CASE OF R.M. v. ITALY - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF R.M. v. ITALY

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 37, 39, P1-1
Numero: 32403/96/2001
Stato: Italia
Data: 2001-03-01 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Cancellato dal ruolo (regolamento amichevole)
SECONDA SEZIONE
CAUSA R.M. C. ITALIA
(Richiesta n. 32403/96)
SENTENZA
( regolamento amichevole)
STRASBOURG
1 marzo 2001

Nella causa R.M. c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Seconda Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente, il
Sig. B. Conforti, il Sig. G. Bonello, la Sig.ra V. Str??nick?, il Sig. M. Fischbach, la Sig.ra M. Tsatsa-Nikolovska, il Sig. E. Levits, giudici, ed il Sig. E. Fribergh, Cancelliere di Sezione
Avendo deliberato in privato l? 8 febbraio 2001,
Consegna la seguente sentenza che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa origin? in una richiesta (n. 32403/96) contro l’Italia depositata per la Commissione europea dei Diritti umani (?la Commissione?) sotto il precedente Articolo 25 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libert? Fondamentali (?la Convenzione?) da un cittadino italiano, la Sig.ra R.M. (?il richiedente?), il 19 giugno 1996.
2. Il richiedente fu rappresentato dalla Sig.ra D. R., un avvocato che pratica a Milano. Il Governo italiano (?il Governo?) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. V. Esposito.
3. Il richiedente si lagn? della sua incapacit? prolungata ? a causa della mancanza di assistenza della polizia ? di recuperare possesso del suo appartamento e della durata dei procedimenti di sfratto.
4. Dopo avere ottenuto le osservazioni delle parti, la Corte dichiar? la richiesta ammissibile il 30 maggio 2000.
5. Il 2 dicembre 2000 e il 20 dicembre 2000 il richiedente e l’Agente del Governo hanno presentato rispettivamente dichiarazioni formali in cui proponevano un regolamento amichevole della causa.
I FATTI
6. Il richiedente ? il proprietario di un appartamento a Milano che aveva affittato ad A.B. In una lettera datata 4 maggio 1990, il richiedente inform? l’inquilino che intendeva terminare il contratto d’affitto alla scadenza del termine il 29 marzo 1991 e gli chiese di sgombrare i locali per quella data.
In un documento notificato all’inquilino il 1 giugno 1990, il richiedente reiter? la sua intenzione di terminare il contratto d’affitto e chiam? in causa l’inquilino per apparire di fronte al Magistrato di Milano.
7. Con una decisione del 29 giugno 1990 che fu resa esecutiva l? 11 gennaio 1991 il Magistrato di Milano sostenne la validit? dell’avviso per sgomberare ed ordin? che i locali venissero sgombrati il 29 settembre 1991.
8. Il 20 settembre 1991, il richiedente fece una dichiarazione legale in cui richiedeva urgentemente i locali come sistemazione per sua figlia.
9. Il 10 ottobre 1991, il richiedente notific? un avviso all’inquilino in cui gli richiedeva di sgombrare i locali. Il 14 novembre 1991, notific? un avviso all’inquilino in cui lo informava che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 29 novembre 1991.
10. Fra il 29 novembre 1991 e il 18 marzo 1996 , l’ufficiale giudiziario fece 21 tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostr? senza successo, siccome al richiedente non fu mai accordata l’assistenza della polizia nell’eseguire il mandato per possesso.
11. Il 20 maggio 1996, l’inquilino sgombr? i locali.
LA LEGGE
12. Il 20 dicembre 2000, la Corte ricevette la seguente dichiarazione dal Governo:
?Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare un importo totale di 20,000,000 ITL alla Sig.ra R.M. in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 32403/96. Questa somma coprir? qualsiasi danno materiale e morale cos? come i costi, e sar? pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all? Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituir? la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l?Articolo 43 ? 1 della Convenzione.?
13. Il 2 dicembre 2000, la Corte ricevette la seguente dichiarazione firmata dal richiedente:
?Io noto che il Governo dell’Italia ? pronto a pagare un importo totale di 20,000,000 ITL che copre danno materiale e morale e costi alla Sig.ra R.M.. nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 32403/96 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell’Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa ? stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione ? resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m?impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l?Articolo 43 ? 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.?
14. La Corte prende nota dell’accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). ? sicuro che l’accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l’Articolo 37 ? 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 ? 3 degli Articoli di Corte).
15. Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE ALL?UNANIMITA?
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prende nota del?impegno delle parti a non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 1 marzo 2001 facendo seguito all? Articolo 77 ?? 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
SECOND SECTION
CASE OF R.M. v. ITALY
(Application no. 32403/96)
JUDGMENT
(Friendly settlement)
STRASBOURG
1 March 2001

In the case of R.M. v. Italy,
The European Court of Human Rights (Second Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mr B. Conforti,
Mr G. Bonello,
Mrs V. Str??nick?,
Mr M. Fischbach,
Mrs M. Tsatsa-Nikolovska,
Mr E. Levits, judges,
and Mr E. Fribergh, Section Registrar,
Having deliberated in private on 8 February 2001,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 32403/96) against Italy lodged with the European Commission of Human Rights (?the Commission?) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by an Italian national, Mrs R.M. (?the applicant?), on 19 June 1996.
2. The applicant was represented by Mrs D. R., a lawyer practising in Milan. The Italian Government (?the Government?) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr V. Esposito.
3. The applicant complained about her prolonged inability – through lack of police assistance – to recover possession of her apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. On 30 May 2000, after obtaining the parties? observations, the Court declared the application admissible.
5. On 2 December 2000 and on 20 December 2000 the applicant and the Agent of the Government respectively submitted formal declarations proposing a friendly settlement of the case.
THE FACTS
6. The applicant is the owner of an apartment in Milan, which she had let to A.B. In a registered letter of 4 May 1990, the applicant informed the tenant that she intended to terminate the lease on expiry of the term on 29 March 1991 and asked him to vacate the premises by that date.
In a writ served on the tenant on 1 June 1990, the applicant reiterated her intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Milan Magistrate.
7. By a decision of 29 June 1990, which was made enforceable on 11 January 1991, the Milan Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 29 September 1991.
8. On 20 September 1991, the applicant made a statutory declaration that she urgently required the premises as accommodation for her daughter.
9. On 10 October 1991, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises. On 14 November 1991, she served notice on the tenant informing him that the order for possession would be enforced by a bailiff on 29 November 1991.
10. Between 29 November 1991 and 18 March 1996, the bailiff made 21 attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was never granted the assistance of the police in enforcing the order for possession.
11. On 20 May 1996, the tenant vacated the premises.
THE LAW
12. On 20 December 2000, the Court received the following declaration from the Government:
?I declare that the Government of Italy offer to pay 20,000,000 ITL to Mrs R.M. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 32403/96. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable immediately after the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to the Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 ? 1 of the Convention?.
13. On 2 December 2000, the Court received the following declaration signed by the applicant:
?I note that the Government of Italy are prepared to pay a sum totalling 20,000,000 ITL covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs to Mrs R.M. with a view to securing a friendly settlement of application no. 32403/96 pending before the Court.
I accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. I declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement which the Government and the applicant have reached.
I further undertake not to request the reference of the case to the Grand Chamber under Article 43 ? 1 of the Convention after the delivery of the Court?s judgment.?
14. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 ? 1 in fine of the Convention and Rule 62 ? 3 of the Rules of Court).
15. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties? undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 1 March 2001 pursuant to Rule 77 ?? 2 and 3 of the Rules of Court.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Registrar President

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