AFFAIRE MAZZOLENI ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MAZZOLENI ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 51655/99/2001
Stato: Italia
Data: 2001-12-11 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; non luogo a procedere ad esaminare P1-1; Danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Oneri e spese (procedimento nazionale) – domanda respinta; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
SECONDA SEZIONE
CAUSA MAZZOLENI ED ALTRI C. ITALIA
( Richiesta n? 51655/99)
SENTENZA
STRASBURGO
11 dicembre 2001
DEFINITIVO
11/03/2002
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Mazzoleni ed altri c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. J. – P. Costa, presidente,
L. Loucaides, C. B?rsan, K. Jungwiert, V. Butkevych, la Sig.ra A. Mularoni, giudici, il
Sig. L. Ferrari Bravo, giudice ad hoc, e della Sig.ra S. Doll?, cancelliera di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 20 novembre 2001,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta diretta contro la Repubblica italiana e in cui dei cittadini italiani, Sigg. F. M, F. G., G. S., S. R. e R. V. (“i richiedenti”), avevano investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo il 14 gennaio 1998 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). La richiesta ? stata registrata il 6 ottobre 1999 sotto il numero di pratica 51655/99. I richiedenti sono rappresentati da R. V. e F. U., avvocati a Bergamo. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, e dal suo coagente, il Sig. V. Esposito.
2. La Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile il 13 febbraio 2001.
IN FATTO
3. Il 9 ottobre 1993, il presidente del tribunale di Bergamo ingiunse ai richiedenti di pagare 33 952 821 di lire italiane alla societ? pi? un’indennit? contemplata nel contratto e negli oneri dovuti in seguito alla risoluzione di contratti di leasing. Questa ingiunzione di pagare fu notificata ai richiedenti il 4 novembre 1993 e questi si opposero dinnanzi al tribunale di Bergamo il 19 novembre 1993.
4. Il collocamento in stato della causa cominci? il 15 dicembre 1993. Delle cinque udienze fissate tra il 30 giugno 1994 ed il 4 aprile 1996, due furono rinviate d?ufficio, una perch? in questa giornata gli avvocati erano in sciopero, una fu consacrata al deposito di documenti ed una fu rimessa per permettere alle parti di presentare le loro conclusioni; il che venne fatto il 10 aprile 1997.
5. L’udienza di arringhe dinnanzi alla camera competente fu fissata al 29 marzo 2001 ma, secondo le informazione fornite dal richiedente, non aveva ancora avuto luogo al 30 agosto 2001.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
6. I richiedenti adducono che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulata,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
7. Il Governo si oppone a questa tesi.
8. Il periodo da considerare ? cominciato il 19 novembre 1993 ed il procedimento era ancora pendente al 30 agosto 2001.
9. Era a questa data durato pi? di sette anni e nove mesi per un’istanza.
10. La Corte ricorda di avere constatato in numerose sentenze (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione risultante da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la Corte constata simile trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
11. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
12. I richiedenti si lamentano anche del fatto che la lunghezza del procedimento controverso ha recato offesa al diritto al rispetto dei loro beni come garantito con l’articolo 1 del Protocollo n? 1.
13. Il Governo contesta questa tesi.
14. Avuto riguardo alla constatazione relativa all’articolo 6 ? 1, paragrafo 11 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stata, nello specifico, violazione di questa disposizione (vedere la sentenza Zangh? c. Italia del 19 febbraio 1991, serie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
15. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
16. I richiedenti richiedono 50 000 000 di lire italiane (ITL) a titolo del danno materiale e morale che avrebbero subito.
17. La Corte non vede legame di causalit? tra la violazione constatata ed il danno materiale addotto e respinge questa domanda. In compenso, considera che c’? luogo di concedere ad ogni richiedente 8 000 euro (EUR) a titolo del danno giuridico.
B. Oneri e spese
18. I richiedenti chiedono anche 13 816 000 ITL per oneri e spese incorsi dinnanzi alle giurisdizioni interne e per quelli incorsi dinnanzi alla Corte.
19. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese se non nella misura in cui si trovano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso (vedere, per esempio, la sentenza Bottazzi precitata, ? 30). Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei criteri suddetti, la Corte respinge la domanda relativa agli oneri e spese del procedimento nazionale, stima ragionevole la somma di 2 000 EUR per il procedimento dinnanzi alla Corte e l’accorda ad ogni richiedente.
C. Interessi moratori
20. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza era del 3,5% l’anno.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza derivata dell’articolo 1 del Protocollo n?1;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare ad ogni richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza ? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 8 000 (ottomila) euro per danno morale e 2 000 (duemila) euro per oneri e spese;
b) che questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice del 3,5% l’anno a contare dalla scadenza di questo termine e fino al versamento;
4. Respinge le domande di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 11 dicembre 2001, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S. Doll? J. – P. Costa
Cancelliera Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Non-lieu ? examiner P1-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Frais et d?pens (proc?dure nationale) – demande rejet?e ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE MAZZOLENI ET AUTRES c. ITALIE
(Requ?te n? 51655/99)
ARR?T
STRASBOURG
11 d?cembre 2001
D?FINITIF
11/03/2002
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Mazzoleni et autres c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. J.-P. Costa, pr?sident,
L. Loucaides,
C. B?rsan,
K. Jungwiert,
V. Butkevych,
Mme A. Mularoni, juges,
M. L. Ferrari Bravo, juge ad hoc,
et de Mme S. Doll?, greffi?re de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 20 novembre 2001,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique italienne et dont des ressortissants italiens, MM. F. M, F. G., G. S.i, Stefano R. et R. V. (? les requ?rants ?), avaient saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme le 14 janvier 1998 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). La requ?te a ?t? enregistr?e le 6 octobre 1999 sous le num?ro de dossier 51655/99. Les requ?rants sont repr?sent?s par Mes R. V. et F. U., avocats ? Bergame. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et par son coagent, M. V. Esposito.
2. La Cour a d?clar? la requ?te recevable le 13 f?vrier 2001.
EN FAIT
3. Le 9 octobre 1993, le pr?sident du tribunal de Bergame enjoignit aux requ?rants de payer ? la soci?t? 33 952 821 lires italiennes plus une indemnit? pr?vue dans le contrat et des frais dus suite ? la r?siliation de contrats de leasing. Cette injonction de payer fut notifi?e aux requ?rants le 4 novembre 1993 et ceux-ci firent opposition devant le tribunal de Bergame le 19 novembre 1993.
4. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 15 d?cembre 1993. Des cinq audiences fix?es entre le 30 juin 1994 et le 4 avril 1996, deux furent report?es d?office, une car ce jour-l? les avocats faisaient gr?ve, une fut consacr?e au d?p?t de documents et une fut remise pour permettre aux parties de pr?senter leurs conclusions ; ce qu?elles firent le 10 avril 1997.
5. L?audience de plaidoiries devant la chambre comp?tente fut fix?e au 29 mars 2001 mais, selon les informations fournies par le requ?rant, elle n?avait encore eu lieu au 30 ao?t 2001.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
6. Les requ?rants all?guent que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
7. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
8. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 19 novembre 1993 et la proc?dure ?tait encore pendante au 30 ao?t 2001.
9. Elle avait ? cette date dur? plus de sept ans et neuf mois pour une instance.
10. La Cour rappelle avoir constat? dans de nombreux arr?ts (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
11. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1
12. Les requ?rants se plaignent ?galement de ce que la longueur de la proc?dure litigieuse a port? atteinte au droit au respect de leurs biens tel que garanti par l?article 1 du Protocole n? 1.
13. Le Gouvernement conteste cette th?se.
14. Eu ?gard au constat relatif ? l?article 6 ? 1 (paragraphe 11 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de cette disposition (voir l?arr?t Zangh? c. Italie du 19 f?vrier 1991, s?rie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
15. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
16. Les requ?rants r?clament 50 000 000 lires italiennes (ITL) au titre du pr?judice mat?riel et moral qu?ils auraient subis.
17. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et le dommage mat?riel all?gu? et rejette cette demande. En revanche, elle consid?re qu?il y a lieu d?octroyer ? chaque requ?rant 8 000 euros (EUR) au titre du pr?judice moral.
B. Frais et d?pens
18. Les requ?rants demandent ?galement 13 816 000 ITL pour les frais et d?pens encourus devant les juridictions internes et pour ceux encourus devant la Cour.
19. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (voir, par exemple, l?arr?t Bottazzi pr?cit?, ? 30). En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour rejette la demande relative aux frais et d?pens de la proc?dure nationale, estime raisonnable la somme de 2 000 EUR pour la proc?dure devant la Cour et l?accorde ? chaque requ?rant.
C. Int?r?ts moratoires
20. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t ?tait de 3,5 % l?an.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 1 du Protocole n?1 ;
3. Dit,
a) que l??tat d?fendeur doit verser ? chaque requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t est devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 8 000 (huit mille) euros pour dommage moral et 2 000 (deux mille) euros pour frais et d?pens ;
b) que ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple de 3,5 % l?an ? compter de l?expiration de ce d?lai et jusqu?au versement ;
4. Rejette les demandes de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 11 d?cembre 2001, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S. Doll? J.-P. Costa
Greffi?re Pr?sident

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