un terrain de 1 600 m2 et qu?elle a perdu son droit de propri?t? sur ce terrain quand les juridictions ont accueilli l?action en revendication introduite ? son encontre. Bien que l?ing?rence dans le droit de propri?t? n?ait pas ?t? caus?e par l?annulation d?une d?cision judiciaire d?finitive par voie d?un recours extraordinaire, la Cour estime que les effets pour la requ?rante de l?atteinte ? la s?curit? des rapports juridiques sont les m?mes, c?est-?-dire la perte d?un droit de propri?t? qui avait ?t? reconnu auparavant par une d?cision d?finitive et irr?vocable qui a d?ailleurs ?t? ex?cut?e, et qui avait ?t? rendue dans le cadre d?un litige opposant les m?mes parties que celles qui se sont ensuite retrouv?es dans le proc?s sur l?action en revendication.
45. Au vu de ce qui pr?c?de et des ?l?ments du dossier, la Cour conclut que l?accueil de l?action en revendication a enfreint le droit de l?int?ress?e au respect de ses biens.
46. Par cons?quent, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
47. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
48. La requ?rante r?clame la restitution de son terrain et si ce n?est pas possible, une r?paration de 50 000 nouveaux lei roumains (RON), dont 30 000 RON repr?sentant la valeur du terrain et 20 000 RON pour le pr?judice moral qu?elle aurait subi.
49. Le Gouvernement met en avant le fait que la requ?rante n?a pas ?tay? ses pr?tentions au titre du pr?judice mat?riel et envoie une statistique faite par la Chambre des notaires de Bacau sur le prix du terrain ? P?ngarati, selon laquelle le prix du terrain r?clam? par la requ?rante varie entre 0,156 euros (EUR) pour m2 et 0,054 EUR/m2. Il arg?e aussi que la requ?rante n?a rien demand? pour le pr?judice qu?elle aurait subi ? cause de la violation all?gu?e de l?article 6 ? 1 de la Convention. Il estime enfin que la requ?rante n?a pu prouver le lien de causalit? entre la violation all?gu?e et le pr?judice moral r?clam?.
50. La Cour rappelle qu?un arr?t constatant une violation entra?ne pour l?Etat d?fendeur l?obligation juridique au regard de la Convention de mettre un terme ? la violation et d?en effacer les cons?quences. Si le droit interne ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, l?article 41 de la Convention conf?re ? la Cour le pouvoir d?accorder une r?paration ? la partie l?s?e par l?acte ou l?omission ? propos desquels une violation de la Convention a ?t? constat?e. Dans l?exercice de ce pouvoir, elle dispose d?une certaine latitude ; l?adjectif ? ?quitable ? et le membre de phrase ? s?il y a lieu ? en t?moignent.
51. Parmi les ?l?ments pris en consid?ration par la Cour lorsqu?elle statue en la mati?re figurent le dommage mat?riel, c?est-?-dire les pertes effectivement subies en cons?quence directe de la violation all?gu?e, et le dommage moral, c?est-?-dire la r?paration de l??tat d?angoisse, des d?sagr?ments et des incertitudes r?sultant de cette violation, ainsi que d?autres dommages non mat?riels (voir, parmi d?autres, Ernestina Zullo c. Italie, no 64897/01, ? 25, 10 novembre 2004).
D?s lors, statuant en ?quit?, comme le veut l?article 41 de la Convention, la Cour estime, dans les circonstances de l?esp?ce et compte tenu des informations dont elle dispose sur les prix du march? immobilier local et des ?l?ments fournis par les parties, que l?Etat doit verser ? la requ?rante une somme de 5 000 EUR, tous chefs de pr?judice confondus.
B. Frais et d?pens
52. La requ?rante n?a r?clam? aucune somme pour les frais et d?pens engag?s.
53. D?s lors, la Cour n?alloue rien ? ce titre.
C. Int?r?ts moratoires
54. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention en ce qui concerne le droit ? un proc?s ?quitable ;
3. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?par?ment le restant du grief tir? de l?article 6 de la Convention ;
4. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ;
5. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser ? la requ?rante, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 5 000 EUR (cinq mille euros), ? convertir dans la monnaie de l?Etat d?fendeur, tout pr?judice confondu, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
6. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 23 septembre 2008, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Santiago Quesada Josep Casadevall
Greffier Pr?sident

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