AFFAIRE UCCI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE UCCI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 35, 29
Numero: 213/04/2006
Stato: Italia
Data: 2006-06-22 00:00:00
Organo: Sezione Quinta
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare unita al fondo e respinta (no-esaurimento di vie di ricorso interni); Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata

QUINTA SEZIONE
CAUSA UCCI C. ITALIA
( Richiesta no 213/04)
SENTENZA
STRASBURGO
22 giugno 2006
DEFINITIVO
22/09/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.  
Nella causa Ucci c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, quinta sezione, riunendosi in una camera composta di:
SIGG.. P. Lorenzen, presidente,
K. Jungwiert,
V. Butkevych, la Sig.ra Sig. Tsatsa-Nikolovska,
Sigg.. V. Zagrebelsky, J. Borrego Borrego, la Sig.ra R. Jaeger, giudici,
e della Sig.ra C. Westerdiek, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 29 maggio 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 213/04) diretta contro la Repubblica italiana e di cui un cittadino in questo Stato, il Sig. P. U.(“il richiedente”), ha investito la Corte il 5 dicembre 2003 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dal Sig. L. C., avvocato a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. Braguglia, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 18 marzo 2005, la Corte, prima sezione, ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi delle disposizioni dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che verrebbero esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. Il 1 aprile 2006, la richiesta ? stata assegnata alla quinta sezione di recente costituita, articoli 25 ? 5 e 52 ? 1 dell’ordinamento.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1945 e ha risieduto a Benevento.
6. Il richiedente era il proprietario di un terreno agricolo di 55 810 metri quadrati ubicati a Benevento e registrato al catasto (foglio 31, appezzamenti 3, 31, 34, 179, 181, 221, 222, 223, 225 e 226).
7. Con due ordinanze del 20 novembre 1986 e 21 aprile 1988, la societ? delle ferrovie approv? il progetto di pianificazione di una parte della rete delle ferrovie.
8. Con due ordinanze del 9 gennaio 1987 e 18 maggio 1988, il Prefetto di Benevento autorizz? la societ? C. F. I. (“societ? concessionaria”) ad occupare di emergenza una parte del terreno del richiedente, ossia 11 945 metri quadrati, in vista della sua espropriazione a causa di utilit? pubblica, per procedere a suddetti lavori di pianificazione.
9. Il 6 febbraio 1987 e 29 giugno 1988, la societ? concessionaria procedette all’occupazione materiale del terreno ed inizi? i lavori di costruzione.
10. Con un’ordinanza del 14 febbraio 1996, il Prefetto di Benevento decret? l’espropriazione della parte del terreno che era stato gi? occupato. Il 20 maggio 1996, la societ? concessionaria vers? al richiedente la somma di 39 462 317 ITL a titolo di indennit? provvisoria di espropriazione e di 7 125 141 ITL a titolo di indennit? provvisoria di occupazione.
11. Nel frattempo, con un atto di assegnazione notificata il 31 agosto 1994, il richiedente aveva citato la societ? delle ferrovie dinnanzi al tribunale di Benevento.
12. Faceva valere in particolare che i lavori di costruzione si erano conclusi senza che si fosse proceduto all’espropriazione ed al pagamento di un’indennit?. Adduceva che in seguito al completamento del lavoro pubblico, il suo diritto di propriet? era stato neutralizzato e, di conseguenza, richiedeva una somma che corrisponde al valore venale del terreno, cos? come un’indennit? di occupazione ed un indennizzo per la perdita di valore della parte restante del terreno.
13. La societ? delle ferrovie non si costitu? nel procedimento dinnanzi al tribunale di Benevento. La societ? concessionaria si costitu? tuttavia, volontariamente in questo procedimento.
14. Durante il procedimento, una perizia fu depositata alla cancelleria. Secondo il perito, il valore venale del terreno occupato, calcolato al 6 febbraio 1992, ossia al momento della scadenza del termine di occupazione autorizzata, era di 59 725 000 ITL, o 5 000 ITL per metro quadrato. Inoltre, il perito valut? a 26 384 347 ITL l’indennit? di occupazione ed a 10 966 250 ITL l’indennizzo dovuto per la perdita di valore della parte restante del terreno.
15. Con un giudizio depositato alla cancelleria il 27 maggio 1999, il tribunale di Benevento deliber? che il richiedente doveva essere considerato come essendo stato privato del suo terreno in virt? del principio dell’espropriazione indiretta a contare dal 6 febbraio 1992 e che il decreto di espropriazione del 14 febbraio 1996 era di conseguenza tardivo.
16. Alla luce di queste considerazioni, il tribunale condann? la societ? delle ferrovie e la societ? concessionaria a versare al richiedente un risarcimento per la perdita del terreno uguale al valore venale di questo nel 1992, ossia di 59 725 000 ITL, pi? rivalutazione ed interessi, cos? come la somma di 10 966 250 ITL, con rivalutazione ed interessi, a titolo di indennizzo per la perdita di valore della parte restante del terreno. In quanto all’indennit? di occupazione, il tribunale dichiar? la sua incompetenza nella materia, tenuto conto di questo che solo la corte di appello era competente a riconoscere il diritto all’ottenimento di una tale indennit?.
17. Con un atto del 29 giugno 1999, la societ? concessionaria interpose appello di questo giudizio dinnanzi alla corte di appello di Napoli, contestando l’importo del risarcimento riconosciuto al richiedente per la perdita del suo terreno e facendo valere che le somme di 39 462 317 ITL e di 7 125 141 ITL, gi? incassati dal richiedente, dovevano essere sottratte alla somma riconosciuta dal tribunale a titolo di risarcimento per la perdita del terreno.
18. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 28 ottobre 2003, la corte di appello accolse parzialmente l’appello della societ? concessionaria, deliberando che solo la somma di 39 462 317 ITL, gi? incassata dal richiedente a titolo di indennit? provvisoria di espropriazione, doveva essere sottratta alla somma di 59 725 000 ITL, riconosciuta dal tribunale a titolo di risarcimento per la perdita del terreno. Secondo il richiedente, questa sentenza ha acquistato forza di cosa giudicata il 13 dicembre 2004.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
A. L’occupazione di emergenza di un terreno
19. In dritto italiano, il procedimento accelerato di espropriazione permette all’amministrazione di occupare un terreno e di costruire prima dell’espropriazione. Una volta dichiarato di utilit? pubblica il lavoro da realizzare ed adottato il progetto di costruzione, l’amministrazione pu? decretare l’occupazione di emergenza delle zone da espropriare per una durata determinata che non supera cinque anni (articolo 20 della legge no 865 del 1971). Questo decreto diventa nullo se l’occupazione materiale del terreno non ha luogo nei tre mesi seguenti la sua promulgazione. Prima della fine del periodo di occupazione autorizzata, un’ordinanza di espropriazione formale deve essere presa.
20. L’occupazione autorizzata di un terreno d? diritto ad un’indennit? di occupazione. La Corte costituzionale ha riconosciuto, nella sua sentenza no 470 del 1990, un diritto di accesso immediato ad un tribunale al fine di richiedere l’indennit? di occupazione appena il terreno ? occupato materialmente, senza bisogno di aspettare che l’amministrazione proceda ad un’offerta di indennizzo.
B. Il principio dell’espropriazione indiretta (“occupazione acquisitiva” o “accessione invertita”)
21. Negli anni 1970, parecchie amministrazioni locali procedettero alle occupazioni di emergenza di terreni che non furono seguite da ordinanze di espropriazione. Le giurisdizioni italiane si trovarono di fronte a casi in cui il proprietario di un terreno aveva perso di facto la disponibilit? di questo in ragione dell’occupazione e del compimento di lavori di costruzione di un lavoro pubblico. Restava a sapere se, semplicemente per effetto dei lavori effettuati, l’interessato aveva perso anche la propriet? terreno.
1. La giurisprudenza prima della sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
22. La giurisprudenza era molto condivisa sul punto di sapere quale erano gli effetti della costruzione di un lavoro pubblico su un terreno occupato illegalmente. Per occupazione illegale, bisogna intendere un’occupazione illegale ab initio, o un’occupazione inizialmente autorizzata e diventata in seguito senza titolo, essendo annullato il titolo o proseguendo l’occupazione al di l? della scadenza autorizzata senza che un’ordinanza di espropriazione non sia sopraggiunta.
23. Secondo una prima giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? del terreno dopo il completamento del lavoro pubblico. Tuttavia, non poteva chiedere una rimessa in stato del terreno e poteva impegnare unicamente un’azione in danni ed interessi per occupazione abusiva, non sottoposta ad un termine di prescrizione poich? l’illegalit? che deriva dell’occupazione era permanente. L’amministrazione poteva adottare in ogni momento una decisione formale di espropriazione; in questo caso, l’azione in danno-interessi si trasformava in controversia che cadeva sull’indennit? di espropriazione ed i danno-interessi erano dovuti solamente per il periodo anteriore al decreto di espropriazione per il non-godimento del terreno (vedere, tra altri, le sentenze della Corte di cassazione no 2341 del 1982, no 4741 di 1981, no 6452 e no 6308 del 1980).
24. Secondo una seconda giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? terreno e poteva chiedere la rimessa in stato, quando l’amministrazione aveva agito senza che ci fosse utilit? pubblica (vedere, per esempio, Corte di cassazione, sentenza no 1578 del 1976, sentenza no 5679 del 1980).
25. Secondo una terza giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione perdeva automaticamente la propriet? terreno al momento della trasformazione irreversibile del bene, ossia al momento del completamento del lavoro pubblico. L’interessato aveva il diritto di chiedere dei danno-interessi (vedere no 3243 la sentenza del 1979 della Corte di cassazione).
2. La sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
26. Con una sentenza del 16 febbraio 1983, la Corte di cassazione, deliberando in camere riunite, risolse il conflitto di giurisprudenza ed adott? la terza soluzione. Cos? fu consacrato il principio dell’espropriazione indiretta( accessione invertita od occupazione acquisitiva). In virt? di questo principio, il potere pubblico acquista ab origine la propriet? di un terreno senza procedere ad un’espropriazione formale quando, dopo l’occupazione del terreno, ed a prescindere della legalit? dell’occupazione, il lavoro pubblico ? stato realizzato. Quando l’occupazione ? ab initio senza titolo, il trasferimento di propriet? ha luogo al momento del completamento del lavoro pubblico. Quando l’occupazione del terreno ? stata autorizzata inizialmente, il trasferimento di propriet? ha luogo alla scadenza del periodo di occupazione autorizzata. Nella stessa sentenza, la Corte di cassazione precis? che, in ogni caso di espropriazione indiretta, l’interessato ha diritto ad un risarcimento integrale, avendo avuto luogo l’acquisizione del terreno senza titolo. Questo risarcimento non ? versato tuttavia, automaticamente; incombe sull’interessato di richiedere dei danno-interessi. Inoltre, il diritto a risarcimento ? abbinato al termine di prescrizione contemplato in caso di responsabilit? da delitto, ossia cinque anni, cominciando a decorrere al momento della trasformazione irreversibile del terreno.
3. La giurisprudenza dopo la sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
a) La prescrizione
27. In un primo tempo, la giurisprudenza considerava che non trovava ad applicarsi nessuno termine di prescrizione, poich? l’occupazione senza titolo del terreno costituiva un atto illegale continuo. La Corte di cassazione, nella sua sentenza no 1464 del 1983, afferm? che il diritto al risarcimento era sottoposto ad un termine di prescrizione di cinque anni. In seguito, la prima sezione della Corte di cassazione afferm? che doveva applicarsi un termine di prescrizione di dieci anni (sentenze no 7952 di 1991 e no 10979 del 1992). Da una sentenza del 22 novembre 1992, la Corte di cassazione che delibera in camere riunite ha troncato definitivamente la questione, stimando che il termine di prescrizione ? di cinque anni e che comincia a decorrere al momento della trasformazione irreversibile del terreno.
b) La sentenza no 188 del 1995 della Corte costituzionale
28. In questa sentenza, la Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione il principio dell’espropriazione indiretta, nella misura in cui questo principio ? radicato in una disposizione legislativa, ossia l’articolo 2043 del codice civile che regola la responsabilit? da delitto. Secondo questa sentenza, il fatto che l’amministrazione diventa proprietario di un terreno traendo beneficio dal suo comportamento illegale non d? nessun problemi sul piano costituzionale, poich? l’interesse pubblico, ossia la conservazione del lavoro pubblico, prevale sull’interesse dell’individuo, e dunque sul diritto di propriet? di questo ultimo. La Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione l’applicazione all’azione in risarcimento del termine di prescrizione di cinque anni, come previsto dall’articolo 2043 del codice civile per responsabilit? da delitto.
c) Caso di mancata applicazione del principio dell’espropriazione indiretta
29. Gli sviluppi della giurisprudenza mostrano che il meccanismo per il quale la costruzione di un lavoro pubblico provoca il trasferimento di propriet? del terreno a favore dell’amministrazione conosce delle eccezioni.
30. Nella sua sentenza no 874 del 1996, il Consiglio di stato ha affermato che non c’? espropriazione indiretta quando le decisioni dell’amministrazione e l’ordinanza di occupazione di emergenza sono state annullate dalle giurisdizioni amministrative; se non era tale caso, la decisione giudiziale sarebbe svuotata di sostanza.
31. Nella sua sentenza no 1907 del 1997, la Corte di cassazione che delibera in camere riunite ha affermato che l’amministrazione non diventa proprietario di un terreno quando le decisioni che ha adottato e la dichiarazione di utilit? pubblica devono essere considerate come nulle ab initio. In questo caso, l’interessato si conserva la propriet? dal terreno e pu? chiedere in integrum il restitutio. Pu? come alternativa, chiedere dei danno-interessi. L’illegalit? in questi casi ha un carattere permanente e non trovo applicazione nessuno termine di prescrizione.
32. Nella sentenza no 6515 del 1997, la Corte di cassazione che delibera in camere riunite ha affermato che non c’? trasferimento di propriet? quando la dichiarazione di utilit? pubblica ? stata annullata dalle giurisdizioni amministrative. In questo caso, il principio dell’espropriazione indiretta non trova ad applicarsi dunque. L’interessato che si guarda la propriet? dal terreno, ha la possibilit? di chiedere in integrum il restitutio. L’introduzione di una domanda in danno-interessi provoca una rinuncia al restitutio in integrum. Il termine di prescrizione di cinque anni comincia a decorrere nel momento in cui la decisione del giudice amministrativo diventa definitiva.
33. Nella sentenza no 148 del 1998, la prima sezione della Corte di cassazione ha seguito la giurisprudenza delle camere riunite e ha affermato che il trasferimento di propriet? per effetto dell’espropriazione indiretta non ha luogo quando la dichiarazione di utilit? pubblica alla quale il progetto di costruzione era abbinato ? stata considerata come invalida ab initio.
34. Nella sentenza no 5902 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite ha riaffermato che non c’? trasferimento di propriet? nella mancanza di valida dichiarazione di utilit? pubblica.
35. Conviene confrontare questa giurisprudenza con la legge no 458 del 1988 (paragrafi 36-37 sotto) e col Repertorio delle disposizioni sull’espropriazione, entrata in vigore il 30 giugno 2003 (paragrafi 46-47 qui ? sotto).
4. La legge no458 del 27 ottobre 1988
36. Ai termini dell’articolo 3 di questa legge,
“Il proprietario di un terreno, utilizzato per la costruzione di edifici pubblici e di case popolari, ha diritto al risarcimento del danno subito, in seguito ad un’espropriazione dichiarata illegale da una decisione passata in forza di cosa giudicata, ma non pu? pretendere alla restituzione del suo bene. Ha anche dritto, in pi? del risarcimento del danno, alle somme dovute in ragione del deprezzamento monetario ed a quelle menzionate all’articolo 1224 ? 2 del codice civile e questo a contare del giorno dell’occupazione illegale. “
37. Interpretando l’articolo 3 della legge di 1988, la Corte costituzionale, nella sua sentenza del 12 luglio 1990 (n? 384), ha considerato:
“Per la disposizione attaccata, il legislatore, tra gli interessi dei proprietari dei terreni – ottenere in caso di espropriazione illegale la restituzione dei terreni – e l’interesse pubblico – concretizzato dalla destinazione di questi beni alle finalit? di costruzioni residenziali pubbliche alle condizioni favorevoli o convenzionate – ha dato la precedenza a questo ultimo interesse. “
5. L’importo del risarcimento in caso di espropriazione indiretta
38. Secondo la giurisprudenza di 1983 della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta, un risarcimento integrale del danno subito, sotto forma di danno-interessi per la perdita del terreno, era dovuto all’interessato in compenso della perdita di propriet? provocata dall’occupazione illegale.
39. La legge di bilancio del 1992 (articolo 5 bis della decreto-legge no 333 del 11 luglio 1992) modific? questa giurisprudenza, nel senso che l’importo dovuto in caso di espropriazione indiretta non poteva superare l’importo dell’indennit? contemplata per il caso di un’espropriazione formale. Con la sentenza no 369 del 1996, la Corte costituzionale dichiar? incostituzionale questa disposizione.
40. In virt? della legge di bilancio no 662 del 1996 che segu? la disposizione dichiarata incostituzionale, l’indennizzo integrale non pu? essere accordato per un’occupazione di terreno avendo avuto luogo prima del 30 settembre 1996. In questa prospettiva, l’indennizzo equivale all’importo dell’indennit? contemplata per il caso di un’espropriazione formale, nell’ipotesi pi? favorevole al proprietario, mediante un aumento del 10%.
41. Dalla sentenza no 148 del 30 aprile 1999, la Corte costituzionale ha giudicato una tale indennit? compatibile con la Costituzione. Tuttavia, nella stessa sentenza, la Corte ha precisato che un’indennit? integrale, a concorrenza del valore venale del terreno, pu? essere richiesta quando l’occupazione e la privazione del terreno non hanno avuto luogo a causa di utilit? pubblica.
6. La giurisprudenza dopo le sentenze della Corte europea dei Diritti dell’uomo del 30 maggio 2000 nelle cause Belvedere Alberghiera e Carbonara e Ventura.
42. Con le sentenze no 5902 e 6853 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite si ? pronunciata di nuovo sul principio dell’espropriazione indiretta, facendo riferimento alle due sentenze della Corte europea dei Diritti dell’uomo.
43. Alla vista della constatazione di violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 nelle cause sopra, la Corte di cassazione ha affermato che il principio dell’espropriazione indiretta sostiene un ruolo importante nella cornice del sistema giuridico italiano e che ? compatibile con la Convenzione.
44. Pi? specificamente, la Corte di cassazione-dopo avere analizzato la storia del principio dell’espropriazione indiretta – ha detto che in vista dell’uniformit? in materia della giurisprudenza, il principio dell’espropriazione indiretta deve passare per pienamente “prevedibile” a contare del 1983. Per questo fatto, l’espropriazione indiretta deve essere considerata come essendo rispettosa del principio di legalit?. Trattandosi delle occupazioni di terreno aventi luogo senza dichiarazione di utilit? pubblica, la Corte di cassazione ha affermato che queste non sono atte a trasferire la propriet? del bene allo stato. In quanto all’indennizzo, ha affermato che, anche se ? inferiore al danno subito dall’interessato, ed in particolare al valore del terreno, l’indennizzo dovuto in caso di espropriazione indiretta ? sufficiente per garantire un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della societ? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo.
45. Investito di un ricorso in esecuzione di una decisione giudiziale definitiva che annulla la dichiarazione di utilit? pubblica che riguarda un procedimento di espropriazione, vista la domanda della parte richiedente che tende ad ottenere la restituzione del terreno occupato e trasformato nel frattempo, il Consiglio di stato, nella sua sentenza no 2/2005 del 29 aprile 2005 resa in seduta plenaria, si ? pronunciato sul punto di sapere se la trasformazione irreversibile di suddetto terreno in seguito alla costruzione del lavoro “pubblico” poteva costituire una ragione di diritto che impedisce la restituzione del terreno. Il Consiglio di stato ha risposto negativamente. Cos? facendo, ha:
a) riconosciuto che il principio giurisprudenziale dell’espropriazione indiretta ? inadempiente in quanto al bisogno di sicurezza giuridica, per ci? che riguarda tra altri il punto di sapere a quale data il lavoro pubblico deve essere considerato come “realizzato” e dunque a quale data vi ? stato trasferimento di propriet? a favore dello stato;
b) accolto giurisprudenza della Corte, ed in particolare la sentenza Belvedere Alberghiera Srl c. Italia, affermando che, a fronte di una domanda di restituzione di un bene illegalmente occupato e trasformato, il lavoro realizzato dalle autorit? pubbliche non pu?, in quanto tale, costituire un ostacolo assoluto alla restituzione,;
c) interpretato l’articolo 43 del Repertorio (paragrafo 47 sotto) nel senso dove la non-restituzione di un terreno pu? essere ammessa solamente nei casi eccezionali, ossia quando l’amministrazione invoca un interesse pubblico particolarmente contrassegnato alla conservazione del lavoro;
d) affermato, in questo contesto, che l’espropriazione indiretta non potrebbe costituire un’alternativa (“una mera alternativa”) ad un procedimento di espropriazione in buona e dovuta forma.
7. Il Repertorio delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione a causa di utilit? pubblica (“il Repertorio”)
46. Il 30 giugno 2003 ? entrato in vigore il decreto presidenziale no 327 del 8 giugno 2001, modificato dal decreto legislativo no 302 del 27 dicembre 2002, e che regola il procedimento di espropriazione. Il Repertorio codifica le disposizioni e la giurisprudenza esiste in materia. In particolare, codifica il principio dell’espropriazione indiretta. Il Repertorio che non si applica ai casi di occupazione sopraggiunta anteriormente a 1996 e non ? dunque applicabile nello specifico, si ? sostituito, a partire dalla sua entrata in vigore, all’insieme della legislazione e della giurisprudenza precedente in materia di espropriazione.
47. Al suo articolo 43, il Repertorio contempla che nella mancanza di un’ordinanza di espropriazione, o nella mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica, un terreno trasformato in seguito alla realizzazione di un lavoro pubblico ? acquisito al patrimonio dell’autorit? che l’ha trasformato; dei danno-interessi sono accordati in compenso. L’autorit? pu? acquisire un bene anche un quando il piano di urbanistica o la dichiarazione di utilit? pubblica sono stati annullati. Il proprietario pu? chiedere al giudice la restituzione del terreno. L’autorit? in causa pu? opporrsi. Quando il giudice decide di non ordinare la restituzione del terreno, il proprietario ha diritto ad un risarcimento.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
48. Il richiedente adduce essere stato privato del suo terreno nelle circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
49. Il Governo solleva un’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne, facendo valere che il richiedente non si ? ricorso in cassazione contro la sentenza della corte di appello di Napoli.
50. Il richiedente si oppone alla tesi del Governo.
51. La Corte stima, alla luce dell’insieme degli argomenti delle parti, che questa eccezione ? legata strettamente al merito alla richiesta e decida di unirla merito. Constata che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questa non si urta a nessuno altro motivo di irricevibilit?. Conviene dichiararla accettabile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
52. In queste osservazioni, il Governo fa osservare che si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui nessuno decreto di espropriazione non ? stato adottato.
53. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, ci? che non ? stato rimesso in causa dalle giurisdizioni nazionali.
54. Secondariamente, la privazione del bene come risultante dell’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Il principio dell’espropriazione indiretta dovrebbe essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi della sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e dalla legge di bilancio no 662 del 1996.
55. Il Governo ne conclude che a partire da 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
56. A questo riguardo, il Governo ricorda che la giurisprudenza della Corte ha riconosciuto che l’idea di legge ricopre i principi generali enunciati o implicati da lei (Winterwerp c. Paesi Bassi, sentenza del 24 ottobre 1979, serie a no 33 ? 45) cos? come del diritto non scritto (vedere il sentenza Sunday Time c. Regno Unito (no 1) del 26 aprile 1979, serie Ha no 30, ? 47).
57. Segue che la giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione non potrebbe essere esclusa della nozione di legge al senso della Convenzione.
58. Il Governo ricorda che in una causa tedesca (Forrer – Niedenthal c. Germania, no 47316/99, sentenza del 20 febbraio 2003) la Corte ha considerato una legge tedesca del 1997 come sufficiente, malgrado la sua imprevedibilit? manifesta, per fornire una base legale alle decisioni che hanno privato il richiedente di ogni protezione contro l’attentato portato alla sua propriet?. Il Governo chiede alla Corte di applicare lo stesso criterio di giudizio alla presente causa.
59. Trattandosi della qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un decreto di espropriazione non sia stato pronunciato ? in s? una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
60. Tuttavia, tenuto conto del fatto che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile in ragione della costruzione di un?opera di utilit? pubblica, la restituzione di questo non ? pi? possibile.
61. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, tendendo a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e risponde all’utilit? pubblica.
62. In quanto all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra i sacrifici imposti agli individui ed il compenso concesso a questi, il Governo riconosce che l’amministrazione ? tenuta di indennizzare l’individuo.
63. Per?, questo indennizzo pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
64. Alla luce di queste considerazioni e riferendosi in particolare alle cause Zubani c. Italia, (sentenza del 7 agosto 1996, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-IV, e B?ck c. Finlandia (no 37598/97, CEDH 2004,) il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato.
b) Il richiedente,
65. Il richiedente fa osservare che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?.
66. Il richiedente denuncia una mancanza di chiarezza, prevedibilit? e precisione dei principi e delle disposizioni applicati al suo caso al motivo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, non basta a soddisfare al principio di legalit?.
67. Si lamenta inoltre dell’impossibilit? di ottenere la restituzione del terreno una volta dichiarata dalle giurisdizioni nazionali l’illegalit? del trasferimento della propriet?.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
68. La Corte ricorda al primo colpo che ha unito al merito l’eccezione del Governo derivata dal non-esaurimento delle vie di ricorso interni.
69. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Alla Convenzione che mira a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa di ricercare se questa situazione equivaleva ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie a no 52, pp. 24-25, ? 63).
70. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni nazionali hanno considerato il richiedente come essendo privato del suo bene a contare della scadenza del termine di occupazione autorizzata. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che la sentenza della corte di appello di Napoli ha avuto per effetto di privare il richiedente del suo bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura, precitato, ? 61, e Brumărescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
71. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1 una tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitato, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire che quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria”( Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-).
72. Da allora, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice valutazione dell’importo del risarcimento accordato al richiedente (Carbonara, precitato, ? 62).
b) Sul rispetto del principio di legalit?
73. L’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (Iatridis precitato, ? 58,). Il principio di legalit? notifica l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili (Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie Ha no 296 – a, pp. 19-20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie a no 102, p. 47, ? 110).
74. Nelle sentenze Belvedere Alberghiera srl e Carbonara e Ventura precitati, la Corte non aveva stimato utile di giudicare in abstracto se il ruolo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, occupa in un sistema di diritto continentale ? assimilabile a quello occupato dalle disposizioni legislative, essendo ci? che conta -ad ogni modo – che la base legale risponda ai criteri di prevedibilit?, accessibilit? e precisione enunciato pi? alti. La Corte ? convinta sempre che l’esistenza in quanto tale di una base legale non basta a soddisfare al principio di legalit? e stima utile di propendere per la questione della qualit? della legge.
75. La Corte prende nota dell’evoluzione giurisprudenziale che ha condotto all’elaborazione del principio dell’espropriazione indiretta. Rileva anche che questo principio ? stato trasposto nei testi di legge, come la legge no 458 di 1988 e la legge no 662 del 1996, e, ultimamente, nel Repertorio delle disposizioni in materia di espropriazione. Essendo cos?, la Corte non perde di vista le applicazioni contraddittorie che hanno luogo nello sviluppo della giurisprudenza. Questo punto di vista del resto ? stato adottato dal Consiglio di stato (paragrafo 45 sopra) che, nella sua sentenza no 2 di 2005 resa in seduta plenaria, ha riconosciuto che l’espropriazione indiretta non ha mai dato adito a regolamentazione stabile, completa e prevedibile.
76. La Corte rileva anche delle contraddizioni tra la giurisprudenza ed i suddetti testi di legge scritta. A titolo di esempio, nota che se ? vero che la giurisprudenza ha escluso, a contare di 1996-1997, che l’espropriazione indiretta possa sopraggiungere quando la dichiarazione di utilit? pubblica ? stata annullata, ? anche vero che il Repertorio ha ultimamente contemplato che nella mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica, ogni terreno pu? essere acquisito al patrimonio pubblico se il giudice decide di non ordinare la restituzione del terreno occupato e trasformato dall’amministrazione.
77. Alla vista di questi elementi, la Corte non esclude che rimane il rischio di un risultato imprevedibile o arbitrario per gli interessati.
78. La Corte nota poi che il meccanismo dell’espropriazione indiretta permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione, col rischio di un risultato imprevedibile o arbitrario per gli interessati, sia che si tratta di un’illegalit? dall’inizio o di un’illegalit? sopraggiunta in seguito. L’espropriazione indiretta tende difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa. Che sia in virt? di un principio giurisprudenziale o di un testo di legge come l’articolo 43 del Repertorio, l’espropriazione indiretta non potrebbe costituire dunque un’alternativa ad un’espropriazione in buona e dovuta forma (vedere, su questo punto anche, il punto di vista del Consiglio di stato, al paragrafo 45 sopra).
79. A questo riguardo, la Corte nota che l’espropriazione indiretta permette all’amministrazione di occupare un terreno e di trasformarlo irreversibilmente, in modo tale che sia considerato come acquisizione al patrimonio pubblico, senza che non sia adottato in confronto un atto formale dichiarante il trasferimento di propriet?. Nella mancanza di un atto che formalizza l’espropriazione e sopraggiungendo al pi? tardi nel momento in cui il proprietario ha perso ogni disponibilit? del bene, l’elemento che permetter? di trasferire al patrimonio pubblico il bene occupato e di raggiungere una sicurezza giuridica ? la constatazione di illegalit? da parte del giudice, valendo dichiarazione di trasferimento di propriet?. Incombe sull’interessato – che continua ad essere formalmente proprietario – di sollecitare al giudice competente una decisione che constata, all’occorrenza, l’illegalit? abbinata alla realizzazione di un lavoro di interesse pubblico, condizioni necessarie affinch? sia dichiarato in modo retroattivo privato del suo bene.
80. Alla vista di questi elementi, la Corte stima che il meccanismo dell’espropriazione indiretta non ? atto a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica.
81. La Corte nota poi che l’espropriazione indiretta permette inoltre all’amministrazione di occupare un terreno e di trasformarlo senza per questo versare indennit? allo stesso tempo. L’indennit? deve essere richiesta dall’interessato e ci? entro cinque anni di prescrizione, cominciando a contare della data alla quale il giudice stima che la trasformazione irreversibile del terreno ha avuto luogo. Questo pu? provocare delle conseguenze nefaste per l’interessato, e rendere vano ogni speranza di risarcimento (Carbonara e Ventura, precitato, ? 71).
82. Ad ogni modo, la Corte ? chiamata a verificare se il modo di cui il diritto interno ? interpretato ed applicato produce degli effetti conformi ai principi della Convenzione.
83. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni italiane hanno considerato il richiedente privato del suo bene a contare della scadenza del termine di occupazione autorizzata, essendo collegate le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruito. Ora, nella mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente dalla decisione definitiva -la sentenza della corte di appello di Napoli avendo acquistato forza di cosa giudicata-che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come essendo stata applicata effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata sanzionata. Di conseguenza, il richiedente non ha avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che a partire dal 13 dicembre 2004, data alla quale la sentenza della corte di appello di Napoli ? diventata definitiva.
84. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di derivare partito di un’occupazione di terreno illegale. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare di un terreno al disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e ha potuto dovere forma, e, tra altri, senza che un’indennit? sia messa parallelamente a disposizione dell’interessato.
85. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni del richiedente dunque.
86. Da allora, l’eccezione derivata del non-esaurimento delle vie di ricorso interne non potrebbe essere considerata e vi ? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
87. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
88. A titolo di danno materiale, il richiedente prende atto dell’impossibilit? di ottenere la restituzione del terreno in ragione dei lavori effettuati e chieda da prima la somma di 418 075 EUR, pari al valore venale reale del terreno come risarcimento per la perdita del terreno, cos? come la somma di 611 919 EUR come indennizzo per la perdita di valore della parte restante del terreno.
89. Inoltre, il richiedente sollecita il versamento delle somme di 650 000 EUR a titolo di plusvalore che deriva della costruzione del lavoro pubblico, di 937 507,50 EUR a titolo di indennizzo per i danni all’attivit? di agricoltore, e di 87 000 EUR per non-godimento del terreno.
90. A titolo di danno morale, il richiedente sollecita il versamento di 279 000 EUR.
91. Infine, il richiedente chiede 14 270,43 EUR per oneri di procedimento dinnanzi alle giurisdizioni interne e 80 618,50 EUR per oneri di procedimento dinnanzi alla Corte, tassa sul valore aggiunto (IVA) e contributi alla cassa di previdenza degli avvocati (CPA) in pi?.
92. In quanto al danno materiale, il Governo contesta al primo colpo le modalit? di calcolo del danno materiale adoperato nelle sentenze Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia (soddisfazione equa, no 31524/96, 30 ottobre 2003) e Carbonara e Ventura c. Italia (soddisfazione equa, no 24638/94, 11 dicembre 2003,).
93. Inoltre, il Governo contesta la valutazione del valore venale del terreno e dell’importo degli altri indennizzi effettuati dal richiedente e stima che ad ogni modo le somme richieste dal richiedente sarebbero eccessive.
94. Trattandosi del danno morale, il Governo fa valere che un tale danno dipende dalla durata eccessiva del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Di conseguenza, il Governo sostiene che il versamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo del danno morale ? subordinata all’esaurimento del rimedio Pinto.
95. In quanto agli oneri del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali, il Governo sostiene che questi devono essere rimborsati nella cornice di questo ultimo procedimento e non di quella dinnanzi alla Corte.
96. Trattandosi degli oneri del procedimento a Strasburgo, il Governo sostiene che il richiedente ha quantificato questi in modo vago ed impreciso.
97. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed il richiedente giungono ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Unito al fondo l’eccezione del Governo e la respinge;
2. Dichiara la richiesta accettabile;
3. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
4. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed il richiedente ad inviargli per iscritto, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a dargli cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega il presidente della camera la cura di fissarla all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 22 giugno 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Claudia Westerdiek Peer Lorenzen
Greffi?re Presidente

SENTENZA UCCI C. ITALIA

SENTENZA UCCI C. ITALIA

Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire jointe au fond et rejet?e (non-?puisement de voies de recours internes) ; Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
CINQUI?ME SECTION

AFFAIRE UCCI c. ITALIE

(Requ?te no 213/04)

ARR?T

STRASBOURG

22 juin 2006

D?FINITIF

22/09/2006

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Ucci c. Italie,

La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (cinqui?me section), si?geant en une chambre compos?e de :

MM. P. Lorenzen, pr?sident,

K. Jungwiert,
V. Butkevych,
Mme M. Tsatsa-Nikolovska,
MM. V. Zagrebelsky,
J. Borrego Borrego,
Mme R. Jaeger, juges,
et de Mme C. Westerdiek, greffi?re de section,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 29 mai 2006,

Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :

PROC?DURE

1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 213/04) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet ?tat, M. P. U. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 5 d?cembre 2003 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).

2. Le requ?rant est repr?sent? par Me L. C., avocat ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.

3. Le 18 mars 2005, la Cour (premi?re section) a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant des dispositions de l?article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.

4. Le 1er avril 2006, la requ?te a ?t? attribu?e ? la cinqui?me section nouvellement constitu?e (articles 25 ? 5 et 52 ? 1 du r?glement).

EN FAIT

I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE

5. Le requ?rant est n? en 1945 et r?side ? B?n?vent.

6. Le requ?rant ?tait propri?taire d?un terrain agricole de 55 810 m?tres carr?s sis ? B?n?vent et enregistr? au cadastre, feuille 31, parcelles 3, 31, 34, 179, 181, 221, 222, 223, 225 et 226.

7. Par deux arr?t?s des 20 novembre 1986 et 21 avril 1988, la soci?t? des chemins de fer approuva le projet d?am?nagement d?une partie du r?seau des chemins de fer.

8. Par deux arr?t?s des 9 janvier 1987 et 18 mai 1988, le Pr?fet de B?n?vent autorisa la soci?t? C. F. I. (? soci?t? concessionnaire?) ? occuper d?urgence une partie du terrain du requ?rant, ? savoir 11 945 m?tres carr?s, en vue de son expropriation pour cause d?utilit? publique, afin de proc?der auxdits travaux d?am?nagement.

9. Les 6 f?vrier 1987 et 29 juin 1988, la soci?t? concessionnaire proc?da ? l?occupation mat?rielle du terrain et entama les travaux de construction.

10. Par un arr?t? du 14 f?vrier 1996, le Pr?fet de B?n?vent d?cr?ta l?expropriation de la partie du terrain qui avait ?t? d?j? occup?e. Le 20 mai 1996, la soci?t? concessionnaire versa au requ?rant les sommes de 39 462 317 ITL ? titre d?indemnit? provisoire d?expropriation et de 7 125 141 ITL ? titre d?indemnit? provisoire d?occupation.

11. Entre-temps, par un acte d?assignation notifi? le 31 ao?t 1994, le requ?rant avait assign? la soci?t? des chemins de fer devant le tribunal de B?n?vent.

12. Il faisait notamment valoir que les travaux de construction s??taient termin?s sans qu?il f?t proc?d? ? l?expropriation et au paiement d?une indemnit?. Il all?guait qu?? la suite de l?ach?vement de l?ouvrage public, son droit de propri?t? avait ?t? neutralis? et, par cons?quent, il r?clamait une somme correspondant ? la valeur v?nale du terrain, ainsi qu?une indemnit? d?occupation et une indemnisation pour la perte de valeur de la partie restante du terrain.

13. La soci?t? des chemins de fer ne se constitua pas dans la proc?dure devant le tribunal de B?n?vent. Toutefois, la soci?t? concessionnaire se constitua volontairement dans cette proc?dure.

14. Au cours de la proc?dure, une expertise fut d?pos?e au greffe. Selon l?expert, la valeur v?nale du terrain occup?, calcul?e au 6 f?vrier 1992, ? savoir au moment de l?expiration du d?lai d?occupation autoris?e, ?tait de 59 725 000 ITL, soit 5 000 ITL le m?tre carr?. En outre, l?expert ?valua ? 26 384 347 ITL l?indemnit? d?occupation et ? 10 966 250 ITL l?indemnisation due pour la perte de valeur de la partie restante du terrain.

15. Par un jugement d?pos? au greffe le 27 mai 1999, le tribunal de B?n?vent statua que le requ?rant devait ?tre consid?r? comme ayant ?t? priv? de son terrain en vertu du principe de l?expropriation indirecte ? compter du 6 f?vrier 1992 et que le d?cret d?expropriation du 14 f?vrier 1996 ?tait par cons?quent tardif.

16. A la lumi?re de ces consid?rations, le tribunal condamna la soci?t? des chemins de fer et la soci?t? concessionnaire ? verser au requ?rant un d?dommagement pour la perte du terrain ?gal ? la valeur v?nale de celui-ci en 1992, ? savoir de 59 725 000 ITL, plus r??valuation et int?r?ts, ainsi que la somme de 10 966 250 ITL, avec r??valuation et int?r?ts, ? titre d?indemnisation pour la perte de valeur de la partie restante du terrain. Quant ? l?indemnit? d?occupation, le tribunal d?clara son incomp?tence dans la mati?re, compte tenu de ce que seule la cour d?appel ?tait comp?tente ? reconna?tre le droit ? l?obtention d?une telle indemnit?.

17. Par un acte du 29 juin 1999, la soci?t? concessionnaire interjeta appel de ce jugement devant la cour d?appel de Naples, contestant le montant du d?dommagement reconnu au requ?rant pour la perte de son terrain et faisant valoir que les sommes de 39 462 317 ITL et de 7 125 141 ITL, d?j? encaiss?es par le requ?rant, devaient ?tre soustraites ? la somme reconnue par le tribunal ? titre de d?dommagement pour la perte du terrain.

18. Par un arr?t d?pos? au greffe le 28 octobre 2003, la cour d?appel accueillit partiellement l?appel de la soci?t? concessionnaire, statuant que seule la somme de 39 462 317 ITL, d?j? encaiss?e par le requ?rant ? titre d?indemnit? provisoire d?expropriation, devait ?tre soustraite ? la somme de 59 725 000 ITL, reconnue par le tribunal ? titre de d?dommagement pour la perte du terrain. D?apr?s le requ?rant, cet arr?t a acquis force de chose jug?e le 13 d?cembre 2004.

II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS

A. L?occupation d?urgence d?un terrain

19. En droit italien, la proc?dure acc?l?r?e d?expropriation permet ? l?administration d?occuper un terrain et d?y construire avant l?expropriation. Une fois l?ouvrage ? r?aliser d?clar? d?utilit? publique et le projet de construction adopt?, l?administration peut d?cr?ter l?occupation d?urgence des zones ? exproprier pour une dur?e d?termin?e n?exc?dant pas cinq ans (article 20 de la loi no 865 de 1971). Ce d?cret devient caduc si l?occupation mat?rielle du terrain n?a pas lieu dans les trois mois suivant sa promulgation. Avant la fin de la p?riode d?occupation autoris?e, un arr?t? d?expropriation formelle doit ?tre pris.

20. L?occupation autoris?e d?un terrain donne droit ? une indemnit? d?occupation. La Cour constitutionnelle a reconnu, dans son arr?t no 470 de 1990, un droit d?acc?s imm?diat ? un tribunal aux fins de r?clamer l?indemnit? d?occupation d?s que le terrain est mat?riellement occup?, sans besoin d?attendre que l?administration proc?de ? une offre d?indemnisation.

B. Le principe de l?expropriation indirecte (? occupazione acquisitiva ? ou ? accessione invertita ?)

21. Dans les ann?es 1970, plusieurs administrations locales proc?d?rent ? des occupations d?urgence de terrains qui ne furent pas suivies d?arr?t?s d?expropriation. Les juridictions italiennes se trouv?rent confront?es ? des cas o? le propri?taire d?un terrain avait perdu de facto la disponibilit? de celui-ci en raison de l?occupation et de l?accomplissement de travaux de construction d?un ouvrage public. Restait ? savoir si, simplement par l?effet des travaux effectu?s, l?int?ress? avait perdu ?galement la propri?t? du terrain.

1. La jurisprudence avant l?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation

22. La jurisprudence ?tait tr?s partag?e sur le point de savoir quels ?taient les effets de la construction d?un ouvrage public sur un terrain occup? ill?galement. Par occupation ill?gale, il faut entendre une occupation ill?gale ab initio, ou bien une occupation initialement autoris?e et devenue sans titre par la suite, le titre ?tant annul? ou bien l?occupation se poursuivant au-del? de l??ch?ance autoris?e sans qu?un arr?t? d?expropriation ne soit intervenu.

23. Selon une premi?re jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration ne perdait pas la propri?t? du terrain apr?s l?ach?vement de l?ouvrage public. Toutefois, il ne pouvait pas demander une remise en l??tat du terrain et pouvait uniquement engager une action en dommages et int?r?ts pour occupation abusive, non soumise ? un d?lai de prescription puisque l?ill?galit? d?coulant de l?occupation ?tait permanente. L?administration pouvait ? tout moment adopter une d?cision formelle d?expropriation ; dans ce cas, l?action en dommages-int?r?ts se transformait en litige portant sur l?indemnit? d?expropriation et les dommages-int?r?ts n??taient dus que pour la p?riode ant?rieure au d?cret d?expropriation pour la non-jouissance du terrain (voir, entre autres, les arr?ts de la Cour de cassation no 2341 de 1982, no 4741 de 1981, no 6452 et no 6308 de 1980).

24. Selon une deuxi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration ne perdait pas la propri?t? du terrain et pouvait demander la remise en l??tat, lorsque l?administration avait agi sans qu?il y ait utilit? publique (voir, par exemple, Cour de cassation, arr?t no 1578 de 1976, arr?t no 5679 de 1980).

25. Selon une troisi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration perdait automatiquement la propri?t? du terrain au moment de la transformation irr?versible du bien, ? savoir au moment de l?ach?vement de l?ouvrage public. L?int?ress? avait le droit de demander des dommages-int?r?ts (voir l?arr?t no 3243 de 1979 de la Cour de cassation).

2. L?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation

26. Par un arr?t du 16 f?vrier 1983, la Cour de cassation, statuant en chambres r?unies, r?solut le conflit de jurisprudence et adopta la troisi?me solution. Ainsi fut consacr? le principe de l?expropriation indirecte (accessione invertita ou occupazione acquisitiva). En vertu de ce principe, la puissance publique acquiert ab origine la propri?t? d?un terrain sans proc?der ? une expropriation formelle lorsque, apr?s l?occupation du terrain, et ind?pendamment de la l?galit? de l?occupation, l?ouvrage public a ?t? r?alis?. Lorsque l?occupation est ab initio sans titre, le transfert de propri?t? a lieu au moment de l?ach?vement de l?ouvrage public. Lorsque l?occupation du terrain a initialement ?t? autoris?e, le transfert de propri?t? a lieu ? l??ch?ance de la p?riode d?occupation autoris?e. Dans le m?me arr?t, la Cour de cassation pr?cisa que, dans tous les cas d?expropriation indirecte, l?int?ress? a droit ? une r?paration int?grale, l?acquisition du terrain ayant eu lieu sans titre. Toutefois, cette r?paration n?est pas vers?e automatiquement ; il incombe ? l?int?ress? de r?clamer des dommages-int?r?ts. En outre, le droit ? r?paration est assorti du d?lai de prescription pr?vu en cas de responsabilit? d?lictuelle, ? savoir cinq ans, commen?ant ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.

3. La jurisprudence apr?s l?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation

a) La prescription

27. Dans un premier temps, la jurisprudence consid?rait qu?aucun d?lai de prescription ne trouvait ? s?appliquer, puisque l?occupation sans titre du terrain constituait un acte ill?gal continu. La Cour de cassation, dans son arr?t no 1464 de 1983, affirma que le droit ? r?paration ?tait soumis ? un d?lai de prescription de cinq ans. Par la suite, la premi?re section de la Cour de cassation affirma qu?un d?lai de prescription de dix ans devait s?appliquer (arr?ts no 7952 de 1991 et no 10979 de 1992). Par un arr?t du 22 novembre 1992, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a d?finitivement tranch? la question, estimant que le d?lai de prescription est de cinq ans et qu?il commence ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.

b) L?arr?t no 188 de 1995 de la Cour constitutionnelle

28. Dans cet arr?t, la Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution le principe de l?expropriation indirecte, dans la mesure o? ce principe est ancr? dans une disposition l?gislative, ? savoir l?article 2043 du code civil r?gissant la responsabilit? d?lictuelle. Selon cet arr?t, le fait que l?administration devient propri?taire d?un terrain en tirant b?n?fice de son comportement ill?gal ne pose aucun probl?me sur le plan constitutionnel, puisque l?int?r?t public, ? savoir la conservation de l?ouvrage public, l?emporte sur l?int?r?t du particulier, et donc sur le droit de propri?t? de ce dernier. La Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution l?application ? l?action en r?paration du d?lai de prescription de cinq ans, tel que pr?vu par l?article 2043 du code civil pour responsabilit? d?lictuelle.

c) Cas de non-application du principe de l?expropriation indirecte

29. Les d?veloppements de la jurisprudence montrent que le m?canisme par lequel la construction d?un ouvrage public entra?ne le transfert de propri?t? du terrain au b?n?fice de l?administration conna?t des exceptions.

30. Dans son arr?t no 874 de 1996, le Conseil d??tat a affirm? qu?il n?y a pas d?expropriation indirecte lorsque les d?cisions de l?administration et l?arr?t? d?occupation d?urgence ont ?t? annul?s par les juridictions administratives ; si tel n??tait pas le cas, la d?cision judiciaire serait vid?e de substance.

31. Dans son arr?t no 1907 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? que l?administration ne devient pas propri?taire d?un terrain lorsque les d?cisions qu?elle a adopt?es et la d?claration d?utilit? publique doivent ?tre consid?r?es comme nulles ab initio. Dans ce cas, l?int?ress? garde la propri?t? du terrain et peut demander la restitutio in integrum. Il peut, comme alternative, demander des dommages-int?r?ts. L?ill?galit? dans ces cas a un caract?re permanent et aucun d?lai de prescription ne trouve application.

32. Dans l?arr?t no 6515 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? qu?il n?y a pas de transfert de propri?t? lorsque la d?claration d?utilit? publique a ?t? annul?e par les juridictions administratives. Dans ce cas, le principe de l?expropriation indirecte ne trouve donc pas ? s?appliquer. L?int?ress?, qui garde la propri?t? du terrain, a la possibilit? de demander la restitutio in integrum. L?introduction d?une demande en dommages-int?r?ts entra?ne une renonciation ? la restitutio in integrum. Le d?lai de prescription de cinq ans commence ? courir au moment o? la d?cision du juge administratif devient d?finitive.

33. Dans l?arr?t no 148 de 1998, la premi?re section de la Cour de cassation a suivi la jurisprudence des chambres r?unies et affirm? que le transfert de propri?t? par effet de l?expropriation indirecte n?a pas lieu lorsque la d?claration d?utilit? publique ? laquelle le projet de construction ?tait assorti a ?t? consid?r?e comme invalide ab initio.

34. Dans l?arr?t no 5902 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies a r?affirm? qu?il n?y a pas de transfert de propri?t? en l?absence de d?claration d?utilit? publique valide.

35. Il convient de comparer cette jurisprudence avec la loi no 458 de 1988 (paragraphes 36-37 ci-dessous) et avec le R?pertoire des dispositions sur l?expropriation, entr? en vigueur le 30 juin 2003 (paragraphes 46-47 ci – dessous).

4. La loi no458 du 27 octobre 1988

36. Aux termes de l?article 3 de cette loi,

? Le propri?taire d?un terrain, utilis? pour la construction de b?timents publics et de logements sociaux, a droit ? la r?paration du dommage subi, ? la suite d?une expropriation d?clar?e ill?gale par une d?cision pass?e en force de chose jug?e, mais ne peut pr?tendre ? la restitution de son bien. Il a ?galement droit, en plus de la r?paration du dommage, aux sommes dues en raison de la d?pr?ciation mon?taire et ? celles mentionn?es ? l?article 1224 ? 2 du code civil et ceci ? compter du jour de l?occupation ill?gale. ?

37. Interpr?tant l?article 3 de la loi de 1988, la Cour constitutionnelle, dans son arr?t du 12 juillet 1990 (n? 384), a consid?r? :

? Par la disposition attaqu?e, le l?gislateur, entre l?int?r?t des propri?taires des terrains – obtenir en cas d?expropriation ill?gale la restitution des terrains – et l?int?r?t public – concr?tis? par la destination de ces biens ? des finalit?s de constructions r?sidentielles publiques ? des conditions favorables ou conventionn?es – a donn? la priorit? ? ce dernier int?r?t. ?

5. Le montant de la r?paration en cas d?expropriation indirecte

38. Selon la jurisprudence de 1983 de la Cour de cassation en mati?re d?expropriation indirecte, une r?paration int?grale du pr?judice subi, sous forme de dommages-int?r?ts pour la perte du terrain, ?tait due ? l?int?ress? en contrepartie de la perte de propri?t? qu?entra?ne l?occupation ill?gale.

39. La loi budg?taire de 1992 (article 5 bis du d?cret-loi no 333 du 11 juillet 1992) modifia cette jurisprudence, dans le sens que le montant d? en cas d?expropriation indirecte ne pouvait d?passer le montant de l?indemnit? pr?vue pour le cas d?une expropriation formelle. Par l?arr?t no 369 de 1996, la Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnelle cette disposition.

40. En vertu de la loi budg?taire no 662 de 1996, qui fit suite ? la disposition d?clar?e inconstitutionnelle, l?indemnisation int?grale ne peut ?tre accord?e pour une occupation de terrain ayant eu lieu avant le 30 septembre 1996. Dans cette perspective, l?indemnisation ?quivaut au montant de l?indemnit? pr?vue pour le cas d?une expropriation formelle, dans l?hypoth?se la plus favorable au propri?taire, moyennant une augmentation de 10 %.

41. Par l?arr?t no 148 du 30 avril 1999, la Cour constitutionnelle a jug? une telle indemnit? compatible avec la Constitution. Toutefois, dans le m?me arr?t, la Cour a pr?cis? qu?une indemnit? int?grale, ? concurrence de la valeur v?nale du terrain, peut ?tre r?clam?e lorsque l?occupation et la privation du terrain n?ont pas eu lieu pour cause d?utilit? publique.

6. La jurisprudence apr?s les arr?ts de la Cour europ?enne des Droits de l?Homme du 30 mai 2000 dans les affaires Belvedere Alberghiera et Carbonara et Ventura.

42. Par les arr?ts no 5902 et 6853 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies s?est ? nouveau prononc?e sur le principe de l?expropriation indirecte, en faisant r?f?rence aux deux arr?ts de la Cour europ?enne des Droits de l?Homme.

43. Au vu du constat de violation de l?article 1 du Protocole no 1 dans les affaires ci-dessus, la Cour de cassation a affirm? que le principe de l?expropriation indirecte joue un r?le important dans le cadre du syst?me juridique italien et qu?il est compatible avec la Convention.

44. Plus sp?cifiquement, la Cour de cassation ? apr?s avoir analys? l?histoire du principe de l?expropriation indirecte – a dit qu?au vu de l?uniformit? de la jurisprudence en la mati?re, le principe de l?expropriation indirecte doit passer pour pleinement ? pr?visible ? ? compter de 1983. De ce fait, l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r?e comme ?tant respectueuse du principe de l?galit?. S?agissant des occupations de terrain ayant lieu sans d?claration d?utilit? publique, la Cour de cassation a affirm? que celles-ci ne sont pas aptes ? transf?rer la propri?t? du bien ? l??tat. Quant ? l?indemnisation, elle a affirm? que, m?me si elle est inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress?, et notamment ? la valeur du terrain, l?indemnisation due en cas d?expropriation indirecte est suffisante pour garantir un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la soci?t? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu.

45. Saisi d?un recours en ex?cution d?une d?cision judiciaire d?finitive annulant la d?claration d?utilit? publique concernant une proc?dure d?expropriation, vu la demande de la partie requ?rante tendant ? obtenir la restitution du terrain entre-temps occup? et transform?, le Conseil d??tat, dans son arr?t no 2/2005 du 29 avril 2005 rendu en s?ance pl?ni?re, s?est prononc? sur le point de savoir si la transformation irr?versible dudit terrain ? la suite de la construction de l?ouvrage ? public ? pouvait constituer une raison de droit emp?chant la restitution du terrain. Le Conseil d??tat a r?pondu par la n?gative. Ce faisant, il a :

a) reconnu que le principe jurisprudentiel de l?expropriation indirecte est d?faillant quant au besoin de s?curit? juridique, en ce qui concerne entre autres le point de savoir ? quelle date l?ouvrage public doit ?tre consid?r? comme ? r?alis? ? et donc ? quelle date il y a eu transfert de propri?t? au b?n?fice de l??tat ;

b) salu? jurisprudence de la Cour, et notamment l?arr?t Belvedere Alberghiera Srl c. Italie, en affirmant que, face ? une demande en restitution d?un bien ill?galement occup? et transform?, l?ouvrage r?alis? par les autorit?s publiques ne peut pas, en tant que tel, constituer un obstacle absolu ? la restitution ;

c) interpr?t? l?article 43 du R?pertoire (paragraphe 47 ci-dessous) dans le sens o? la non-restitution d?un terrain ne peut ?tre admise que dans des cas exceptionnels, ? savoir lorsque l?administration invoque un int?r?t public particuli?rement marqu? ? la conservation de l?ouvrage ;

d) affirm?, dans ce contexte, que l?expropriation indirecte ne saurait constituer une alternative (? una mera alternativa ?) ? une proc?dure d?expropriation en bonne et due forme.

7. Le R?pertoire des dispositions l?gislatives et r?glementaires en mati?re d?expropriation pour cause d?utilit? publique (? le R?pertoire ?)

46. Le 30 juin 2003 est entr? en vigueur le d?cret pr?sidentiel no 327 du 8 juin 2001, modifi? par le d?cret l?gislatif no 302 du 27 d?cembre 2002, et qui r?git la proc?dure d?expropriation. Le R?pertoire codifie les dispositions et la jurisprudence existantes en la mati?re. En particulier, il codifie le principe de l?expropriation indirecte. Le R?pertoire, qui ne s?applique pas aux cas d?occupation survenus ant?rieurement ? 1996 et n?est donc pas applicable en l?esp?ce, s?est substitu?, ? partir de son entr?e en vigueur, ? l?ensemble de la l?gislation et de la jurisprudence pr?c?dente en mati?re d?expropriation.

47. A son article 43, le R?pertoire pr?voit qu?en l?absence d?un arr?t? d?expropriation, ou en l?absence de d?claration d?utilit? publique, un terrain transform? ? la suite de la r?alisation d?un ouvrage public est acquis au patrimoine de l?autorit? qui l?a transform? ; des dommages-int?r?ts sont accord?s en contrepartie. L?autorit? peut acqu?rir un bien m?me lorsque le plan d?urbanisme ou la d?claration d?utilit? publique ont ?t? annul?s. Le propri?taire peut demander au juge la restitution du terrain. L?autorit? en cause peut s?y opposer. Lorsque le juge d?cide de ne pas ordonner la restitution du terrain, le propri?taire a droit ? un d?dommagement.

EN DROIT

I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1

48. Le requ?rant all?gue avoir ?t? priv? de son terrain dans des circonstances incompatibles avec l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :

? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.

Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?

A. Sur la recevabilit?

49. Le Gouvernement soul?ve une exception de non-?puisement des voies de recours internes, faisant valoir que le requ?rant ne s?est pas pourvu en cassation envers l?arr?t de la cour d?appel de Naples.

50. Le requ?rant s?oppose ? la th?se du Gouvernement.

51. La Cour estime, ? la lumi?re de l?ensemble des arguments des parties, que cette exception est ?troitement li?e au fond de la requ?te et d?cide de la joindre au fond. Elle constate que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celle-ci ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.

B. Sur le fond

1. Th?ses des parties

a) Le Gouvernement

52. Dans ces observations, le Gouvernement fait observer qu?il s?agit d?une occupation de terrain dans le cadre d?une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d?utilit? publique. Il admet que la proc?dure d?expropriation n?a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun d?cret d?expropriation n?a ?t? adopt?.

53. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n?a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.

54. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l?expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Le principe de l?expropriation indirecte devrait ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l?arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.

55. Le Gouvernement en conclut qu?? partir de 1983, les r?gles de l?expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.

56. A cet ?gard, le Gouvernement rappelle que la jurisprudence de la Cour a reconnu que l?id?e de loi recouvre les principes g?n?raux ?nonc?s ou impliqu?s par elle (Winterwerp c. Pays-Bas, arr?t du 24 octobre 1979, s?rie A no 33 ? 45) ainsi que du droit non ?crit (voir l?arr?t Sunday Times c. Royaume-Uni (no 1) du 26 avril 1979, s?rie A no 30, ? 47).

57. Il s?ensuit que la jurisprudence consolid?e de la Cour de cassation ne saurait ?tre exclue de la notion de loi au sens de la Convention.

58. Le Gouvernement rappelle que dans une affaire allemande (Forrer – Niedenthal c. Allemagne, no 47316/99, arr?t du 20 f?vrier 2003) la Cour a consid?r? une loi allemande de 1997 comme suffisante, malgr? son impr?visibilit? manifeste, pour fournir une base l?gale aux d?cisions qui ont priv? la requ?rante de toute protection contre l?atteinte port? ? sa propri?t?. Le Gouvernement demande ? la Cour d?appliquer le m?me crit?re de jugement ? la pr?sente affaire.

59. S?agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu?un d?cret d?expropriation n?ait pas ?t? prononc? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.

60. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible en raison de la construction d?une ?uvre d?utilit? publique, la restitution de celui-ci n?est plus possible.

61. Le Gouvernement d?finit l?expropriation indirecte comme le r?sultat d?une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l?int?r?t g?n?ral pr?vale sur l?int?r?t des particuliers, lorsque l?ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et r?pond ? l?utilit? publique.

62. Quant ? l?exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? aux particuliers et la compensation octroy?e ? ceux-ci, le Gouvernement reconna?t que l?administration est tenue d?indemniser le particulier.

63. Cependant, cette indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress?, vu que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l?ill?galit? commise par l?administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.

64. A la lumi?re de ces consid?rations et se referant notamment aux affaires Zubani c. Italie, (arr?t du 7 ao?t 1996, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-IV) et B?ck c. Finlande (no 37598/97, CEDH 2004), le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect?.

b) Le requ?rant

65. Le requ?rant fait observer que l?expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l?autorit? publique d?acqu?rir un bien en toute ill?galit?.

66. Le requ?rant d?nonce un manque de clart?, pr?visibilit? et pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? son cas au motif qu?un principe jurisprudentiel, tel que celui de l?expropriation indirecte, ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit?.

67. Il se plaint en outre de l?impossibilit? d?obtenir la restitution du terrain une fois d?clar?e par les juridictions nationales l?ill?galit? du transfert de la propri?t?.

2. Appr?ciation de la Cour

a) Sur l?existence d?une ing?rence

68. La Cour rappelle d?embl?e qu?elle a joint au fond l?exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes.

69. La Cour rappelle que, pour d?terminer s?il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si cette situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).

70. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, les juridictions nationales ont consid?r? le requ?rant comme ?tant priv? de son bien ? compter de l?expiration du d?lai d?occupation autoris?e. A d?faut d?un acte formel d?expropriation, le constat d?ill?galit? de la part du juge est l??l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que l?arr?t de la cour d?appel de Naples a eu pour effet de priver le requ?rant de son bien au sens de la deuxi?me phrase de l?article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 61, et Brumărescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).

71. Pour ?tre compatible avec l?article 1 du Protocole no 1 une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d?utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L?ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d?examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu?il s?est av?r? que l?ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n??tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).

72. D?s lors, la Cour n?estime pas opportun de fonder son raisonnement sur la simple ?valuation du montant de la r?paration accord?e au requ?rant (Carbonara, pr?cit?, ? 62).

b) Sur le respect du principe de l?galit?

73. L?article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu?une ing?rence de l?autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l?ensemble des articles de la Convention (Iatridis pr?cit?, ? 58). Le principe de l?galit? signifie l?existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles (Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296 – A, pp. 19-20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110).

74. Dans les arr?ts Belvedere Alberghiera srl et Carbonara et Ventura pr?cit?s, la Cour n?avait pas estim? utile de juger in abstracto si le r?le qu?un principe jurisprudentiel, tel que celui de l?expropriation indirecte, occupe dans un syst?me de droit continental est assimilable ? celui occup? par des dispositions l?gislatives, ce qui compte ?tant ? en tout ?tat de cause -que la base l?gale r?ponde aux crit?res de pr?visibilit?, accessibilit? et pr?cision ?nonc?s plus haut. La Cour est toujours convaincue que l?existence en tant que telle d?une base l?gale ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit? et estime utile de se pencher sur la question de la qualit? de la loi.

75. La Cour prend note de l??volution jurisprudentielle qui a conduit ? l??laboration du principe de l?expropriation indirecte. Elle rel?ve ?galement que ce principe a ?t? transpos? dans des textes de loi, tels que la loi no 458 de 1988 et la loi no 662 de 1996, et, tout derni?rement, dans le R?pertoire des dispositions en mati?re d?expropriation. Cela ?tant, la Cour ne perd pas de vue les applications contradictoires qui ont lieu dans le d?veloppement de la jurisprudence. Ce point de vue a d?ailleurs ?t? adopt? par le Conseil d?Etat (paragraphe 45 ci-dessus) qui, dans son arr?t no 2 de 2005 rendu en s?ance pl?ni?re, a reconnu que l?expropriation indirecte n?a jamais donn? lieu ? une r?glementation stable, compl?te et pr?visible.

76. La Cour rel?ve ?galement des contradictions entre la jurisprudence et les textes de loi ?crits susmentionn?s. A titre d?exemple, elle note que s?il est vrai que la jurisprudence a exclu, ? compter de 1996-1997, que l?expropriation indirecte puisse intervenir lorsque la d?claration d?utilit? publique a ?t? annul?e, il est ?galement vrai que le R?pertoire a tout derni?rement pr?vu qu?en l?absence de d?claration d?utilit? publique, tout terrain peut ?tre acquis au patrimoine public si le juge d?cide de ne pas ordonner la restitution du terrain occup? et transform? par l?administration.

77. A vu de ces ?l?ments, la Cour n?exclut pas que le risque d?un r?sultat impr?visible ou arbitraire pour les int?ress?s subsiste.

78. La Cour note ensuite que le m?canisme de l?expropriation indirecte permet en g?n?ral ? l?administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d?expropriation, avec le risque d?un r?sultat impr?visible ou arbitraire pour les int?ress?s, qu?il s?agisse d?une ill?galit? depuis le d?but ou d?une ill?galit? survenue par la suite. En effet, dans tous les cas, l?expropriation indirecte tend ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l?administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l?administration, au b?n?fice de celle-ci. Que ce soit en vertu d?un principe jurisprudentiel ou d?un texte de loi comme l?article 43 du R?pertoire, l?expropriation indirecte ne saurait donc constituer une alternative ? une expropriation en bonne et due forme (voir, sur ce point ?galement, le point de vue du Conseil d??tat, au paragraphe 45 ci-dessus).

79. A cet ?gard, la Cour note que l?expropriation indirecte permet ? l?administration d?occuper un terrain et de le transformer irr?versiblement, de telle sorte qu?il soit consid?r? comme acquis au patrimoine public, sans qu?en parall?le un acte formel d?clarant le transfert de propri?t? ne soit adopt?. En l?absence d?un acte formalisant l?expropriation et intervenant au plus tard au moment o? le propri?taire a perdu toute disponibilit? du bien, l??l?ment qui permettra de transf?rer au patrimoine public le bien occup? et d?atteindre une s?curit? juridique est le constat d?ill?galit? de la part du juge, valant d?claration de transfert de propri?t?. Il incombe ? l?int?ress? – qui continue d??tre formellement propri?taire – de solliciter du juge comp?tent une d?cision constatant, le cas ?ch?ant, l?ill?galit? assortie de la r?alisation d?un ouvrage d?int?r?t public, conditions n?cessaires pour qu?il soit d?clar? r?troactivement priv? de son bien.

80. Au vu de ces ?l?ments, la Cour estime que le m?canisme de l?expropriation indirecte n?est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique.

81. La Cour note ensuite que l?expropriation indirecte permet en outre ? l?administration d?occuper un terrain et de le transformer sans pour autant verser d?indemnit? en m?me temps. L?indemnit? doit ?tre r?clam?e par l?int?ress? et cela dans un d?lai de prescription de cinq ans, commen?ant ? compter de la date ? laquelle le juge estime que la transformation irr?versible du terrain a eu lieu. Ceci peut entra?ner des cons?quences n?fastes pour l?int?ress?, et rendre vain tout espoir de r?paration (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 71).

82. En tout ?tat de cause, la Cour est appel?e ? v?rifier si la mani?re dont le droit interne est interpr?t? et appliqu? produit des effets conformes aux principes de la Convention.

83. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu?en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, les juridictions italiennes ont consid?r? le requ?rant priv? de son bien ? compter de l?expiration du d?lai d?occupation autoris?e, les conditions d?ill?galit? de l?occupation et d?int?r?t public de l?ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l?absence d?un acte formel d?expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n?est que par la d?cision d?finitive ? l?arr?t de la cour d?appel de Naples ayant acquis force de chose jug?e ? que l?on peut consid?rer le principe de l?expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l?acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? sanctionn?e. Par cons?quent, le requ?rant n?a eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain qu?? partir du 13 d?cembre 2004, date ? laquelle l?arr?t de la cour d?appel de Naples est devenu d?finitif.

84. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l?administration de tirer parti d?une occupation de terrain ill?gale. En d?autres termes, l?administration a pu s?approprier d?un terrain au m?pris des r?gles r?gissant l?expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu?une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition de l?int?ress?.

85. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l?ing?rence litigieuse n?est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu?elle a donc enfreint le droit au respect des biens du requ?rant.

86. D?s lors, l?exception tir?e du non-?puisement des voies de recours internes ne saurait ?tre retenue et il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.

II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION

87. Aux termes de l?article 41 de la Convention,

? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?

88. A titre de pr?judice mat?riel, le requ?rant prend acte de l?impossibilit? d?obtenir la restitution du terrain en raison des travaux y effectu?s et demande d?abord la somme de 418 075 EUR, ?gale ? la valeur v?nale actuelle du terrain, comme d?dommagement pour la perte du terrain, ainsi que la somme de 611 919 EUR comme indemnisation pour la perte de valeur de la partie restante du terrain.

89. En outre, le requ?rant sollicite le versement des sommes de 650 000 EUR ? titre de plus-value d?coulant de la construction de l?ouvrage public, de 937 507,50 EUR ? titre d?indemnisation pour les dommages ? l?activit? d?agriculteur, et de 87 000 EUR pour non-jouissance du terrain.

90. A titre de pr?judice moral, le requ?rant sollicite le versement de 279 000 EUR.

91. Enfin, le requ?rant demande 14 270,43 EUR pour frais de proc?dure devant les juridictions internes et 80 618,50 EUR pour frais de proc?dure devant la Cour, taxe sur la valeur ajout?e (TVA) et contributions ? la caisse de pr?voyance des avocats (CPA) en sus.

92. Quant au pr?judice mat?riel, le Gouvernement
conteste d?embl?e les modalit?s de calcul du dommage mat?riel employ?es dans les arr?ts Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie (satisfaction ?quitable, no 31524/96, 30 octobre 2003) et Carbonara et Ventura c. Italie (satisfaction ?quitable, no 24638/94, 11 d?cembre 2003).

93. En outre, le Gouvernement conteste l??valuation de la valeur v?nale du terrain et du montant des autres indemnisations effectu?es par le requ?rant et estime qu?en tout ?tat de cause les sommes r?clam?es par le requ?rant seraient excessives.

94. S?agissant du dommage moral, le Gouvernement fait valoir qu?un tel dommage d?pend de la dur?e excessive de la proc?dure devant les juridictions nationales. Par cons?quent, le Gouvernement soutient que le versement d?une quelconque somme au titre d?indemnisation du dommage moral est subordonn? ? l??puisement du rem?de Pinto.

95. Quant aux frais de la proc?dure devant les juridictions nationales, le Gouvernement soutient que ceux-ci doivent ?tre rembours?s dans le cadre de cette derni?re proc?dure et non pas de celle devant la Cour.

96. S?agissant des frais de la proc?dure ? Strasbourg, le Gouvernement soutient que le requ?rant a quantifi? ceux-ci de mani?re vague et impr?cise.

97. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et le requ?rant parviennent ? un accord.

PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,

1. Joint au fond l?exception du Gouvernement et la rejette ;

2. D?clare la requ?te recevable ;

3. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;

4. Dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;

en cons?quence,

a) la r?serve en entier ;

b) invite le Gouvernement et le requ?rant ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;

c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.

Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 22 juin 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.

Claudia Westerdiek Peer Lorenzen
Greffi?re Pr?sident

ARR?T UCCI c. ITALIE

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