AFFAIRE ELIA S.r.l. c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE ELIA S.r.l. c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41
Numero: 37710/97/2004
Stato: Italia
Data: 2004-07-22 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Danno materiale – risarcimento pecuniario; Danno morale – constatazione di violazione sufficiente
ANZIANA SECONDA SEZIONE
CAUSA ELIA SRL C. ITALIA
( Richiesta no 37710/97)
SENTENZA
(Soddisfazione equa)
STRASBURGO
22 luglio 2004
DEFINITIVO
22/10/2004
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Elia Srl c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, anziana seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG.. C.L. Rozakis, presidente,
P. Lorenzen, G. Bonello, il Sig.re V. Str??nick?, il
Sig. Tsatsa-Nikolovska, il Sig. A.B,. Baka, giudici, R. Baratta, giudice ad hoc, e del Sig. S. Quesada, cancelliere aggiunto di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 1 luglio 2004,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 37710/97) diretta contro la Repubblica italiana e in cui una societ? a responsabilit? limitata, la societ? E. S.r.l. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 6 agosto 1997, in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
Il richiedente adduceva un attentato ingiustificato al suo diritto al rispetto dei suoi beni.
In seguito all’entrata in vigore del Protocollo no 11 alla Convenzione il 1 novembre 1998, e conformemente all’articolo 5 ? 2 di suddetto Protocollo, l’esame della causa ? stato affidato alla Corte. Conformemente all’articolo 52 ? 1 dell’ordinamento della Corte, il Presidente della Corte ha assegnato la causa alla seconda sezione. Il 14 dicembre 2000, la camera ha dichiarato la richiesta ammissibile.
2. Con una sentenza del 2 agosto 2001 (“la sentenza al principale”), la Corte ha giudicato che c’era stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 in ragione del carico esorbitante che risulta dalle limitazioni che colpiscono il terreno del richiedente (CEDH 2001-IX, ?? 83-84,).
3. Appellandosi all’articolo 41 della Convenzione, il richiedente richiedeva una soddisfazione equa per danno materiale e morale cos? come il rimborso degli oneri incorsi dinnanzi alle giurisdizioni nazionali e nel procedimento a Strasburgo.
4. Non trovandosi in stato la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione, la Corte l’ha riservata e ha invitato il Governo ed il richiedente a sottoporle per iscritto, nei tre mesi, le loro osservazioni su suddetta questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare (ibidem, ? 93 e punto 2 del dispositivo).
5. Il termine fissato per permettere alle parti di ricercare un accordo amichevole ha toccato senza che le parti non siano giunte ad un accordo.
6. Il 24 ottobre 2001, il richiedente ha fatto pervenire una perizia e le sue domande definitive a titolo di una soddisfazione equa.
Il Governo non ha formulato commenti nel termine fissato al 6 dicembre 2001.
7. Il 1 novembre 2001, la Corte aveva modificato nel frattempo la composizione delle sue sezioni (articolo 25 ? 1 dell’ordinamento). La presente richiesta ha continuato per? ad essere esaminata dalla camera della vecchia sezione II come esisteva prima di questa data.
IN DIRITTO
8. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
I. Danno materiale
1. Argomenti del richiedente
9. Il richiedente chiede di essere risarcito dell’impossibilit? per lui, per pi? di vent’ anni, di disporre del suo terreno e di derivarne beneficio sfruttando il potenziale edificabile di questo.
Secondo il richiedente, il periodo da considerare ? cominciato nel novembre 1979, quando il permesso di espropriare divent? nullo (vedere ? 11 della sentenza al principale).
10. In appoggio alle sue domande di soddisfazione equa, il richiedente ha prodotto tre perizie extragiudiziali.
11. La prima perizia datata il mese di agosto 1968, ossia alcuni mesi dopo l’adozione da parte della municipalit? di Pomezia del piano generale di urbanistica che colpiva il terreno del richiedente delle misure controverse.
Il perito, il Sig. U. C., ha proceduto alla valutazione del seguente terreno con due metodi correntemente utilizzati per stimare dei terreni.
Secondo il primo metodo che si basa sul paragone del terreno coi terreni vicini (“metodo comparativo”) il valore del terreno nel 1968 era di 720 553 000 ITL (372 134,57 EUR) ossia di 8 500 ITL al metro quadrato. Il perito afferma che questa somma corrispondeva anche all’importo dell’indennit? di espropriazione che ci si poteva aspettare all’epoca.
Secondo il secondo metodo (“metodo analitico”) che prende in conto l’aumento di valore del terreno in caso di costruzione nei limiti del potenziale edificabile, il valore del terreno era nel 1968 di 1 260 550 000 ITL (651 019, 74 EUR)
12. Il secondo rapporto di perizia, datato novembre 1999, fa stato del fatto che nel 1979, il terreno controverso valeva 5 389 410 000 ITL (2 783 397, 98 EUR) ossia 63 000 ITL al metro quadrato.
13. In seguito alla sentenza al principale, il richiedente ha depositato un terzo rapporto di perizia, datato 1? ottobre 2001, sulla base del quale fonda i suoi conclusioni in materia di soddisfazione equa.
Il perito, il Sig. G. I., ha valutato il terreno considerando il contesto nel 2001, ossia in particolare la situazione dei terreni vicini ed il mercato immobiliare. Seguendo il metodo comparativo (vedere ? 10), il valore commerciale del terreno nel 2001 era di 460 000 ITL al metro quadrato. Seguendo il metodo analitico (vedere ? 10), il valore commerciale del terreno nel 2001 era di 458 000 ITL al metro quadrato.
Il perito ha ottenuto poi il valore medio di 459 000 ITL al metro quadrato. Moltiplicato per i 65 000 metri quadrati del terreno, questa cifra d? 29 835 000 000 ITL (15 408 491,58 EUR) ci? che corrisponde al valore commerciale del terreno in 2001.
Sulla base di questa stima, il perito ha calcolato poi l’indennit? di espropriazione che sarebbe dovuta al richiedente se il terreno fosse stato espropriato nel 2001. Questa indennit? ammonta a 8 970 000 000 ITL (4 632 618,38 EUR).
14. Secondo il richiedente, nella mancanza di altri elementi, il danno che deriva dalla privazione di godimento del terreno dovrebbe corrispondere ad un tipo di rendita, ottenuta applicando il tasso di interesse legale sul controvalore del terreno nel 1979.
Per lui, bisogna considerare il valore venale del terreno nel 1979, ossia 3 650 176,86 EUR, per determinare questo valore, il richiedente prende il valore del terreno nel 2001 e lo ricalcola in funzione del tasso di inflazione,; poi, bisogna applicare al tempo stesso il tasso di inflazione e l’interesse legale, anno dopo anno.1
15. Sussidiariamente, il richiedente chiede un risarcimento calcolato non sul controvalore del terreno ma sull’indennit? di espropriazione al senso dell’articolo 5bis della legge no 359 del 1992 che gli sarebbe stata versata in caso di espropriazione. Questa indennit?, ricalcolata in funzione del tasso di inflazione corrispondente al valore nel 1979, ammonta a 1 097 438,79 EUR.
2. Argomenti del Governo
16. Secondo il Governo, il richiedente non ? autorizzato a richiedere un’indennit? per danno materiale, nella misura in cui chiede una somma per un terreno edificabile e si riferisce ai terreni vicini che non sono sottomessi ad un’interdizione a costruire. Secondo lui, richiedere un’indennit? di questo tipo equivale a negare il potere dell’amministrazione di regolamentare il piano di sviluppo del territorio ed a riconoscere al proprietario il diritto di costruire.
3. Decisione della Corte
17. La Corte ricorda che una sentenza che constata una violazione provoca per lo stato convenuto l’obbligo giuridico di mettere un termine alla violazione e di cancellare ne le conseguenze in modo da ristabilire tanto quanto si pu? fare la situazione anteriore a questa (Iatridis c. Grecia (soddisfazione equa) [GC], no 31107/96, ? 32, CEDH 2000-XI).
18. Gli Stati contraenti parti in una causa sono in principio liberi di scegliere i mezzi che utilizzeranno per conformarsi ad una sentenza che constata una violazione. Questo potere di valutazione in quanto alle modalit? di esecuzione di una sentenza traduce la libert? di scelta a cui ? abbinato l’obbligo primordiale imposto dalla Convenzione agli Stati contraenti: garantire il rispetto dei diritti e libert? garantite (articolo 1). Se la natura della violazione permette in integrum una restitutio, incombe sullo stato convenuto di realizzarla, non avendo la Corte n? la competenza n? la possibilit? pratica di compierla lei stessa. Se il diritto nazionale non permette , in compenso, o permette solamente imperfettamente di cancellare le conseguenze della violazione, l’articolo 41 abilita la Corte ad accordare, se c’? luogo, alla parte lesa la soddisfazione che gli sembra appropriata (Brumarescu c. Romania (soddisfazione equa) [GC], no 28342/95, ? 20, CEDH 2000-I).
19. Nella sua sentenza al principale, la Corte ha detto che l’ingerenza controversa soddisfaceva le esigenze dell’interesse generale (? 77 della sentenza al principale), ci? che spetta a dire che nessuno atto illegale o arbitrario ? stato constatato.
La Corte ricorda che, nella sua sentenza al principale, fondava la constatazione di violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 sul seguente considerazioni:
“83. Le circostanze della causa, in particolare l’incertezza e l’inesistenza di ogni ricorso interno effettivo suscettibile di ovviare alla situazione controversa, combinate con l’ostacolo al pieno godimento del diritto di propriet? e la mancanza di indennizzo, portano la Corte a considerare che il richiedente ha dovuto sopportare un carico speciale ed esorbitante che ha rotto il giusto equilibrio che deve regnare tra, da una parte, le esigenze dell’interesse generale e, dall?altro parte, la salvaguardia del diritto al rispetto dei beni.”
20. La Corte considera che il richiedente ha subito indubbiamente dei danni che risultano dagli elementi sopra menzionati.
Per?, il carattere lecito della situazione imputabile al Governo italiano che la Corte ha tenuto per contrario alla Convenzione si ripercuote per forza di cose sui criteri da adoperare per determinare il risarcimento dovuto dallo stato convenuto, non potendo essere assimilate le conseguenze finanziarie di un comportamento lecito a quelle di un comportamento illecito.
Tenuto conto delle considerazioni che precedono, la Corte stima che nella presente causa, la natura della violazione constatata nella sentenza al principale non le permette di partire dal principio di una restitutio in integrum (Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96 (soddisfazione equa), ?? 20-21; Ex Re di Grecia ed altri c. Grecia, [GC], no 25701/94, ? 75, CEDH 2002) e che un indennizzo ? suscettibile di compensare il danno addotto.
21. In quanto all’indennizzo da fissare nello specifico, questo non dovr?, contrariamente a quello concesso nelle cause concernente gli spodestamenti illeciti in s?, riflettere l’idea di una cancellazione totale delle conseguenze dell’ingerenza controversa (Papamichalopoulos ed altri c. Grecia (articolo 50) del 31 ottobre 1995, serie A no 330-B, p. 59, ?? 36 e 39; Ex Re di Grecia precitata, ? 78) in mancanza di una constatazione di illegalit? (vedere sopra ?? 19-20).
22. La Corte stima poi che le circostanze della causa non suscitano una valutazione precisa del danno materiale. Il tipo di danno in questione presenta un carattere intrinsecamente aleatorio, il che rende impossibile un calcolo preciso delle somme necessarie al suo risarcimento (Lallement c. Francia, no 46044/99, ? 16; Sporrong e L?nnroth c. Svezia (articolo 50), sentenza del 18 dicembre 1984, serie A no 88, ? 32).
23. Agli occhi della Corte, c’? luogo di accordare una somma che tenga conto dell’indisponibilit? del terreno a contare dal 1974, ossia dall’approvazione del piano generale di urbanistica che colpisce il terreno del richiedente (vedere ? 10 della sentenza al principale).
24. La Corte stima poi che il punto di partenza del ragionamento deve essere il valore probabile del terreno a questa stessa epoca ed allontana per questo fatto le pretese del richiedente nella misura in cui queste sono fondate sul valore reale o attualizzato del terreno.
Per valutare il valore probabile del terreno nel 1974, la Corte deve avere riguardo del fatto che la constatazione di violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 non riguarda i permessi di espropriare e le interdizioni a costruire in quanto tale (vedere ??77 e 83-84 della sentenza al principale). D?altra parte, non deve dimenticare che nel 1963, il comune di Pomezia aveva emesso un parere favorevole ad un progetto di costruzione su suddetto terreno (vedere ? 8 della sentenza al principale).
Infine, la Corte non perde di vista le conclusioni della prima perizia depositata dal richiedente (vedere ? 11).
25. Una volte determinato il valore del terreno nel 1974, la Corte stima che c’? luogo di considerare che il danno che deriva dall’indisponibilit? del terreno durante il periodo considerato pu? essere compensato dal versamento di una somma che corrisponde all’interesse legale durante tutto questo periodo applicato al controvalore del terreno cos? determinato.
26. Alla luce di queste considerazioni, e deliberando in equit? come vuole l’articolo 41 della Convenzione, la Corte accorda 1 000 000 EUR.
B. Danno morale
27. A titolo del danno morale, il richiedente sollecita 5 miliardi di lire italiane. Essendo un’impresa familiare, stima potere pretendere un’indennit? per l’incertezza e l’angoscia che le vicissitudini legate al terreno hanno provocato, il che rappresenta l’essenziale delle risorse familiari. Peraltro, questa situazione avrebbe avuto delle ripercussioni sulla salute di due soci.
28. Il Governo sostiene che nessuna somma deve essere accordata al richiedente a questo titolo, poich? si tratta di una societ?. Comunque sia, giudica la somma richiesta esorbitante.
29. Resta da sapere se il richiedente pu? pretendere di ottenere risarcimento a titolo di un qualsiasi danno morale.
La Corte ricorda a questo riguardo che non si deve allontanare in modo generale la possibilit? di concedere un risarcimento per il danno morale addotto dalle persone morali; ci? dipende dalle circostanze di ogni specifico (Comingersoll c. Portogallo [GC], no 35382/97, CEDH 2000-IV, ?? 32-35.) La Corte non pu? escludere dunque, alla vista della sua propria giurisprudenza, che si possa avere, per una societ? commerciale, un danno differente da quello materiale che richiede un risarcimento pecuniario.
30. Tenuto conto delle circostanze della causa, la Corte stima che la constatazione di violazione costituisce un risarcimento sufficiente (a contrario, Belvedere Alberghiera c. Italia (soddisfazione equa), no 31524/96, ?? 41 e 42).
C. Oneri e spese
Incorsi dinnanzi alle giurisdizioni nazionali
31. Il richiedente richiede il rimborso dei diversi oneri incorsi a livello nazionale, o 200 milioni di ITL, ma ammette non essere in possesso dell’insieme dei giustificativi. In quanto al procedimento dinnanzi al tribunale amministrativo regionale ed il Consiglio di stato, ha fornito due note di parcella che ammontano rispettivamente a 7 500 000 ITL e 2 150 000 ITL; ha presentato inoltre una terza nota di parcella di un importo di 5 000 000 ITL che corrispondono all’assistenza ulteriore dell’avvocato che l’ha difeso nel suddetto procedimento. L’importo globale delle tre note di parcella di cui il richiedente sollecita il rimborso ? di 14 650 000 ITL (7 566 EUR,)pi? IVA (tassa sul valore aggiunto) e CPA (contributo alla cassa di previdenza degli avvocati).
32. Secondo il Governo, non c’? luogo di rimborsare gli oneri esposti dal richiedente.
33. La Corte ricorda che il sussidio degli oneri e spese a titolo dell’articolo 41 presuppone che si trovino stabiliti nella loro realt?, la loro necessit? e, in pi?, il carattere ragionevole del loro tasso (Iatridis c. Grecia (soddisfazione equa, precitata, ? 54,). Inoltre, gli oneri di giustizia sono recuperabili solamente nella misura in cui si riferiscono alla violazione constatata (Van di Hurk c. Paesi Bassi, sentenza del 19 aprile 1994, serie A no 288, ? 66).
La Corte rileva che i procedimenti impegnati dal richiedente tendevano al primo capo ad ovviare all’inerzia dell’amministrazione, anche se miravano anche al fatto che il terreno fosse classificato come terreno edificabile. Questo approccio giustifica dunque il rimborso di una parte degli oneri incorsi dinnanzi alle giurisdizioni interne, nella misura in cui il richiedente ha fatto pervenire dei giustificativi.
34. Deliberando in equit?, come vuole l’articolo 41 della Convenzione, la Corte accorda una somma di 7 500 EUR, aumentati di IVA e CPA.
Esposti nel procedimento a Strasburgo
35. In quanto al procedimento a Strasburgo, il richiedente presenta un progetto di nota di parcella redatta sulla base della tabella nazionale e sollecita il rimborso di 238 000 000 ITL (122 916 EUR) pi? IVA e CPA.
36. Secondo il Governo, non c’? luogo di rimborsare gli oneri esposti dal richiedente.
37. La Corte non dubita della necessit? degli oneri richiesti n? che siano stati impegnati effettivamente a questo titolo. Trova per? eccessiva la parcella rivendicata.
La Corte considera quindi che non vi ? luogo di rimborsarli che in parte. Tenuto conto delle circostanze della causa, e deliberando in equit? come vuole l’articolo 41 della Convenzione, la Corte giudica ragionevole di assegnare al richiedente un importo di 4 000 EUR, aumentato di IVA e CPA.
D. Interessi moratori
38. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentato di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 1 000 000 EUR, un milione di euro, per danno materiale,;
ii. 7 500 EUR, settemila cinque cento euro, per oneri e spese incorse a livello nazionale;
iii. 4 000 EUR, quattromila euro, per oneri e spese esposti nel procedimento a Strasburgo;
iv. ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta su suddette somme;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
2. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 22 luglio 2004 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Santiago Quesada Christos Rozakis
Cancelliere aggiunto Presidente
1 applicando questi criteri, la somma che ne risulta nel 2003 ammonta circa a 14 414 000 EUR.

SENTENZA ELIA SRL C. ITALIA (SODDISFAZIONE EQUA)

SENTENZA ELIA SRL C. ITALIA (SODDISFAZIONE EQUA)

Testo Tradotto

Conclusion Dommage mat?riel – r?paration p?cuniaire ; Pr?judice moral – constat de violation suffisant
ANCIENNE DEUXIEME SECTION
AFFAIRE ELIA SRL c. ITALIE
(Requ?te no 37710/97)
ARR?T
(Satisfaction ?quitable)
STRASBOURG
22 juillet 2004
D?FINITIF
22/10/2004
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Elia Srl c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (ancienne deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. C.L. Rozakis, pr?sident,
P. Lorenzen,
G. Bonello,
Mmes V. Str??nick?,
M. Tsatsa-Nikolovska,
M. A.B. Baka, juges,
R. Baratta, juge ad hoc,
et de M. S. Quesada, greffier adjoint de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 1er juillet 2004,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 37710/97) dirig?e contre la R?publique italienne et dont une soci?t? ? responsabilit? limit?e, la soci?t? E. S.r.l. (? la requ?rante ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (? la Commission ?) le 6 ao?t 1997, en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
La requ?rante all?guait une atteinte injustifi?e ? son droit au respect de ses biens.
A la suite de l?entr?e en vigueur du Protocole no 11 ? la Convention le 1er novembre 1998, et conform?ment ? l?article 5 ? 2 dudit Protocole, l?examen de l?affaire a ?t? confi? ? la Cour. Conform?ment ? l?article 52 ? 1 du r?glement de la Cour, le Pr?sident de la Cour a attribu? l?affaire ? la deuxi?me section. Le 14 d?cembre 2000, la chambre a d?clar? la requ?te recevable.
2. Par un arr?t du 2 ao?t 2001 (? l?arr?t au principal ?), la Cour a jug? qu?il y avait eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 en raison de la charge exorbitante r?sultant des limitations frappant le terrain de la requ?rante (CEDH 2001-IX, ?? 83-84).
3. En s?appuyant sur l?article 41 de la Convention, la requ?rante r?clamait une satisfaction ?quitable pour dommage mat?riel et moral ainsi que le remboursement des frais encourus devant les juridictions nationales et dans la proc?dure ? Strasbourg.
4. La question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouvant pas en ?tat, la Cour l?a r?serv?e et a invit? le Gouvernement et la requ?rante ? lui soumettre par ?crit, dans les trois mois, leurs observations sur ladite question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir (ibidem, ? 93 et point 2 du dispositif).
5. Le d?lai fix? pour permettre aux parties de rechercher un accord amiable est ?chu sans que les parties ne soient parvenues ? un accord.
6. Le 24 octobre 2001, la requ?rante a fait parvenir une expertise et ses demandes d?finitives au titre d?une satisfaction ?quitable.
Le Gouvernement n?a pas formul? de commentaires dans le d?lai fix? au 6 d?cembre 2001.
7. Le 1er novembre 2001, la Cour avait entre-temps modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a cependant continu? ? ?tre examin?e par la chambre de l?ancienne section II telle qu?elle existait avant cette date.
EN DROIT
8. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
I. Dommage mat?riel
1. Arguments de la requ?rante
9. La requ?rante demande ? ?tre d?dommag?e de l?impossibilit? pour elle, pendant plus de vingt ans, de disposer de son terrain et d?en tirer b?n?fice en exploitant le potentiel constructible de celui-ci.
Selon la requ?rante, la p?riode ? consid?rer a commenc? en novembre 1979, lorsque le permis d?exproprier devint caduque (voir ? 11 de l?arr?t au principal).
10. A l?appui de ses demandes de satisfaction ?quitable, la requ?rante a produit trois expertises extrajudiciaires.
11. La premi?re expertise date du mois d?ao?t 1968, ? savoir quelques mois apr?s l?adoption par la municipalit? de Pomezia du plan g?n?ral d?urbanisme, qui frappait le terrain de la requ?rante des mesures litigieuses.
L?expert, M. U. C., a proc?d? ? l??valuation du terrain suivant les deux m?thodes couramment utilis?es pour expertiser des terrains.
D?apr?s la premi?re m?thode, qui se base sur la comparaison du terrain avec les terrains voisins (? m?thode comparative ?) la valeur du terrain en 1968 ?tait de 720 553 000 ITL (372 134,57 EUR), ? savoir de 8 500 ITL au m?tre carr?. L?expert affirme que cette somme correspondait ?galement au montant de l?indemnit? d?expropriation auquel l?on pouvait s?attendre ? l??poque.
D?apr?s la deuxi?me m?thode (? m?thode analythique ?), qui prend en compte l?augmentation de valeur du terrain en cas de construction dans les limites du potentiel constructible, la valeur du terrain ?tait en 1968 de 1 260 550 000 ITL (651 019, 74 EUR)
12. Le deuxi?me rapport d?expertise, dat? de novembre 1999, fait ?tat de ce qu?en 1979, le terrain litigieux valait 5 389 410 000 ITL (2 783 397, 98 EUR), ? savoir 63 000 ITL au m?tre carr?.
13. A la suite de l?arr?t au principal, la requ?rante a d?pos? un troisi?me rapport d?expertise, dat? du 1 er octobre 2001, sur la base duquel elle fonde ses conclusions en mati?re de satisfaction ?quitable.
L?expert, M. G. I., a ?valu? le terrain en consid?rant le contexte en 2001, ? savoir notamment la situation des terrains voisins et le march? immobilier. Suivant la m?thode comparative (voir ? 10), la valeur marchande du terrain en 2001 ?tait de 460 000 ITL au m?tre carr?. Suivant la m?thode analytique (voir ? 10), la valeur marchande du terrain en 2001 ?tait de 458 000 ITL au m?tre carr?.
L?expert a ensuite obtenu la valeur moyenne de 459 000 ITL au m?tre carr?. Multipli? par les 65 000 m?tres carr?s du terrain, ce chiffre donne 29 835 000 000 ITL (15 408 491,58 EUR), ce qui correspond ? la valeur marchande du terrain en 2001.
Sur la base de cette estimation, l?expert a ensuite calcul? l?indemnit? d?expropriation qui serait due ? la requ?rante si le terrain avait ?t? expropri? en 2001. Cette indemnit? s??l?ve ? 8 970 000 000 ITL (4 632 618,38 EUR).
14. Selon la requ?rante, en l?absence d?autres ?l?ments, le pr?judice d?coulant de la privation de jouissance du terrain devrait correspondre ? une sorte de rente, obtenue en appliquant le taux d?int?r?t l?gal sur la contre-valeur du terrain en 1979.
Pour elle, il faut consid?rer la valeur v?nale du terrain en 1979, ? savoir 3 650 176,86 EUR (pour d?terminer cette valeur, la requ?rante prend la valeur du terrain en 2001 ci-dessus et la recalcule en fonction du taux d?inflation) ; puis, il faut appliquer ? la fois le taux d?inflation et l?int?r?t l?gal, ann?e apr?s ann?e.1
15. Subsidiairement, la requ?rante demande un d?dommagement calcul? non pas sur la contre-valeur du terrain mais sur l?indemnit? d?expropriation au sens de l?article 5bis de la loi no 359 de 1992, qui lui serait vers?e en cas d?expropriation. Cette indemnit?, recalcul?e en fonction du taux d?inflation pour correspondre ? la valeur en 1979, s??l?ve ? 1 097 438,79 EUR.
2. Arguments du Gouvernement
16. Selon le Gouvernement, la requ?rante n?est pas fond?e ? r?clamer une indemnit? pour pr?judice mat?riel, dans la mesure o? elle demande une somme pour un terrain constructible et se r?f?re aux terrains voisins qui ne sont pas soumis ? une interdiction de construire. Selon lui, r?clamer une indemnit? de cette sorte ?quivaut ? nier le pouvoir de l?administration de r?glementer l?am?nagement du territoire et ? reconna?tre au propri?taire le droit de construire.
3. D?cision de la Cour
17. La Cour rappelle qu?un arr?t constatant une violation entra?ne pour l?Etat d?fendeur l?obligation juridique de mettre un terme ? la violation et d?en effacer les cons?quences de mani?re ? r?tablir autant que faire se peut la situation ant?rieure ? celle-ci (Iatridis c. Gr?ce (satisfaction ?quitable) [GC], no 31107/96, ? 32, CEDH 2000-XI).
18. Les Etats contractants parties ? une affaire sont en principe libres de choisir les moyens dont ils useront pour se conformer ? un arr?t constatant une violation. Ce pouvoir d?appr?ciation quant aux modalit?s d?ex?cution d?un arr?t traduit la libert? de choix dont est assortie l?obligation primordiale impos?e par la Convention aux Etats contractants : assurer le respect des droits et libert?s garantis (article 1). Si la nature de la violation permet une restitutio in integrum, il incombe ? l?Etat d?fendeur de la r?aliser, la Cour n?ayant ni la comp?tence ni la possibilit? pratique de l?accomplir elle-m?me. Si, en revanche, le droit national ne permet pas ou ne permet qu?imparfaitement d?effacer les cons?quences de la violation, l?article 41 habilite la Cour ? accorder, s?il y a lieu, ? la partie l?s?e la satisfaction qui lui semble appropri?e (Brumarescu c. Roumanie (satisfaction ?quitable) [GC], no 28342/95, ? 20, CEDH 2000-I).
19. Dans son arr?t au principal, la Cour a dit que l?ing?rence litigieuse r?pondait aux exigences de l?int?r?t g?n?ral (? 77 de l?arr?t au principal), ce qui revient ? dire qu?aucun acte ill?gal ou arbitraire n?a ?t? constat?.
La Cour rappelle que, dans son arr?t au principal, elle fondait le constat de violation de l?article 1 du Protocole no 1 sur les consid?rations suivantes :
? 83. Les circonstances de la cause, notamment l?incertitude et l?inexistence de tout recours interne effectif susceptible de rem?dier ? la situation litigieuse, combin?es avec l?entrave ? la pleine jouissance du droit de propri?t? et l?absence d?indemnisation, am?nent la Cour ? consid?rer que la requ?rante a eu ? supporter une charge sp?ciale et exorbitante qui a rompu le juste ?quilibre devant r?gner entre, d?une part, les exigences de l?int?r?t g?n?ral et, d?autre part, la sauvegarde du droit au respect des biens ?.
20. La Cour consid?re que la requ?rante a sans nul doute subi des pr?judices r?sultant des ?l?ments ci-dessus mentionn?s.
Cependant, le caract?re licite de la situation imputable au Gouvernement italien que la Cour a tenu pour contraire ? la Convention se r?percute par la force des choses sur les crit?res ? employer pour d?terminer la r?paration due par l?Etat d?fendeur, les cons?quences financi?res d?un comportement licite ne pouvant ?tre assimil?es ? celles d?un comportement illicite.
Compte tenu des consid?rations qui pr?c?dent, la Cour estime que dans la pr?sente affaire, la nature de la violation constat?e dans l?arr?t au principal ne lui permet pas de partir du principe d?une restitutio in integrum (Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96 (satisfaction ?quitable), ?? 20-21 ; Ex Roi de Gr?ce et autres c. Gr?ce, [GC], no 25701/94, ? 75, CEDH 2002) et qu?une indemnisation est susceptible de compenser le pr?judice all?gu?.
21. Quant ? l?indemnisation ? fixer en l?esp?ce, celle-ci n?aura pas, contrairement ? celle octroy?e dans les affaires concernant des d?possessions illicites en soi, ? refl?ter l?id?e d?un effacement total des cons?quences de l?ing?rence litigieuse (Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce (article 50) du 31 octobre 1995, s?rie A no 330-B, p. 59, ?? 36 et 39 ; Ex Roi de Gr?ce pr?cit?, ? 78), ? d?faut d?un constat d?ill?galit? (voir ?? 19-20 ci-dessus).
22. La Cour estime ensuite que les circonstances de la cause ne se pr?tent pas ? une ?valuation pr?cise du dommage mat?riel. Le type de pr?judice dont il est question pr?sente un caract?re intrins?quement al?atoire, ce qui rend impossible un calcul pr?cis des sommes n?cessaires ? sa r?paration (Lallement c. France, no 46044/99, ? 16 ; Sporrong et L?nnroth c. Su?de (article 50), arr?t du 18 d?cembre 1984, s?rie A no 88, ? 32).
23. Aux yeux de la Cour, il y a lieu d?accorder une somme qui tienne compte de l?indisponibilit? du terrain ? compter de 1974, ? savoir depuis l?approbation du plan g?n?ral d?urbanisme affectant le terrain de la requ?rante (voir ? 10 de l?arr?t au principal).
24. La Cour estime ensuite que le point de d?part du raisonnement doit ?tre la valeur probable du terrain ? cette m?me ?poque et ?carte de ce fait les pr?tentions de la requ?rante dans la mesure o? celles-ci sont fond?es sur la valeur actuelle ou actualis?e du terrain.
Pour appr?cier la valeur probable du terrain en 1974, la Cour doit avoir ?gard au fait que le constat de violation de l?article 1 du Protocole no 1 ne concerne pas les permis d?exproprier et les interdictions de construire en tant que tels (voir ?? 77 et 83-84 de l?arr?t au principal). D?autre part, elle ne doit pas oublier qu?en 1963, la commune de Pomezia avait ?mis un avis favorable ? un projet de construction sur ledit terrain (voir ? 8 de l?arr?t au principal).
Enfin, la Cour ne perd pas de vue les conclusions de la premi?re expertise d?pos?e par la requ?rante (voir ? 11).
25. Une fois d?termin?e la valeur du terrain en 1974, la Cour estime qu?il y a lieu de consid?rer que le pr?judice d?coulant de l?indisponibilit? du terrain pendant la p?riode consid?r?e peut ?tre compens? par le versement d?une somme correspondant ? l?int?r?t l?gal pendant toute cette p?riode appliqu? sur la contre-valeur du terrain ainsi d?termin?e.
26. A la lumi?re de ces consid?rations, et statuant en ?quit? comme le veut l?article 41 de la Convention, la Cour accorde 1 000 000 EUR.
B. Dommage moral
27. Au titre du dommage moral, la requ?rante sollicite 5 milliards de lires italiennes. Etant une entreprise familiale, elle estime pouvoir pr?tendre ? une indemnit? pour l?incertitude et l?angoisse que les vicissitudes li?es au terrain ont provoqu?es, celui-ci repr?sentant l?essentiel des ressources familiales. Par ailleurs, cette situation aurait eu des r?percussions sur la sant? de deux associ?s.
28. Le Gouvernement soutient qu?aucune somme ne doit ?tre accord?e ? la requ?rante ? ce titre, puisqu?il s?agit d?une soci?t?. Quoi qu?il en soit, il juge la somme r?clam?e exorbitante.
29. Reste ? savoir si la requ?rante peut pr?tendre obtenir r?paration au titre d?un quelconque pr?judice moral.
La Cour rappelle ? cet ?gard que l?on ne doit pas ?carter de mani?re g?n?rale la possibilit? d?octroyer une r?paration pour le pr?judice moral all?gu? par les personnes morales ; cela d?pend des circonstances de chaque esp?ce (Comingersoll c. Portugal [GC], no 35382/97, CEDH 2000-IV, ?? 32-35). La Cour ne peut donc exclure, au vu de sa propre jurisprudence, qu?il puisse y avoir, pour une soci?t? commerciale, un dommage autre que mat?riel appelant une r?paration p?cuniaire.
30. Compte tenu des circonstances de la cause, la Cour estime que le constat de violation constitue une r?paration suffisante (a contrario, Belvedere Alberghiera c. Italie (satisfaction ?quitable), no 31524/96, ?? 41 et 42).
C. Frais et d?pens
Encourus devant les juridictions nationales
31. La requ?rante r?clame le remboursement des divers frais encourus au niveau national, soit 200 millions d?ITL, mais admet ne pas ?tre en possession de l?ensemble des justificatifs. Quant ? la proc?dure devant le tribunal administratif r?gional et le Conseil d?Etat, elle a fourni deux notes d?honoraires s??levant respectivement ? 7 500 000 ITL et 2 150 000 ITL ; elle a pr?sent? en outre une troisi?me note d?honoraires d?un montant de 5 000 000 ITL correspondant ? l?assistance ult?rieure de l?avocat qui l?a d?fendue dans la proc?dure susmentionn?e. Le montant global des trois notes d?honoraires dont la requ?rante sollicite le remboursement est de 14 650 000 ITL (7 566 EUR), plus TVA (taxe sur la valeur ajout?e) et CPA (contribution ? la caisse de pr?voyance des avocats).
32. Selon le Gouvernement, il n?y a pas lieu de rembourser les frais expos?s par la requ?rante.
33. La Cour rappelle que l?allocation des frais et d?pens au titre de l?article 41 pr?suppose que se trouvent ?tablis dans leur r?alit?, leur n?cessit? et, de plus, le caract?re raisonnable de leur taux (Iatridis c. Gr?ce (satisfaction ?quitable) pr?cit?, ? 54). En outre, les frais de justice ne sont recouvrables que dans la mesure o? ils se rapportent ? la violation constat?e (Van de Hurk c. Pays-Bas, arr?t du 19 avril 1994, s?rie A no 288, ? 66).
La Cour rel?ve que les proc?dures engag?es par la requ?rante tendaient au premier chef ? rem?dier ? l?inertie de l?administration, m?me si elles visaient ?galement ? ce que le terrain soit class? comme terrain constructible. Cette approche justifie donc le remboursement d?une partie des frais encourus devant les juridictions internes, dans la mesure o? la requ?rante a fait parvenir des justificatifs.
34. Statuant en ?quit?, comme le veut l?article 41 de la Convention, la Cour accorde une somme de 7 500 EUR, augment?e de TVA et CPA.
Expos?s dans la proc?dure ? Strasbourg
35. Quant ? la proc?dure ? Strasbourg, la requ?rante pr?sente un projet de note d?honoraires r?dig? sur la base du bar?me national et sollicite le remboursement de 238 000 000 ITL (122 916 EUR) plus TVA et CPA.
36. Selon le Gouvernement, il n?y a pas lieu de rembourser les frais expos?s par la requ?rante.
37. La Cour ne doute pas de la n?cessit? des frais r?clam?s ni qu?ils aient ?t? effectivement engag?s ? ce titre. Elle trouve cependant excessifs les honoraires revendiqu?s.
La Cour consid?re d?s lors qu?il n ?y a lieu de les rembourser qu?en partie. Compte tenu des circonstances de la cause, et statuant en ?quit? comme le veut l?article 41 de la Convention, la Cour juge raisonnable d?allouer ? la requ?rante un montant de 4 000 EUR, augment? de TVA et CPA.
D. Int?r?ts moratoires
38. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser ? la requ?rante, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 1 000 000 EUR (un million d?euros) pour dommage mat?riel ;
ii. 7 500 EUR (sept mille cinq cent euros) pour frais et d?pens encourus au niveau national ;
iii. 4 000 EUR (quatre mille euros) pour frais et d?pens expos?s dans la proc?dure ? Strasbourg ;
iv. tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t sur lesdites sommes ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
2. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 22 juillet 2004 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Santiago Quesada Christos Rozakis
Greffier adjoint Pr?sident
1 En appliquant ces crit?res, la somme qui en r?sulte en 2003 s??l?ve environ ? 14 414 000 EUR.

ARR?T ELIA SRL c. ITALIE (SATISFACTION ?QUITABLE)

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