CASE OF EDOARDO PALUMBO v. ITALY - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF EDOARDO PALUMBO v. ITALY

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 14, P1-1
Numero: 15919/89/2000
Stato: Italia
Data: 2000-11-30 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Obiezione preliminare respinse (non-esaurimento); Violazione di P1-1; Violazione di Art. 6-1; nessuna violazione di Art. 14+P1-1; danno Pecuniario – risarcimento finanziario; danno Non-pecuniario – risarcimento finanziario; Costa e spese risarcimento parziale – procedimenti di Convenzione
SECONDA SEZIONE
Causa EDOARDO PALUMBO c. l’Italia
(Richiesta n. 15919/89)
SENTENZA
STRASBOURG
30 novembre 2000
DEFINITIVO
01/03/2001
Questa sentenza diverr? definitiva nelle circostanze poste fuori in Articolo 44 ? 2 della Convenzione. ? soggetto a revisione editoriale di fronte alla sua riproduzione in forma definitiva.

Nella causa di Edoardo Palumbo c. l’Italia,
La Corte europea di Diritti umani (Seconda Sezione), riunendosi che come una Camera, compose di:
Il Sig. A.B. Baka, Presidente, il
Sig. G. Bonello, il Sig.ra V. Str??nick?, il Sig. P. Lorenzen, il Sig. M. Fischbach, il Sig.ra M. Tsatsa-Nikolovska, il Sig. E. Levits, giudici, ed i Sig. E. Fribergh, Sezione Cancelliere,
Avendo deliberato in privato 9 novembre 2000,
Consegna la sentenza seguente sulla quale fu adottata quella la data:
PROCEDURA
1. La causa origin? in una richiesta (n. 15919/89) contro l’Italia deposit? per la Commissione europea di Diritti umani (?la Commissione?) sotto il primo Articolo 25 della Convenzione per la Protezione di Diritti umani e le Libert? Fondamentali (?la Convenzione?) da un cittadino italiano, il Sig. E. P. (?il richiedente?), 23 novembre 1989.
2. Il richiedente fu rappresentato dal Sig. M. P., un avvocato che pratica a Roma. Il Governo italiano (?il Governo?) fu rappresentato dal loro primo Agente prima, il Sig. Luigi Ferrari Bravo, e di conseguenza dal loro Rappresentante Sig. Umberto Leanza ed il loro Co-agente, il Sig. Vitaliano Esposito.
3. Il richiedente addusse che l’impossibilit? prolungata per recuperare possesso del suo appartamento, mentre dovendo alla realizzazione di emergenza provvedimenti legislativi su contratti d’affitto di propriet? residenziali, infranse il suo diritto sotto Articolo 1 di Protocollo N.ro 1. Articolo che invoca 6 ? 1 della Convenzione, lui ulteriore si lagn? sulla durata dei procedimenti di sfratto. Lui finalmente si lagn? sotto Articolo 14 in congiunzione per Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 che lui aveva sofferto della discriminazione in rispetto del suo inquilino.
4. 5 aprile 1993, la Commissione (Prima la Camera) decise di dare avviso della richiesta al Governo convenuto e li invit? a presentare le loro osservazioni sulla sua ammissibilit? e meriti. Il Governo present? 6 luglio 1993 le loro osservazioni alle quali il richiedente rispose 30 luglio 1993.
5. 28 febbraio 1995, la causa fu aggiornata attendendo le sentenze della Corte nelle cause Spadea e Scalabrino c. Italia e Scollo c. l’Italia. Le sentenze state state consegnate 28 settembre 1995, 13 marzo 1996 che le parti sono state richieste di presentare le loro osservazioni supplementari che loro facevano rispettivamente 2 e 3 aprile 1996.
6. 4 settembre 1996, la Commissione dichiar? la richiesta ammissibile.
7. In 28 maggio 1997, la Commissione decise di aggiornare la causa pendente l’esame della causa di Immobiliare Saffi c. l’Italia. In 27 maggio 1998, la Commissione riprese considerazione della causa ed invit? le parti a presentare le ulteriori osservazioni sui meriti che il richiedente faceva su 17 giugno 1998 ed il Governo 19 giugno 1998.
8. La richiesta fu emessa alla Corte 1 novembre 1999 in concordanza per Articolo 5 ? 3, seconda frase di Protocollo N.ro 11 alla Convenzione, la Commissione che non ha completato il suo esame della causa da quella la data.
9. La richiesta fu stanziata alla Seconda Sezione della Corte (l’Articolo 52 ? 1 degli Articoli di Corte). Entro che Sezione, la Camera che considererebbe la causa (l’Articolo 27 ? 1 della Convenzione) fu costituito come previsto in Articolo 26 ? 1 degli Articoli di Corte. Il Sig. B. Conforti, il giudice elesse in rispetto dell’Italia, prelev? dal riunirsi nella causa (Articolo 28). Il Governo rinunciato al loro diritto per nominare un hoc dell’annuncio giudica riunirsi nel suo luogo (l’Articolo 27 ? 2 della Convenzione e Stabilisce 29 ? 2).
I FATTI
I. LE CIRCOSTANZE DI LA CAUSA
10. Il richiedente ? il proprietario di un appartamento a Roma che lui aveva affittato al Sig.ra A.B. Il contratto d’affitto era stato esteso sino a 31 dicembre 1983 dall’operazione di Legge n. 392 12 luglio 1978.
11. In un documento presentato a sull’inquilino 13 ottobre 1983, il richiedente comunic? la sua intenzione di terminare il contratto d’affitto e chiam? in causa l’inquilino per apparire di fronte al Magistrato in Roma.
12. Da una decisione di 7 ottobre 1983 che fu reso esecutivo 27 ottobre 1983 il Magistrato sostenne la validit? dell’avviso per sgomberare ed ordin? che i locali siano sgombrati in 31 dicembre 1984.
13. 6 marzo, 8 aprile, 9 maggio, 17 giugno, 22 luglio, 1 ottobre e 5 novembre 1986, l’ufficiale giudiziario inutilmente tent? di evincere l’inquilino senza assistenza di polizia.
14. Facendo seguito a Legge n. 899 23 dicembre 1986, i procedimenti di esecuzione furono sospesi sino a 31 marzo 1987.
15. 6 marzo 1987 il richiedente fece una dichiarazione legale che lui richiese urgentemente i locali come sistemazione per lui.
16. In 21 aprile e 28 maggio 1987, l’ufficiale giudiziario fatto due altro senza successo tenta di evincere l’inquilino.
17. 24 giugno 1987 il richiedente fu accordato assistenza di polizia nell’evincere il suo inquilino; su che giorno, comunque i secondi chiesero di essere malati e nessun dottore ufficialmente nominato era disponibile per controllare le sue dichiarazioni. L’ufficiale giudiziario si preoccup? di fare la sua prossima visita ai locali 14 luglio 1987. Su questa occasione il richiedente non fu accordato comunque, l’assistenza di polizia e l’inquilino rifiut? di sgombrare i locali.
18. Facendo seguito legge-decretare n. 551 30 dicembre 1988 ed a Leggi n. 108 8 aprile 1988 e n. 61 21 febbraio 1989 l’esecuzione del mandato per possesso fu sospesa sino a 31 aprile 1989.
19. Dopo un numero di tentativi senza successi dall’ufficiale giudiziario, il richiedente recuper? possesso del suo appartamento a giugno 1992.
II. DIRITTO NAZIONALE ATTINENTE
20. Il diritto nazionale attinente ? descritto nella sentenza Immobiliare Saffi c. l’Italia [GC], n. 22774/93, ?? 18-35, 1999-V di ECHR.
LA LEGGE
I. L’OBIEZIONE PRELIMINARE DEL GOVERNO
21. Il Governo sostenne che il richiedente non aveva esaurito via di ricorso nazionali, in che lui non era riuscito a pubblicare procedimenti nelle corti amministrative che sfidano il rifiuto di assistenza di polizia.
22. I richiami di Corte che gi? ha respinto questa stessa obiezione nell’Immobiliare la causa di Saffi (veda l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato, ?? 40-42). La Corte non vede nessuna ragione di partire dalla sua scoperta precedente nella causa presente. Respinge perci? l’obiezione preliminare.
II. VIOLAZIONE ALLEGATO DI ARTICOLO 1 DI PROTOCOLLO N. 1
23. Il richiedente si lagn? sulla sua impossibilit? prolungata di recuperare possesso del suo appartamento, dovuta alla realizzazione di emergenza provvedimenti legislativi su contratti d’affitto di propriet? residenziali. Lui dichiar? una violazione di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 alla Convenzione che prevede:
?Ogni persona fisica o giuridica ? abilitata al godimento tranquillo dei suoi possessi. Nessuno sar? privato dei suoi possessi eccetto nell’interesse pubblico e soggetto alle condizioni previste per da legge e dai principi generali di diritto internazionale.
Comunque, i provvedimenti precedenti non possono in qualsiasi modo danneggia il diritto di un Stato per eseguire simile leggi siccome ritiene necessario controllare l’uso di propriet? in concordanza per l’interesse generale o assicurare il pagamento di tasse o gli altri contributi o sanzioni penali.?
A. L’ARTICOLO APPLICABILE
24. Facendo affidamento sulla sua causa-legge precedente, la Corte considera che l’interferenza per i diritti di propriet? del richiedente ammont? controllare dell’uso di propriet? e cadute per essere esaminato sotto il secondo paragrafo di Articolo 1 (veda l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato, ? 46).
OTTEMPERANZA DI B. PER LE CONDIZIONI IN IL SECONDO PARAGRAFO
1. SCOPO DI L’INTERFERENZA
25. La Corte prima ha espresso la prospettiva che la legislazione contestata aveva un scopo legittimo nell’interesse generale, come richiesto dal secondo paragrafo di Articolo 1 (veda l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato, ? 48).
2. LA PROPORZIONALIT? DI L’INTERFERENZA
26. La Corte reitera che un’interferenza sotto il secondo paragrafo di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1, deve colpire un ?equilibrio equo? tra le richieste dell’interesse generale ed i requisiti della protezione dei diritti essenziali dell’individuo. Ci deve essere una relazione ragionevole della proporzionalit? tra i mezzi assunti e lo scopo persegu?. Nel determinare se questo requisito ? soddisfatto, la Corte riconosce che lo Stato gode un margine largo di valutazione per riguardo ad ambo a scegliendo i mezzi di esecuzione ed ad accertando se le conseguenze di esecuzione sono giustificate nell’interesse generale per lo scopo di realizzare l’oggetto della legge in oggetto. In sfere come albergando che i drammi un ruolo centrale nel welfare e polizze economiche di societ? moderne, la Corte rispetter? la sentenza della legislatura come a che che ? nell’interesse generale a meno che che sentenza ? manifestamente senza fondazione ragionevole (veda l’Immobiliare la sentenza di Saffi, citato sopra, ? 49 ed il Chassagnou ed Altri c. sentenza di Francia di 29 aprile 1999, ? 75 per essere pubblicato nei rapporti di ufficiale della Corte).
27. Il richiedente contese che non c’era nessuna relazione ragionevole della proporzionalit? tra l’interesse generale ed i suoi interessi, in particolare in luce della lunghezza dell’interferenza. Quell’era particolarmente vero nella sua causa, determinato il fatto che lui aveva fatto una dichiarazione legale che lui richiese urgentemente i locali come sistemazione per lui (veda paragrafo 15 sopra).
28. Il Governo indic? che l’interferenza per il diritto del richiedente al godimento tranquillo della sua propriet? era proporzionata allo scopo legittimo perseguito. Loro conclusero che, prendendo nell’esame gli interessi del padrone di casa e l’inquilino, il carico imposto sul richiedente non era stato eccessivo.
29. La Corte considera che, in principio, il sistema italiano di barcollare dell’esecuzione di ordini della corte non ?, apre in se stesso alla critica, mentre avendo riguardo ad in particolare al margine dell’apprezzamento permesso sotto il secondo paragrafo di Articolo 1. Comunque, tale sistema porta per s? il rischio di imporre su padroni di casa un carico eccessivo in termini della loro abilit? di sbarazzarsi della loro propriet? e deve offrire di conseguenza le certe salvaguardie procedurali cos? come assicurare che l’operazione del sistema ed il suo impatto sui diritti di propriet? di un padrone di casa ? n? arbitraria n? imprevedibile (veda, mutatis mutandis, l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato ? 54).
30. La Corte deve accertare cos? se, nella causa immediata, il richiedente fu riconosciuto garanzie sufficienti come essere salvaguardato contro l’incertezza e l’arbitrariet?.
31. La Corte osserva che il richiedente ottenne un mandato per 7 ottobre 1983 possesso che era esecutivo come di 31 dicembre 1984 (veda paragrafo 12 sopra). Su conto in parte della legislazione che sospende l’esecuzione di mandati per possesso ed il richiedente recuper? solamente in parte della mancanza di assistenza di polizia, possesso del suo appartamento a giugno 1992, anche se 6 marzo 1987 lui avesse dichiarato che lui ebbe bisogno urgentemente dell’appartamento. Solamente su un’occasione, 24 giugno 1987, aveva il richiedente stato accordato assistenza di polizia nell’evincere il suo inquilino ma inutilmente, dato che l’inquilino aveva chiesto di essere malato e nessun dottore ufficialmente nominato stato disponibile per controllare le sue dichiarazioni.
32. Per pi? di sette anni, il richiedente fu andato via cos? in un stato dell’incertezza come a quando lui sarebbe stato in grado riacquistare il suo appartamento. Le autorit? competenti non sembrano avere preso qualsiasi l’azione qualsiasi in risposta alla dichiarazione della necessit? resa dal richiedente 6 marzo 1987. Presumendo anche che lo stato dell’inquilino di salute era la ragione per non accordare l’assistenza di polizia di richiedente dopo 24 giugno 1987, la Corte ? dell’opinione che questa circostanza non poteva giustificare in se stesso il lungo restrizione dell’uso del richiedente del suo appartamento.
33. Nella luce del precedente, la Corte considera, che il sistema di barcollare dell’esecuzione di mandati per possesso impose, nelle particolari circostanze di questa causa un carico eccessivo sul richiedente e sconvolse di conseguenza l’equilibrio che deve essere colpito tra la protezione del diritto di propriet? ed i requisiti dell’interesse generale.
C’? stata di conseguenza, una violazione di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1.
III. VIOLAZIONE ALLEGATO DI ARTICOLO 6 ? 1 DI LA CONVENZIONE
34. Il richiedente dichiar? anche una violazione di Articolo 6 ? 1 della Convenzione, la parte attinente di che prevede:
?Nella determinazione dei suoi diritti civili ed obblighi…, ognuno ? abilitato un… ascolti all’interno di un termine ragionevole da [un]… tribunale…?
35. La Corte osserva che il richiedente aveva fatto affidamento originalmente su Articolo 6 in collegamento per la sua lagnanza riguardo alla lunghezza dei procedimenti per possesso. La Corte considera nondimeno che la causa immediata deve essere esaminata in primo luogo in collegamento per il diritto pi? generale ad una corte.
A. SE ARTICOLO 6 ? APPLICABILE
36. Il Governo sostenne che le sistemazioni per assistenza di polizia sbalorditiva non erano parte del processo giudiziale per esecuzione di mandati per possesso, poich? intervento di polizia era un problema amministrativo, completamente separato da ed indipendente del processo giudiziale. Loro sottolinearono in che il collegamento che non era nella loro capacit? come ufficiali della corte che prefetti furono conferiti poteri per barcollare sfratti, ma come parte dei loro doveri come un’autorit? amministrativa responsabile per mantenere ordine pubblico. Perci? che fase amministrativa non poteva circostanze sotto si dica che venga all’interno dello scopo di Articolo 6.
37. Il richiedente contest? le dichiarazioni del Governo che l’Articolo 6 ? 1 della Convenzione non ? applicabile nella causa presente.
38. La Corte prima ha espresso la prospettiva che l’Articolo 6 ? 1 della Convenzione ? applicabile agli inquilini i procedimenti di sfratto di ‘ (veda l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato, ?? 62-63). Le obiezioni del Governo devono essere respinte cos?.
OTTEMPERANZA DI B. PER ARTICOLO 6
39. Il richiedente si lagn? sulla lunghezza dei procedimenti di esecuzione per possesso. Lui sottoline? che nonostante il fatto che la sua causa merit? un trattamento prioritario, l’ufficiale giudiziario fu accordato solamente una volta assistenza di polizia e su che occasione lui non era in grado eseguire il mandato per possesso perch? l’inquilino finse di essere malato e nessun dottore ufficialmente nominato era disponibile per controllare le sue dichiarazioni.
40. Il Governo sostenne che la lunghezza dei procedimenti era ragionevole, mentre prese in considerazione il grande numero di mandati per possesso che aspetta essere eseguito.
41. Le distinte di Corte che un padrone di casa non pu? cercare di eseguire un mandato per possesso contro un inquilino sino alla data che il magistrato, avendo riguardo ad alle necessit? speciali del padrone di casa e l’inquilino e le ragioni, per lo sfratto, set nel mandato. Il periodo di massimo per una sospensione di esecuzione ? riparato statutariamente alle sei, o in cause dodici insolite, mesi dopo i quali al padrone di casa deve essere permesso per eseguire il mandato (veda Immobiliare Saffi ? 20). Il Magistrato in Roma aveva stabilito che il richiedente sarebbe stato abilitato per eseguire il suo mandato come da 30 dicembre 1984. Questa data, tuttavia fu posticipata (su ogni occasione per molti mesi ad un tempo) da legislazione passata tra dicembre 1984 ed aprile 1989 (veda Immobiliare Saffi ?? 23-26).
42. La Corte reitera che il diritto ad una corte come garantito anche da Articolo 6 protegge la realizzazione di definitivo, legando decisioni giudiziali che, in Stati che accettano l’articolo di legge, non pu? rimanere non operante al detrimento di una parte (veda, mutatis mutandis, il Hornsby c. sentenza di Grecia di 19 marzo 1997, Relazioni di Sentenze e Decisioni 1997-II, p. 510, ? 40). L’esecuzione di una decisione giudiziale non pu? essere differita impropriamente di conseguenza.
43. Mentre una sospensione di esecuzione di una decisione giudiziale per simile periodo come ? severamente necessario abilitare una soluzione soddisfacente per essere trovato pubblico-ordinare problemi pu? essere giustificato in circostanze insolite (veda l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato, ? 69), la causa presente non concerne, come il Governo suggerire sembra, un rifiuto isolato dal prefetto per offrire assistenza di polizia, dovendo al rischio di un disturbo serio di ordine pubblico. L’esecuzione del mandato pubblicata nel favore del richiedente fu stata come un risultato dell’intervento della legislatura che riapr? la decisione del Magistrato riguardo alla data dalla quale l’inquilino fu costretto a sgombrare i locali e confer? sul prefetto come l’autorit? responsabile per mantenere ordine pubblico, un potere e possibilmente un dovere di intervenire sistematicamente nell’esecuzione di mandati per possesso.
44. Anche se il richiedente avesse fatto una dichiarazione legale che lui richiese urgentemente i locali come sistemazione per lui, il prefetto conced? solamente una volta l’assistenza di polizia.
45. La proroga della data dalla quale i locali dovevano essere sgombrati nugatory reso la decisione del Magistrato in Roma su che punto nel suo mandato di 7 ottobre 1983. Dovrebbe essere indicato che la decisione su se assistenza di polizia dovrebbe essere offerta ? reso sulla base degli stessi fattori-la situazione del padrone di casa ed inquilino, ed i motivi per sfratto-come quegli il Magistrato prende nell’esame sotto sezione 56 di Legge n. 392/78. In somma, le decisioni del prefetto che rifiutano assistenza di polizia che diede luogo ad una proroga de facto del contratto d’affitto non erano, soggetto a qualsiasi revisione effettiva dalle corti, fin dallo scopo di controllo giurisdizionale di queste decisioni era solamente possibile come preoccupazioni se lui si era attenuto per il criterio che governa il mandato di priorit?.
46. In conclusione, mentre pu? essere accettato che Stati Contraenti possono, in circostanze insolite e, come in questa istanza, giovandosi a del loro margine dell’apprezzamento per controllare l’uso di propriet? intervenga in procedimenti per l’esecuzione di una decisione giudiziale, la conseguenza di simile intervento non dovrebbe essere che esecuzione ? prevenuta, ? invalidata o impropriamente ? differita o, ancora meno, che la sostanza della decisione ? minata.
47. Al giorno d’oggi la causa, il richiedente fu privato del suo diritto sotto Articolo 6 ? 1 della Convenzione avere la sua disputa (la contestazione) per il suo inquilino deciso da una corte. Che situazione ? incompatibile per il principio dell’articolo di legge.
C’? stata di conseguenza, una violazione di Articolo 6 ? 1 della Convenzione.
48. Come alla lagnanza riguardo alla lunghezza dei procedimenti, la Corte considera, che deve essere riguardato come stato stato assorbito dalla lagnanza precedente.
IV. Violazione allegato Di Articolo 14 Nella Congiunzione Per Articolo 1 Di Protocollo N. 1
49. Il richiedente ulteriore sostenne che Articolo 14 della Convenzione, legga in congiunzione per Articolo 1 di Protocollo N.ro 1, era stato aperto una breccia dalla legislazione in problema, in finora siccome protegg? inquilini al detrimento di padroni di casa.
50. Articolo 14 letture come segue:
?Il godimento dei diritti e le libert? insorto avanti la Convenzione sar? assicurato senza la discriminazione su qualsiasi terra come sesso, corsa, colour, lingua, religione, opinione politica o altra, cittadino od origine sociale, l’associazione per una minoranza nazionale, propriet?, nascita o l’altro status.?
51. Secondo la causa-legge della Corte, Articolo 14 sar? aperto una breccia, dove, senza obiettivo e la giustificazione ragionevole, persone in ?pertinentemente? situazioni simili sono trattate differentemente. Succedere, doveva essere stabilito perci? per una richiesta di violazione di questo Articolo, sotterri alia al quale la situazione della vittima allegato pu? essere considerata simile che di persone che sono state trattate meglio (veda lo Spadea e Scalabrino c. sentenza di Italia di 28 settembre 1995, Serie Un n. 315-B, ? 45).
52. Le distinte di Corte che il richiedente cerca di compararsi al suo inquilino. In prospettiva delle differenze fondamentali tra un padrone di casa ed un inquilino, la Corte non trova, che queste due situazioni possono essere comparate come essendo analogo e considera perci? che nessuna domanda della discriminazione sorge nella causa presente.
Non c’? stata di conseguenza, nessuna violazione di Articoli 14 e 1 di Protocollo N.ro 1 preso insieme.
C. la Richiesta Di Articolo 41 Di La Convenzione
53. Articolo 41 della Convenzione prevede:
?Se la Corte trova che c’? stata una violazione della Convenzione o i Protocolli inoltre, e se la legge interna della Parte Contraente ed Alta concernesse permette a riparazione solamente parziale di essere resa, la Corte pu?, se necessario, riconosca la soddisfazione equa alla vittima.?
A. DANNO PECUNIARIO
54. Il richiedente chiese riparazione per il danno pecuniario lui aveva sostenuto che risult? dalla differenza tra l’affitto pag? da lui per locali di alternativa e l’affitto pagati a lui dal suo inquilino (21,930,000 lire italiani (ITL)) ed un danno supplementare di 3,500,000 ITL. Lui chiese anche rimborso delle spese processuali incorso in nei procedimenti di esecuzione (quale lui mise a 29,520,000 ITL, incluso, per ogni tentativo di recuperare possesso, i costi del chiavaiolo, dell’ufficiale giudiziario del dottore ufficialmente nominato e le parcelle di avvocato).
55. Il Governo fu d’accordo che la differenza tra l’affitto pagato dal richiedente per i suoi locali alternativi e l’affitto lui percep? dal suo inquilino era una base ragionevole per calcolare il danno pecuniario, ma considerato che un risarcimento dovrebbe essere reso solamente sotto questo capo in relazione alla dilazione nello sfratto che ecced? che che potrebbe essere considerato come proporzionato allo scopo legittimo persegu?. Come riguardi i costi incorsero in nei procedimenti nazionali, il Governo indic? che loro dovrebbero essere dati solamente pertanto siccome loro riferirono dividere dei procedimenti di esecuzione che eccedono una durata ragionevole ed accettabile.
56. I richiami di Corte che sotto Articolo 41 della Convenzione ordiner? solamente rimborso dei costi e spese che sono mostrate per davvero e necessariamente essere state incorse in e ragionevole come ad intervallo (veda, fra le altre autorit?, Nikolova c. la Bulgaria [GC], n. 31195/96, ? 79 ECHR 1999-II). Al giorno d’oggi la causa, considera che il richiedente deve essere dato la compensazione per il danno pecuniario che ? il risultato della differenza tra l’affitto pagato da lui e quella pag? a lui dall’inquilino, e lo considera adatto dare 21,930,000 ITL sotto questo capo. Pertanto come le spese processuali nei procedimenti nazionali concerne, le distinte di Corte che il richiedente present? una nota spese ed una parcella nota per un totale di 22,087,840 ITL: la Corte decide di dare questa somma (veda l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato, ? 79).
B. NON DANNO PECUNIARIO
57. Il richiedente chiese anche riparazione per il danno morale che lo lascia alla discrezione della Corte per stimare l’importo, anche se suggerendo l’importo di 50,000,000 ITL.
58. Il Governo present? che una scoperta di una violazione avrebbe costituito in se stesso la soddisfazione equa e sufficiente.
59. La Corte, avendo riguardo ad alla sua causa-legge (veda, per esempio, G.L. c. l’Italia, n. 22671/93, 3.08.2000 ? 49), decide di dare 30,000,000 ITL sotto questo capo.
SPESE PROCESSUALI DI C.
60. Il richiedente chiese le spese processuali in procedimenti di fronte agli organi di Strasbourg che lui mise a 62,749,704 ITL.
61. Il Governo lasci? questa questione alla discrezione della Corte.
62. La Corte, mentre prendendo in considerazione la lunghezza e la complessit? dei procedimenti di fronte alla Commissione e la Corte, decide di dare 15,000,000 ITL sotto questo capo.
INTERESSE DI MORA DI D.
63. Secondo le informazioni disponibile alla Corte, il tasso degli interessi legale applicabile in Italia alla data dell’adozione della sentenza presente ? all’anno 2.5%.
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMAMENTE
1. Respinge l’obiezione preliminare del Governo;
2. Ritiene che c’? stata una violazione di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1;
3. Ritiene che c’? stata una violazione di Articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Ritiene che non c’? stata nessuna violazione di Articoli 14 della Convenzione e 1 di Protocollo N.ro 1 preso insieme;

5. Ritiene
(un) che lo Stato convenuto ? pagare il richiedente, entro tre mesi dalla data sulla quale la sentenza diviene definitiva secondo Articolo 44 ? 2 della Convenzione gli importi seguenti:
(i) 44,017,840 (quaranta quattro milione diciassette mila ottocento e quaranta) ITL per danno pecuniario;
(l’ii) 30,000,000 (trenta milione) ITL per non danno pecuniario;
(l’iii) 15,000,000 (quindici milione) ITL per spese processuali.
(b) che il semplice interesse ad un tasso annuale di 2.5% sar? pagabile dalla scadenza dei tre mesi summenzionati sino ad accordo;
6. Respinge il resto delle richieste del richiedente per la soddisfazione equa.
Fatto in inglesi, ed avvis? per iscritto 30 novembre 2000, facendo seguito Stabilire 77 ?? 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Erik Fribergh Andr?s Baka
Cancelliere President

Testo Tradotto

Conclusion Preliminary objection dismissed (non-exhaustion) ; Violation of P1-1 ; Violation of Art. 6-1 ; No violation of Art. 14+P1-1 ; Pecuniary damage – financial award ; Non-pecuniary damage – financial award ; Costs and expenses partial award – Convention proceedings
SECOND SECTION
CASE OF EDOARDO PALUMBO v. ITALY
(Application no. 15919/89)
JUDGMENT
STRASBOURG
30 November 2000
FINAL
01/03/2001
This judgment will become final in the circumstances set out in Article 44 ? 2 of the Convention. It is subject to editorial revision before its reproduction in final form.

In the case of Edoardo Palumbo v. Italy,
The European Court of Human Rights (Second Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr A.B. Baka, President,
Mr G. Bonello,
Mrs V. Str??nick?,
Mr P. Lorenzen,
Mr M. Fischbach,
Mrs M. Tsatsa-Nikolovska,
Mr E. Levits, judges,
and Mr E. Fribergh, Section Registrar,
Having deliberated in private on 9 November 2000,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 15919/89) against Italy lodged with the European Commission of Human Rights (?the Commission?) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by an Italian national, Mr E. P. (?the applicant?), on 23 November 1989.
2. The applicant was represented by Mr M. P., a lawyer practising in Rome. The Italian Government (?the Government?) were represented first by their former Agent, Mr Luigi Ferrari Bravo, and subsequently by their Agent Mr Umberto Leanza and their Co-Agent, Mr Vitaliano Esposito.
3. The applicant alleged that the prolonged impossibility to recover possession of his flat, owing to the implementation of emergency legislative provisions on residential property leases, infringed his right under Article 1 of Protocol No. 1. Invoking Article 6 ? 1 of the Convention, he further complained about the duration of the eviction proceedings. He finally complained under Article 14 in conjunction with Article 1 of Protocol No. 1 that he had suffered discrimination in respect of his tenant.
4. On 5 April 1993, the Commission (First Chamber) decided to give notice of the application to the respondent Government and invited them to submit their observations on its admissibility and merits. The Government submitted their observations on 6 July 1993, to which the applicant replied on 30 July 1993.
5. On 28 February 1995, the case was adjourned awaiting the judgments of the Court in the cases Spadea and Scalabrino v. Italy and Scollo v. Italy. The judgments having been delivered on 28 September 1995, on 13 March 1996 the parties were requested to submit their additional observations, which they did on 2 and 3 April 1996 respectively.
6. On 4 September 1996, the Commission declared the application admissible.
7. On 28 May 1997, the Commission decided to adjourn the case pending the examination of the case of Immobiliare Saffi v. Italy. On 27 May 1998, the Commission resumed consideration of the case and invited the parties to submit further observations on the merits, which the applicant did on 17 June 1998 and the Government on 19 June 1998.
8. The application was transmitted to the Court on 1 November 1999 in accordance with Article 5 ? 3, second sentence, of Protocol No. 11 to the Convention, the Commission not having completed its examination of the case by that date.
9. The application was allocated to the Second Section of the Court (Rule 52 ? 1 of the Rules of Court). Within that Section, the Chamber that would consider the case (Article 27 ? 1 of the Convention) was constituted as provided in Rule 26 ? 1 of the Rules of Court. Mr B. Conforti, the judge elected in respect of Italy, withdrew from sitting in the case (Rule 28). The Government waived their right to appoint an ad hoc judge to sit in his place (Article 27 ? 2 of the Convention and Rule 29 ? 2).
THE FACTS
I. THE CIRCUMSTANCES OF THE CASE
10. The applicant is the owner of a flat in Rome, which he had let to Mrs A.B. The lease had been extended until 31 December 1983 by the operation of Law no. 392 of 12 July 1978.
11. In a writ served on the tenant on 13 October 1983, the applicant communicated his intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Rome Magistrate.
12. By a decision of 7 October 1983, which was made enforceable on 27 October 1983, the Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 31 December 1984.
13. On 6 March, 8 April, 9 May, 17 June, 22 July, 1 October and 5 November 1986, the bailiff unsuccessfully attempted to evict the tenant without police assistance.
14. Pursuant to Law no. 899 of 23 December 1986, the enforcement proceedings were suspended until 31 March 1987.
15. On 6 March 1987 the applicant made a statutory declaration that he urgently required the premises as accommodation for himself.
16. On 21 April and 28 May 1987, the bailiff made two other unsuccessful attempts to evict the tenant.
17. On 24 June 1987 the applicant was granted police assistance in evicting his tenant; on that day, however, the latter claimed to be ill and no officially appointed doctor was available to check her allegations. The bailiff arranged to make his next visit to the premises on 14 July 1987. However, on this occasion the applicant was not granted the police assistance and the tenant refused to vacate the premises.
18. Pursuant to law-decree no. 551 of 30 December 1988 and to Laws no. 108 of 8 April 1988 and no. 61 of 21 February 1989 the enforcement of the order for possession was suspended until 31 April 1989.
19. In June 1992, after a number of unsuccessful attempts by the bailiff, the applicant recovered possession of his flat.
II. RELEVANT DOMESTIC LAW
20. The relevant domestic law is described in the judgment Immobiliare Saffi v. Italy [GC], no. 22774/93, ?? 18-35, ECHR 1999-V.
THE LAW
I. THE GOVERNMENT?S PRELIMINARY OBJECTION
21. The Government maintained that the applicant had not exhausted domestic remedies, in that he had failed to issue proceedings in the administrative courts challenging the refusal of police assistance.
22. The Court recalls that it has already dismissed this same objection in the Immobiliare Saffi case (see the Immobiliare Saffi judgment cited above, ?? 40-42). The Court sees no reason to depart from its previous finding in the present case. It therefore dismisses the preliminary objection.
II. ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 1 OF PROTOCOL NO. 1
23. The applicant complained about his prolonged impossibility of recovering possession of his apartment, owing to the implementation of emergency legislative provisions on residential property leases. He alleged a violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention, which provides:
?Every natural or legal person is entitled to the peaceful enjoyment of his possessions. No one shall be deprived of his possessions except in the public interest and subject to the conditions provided for by law and by the general principles of international law.
The preceding provisions shall not, however, in any way impair the right of a State to enforce such laws as it deems necessary to control the use of property in accordance with the general interest or to secure the payment of taxes or other contributions or penalties.?
A. THE APPLICABLE RULE
24. Relying on its previous case-law, the Court considers that the interference with the applicant?s property rights amounted to control of the use of property and falls to be examined under the second paragraph of Article 1 (see the Immobiliare Saffi judgment cited above, ? 46).
B. COMPLIANCE WITH THE CONDITIONS IN THE SECOND PARAGRAPH
1. AIM OF THE INTERFERENCE
25. The Court has previously expressed the view that the impugned legislation had a legitimate aim in the general interest, as required by the second paragraph of Article 1 (see the Immobiliare Saffi judgment cited above, ? 48).
2. PROPORTIONALITY OF THE INTERFERENCE
26. The Court reiterates that an interference under the second paragraph of Article 1 of Protocol No. 1, must strike a ?fair balance? between the demands of the general interest and the requirements of the protection of the individual’s fundamental rights. There must be a reasonable relationship of proportionality between the means employed and the aim pursued. In determining whether this requirement is met, the Court recognises that the State enjoys a wide margin of appreciation with regard both to choosing the means of enforcement and to ascertaining whether the consequences of enforcement are justified in the general interest for the purpose of achieving the object of the law in question. In spheres such as housing, which plays a central role in the welfare and economic policies of modern societies, the Court will respect the legislature’s judgment as to what is in the general interest unless that judgment is manifestly without reasonable foundation (see the Immobiliare Saffi judgment, cited above, ? 49 and the Chassagnou and Others v. France judgment of 29 April 1999, ? 75, to be published in the Court?s official reports).
27. The applicant contended that there was no reasonable relationship of proportionality between the general interest and his interests, in particular in light of the length of the interference. That was particularly true in his case, given the fact that he had made a statutory declaration that he urgently required the premises as accommodation for himself (see paragraph 15 above).
28. The Government pointed out that the interference with the applicant?s right to the peaceful enjoyment of his property was proportionate to the legitimate aim pursued. They concluded that, taking into consideration the interests of both the landlord and the tenant, the burden imposed on the applicant had not been excessive.
29. The Court considers that, in principle, the Italian system of staggering of the enforcement of court orders is not in itself open to criticism, having regard in particular to the margin of appreciation permitted under the second paragraph of Article 1. However, such a system carries with it the risk of imposing on landlords an excessive burden in terms of their ability to dispose of their property and must accordingly provide certain procedural safeguards so as to ensure that the operation of the system and its impact on a landlord?s property rights are neither arbitrary nor unforeseeable (see, mutatis mutandis, the Immobiliare Saffi judgment cited above, ? 54).
30. The Court must thus ascertain whether, in the instant case, the applicant was afforded sufficient guarantees as to be safeguarded against uncertainty and arbitrariness.
31. The Court observes that the applicant obtained an order for possession on 7 October 1983, which was enforceable as of 31 December 1984 (see paragraph 12 above). On account partly of the legislation suspending the enforcement of orders for possession and partly of the lack of police assistance, the applicant only recovered possession of his flat in June 1992, although on 6 March 1987 he had declared that he urgently needed the apartment. Only on one occasion, on 24 June 1987, had the applicant been granted police assistance in evicting his tenant but to no avail, given that the tenant had claimed to be ill and no officially appointed doctor was available to check her allegations.
32. For over seven years, the applicant was thus left in a state of uncertainty as to when he would be able to repossess his apartment. The competent authorities do not seem to have taken any action whatsoever in response to the declaration of necessity made by the applicant on 6 March 1987. Even assuming that the tenant?s state of health was the reason for not granting the applicant police assistance after 24 June 1987, the Court is of the opinion that this circumstance could not in itself justify the lengthy restriction of the applicant?s use of his apartment.
33. In the light of the foregoing, the Court considers that the system of staggering of the enforcement of orders for possession imposed, in the particular circumstances of this case, an excessive burden on the applicant and accordingly upset the balance that must be struck between the protection of the right of property and the requirements of the general interest.
Consequently, there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1.
III. ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 6 ? 1 OF THE CONVENTION
34. The applicant also alleged a breach of Article 6 ? 1 of the Convention, the relevant part of which provides:
?In the determination of his civil rights and obligations …, everyone is entitled to a … hearing within a reasonable time by [a] … tribunal…?
35. The Court observes that the applicant had originally relied on Article 6 in connection with his complaint regarding the length of the proceedings for possession. The Court nonetheless considers that the instant case must firstly be examined in connection with the more general right to a court.
A. WHETHER ARTICLE 6 IS APPLICABLE
36. The Government maintained that the arrangements for staggering police assistance were not part of the judicial process for enforcement of orders for possession, since police intervention was an administrative issue, entirely separate from and independent of the judicial process. They stressed in that connection that it was not in their capacity as officers of the court that prefects were empowered to stagger evictions, but as part of their duties as an administrative authority responsible for maintaining public order. Therefore that administrative phase could under no circumstances be said to come within the scope of Article 6.
37. The applicant contested the Government?s allegations that Article 6 ? 1 of the Convention is not applicable in the present case.
38. The Court has previously expressed the view that Article 6 ? 1 of the Convention is applicable to the tenants? eviction proceedings (see the Immobiliare Saffi judgment cited above, ?? 62-63). The Government?s objections must thus be rejected.
B. COMPLIANCE WITH ARTICLE 6
39. The applicant complained about the length of the enforcement proceedings for possession. He stressed that despite the fact that his case deserved a priority treatment, the bailiff was granted police assistance only once and on that occasion he was not able to enforce the order for possession because the tenant pretended to be ill and no officially appointed doctor was available to check her allegations.
40. The Government maintained that the length of the proceedings was reasonable, taking into account the great number of orders for possession waiting to be enforced.
41. The Court notes that a landlord cannot seek to enforce an order for possession against a tenant until the date which the magistrate, having regard to the special needs of both the landlord and the tenant and the reasons for the eviction, sets in the order. The maximum period for a stay of execution is statutorily fixed at six, or in exceptional cases twelve, months, after which the landlord must be allowed to enforce the order (see Immobiliare Saffi ? 20). The Rome Magistrate had ruled that the applicant would be entitled to enforce his order as from 30 December 1984. This date, though, was postponed (on each occasion for several months at a time) by legislation passed between December 1984 and April 1989 (see Immobiliare Saffi ?? 23-26).
42. The Court reiterates that the right to a court as guaranteed by Article 6 also protects the implementation of final, binding judicial decisions, which, in States that accept the rule of law, cannot remain inoperative to the detriment of one party (see, mutatis mutandis, the Hornsby v. Greece judgment of 19 March 1997, Reports of Judgments and Decisions 1997-II, p. 510, ? 40). Accordingly, the execution of a judicial decision cannot be unduly delayed.
43. While a stay of execution of a judicial decision for such period as is strictly necessary to enable a satisfactory solution to be found to public-order problems may be justified in exceptional circumstances (see the Immobiliare Saffi judgment cited above, ? 69), the present case does not concern, as the Government seem to suggest, an isolated refusal by the prefect to provide police assistance, owing to the risk of a serious disturbance of public order. The enforcement of the order issued in the applicant?s favour was stayed as a result of the intervention of the legislature, which reopened the Magistrate?s decision regarding the date by which the tenant was required to vacate the premises and conferred on the prefect, as the authority responsible for maintaining public order, a power and possibly a duty to intervene systematically in the enforcement of orders for possession.
44. Although the applicant had made a statutory declaration that he urgently required the premises as accommodation for himself, the prefect accorded the police assistance only once.
45. The postponement of the date by which the premises had to be vacated rendered nugatory the Rome Magistrate?s decision on that point in his order of 7 October 1983. It should be pointed out that the decision on whether police assistance should be provided is made on the basis of the same factors ? the situation of the landlord and tenant, and the grounds for eviction ? as those the Magistrate takes into consideration under section 56 of Law no. 392/78. In addition, the prefect?s decisions refusing police assistance, which resulted in a de facto extension of the lease, were not subject to any effective review by the courts, since the scope of judicial review of these decisions was only possible as concerns whether he had complied with the criteria governing the order of priority.
46. In conclusion, while it may be accepted that Contracting States may, in exceptional circumstances and, as in this instance, by availing themselves of their margin of appreciation to control the use of property, intervene in proceedings for the enforcement of a judicial decision, the consequence of such intervention should not be that execution is prevented, invalidated or unduly delayed or, still less, that the substance of the decision is undermined.
47. In the present case, the applicant was deprived of his right under Article 6 ? 1 of the Convention to have his dispute (contestation) with his tenant decided by a court. That situation is incompatible with the principle of the rule of law.
Consequently, there has been a violation of Article 6 ? 1 of the Convention.
48. As to the complaint concerning the length of the proceedings, the Court considers that it must be regarded as having been absorbed by the preceding complaint.
IV. ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 14 IN CONJUNCTION WITH ARTICLE 1 OF PROTOCOL NO. 1
49. The applicant further maintained that Article 14 of the Convention, read in conjunction with Article 1 of Protocol No. 1, had been breached by the legislation in issue, in so far as it protected tenants to the detriment of landlords.
50. Article 14 reads as follows:
?The enjoyment of the rights and freedoms set forth in the Convention shall be secured without discrimination on any ground such as sex, race, colour, language, religion, political or other opinion, national or social origin, association with a national minority, property, birth or other status.?
51. According to the Court?s case-law, Article 14 will be breached where, without objective and reasonable justification, persons in ?relevantly? similar situations are treated differently. For a claim of violation of this Article to succeed, it has therefore to be established, inter alia, that the situation of the alleged victim can be considered similar to that of persons who have been better treated (see the Spadea and Scalabrino v. Italy judgment of 28 September 1995, Series A no. 315-B, ? 45).
52. The Court notes that the applicant seeks to compare himself to his tenant. In view of the fundamental differences between a landlord and a tenant, the Court does not find that these two situations can be compared as being analogous and considers therefore that no question of discrimination arises in the present case.
Accordingly, there has been no breach of Articles 14 and 1 of Protocol No. 1 taken together.
V. APPLICATION OF ARTICLE 41 OF THE CONVENTION
53. Article 41 of the Convention provides:
?If the Court finds that there has been a violation of the Convention or the Protocols thereto, and if the internal law of the High Contracting Party concerned allows only partial reparation to be made, the Court shall, if necessary, afford just satisfaction to the injured party.?
A. PECUNIARY DAMAGE
54. The applicant sought reparation for the pecuniary damage he had sustained, which resulted from the difference between the rent paid by him for alternative premises and the rent paid to him by his tenant (21,930,000 Italian lire (ITL)) and an additional damage of 3,500,000 ITL. He also sought reimbursement of the legal costs incurred in the enforcement proceedings (which he put at 29,520,000 ITL, including, for each attempt to recover possession, the costs of the locksmith, of the bailiff, of the officially appointed doctor and lawyer?s fees).
55. The Government agreed that the difference between the rent paid by the applicant for his alternative premises and the rent he perceived from his tenant was a reasonable basis for calculating the pecuniary damage, but considered that an award should be made under this head only in relation to the delay in the eviction which exceeded what could be considered as proportionate to the legitimate aim pursued. As regards the costs incurred in the domestic proceedings, the Government pointed out that they should only be awarded insofar as they related to part of the enforcement proceedings exceeding a reasonable and acceptable duration.
56. The Court recalls that under Article 41 of the Convention it will order reimbursement only of the costs and expenses that are shown to have been actually and necessarily incurred and reasonable as to quantum (see, among other authorities, Nikolova v. Bulgaria [GC], no. 31195/96, ? 79, ECHR 1999-II). In the present case, it considers that the applicant must be awarded compensation for the pecuniary damage resulting from the difference between the rent paid by him and that paid to him by the tenant, and considers it appropriate to award 21,930,000 ITL under this head. Insofar as the legal costs in the domestic proceedings are concerned, the Court notes that the applicant submitted a bill of costs and a fee note for a total of 22,087,840 ITL: the Court decides to award this sum (see the Immobiliare Saffi judgment cited above, ? 79).
B. NON PECUNIARY DAMAGE
57. The applicant also claimed reparation for the moral damage leaving it to the Court’s discretion to assess the amount, although suggesting the amount of 50,000,000 ITL.
58. The Government submitted that a finding of a violation would in itself constitute sufficient just satisfaction.
59. The Court, having regard to its case-law (see, for example, G.L. v. Italy, no. 22671/93, 3.08.2000, ? 49), decides to award 30,000,000 ITL under this head.
C. LEGAL COSTS
60. The applicant claimed the legal costs in proceedings before the Strasbourg organs which he put at 62,749,704 ITL.
61. The Government left this matter to the Court?s discretion.
62. The Court, taking into account the length and complexity of the proceedings before the Commission and the Court, decides to award 15,000,000 ITL under this head.
D. DEFAULT INTEREST
63. According to the information available to the Court, the statutory rate of interest applicable in Italy at the date of adoption of the present judgment is 2.5% per annum.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Dismisses the Government?s preliminary objection;
2. Holds that there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1;
3. Holds that there has been a violation of Article 6 ? 1 of the Convention;
4. Holds that there has been no violation of Articles 14 of the Convention and 1 of Protocol No. 1 taken together;

5. Holds
(a) that the respondent State is to pay the applicant, within three months from the date on which the judgment becomes final according to Article 44 ? 2 of the Convention, the following amounts:
(i) 44,017,840 (forty four million seventeen thousand eight hundred and forty) ITL for pecuniary damage;
(ii) 30,000,000 (thirty million) ITL for non pecuniary damage;
(iii) 15,000,000 (fifteen million) ITL for legal costs.
(b) that simple interest at an annual rate of 2.5% shall be payable from the expiry of the above-mentioned three months until settlement;
6. Dismisses the remainder of the applicant?s claims for just satisfaction.
Done in English, and notified in writing on 30 November 2000, pursuant to Rule 77 ?? 2 and 3 of the Rules of Court.
Erik Fribergh Andr?s Baka
Registrar President

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La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 23/06/2024