AFFAIRES NACARYAN ET DERYAN c. TURQUIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRES NACARYAN ET DERYAN c. TURQUIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 41, 35, 29, P1-1
Numero: 19558/02/2008
Stato: Turchia
Data: 2008-01-08 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata
QUARTA SEZIONE
CAUSE NACARYAN E DERYAN C. TURCHIA
( Richieste numero 19558/02 e 27904/02)
SENTENZA
STRASBURGO
8 gennaio 2008
Domanda di rinvio dinnanzi alla Grande Camera in corso
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Nacaryan e Deryan c. Turchia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta da:
Nicolas Bratza, presidente, Josep Casadevall, Riza T?rmen, Stanislav Pavlovschi, Lech Garlicki, Ljiljana Mijovic, J?n ?ikuta, giudici,
e di Fatos Araci, cancelliera collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 4 dicembre 2007,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trovano due richieste, numero 19558/02 e 27904/02, dirette contro la Repubblica della Turchia e in cui due cittadini greci, la Sig.ra Y. – J. N. ed il Sig. A. D. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 22 aprile 2002 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati da D. B., avvocato ad Istanbul. Il governo turco (“il Governo”) non ha designato alcun agente per il procedimento dinnanzi alla Corte.
3. I richiedenti adducevano in particolare che il rifiuto delle giurisdizioni turche di riconoscere loro la qualit? di erede per ci? che riguardava i beni immobili aveva infranto l’articolo 1 del Protocollo no 1.
4. Il 6 giugno 2006, la Corte ha deciso di comunicare le richieste al Governo. Avvalendosi delle disposizioni dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
5. Il governo greco ha esercitato il suo diritto ad intervenire nel procedimento scritto, articoli 36 ? 1 della Convenzione e 44 ? 1 b) dell’ordinamento.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
6. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1945 e 1948 e hanno risieduto in Grecia.
7. Il 10 agosto 2000, S. A. G. (“de cujus”), di nazionalit? turca, decedette celibe e senza lasciare di posterit?. Il suo patrimonio comprendeva dei beni immobili in Turchia cos? come dei beni mobili.
8. Il 22 agosto 2000, A. I. invest? la pretura di Sisli (“pretura”) di un’azione che tendeva a fare riconoscere la sua qualit? di erede del de cujus.
9. Ad una data non conosciuta, A. G., padre dei richiedenti, intervenne nel procedimento dinnanzi alla pretura per essere designato tra gli eredi del de cujus. Il 9 dicembre 2000, i richiedenti proseguirono il procedimento dopo il decesso del loro padre.
10. Il 16 ottobre 2000, la pretura chiese alla Direzione generale delle relazioni estere e del diritto internazionale del ministero della Giustizia (“ministero della Giustizia”) di fornirle delle informazione concernenti l’esistenza della reciprocit? tra la Turchia e le Grecia in data del decesso del de cujus.
11. Il 1 novembre 2000, la pretura un? al procedimento che aveva d fornte quello relativo alla pretesa del Tesoro di essere designato come il solo erede del decujus.
12. Nel suo rapporto del 4 gennaio 2001, il ministero della Giustizia spieg? come segue:
“(…) Con una decisione del Consiglio dei ministri del 2 novembre 1964, basandosi sulla legge no 1062, il governo turco ha adottato una contromisura concernente le persone fisiche e giuridiche di nazionalit? greca in ragione delle misure prese dal governo greco che restringono totalmente il diritto di propriet? sui beni immobili che appartengono ai turchi in Grecia. Con questo decreto, il passaggio di atti relativi alla propriet? o ad altri diritti reali sui beni immobili situati in Turchia che appartengono ai cittadini greci di origine greca, o il passaggio di atti di trasferimento che possono arrivare allo stesso risultato, ? stato sospeso. Pi? tardi, il decreto del 2 novembre 1964 ? stato abrogato da un decreto del Consiglio dei ministri del 3 febbraio 1988. Le misure previste dal decreto del 2 novembre 1964 non si applicheranno pi? dopo questa data.
Concernente il periodo in cui il decreto del 2 novembre 1964 era in vigore, ? stato deciso dal decreto del 23 marzo 1988 di autorizzare l’iscrizione al registro fondiario dei beni immobili che non avevano potuto esserlo durante l’applicazione del decreto abrogato del 2 novembre 1964, [l’iscrizione] a nome delle persone in favore dalle quali era prevista la costituzione di un diritto tramite la disposizione a causa di morte o a nome degli eredi ab intestato tramite successione.
Per?, conviene precisare questo punto; l’acquisizione di beni immobili da parte degli stranieri in Turchia essendo legata alla condizione di reciprocit? in diritto ed in fatto secondo l’articolo 35 del codice fondiario, ? obbligatorio ricercare se esiste la reciprocit? affinch? i cittadini greci possano acquisire dei beni immobili nel nostro paese, anche questo dopo l’abrogazione del decreto restrittivo.
(…) In quanto all’esame della reciprocit? dal punto di vista della legislazione greca e la situazione di fatto, le informazione ottenute dal ministero delle Cause estere, in un’altra occasione, sono le seguenti:
L’articolo 4 del codice civile greco dispone “Il cittadino straniero beneficia di tutti i diritti come il cittadino greco.”
Per?,
(…)
5 – fino alla sua abrogazione nel 1990, la legge principale che regolava l’acquisizione di beni immobili in Grecia ? stata la legge adottata nel 1938, relativa all’interdizione ad acquistare e a vendere nelle regioni di frontiera.
Questa legge conteneva delle disposizioni relative all’acquisto ed alla vendita di beni immobili nelle regioni di frontiera e costiere. Contemplava l’interdizione all’acquisto e alla vendita nelle regioni in questione. (…) Con eccezione, [la legge] contemplava che si sarebbe potuto togliere questa interdizione per i cittadini greci che vivono in Grecia su autorizzazione speciale rilasciata dalla commissione riguardata.
Dopo l’adesione della Grecia alla Comunit? europea, la Corte di Giustizia delle Comunit? europee, nella sua decisione relativa alla causa no 305/87, ha considerato questa legge contraria al diritto comunitario.
6 – in seguito a questa sentenza, le regole relative all’acquisizione di beni immobili nelle regioni di frontiera in Grecia sono state modificate e la nuova legge ? entrata in vigore il 31 luglio 1990.
Le nuove disposizioni permettono ai cittadini greci ed ai cittadini dei paesi membri della Comunit? europea cos? come ai cittadini di origine greca degli altri paesi di acquisire dei beni immobili nelle regioni di frontiera e di disporne su autorizzazione. ? contemplato che le richieste di autorizzazione delle persone che figurano nella legge tra questi tre gruppi sono fatte dinnanzi ad una commissione costituita in ogni regione e composta dai rappresentanti dei ministeri della Difesa nazionale, dell’economia, dell’ordine pubblico e dell’agricoltura, sotto la presidenza del prefetto, e l’interdizione generale concernente l’acquisizione di beni immobili viene tolta tramite una decisione maggioritaria dei membri della commissione ed il voto favorevole del rappresentante del ministero della Difesa nazionale. ? contemplato che l’acquisizione e la disposizione di beni immobili nelle regioni di frontiera e costiere da parte dei cittadini di un terzo altro paese non appartenente a questi tre gruppi sono possibili solamente con l’autorizzazione del ministero della Difesa.
(…)
Le restrizioni portate dalla Grecia all’acquisizione di beni immobili da parte degli stranieri prevedono, sia nella legge del 1938 che anche in quella del 1990, di impedire l’acquisizione della propriet? da parte degli stranieri nelle regioni sensibili per la sicurezza nazionale.
(…) Circa il 55% del territorio greco entro nel campo di applicazione di questa legge.
Nelle regioni che non entrano nel campo di applicazione della legge del 1990 che regola l’acquisizione di beni immobili in questo paese, (all?infuori regioni di frontiera e costiere) l’acquisizione della propriet? da parte degli stranieri, di conseguenza da parte dei turchi, o il fatto di disporre dei beni immobili di cui sono proprietari non sono sottomessi ad una restrizione legale.
Non ? stata ottenuto alcuna informazione secondo la quale esiste una disposizione nella legislazione che restringe l’acquisizione di beni immobili tramite eredit? in Grecia per gli stranieri, e di conseguenza i turchi.
I cittadini turchi che non sono di origine greca possono acquisire peraltro, legalmente dei beni immobiliari su una zona che rappresenta il 55% del territorio greco sotto condizione di un’autorizzazione preliminare, utilizzata nella pratica come un meccanismo che restringe le acquisizioni immobiliari. Per ci? che riguarda le zone fuori campo di applicazione della legge, esistono delle informazioni, non confermate da prove concrete secondo le quali l’acquisizione di beni immobiliari tramite acquisto o successione per i cittadini turchi che non sono di origine greca o i cittadini greci di origine turca viene impedita con diversi mezzi, questi individui sono incitati a vendere i loro beni immobiliari; i cittadini turchi di origine greca possono in principio acquisire dei beni immobiliari nelle zone che entrano nel campo di applicazione della legge sotto condizione di ottenimento di un’autorizzazione. “
13. Il 15 giugno 2001, la pretura riconobbe il legame di parentela dei richiedenti col de cujus e li design? tra gli eredi per i beni mobili. I richiedenti raccolsero cos? la met? delle parti della successione per i beni mobili.
In quanto ai beni immobili, la pretura conclude che i richiedenti, cittadini greci, non potevano pretendere la successione nella misura in cui non era assolta la condizione di reciprocit? tra la Turchia e la Grecia. Si bas? sul rapporto del 4 gennaio 2001.
14. Il 10 settembre 2001, la Corte di cassazione conferm? questo giudizio.
15. Il 21 settembre 2001, i richiedenti chiesero la rettifica della sentenza.
16. Il 26 ottobre 2001, la Corte di cassazione respinse la domanda in rettifica della sentenza. Il testo della sentenza menziona solamente il nome di a. D. come richiedente.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
17. All’epoca dei fatti, l’articolo 35 del codice fondiario era formulato cos?:
“Gli stranieri, persone fisiche, possono acquisire tramite trasferimento e possono ereditare beni immobili situati sul territorio turco, sotto riserva delle restrizioni previste dalle disposizioni legislative e purch? ci sia reciprocit?. “
18. L’articolo 35 del codice fondiario ? stato modificato dalla legge no 5444 del 29 dicembre 2005. Oramai, gli stranieri possono acquisire un bene immobile in Turchia tramite successione stessa quando la condizione di reciprocit? non ? assolta. Tuttavia, in questo caso, ? contemplato che dopo il compimento degli atti di trasferimento degli immobili acquisiti tramite successione, gli interessati sono informati che il bene immobile cos? ereditato ? sottoposto a liquidazione. La tesoreria generale riguardata ? informata ai fini della liquidazione.
19. Il 3 febbraio 1988, il Consiglio dei ministri abrog? il decreto del 2 novembre 1964 che limitava, per i cittadini greci, l’acquisizione di beni immobiliari in Turchia tramite successione o altro, cos? come la loro cessione.
20. A titolo addizionale al decreto del 3 febbraio 1988, il Consiglio dei ministri adott? un decreto il 23 marzo 1988. Rilev? che, durante il periodo in cui il decreto del 2 novembre 1964 era in vigore, non si era potuto iscrivere dei beni immobili al registro fondiario a nome degli eredi o legatari non cittadini, e decise di permettere l’iscrizione dei beni in questione al registro fondiario.
21. Il 17 maggio 1989, il Consiglio dei ministri decise di abrogare il decreto del 25 settembre 1964 che restringeva l’acquisizione di beni immobili da parte dei cittadini greci sul litorale e le frontiere della Turchia. Decise inoltre di permettere l’iscrizione di beni immobili al registro fondiario a nome degli eredi o legatari che non avevano potuto farlo durante il periodo in cui suddetto decreto era in vigore.
22. Il certificato di erede ? un attestato rilasciato dalla pretura del luogo dell’apertura della successione in vista di stabilire la qualit? di erede di una persona. Questo documento non registra i beni che figurano nel patrimonio del defunto ma stabilisce la quota dei diritti di ogni erede. Fa nascere una presunzione semplice di esattezza delle enunciazioni che vi figurano. Il certificato di erede ? necessario per attestare la qualit? di erede presso le autorit?, il registro fondiario per l’iscrizione o presso la Sicurezza sociale per chiedere una pensione di vedovanza o di orfano, o presso terzi (banche, creditori, debitori ecc.) e potere cos? disporre dei beni ereditati. Non ha la forza di cosa giudicata. Se viene stato stabilito un certificato di erede inesatto, deve essere annullato dalla pretura. Il certificato non gode della fede pubblica, cio? non protegge i terzi in buona fede che acquisiscono dei beni di successione da un’eredit? apparente.
23. Le parti pertinenti dell’articolo 22 della legge relativa al diritto ed al procedimento internazionale privato si leggono cos?:
“La successione ? sottoposta alla legge nazionale del defunto. Gli immobili situati in Turchia sono regolati dal diritto turco.
Le disposizioni relative all’apertura, all’acquisizione ed alla divisione della successione sono sottoposte alla legge del luogo del patrimonio. (…) “
24. Le disposizioni pertinenti del codice civile sono formulate cos?:
Articolo 575
La successione si apre con la morte del de cujus. (…)
Articolo 705
L’acquisizione della propriet? fondiaria si fa con l’iscrizione [al registro fondiario].
In caso di successione, la propriet? viene acquisita prima dell’iscrizione. Tuttavia, in questi casi, la possibilit? di prendere degli atti di disposizione ? legata all’iscrizione della propriet? al registro fondiario.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO1
25. I richiedenti si lamentano di un attentato al loro diritto al rispetto dei loro beni nella misura in cui le giurisdizioni nazionali hanno negato di riconoscere loro la qualit? di erede per i beni immobili. Vedono una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 che si legge come segue:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
26. Il Governo invita la Corte a dichiarare inammissibile la richiesta no 19558/02 per non-esaurimento delle vie di ricorso interne perch? il richiedente non avrebbe formato un ricorso in rettifica. A titolo sussidiario, sostiene che se la Corte dovesse considerare il ricorso in rettifica inefficace, le due richieste devono essere dichiarate inammissibili per mancata osservanza del termine di sei mesi.
27. I richiedenti si oppongono a questi argomenti.
28. La Corte osserva da prima che i due richiedenti hanno chiesto la rettifica della sentenza bench? il testo della sentenza del 26 ottobre 2001 menzioni solamente il nome del richiedente A. D. come richiedente.
29. Ad ogni modo, la Corte ricorda che un richiedente deve aver fare verosimilmente fatto un uso normale dei ricorsi interni efficaci e sufficienti. Quando una via di ricorso viene stata utilizzata, non viene richiesto l’uso di un’altra via il cui scopo ? praticamente lo stesso.
30. Nota che in dritto turco, il ricorso in rettifica ha per oggetto di rivedere la sentenza in ragione di un errore commesso dalla Corte di cassazione. Su semplice ricorso in revisione delle parti, la giurisdizione procede ad un secondo esame della stessa causa senza che ci siano di elementi nuovi. Pertanto, alla Corte basta rilevare che il giudizio della pretura di Sisli sia stato confermato definitivamente dalla Corte di cassazione (vedere, mutatis mutandis, G?k ed altri c. Turchia, numero 71867/01, 71869/01, 73319/01 e 74858/01, ? 47, 27 luglio 2006). Respinge dunque l’eccezione del Governo.
31. La Corte constata che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questa non si scontra con nessun altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
A. Argomenti delle parti
1. Il governo convenuto
32. Il Governo sostiene che i richiedenti non dispongono di un “bene” al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Fa notare che questa disposizione vale solamente per i beni reali, non essendo la speranza di ereditare un bene nel futuro protetta da questa disposizione.
33. Il Governo adduce che i richiedenti non possono avvalersi della protezione di questa disposizione nella misura in cui non hanno disposto mai legalmente dei beni in questione. Spiega che secondo l’articolo 35 del codice fondiario, i cittadini non turchi possono acquisire la propriet? di un bene immobile tramite successione solo se la condizione di reciprocit? che deve esistere de jure o di facto viene assolta. Nella presente causa, le giurisdizioni nazionali hanno considerato che la legislazione greca e la pratica in vigore in Grecia all’epoca dei fatti non permettevano l’acquisizione fondiaria per i cittadini turchi. Precisa che la legge greca del 1990 vieta ai cittadini turchi ogni transazione relativa all’acquisizione fondiaria su circa il 55% del territorio greco. Sottolinea che n? i richiedenti n? il governo greco hanno prodotto qualche prova, come una decisione di giustizia o un’iscrizione al registro, che dimostrasse che i cittadini turchi possono acquisire un bene immobile in Grecia tramite successione.
34. Il Governo conclude che i richiedenti non avevano n? un bene reale concernente i beni immobili del de cujus n? una speranza legittima di ereditare dei beni in questione nella misura in cui la condizione di reciprocit? ? prevista chiaramente dall’articolo 35 del codice fondiario.
35. Il Governo contesta l’affermazione del governo greco secondo la quale i cittadini turchi dispongono di un diritto illimitato di acquisire dei beni immobili tramite successione in Grecia. A questo riguardo, fa notare che il governo greco non d? nessuna spiegazione sulle conseguenze legali dei documenti che egli produce.
36. Il Governo aggiunge che nei documenti prodotti dal governo greco, le date dell’apertura delle successioni, ossia il 10 maggio 2001 ed il 6 gennaio 1978, sono differenti dalla data di apertura della successione nella presente causa. Per questo motivo, fa notare che la reciprocit? ? suscettibile di evolversi nel tempo. Produce due giudizi della 2 pretura di Sisli resi il 31 luglio 2006 ed il 15 dicembre 2006. I giudizi in questione riguardano il rilascio di un certificato di erede ai cittadini greci. La pretura conclude nei suoi giudizi che la condizione di reciprocit? tra la Turchia e le Grecia ? assolta e riconosce la qualit? di erede dei richiedenti per i beni immobili che appartengono ai de cujus deceduti il 20 dicembre 2001 ed il 23 giugno 1975. Secondo il Governo, questi giudizi, come i documenti prodotti dal governo greco, non hanno nessuna pertinenza nella valutazione dei fatti della presente causa.
2. I richiedenti
37. I richiedenti contestano gli argomenti del Governo. Secondo loro, hanno acquisito automaticamente la propriet? dei beni immobili col decesso del de cujus. Si riferiscono a questo riguardo agli articoli 575 e 705 del codice civile turco. Sostengono che il rifiuto delle giurisdizioni nazionali di rilasciare loro un titolo di successione abbia impedito loro di godere dei loro dritti di successione. Adducono essere stati privati del loro diritto di disporre dei beni immobili del de cujus nelle condizioni contrarie alla legislazione in vigore all’epoca dei fatti in Turchia. Fanno notare che secondo il rapporto del ministero della Giustizia, non esistono restrizioni per l’acquisizione fondiaria tramite successione per i cittadini turchi in Grecia.
38. I richiedenti precisano che al momento, i cittadini greci possono acquisire dei beni immobiliari in Turchia tramite successione. A sostegno delle loro affermazioni, hanno prodotto un giudizio reso il 6 giugno 2006 dalla 2 pretura di Sisli. La pretura, dopo avere rilevato che c’era reciprocit? tra la Turchia e le Grecia, design? il richiedente, cittadino greco, come erede del de cujus deceduta il 24 ottobre 2004.
3. Il governo greco
39. Il governo greco sostiene che i richiedenti sono titolari di un “bene” al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 o almeno di una “speranza legittima.”
40. Per il governo greco, la giustificazione considerata dalle giurisdizioni turche per negare di riconoscere la qualit? di erede dei richiedenti non ? pertinente. A questo riguardo, fa notare, da una parte, che il principio di reciprocit? non si applica per le domande relative alla protezione dei diritti dell’uomo e, dall?altra parte, i cittadini turchi possono accedere alla propriet? di beni immobili in Grecia tramite successione. Sostiene che secondo il diritto turco i richiedenti avevano acquisito automaticamente dei dritti di successione. Si riferisce a questo riguardo agli articoli 575 e 705 del codice civile. Secondo lui, i richiedenti assolvevano tutte le condizioni per essere designati come eredi del de cujus per i beni immobili ma che la loro richiesta ? stata allontanata in ragione di un’interpretazione troppo formalista e particolarmente severa del diritto interno.
41. Il governo greco fa valere che il rifiuto delle giurisdizioni turche di riconoscere la qualit? di erede dei richiedenti costituisca un’ingerenza nel loro diritto al rispetto dei loro beni.
42. Il governo greco precisa che la legislazione greca non vieta ai cittadini turchi di accedere alla propriet? fondiaria tramite successione, e questo in qualsiasi regione del paese. In quanto alla restrizione prevista dalla legge del 1990, fa notare che riguarda solamente le regioni di frontiera e che ? giustificata dagli interessi legittimi di difesa e di sicurezza nazionale. In pi?, questa interdizione riguarda esclusivamente gli atti inter vivos e non gli atti mortis causa. In questo senso, produce due atti notarili di accettazione di successione, il primo validato dalla corte d’appello di Ksanthi il 15 dicembre 2005 ed il secondo validato dalla corte d’appello di Rodopi il 3 novembre 2006. Gli atti in questione riguardano la trasmissione di beni immobili situati a Ksanthi e Komotini (dipartimento di Rodopi) ai cittadini turchi in seguito al decesso dei de cujus il 10 maggio 2001 ed il 6 gennaio 1978.
43. Il governo greco aggiunge che l’interpretazione e l’applicazione fatta dalle giurisdizioni nazionali dell’articolo 35 del codice fondiario hanno creato una situazione arbitraria ed una mancanza di sicurezza e di prevedibilit?. Conclude che l’ingerenza nel diritto dei richiedenti al rispetto dei loro beni non era prevista dalla legge e che non c’era ad ogni modo proporzionalit? tra lo scopi perseguito e la misura imposta.
B. Valutazione della Corte
1. Sull’esistenza di un bene
44. Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte, un richiedente non pu? addurre una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 se non nella misura in cui le decisioni che incrimina si riferiscono ai suoi “beni” al senso di questa disposizione. La nozione di “beni” previsti dalla prima parte dell’articolo 1 del Protocollo no 1 ha una portata autonoma che ? indipendente rispetto alle qualifiche formali del diritto interno (Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 100, CEDH 2000-I). Pu? ricoprire tanto i “beni reali” che i valori patrimoniali, ivi compresi dei crediti, in virt? dei quali un richiedente pu? pretendere avere almeno una “speranza legittima” di ottenere il godimento effettivo di un diritto di propriet? (Kopeck? c. Slovacchia [GC], no 44912/98, ? 35, CEDH 2004-IX). L’articolo 1 del Protocollo no 1 non garantisce il diritto di acquisire la propriet? tramite successione ab intestat o tramite liberalit? (Marckx c. Belgio, sentenza del 13 giugno 1979, serie A no 31, p. 23, ? 50, ed Inze c. Austria, sentenza del 28 ottobre 1987, serie A no 126, ? 37).
45. Nello specifico, la Corte rileva che nessuna giurisdizione interna ha riconosciuto ai richiedenti il diritto di ereditare dei beni immobili del de cujus. Nota anche che gli interessati non hanno acquisito automaticamente dei diritti di successione con la morte del de cujus, come pretendono. Su questo punto, conviene ricordare che secondo l’articolo 35 del codice fondiario turco, l’accesso alla propriet? fondiaria tramite successione per gli stranieri era sottoposta alla condizione della reciprocit? all’epoca dei fatti. Si trattava di un diritto condizionale dunque. La propriet? dei beni immobili che figurano nel patrimonio del de cujus non ? mai stata trasferita ai richiedenti secondo le disposizioni del diritto turco. Segue che i richiedenti non avevano “bene reale.”
46. Resta da sapere se c’era nello specifico un valore patrimoniale in virt? del quale i richiedenti potevano pretendere di avere la speranza legittima di vedere riconoscere il loro requisito di eredi per ci? che riguarda i beni immobili e, di conseguenza, un diritto di propriet?.
47. La Corte ha deliberato gi? che un credito pu? essere considerato come un “valore patrimoniale” solo quando ha una base giuridica sufficiente in diritto interno (Kopeck? c. Slovacchia [GC], no 44912/98, ? 52, CEDH 2004-IX). La questione essenziale per la Corte ? di sapere dunque se c’era una base sufficiente in diritto interno come interpretato ed applicato dalle giurisdizioni interne affinch? si possa qualificare il credito dei richiedenti come “valore patrimoniale” ai fini dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Per ci?, c’? luogo di determinare se si pu? considerare che gli interessati avevano soddisfatto la condizione di reciprocit? prevista all’articolo 35 del codice fondiario.
48. La Corte osserva che la pretura di Sisli, dopo avere proceduto ad una valutazione delle conclusioni del rapporto del ministero della Giustizia, ha considerato che la condizione di reciprocit? non era assolta. A questo riguardo, la Corte ricorda che pu? conoscere solamente in modo limitato degli errori che si presuppone siano stati commessi di fatto o di diritto dalle giurisdizioni interne alle quali spetta per prime di interpretare e di applicare il diritto interno (sentenze Garc?a Ruiz c. Spagna [GC], no 30544/96, ? 28, CEDH 1999-I). Essendo cos?, deve di verificare se il modo in cui il diritto interno ? stato interpretato ed applicato nei casi sottomessi al suo esame si concilia con la Convenzione (vedere, mutatis mutandis, Pla e Puncernau c. Andorra, no 69498/01, ? 46 in fini, CEDH 2004-VIII).
49. Poich? le giurisdizioni interne hanno negato di rilasciare il certificato di erede per i beni immobili che si riferiscono al principio di reciprocit?, la Corte ricorda che a differenza dei trattati internazionali di tipo classico, la Convenzione oltrepassa il quadro della semplice reciprocit? tra Stati contraenti. Al di l? di una rete di impegni sinallagmatici bilaterali, crea degli obblighi obiettivi che, ai termini del suo preambolo, beneficiano di una “garanzia collettiva”(Irlanda c. Regno Unito, sentenza del 18 gennaio 1978, serie A no 25, ? 239). Concludendo la Convenzione, gli Stati Contraenti non hanno voluto concedersi dei diritti ed obblighi reciproci utili al perseguimento dei loro interessi nazionali rispettivi, ma realizzare gli obiettivi e gli ideali del Consiglio dell’Europa ed instaurare un ordine pubblico comunitario delle libere democrazie dell’Europa per salvaguardare il loro patrimonio comune di tradizioni politiche, di ideali, di libert? e di preminenza del diritto (Austria c. Italia, no 788/60, decisione della Commissione dell? 11 gennaio 1961, Decisioni e rapporti, (DR, 1961-4, p,). 139, ed Apostolidi ed altri c. Turchia, no 45628/99, ? 71, 27 marzo 2007).
50. Nello specifico, la Corte non stima necessario esaminare in abstracto se l’applicazione del principio di reciprocit? in dritto turco ? compatibile con la Convenzione ma di ricercare se il modo di cui ha toccato i richiedenti ha infranto la Convenzione.
51. Osserva che, nel suo giudizio del 15 giugno 2001, la pretura di Sisli ha concluso che la condizione di reciprocit? non era assolta e si ? rifiutata di riconoscere ai richiedenti la qualit? di eredi per i beni immobili. Per ci?, il giudice di istanza si ? basato sulle conclusioni del rapporto del ministero della Giustizia. Ora, alla lettura di questo rapporto, non ? stabilito se esistesse in Grecia una restrizione per i cittadini turchi in quanto all’acquisizione di un bene immobile tramite successione. Secondo questo rapporto, il testo in vigore alla data del decesso del de cujus era la legge del 1990 riguardante le restrizioni all’acquisizione di beni immobili nelle regioni di frontiera e limitrofe. Suddetta legge sottoponeva le acquisizioni fondiarie nelle regioni in questione ad un’autorizzazione rilasciata dal ministero della Difesa. Per regioni non riguardate da questa legge, non esiste nessuna restrizione.
52. Comunque sia, il rapporto menziona espressamente la mancanza di restrizione in quanto all’acquisizione di un bene immobile tramite successione. Su questo punto, la Corte nota che il rapporto del ministro della Giustizia fa riferimento a informazioni secondo le quali questo tipo di acquisizione ? impedita con diversi mezzi. Rileva tuttavia che le informazione in questione non sono fondate su delle prove concrete (vedere paragrafo 12 in fine sopra).
53. La Corte rileva anche che secondo i due documenti prodotti dal governo greco, i cittadini turchi hanno potuto ereditare dei beni immobili situati in Grecia, nelle regioni riguardate dalla restrizione prevista dalla legge del 1990. Si tratta nell’occorrenza di atti notarili validati dalle giurisdizioni greche. Per il primo, la data di apertura della successione, ossia il 6 gennaio 1978, ? anteriore all’entrata in vigore della legge del 1990. Per il secondo, l’apertura della successione ebbe luogo il 10 maggio 2001, data in cui la legge del 1990 era in vigore.
54. In quanto alla regolamentazione in vigore in Turchia all’epoca dei fatti, la Corte nota che questa non ostacolava l’acquisizione di beni immobili da parte di cittadini greci in Turchia, purch? ci fosse reciprocit?. A questo riguardo, la regolamentazione turca ha subito una modifica il 3 febbraio 1988. In questa data, il Consiglio dei ministri ha abrogato il decreto del 2 novembre 1964 che vietava l’accesso alla propriet? fondiaria per i cittadini greci. ? il decreto del 3 febbraio 1988 dunque che era in vigore alla data del decesso del de cujus. Il decreto del 23 marzo 1988, addizionale a quello del 3 febbraio 1988, mirava espressamente ad ovviare alla situazione degli eredi che non avevano potuto procedere all’iscrizione dei loro beni immobili al registro fondiario in ragione della restrizione imposta dal decreto del 1964 (paragrafi 19-20 sopra).
55. La Corte prende anche nota della modifica legislativa portata all’articolo 35 del codice fondiario che riconosce d’ora in poi il diritto alla successione per i cittadini non nazionali anche se la condizione di reciprocit? non ? assolta. Il bene immobile cos? ereditato ? liquidato e l’erede indennizzato.
56. In queste condizioni, la Corte stima che i richiedenti il cui legame di filiazione col de cujus ? stabilito con certezza, potevano credere legittimamente di aver soddisfatto tutte le esigenze per vedersi riconoscere la qualit? di eredi per i beni immobili, come nel caso dei beni mobili (paragrafo 13 sopra). Potevano difficilmente contemplare che la pretura considerasse la condizione di reciprocit? non rispettata. Cos?, i richiedenti avevano una “speranza legittima” al senso della giurisprudenza della Corte di vedersi riconoscere i loro dritti di successione sui beni immobili del de cujus e, perci?, il loro diritto di propriet?. L’articolo 1 del Protocollo no 1 si applica quindi nello specifico.
57. La Corte stima che il rifiuto delle giurisdizioni interne di riconoscere la qualit? di eredi ai richiedenti per ci? che riguarda i beni immobili ha costituito un’ingerenza nel diritto degli interessati al rispetto dei loro beni. Stima dovere esaminare l’ingerenza in questione alla luce della norma generale enunciata nella prima frase del primo capoverso.
2. Sul principio di legalit?
58. L’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (Amuur c. Francia, sentenza del 25 giugno 1996, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-III, pp. 850-851, ? 50, ed Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). L’esistenza in quanto tale di una base legale non basta a soddisfare il principio di legalit? e la Corte stima utile di propendersi sulla questione della qualit? della legge (Pasculli c. Italia, no 36818/97, ? 84, 17 maggio 2005). Il principio di legalit? significa l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili (Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie A no 296-a, pp. 19-20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie A no 102, p. 47, ? 110). La valutazione di questo principio implica anche il fatto di verificare se il modo in cui il diritto interno viene applicato dalle giurisdizioni interne ha prodotto degli effetti conformi ai principi della Convenzione (Apostolidi ed altri, precitata, ? 70).
59. La Corte stima che l’esame della legalit? dell’ingerenza controversa solleva delle questioni strettamente legate a quelle poste dall’esame dell’esistenza di un “bene” al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
60. Alla luce delle conclusioni sopra (vedere sopra paragrafi 51-55) ed alla vista dell’insieme degli elementi della pratica, l’applicazione ai richiedenti dell’articolo 35 del codice fondiario non poteva passare per sufficientemente prevedibile (vedere in questo senso Apostolidi ed altri, precitata, ? 78). La Corte conclude dunque che l’ingerenza controversa sia incompatibile col principio di legalit? e che non sia conforme all’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
61. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
62. I richiedenti richiedono 3 822 616,86 euro (EUR) a titolo di danno materiale che avrebbero subito per non aver potuto ereditare dei beni immobili del de cujus. Secondo loro, questa somma corrisponde al valore della loro quota nei beni immobili, aumentata degli interessi al tasso legale.
63. I richiedenti chiedono anche 25 000 EUR per oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
64. Il Governo contesta queste pretese.
65. Nelle circostanze della presente causa, la Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato, cos? che conviene riservarla tenendo conto dell’eventualit? di un accordo tra lo stato convenuto ed i richiedenti.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE,
1. Dichiara, all’unanimit?, le richieste ammissibili,;
2. Stabilisce, con cinque voci contro due, che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce, all’unanimit?, che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nel termine di sei mesi a contare dalla data di notificazione della presente sentenza, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto l? 8 gennaio 2008 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Fatos Araci Nicolas Bratza
Cancelliera collaboratrice Pr?sident
Alla presente sentenza si trova unita, conformemente agli articoli 45 ? 2 della Convenzione e 74 ? 2 dell’ordinamento, l’esposizione delle seguente opinioni:
-opinione dissidente del giudice T?rmen;
-opinione dissidente del giudice Garlicki.
N.B.
F.A.

OPINIONE DISSIDENTE DEL GIUDICE T?RMEN
(Traduzione)
Con mio grande dispiacere, non posso aderire alla conclusione della maggioranza secondo la quale c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
Secondo un principio ben radicato nella giurisprudenza della Corte, l’articolo 1 del Protocollo no 1 non garantisce il diritto di acquisire dei beni. Non pu? esserci violazione di questa disposizione se non nella misura in cui le decisioni delle giurisdizioni nazionali si riferiscano ai “beni” al senso di questa disposizione. La nozione di “beni” pu? ricoprire tanto i “beni reali” che i valori patrimoniali, ivi compresi dei crediti, in virt? dei quali il richiedente pu? pretendere almeno di avere una “speranza legittima” di ottenere il godimento effettivo di un diritto di propriet? (Kopeck? c. Slovacchia [GC], no 44912/98, ? 35, CEDH 2004-IX).
Ci? che distingue la presente causa dalla causa Apostolidi ed altri c. Turchia (no 45628/99, 27 marzo 2007)-che sembro essere la principale sorgente di ispirazione della constatazione di violazione formulata nello specifico-, ? che in questa ultima la quarta sezione della Corte ha ammesso l’esistenza di un “bene” al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1, mentre nello specifico, secondo la maggioranza, non ci sono beni reali ma unicamente una “speranza legittima.”
La ragione di questa differenza fondamentale di approccio, ? che nella causa Apostolidi, i richiedenti si erano visti rilasciare un “certificato di eredi” dal tribunale turco. Come spiega la sentenza resa in questa causa, in dritto turco il certificato di erede stabilisce la qualit? di erede di una persona (Apostolidi precitata ?? 54 e 68). ? su questo fondamento che la quarta sezione ha concluso all’esistenza di un “bene” (Apostolidi, precitata, ? 68, ultima frase). Nella presente causa, in compenso, i richiedenti non hanno ricevuto alcun certificato di erede. La maggioranza si ? basata su un altro elemento dunque: la nozione di “speranza legittima.”
Al centro della nozione di speranza legittima che ? stata sviluppata in una serie di sentenze e decisioni della Corte (come Pine Valley Developments Ltd ed altri c. Irlanda, sentenza del 29 novembre 1991, serie A no 222, Pressos Compania Naviera S.p.A. ed altri c. Belgio, sentenza del 20 novembre 1995, serie A no 332, Gratzinger e Gratzingerova c. Repubblica ceca (, d?c.) [GC], no 39794/98, CEDH 2002-VII, Jantner c. Slovacchia no 39050/97, 4 marzo 2003, Malhous c. Repubblica ceca (, d?c.) no 33071/96, CEDH 2000-XII, e Kopeck?, precitata) figura il carattere prevedibile delle disposizioni giuridiche interne sulle quali il richiedente pu? fondare la sua lagnanza. Il richiedente deve difatti potersi appellare a delle disposizioni giuridiche accessibili e prevedibili.
Nel decisione Gratzinger e Gratzingerova, la Corte ha dichiarato: “[C??] una differenza tra una semplice speranza di restituzione ed una speranza legittima che deve basarsi su una disposizione legale o un atto giuridico, come una decisione giudiziale” (paragrafo 73). Non c’? speranza legittima se una condizione legale non si trova assolta dall’interessato (Malhous, precitata). In modo analogo, non si pu? concludere all’esistenza di una speranza legittima quando c’? controversia sul modo in cui il diritto interno deve essere interpretato ed applicato e gli argomenti sviluppati a questo riguardo dal richiedente sono in definitiva respinti dalle giurisdizioni nazionali (Kopeck?, precitata, ? 50). L’esistenza di una contestazione reale o di una pretesa difendibile non ? un criterio determinante per giudicare l’esistenza di una speranza legittima. Un credito non pu? essere considerato come un “valore patrimoniale” se non quando ha una base sufficiente in diritto interno (Kopeck?, precitata, ? 52).
Nello specifico, l’articolo 35 del codice fondiario indica chiaramente che gli stranieri possono acquisire tramite successione dei beni immobili situati sul territorio turco, sotto riserva delle restrizioni legali e purch? ci sia reciprocit?.
La pretura di Sisli, che i richiedenti avevano investito di un’azione che tendeva a fare riconoscere il loro requisito di eredi del defunto, ha concluso che gli interessati, cittadini greci, non potevano in Turchia acquisire beni immobili tramite successione nella misura in cui la condizione di reciprocit? non era assolta.
Tenuto conto della giurisprudenza della Corte e delle circostanze dello specifico, bisogna rispondere qui di seguito alle domande poste per potere determinare se c’era una “speranza legittima.”
1. C’era “una base sufficiente in diritto interno” affinch? i richiedenti abbiano una speranza legittima?
L’articolo 35 del codice fondiario ? facilmente accessibile e prevedibile. Non ? possibile che i richiedenti che sono rappresentati da avvocati turchi, ignorino l’esistenza di una simile disposizione del diritto interno. Gli interessati sapevano o avrebbero dovuto sapere che per avere la qualit? di eredi del defunto, dovevano assolvere la condizione posta dalla legislazione turca. Quindi, non disponevano in diritto interno di una base sufficiente per avere una speranza legittima.
2. C’? una decisione giudiziale che avrebbe potuto costituire la base di una speranza legittima?
Il 15 giugno 2001, la pretura di Sisli ha giudicato che la condizione di reciprocit? tra la Turchia e le Grecia per l’acquisizione di beni immobili non era assolta. Il 10 settembre 2001, la Corte di cassazione ha confermato questo giudizio. Quindi, non c’? alcuna decisione giudiziale che avrebbe potuto costituire la base di una speranza legittima. Le decisioni delle giurisdizioni turche al contrario hanno indicato, chiaramente la ragione per la quale i richiedenti non avevano speranza legittima.
Su che cosa la maggioranza si ? allora fondata per concludere che gli interessati avevano una speranza legittima? La risposta si trova al paragrafo 56 della sentenza e comprende due elementi. Il primo consiste nel dire che il legame dei richiedenti col defunto era stabilito, cos? che potevano credere legittimamente di aver soddisfatto tutte le esigenze per ereditare dei beni immobili, come nel caso per i beni mobili.
Le suddette sentenze che menzionano la speranza legittima sottolineano costantemente che una semplice convinzione o una semplice speranza non bastano per costituire una speranza legittima. Questa deve fondarsi su un elemento pi? concreto, come una disposizione legale o una decisione giudiziale. La maggioranza ha trascurato il fatto che esiste una legislazione interna che impone una condizione agli stranieri che rivendicano dei beni immobili nella cornice di una successione, ed il fatto che la richiesta del certificato di erede formata dai richiedenti era stata respinta dal tribunale perch? la condizione di reciprocit? non era assolta.
Il fatto che gli interessati abbiano potuto ereditare dei beni mobili dal defunto non cambia per nulla a questo, riguardando la condizione legale unicamente i beni immobili.
Il secondo elemento sul quale la maggioranza si basa per concludere all’esistenza di una “speranza legittima” consiste nel dire che i richiedenti non potevano prevedere che il tribunale turco giudicasse la condizione di reciprocit? non rispettata (paragrafo 56).
Non solo tale elemento non pu? servire come base ad una speranza legittima, secondo i criteri presenti nella giurisprudenza della Corte, ma in pi? parte da una presunzione ingiustificata concernente la conclusione della causa dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Ora, per ogni questione dibattuta dinnanzi ad un tribunale, le parti in causa possono sempre contemplare due conclusioni possibili: una favorevole, l’altra sfavorevole.
Le considerazioni che precedono mi portano a concludere che non c’? base per una “speranza legittima” dei richiedenti e che il fondamento invocato dalla maggioranza non quadra con la giurisprudenza della Corte.
Se i richiedenti non hanno nessuna speranza legittima, non ci sono “beni” al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1, e non c’? stata quindi violazione di questa disposizione.

OPINIONE DISSIDENTE DEL GIUDICE GARLICKI
(Traduzione)
1. Ho formulato la presente opinione dissidente perch? stimo che la sentenza come ? stata redatta dalla maggioranza non rifletta correttamente la giurisprudenza della Corte, in particolare la posizione adottata dalla Grande Camera nelle cause Kopeck? c. Slovacchia ([GC], no 44912/98, CEDH 2004-IX) e Gratzinger e Gratzingerova c. Repubblica ceca (, d?c.) [GC], no 39794/98, CEDH 2002-VII).
2. Condivido l’interpretazione del giudice T?rmen secondo la quale i richiedenti nello specifico non hanno mai acquisito alcun diritto patrimoniale. Certo, il loro requisito generale di eredi non ? mai stato contestato, ma il diritto turco prevedeva una condizione di reciprocit? particolare concernente la trasmissione tramite successione dei beni immobili. Quindi, le loro pretese relative ai beni in questione costituivano un “credito condizionale che si estingue a causa della mancata realizzazione della condizione [di reciprocit?]” (Principe Hans-Adamo II di Liechtenstein c. Germania [GC], no 42527/98, ?? 82-83, CEDH 2001-VIII; Gratzinger e Gratzingerova precitato, ? 69; Kopeck? precitata, ? 35). Non ? necessario ripetere l’analisi del problema al quale si ? concesso il giudice T?rmen.
Quindi, non posso ammettere l’idea che il caso specifico rappresenti una semplice variante della causa Apostolidi ed altri c. Turchia (no 45628/99, 27 marzo 2007,). Dato che in questa ultima causa non c’erano dubbi in quanto all’esistenza di “beni”, era totalmente legittimo applicare i criteri abituali di legalit? e di proporzionalit? dell’intervento. Nello specifico, invece, poich? l’esistenza di “beni”, anche sotto forma di una speranza legittima, non ? stata dimostrata dalla camera, non ? possibile seguire l’approccio Apostolidi.
3. Non valuto affatto il sistema turco di reciprocit?, in particolare il modo in cui viene interpretato dalle giurisdizioni nazionali. Per?, ci? non basta a giustificare che si faccia astrazione della giurisprudenza reale. Il solo modo possibile di concludere all’esistenza di una violazione nella presente causa sarebbe di distinguere questa dalla linea giurisprudenziale Principe Hans – Adamo II-Gratzinger-Kopeck?.
Posso immaginare almeno un ragionamento che permetta una tale distinzione. Contrariamente alle suddette “grandi decisioni”, la presente causa riguardava una controversia patrimoniale ordinaria e non presentava nessuno legame diretto col contesto della trasformazione di un Stato. In pi?, riguardava essenzialmente la restrizione dei diritti di successione in seno alla famiglia. Si potrebbe postulare che nel campo particolare della successione e della famiglia, e del suo legame diretto con la “vita familiare”( protetto dall’articolo 8) ci siano dei limiti differenti tra ci? che costituisce una “semplice speranza” e ci? che diventa una “speranza legittima.” Forse dal momento che viene stabilito che un parente del defunto ha acquisito la qualit? di erede,
ci? crea la speranza legittima che questa persona sar? ammessa alla successione per l’insieme del patrimonio. Cos?, un diritto protetto dall’articolo 1 del Protocollo no 1 nascerebbe dal solo fatto che il richiedente sia un erede.
Se simile ragionamento fosse stato adottato e sviluppato dalla camera, sarebbe stato possibile distinguere la presente causa dalle altri e deliberare senza infischiarsene della giurisprudenza consolidata. Purtroppo, la camera ha preferito scegliere una via meno ambiziosa e fondare unicamente il suo ragionamento sull’approccio Apostolidi.

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
QUATRI?ME SECTION
AFFAIRES NACARYAN ET DERYAN c. TURQUIE
(Requ?tes nos 19558/02 et 27904/02)
ARR?T
STRASBOURG
8 janvier 2008
Demande de renvoi devant la Grande Chambre en cours
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.
En l’affaire Nacaryan et Deryan c. Turquie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Nicolas Bratza, pr?sident,
Josep Casadevall,
Riza T?rmen,
Stanislav Pavlovschi,
Lech Garlicki,
Ljiljana Mijovic,
J?n ?ikuta, juges,
et de Fatos Araci, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 4 d?cembre 2007,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouvent deux requ?tes (nos 19558/02 et 27904/02) dirig?es contre la R?publique de Turquie et dont deux ressortissants grecs, Mme Y.-J. N. et M. A. D. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 22 avril 2002 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me D. B., avocat ? Istanbul. Le gouvernement turc (? le Gouvernement ?) n’a pas d?sign? d’agent pour la proc?dure devant la Cour.
3. Les requ?rants all?guaient en particulier que le refus des juridictions turques de leur reconna?tre la qualit? d’h?ritier en ce qui concerne les biens immeubles avait enfreint l’article 1 du Protocole no 1.
4. Le 6 juin 2006, la Cour a d?cid? de communiquer les requ?tes au Gouvernement. Se pr?valant des dispositions de l’article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
5. Le gouvernement grec a exerc? son droit d’intervenir dans la proc?dure ?crite (articles 36 ? 1 de la Convention et 44 ? 1 b) du r?glement).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
6. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1945 et 1948 et r?sident en Gr?ce.
7. Le 10 ao?t 2000, S. A. G. (? de cujus ?), de nationalit? turque, d?c?da c?libataire et sans laisser de post?rit?. Son patrimoine comprenait des biens immeubles en Turquie ainsi que des biens meubles.
8. Le 22 ao?t 2000, A. I. saisit le tribunal d’instance de Sisli (? tribunal d’instance ?) d’une action tendant ? faire reconna?tre sa qualit? d’h?riti?re du de cujus.
9. ? une date non connue, A. G., p?re des requ?rants, intervint dans la proc?dure devant le tribunal d’instance pour ?tre d?sign? parmi les h?ritiers du de cujus. Apr?s le d?c?s de leur p?re le 9 d?cembre 2000, les requ?rants poursuivirent la proc?dure.
10. Le 16 octobre 2000, le tribunal d’instance demanda ? la Direction g?n?rale des relations ?trang?res et du droit international du minist?re de la Justice (? minist?re de la Justice ?) de lui fournir des informations concernant l’existence de la r?ciprocit? entre la Turquie et la Gr?ce ? la date du d?c?s du de cujus.
11. Le 1er novembre 2000, le tribunal d’instance joignit ? la proc?dure devant elle celle relative ? la pr?tention du Tr?sor d’?tre d?sign? comme le seul h?ritier du de cujus.
12. Dans son rapport du 4 janvier 2001, le minist?re de la Justice expliqua comme suit :
? (…) Par une d?cision du Conseil des ministres du 2 novembre 1964, se fondant sur la loi no 1062, le gouvernement turc a adopt? une contre-mesure concernant les personnes physiques et morales de nationalit? grecque en raison des mesures prises par le gouvernement grec restreignant totalement le droit de propri?t? sur les biens immeubles appartenant aux Turcs en Gr?ce. Avec ce d?cret, la passation d’actes relatifs ? la propri?t? ou ? d’autres droits r?els sur les biens immeubles situ?s en Turquie appartenant ? des ressortissants grecs d’origine grecque, ou la passation d’actes de transfert pouvant aboutir au m?me r?sultat, a ?t? suspendue. Plus tard, le d?cret du 2 novembre 1964 (…) a ?t? abrog? par un d?cret du Conseil des ministres du 3 f?vrier 1988 (…). Les mesures pr?vues par le d?cret du 2 novembre 1964 ne s’appliqueront plus apr?s cette date.
Concernant la p?riode o? le d?cret du 2 novembre 1964 ?tait en vigueur, il a ?t? d?cid? par le d?cret (…) du 23 mars 1988 d’autoriser l’inscription au registre foncier des biens immeubles qui n’avaient pas pu l’?tre pendant l’application du d?cret abrog? du 2 novembre 1964, [l’inscription] au nom des personnes en faveur desquelles il ?tait vis? de constituer un droit par voie de disposition pour cause de mort ou au nom des h?ritiers ab intestat par voie de succession.
Cependant, il convient de pr?ciser ce point ; l’acquisition de biens immeubles par les ?trangers en Turquie ?tant li?e ? la condition de r?ciprocit? en droit et en fait selon l’article 35 du code foncier, il est obligatoire de rechercher si la r?ciprocit? existe pour que les ressortissants grecs puissent acqu?rir des biens immeubles dans notre pays, ce m?me apr?s l’abrogation du d?cret restrictif.
(…) Quant ? l’examen de la r?ciprocit? du point de vue de la l?gislation grecque et la situation de fait, les informations obtenues par le minist?re des Affaires ?trang?res, lors d’une autre occasion, sont les suivantes :
L’article 4 du code civil grec dispose ? Le ressortissant ?tranger b?n?ficie de tous les droits comme les ressortissant grecs ?.
Cependant,
(…)
5- jusqu’? son abrogation en 1990, la loi principale qui r?gissait l’acquisition de biens immeubles en Gr?ce a ?t? la loi adopt?e en 1938, relative ? l’interdiction d’acheter et de vendre dans les r?gions frontali?res (…).
Cette loi contenait des dispositions relatives ? l’achat et ? la vente de biens immeubles dans les r?gions frontali?res et c?ti?res. Elle pr?voyait l’interdiction de l’achat et de la vente dans les r?gions en question. (…) Par exception, [la loi] pr?voyait la lev?e de cette interdiction pour les ressortissants grecs vivant en Gr?ce sur autorisation sp?ciale d?livr?e par la commission concern?e.
Apr?s l’adh?sion de la Gr?ce ? la Communaut? europ?enne, la Cour de Justice des Communaut?s europ?ennes, dans sa d?cision relative ? l’affaire no 305/87, a consid?r? cette loi contraire au droit communautaire.
6- ? la suite de cet arr?t, les r?gles relatives ? l’acquisition de biens immeubles dans les r?gions frontali?res en Gr?ce (…) ont ?t? modifi?es et la nouvelle loi est entr?e en vigueur le 31 juillet 1990.
Les nouvelles dispositions permettent aux ressortissants grecs et aux ressortissants des pays membres de la Communaut? europ?enne ainsi qu’aux ressortissants d’origine grecque des autres pays d’acqu?rir des biens immeubles dans les r?gions frontali?res et d’en disposer sur autorisation. Il est pr?vu que les demandes d’autorisation des personnes figurant dans la loi parmi ces trois groupes sont pr?sent?es devant une commission constitu?e dans chaque r?gion et compos?e des repr?sentants des minist?res de la D?fense nationale, de l’?conomie, de l’Ordre public et de l’Agriculture, sous la pr?sidence du pr?fet, et l’interdiction g?n?rale concernant l’acquisition de biens immeubles est lev?e par une d?cision majoritaire des membres de la commission et le vote favorable du repr?sentant du minist?re de la D?fense nationale. Il est pr?vu que l’acquisition et la disposition de biens immeubles dans les r?gions frontali?res et c?ti?res par les ressortissants de pays tiers autres que ces trois groupes n’est possible qu’avec l’autorisation du minist?re de la D?fense.
(…)
Les restrictions apport?es par la Gr?ce ? l’acquisition de biens immeubles par les ?trangers visent, aussi bien dans la loi de 1938 que celle de 1990, ? emp?cher l’acquisition de la propri?t? par des ?trangers dans les r?gions sensibles pour la s?ret? nationale.
(…) Environ 55 % du territoire grec entre dans le champ d’application de cette loi.
Dans les r?gions qui n’entrent pas dans le champ d’application de la loi de 1990 qui r?git l’acquisition de biens immeubles dans ce pays (hors r?gions frontali?res et c?ti?res), l’acquisition de la propri?t? par des ?trangers, par cons?quent par des Turcs, ou le fait de disposer des biens immeubles dont ils sont propri?taires ne sont pas soumis ? une restriction l?gale.
Il n’a ?t? obtenu aucune information selon laquelle il existe une disposition dans la l?gislation restreignant l’acquisition de biens immeubles par voie d’h?ritage en Gr?ce pour les ?trangers, et par cons?quent les Turcs.
Par ailleurs, les ressortissants turcs qui ne sont pas d’origine grecque peuvent l?galement acqu?rir des biens immobiliers sur une zone repr?sentant 55 % du territoire grec sous condition d’une autorisation pr?alable, utilis?e dans la pratique comme un m?canisme restreignant les acquisitions immobili?res. En ce qui concerne les zones hors champ d’application de la loi, il existe des renseignements, non confirm?s par des preuves concr?tes, selon lesquels l’acquisition de biens immobiliers par voie d’achat ou de succession pour les ressortissants turcs qui ne sont pas d’origine grecque ou les ressortissants grecs d’origine turque est emp?ch?e par divers moyens, ces individus sont incit?s ? vendre leurs biens immobiliers ; les ressortissants turcs d’origine grecque peuvent en principe acqu?rir des biens immobiliers dans les zones entrant dans le champ d’application de la loi sous condition d’obtention d’une autorisation. ?
13. Le 15 juin 2001, le tribunal d’instance reconnut le lien de parent? des requ?rants avec le de cujus et les d?signa parmi les h?ritiers pour les biens meubles. Les requ?rants recueillirent ainsi la moiti? des parts de la succession pour les biens meubles.
S’agissant des biens immeubles, le tribunal d’instance conclut que les requ?rants, ressortissants grecs, ne pouvaient pr?tendre ? la succession dans la mesure o? la condition de r?ciprocit? n’?tait pas remplie entre la Turquie et la Gr?ce. Elle se fonda sur le rapport du 4 janvier 2001.
14. Le 10 septembre 2001, la Cour de cassation confirma ce jugement.
15. Le 21 septembre 2001, les requ?rants demand?rent la rectification de l’arr?t.
16. Le 26 octobre 2001, la Cour de cassation rejeta la demande en rectification de l’arr?t. Le texte de l’arr?t ne mentionne que le nom d’A. D. comme demandeur.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
17. ? l’?poque des faits, l’article 35 du code foncier ?tait ainsi libell? :
? Les ?trangers, personnes physiques, peuvent acqu?rir par transfert et h?riter de biens immeubles situ?s sur le territoire turc, sous r?serve des restrictions pr?vues par les dispositions l?gislatives et ? condition qu’il y ait r?ciprocit?. ?
18. L’article 35 du code foncier a ?t? modifi? par la loi no 5444 du 29 d?cembre 2005. D?sormais, les ?trangers peuvent acqu?rir un bien immeuble en Turquie par voie de succession m?me lorsque la condition de r?ciprocit? n’est pas remplie. Toutefois, dans ce cas de figure, il est pr?vu qu’apr?s l’accomplissement des actes de transfert des immeubles acquis par voie de succession, les int?ress?s sont inform?s que le bien immeuble ainsi h?rit? est soumis ? liquidation. La tr?sorerie g?n?rale concern?e est inform?e aux fins de liquidation.
19. Le 3 f?vrier 1988, le Conseil des ministres abrogea le d?cret du 2 novembre 1964 qui limitait, pour les ressortissants grecs, l’acquisition de biens immobiliers en Turquie par voie de succession ou autres, ainsi que leur cession.
20. ? titre additionnel au d?cret du 3 f?vrier 1988, le Conseil des ministres adopta un d?cret le 23 mars 1988. Il releva que, pendant la p?riode o? le d?cret du 2 novembre 1964 ?tait en vigueur, des biens immeubles n’avaient pas pu ?tre inscrits au registre foncier au nom des h?ritiers ou l?gataires non ressortissants, et d?cida de permettre l’inscription des biens en question au registre foncier.
21. Le 17 mai 1989, le Conseil des ministres d?cida d’abroger le d?cret du 25 septembre 1964 qui restreignait l’acquisition de biens immeubles par des ressortissants grecs sur le littoral et les fronti?res de Turquie. Il d?cida en outre de permettre l’inscription de biens immeubles au registre foncier au nom des h?ritiers ou l?gataires qui n’avaient pas pu le faire pendant la p?riode o? ledit d?cret ?tait en vigueur.
22. Le certificat d’h?ritier est une attestation d?livr?e par le tribunal d’instance du lieu de l’ouverture de la succession en vue d’?tablir la qualit? d’h?ritier d’une personne. Ce document ne r?pertorie pas les biens qui figurent dans le patrimoine du d?funt mais ?tablit la quotit? des droits de chaque h?ritier. Il fait na?tre une pr?somption simple d’exactitude des ?nonciations qui y figurent. Le certificat d’h?ritier est n?cessaire pour attester la qualit? d’h?ritier aupr?s des autorit?s (registre foncier pour l’inscription ou aupr?s de la S?curit? sociale pour demander une pension de veuvage ou d’orphelin) ou des tiers (banques, cr?anciers, d?biteurs etc.) et pouvoir ainsi disposer des biens h?rit?s. Il n’a pas la force de chose jug?e. Si un certificat d’h?ritier inexact a ?t? ?tabli, il doit ?tre annul? par le tribunal d’instance. Le certificat ne jouit pas de la foi publique, c’est-?-dire qu’il ne prot?ge pas le tiers de bonne foi qui acquiert des biens successoraux d’un h?ritage apparent.
23. Les parties pertinentes de l’article 22 de la loi relative au droit et ? la proc?dure internationaux priv?s se lisent ainsi :
? La succession est soumise ? la loi nationale du d?funt. Les immeubles situ?s en Turquie sont r?gis par le droit turc.
Les dispositions relatives ? l’ouverture, ? l’acquisition et au partage de la succession sont soumises ? la loi du lieu du patrimoine. (…) ?
24. Les dispositions pertinentes du code civil sont ainsi libell?es :
Article 575
La succession s’ouvre par la mort du de cujus. (…)
Article 705
L’acquisition de la propri?t? fonci?re se fait par l’inscription [au registre foncier].
En cas de succession (…), la propri?t? est acquise avant l’inscription. Toutefois, dans ces cas, la possibilit? de prendre des actes de disposition est li?e ? l’inscription de la propri?t? au registre foncier.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No1
25. Les requ?rants se plaignent d’une atteinte ? leur droit au respect de leurs biens dans la mesure o? les juridictions nationales ont refus? de leur reconna?tre la qualit? d’h?ritier pour les biens immeubles. Ils y voient une violation de l’article 1 du Protocole no 1 qui se lit comme suit :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
26. Le Gouvernement invite la Cour ? d?clarer la requ?te no 19558/02 irrecevable pour non-?puisement des voies de recours internes parce que la requ?rante n’aurait pas form? un recours en rectification. ? titre subsidiaire, il soutient que si la Cour devait consid?rer le recours en rectification inefficace, les deux requ?tes doivent ?tre d?clar?es irrecevables pour non-respect du d?lai de six mois.
27. Les requ?rantes s’opposent ? ces arguments.
28. La Cour observe d’abord que les deux requ?rants ont demand? la rectification de l’arr?t bien que le texte de l’arr?t du 26 octobre 2001 ne mentionne que le nom du requ?rant A. D. comme demandeur.
29. En tout ?tat de cause, la Cour rappelle qu’un requ?rant doit avoir fait un usage normal des recours internes vraisemblablement efficaces et suffisants. Lorsqu’une voie de recours a ?t? utilis?e, l’usage d’une autre voie dont le but est pratiquement le m?me n’est pas exig?.
30. Elle note qu’en droit turc, le recours en rectification a pour objet de r?viser l’arr?t en raison d’une erreur commise par la Cour de cassation. Sur simple recours en r?vision des parties, la juridiction proc?de ? un deuxi?me examen de la m?me affaire sans qu’il y ait d’?l?ments nouveaux. Partant, il suffit ? la Cour de relever que le jugement du tribunal d’instance de Sisli a ?t? d?finitivement confirm? par la Cour de cassation (voir, mutatis mutandis, G?k et autres c. Turquie, nos 71867/01, 71869/01, 73319/01 et 74858/01, ? 47, 27 juillet 2006). Elle rejette donc l’exception du Gouvernement.
31. La Cour constate que la requ?te n’est pas manifestement mal fond?e au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celle-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
A. Arguments des parties
1. Le gouvernement d?fendeur
32. Le Gouvernement soutient que les requ?rants ne disposent pas d’un ? bien ? au sens de l’article 1 du Protocole no 1. Il fait remarquer que cette disposition ne vaut que pour les biens actuels, l’espoir d’h?riter d’un bien dans le futur n’?tant pas prot?g? par elle.
33. Le Gouvernement all?gue que les requ?rants ne peuvent pas se pr?valoir de la protection de cette disposition dans la mesure o? ils n’ont jamais dispos? l?galement des biens en question. Il explique que selon l’article 35 du code foncier, les ressortissants non turcs ne peuvent acqu?rir la propri?t? d’un bien immeuble par voie de succession que si la condition de r?ciprocit? est remplie, laquelle doit exister de jure ou de facto. Dans la pr?sente affaire, les juridictions nationales ont consid?r? que la l?gislation grecque et la pratique en vigueur en Gr?ce ? l’?poque des faits ne permettait pas l’acquisition fonci?re pour les ressortissants turcs. Il pr?cise que la loi grecque de 1990 interdit aux ressortissants turcs toutes transactions relatives ? l’acquisition fonci?re sur environ 55 % du territoire grec. Il souligne que ni les requ?rants ni le gouvernement grec n’ont produit de preuve, telle une d?cision de justice ou une inscription au registre, d?montrant que les ressortissants turcs peuvent acqu?rir un bien immeuble en Gr?ce par voie de succession.
34. Le Gouvernement conclut que les requ?rants n’avaient ni un bien actuel concernant les biens immeubles du de cujus ni une esp?rance l?gitime d’h?riter des biens en question dans la mesure o? la condition de r?ciprocit? est clairement pr?vue par l’article 35 du code foncier.
35. Le Gouvernement conteste l’affirmation du gouvernement grec selon laquelle les ressortissants turcs disposent d’un droit illimit? d’acqu?rir des biens immeubles par voie de succession en Gr?ce. ? cet ?gard, il fait remarquer que le gouvernement grec ne donne aucune explication sur les cons?quences l?gales des documents qu’il produits.
36. Le Gouvernement ajoute que dans les documents produits par le gouvernement grec, les dates de l’ouverture des successions, ? savoir le 10 mai 2001 et le 6 janvier 1978, sont diff?rentes de la date d’ouverture de la succession dans la pr?sente affaire. ? ce sujet, il fait remarquer que la r?ciprocit? est susceptible d’?voluer dans le temps. Il produit deux jugements du 2e tribunal d’instance de Sisli rendus le 31 juillet 2006 et le 15 d?cembre 2006. Les jugements en question concernent la d?livrance d’un certificat d’h?ritier ? des ressortissants grecs. Le tribunal d’instance conclut dans ses jugements que la condition de r?ciprocit? est remplie entre la Turquie et la Gr?ce et reconnait la qualit? d’h?ritier des demandeurs pour les biens immeubles appartenant aux de cujus d?c?d?s le 20 d?cembre 2001 et le 23 juin 1975. Selon le Gouvernement, ces jugements, ? l’instar des documents produits par le gouvernement grec, n’ont aucune pertinence dans l’appr?ciation des faits de la pr?sente affaire.
2. Les requ?rants
37. Les requ?rants contestent les arguments du Gouvernement. D’apr?s eux, ils ont automatiquement acquis la propri?t? des biens immeubles avec le d?c?s du de cujus. Ils se r?f?rent ? cet ?gard aux articles 575 et 705 du code civil turc. Ils soutiennent que le refus des juridictions nationales de leur d?livrer un titre de succession les a emp?ch?s de jouir de leurs droits successoraux. Ils all?guent avoir ?t? priv?s de leur droit de disposer des biens immeubles du de cujus dans des conditions contraires ? la l?gislation en vigueur ? l’?poque des faits en Turquie. Ils font remarquer que selon le rapport du minist?re de la Justice, il n’existe pas de restrictions pour l’acquisition fonci?re par voie de succession pour les ressortissants turcs en Gr?ce.
38. Les requ?rants pr?cisent qu’? l’heure actuelle, les ressortissants grecs peuvent acqu?rir des biens immobiliers en Turquie par voie de succession. ? l’appui de leurs all?gations, ils ont produit un jugement rendu le 6 juin 2006 par le 2e tribunal d’instance de Sisli. Le tribunal d’instance, apr?s avoir relev? qu’il y avait r?ciprocit? entre la Turquie et la Gr?ce, d?signa le demandeur, ressortissant grec, comme h?ritier de la de cujus d?c?d?e le 24 octobre 2004.
3. Le gouvernement grec
39. Le gouvernement grec soutient que les requ?rants sont titulaires d’un ? bien ? au sens de l’article 1 du Protocole no 1 ou au moins d’une ? esp?rance l?gitime ?.
40. Pour le gouvernement grec, la justification retenue par les juridictions turques pour refuser de reconna?tre la qualit? d’h?ritier des requ?rants n’est pas pertinente. ? cet ?gard, il fait remarquer, d’une part, que le principe de r?ciprocit? ne s’applique pas pour les questions relatives ? la protection des droits de l’homme et, d’autre part, les citoyens turcs peuvent acc?der ? la propri?t? de biens immeubles en Gr?ce par voie de succession. Il soutient que selon le droit turc les requ?rants avaient acquis automatiquement des droits successoraux. Il se r?f?re ? cet ?gard aux articles 575 et 705 du code civil. Selon lui, les requ?rants remplissaient toutes les conditions pour ?tre d?sign?s comme h?ritiers du de cujus pour les biens immeubles mais que leur demande a ?t? ?cart?e en raison d’une interpr?tation trop formaliste et particuli?rement s?v?re du droit interne.
41. Le gouvernement grec fait valoir que le refus des juridictions turques de reconna?tre la qualit? d’h?ritier des requ?rants constitue une ing?rence dans leur droit au respect de leurs biens.
42. Le gouvernement grec pr?cise que la l?gislation grecque n’interdit pas aux ressortissants turcs d’acc?der ? la propri?t? fonci?re par voie de succession, et ce dans n’importe quelle r?gion du pays. S’agissant de la restriction pr?vue par la loi de 1990, il fait remarquer qu’elle ne concerne que les r?gions frontali?res et qu’elle est justifi?e par des int?r?ts l?gitimes de d?fense et de s?curit? nationale. De plus, cette interdiction concerne exclusivement les actes inter vivos et non les actes mortis causa. En ce sens, il produit deux actes notari?s d’acceptation de succession, le premier valid? par le tribunal de grande instance de Ksanthi le 15 d?cembre 2005 et le deuxi?me valid? par le tribunal de grande instance de Rodopi le 3 novembre 2006. Les actes en question concernent la transmission de biens immeubles situ?s ? Ksanthi et Komotini (d?partement de Rodopi) ? des ressortissants turcs ? la suite du d?c?s des de cujus le 10 mai 2001 et le 6 janvier 1978.
43. Le gouvernement grec ajoute que l’interpr?tation et l’application faite par les juridictions nationales de l’article 35 du code foncier a cr?? une situation arbitraire et un manque de s?curit? et de pr?visibilit?. Il conclut que l’ing?rence dans le droit des requ?rants au respect de leurs biens n’?tait pas pr?vue par la loi et qu’en tout ?tat de cause il n’y avait pas de proportionnalit? entre le but poursuivi et la mesure impos?e.
B. Appr?ciation de la Cour
1. Sur l’existence d’un bien
44. Selon la jurisprudence constante de la Cour, un requ?rant ne peut all?guer une violation de l’article 1 du Protocole no 1 que dans la mesure o? les d?cisions qu’il incrimine se rapportent ? ses ? biens ? au sens de cette disposition. La notion de ? biens ? pr?vue par la premi?re partie de l’article 1 du Protocole no 1 a une port?e autonome qui est ind?pendante par rapport aux qualifications formelles du droit interne (Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 100, CEDH 2000-I). Elle peut recouvrir tant des ? biens actuels ? que des valeurs patrimoniales, y compris des cr?ances, en vertu desquelles un requ?rant peut pr?tendre avoir au moins une ? esp?rance l?gitime ? d’obtenir la jouissance effective d’un droit de propri?t? (Kopeck? c. Slovaquie [GC], no 44912/98, ? 35, CEDH 2004-IX). L’article 1 du Protocole no 1 ne garantit pas le droit d’acqu?rir la propri?t? par voie de succession ab intestat ou de lib?ralit?s (Marckx c. Belgique, arr?t du 13 juin 1979, s?rie A no 31, p. 23, ? 50, et Inze c. Autriche, arr?t du 28 octobre 1987, s?rie A no 126, ? 37).
45. En l’esp?ce, la Cour rel?ve qu’aucune juridiction interne n’a reconnu aux requ?rants le droit d’h?riter des biens immeubles du de cujus. Elle note aussi que les int?ress?s n’ont pas acquis de droits successoraux automatiquement avec la mort du de cujus, comme ils le pr?tendent. Sur ce point, il convient de rappeler que selon l’article 35 du code foncier turc, l’acc?s ? la propri?t? fonci?re par voie de succession pour les ?trangers ?tait soumis ? la condition de la r?ciprocit? ? l’?poque des faits. Il s’agissait donc d’un droit conditionnel. La propri?t? des biens immeubles figurant dans le patrimoine du de cujus n’a jamais ?t? transf?r?e aux requ?rants selon les dispositions du droit turc. Il s’ensuit que les requ?rants n’avaient pas de ? bien actuel ?.
46. Reste ? savoir s’il y avait en l’esp?ce une valeur patrimoniale en vertu de laquelle les requ?rants pouvaient pr?tendre avoir l’esp?rance l?gitime de voir reconna?tre leur qualit? d’h?ritier en ce qui concerne les biens immeubles et, par cons?quent, un droit de propri?t?.
47. La Cour a d?j? statu? qu’une cr?ance ne peut ?tre consid?r?e comme une ? valeur patrimoniale ? que lorsqu’elle a une base juridique suffisante en droit interne (Kopeck? c. Slovaquie [GC], no 44912/98, ? 52, CEDH 2004-IX). La question essentielle pour la Cour est donc de savoir s’il y avait une base suffisante en droit interne tel qu’interpr?t? et appliqu? par les juridictions internes pour que l’on puisse qualifier la cr?ance des requ?rants de ? valeur patrimoniale ? aux fins de l’article 1 du Protocole no 1. Pour cela, il y a lieu de d?terminer si l’on peut consid?rer que les int?ress?s avaient satisfait ? la condition de r?ciprocit? pr?vue ? l’article 35 du code foncier.
48. La Cour observe que le tribunal d’instance de Sisli, apr?s avoir proc?d? ? une appr?ciation des conclusions du rapport du minist?re de la Justice, a consid?r? que la condition de r?ciprocit? n’?tait pas remplie. ? cet ?gard, la Cour rappelle qu’elle ne peut conna?tre que de fa?on limit?e des erreurs de fait ou de droit pr?tendument commises par les juridictions internes, auxquelles il revient au premier chef d’interpr?ter et d’appliquer le droit interne (arr?ts Garc?a Ruiz c. Espagne [GC], no 30544/96, ? 28, CEDH 1999-I). Ceci ?tant, il lui incombe de v?rifier si la fa?on dont le droit interne a ?t? interpr?t? et appliqu? dans les cas soumis ? son examen se concilie avec la Convention (voir, mutatis mutandis, Pla et Puncernau c. Andorre, no 69498/01, ? 46 in fine, CEDH 2004-VIII).
49. Puisque les juridictions internes ont refus? de d?livrer le certificat d’h?ritier pour les biens immeubles se r?f?rant au principe de r?ciprocit?, la Cour rappelle qu’? la diff?rence des trait?s internationaux de type classique, la Convention d?borde le cadre de la simple r?ciprocit? entre ?tats contractants. Au-del? d’un r?seau d’engagements synallagmatiques bilat?raux, elle cr?e des obligations objectives qui, aux termes de son pr?ambule, b?n?ficient d’une ? garantie collective ? (Irlande
c. Royaume-Uni, arr?t du 18 janvier 1978, s?rie A no 25, ? 239). En concluant la Convention, les ?tats Contractants n’ont pas voulu se conc?der des droits et obligations r?ciproques utiles ? la poursuite de leurs int?r?ts nationaux respectifs, mais r?aliser les objectifs et id?aux du Conseil de l’Europe et instaurer un ordre public communautaire des libres d?mocraties d’Europe afin de sauvegarder leur patrimoine commun de traditions politiques, d’id?aux, de libert? et de pr??minence du droit (Autriche c. Italie, no 788/60, d?cision de la Commission du 11janvier 1961, D?cisions et rapports (DR) 1961-4, p. 139, et Apostolidi et autres c. Turquie, no 45628/99, ? 71, 27 mars 2007).
50. En l’esp?ce, la Cour n’estime pas n?cessaire d’examiner in abstracto si l’application du principe de r?ciprocit? en droit turc est compatible avec la Convention mais de rechercher si la mani?re dont il a touch? les requ?rants a enfreint la Convention.
51. Elle observe que, dans son jugement du 15 juin 2001, le tribunal d’instance de Sisli a conclu que la condition de r?ciprocit? n’?tait pas remplie et refus? de reconna?tre la qualit? d’h?ritier des requ?rants pour les biens immeubles. Pour cela, le juge d’instance s’est fond? sur les conclusions du rapport du minist?re de la Justice. Or, ? la lecture de ce rapport, il n’est pas ?tabli qu’il existait en Gr?ce une restriction pour les ressortissants turcs quant ? l’acquisition d’un bien immeuble par voie de succession. D’apr?s ce rapport, le texte en vigueur ? la date du d?c?s du de cujus ?tait la loi de 1990, laquelle porte sur les restrictions ? l’acquisition de biens immeubles dans les r?gions frontali?res et limitrophes. Ladite loi soumet les acquisitions fonci?res dans les r?gions en question ? une autorisation d?livr?e par le minist?re de la D?fense. Pour les r?gions non concern?es par cette loi, il n’existe aucune restriction.
52. Quoi qu’il en soit, le rapport mentionne express?ment l’absence de restriction quant ? l’acquisition d’un bien immeuble par voie de succession. Sur ce point, la Cour note que le rapport du ministre de la Justice fait ?tat d’informations selon lesquelles ce type d’acquisition est emp?ch? par divers moyens. Elle rel?ve toutefois que les informations en question ne sont pas fond?es sur des preuves concr?tes (voir paragraphe 12 in fine ci-dessus).
53. La Cour rel?ve ?galement que selon les deux documents produits par le gouvernement grec, des ressortissants turcs ont pu h?riter de biens immeubles situ?s en Gr?ce, dans des r?gions concern?es par la restriction pr?vue par la loi de 1990. Il s’agit en l’occurrence d’actes notari?s valid?s par les juridictions grecques. Pour le premier, la date d’ouverture de la succession, ? savoir 6 janvier 1978, est ant?rieur ? l’entr?e en vigueur de la loi de 1990. Pour le deuxi?me, l’ouverture de la succession eut lieu le 10 mai 2001, date ? laquelle la loi de 1990 ?tait en vigueur.
54. S’agissant de la r?glementation en vigueur en Turquie ? l’?poque des faits, la Cour note que celle-ci ne faisait pas obstacle ? l’acquisition de biens immeubles par des ressortissants grecs en Turquie, ? condition qu’il y ait r?ciprocit?. ? cet ?gard, la r?glementation turque a subi une modification le 3 f?vrier 1988. A cette date, le Conseil des ministres a abrog? le d?cret du 2 novembre 1964 qui interdisait l’accession ? la propri?t? fonci?re pour les ressortissants grecs. C’est donc le d?cret du 3 f?vrier 1988 qui ?tait en vigueur ? la date du d?c?s du de cujus. Le d?cret du 23 mars 1988, additionnel ? celui du 3 f?vrier 1988, visait express?ment ? rem?dier ? la situation des h?ritiers qui n’avaient pas pu faire proc?der ? l’inscription de leurs biens immeubles au registre foncier en raison de la restriction impos?e par le d?cret de 1964 (paragraphes 19-20 ci-dessus).
55. La Cour prend note ?galement de la modification l?gislative apport?e ? l’article 35 du code foncier, lequel reconnait dor?navant le droit ? la succession pour les ressortissants non nationaux m?me si la condition de r?ciprocit? n’est pas remplie. Le bien immeuble ainsi h?rit? est liquid? et l’h?ritier indemnis?.
56. Dans ces conditions, la Cour estime que les requ?rants, dont le lien de filiation avec le de cujus est ?tabli avec certitude, pouvaient l?gitimement croire qu’ils avaient satisfait ? toutes les exigences pour se voir reconna?tre la qualit? d’h?ritier pour les biens immeubles, comme ce fut le cas pour les biens meubles (paragraphe 13 ci-dessus). Ils pouvaient difficilement pr?voir que le tribunal d’instance consid?re la condition de r?ciprocit? non respect?e. Ainsi, les requ?rants avaient une ? esp?rance l?gitime ? au sens de la jurisprudence de la Cour de voir reconnaitre leurs droits successoraux sur les biens immeubles du de cujus et, en cons?quence, leur droit de propri?t?. L’article 1 du Protocole no 1 s’applique d?s lors en l’esp?ce.
57. La Cour estime que le refus des juridictions internes de reconna?tre la qualit? d’h?ritier des requ?rants en ce qui concerne les biens immeubles a constitu? une ing?rence dans le droit des int?ress?s au respect de leurs biens. Elle estime devoir examiner l’ing?rence en question ? la lumi?re de la norme g?n?rale ?nonc?e dans la premi?re phrase du premier alin?a.
2. Sur le principe de l?galit?
58. L’article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu’une ing?rence de l’autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l’un des principes fondamentaux d’une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l’ensemble des articles de la Convention (Amuur c. France, arr?t du 25 juin 1996, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-III, pp. 850-851, ? 50, et Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). L’existence en tant que telle d’une base l?gale ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit? et la Cour estime utile de se pencher sur la question de la qualit? de la loi (Pasculli c. Italie, no 36818/97, ? 84, 17 mai 2005). Le principe de l?galit? signifie l’existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles (Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296-A, pp. 19-20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110). L’appr?ciation de ce principe implique aussi le fait de v?rifier si la mani?re dont le droit interne est appliqu? par les juridictions internes a produit des effets conformes aux principes de la Convention (Apostolidi et autres, pr?cit?, ? 70).
59. La Cour estime que l’examen de la l?galit? de l’ing?rence litigieuse soul?ve des questions ?troitement li?es ? celles que posait l’examen de l’existence d’un ? bien ? au sens de l’article 1 du Protocole no 1.
60. ? la lumi?re des conclusions ci-dessous (voir paragraphes 51-55 ci-dessus) et au vu de l’ensemble des ?l?ments du dossier, l’application de l’article 35 du code foncier ne pouvait passer pour suffisamment pr?visible aux requ?rants (voir en ce sens Apostolidi et autres, pr?cit?, ? 78). La Cour en conclut que l’ing?rence litigieuse est incompatible avec le principe de l?galit? et qu’elle n’est donc pas conforme ? l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
61. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
62. Les requ?rants r?clament 3 822 616,86 euros (EUR) au titre du pr?judice mat?riel qu’ils auraient subi pour avoir ?t? priv? d’h?riter des biens immeubles du de cujus. Selon eux, cette somme correspond ? la valeur de leur quote-part dans les biens immeubles, augment?e des int?r?ts au taux l?gal.
63. Les requ?rants demandent ?galement 25 000 EUR pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
64. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
65. Dans les circonstances de la pr?sente affaire, la Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat, de sorte qu’il convient de la r?server en tenant compte de l’?ventualit? d’un accord entre l’?tat d?fendeur et les requ?rants.
PAR CES MOTIFS, LA COUR,
1. D?clare, ? l’unanimit?, les requ?tes recevables ;
2. Dit, par cinq voix contre deux, qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit, ? l’unanimit?, que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans le d?lai de six mois ? compter de la date de notification du pr?sent arr?t, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 8 janvier 2008 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Fatos Araci Nicolas Bratza
Greffi?re adjointe Pr?sident
Au pr?sent arr?t se trouve joint, conform?ment aux articles 45 ? 2 de la Convention et 74 ? 2 du r?glement, l’expos? des opinions suivantes :
? opinion dissidente du juge T?rmen ;
? opinion dissidente du juge Garlicki.
N.B.
F.A.
OPINION DISSIDENTE DU JUGE T?RMEN
(Traduction)
A mon grand regret, je ne puis souscrire ? la conclusion de la majorit? selon laquelle il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
Selon un principe bien ancr? dans la jurisprudence de la Cour, l’article 1 du Protocole no 1 ne garantit pas le droit d’acqu?rir des biens. Il ne peut y avoir violation de cette disposition que dans la mesure o? les d?cisions des juridictions nationales se rapportent ? des ? biens ? au sens de cette disposition. La notion de ? biens ? peut recouvrir tant des ? biens actuels ? que des valeurs patrimoniales, y compris des cr?ances, en vertu desquelles le requ?rant peut pr?tendre avoir au moins une ? esp?rance l?gitime ? d’obtenir la jouissance effective d’un droit de propri?t? (Kopeck? c. Slovaquie [GC], no 44912/98, ? 35, CEDH 2004-IX).
Ce qui distingue la pr?sente affaire de l’affaire Apostolidi et autres c. Turquie (no 45628/99, 27 mars 2007) ? laquelle semble ?tre la principale source d’inspiration du constat de violation formul? en l’esp?ce ?, c’est que dans cette derni?re la quatri?me section de la Cour a admis l’existence d’un ? bien ? au sens de l’article 1 du Protocole no 1, tandis qu’en l’esp?ce, selon la majorit?, il n’y a pas de biens actuels mais uniquement une ? esp?rance l?gitime ?.
La raison de cette diff?rence fondamentale d’approche, c’est que dans l’affaire Apostolidi, les requ?rants s’?taient vu d?livrer un ? certificat d’h?ritier ? par le tribunal turc. Comme l’explique l’arr?t rendu dans cette affaire, en droit turc le certificat d’h?ritier ?tablit la qualit? d’h?ritier d’une personne (Apostolidi pr?cit?, ?? 54 et 68). C’est sur ce fondement que la quatri?me section a conclu ? l’existence d’un ? bien ? (Apostolidi, pr?cit?, ? 68, derni?re phrase). Dans la pr?sente affaire, en revanche, les requ?rants n’ont pas re?u de certificat d’h?ritier. La majorit? s’est donc fond?e sur un autre ?l?ment : la notion d’? esp?rance l?gitime ?.
Au c?ur de la notion d’esp?rance l?gitime, qui a ?t? d?velopp?e dans une s?rie d’arr?ts et d?cisions de la Cour, tels Pine Valley Developments Ltd et autres c. Irlande (arr?t du 29 novembre 1991, s?rie A no 222), Pressos Compania Naviera S.A. et autres c. Belgique (arr?t du 20 novembre 1995, s?rie A no 332), Gratzinger et Gratzingerova c. R?publique tch?que ((d?c.) [GC], no 39794/98, CEDH 2002-VII), Jantner c. Slovaquie (no 39050/97, 4 mars 2003), Malhous c. R?publique tch?que ((d?c.) no 33071/96, CEDH 2000-XII), et Kopeck? (pr?cit?), figure le caract?re pr?visible des dispositions juridiques internes sur lesquelles le requ?rant peut fonder son grief. Le requ?rant doit en effet pouvoir s’appuyer sur des dispositions juridiques accessibles et pr?visibles.
Dans la d?cision Gratzinger et Gratzingerova, la Cour a d?clar? : ? [I]l y a une diff?rence entre un simple espoir de restitution (…) et une esp?rance l?gitime, qui doit (…) se baser sur une disposition l?gale ou un acte juridique, telle une d?cision judiciaire ? (paragraphe 73). Il n’y a pas d’esp?rance l?gitime si une condition l?gale se trouve non remplie par l’int?ress? (Malhous, pr?cit?e). De mani?re analogue, on ne peut conclure ? l’existence d’une esp?rance l?gitime lorsqu’il y a controverse sur la fa?on dont le droit interne doit ?tre interpr?t? et appliqu? et que les arguments d?velopp?s par le requ?rant ? cet ?gard sont en d?finitive rejet?s par les juridictions nationales (Kopeck?, pr?cit?, ? 50). L’existence d’une contestation r?elle ou d’une pr?tention d?fendable n’est pas un crit?re d?terminant pour juger de l’existence d’une esp?rance l?gitime. Une cr?ance ne peut ?tre consid?r?e comme une ? valeur patrimoniale ? que lorsqu’elle a une base suffisante en droit interne (Kopeck?, pr?cit?, ? 52).
En l’esp?ce, l’article 35 du code foncier indique clairement que les ?trangers peuvent acqu?rir par voie de succession des biens immeubles situ?s sur le territoire turc, sous r?serve des restrictions l?gales et ? condition qu’il y ait r?ciprocit?.
Le tribunal d’instance de Sisli, que les requ?rants avaient saisi d’une action tendant ? faire reconna?tre leur qualit? d’h?ritiers du d?funt, a conclu que les int?ress?s, ressortissants grecs, ne pouvaient en Turquie acqu?rir de biens immeubles par voie de succession dans la mesure o? la condition de r?ciprocit? n’?tait pas remplie.
Compte tenu de la jurisprudence de la Cour et des circonstances de l’esp?ce, il faut r?pondre aux questions pos?es ci-apr?s pour pouvoir d?terminer s’il y avait une ? esp?rance l?gitime ?.
1. Y avait-il ? une base suffisante en droit interne ? pour que les requ?rants aient une esp?rance l?gitime ?
L’article 35 du code foncier est facilement accessible et pr?visible. Il n’est pas possible que les requ?rants, qui sont repr?sent?s par des avocats turcs, ignorent l’existence d’une telle disposition du droit interne. Les int?ress?s savaient ou auraient d? savoir que pour avoir la qualit? d’h?ritiers du d?funt, ils devaient remplir la condition pos?e par la l?gislation turque. D?s lors, ils ne disposaient pas en droit interne d’une base suffisante pour avoir une esp?rance l?gitime.
2. Y a-t-il une d?cision judiciaire qui aurait pu constituer la base d’une esp?rance l?gitime ?
Le 15 juin 2001, le tribunal d’instance de Sisli a jug? que la condition de r?ciprocit? entre la Turquie et la Gr?ce pour l’acquisition de biens immeubles n’?tait pas remplie. Le 10 septembre 2001, la Cour de cassation a confirm? ce jugement. D?s lors, il n’y a pas de d?cision judiciaire qui aurait pu constituer la base d’une esp?rance l?gitime. Au contraire, les d?cisions des juridictions turques ont clairement indiqu? la raison pour laquelle les requ?rants n’avaient pas d’esp?rance l?gitime.
Sur quoi la majorit? s’est-elle alors fond?e pour conclure que les int?ress?s avaient une esp?rance l?gitime ? La r?ponse se trouve au paragraphe 56 de l’arr?t et comporte deux ?l?ments. Le premier consiste ? dire que le lien des requ?rants avec le d?funt ?tait ?tabli, de sorte qu’ils pouvaient l?gitimement croire qu’ils avaient satisfait ? toutes les exigences pour h?riter des biens immeubles, comme ce fut le cas pour les biens meubles.
Les arr?ts susmentionn?s ?voquant l’esp?rance l?gitime soulignent constamment qu’une simple conviction ou un simple espoir ne suffit pas pour constituer une esp?rance l?gitime. Celle-ci doit reposer sur un ?l?ment plus concret, comme une disposition l?gale ou une d?cision judiciaire. La majorit? a n?glig? le fait qu’il existe une l?gislation interne qui impose une condition aux ?trangers revendiquant des biens immeubles dans le cadre d’une succession, et le fait que la demande de certificat d’h?ritier form?e par les requ?rants avait ?t? rejet?e par le tribunal parce que la condition de r?ciprocit? n’?tait pas remplie.
Le fait que les int?ress?s aient pu h?riter des biens meubles du d?funt ne change rien ? cela, la condition l?gale portant uniquement sur les biens immeubles.
Le second ?l?ment sur lequel la majorit? se fonde pour conclure ? l’existence d’une ? esp?rance l?gitime ? consiste ? dire que les requ?rants ne pouvaient pr?voir que le tribunal turc jugerait la condition de r?ciprocit? non respect?e (paragraphe 56).
Non seulement un tel ?l?ment ne peut servir de base ? une esp?rance l?gitime, selon les crit?res pr?sents dans la jurisprudence de la Cour, mais de plus il part d’une pr?somption injustifi?e concernant le d?nouement de l’affaire devant les juridictions nationales. Or, pour toute question d?battue devant un tribunal, les plaideurs peuvent toujours pr?voir deux issues possibles : l’une favorable, l’autre d?favorable.
Les consid?rations qui pr?c?dent m’am?nent ? conclure qu’il n’y a pas de base ? une ? esp?rance l?gitime ? des requ?rants et que le fondement invoqu? par la majorit? ne cadre pas avec la jurisprudence de la Cour.
Si les requ?rants n’ont aucune esp?rance l?gitime, il n’y a pas de ? biens ? au sens de l’article 1 du Protocole no 1, et d?s lors il n’y a pas eu violation de cette disposition.

OPINION DISSIDENTE DU JUGE GARLICKI
(Traduction)
1. J’ai formul? la pr?sente opinion dissidente parce que j’estime que l’arr?t tel qu’il a ?t? r?dig? par la majorit? ne refl?te pas correctement la jurisprudence de la Cour, en particulier la position adopt?e par la Grande Chambre dans les affaires Kopeck? c. Slovaquie ([GC], no 44912/98, CEDH 2004-IX) et Gratzinger et Gratzingerova c. R?publique tch?que ((d?c.) [GC], no 39794/98, CEDH 2002-VII).
2. Je partage l’interpr?tation du juge T?rmen selon laquelle les requ?rants en l’esp?ce n’ont jamais acquis de droit patrimonial. Certes, leur qualit? g?n?rale d’h?ritiers n’a jamais ?t? contest?e, mais le droit turc pr?voyait une condition de r?ciprocit? particuli?re concernant la transmission par succession des biens immeubles. D?s lors, leurs pr?tentions relatives aux biens en question constituait une ? cr?ance conditionnelle s’?teignant du fait de la non-r?alisation de la condition [de r?ciprocit?] ? (Prince Hans-Adam II de Liechtenstein c. Allemagne [GC], no 42527/98, ?? 82-83, CEDH 2001-VIII ; Gratzinger et Gratzingerova pr?cit?e, ? 69 ; Kopeck? pr?cit?, ? 35). Il n’est point n?cessaire de r?p?ter l’analyse du probl?me qu’a livr?e le juge T?rmen.
D?s lors, je ne puis admettre l’id?e que l’esp?ce repr?sente une simple variante de l’affaire Apostolidi et autres c. Turquie (no 45628/99, 27 mars 2007). Etant donn? que dans cette derni?re affaire il n’y avait pas de doutes quant ? l’existence de ? biens ?, il ?tait totalement l?gitime d’appliquer les crit?res habituels de l?galit? et de proportionnalit? de l’intervention. En l’esp?ce, par contre, puisque l’existence de ? biens ? (m?me sous la forme d’une esp?rance l?gitime) n’a pas ?t? d?montr?e par la chambre, il n’est pas possible de suivre l’approche Apostolidi.
3. Je n’appr?cie gu?re le syst?me turc de r?ciprocit?, en particulier la mani?re dont il est interpr?t? par les juridictions nationales. Cependant, cela ne suffit pas ? justifier que l’on fasse abstraction de la jurisprudence actuelle. La seule fa?on possible de conclure ? l’existence d’une violation dans la pr?sente affaire serait de distinguer celle-ci de la ligne jurisprudentielle Prince Hans- Adam II ? Gratzinger ? Kopeck?.
Je peux imaginer au moins un raisonnement permettant une telle distinction. Contrairement aux ? grandes d?cisions ? susmentionn?es, la pr?sente affaire portait sur un litige patrimonial ordinaire et ne pr?sentait aucun lien direct avec le contexte de la transformation d’un Etat. De plus, elle concernait pour l’essentiel la restriction des droits de succession au sein de la famille. On pourrait postuler que dans le domaine particulier de la succession et de la famille (et de son lien direct avec la ? vie familiale ?, prot?g?e par l’article 8), il y a des limites diff?rentes entre ce qui constitue un ? simple espoir ? et ce qui devient une ? esp?rance l?gitime ?. Peut-?tre que lorsqu’il est ?tabli qu’un parent du d?funt a acquis la qualit? d’h?ritier,
cela cr?e l’esp?rance l?gitime que cette personne sera admise ? la succession pour l’ensemble du patrimoine. Ainsi, un droit prot?g? par l’article 1 du Protocole no 1 na?trait du seul fait que le requ?rant est un h?ritier.
Si un tel raisonnement avait ?t? adopt? et d?velopp? par la chambre, il aurait ?t? possible de distinguer la pr?sente affaire des autres et de statuer sans faire fi de la jurisprudence constante. Malheureusement, la chambre a pr?f?r? choisir une voie moins ambitieuse et fonder son raisonnement uniquement sur l’approche Apostolidi.

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