AFFAIRE MASELLI c. ITALIE (N? 2) - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MASELLI c. ITALIE (N? 2)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 35, P1-1
Numero: 61211/00/2006
Stato: Italia
Data: 2006-07-11 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare unita al fondo e respinta (no-esaurimento di vie di ricorso interni); Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata

QUARTA SEZIONE
CAUSA MASELLI C. Italia (No 2)
( Richiesta no 61211/00)
SENTENZA
STRASBURGO
11 luglio 2006
DEFINITIVO
11/10/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Maselli c. Italia (no 2),
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta di:
Sir Nicolas Bratza, presidente,
Sigg.. J. Casadevall, G. Bonello, il Sig. Pellonp??, K. Traja, V. Zagrebelsky, S. Pavlovschi, giudici, e del Sig. T. L. Early, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 30 gennaio 2003, 27 maggio 2004 e 20 giugno 2006.
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 61211/00) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. G. M. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 1 febbraio 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dal Sig. L. C., avvocato a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. Braguglia, e dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. Il richiedente adduceva in particolare un attentato ingiustificato al suo diritto al rispetto dei suoi beni.
4. La richiesta ? stata assegnata alla prima sezione dell’anziana della Corte (articolo 52 ? 1 dell’ordinamento). In seno a questa, la camera incaricata di esaminare la causa (articolo 27 ? 1 della Convenzione) ? stata costituita conformemente all’articolo 26 ? 1 dell’ordinamento.
5. Con una decisione del 30 gennaio 2003, la camera ha dichiarato la richiesta parzialmente irricevibile. Con una decisione del 27 maggio 2004, la camera ha unito al merito la seconda anta dell’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne e ha dichiarato la parte restante della richiesta accettabile.
6. Tanto il richiedente che il Governo ha depositato delle osservazioni scritte sul fondo della causa, articolo 59 ? 1 dell’ordinamento.
7. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni (articolo 25 ? 1 dell’ordinamento). La presente richiesta ? stata assegnata alla quarta sezione cos? ricomposta (articolo 52 ? 1).
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
8. Il richiedente ? nato nel 1942 e ha risieduto a Castelpagano (Benevento). ? comproprietario con suo fratello di un terreno ubicato a Castelpagano e registrato al catasto, foglio 30.
9. Con una decisione del 4 marzo 1989, il Consiglio regionale di Campania (Giunta regionale) approv? il progetto di costruzione di una strada ed autorizz? la comunit? (comunit? montana) di Alto Tammaro ad organizzare una richiesta di offerta per la realizzazione del lavoro. Questa ultima sceglie il progetto presentato dall’impresa Z.
10. Ad una data non precisata, ci fu occupazione materiale di 1 480 metri quadrati di terreno.
11. Il 23 ottobre 1989, il richiedente diede il suo consenso scritto all’occupazione del terreno (amichevole assenso all’immediata occupazione). Risulta da questo documento che un tale accordo non pregiudicava per niente il diritto dell’interessato ad ottenere un’indennit? di espropriazione nei due anni.
12. Con un’ordinanza del 10 maggio 1990, il sindaco di Castelpagano autorizz? l’occupazione di emergenza del terreno per un periodo massimale di due anni, in vista della sua espropriazione a causa di utilit? pubblica.
13. Il 14 febbraio 1992, l’amministrazione notific? al richiedente che l’indennit? di espropriazione era stata fissata provvisoriamente a 2 800 000 lire italiane (ITL). Questo approv? l’atto firmandolo.
14. Il 18 febbraio 1992, il richiedente firm? una dichiarazione nella quale si diceva pronto a concludere un accordo di cessione del terreno (cessione volontaria) appena fosse stato convocato dinnanzi al notaio. Risulta della pratica che questo accordo non fu mai concluso.
15. Il 19 maggio 1992, il richiedente incass? un acconto sull’indennit? di espropriazione.
A. Il primo procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali
16. Con un atto di assegnazione notificata il 12 settembre 1992, il richiedente introdusse un’azione in danno-interessi contro la comunit? d?Alto Tammaro dinnanzi al tribunale civile di Benevento. Adduceva che il suo terreno era stato occupato illegalmente, dato che l’occupazione materiale era cominciata ed i lavori di costruzione si erano conclusi prima che non fosse presa l’ordinanza del sindaco che autorizzava questa. Inoltre, adduceva che, sebbene i lavori di costruzione della strada avessero trasformato il terreno fin dal 1990, e che aveva perso ogni disponibilit? del suo terreno, non era sopraggiunto nessuno decreto di espropriazione. Il richiedente chiedeva ad essere risarcito per la perdita del suo terreno e per la sua mancanza a guadagnare.
17. Ad una data non precisata, il consorzio Tammaro srl che riuniva le differenti imprese che avevano contribuito ai lavori stradali, si costitu? parte al procedimento. Il consorzio sosteneva in particolare che l’occupazione del terreno era legale, poich? nel 1989 il richiedente aveva acconsentito. In ogni caso, il richiedente aveva manifestato l’intenzione di concludere un accordo di cessione del terreno ed aveva incassato un acconto; questo rendeva male fondato il ricorso del richiedente.
18. Con un giudizio del 17 gennaio 2003, il tribunale di Benevento respinse il ricorso del richiedente, stimando che questo non doveva essere risarcito. Il tribunale giudic? che la propriet? del terreno era passata all’amministrazione in modo legale, perch? il richiedente aveva dato il suo consenso preliminare all’occupazione materiale del terreno. In queste circostanze, importava poco di sapere se, in seguito, l’amministrazione aveva agito nelle regole che regolano l’espropriazione.
19. Il 13 ottobre 2003, il richiedente interpose appello a questo giudizio.
20. Con una sentenza del 25 maggio 2005, la corte di appello di Napoli stim? che le dichiarazioni unilaterali del richiedente non avevano avuto l’effetto di un ordinamento amichevole e che non avevano provocato neanche un trasferimento di propriet? del terreno. La corte di appello stim? poi che l’occupazione del terreno doveva passare come essendo diventatatale senza titolo a contare del 22 ottobre 1994. Dato che a questa data il terreno era trasformato in modo irreversibile dalla strada, la propriet? era passata all’amministrazione per effetto dell’espropriazione indiretta. La corte di appello condann? la comunit? d?Alto Tammaro ed il consorzio Tammaro a pagare al richiedente un’indennit? di 9 599 600 ITL per la privazione del terreno, pi? indicizzazione ed interessi, cos? come una somma 8 928 000 ITL per ulteriore danno.
21. Il procedimento ? sempre pendente, nella misura in cui la sentenza della corte di appello di Napoli non ? ancora diventata definitiva e pu? essere attaccata dinnanzi alla Corte di cassazione.
B. Il secondo procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali
22. Nel frattempo, il 7 luglio 1995, un decreto di espropriazione, accompagnato da un’offerta di indennit? definitiva, era stato notificato al richiedente. Con un atto notificato il 2 agosto 1995, il richiedente aveva contestato l’efficacia del decreto cos? come l’importo offerto mediante opposizione dinnanzi alla corte di appello di Napoli.
23. Con una decisione del 30 ottobre 1996, la corte di appello di Napoli dichiar? il ricorso irricevibile tenuto conto del fatto che un procedimento che cade sull’illegalit? dell’occupazione del terreno era stato introdotto precedentemente e che nel contesto controverso, il decreto di espropriazione sopraggiunto nel 1995 era senza effetto. Questa decisione ? diventata definitiva.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNI PERTINENTI
24. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
25. Il richiedente adduce essere stato privato del suo terreno nelle circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Tesi delle parti
a) Il richiedente
26. Il richiedente fa osservare che ha perso la disponibilit? del suo terreno nel 1989, o a contare dal momento in cui il terreno ? stato occupato materialmente, prima anche dell’ordinanza del 10 maggio 1990 con la quale il sindaco di Castelpagano autorizz? l’occupazione del terreno. Questa situazione ? diventata definitiva col completamento dei lavori. In quanto al consenso che ha dato all’occupazione, il richiedente sostiene che questo consenso non ha prodotto nessuno effetto visto gli sviluppi ulteriori del procedimento di espropriazione, ossia la mancanza del decreto di espropriazione nel termine assegnato. Il richiedente considera che, in queste circostanze, ? stato in sostanza privato del suo bene e ha sottolineato l’illegalit? di questa situazione, nella mancanza di un decreto di espropriazione secondo le forme. Questo risulterebbe anche della decisione della corte di appello di Napoli del 30 ottobre 1996, nella misura in cui il decreto di espropriazione ? stato giudicato come essendo senza effetto.
27. In quanto al procedimento in danno-interessi impegnato nel 1992, questo ? pendente. Il richiedente non ha dunque ancora ottenuto una decisione che delibera definitivamente sulla situazione denunciata e sul suo diritto al risarcimento. Nella mancanza di un giudizio definitivo, questa situazione sarebbe sorgente di incertezza e di imprevedibilit?. L’illegalit? commessa dall’amministrazione non costituirebbe da allora, solamente una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo, ma anche una violazione sostanziale del suo diritto di propriet?.
b) Il Governo,
28. Il Governo osserva che il richiedente, nel 1989, aveva acconsentito all’occupazione del terreno ed aveva manifestato la sua volont? di farsi espropriare. ? vero che l’accordo di cessione del terreno non ? stato mai finalizzato. Secondo il Governo gli atti unilaterali firmati dal richiedente bastano tuttavia, per escludere ogni ingerenza nel diritto al rispetto dei beni del richiedente. Sussidiariamente, questi atti sarebbero suscettibili di eliminare ogni illegalit? dell’occupazione del terreno.
29. Allo stesso tempo, il Governo consacra numerose pagine del suo esposto all’espropriazione indiretta e reitera gli argomenti avanzati in numerose cause (vedere, tra altri, Serrao c. Italia, sentenza precitata, ?? 56-72): la privazione dei beni che risulta dall’espropriazione indiretta ? “prevista dalla legge”, risponde ad un interesse collettivo di utilit? pubblica; la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che condiziona il trasferimento al patrimonio pubblico del bene illegalmente occupato; l’illegalit? commessa dall’amministrazione ? una semplice trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo; l’indennizzo pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato poich? la determinazione del suo importo rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati
30. Il Governo osserva infine che ? impossibile sapere se il richiedente ha o meno perso la propriet? del suo terreno, ed in quale data, visto che il procedimento interno ? pendente, e che solo un giudizio definitivo potr? chiarire questa questione.
31. Alla luce di queste considerazioni, il Governo chiede alla Corte di concludere con la non violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
B. Valutazione della Corte
32. La Corte ricorda al primo colpo che ha unito al merito l’eccezione del Governo derivato dal non-esaurimento delle vie di ricorso interne e nota che il procedimento dinnanzi alle giurisdizioni interne ? sempre pendente.
33. Per il richiedente, c’? stata perdita di disponibilit? totale del terreno senza decreto di espropriazione valida n? indennizzo cos? che in sostanza, ci sarebbe stata espropriazione di fatto.
34. Per il Governo, il richiedente ha perso la disponibilit? del suo terreno a contare dall’occupazione materiale alla quale ha acconsentito ed il terreno ? stato trasformato irreversibilmente dai lavori.
35. La Corte nota che, per determinare se c’? stata privazione di beni al senso della seconda frase del primo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Alla Convenzione che mira a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa di ricercare se suddetta situazione equivaleva ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie a no 52, pp. 24-25, ? 63).
36. Ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Il principio di legalit? notifica l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili ( Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie a no 296-a, pp. 19-20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie a no 102, p. 47, ? 110). Ad ogni modo, la Corte ? chiamata a verificare se il modo in cui il diritto interno ? interpretato ed applicato produce degli effetti conformi ai principi della Convenzione.
37. La Corte constata che nello specifico, il richiedente ha perso la disponibilit? terreno a contare della sua occupazione nel 1989, e che questo terreno ? stato trasformato in modo irreversibile in seguito. In quanto alla propensione a farsi espropriare, per il verso di un accordo di cessione del terreno, la Corte nota che le dichiarazioni unilaterali del richiedente non sono arrivate a nessuno accordo di cessione del terreno. Peraltro, nessuno elemento della pratica non viene a rinforzare la tesi secondo la quale il richiedente avrebbe rinunciato al suo bene in un dato momento. La Corte rileva poi che il Governo non ha, mai, sostenuto che il decreto di espropriazione notificata al richiedente il 7 luglio 1995 costituisce il titolo che legittima il trasferimento di propriet? in favore dell’amministrazione.
38. A difetto di un atto formale di trasferimento di propriet? suscettibile di esporre i suoi effetti ed in mancanza di un giudizio nazionale dichiarante che un tale trasferimento ha avuto luogo (Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, ? 80, CEDH 2000-VI) e chiarendo una volta per tutte le circostanze esatte di questo, la Corte stima che la perdita di ogni disponibilit? del terreno in questione, combinata con l’impossibilit? fino qui di ovviare alla situazione incriminata, ha generato delle conseguenze abbastanza gravi per le quali il richiedente ha subito un’espropriazione di fatto, incompatibile col suo diritto al rispetto dei suoi beni (Papamichalopoulos ed altri c. Grecia, sentenza del 24 giugno 1993, serie a no 260-B, ? 45,: Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005; Fiore c. Italia, no 63864/00, 13 ottobre 2005) e non conforme al principio di preminenza del diritto.
39. In conclusione, l’eccezione di non esaurimento unita al merito non potrebbe essere considerata e vi stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
40. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Il richiedente
41. Il richiedente parte dal principio che trattandosi di un spodestamento illecito in s?, la soddisfazione equa dovr? cancellare totalmente le conseguenze dell’ingerenza controversa. Peraltro, il richiedente sottolinea che la restituzione del terreno si rivela troppo onerosa e dunque impossibile sul piano dei fatti, visto che si tratta di un terreno attraversato da una strada.
42. Trattandosi del danno materiale, il richiedente sollecita 96 558 euro (EUR), somma che corrisponde al valore reale del terreno cos? come 215 000 EUR corrispondenti al plusvalore provocato, secondo lui, dai cambiamenti (costruzioni) sopraggiunti nel quartiere. Inoltre, il richiedente richiede 56 000 EUR per i danni subiti dalla casa di cui ? l’ancora proprietario, 187 453,20 EUR per avere dovuto fermare lo sfruttamento agricolo e 58 000 EUR per mancanza a guadagnare.
43. In quanto al danno morale, il richiedente chiede 153 000 EUR.
44. Il richiedente chiede infine il rimborso degli oneri incorsi dinnanzi alle giurisdizioni nazionali (58 379, 65 EUR) e di quelli esposti dinnanzi alla Corte (79 601 EUR).
B. Il Governo
45. Il Governo fa osservare al primo colpo che il procedimento impegnato dal richiedente al livello nazionale ? sempre pendente. Secondo lui, questo elemento deve essere preso in conto per la soddisfazione equa, nel il caso in cui la Corte concludesse per la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1: se la Corte accordasse una somma a titolo di una soddisfazione equa, il richiedente potrebbe essere indennizzato due volte.
46. In quanto al danno materiale, il Governo contesta i criteri di calcolo impiegati nelle sentenze Carbonara e Ventura c. Italia (soddisfazione equa) no 24638/94, 11 dicembre 2003 e Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia (soddisfazione equa), no 31524/96, 30 ottobre 2003. Sostiene difatti che la soddisfazione equa non dovr? corrispondere al risarcimento integrale del danno subito. Di conseguenza, il Governo arguisce che la Corte deve accordare solamente la somma che corrisponde al valore del terreno controverso al momento dell’occupazione materiale. Inoltre, il Governo contesta i calcoli effettuati dal richiedente ed osserva che le sue pretese non sono provate.
47. Il Governo stima che nessuna somma ? dovuta a titolo del danno morale, poich? questo tipo di danno non potrebbe derivare della violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 ma unicamente della violazione del “termine ragionevole.”
48. Quanto infine agli oneri di procedimento, il Governo osserva che le pretese del richiedente sono esorbitanti.
C. Valutazione della Corte
49. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva tenuto conto della possibilit? di un accordo tra lo stato convenuto e gli interessati (articolo 75 ?? 1 e 4 dell’ordinamento).
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE,
1. Respinge l’eccezione di non esaurimento unito al merito;
2. Stabilisceche c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato; perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed il richiedente ad inviarle per iscritto, nel termine di tre mesi a contare del giorno dove la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarla all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 11 luglio 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
T.L. Early Nicolas Bratza
Cancelliere Pr?sident

SENTENZA MASELLI C. ITALIA (II)

SENTENZA MASELLI C. ITALIA (N? 2)

Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire jointe au fond et rejet?e (non-?puisement de voies de recours internes) ; Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
QUATRIEME SECTION

AFFAIRE MASELLI c. ITALIE (No 2)

(Requ?te no 61211/00)

ARR?T

STRASBOURG

11 juillet 2006

D?FINITIF

11/10/2006

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Maselli c. Italie (no 2),

La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :

Sir Nicolas Bratza, pr?sident,
MM. J. Casadevall,
G. Bonello,
M. Pellonp??,
K. Traja,
V. Zagrebelsky,
S. Pavlovschi, juges,
et de M. T. L. Early, greffier de section,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 30 janvier 2003, 27 mai 2004 et 20 juin 2006.

Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :

PROC?DURE

1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 61211/00) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. G. M. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 1er f?vrier 2000 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).

2. Le requ?rant est repr?sent? par Me L. C., avocat ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I.M. Braguglia, et par son coagent, M. F. Crisafulli.

3. Le requ?rant all?guait en particulier une atteinte injustifi?e ? son droit au respect de ses biens.

4. La requ?te a ?t? attribu?e ? l?ancienne premi?re section de la Cour (article 52 ? 1 du r?glement). Au sein de celle-ci, la chambre charg?e d?examiner l?affaire (article 27 ? 1 de la Convention) a ?t? constitu?e conform?ment ? l?article 26 ? 1 du r?glement.

5. Par une d?cision du 30 janvier 2003, la chambre a d?clar? la requ?te partiellement irrecevable. Par une d?cision du 27 mai 2004, la chambre a joint au fond le deuxi?me volet de l?exception de non-?puisement des voies de recours internes et a d?clar? le restant de la requ?te recevable.

6. Tant le requ?rant que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites sur le fond de l?affaire (article 59 ? 1 du r?glement).

7. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la quatri?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).

EN FAIT

I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE

8. Le requ?rant est n? en 1942 et r?side ? Castelpagano (B?n?vent). Il est copropri?taire avec son fr?re d?un terrain sis ? Castelpagano et enregistr? au cadastre, feuille 30.

9. Par une d?cision du 4 mars 1989, le Conseil r?gional de Campanie (Giunta regionale) approuva le projet de construction d?une route et autorisa la communaut? (comunit? montana) d?Alto Tammaro ? organiser un appel d?offre pour la r?alisation de l?ouvrage. Cette derni?re choisit le projet pr?sent? par l?entreprise Z.

10. A une date non pr?cis?e, il y eut occupation mat?rielle de 1 480 m?tre carr?s de terrain.

11. Le 23 octobre 1989, le requ?rant donna son accord ?crit ? l?occupation du terrain (amichevole assenso all?immediata occupazione). Il ressort de ce document qu?un tel accord ne pr?jugeait en rien du droit de l?int?ress? ? obtenir une indemnit? d?expropriation dans les deux ans.

12. Par un arr?t? du 10 mai 1990, le maire de Castelpagano autorisa l?occupation d?urgence du terrain pour une p?riode maximale de deux ans, en vue de son expropriation pour cause d?utilit? publique.

13. Le 14 f?vrier 1992, l?administration notifia au requ?rant que l?indemnit? d?expropriation avait ?t? provisoirement fix?e ? 2 800 000 lires italiennes (ITL). Celui-ci approuva l?acte en le signant.

14. Le 18 f?vrier 1992, le requ?rant signa une d?claration dans laquelle il se disait pr?t ? conclure un accord de cession du terrain (cessione volontaria) d?s qu?il serait convoqu? devant le notaire. Il ressort du dossier que cet accord ne fut jamais conclu.

15. Le 19 mai 1992, le requ?rant encaissa un acompte sur l?indemnit? d?expropriation.

A. La premi?re proc?dure devant les juridictions nationales

16. Par un acte d?assignation notifi? le 12 septembre 1992, le requ?rant introduisit une action en dommages-int?r?ts ? l?encontre de la communaut? d?Alto Tammaro devant le tribunal civil de B?n?vent. Il all?guait que son terrain avait ?t? ill?galement occup?, ?tant donn? que l?occupation mat?rielle avait commenc? et les travaux de construction s??taient termin?s avant que l?arr?t? du maire autorisant celle-ci ne soit pris. En outre, il all?guait que, bien que les travaux de construction de la route aient transform? le terrain d?s 1990, et qu?il avait perdu toute disponibilit? de son terrain, aucun d?cret d?expropriation n??tait intervenu. Le requ?rant demandait ? ?tre d?dommag? pour la perte de son terrain et pour son manque ? gagner.

17. A une date non pr?cis?e, le consortium Tammaro srl, qui rassemblait les diff?rentes entreprises ayant contribu? aux travaux routiers, se constitua partie ? la proc?dure. Le consortium soutenait notamment que l?occupation du terrain ?tait l?gale, puisqu?en 1989 le requ?rant y avait consenti. En tout cas, le requ?rant avait manifest? l?intention de conclure un accord de cession du terrain et avait encaiss? un acompte ; ceci rendait mal fond? le recours du requ?rant.

18. Par un jugement du 17 janvier 2003, le tribunal de B?n?vent rejeta le recours du requ?rant, estimant que celui-ci ne devait pas ?tre d?dommag?. Le tribunal jugea que la propri?t? du terrain ?tait pass?e ? l?administration de fa?on l?gale, car le requ?rant avait donn? son consentement pr?alable ? l?occupation mat?rielle du terrain. Dans ces circonstances, peu importait de savoir si, par la suite, l?administration avait agi dans les r?gles r?gissant l?expropriation.

19. Le 13 octobre 2003, le requ?rant interjeta appel de ce jugement.

20. Par un arr?t du 25 mai 2005, la cour d?appel de Naples estima que les d?clarations unilat?rales du requ?rant n?avaient pas eu l?effet d?un r?glement amiable et qu?elles n?avaient non plus entra?n? un transfert de propri?t? du terrain. La cour d?appel estima ensuite que l?occupation du terrain devait passer comme ?tant devenue sans titre ? compter du 22 octobre 1994. Etant donn? qu?? cette date l? le terrain ?tait transform? de mani?re irr?versible par la route, la propri?t? ?tait pass?e ? l?administration par l?effet de l?expropriation indirecte. La cour d?appel condamna la communaut? Alto Tammaro et le consortium Tammaro ? payer au requ?rant une indemnit? de 9 599 600 ITL pour la privation du terrain, plus indexation et int?r?ts, ainsi qu?une somme 8 928 000 ITL pour dommage ult?rieur.

21. La proc?dure est toujours pendante, dans la mesure o? l?arr?t de la cour d?appel de Naples n?est pas encore devenu d?finitif et peut ?tre attaqu? devant la Cour de cassation.

B. La deuxi?me proc?dure devant les juridictions nationales

22. Entre-temps, le 7 juillet 1995, un d?cret d?expropriation, assorti d?une offre d?indemnit? d?finitive, avait ?t? notifi? au requ?rant. Par un acte notifi? le 2 ao?t 1995, le requ?rant avait contest? l?efficacit? du d?cret ainsi que le montant offert moyennant opposition devant la cour d?appel de Naples.

23. Par une d?cision du 30 octobre 1996, la cour d?appel de Naples d?clara le recours irrecevable compte tenu de ce qu?une proc?dure portant sur l?ill?galit? de l?occupation du terrain avait ?t? pr?c?demment introduite et que dans le contexte litigieux, le d?cret d?expropriation intervenu en 1995 ?tait sans effet. Cette d?cision est devenue d?finitive.

II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS

24. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l?arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).

EN DROIT

I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1

25. Le requ?rant all?gue avoir ?t? priv? de son terrain dans des circonstances incompatibles avec l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :

? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.

Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?

A. Th?ses des parties

a) Le requ?rant

26. Le requ?rant fait observer qu?il a perdu la disponibilit? de son terrain en 1989, soit ? compter du moment o? le terrain a ?t? mat?riellement occup?, avant m?me l?arr?t? du 10 mai 1990 par lequel le maire de Castelpagano autorisa l?occupation du terrain. Cette situation est devenue d?finitive avec l?ach?vement des travaux. Quant au consentement ? l?occupation qu?il a donn?, le requ?rant soutient que ce consentement n?a produit aucun effet vu les d?veloppements ult?rieurs de la proc?dure d?expropriation, ? savoir l?absence de d?cret d?expropriation dans le d?lai imparti. Le requ?rant consid?re que, dans ces circonstances, il a ?t? en substance priv? de son bien et souligne l?ill?galit? de cette situation, en l?absence d?un d?cret d?expropriation selon les formes. Ceci ressortirait ?galement de la d?cision de la cour d?appel de Naples du 30 octobre 1996, dans la mesure o? le d?cret d?expropriation a ?t? jug? comme ?tant sans d?effet.

27. Quant ? la proc?dure en dommages-int?r?ts engag?e en 1992, celle-ci est pendante. Le requ?rant n?a donc pas encore obtenu une d?cision statuant d?finitivement sur la situation d?nonc?e et sur son droit ? r?paration. En l?absence d?un jugement d?finitif, cette situation serait source d?incertitude et d?impr?visibilit?. D?s lors, l?ill?galit? commise par l?administration ne constituerait pas seulement un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative, mais aussi une violation substantielle de son droit de propri?t?.

b) Le Gouvernement

28. Le Gouvernement observe que le requ?rant, en 1989, avait consenti ? l?occupation du terrain et avait manifest? sa volont? de se faire exproprier. Il est vrai que l?accord de cession du terrain n?a jamais ?t? finalis?. Toutefois, selon le Gouvernement les actes unilat?raux sign?s par le requ?rants suffisent pour exclure toute ing?rence dans le droit au respect des biens du requ?rants. Subsidiairement, ces actes seraient susceptibles d??liminer toute ill?galit? de l?occupation du terrain.

29. En m?me temps, le Gouvernement consacre de nombreuses pages de son m?moire ? l?expropriation indirecte et r?it?re les arguments avanc?s dans de nombreuses affaires (voir, parmi d?autres, Serrao c. Italie, arr?t pr?cit?, ?? 56-72) : la privation des biens r?sultant de l?expropriation indirecte est ? pr?vue par la loi ?, r?pond ? un int?r?t collectif d?utilit? publique ; le constat d?ill?galit? de la part du juge est l??l?ment qui conditionne le transfert au patrimoine public du bien ill?galement occup? ; l?ill?galit? commise par l?administration est un simple manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative ; l?indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress? puisque la fixation de son montant rentre dans la marge d?appr?ciation laiss?e aux Etats

30. Le Gouvernement observe enfin qu?il est impossible de savoir si le requ?rant a ou non perdu la propri?t? de son terrain, et ? quelle date, ?tant donn? que la proc?dure interne est pendante, et que seul un jugement d?finitif pourra ?claircir cette question.

31. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement demande ? la Cour de conclure ? la non violation de l?article 1 du Protocole no 1.

B. Appr?ciation de la Cour

32. La Cour rappelle d?embl?e qu?elle a joint au fond l?exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes et note que la proc?dure devant les juridictions internes est toujours pendante.

33. Pour le requ?rant, il y a eu perte de disponibilit? totale du terrain sans d?cret d?expropriation valide ni indemnisation si bien qu?en substance, il y aurait eu expropriation de fait.

34. Pour le Gouvernement, le requ?rant a perdu la disponibilit? de son terrain ? compter de l?occupation mat?rielle ? laquelle il a consenti et le terrain a ?t? irr?versiblement transform? par les travaux.

35. La Cour note que, pour d?terminer s?il y a eu privation de biens au sens de la deuxi?me phrase du premier alin?a de l?article 1 du Protocole no 1, il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).

36. Elle rappelle que l?article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu?une ing?rence de l?autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l?ensemble des articles de la Convention (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Le principe de l?galit? signifie l?existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles (Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296-A, pp. 19-20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110). En tout ?tat de cause, la Cour est appel?e ? v?rifier si la mani?re dont le droit interne est interpr?t? et appliqu? produit des effets conformes aux principes de la Convention.

37. La Cour constate qu?en l?esp?ce, le requ?rant a perdu la disponibilit? du terrain ? compter de son occupation en 1989, et que ce terrain a ?t? par la suite transform? de mani?re irr?versible. Quant ? la propension ? se faire exproprier, par le biais d?un accord de cession du terrain, la Cour note que les d?clarations unilat?rales du requ?rant n?ont abouti ? aucun accord de cession du terrain. Par ailleurs, aucun ?l?ment du dossier ne vient ?tayer la th?se selon laquelle le requ?rant aurait ? un moment donn? renonc? ? son bien. La Cour rel?ve ensuite que le Gouvernement n?a, ? aucun moment, plaid? que le d?cret d?expropriation notifi? au requ?rant le 7 juillet 1995 constitue le titre l?gitimant le transfert de propri?t? en faveur de l?administration.

38. A d?faut d?un acte formel de transfert de propri?t? susceptible de d?ployer ses effets et ? d?faut d?un jugement national d?clarant qu?un tel transfert a eu lieu (Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, ? 80, CEDH 2000-VI) et ?claircissant une fois pour toutes les circonstances exactes de celui-ci, la Cour estime que la perte de toute disponibilit? du terrain en question, combin?e avec l?impossibilit? jusqu?ici de rem?dier ? la situation incrimin?e, a engendr? des cons?quences assez graves pour que le requ?rant ait subi une expropriation de fait, incompatible avec son droit au respect de ses biens (Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce, arr?t du 24 juin 1993, s?rie A no 260-B, ? 45 : Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005 ; Fiore c. Italie, no 63864/00, 13 octobre 2005) et non conforme au principe de pr??minence du droit.

39. En conclusion, l?exception de non ?puisement jointe au fond ne saurait ?tre retenue et il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.

II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION

40. Aux termes de l?article 41 de la Convention,

? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?

A. Le requ?rant

41. Le requ?rant part du principe que s?agissant d?une d?possession illicite en soi, la satisfaction ?quitable devra effacer totalement les cons?quences de l?ing?rence litigieuse. Par ailleurs, le requ?rant souligne que la restitution du terrain s?av?re trop on?reuse et donc impossible sur le plan factuel, vu qu?il s?agit d?un terrain travers? par une route.

42. S?agissant du pr?judice mat?riel, le requ?rant sollicite 96 558 euros (EUR), somme correspondant ? la valeur actuelle du terrain ainsi que 215 000 EUR correspondant ? la plus-value entra?n?e, selon lui, par les changements (constructions) intervenus dans le quartier. En outre, le requ?rant r?clame 56 000 EUR pour les dommages subis par la maison dont il est encore propri?taire, 187 453,20 EUR pour avoir d? arr?ter l?exploitation agricole et 58 000 EUR pour manque ? gagner.

43. Quant au pr?judice moral, le requ?rant demande 153 000 EUR.

44. Le requ?rant demande enfin le remboursement des frais encours devant les juridictions nationales (58 379, 65 EUR) et de ceux expos?s devant la Cour (79 601 EUR).

B. Le Gouvernement

45. Le Gouvernement fait d?embl?e observer que la proc?dure engag?e par le requ?rant au niveau national est toujours pendante. Selon lui, cet ?l?ment doit ?tre pris en compte pour la satisfaction ?quitable, pour le cas o? la Cour conclurait ? la violation de l?article 1 du Protocole no 1 : si la Cour accordait une somme au titre d?une satisfaction ?quitable, le requ?rant pourrait ?tre indemnis? deux fois.

46. Quant au dommage mat?riel, le Gouvernement conteste les crit?res de calcul employ?s dans les arr?ts Carbonara et Ventura c. Italie (satisfaction ?quitable), no 24638/94, 11 d?cembre 2003 et Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie (satisfaction ?quitable), no 31524/96, 30 octobre 2003. Il soutient en effet que la satisfaction ?quitable ne devra pas correspondre au d?dommagement int?gral du pr?judice subi. Par cons?quent, le Gouvernement argue que la Cour ne doit accorder que la somme correspondant ? la valeur du terrain litigieux au moment de l?occupation mat?rielle. En outre, le Gouvernement conteste les calculs effectu?s par le requ?rant et observe que ses pr?tentions ne sont pas prouv?es.

47. Le Gouvernement estime qu?aucune somme n?est due au titre du pr?judice moral, puisque ce type de pr?judice ne saurait d?couler de la violation de l?article 1 du Protocole no 1 mais uniquement de la violation du ? d?lai raisonnable ?.

48. Quant enfin aux frais de proc?dure, le Gouvernement observe que les pr?tentions du requ?rant sont exorbitantes.

C. Appr?ciation de la Cour

49. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve compte tenu de la possibilit? d?un accord entre l?Etat d?fendeur et l?int?ress? (article 75 ?? 1 et 4 du r?glement).

PAR CES MOTIFS, LA COUR

1. Rejette l?exception de non ?puisement jointe au fond ;

2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;

3. Dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ; en cons?quence,

a) la r?serve en entier ;

b) invite le Gouvernement et le requ?rant ? lui adresser par ?crit, dans le d?lai de trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;

c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.

Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 11 juillet 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.

T.L. Early Nicolas Bratza
Greffier Pr?sident

ARR?T MASELLI c. ITALIE (II)

ARR?T MASELLI c. ITALIE (N? 2)

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