AFFAIRE PROCACCIANTI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE PROCACCIANTI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 46967/99/2001
Stato: Italia
Data: 2001-03-01 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; non luogo a procedere ad esaminare P1-1; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso oneri e spese – procedimento della Convenzione
SECONDA SEZIONE
CAUSA PROCACCIANTI C. ITALIA
( Richiesta n? 46967/99)
SENTENZA
STRASBURGO
1 marzo 2001
DEFINITIVO
01/06/2001
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma prima dell’uscita della sua versione definitiva.

Nella causa Procaccianti c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. A.B. Baka, presidente,
B. Conforti, G. Bonello, la Sig.ra V. Str??nick?, il
Sig. P. Lorenzen, la Sig.ra Sig. Tsatsa-Nikolovska,.
Il Sig. E. Levits, giudici,
e del Sig. E. Fribergh, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 8 febbraio 2001,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta diretta contro la Repubblica italiana e in cui dei cittadini italiani, Sigg. A. e G. P. (“i richiedenti”), avevano investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo il 28 ottobre 1997 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). La richiesta ? stata registrata il 22 marzo 1999 sotto il numero di pratica 46967/99. I richiedenti sono rappresentati da V. C., avvocato a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, e dal suo coagente, il Sig. V. Esposito.
2. La Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile il 2 marzo 2000.
IN FATTO
3. Il 7 aprile 1992, i richiedenti citarono i Sigg. B. e R. dinnanzi al tribunale di Roma per ottenere risarcimento dei danni subiti in seguito ad un incendio sopraggiunto nella rimessa dei convenuti, provocando dei danni al loro appartamento.
4. Il collocamento in stato della causa cominci? il 20 maggio 1992. Il 25 marzo 1993, il giudice nomin? un perito che prest? giuramento il 23 dicembre 1993. A questa data, la compagnia di assicurazioni M. fu messa in causa. L’udienza del 5 maggio 1994 fu consacrata al deposito alla cancelleria di documenti. Il 27 ottobre 1994, l’udienza fu rinviata per permettere alle parti di esaminare il rapporto di perizia. Il 15 maggio 1995, il giudice rinvi? la causa all? 11 aprile 1996 perch? questo giorno gli avvocati erano in sciopero.
5. Il 6 febbraio 1997, le parti presentarono le loro conclusioni. L’udienza di arringhe fu fissata al 20 ottobre 1999.
6. Nel frattempo, la causa fu assegnata al collegio di magistrati incaricati di trattare le cause pi? vecchie, sezione stralcio. Le sezioni stralci, composte da un giudice titolare, in qualit? di presidente, e da due giudici onorari, sono state create in virt? dell’articolo 90 della legge n? 353/1990, come modificato dalla legge n? 534/1995, per assorbire gli arretrati delle cause pendenti dinnanzi alle giurisdizioni civili. All’udienza del 3 maggio 2000 il giudice fiss? l’udienza per la presentazione delle conclusioni al 5 luglio 2000. Venuto il giorno, il giudice fiss? un termine di ottanta giorni per il deposito delle osservazioni in risposta.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
7. I richiedenti adducono che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulato,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale (?) che decider? (?) delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile (?)”
8. Il Governo si oppone a questa tesi.
9. Il periodo da considerare ? cominciato il 7 aprile 1992 e era ancora pendente al 23 settembre 2000.
10. Era gi? a questa data durato pi? di otto anni ed otto mesi per un’istanza.
11. La Corte ricorda di avere constatato in quattro sentenze dal 28 luglio 1999 (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione risultante da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la Corte constata simile trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
12. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
13. I richiedenti si lamentano anche del fatto che la lunghezza del procedimento controverso ha recato offesa al diritto al rispetto dei loro beni come garantito dall’articolo 1 del Protocollo n? 1.
14. Avuto riguardo della constatazione relativa all’articolo 6 ? 1, paragrafo 12 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione di questa disposizione (vedere la sentenza Zangh? c. Italia del 19 febbraio 1991, serie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
15. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo mperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. DANNO
16. I richiedenti richiedono 70 000 000 di lire italiane (ITL) a titolo del danno morale che avrebbero subito.
17. La Corte considera che c’? luogo di concedere ad ogni richiedente 20 000 000 ITL a titolo del danno morale.
B. ONERI E SPESE
18. I richiedenti si rimettono alla valutazione della Corte in quanto agli oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
19. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese se non nella misura in cui si trovano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso (vedere, per esempio, la sentenza Bottazzi precitata, ? 30). Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei criteri suddetti, la Corte stima ragionevole la somma di 2 000 000 ITL per il procedimento dinnanzi alla Corte e l’accorda ad ogni richiedente.
C. INTERESSI MORATORI
20. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza era del 3,5% l’anno.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo n? 1;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare ad ogni richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza ? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 20 000 000 (venti milioni) di lire italiane per danno morale e 2 000 000 (due milioni) di lire italiane per oneri e spese;
b) che questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice del 3,5% l’anno a contare dalla scadenza di questo termine e fino al versamento;
4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 1 marzo 2001, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Erik Fribergh Andr?s Baka
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Non-lieu ? examiner P1-1 ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement frais et d?pens – proc?dure de la Convention
DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE PROCACCIANTI c. ITALIE
(Requ?te n? 46967/99)
ARR?T
STRASBOURG
1er mars 2001
D?FINITIF
01/06/2001
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme avant la parution de sa version d?finitive.

En l?affaire Procaccianti c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. A.B. Baka, pr?sident,
B. Conforti,
G. Bonello,
Mme V. Str??nick?,
M. P. Lorenzen,
Mme M. Tsatsa-Nikolovska.
M. E. Levits, juges,
et de M. E. Fribergh, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 8 f?vrier 2001,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique italienne et dont des ressortissants italiens, MM. A. et G. P. (? les requ?rants ?), avaient saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme le 28 octobre 1997 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). La requ?te a ?t? enregistr?e le 22 mars 1999 sous le num?ro de dossier 46967/99. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me V. C., avocat ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et par son coagent, M. V. Esposito.
2. La Cour a d?clar? la requ?te recevable le 2 mars 2000.
EN FAIT
3. Le 7 avril 1992, les requ?rants assign?rent MM. B. et R. devant le tribunal de Rome afin d?obtenir r?paration des dommages subis suite ? un incendie survenu dans le garage des d?fendeurs, entra?nant des d?g?ts ? leur appartement.
4. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 20 mai 1992. Le 25 mars 1993, le juge nomma un expert, qui pr?ta serment le 23 d?cembre 1993. A cette date, la compagnie d?assurances M. fut mise en cause. L?audience du 5 mai 1994 fut consacr?e au d?p?t au greffe de documents. Le 27 octobre 1994, l?audience fut report?e pour permettre aux parties d?examiner le rapport d?expertise. Le 15 mai 1995, le juge ajourna l?affaire au 11 avril 1996 car ce jour-l? les avocats faisaient gr?ve.
5. Le 6 f?vrier 1997, les parties pr?sent?rent leurs conclusions. L?audience de plaidoiries fut fix?e au 20 octobre 1999.
6. Entre temps, l’affaire fut attribu?e au coll?ge de magistrats charg? de traiter les affaires les plus anciennes (sezione stralcio). Les sezioni stralcio, compos?es d?un juge titulaire, en qualit? de pr?sident, et de deux juges honoraires, ont ?t? cr?es en vertu de l?article 90 de la loi n? 353/1990 (tel que modifi? par la loi n? 534/1995) afin d?absorber l?arri?r? d?affaires pendantes devant les juridictions civiles. A l?audience du 3 mai 2000 le juge fixa l?audience pour la pr?sentation des conclusions au 5 juillet 2000. Le jour venu, le juge fixa un d?lai de quatre-vingt jours pour le d?p?t des observations en r?ponse.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
7. Les requ?rants all?guent que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (?) qui d?cidera (?) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (?) ?
8. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
9. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 7 avril 1992 et ?tait encore pendante au 23 septembre 2000.
10. Elle avait ? cette date d?j? dur? plus de huit ans et huit mois pour une instance.
11. La Cour rappelle avoir constat? dans de nombreux arr?ts (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
12. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1
13. Les requ?rants se plaignent ?galement de ce que la longueur de la proc?dure litigieuse a port? atteinte au droit au respect de leurs biens tel que garanti par l?article 1 du Protocole n? 1.
14. Eu ?gard au constat relatif ? l?article 6 ? 1 (paragraphe 12 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de cette disposition (voir l?arr?t Zangh? c. Italie du 19 f?vrier 1991, s?rie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
15. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. DOMMAGE
16. Les requ?rants r?clament 70 000 000 lires italiennes (ITL) au titre du pr?judice moral qu?ils auraient subis.
17. La Cour consid?re qu?il y a lieu d?octroyer ? chaque requ?rant 20 000 000 ITL au titre du pr?judice moral.
B. FRAIS ET D?PENS
18. Les requ?rants s?en remettent ? l??valuation de la Cour quant aux frais et d?pens encourus devant la Cour.
19. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (voir, par exemple, l?arr?t Bottazzi pr?cit?, ? 30). En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour estime raisonnable la somme de 2 000 000 ITL pour la proc?dure devant la Cour et l?accorde ? chaque requ?rant.
C. INT?R?TS MORATOIRES
20. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t ?tait de 3,5 % l?an.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 1 du Protocole n? 1 ;
3. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser ? chaque requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t est devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 20 000 000 (vingt millions) lires italiennes pour dommage moral et 2 000 000 (deux millions) lires italiennes pour frais et d?pens ;
b) que ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple de 3,5 % l?an ? compter de l?expiration de ce d?lai et jusqu?au versement ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 1er mars 2001, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Erik Fribergh Andr?s Baka
Greffier Pr?sident

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