AFFAIRE KOKTEPE c. TURQUIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.
Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE KOKTEPE c. TURQUIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, 35, 29, P1-1
Numero: 35785/03/2008
Stato: Turchia
Data: 2008-07-22 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Violazione di P1-1; parzialmente inammissibile; Soddisfazione equa riservata
ANZIANA SECONDA SEZIONE
CAUSA K?KTEPE C. TURCHIA
(Richiesta no 35785/03)
SENTENZA
(merito)
STRASBURGO
22 luglio 2008
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa K?ktepe c. Turchia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, anziana seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
Francesca Tulkens, presidentessa, Antonella Mularoni, Ireneu Cabral Barreto, Riza T?rmen, Vladimiro Zagrebelsky, Danute Jociene, Dragoljub Popovic, giudici,
e di Sally Doll?, cancelliera di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 22 aprile 2008 ed il 17 giugno 2008,
Rende la sentenza che ha adottato in questa ultima data:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 35785/03) diretta contro la Repubblica della Turchia e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. H. I. K. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 17 ottobre 2003 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? stato rappresentato da il Sig. ?., avvocato a ?anakkale. Il governo turco (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente.
3. Il richiedente adduceva la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
4. Il 8 novembre 2005, la Corte ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Come permette l’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
5. Tanto il richiedente che il Governo hanno depositato delle osservazioni scritte complementari (articolo 59 ? 1 dell’ordinamento).
6. Un’udienza si ? svolta in pubblico al Palazzo dei diritti dell’uomo, a Strasburgo, il 22 aprile 2008, articolo 59 ? 3 dell’ordinamento.
Sono comparsi:
-per il Governo
Sigg. A.M. ?zmen, co-agente, H.T. Ceyhan,
A. Demir,
Il Sig.re E. Demir,
A. Em?ler,
V. Sirmen,
S. Pala,
E. Esin,
?. Gazialem,
H. Ardor, consiglieri,;
-per il richiedente
Sig. Sig. ?., consigliere, il Sig. H.I. K., richiedente.
La Corte ha sentito nelle loro dichiarazioni i Sigg. ?zmen e ?..
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
7. Il richiedente ? nato nel 1955 e ha risieduto a ?anakkale.
A. Il procedimento relativo alla qualifica di “dominio forestale pubblica” data al terreno del richiedente
8. Il 30 gennaio 1953, il Tesoro pubblico vendette ad un individuo un terreno di 21 200 m? ubicati a Saricali (?anakkale), su decisone della commissione delle terre (Toprak Komisyonu) del 15 giugno 1952. La vendita si realizz? nella cornice di un programma che aveva per obiettivo di fare aderire i contadini alla propriet?. Il terreno fu iscritto a nome dell’individuo in questione sul registro fondiario (appezzamento no 745); era qualificato come campo agricolo (tarla).
9. Dal 1953 al 1993, il terreno cambi? proprietario in quattro riprese. Il 26 luglio 1993, il richiedente l?acquis?. Come ai tre acquirenti precedenti, un titolo di propriet? gli fu rimesso dalla Direzione generale dei titoli e dal catasto.
10. Il 24 agosto 1990, la commissione catastale aveva proceduto nel frattempo, alla delimitazione della dominio forestale pubblica, misura alla conclusione della quale questo appezzamento era stato, in parte (la parte nord, segnalata sugli schizzi coi punti 20 a 24) integrato nei limiti della dominio forestale pubblica. Secondo gli elementi della pratica,lei conclusioni della commissione erano state rese pubbliche il 19 novembre 1990, ma all’epoca nessuna menzione era stata portata sul registro fondiario.
11. Il 17 luglio 1996, il richiedente investe la corte d’appello di ?anakkale (“il tribunale”) di un ricorso contro la decisione della Direzione generale delle foreste che apportava la delimitazione delle tenute forestali. Sostenne che l’atto della commissione catastale era inficiato di errore.
12. Il tribunale, cos? come dei periti (nei campi agricoli, forestali e tecnici) dei rappresentanti delle parti alla controversia e dei testimoni locali si recarono al terreno controverso ai fini di una perizia, e questo a pi? riprese.
13. Il primo esame dei luoghi si svolse il 10 ottobre 1997. Il 17 ottobre 1997, il rapporto di perizia stabilita dal perito forestale fu inserito nella pratica. Il perito rilevava che la commissione catastale aveva delimitato il terreno con segni di demarcazione numero 19 a 25 e che la parte A del terreno era considerata come “fuori foresta” mentre la parte B era considerata come facente parte della dominio forestale pubblica. Constatava che all’epoca dei fatti il terreno non aveva “manto forestale” ma che dopo gli elementi della pratica no 1995/205, pendenti dinnanzi alla pretura penale di ?anakkale, il richiedente era perseguito per avere effettuato dei lavori che miravano ad annullare la “manto forestale.” Osservava anche che il terreno era coperto in alcuni posti di macchia. Concludeva che la totalit? del terreno controverso faceva parte della dominio forestale pubblica.
14. Il 30 ottobre 1997, il perito agricolo inser? il suo rapporto nella pratica. Notava che da molto nessuna cultura agricola era stata fatta sul terreno, constatava un dislivello del 15-20% e concludeva che la natura del terreno conferiva a questo le caratteristiche di pascolo.
15. Il 16 dicembre 1997, il richiedente si oppose a questi rapporti e chiese una nuova stima.
16. All’epoca della perizia del 12 aprile 1998, tre periti forestali, un perito agricolo ed una perito tecnico esaminarono il terreno controverso alla luce di fotografie aeree, della cartina del paese e del piano di pianificazione, in presenza in particolare del rappresentante del richiedente.
17. Nel suo rapporto del 28 maggio 1998, il perito agricolo constatava che il terreno controverso doveva essere considerato come un campo agricolo anche se era rappresentato in verde sulla carta del paese del 1957. Notava che si trattava di macchie e di cespugli. La cartina non fu inserita nella pratica perch? era vietato farne delle fotocopie. Per ci? che riguarda il dislivello, il perito constatava che nella parte A era del 8-10% mentre nella parte B ammontava al 18-20%.
18. Il 14 luglio 1998, il collegio di tre periti forestali stabil? il suo rapporto basandosi sulla cartina del paese, su una fotografia aerea non inserita nella pratica, essendo vietata la sua fotocopia, sul piano di pianificazione forestale cos? come sul piano ed il verbale del catasto forestale. Il collegio si rifer? inoltre ad una decisione resa il 22 marzo 1996 dalla camera di armonizzazione giurisprudenziale della Corte di cassazione, secondo la quale i titoli di propriet? accordati nel 1953 erano validi dal momento che la zona controversa era costituita, all’epoca pertinente, da macchie e da cespugli e non era considerata come una dominio forestale pubblica. In quanto al dislivello, il collegio constat? che questo ammontava al 6-10% nella parte A ed al 15-20% nella parte B. Alla vista dell’insieme di questi elementi, il rapporto di perizia concludeva, alla maggioranza, che il terreno controverso non dipendeva dalla dominio forestale. Nella sua opinione dissidente, M.K, uno dei periti forestali, stimava che il terreno controverso doveva essere considerato come facente parte della dominio forestale pubblica e che il collegio dei periti non doveva invocare la sentenza della Corte di cassazione.
19. Nel loro rapporto addizionale del 13 aprile 1999, i periti precisarono che una parte del terreno controverso (o 13 625 m?) era coperta da macchie e da cespugli mentre l’altra (o 7 525 m?) era costituita da un campo agricolo.
20. Il 1 settembre 1999, il richiedente inser? nella pratica le sue osservazioni sul rapporto di perizia, in particolare sull’opinione dissidente.
21. Il 30 giugno 2000, un nuovo rapporto di perizia fu stabilito da un altro collegio di tre periti. Il rapporto concludeva, come la commissione di delimitazione, che il terreno controverso dipendeva parzialmente dalla dominio forestale.
22. Il 16 novembre 2000, il tribunale constat? la divergenza delle conclusioni delle perizie inserite nella pratica. Tuttavia, stim? che la decisione della camera di armonizzazione giurisprudenziale della Corte di cassazione non era di natura tale da influire su una perizia come quella effettuata sulla base di cartine. Deliberando alla luce delle conclusioni del rapporto di perizia secondo il quale il terreno controverso dipendeva parzialmente dalla dominio forestale, il tribunale sottoline? che le tenute, all?origine foreste, non erano suscettibili di acquisizione e respinse perci? la domanda del richiedente.
23. Il 6 agosto 2003, il richiedente ricorse in cassazione. Stimava che le perizie effettuate in prima istanza presentavano delle carenze dal momento che non si erano basate su dei piani, delle fotografie di viste aeree e dei piani di pianificazione anteriori al 1945.
24. Il 29 gennaio 2004, la Corte di cassazione respinse questo ricorso e conferm? la decisione di prima istanza. Sottoline? che alla vista degli elementi di prova raccolti e dal contenuto della pratica, la controversia riguardava la delimitazione del terreno riguardato nella cornice della legge no 6831, e che nessuno elemento permetteva di stabilire che la commissione di delimitazione aveva qualificato il terreno come macchia, al senso della legge no 5653 sulle foreste. Ora, in virt? della decisione della camera di armonizzazione giurisprudenziale della Corte di cassazione, solo i terreni considerati come macchia potevano avere un valore. Constat? anche che il dislivello di questo era stato misurato al 18% e che, dal momento che questo livello superava il 12%, il terreno doveva essere considerato come appartenente alla foresta.
25. Il 2 luglio 2004, la Corte di cassazione respinse il ricorso in rettifica formato dal richiedente.
B. Il procedimento penale rrivato alla condanna del richiedente
26. Il 17 marzo 1995, il procuratore della Repubblica di ?anakkale accus? il richiedente cos? come altre persone di avere, il 22 febbraio 1995, disboscato senza autorizzazione, con l’aiuto di un bulldozer, una parte (9 280 m?) del terreno ubicato a Saricali (?anakkale) e registrato a nome del richiedente sul registro fondiario (appezzamento no 745).
27. Il 19 novembre 1996, il richiedente fu scarcerato dalla giurisdizione penale di prima istanza di ?anakkale (“il tribunale penale”).
28. Il 24 dicembre 1997, la Corte di cassazione annull? il giudizio di prima istanza.
29. Il 18 gennaio 1996, il procuratore della Repubblica di ?anakkale aveva accusato nel frattempo, di nuovo il richiedente, questa volta per avere coltivato del grano (il 23 dicembre 1995) sul terreno disboscato.
30. Ad una data non precisata, il tribunale decise di unire le due cause e di aspettare la conclusione del procedimento civile a proposito della delimitazione del terreno, pendente dinnanzi alla corte d’appello di ?anakkale il cui giudizio divent? definitivo il 2 luglio 2004.
31. Il 13 dicembre 2005, il tribunale penale condann? il richiedente, a due riprese, ad una pena di un anno e tre mesi di detenzione, in virt? dell’articolo 93 ?? 1-3 della legge no 6831 sulle foreste. Decise di sospendere l’esecuzione di queste pene per una durata di tre anni, in applicazione dell’articolo 55 ?? 1 e 3 del codice penale, entrato in vigore il 1 giugno 2005. Fond? in particolare il suo giudizio sui seguenti argomenti:
Sebbene l’imputato H. I. [K.] abbia acquistato il terreno controverso e l’abbia fatto iscrivere a suo nome sul registro fondiario, ? chiaro che aveva cognizione della restrizione forestale che era diventata definitiva nel 1991, cos? come l’ha constatato la Corte di cassazione nella sua sentenza di annullamento. Non si potrebbe avanzare che l’interessato abbia disboscato in buona fede, dal momento che la restrizione forestale ha per effetto di invalidare il titolo di propriet? e che l’interessato doveva saperlo. La sua difesa fondata sul carattere non intenzionale della violazione non tiene, visto in particolare che ha coltivato del grano sul terreno controverso dopo che un verbale che constatava la violazione era stato stabilito a suo carico e di cui aveva lui stesso intentato un’azione in annullamento dinnanzi al tribunale civile.
In quanto alle critiche concernenti la perdita di validit? giuridica del titolo di propriet?, non entrano nella cornice dell’esame della causa da parte del nostro tribunale. Il tribunale competente su questo punto ha reso la sua decisione che ? stata approvata dalla Corte di cassazione. Ecco perch? il presente tribunale non potrebbe a questo stadio esaminare la conformit? giuridica della restrizione forestale, e dunque la validit? giuridica del titolo di propriet? dell’imputato. La domanda di cui ? investito il tribunale ? l’elemento intenzionale, cio? il punto di sapere se l’imputato aveva un’intenzione delittuosa; come ? stato spiegato pi? sopra, siccome il solo fatto di rivolgersi al tribunale civile che non ha per effetto di annullare l’elemento intenzionale della violazione, il presente tribunale giunge alla conclusione che c’? luogo di sanzionare H. I. [K.] che ha agito con l’elemento intenzionale della violazione” nei due casi.
32. Con una sentenza del 4 febbraio 2008, notificata il 28 maggio 2008, la Corte di cassazione respinse il ricorso del richiedente.
C. Il procedimento relativo all’annullamento del titolo di propriet? del richiedente ed alla sua iscrizione al registro fondiario a nome del Tesoro pubblico
33. Il 28 settembre 2007, il ministero delle Foreste intent? dinnanzi al tribunale catastale di grande istanza di ?anakkale (“il tribunale”) un’azione in vista dell’annullamento del titolo di propriet? del richiedente sul terreno controverso e dell’iscrizione di questo a nome del Tesoro pubblico sul registro fondiario. Chiese anche delle misure provvisorie per impedire il trasferimento del terreno a terzi.
34. Lo stesso giorno, il tribunale accolse la domanda di misure provvisorie ed ordin? alla Direzione dei registri fondiari di inserire a questo proposito una menzione nei registri.
35. All’epoca dell’udienza dinnanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo del 22 aprile 2008, ? stato precisato che il procedimento era sempre pendente dinnanzi al tribunale e che l? udienza successiva era contemplata per il 2 luglio 2008.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
A. Le disposizioni costituzionali
36. L’articolo 74 della Costituzione turca del 1924 si legge come segue:
“Nessuno pu? vedersi espropriare i suoi beni, salvo nel caso in cui l’interesse pubblico ? constatato secondo un procedimento regolare e sotto riserva di indennizzo preliminare.
Le modalit? di evoluzione delle contropartite all’espropriazione delle terre e delle foreste e dell’ordinamento delle contropartite, ai fini di rendere proprietari i coltivatori e di statalizzare le foreste, sono definite dalle leggi speciali.”
37. Le disposizioni pertinenti della Costituzione turca del 1982 sono formulate cos?:
“XII. Diritto di propriet?
Articolo 35: Ciascuno possiede i diritti di propriet? e di eredit?. Questi diritti possono essere limitati dalla legge, ma unicamente ad uno scopo di interesse pubblico. Il diritto di propriet? non pu? essere esercitato un modo contrario all’interesse della societ?.
(…)
D. Espropriazione
Articolo 46 [modificato dalla legge no 4709 del 3 ottobre 2001]: Lo stato e le persone giuridiche pubbliche sono autorizzati, nei casi in cui l’interesse pubblico lo rende necessario ed a patto di pagare in contanti la contropartita reale, ad espropriare, in tutto o in parte, i beni immobiliari che appartengono agli individui, o a stabilire su questi beni delle servit? amministrative, conformemente alle regole e ai procedimenti fissati dalla legge.
L’indennit? di espropriazione e l’indennit? del plusvalore fissato da una decisione passata in forza di cosa giudicata ? pagata in contanti. Tuttavia, la legge fissa la modalit? di pagamento delle indennit? dovute in ragione dell’espropriazione di terre nella cornice dell’applicazione della riforma agraria, della realizzazione dei grandi progetti in materia di energia e di irrigazione, della realizzazione di progetti di alloggio, dell’allestimento di nuove foreste, della protezione delle rive e delle espropriazioni fatte a fini turistici. In questi casi, la legge pu? prevedere un pagamento rateale, ma il termine di pagamento non pu? superare cinque anni; all’occorrenza, le tranche di pagamento saranno uguali.
Quando il controvalore della parte delle terre espropriate appartiene direttamente ai piccoli coltivatori il gestore ? pagato in ogni caso in contanti.
Le tranche di pagamento, nel caso contemplato al capoverso 2, e le indennit? di espropriazione che restano dovute, qualunque sia la causa, saranno aumentate di interessi al tasso pi? elevato applicabile ai debiti pubblici.
E. Statalizzazione e privatizzazione
Articolo 47 [modificato dalla legge no 4446 del 13 agosto 1999]: Le imprese private che hanno il carattere di un servizio pubblico possono essere statalizzate nei casi in cui l’interesse pubblico lo esiga.
La statalizzazione ? effettuata sulla base del controvalore reale. La legge definisce il modo ed il procedimento di calcolo di questo controvalore.
I principi e i procedimenti relativi alla privatizzazione delle imprese e ricchezze appartenenti allo stato, alle imprese economiche pubbliche ed a altre persone giuridiche pubbliche sono fissati dalla legge.
La legge determina quali investimenti e servizi forniti dallo stato che si possono affidare alle imprese economiche pubbliche e le altre persone giuridiche pubbliche o che possono essere cedute a persone fisiche o giuridiche in virt? di contratti di diritto privato.
(…)
IV. Foreste e contadini delle regioni forestali
A. Conservazione e sviluppo delle foreste
Articolo 169: Lo stato adotta le leggi e le misure necessarie in vista di preservare le foreste e di ingrandire le zone forestali. Procede al rimboscamento degli spazi forestali incendiati, dove ? vietato concedersi ad una forma qualsiasi di agricoltura o di allevamento. Tutte le foreste sono poste sotto la guardia dello stato.
La propriet? delle foreste di stato ? inalienabile. Lo stato gestisce e sfrutta queste foreste conformemente alla legge. Non possono essere oggetto di una prescrizione acquisitiva e non possono essere colpite da servit?, salvo nell’interesse pubblico.
Nessun atto o attivit? di natura tale da causare danno alle foreste possono essere autorizzati. Non si pu? fare alcuna propaganda politica suscettibile di provocare la distruzione delle foreste, n? decretare un? amnistia generale o particolare che preveda esclusivamente le violazioni in materia forestale. Le leggi di amnistia generale e particolare non possono includere le violazioni commesse allo scopo di incendiare o di distruggere una foresta o di ridurre una zona forestale.
I limiti delle foreste non possono essere arretrati, salvo per ci? che riguarda, da una parte, le zone il cui mantenimento in quanto foreste non presenta nessuno interesse scientifico, teorico o pratico, ma per le quali ? stabilito al contrario che c’? un interesse certo nel trasformarli in zone agricole, cos? come i terreni che, prima del 31 dicembre 1981, hanno perso integralmente il carattere di foreste sul piano scientifico, tanto dal punto di vista teorico che pratico, e per i quali ? stato constatato che c’era un interesse a sfruttarli ai fini agricole vari, per esempio in quanto campi, vigneti, frutteti, oliveti o in vista dell’allevamento, e, dall?altra parte, i settori delle citt?, borgate e villaggi dove le abitazioni sono concentrate. “
B. Il codice civile
38. Le disposizioni pertinenti del codice civile turco si leggono come segue:
Articolo 683 ? 1: “Chiunque possieda una cosa pu? utilizzarla, goderne e disporne come desidera, nei limiti del sistema giuridico. “
Articolo 705 ? 1: “L’acquisizione del bene immobiliare si realizza con l’iscrizione. “
Articolo 1007 ? 1: “Lo stato ? responsabile di ogni danno risultante dal campo dei registri fondiari.”
C. Le leggi sulle foreste
39. Fino al 1937, le foreste non erano oggetto di nessuna regolamentazione speciale. Tra il 3 febbraio 1937 ed il 31 agosto 1956, cinque leggi principali concernenti l?ambito forestale furono promulgate: le leggi numero 3116 (1937), 4785 (1945), 5653 (1950), 5658 (1950) e 6831 (1956).
1. La legge no 3116 dell? 8 febbraio 1937
40. L’articolo 1 di questa legge definisce la nozione di “foresta.” Secondo l’articolo 3, esistono quattro tipi di foreste: le foreste di stato, le foreste che appartengono alle collettivit? pubbliche, le foreste delle fondazioni e le foreste private. Queste ultime appartengono allo stato ma sono sfruttate dagli individui che pagano un’imposta a questo scopo.
2. La legge no 4785 del 9 luglio 1945
41. L’articolo 1 di questa legge si legge come segue:
“In data dell’entrata in vigore della presente legge, tutte le foreste concernenti l persone reali o giuridiche, degli individui, delle fondazioni e dei villaggi, delle municipalit?, delle amministrazioni e delle persone giuridiche di dritto pubblico sono statalizzate in virt? della presente legge. Le foreste sono trasferite allo stato senza che un atto o una notificazione qualsiasi siano necessari. “
42. L’articolo 4 di questa legge contempla delle eccezioni alla statalizzazione, in particolare per ci? che riguarda le foreste che contengono certe tipi di alberi piantati dalle cure di individui.
43. L’articolo 7 di questa legge contempla un indennizzo in caso di statalizzazione.
3. La legge no 5653 del 24 marzo 1950
44. La legge no 5653 ridefinisce l?ambito forestale. Secondo l’articolo 1 ? c di questa legge, la macchia non ? pi? considerata come foresta, a meno che i terreni coperti da macchia siano protetti o producano dei raccolti, secondo le condizioni definite da questa legge.
45. Sempre secondo l’articolo 1, a contare dal 3 aprile 1950, le tenute che hanno perso il carattere di foresta non saranno pi? considerate siccome tale.
46. Questa legge distingue tre tipi di tenute forestali: le foreste di stato, le foreste che appartengono a persone giuridiche, come i villaggi e le municipalit?, e le foreste private.
4. La legge no 5658 del 24 marzo 1950
47. L’articolo 1 della legge no 5658 contempla la restituzione delle foreste statalizzate a certe condizioni:
“Tra le foreste statalizzate dalla legge no 4785 del 9 luglio 1945, le foreste che non si trovano dentro a foreste di stato e che sono vincolate da tenute agricole come campi, vigneti, giardini, luoghi come foreste private, citt?, borgate, pascoli di villaggi, e le foreste appartenenti ai villaggi, delle persone giuridiche municipali o delle persone reali, e che sono vincolate da tenute non qualificate come foreste secondo l’articolo 1 della legge sulle foreste, a patto di essere separate interamente dalle foreste di stato, sono restituite su richiesta ai loro proprietari o ai loro eredi.”
5. La legge no 6831 del 31 agosto 1956
48. L’articolo 1 di questa legge definisce la nozione di “foresta” e le sue eccezioni.
49. Secondo l’articolo 2 ? B, come modificato il 5 giugno 1986 dalla legge no 3302,:
“I luoghi che hanno perso integralmente il loro carattere di foresta sul piano scientifici e tecnico prima della data del 31 dicembre 1981 sono esclusi dai limiti di foresta, da una parte se ? stato constatato che c’era un interesse ad utilizzarli a fini agricoli diversi in quanto campi, vigneti, giardini, allestimenti di alberi da frutto, di olivi, di noccioli o di alberi da pistacchio o pinoli (pistacchi, pinoli), o a fini dell? allevamento, e dall? altra parte se si tratta di settori di una citt?, di una borgata o di un villaggio dove l’abitazione ? concentrata.
I luoghi esclusi dai limiti della foresta sono messi a profitto del Tesoro pubblico se appartenevano gi? allo stato, o a profitto delle instaurazioni pubbliche dotate della personalit? giuridica morale se appartenevano gi? a loro, o a profitto dei loro proprietari se le zone in questione fossero delle foreste private. Le rettifiche ed iscrizioni richieste sono realizzate definitivamente nel registro fondiario quando il procedimento [di esclusione delle foreste] diventa definitivo.
Nessuno altro restringimento delle zone forestali pu? avere luogo all’infuori dei luoghi precisati. (…) .”
50. Secondo l’articolo 4, esistono dal punto di vista della propriet? e dell’amministrazione tre tipi di foreste: le foreste di stato (articoli 7 a 44), le foreste che appartengono a persone giuridiche amministrative (articoli 45 a 49) e le foreste private (articoli 50 a 55).
51. Secondo l’articolo 7 di questa legge, la natura di una tenuta-foresta di stato o foresta privata -? definita dalle commissioni catastali. Peraltro, gli articoli 7 a 12 della legge regolano le modalit? di lavoro delle commissioni catastali.
52. Le foreste di stato sono sotto la protezione dello stato. Ogni atto che altera la natura forestale delle foreste di stato ? vietato, articoli 14 a 19 in particolare, e costituisce una violazione. Gli articoli dal 79 al 90 indicano i procedimenti applicabili al perseguimento degli atti contrari alla legge. Delle disposizioni di ordine penale figurano negli articoli dal 91 al 114. Le pene contemplate per certe violazioni possono essere ridotte se l’autore dell’atto che costituisce la violazione ? il proprietario della tenuta in questione (vedere, per esempio, l’articolo 91 ? 6).
53. Le foreste private sono sottoposte all’ispezione ed al controllo dello stato. I loro proprietari hanno un diritto di sfruttamento limitato. Hanno peraltro, in particolare il diritto di costruire, su una superficie che non supera il 6% della superficie totale del terreno (articolo 52 ? 2) se la foresta privata riguardata si trova in una zona di abitazione (villaggio, borgata o citt?).
54. La legge no 6831 ? stata modificata a pi? riprese, con le leggi numero 1744 (1973), 2896 (1983), 3302 (1986), 3373 (1987), 3493 (1988), 4079 (1995), 114 (1995), 4570 (2000), 4999 (2003), 5177 (2004), 5192 (2004) e 5728 (2008).
D. La legge no 3402 del 21 giugno 1987
55. Secondo l’articolo 11 della legge no 3402 relativa al catasto, intitolato “la pubblicazione dei risultati dei lavori catastali”, il direttore del catasto fa pubblicare le constatazioni catastali, tramite affissione, alla direzione del catasto ed al posto di lavoro del sindaco del villaggio (muhtar), per una durata di trenta giorni. Gli interessati possono investire il tribunale del catasto in questo termine di pubblicazione se hanno delle obiezioni da formulare contro queste constatazioni. Il direttore del catasto ? tenuto a compiere al pi? tardi queste formalit? di pubblicazione nei tre mesi seguenti la fine dei lavori di catasto effettuati dalla squadra catastale. Si presume che la pubblicazione effettuata in virt? di questa legge sia stata notificata direttamente alle persone fisiche riguardate ed alle persone giuridiche di dritto pubblico e privato.
56. Inoltre, l’articolo 12 della legge no 3402, intitolato “acquisizione del carattere definitivo dei verbali di catasto e prescrizione estintiva”, contempla che le limitazioni e le constatazioni contenute nei verbali di catasto contro i quali nessuna azione ? intentata nel termine di pubblicazione di trenta giorni diventano definitive alla scadenza di questo termine. Le iscrizioni necessarie sono effettuate al pi? tardi nel registro fondiario nei tre mesi che seguono le date in cui i verbali o i giudizi pertinenti sono diventati definitivi.
Nessuna opposizione o azione in giustizia fondata su degli elementi di prova anteriore ai lavori di catasto ? possibile dopo la scadenza di un termine di dieci anni a partire dalla data in cui i verbali di catasto hanno acquisito un carattere definitivo.
Le vecchie iscrizioni nel registro fondiario effettuate prima dei lavori di catasto perdono la loro validit?, cos? che non ? pi? possibile stabilire degli atti sulla base di queste dinnanzi alla Direzione generale dei titoli e del catasto.
E. La giurisprudenza nazionale
57. Il 23 giugno 1964, la Corte costituzionale annull? gli articoli 3 e 4 della legge no 4785 sulle foreste, in ragione delle contraddizioni esistenti con l’articolo 38 della costituzione dell’epoca che prendeva il valore reale del bene come base dell’indennit? di espropriazione. L’articolo 3 indicava che il valore di una foresta statalizzata era stimato a partire dalla dichiarazione di imposta. In quanto all’articolo 4, definiva i criteri relativi all’acquisto delle costruzioni presenti in una foresta statalizzata. Alla domanda di sapere se l’annullamento degli articoli riguardati andava a creare in materia un vuoto giuridico, la Corte costituzionale rispose nei seguenti termini:
“(…) quando le disposizioni controverse saranno annullate, le disposizioni generali della legge sull’espropriazione saranno applicate all’espropriazione delle foreste.”
58. Il 28 marzo 1995, la Corte di cassazione constat? che il Tesoro pubblico era responsabile del buon mantenimento dei registri fondiari, in virt? dell’articolo 917 del vecchio codice civile. Nella sua sentenza, enumer? i criteri che permettono di impegnare la responsabilit? del Tesoro pubblico: l’esistenza di un danno, l’esistenza di un atto di un funzionario che ? contrario al diritto, e l’esistenza di un legame di causalit? tra il danno e gli atti. Precis? anche che il danno doveva essersi realizzato in modo definitivo e che la domanda doveva essere introdotta entro un anno a partire dalla realizzazione definitiva del danno e, ad ogni modo, in un termine prescrittivo generale di dieci anni.
59. In una sentenza del 26 aprile 1999, la Corte di cassazione ripet? che il Tesoro pubblico era responsabile del buon mantenimento dei registri fondiari, in virt? dell’articolo 917 del vecchio codice civile. Nell’occorrenza, l’interessato non aveva potuto fare applicare certe misure provvisorie al bene immobiliare del suo debitore perch? i registri fondiari non erano stati tenuti secondo le regole.
60. Il 7 maggio 2002, l’assemblea generale delle camere riunite del Consiglio di stato (Danistay Dava Daireleri Genel Kurulu) constat? che la competenza ritornava al giudice giudiziale in caso di annullamento di un titolo di propriet? da parte del tribunale catastale per il motivo che il terreno controverso era stato parte della tenuta forestale (in seguito, questa tenuta era stata esclusa dalla tenuta forestale pubblica perch? aveva perso il carattere di foresta). In questa causa, i giudici amministrativi avevano respinto la domanda di indennizzo basandosi sul giudizio del tribunale catastale che aveva annullato il titolo di propriet? dell’interessato. Avevano stimato che questo giudizio era conforme al diritto.
61. Nella sua sentenza del 7 maggio 2002, la prima camera della Corte di cassazione annull? il giudizio del tribunale del merito che aveva rifiutato la domanda dell’interessato e constat? che la responsabilit? obiettiva dello stato doveva essere impegnata in ragione degli atti dei funzionari della commissione catastale che avevano concluso erroneamente che il terreno controverso non faceva parte della tenuta forestale pubblica. In ragione di questo atto nessuna menzione era stata inserita difatti, nel registro fondiario in quanto alla natura forestale del terreno che era stato venduto a terzi che si erano affidati ai registri. Nell’occorrenza, il terreno controverso era stato registrato a nome di terzi in seguito alle conclusioni della commissione catastale, nel 1959, e per la prima volta un atto di propriet? era stato stabilito a loro nome. Il richiedente aveva acquisito il terreno nel 1994 sulla base delle informazioni che figuravano nel registro fondiario che non faceva nessuna menzione alla natura forestale del terreno. Nel 1977-1982, la commissione catastale condusse dei nuovi lavori e concluse che il terreno controverso non faceva pi? parte della tenuta forestale perch? questo aveva perso le caratteristiche di foresta. Decise di escluderlo dalla tenuta forestale. Questa menzione fu portata sul registro fondiario nel 1995.
62. Il 30 ottobre 2006, la terza camera della Corte di cassazione approv? il giudizio della pretura del 12 giugno 2006 secondo il quale il giudice amministrativo era competente per le controversie concernenti le domande di indennizzo legate alla registrazione del terreno in seguito ai lavori della commissione catastale. Nell’occorrenza, il terreno era stato acquisito dall’interessato nel 1953. Poi era stato iscritto il suo nome in seguito ai lavori della commissione catastale. Pi? tardi, il titolo di propriet? dell’interessato era stato annullato dal tribunale per il motivo che faceva parte della tenuta forestale. Il tribunale aveva respinto la domanda nei seguenti termini:
“Il richiedente richiede un’indennit? basandosi sui due atti amministrativi che sono l’emissione del titolo di propriet? e l’invalidazione di questo tramite la delimitazione forestale. Il richiedente stima peraltro che l’amministrazione ha commesso una mancanza nella misura in cui lui stesso, titolare del titolo di propriet?, non si ? visto notificare il risultato della delimitazione forestale consecutiva ai lavori effettuati. Una domanda di indennizzo di un danno causato da un atto amministrativo pu? essere effettuata solo dinnanzi al tribunale amministrativo, con un ricorso di pieno dritto.”
Il 30 gennaio 2008, alla domanda del Sig. ?., rappresentante del richiedente nella suddetta causa, anche rappresentante del richiedente nella presente causa, formulata il 5 dicembre 2007, il primo consiglio della presidenza della Corte di cassazione (Yargitay Birinci Baskanlik Kurulu) rispose che non esisteva contraddizione tra le due sentenze precedenti e che perci? non era necessario ricorrere al procedimento di armonizzazione della giurisprudenza.
63. Con una sentenza del 19 aprile 2006, l’assemblea generale della Corte di cassazione approv? il giudizio del tribunale del merito che aveva constatato la responsabilit? obiettiva dello stato in ragione di atti dei funzionari della Direzione dei registri fondiari. Nell’occorrenza, nel 1976 un terzo aveva venduto un terreno al richiedente utilizzando una falsa decisione di giustizia, mentre nel 1954 il terreno in questione era stato classificato dalla commissione catastale come pascolo (mera) ed era entrato di conseguenza a far parte della tenuta pubblica. Il tribunale del merito aveva accolto parzialmente la domanda ed aveva accordato un’indennit? per la casa che il richiedente aveva costruito e gli alberi che aveva piantato sul terreno controverso. La Corte di cassazione not? che la possibilit? per il richiedente di ritorcersi contro il terzo non esonerava l’amministrazione dalla sua responsabilit? obiettiva. Anche in assenza di manchevolezza, lo stato era responsabile a partire da dal momento in cui tre condizioni si trovavano riunite: l’esistenza di un atto inficiato di errore, l’esistenza di un danno e l’esistenza di un legame di causalit? tra l?atti inficiato di errore ed il danno. Peraltro, la Corte di cassazione fece riferimento alle disposizioni del codice civile che protegge la buona fede di una nessuno che si ? fidato del registro fondiario.
64. Il 26 giugno 2006, il tribunale amministrativo di Bursa respinse una domanda di indennizzo per il danno che il richiedente adduceva avere subito a causa dell’annullamento del suo titolo di propriet? perch? il suo terreno faceva parte della tenuta forestale. Il richiedente si era rivolto al tribunale amministrativo dopo avere investito il giudice giudiziale che si era dichiarato incompetente ratione materiae. Secondo il tribunale amministrativo, la domanda era tardiva perch? il richiedente avrebbe dovuto introdurre la sua domanda nei sessanta giorni a partire dalla data in cui il giudizio che annullava il suo titolo di propriet? era diventato definitivo.
65. Secondo il documento inserito nella pratica dal Governo, il Sig. ?. (rappresentante del richiedente nella causa presente) si rivolse a nome di uno dei suoi clienti al tribunale amministrativo di Bursa per chiedere l’impegno della responsabilit? obiettiva dello stato. In questa causa, il titolo di propriet? del suo cliente era stato annullato in ragione per il fatto che il suo terreno faceva parte della dominio forestale pubblica. Nel suo ricorso, spieg? che la sua domanda era stata respinta dalla pretura di ?anakkale che si era dichiarata incompetente ratione materiae. Dopo avere invocato i problemi di competenza tra le differenti giurisdizioni, il Sig. ?. chiese al tribunale amministrativo di trasferire la causa dinnanzi al tribunale dei conflitti per evitare un nuovo giudizio di incompetenza. Sollecit? anche di mandare la causa dinnanzi alla Corte costituzionale, in ragione dei conflitti, secondo lui, tra le disposizioni in materia di diritto delle propriet? e sulle foreste.
IN DIRITTO
66. Il richiedente sostiene che la qualifica di tenuta forestale pubblica data al suo terreno, senza versamento di una qualsiasi indennit?, costituisce un attentato sproporzionato al suo diritto al rispetto dei suoi beni al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Si lamenta anche dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
A. Sull’ammissibilit?
67. Il Governo invita innanzitutto la Corte a dichiarare questa lagnanza inammissibile per il motivo che la causa in questione era ancora pendente dinnanzi alle istanze nazionali in data della sua introduzione.
68. La Corte constata che il procedimento interno concernente la delimitazione del terreno si ? concluso il 2 luglio 2004 dalla sentenza della Corte di cassazione. Ricorda che tollera che l’ultimo grado dei ricorsi interni sia raggiunto dopo il deposito della richiesta, ma prima che sia chiamata a pronunciarsi sull’ammissibilit? (vedere, mutatis mutandis, Ringeisen c. Austria, sentenza del 16 luglio 1971, serie A no 13, p. 38, ? 91, ed E.K. c. Turchia, d?c.), no 28496/95, 28 novembre 2000). Perci?, respinge questo ramo dell’eccezione.
69. Poi, il Governo chiede alla Corte di dichiarare la richiesta inammissibile nella misura in cui il richiedente non ha formulato nessuna obiezione contro la decisione della commissione catastale resa pubblica il 19 novembre 1990.
70. Il richiedente si oppone alla tesi del Governo. Sostiene che ha acquisito il terreno controverso in buona fede, fidandosi del registro fondiario.
71. La Corte constata che il richiedente non aveva, materialmente, la possibilit? di opporsi alle conclusioni della commissione del catasto del 19 novembre 1990, perch? non era ancora il proprietario. Peraltro, nota che nessuno elemento obiettivo della pratica permette di stabilire che, all’epoca dell’acquisto del terreno controverso nel 1993, c’era un’iscrizione sul registro fondiario che riguardante la sua qualifica come forestale n? che il richiedente aveva cognizione di questa qualifica. Infine, la Corte ricorda che le giurisdizioni interne non hanno dichiarato inammissibili l?istanza del richiedente in ragione di un problema di mancata osservanza del termine. Hanno proceduto ad un esame del merito della causa e hanno respinto l?istanza. Anche questo ramo dell’eccezione deve essere quindi respinto.
72. Il Governo sostiene infine che il richiedente si sarebbe potuto rivolgere all’amministrazione per chiedere un’indennit? e, in caso di rifiuto esplicito o implicito, intentare un’azione per il danno subito dall’annullamento del suo titolo di propriet? sul fondamento delle disposizioni pertinenti della Costituzione -secondo le quali tutti gli atti e le decisioni dell’amministrazione possono essere oggetto di un ricorso giudiziale -o su quello delle disposizioni pertinenti del codice di procedimento amministrativo. A questo riguardo, si riferisce alla giurisprudenza nazionale ricordata pi? sopra. Ricorda anche che il Sig. ?. stesso (rappresentante del richiedente nella presente causa) si ? rivolto al tribunale amministrativo di Bursa, il 11 dicembre 2006, per fare valere la responsabilit? obiettiva dello stato in materia, e che il procedimento ? sempre pendente (paragrafo 65 sopra).
73. Il richiedente contesta questi argomenti. Sostiene che non esiste a livello amministrativo nessuna via di ricorso interno che bisogna esaurire per lamentarsi di un giudizio definitivo in quanto alla qualifica di un terreno come tenuta forestale pubblica. Per ci? che riguarda la giurisprudenza invocata dal Governo, stima che ha avuto dei casi isolati ma che dal principio simile istanza non ha nessuna fortuna reale di successo. In appoggio alla sua tesi, rinvia a sua volta a giudizi concernenti la pratica interna in materia.
74. Per ci? che riguarda la possibilit? di chiedere un’indennit? in virt? del principio secondo il quale tutti gli atti e le decisioni dell’amministrazione possono essere oggetto di un ricorso giudiziale, la Corte ricorda che ha respinto gi? un’eccezione simile nella causa Dogrus?z ed Aslan c. Turchia (no 1262/02, ?? 22-23, 30 maggio 2006) per il motivo che questi ricorsi riguardano solamente il caso dell’annullamento illegale dell’iscrizione di un titolo sul registro fondiario. Ora, nello specifico, il tribunale catastale di ?anakkale ha respinto la domanda del richiedente in quanto alla delimitazione, conformemente alla legislazione relativa alla tenuta forestale secondo la quale i terreni che fanno parte di questa tenuta non possono appartenere ad un individuo (vedere, mutatis mutandis, Mehmet Ali Mi?oogullari c. Turchia, no 75606/01, ? 17, 10 maggio 2007).
75. Per ci? che riguarda il fatto di esigere dal richiedente che faccia una nuova istanza per ottenere un’indennit? sul fondamento della responsabilit? obiettiva dello stato, dopo il rigetto della sua istanza iniziale concernente l’annullamento della delimitazione del suo terreno in quanto tenuta forestale pubblica come negli esempi menzionati pi? sopra, la Corte ricorda che l’obbligo derivante dall’articolo 35 ? 1 si limita a quello di fare un uso verosimilmente normale di ricorsi efficaci, sufficienti ed accessibili (Sofri ed altri c. Italia, d?c.), no 37235/97, CEDH 2003-VIII). In particolare, la Convenzione prescrive solo l’esaurimento dei ricorsi al tempo stesso relativi alle violazioni incriminate, disponibili ed adeguati. Questi ricorsi devono esistere non solo ad un grado sufficiente di certezza in teoria ma anche in pratica, altrimenti manca loro l’effettivit? e l’accessibilit? voluta (Akdivar ed altri c. Turchia, sentenza del 16 settembre 1996, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-IV, p. 1210, ? 66).
76. Nell’occorrenza, la Corte nota innanzitutto che, nei giudizi invocati dal Governo, i tribunali interni hanno considerato che le iscrizioni nei registri fondiari che avevano causato un danno ai titolari in buona fede di titoli di propriet? erano state fatte in seguito ad un “errore”, anche se questo non era il risultato di una mancanza dell’agente di stato; ora nell’occorrenza niente dimostra che il titolo di propriet? del richiedente o quelli dei precedenti proprietari dal 1953 sono stati stabiliti in seguito ad un errore. Non ? contestato dalle parti che nel 1953 il Tesoro pubblico ha venduto il terreno controverso come campo agricolo ad un individuo e che il richiedente ? stato il quinto proprietario ad acquisirlo, fidandosi del registro fondiario che non menzionava per niente la sua qualifica di tenuta forestale pubblica. I tribunali interni hanno respinto l?istanza del richiedente in quanto alla delimitazione sulla base degli elementi raccolti durante il procedimento, non in ragione di un atto inficiato di errore commesso dagli agenti dell’amministrazione che nel 1953 hanno qualificato il terreno come campo agricolo, ma tenuto conto delle disposizioni legislative applicabili in materia.
Poi, alla luce della giurisprudenza invocata dalle due parti, la Corte stima che il Governo non ha mostrato per niente in quale misura tale ricorso potrebbe essere efficace, sufficiente ed accessibile, avuto riguardo delle disposizioni interne concernenti la qualifica di tenuts forestale pubblica data ad un terreno che appartiene ad un individuo.
Infine, senza speculare in materia sulla conclusione dei procedimenti dinnanzi alle giurisdizioni turche supreme, la Corte stima che nell’occorrenza non sarebbe opportuno chiedere al richiedente che ha aspettato gi? dal 1996 al 2004 una decisione concernente la natura del terreno in questione, di impegnare un nuovo procedimento per ottenere un’indennit? (vedere, mutatis mutandis, Guillemin c. Francia, sentenza del 21 febbraio 1997, Raccolta 1997-I, ? 50).
77. In conclusione, la Corte constata che questa lagnanza non ? manifestamente mal fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che non incontra nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
78. Il richiedente sostiene che la qualifica di tenuta forestale pubblica data al suo terreno ed il giudizio dei tribunali interni che respingono il suo ricorso contro questa qualifica, senza versamento di una qualsiasi indennit?, costituisce un attentato sproporzionato al suo diritto al rispetto dei suoi beni al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 che ? formulato cos?:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
1. Gli argomenti delle parti
a) Il richiedente
79. Secondo il richiedente, i tribunali nazionali hanno respinto la sua istanza di annullamento della qualifica di tenuta forestale pubblica data al suo terreno, mentre era chiaro che si trattava di un terreno agricolo. Il terreno aveva al tempo stesso questa natura nel 1953, all’epoca della prima vendita da parte Tesoro pubblico, e nel 1993 quando l’ha lui stesso acquistato. Giuridicamente e tecnicamente il terreno dovrebbe potere, dunque non essere qualificato come tenuta forestale pubblica. Per?, poich? ? qualificato cos?, lo stato deve indennizzarlo mettendo in atto il procedimento di espropriazione, nella misura in cui la restrizione nell’occorrenza equivale ad una privazione di propriet?. A questo riguardo, contesta la tesi del Governo secondo la quale la restrizione controversa costituisce una semplice limitazione dell’utilizzazione del suo diritto di propriet? come nella causa Ansay c. Turchia, d?c.), no 49908/99, 2 marzo 2006. Ricorda che dopo tale delimitazione, il fatto di utilizzare il suo terreno gli ? diventato impossibile e pu? valergli una condanna penale. Agli occhi del richiedente, la delimitazione del terreno controverso, senza versamento di nessuno compenso, costituisce un’espropriazione di facto ed implica un attentato sproporzionato al suo diritto al rispetto dei suoi beni.
b) Il Governo,
80. Riferendosi alla giurisprudenza della Corte in materia ( Dagalas ed altri c. Turchia, d?c.), no 51326/99, 29 settembre 2005; ?zden c. Turchia, d?c.), no 11841/02, 3 maggio 2007; G?nd?z c. Turchia, d?c.), no 50253/07, 18 ottobre 2007; e Pekinel c. Turchia, no 9939/02, 18 marzo 2008) il Governo sostiene che il richiedente non aveva n? un “bene reale”, n? una “speranza legittima” di vedersi concretizzare un qualsiasi credito reale ed esigibile al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1, perch? quando ha acquistato il terreno nel 1993 sapeva o avrebbe dovuto sapere che questo era stato qualificato come tenuta forestale pubblica nel 1990. Peraltro, rinviando alla causa Ansay c. Turchia, il Governo sostiene che la restrizione portata al diritto di propriet? del richiedente inseguiva un scopo legittimo ed era proporzionata.
2. La valutazione della Corte
81. La Corte ricorda che, secondo la sua giurisprudenza, l’articolo 1 del Protocollo no 1 che garantisce in sostanza il diritto di propriet?, contiene tre norme distinte (vedere, in particolare, James ed altri c. Regno Unito, sentenza del 21 febbraio 1986, serie A no 98, pp. 29-30, ? 37): la prima che si esprime nella prima frase del primo capoverso e riveste un carattere generale, enuncia il principio del rispetto della propriet?; la seconda, che figura nella seconda frase dello stesso capoverso, prevede la privazione di propriet? e la sottopone a certe condizioni; in quanto alla terza, registrata nel secondo capoverso, riconosce agli Stati contraenti il potere, tra altri, di regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale. La seconda e la terza norma che hanno fatto riferimento agli esempi particolari di attentati al diritto di propriet?, si devono interpretare alla luce del principio consacrato dalla prima (Bruncrona c. Finlandia, no 41673/98, ?? 65-69, 16 novembre 2004, e Broniowski c. Polonia [GC], no 31443/96, ? 134, CEDH 2004-V).
82. Per ci? che riguarda l’esistenza di un bene al senso dell’articolo 1 del Protocollo 1, la Corte non potrebbe seguire la tesi del Governo. Nota che il caso specifico si distingue dalle cause invocate dal Governo, nella misura in cui non ? stato dimostrato da nessuno elemento obiettivo che il richiedente aveva avuto cognizione della delimitazione all’epoca del suo acquisto del terreno, non contenendo i registri fondiari nessuna annotazione. Ad ogni modo, si potrebbe contestare che, secondo il diritto e le pratica interni, il detentore di un titolo di propriet? valida ha il diritto di protestare contro le restrizioni portate in seguito ai lavori dalle commissioni catastali, questo per un periodo di dieci anni a contare dalla loro notificazione. In altri termini, il detentore di tale titolo di propriet? pu? sperare di avere perfettamente un bene senza restrizione fino al momento in cui la delimitazione diventa definitiva in virt? di un giudizio definitivo in materia. Il richiedente ha “un bene” al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 dunque (vedere, tra altri, Kopeck? c. Slovacchia [GC], no 44912/98, ? 35, CEDH 2004-IX).
83. In quanto all’esistenza dell’ingerenza, la Corte constata che le parti si accordano ad ammettere che c’? stata ingerenza nel diritto al rispetto dei beni del richiedente in ragione della qualifica di tenuta forestale pubblica data al terreno controverso. Tuttavia, divergono in quanto agli effetti dell’ingerenza.
84. Nell’occorrenza, il richiedente qualifica la delimitazione di espropriazione di facto, mentre il Governo sostiene che la situazione controversa dipende dalla regolamentazione dell’uso dei beni.
85. La Corte rileva che gli effetti della restrizione controversa denunciata dal richiedente derivano tutti da un’importante riduzione della disponibilit? del bene in causa (paragrafo 90 sotto) che deve essere esaminata sotto l’angolo della prima frase del primo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
86. La Corte rileva, innanzitutto, che non ? provato per niente che il richiedente non era in buona fede al momento dell’acquisizione del terreno in questione e sottolinea che deteneva un titolo di propriet? valido.
87. La Corte constata, poi, che le autorit? competenti hanno, con una decisione giudiziale, qualificato il terreno controverso come tenuta forestale pubblica (paragrafi 10 e 22 sopra). Malgrado l’opposizione esercitata dal richiedente in virt? del diritto interno in quanto alla natura del terreno, i tribunali interni hanno convalidato alla fine la delimitazione in questione, in applicazione delle disposizioni costituzionali, basandosi sui rapporti di perizia secondo i quali il terreno faceva parte della tenuta forestale. Avuto riguardo delle motivazioni avanzate dalle giurisdizioni nazionali, la Corte stima che lo scopo della privazione imposta al richiedente, ossia la protezione della natura e delle foreste, introduca nella cornice dell’interesse generale al senso della seconda frasedel primo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1( Lazaridi c. Grecia, no 31282/04, ? 34, 13 luglio 2006). Ricorda a questo riguardo che se nessuna disposizione della Convenzione ? destinata specialmente a garantire una protezione generale dell’ambiente in quanto tale (Kyrtatos c. Grecia, no 41666/98, ? 52, CEDH 2003-VI) la societ? di oggi si preoccupa senza tregua di preservarlo di pi? (Fredin c. Svezia (no 1), sentenza del 18 febbraio 1991, serie A no 192, ? 48.) Nota che ha trattato molte volte di istanze legate alla protezione dell’ambiente e ha sottolineato l’importanza della materia (vedere, per esempio, Taskin ed altri c. Turchia, no 46117/99, CEDH 2004-X; Moreno G?mez c. Spagna, no 4143/02, CEDH 2004-X; Fade?eva c. Russia, no 55723/00, CEDH 2005-IV; Giacomelli c. Italia, no 59909/00, CEDH 2006 -…). La protezione della natura e delle foreste, e pi? generalmente dell’ambiente, costituisce un valore la cui difesa suscita nell’opinione pubblica, e di conseguenza presso dei poteri pubblici, un interesse consolidato e sostenuto. Degli imperativi economici ed anche certi diritti fondamentali, come il diritto di propriet?, non dovrebbero vedersi accordare il primato di fronte alle considerazioni relative alla protezione dell’ambiente, in particolare quando lo stato ha legiferato in materia (Hamer c. Belgio, no 21861/03, ? 79, CEDH 2007 -… (brani)).
88. Prima di pronunciarsi sulla questione di sapere se la restrizione controversa ha rispettato il giusto equilibrio voluto in materia, la Corte tiene a precisare che non potrebbe seguire il Governo quando sostiene che la decisione Ansay c. Turchia (no 49908/99, 2 marzo 2006) ? pertinente per l’esame della presente causa. Oltretutto nella causa Ansay, la Corte non disponeva sufficientemente di elementi di fatto e di diritto in quanto agli effetti restrittivi reali della delimitazione sul diritto dei richiedenti di godere del loro bene, essendo la questione principale che doveva definire di sapere se l’annullamento del permesso di costruire degli interessati aveva causato loro un danno di natura tale da rendere questa misura sproporzionata allo scopo legittimo perseguito. La Corte, a buon diritto, ha esaminato questa questione sul terreno della nozione di “regolamentazione dell’uso dei beni” al senso del secondo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 mentre, nello specifico, si tratta di una misura che costituiva la fase iniziale di una privazione di propriet?.
89. Nella presente causa, il richiedente ha acquisito in buona fede nel 1993 il terreno controverso che era, in questo momento, qualificato, senza controversia, come terreno agricolo (paragrafi 8 e 9 sopra) e che era esente da ogni iscrizione restrittiva sul registro fondiario che unicamente faceva fede nel dritto turco (paragrafo 38 sopra). L’acquisizione del terreno da parte del richiedente non era inficiata di nessuna irregolarit? suscettibile di essergli dunque contraria; se non fosse stato cos?, la Direzione generale dei titoli e del catasto non gli avrebbe rilasciato sicuramente il titolo di propriet? stabilita in buona e dovuta forma (paragrafo 9), titolo che fa valere dinnanzi alla Corte adesso.
90. A questo riguardo, la Corte non deve soffermarsi ulteriormente sull’argomento del Governo che fa valere che nella data di acquisizione del terreno, il richiedente avrebbe dovuto essere informato della riqualificazione di questo (paragrafo 80 sopra) in quanto ? pacifico che nessun elemento verificabile viene in appoggio a questa asserzione. In compenso, la Corte osserva che al momento, a disprezzo del titolo di propriet? di cui rimane titolare, il richiedente che aveva acquistato un campo agricolo, non pu? coltivarlo n? raccoglierne i frutti n? contrarre nessuna transazione su questo terreno. In breve, non ha nessuna possibilit? reale di goderne.
91. Pertanto, pure sottolineando che la sua decisione si limita ai fatti dello specifico e non si deve interpretare come una conclusione di principio che notifica che una classificazione come tenuta forestale equivale, a prescindere da tutte le circostanze che restringono la causa, ad un attentato al diritto al rispetto dei beni al senso della prima frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1, si ? costretti a considerare che la qualifica come tenuta forestale data al terreno controverso ha avuto, nello specifico, per effetto di svuotare di ogni contenuto il diritto di propriet? del richiedente, diritto che era stato acquisito regolarmente nelle condizioni descritte pi? sopra (paragrafo 9). L’argomento secondo il quale il richiedente sarebbe stato in grado di potere vendere questo terreno ad un terzo fino alla misura preventiva imposta il 28 settembre 2007 (paragrafo 33-34 sopra) non colpisce per niente questa constatazione nella misura in cui, da una parte, questa possibilit? di vendita ? puramente teorica e, altro parte, essendo stato impegnato un procedimento che prevede l’annullamento del titolo di propriet? ed il suo trasferimento in favore della direzione delle foreste.
92. Resta da determinare se la misura controversa rispetta il giusto equilibrio voluto e, in particolare, se non fa pesare sul richiedente un carico sproporzionato. A questo riguardo, c’? luogo di prendere in considerazione le modalit? di indennizzo previste dalla legislazione interna. A questo motivo, la Corte ha appena constatato che non esisteva ricorso interno efficace in materia (paragrafo 74 sopra). Le circostanze della causa, in particolare il carattere definitivo della delimitazione, la mancanza di ogni ricorso interno efficace suscettibile di ovviare alla situazione controversa, l’ostacolo al pieno godimento del diritto di propriet? e la mancanza di indennizzo, portano la Corte a considerare che il richiedente ha dovuto sopportare un carico speciale e derogatorio che ha rotto il giusto equilibro che deve regnare tra, da una parte, le esigenze dell’interesse generale e, dall?altra parte, la salvaguardia del diritto al rispetto dei beni (vedere, mutatis mutandis, Terazzi S.r.l., precitata, ? 91). La Corte nota che il Governo non ha invocato nessuna circostanza eccezionale per giustificare la mancanza totale di indennizzo.
93. Quindi, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
94. Il richiedente si lamenta del difetto di equit? e della parzialit? delle giurisdizioni nazionali che avrebbero deliberato su degli elementi di prova frammentari. Invoca a questo riguardo l’articolo 6 della Convenzione il cui passaggio pertinente ? formulato cos?:
“1. Ogni persona ha diritto affinch? che la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
95. Il Governo invita la Corte a dichiarare questa lagnanza inammissibile per difetto di fondamento.
96. Il richiedente sostiene che i tribunali interni si sono basati su delle prove frammentarie per respingere la sua istanza concernente la delimitazione del terreno controverso. Secondo lui, i tribunali avrebbero dovuto esaminare i documenti vecchi ai quali afferma di non avere accesso.
97. Tenuto conto della formulazione della lagnanza, la Corte constata che il richiedente rimette essenzialmente in causa il modo di cui le giurisdizioni nazionali hanno valutato le prove. A questo riguardo, non rileva nessun elemento arbitrario che permetta di stimare che suddette giurisdizioni si sono basate su delle prove frammentarie per decidere della fondatezza della domanda del richiedente. Osserva che la corte d’appello di ?anakkale ha reso il suo giudizio alla luce dei differenti rapporti di perizia cos? come di altri elementi raccolti in modo obiettivo (paragrafo 22 sopra). La Corte nota inoltre che la Corte di cassazione ha esaminato la lagnanza del richiedente a questo motivo e ha constatato che il tribunale del merito aveva reso il suo giudizio sulla base delle disposizioni pertinenti cos? come di elementi obiettivi, come il cambiamento del livello sopra lo stesso al terreno controverso, senza avere bisogno di riferirsi a documenti vecchi (paragrafo 24).
98. Ad ogni modo, nella misura in cui il richiedente contesta in sostanza la soluzione adottata dai tribunali nazionali, la Corte ricorda che non gli appartiene di valutare lei stessa gli elementi di fatto che hanno condotto una giurisdizione ad adottare una simile decisione piuttosto che un?altra, e che altrimenti si erigerebbe a giudice di terza o quarta istanza (Kemmache c. Francia (no 3), sentenza del 24 novembre 1994, serie A no 296-C, ? 44).
99. Segue che la lagnanza derivata dalla mancanza di equit? ? manifestamente mal fondata e deve essere respinta in applicazione dell’articolo 35 ?? 3 e 4 della Convenzione.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
100. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
101. Per il danno materiale, il richiedente richiede 1 761 230 euro (EUR), o circa 83 EUR/m?, per una superficie totale di 21 200 m?. A questo riguardo, si basa a titolo comparativo sul valore dei terreni attigui. Porta alla cognizione della Corte due esempi di promesse di acquisto: una riguarda un terreno di 13 762,44 m?, per una somma di 4 217 500 EUR; l’altro riguarda un terreno 12 026,56 m?, per un importo di 2 078 050 EUR. Senza riferirsi ad un documento preciso in quanto alla superficie del terreno colpito da restrizioni, chiede di essere indennizzato per la totalit? del terreno. Sostiene che, anche se solo una parte del terreno, circa 18 000 m?, ? colpita dalla misura controversa, anche il restante del terreno perde la sua utilit?. Peraltro, sollecita per il mancato guadagno un importo di 352 246 EUR.
102. A titolo del danno morale, richiede 10 000 EUR.
103. Il richiedente sollecita 10 000 EUR per la parcella del suo rappresentante, 3 000 EUR per gli oneri e spese e 5 000 EUR per gli oneri di partecipazione all’udienza che ha avuto luogo a Strasburgo.
104. Il Governo invita la Corte a respingere le domande di indennizzo, che giudica eccessiva e prive di fondamento. Stima peraltro che la domanda del richiedente concernente la totalit? della superficie del terreno ? inaccettabile nella misura in cui la restrizione controversa ? parziale. Non si riferisce neanche ad un documento particolare in quanto alla superficie colpita del terreno.
105. Per ci? che riguarda il rimborso degli oneri e spese, il Governo contesta queste pretese, sostenendo che non sono supportate in nessun modo.
106. Nelle circostanze dello specifico, la Corte stima che la domanda dell’applicazione dell’articolo 41 non ? matura, cosicch? conviene riservarla tenendo conto dell’eventualit? di un accordo tra lo stato convenuto ed il richiedente.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE,
1. Dichiara (all’unanimit?) la richiesta ammissibile in quanto alla lagnanza del richiedente derivata da un attentato al diritto al rispetto dei suoi beni, ed inammissibile per il surplus;
2. Stabilisce (per cinque voci contro due) che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce (per cinque voci contro due) che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova ? matura; perci?,
a) la riserva;
b) invita il Governo ed il richiedente ad indirizzarle per iscritto, entro sei mesi a contare dalla data di notificazione della presente sentenza, le loro osservazioni su questa questione, ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.

Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 15 luglio 2008 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Sally Doll? Francesca Tulkens
Cancelliera Presidentessa
Alla presente sentenza si trova unito, conformemente agli articoli 45 ? 2 della Convenzione e 74 ? 2 dell’ordinamento, l’esposizione dell’opinione dissidente dei giudici Cabral Barreto e T?rmen.
F.T.
S.D.
OPINIONE DISSIDENTE DEI GIUDICI
CABRAL BARRETO E T?RMEN
Con nostro grande dispiacere, non siamo in grado di seguire l’approccio della maggioranza; per noi, non c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 per le seguente ragioni.
1. Innanzitutto, il richiedente ha acquisito il terreno in causa nel luglio 1993.
? vero che, in quel m

Testo Tradotto

Violation de P1-1 ; Partiellement irrecevable ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
ANCIENNE DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE K?KTEPE c. TURQUIE
(Requ?te no 35785/03)
ARR?T
(fond)
STRASBOURG
22 juillet 2008
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire K?ktepe c. Turquie,
La Cour europ?enne des droits de l’homme (ancienne deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Fran?oise Tulkens, pr?sidente,
Antonella Mularoni,
Ireneu Cabral Barreto,
Riza T?rmen,
Vladimiro Zagrebelsky,
Danute Jociene,
Dragoljub Popovic, juges,
et de Sally Doll?, greffi?re de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 22 avril 2008 et le 17 juin 2008,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 35785/03) dirig?e contre la R?publique de Turquie et dont un ressortissant de cet Etat, M. H. I. K. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 17 octobre 2003 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l’homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant a ?t? repr?sent? par Me M. ?., avocat ? ?anakkale. Le gouvernement turc (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent.
3. Le requ?rant all?guait la violation de l’article 1 du Protocole no 1.
4. Le 8 novembre 2005, la Cour a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Comme le permet l’article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
5. Tant le requ?rant que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites compl?mentaires (article 59 ? 1 du r?glement).
6. Une audience s’est d?roul?e en public au Palais des droits de l’homme, ? Strasbourg, le 22 avril 2008 (article 59 ? 3 du r?glement).
Ont comparu :
? pour le Gouvernement
MM. A.M. ?zmen, co-agent,
H.T. Ceyhan,
A. Demir,
Mmes E. Demir,
A. Em?ler,
V. Sirmen,
S. Pala,
E. Esin,
?. Gazialem,
H. Ardor, conseillers ;
? pour le requ?rant
M. M. ?., conseil,
M. H.I. K., requ?rant.
La Cour a entendu en leurs d?clarations MM. ?zmen et ?..
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
7. Le requ?rant est n? en 1955 et r?side ? ?anakkale.
A. La proc?dure relative ? la qualification de ? domaine forestier public ? donn?e au terrain du requ?rant
8. Le 30 janvier 1953, le Tr?sor public vendit ? un particulier un terrain de 21 200 m? sis ? Saricali (?anakkale), sur d?cison de la commission des terres (Toprak Komisyonu) du 15 juin 1952. La vente se r?alisa dans le cadre d’un programme qui avait pour objectif de faire acc?der les paysans ? la propri?t?. Le terrain fut inscrit au nom du particulier en question sur le registre foncier (parcelle no 745) ; il ?tait qualifi? de champ agricole (tarla).
9. De 1953 ? 1993, le terrain changea de propri?taire ? quatre reprises. Le 26 juillet 1993, le requ?rant en fit l’acquisition. Comme aux trois acqu?reurs pr?c?dents, un titre de propri?t? lui fut remis par la Direction g?n?rale des titres et du cadastre.
10. Entre-temps, le 24 ao?t 1990, la commission cadastrale avait proc?d? ? la d?limitation du domaine forestier public, mesure ? l’issue de laquelle cette parcelle avait ?t?, pour partie (la partie nord, signal?e sur les croquis par les points 20 ? 24), int?gr?e dans les limites du domaine forestier public. D’apr?s les ?l?ments du dossier, les conclusions de la commission avaient ?t? rendues publiques le 19 novembre 1990, mais aucune mention n’avait ? l’?poque ?t? port?e sur le registre foncier.
11. Le 17 juillet 1996, le requ?rant saisit le tribunal de grande instance de ?anakkale (? le tribunal ?) d’un recours contre la d?cision de la Direction g?n?rale des for?ts portant d?limitation des domaines forestiers. Il soutint que l’acte de la commission cadastrale ?tait entach? d’erreur.
12. Le tribunal, ainsi que des experts (dans les domaines agricole, forestier et technique), des repr?sentants des parties au litige et des t?moins locaux se d?plac?rent sur le terrain litigieux ? des fins d’expertise, et ce ? plusieurs reprises.
13. Le premier examen des lieux se d?roula le 10 octobre 1997. Le 17 octobre 1997, le rapport d’expertise ?tabli par l’expert forestier fut vers? au dossier. L’expert y relevait que la commission cadastrale avait d?limit? le terrain par les signes de d?marcation nos 19 ? 25 et que la partie A du terrain ?tait consid?r?e comme ? hors for?t ? alors que la partie B ?tait consid?r?e comme faisant partie du domaine forestier public. Il constatait qu’? l’?poque des faits le terrain n’avait pas de ? couverture foresti?re ? mais que d’apr?s les ?l?ments du dossier no 1995/205, pendant devant le tribunal d’instance p?nale de ?anakkale, le requ?rant ?tait poursuivi pour avoir effectu? des travaux visant ? supprimer la ? couverture foresti?re ?. Il observait ?galement que le terrain ?tait couvert de maquis par endroits. Il concluait que la totalit? du terrain litigieux faisait partie du domaine forestier public.
14. Le 30 octobre 1997, l’expert agricole versa son rapport au dossier. Il y notait qu’aucune culture agricole n’avait ?t? faite sur le terrain depuis longtemps, constatait un d?nivel? de 15-20 % et concluait que la nature du terrain conf?rait ? celui-ci les caract?ristiques d’un p?turage.
15. Le 16 d?cembre 1997, le requ?rant fit opposition ? ces rapports et demanda une nouvelle expertise.
16. Lors de l’expertise du 12 avril 1998, trois experts forestiers, un expert agricole et un expert technique examin?rent le terrain litigieux ? la lumi?re de photographies a?riennes, de la carte du pays et du plan d’am?nagement, en pr?sence notamment du repr?sentant du requ?rant.
17. Dans son rapport du 28 mai 1998, l’expert agricole constatait que le terrain litigieux devait ?tre consid?r? comme un champ agricole m?me s’il ?tait repr?sent? en vert sur la carte du pays de 1957. Il notait qu’il s’agissait de maquis et de broussailles. La carte ne fut pas vers?e au dossier car il ?tait interdit d’en tirer des photocopies. En ce qui concerne le d?nivel?, l’expert constatait que dans la partie A il ?tait de 8-10 % tandis que dans la partie B il s’?levait ? 18-20 %.
18. Le 14 juillet 1998, le coll?ge de trois experts forestiers ?tablit son rapport en se fondant sur la carte du pays, sur une photographie a?rienne non vers?e au dossier (sa photocopie ?tant interdite), sur le plan d’am?nagement forestier ainsi que sur le plan et le proc?s-verbal du cadastre forestier. Le coll?ge se r?f?ra en outre ? une d?cision rendue le 22 mars 1996 par la chambre d’harmonisation jurisprudentielle de la Cour de cassation, suivant laquelle les titres de propri?t? accord?s en 1953 ?taient valables d?s lors que la zone litigieuse ?tait constitu?e, ? l’?poque pertinente, de maquis et de broussailles et n’?tait pas consid?r?e comme un domaine forestier public. Quant au d?nivel?, le coll?ge constata que celui-ci s’?levait ? 6-10 % dans la partie A et ? 15-20 % dans la partie B. Au vu de l’ensemble de ces ?l?ments, le rapport d’expertise concluait, ? la majorit?, que le terrain litigieux ne relevait pas du domaine forestier. Dans son opinion dissidente, M.K., l’un des experts forestiers, estimait que le terrain litigieux devait ?tre consid?r? comme faisant partie du domaine forestier public et que le coll?ge d’experts n’avait pas ? invoquer l’arr?t de la Cour de cassation.
19. Dans leur rapport additionnel du 13 avril 1999, les experts pr?cis?rent qu’une partie du terrain litigieux (soit 13 625 m?) ?tait couverte de maquis et de broussailles tandis que l’autre (soit 7 525 m?) ?tait constitu?e d’un champ agricole.
20. Le 1er septembre 1999, le requ?rant versa au dossier ses observations sur le rapport d’expertise, notamment sur l’opinion dissidente.
21. Le 30 juin 2000, un nouveau rapport d’expertise fut ?tabli par un autre coll?ge de trois experts. Le rapport concluait, comme la commission de d?limitation, que le terrain litigieux relevait partiellement du domaine forestier.
22. Le 16 novembre 2000, le tribunal constata la divergence des conclusions des expertises vers?es au dossier. Toutefois, il estima que la d?cision de la chambre d’harmonisation jurisprudentielle de la Cour de cassation n’?tait pas de nature ? influer sur une expertise telle que celle effectu?e sur la base de cartes. Statuant ? la lumi?re des conclusions du rapport d’expertise selon lequel le terrain litigieux relevait partiellement du domaine forestier, le tribunal souligna que les domaines, ? l’origine forestiers, ?taient insusceptibles d’acquisition et en cons?quence rejeta la demande du requ?rant.
23. Le 6 ao?t 2003, le requ?rant se pourvut en cassation. Il estimait que les expertises effectu?es en premi?re instance pr?sentaient des carences d?s lors qu’elles ne s’?taient pas fond?es sur des plans, des photographies de vues a?riennes et des plans d’am?nagement ant?rieurs ? 1945.
24. Le 29 janvier 2004, la Cour de cassation rejeta ce pourvoi et confirma la d?cision de premi?re instance. Elle souligna qu’au vu des ?l?ments de preuve recueillis et du contenu du dossier, le litige concernait la d?limitation du terrain concern? dans le cadre de la loi no 6831, et qu’aucun ?l?ment ne permettait d’?tablir que la commission de d?limitation avait qualifi? le terrain de maquis, au sens de la loi no 5653 sur les for?ts. Or, en vertu de la d?cision de la chambre d’harmonisation jurisprudentielle de la Cour de cassation, seuls les terrains consid?r?s comme maquis pouvaient avoir une valeur. Elle constata ?galement que le d?nivel? avait ?t? mesur? ? 18 % et que, d?s lors que ce niveau d?passait 12 %, le terrain devait ?tre consid?r? comme ?tant de la for?t.
25. Le 2 juillet 2004, la Cour de cassation rejeta le recours en rectification form? par le requ?rant.
B. La proc?dure p?nale ayant abouti ? la condamnation du requ?rant
26. Le 17 mars 1995, le procureur de la R?publique de ?anakkale inculpa le requ?rant ainsi que d’autres personnes pour avoir, le 22 f?vrier 1995, d?bois? sans autorisation, ? l’aide d’un bulldozer, une partie (9 280 m?) du terrain sis ? Saricali (?anakkale) et enregistr? au nom du requ?rant sur le registre foncier (parcelle no 745).
27. Le 19 novembre 1996, le requ?rant fut relax? par la juridiction p?nale de premi?re instance de ?anakkale (? le tribunal p?nal ?).
28. Le 24 d?cembre 1997, la Cour de cassation infirma le jugement de premi?re instance.
29. Entre-temps, le 18 janvier 1996, le procureur de la R?publique de ?anakkale avait ? nouveau inculp? le requ?rant, cette fois pour avoir cultiv? du bl?, le 23 d?cembre 1995, sur le terrain d?bois?.
30. A une date non pr?cis?e, le tribunal d?cida de joindre les deux affaires et d’attendre l’issue de la proc?dure civile au sujet de la d?limitation du terrain, pendante devant le tribunal de grande instance de ?anakkale, dont le jugement devint d?finitif le 2 juillet 2004.
31. Le 13 d?cembre 2005, le tribunal p?nal condamna le requ?rant, ? deux reprises, ? une peine d’un an et trois mois d’emprisonnement, en vertu de l’article 93 ?? 1-3 de la loi no 6831 sur les for?ts. Il d?cida de surseoir ? l’ex?cution de ces peines pour une dur?e de trois ans, en application de l’article 55 ?? 1 et 3 du code p?nal, entr? en vigueur le 1er juin 2005. Il fonda son jugement notamment sur les arguments suivants :
? Bien que l’accus? H. I. [K.] ait achet? le terrain litigieux et l’ait fait inscrire ? son nom sur le registre foncier, il est clair qu’il avait connaissance de la restriction foresti?re qui ?tait devenue d?finitive en 1991, ainsi que l’a constat? la Cour de cassation dans son arr?t d’infirmation. On ne saurait avancer que l’int?ress? a d?bois? de bonne foi, d?s lors que la restriction foresti?re a pour effet d’invalider le titre de propri?t? et que l’int?ress? devait le savoir. Sa d?fense fond?e sur le caract?re non intentionnel de l’infraction ne tient pas, vu notamment qu’il a cultiv? du bl? sur le terrain litigieux apr?s qu’un proc?s-verbal constatant l’infraction avait ?t? ?tabli ? son encontre et qu’il avait lui-m?me intent? une action en annulation devant le tribunal civil.
Quant aux critiques concernant la perte de validit? juridique du titre de propri?t?, elles n’entrent pas dans le cadre de l’examen de la cause par notre tribunal. Le tribunal comp?tent sur ce point a rendu sa d?cision, laquelle a ?t? approuv?e par la Cour de cassation. C’est pourquoi le pr?sent tribunal ne saurait ? ce stade examiner la conformit? juridique de la restriction foresti?re, et donc la validit? juridique du titre de propri?t? de l’accus?. La question dont est saisi le tribunal est l’?l?ment intentionnel, c’est-?-dire le point de savoir si l’accus? avait une intention d?lictueuse ; comme il ?t? expliqu? plus haut, le seul fait de s’adresser au tribunal civil n’ayant pas pour effet d’annihiler l’?l?ment intentionnel de l’infraction, le pr?sent tribunal parvient ? la conclusion qu’il y a lieu de sanctionner H. I. [K.], qui dans les deux cas a agi avec l’?l?ment intentionnel de l’infraction ?.
32. Par un arr?t du 4 f?vrier 2008, notifi? le 28 mai 2008, la Cour de cassation rejeta le pourvoi du requ?rant.
C. La proc?dure relative ? l’annulation du titre de propri?t? du requ?rant et ? son inscription au registre foncier au nom du Tr?sor public
33. Le 28 septembre 2007, le minist?re des For?ts intenta devant le tribunal cadastral de grande instance de ?anakkale (? le tribunal ?) une action en vue de l’annulation du titre de propri?t? du requ?rant sur le terrain litigieux et de l’inscription de celui-ci au nom du Tr?sor public sur le registre foncier. Il demanda ?galement des mesures provisoires afin d’emp?cher le transfert du terrain ? des tiers.
34. Le m?me jour, le tribunal accueillit la demande de mesures provisoires et ordonna ? la Direction des registres fonciers d’apposer ? ce sujet une mention dans les registres.
35. Lors de l’audience devant la Cour europ?enne des droits de l’homme du 22 avril 2008, il a ?t? pr?cis? que la proc?dure ?tait toujours pendante devant le tribunal et que la prochaine audience ?tait pr?vue pour le 2 juillet 2008.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
A. Les dispositions constitutionnelles
36. L’article 74 de la Constitution turque de 1924 se lit comme suit :
? Nul ne peut se voir exproprier de ses biens, except? si l’inter?t public est constat? selon une proc?dure r?guli?re et sous r?serve d’indemnisation pr?alable.
Les modalit?s d’?volution des contreparties ? l’expropriation des terres et des for?ts et du r?glement des contreparties, aux fins de rendre propri?taires les cultivateurs et de nationaliser les for?ts, sont d?finies par des lois sp?ciales ?.
37. Les dispositions pertinentes de la Constitution turque de 1982 sont ainsi libell?es :
? XII. Droit de propri?t?
ARTICLE 35 : Chacun poss?de les droits de propri?t? et d’h?ritage. Ces droits peuvent ?tre limit?s par la loi, mais uniquement dans un but d’int?r?t public. Le droit de propri?t? ne peut ?tre exerc? d’une mani?re contraire ? l’int?r?t de la soci?t?.
(…)
D. Expropriation
ARTICLE 46 [modifi? par la loi no 4709 du 3 octobre 2001] : L’Etat et les personnes morales publiques sont autoris?es, dans les cas o? l’int?r?t public le rend n?cessaire et ? condition d’en payer la contrepartie r?elle au comptant, ? exproprier, en tout ou en partie, les biens immobiliers appartenant ? des particuliers, ou ? ?tablir sur ces biens des servitudes administratives, conform?ment aux r?gles et proc?dures fix?es par la loi.
L’indemnit? d’expropriation et l’indemnit? de plus-value fix?e par une d?cision pass?e en force de chose jug?e sont pay?es en esp?ces et au comptant. Toutefois, la loi fixe le mode de paiement des indemnit?s dues en raison de l’expropriation de terres dans le cadre de l’application de la r?forme agraire, de la r?alisation de grands projets en mati?re d’?nergie et d’irrigation, de la r?alisation de projets de logement, de la plantation de nouvelles for?ts, de la protection des rivages et des expropriations faites ? des fins touristiques. Dans ces cas, la loi peut pr?voir un paiement par tranches, mais le d?lai de paiement ne peut pas d?passer cinq ans ; le cas ?ch?ant, les tranches de paiement seront ?gales.
La contre-valeur de la partie des terres expropri?es appartenant ? de petits cultivateurs les exploitant directement est en tout cas pay?e au comptant.
Les tranches de paiement, dans le cas pr?vu ? l’alin?a 2, et les indemnit?s d’expropriation restant dues, quelle qu’en soit la cause, seront major?es d’int?r?ts au taux le plus ?lev? applicable aux dettes publiques.
E. Nationalisation et privatisation
ARTICLE 47 [modifi? par la loi no 4446 du 13 ao?t 1999] : Les entreprises priv?es ayant le caract?re d’un service public peuvent ?tre nationalis?es dans les cas o? l’int?r?t public l’exige.
La nationalisation est effectu?e sur la base de la contre-valeur r?elle. La loi d?finit le mode et la proc?dure de calcul de cette contre-valeur.
Les principes et proc?dures relatifs ? la privatisation des entreprises et richesses appartenant ? l’Etat, aux entreprises ?conomiques publiques et aux autres personnes morales publiques sont fix?s par la loi.
La loi d?termine quels investissements et services fournis par l’Etat, les entreprises ?conomiques publiques et les autres personnes morales publiques peuvent ?tre confi?s ou c?d?s ? des personnes physiques ou morales en vertu de contrats de droit priv?.
(…)
IV. For?ts et paysans des r?gions foresti?res
A. Pr?servation et d?veloppement des for?ts
ARTICLE 169 : L’Etat adopte les lois et les mesures n?cessaires en vue de pr?server les for?ts et d’agrandir les zones foresti?res. Il proc?de au reboisement des espaces forestiers incendi?s, o? il est interdit de se livrer ? une forme quelconque d’agriculture ou d’?levage. Toutes les for?ts sont plac?es sous la garde de l’Etat.
La propri?t? des for?ts d’Etat est inali?nable. L’Etat g?re et exploite ces for?ts conform?ment ? la loi. Elles ne peuvent faire l’objet d’une prescription acquisitive et ne peuvent ?tre frapp?es de servitude, sauf dans l’int?r?t public.
Nul acte ou activit? de nature ? causer pr?judice aux for?ts ne peut ?tre autoris?. On ne peut faire de propagande politique susceptible d’entra?ner la destruction des for?ts, ni d?cr?ter d’amnistie g?n?rale ou particuli?re visant exclusivement les infractions en mati?re foresti?re. Les lois d’amnistie g?n?rale et particuli?re ne peuvent pas inclure les infractions commises dans le but d’incendier ou de d?truire une for?t ou de r?duire une zone foresti?re.
Les limites des for?ts ne peuvent ?tre recul?es, sauf en ce qui concerne, d’une part, les zones dont le maintien en tant que for?ts ne pr?sente aucun int?r?t scientifique, th?orique ou pratique, mais pour lesquelles il est au contraire ?tabli qu’il y a un int?r?t certain ? les transformer en zones agricoles, ainsi que les terrains qui, avant le 31 d?cembre 1981, ont int?gralement perdu le caract?re de for?ts sur le plan scientifique, tant du point de vue th?orique que pratique, et pour lesquels il a ?t? constat? qu’il y avait un int?r?t ? les exploiter ? des fins agricoles vari?es, par exemple en tant que champs, vignobles, vergers, oliveraies ou en vue de l’?levage, et, d’autre part, les secteurs des villes, bourgades et villages o? les habitations sont concentr?es. ?
B. Le code civil
38. Les dispositions pertinentes du code civil turc se lisent comme suit :
Article 683 ? 1 : ? Quiconque poss?de une chose peut l’utiliser, en jouir et en disposer comme il le souhaite, dans les limites du syt?me juridique. ?
Article 705 ? 1 : ? L’acquisition du bien immobilier se r?alise par l’inscription. ?
Article 1007 ? 1 : ? L’Etat est responsable de tout dommage r?sultant de la tenue des registres fonciers ?.
C. Les lois sur les for?ts
39. Jusqu’en 1937, les for?ts ne faisaient l’objet d’aucune r?glementation sp?ciale. Entre le 3 f?vrier 1937 et le 31 ao?t 1956, cinq lois principales concernant le domaine forestier furent promulgu?es : les lois nos 3116 (1937), 4785 (1945), 5653 (1950), 5658 (1950) et 6831 (1956).
1. La loi no 3116 du 8 f?vrier 1937
40. L’article 1 de cette loi d?finit la notion de ? for?t ?. Selon l’article 3, il existe quatre sortes de for?ts : les for?ts d’Etat, les for?ts appartenant aux collectivit?s publiques, les for?ts des fondations et les for?ts priv?es. Ces derni?res appartiennent ? l’Etat mais sont exploit?es par des particuliers qui payent un imp?t ? cet effet.
2. La loi no 4785 du 9 juillet 1945
41. L’article 1 de cette loi se lit comme suit :
? A la date de l’entr?e en vigueur de la pr?sente loi, toutes les for?ts concernant des personnes r?elles ou morales, des particuliers, des fondations et des villages, des municipalit?s, des administrations et des personnes morales de droit public sont nationalis?es en vertu de la pr?sente loi. Les for?ts sont transf?r?es ? l’Etat sans qu’un acte ou une notification quelconques soient n?cessaires. ?
42. L’article 4 de cette loi pr?voit des exceptions ? la nationalisation, notamment en ce qui concerne les for?ts contenant certaines sortes d’arbres plant?s par les soins de particuliers.
43. L’article 7 de cette loi pr?voit une indemnisation en cas de nationalisation.
3. La loi no 5653 du 24 mars 1950
44. La loi no 5653 red?finit le domaine forestier. D’apr?s l’article 1 ? c de cette loi, le maquis n’est plus consid?r? comme de la for?t, ? moins que les terrains couverts de maquis soient prot?g?s ou produisent des r?coltes, selon les conditions d?finies par cette loi.
45. Toujours selon l’article 1, ? compter du 3 avril 1950, les domaines ayant perdu le caract?re de for?t ne seront plus consid?r?s comme telle.
46. Cette loi distingue trois sortes de domaines forestiers : les for?ts d’Etat, les for?ts appartenant ? des personnes morales (telles les villages et les municipalit?s) et les for?ts priv?es.
4. La loi no 5658 du 24 mars 1950
47. L’article 1 de la loi no 5658 pr?voit la restitution des for?ts nationalis?es dans certaines conditions :
? Parmi les for?ts nationalis?es par la loi no 4785 du 9 juillet 1945, les for?ts qui ne se trouvent pas ? l’int?rieur de for?ts d’Etat et qui sont entour?es de domaines agricoles tels que champs, vignobles, jardins, lieux tels que for?ts priv?es, villes, bourgades, p?turages de villages, et les for?ts appartenant ? des villages, des personnes morales municipales ou des personnes r?elles, et qui sont entour?es de domaines non qualifi?s de for?ts d’apr?s l’article 1 de la loi sur les for?ts, ? condition d’?tre enti?rement s?par?es des for?ts d’Etat, sont restitu?es sur demande ? leurs propri?taires ou ? leurs h?ritiers ?.
5. La loi no 6831 du 31 ao?t 1956
48. L’article 1 de cette loi d?finit la notion de ? for?t ? et ses exceptions.
49. Selon l’article 2 ? B (tel que modifi? le 5 juin 1986 par la loi no 3302):
? Les lieux ayant perdu int?gralement leur caract?re de for?t sur les plans scientifique et technique avant la date du 31 d?cembre 1981 sont exclus des limites de la for?t, d’une part s’il a ?t? constat? qu’il y avait un int?r?t ? les utiliser ? des fins agricoles diverses en tant que champs, vignobles, jardins, plantations d’arbres fruitiers, d’oliviers, de noisetiers ou de pistachiers (pistaches, pignons), ou ? des fins d’?levage, et d’autre part s’il s’agit de secteurs d’une ville, d’une bourgade ou d’un village o? l’habitation est concentr?e.
Les lieux exclus des limites de la for?t sont mis au profit du Tr?sor public s’ils appartenaient d?j? ? l’Etat, ou au profit des ?tablissements publics dot?s de la personnalit? juridique morale s’ils leur appartenaient d?j?, ou au profit de leurs propri?taires si les zones en question ?taient des for?ts priv?es. Les rectifications et inscriptions requises sont d?finitivement r?alis?es au registre foncier lorsque la proc?dure [d’exclusion des for?ts] devient d?finitive.
Aucun autre r?tr?cissement des zones foresti?res ne peut avoir lieu en dehors des lieux pr?cis?s. (…) ?.
50. D’apr?s l’article 4, il existe du point de vue de la propri?t? et de l’administration trois sortes de for?ts : les for?ts d’Etat (articles 7 ? 44), les for?ts appartenant aux personnes morales administratives (articles 45 ? 49) et les for?ts priv?es (articles 50 ? 55).
51. Selon l’article 7 de cette loi, la nature d’un domaine ? for?t d’Etat ou for?t priv?e ? est d?finie par les commissions cadastrales. Par ailleurs, les articles 7 ? 12 de la loi r?gissent les modalit?s de travail des commissions cadastrales.
52. Les for?ts d’Etat sont sous la protection de l’Etat. Tout acte alt?rant la nature foresti?re des for?ts d’Etat est interdit (articles 14 ? 19 notamment) et constitue une infraction. Les articles 79 ? 90 indiquent les proc?dures applicables ? la poursuite des actes contraires ? la loi. Des dispositions d’ordre p?nal figurent dans les articles 91 ? 114. Les peines pr?vues pour certaines infractions peuvent ?tre r?duites si l’auteur de l’acte constituant l’infraction est le propri?taire du domaine en question (voir, par exemple, l’article 91 ? 6).
53. Les for?ts priv?es sont soumises ? l’inspection et au contr?le de l’Etat. Leurs propri?taires ont un droit d’exploitation limit?. Par ailleurs, ils ont notamment le droit de construire, sur une surface ne d?passant pas 6 % de la surface totale du terrain (article 52 ? 2), si la for?t priv?e concern?e se situe dans une zone d’habitation (village, bourgade ou ville).
54. La loi no 6831 a ?t? modifi?e ? plusieurs reprises, par les lois nos 1744 (1973), 2896 (1983), 3302 (1986), 3373 (1987), 3493 (1988), 4079 (1995), 114 (1995), 4570 (2000), 4999 (2003), 5177 (2004), 5192 (2004) et 5728 (2008).
D. La loi no 3402 du 21 juin 1987
55. D’apr?s l’article 11 de la loi no 3402 relative au cadastre, intitul? ? la publication des r?sultats des travaux cadastraux ?, le directeur du cadastre fait publier les constatations cadastrales, par voie d’affichage, ? la direction du cadastre et au lieu de travail du maire du village (muhtar), pour une dur?e de trente jours. Les int?ress?s peuvent saisir le tribunal du cadastre dans ce d?lai de publicit? s’ils ont des objections ? formuler contre ces constatations. Le directeur du cadastre est tenu d’accomplir ces formalit?s de publicit? au plus tard dans les trois mois qui suivent la fin des travaux de cadastre effectu?s par l’?quipe cadastrale. La publicit? effectu?e en vertu de cette loi est pr?sum?e avoir ?t? notifi?e directement aux personnes physiques concern?es et aux personnes morales de droit public et priv?.
56. En outre, l’article 12 de la loi no 3402, intitul? ? acquisition du caract?re d?finitif des proc?s-verbaux de cadastre et prescription extinctive ?, pr?voit que les limitations et constatations contenues dans les proc?s-verbaux de cadastre contre lesquels aucune action n’est intent?e dans le d?lai de publicit? de trente jours deviennent d?finitives ? l’expiration de ce d?lai. Les inscriptions n?cessaires sont effectu?es au registre foncier au plus tard dans les trois mois qui suivent les dates auxquelles les proc?s-verbaux ou les jugements pertinents sont devenus d?finitifs.
Aucune opposition ou action en justice fond?e sur des ?l?ments de preuve ant?rieurs aux travaux de cadastre n’est possible apr?s expiration d’un d?lai de dix ans ? partir de la date ? laquelle les proc?s-verbaux de cadastre ont acquis un caract?re d?finitif.
Les anciennes inscriptions au registre foncier effectu?es avant les travaux de cadastre perdent leur validit?, de sorte qu’il n’est plus possible d’?tablir des actes sur la base de celles-ci devant la Direction g?n?rale des titres et du cadastre.
E. La jurisprudence nationale
57. Le 23 juin 1964, la Cour constitutionnelle annula les articles 3 et 4 de la loi no 4785 sur les for?ts, en raison des contradictions existant avec l’article 38 de la constitution de l’?poque, qui prenait la valeur r?elle du bien comme base de l’indemnit? d’expropriation. L’article 3 indiquait que la valeur d’une for?t nationalis?e ?tait estim?e ? partir de la d?claration d’imp?t. Quant ? l’article 4, il d?finissait les crit?res relatifs ? l’achat des constructions pr?sentes dans une for?t nationalis?e. A la question de savoir si l’annulation des articles concern?s allait cr?er un vide juridique en la mati?re, la Cour constitutionnelle r?pondit dans les termes suivants :
? (…) quand les dispositions litigieuses seront annul?es, les dispositions g?n?rales de la loi sur l’expropriation seront appliqu?es ? l’expropriation des for?ts ?.
58. Le 28 mars 1995, la Cour de cassation constata que le Tr?sor public ?tait responsable de la bonne tenue des registres fonciers, en vertu de l’article 917 de l’ancien code civil. Dans son arr?t, elle ?num?ra les crit?res permettant d’engager la responsabilit? du Tr?sor public : l’existence d’un dommage, l’existence d’un acte d’un fonctionnaire qui est contraire au droit, et l’existence d’un lien de causalit? entre le dommage et l’acte. Elle pr?cisa ?galement que le dommage devait s’?tre r?alis? de mani?re d?finitive et que la demande devait ?tre introduite dans un d?lai d’un an ? partir de la r?alisation d?finitive du dommage et, en tout ?tat de cause, dans un d?lai prescriptif g?n?ral de dix ans.
59. Dans un arr?t du 26 avril 1999, la Cour de cassation r?p?ta que le Tr?sor public ?tait responsable de la bonne tenue des registres fonciers, en vertu de l’article 917 de l’ancien code civil. En l’occurrence, l’int?ress? n’avait pas pu faire appliquer certaines mesures provisoires au bien immobilier de son d?biteur parce que les registres fonciers n’avaient pas ?t? tenus selon les r?gles.
60. Le 7 mai 2002, l’Assembl?e g?n?rale des chambres r?unies du Conseil d’Etat (Danistay Dava Daireleri Genel Kurulu) constata que la comp?tence revenait au juge judiciaire en cas d’annulation d’un titre de propri?t? par le tribunal cadastral au motif que le terrain litigieux avait fait partie du domaine forestier (par la suite, ce domaine avait ?t? exclu du domaine forestier public parce qu’il avait perdu le caract?re de for?t). Dans cette affaire, les juges administratifs avaient rejet? la demande d’indemnisation en se fondant sur le jugement du tribunal cadastral ayant annul? le titre de propri?t? de l’int?ress?. Ils avaient estim? que ce jugement ?tait conforme au droit.
61. Dans son arr?t du 7 mai 2002, la premi?re chambre de la Cour de cassation cassa le jugement du tribunal de fond qui avait refus? la demande de l’int?ress? et constata que la responsabilit? objective de l’Etat devait ?tre engag?e en raison des actes des fonctionnaires de la commission cadastrale, qui avaient conclu par erreur que le terrain litigieux ne faisait pas partie du domaine forestier public. En effet, en raison de cet acte aucune mention n’avait ?t? appos?e sur le registre foncier quant ? la nature foresti?re du terrain, lequel avait ?t? vendu ? des tiers qui s’?taient fi?s aux registres. En l’occurrence, le terrain litigieux avait ?t? enregistr? au nom des tiers ? la suite des conclusions de la commission cadastrale, en 1959, et pour la premi?re fois un acte de propri?t? avait ?t? ?tabli ? leur nom. Le demandeur avait acquis le terrain en 1994 sur la base des renseignements figurant dans le registre foncier, lequel ne faisait aucune mention de la nature foresti?re du terrain. En 1977-1982, la commission cadastrale mena de nouveaux travaux et conclut que le terrain litigieux ne faisait plus partie du domaine forestier car celui-ci avait perdu les caract?ristiques de la for?t. Elle d?cida de l’exclure du domaine forestier. Cette mention fut port?e au registre foncier en 1995.
62. Le 30 octobre 2006, la troisi?me chambre de la Cour de cassation approuva le jugement du tribunal d’instance du 12 juin 2006 selon lequel le juge administratif ?tait comp?tent pour les litiges concernant les demandes d’indemnisation li?es ? l’enregistrement du terrain suite aux travaux de la commission cadastrale. En l’occurrence, le terrain avait ?t? acquis par l’int?ress? en 1953. Puis il avait ?t? inscrit ? son nom ? la suite des travaux de la commission cadastrale. Plus tard, le titre de propri?t? de l’int?ress? avait ?t? annul? par le tribunal au motif qu’il faisait partie du domaine forestier. Le tribunal avait rejet? la demande dans les termes suivants :
? Le demandeur r?clame une indemnit? en se fondant sur les deux actes administratifs que sont l’?mission du titre de propri?t? et l’invalidation de celui-ci par la d?limitation foresti?re. Le demandeur estime par ailleurs que l’administration a commis une faute dans la mesure o? lui-m?me, titulaire du titre de propri?t?, ne s’est pas vu notifier le r?sultat de la d?limitation foresti?re cons?cutive aux travaux effectu?s. Une demande d’indemnisation d’un dommage caus? par un acte administratif ne peut ?tre effectu?e que devant le tribunal administratif, par un recours de plein droit ?.
Le 30 janvier 2008, ? la demande de Me M. ?., repr?sentant du demandeur dans l’affaire susmentionn?e (?galement repr?sentant du requ?rant dans la pr?sente affaire), formul?e le 5 d?cembre 2007, le premier conseil de la pr?sidence de la Cour de cassation (Yargitay Birinci Baskanlik Kurulu) r?pondit qu’il n’existait pas de contradiction entre les deux arr?ts pr?c?dents et qu’en cons?quence il n’?tait pas n?cessaire de recourir ? la proc?dure d’harmonisation de la jurisprudence.
63. Par un arr?t du 19 avril 2006, l’Assembl?e g?n?rale de la Cour de cassation approuva le jugement du tribunal de fond qui avait constat? la responsabilit? objective de l’Etat en raison d’actes des fonctionnaires de la Direction des registres fonciers. En l’occurrence, en 1976 un tiers avait vendu un terrain au demandeur en utilisant une fausse d?cision de justice, alors qu’en 1954 le terrain en question avait ?t? class? par la commission cadastrale comme p?turage (mera) et faisait par cons?quent partie du domaine public. Le tribunal du fond avait partiellement accueilli la demande et avait accord? une indemnit? pour la maison que le demandeur avait b?tie et les arbres qu’il avait plant?s sur le terrain litigieux. La Cour de cassation nota que la possibilit? pour le demandeur de se retourner contre le tiers n’exon?rait pas l’administration de sa responsabilit? objective. M?me en l’absence de faute, l’Etat ?tait responsable ? partir du moment o? trois conditions se trouvaient r?unies : l’existence d’un acte entach? d’erreur, l’existence d’un dommage et l’existence d’un lien de causalit? entre l’acte entach? d’erreur et le dommage. Par ailleurs, la Cour de cassation fit r?f?rence aux dispositions du code civil prot?geant la bonne foi d’une personne qui s’est fi?e au registre foncier.
64. Le 26 juin 2006, le tribunal administratif de Bursa rejeta une demande d’indemnisation pour le dommage que le demandeur all?guait avoir subi du fait de l’annulation de son titre de propri?t? parce que son terrain faisait partie du domaine forestier. Le demandeur s’?tait adress? au tribunal administratif apr?s avoir saisi le juge judiciaire, lequel s’?tait d?clar? incomp?tent ratione materiae. Selon le tribunal administratif, la demande ?tait tardive car le demandeur aurait d? introduire sa demande dans les soixante jours ? partir de la date o? le jugement annulant son titre de propri?t? ?tait devenu d?finitif.
65. D’apr?s le document vers? au dossier par le Gouvernement, Me M. ?. (repr?sentant du requ?rant dans l’affaire pr?sente) s’adressa au nom de l’un de ses clients au tribunal administratif de Bursa pour demander l’engagement de la responsabilit? objective de l’Etat. Dans cette affaire, le titre de propri?t? de son client avait ?t? annul? en raison du fait que son terrain faisait partie du domaine forestier public. Dans son recours, il expliqua que sa demande avait ?t? rejet?e par le tribunal d’instance de ?anakkale qui s’?tait d?clar? incomp?tent ratione materiae. Apr?s avoir invoqu? les probl?mes de comp?tence entre les diff?rentes juridictions, Me M. ?. demanda au tribunal administratif de transf?rer l’affaire devant le tribunal de conflits pour ?viter un nouveau jugement d’incomp?tence. Il sollicita ?galement d’envoyer l’affaire devant la Cour constitutionnelle, en raison des conflits, selon lui, entre les dispositions en mati?re de droit des propri?t?s et sur les for?ts.
EN DROIT
66. Le requ?rant soutient que la qualification de domaine forestier public donn?e ? son terrain, sans versement d’une quelconque indemnit?, constitue une atteinte disproportionn?e ? son droit au respect de ses biens au sens de l’article 1 du Protocole no 1. Il se plaint ?galement de l’article 6 ? 1 de la Convention.
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
A. Sur la recevabilit?
67. Le Gouvernement invite tout d’abord la Cour ? d?clarer ce grief irrecevable au motif que l’affaire en cause ?tait encore pendante devant les instances nationales ? la date de son introduction.
68. La Cour constate que la proc?dure interne concernant la d?limitation du terrain s’est achev?e le 2 juillet 2004 par l’arr?t de la Cour de cassation. Elle rappelle qu’elle tol?re que le dernier ?chelon des recours internes soit atteint apr?s le d?p?t de la requ?te, mais avant qu’elle ne soit appel?e ? se prononcer sur la recevabilit? (voir, mutatis mutandis, Ringeisen c. Autriche, arr?t du 16 juillet 1971, s?rie A no 13, p. 38, ? 91, et E.K. c. Turquie (d?c.), no 28496/95, 28 novembre 2000). En cons?quence, elle rejette cette branche de l’exception.
69. Ensuite, le Gouvernement demande ? la Cour de d?clarer la requ?te irrecevable dans la mesure o? le requ?rant n’a formul? aucune objection contre la d?cision de la commission cadastrale rendue publique le 19 novembre 1990.
70. Le requ?rant s’oppose ? la th?se du Gouvernement. Il soutient qu’il a acquis le terrain litigieux de bonne foi, en se fiant au registre foncier.
71. La Cour constate que le requ?rant n’avait pas, mat?riellement, la possibilit? de s’opposer aux conclusions de la commission du cadastre du 19 novembre 1990, car il n’?tait pas encore propri?taire. Par ailleurs, elle note qu’aucun ?l?ment objectif du dossier ne permet d’?tablir que, lors de l’achat du terrain litigieux en 1993, il y avait une inscription sur le registre foncier portant sur sa qualification comme forestier ni que le requ?rant avait connaissance de cette qualification. Enfin, la Cour rappelle que les juridictions internes n’ont pas d?clar? irrecevable la demande du requ?rant en raison d’un probl?me de non-respect du d?lai. Elles ont proc?d? ? un examen du fond de l’affaire et ont rejet? la demande. D?s lors, cette branche de l’exception doit ?galement ?tre rejet?e.
72. Le Gouvernement soutient enfin que le requ?rant aurait pu s’adresser ? l’administration pour demander une indemnit? et, en cas de refus explicite ou implicite, intenter une action pour le dommage subi par l’annulation de son titre de propri?t? sur le fondement des dispositions pertinentes de la Constitution ? selon lesquelles tous les actes et d?cisions de l’administration peuvent faire l’objet d’un recours judiciaire ? ou sur celui des dispositions pertinentes du code de proc?dure administrative. A cet ?gard, il se r?f?re ? la jurisprudence nationale rappel?e plus haut. Il rappelle ?galement que Me M. ?. lui-m?me (repr?sentant du requ?rant dans la pr?sente affaire) s’est adress? au tribunal administratif de Bursa, le 11 d?cembre 2006, pour faire valoir la responsabilit? objective de l’Etat en la mati?re, et que la proc?dure est toujours pendante (paragraphe 65 ci-dessus).
73. Le requ?rant conteste ces arguments. Il soutient qu’il n’existe au niveau administratif aucune voie de recours interne qu’il faut ?puiser pour se plaindre d’un jugement d?finitif quant ? la qualification d’un terrain comme domaine forestier public. En ce qui concerne la jurisprudence invoqu?e par le Gouvernement, il estime qu’il a y eu des cas isol?s mais qu’en principe une telle demande n’a aucune chance r?elle de succ?s. A l’appui de sa th?se, il renvoie ? son tour ? des jugements concernant la pratique interne en la mati?re.
74. Pour ce qui est de la possibilit? de demander une indemnit? en vertu du principe selon lequel tous les actes et d?cisions de l’administration peuvent faire l’objet d’un recours judiciaire, la Cour rappelle qu’elle a d?j? rejet? une exception semblable dans l’affaire Dogrus?z et Aslan c. Turquie (no 1262/02, ?? 22-23, 30 mai 2006) au motif que ces recours ne concernent que le cas de l’annulation ill?gale de l’inscription d’un titre sur le registre foncier. Or, en l’esp?ce, le tribunal cadastral de ?anakkale a rejet? la demande du requ?rant quant ? la d?limitation, conform?ment ? la l?gislation relative au domaine forestier selon laquelle les terrains faisant partie de ce domaine ne peuvent appartenir ? un particulier (voir, mutatis mutandis, Mehmet Ali Mi?oogullari c. Turquie, no 75606/01, ? 17, 10 mai 2007).
75. En ce qui concerne le fait d’exiger du requ?rant qu’il fasse une nouvelle demande afin d’obtenir une indemnit? sur le fondement de la responsabilit? objective de l’Etat, apr?s le rejet de sa demande initiale concernant l’annulation de la d?limitation de son terrain en tant que domaine forestier public, comme dans les exemples mentionn?s plus haut, la Cour rappelle que l’obligation d?coulant de l’article 35 ? 1 se limite ? celle de faire un usage normal des recours vraisemblablement efficaces, suffisants et accessibles (Sofri et autres c. Italie (d?c.), no 37235/97, CEDH 2003-VIII). En particulier, la Convention ne prescrit l’?puisement que des recours ? la fois relatifs aux violations incrimin?es, disponibles et ad?quats. Ces recours doivent exister ? un degr? suffisant de certitude non seulement en th?orie mais aussi en pratique, sans quoi leur manquent l’effectivit? et l’accessibilit? voulues (Akdivar et autres c. Turquie, arr?t du 16 septembre 1996, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-IV, p. 1210, ? 66).
76. En l’occurrence, la Cour note tout d’abord que, dans les jugements invoqu?s par le Gouvernement, les tribunaux internes ont consid?r? que les inscriptions dans les registres fonciers qui avaient caus? un dommage aux titulaires de bonne foi de titres de propri?t? avaient ?t? faites ? la suite d’une ? erreur ?, m?me si celle-ci n’?tait pas le r?sultat d’une faute de l’agent de l’Etat ; or en l’occurrence rien ne d?montre que le titre de propri?t? du requ?rant ou ceux des pr?c?dents propri?taires depuis 1953 ont ?t? ?tablis ? la suite d’une erreur. Il n’est pas contest? par les parties qu’en 1953 le Tr?sor public a vendu le terrain litigieux comme champ agricole ? un particulier et que le requ?rant a ?t? le cinqui?me propri?taire ? l’acqu?rir, ce qu’il a fait en se fiant au registre foncier qui ne mentionnait nullement sa qualification de domaine forestier public. Les tribunaux internes ont rejet? la demande du requ?rant quant ? la d?limitation sur la base des ?l?ments recueillis pendant la proc?dure, non pas en raison d’un acte entach? d’erreur commis par des agents de l’administration, qui en 1953 ont qualifi? le terrain de champ agricole, mais compte tenu des dispositions l?gislatives applicables en la mati?re.
Ensuite, ? la lumi?re de la jurisprudence invoqu?e par les deux parties, la Cour estime que le Gouvernement n’a nullement montr? dans quelle mesure un tel recours pourrait ?tre efficace, suffisant et accessible, eu ?gard aux dispositions internes concernant la qualification de domaine forestier public donn?e ? un terrain appartenant ? un particulier.
Enfin, sans sp?culer sur l’issue des proc?dures devant les juridictions turques supr?mes en la mati?re, la Cour estime qu’en l’occurrence il ne serait pas opportun de demander au requ?rant, qui a d?j? attendu de 1996 ? 2004 une d?cision concernant la nature du terrain en question, d’engager une nouvelle proc?dure afin d’obtenir une indemnit? (voir, mutatis mutandis, Guillemin c. France, arr?t du 21 f?vrier 1997, Recueil 1997-I, ? 50).
77. En conclusion, la Cour constate que ce grief n’est pas manifestement mal fond? au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
78. Le requ?rant soutient que la qualification de domaine forestier public donn?e ? son terrain et le jugement des tribunaux internes rejetant son recours contre cette qualification, sans versement d’une quelconque indemnit?, constituent une atteinte disproportionn?e ? son droit au respect de ses biens au sens de l’article 1 du Protocole no 1, lequel est ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
1. Les arguments des parties
a) Le requ?rant
79. Selon le requ?rant, les tribunaux nationaux ont rejet? sa demande d’annulation de la qualification de domaine forestier public donn?e ? son terrain, alors qu’il ?tait clair qu’il s’agissait d’un terrain agricole. Le terrain avait cette nature ? la fois en 1953, lors de la premi?re vente par le Tr?sor public, et en 1993 lorsqu’il l’a lui-m?me achet?. Juridiquement et techniquement, le terrain ne devrait donc pouvoir ?tre qualifi? de domaine forestier public. Cependant, puisqu’il est ainsi qualifi?, l’Etat doit l’indemniser en poursuivant la proc?dure d’expropriation, dans la mesure o? la restriction en l’occurrence ?quivaut ? une privation de propri?t?. A cet ?gard, il conteste la th?se du Gouvernement selon laquelle la restriction litigieuse constitue une simple limitation de l’utilisation de son droit de propri?t?, comme dans l’affaire Ansay c. Turquie (d?c.), no 49908/99, 2 mars 2006. Il rappelle qu’apr?s une telle d?limitation, le fait d’utiliser son terrain lui est devenu impossible et peut lui valoir une condamnation p?nale. Aux yeux du requ?rant, la d?limitation du terrain litigieux, sans versement d’aucune compensation, constitue une expropriation de facto et implique une atteinte disproportionn?e ? son droit au respect de ses biens.
b) Le Gouvernement
80. Se r?f?rant ? la jurisprudence de la Cour en la mati?re (Dagalas et autres c. Turquie (d?c.), no 51326/99, 29 septembre 2005 ; ?zden c. Turquie (d?c.), no 11841/02, 3 mai 2007 ; G?nd?z c. Turquie (d?c.), no 50253/07, 18 octobre 2007 ; et Pekinel c. Turquie, no 9939/02, 18 mars 2008), le Gouvernement soutient que le requ?rant n’avait ni un ? bien actuel ?, ni une ? esp?rance l?gitime ? de voir se concr?tiser une quelconque cr?ance actuelle et exigible au sens de l’article 1 du Protocole no 1, car lorsqu’il a achet? le terrain en 1993 il savait ou aurait d? savoir que celui-ci avait ?t? qualifi? de domaine forestier public en 1990. Par ailleurs, renvoyant ? l’affaire Ansay c. Turquie, le Gouvernement soutient que la restriction apport?e au droit de propri?t? du requ?rant poursuivait un but l?gitime et ?tait proportionn?e.
2. L’appr?ciation de la Cour
81. La Cour rappelle que, selon sa jurisprudence, l’article 1 du Protocole no 1, qui garantit en substance le droit de propri?t?, contient trois normes distinctes (voir, notamment, James et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 21 f?vrier 1986, s?rie A no 98, pp. 29-30, ? 37) : la premi?re, qui s’exprime dans la premi?re phrase du premier alin?a et rev?t un caract?re g?n?ral, ?nonce le principe du respect de la propri?t? ; la deuxi?me, figurant dans la seconde phrase du m?me alin?a, vise la privation de propri?t? et la soumet ? certaines conditions ; quant ? la troisi?me, consign?e dans le second alin?a, elle reconna?t aux Etats contractants le pouvoir, entre autres, de r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral. Les deuxi?me et troisi?me normes, qui ont trait ? des exemples particuliers d’atteintes au droit de propri?t?, doivent s’interpr?ter ? la lumi?re du principe consacr? par la premi?re (Bruncrona c. Finlande, no 41673/98, ?? 65-69, 16 novembre 2004, et Broniowski c. Pologne [GC], no 31443/96, ? 134, CEDH 2004-V).
82. En ce qui concerne l’existence d’un bien au sens de l’article 1 du Protocole 1, la Cour ne saurait suivre la th?se du Gouvernement. Elle note que le cas d’esp?ce se distingue des affaires invoqu?es par le Gouvernement, dans la mesure o? il n’a ?t? d?montr? par aucun ?l?ment objectif que le requ?rant avait eu connaissance de la d?limitation lors de son achat du terrain, les registres fonciers n’ayant contenu aucune annotation. En tout ?tat de cause, on ne saurait contester que, selon le droit et la pratique internes, le d?tenteur d’un titre de propri?t? valable a le droit de protester contre les restrictions apport?es ? la suite des travaux des commissions cadastrales, ce pendant une p?riode de dix ans ? compter de leur notification. En d’autres termes, le d?tenteur d’un tel titre de propri?t? peut parfaitement esp?rer avoir un bien sans restriction jusqu’au moment o? la d?limitation devient d?finitive en vertu d’un jugement d?finitif en la mati?re. Le requ?rant a donc ? un bien ? au sens de l’article 1 du Protocole no 1 (voir, parmi d’autres, Kopeck? c. Slovaquie [GC], no 44912/98, ? 35, CEDH 2004-IX).
83. Quant ? l’existence de l’ing?rence, la Cour constate que les parties s’accordent ? admettre qu’il y a eu ing?rence dans le droit au respect des biens du requ?rant en raison de la qualification de domaine forestier public donn?e au terrain litigieux. Toutefois, elles divergent quant aux effets de l’ing?rence.
84. En l’occurrence, le requ?rant qualifie la d?limitation d’expropriation de facto, alors que le Gouvernement soutient que la situation litigieuse rel?ve de la r?glementation de l’usage des biens.
85. La Cour rel?ve que les effets de la restriction litigieuse d?nonc?s par le requ?rant d?coulent tous d’une importante r?duction de la disponibilit? du bien en cause (paragraphe 90 ci-dessous), qui doit ?tre examin?e sous l’angle de la premi?re phrase du premier alin?a de l’article 1 du Protocole no 1.
86. La Cour rel?ve, tout d’abord, qu’il n’est nullement prouv? que le requ?rant n’?tait pas de bonne foi au moment de l’acquisition du terrain en question et elle souligne qu’il d?tenait un titre de propri?t? valable.
87. La Cour constate, ensuite, que les autorit?s comp?tentes ont, par une d?cision judiciaire, qualifi? le terrain litigieux de domaine forestier public (paragraphes 10 et 22 ci-dessus). Malgr? l’opposition exerc?e par le requ?rant en vertu du droit interne quant ? la nature du terrain, les tribunaux internes ont finalement valid? la d?limitation en question, en application des dispositions constitutionnelles, en se fondant sur les rapports d’expertise selon lesquels le terrain faisait partie du domaine forestier. Eu ?gard aux motivations avanc?es par les juridictions nationales, la Cour estime que le but de la privation impos?e au requ?rant, ? savoir la protection de la nature et des for?ts, entre dans le cadre de l’int?r?t g?n?ral au sens de la seconde phrase du premier alin?a de l’article 1 du Protocole no 1 (Lazaridi c. Gr?ce, no 31282/04, ? 34, 13 juillet 2006). Elle rappelle ? cet ?gard que si aucune disposition de la Convention n’est sp?cialement destin?e ? assurer une protection g?n?rale de l’environnement en tant que tel (Kyrtatos c. Gr?ce, no 41666/98, ? 52, CEDH 2003-VI), la soci?t? d’aujourd’hui se soucie sans cesse davantage de le pr?server (Fredin c. Su?de (no 1), arr?t du 18 f?vrier 1991, s?rie A no 192, ? 48). Elle note qu’elle a trait? maintes fois des questions li?es ? la protection de l’environnement et soulign? l’importance de la mati?re (voir, par exemple, Taskin et autres c. Turquie, no 46117/99, CEDH 2004-X ; Moreno G?mez c. Espagne, no 4143/02, CEDH 2004-X ; Fade?eva c. Russie, no 55723/00, CEDH 2005-IV ; Giacomelli c. Italie, no 59909/00, CEDH 2006-…). La protection de la nature et des for?ts, et plus g?n?ralement de l’environnement, constitue une valeur dont la d?fense suscite dans l’opinion publique, et par cons?quent aupr?s des pouvoirs publics, un int?r?t constant et soutenu. Des imp?ratifs ?conomiques et m?me certains droits fondamentaux, comme le droit de propri?t?, ne devraient pas se voir accorder la primaut? face ? des consid?rations relatives ? la protection de l’environnement, en particulier lorsque l’Etat a l?gif?r? en la mati?re (Hamer c. Belgique, no 21861/03, ? 79, CEDH 2007-… (extraits)).
88. Avant de se prononcer sur la question de savoir si la restriction litigieuse a respect? le juste ?quilibre voulu en la mati?re, la Cour tient ? pr?ciser qu’elle ne saurait suivre le Gouvernement lorsqu’il soutient que la d?cision Ansay c. Turquie (no 49908/99, 2 mars 2006) est pertinente pour l’examen de la pr?sente affaire. Outre que, dans l’affaire Ansay, la Cour ne disposait pas de suffisamment d’?l?ments de fait et de droit quant aux effets restrictifs r?els de la d?limitation sur le droit des requ?rants de jouir de leur bien, la question principale qu’elle devait trancher ?tait de savoir si l’annulation du permis de construire des int?ress?s leur avait caus? un pr?judice de nature ? rendre cette mesure disproportionn?e au but l?gitime poursuivi. La Cour, ? juste titre, a examin? cette question sur le terrain de la notion de ? r?glementation de l’usage des biens ? au sens du deuxi?me alin?a de l’article 1 du Protocole no 1 alors que, en l’esp?ce, il s’agit d’une mesure qui constituait la phase initiale d’une privation de propri?t?.
89. Dans la pr?sente affaire, le requ?rant a acquis de bonne foi en 1993 le terrain litigieux qui ?tait, ? ce moment, qualifi?, sans controverse, de terrain agricole (paragraphes 8 et 9 ci-dessus) et qui ?tait exempt de toute inscription restrictive sur le registre foncier lequel seul fait foi en droit turc (paragraphe 38 ci-dessus). L’acquisition du terrain par le requ?rant n’?tait donc entach?e d’aucune irr?gularit? susceptible de lui ?tre oppos?e ; s’il n’en ?tait pas ainsi, la Direction g?n?rale des titres et du cadastre ne lui aurait s?rement pas d?livr? le titre de propri?t? ?tabli en bonne et due forme (paragraphe 9), titre qu’il fait maintenant valoir devant la Cour.
90. A cet ?gard, la Cour n’a pas ? s’attarder sur l’argument du Gouvernement faisant valoir qu’? la date d’acquisition du terrain, le requ?rant aurait d? ?tre au courant de la requalification de celui-ci (paragraphe 80 ci-dessus), ?tant entendu que nul ?l?ment v?rifiable ne vient appuyer cette assertion. En revanche, la Cour observe qu’? l’heure actuelle, au m?pris du titre de propri?t? dont il demeure titulaire, le requ?rant, qui avait achet? un champ agricole, ne peut le cultiver ni en r?colter les fruits ni contracter aucune transaction sur ce terrain. En bref, il n’a aucune possibilit? r?elle d’en jouir.
91. Partant, tout en soulignant que sa d?cision se limite aux faits de l’esp?ce et ne doit pas s’interpr?ter comme une conclusion de principe signifiant qu’une classification de domaine forestier ?quivaut, ind?pendamment de toutes les circonstances entourant l’affaire, ? une atteinte au droit au respect des biens au sens de la premi?re phrase de l’article 1 du Protocole no 1, force est de consid?rer que la qualification de domaine forestier donn?e au terrain litigieux a eu, en l’esp?ce, pour effet de vider de tout contenu le droit de propri?t? du requ?rant, droit qui avait ?t? r?guli?rement acquis dans les conditions d?crites plus haut (paragraphe 9 ci-dessus). L’argument selon lequel le requ?rant aurait ?t? en mesure de pouvoir vendre ce terrain ? un tiers jusqu’? la mesure pr?ventive impos?e le 28 septembre 2007 (paragraphe 33-34 ci-dessus), n’affecte en rien cette constatation dans la mesure o?, d’une part, cette possibilit? de vente est purement th?orique et, d’autre part, une proc?dure visant l’annulation du titre de propri?t? et son transfert en faveur de la direction des for?ts a ?t? engag?e.
92. Il reste ? d?terminer si la mesure litigieuse respecte le juste ?quilibre voulu et, notamment, si elle ne fait pas peser sur le requ?rant une charge disproportionn?e. A cet ?gard, il y a lieu de prendre en consid?ration les modalit?s d’indemnisation pr?vues par la l?gislation interne. A ce sujet, la Cour vient de constater qu’il n’existait pas de recours interne efficace en la mati?re (paragraphe 74 ci-dessus). Les circonstances de la cause, notamment le caract?re d?finitif de la d?limitation, l’absence de tout recours interne efficace susceptible de rem?dier ? la situation litigieuse, l’entrave ? la pleine jouissance du droit de propri?t? et l’absence d’indemnisation, am?nent la Cour ? consid?rer que le requ?rant a eu ? supporter une charge sp?ciale et exorbitante qui a rompu le juste ?quilibre devant r?gner entre, d’une part, les exigences de l’int?r?t g?n?ral et, d’autre part, la sauvegarde du droit au respect des biens (voir, mutatis mutandis, Terazzi S.r.l., pr?cit?, ? 91). La Cour note que le Gouvernement n’a invoqu? aucune circonstance exceptionnelle pour justifier l’absence totale d’indemnisation.
93. D?s lors, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
94. Le requ?rant se plaint du d?faut d’?quit? et de la partialit? des juridictions nationales, lesquelles auraient statu? sur des ?l?ments de preuve tronqu?s. Il invoque ? cet ?gard l’article 6 de la Convention, dont le passage pertinent est ainsi libell? :
? 1. Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
95. Le Gouvernement invite la Cour ? d?clarer ce grief irrecevable pour d?faut de fondement.
96. Le requ?rant soutient que les tribunaux internes se sont bas?s sur des preuves tronqu?es pour rejeter sa demande concernant la d?limitation du terrain litigieux. Selon lui, les tribunaux auraient d? examiner les documents anciens auxquels il affirme ne pas avoir acc?s.
97. Compte tenu de la formulation du grief, la Cour constate que le requ?rant remet en cause essentiellement la mani?re dont les juridictions nationales ont appr?ci? les preuves. A cet ?gard, elle ne rel?ve aucun ?l?ment arbitraire permettant d’estimer que lesdites juridictions se sont fond?es sur des preuves tronqu?es pour d?cider du bien-fond? de la demande du requ?rant. Elle observe que le tribunal de grande instance de ?anakkale a rendu son jugement ? la lumi?re des diff?rents rapports d’expertise ainsi que d’autres ?l?ments recueillis de fa?on objective (paragraphe 22 ci-dessus). La Cour note en outre que la Cour de cassation a examin? le grief du requ?rant ? ce sujet et a constat? que le tribunal du fond avait rendu son jugement sur la base des dispositions pertinentes ainsi que d’?l?ments objectifs, tels le d?nivel? propre au terrain litigieux, sans avoir besoin de se r?f?rer aux documents anciens (paragraphe 24 ci-dessus).
98. En tout ?tat de cause, dans la mesure o? le requ?rant conteste en substance la solution adopt?e par les tribunaux nationaux, la Cour rappelle qu’il ne lui appartient pas d’appr?cier elle-m?me les ?l?ments de fait ayant conduit une juridiction ? adopter telle d?cision plut?t que telle autre, et que sinon elle s’?rigerait en juge de troisi?me ou quatri?me instance (Kemmache c. France (no 3), arr?t du 24 novembre 1994, s?rie A no 296-C, ? 44).
99. Il s’ensuit que le grief tir? de l’absence d’?quit? est manifestement mal fond? et doit ?tre rejet? en application de l’article 35 ?? 3 et 4 de la Convention.
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
100. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
101. Pour le pr?judice mat?riel, le requ?rant r?clame 1 761 230 euros (EUR), soit environ 83 EUR/m?, pour une superficie totale de 21 200 m?. A cet ?gard, il se fonde ? titre comparatif sur la valeur des terrains avoisinants. Il porte ? la connaissance de la Cour deux exemples de promesses d’achat : l’une concerne un terrain de 13 762,44 m?, pour une somme de 4 217 500 EUR ; l’autre concerne un terrain 12 026,56 m?, pour un montant de 2 078 050 EUR. Sans se r?f?rer ? un document pr?cis quant ? la superficie du terrain frapp? de restrictions, il demande ? ?tre indemnis? pour la totalit? du terrain. Il soutient que, m?me si seule une partie du terrain (environ 18 000 m?) est affect?e par la mesure litigieuse, le restant du terrain perd ?galement son utilit?. Par ailleurs, il sollicite pour le manque ? gagner un montant de 352 246 EUR.
102. Au titre du dommage moral, il r?clame 10 000 EUR.
103. Le requ?rant sollicite 10 000 EUR pour les honoraires de son repr?sentant, 3 000 EUR pour les frais et d?pens et 5 000 EUR pour les frais de participation ? l’audience qui a eu lieu ? Strasbourg.
104. Le Gouvernement invite la Cour ? rejeter les demandes d’indemnisation, qu’il juge excessives et d?pourvues de fondement. Il estime par ailleurs que la demande du requ?rant concernant la totalit? de la superficie du terrain est inacceptable dans la mesure o? la restriction litigieuse est partielle. Il ne se r?f?re pas non plus ? un document particulier quant ? la superficie affect?e du terrain.
105. Pour ce qui est du remboursement des frais et d?pens, le Gouvernement conteste ces pr?tentions, soutenant qu’elles ne sont aucunement ?tay?es.
106. Dans les circonstances de l’esp?ce, la Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat, de sorte qu’il convient de la r?server en tenant compte de l’?ventualit? d’un accord entre l’Etat d?fendeur et les requ?rants.
PAR CES MOTIFS, LA COUR,
1. D?clare, ? l’unanimit?, la requ?te recevable quant au grief du requ?rant tir? d’une atteinte au droit au respect de ses biens, et irrecevable pour le surplus ;
2. Dit, par cinq voix contre deux, qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit, par cinq voix contre deux, que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ; en cons?quence,
a) la r?serve ;
b) invite le Gouvernement et le requ?rant ? lui adresser par ?crit, dans un d?lai de six mois ? compter de la date de notification du pr?sent arr?t, leurs observations sur cette question, et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 15 juillet 2008 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Sally Doll? Fran?oise Tulkens
Greffi?re Pr?sidente
Au pr?sent arr?t se trouve joint, conform?ment aux articles 45 ? 2 de la Convention et 74 ? 2 du r?glement, l’expos? de l’opinion dissidente des juges MM. Cabral Barreto et T?rmen.
F.T.
S.D.
OPINION DISSIDENTE DES JUGES
CABRAL BARRETO ET T?RMEN
A notre grand regret, nous ne sommes pas en mesure de suivre l’approche de la majorit? ; pour nous, il n’y a pas eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 pour les raisons suivantes.
1. Tout d’abord, le requ?rant a acquis le terrain en cause en juillet 1993.
Il est vrai que, ? ce moment-l?, aucune mention n’avait ?t? port?e au registre foncier sur l’int?gration de la parcelle dans le domaine forestier public ; toutefois, le 20 ao?t 1990, la commission cadastrale avait proc?d? ? la d?limitation du domaine forestier public, avec l’int?gration du terrain dans ce domaine, d?cision qui a ?t? rendue publique.
Les paragraphes 71, 86 et 89 de l’arr?t faisant ?tat de la ? bonne foi ? du requ?rant doivent ?tre lus avec une certaine r?serve : le requ?rant avait la possibilit?, s’il avait eu la diligence n?cessaire avant d’en faire l’acquisition, de conna?tre la situation du terrain en cause, notamment quant au point de savoir s’il appartenait ou non au domaine forestier.
2. Sur l’essentiel, il faut savoir qu’en droit turc, il y a diverses cat?gories de for?ts.
D’apr?s l’article 3 de la loi n? 3116 du 8 f?vrier 1937, il existait quatre sortes de for?ts : les for?ts d’Etat, les for?ts appartenant aux collectivit?s publiques, les for?ts des fondations et les for?ts priv?es.
Aujourd’hui, l’article 4 de la loi n? 6831 du 31 ao?t 1956 pr?voit trois sortes de for?ts :

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 24/06/2024