AFFAIRE BELTRAMO c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE BELTRAMO c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 40977/98/2000
Stato: Italia
Data: 2000-11-09 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; non luogo a procedere ad esaminare P1-1; Danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese
SECONDA SEZIONE
CAUSA BELTRAMO C. ITALIA
( Richiesta n? 40977/98)
SENTENZA
STRASBURGO
9 novembre 2000
DEFINITIVO
09/02/2001
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma prima dell’uscita della sua versione definitiva.

Nella causa Beltramo c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
IL SIG. C.L. Rozakis, presidente, il
Sig. B. Conforti, il Sig. G. Bonello, la Sig.ra V. Str??nick?, la
Sig.ra Sig. Tsatsa-Nikolovska, il
Sig. E. Levits, il Sig. A. Kovler, giudici, e di M. Allegati Mahoney, cancelliere aggiuntoe della Corte, cancelliere di sezione f.f.;
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 12 ottobre 2000,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino italiano, il Sig. R. B. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo il 8 novembre 1995 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). La richiesta ? stata registrata il 27 aprile 1998 sotto il numero di pratica 40977/98. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, e dal suo coagente, il Sig. V. Esposito.
2. La Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile il 28 ottobre 1999.
IN FATTO
3. Il 12 settembre 1991, il Sig. L., in qualit? di amministratore del societ? L., present? al presidente del tribunale di Biella un ricorso ai termini dell’articolo 672 del codice di procedimento civile per ottenere il sequestro conservatorio dei crediti del richiedente. Con un’ordinanza del 19 settembre 1991 il presidente ordin? la comparizione personale delle parti per l?8 ottobre 1991. Dopo un’udienza, con un’ordinanza del presidente del 21 novembre 1991, il sequestro fu accordato. Questo fu eseguito il 29 novembre e il 4 dicembre 1991.
4. Il 14 dicembre 1991, il societ? L. chiese la convalida del sequestro e cit? il richiedente dinnanzi allo stesso tribunale per fare constatare che un documento attestante i crediti del richiedente e firmato dal Sig. L. era stato contraffatto e per ottenere di conseguenza il risarcimento dei danni subiti.
5. Il collocamento in stato della causa cominci? l? 11 febbraio 1992. Con un’ordinanza del 19 maggio 1992, il tribunale nomin? un perito e respinse la domanda del richiedente che mirava ad ottenere che le questioni relative alla validit? del sequestro e quelle al merito fossero trattate in modo distinto. Il perito prest? giuramento, dopo un rinvio d?ufficio, il 10 novembre 1993. L’udienza del 15 giugno 1994 fu rinviata in attesa del deposito alla cancelleria del rapporto di perizia. Il 7 dicembre 1994, il perito comunic? che gli era impossibile redigere il suo rapporto perch? non disponeva di un documento necessario alla perizia e chiese al richiedente di fornirgli suddetto documento. Le udienze dell? 11 gennaio e 15 marzo 1995, cos? come quella del 17 gennaio 1996 furono rinviate perch? la perizia non poteva essere effettuata definitivamente, in mancanza di suddetto documento. Il richiedente neg? di possedere questo documento. In quanto ad un altro documento importante per la perizia, il perito inform? il giudice che poteva solo molto difficilmente stabilire la data in cui questo fu redatto. Con un’ordinanza del 23 gennaio 1996, il giudice del collocamento in stato revoc? la perizia. Il 12 marzo 1996, le parti ed il perito si presentarono spontaneamente per chiedere se un documento poteva essere tenuto provvisoriamente dal perito. Dopo un’udienza, con un’ordinanza dell? 11 aprile 1996, il giudice fiss? la data di presentazione delle conclusioni all? 8 maggio 1996. Questo giorno, le parti versarono dei documenti alla pratica e l’udienza di presentazione delle conclusioni continu? il 15 maggio 1996. L’udienza di arringhe fu fissata al 28 gennaio 1997.
6. Con un giudizio dello stesso giorno il cui testo fu depositato alla cancelleria il 21 febbraio 1997, il tribunale respinse la domanda della societ? L. ed invalid? il sequestro conservatorio.
7. Il 20 aprile 1997, la societ? L. interpose appello dinnanzi alla corte di appello di Torino, chiedendo in particolare la sospensione dell’esecuzione del giudizio di prima istanza e la convalida del sequestro conservatorio. Il richiedente present? un appello incidentale. Il collocamento in stato cominci? il 17 luglio 1997. Lo stesso giorno, su richiesta del richiedente, il presidente del tribunale ordin? la liberazione delle somme sequestrate. Con un’ordinanza del 18 luglio 1997, il consigliere del collocamento in stato respinse la domanda di sospensione dell’esecuzione provvisoria del giudizio di prima istanza presentata dalla societ? L. L’udienza di presentazione delle conclusioni si tenne il 4 dicembre 1997 e l’udienza di arringhe dinnanzi alla camera competente fu fissata al 12 giugno 1998.
8. Con una sentenza dello stesso giorno il cui testo fu depositato alla cancelleria il 4 settembre 1998, la corte di appello respinse l’appello della societ? L.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
9. Il richiedente adduce che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto con l’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulata,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale (?) che decider? (?) delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile (?)”
10. Il Governo si oppone a questa tesi.
11. Il periodo da considerare ? cominciato il 12 settembre 1991 e si ? concluso il 4 settembre 1998.
12. ? durato pi? di sei anni ed undici mesi, per due istanze, dunque.
13. La Corte ricorda avere constatato in quattro sentenze dal 28 luglio 1999 (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione risultante da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la Corte constata simile trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
14. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
15. Il richiedente si lamenta anche del fatto che la lunghezza del procedimento controverso ha recato offesa al diritto al rispetto dei suoi beni come garantito dall’articolo 1 del Protocollo n? 1.
16. Il Governo contesta questa tesi.
17. Avuto riguardo alla constatazione relativa all’articolo 6 ? 1, paragrafo 14 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione di questa disposizione (vedere la sentenza Zangh? c. Italia del 19 febbraio 1991, serie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
18. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. DANNO
19. Il richiedente richiede 300 000 000 lire italiane (ITL) a titolo di danno materiale e 838 000 000 ITL a titolo del danno morale che avrebbe subito.
20. La Corte stima che ha non c?? nello specifico nessuno legame di causalit? tra la violazione constatata ed il danno materiale addotto. Respinge questa parte della domanda. In compenso, la Corte considera che c’? luogo di concedere al richiedente 10 000 00 ITL a titolo del danno morale.
B. ONERI E SPESE
21. Il richiedente chiede anche 31 000 000 ITL per oneri e spese incorsi dinnanzi alle giurisdizioni interne e per quelli incorsi dinnanzi alla Corte.
22. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese che nella misura in cui si trovano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso (vedere, per esempio, la sentenza Bottazzi precitata, ? 30). Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei criteri suddetti, la Corte stima ragionevole la somma di 1 000 000 ITL per tutti i tipi di oneri e l’accorda al richiedente.
C. INTERESSI MORATORI
23. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza era del 2,5% l’anno.

PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo n?1;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza ? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 10 000 000 (dieci milioni) lire italiane per danno morale e 1 000 000( un milione) lire italiane per oneri e spese;
b) che questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice del 2,5% l’anno a contare dalla scadenza di questo termine e fino al versamento;
4. Respingei la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 9 novembre 2000, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Paul Mahoney Christos Rozakis
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Non-lieu ? examiner P1-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens
DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE BELTRAMO c. ITALIE
(Requ?te n? 40977/98)
ARR?T
STRASBOURG
9 novembre 2000
D?FINITIF
09/02/2001
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme avant la parution de sa version d?finitive.

En l?affaire Beltramo c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
M. C.L. Rozakis, pr?sident,
M. B. Conforti,
M. G. Bonello,
Mme V. Str??nick?,
Mme M. Tsatsa-Nikolovska,
M. E. Levits,
M. A. Kovler, juges,
et de M. P.J. Mahoney, greffier adjoint de la Cour, greffier de section f.f.;
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 12 octobre 2000,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant italien, M. R. B. (? le requ?rant ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme le 8 novembre 1995 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). La requ?te a ?t? enregistr?e le 27 avril 1998 sous le num?ro de dossier 40977/98. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et par son coagent, M. V. Esposito.
2. La Cour a d?clar? la requ?te recevable le 28 octobre 1999.
EN FAIT
3. Le 12 septembre 1991, M. L., en qualit? d?administrateur de la soci?t? L., pr?senta au pr?sident du tribunal de Biella un recours aux termes de l?article 672 du code de proc?dure civile afin d?obtenir la saisie conservatoire des cr?ances du requ?rant. Par une ordonnance du 19 septembre 1991 le pr?sident ordonna la comparution personnelle des parties pour le 8 octobre 1991. Apr?s une audience, par une ordonnance du pr?sident du 21 novembre 1991, la saisie fut accord?e. Celle-ci fut ex?cut?e les 29 novembre et 4 d?cembre 1991.
4. Le 14 d?cembre 1991, la soci?t? L. demanda la validation de la saisie et assigna le requ?rant devant le m?me tribunal afin de faire constater qu?un document attestant les cr?ances du requ?rant et sign? par M. L. avait ?t? contrefait et d?obtenir par cons?quent la r?paration des dommages subis.
5. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 11 f?vrier 1992. Par une ordonnance du 19 mai 1992, le tribunal nomma un expert et rejeta la demande du requ?rant visant ? obtenir que les questions relatives ? la validit? de la saisie et celle au fond fussent trait?es de fa?on distincte. L’expert pr?ta serment, apr?s un renvoi d?office, le 10 novembre 1993. L?audience du 15 juin 1994 fut renvoy?e dans l?attente du d?p?t au greffe du rapport d?expertise. Le 7 d?cembre 1994, l?expert communiqua qu?il lui ?tait impossible de r?diger son rapport car il ne disposait pas d?un document n?cessaire ? l?expertise et demanda au requ?rant de lui fournir ledit document. Les audiences des 11 janvier et 15 mars 1995, ainsi que celle du 17 janvier 1996 furent renvoy?es car l?expertise ne pouvait pas ?tre effectu?e d?finitivement, faute dudit document. Le requ?rant nia d?tenir ce document. Quant ? un autre document important pour l?expertise, l?expert informa le juge qu?il ne pouvait que tr?s difficilement ?tablir la date ? laquelle celui-ci fut r?dig?. Par une ordonnance du 23 janvier 1996, le juge de la mise en ?tat r?voqua l?expertise. Le 12 mars 1996, les parties et l?expert se pr?sent?rent spontan?ment afin de demander si un document pouvait ?tre gard? provisoirement par l?expert. Apr?s une audience, par une ordonnance du 11 avril 1996, le juge fixa la date de pr?sentation des conclusions au 8 mai 1996. Ce jour-l?, les parties vers?rent des documents au dossier et l?audience de pr?sentation des conclusions continua le 15 mai 1996. L?audience de plaidoiries fut fix?e au 28 janvier 1997.
6. Par un jugement du m?me jour, dont le texte fut d?pos? au greffe le 21 f?vrier 1997, le tribunal rejeta la demande de la soci?t? L. et invalida la saisie conservatoire.
7. Le 20 avril 1997, la soci?t? L. interjeta appel devant la cour d?appel de Turin, en demandant notamment la suspension de l?ex?cution du jugement de premi?re instance et la validation de la saisie conservatoire. Le requ?rant pr?senta un appel incident. La mise en ?tat commen?a le 17 juillet 1997. Le m?me jour, ? la demande du requ?rant, le pr?sident du tribunal ordonna la lib?ration des sommes saisies. Par une ordonnance du 18 juillet 1997, le conseiller de la mise en ?tat rejeta la demande de suspension de l?ex?cution provisoire du jugement de premi?re instance pr?sent?e par la soci?t? L. L?audience de pr?sentation des conclusions se tint le 4 d?cembre 1997 et l?audience de plaidoiries devant le chambre comp?tente fut fix?e au 12 juin 1998.
8. Par un arr?t du m?me jour, dont le texte fut d?pos? au greffe le 4 septembre 1998, la cour d?appel rejeta l?appel de la soci?t? L.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
9. Le requ?rant all?gue que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (?) qui d?cidera (?) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (?) ?
10. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
11. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 12 septembre 1991 et s’est termin?e le 4 septembre 1998.
12. Elle a donc dur? plus de six ans et onze mois, pour deux instances.
13. La Cour rappelle avoir constat? dans quatre arr?ts du 28 juillet 1999 (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
14. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1
15. Le requ?rant se plaint ?galement de ce que la longueur de la proc?dure litigieuse a port? atteinte au droit au respect de ses biens tel que garanti par l’article 1 du Protocole n? 1.
16. Le Gouvernement conteste cette th?se.
17. Eu ?gard au constat relatif ? l?article 6 ? 1 (paragraphe 14 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de cette disposition (voir l’arr?t Zangh? c. Italie du 19 f?vrier 1991, s?rie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
18. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. DOMMAGE
19. Le requ?rant r?clame 300 000 000 lires italiennes (ITL) au titre du pr?judice mat?riel et 838 000 000 ITL au titre du pr?judice moral qu’il aurait subis.
20. La Cour estime qu?il n?y a en l?esp?ce aucun lien de causalit? entre la violation constat?e et le pr?judice mat?riel all?gu?. Elle rejette cette partie de la demande. En revanche, la Cour consid?re qu?il y a lieu d’octroyer au requ?rant 10 000 00 ITL au titre du pr?judice moral.
B. FRAIS ET D?PENS
21. Le requ?rant demande ?galement 31 000 000 ITL pour les frais et d?pens encourus devant les juridictions internes et pour ceux encourus devant la Cour.
22. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (voir, par exemple, l?arr?t Bottazzi pr?cit?, ? 30). En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour estime raisonnable la somme de 1 000 000 ITL tous frais confondus et l?accorde au requ?rant.
C. INT?R?TS MORATOIRES
23. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t ?tait de 2,5 % l?an.

PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 1 du Protocole n?1 ;
3. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t est devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 10 000 000 (dix millions) lires italiennes pour dommage moral et 1 000 000 (un million) lires italiennes pour frais et d?pens ;
b) que ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple de 2,5 % l?an ? compter de l?expiration de ce d?lai et jusqu?au versement ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 9 novembre 2000, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Paul Mahoney Christos Rozakis
Greffier Pr?sident

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