AFFAIRE VELOCCI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE VELOCCI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli:
Numero: 1717/03/2008
Stato: Italia
Data: 2008-03-18 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

SECONDA SEZIONE
CAUSA VELOCCI C. ITALIA
(Richiesta no 1717/03)
SENTENZA
STRASBURGO
18 marzo 2008
DEFINITIVO
18/06/2008
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Velocci c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
Francesca Tulkens, presidentessa, Antonella Mularoni, Ireneu Cabral Barreto, Riza T?rmen, Vladimiro Zagrebelsky, Danut? Jociene, Dragoljub Popovic, giudici,
e di Sally Doll?, cancelliera di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 26 febbraio 2008,
Rende la sentenza che ha, adottata in questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 1717/03) diretta contro la Repubblica italiana e in cui due cittadini di questo Stato, il Sig. P. V. e la Sig.ra C. V. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 3 gennaio 2003 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati da B. F. ed E. d. S., avvocati a Sora. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I.M. Braguglia, dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 10 novembre 2004, la Corte ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi delle disposizioni dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1925 e 1947 e hanno risieduto a Monto San Giovanni Campano.
5. I richiedenti erano comproprietari di un terreno di 37 670 metri quadrati ubicato a Monto San Giovanni Campano e registrato al catasto (foglio 27, appezzamenti 80, 81, 82, 91 e 263).
6. Con un’ordinanza prefettizia dell? 8 settembre 1976, la municipalit? fu autorizzata ad occupare di emergenza una parte del terreno dei richiedenti, ossia 2 673 metri quadrati, per un periodo massimale di cinque anni, per costruire una strada.
7. Il 25 ottobre 1976, la municipalit? procedette all’occupazione materiale del terreno ed inizi? i lavori di costruzione.
8. Con un atto di citazione notificato il 27 luglio 1988, il richiedente cit? la municipalit? di Monto San Giovanni Campano dinnanzi al tribunale di Frosinone. Faceva valere che l’occupazione del terreno era illegale al motivo che si era prolungata al di l? del termine autorizzato e che i lavori di costruzione della strada si erano conclusi senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale del terreno ed al pagamento di un’indennit?. Richiedeva una somma corrispondente al valore commerciale del terreno.
9. Durante il procedimento, il tribunale ordin? una perizia. Il 15 maggio 1990, il perito deposit? il suo rapporto presso la cancelleria del tribunale. Secondo il rapporto, il terreno oramai diviso in tre parti era destinato alle culture ed il suo valore commerciale era di 8 000 ITL (4,2 EUR) al metro quadrato. Stimava che il fondo non espropriato aveva subito un deprezzamento del 3% e valutava l’indennit? da versare ai richiedenti a 31 500 000 ITL (o 16 268,39 EUR) di cui in particolare 10 948,89 EUR per l’indennit? di espropriazione e 5 319,51 EUR per il deprezzamento del fondo non espropriato.
10. Il 10 gennaio 1994, il Sig. V. si costitu? nel procedimento dinnanzi al tribunale di Frosinone.
11. L? 11 gennaio 2001, una perizia supplementare fu depositata presso la cancelleria. Il perito calcol? l’indennit? dovuta in funzione della legge no 662 di 1996, nel frattempo entrata in vigore. La somma dovuta alla Sig.ra V., comproprietario del terreno a ragione di un quarto, era di 8 253 505 ITL (ossia 4 262,58 EUR) e la somma dovuta al Sig. V., comproprietario del terreno a ragione di tre quarti, era di 24 760 515 ITL (ossia 12 787,74 EUR).
12. Con una decisione depositata presso la cancelleria l? 8 marzo 2002, il tribunale di Frosinone giudic? che i richiedenti dovevano considerarsi come privati del loro terreno per effetto della costruzione del lavoro pubblico, malgrado l’illegalit? dell’occupazione, e questo in applicazione del principio dell’espropriazione indiretta. Di conseguenza, il tribunale condann? la municipalit? a versare alla Sig.ra V. 4 262,58 EUR, pi? interessi e rivalutazione, ed al Sig. V., 12 787,74 EUR, pi? interessi e rivalutazione a contare dall? 11 gennaio 2001. Questa decisione ? diventata definitiva il 4 luglio 2002.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTE
13. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 DELLA CONVENZIONE
14. I richiedenti adducono essere stati privati del loro terreno in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
15. Il Governo ha affermato che la richiesta ? stata introdotta tardivamente nella misura in cui i richiedenti si lamentano del fatto che l’importo del risarcimento ? stato calcolato ai sensi della legge no 662 del 1996. Stima difatti che il termine di sei mesi contemplati all’articolo35 ? 1 della Convenzione ? cominciato a decorrere o il 1 gennaio 1997, ossia in data dell’entrata in vigore di questa legge, o in data del deposito presso la cancelleria della sentenza della Corte costituzionale no 148 del 26 aprile 1999 con la quale questa ultima giurisdizione ha confermato la legalit? della disposizione in questione. In appoggio delle sue affermazioni, il Governo cita la causa Miconi c. Italia (, d?c.) (no 66432/01, 6 maggio 2004).
16. I richiedenti fanno valere in particolare che, da una parte, per il calcolo del termine di sei mesi, la decisione da prendere in considerazione ? quella del tribunale di Frosinone diventata definitiva il 4 luglio 2002 e che, dall?altra parte, la Corte ha gi? respinto delle eccezioni similari in parecchie cause (vedere Donati c. Italia, no 63242/00 (d?c.), 13 maggio 2004; Maselli c. Italia (d?c.), no 63866/00, del 1 aprile 2004; Chir? c. Italia (no 2) (d?c.), no 65137/01, del 27 maggio 2004).
17. La Corte ricorda che ha respinto delle eccezioni simili nelle cause Santinelli ed altri c. Italia (no 65141/01 (d?c.), 23 settembre 2004) ed Emanuele Calandra c. Italia (no 71310/01 (d?c.), 9 dicembre 2004) cos? come in quelle indicate al paragrafo 16 qui sopra. Non vede nessuno motivo di derogare alle sue precedenti conclusioni e respinge dunque l’eccezione in questione.
18. La Corte constata che questo motivo di appello non ? manifestamente male fondato ai sensi dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione e non incontra nessuno altro motivo di inammissibilit?. C’? luogo dunque di dichiararlo ammissibile.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
19. Il Governo fa osservare che nello specifico si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Tuttavia, ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui non ? stata adottata nessuna ordinanza di espropriazione.
20. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? stato rimesso in causa dalle giurisdizioni nazionali.
21. Secondariamente, la privazione del bene come risultato dell’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare, al pi? tardi, dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. L?ulteriore giurisprudenza avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e dalla legge di bilancio no 662 del 1996.
22. Il Governo conclude che a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
23. A questo riguardo, il Governo ricorda che la giurisprudenza della Corte ha riconosciuto che la nozione di legge comprende i principi generali enunciati o implicati da lei (Winterwerp c. Paesi Bassi, sentenza del 24 ottobre 1979, serie A no 33 ? 45; Kruslin c. Francia no11801/85, sentenza del 24 aprile 1990 serie A 176-a; Huving c. Francia no11105/84, sentenza del 24 aprile 1990 serie A 176-B; Maestri c. Italia no39748/98, 17 febbraio 2004; N. F. c. Italia 37119/97, 2 agosto 2001) cos? come del diritto non scritto (Sunday Time c. Regno Unito (no1), sentenza del 26 aprile 1979, serie A no 30, ? 47).
24. Segue che la giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione non potrebbe essere esclusa dalla nozione di legge al senso della Convenzione.
25. Il Governo ricorda che nella causa Forrer-Niedenthal c. Germania, sentenza del 20 febbraio 2003, la Corte ha considerato una legge tedesca del 1997 come sufficiente, malgrado la sua imprevedibilit? manifesta, per fornire una base legale alle decisioni che hanno privato il richiedente di ogni protezione contro il danno portato alla sua propriet?. Chiede alla Corte di seguire lo stesso approccio per la presente causa.
26. In quanto alla qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un’ordinanza di espropriazione non sia stata adottata ? in s? una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
27. Tuttavia, tenuto conto del fatto che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile con la costruzione di un lavoro di utilit? pubblica, la sua restituzione non ? pi? possibile.
28. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, che tendono a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che risponda all’utilit? pubblica.
29. In quanto all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra il sacrificio imposto agli individui ed il compenso concesso a questi, il Governo riconosce che l’amministrazione ? tenuta ad indennizzare gli interessati.
30. Tenuto conto del fatto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che regolano il procedimento amministrativo, l’indennizzo pu? essere inferiore al danno subito.
31. La determinazione dell’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. Il Governo ricorda inoltre che l’indennit? come plafonata dalla legge in causa ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stata accordata se l’espropriazione fosse stata regolare.
32. Alla luce di queste considerazioni e riferendosi alle cause Ogis?Institut Stanislas, Ogec St. Pie X et Blanche di Castiglia ed altri c. Francia (richieste numeri 42219/98 e 54563/00, 24 maggio 2004) ed alla causa B?ck c. Finlandia (no 37598/97, 20 luglio 2004,) il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato e che la situazione denunciata ? compatibile sotto ogni punto di vista con l’articolo 1 del Protocollo no 1.
b) I richiedenti
33. I richiedenti ricordano che sono stati privati del loro bene in virt? del principio dell’espropriazione indiretta e chiedono alla Corte di dichiarare che l’espropriazione del terreno non ? conforme al principio di legalit?. Riferendosi alle sentenze Belvedere Alberghiera c. Italia (no 31524/96, CEDH 2000-VI) e Carbonara e Ventura c. Itali ( no 24638/94, 30 maggio 2000, CEDH 2000-VI) osservano che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in tutta illegalit?, il che non ? ammissibile in un Stato di diritto.
34. Infine, in quanto all’indennizzo, i richiedenti osservano che non c’? stato “risarcimento” del danno subito in ragione dell’applicazione della legge no 662 del 1996.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
35. Le parti si accordano per dire che c’? stata “privazione della propriet?”
36. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono stati spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione equivaleva ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
37. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale di Frosinone ha considerato i richiedenti come privati del loro bene a contare dal momento in cui il terreno era stato trasformato irreversibilmente dai lavori pubblici. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che il giudizio del tribunale ha avuto per effetto di privare i richiedenti del loro bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura precitata, ? 61; Brumarescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
38. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1, simile ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitata, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi “sentire solo quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II; Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
39. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore dei richiedenti non ha avuto luogo (Carbonara, precitato, ? 62).
b) Sul rispetto del principio di legalit?
40. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI; Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005; Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005; Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005; Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005; La Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005; Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? al motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione ed a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
41. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale ha considerato i richiedenti privati del loro bene a contare dal momento in cui l’occupazione aveva smesso di essere autorizzata, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruito. Ora, in mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno col patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, i richiedenti non hanno avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 4 luglio 2002, data in cui il giudizio del tribunale di Frosinone ? diventato definitivo.
42. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di trarre vantaggio da un’occupazione illegale di terreno. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare del terreno a disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma e, tra l?altro, senza che in compenso, un’indennit? fosse messa a disposizione degli interessati.
43. In quanto all’indennit?, la Corte constata che l’applicazione della legge no 662 del 1996 ha avuto per effetto di privare i richiedenti di un risarcimento integrale del danno subito.
44. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto dunque il diritto al rispetto dei beni dei richiedenti.
45. Quindi, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
46. I richiedenti affermano avere subito un danno nella misura in cui la legge no 662 del 23 dicembre 1996 ? stata applicata al loro procedimento.
47. La Corte ricorda che all’epoca della comunicazione della causa, ha stimato che i richiedenti si lamentavano in sostanza di un difetto del loro diritto ad un processo equo come garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
A. Sull’ammissibilit?
48. La Corte rileva che questo motivo di appello ? legato a quello esaminato sopra e deve essere dichiarato dunque anche ammissibile.
B. Sul merito
49. Il Governo fa valere che l’applicazione al caso specifico del criterio di valutazione del risarcimento introdotto dalla legge no 662 del 1996 non avrebbe costituito un ostacolo all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra il sacrificio imposto all’individuo ed il compenso concessogli .
50. La Corte ha appena constatato, sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la situazione denunciata dal richiedente non ? conforme al principio di legalit?. Avuto riguardo ai motivi che hanno portato la Corte a questa constatazione di violazione (paragrafi 40 a 45 sopra) la Corte stima che non c’? luogo di esaminare separatamente se c’? stato, nello specifico, violazione dell’articolo 6 ? 1 (vedere, a contrario, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 e ?? 132-133, CEDH 2006).
IV. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
51. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
Danni ed oneri e spese
52. In quanto al danno materiale, i richiedenti richiedono 85 000 euro (EUR) di cui 25 000 EUR per il valore commerciale del terreno e 60 000 EUR per il deprezzamento della superficie del terreno non espropriato. Questa somma ? stata calcolata sulla base del rapporto reso da un perito commissionato dai richiedenti.
53. Inoltre, i richiedenti sollecitano il versamento delle somme, senza tuttavia valutarle, per il plusvalore derivante dalla costruzione del lavoro pubblico, per la mancanza a guadagnare e per l’impossibilit? di sfruttare diversamente il terreno che non sia l’attivit? agricola.
54. Il Sig. V. chiede anche un risarcimento di un importo da determinare da un perito per la perdita del valore o della redditivit? della sua attivit? agricola in seguito all’espropriazione e allo smembramento della propriet?.
55. Il Governo osserva che le pretese valutate sono sproporzionate, fondate su dei criteri non chiari e calcolate in modo arbitrario nella misura in cui si basano su una perizia finanziata dai richiedenti stessi. Infine, il Governo afferma che, se i richiedenti hanno diritto ad un’indennit?, questa deve essere calcolata sulla base della perizia tecnica ordinata dal tribunale di Frosinone.
56. In quanto alle questioni non valutate, il Governo osserva, da una parte, che l’amministrazione ha costruito a spese sue una strada senza alcun valore commerciale e, dall?altra parte, che la costruzione della strada ha migliorato il terreno non espropriato nella misura in cui questo ? diventato pi? accessibile. Ci sarebbe luogo dunque di respingere queste pretese.
57. Il Governo sottolinea infine che la domanda del Sig. V. non ? supportata e si confonde col deprezzamento della superficie di terreno non espropriata. Sottolinea cos? come l’espropriazione non avrebbe potuto avere un impatto significativo sulla produttivit? dello sfruttamento agricolo nella misura in cui la porzione di terreno espropriato era irrisoria rispetto alla superficie totale del terreno: l’espropriazione riguardava 2 673 metri quadrati della superficie totale che ammontava a 37 670 metri quadrati. Inoltre, sottolinea che i lavori hanno influenzato l’attivit? agricola in modo positivo poich? hanno migliorato l’accesso alla propriet? non espropriata.
58. In quanto al danno morale, i richiedenti sollecitano una somma di almeno 20 000 EUR ciascuno.
59. Il Governo afferma che l’importo chiesto ? eccessivo tenuto conto della superficie espropriata e dei vantaggi portati ai richiedenti dalla costruzione della strada.
60. Infine, i richiedenti chiedono il rimborso degli oneri di procedimento incorso dinnanzi alla Corte, pari a 10 000 EUR, aumentati della tassa sul valore aggiunto (IVA) e dei contributi alla cassa di previdenza degli avvocati (CPA).
61. Secondo il Governo, le somme chieste sono eccessive in ragione della semplicit? del procedimento.
62. La Corte stima che la domanda dell’applicazione dell’articolo 41 non ? matura. Perci?, la riserva e fisser? l? ulteriore procedimento, tenuto conto della possibilit? per il Governo ed i richiedenti di giungere ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare separatamente il motivo di appello tratto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non ? matura; perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nel termine di tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva l? ulteriore procedimento e delega alla presidentessa della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 18 marzo 2008 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Sally Doll? Francesca Tulkens
Cancelliera Presidentessa

Testo Tradotto

DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE VELOCCI c. ITALIE
(Requ?te no 1717/03)
ARR?T
STRASBOURG
18 mars 2008
D?FINITIF
18/06/2008
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Velocci c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Fran?oise Tulkens, pr?sidente,
Antonella Mularoni,
Ireneu Cabral Barreto,
Riza T?rmen,
Vladimiro Zagrebelsky,
Danute Jociene,
Dragoljub Popovic, juges,
et de Sally Doll?, greffi?re de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 26 f?vrier 2008,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 1717/03) dirig?e contre la R?publique italienne et dont deux ressortissants de cet ?tat, M. P. V. et Mme C. V. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 3 janvier 2003 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Mes. B. F. et E. d. S., avocats ? Sora. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I.M. Braguglia, par son coagent, M. F. Crisafulli, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. Le 10 novembre 2004, la Cour a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant des dispositions de l?article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
4. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1925 et 1947 et r?sident ? Monte San Giovanni Campano.
5. Les requ?rants ?taient copropri?taires d?un terrain de 37 670 m?tres carr?s sis ? Monte San Giovanni Campano et enregistr? au cadastre, feuille 27, parcelles 80, 81, 82, 91 et 263.
6. Par un arr?t? pr?fectoral du 8 septembre 1976, la municipalit? fut autoris?e ? occuper d?urgence une partie du terrain des requ?rants, ? savoir 2 673 m?tres carr?s, pour une p?riode maximale de cinq ans, afin d?y construire une route.
7. Le 25 octobre 1976, la municipalit? proc?da ? l?occupation mat?rielle du terrain et entama les travaux de construction.
8. Par un acte d?assignation notifi? le 27 juillet 1988, la requ?rante assigna la municipalit? de Monte San Giovanni Campano devant le tribunal de Frosinone. Elle faisait valoir que l?occupation du terrain ?tait ill?gale au motif qu?elle s??tait prolong?e au-del? du d?lai autoris? et que les travaux de construction de la route s??taient termin?s sans qu?il f?t proc?d? ? l?expropriation formelle du terrain et au paiement d?une indemnit?. Elle r?clamait une somme correspondant ? la valeur marchande du terrain.
9. Au cours de la proc?dure, le tribunal ordonna une expertise. Le 15 mai 1990, l?expert d?posa son rapport au greffe du tribunal. Selon le rapport, le terrain d?sormais divis? en trois parties ?tait destin? ? des cultures et sa valeur marchande ?tait de 8 000 ITL (4,2 EUR) au m?tre carr?. Il estimait que le fond non expropri? avait subi une d?pr?ciation de 3 % et chiffrait l?indemnit? ? verser aux requ?rants ? 31 500 000 ITL, soit 16 268,39 EUR (dont notamment 10 948,89 EUR pour l?indemnit? d?expropriation et 5 319,51 EUR pour la d?pr?ciation du fond non expropri?).
10. Le 10 janvier 1994, M. V. se constitua dans la proc?dure devant le tribunal de Frosinone.
11. Le 11 janvier 2001, une expertise suppl?mentaire fut d?pos?e au greffe. L?expert calcula l?indemnit? due en fonction de la loi no 662 de 1996, entre-temps entr?e en vigueur. La somme due ? Mme V., copropri?taire du terrain ? raison d?un quart, ?tait de 8 253 505 ITL (? savoir 4 262,58 EUR) et la somme due ? M. V., copropri?taire du terrain ? raison de trois quarts, ?tait de 24 760 515 ITL (? savoir 12 787,74 EUR).
12. Par une d?cision d?pos?e au greffe le 8 mars 2002, le tribunal de Frosinone jugea que les requ?rants devaient se consid?rer comme priv?s de leur terrain par l?effet de la construction de l?ouvrage public, malgr? l?ill?galit? de l?occupation, et ceci en application du principe de l?expropriation indirecte. Par cons?quent, le tribunal condamna la municipalit? ? verser ? Mme V. 4 262,58 EUR, plus int?r?ts et r??valuation, et ? M. V., 12 787,74 EUR, plus int?r?ts et r??valuation ? compter du 11 janvier 2001. Cette d?cision est devenue d?finitive le 4 juillet 2002.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNE PERTINENT
13. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l?arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 DE LA CONVENTION
14. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
15. Le Gouvernement a affirm? que la requ?te a ?t? introduite tardivement dans la mesure o? les requ?rants se plaignent de ce que le montant du d?dommagement a ?t? calcul? au sens de la loi no 662 de 1996. Il estime en effet que le d?lai de six mois pr?vu ? l?article 35 ? 1 de la Convention a commenc? ? courir soit le 1er janvier 1997, ? savoir ? la date de l?entr?e en vigueur de cette loi, soit ? la date du d?p?t au greffe de l?arr?t de la Cour constitutionnelle no 148 du 26 avril 1999, par lequel cette derni?re juridiction a confirm? la l?galit? de la disposition en question. A l?appui de ses all?gations, le Gouvernement cite l?affaire Miconi c. Italie ((d?c.), no 66432/01, 6 mai 2004).
16. Les requ?rants font notamment valoir que, d?une part, pour le calcul du d?lai de six mois, la d?cision ? prendre en consid?ration est celle du tribunal de Frosinone devenue d?finitive le 4 juillet 2002 et que, d?autre part, la Cour a d?j? rejet? des exceptions similaires dans plusieurs affaires (voir Donati c. Italie, no 63242/00 (d?c.), 13 mai 2004 ; Maselli c. Italie (d?c.), no 63866/00, du 1er avril 2004 ; Chir? c. Italie (no 2) (d?c.), no 65137/01, du 27 mai 2004).
17. La Cour rappelle qu?elle a rejet? des exceptions semblables dans les affaires Santinelli et autres c. Italie (no 65141/01, (d?c.), 23 septembre 2004) et Emanuele Calandra c. Italie (no 71310/01, (d?c.), 9 d?cembre 2004) ainsi que dans celles indiqu?es au paragraphe 16 ci – dessus. Elle n?aper?oit aucun motif de d?roger ? ses pr?c?dentes conclusions et rejette donc l?exception en question.
18. La Cour constate que ce grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention et ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il y a donc lieu de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
19. Le Gouvernement fait observer qu?en l?esp?ce il s?agit d?une occupation de terrain dans le cadre d?une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d?utilit? publique. Toutefois, il admet que la proc?dure d?expropriation n?a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun arr?t? d?expropriation n?a ?t? adopt?.
20. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n?a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.
21. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l?expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter, au plus tard, de l?arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.
22. Le Gouvernement en conclut qu?? partir de 1983, les r?gles de l?expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.
23. A cet ?gard, le Gouvernement rappelle que la jurisprudence de la Cour a reconnu que la notion de loi comprend les principes g?n?raux ?nonc?s ou impliqu?s par elle (Winterwerp c. Pays-Bas, arr?t du 24 octobre 1979, s?rie A no 33 ? 45 ; Kruslin c. France no11801/85, arr?t du 24 avril 1990 s?rie A 176-A ; Huving c. France no11105/84, arr?t du 24 avril 1990 s?rie A 176-B ; Maestri c. Italie no39748/98, 17 f?vrier 2004 ; N. F. c. Italie 37119/97, 2 ao?t 2001) ainsi que du droit non ?crit (Sunday Times c. Royaume-Uni (no1), arr?t du 26 avril 1979, s?rie A no 30, ? 47).
24. Il s?ensuit que la jurisprudence consolid?e de la Cour de cassation ne saurait ?tre exclue de la notion de loi au sens de la Convention.
25. Le Gouvernement rappelle que dans l?affaire Forrer-Niedenthal c. Allemagne (arr?t du 20 f?vrier 2003), la Cour a consid?r? une loi allemande de 1997 comme suffisante, malgr? son impr?visibilit? manifeste, pour fournir une base l?gale aux d?cisions qui ont priv? la requ?rante de toute protection contre l?atteinte port?e ? sa propri?t?. Il demande ? la Cour de suivre la m?me approche pour la pr?sente affaire.
26. S?agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu?un arr?t? d?expropriation n?ait pas ?t? adopt? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
27. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible par la construction d?un ouvrage d?utilit? publique, sa restitution n?est plus possible.
28. Le Gouvernement d?finit l?expropriation indirecte comme le r?sultat d?une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l?int?r?t g?n?ral l?emporte sur l?int?r?t des particuliers lorsque l?ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et qu?il r?pond ? l?utilit? publique.
29. Quant ? l?exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? aux particuliers et la compensation octroy?e ? ceux-ci, le Gouvernement reconna?t que l?administration est tenue d?indemniser les int?ress?s.
30. Compte tenu de ce que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l?ill?galit? commise par l?administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui r?gissent la proc?dure administrative, l?indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi.
31. La fixation du montant de l?indemnit? en cause rentre dans la marge d?appr?ciation laiss?e aux ?tats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. Le Gouvernement rappelle en outre que l?indemnit? telle que plafonn?e par la loi en cause est en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l?expropriation avait ?t? r?guli?re.
32. A la lumi?re de ces consid?rations et en se r?f?rant aux affaires Ogis?Institut Stanislas, Ogec St. Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (requ?tes nos 42219/98 et 54563/00, 24 mai 2004), et ? l?affaire B?ck c. Finlande (no 37598/97, 20 juillet 2004), le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect? et que la situation d?nonc?e est compatible ? tous points de vue avec l?article 1 du Protocole no 1.
b) Les requ?rants
33. Les requ?rants rappellent qu?ils ont ?t? priv?s de leur bien en vertu du principe de l?expropriation indirecte et demandent ? la Cour de d?clarer que l?expropriation du terrain n?est pas conforme au principe de l?galit?. Se r?f?rant aux arr?ts Belvedere Alberghiera c. Italie (no 31524/96, CEDH 2000-VI) et Carbonara et Ventura c. Italie (no 24638/94, 30 mai 2000, CEDH 2000-VI), ils observent que l?expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l?autorit? publique d?acqu?rir un bien en toute ill?galit?, ce qui n?est pas admissible dans un ?tat de droit.
34. Enfin, quant ? l?indemnisation, les requ?rants observent qu?il n?y a pas eu de ? r?paration ? du pr?judice subi en raison de l?application de la loi no 662 de 1996.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l?existence d?une ing?rence
35. Les parties s?accordent pour dire qu?il y a eu ? privation de la propri?t? ?
36. La Cour rappelle que, pour d?terminer s?il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
37. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, le tribunal de Frosinone a consid?r? les requ?rants comme ?tant priv?s de leur bien ? compter du moment o? le terrain avait ?t? irr?versiblement transform? par les travaux publics. A d?faut d?un acte formel d?expropriation, le constat d?ill?galit? de la part du juge est l??l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que le jugement du tribunal a eu pour effet de priver les requ?rants de leur bien au sens de la deuxi?me phrase de l?article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura pr?cit?, ? 61 ; Brumarescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
38. Pour ?tre compatible avec l?article 1 du Protocole no 1, une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d?utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L?ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d?examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu?il s?est av?r? que l?ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n??tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II ; Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
39. D?s lors, la Cour n?estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu?une r?paration int?grale en faveur des requ?rants n?a pas eu lieu (Carbonara, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
40. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d?expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI ; Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005 ; Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005 ; Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005 ; Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005 ; La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005 ; Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005) selon laquelle l?expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu?elle n?est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu?elle permet en g?n?ral ? l?administration de passer outre aux r?gles fix?es en mati?re d?expropriation. En effet, dans tous les cas, l?expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l?administration et ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l?administration, au b?n?fice de celle-ci.
41. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu?en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, le tribunal a consid?r? les requ?rants priv?s de leur bien ? compter du moment o? l?occupation avait cess? d??tre autoris?e, les conditions d?ill?galit? de l?occupation et d?int?r?t public de l?ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l?absence d?un acte formel d?expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n?est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l?on peut consid?rer le principe de l?expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l?acquisition du terrain par le patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, les requ?rants n?ont eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 4 juillet 2002, date ? laquelle le jugement du tribunal de Frosinone est devenu d?finitif.
42. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l?administration de tirer parti d?une occupation de terrain ill?gale. En d?autres termes, l?administration a pu s?approprier le terrain au m?pris des r?gles r?gissant l?expropriation en bonne et due forme et, entre autres, sans qu?en contrepartie, une indemnit? soit mise ? la disposition des int?ress?s.
43. S?agissant de l?indemnit?, la Cour constate que l?application de la loi no 662 de 1996 a eu pour effet de priver les requ?rants d?une r?paration int?grale du pr?judice subi.
44. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l?ing?rence litigieuse n?est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu?elle a donc enfreint le droit au respect des biens des requ?rants.
45. D?s lors, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
46. Les requ?rants affirment avoir subi un pr?judice dans la mesure o? la loi no 662 du 23 d?cembre 1996 a ?t? appliqu?e ? leur proc?dure.
47. La Cour rappelle que lors de la communication de l?affaire, elle a estim? que les requ?rants se plaignaient en substance d?un d?faut de leur droit ? un proc?s ?quitable tel que garanti par l?article 6 ? 1 de la Convention, qui, en ses passages pertinents, dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
A. Sur la recevabilit?
48. La Cour rel?ve que ce grief est li? ? celui examin? ci-dessus et doit donc aussi ?tre d?clar? recevable.
B. Sur le fond
49. Le Gouvernement fait valoir que l?application au cas d?esp?ce du crit?re d??valuation du d?dommagement introduit par la loi no 662 de 1996 n?aurait pas constitu? une entrave ? l?exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? au particulier et la compensation octroy?e ? celui – ci.
50. La Cour vient de constater, sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par le requ?rant n?est pas conforme au principe de l?galit?. Eu ?gard aux motifs ayant amen? la Cour ? ce constat de violation (paragraphes 40 ? 45 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?par?ment s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de l?article 6 ? 1 (voir, a contrario, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 et ?? 132-133, CEDH 2006).
IV. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
51. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
Dommages et frais et d?pens
52. S?agissant du pr?judice mat?riel, les requ?rants r?clament 85 000 euros (EUR) dont 25 000 EUR pour la valeur marchande du terrain et 60 000 EUR pour la d?pr?ciation de la surface de terrain non expropri?e. Cette somme a ?t? calcul?e sur la base du rapport rendu par un expert commis par les requ?rants.
53. En outre, les requ?rants sollicitent le versement des sommes, sans toutefois les chiffrer, pour la plus-value d?coulant de la construction de l?ouvrage public, pour le manque ? gagner et pour l?impossibilit? d?exploiter le terrain autrement que pour l?activit? agricole.
54. M. V. demande ?galement un d?dommagement d?un montant ? d?terminer par un expert pour la perte de la valeur ou de la rentabilit? de son activit? agricole ? la suite de l?expropriation et du d?membrement de la propri?t?.
55. Le Gouvernement observe que les pr?tentions chiffr?es sont disproportionn?es, fond?es sur des crit?res non clairs et calcul?es de fa?on arbitraire dans la mesure o? elles se basent sur une expertise commandit?e par les requ?rants eux m?mes. Enfin, le Gouvernement affirme que, si les requ?rants ont droit ? une indemnit?, celle-ci doit ?tre calcul?e sur la base de l?expertise technique ordonn?e par le tribunal de Frosinone.
56. Quant aux demandes non chiffr?es, le Gouvernement observe, d?une part, que l?administration a construit ? ses frais une route sans aucune valeur marchande et, d?autre part, que la construction de la route a am?lior? le terrain non expropri? dans la mesure o? celui-ci est devenu plus accessible. Il y aurait donc lieu de rejeter ces pr?tentions.
57. Le Gouvernement souligne enfin que la demande de M. V. n?est pas ?tay?e et se confond avec la d?pr?ciation de la surface de terrain non expropri?e. Il souligne ainsi que l?expropriation ne saurait avoir un impact significatif sur la productivit? de l?exploitation agricole dans la mesure o? la portion de terrain expropri?e est d?risoire par rapport ? la surface totale du terrain : l?expropriation concerne 2 673 m?tres carr?s de la surface totale qui s??leva ? 37 670 m?tres carr?s. En outre, il souligne que les travaux ont influenc? l?activit? agricole de fa?on positive puisqu?ils ont am?lior? l?acc?s ? la propri?t? non expropri?e.
58. Quant au pr?judice moral, les requ?rants sollicitent une somme d?au moins 20 000 EUR chacun.
59. Le Gouvernement affirme que le montant demand? est excessif compte tenu de la surface expropri?e et des avantages apport?s aux requ?rants par la construction de la route.
60. Enfin, les requ?rants demandent le remboursement des frais de proc?dure encourus devant la Cour, s??levant ? 10 000 EUR, augment?s de la taxe sur la valeur ajout?e (TVA) et des contributions ? la caisse de pr?voyance des avocats (CPA).
61. Selon le Gouvernement, les sommes demand?es sont excessives en raison de la simplicit? de la proc?dure.
62. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? pour le Gouvernement et les requ?rants de parvenir ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?par?ment le grief tir? de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ; en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans le d?lai de trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue ? la pr?sidente de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 18 mars 2008 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Sally Doll? Fran?oise Tulkens
Greffi?re Pr?sidente

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