AFFAIRE FRANCESCA MASTRANTONIO c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE FRANCESCA MASTRANTONIO c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 46979/99/2001
Stato: Italia
Data: 2001-03-01 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; non luogo a procedere ad esaminare P1-1; Danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Oneri e spese (procedimento nazionale) – domanda respinta; Rimborso oneri e spese – procedimento della Convenzione
SECONDA SEZIONE
Causa Francesca MASTRANTONIO c. ITALIA
( Richiesta n? 46979/99)
SENTENZA
STRASBURGO
1 marzo 2001
DEFINITIVO
01/06/2001
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma prima dell’uscita della sua versione definitiva.

Nella causa Francesca Mastrantonio c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. A.B. Baka, presidente,
B. Conforti, G. Bonello, la Sig.ra V. Str??nick?, il
Sig. P. Lorenzen, la Sig.ra Sig. Tsatsa-Nikolovska,.
Il Sig. E. Levits, giudici,
e del Sig. E. Fribergh, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 8 febbraio 2001,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta diretta contro la Repubblica italiana e in cui una cittadina italiana, la Sig.ra F. M (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo il 12 dicembre 1997 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). La richiesta ? stata registrata il 22 marzo 1999 sotto il numero di pratica 46979/99. Il richiedente ? rappresentato da C. C., avvocato a Novara. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, e dal suo coagente, il Sig. V. Esposito.
2. La Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile il 2 marzo 2000.
IN FATTO
3. Il 2 ottobre 1979, il richiedente cit? sua sorella, Sig.ra M., dinnanzi al tribunale di Patti (Messina) per ottenere la divisione di un immobile possedutoin comunione.
4. Il collocamento in stato della causa cominci? il 20 novembre 1979. Dopo un’udienza, con un’ordinanza del 20 giugno 1980, il giudice del collocamento in stato ordin? la comparizione personale delle parti e nomin? un perito. Il 6 maggio 1980, il giudice rinvi? la causa al 20 maggio 1980 perch? quel giorno il perito era assente. A questa data, le parti non si presentarono ed il perito prest? giuramento. Le udienze del 18 novembre 1980, 17 febbraio e 5 maggio 1981 riguardarono la perizia. Il 7 luglio 1981, la causa fu rinviata al 12 gennaio 1982, data in cui il giudice fiss? la data per la presentazione delle conclusioni al 20 marzo 1982. Questa udienza si tenne il 6 aprile 1982 e l’udienza di arringhe dinnanzi alla camera competente ebbe luogo il 7 luglio 1982.
5. Con un giudizio del 14 luglio 1982 il cui testo fu depositato alla cancelleria il 29 luglio 1982, il tribunale dichiar? proprietario esclusivo dell’immobile la convenuta e condann? questa a pagare una somma corrispondente al valore della sua parte dell’immobile al richiedente.
6. Il 24 settembre 1982, il richiedente interpose appello dinnanzi alla corte di appello di Messina per ottenere la divisione dell’immobile in due parti aventi lo stesso valore.
7. Il collocamento in stato della causa cominci? il 17 dicembre 1982. Questo giorno, il consigliere del collocamento in stato fiss? la data per la presentazione delle conclusioni al 4 febbraio 1983. L’udienza di arringhe dinnanzi alla camera competente si tenne il 19 marzo 1983. Con un’ordinanza del 26 marzo 1983, la corte di appello nomin? un perito. Dopo un tentativo di ordinamento amichevole, con un’ordinanza del 10 novembre 1983, il presidente rinvi? la causa al 16 dicembre 1983 per il giuramento del perito. Delle quattro udienze che si tennero tra il 6 aprile 1984 ed il 1 marzo 1985, tre furono rinviate su richiesta della convenuta ed una su richiesta delle parti. L’udienza contemplata per il 4 ottobre 1985 si tenne il 18 ottobre 1985, data in cui il presidente rinvi? la causa al 6 dicembre 1985 per la presentazione delle conclusioni. Suddetta udienza ebbe luogo il 20 dicembre 1985 e l’udienza di arringhe dinnanzi alla camera competente fu fissata al 9 ottobre 1986. In questa data, le parti chiesero un rinvio. Il 12 febbraio 1987, il presidente mise la causa in delibera.
8. Con una sentenza dello stesso giorno il cui testo fu depositato alla cancelleria il 29 maggio 1987, la corte di appello di Messina ordin? l’asta pubblica dell’immobile e, con un’ordinanza del 19 febbraio 1987, rimise la causa al consigliere del collocamento in stato per procedere alla vendita e fiss? la data dell’udienza al 1 luglio 1987. Con un’ordinanza del 10 luglio 1987, il consigliere del collocamento in stato ordin? la comparizione personale delle parti al 7 ottobre 1987 in vista di un eventuale ordinamento amichevole.
9. Nel frattempo, la sorella del richiedente era ricorsa in cassazione contro la sentenza e l’ordinanza della corte di appello il 18 luglio 1987, e, il 13 ottobre 1987, il richiedente aveva presentato una contro-ricorso.
10. Con un’ordinanza del 1 ottobre 1987, la corte di appello sospese l’esecuzione del giudizio e, il 7 ottobre 1987 il consigliere del collocamento in stato sospese il procedimento nell’attesa della conclusione del procedimento pendente dinnanzi alla Corte di cassazione.
11. Con una sentenza del 30 gennaio 1991 il cui testo fu depositato alla cancelleria il 20 novembre 1991, la Corte di cassazione annull? la sentenza della corte di appello del 29 maggio 1987 perch? questa non era stata firmata dal presidente e rimise la causa alla stessa corte di appello.
12. Con un’ordinanza del 27 aprile 1993, il presidente della corte di appello rimise la causa dinnanzi al consigliere del collocamento in stato fissando la data dell’udienza al 28 ottobre 1993. Venuto il giorno, il presidente sostitu? uno dei giudici e rinvi? la causa al 17 novembre 1993, data in cui le parti chiesero un rinvio. Il 16 febbraio 1994, il consigliere del collocamento in stato ordin? la sospensione del procedimento perch? la sentenza della corte di appello del 29 maggio 1987 era stata annullata dalla Corte di cassazione e quindi, di conseguenza, era impossibile procedere alla vendita del terreno.
13. Nel frattempo, nel maggio 1992, il richiedente riprese il procedimento dinnanzi alla corte di appello di Messina. Il collocamento in stato della causa cominci? il 2 luglio 1992, data alla quale le parti chiesero un rinvio. Il 14 gennaio 1993, la corte di appello mise la causa in delibera. Con un’ordinanza del 5 marzo 1993, la corte di appello riapr? il collocamento in stato ed ordin? una perizia. Il perito fu nominato il 21 aprile 1993 e prest? giuramento il 16 giugno 1993. Il 17 novembre 1993, la sorella del richiedente chiese la congiunzione della presente causa con quella pendente dinnanzi alla stessa corte di appello ed avente per oggetto la vendita dell’immobile oggetto della controversia. Il 16 febbraio 1994, il consigliere del collocamento in stato respinse la domanda di congiunzione dei due procedimenti, dato che uno riguardava la ripresa della causa in seguito all’annullamento della sentenza da parte della Corte di cassazione e l’altro era relativo alla vendita dell’immobile ordinato da suddetta sentenza, e rinvi? la causa al 16 marzo 1994. Giunto il giorno, le parti chiesero un rinvio per esaminare il rapporto di perizia. Il 4 maggio 1994, le parti presentarono le loro conclusioni ed il giudice rinvi? la causa al 15 giugno 1994. L’udienza di arringhe dinnanzi alla camera competente fu fissata al 19 ottobre 1995.
14. Con una sentenza del 2 novembre 1995 il cui testo fu depositato alla cancelleria il 3 febbraio 1996, la corte di appello rivalut? la somma che la Sig.ra M. doveva pagare al richiedente e conferm? per il resto il giudizio di prima istanza.
15. Il 12 dicembre 1996, il richiedente ricorse in cassazione e, in seguito, la Sig.ra M. present? uno contro ricorso. Il 31 luglio 1998, le parti giunsero ad un ordinamento amichevole. Con un’ordinanza del 2 ottobre 1998, la Corte di cassazione dichiar? l’estinzione del procedimento.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
16. Il richiedente adduce che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto con l’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulata,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale (?) che decider? (?) delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile (?)”
17. Il Governo si oppone a questa tesi.
18. Il periodo da considerare ? cominciato il 2 ottobre 1979 e si ? concluso il 31 luglio 1998.
19. ? durato circa diciotto anni e dieci mesi dunque.
20. La Corte ricorda avere constatato in quattro sentenze dal 28 luglio 1999 (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione risultante da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la Corte constata simile trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
21. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
22. Il richiedente si lamenta anche del fatto che la lunghezza del procedimento controverso ha recato offesa al diritto al rispetto dei suoi beni come garantito dall’articolo 1 del Protocollo n? 1.
23. Avuto riguardo della constatazione relativa all’articolo 6 ? 1, paragrafo 21 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stata, nello specifico, violazione di questa disposizione (vedere la sentenza Zangh? c. Italia del 19 febbraio 1991, serie A n? 194-C, p. 47, ? 23).

III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
24. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. DANNO
25. Il richiedente richiede 75 000 000 lire italiane (ITL) a titolo del danno materiale e 50 000 000 ITL a titolo del danno morale che avrebbe subito.
26. La Corte non vede legame di causalit? tra la violazione constatata ed il danno materiale addotto e respinge questa domanda. In compenso, la Corte considera che c’? luogo di concedere al richiedente 50 000 000 ITL a titolo del danno morale.
B. ONERI E SPESE
27. Il richiedente chiede anche 36 000 000 ITL per oneri e spese incorsi dinnanzi alle giurisdizioni interne e 3 625 444 ITL per quelli incorsi dinnanzi alla Corte.
28. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese se non nella misura in cui si trovano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso (vedere, per esempio, la sentenza Bottazzi precitata, ? 30). Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei criteri suddetti, la Corte respinge la domanda relativa agli oneri e spese del procedimento nazionale, stima ragionevole la somma di 3 625 444 ITL per il procedimento dinnanzi alla Corte e l’accorda al richiedente.
C. INTERESSI MORATORI
29. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza era del 3,5% l’anno.

PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo n?1;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza ? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 50 000 000 (cinquanta milioni) di lire italiane per danno morale e 3 625 444 (tre milioni sei cento venticinquemila quattro cento quarantaquattro) di lire italiane per oneri e spese;
b) che questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice del 3,5% l’anno a contare dalla scadenza di questo termine e fino al versamento;
4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 1 marzo 2001, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Erik Fribergh Andr?s Baka
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Non-lieu ? examiner P1-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Frais et d?pens (proc?dure nationale) – demande rejet?e ; Remboursement frais et d?pens – proc?dure de la Convention
DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE Francesca MASTRANTONIO c. ITALIE
(Requ?te n? 46979/99)
ARR?T
STRASBOURG
1er mars 2001
D?FINITIF
01/06/2001
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme avant la parution de sa version d?finitive.

En l?affaire Francesca Mastrantonio c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. A.B. Baka, pr?sident,
B. Conforti,
G. Bonello,
Mme V. Str??nick?,
M. P. Lorenzen,
Mme M. Tsatsa-Nikolovska.
M. E. Levits, juges,
et de M. E. Fribergh, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 8 f?vrier 2001,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique italienne et dont une ressortissante italienne, Mme F. M (? la requ?rante ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme le 12 d?cembre 1997 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). La requ?te a ?t? enregistr?e le 22 mars 1999 sous le num?ro de dossier 46979/99. La requ?rante est repr?sent?e par Me C. C., avocat ? Novare. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et par son coagent, M. V. Esposito.
2. La Cour a d?clar? la requ?te recevable le 2 mars 2000.
EN FAIT
3. Le 2 octobre 1979, la requ?rante assigna sa s?ur, Mme M., devant le tribunal de Patti (Messine) afin d?obtenir le partage d?un immeuble d?tenu en indivision.
4. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 20 novembre 1979. Apr?s une audience, par une ordonnance du 20 juin 1980, le juge de la mise en ?tat ordonna la comparution personnelle des parties et nomma un expert. Le 6 mai 1980, le juge ajourna l?affaire au 20 mai 1980 car ce jour-l? l?expert ?tait absent. A cette date, les parties ne se pr?sent?rent pas et l?expert pr?ta serment. Les audiences des 18 novembre 1980, 17 f?vrier et 5 mai 1981 concern?rent l?expertise. Le 7 juillet 1981, l?affaire fut ajourn?e au 12 janvier 1982, date ? laquelle le juge fixa la date pour la pr?sentation des conclusions au 20 mars 1982. Cette audience se tint le 6 avril 1982 et l?audience de plaidoiries devant la chambre comp?tente eut lieu le 7 juillet 1982.
5. Par un jugement du 14 juillet 1982, dont le texte fut d?pos? au greffe le 29 juillet 1982, le tribunal d?clara la d?fenderesse propri?taire exclusive de l?immeuble et condamna celle-ci ? payer ? la requ?rante une somme correspondant ? la valeur de sa part de l?immeuble.
6. Le 24 septembre 1982, la requ?rante interjeta appel devant la cour d?appel de Messine afin d?obtenir le partage de l?immeuble en deux parties ayant la m?me valeur.
7. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 17 d?cembre 1982. Ce jour-l?, le conseiller de la mise en ?tat fixa la date pour la pr?sentation des conclusions au 4 f?vrier 1983. L?audience de plaidoiries devant la chambre comp?tente se tint le 19 mars 1983. Par une ordonnance du 26 mars 1983, la cour d?appel nomma un expert. Apr?s une tentative de r?glement amiable, par une ordonnance du 10 novembre 1983, le pr?sident ajourna l?affaire au 16 d?cembre 1983 pour le serment de l?expert. Des quatre audiences qui se tinrent entre le 6 avril 1984 et le 1er mars 1985, trois furent renvoy?es ? la demande de la d?fenderesse et une ? la demande des parties. L?audience pr?vue pour le 4 octobre 1985 se tint le 18 octobre 1985, date ? laquelle le pr?sident ajourna l?affaire au 6 d?cembre 1985 pour la pr?sentation des conclusions. Ladite audience eut lieu le 20 d?cembre 1985 et l?audience de plaidoiries devant la chambre comp?tente fut fix?e au 9 octobre 1986. A cette date, les parties demand?rent un renvoi. Le 12 f?vrier 1987, le pr?sident mit l?affaire en d?lib?r?.
8. Par un arr?t du m?me jour, dont le texte fut d?pos? au greffe le 29 mai 1987, la cour d?appel de Messine ordonna la vente aux ench?res de l?immeuble et, par une ordonnance du 19 f?vrier 1987, remit l?affaire au conseiller de la mise en ?tat pour proc?der ? la vente et fixa la date de l?audience au 1er juillet 1987. Par une ordonnance du 10 juillet 1987, le conseiller de la mise en ?tat ordonna la comparution personnelle des parties au 7 octobre 1987 en vue d?un ?ventuel r?glement amiable.
9. Entre-temps, le 18 juillet 1987, la s?ur de la requ?rante s??tait pourvue en cassation ? l?encontre de l?arr?t et de l?ordonnance de la cour d?appel et, le 13 octobre 1987, la requ?rante avait pr?sent? un contre-recours.
10. Par une ordonnance du 1er octobre 1987, la cour d?appel suspendit l?ex?cution du jugement et, le 7 octobre 1987 le conseiller de la mise en ?tat suspendit la proc?dure en l?attente de l?issue de la proc?dure pendante devant la Cour de cassation.
11. Par un arr?t du 30 janvier 1991, dont le texte fut d?pos? au greffe le 20 novembre 1991, la Cour de cassation annula l?arr?t de la cour d?appel du 29 mai 1987 car celui-ci n?avait pas ?t? sign? par le pr?sident et remit l?affaire ? la m?me cour d?appel.
12. Par une ordonnance du 27 avril 1993, le pr?sident de la cour d?appel remit l?affaire devant le conseiller de la mise en ?tat en fixant la date de l?audience au 28 octobre 1993. Le jour venu, le pr?sident rempla?a un des juges et ajourna l?affaire au 17 novembre 1993, date ? laquelle les parties demand?rent un renvoi. Le 16 f?vrier 1994, le conseiller de la mise en ?tat ordonna la suspension de la proc?dure car l?arr?t de la cour d?appel du 29 mai 1987 avait ?t? annul? par la Cour de cassation et que, par cons?quent, il ?tait impossible de proc?der ? la vente du terrain.
13. Entre-temps, en mai 1992, la requ?rante reprit la proc?dure devant la cour d?appel de Messine. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 2 juillet 1992, date ? laquelle les parties demand?rent un renvoi. Le 14 janvier 1993, la cour d?appel mit l?affaire en d?lib?r?. Par une ordonnance du 5 mars 1993, la cour d?appel rouvrit la mise en ?tat et ordonna une expertise. L?expert fut nomm? le 21 avril 1993 et pr?ta serment le 16 juin 1993. Le 17 novembre 1993, la s?ur de la requ?rante demanda la jonction de la pr?sente affaire avec celle pendante devant la m?me cour d?appel et ayant pour objet la vente de l?immeuble objet du litige. Le 16 f?vrier 1994, le conseiller de la mise en ?tat rejeta la demande de jonction des deux proc?dures, ?tant donn? qu?une concernait la reprise de l?affaire suite ? l?annulation de l?arr?t de la part de la Cour de cassation et l?autre ?tait relative ? la vente de l?immeuble ordonn? par ledit arr?t, et ajourna l?affaire au 16 mars 1994. Le jour venu, les parties demand?rent un renvoi afin d?examiner le rapport d?expertise. Le 4 mai 1994, les parties pr?sent?rent leurs conclusions et le juge ajourna l?affaire au 15 juin 1994. L?audience de plaidoiries devant la chambre comp?tente fut fix?e au 19 octobre 1995.
14. Par un arr?t du 2 novembre 1995, dont le texte fut d?pos? au greffe le 3 f?vrier 1996, la cour d?appel r??valua la somme que Mme M. devait payer ? la requ?rante et confirma pour le reste le jugement de premi?re instance.
15. Le 12 d?cembre 1996, la requ?rante se pourvut en cassation et, par la suite, Mme M. pr?senta un contre recours. Le 31 juillet 1998, les parties parvinrent ? un r?glement amiable. Par une ordonnance du 2 octobre 1998, la Cour de cassation d?clara l?extinction de la proc?dure.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
16. La requ?rante all?gue que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (?) qui d?cidera (?) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (?) ?
17. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
18. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 2 octobre 1979 et s?est termin?e le 31 juillet 1998.
19. Elle a donc dur? environ dix-huit ans et dix mois.
20. La Cour rappelle avoir constat? dans de nombreux arr?ts (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
21. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1
22. La requ?rante se plaint ?galement de ce que la longueur de la proc?dure litigieuse a port? atteinte au droit au respect de ses biens tel que garanti par l?article 1 du Protocole n? 1.
23. Eu ?gard au constat relatif ? l?article 6 ? 1 (paragraphe 21 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de cette disposition (voir l?arr?t Zangh? c. Italie du 19 f?vrier 1991, s?rie A n? 194-C, p. 47, ? 23).

III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
24. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. DOMMAGE
25. La requ?rante r?clame 75 000 000 lires italiennes (ITL) au titre du pr?judice mat?riel et 50 000 000 ITL au titre du pr?judice moral qu?elle aurait subi.
26. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et le dommage mat?riel all?gu? et rejette cette demande. En revanche, la Cour consid?re qu?il y a lieu d?octroyer ? la requ?rante 50 000 000 ITL au titre du pr?judice moral.
B. FRAIS ET D?PENS
27. La requ?rante demande ?galement 36 000 000 ITL pour les frais et d?pens encourus devant les juridictions internes et 3 625 444 ITL pour ceux encourus devant la Cour.
28. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (voir, par exemple, l?arr?t Bottazzi pr?cit?, ? 30). En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour rejette la demande relative aux frais et d?pens de la proc?dure nationale, estime raisonnable la somme de 3 625 444 ITL pour la proc?dure devant la Cour et l?accorde ? la requ?rante.
C. INT?R?TS MORATOIRES
29. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t ?tait de 3,5 % l?an.

PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 1 du Protocole n?1 ;
3. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser ? la requ?rante, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t est devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 50 000 000 (cinquante millions) lires italiennes pour dommage moral et 3 625 444 (trois millions six cent vingt-cinq mille quatre cent quarante-quatre) lires italiennes pour frais et d?pens ;
b) que ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple de 3,5 % l?an ? compter de l?expiration de ce d?lai et jusqu?au versement ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 1er mars 2001, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Erik Fribergh Andr?s Baka
Greffier Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 24/06/2024