AFFAIRE PASCULLI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE PASCULLI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, P1-1
Numero: 36818/97/2005
Stato: Italia
Data: 2005-05-17 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata

QUARTA SEZIONE
CAUSA PASCULLI C. ITALIA
( Richiesta no 36818/97)
SENTENZA
STRASBURGO
17 maggio 2005
DEFINITIVO
12/10/2005
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Pasculli c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta da:
Sir Nicolas Bratza, presidente,
Sigg.. G. Bonello, Pellonp??, K. Traja, L. Garlicki, J. Borrego Borrego, giudici,
la Sig.ra Sig. Del Tufo, giudice ad hoc,
e del Sig. O’Boyle, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 26 aprile 2005,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 36818/97) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, R. P. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 25 gennaio 1997 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dal Sig. C. V., avvocato a Bari. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I.M. Braguglia, e dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. Il richiedente adduceva in particolare un attentato ingiustificato al suo diritto al rispetto dei suoi beni.
4. La richiesta ? stata trasmessa alla Corte il 1 novembre 1998, data di entrata in vigore del Protocollo no 11 alla Convenzione (articolo 5 ? 2 del Protocollo no 11).
5. La richiesta ? stata assegnata alla prima sezione della Corte (articolo 52 ? 1 dell’ordinamento). In seno a questa, la camera incaricata di esaminare la causa (articolo 27 ? 1 della Convenzione) ? stata costituita conformemente all’articolo 26 ? 1 dell’ordinamento. In seguito all’astensione del Sig. V. Zagrebelsky, giudice eletto a titolo dell’Italia (articolo 28), il Governo ha designato la Sig.ra Sig. del Tufo per riunirsi in qualit? di giudice ad hoc, per riunirsi al suo posto (articoli 27 ? 2 della Convenzione e 29 ? 1 dell’ordinamento).
6. Con una decisione del 6 aprile 2004, la camera ha dichiarato la richiesta parzialmente accettabile (articolo 54 ? 3 dell’ordinamento).
7. Tanto il richiedente che il Governo hanno depositato delle osservazioni scritte sul merito della causa ( articolo 59 ? 1 dell’ordinamento).
8. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni (articolo 25 ? 1 dell’ordinamento). La presente richiesta ? stata assegnata alla quarta sezione cos? ricomposta (articolo 52 ? 1).
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
9. Il richiedente era il proprietario di un terreno edificabile ubicato a San Ferdinando di Puglia ed iscritto al catasto, foglio 14, appezzamento 52.
10. Con una decisione del 31 gennaio 1980, valendo come dichiarazione di utilit? pubblica, il Consiglio comunale di San Ferdinando approv? il progetto di costruzione di un mercato che doveva realizzarsi sul terreno del richiedente.
11. Con un’ordinanza del 29 ottobre 1980, il sindaco di San Ferdinando ordin? l’occupazione di emergenza di 1470 metri quadrati del terreno del richiedente. Nel termine di occupazione autorizzata, ossia cinque anni dall’occupazione materiale, l’amministrazione doveva espropriare il terreno.
12. Il 6 gennaio 1981, vi stata occupazione materiale.
13. Risulta dalla pratica che cinque anni pi? tardi, alla scadenza dell’occupazione autorizzata, l’amministrazione non aveva formalizzato l’espropriazione ed aveva proceduto all’indennizzo.
14. Con un atto di assegnazione notificata il 27 aprile 1988, il richiedente introdusse un ricorso in danno-interessi contro la citt? di San Ferdinando dinnanzi al tribunale di Foggia. Adduceva che, sebbene i lavori pubblici effettuati sul suo terreno abbiano trasformato questo, non era sopraggiunto nessuno decreto di espropriazione e nessuno indennizzo. Inoltre, adduceva che l’occupazione del terreno era illegale, dato che era proseguita al di l? del periodo autorizzato. Il richiedente invitava il tribunale a dichiarare che la costruzione del mercato aveva a tal punto trasformato il suo terreno che aveva provocato la perdita irreversibile del bene. Richiedeva dei danno-interessi per la perdita del terreno, a concorrenza del valore di questo; inoltre, richiedeva una somma per il danno causato in quanto alla parte restante del terreno; infine, richiedeva un risarcimento per non godimento del terreno durante il periodo di occupazione autorizzata.
15. Durante il processo, il tribunale ordin? una perizia. Nel suo rapporto depositato l? 8 marzo 1989, il perito stabilisce che alla scadenza del periodo di occupazione autorizzata, o il 6 gennaio 1986, i lavori pubblici intrapresi avevano trasformato irreversibilmente il terreno. A questa epoca, il terreno aveva un valore di 200 000 ITL il metro quadrato, o un valore globale di 294 000 000 ITL.
16. Con un giudizio dell? 11 ottobre 1991, il tribunale di Foggia dichiar? che in seguito all’occupazione del terreno che aveva smesso di essere autorizzata il 6 gennaio 1986 ed era diventata illegale, ed alla vista della costruzione del mercato-lavoro che risponde all’interesse pubblico -il diritto di propriet? del richiedente era stato neutralizzato, conformemente al principio dell’espropriazione indiretta. C’era luogo dunque di considerare che la propriet? del terreno era passata ab origine all’amministrazione. Dato che il trasferimento di propriet? aveva avuto luogo nella cornice di un’occupazione di terreno diventata senza titolo, il richiedente aveva diritto ad un risarcimento integrale del danno subito, o ai danni interessi a concorrenza di 394 000 000 ITL, o il valore del terreno (294 000 000 ITL, aumentata di una somma per il danno causato alla parte restante del terreno (100 000 000 ITL). Inoltre, il tribunale accord? un’indennit? per il periodo di occupazione autorizzata (73 500 000 ITL). Queste somme dovevano essere indicizzate e dovevano essere abbinate ad interessi a contare del 1 febbraio 1986 e fino al giorno del pagamento.
17. Il 19 novembre 1992, la citt? di San Ferdinando interpose appello a questo giudizio dinnanzi alla corte di appello di Bari.
18. Il 5 giugno 1995, la corte di appello ordin? una perizia. Nel suo rapporto del 7 febbraio 1997, il perito conferm? che nel gennaio 1986, il terreno valeva 200 000 ITL il metro quadrato.
19. Con una sentenza del 16 giugno 1998, la corte di appello di Bari accolse l’appello dell’amministrazione nella misura in cui fece applicazione della legge di bilancio no 662 del 23 dicembre 1996, entrata in vigore nel frattempo. Per questo fatto, pure assegnando al terreno controverso il valore di 200 000 ITL il metro quadrato, la corte di appello ridusse l’importo dell’indennit? ed accord? per il risarcimento del danno subito una somma di 216 707 170 ITL, al posto dei 394 000 000 ITL accordati in prima istanza, in pi? di un’indennit? di occupazione di 73 500 000 ITL.
20. Il 22 aprile 1999, il richiedente ricorse in cassazione. Adduceva in particolare che l’applicazione retroattiva dell’articolo 3, capoverso 65 della legge no 662 del 1996 l’aveva privato di una parte sostanziale del risarcimento e che questa situazione era incompatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1.
21. Con una sentenza del 27 ottobre 1999, depositata il 25 febbraio 2000, la Corte di cassazione respinse il ricorso alla cancelleria. Ricord? che gli effetti dell’applicazione della legge no 662 del 1996 erano stati giudicati conformi alla Costituzione dalla Corte costituzionale (sentenza no 148 del 4 aprile 1999) e stim? che la situazione denunciata era compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1.
22. Risulta dalla pratica che il richiedente non pot? ottenere il pagamento dell’indennit? che in seguito al procedimento di esecuzione che ha impegnato il 21 gennaio 1999, dinnanzi al tribunale di Foggia. Questo ultimo, con una decisione del 1 giugno 1999, ordin? all’amministrazione municipale di pagare al richiedente la somma globale di 887 880 905 ITL mediante sequestro di un conto presso la banca Carime spa. Il 10 e 11 giugno 1999, la citt? di San Ferdinando e la banca Carime spa fecero opposizione dinnanzi al tribunale di Foggia. Il 4 agosto 1999, la citt? di San Ferdinando pag? al richiedente un acconto di 250 000 000 ITL. Il saldo fu pagato in data 11 febbraio 2000. Con una decisione del 12 luglio 2000, il tribunale di Foggia dichiar? la fine del contenzioso e classific? il procedimento di esecuzione.
23. La somma pagata a titolo di danni interessi fu sottoposta ad un’imposta alla sorgente del 20% al senso della legge no 413 del 1991.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNI PERTINENTI
a) L’occupazione di emergenza di un terreno
24. In dritto italiano, il procedimento accelerato di espropriazione permette all’amministrazione di occupare un terreno e di costruire prima dell’espropriazione. Una volta dichiarato di utilit? pubblica il lavoro da realizzare ed adottato il progetto di costruzione, l’amministrazione pu? decretare l’occupazione di emergenza delle zone da espropriare per una durata determinata che non supera cinque anni (articolo 20 della legge no 865 del 1971). Questo decreto diventa nullo se l’occupazione materiale del terreno non ha luogo nei tre mesi seguenti la sua promulgazione. Prima della fine del periodo di occupazione autorizzata, deve essere preso un decreto di espropriazione formale.
25. L’occupazione autorizzata di un terreno d? diritto ad un’indennit? di occupazione. La Corte costituzionale ha riconosciuto, nella sua sentenza no 470 del 1990, un diritto di accesso immediato ad un tribunale ai fini di richiedere l’indennit? di occupazione appena il terreno ? occupato materialmente, senza bisogno di aspettare che l’amministrazione proceda ad un’offerta di indennizzo.
b) Il principio dell’espropriazione indiretta (“occupazione acquisitiva” o “accessione invertita”)
26. Negli anni 1970, parecchie amministrazioni locali procedettero alle occupazioni di emergenza di terreni che non furono seguite da decreti di espropriazione. Le giurisdizioni italiane si trovarono confrontate a casi in cui il proprietario di un terreno aveva perso di facto la disponibilit? di questo in ragione dell’occupazione e del compimento di lavori di costruzione di un lavoro pubblico. Restava da sapere se, semplicemente per l’effetto dei lavori effettuati, l’interessato aveva perso anche la propriet? terreno.
1. La giurisprudenza prima della sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
27. La giurisprudenza era molto divisa sul punto di sapere quale erano illegalmente gli effetti della costruzione di un lavoro pubblico su un terreno occupato. Per occupazione illegale, bisogna intendere un’occupazione illegale ab initio, o un’occupazione inizialmente autorizzata e diventata in seguito senza titolo, essendo annullato il titolo o proseguendo l’occupazione al di l? della scadenza autorizzata senza che un decreto di espropriazione non sia sopraggiunto.
28. Secondo una prima giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? terreno dopo il completamento del lavoro pubblico. Tuttavia, non poteva chiedere una rimessa in stato del terreno e poteva impegnare unicamente un’azione in danni ed interessi per occupazione abusiva, non sottoposta ad un termine di prescrizione poich? l’illegalit? che derivava dell’occupazione era permanente. L’amministrazione poteva adottare ogni momento una decisione formale di espropriazione; in questo caso, l’azione in danno-interessi si trasformava in controversia ricadente sull’indennit? di espropriazione ed i danno-interessi erano dovuti solamente per il periodo anteriore al decreto di espropriazione per il non-godimento del terreno (vedere, tra altri, le sentenze della Corte di cassazione no 2341 del 1982, no 4741 di 1981, no 6452 e no 6308 del 1980).
29. Secondo una seconda giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? del terreno e poteva chiedere la rimessa in stato, quando l’amministrazione aveva agito senza che ci fosse utilit? pubblica (vedere, per esempio, Corte di cassazione, sentenza no 1578 del 1976, sentenza no 5679 del 1980).
30. Secondo una terza giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione perdeva automaticamente la propriet? terreno al momento della trasformazione irreversibile del bene, ossia al momento del completamento del lavoro pubblico. L’interessato aveva il diritto di chiedere dei danno-interessi (vedere la sentenza no 3243 del 1979 della Corte di cassazione).
2. La sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
31. Con una sentenza del 16 febbraio 1983, la Corte di cassazione, deliberando in camere riunite, risolse il conflitto di giurisprudenza ed adott? la terza soluzione. Cos? fu consacrato il principio dell’espropriazione indiretta (accessione invertita od occupazione acquisitiva). In virt? di questo principio, il potere pubblico acquista ab origine la propriet? di un terreno senza procedere ad un’espropriazione formale quando, dopo l’occupazione del terreno, ed a prescindere dalla legalit? dell’occupazione, il lavoro pubblico ? stato realizzato. Quando l’occupazione ? ab initio senza titolo, il trasferimento di propriet? ha luogo al momento del completamento del lavoro pubblico. Quando l’occupazione del terreno ? stata inizialmente autorizzata, il trasferimento di propriet? ha luogo alla scadenza del periodo di occupazione autorizzata. Nella stessa sentenza, la Corte di cassazione precis? che, in ogni caso di espropriazione indiretta, l’interessato ha diritto ad un risarcimento integrale, avendo avuto luogo senza titolo l’acquisizione del terreno. Questo risarcimento non ? versato tuttavia, automaticamente; incombe sull’interessato di richiedere dei danno-interessi. Inoltre, il diritto a risarcimento ? abbinato al termine di prescrizione contemplato in caso di responsabilit? da delitto, ossia cinque anni, cominciando a decorrere dal momento della trasformazione irreversibile del terreno.
3. La giurisprudenza dopo la sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
a) La prescrizione
32. In un primo tempo, la giurisprudenza considerava che non trovava ad applicarsi nessuno termine di prescrizione, poich? l’occupazione senza titolo del terreno costituiva un atto illegale continuo. La Corte di cassazione, nella sua sentenza no 1464 del 1983, afferm? che il diritto a risarcimento era sottoposto ad un termine di prescrizione di cinque anni. In seguito, la prima sezione della Corte di cassazione afferm? che doveva applicarsi un termine di prescrizione di dieci anni ( sentenze no 7952 di 1991 e no 10979 del 1992). Con una sentenza del 22 novembre 1992, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha troncato definitivamente la questione, stimando che il termine di prescrizione ? di cinque anni e che comincia a decorrere dal momento della trasformazione irreversibile del terreno.
b) La sentenza no 188 del 1995 della Corte costituzionale
33. In questa sentenza, la Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione il principio dell’espropriazione indiretta, nella misura in cui questo principio si ? radicato in una disposizione legislativa, ossia l’articolo 2043 del codice civile che regola la responsabilit? da delitto. Secondo questa sentenza, il fatto che l’amministrazione diventi proprietario di un terreno traendo beneficio dal suo comportamento illegale non d? nessun problema sul piano costituzionale, poich? l’interesse pubblico, ossia la conservazione del lavoro pubblico, prevale sull’interesse dell’individuo, e dunque sul diritto di propriet? di questo ultimo. La Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione l’applicazione all’azione in risarcimento del termine di prescrizione di cinque anni, come previsto dall’articolo 2043 del codice civile per responsabilit? da delitto.
c) Caso di mancata applicazione del principio dell’espropriazione indiretta
34. Gli sviluppi della giurisprudenza mostrano che il meccanismo con il quale la costruzione di un lavoro pubblico provoca il trasferimento di propriet? del terreno a favore dell’amministrazione conosce delle eccezioni.
35. Nella sua sentenza no 874 del 1996, il Consiglio di stato ha affermato che non c’? espropriazione indiretta quando le decisioni dell’amministrazione ed il decreto di occupazione di emergenza sono stati annullati dalle giurisdizioni amministrative; non essendo cos?, la decisione giudiziale sarebbe svuotata di sostanza.
36. Nella sua sentenza no 1907 del 1997, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha affermato che l’amministrazione non diventa proprietario di un terreno quando le decisioni che ha adottato e la dichiarazione di utilit? pubblica devono essere considerate come nulle ab initio. In questo caso, l’interessato si conserva la propriet? dal terreno e pu? chiedere in integrum il restitutio. Pu? come alternativa, chiedere dei danno-interessi. L’illegalit? in questi casi ha un carattere permanente e non trova applicazione nessuno termine di prescrizione.
37. Nella sentenza no 6515 del 1997, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha affermato che non c’? trasferimento di propriet? quando la dichiarazione di utilit? pubblica ? stata annullata dalle giurisdizioni amministrative. In questo caso dunque, il principio dell’espropriazione indiretta non trova ad applicarsi. L’interessato che si conserva la propriet? dal terreno, ha la possibilit? di chiedere in integrum il restitutio. L’introduzione di una domanda in danno-interessi provoca una rinuncia al restitutio in integrum. Il termine di prescrizione di cinque anni comincia a decorrere nel momento in cui la decisione del giudice amministrativo diventa definitiva.
38. Nella sentenza no 148 del 1998, la prima sezione della Corte di cassazione ha seguito la giurisprudenza delle camere riunite e ha affermato che il trasferimento di propriet? per effetto dell’espropriazione indiretta non ha luogo quando la dichiarazione di utilit? pubblica alla quale il progetto di costruzione era abbinato ? stata considerata come invalida ab initio.
39. Nella sentenza no 5902 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite ha riaffermato che non c’? trasferimento di propriet? in mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica valida.
40. Conviene confrontare questa giurisprudenza con la legge no 458 di 1988 (vedere sotto ?? 41-42) e col Repertorio delle disposizioni sull’espropriazione, entrata in vigore il 30 giugno 2003 (vedere sotto ?? 50-51).
4. La legge no458 del 27 ottobre 1988
41. Ai termini dell’articolo 3 di questa legge, “Il proprietario di un terreno, utilizzato per la costruzione di edifici pubblici e di case popolari, ha diritto al risarcimento del danno subito, in seguito ad un’espropriazione dichiarata illegale con una decisione passata in forza di cosa giudicata, ma non pu? pretendere la restituzione del suo bene. Ha anche dritto, in pi? del risarcimento del danno, alle somme dovute in ragione del deprezzamento monetario ed a quelle menzionate all’articolo 1224 ? 2 del codice civile e questo a contare del giorno dell’occupazione illegale.”
42. Interpretando l’articolo 3 della legge di 1988, la Corte costituzionale, nella sua sentenza del 12 luglio 1990 (n? 384), ha considerato: “Con la disposizione attaccata, il legislatore, tra gli interessi dei proprietari dei terreni – ottenere in caso di espropriazione illegale la restituzione dei terreni – e l’interesse pubblico – concretizzato dalla destinazione di questi beni alle finalit? di costruzioni residenziali pubbliche a condizioni favorevoli o convenzionate – ha dato la precedenza a questo ultimo interesse.”
5. L’importo del risarcimento in caso di espropriazione indiretta
43. Secondo la giurisprudenza di 1983 della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta, un risarcimento integrale del danno subito, sotto forma di danno-interessi per la perdita del terreno, era dovuta in compenso all’interessato della perdita di propriet? che provoca l’occupazione illegale.
44. La legge di bilancio del 1992 (articolo 5 bis della decreto-legge no 333 del 11 luglio 1992) modific? questa giurisprudenza, nel senso che l’importo dovuto in caso di espropriazione indiretta non poteva superare l’importo dell’indennit? contemplata per il caso di un’espropriazione formale. Con la sentenza no 369 del 1996, la Corte costituzionale dichiar? incostituzionale questa disposizione.
45. In virt? della legge di bilancio no 662 del 1996 che segu? la disposizione dichiarata incostituzionale, l’indennizzo integrale non pu? essere accordato per un’occupazione di terreno avente avuto luogo prima del 30 settembre 1996. In questa ottica, l’indennizzo equivale all’importo dell’indennit? contemplata per il caso di un’espropriazione formale, nell’ipotesi pi? favorevole al proprietario, mediante un aumento del 10%.
46. Con la sentenza no 148 del 30 aprile 1999, la Corte costituzionale ha giudicato una tale indennit? compatibile con la Costituzione. Tuttavia, nella stessa sentenza, la Corte ha precisato che un’indennit? integrale, a concorrenza del valore venale del terreno, pu? essere richiesta quando l’occupazione e la privazione del terreno non hanno avuto luogo a causa di utilit? pubblica.
6. La giurisprudenza dopo le sentenze della Corte del 30 maggio 2000 nelle cause Belvedere Alberghiera e Carbonara e Ventura
47. Con le sentenze no 5902 e 6853 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite si ? pronunciata di nuovo sul principio dell’espropriazione indiretta, facendo riferimento alle due sentenze precitate della Corte.
48. Alla vista della constatazione di violazione dell’articolo 1 del protocollo no 1 nelle cause sopra, la Corte di cassazione ha affermato che il principio dell’espropriazione indiretta sostiene un ruolo importante nella cornice del sistema giuridico italiano e che ? compatibile con la Convenzione.
49. Pi? specificamente, la Corte di cassazione-dopo avere analizzato la storia del principio dell’espropriazione indiretta – ha detto che in vista dell’uniformit? in materia della giurisprudenza, il principio dell’espropriazione indiretta deve considerarsi come essendo pienamente “prevedibile” a contare del 1983. Per questo fatto, l’espropriazione indiretta deve essere considerata come essendo rispettosa del principio di legalit?. Trattandosi di occupazioni di terreno che hanno luogo senza dichiarazione di utilit? pubblica, la Corte di cassazione ha affermato che queste non sono atte a trasferire la propriet? del bene allo stato. In quanto all’indennizzo, la Corte di cassazione ha affermato che, anche se ? inferiore al danno subito dall’interessato, ed in particolare al valore del terreno, l’indennizzo dovuto in caso di espropriazione indiretta ? sufficiente per garantire un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo.
7. Il Repertorio delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione a causa di utilit? pubblica ( qui di seguito “il Repertorio?)
50. Il 30 giugno 2003 ? entrato in vigore Presidenziale no 327 il Decreto dell? 8 giugno 2001, modificato dal Decreto legislativo no 302 del 27 dicembre 2002, e che regola il procedimento di espropriazione. Il Repertorio codifica le disposizioni e la giurisprudenza esistente in materia. In particolare, codifica il principio dell’espropriazione indiretta. Il Repertorio che non si applica ai casi di occupazione sopraggiunti anteriormente al 1996 e non si applica dunque nello specifico, si ? sostituito, a partire dalla sua entrata in vigore, all’insieme della legislazione la giurisprudenza precedente in materia di espropriazione.
51. Al suo articolo 43, il Repertorio contempla che nella mancanza di un decreto di espropriazione, o nella mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica, un terreno trasformato in seguito alla realizzazione di un lavoro pubblico ? acquisito al patrimonio dell’autorit? che l’ha trasformato; dei danno-interessi sono accordati in compenso. L’autorit? pu? acquisire un bene stesso quando il piano di urbanistica o la dichiarazione di utilit? pubblica sono stati annullati. Il proprietario pu? chiedere al giudice la restituzione del terreno. L’autorit? in causa si pu? opporre. Quando il giudice decide di non ordinare la restituzione del terreno, il proprietario ha diritto ad un risarcimento.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
52. Il richiedente sostiene essere stato privato del suo terreno nelle circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Tesi difese dinnanzi alla Corte
1. Il richiedente
53. Riferendosi alla sentenza Carbonara e Ventura c. Italia (no 24638/94, CEDH 2000-VI,) il richiedente osserva che l’applicazione del principio dell’espropriazione indiretta nel caso specifico non ? conforme al principio della preminenza del diritto. Questo meccanismo permette all’amministrazione di diventare proprietario contra legem.
A questo riguardo, il richiedente fa osservare che l’occupazione del suo terreno ? stata mantenuta al di l? del periodo autorizzato, senza che un decreto di espropriazione non fosse stato adottato. E? solamente perch? ha intentato un procedimento in danno-interessi dinnanzi alle giurisdizioni nazionali che ha ottenuto una decisione giudiziale dichiarante l’illegalit? dell’occupazione che ha avuto come conseguenza di dichiararlo privato del suo bene a contare allo stesso tempo dal momento in cui l’occupazione autorizzata si ? conclusa. Questa constatazione di illegalit? non potrebbe essere rimessa in causa dal fatto che, dinnanzi alle giurisdizioni nazionali, non ha chiesto la restituzione del terreno ma i danni interessi. A questo proposito, il richiedente fa osservare che la restituzione del terreno si rivelava impossibile in ragione della costruzione del mercato.
54. In quanto all’indennizzo, il richiedente sottolinea che questo dipende anche dall’iniziativa della persona riguardata che ? tenuta di richiedere dei danni interessi. In pi?, l’importo dei danni interessi ? stato plafonato in modo retroattivo da una legge di bilancio, cos? che non ha potuto ottenere il risarcimento integrale del danno subito. A questo proposito, il richiedente osserva che per l’effetto dell’applicazione della legge, l’indennit? accordata rappresenta il 55% del danno subito. In pi?, questo importo ? stato ridotto ulteriormente del 20% dall’applicazione dell’imposta alla sorgente prevista dalla legge no 413 del 1991.
55. In conclusione, il richiedente chiede alla Corte di concludere alla violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
2. Il Governo
56. Il Governo fa osservare che nel caso specifico, non si tratta di un’occupazione “sine titulo” dall’inizio, ma di un’occupazione che ? stata autorizzata inizialmente, nella cornice di un procedimento amministrativo legittimo e fondato su una dichiarazione di utilit? pubblica.
57. Il Governo ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui non ? stato adottato nessuno decreto di espropriazione.
58. A difetto di un tale decreto di espropriazione, il richiedente ?, ad ogni modo, stato privato del suo bene per l’effetto della costruzione del lavoro di interesse pubblico e della trasformazione irreversibile del terreno che questo ultimo ha provocato. Questa privazione di bene, secondo il Governo, ? solamente la conseguenza del principio dell’espropriazione indiretta, che le giurisdizioni nazionali, nelle loro decisioni, hanno applicato.
59. Il Governo sostiene che questa situazione ? conforme all’articolo 1 del Protocollo no 1.
60. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, ci? che non ? rimesso in causa dal richiedente.
61. Secondariamente, la privazione del bene come risultante dell’espropriazione indiretta sarebbe contemplata dalla legge.
62. A questo riguardo, il Governo ricorda che la Corte, nella sua sentenza Zubani c. Italia (sentenza del 7 agosto 1996, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-IV, ?? 45-46) aveva esaminato una causa di espropriazione indiretta ricadente sotto l’influenza della legge no 458 di 1988 (vedere diritto interno paragrafi 41-42) dal punto di vista del giusto equilibrio, stimando che, per ci? che riguardava la legge in quanto tale, “la scelta legislativa che mira a privilegiare l’interesse della collettivit? nel caso di espropriazioni o di occupazioni illegali di terreni ? ragionevole: l’indennizzo integrale dei danni subiti dai proprietari riguardati costituisce un risarcimento sufficiente… .” (Zubani, precitato, ? 49).
63. Il Governo prende atto del fatto che la giurisprudenza della Corte ha conosciuto un’evoluzione in seguito, nella misura in cui, in due casi posteriori che ricadono sull’espropriazione indiretta, ha constatato un’incompatibilit? del meccanismo dell’espropriazione indiretta col principio di legalit? (Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; Belvedere Alberghiera srl c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI).
64. Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come essendo “contemplato dalla legge”, anche se ? stato elaborato dalla giurisprudenza in un paese del “civil law” e non di “common law.”
65. A questo riguardo, il Governo rileva che nelle due sentenze precitate, la Corte aveva stimato inutile di giudicare in abstracto se il ruolo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, occupa in un sistema di diritto continentale ? assimilabile a quello occupato dalle disposizioni legislative (Carbonara, precitato, ? 64). La Corte aveva osservato che la giurisprudenza italiana aveva conosciuto un’evoluzione e che un principio giurisprudenziale non lega le giurisdizioni in quanto alla sua applicazione (Carbonara, precitato, ? 69).
66. Il Governo sostiene che decidere del ruolo della giurisprudenza in Italia riveste una grande importanza in questo tipo di cause. Secondo lui, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione. Inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 (paragrafi 41-42 sopra) e con la legge di bilancio no 662 del 1996 (paragrafo 45 sopra).
67. In conclusione, secondo il Governo, a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
68. Trattandosi della qualit? della legge, il Governo chiede alla Corte di ritornare alla “giurisprudenza Zubani” (paragrafo 62 sopra) e di considerare che il meccanismo dell’espropriazione indiretta che si basa su una dichiarazione di illegalit? da parte del giudice, ? conforme all’articolo 1 del Protocollo no 1.
69. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte del giudice di principi esistenti, tendendo a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che questo risponde all’utilit? pubblica.
70. Trattandosi della condizione di utilit? pubblica, il Governo sottolinea che la giurisprudenza si ? evoluta nel senso di non applicare l’espropriazione indiretta quando la dichiarazione di utilit? pubblica ? stata annullata (paragrafi 37-39 sopra).
71. Secondo la giurisprudenza del 1983 della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta, in compenso delle irregolarit? commesse dall’amministrazione, questa ? tenuto di indennizzare integralmente l’individuo. Per?, il Governo sostiene che l’indennizzo da accordare pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
72. Trattandosi del caso di specifico, il Governo fa osservare che il procedimento in danno-interessi ? stato intentato dal richiedente nel 1988, quando il principio dell’espropriazione indiretta era gi? consolidato. Nessuna questione di legalit? si pone da allora nello specifico, visto che il richiedente non ha peraltro chiesto alle giurisdizioni nazionali la restituzione del terreno, ma unicamente un risarcimento.
73. In quanto all’indennizzo ottenuto dal richiedente, il Governo aveva sostenuto, nelle sue osservazioni sull’ammissibilit?, che il richiedente era stato risarcito integralmente, al motivo che la legge di bilancio no 662 del 23 dicembre 1996 non era applicabile. Appellandosi a questo elemento, il Governo arguiva che il richiedente non avrebbe potuto avanzare domande ulteriori dinnanzi alla Corte.
74. Nelle sue osservazioni sul merito, il Governo ammette che il richiedente non ? stato indennizzato interamente, e che per l’effetto della legge no 662 del 1996, l’indennit? accordata ? inferiore al valore del terreno.
75. Tuttavia, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo, il Governo sostiene che l’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. Inoltre, la fissazione di un massimo d’indennit? tramite la legge no 662 del 1996 si spiegherebbe con la preoccupazione di “scoraggiare delle speculazioni” da parte dei cittadini sulle “difficolt? burocratiche, politiche o finanziarie che impediscono l’amministrazione di espropriare regolarmente.” A questo riguardo, il Governo sostiene che l’indennit? come plafonata dalla legge in causa che ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stata accordata se l’espropriazione fosse stata regolare, l’espropriazione indiretta ritorna ad una “buona causa” per gli interessati.
76. Alla luce di queste considerazioni, il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato.
B. Sull’osservazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1
77. La Corte ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 contiene tre norme distinte: “la prima che si esprime nella prima frase del primo capoverso e riveste un carattere generale, enuncia il principio del rispetto della propriet?; la seconda, figurando nella seconda frase dello stesso capoverso, vidima la privazione di propriet? e la sottopone a certe condizioni; in quanto alla terza, registrata nel secondo capoverso, riconosce agli Stati il potere, tra altri, di regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale. Non si tratta per tanto di regole prive di rapporto tra esse. La seconda e la terza hanno munto agli esempi particolari di attentati al diritto di propriet?; da allora, devono interpretarsi alla luce del principio consacrato dalla prima” (vedere, tra altri, James ed altri c. Regno Unito, sentenza del 21 febbraio 1986, serie a no 98, pp. 29-30, ? 37 che riprende in parte i termini dell’analisi che la Corte ha sviluppato nella sua sentenza Sporrong e L?nnroth c. Svezia del 23 settembre 1982, serie a no 52, p. 24, ? 61; vedere anche le sentenze I santi monasteri c. Grecia del 9 dicembre 1994, serie a no 301-ha, p. 31, ? 56, ed Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 55, CEDH 1999-II).
1. Sull’esistenza di un’ingerenza
78. La Corte nota che le parti si accordano per dire che c’? stata “privazione di propriet?.”
79. Ricorda che, per determinare se c’? stata privazione di beni al senso della seconda “norma”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa di ricercare se suddetta situazione equivaleva ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth, precitato, pp. 24-25, ? 63).
80. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni nazionali hanno considerato il richiedente come essendo privato del suo bene a contare dal momento in cui il terreno era stato trasformato irreversibilmente dai lavori pubblici. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che sancisce il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che la sentenza della Corte di cassazione ha avuto per effetto di privare il richiedente del suo bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura, precitato, ? 61; Brumărescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
81. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1 una tale ingerenza deve essere operato “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo( Sporrong e L?nnroth, precitato, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire che quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis precitato ? 58; Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
82. Da allora, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore del richiedente non ha avuto luogo (Carbonara, precitato, ? 62).
2. Sul rispetto del principio di legalit?
83. L’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (Iatridis precitato, ? 58,). Il principio di legalit? notifica l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili (Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie a no 296-ha, pp. 19-20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie a no 102, p. 47, ? 110).
84. Nella sentenza Belvedere Alberghiera srl e nella sentenza Carbonara e Ventura precitate, la Corte non aveva stimato utile di giudicare in abstracto se il ruolo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, occupa in un sistema di diritto continentale ? assimilabile a quello occupato con le disposizioni legislative, ci? che conta essendo -ad ogni modo-che la base legale risponda ai criteri di prevedibilit?, accessibilit? e precisione enunciato pi? in alto. La Corte ? convinta sempre che l’esistenza in quanto tale di una base legale non basta a soddisfare al principio di legalit? e stima utile di propendersi sulla questione della qualit? della legge.
85. La Corte prende nota dell’evoluzione giurisprudenziale che ha condotto all’elaborazione del principio dell’espropriazione indiretta. Rileva anche che questo principio ? stato trasposto nei testi di legge, come la legge no 458 del 1988, la legge no 662 del 1996 e, ultimamente, nel Repertorio delle disposizioni in materia di espropriazione. Essendo cos?, la Corte non perde di vista le applicazioni contraddittorie che hanno luogo nella cronostoria della giurisprudenza, e rileva anche delle contraddizioni tra la giurisprudenza ed i suddetti testi di legge scritta.
86. A titolo di esempio, la Corte nota che se ? vero che la giurisprudenza ha escluso, a contare dal 1996-1997, che l’espropriazione indiretta possa applicarsi quando la dichiarazione di utilit? pubblica ? stata annullata (paragrafi 35-40 sopra) ? anche vero che il Repertorio ha ultimamente contemplato (paragrafo 51) che nella mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica, ogni terreno pu? essere acquisito al patrimonio pubblico, se il giudice decide di non ordinare la restituzione del terreno occupato e trasformato dall’amministrazione.
87. Alla vista di questi elementi, la Corte non esclude che rimane il rischio di un risultato imprevedibile o arbitrario per gli interessati.
88. La Corte nota poi che il meccanismo dell’espropriazione indiretta permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione, col rischio di un risultato imprevedibile o arbitrario per gli interessati, sia che si tratti di un’illegalit? dall’inizio o di un’illegalit? sopraggiunta.
89. A questo riguardo, la Corte nota che l’espropriazione indiretta permette all’amministrazione di occupare un terreno e di trasformarlo irreversibilmente, in modo tale che sia considerato come acquisizione al patrimonio pubblico, senza che in parallelo sia adottato un atto formale dichiarante il trasferimento di propriet?. Nella mancanza di un atto che formalizza l’espropriazione e sopraggiungendo al pi? tardi nel momento in cui il proprietario ha perso ogni disponibilit? del bene, l’elemento che permetter? di trasferire al patrimonio pubblico il bene occupato e di raggiungere una sicurezza giuridica ? la constatazione di illegalit? da parte del giudice, valendo come dichiarazione di trasferimento di propriet?. Incombe sull’interessato – che continua di essere formalmente proprietario – di sollecitare al giudice competente una decisione che constata, all’occorrenza, l’illegalit? abbinata alla realizzazione di un lavoro di interesse pubblico, condizioni necessarie affinch? sia dichiarato in modo retroattivo privato del suo bene.
90. Alla vista di questi elementi, la Corte stima che il meccanismo dell’espropriazione indiretta non ? atto a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica.
91. La Corte nota poi che l’espropriazione indiretta permette inoltre all’amministrazione di occupare un terreno e di trasformarlo senza per questo versare indennit? allo stesso tempo. L’indennit? deve essere richiesta dall’interessato e ci? entro prescrizione di cinque anni, cominciando a contare dalla data alla quale il giudice stima che la trasformazione irreversibile del terreno ha avuto luogo. Questo pu? provocare delle conseguenze nefaste per l’interessato, e rendere vano ogni speranza di risarcimento (Carbonara e Ventura, precitato, ? 71).
92. La Corte rileva infine che il meccanismo dell’espropriazione indiretta permette all’amministrazione di derivare partito del suo comportamento illegale, e che il prezzo da pagare ? solamente del 10% pi? elevato che nel caso di un’espropriazione in buona e dovuta forma (paragrafo 45 sopra). Secondo la Corte, questa situazione non ? di natura tale da favorire la buona amministrazione dei procedimenti di espropriazione ed a prevenire degli episodi di illegalit?.
93. Ad ogni modo, la Corte ? chiamata a verificare se il modo in cui il diritto interno ? interpretato ed applicato produce degli effetti conformi ai principi della Convenzione.
94. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni italiane hanno considerato il richiedente privato del suo bene a contare da gennaio 1986, essendo collegate le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruiscono. Ora nella mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione definitiva -la sentenza della Corte di cassazione-che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come essendo stato effettivamente applicato e che ? stata sancita l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico. Di conseguenza, il richiedente non ha avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 25 febbraio 2000, data del deposito alla cancelleria della sentenza della Corte di cassazione.
95. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di derivare partito di un’occupazione di terreno diventata sine titulo a contare del 7 gennaio 1986. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare il terreno al disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra altri, senza che un’indennit? venisse messa a disposizione dell’interessato.
96. Trattandosi dell’indennit?, la Corte constata che l’applicazione retroattiva della legge di bilancio no 662 del 1996 al caso di specifico ha avuto per effetto di privare il richiedente di un risarcimento integrale del danno subito.
97. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che dunque ha infranto il diritto al rispetto dei beni del richiedente.
98. Da allora, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
99. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
100. Il richiedente sollecita il versamento di un’indennit? di 91 564,11 EUR a titolo del danno materiale, somma che risulta dalla differenza tra i valori del terreno controverso e la somma ottenuta alla conclusione del procedimento. Questa somma, indicizzata ed abbinata di interessi ammontava, al 30 aprile 2004, a 357 088, 95 EUR.
101. Il richiedente chiede poi 107 126, 69 EUR a titolo del danno morale.
102. Trattandosi degli oneri dinnanzi alle giurisdizioni nazionali, il richiedente richiede il rimborso di 67 878, 24 EUR per gli oneri incorsi dinnanzi alle differenti istanze nazionali e per la parcella di avvocato. In quanto agli oneri esposti nel procedimento dinnanzi alla Corte, il richiedente sollecita il rimborso di 34 149, 03 EUR a titolo di parcella di avvocato.
103. Il Governo non ha presentato commenti sulle domande di soddisfazione equa formulata dal richiedente.
104. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed il richiedente giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce, che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
2. Stabilisce, che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed il richiedente ad inviarleper iscritto, nel termine di tre mesi a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarla all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 17 maggio 2005 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Michael O’Boyle Nicolas Bratza
Cancelliere Pr?sident

SENTENZA PASCULLI C. ITALIA

SENTENZA PASCULLI C. ITALIA

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
QUATRIEME SECTION

AFFAIRE PASCULLI c. ITALIE

(Requ?te no 36818/97)

ARR?T

STRASBOURG

17 mai 2005

D?FINITIF

12/10/2005

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Pasculli c. Italie,

La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :

Sir Nicolas Bratza, pr?sident,
MM. G. Bonello,
M. Pellonp??,
K. Traja,
L. Garlicki,
J. Borrego Borrego, juges,
Mme M. Del Tufo, juge ad hoc,
et de M. M. O?Boyle, greffier de section,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 26 avril 2005,

Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :

PROC?DURE

1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 36818/97) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, R. P. (? le requ?rant ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (? la Commission ?) le 25 janvier 1997 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).

2. Le requ?rant est repr?sent? par M. C. V., avocat ? Bari. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I.M. Braguglia, et par son coagent, M. F. Crisafulli.

3. Le requ?rant all?guait en particulier une atteinte injustifi?e ? son droit au respect de ses biens.

4. La requ?te a ?t? transmise ? la Cour le 1er novembre 1998, date d?entr?e en vigueur du Protocole no 11 ? la Convention (article 5 ? 2 du Protocole no 11).

5. La requ?te a ?t? attribu?e ? la premi?re section de la Cour (article 52 ? 1 du r?glement). Au sein de celle-ci, la chambre charg?e d?examiner l?affaire (article 27 ? 1 de la Convention) a ?t? constitu?e conform?ment ? l?article 26 ? 1 du r?glement. A la suite du d?port de M. V. Zagrebelsky, juge ?lu au titre de l?Italie (article 28), le Gouvernement a d?sign? Mme M. del Tufo pour si?ger en qualit? de juge ad hoc, pour si?ger ? sa place (articles 27 ? 2 de la Convention et 29 ? 1 du r?glement).

6. Par une d?cision du 6 avril 2004, la chambre a d?clar? la requ?te partiellement recevable (article 54 ? 3 du r?glement).

7. Tant le requ?rant que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites sur le fond de l?affaire (article 59 ? 1 du r?glement).

8. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la quatri?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).

EN FAIT

I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE

9. Le requ?rant ?tait propri?taire d?un terrain constructible sis ? San Ferdinando di Puglia et inscrit au cadastre, feuille 14, parcelle 52.

10. Par une d?cision du 31 janvier 1980, valant d?claration d?utilit? publique, le Conseil municipal de San Ferdinando approuva le projet de construction d?un march? qui devait se r?aliser sur le terrain du requ?rant.

11. Par un arr?t? du 29 octobre 1980, le maire de San Ferdinando ordonna l?occupation d?urgence de 1470 m?tres carr?s du terrain du requ?rant. Dans le d?lai d?occupation autoris?, ? savoir cinq ans de l?occupation mat?rielle, l?administration devait exproprier le terrain.

12. Le 6 janvier 1981, il y eu occupation mat?rielle.

13. Il ressort du dossier que cinq ans plus tard, ? l??ch?ance de l?occupation autoris?e, l?administration n?avait pas formalis? l?expropriation et proc?d? ? l?indemnisation.

14. Par un acte d?assignation notifi? le 27 avril 1988, le requ?rant introduisit un recours en dommages-int?r?ts ? l?encontre de la ville de San Ferdinando devant le tribunal de Foggia. Il all?guait que, bien que les travaux publics effectu?s sur son terrain aient transform? celui-ci, aucun d?cret d?expropriation et aucune indemnisation n??taient intervenus. En outre, il all?guait que l?occupation du terrain ?tait ill?gale, ?tant donn? qu?elle s??tait poursuivie au-del? de la p?riode autoris?e. Le requ?rant invitait le tribunal ? d?clarer que la construction du march? avait ? un tel point transform? son terrain qu?elle avait entra?n? la perte irr?versible du bien. Il r?clamait des dommages-int?r?ts pour la perte du terrain, ? concurrence de la valeur de celui-ci ; en outre, il r?clamait une somme pour le pr?judice caus? quant ? la partie restante du terrain ; enfin, il r?clamait une r?paration pour non jouissance du terrain pendant la p?riode d?occupation autoris?e.

15. Au cours du proc?s, le tribunal ordonna une expertise. Dans son rapport d?pos? le 8 mars 1989, l?expert ?tablit qu?? l??ch?ance de la p?riode d?occupation autoris?e, soit le 6 janvier 1986, les travaux publics entrepris avaient irr?versiblement transform? le terrain. A cette ?poque l?, le terrain avait une valeur de 200 000 ITL le m?tre carr?, soit une valeur globale de 294 000 000 ITL.

16. Par un jugement du 11 octobre 1991, le tribunal de Foggia d?clara qu?? la suite de l?occupation du terrain, qui avait cess? d??tre autoris?e le 6 janvier 1986 et ?tait devenue ill?gale, et au vu de la construction du march? ? ouvrage r?pondant ? l?int?r?t public ? le droit de propri?t? du requ?rant avait ?t? neutralis?, conform?ment au principe de l?expropriation indirecte. Il y avait donc lieu de consid?rer que la propri?t? du terrain ?tait pass?e ab origine ? l?administration. Etant donn? que le transfert de propri?t? avait eu lieu dans le cadre d?une occupation de terrain devenue sans titre, le requ?rant avait droit ? une r?paration int?grale du pr?judice subi, soit ? des dommages int?r?ts ? concurrence de 394 000 000 ITL, soit la valeur du terrain (294 000 000 ITL), augment?e d?une somme pour le pr?judice caus? ? la partie restante du terrain (100 000 000 ITL). En outre, le tribunal accorda une indemnit? pour la p?riode d?occupation autoris?e (73 500 000 ITL). Ces sommes devaient ?tre index?es et assorties d?int?r?ts ? compter du 1er f?vrier 1986 et jusqu?au jour du paiement.

17. Le 19 novembre 1992, la ville de San Ferdinando interjeta appel de ce jugement devant la cour d?appel de Bari.

18. Le 5 juin 1995, la cour d?appel ordonna une expertise. Dans son rapport du 7 f?vrier 1997, l?expert confirma qu?en janvier 1986, le terrain valait 200 000 ITL le m?tre carr?.

19. Par un arr?t du 16 juin 1998, la cour d?appel de Bari accueillit l?appel de l?administration dans la mesure o? elle fit application de la loi budg?taire no 662 du 23 d?cembre 1996, entr?e entre temps en vigueur. De ce fait, tout en attribuant au terrain litigieux la valeur de 200 000 ITL le m?tre carr?, la cour d?appel r?duisit le montant de l?indemnit? et accorda pour la r?paration du dommage subi une somme de 216 707 170 ITL (au lieu des 394 000 000 ITL accord?s en premi?re instance), en plus d?une indemnit? d?occupation de 73 500 000 ITL.

20. Le 22 avril 1999, le requ?rant se pourvut en cassation. Il all?guait notamment que l?application r?troactive de l?article 3, 65?me alin?a de la loi no 662 de 1996 l?avait priv? d?une partie substantielle du d?dommagement et que cette situation ?tait incompatible avec l?article 1 du Protocole no 1.

21. Par un arr?t du 27 octobre 1999, d?pos? au greffe le 25 f?vrier 2000, la Cour de cassation rejeta le recours. Elle rappela que les effets de l?application de la loi no 662 de 1996 avaient ?t? jug?s conformes ? la Constitution par la Cour constitutionnelle (arr?t no 148 du 4 avril 1999) et estima que la situation d?nonc?e ?tait compatible avec l?article 1 du Protocole no 1.

22. Il ressort du dossier que le requ?rant ne put obtenir le paiement de l?indemnit? qu?? la suite de la proc?dure d?ex?cution qu?il a engagea le 21 janvier 1999, devant le tribunal de Foggia. Ce dernier, par une d?cision du 1er juin 1999, ordonna ? l?administration municipale de payer au requ?rant la somme globale de 887 880 905 ITL moyennant saisie d?un compte aupr?s de la banque Carime spa. Les 10 et 11 juin 1999, la ville de San Ferdinando et la banque Carime spa firent opposition devant le tribunal de Foggia. Le 4 ao?t 1999, la ville de San Ferdinando paya au requ?rant un acompte de 250 000 000 ITL. Le solde fut pay? en date du 11 f?vrier 2000. Par une d?cision du 12 juillet 2000, le tribunal de Foggia d?clara la fin du contentieux et classa la proc?dure d?ex?cution.

23. La somme pay?e au titre de dommages int?r?ts fut soumise ? un imp?t ? la source de 20% au sens de la loi no 413 de 1991.

II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS

a) L?occupation d?urgence d?un terrain

24. En droit italien, la proc?dure acc?l?r?e d?expropriation permet ? l?administration d?occuper un terrain et d?y construire avant l?expropriation. Une fois l?ouvrage ? r?aliser d?clar? d?utilit? publique et le projet de construction adopt?, l?administration peut d?cr?ter l?occupation d?urgence des zones ? exproprier pour une dur?e d?termin?e n?exc?dant pas cinq ans (article 20 de la loi no 865 de 1971). Ce d?cret devient caduc si l?occupation mat?rielle du terrain n?a pas lieu dans les trois mois suivant sa promulgation. Avant la fin de la p?riode d?occupation autoris?e, un d?cret d?expropriation formelle doit ?tre pris.

25. L?occupation autoris?e d?un terrain donne droit ? une indemnit? d?occupation. La Cour constitutionnelle a reconnu, dans son arr?t no 470 de 1990, un droit d?acc?s imm?diat ? un tribunal aux fins de r?clamer l?indemnit? d?occupation d?s que le terrain est mat?riellement occup?, sans besoin d?attendre que l?administration proc?de ? une offre d?indemnisation.

b) Le principe de l?expropriation indirecte (? occupazione acquisitiva ? ou ? accessione invertita ?)

26. Dans les ann?es 1970, plusieurs administrations locales proc?d?rent ? des occupations d?urgence de terrains qui ne furent pas suivies de d?crets d?expropriation. Les juridictions italiennes se trouv?rent confront?es ? des cas o? le propri?taire d?un terrain avait perdu de facto la disponibilit? de celui-ci en raison de l?occupation et de l?accomplissement de travaux de construction d?un ouvrage public. Restait ? savoir si, simplement par l?effet des travaux effectu?s, l?int?ress? avait perdu ?galement la propri?t? du terrain.

1. La jurisprudence avant l?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation

27. La jurisprudence ?tait tr?s partag?e sur le point de savoir quels ?taient les effets de la construction d?un ouvrage public sur un terrain occup? ill?galement. Par occupation ill?gale, il faut entendre une occupation ill?gale ab initio, ou bien une occupation initialement autoris?e et devenue sans titre par la suite, le titre ?tant annul? ou bien l?occupation se poursuivant au-del? de l??ch?ance autoris?e sans qu?un d?cret d?expropriation ne soit intervenu.

28. Selon une premi?re jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration ne perdait pas la propri?t? du terrain apr?s l?ach?vement de l?ouvrage public. Toutefois, il ne pouvait pas demander une remise en l??tat du terrain et pouvait uniquement engager une action en dommages et int?r?ts pour occupation abusive, non soumise ? un d?lai de prescription puisque l?ill?galit? d?coulant de l?occupation ?tait permanente. L?administration pouvait ? tout moment adopter une d?cision formelle d?expropriation ; dans ce cas, l?action en dommages-int?r?ts se transformait en litige portant sur l?indemnit? d?expropriation et les dommages-int?r?ts n??taient dus que pour la p?riode ant?rieure au d?cret d?expropriation pour la non-jouissance du terrain (voir, entre autres, les arr?ts de la Cour de cassation no 2341 de 1982, no 4741 de 1981, no 6452 et no 6308 de 1980).

29. Selon une deuxi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration ne perdait pas la propri?t? du terrain et pouvait demander la remise en l??tat, lorsque l?administration avait agi sans qu?il y ait utilit? publique (voir, par exemple, Cour de cassation, arr?t no 1578 de 1976, arr?t no 5679 de 1980).

30. Selon une troisi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration perdait automatiquement la propri?t? du terrain au moment de la transformation irr?versible du bien, ? savoir au moment de l?ach?vement de l?ouvrage public. L?int?ress? avait le droit de demander des dommages-int?r?ts (voir l?arr?t no 3243 de 1979 de la Cour de cassation).

2. L?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation

31. Par un arr?t du 16 f?vrier 1983, la Cour de cassation, statuant en chambres r?unies, r?solut le conflit de jurisprudence et adopta la troisi?me solution. Ainsi fut consacr? le principe de l?expropriation indirecte (accessione invertita ou occupazione acquisitiva). En vertu de ce principe, la puissance publique acquiert ab origine la propri?t? d?un terrain sans proc?der ? une expropriation formelle lorsque, apr?s l?occupation du terrain, et ind?pendamment de la l?galit? de l?occupation, l?ouvrage public a ?t? r?alis?. Lorsque l?occupation est ab initio sans titre, le transfert de propri?t? a lieu au moment de l?ach?vement de l?ouvrage public. Lorsque l?occupation du terrain a initialement ?t? autoris?e, le transfert de propri?t? a lieu ? l??ch?ance de la p?riode d?occupation autoris?e. Dans le m?me arr?t, la Cour de cassation pr?cisa que, dans tous les cas d?expropriation indirecte, l?int?ress? a droit ? une r?paration int?grale, l?acquisition du terrain ayant eu lieu sans titre. Toutefois, cette r?paration n?est pas vers?e automatiquement ; il incombe ? l?int?ress? de r?clamer des dommages-int?r?ts. En outre, le droit ? r?paration est assorti du d?lai de prescription pr?vu en cas de responsabilit? d?lictuelle, ? savoir cinq ans, commen?ant ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.

3. La jurisprudence apr?s l?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation

a) La prescription

32. Dans un premier temps, la jurisprudence consid?rait qu?aucun d?lai de prescription ne trouvait ? s?appliquer, puisque l?occupation sans titre du terrain constituait un acte ill?gal continu. La Cour de cassation, dans son arr?t no 1464 de 1983, affirma que le droit ? r?paration ?tait soumis ? un d?lai de prescription de cinq ans. Par la suite, la premi?re section de la Cour de cassation affirma qu?un d?lai de prescription de dix ans devait s?appliquer (arr?ts no 7952 de 1991 et no 10979 de 1992). Par un arr?t du 22 novembre 1992, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a d?finitivement tranch? la question, estimant que le d?lai de prescription est de cinq ans et qu?il commence ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.

b) L?arr?t no 188 de 1995 de la Cour constitutionnelle

33. Dans cet arr?t, la Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution le principe de l?expropriation indirecte, dans la mesure o? ce principe est ancr? dans une disposition l?gislative, ? savoir l?article 2043 du code civil r?gissant la responsabilit? d?lictuelle. Selon cet arr?t, le fait que l?administration devienne propri?taire d?un terrain en tirant b?n?fice de son comportement ill?gal ne pose aucun probl?me sur le plan constitutionnel, puisque l?int?r?t public, ? savoir la conservation de l?ouvrage public, l?emporte sur l?int?r?t du particulier, et donc sur le droit de propri?t? de ce dernier. La Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution l?application ? l?action en r?paration du d?lai de prescription de cinq ans, tel que pr?vu par l?article 2043 du code civil pour responsabilit? d?lictuelle.

c) Cas de non-application du principe de l?expropriation indirecte

34. Les d?veloppements de la jurisprudence montrent que le m?canisme par lequel la construction d?un ouvrage public entra?ne le transfert de propri?t? du terrain au b?n?fice de l?administration conna?t des exceptions.

35. Dans son arr?t no 874 de 1996, le Conseil d?Etat a affirm? qu?il n?y a pas d?expropriation indirecte lorsque les d?cisions de l?administration et le d?cret d?occupation d?urgence ont ?t? annul?s par les juridictions administratives ; si tel n??tait pas le cas, la d?cision judiciaire serait vid?e de substance.

36. Dans son arr?t no 1907 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? que l?administration ne devient pas propri?taire d?un terrain lorsque les d?cisions qu?elle a adopt?es et la d?claration d?utilit? publique doivent ?tre consid?r?es comme nulles ab initio. Dans ce cas, l?int?ress? garde la propri?t? du terrain et peut demander la restitutio in integrum. Il peut, comme alternative, demander des dommages-int?r?ts. L?ill?galit? dans ces cas a un caract?re permanent et aucun d?lai de prescription ne trouve application.

37. Dans l?arr?t no 6515 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? qu?il n?y a pas de transfert de propri?t? lorsque la d?claration d?utilit? publique a ?t? annul?e par les juridictions administratives. Dans ce cas, le principe de l?expropriation indirecte ne trouve donc pas ? s?appliquer. L?int?ress?, qui garde la propri?t? du terrain, a la possibilit? de demander la restitutio in integrum. L?introduction d?une demande en dommages-int?r?ts entra?ne une renonciation ? la restitutio in integrum. Le d?lai de prescription de cinq ans commence ? courir au moment o? la d?cision du juge administratif devient d?finitive.

38. Dans l?arr?t no 148 de 1998, la premi?re section de la Cour de cassation a suivi la jurisprudence des chambres r?unies et affirm? que le transfert de propri?t? par effet de l?expropriation indirecte n?a pas lieu lorsque la d?claration d?utilit? publique ? laquelle le projet de construction ?tait assorti a ?t? consid?r?e comme invalide ab initio.

39. Dans l?arr?t no 5902 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies a r?affirm? qu?il n?y a pas de transfert de propri?t? en l?absence de d?claration d?utilit? publique valide.

40. Il convient de comparer cette jurisprudence avec la loi no 458 de 1988 (voir ?? 41-42 ci-dessous) et avec le R?pertoire des dispositions sur l?expropriation, entr? en vigueur le 30 juin 2003 (voir ?? 50-51 ci-dessous).

4. La loi no458 du 27 octobre 1988

41. Aux termes de l?article 3 de cette loi, ? Le propri?taire d?un terrain, utilis? pour la construction de b?timents publics et de logements sociaux, a droit ? la r?paration du dommage subi, ? la suite d?une expropriation d?clar?e ill?gale par une d?cision pass?e en force de chose jug?e, mais ne peut pr?tendre ? la restitution de son bien. Il a ?galement droit, en plus de la r?paration du dommage, aux sommes dues en raison de la d?pr?ciation mon?taire et ? celles mentionn?es ? l?article 1224 ? 2 du code civil et ceci ? compter du jour de l?occupation ill?gale ?.

42. Interpr?tant l?article 3 de la loi de 1988, la Cour constitutionnelle, dans son arr?t du 12 juillet 1990 (n? 384), a consid?r? : ? Par la disposition attaqu?e, le l?gislateur, entre l?int?r?t des propri?taires des terrains – obtenir en cas d?expropriation ill?gale la restitution des terrains – et l?int?r?t public – concr?tis? par la destination de ces biens ? des finalit?s de constructions r?sidentielles publiques ? des conditions favorables ou conventionn?es – a donn? la priorit? ? ce dernier int?r?t ?.

5. Le montant de la r?paration en cas d?expropriation indirecte

43. Selon la jurisprudence de 1983 de la Cour de cassation en mati?re d?expropriation indirecte, une r?paration int?grale du pr?judice subi, sous forme de dommages-int?r?ts pour la perte du terrain, ?tait due ? l?int?ress? en contrepartie de la perte de propri?t? qu?entra?ne l?occupation ill?gale.

44. La loi budg?taire de 1992 (article 5 bis du d?cret-loi no 333 du 11 juillet 1992) modifia cette jurisprudence, dans le sens que le montant d? en cas d?expropriation indirecte ne pouvait d?passer le montant de l?indemnit? pr?vue pour le cas d?une expropriation formelle. Par l?arr?t no 369 de 1996, la Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnelle cette disposition.

45. En vertu de la loi budg?taire no 662 de 1996, qui fit suite ? la disposition d?clar?e inconstitutionnelle, l?indemnisation int?grale ne peut ?tre accord?e pour une occupation de terrain ayant eu lieu avant le 30 septembre 1996. Dans cette optique, l?indemnisation ?quivaut au montant de l?indemnit? pr?vue pour le cas d?une expropriation formelle, dans l?hypoth?se la plus favorable au propri?taire, moyennant une augmentation de 10 %.

46. Par l?arr?t no 148 du 30 avril 1999, la Cour constitutionnelle a jug? une telle indemnit? compatible avec la Constitution. Toutefois, dans le m?me arr?t, la Cour a pr?cis? qu?une indemnit? int?grale, ? concurrence de la valeur v?nale du terrain, peut ?tre r?clam?e lorsque l?occupation et la privation du terrain n?ont pas eu lieu pour cause d?utilit? publique.

6. La jurisprudence apr?s les arr?ts de la Cour du 30 mai 2000 dans les affaires Belvedere Alberghiera et Carbonara et Ventura

47. Par les arr?ts no 5902 et 6853 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies s?est ? nouveau prononc?e sur le principe de l?expropriation indirecte, en faisant r?f?rence aux deux arr?ts de la Cour pr?cit?s.

48. Au vu du constat de violation de l?article 1 du protocole no 1 dans les affaires ci-dessus, la Cour de cassation a affirm? que le principe de l?expropriation indirecte joue un r?le important dans le cadre du syst?me juridique italien et qu?il est compatible avec la Convention.

49. Plus sp?cifiquement, la Cour de cassation ? apr?s avoir analys? l?histoire du principe de l?expropriation indirecte – a dit qu?au vu de l?uniformit? de la jurisprudence en la mati?re, le principe de l?expropriation indirecte doit se consid?rer comme ?tant pleinement ? pr?visible ? ? compter de 1983. De ce fait, l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r?e comme ?tant respectueuse du principe de l?galit?. S?agissant des occupations de terrain ayant lieu sans d?claration d?utilit? publique, la Cour de cassation a affirm? que celles-ci ne sont pas aptes ? transf?rer la propri?t? du bien ? l?Etat. Quant ? l?indemnisation, la Cour de cassation a affirm? que, m?me si elle est inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress?, et notamment ? la valeur du terrain, l?indemnisation due en cas d?expropriation indirecte est suffisante pour garantir un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu.

7. Le R?pertoire des dispositions l?gislatives et r?glementaires en mati?re d?expropriation pour cause d?utilit? publique (ci apr?s ? le R?pertoire)

50. Le 30 juin 2003 est entr? en vigueur le D?cret Pr?sidentiel no 327 du 8 juin 2001, modifi? par le D?cret l?gislatif no 302 du 27 d?cembre 2002, et qui r?git la proc?dure d?expropriation. Le R?pertoire codifie les dispositions et la jurisprudence existantes en la mati?re. En particulier, il codifie le principe de l?expropriation indirecte. Le R?pertoire, qui ne s?applique pas aux cas d?occupation survenus ant?rieurement ? 1996 et ne s?applique donc pas en l?esp?ce, s?est substitu?, ? partir de son entr?e en vigueur, ? l?ensemble de la l?gislation la jurisprudence pr?c?dente en mati?re d?expropriation.

51. A son article 43, le R?pertoire pr?voit qu?en l?absence d?un d?cret d?expropriation, ou en l?absence de d?claration d?utilit? publique, un terrain transform? ? la suite de la r?alisation d?un ouvrage public est acquis au patrimoine de l?autorit? qui l?a transform? ; des dommages-int?r?ts sont accord?s en contrepartie. L?autorit? peut acqu?rir un bien m?me lorsque le plan d?urbanisme ou la d?claration d?utilit? publique ont ?t? annul?s. Le propri?taire peut demander au juge la restitution du terrain. L?autorit? en cause peut s?y opposer. Lorsque le juge d?cide de ne pas ordonner la restitution du terrain, le propri?taire a droit ? un d?dommagement.

EN DROIT

I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1

52. Le requ?rant soutient avoir ?t? priv? de son terrain dans des circonstances incompatibles avec l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :

? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.

Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?

A. Th?ses d?fendues devant la Cour

1. Le requ?rant

53. Se r?f?rant ? l?arr?t Carbonara et Ventura c. Italie (no 24638/94, CEDH 2000-VI), le requ?rant observe que l?application du principe de l?expropriation indirecte dans le cas d?esp?ce n?est pas conforme au principe de la pr??minence du droit. Ce m?canisme permet ? l?administration de devenir propri?taire contra legem.

A cet ?gard, le requ?rant fait observer que l?occupation de son terrain a ?t? maintenue au-del? de la p?riode autoris?e, sans qu?un d?cret d?expropriation n?ait ?t? adopt?. Ce n?est que parce qu?il a intent? une proc?dure en dommages-int?r?ts devant les juridictions nationales qu?il a obtenu une d?cision judiciaire d?clarant l?ill?galit? de l?occupation, qui a eu comme cons?quence de le d?clarer en m?me temps priv? de son bien ? compter du moment o? l?occupation autoris?e a pris fin. Ce constat d?ill?galit? ne saurait ?tre remis en cause par le fait que, devant les juridictions nationales, il n?a pas demand? la restitution du terrain mais les dommages int?r?ts. A ce propos, le requ?rant fait observer que la restitution du terrain s?av?rait impossible en raison de la construction du march?.

54. Quant ? l?indemnisation, le requ?rant souligne que celle-ci d?pend ?galement de l?initiative de la personne concern?e, qui est tenue de r?clamer des dommages int?r?ts. De plus, le montant des dommages int?r?ts a ?t? plafonn? par une loi budg?taire r?troactivement, de sorte qu?il n?a pu obtenir la r?paration int?grale du pr?judice subi. A ce propos, le requ?rant observe que par l?effet de l?application de la loi, l?indemnit? accord?e repr?sente 55% du pr?judice subi. De plus, ce montant a ?t? ult?rieurement r?duit de 20% par l?application de l?imp?t ? la source pr?vu par la loi no 413 de 1991.

55. En conclusion, le requ?rant demande ? la Cour de conclure ? la violation de l?article 1 du Protocole no 1.

2. Le Gouvernement

56. Le Gouvernement fait observer que dans le cas d?esp?ce, il ne s?agit pas d?une occupation ? sine titulo ? depuis le d?but, mais d?une occupation qui a ?t? initialement autoris?e, dans le cadre d?une proc?dure administrative l?gitime et reposant sur une d?claration d?utilit? publique.

57. Le Gouvernement admet que la proc?dure d?expropriation n?a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun d?cret d?expropriation n?a ?t? adopt?.

58. A d?faut d?un tel d?cret d?expropriation, le requ?rant a, en tout ?tat de cause, ?t? priv? de son bien par l?effet de la construction de l?ouvrage d?int?r?t public et de la transformation irr?versible du terrain que ce dernier a entra?n?. Cette privation de bien, selon le Gouvernement, n?est que la cons?quence du principe de l?expropriation indirecte, que les juridictions nationales, dans leurs d?cisions, ont appliqu?.

59. Le Gouvernement soutient que cette situation est conforme ? l?article 1 du Protocole no 1.

60. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n?est pas remis en cause par le requ?rant.

61. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l?expropriation indirecte serait pr?vue par la loi.

62. A cet ?gard, le Gouvernement rappelle que la Cour, dans son arr?t Zubani c. Italie (arr?t du 7 ao?t 1996, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-IV, ?? 45-46) avait examin? une affaire d?expropriation indirecte tombant sous le coup de la loi no 458 de 1988 (voir droit interne, paragraphes 41-42 ci-dessus) du point de vue du juste ?quilibre, estimant que, en ce qui concernait la loi en tant que telle, ? le choix l?gislatif visant ? privil?gier l?int?r?t de la collectivit? dans le cas d?expropriations ou d?occupations ill?gales de terrains est raisonnable : l?indemnisation int?grale des pr?judices subis par les propri?taires concern?s constitue une r?paration suffisante… ?. (Zubani, pr?cit?, ? 49).

63. Le Gouvernement prend acte de ce que la jurisprudence de la Cour a par la suite connu une ?volution, dans la mesure o?, dans deux cas post?rieurs portant sur l?expropriation indirecte, elle a constat? une incompatibilit? du m?canisme de l?expropriation indirecte avec le principe de l?galit? (Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; Belvedere Alberghiera srl c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI).

64. Selon le Gouvernement, le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme ?tant ? pr?vu par la loi ?, m?me s?il a ?t? ?labor? par la jurisprudence dans un pays de ? civil law ? et non de ? common law ?.

65. A cet ?gard, le Gouvernement rel?ve que dans les deux arr?ts pr?cit?s, la Cour avait estim? inutile de juger in abstracto si le r?le qu?un principe jurisprudentiel, tel que celui de l?expropriation indirecte, occupe dans un syst?me de droit continental est assimilable ? celui occup? par des dispositions l?gislatives (Carbonara, pr?cit?, ? 64). La Cour avait observ? que la jurisprudence italienne avait connu une ?volution et qu?un principe jurisprudentiel ne lie pas les juridictions quant ? son application (Carbonara, pr?cit?, ? 69).

66. Le Gouvernement soutient que d?cider du r?le de la jurisprudence en Italie rev?t une grande importance dans ce type d?affaires. Selon lui, le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter de l?arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application. En outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 (paragraphes 41-42 ci-dessus) et par la loi budg?taire no 662 de 1996 (paragraphe 45 ci-dessus).

67. En conclusion, selon le Gouvernement, ? partir de 1983, les r?gles de l?expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.

68. S?agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement demande ? la Cour de revenir ? la ?jurisprudence Zubani ? (paragraphe 62 ci-dessus) et de consid?rer que le m?canisme de l?expropriation indirecte, qui se fonde sur une d?claration d?ill?galit? de la part du juge, est conforme ? l?article 1 du Protocole no 1.

69. Le Gouvernement d?finit l?expropriation indirecte comme le r?sultat d?une interpr?tation syst?matique par le juge de principes existants, tendant ? garantir que l?int?r?t g?n?ral pr?vale sur l?int?r?t des particuliers, lorsque l?ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et que celui-ci r?pond ? l?utilit? publique.

70. S?agissant de la condition d?utilit? publique, le Gouvernement souligne que la jurisprudence a ?volu? dans le sens de ne pas appliquer l?expropriation indirecte lorsque la d?claration d?utilit? publique a ?t? annul?e (paragraphes 37-39 ci-dessus).

71. Selon la jurisprudence de 1983 de la Cour de cassation en mati?re d?expropriation indirecte, en contrepartie des irr?gularit?s commises par l?administration, celle-ci est tenue d?indemniser int?gralement le particulier. Cependant, le Gouvernement soutient que l?indemnisation ? accorder peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress?, vu que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l?ill?galit? commise par l?administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.

72. S?agissant du cas d?esp?ce, le Gouvernement fait observer que la proc?dure en dommages-int?r?ts a ?t? intent?e par le requ?rant en 1988, lorsque le principe de l?expropriation indirecte ?tait d?j? consolid?. Aucune question de l?galit? ne se poserait d?s lors en l?esp?ce, vu que le requ?rant n?a par ailleurs pas demand? aux juridictions nationales la restitution du terrain, mais uniquement un d?dommagement.

73. Quant ? l?indemnisation obtenue par le requ?rant, le Gouvernement avait soutenu, dans ses observations sur la recevabilit?, que le requ?rant avait ?t? int?gralement d?dommag?, au motif que la loi budg?taire no 662 du 23 d?cembre 1996 n??tait pas applicable. S?appuyant sur cet ?l?ment, le Gouvernement arguait que le requ?rant ne saurait avancer de demandes ult?rieures devant la Cour.

74. Dans ses observations sur le fond, le Gouvernement admet que le requ?rant n?a pas ?t? enti?rement indemnis?, et que par l?effet de la loi no 662 de 1996, l?indemnit? accord?e est inf?rieure ? la valeur du terrain.

75. Toutefois, vu que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif, le Gouvernement soutient que le montant de l?indemnit? en cause rentre dans la marge d?appr?ciation laiss?e aux Etats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. En outre, le plafonnement de l?indemnit? par la loi no 662 de 1996 s?expliquerait par le souci de ? d?courager des sp?culations ? de la part des citoyens sur les ? difficult?s bureaucratiques, politiques ou financi?res qui emp?chent l?administration d?exproprier r?guli?rement ?. A cet ?gard, le Gouvernement soutient que l?indemnit? telle que plafonn?e par la loi en cause ?tant en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l?expropriation avait ?t? r?guli?re, l?expropriation indirecte revient ? une ? bonne affaire ? pour les int?ress?s.

76. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect?.

B. Sur l?observation de l?article 1 du Protocole no 1

77. La Cour rappelle que l?article 1 du Protocole no 1 contient trois normes distinctes : ? la premi?re, qui s?exprime dans la premi?re phrase du premier alin?a et rev?t un caract?re g?n?ral, ?nonce le principe du respect de la propri?t? ; la deuxi?me, figurant dans la seconde phrase du m?me alin?a, vise la privation de propri?t? et la soumet ? certaines conditions ; quant ? la troisi?me, consign?e dans le second alin?a, elle reconna?t aux Etats le pouvoir, entre autres, de r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral (…). Il ne s?agit pas pour autant de r?gles d?pourvues de rapport entre elles. La deuxi?me et la troisi?me ont trait ? des exemples particuliers d?atteintes au droit de propri?t? ; d?s lors, elles doivent s?interpr?ter ? la lumi?re du principe consacr? par la premi?re ? (voir, entre autres, James et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 21 f?vrier 1986, s?rie A no 98, pp. 29-30, ? 37, lequel reprend en partie les termes de l?analyse que la Cour a d?velopp?e dans son arr?t Sporrong et L?nnroth c. Su?de du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, p. 24, ? 61 ; voir aussi les arr?ts Les saints monast?res c. Gr?ce du 9 d?cembre 1994, s?rie A no 301-A, p. 31, ? 56, et Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 55, CEDH 1999-II).

1. Sur l?existence d?une ing?rence

78. La Cour note que les parties s?accordent pour dire qu?il y a eu ? privation de propri?t? ?.

79. Elle rappelle que, pour d?terminer s?il y a eu privation de biens au sens de la deuxi?me ? norme ?, il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, pp. 24-25, ? 63).

80. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, les juridictions nationales ont consid?r? le requ?rant comme ?tant priv? de son bien ? compter du moment o? le terrain avait ?t? irr?versiblement transform? par les travaux publics. A d?faut d?un acte formel d?expropriation, le constat d?ill?galit? de la part du juge est l??l?ment qui sanctionne le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que l?arr?t de la Cour de cassation a eu pour effet de priver le requ?rant de son bien au sens de la deuxi?me phrase de l?article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 61 ; Brumărescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).

81. Pour ?tre compatible avec l?article 1 du Protocole no 1 une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d?utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L?ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d?examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu?il s?est av?r? que l?ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n??tait pas arbitraire ? (Iatridis pr?cit?, ? 58 ; Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).

82. D?s lors, la Cour n?estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu?une r?paration int?grale en faveur du requ?rant n?a pas eu lieu (Carbonara, pr?cit?, ? 62).

2. Sur le respect du principe de l?galit?

83. L?article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu?une ing?rence de l?autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l?ensemble des articles de la Convention (Iatridis pr?cit?, ? 58). Le principe de l?galit? signifie l?existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles (Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296-A, pp. 19-20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110).

84. Dans l?arr?t Belvedere Alberghiera srl et dans l?arr?t Carbonara et Ventura pr?cit?s, la Cour n?avait pas estim? utile de juger in abstracto si le r?le qu?un principe jurisprudentiel, tel que celui de l?expropriation indirecte, occupe dans un syst?me de droit continental est assimilable ? celui occup? par des dispositions l?gislatives, ce qui compte ?tant ? en tout ?tat de cause ? que la base l?gale r?ponde aux crit?res de pr?visibilit?, accessibilit? et pr?cision ?nonc?s plus haut. La Cour est toujours convaincue que l?existence en tant que telle d?une base l?gale ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit? et estime utile de se pencher sur la question de la qualit? de la loi.

85. La Cour prend note de l??volution jurisprudentielle qui a conduit ? l??laboration du principe de l?expropriation indirecte. Elle rel?ve ?galement que ce principe a ?t? transpos? dans des textes de loi, tels que la loi no 458 de 1988, la loi no 662 de 1996 et, tout derni?rement, dans le R?pertoire des dispositions en mati?re d?expropriation. Ceci ?tant, la Cour ne perd pas de vue les applications contradictoires qui ont lieu dans l?historique de la jurisprudence, et rel?ve ?galement des contradictions entre la jurisprudence et les textes de loi ?crits susmentionn?s.

86. A titre d?exemple, la Cour note que s?il est vrai que la jurisprudence a exclu, ? compter de 1996-1997, que l?expropriation indirecte puisse s?appliquer lorsque la d?claration d?utilit? publique a ?t? annul?e (paragraphes 35-40 ci-dessus), il est ?galement vrai que le R?pertoire a tout derni?rement pr?vu (paragraphe 51) qu?en l?absence de d?claration d?utilit? publique, tout terrain peut ?tre acquis au patrimoine public, si le juge d?cide de ne pas ordonner la restitution du terrain occup? et transform? par l?administration.

87. A vu de ces ?l?ments, la Cour n?exclut pas que le risque d?un r?sultat impr?visible ou arbitraire pour les int?ress?s subsiste.

88. La Cour note ensuite que le m?canisme de l?expropriation indirecte permet en g?n?ral ? l?administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d?expropriation, avec le risque d?un r?sultat impr?visible ou arbitraire pour les int?ress?s, qu?il s?agisse d?une ill?galit? depuis le d?but ou d?une ill?galit? survenue.

89. A cet ?gard, la Cour note que l?expropriation indirecte permet ? l?administration d?occuper un terrain et de le transformer irr?versiblement, de telle sorte qu?il soit consid?r? comme acquis au patrimoine public, sans qu?en parall?le un acte formel d?clarant le transfert de propri?t? ne soit adopt?. En l?absence d?un acte formalisant l?expropriation et intervenant au plus tard au moment o? le propri?taire a perdu toute disponibilit? du bien, l??l?ment qui permettra de transf?rer au patrimoine public le bien occup? et d?atteindre une s?curit? juridique est le constat d?ill?galit? de la part du juge, valant d?claration de transfert de propri?t?. Il incombe ? l?int?ress? -qui continue d??tre formellement propri?taire – de solliciter du juge comp?tent une d?cision constatant, le cas ?ch?ant, l?ill?galit? assortie de la r?alisation d?un ouvrage d?int?r?t public, conditions n?cessaires pour qu?il soit d?clar? r?troactivement priv? de son bien.

90. Au vu de ces ?l?ments, la Cour estime que le m?canisme de l?expropriation indirecte n?est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique.

91. La Cour note ensuite que l?expropriation indirecte permet en outre ? l?administration d?occuper un terrain et de le transformer sans pour autant verser d?indemnit? en m?me temps. L?indemnit? doit ?tre r?clam?e par l?int?ress? et cela dans un d?lai de prescription de cinq ans, commen?ant ? compter de la date ? laquelle le juge estime que la transformation irr?versible du terrain a eu lieu. Ceci peut entra?ner des cons?quences n?fastes pour l?int?ress?, et rendre vain tout espoir de r?paration (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 71).

92. La Cour rel?ve enfin que le m?canisme de l?expropriation indirecte permet ? l?administration de tirer parti de son comportement ill?gal, et que le prix ? payer n?est que de 10% plus ?lev? que dans le cas d?une expropriation en bonne et due forme (paragraphe 45 ci-dessus). Selon la Cour, cette situation n?est pas de nature ? favoriser la bonne administration des proc?dures d?expropriation et ? pr?venir des ?pisodes d?ill?galit?.

93. En tout ?tat de cause, la Cour est appel?e ? v?rifier si la mani?re dont le droit interne est interpr?t? et appliqu? produit des effets conformes aux principes de la Convention.

94. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu?en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, les juridictions italiennes ont consid?r? le requ?rant priv? de son bien ? compter de janvier 1986, les conditions d?ill?galit? de l?occupation et d?int?r?t public de l?ouvrage construit ?tant r?unies. Or en l?absence d?un acte formel d?expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n?est que par la d?cision d?finitive ? l?arr?t de la Cour de cassation ? que l?on peut consid?rer le principe de l?expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l?acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? sanctionn?e. Par cons?quent, le requ?rant n?a eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 25 f?vrier 2000, date du d?p?t au greffe de l?arr?t de la Cour de cassation.

95. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l?administration de tirer parti d?une occupation de terrain devenue sine titulo ? compter du 7 janvier 1986. En d?autres termes, l?administration a pu s?approprier le terrain au m?pris des r?gles r?gissant l?expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu?une indemnit? soit mise ? la disposition de l?int?ress?.

96. S?agissant de l?indemnit?, la Cour constate que l?application r?troactive de la loi budg?taire no 662 de 1996 au cas d?esp?ce a eu pour effet de priver le requ?rant d?une r?paration int?grale du pr?judice subi.

97. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l?ing?rence litigieuse n?est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu?elle a donc enfreint le droit au respect des biens du requ?rant.

98. D?s lors, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.

II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION

99. Aux termes de l?article 41 de la Convention,

? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?

100. Le requ?rant sollicite le versement d?une indemnit? de 91 564,11 EUR au titre du pr?judice mat?riel, somme qui r?sulte de la diff?rence entre la valeur du terrain litigieux et la somme obtenue ? l?issue de la proc?dure. Cette somme, index?e et assortie d?int?r?ts s??levait, au 30 avril 2004, ? 357 088, 95 EUR.

101. Le requ?rant demande ensuite 107 126, 69 EUR au titre du pr?judice moral.

102. S?agissant des frais devant les juridictions nationales, le requ?rant r?clame le remboursement de 67 878, 24 EUR pour les frais encourus devant les diff?rentes instances nationales et pour les honoraires d?avocat. Quant aux frais expos?s dans la proc?dure devant la Cour, le requ?rant sollicite le remboursement de 34 149, 03 EUR ? titre d?honoraires d?avocat.

103. Le Gouvernement n?a pas pr?sent? de commentaires sur les demandes de satisfaction ?quitable formul?es par le requ?rant.

104. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et le requ?rant parviennent ? un accord.

PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? l?UNANIMIT?,

1. Dit, qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;

2. Dit, que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;

en cons?quence,

a) la r?serve en entier ;

b) invite le Gouvernement et le requ?rant ? lui adresser par ?crit, dans le d?lai de trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;

c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.

Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 17 mai 2005 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.

Michael O?Boyle Nicolas Bratza
Greffier Pr?sident

ARR?T PASCULLI c. ITALIE

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