CASE OF A.O. v. ITALY - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF A.O. v. ITALY

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 35, P1-1
Numero: 22534/93/2000
Stato: Italia
Data: 2000-05-30 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; danno Pecuniario – risarcimento finanziario; danno Non-pecuniario – risarcimento finanziario; Costa e risarcimento di spese
SECONDA SEZIONE
CAUSA A.O. c. l’Italia
(Richiesta n. 22534/93)
SENTENZA
STRASBOURG
30 maggio 2000
DEFINITIVO
04/10/2000
Questa sentenza diverr? definitiva nelle circostanze poste fuori in Articolo 44 ? 2 della Convenzione.

Nella causa di A.O. c. l’Italia,
La Corte europea di Diritti umani (Seconda Sezione), riunendosi che come una Camera, compose di:
Il Sig. C. L. Rozakis, Presidente, il
Sig. A. B. Baka, il Sig. B. Conforti, il Sig. G. Bonello, il Sig. P. Lorenzen, il Sig.ra M. Tsatsa-Nikolovska, il Sig. E. LEVITS, Giudici, ed i Sig. E. Fribergh, Sezione Cancelliere,
Avendo deliberato in privato in 11 maggio 2000,
Consegna la sentenza seguente sulla quale fu adottata quella la data:
PROCEDURA
1. La causa originata in una richiesta contro l’Italia deposit? per la Commissione europea di Diritti umani (?la Commissione?) sotto primo Articolo 25 dal richiedente il Sig. A.O. (?il richiedente?), un cittadino italiano, in 25 maggio 1993. La richiesta fu registrata 26 agosto 1993 sotto archivio N.ro 22534/93. Di fronte alla Corte il richiedente ag? da solo. Il Governo italiano (?il Governo?)] fu rappresentato dal loro Agente, il Sig. Umberto Leanza e dal loro coagent, M. Vitaliano Esposito.
2. Il richiedente si lagn? Articolo 1 di Protocollo sotto N.ro 1 sulla sua impossibilit? prolungata per recuperare possesso del suo appartamento attraverso mancanza di assistenza di polizia.
3. 11 gennaio 1995, la Commissione (Prima la Camera) decise di dare avviso della richiesta al Governo convenuto e li invit? a presentare le loro osservazioni sulla sua ammissibilit? e meriti. Il Governo present? il 1995 e 15 aprile 1996 di 17 marzo le loro osservazioni alle quali il richiedente rispose in 12 maggio 1995.
4. Seguendo l’entrata in vigore di Protocollo N.ro 11 alla Convenzione 1 novembre 1998 ed in concordanza per i provvedimenti di Articolo 5 ? 2 thereof, la richiesta fu trasferita alla Corte.
5. In concordanza per Articolo 52 ? 1 degli Articoli di Corte, il Presidente della Corte, il Sig. L. Wildhaber assegn? la causa alla Seconda Sezione. La Camera costitu? all’interno della Sezione inclusa ex l’officio il Sig. B. Conforti, il giudice elesse in rispetto dell’Italia (l’Articolo 27 ? 2 della Convenzione e Stabilisce 26 ? 1 (un) degli Articoli di Corte), ed il Sig. C. L. Rozakis, il Presidente della Sezione (l’Articolo 26 ? 1 (un)). Gli altri membri designati dal secondo per completare la Camera erano il Sig. M. Fischbach, il Sig. P. Lorenzen, il Sig.ra M. Tsatsa-Nikolovska, il Sig. A. Baka ed il Sig. E. Levits (l’Articolo 26 ? 1 (b)). Il Sig. M. Fischbach fu sostituito dal Sig. G. Bonello, Sostituto Giudice.
6. 7 ottobre 1999, la Corte dichiar? la richiesta ammissibile.
7. 9 dicembre 1999, il Governo present? osservazioni supplementari.
COME AI FATTI
I. LE CIRCOSTANZE DI LA CAUSA
8. Nel 1969, il richiedente affitt? ad un affitto basso, facendo seguito ad una legge del 1969 sul controllo di affitto (equo canone), un appartamento che lui ha posseduto a Roma.
9. 10 ottobre 1986 il richiedente present? ad un avviso per sgomberare (il disdetta) sull’inquilino su scadenza del termine 31 dicembre 1987, ma lei rifiut? di andare via.
10. In un documento presentato a sull’inquilino 28 novembre 1986, il richiedente reiter? la sua intenzione di terminare il contratto d’affitto e chiam? in causa l’inquilino per apparire di fronte al Magistrato in Roma (il pretore).
11. In una decisione di 10 aprile 1987 che fu reso esecutivo nello stesso giorno il magistrato sostenne la validit? dell’avviso per sgomberare ed ordin? che i locali siano sgombrati in 30 settembre 1988.
12. Su una data non specificata il richiedente present? ad avviso (il precetto) sull’inquilino che la costringe a sgombrare i locali. Lui present? a di conseguenza avviso sull’inquilino che l’informa che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario (sfratto di di di significazione).
13. Tra il 1989 e 29 marzo 1991 di 28 novembre, l’ufficiale giudiziario fece nove tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostr? senza successo come, sotto i provvedimenti legali prevedendo per la sospensione o barcollando degli sfratti, il richiedente non fu abilitato ad assistenza di polizia. Il prefetto competente, infatti, doveva dare priorit? nella concessione di assistenza di polizia a qualsiasi cause urgenti e pendenti.
Da allora in poi, il richiedente decise di non intraprendere i procedimenti di esecuzione per evitare costi inutili, determinato la mancanza di prospettive di ottenere l’assistenza della polizia. Lui riprese i procedimenti su un pi? tardi, data non specificata.
14. 15 novembre 1995 l’ufficiale giudiziario evinse l’inquilino. Nel rapporto sullo sfratto, l’ufficiale giudiziario not?, che l’inquilino che era anziano ed ammalato giaceva in letto da due anni; lei doveva essere trasferita da ambulanza ad un appartamento di consiglio che fu stanziato a lei dal Municipio di Roma nello stesso giorno.
15. Il richiedente recuper? cos? possesso del suo appartamento.
II. DIRITTO NAZIONALE ATTINENTE
16. Il diritto nazionale attinente ? descritto nell’Immobiliare Saffi c. sentenza di Italia di 28 luglio 1999, essere pubblicato nei rapporti di ufficiale della Corte, ?? 18-35.
COME A LA LEGGE
I. L’OBIEZIONE PRELIMINARE DEL GOVERNO
17. Il Governo sostenne che il richiedente non aveva esaurito via di ricorso nazionali, in che lui non era riuscito a esaurire procedimenti nelle corti amministrative che sfidano il rifiuto di assistenza di polizia.
18. I richiami di Corte che gi? ha respinto questa stessa obiezione nell’Immobiliare la causa di Saffi (veda l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato, ?? 40-42). All’estensione che il Governo non ha presentato qualsiasi argomento nuovo in appoggio della loro obiezione, la Corte non vede nessuna ragione di partire dalla sua scoperta precedente.
II. VIOLAZIONE ALLEGATO DI ARTICOLO 1 DI PROTOCOLLO N. 1
19. Il richiedente si lagn? sulla sua impossibilit? prolungata di recuperare possesso del suo appartamento, dovuta alla realizzazione di emergenza provvedimenti legislativi su contratti d’affitto di propriet? residenziali. Lui dichiar? una violazione di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 alla Convenzione che prevede:
?Ogni persona fisica o giuridica ? abilitata al godimento tranquillo dei suoi possessi. Nessuno sar? privato dei suoi possessi eccetto nell’interesse pubblico e soggetto alle condizioni previste per da legge e dai principi generali di diritto internazionale.
Comunque, i provvedimenti precedenti non possono in qualsiasi modo danneggia il diritto di un Stato per eseguire simile leggi siccome ritiene necessario controllare l’uso di propriet? in concordanza per l’interesse generale o assicurare il pagamento di tasse o gli altri contributi o sanzioni penali.?
A. L’ARTICOLO APPLICABILE
20. Facendo affidamento sulla sua causa-legge precedente, la Corte considera che l’interferenza per le destre di propriet? del richiedente ammont? controllare dell’uso di propriet? e cadute per essere esaminato sotto il secondo paragrafo di Articolo 1 (veda l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato, ? 46).
OTTEMPERANZA DI B. PER LE CONDIZIONI IN IL SECONDO PARAGRAFO
1. SCOPO DI L’INTERFERENZA
21. La Corte prima ha espresso la prospettiva che la legislazione contestata aveva un scopo legittimo nell’interesse generale, come richiesto dal secondo paragrafo di Articolo 1 (veda l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato, ? 48).
2. LA PROPORZIONALIT? DI L’INTERFERENZA
22. La Corte reitera che un’interferenza sotto il secondo paragrafo di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1, deve colpire un ?equilibrio equo? tra le richieste dell’interesse generale ed i requisiti della protezione dei diritti essenziali dell’individuo. Ci deve essere una relazione ragionevole della proporzionalit? tra i mezzi assunti e lo scopo persegu?. Nel determinare se questo requisito ? soddisfatto, la Corte riconosce che lo Stato gode un margine largo dell’apprezzamento per riguardo ad ambo a scegliendo i mezzi di esecuzione ed ad accertando se le conseguenze di esecuzione sono giustificate nell’interesse generale per lo scopo di realizzare l’oggetto della legge in oggetto. In sfere come albergando che i drammi un ruolo centrale nel welfare e polizze economiche di societ? moderne, la Corte rispetter? la sentenza della legislatura come a che che ? nell’interesse generale a meno che che sentenza ? manifestamente senza fondazione ragionevole (veda l’Immobiliare la sentenza di Saffi, citato sopra, ? 49 ed il Chassagnou ed Altri c. sentenza di Francia di 29 aprile 1999, ? 75 per essere pubblicato nei rapporti di ufficiale della Corte).
23. Il richiedente contese che l’interferenza in questione era sproporzionato in prospettiva della sua lunghezza e del carico finanziario che ? il risultato dell’impossibilit? di sollevare l’affitto.
24. Il Governo indic? che la terra sola per sfratto nella causa presente era stata l’espirazione del contratto d’affitto che non garant? il richiedente ? data qualsiasi priorit? nel provvedimento di assistenza di polizia. L’interferenza per il diritto del richiedente al godimento tranquillo della sua propriet? era perci? costante per la legislazione attinente. Il Governo concluse che il carico impose sul richiedente non era stato eccessivo.
25. La Corte considera che, in principio, il sistema italiano di barcollare dell’esecuzione di ordini della corte non ?, apre in se stesso alla critica, mentre avendo riguardo ad in particolare al margine dell’apprezzamento permesso sotto il secondo paragrafo di Articolo 1. Comunque, tale sistema porta per s? il rischio di imporre su padroni di casa un carico eccessivo in termini della loro abilit? di sbarazzarsi della loro propriet? e deve offrire di conseguenza le certe salvaguardie procedurali cos? come assicurare che l’operazione del sistema ed il suo impatto sulle destre di propriet? di un padrone di casa ? n? arbitraria n? imprevedibile (veda, mutatis mutandis, l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato ? 54).
26. La Corte deve accertare cos? se, nella causa immediata, il richiedente fu riconosciuto garanzie sufficienti come essere salvaguardato contro l’incertezza e l’arbitrariet?. La Corte esaminer? anche se l’inquilino merit? qualsiasi protezione speciale, cio?. se gli interessi secondi potrebbero essere considerati come prevalere su quelli del richiedente (veda, mutatis mutandis, lo Spadea e Scalabrino c. Italia di 28 settembre 1995, Serie Un n. 315-B, p. 27, ? 38).
27. La Corte osserva che il richiedente ottenne un mandato per 10 aprile 1987 possesso che era esecutivo come di 30 settembre 1988 (veda paragrafo 11 sopra). Tra il 1989 e 29 marzo 1991 di 28 novembre, i tentativi dell’ufficiale giudiziario di recuperare possesso si dimostrarono senza successi, su conto inizialmente della legislazione che ha sospeso esecuzione di possesso non-urgente ordina e successivamente della legislazione che prevede per il vacillamento degli sfratti (veda paragrafo 13 sopra). Sino a 15 novembre 1995, il richiedente decise da allora in poi, di evitare i tentativi di ulteriore ufficiale giudiziario che, se non ? assistito dalla polizia, fu legato per essere inefficace (veda paragrafo 13 sopra in multa). Lui riprese poi i procedimenti e recuper? possesso 15 novembre 1995 (veda divide in paragrafi 14-15 sopra)
28. Per approssimativamente sei anni, il richiedente fu andato via cos? in un stato dell’incertezza come a quando lui sarebbe stato in grado riacquistare il suo appartamento. Lui non poteva applicare ad o la distribuzione di giudice per i procedimenti di esecuzione o la corte amministrativa che non sarebbero state in grado accantonare la decisione del prefetto di dare priorit? a qualsiasi cause urgenti e pendenti, come che decisione era una completamente legittima (veda l’Immobiliare sopra del quale la sentenza di Saffi ha citato, ? 56). Similmente, il richiedente non aveva nessuno prospettive di ottenere la compensazione attraverso le corti italiane per la sua attesa prolungata.
29. ? vero che l’inquilino era anziano ed ammalato e perci? merit? protezione speciale. Presumendo anche che questa era la ragione per non accordare l’assistenza di polizia di richiedente, la Corte ? dell’opinione che questa circostanza non poteva giustificare in se stesso il lungo restrizione dell’uso del richiedente del suo appartamento. Nel giorno molto stesso dello sfratto le autorit? riuscirono effettivamente, a stanziare all’inquilino un appartamento sovvenzionato: la Corte non ? stata offerta per qualsiasi le informazioni come a perch? questo non poteva essere fatto pi? primo, n? come a se le autorit? resero qualsiasi sforzi a tutti di stanziare a lei tale appartamento prima della data dello sfratto.
30. Nella luce del precedente, la Corte considera, che, nelle particolari circostanze di questa causa, un carico eccessivo fu imposto sul richiedente e di conseguenza l’equilibrio che deve essere colpito tra la protezione del diritto di propriet? ed i requisiti dell’interesse generale fu sconvolto al detrimento del richiedente.
C’? stata di conseguenza, una violazione di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1.
III. La richiesta Di Articolo 41 Di La Convenzione
31. Articolo 41 della Convenzione prevede:
?Se la Corte trova che c’? stata una violazione della Convenzione o i Protocolli inoltre, e se la legge interna della Parte Contraente ed Alta concernesse permette a riparazione solamente parziale di essere resa, la Corte pu?, se necessario, riconosca la soddisfazione equa alla vittima.?
A. DAMAGE E SPESE GIURIDICHE
32. Il richiedente chiese riparazione per il danno pecuniario lui aveva sostenuto che risult? dalla perdita di affitto (approssimativamente 800,000 lire italiani (ITL) per mese) e le spese processuali che lui mise a 6,789,823 ITL. Lui disse anche riparazione per il danno morale, mentre sottolineando che lui soffr? di cervello e danno di cuore, ma sinistra s? alla discrezione della Corte per stimare l’importo.
In rispetto del danno pecuniario, il Governo consider?, che il richiedente dovrebbe essere dato solamente il danno che lui incorse in su conto della dilazione nella riabilitazione che si pu? considerare che abbia causato, un ?sproporzionato? interferenza per la sua propriet? raddrizza, e non su conto della dilazione intera. Ulteriore, il Governo dibatt? che il richiedente non era riuscito a provare il valore di mercato dell’affitto dell’appartamento e che, anche se lui aveva recuperato possesso dell’appartamento, lui non poteva aumentare l’affitto, su conto della legge su affitto si gela (la Legge n. 392 27 luglio 1978).
Come riguardi il danno non-pecuniario ed allegato, il Governo present? che una scoperta di una violazione avrebbe costituito in se stesso la soddisfazione equa e sufficiente. In particolare, loro sostennero che non c’era collegamento causale tra il danno di salute e la violazione allegato.
Ultimamente, il Governo sostenne che solamente parte delle spese processuali, vale a dire solamente quelli relativo alla parte dei procedimenti che eccederono un termine ragionevole sarebbe stata rimborsata.
33. Come riguardi danno pecuniario, la Corte non trova l’argomento convincendo del Governo, determinato che che il richiedente fosse potuto entrare in tipi di alternativa di contratto d’affitto, e cos? considera che il richiedente deve essere dato la compensazione per il danno pecuniario che ? il risultato della perdita di affitto (veda l’Immobiliare la sentenza di Saffi, citato sopra, ? 79). Trova la base del richiedente per il calcolo ragionevole e perci? lo considera adatto dare la somma di 50,000,000 ITL sotto questo capo.
In finora come le spese processuali concerne, la Corte decide di dare l’importo chiesto in pieno (veda lo Scollo c. sentenza di Italia di 28 settembre 1995, Serie Un n. 315-C, p. 56, ? 50 e gli Immobiliare la sentenza di Saffi, citato sopra, ? 79).
La Corte ulteriore decide di dare 6,000,000 ITL per danno non-pecuniario.
INTERESSE DI MORA DI B.
34. Secondo le informazioni disponibile alla Corte, il tasso degli interessi legale applicabile in Italia alla data dell’adozione della sentenza presente ? all’anno 2,5%.
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMAMENTE
1. Respinge l’obiezione preliminare del Governo;
2. Ritiene che c’? stata una violazione di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 alla Convenzione;
3. Ritiene
(un) che lo Stato convenuto ? pagare il richiedente, entro tre mesi dalla data sulla quale la sentenza diviene definitiva sotto Articolo 44 ? 2 della Convenzione gli importi seguenti:
(i) 50,000,000 (cinquanta milione) ITL per danno pecuniario;
(l’ii) 6,000,000 (sei milione) ITL per non danno pecuniario;
(l’iii) 6,789,823 (sei milione settecento ottanta nove mila ottocento venti tre) ITL per spese processuali.
(b) che il semplice interesse ad un tasso annuale di 2,5% sar? pagabile dalla scadenza dei tre mesi summenzionati sino ad accordo;
3. Respinge il resto delle richieste del richiedente per la soddisfazione equa.
Fatto in inglesi, ed avvis? per iscritto in 30 maggio 2000, facendo seguito Stabilire 77 ?? 2 e 3 degli Articoli di Corte.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Cancelliere President

Testo Tradotto

Conclusion Violation of P1-1 ; Pecuniary damage – financial award ; Non-pecuniary damage – financial award ; Costs and expenses award
SECOND SECTION
CASE OF A.O. v. ITALY
(Application no. 22534/93)
JUDGMENT
STRASBOURG
30 May 2000
FINAL
04/10/2000
This judgment will become final in the circumstances set out in Article 44 ? 2 of the Convention.

In the case of A.O. v. Italy,
The European Court of Human Rights (Second Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C. L. Rozakis, President,
Mr A. B. Baka,
Mr B. Conforti,
Mr G. Bonello,
Mr P. Lorenzen,
Mrs M. Tsatsa-Nikolovska,
Mr E. LEVITS, Judges,
and Mr E. Fribergh, Section Registrar,
Having deliberated in private on 11 May 2000,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application against Italy lodged with the European Commission of Human Rights (?the Commission?) under former Article 25 by the applicant Mr A.O. (?the applicant?), an Italian national, on 25 May 1993. The application was registered on 26 August 1993 under file No. 22534/93. Before the Court the applicant acted by himself. The Italian Government (?the Government?)] were represented by their Agent, Mr Umberto Leanza, and by their coagent, M. Vitaliano Esposito.
2. The applicant complained under Article 1 of Protocol No. 1 about his prolonged impossibility to recover possession of his apartment through lack of police assistance.
3. On 11 January 1995, the Commission (First Chamber) decided to give notice of the application to the respondent Government and invited them to submit their observations on its admissibility and merits. The Government submitted their observations on 17 March 1995 and 15 April 1996, to which the applicant replied on 12 May 1995.
4. Following the entry into force of Protocol No. 11 to the Convention on 1 November 1998 and in accordance with the provisions of Article 5 ? 2 thereof, the application was transferred to the Court.
5. In accordance with Rule 52 ? 1 of the Rules of Court, the President of the Court, Mr L. Wildhaber, assigned the case to the Second Section. The Chamber constituted within the Section included ex officio Mr B. Conforti, the judge elected in respect of Italy (Article 27 ? 2 of the Convention and Rule 26 ? 1 (a) of the Rules of Court), and Mr C. L. Rozakis, the President of the Section (Rule 26 ? 1 (a)). The other members designated by the latter to complete the Chamber were Mr M. Fischbach, Mr P. Lorenzen, Mrs M. Tsatsa-Nikolovska, Mr A. Baka and Mr E. Levits (Rule 26 ? 1 (b)). Mr. M. Fischbach was replaced by Mr. G. Bonello, Substitute Judge.
6. On 7 October 1999, the Court declared the application admissible.
7. On 9 December 1999, the Government submitted additional observations.
AS TO THE FACTS
I. THE CIRCUMSTANCES OF THE CASE
8. In 1969, the applicant let at a low rent, pursuant to a 1969 law on rent control (equo canone), an apartment he owned in Rome.
9. On 10 October 1986 the applicant served a notice to quit (disdetta) on the tenant on expiry of the term on 31 December 1987, but she refused to leave.
10. In a writ served on the tenant on 28 November 1986, the applicant reiterated his intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Rome Magistrate (pretore).
11. In a decision of 10 April 1987, which was made enforceable on the same day, the magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 30 September 1988.
12. On an unspecified date the applicant served notice (precetto) on the tenant requiring her to vacate the premises. He subsequently served notice on the tenant informing her that the order for possession would be enforced by a bailiff (significazione di sfratto).
13. Between 28 November 1989 and 29 March 1991, the bailiff made nine attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful as, under the statutory provisions providing for the suspension or staggering of the evictions, the applicant was not entitled to police assistance. The competent prefect, in fact, had to give priority in the grant of police assistance to any pending urgent cases.
Thereafter, the applicant decided not to pursue the enforcement proceedings, in order to avoid useless costs, given the lack of prospects of obtaining the assistance of the police. He resumed the proceedings on a later, unspecified date.
14. On 15 November 1995 the bailiff evicted the tenant. In the report on the eviction, the bailiff noted that the tenant, who was elderly and sick, had been lying in bed for two years; she had to be transferred by ambulance to a council flat which was allocated to her by the Municipality of Rome on the same day.
15. The applicant thus recovered possession of his flat.
II. RELEVANT DOMESTIC LAW
16. The relevant domestic law is described in the Immobiliare Saffi v. Italy judgment of 28 July 1999, to be published in the Court?s official reports, ?? 18-35.
AS TO THE LAW
I. THE GOVERNMENT?S PRELIMINARY OBJECTION
17. The Government maintained that the applicant had not exhausted domestic remedies, in that he had failed to issue proceedings in the administrative courts challenging the refusal of police assistance.
18. The Court recalls that it has already dismissed this same objection in the Immobiliare Saffi case (see the Immobiliare Saffi judgment cited above, ?? 40-42). To the extent that the Government have not submitted any new argument in support of their objection, the Court sees no reason to depart from its previous finding.
II. ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 1 OF PROTOCOL NO. 1
19. The applicant complained about his prolonged impossibility of recovering possession of his apartment, owing to the implementation of emergency legislative provisions on residential property leases. He alleged a violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention, which provides:
?Every natural or legal person is entitled to the peaceful enjoyment of his possessions. No one shall be deprived of his possessions except in the public interest and subject to the conditions provided for by law and by the general principles of international law.
The preceding provisions shall not, however, in any way impair the right of a State to enforce such laws as it deems necessary to control the use of property in accordance with the general interest or to secure the payment of taxes or other contributions or penalties.?
A. THE APPLICABLE RULE
20. Relying on its previous case-law, the Court considers that the interference with the applicant?s property rights amounted to control of the use of property and falls to be examined under the second paragraph of Article 1 (see the Immobiliare Saffi judgment cited above, ? 46).
B. COMPLIANCE WITH THE CONDITIONS IN THE SECOND PARAGRAPH
1. AIM OF THE INTERFERENCE
21. The Court has previously expressed the view that the impugned legislation had a legitimate aim in the general interest, as required by the second paragraph of Article 1 (see the Immobiliare Saffi judgment cited above, ? 48).
2. PROPORTIONALITY OF THE INTERFERENCE
22. The Court reiterates that an interference under the second paragraph of Article 1 of Protocol No. 1, must strike a ?fair balance? between the demands of the general interest and the requirements of the protection of the individual’s fundamental rights. There must be a reasonable relationship of proportionality between the means employed and the aim pursued. In determining whether this requirement is met, the Court recognises that the State enjoys a wide margin of appreciation with regard both to choosing the means of enforcement and to ascertaining whether the consequences of enforcement are justified in the general interest for the purpose of achieving the object of the law in question. In spheres such as housing, which plays a central role in the welfare and economic policies of modern societies, the Court will respect the legislature’s judgment as to what is in the general interest unless that judgment is manifestly without reasonable foundation (see the Immobiliare Saffi judgment, cited above, ? 49 and the Chassagnou and Others v. France judgment of 29 April 1999, ? 75, to be published in the Court?s official reports).
23. The applicant contended that the interference at issue was disproportionate in view of its length and of the financial burden resulting from the impossibility of raising the rent.
24. The Government pointed out that the only ground for eviction in the present case had been the expiration of the lease, which did not warrant the applicant?s being given any priority in the provision of police assistance. The interference with the applicant?s right to the peaceful enjoyment of his property was therefore consistent with the relevant legislation. The Government concluded that the burden imposed on the applicant had not been excessive.
25. The Court considers that, in principle, the Italian system of staggering of the enforcement of court orders is not in itself open to criticism, having regard in particular to the margin of appreciation permitted under the second paragraph of Article 1. However, such a system carries with it the risk of imposing on landlords an excessive burden in terms of their ability to dispose of their property and must accordingly provide certain procedural safeguards so as to ensure that the operation of the system and its impact on a landlord?s property rights are neither arbitrary nor unforeseeable (see, mutatis mutandis, the Immobiliare Saffi judgment cited above, ? 54).
26. The Court must thus ascertain whether, in the instant case, the applicant was afforded sufficient guarantees as to be safeguarded against uncertainty and arbitrariness. The Court will also examine whether the tenant deserved any special protection, i.e. whether the latter?s interests could be considered as prevailing over those of the applicant (see, mutatis mutandis, the Spadea and Scalabrino v. Italy of 28 September 1995, Series A no. 315-B, p. 27, ? 38).
27. The Court observes that the applicant obtained an order for possession on 10 April 1987, which was enforceable as of 30 September 1988 (see paragraph 11 above). Between 28 November 1989 and 29 March 1991, the bailiff?s attempts to recover possession proved unsuccessful, on account initially of the legislation that suspended enforcement of non-urgent possession orders and successively of the legislation providing for the staggering of the evictions (see paragraph 13 above). Thereafter, until 15 November 1995, the applicant decided to avoid further bailiff?s attempts which, if not assisted by the police, were bound to be ineffective (see paragraph 13 above in fine). He then resumed the proceedings and recovered possession on 15 November 1995 (see paragraphs 14-15 above)
28. For approximately six years, the applicant was thus left in a state of uncertainty as to when he would be able to repossess his apartment. He could not apply to either the judge dealing with the enforcement proceedings or the administrative court, which would not have been able to set aside the prefect?s decision to give priority to any pending urgent cases, as that decision was an entirely legitimate one (see the Immobiliare Saffi judgment cited above, ? 56). Likewise, the applicant had no prospects of obtaining compensation through the Italian courts for his protracted wait.
29. It is true that the tenant was elderly and sick and therefore deserved special protection. Even assuming that this was the reason for not granting the applicant police assistance, the Court is of the opinion that this circumstance could not in itself justify the lengthy restriction of the applicant?s use of his apartment. Indeed, on the very same day of the eviction the authorities managed to allocate to the tenant a subsidised apartment: the Court has not been provided with any information as to why this could not be done earlier, nor as to whether the authorities made any efforts at all to allocate to her such an apartment prior to the date of the eviction.
30. In the light of the foregoing, the Court considers that, in the particular circumstances of this case, an excessive burden was imposed on the applicant and accordingly the balance that must be struck between the protection of the right of property and the requirements of the general interest was upset to the applicant?s detriment.
Consequently, there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1.
III. APPLICATION OF ARTICLE 41 OF THE CONVENTION
31. Article 41 of the Convention provides:
?If the Court finds that there has been a violation of the Convention or the Protocols thereto, and if the internal law of the High Contracting Party concerned allows only partial reparation to be made, the Court shall, if necessary, afford just satisfaction to the injured party.?
A. DAMAGE AND LEGAL EXPENSES
32. The applicant sought reparation for the pecuniary damage he had sustained, which resulted from the loss of rent (approximately 800,000 Italian lire (ITL) per month) and the legal costs, which he put at 6,789,823 ITL. He also claimed reparation for the moral damage, stressing that he suffered brain and heart damage, but left it to the Court’s discretion to assess the amount.
In respect of the pecuniary damage, the Government considered that the applicant should only be awarded the damage which he incurred on account of the delay in the reinstatement which can be considered to have caused a ?disproportionate? interference with his property rights, and not on account of the whole delay. Further, the Government argued that the applicant had failed to prove the market value of the rent of the apartment and that, even if he had recovered possession of the apartment, he could not have increased the rent, on account of the law on rent freezes (Law no. 392 of 27 July 1978).
As regards the alleged non-pecuniary damage, the Government submitted that a finding of a violation would in itself constitute sufficient just satisfaction. In particular, they maintained that there was no causal link between the health damage and the alleged violation.
Lastly, the Government maintained that only part of the legal costs, namely only those relating to the part of the proceedings which exceeded a reasonable time, were to be reimbursed.
33. As regards pecuniary damage, the Court does not find the Government?s argument convincing, given that that the applicant could have entered into alternative types of lease, and thus considers that the applicant must be awarded compensation for the pecuniary damage resulting from the loss of rent (see the Immobiliare Saffi judgment, cited above, ? 79). It finds the applicant?s basis for calculation reasonable and therefore considers it appropriate to award the sum of 50,000,000 ITL under this head.
In so far as the legal costs are concerned, the Court decides to award the amount claimed in full (see the Scollo v. Italy judgment of 28 September 1995, Series A no. 315-C, p. 56, ? 50 and the Immobiliare Saffi judgment, cited above, ? 79).
The Court further decides to award 6,000,000 ITL for non-pecuniary damage.
B. DEFAULT INTEREST
34. According to the information available to the Court, the statutory rate of interest applicable in Italy at the date of adoption of the present judgment is 2,5% per annum.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Dismisses the Government?s preliminary objection;
2. Holds that there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention;
3. Holds
(a) that the respondent State is to pay the applicant, within three months from the date on which the judgment becomes final under Article 44 ? 2 of the Convention, the following amounts:
(i) 50,000,000 (fifty million) ITL for pecuniary damage;
(ii) 6,000,000 (six million) ITL for non pecuniary damage;
(iii) 6,789,823 (six million seven hundred eighty nine thousand eight hundred twenty three) ITL for legal costs.
(b) that simple interest at an annual rate of 2,5% shall be payable from the expiry of the above-mentioned three months until settlement;
3. Dismisses the remainder of the applicant?s claims for just satisfaction.
Done in English, and notified in writing on 30 May 2000, pursuant to Rule 77 ?? 2 and 3 of the Rules of Court.
Erik Fribergh Christos Rozakis
Registrar President

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

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