AFFAIRE MAIO c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MAIO c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli:
Numero: 24886/03/2008
Stato: Italia
Data: 2008-03-18 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

SECONDA SEZIONE
CAUSA MAIO C. ITALIA
( Richiesta no 24886/03)
SENTENZA
STRASBURGO
18 marzo 2008
DEFINITIVO
18/06/2008
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Maio c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
Francesca Tulkens, presidentessa, Antonella Mularoni, Riza T?rmen, Vladimiro Zagrebelsky, Danute Jociene, Dragoljub Popovi?, Andr?s Saj?, giudici,
e di Sally Doll?, cancelliera di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 26 febbraio 2008,
Rende la sentenza che ha, adottata in questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 24886/03) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. D. M (“il richiedente”), ha investito la Corte il 22 marzo 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato da L. C., avvocato a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 29 maggio 2007, la Corte ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi delle disposizioni dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. Il richiedente ? nato nel 1947 e ha risieduto a Benevento.
5. Era il proprietario di un terreno edificabile ubicato a Benevento e registrato al catasto (foglio 42, appezzamenti 126 e 855).
1. L’occupazione del terreno ed il procedimento di indennizzo
6. Con un’ordinanza del 13 novembre 1984, la municipalit? di Benevento approv? il progetto di costruzione di una strada su una parte del terreno del richiedente, ossia circa 496 metri quadrati.
7. Il 13 luglio 1985, la municipalit? autorizz? l’occupazione di emergenza di questa parte di terreno in vista della sua espropriazione. Il terreno fu occupato il 30 ottobre 1985 ed i lavori di costruzione si conclusero il 23 novembre 1987.
8. Il 26 luglio 1985, la municipalit? autorizz? l’occupazione di emergenza di un’altra parte del terreno, ossia circa 1 180 metri quadrati, in vista di realizzare altri lavori pubblici. Il 25 luglio 1986, la municipalit? procedette all’occupazione materiale del terreno ed inizi? i lavori di costruzione che si conclusero il 23 luglio 1990.
9. Con un atto di citazione notificato il 7 giugno 1991, il richiedente introdusse un’azione di danno-interessi contro la municipalit? dinnanzi al tribunale di Benevento. Faceva valere che l’occupazione del terreno era illegale al motivo che si era prolungata al di l? del termine autorizzato e che i lavori di costruzione si erano conclusi senza che si fosse proceduto all’espropriazione ed al pagamento di un’indennit?.
10. Delle diciannove udienze fissate tra l? 11 luglio 1991 ed il 20 maggio 2002, nove furono rinviate su richiesta delle parti o in ragione della loro mancanza. All’udienza del 20 maggio 2002, il giudice, avendo constatato la seconda mancanza consecutiva degli interessati, cancell? la causa dal ruolo conformemente all’articolo 309 del codice di procedimento civile.
2. L’accordo tra il richiedente e le amministrazioni
11. Nel frattempo, la municipalit? effettu? una proposta di accordo amichevole, che prevedeva il versamento di 76 480 468 ITL il 2 giugno 2000, (39 500 EUR circa) a titolo di indennit? di occupazione, di risarcimento per la perdita della propriet? e di risarcimento per la perdita del valore del restante del terreno del richiedente.
Il richiedente ha fatto sapere che, il 31 luglio 2000, accettava l’offerta dell’amministrazione. Questa transazione provocava, da parte dell’interessato, la rinuncia ad ogni pretesa in rapporto con l’espropriazione del terreno controverso.
3. Il procedimento “Pinto”
12. Con un ricorso depositato il 17 aprile 2002, il richiedente invest? la corte di appello di Roma ai sensi della legge no 89 del 24 marzo 2001, detta “legge Pinto”, per lamentarsi della durata del procedimento dinnanzi al tribunale di Benevento. Chiese alla corte di appello di dire che c’era stata una violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione e di condannare lo stato italiano al versamento di 12 000 EUR a titolo di risarcimento dei danni subiti.
13. Con una decisione depositata presso la cancelleria il 22 aprile 2003, la corte di appello constat? il superamento di una durata ragionevole. Respinse l?istanza relativa al danno materiale al motivo che questa non era supportata, accord? 1 400 EUR come risarcimento del danno morale, 500 EUR per oneri e spese nel procedimento nazionale e 700 EUR per oneri e spese dinnanzi alla Corte di Strasburgo.
14. Risulta dalla pratica che questa decisione fu notificata all’amministrazione il 24 dicembre 2003 ed acquis? l’autorit? della cosa giudicata il 23 febbraio 2004.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNI PERTINENTI
15. Il diritto e le pratica interni pertinenti figurano nella sentenza Cocchiarella c. Italia ([GC], no 64886/01, ?? 23-31, CEDH 2006 -…).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
16. Invocando l’articolo 1 del Protocollo no 1, il richiedente si lamenta di essere stato privato del suo bene in modo incompatibile col suo diritto al rispetto dei beni. La disposizione invocata ? formulata cos?:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale. “
17. Il Governo oppone a questa tesi.
Sull’ammissibilit?
18. La Corte stima che, nel suo esame dell’ammissibilit? della richiesta, deve tenere anche conto della transazione intervenuta il 13 luglio 2000, quando il procedimento era ancora pendente dinnanzi al tribunale di Benevento. Osserva in particolare che questa transazione contemplava la rinuncia a ogni altra pretesa passata, reale o futura in rapporto con l’espropriazione di suddetto terreno.
19. Una delle condizioni di ammissibilit? di una richiesta introdotta in virt? dell’articolo 34 della Convenzione ? che all’epoca considerata, cio? quella in cui la Corte esamina la richiesta, il richiedente possa definirsi vittima di un’azione o di un’omissione che ha infranto il diritto che gli riconosce la Convenzione (Amuur c. Francia, sentenza del 25 giugno 1996, Raccolta, 1996-III, p. 846, ? 36).
20. Agli occhi della Corte, l’ordinamento transazionale concluso sul piano nazionale ha avuto per effetto pratico di soddisfare in una grande misura le rivendicazioni formulate dal richiedente sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Inoltre, il richiedente non ha agito sotto la costrizione quando ha rinunciato alla possibilit? di ottenere, all’occorrenza, un indennizzo pi? elevato ed un giudizio al merito (vedere, a contrario, Carbonara e Ventura c. Italia, sentenza del 30 maggio 2000, ECHR 2000, ?? 43, 44). Per questo fatto, il richiedente ha deciso la controversia amichevolmente e non ha potuto pi? definirsi vittima della violazione invocata (Giacometti ed altri c. Italia (d?c.), no 34939/97, 8 novembre 2001, CEDH 2001-XII; Guerrera e Fusco c. Italia no 40601/98, 3 aprile 2003; Folcheri c. Italia, no 61839/00 (d?c.) del 3 giugno 2004; Cal? ed altri c. Italia (radiazione), no 52332/99, 19 maggio 2005).
21. Perci?, conviene respingere questa parte della richiesta come essendo manifestamente male fondata, ai sensi dell’articolo 35 ?? 3 e 4 della Convenzione.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
22. Il richiedente si lamenta della durata del procedimento dinnanzi al tribunale di Benevento. Dopo avere tentato il “procedimento Pinto”, il richiedente considera che l’importo accordato dalla corte di appello a titolo di danno morale non sia sufficiente per riparare il danno causato dalla violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione che si legge cos?:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale che decider?, delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
23. Il Governo contesta questa tesi.
A. Sull’ammissibilit?
Requisito di “vittima”
24. Per sapere se un richiedente pu? definirsi “vittima” ai sensi dell’articolo 34 della Convenzione, c’? luogo prima di tutto di esaminare se le autorit? nazionali hanno riconosciuto e poi riparato in modo adeguato e sufficiente la violazione controversa (vedere, tra altri, Delle Cave e Corrado c. Italia, precitata, ?? 25-31; Cocchiarella c. Italia, precitata, ?? 69 ? 98).
25. La Corte, dopo avere esaminato l’insieme dei fatti della causa e gli argomenti delle parti, considera che la correzione si ? rivelata insufficiente e che il richiedente pu? sempre definirsi “vittima” ai sensi dell’articolo 34 della Convenzione.
26. La Corte constata che questo motivo di appello non ? manifestamente male fondato ai sensi dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione e incontra nessuno altro motivo di inammissibilit?.
B. Sul merito
27. La Corte stima che il periodo da considerare ? cominciato il 7 giugno 1991, con la citazione della municipalit? dinnanzi al tribunale di Benevento, per concludersi il 20 maggio 2002, data della radiazione dal ruolo della causa. ? durato dunque pi? di dieci anni ed undici mesi per un grado di giurisdizione.
28. Dopo avere esaminato i fatti alla luce delle informazioni fornite dalle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia la Corte stima, che nello specifico, la durata del procedimento controverso sia eccessiva e non soddisfi l’esigenza del “termine ragionevole.” Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
29. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
30. Il richiedente richiede 30 000 euro (EUR) a titolo del danno morale che avrebbe subito in ragione della durata eccessiva del procedimento.
31. Il Governo si oppone.
32. La Corte stima che avrebbe potuto accordare al richiedente, in mancanza di vie di ricorso interne e tenuto conto della posta della controversia cos? come dei ritardi imputabili all’interessato, la somma chiesta nella cornice del procedimento Pinto, ossia 12 000 EUR. Il fatto che la corte di appello di Roma abbia concesso al richiedente un po? pi? del 10% di questa somma arriva ad un risultato manifestamente irragionevole. Di conseguenza, avuto riguardo delle caratteristiche della via di ricorso “Pinto” ed al fatto che sia giunta per? ad una constatazione di violazione, la Corte, tenuto conto della soluzione adottata nella sentenza Cocchiarella c. Italia (precitata, ?? 139-142 e 146) e deliberando in equit?, assegna al richiedente 4 000 EUR.
B. Oneri e spese
33. Il richiedente chiede il rimborso di 31 528 EUR per oneri e spese relative al procedimento principale ed al procedimento “Pinto” e si rimette alla saggezza della Corte per quelli sostenuti dinnanzi a lei.
34. Il Governo considera questi importi sproporzionati.
35. La Corte ricorda che, secondo la sua giurisprudenza, il sussidio degli oneri e spese a titolo dell’articolo 41 presuppone che si trovino stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso. Inoltre, gli oneri di giustizia sono recuperabili solamente nella misura in cui si riferiscono alla violazione constatata (vedere, per esempio, Beyeler c. Italia (soddisfazione equa) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 maggio 2002; Sahin c. Germania [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII).
36. In quanto agli oneri e spese dinnanzi alla corte di appello di Roma, la Corte stima ragionevole la somma assegnata dall’istanza interna, tenuto conto della durata e della complessit? del procedimento “Pinto”. Respinge dunque la domanda. Per ci? riguarda il l procedimento dinnanzi al tribunale di Benevento, la Corte constata la mancanza di giustificativi e decide pertanto di non accordare niente. In compenso, c’? luogo di rimborsare al richiedente gli oneri del procedimento a Strasburgo. Deliberando in equit? come esige l’articolo 41 della Convenzione, la Corte concede al richiedente la somma di 2 000 EUR.
C. Interessi moratori
37. La Corte giudica appropriato ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentato di tre punti di percentuale.
CON QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile in quanto al motivo di appello tratto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione ed inammissibile per il surplus;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 4 000 EUR (quattromila euro) per danno giuridico, e 2 000 EUR (duemila euro) per oneri e spese, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 18 marzo 2008, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Sally Doll? Francesca Tulkens
Cancelliera Presidentessa

Testo Tradotto

DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE MAIO c. ITALIE
(Requ?te no 24886/03)
ARR?T
STRASBOURG
18 mars 2008
D?FINITIF
18/06/2008
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Maio c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Fran?oise Tulkens, pr?sidente,
Antonella Mularoni,
Riza T?rmen,
Vladimiro Zagrebelsky,
Danute Jociene,
Dragoljub Popovic,
Andr?s Saj?, juges,
et de Sally Doll?, greffi?re de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 26 f?vrier 2008,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 24886/03) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet ?tat, M. D. M (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 22 mars 2000 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? par Me L. C., avocat ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. Le 29 mai 2007, la Cour a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant des dispositions de l?article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
4. Le requ?rant est n? en 1947 et r?side ? B?n?vent.
5. Il ?tait propri?taire d?un terrain constructible sis ? B?n?vent et enregistr? au cadastre, feuille 42, parcelles 126 et 855.
1. L?occupation du terrain et la proc?dure d?indemnisation
6. Par un arr?t? du 13 novembre 1984, la municipalit? de B?n?vent approuva le projet de construction d?une route sur une partie du terrain du requ?rant, ? savoir environ 496 m?tres carr?s.
7. Le 13 juillet 1985, la municipalit? autorisa l?occupation d?urgence de cette partie de terrain en vue de son expropriation. Le terrain fut occup? le 30 octobre 1985 et les travaux de construction se conclurent le 23 novembre 1987.
8. Le 26 juillet 1985, la municipalit? autorisa l?occupation d?urgence d?une autre partie du terrain, ? savoir environ 1 180 m?tres carr?s, en vue d?y r?aliser d?autres ouvrages publics. Le 25 juillet 1986, la municipalit? proc?da ? l?occupation mat?rielle du terrain et entama les travaux de construction, qui se conclurent le 23 juillet 1990.
9. Par un acte d?assignation notifi? le 7 juin 1991, le requ?rant introduisit une action en dommages-int?r?ts ? l?encontre de la municipalit? devant le tribunal de B?n?vent. Il faisait valoir que l?occupation du terrain ?tait ill?gale au motif qu?elle s??tait prolong?e au-del? du d?lai autoris? et que les travaux de construction s??taient termin?s sans qu?il f?t proc?d? ? l?expropriation et au paiement d?une indemnit?.
10. Des dix-neuf audiences fix?es entre le 11 juillet 1991 et le 20 mai 2002, neuf furent renvoy?es ? la demande des parties ou en raison de leur absence. A l?audience du 20 mai 2002, le juge, ayant constat? la seconde absence cons?cutive des int?ress?s, raya l?affaire du r?le conform?ment ? l?article 309 du code de proc?dure civile.
2. L?accord entre le requ?rant et l?administration
11. Entre-temps, le 2 juin 2000, la municipalit? effectua une proposition d?accord amiable, pr?voyant le versement de 76 480 468 ITL (39 500 EUR environ) ? titre d?indemnit? d?occupation, de d?dommagement pour la perte de la propri?t? et de r?paration pour la perte de valeur du restant du terrain du requ?rant.
Le requ?rant a fait savoir que, le 31 juillet 2000, il accepta l?offre de l?administration. Cette transaction entra?nait, de la part de l?int?ress?, la renonciation ? toute pr?tention en rapport avec l?expropriation du terrain litigieux.
3. La proc?dure ? Pinto ?
12. Par un recours d?pos? le 17 avril 2002, le requ?rant saisit la cour d?appel de Rome au sens de la loi no 89 du 24 mars 2001, dite ? loi Pinto ?, afin de se plaindre de la dur?e de la proc?dure devant le tribunal de B?n?vent. Il demanda ? la cour d?appel de dire qu?il y avait eu une violation de l?article 6 ? 1 de la Convention et de condamner l??tat italien au versement de 12 000 EUR au titre de d?dommagement des pr?judices subis.
13. Par une d?cision d?pos?e au greffe le 22 avril 2003, la cour d?appel constata le d?passement d?une dur?e raisonnable. Elle rejeta la demande relative au dommage mat?riel au motif que celle-ci n??tait pas ?tay?e, accorda 1 400 EUR comme r?paration du dommage moral, 500 EUR pour frais et d?pens dans la proc?dure nationale et 700 EUR pour frais et d?pens devant la Cour de Strasbourg.
14. Il ressort du dossier que cette d?cision fut notifi?e ? l?administration le 24 d?cembre 2003 et acquit l?autorit? de la chose jug?e le 23 f?vrier 2004.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
15. Le droit et la pratique internes pertinents figurent dans l?arr?t Cocchiarella c. Italie ([GC], no 64886/01, ?? 23-31, CEDH 2006-…).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
16. Invoquant l?article 1 du Protocole no 1, le requ?rant se plaint d?avoir ?t? priv? de son bien de mani?re incompatible avec son droit au respect des biens. La disposition invoqu?e est ainsi libell?e :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international. ?
17. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
Sur la recevabilit?
18. La Cour estime que, dans son examen de la recevabilit? de la requ?te, elle doit ?galement tenir compte de la transaction intervenue le 13 juillet 2000, lorsque la proc?dure ?tait encore pendante devant le tribunal de B?n?vent. Elle observe notamment que cette transaction pr?voyait la renonciation ? toute autre pr?tention pass?e, actuelle ou future en rapport avec l?expropriation dudit terrain.
19. L?une des conditions de recevabilit? d?une requ?te introduite en vertu de l?article 34 de la Convention est qu?? l??poque consid?r?e, c?est – ? – dire celle o? la Cour examine la requ?te, le requ?rant puisse se pr?tendre victime d?une action ou d?une omission qui selon lui a enfreint les droit que lui reconna?t la Convention (Amuur c. France, arr?t du 25 juin 1996, Recueil, 1996-III, p. 846, ? 36).
20. Aux yeux de la Cour, le r?glement transactionnel conclu sur le plan national a eu pour effet pratique de satisfaire dans une grande mesure les revendications formul?es par le requ?rant sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1. En outre, le requ?rant n?a pas agi sous la contrainte lorsqu?il a renonc? ? la possibilit? d?obtenir, le cas ?ch?ant, une indemnisation plus ?lev?e et un jugement au fond (voir, a contrario, Carbonara et Ventura c. Italie, arr?t du 30 mai 2000, ECHR 2000, ?? 43, 44). De ce fait, le requ?rant a r?solu le litige ? l?amiable et ne peut plus se pr?tendre victime de la violation invoqu?e (Giacometti et autres c. Italie (d?c.), no 34939/97, 8 novembre 2001, CEDH 2001-XII ; Guerrera et Fusco c. Italie no 40601/98, 3 avril 2003 ; Folcheri c. Italie, no 61839/00, d?c. du 3 juin 2004 ; Cal? et autres c. Italie (radiation), no 52332/99, 19 mai 2005).
21. En cons?quence, il convient rejeter cette partie de la requ?te comme ?tant manifestement mal fond?e, au sens de l?article 35 ?? 3 et 4 de la Convention.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
22. Le requ?rant se plaint de la dur?e de la proc?dure devant le tribunal de B?n?vent. Apr?s avoir tent? la ? proc?dure Pinto ?, le requ?rant consid?re que le montant accord? par la cour d?appel ? titre de dommage moral n?est pas suffisant pour r?parer le dommage caus? par la violation de l?article 6 ? 1 de la Convention, qui se lit ainsi :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
23. Le Gouvernement conteste cette th?se.
A. Sur la recevabilit?
Qualit? de ? victime ?
24. Afin de savoir si un requ?rant peut se pr?tendre ? victime ? au sens de l?article 34 de la Convention, il y a lieu en premier lieu d?examiner si les autorit?s nationales ont reconnu puis r?par? de mani?re appropri?e et suffisante la violation litigieuse (voir, entre autres, Delle Cave et Corrado c. Italie, pr?cit?, ?? 25-31 ; Cocchiarella c. Italie, pr?cit?, ?? 69 – 98).
25. La Cour, apr?s avoir examin? l?ensemble des faits de la cause et les arguments des parties, consid?re que le redressement s?est r?v?l? insuffisant et que le requ?rant peut toujours se pr?tendre ? victime ? au sens de l?article 34 de la Convention.
26. La Cour constate que ce grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention et ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?.
B. Sur le fond
27. La Cour estime que la p?riode ? consid?rer a commenc? le 7 juin 1991, avec l?assignation de la municipalit? devant le tribunal de B?n?vent, pour s?achever le 20 mai 2002, date de la radiation du r?le de l?affaire. Elle a donc dur? plus de dix ans et onze mois pour un degr? de juridiction.
28. Apr?s avoir examin? les faits ? la lumi?re des informations fournies par les parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime qu?en l?esp?ce, la dur?e de la proc?dure litigieuse est excessive et ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention.
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
29. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
30. Le requ?rant r?clame 30 000 euros (EUR) au titre du pr?judice moral qu?il aurait subi en raison de la dur?e excessive de la proc?dure.
31. Le Gouvernement s?oppose.
32. La Cour estime qu?elle aurait pu accorder au requ?rant, en l?absence de voies de recours internes et compte tenu de l?enjeu du litige ainsi que des retards imputables ? l?int?ress?, la somme demand?e dans le cadre de la proc?dure Pinto, soit 12 000 EUR. Le fait que la cour d?appel de Rome ait octroy? au requ?rant un peu plus que 10 % de cette somme aboutit ? un r?sultat manifestement d?raisonnable. Par cons?quent, eu ?gard aux caract?ristiques de la voie de recours ? Pinto ? et au fait qu?elle soit tout de m?me parvenue ? un constat de violation, la Cour, compte tenu de la solution adopt?e dans l?arr?t Cocchiarella c. Italie (pr?cit?, ?? 139-142 et 146) et statuant en ?quit?, alloue au requ?rant 4 000 EUR.
B. Frais et d?pens
33. Le requ?rant demande le remboursement de 31 528 EUR pour frais et d?pens relatifs ? la proc?dure principale et ? la proc?dure ? Pinto ? et s?en remet ? la sagesse de la Cour pour ceux encourus devant elle.
34. Le Gouvernement consid?re ces montants disproportionn?s.
35. La Cour rappelle que, selon sa jurisprudence, l?allocation des frais et d?pens au titre de l?article 41 pr?suppose que se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En outre, les frais de justice ne sont recouvrables que dans la mesure o? ils se rapportent ? la violation constat?e (voir, par exemple, Beyeler c. Italie (satisfaction ?quitable) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 mai 2002 ; Sahin c. Allemagne [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII).
36. Quant aux frais et d?pens devant la cour d?appel de Rome, la Cour estime raisonnable la somme allou?e par l?instance interne, compte tenu de la dur?e et de la complexit? de la proc?dure ? Pinto ?. Elle rejette donc la demande. Pour ce qui est de la proc?dure devant le tribunal de B?n?vent, la Cour constate l?absence de justificatifs et d?cide partant de ne rien accorder. En revanche, il y a lieu de rembourser au requ?rant les frais de la proc?dure ? Strasbourg. Statuant en ?quit? comme le veut l?article 41 de la Convention, la Cour octroie au requ?rant la somme de 2 000 EUR.
C. Int?r?ts moratoires
37. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable quant au grief tir? de l?article 6 ? 1 de la Convention et irrecevable pour le surplus ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
3. Dit,
a) que l??tat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 4 000 EUR (quatre mille euros) pour dommage moral, et 2 000 EUR (deux mille euros) pour frais et d?pens, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 18 mars 2008, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Sally Doll? Fran?oise Tulkens
Greffi?re Pr?sidente

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