AFFAIRE SILVIO MAUGERI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE SILVIO MAUGERI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli:
Numero: 62250/00/2008
Stato: Italia
Data: 2008-07-08 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

SECONDA SEZIONE
CAUSA SILVIO MAUGERI C. ITALIA
( Richiesta no 62250/00)
SENTENZA
STRASBURGO
8 luglio 2008
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Silvio Maugeri c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
Francesca Tulkens, presidentessa, Antonella Mularoni, Danute Jociene, Dragoljub Popovic, Andr?s Saj?, Isil Karaka?, giudici, Luigi Ferrari Bravo, giudice ad hoc,
e da Sally Doll?, cancelliera di sezione.
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 17 giugno 2008,
Rende la sentenza che ha, adottata in questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 62250/00) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. S. M (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 22 aprile 1997 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato da M d. S., avvocato a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato successivamente dai suoi agenti, Sigg. U. Leanza ed I.M. Braguglia, ed i suoi coagenti, Sigg. V. Esposito e F. Crisafulli, cos? come dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. In seguito all’astensione del Sig. V. Zagrebelsky, giudice eletto a titolo dell’Italia (articolo 28), il Governo ha designato il Sig. L. Ferrari Bravo come giudice ad hoc per riunirsi al suo posto (articoli 27 ? 2 della Convenzione e 29 ? 1 dell’ordinamento).
4. Il 30 novembre 2000, la Corte ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi delle disposizioni dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
5. Il 15 gennaio 2004, in applicazione dell’articolo 54 ? 2 c, dell’ordinamento, le parti sono state invitate a fornire delle osservazioni complementari sull’oggetto e l?entit? dei nuovi motivi di appello derivati dagli articoli 1 del Protocollo no 1 e 13 della Convenzione.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
6. Il richiedente ? nato nel 1940 e ha risieduto a Messina.
A. Il procedimento principale
7. Il 2 ottobre 1986, l’istituto del patronato per l’assistenza sociale (“IPAS”) invest? il giudice di istanza di Roma, facente funzione di giudice del lavoro, per fare riconoscere la legittimit? del licenziamento del richiedente.
8. Il 27 gennaio 1987, il richiedente deposit? un?istanza riconvenzionale che mirava ad ottenere la dichiarazione di illegalit? del suo licenziamento.
9. Il 4 maggio 1988, il giudice respinse la richiesta dell’IPAS e fece accolse in parte quella del richiedente.
10. Il 19 giugno 1989, il richiedente interpose appello dinnanzi al tribunale di Roma. Il 29 settembre 1995, il tribunale accolse in parte l?istanza del richiedente. La sentenza fu depositata presso la cancelleria il 1 aprile 1996.
11. Con un decreto ministeriale del 26 ottobre 1996, l’IPAS fu messo in liquidazione amministrativa sotto la direzione di un commissario.
Il 12 gennaio 2000, il commissario deposit? presso la cancelleria del tribunale civile di Roma lo stato dei crediti da cui risultava che il richiedente aveva un credito di 13 108 742 ITL (6 770,10 EUR).
12. Il 22 gennaio 2008, il richiedente ha indicato alla cancelleria che il procedimento di liquidazione amministrativa era sempre pendente.
B. Il procedimento “Pinto”
13. Il 13 ottobre 2001, il richiedente invest? la corte di appello di Perugia ai sensi della legge no 89 del 24 marzo 2001, detta “la legge Pinto”, per lamentarsi della durata del solo procedimento dinnanzi alle giurisdizioni del lavoro. Chiese alla corte di dire che c’era stata una violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione e di condannare lo stato italiano al pagamento di almeno 3 000 000 ITL (1 549,37 EUR) a titolo di danno materiale e 24 000 000 ITL (12 394,96 EUR) a titolo di danno morale.
14. Con una decisione del 28 gennaio 2002 il cui testo fu depositato presso la cancelleria il 2 febbraio 2002, la corte di appello consider? il procedimento fino al 1 aprile 1996 e constat? il superamento di un termine ragionevole. Accord? al richiedente 2 585 EUR in equit? come risarcimento unicamente del danno morale, cos? come 1 027 EUR per oneri e spese. Questa decisione acquis? l’autorit? di cosa giudicata al pi? tardi il 19 marzo 2003.
15. Il richiedente non ricorse in cassazione al motivo che il rimedio poteva essere introdotto solamente per le istanze di diritto. Il 17 settembre 2002, preg? la Corte di riprendere l’esame della sua richiesta.
16. Le somme accordate in esecuzione dalla decisione Pinto furono pagate in una data che non ? stata precisata.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
17. Il diritto e la pratica interni pertinenti concernenti la durata dei procedimenti figurano nella sentenza Cocchiarella c. Italia ([GC], no 64886/01, ?? 23-31, CEDH 2006 -…).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE
18. Il richiedente si lamenta della durata del procedimento civile e considera irrisorio l’importo ottenuto nella cornice del procedimento “Pinto.”
19. Il Governo si oppone a questa tesi.
20. L’articolo 6 ? 1 della Convenzione ? formulato cos?:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
A. Sull’ammissibilit?
21. Il Governo solleva un’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne che attestano che il richiedente non ? ricorso in cassazione.
22. La Corte, avuto riguardo alla sua giurisprudenza in materia (Cocchiarella c. Italia, precitata), respinge questo argomento del Governo.
Dopo avere esaminato i fatti della causa e gli argomenti delle parti, la Corte stima, alla luce della giurisprudenza stabilita in materia (tra altre, Delle Cave e Corrado c. Italia, no 14626/03, ?? 26-31, 5 giugno 2007) che la correzione si ? rivelata insufficiente e che il richiedente pu? sempre definirsi “vittima” ai sensi dell’articolo 34 della Convenzione.
23. La Corte constata che questo motivo di appello non ? manifestamente male fondato ai sensi dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione e non incontra nessun altro motivo di inammissibilit?.
B. Sul merito
24. In quanto alla durata del procedimento, la Corte stima che il periodo da considerare si estende del 2 ottobre 1986, giorno della citazione del richiedente da parte dell’IPAS dinnanzi al giudice di istanza di Roma, fino al 1 aprile 1996, data del deposito del giudizio del tribunale di Roma. ? durata dunque nove anni e sei mesi per due gradi di giurisdizione.
25. La Corte rileva che la corte di appello di Perugia ha valutato la durata del procedimento fino alla data del deposito del giudizio del tribunale di Roma, o il 1 aprile 1996. Pertanto un periodo di pi? di undici anni e nove mesi (che va dal 01/04/1996 al 22/01/2008) data delle ultime informazione ricevute dal richiedente, non ? potuto essere preso in considerazione dalla corte di appello. Tuttavia, nota che il richiedente aveva la possibilit? di investire di nuovo la corte di appello per fare applicare la nuova giurisprudenza della Corte di cassazione del 26 gennaio 2004 (vedere sentenza no 1339) e che la durata restante di undici anni e nove mesi era in s? largamente sufficiente per costituire una seconda violazione dello stesso procedimento (vedere Rotondi c. Italia, no 38113/97, ?? 14-16, 27 aprile 2000 e S.A.GE.MA S.N.C. c. Italia, no 40184/98, ?? 12-14, 27 aprile 2000).
Pertanto la Corte stima che, poich? il richiedente poteva avvalersi della nuova giurisprudenza per ottenere una seconda constatazione di violazione, non c’? luogo di esaminare il procedimento nel suo insieme ma unicamente la durata che ? stata oggetto di un esame da parte della corte di appello “Pinto” (vedere Gattuso c. Italia ( d?c.), no 24715/04, 18 novembre 2004).
26. Dopo avere esaminato i fatti alla luce delle informazione fornite dalle parti, e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia la Corte stima, che nello specifico, la durata del procedimento controverso sia eccessiva e non soddisfi l’esigenza del “termine ragionevole.”
27. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DEGLI ARTICOLI 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 E 13 DELLA CONVENZIONE
28. Il richiedente si lamenta, da una parte che a causa della durata del procedimento civile non ha potuto ottenere il recupero del suo credito e, dall?altra parte, di non avere disposto di un ricorso effettivo. Adsuce una violazione degli articoli 1 del Protocollo no 1 e 13 della Convenzione.
29. Il Governo si oppone a questa tesi.
30. Questi articoli sono formulati cos?:
Articolo 1 del protocollo no 1
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
Articolo 13
“Ogni persone i cui diritti e libert? riconosciuti nella presente Convenzione sono stati violati ha diritto alla concessione di un ricorso effettivo dinnanzi ad un’istanza nazionale, anche se la violazione fosse stata commessa da persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali. “
A. Sull’ammissibilit?
31. Riferendosi in particolare alla sentenza F.L. contro Italia (no 25639/94, 20 dicembre 2001,) il Governo afferma che l’impossibilit? di ricuperare il credito non ? imputabile alle autorit?.
La Corte si limita a ricordare che nella sentenza F.L., citata a buon diritto dal Governo, ha concluso alla non violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 della Convenzione al motivo che “(…) la causa principale del ritardo nel pagamento del credito del richiedente non ? la lunghezza o la natura del procedimento di liquidazione, ma piuttosto la mancanza di risorse finanziarie del debitore e le difficolt? di ricuperare i suoi crediti, circostanze che non si potrebbero mettere a carico dello stato. Questo ultimo non ha infranto dunque l’equilibrio che deve esistere in materia tra le protezioni del diritto degli individui al rispetto dei loro beni e le esigenze dell’interesse generale” (F.L. c. Italia, precitata, ? 34). Nello specifico, non c’? nessuna ragione di scostarsi da questa conclusione. Pertanto, il motivo di appello in questione ? manifestamente male fondato e deve essere respinto conformemente alle disposizioni dell’articolo 35 ? 4 della Convenzione.
32. In quanto al motivo di appello derivato dall’articolo 13 della Convenzione, ai termini della giurisprudenza della Corte, questo articolo non si potrebbe interpretare come se si esigesse un ricorso interno per ogni motivo di appello, anche ingiustificato, che un individuo pu? presentare sul terreno della Convenzione: deve trattarsi di un motivo di appello difendibile allo sguardo di questa (Boyle e Rice c. Regno Unito, sentenza del 24 aprile 1988, serie A no 131, p. 23, ? 52).
Nella presente causa, la Corte ha appena concluso che il motivo di appello del richiedente derivato dall’articolo 1 del Protocollo no 1 della Convenzione ? manifestamente male fondato. Ora, le considerazioni sugli elementi di fatto che hanno portato la Corte ad allontanare questo motivo di appello la portano a concludere, sotto l’angolo dell’articolo 13, che non si era in presenza di motivo di appello difendibile (vedere, per esempio e tra molti altri, Walter c. Italia (d?c.), no 18059/06, 11 luglio 2006, ed Alessandro Giusto, Maria Chiara Bornacin e V. contro l’Italia (d?c.), no 38972/06, 15 maggio 2007). L’articolo 13 dunque non si deve applicare.
33. Ne segue che il motivo di appello derivato dall’articolo 13 ? incompatibile ratione materiae con le disposizioni della Convenzione ai sensi dell’articolo 35 ? 3 e deve essere respinto in applicazione dell’articolo 35 ? 4.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
34. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
35. Il richiedente richiede la somma di 9 809 EUR a titolo di danno morale in ragione della durata del procedimento principale. In pi?, in ragione dell’impossibilit? prolungata di ricuperare il suo credito, chiede 5 000 EUR per danno morale, cos? come l’equivalente di questo credito (5 995,77 EUR) per risarcimento del danno materiale.
36. Il Governo chiede alla Corte di non tenere conto degli avvenimenti che non sono imputabili alle autorit? pubbliche.
37. La Corte osserva che l’importo richiesto per danno materiale ? oggetto del procedimento nazionale di liquidazione amministrativa. Peraltro, questo importo riguarda il motivo di appello derivato dall’articolo 1 del Protocollo no 1, che la Corte ha appena dichiarato inammissibile (vedere sopra ? 31). C’? pertanto luogo di respingere questa domanda.
38. In quanto al danno morale legato alla violazione dell’articolo 6, la Corte stima che avrebbe potuto accordare al richiedente, in mancanza di vie di ricorso interne e tenuto conto della posta della controversia, la somma di 10 000 EUR. Il fatto che la corte di appello di Perugia abbia concesso al richiedente il 25,8% di questa somma arriva ad un risultato manifestamente irragionevole. Di conseguenza, avuto riguardo alle caratteristiche della via di ricorso “Pinto” ed al fatto che sia giunta per? ad una constatazione di violazione, la Corte, tenuto conto della soluzione adottata nella sentenza Cocchiarella c. Italia (precitata, ?? 139-142 e 146) e deliberando in equit?, assegna al richiedente 1 950 EUR.
B. Oneri e spese
39. Il richiedente chiede alla Corte di fissare in equit? l’importo del rimborso degli oneri e spese incorsi a Strasburgo.
40. Il Governo non ha formulato osservazioni a questo proposito.
41. La Corte ricorda che, secondo la sua giurisprudenza, la concessione di oneri e spese a titolo dell’articolo 41 presuppone che si trovino stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso. Inoltre, gli oneri di giustizia sono recuperabili solamente nella misura in cui si riferiscono alla violazione constatata (vedere, per esempio, Beyeler c. Italia (soddisfazione equa) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 maggio 2002; Sahin c. Germania [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII). Nello specifico, la Corte stima che nella cornice della preparazione della presente istanza certi oneri sono stati sostenuti. Quindi, deliberando in equit?, giudica ragionevole concedere 2 000 EUR a questo titolo.
C. Interessi moratori
42. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentato di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile in quanto al motivo di appello derivato dalla durata eccessiva del procedimento ed inammissibile per il surplus;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ?1 della Convenzione;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 1 950 EUR (mille nove cento cinquanta euro) pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta, per danno morale;
ii. 2 000 EUR (duemila euro) pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta da parte del richiedente, per oneri e spese,;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto l? 8 luglio 2008 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Sally Doll? Francesca Tulkens
Cancelliera Presidentessa

Testo Tradotto

DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE SILVIO MAUGERI c. ITALIE
(Requ?te no 62250/00)
ARR?T
STRASBOURG
8 juillet 2008
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Silvio Maugeri c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Fran?oise Tulkens, pr?sidente,
Antonella Mularoni,
Danute Jociene,
Dragoljub Popovic,
Andr?s Saj?,
Isil Karakas, juges,
Luigi Ferrari Bravo, juge ad hoc,
et de Sally Doll?, greffi?re de section.
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 17 juin 2008,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 62250/00) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. S. M (? le requ?rant ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l’Homme (? la Commission ?) le 22 avril 1997 en vertu de l’ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? par Me M d. S., avocat ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? successivement par ses agents, MM. U. Leanza et I.M. Braguglia, et ses coagents, MM. V. Esposito et F. Crisafulli, ainsi que par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. A la suite du d?port de M. V. Zagrebelsky, juge ?lu au titre de l’Italie (article 28), le Gouvernement a d?sign? M. L. Ferrari Bravo comme juge ad hoc pour si?ger ? sa place (articles 27 ? 2 de la Convention et 29 ? 1 du r?glement).
4. Le 30 novembre 2000, la Cour a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant des dispositions de l’article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
5. Le 15 janvier 2004, en application de l’article 54 ? 2 c) du r?glement, les parties ont ?t? invit?es ? fournir des observations compl?mentaires sur l’objet et l’?tendue des nouveaux griefs tir?s des articles 1 du Protocole no 1 et 13 de la Convention.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
6. Le requ?rant est n? en 1940 et r?side ? Messine.
A. La proc?dure principale
7. Le 2 octobre 1986, l’Institut de patronage pour l’assistance sociale (? IPAS ?) saisit le juge d’instance de Rome, faisant fonction de juge du travail, afin de faire reconna?tre la l?gitimit? du licenciement du requ?rant.
8. Le 27 janvier 1987, le requ?rant d?posa une demande reconventionnelle visant ? obtenir la d?claration d’ill?galit? de son licenciement.
9. Le 4 mai 1988, le juge rejeta la demande de l’IPAS et fit en partie droit ? celle du requ?rant.
10. Le 19 juin 1989, le requ?rant interjeta appel devant le tribunal de Rome. Le 29 septembre 1995, le tribunal fit en partie droit ? la demande du requ?rant. L’arr?t fut d?pos? au greffe le 1er avril 1996.
11. Par un d?cret minist?riel du 26 octobre 1996, l’IPAS fut mis en liquidation administrative sous la direction d’un commissaire.
Le 12 janvier 2000, le commissaire d?posa au greffe du tribunal civil de Rome l’?tat des cr?ances dont il ressortait que le requ?rant avait une cr?ance de 13 108 742 ITL (6 770,10 EUR).
12. Le 22 janvier 2008, le requ?rant a indiqu? au greffe que la proc?dure de liquidation administrative ?tait toujours pendante.
B. La proc?dure ? Pinto ?
13. Le 13 octobre 2001, le requ?rant saisit la cour d’appel de P?rouse au sens de la loi no 89 du 24 mars 2001, dite ? la loi Pinto ?, afin de se plaindre de la dur?e de la seule proc?dure devant les juridictions du travail. Il demanda ? la cour de dire qu’il y avait eu une violation de l’article 6 ? 1 de la Convention et de condamner l’Etat italien au paiement d’au moins 3 000 000 ITL (1 549,37 EUR) ? titre de dommage mat?riel et 24 000 000 ITL (12 394,96 EUR) ? titre de dommage moral.
14. Par une d?cision du 28 janvier 2002, dont le texte fut d?pos? au greffe le 2 f?vrier 2002, la cour d’appel consid?ra la proc?dure jusqu’au 1er avril 1996 et constata le d?passement d’un d?lai raisonnable. Elle accorda au requ?rant 2 585 EUR en ?quit? comme r?paration du dommage moral uniquement, ainsi que 1 027 EUR pour frais et d?pens. Cette d?cision acquit l’autorit? de chose jug?e au plus tard le 19 mars 2003.
15. Le requ?rant ne se pourvut pas en cassation au motif que le rem?de pouvait ?tre introduit seulement pour des questions de droit. Le 17 septembre 2002, il pria la Cour de reprendre l’examen de sa requ?te.
16. Les sommes accord?es en ex?cution de la d?cision Pinto furent pay?es ? une date qui n’a pas ?t? pr?cis?e.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
17. Le droit et la pratique internes pertinents concernant la dur?e des proc?dures figurent dans l’arr?t Cocchiarella c. Italie ([GC], no 64886/01, ?? 23-31, CEDH 2006-…).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 DE LA CONVENTION
18. Le requ?rant se plaint de la dur?e de la proc?dure civile et consid?re d?risoire le montant obtenu dans le cadre de la proc?dure ? Pinto ?.
19. Le Gouvernement s’oppose ? cette th?se.
20. L’article 6 ? 1 de la Convention est ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
A. Sur la recevabilit?
21. Le Gouvernement soul?ve une exception de non-?puisement des voies de recours internes en affirmant que le requ?rant ne s’est pas pourvu en cassation.
22. La Cour, eu ?gard ? sa jurisprudence en la mati?re (Cocchiarella c. Italie, pr?cit?), rejette cet argument du Gouvernement.
Apr?s avoir examin? les faits de la cause et les arguments des parties, la Cour estime, ? lumi?re de la jurisprudence ?tablie en la mati?re (entre autres, Delle Cave et Corrado c. Italie, no 14626/03, ?? 26-31, 5 juin 2007), que le redressement s’est r?v?l? insuffisant et que le requ?rant peut toujours se pr?tendre ? victime ? au sens de l’article 34 de la Convention.
23. La Cour constate que ce grief n’est pas manifestement mal fond? au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention et ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?.
B. Sur le fond
24. Quant ? la dur?e de la proc?dure, la Cour estime que la p?riode ? consid?rer s’?tend du 2 octobre 1986, jour de l’assignation du requ?rant par l’IPAS devant le juge d’instance de Rome, jusqu’au 1er avril 1996, date du d?p?t du jugement du tribunal de Rome. Elle a donc dur? neuf ans et six mois pour deux degr?s de juridiction.
25. La Cour rel?ve que la cour d’appel de P?rouse a ?valu? la dur?e de la proc?dure jusqu’? la date du d?p?t du jugement du tribunal de Rome, soit le 1er avril 1996. Partant une p?riode de plus de onze ans et neuf mois (ayant du 01/04/1996 au 22/01/2008, date des derni?res informations re?ues par le requ?rant) n’a pas pu ?tre prise en consid?ration par la cour d’appel. Toutefois, elle note que le requ?rant avait la possibilit? de saisir ? nouveau la cour d’appel pour faire appliquer la nouvelle jurisprudence de la Cour de cassation du 26 janvier 2004 (voir arr?t no 1339) et que la dur?e restante de onze ans et neuf mois ?tait en soi largement suffisante pour constituer une seconde violation de la m?me proc?dure (voir Rotondi c. Italie, no 38113/97, ?? 14-16, 27 avril 2000 et S.A.GE.MA S.N.C. c. Italie, no 40184/98, ?? 12-14, 27 avril 2000).
Partant la Cour estime que, puisque le requ?rant pouvait se pr?valoir de la nouvelle jurisprudence afin d’obtenir un second constat de violation, il n’y a pas lieu d’examiner la proc?dure dans son ensemble mais uniquement la dur?e ayant fait l’objet d’un examen par la cour d’appel ? Pinto ? (voir Gattuso c. Italie (d?c.), no 24715/04, 18 novembre 2004).
26. Apr?s avoir examin? les faits ? la lumi?re des informations fournies par les parties, et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime qu’en l’esp?ce, la dur?e de la proc?dure litigieuse est excessive et ne r?pond pas ? l’exigence du ? d?lai raisonnable ?.
27. Partant, il y a eu violation de l’article 6 ? 1 de la Convention.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DES ARTICLES 1 DU PROTOCOLE No 1 ET 13 DE LA CONVENTION
28. Le requ?rant se plaint, d’une part, que du fait de la dur?e de la proc?dure civile il n’a pu obtenir le recouvrement de sa cr?ance et, d’autre part, de ne pas avoir dispos? d’un recours effectif. Il en inf?re une violation des articles 1 du Protocole no 1 et 13 de la Convention.
29. Le Gouvernement s’oppose ? cette th?se.
30. Ces articles sont ainsi libell?s :
Article 1 du protocole no 1
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
Article 13
? Toute personne dont les droits et libert?s reconnus dans la pr?sente Convention ont ?t? viol?s a droit ? l’octroi d’un recours effectif devant une instance nationale, alors m?me que la violation aurait ?t? commise par des personnes agissant dans l’exercice de leurs fonctions officielles. ?
A. Sur la recevabilit?
31. Se r?f?rant notamment ? l’arr?t F.L. contre Italie (no 25639/94, 20 d?cembre 2001), le Gouvernement affirme que l’impossibilit? de recouvrer la cr?ance n’est pas imputable aux autorit?s.
La Cour se borne ? rappeler que dans l’arr?t F.L., ? juste titre cit? par le Gouvernement, elle a conclu ? la non violation de l’article 1 du Protocole no 1 de la Convention au motif que ? (…) la cause principale du retard dans le paiement de la cr?ance du requ?rant n’est pas la longueur ou la nature de la proc?dure de liquidation, mais plut?t le manque de ressources financi?res du d?biteur et les difficult?s de r?cup?rer ses cr?ances, des circonstances qu’on ne saurait mettre ? la charge de l’Etat. Ce dernier n’a donc pas enfreint (…) l’?quilibre qui doit exister en la mati?re entre la protection du droit des particuliers au respect de leurs biens et les exigences de l’int?r?t g?n?ral ? (F.L. c. Italie, pr?cit?, ? 34). En l’esp?ce, il n’y a aucune raison de s’?carter de cette conclusion. Partant, le grief en question est manifestement mal fond? et doit ?tre rejet? conform?ment aux dispositions de l’article 35 ? 4 de la Convention.
32. Quant au grief tir? de l’article 13 de la Convention, aux termes de la jurisprudence de la Cour, cet article ne saurait s’interpr?ter comme exigeant un recours interne pour tout grief, aussi injustifi? soit-il, qu’un individu peut pr?senter sur le terrain de la Convention: il doit s’agir d’un grief d?fendable au regard de celle-ci (Boyle et Rice c. Royaume-Uni, arr?t du 24 avril 1988, s?rie A no 131, p. 23, ? 52).
Dans la pr?sente affaire, la Cour vient de conclure que le grief du requ?rant tir? de l’article 1 du Protocole no 1 de la Convention est manifestement mal fond?. Or, les consid?rations sur les ?l?ments de fait qui ont amen? la Cour ? ?carter ce grief l’am?nent ? conclure, sous l’angle de l’article 13, que l’on n’?tait pas en pr?sence de grief d?fendable (voir, par exemple et parmi beaucoup d’autres, Walter c. Italie (d?c.), no 18059/06, 11 juillet 2006, et Alessandro Giusto, Maria Chiara Bornacin et V. contre l’Italie (d?c.), no 38972/06, 15 mai 2007). L’article 13 ne trouve donc pas ? s’appliquer.
33. Il s’ensuit que le grief tir? de l’article 13 est incompatible ratione materiae avec les dispositions de la Convention au sens de l’article 35 ? 3 et doit ?tre rejet? en application de l’article 35 ? 4.
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
34. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
35. Le requ?rant r?clame la somme de 9 809 EUR au titre de pr?judice moral en raison de la dur?e de la proc?dure principale. De plus, en raison de l’impossibilit? prolong?e de r?cup?rer sa cr?ance, il demande 5 000 EUR pour dommage moral, ainsi que l’?quivalent de cette cr?ance, 5 995,77 EUR, en r?paration du dommage mat?riel.
36. Le Gouvernement demande ? la Cour de ne pas tenir compte des ?v?nements qui ne sont pas imputables aux autorit?s publiques.
37. La Cour observe que le montant r?clam? pour pr?judice mat?riel fait l’objet de la proc?dure nationale de liquidation administrative. Par ailleurs, ce montant concerne le grief tir? de l’article 1 du Protocole no 1, que la Cour vient de d?clarer irrecevable (voir ? 31 ci-dessus). Il y a partant lieu de rejeter cette demande.
38. Quant au dommage moral li? ? la violation de l’article 6, la Cour estime qu’elle aurait pu accorder au requ?rant, en l’absence de voies de recours internes et compte tenu de l’enjeu du litige, la somme de 10 000 EUR. Le fait que la cour d’appel de P?rouse ait octroy? au requ?rant 25,8 % de cette somme aboutit ? un r?sultat manifestement d?raisonnable. Par cons?quent, eu ?gard aux caract?ristiques de la voie de recours ? Pinto ? et au fait qu’elle soit tout de m?me parvenue ? un constat de violation, la Cour, compte tenu de la solution adopt?e dans l’arr?t Cocchiarella c. Italie (pr?cit?, ?? 139-142 et 146) et statuant en ?quit?, alloue au requ?rant 1 950 EUR.
B. Frais et d?pens
39. Le requ?rant demande ? la Cour de fixer en equit? le montant du remboursement des frais et d?pens encourus ? Strasbourg.
40. Le Gouvernement n’a pas formul? d’observations ? ce sujet.
41. La Cour rappelle que, selon sa jurisprudence, l’allocation des frais et d?pens au titre de l’article 41 pr?suppose que se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En outre, les frais de justice ne sont recouvrables que dans la mesure o? ils se rapportent ? la violation constat?e (voir, par exemple, Beyeler c. Italie (satisfaction ?quitable) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 mai 2002 ; Sahin c. Allemagne [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII). En l’esp?ce, la Cour estime que dans le cadre de la pr?paration de la pr?sente requ?te, certains frais ont d? ?tre encourus. D?s lors, statuant en ?quit?, elle juge raisonnable d’octroyer 2 000 EUR ? ce titre.
C. Int?r?ts moratoires
42. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable quant au grief tir? de la dur?e excessive de la proc?dure et irrecevable pour le surplus ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 6 ?1 de la Convention ;
3. Dit
a) que l’Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, les somme suivantes :
i. 1 950 EUR (mille neuf cent cinquante euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t, pour dommage moral ;
ii. 2 000 EUR (deux mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t par le requ?rant, pour frais et d?pens ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 8 juillet 2008 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Sally Doll? Fran?oise Tulkens
Greffi?re Pr?sidente

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