AFFAIRE F.T. c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE F.T. c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 46971/99/2001
Stato: Italia
Data: 2001-03-01 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Oneri e spese (procedimento nazionale) – domanda respinta
SECONDA SEZIONE
CAUSA F.T. c. ITALIA
(Richiesta n? 46971/99)
SENTENZA
STRASBURGO
1 marzo 2001
DEFINITIVO
01/06/2001
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma prima dell’uscita della sua versione definitiva.

Nella causa F.T. c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. A.B. Baka, presidente,
B. Conforti, G. Bonello, la Sig.ra V. Str??nick?, il
Sig. P. Lorenzen, la Sig.ra Sig. Tsatsa-Nikolovska,.
Il Sig. E. Levits, giudici,
e del Sig. E. Fribergh, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 8 febbraio 2001,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino italiano, il Sig. F.T. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo l? 11 novembre 1997 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). La richiesta ? stata registrata il 22 marzo 1999 sotto il numero di pratica 46971/99. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, e dal suo coagente, il Sig. V. Esposito.
2. La Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile il 2 marzo 2000.
IN FATTO
3. Il 28 maggio 1983, il richiedente conclude un compromesso di vendita di un appartamento col Sig. I. e gli vers? un acconto della met? del prezzo dell’immobile. In seguito, il richiedente neg? di concludere il contratto definitivo di vendita adducendo che l’appartamento non era conforme alle leggi in materia di urbanistica.
4. Il 18 aprile 1984, il Sig. I. intim? al richiedente di concludere il contratto definitivo e, nel caso in cui non si fosse presentato dinnanzi al notaio, avrebbe citato questo dinnanzi al tribunale di Latina per ottenere un giudizio che sostituisse il contratto di vendita ed il pagamento del restante del prezzo dell’appartamento.
5. Il collocamento in stato della causa cominci? il 26 giugno 1984. Il 18 ottobre 1984, il richiedente chiese al giudice del collocamento in stato di fissare la data per la presentazione delle conclusioni ed il Sig. I. chiese la risoluzione del compromesso cos? come il risarcimento dei danni subiti. Il 19 febbraio 1985, il Sig. I. chiese l’ascolto di testimoni ed il richiedente chiese un rinvio. Il 18 giugno 1985, il richiedente si oppose all’ascolto dei testimoni e chiese il sequestro conservatorio dell’appartamento. Il 28 gennaio, 25 marzo, 22 maggio e 12 giugno 1986, il richiedente insistette nella sua richiesta di ascolto dei testimoni ed il richiedente nella sua richiesta di sequestro. L’udienza contemplata per il 20 novembre 1986 fu rinviata d?ufficio all? 11 dicembre 1986. Con un’ordinanza del 24 febbraio 1987, il giudice del collocamento in stato respinse le domande delle parti e rinvi? la causa al 16 aprile 1987. Questa udienza non ebbe luogo.
6. Con un’ordinanza del 30 giugno 1987, il tribunale respinse il reclamo presentato dal Sig. I. contro l’ordinanza del 24 febbraio 1987. Il 1 ottobre 1987, il richiedente vers? dei documenti alla pratica e chiese la determinazione della data di presentazione delle conclusioni. Il 10 dicembre 1987, il Sig. I. chiese al giudice l’ascolto del sindaco di S. per ottenere delle delucidazioni in quanto alla legalit? amministrativa dell’immobile in causa. Dopo un’udienza, con un’ordinanza dell? 8 marzo 1988, il giudice del collocamento in stato fiss? la data di presentazione delle conclusioni al 31 maggio 1988. Questo giorno, il giudice fiss? la data dell’udienza di arringhe dinnanzi alla camera competente al 16 gennaio 1990.
7. Questa udienza fu rinviata al 18 settembre 1990 in ragione del sovraccarico del ruolo. Venuto il giorno, le parti chiesero un rinvio ed il tribunale rinvi? la causa al 4 giugno 1991. Questa udienza, cos? come quelle del 7 e 21 aprile 1992 furono rinviate in ragione della cambiamento di uno dei giudici. Il 21 settembre 1993, il tribunale mise la causa in delibera. Con un giudizio del 5 ottobre 1993 il cui testo fu depositato alla cancelleria il 23 novembre 1993, il tribunale respinse la domanda del Sig. I. pronunci? la risoluzione del compromesso di vendita e condann? questo alla restituzione dell’acconto.
8. Il 30 marzo 1994, il Sig. I. interpose appello dinnanzi alla corte di appello di Roma. Il collocamento in stato della causa cominci? il 27 giugno 1994, data in cui il richiedente si costitu? nel procedimento e present? un appello incidentale cos? come una domanda di esecuzione provvisoria del giudizio di prima istanza. Con un’ordinanza del 18 luglio 1994, il consigliere del collocamento in stato respinse la domanda del richiedente e rinvi? la causa al 28 novembre 1994, data in cui le parti presentarono le loro conclusioni. Il 27 febbraio 1995, le parti presentarono di nuovo le loro conclusioni e l’udienza di arringhe dinnanzi alla camera competente fu fissata al 2 aprile 1997.
9. Con una sentenza del 16 aprile 1997 il cui testo fu depositato alla cancelleria il 15 luglio 1997, la corte di appello di Roma respinse l’appello del Sig. I. e quello del richiedente.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
10. Il richiedente adduce che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulato,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale (?) che decider? (?) delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile (?)”
11. Il Governo si oppone a questa tesi.
12. Il periodo da considerare ? cominciato il 18 aprile 1984 e si ? concluso il 15 luglio 1997.
13. ? durato circa tredici anni e tre mesi per due istanze dunque.
14. La Corte ricorda avere constatato in quattro sentenze dal 28 luglio 1999 (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione risultante da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la Corte constata simile trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
15. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
16. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. DANNO
17. Il richiedente richiede 100 000 000 lire italiane (ITL) a titolo del danno materiale e 20 000 000 ITL a titolo del danno morale che avrebbe subito.
18. La Corte non vede legame di causalit? tra la violazione constatata ed il danno materiale addotto e respinge questa domanda. In compenso, la Corte considera che c’? luogo di concedere al richiedente la somma chiesta, ossia 20 000 000 ITL, a titolo del danno morale.
B. ONERI E SPESE
19. Il richiedente chiede anche 25 000 000 ITL per oneri e spese incorsi dinnanzi alle giurisdizioni interne.
20. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese se non nella misura in cui si trovano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso (vedere, per esempio, la sentenza Bottazzi precitata, ? 30). Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei criteri suddetti, la Corte respinge la domanda relativa agli oneri e spese del procedimento nazionale.
C. INTERESSI MORATORI
21. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza era del 3,5% l’anno.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza ? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione 20 000 000 (venti milioni) di lire italiane per danno morale;
b) che questo importo sar? da aumentare di un interesse semplice del 3,5% l’anno a contare dalla scadenza di questo termine e fino al versamento;
3. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 1 marzo 2001, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Erik Fribergh Andr?s Baka
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Frais et d?pens (proc?dure nationale) – demande rejet?e
DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE F.T. c. ITALIE
(Requ?te n? 46971/99)
ARR?T
STRASBOURG
1er mars 2001
D?FINITIF
01/06/2001
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme avant la parution de sa version d?finitive.

En l?affaire F.T. c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. A.B. Baka, pr?sident,
B. Conforti,
G. Bonello,
Mme V. Str??nick?,
M. P. Lorenzen,
Mme M. Tsatsa-Nikolovska.
M. E. Levits, juges,
et de M. E. Fribergh, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 8 f?vrier 2001,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant italien, M. F.T. (? le requ?rant ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme le 11 novembre 1997 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). La requ?te a ?t? enregistr?e le 22 mars 1999 sous le num?ro de dossier 46971/99. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et par son coagent, M. V. Esposito.
2. La Cour a d?clar? la requ?te recevable le 2 mars 2000.
EN FAIT
3. Le 28 mai 1983, le requ?rant conclut un compromis de vente d?un appartement avec M. I. et lui versa un acompte de la moiti? du prix de l?immeuble. Par la suite, le requ?rant refusa de conclure le contrat d?finitif de vente en all?guant que l?appartement n??tait pas conforme aux lois en mati?re d?urbanisme.
4. Le 18 avril 1984, M. I. somma le requ?rant de conclure le contrat d?finitif et, au cas o? il ne se serait pas pr?sent? devant le notaire, assigna celui-ci devant le tribunal de Latina afin d?obtenir un jugement rempla?ant le contrat de vente et le paiement du restant du prix de l?appartement.
5. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 26 juin 1984. Le 18 octobre 1984, le requ?rant demanda au juge de la mise en ?tat de fixer la date pour la pr?sentation des conclusions et M. I. demanda la r?solution du compromis ainsi que la r?paration des dommages subis. Le 19 f?vrier 1985, M. I. demanda l?audition de t?moins et le requ?rant demanda un renvoi. Le 18 juin 1985, le requ?rant s?opposa ? l?audition des t?moins et demanda la saisie conservatoire de l?appartement. Les 28 janvier, 25 mars, 22 mai et 12 juin 1986, le demandeur insista dans sa demande d?audition des t?moins et le requ?rant dans sa demande de saisie. L?audience pr?vue pour le 20 novembre 1986 fut report?e d?office au 11 d?cembre 1986. Par une ordonnance du 24 f?vrier 1987, le juge de la mise en ?tat rejeta les demandes des parties et ajourna l?affaire au 16 avril 1987. Cette audience n?eut pas lieu.
6. Par une ordonnance du 30 juin 1987, le tribunal rejeta la r?clamation pr?sent?e par M. I. ? l?encontre de l?ordonnance du 24 f?vrier 1987. Le 1er octobre 1987, le requ?rant versa des documents au dossier et demanda la fixation de la date de pr?sentation des conclusions. Le 10 d?cembre 1987, M. I. demanda au juge l?audition du maire de S. afin d?obtenir des ?claircissements quant ? la l?galit? administrative de l?immeuble en cause. Apr?s une audience, par une ordonnance du 8 mars 1988, le juge de la mise en ?tat fixa la date de pr?sentation des conclusions au 31 mai 1988. Ce jour-l?, le juge fixa la date de l?audience de plaidoiries devant la chambre comp?tente au 16 janvier 1990.
7. Cette audience fut report?e au 18 septembre 1990 en raison de la surcharge du r?le. Le jour venu, les parties demand?rent un renvoi et le tribunal ajourna l?affaire au 4 juin 1991. Cette audience, ainsi que celles des 7 et 21 avril 1992 furent report?es en raison de la mutation d?un des juges. Le 21 septembre 1993, le tribunal mit l?affaire en d?lib?r?. Par un jugement du 5 octobre 1993, dont le texte fut d?pos? au greffe le 23 novembre 1993, le tribunal rejeta la demande de M. I. pronon?a la r?solution du compromis de vente et condamna celui-ci ? la restitution de l?acompte.
8. Le 30 mars 1994, M. I. interjeta appel devant la cour d?appel de Rome. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 27 juin 1994, date ? laquelle le requ?rant se constitua dans la proc?dure et pr?senta un appel incident ainsi qu?une demande d?ex?cution provisoire du jugement de premi?re instance. Par une ordonnance du 18 juillet 1994, le conseiller de la mise en ?tat rejeta la demande du requ?rant et ajourna l?affaire au 28 novembre 1994, date ? laquelle les parties pr?sent?rent leurs conclusions. Le 27 f?vrier 1995, les parties pr?sent?rent ? nouveau leurs conclusions et l?audience de plaidoiries devant la chambre comp?tente fut fix?e au 2 avril 1997.
9. Par un arr?t du 16 avril 1997, dont le texte fut d?pos? au greffe le 15 juillet 1997, la cour d?appel de Rome rejeta l?appel de M. I. et celui du requ?rant.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
10. Le requ?rant all?gue que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (?) qui d?cidera (?) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (?) ?
11. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
12. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 18 avril 1984 et s?est termin?e le 15 juillet 1997.
13. Elle a donc dur? environ treize ans et trois mois pour deux instances.
14. La Cour rappelle avoir constat? dans de nombreux arr?ts (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
15. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
16. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. DOMMAGE
17. Le requ?rant r?clame 100 000 000 lires italiennes (ITL) au titre du pr?judice mat?riel et 20 000 000 ITL au titre du pr?judice moral qu?il aurait subi.
18. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et le dommage mat?riel all?gu? et rejette cette demande. En revanche, la Cour consid?re qu?il y a lieu d?octroyer au requ?rant la somme demand?e, ? savoir 20 000 000 ITL, au titre du pr?judice moral.
B. FRAIS ET D?PENS
19. Le requ?rant demande ?galement 25 000 000 ITL pour les frais et d?pens encourus devant les juridictions internes.
20. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (voir, par exemple, l?arr?t Bottazzi pr?cit?, ? 30). En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour rejette la demande relative aux frais et d?pens de la proc?dure nationale.
C. INT?R?TS MORATOIRES
21. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t ?tait de 3,5 % l?an.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t est devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 20 000 000 (vingt millions) lires italiennes pour dommage moral ;
b) que ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple de 3,5 % l?an ? compter de l?expiration de ce d?lai et jusqu?au versement ;
3. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 1er mars 2001, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Erik Fribergh Andr?s Baka
Greffier Pr?sident

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