AFFAIRE LA ROSA ET ALBA c. ITALIE (N? 5) - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE LA ROSA ET ALBA c. ITALIE (N? 5)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 29, P1-1
Numero: 63239/00/2006
Stato: Italia
Data: 2006-07-11 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; soddisfazione equa riservata
QUARTA SEZIONE
CAUSA LA ROSA ED ALBA C. Italia (No 5)
( Richiesta no 63239/00)
SENTENZA
STRASBURGO
11 luglio 2006
DEFINITIVO
11/10/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa La Rosa ed Alba c. Italia (no 5),
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta da:
Sir Nicolas Bratza, presidente,
Sigg. G. Bonello, K. Traja, V. Zagrebelsky, L. Garlicki, la Sig.ra L. Mijovic,
Sigg. J. ?ikuta, giudici, e del Sig. T. L Early, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 20 giugno 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 63239/00) diretta contro la Repubblica italiana e in cui quattro cittadini di questo Stato, Sigg. M. L. R., G. L. R., V. A. e la Sig.ra M. L. R., (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 30 marzo 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). Il secondo richiedente ? deceduto il 2 gennaio 2005. Con una lettera dell? 11 marzo 2005, il Sig. N. L. R. ha informato la Cancelleria del fatto che aveva ereditato dal secondo richiedente e che desiderava costituirsi nel procedimento dinnanzi alla Corte.
2. I richiedenti sono rappresentati dal Sig. A. A. A., avvocato a Caltagirone. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I.M. Braguglia, e dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. La richiesta ? stata assegnata alla prima sezione della Corte, articolo 52 ? 1 dell’ordinamento. In seno a questa, la camera incaricata di esaminare la causa, articolo 27 ? 1 della Convenzione, ? stata costituita conformemente all’articolo 26 ? 1 dell’ordinamento.
4. Con una decisione del 18 marzo 2004, la camera ha dichiarato la richiesta parzialmente inammissibile e ha deciso di comunicare al Governo le lagnanze derivate da un attentato ingiustificato al diritto al rispetto dei beni dei richiedenti ed al loro diritto ad un processo equo. Avvalendosi delle disposizioni dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
5. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni, articolo 25 ? 1 dell’ordinamento. La presente richiesta ? stata assegnata alla quarta sezione cos? ricomposta, articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
6. I richiedenti erano proprietari di un terreno ubicato a Caltagirone e registrato al catasto, foglio 139, appezzamento 139.
7. Con un’ordinanza del 15 aprile 1980, il sindaco di Caltagirone autorizz? la societ? cooperativa E. ad occupare di emergenza 2 230 metri quadrati del terreno dei richiedenti, per un periodo massimale di tre anni, in vista della sua espropriazione a causa di utilit? pubblica.
8. Il 19 maggio 1980, ci fu occupazione materiale.
9. Con un atto notificato il 27 marzo 1987, i richiedenti introdussero un’azione in danni interessi contro la societ? E. dinnanzi al tribunale civile di Caltagirone. Adducevano che, sebbene i lavori effettuati sul loro terreno avessero trasformato questo, nessuno decreto di espropriazione e nessuno indennizzo erano intervenuti. Inoltre, adducevano che l’occupazione del terreno era illegale, dato che era proseguita al di l? del termine autorizzato. Gli interessati invitavano il tribunale a dichiarare che la costruzione degli immobili aveva ad un tale punto trasformato il loro terreno che aveva provocato la perdita irreversibile del bene. Richiedevano i danno-interessi per la perdita del terreno a concorrenza del valore commerciale di questo. Inoltre, chiedevano una somma per non godimento del terreno.
10. Il 17 novembre 1987, la parte convenuta chiese appello in garanzia della municipalit? di Caltagirone, ed il tribunale accolse questa domanda.
11. Secondo il rapporto di perizia depositata nel 1993, l’occupazione riguardava 2 538 metri quadrati di terreno ed aveva smesso di essere legale il 18 maggio 1983. A questa data, il terreno era stato trasformato irreversibilmente. Il perito stim? che il valore del terreno nel 1983 era di 64 500 ITL il metro quadrato.
12. Nel 1996, il tribunale ordin? una nuova stima per ricalcolare la somma da concedere in funzione della legge di bilancio no 662 del 1996 nel frattempo entrata in vigore che aggiunse un capoverso7 bis all’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992. Secondo questa nuova stima, tenuto conto del valore del terreno stimato nel 1983 a 64 500 ITL, l’indennit? da versare era di 90 080 487 lire italiane (35 492 ITL il metro quadrato).
13. Con un giudizio del 12 aprile 2000, il tribunale di Caltagirone dichiar? che l’occupazione del terreno, inizialmente autorizzata, era diventata illegale a contare dal 18 maggio 1983 e constat? che a questa data, il terreno era stato trasformato irreversibilmente dalle costruzioni. Per questo fatto, conformemente al principio dell’espropriazione indiretta, occupazione acquisitiva, gli interessati erano stati privati del loro bene per effetto della trasformazione irreversibile di questo, e questo a contare dal 18 maggio 1983. Conformemente alla legge no 662 del 1996, c’era luogo di accordare un’indennit? di 90 080 487 ITL, pi? indicizzazione ed interessi. Inoltre, un’indennit? per non godimento del terreno durante il periodo di occupazione autorizzata era dovuto.
14. Le parti hanno indicato che il giudizio di Caltagirone ? diventato definitivo senza precisare tuttavia la data.
15. Nel maggio 2006, i richiedenti hanno fatto sapere che non avevano ottenuto ancora la totalit? delle somme accordate dal tribunale.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
16. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. OSSERVAZIONE PRELIMINARE
17. La Corte nota che il secondo richiedente ? deceduto il 2 gennaio 2005 ma che il suo avente diritto, il Sig. N. L. R., ha espresso il desiderio di perseguire l’istanza
18. La Corte stima che l’erede del secondo richiedente, avuto riguardo all’oggetto della presente causa, pu? pretendere di avere un interesse sufficiente per giustificare il perseguimento dell’esame della richiesta e gli riconosce quindi la qualit? per sostituirsi oramai a lui nello specifico (vedere, per esempio, X c. Francia, sentenza del 31 marzo 1992, serie A no 234-C, p. 89, ? 26).
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
19. I richiedenti adducono essere stati privati del loro terreno per effetto dell’occupazione di questo e della costruzione di immobili su questo, in mancanza di un decreto di espropriazione e di indennizzo. Secondo essi, questa situazione ha recato offesa al loro diritto al rispetto dei loro beni garantiti all’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
20. La Corte constata che questa lagnanza non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. La Corte rileva peraltro che questo non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararlo ammissibile dunque.
B. Sul merito
Tesi delle parti
a. I richiedenti
21. Riferendosi alla giurisprudenza della Corte in materia di espropriazione indiretta, i richiedenti osservano che l’applicazione del principio dell’espropriazione indiretta al loro caso non ? conforme al principio della preminenza del diritto.
22. A questo riguardo, i richiedenti fanno osservare che il terreno controverso ? stato occupato e trasformato senza che un decreto di espropriazione fosse stato adottato. ? solamente alla conclusione del procedimento in danno-interessi dinnanzi alle giurisdizioni nazionali che hanno potuto ottenere una decisione giudiziale dichiarante l’illegalit? dell’occupazione, decisione che aveva come conseguenza allo stesso tempo di dichiararli in modo retroattivo privati del loro bene.
23. In quanto all’indennizzo che dipende anche dall’iniziativa della persona riguardata, i richiedenti sostengono che questa non ? atto a riparare all’illegalit? commessa. A questo riguardo, osservano che l’indennit? accordata ? largamente inferiore al danno subito e di poco superiore all’importo al quale avrebbero avuto diritto in caso di espropriazione in buona e dovuta forma.
b. Il Governo
24. Il Governo fa osservare che, nel caso specifico, si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui nessuna ordinanza di espropriazione ? stata adottata.
25. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? stato rimesso in causa dalle giurisdizioni nazionali.
26. Secondariamente, la privazione del bene come risulta dall’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e dalla legge di bilancio no 662 del 1996.
27. Il Governo conclude che a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
28. Segue che la giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione non potrebbe essere esclusa dalla nozione di legge al senso della Convenzione.
29. In quanto alla qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un’ordinanza di espropriazione non sia stata pronunciata ? in s? una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
30. Tuttavia, tenuto conto del fatto che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile in ragione della costruzione di un lavoro di utilit? pubblica, la restituzione di questo non ? pi? possibile.
31. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, che tende a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che questo risponde all’utilit? pubblica.
32. In quanto all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra i sacrifici imposti agli individui ed il compenso concesso a questi, il Governo riconosce che l’amministrazione ? tenuta di indennizzare l’individuo.
33. Per?, questo indennizzo pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
34. Tuttavia, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo, il Governo sostiene che l’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. Ricorda inoltre che l’indennit? come plafonata dalla legge in causa, ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stato accordata se l’espropriazione fosse stata regolare.
35. Alla luce di queste considerazioni, il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato anche.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
36. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione equivale ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
37. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale di Caltagirone ha considerato i richiedenti come privati del loro bene a contare dal momento in cui l’occupazione del terreno ha smesso di essere legale. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che il giudizio del tribunale ha avuto per effetto di privare i richiedenti del loro bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, ? 61, CEDH 2000-VI e Brumarescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
38. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1 tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitata, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la domanda del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire solo quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
39. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che un risarcimento integrale in favore dei richiedenti non ha avuto luogo (Carbonara, precitato, ? 62).
b) Sul rispetto del principio di legalit?
40. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI; Carbonara e Ventura c. Italia, precitato; tra le sentenze pi? recenti, Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005; Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005; Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005; Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005; Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005; Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? al motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione che di fatto deriva delle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
41. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale ha considerato i richiedenti privati del loro bene a contare dal 18 maggio 1983, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruiscono. Ora, in mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione definitiva -il giudizio del tribunale del 12 aprile 2000 che ha acquisito in seguito forza di cosa giudicata-che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, i richiedenti non hanno avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che al momento in cui il giudizio del tribunale di Caltagirone ? diventato definitivo.
42. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di trarre vantaggio di un’occupazione illegale di terreno. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare il terreno al disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra l?altro, senza che un’indennit? fossa messa in parallelo a disposizione degli interessati.
43. In quanto all’indennit?, la Corte constata che l’applicazione retroattiva della legge no 662 del 1996 al caso di specifico ha avuto per effetto di privare i richiedenti della possibilit? di ottenere risarcimento del danno subito.
44. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni dei richiedenti dunque.
45. Quindi, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
III. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
46. I richiedenti adducono che l’adozione e l’applicazione della legge no 662 del 23 dicembre 1996 al loro procedimento costituisce un’ingerenza legislativa contraria al loro diritto ad un processo equo come garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“1. Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita ed in un termine ragionevole, da un tribunale che decider?, delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile .”
47. Il Governo contesta questa tesi ed osserva che la legge controversa non ? stata adottata per influenzare la conclusione del procedimento intentato dai richiedenti. Inoltre, l’applicazione di questa legge non avrebbe avuto ripercussioni negative per i richiedenti. Conclude che l’applicazione della disposizione controversa alla causa dei richiedenti non solleva nessun problema allo sguardo della Convenzione. In appoggio delle sue tesi, il Governo si riferisce specificamente alle sentenze Forrer-Niedenthal c. Germania (no 47316/99, 20 febbraio 2003), OGIS-istituto Stanislas, OGEC Santo-gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia (numero 42219/98 e 54563/00, 27 maggio 2004) e B?ck c. Finlandia, (no 37598/97, CEDH 2004-VIII).
48. La Corte rileva che questa lagnanza ? legata a quella esaminato sopra e deve essere dichiarata dunque anche ammissibile.
49. La Corte ha appena constatato, sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la situazione denunciata dal richiedente non ? conforme al principio di legalit?, paragrafi 43-44 sopra. Avuto riguardo dei motivi che hanno portato la Corte a questa constatazione di violazione, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione di questa disposizione (vedere, ha contrario, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 e ?? 132-133, CEDH 2006 -…).
IV. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
50. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. I richiedenti
51. Ispirandosi alla causa Carbonara e Ventura c. Italia (soddisfazione equa), no 24638/94, 11 dicembre 2003, e alla causa Papamichalopoulos ed altri c. Grecia (articolo 50), sentenza del 31 ottobre 1995, serie A no 330-B, i richiedenti richiedono il risarcimento integrale del danno subito. A questo riguardo, sollecitano il versamento di una somma che corrisponde al valore venale reale del terreno, aumentato del plusvalore portato dalla presenza di edifici, ed invitano la Corte a nominare un perito. Nelle loro domande del luglio 2004, i richiedenti hanno valutato questo danno a 938 806 euro (EUR).
52. In quanto al danno morale, i richiedenti richiedono 50 000 EUR ciascuno.
53. I richiedenti chiedono anche 64 896 EUR, pi? la tassa sul valore aggiunto (IVA) e contributi alla cassa di previdenza degli avvocati (CPA), per oneri e spese incorse dinnanzi alla Corte.
B. Il Governo
54. Il Governo contesta le pretese materiali dei richiedenti, tanto nel loro fondamento che nel loro importo, ed osserva che sono ad ogni modo eccessive e basate su dei calcoli erronei.
55. In quanto al danno morale, il Governo sostiene che tale danno dipende dalla durata eccessiva del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Di conseguenza, il versamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo ? subordinata all’esaurimento del rimedio Pinto che non ha avuto luogo nello specifico. Ad ogni modo, il Governo stima che la somma richiesta dai richiedenti ? eccessiva.
56. Il Governo sostiene che nessuna somma deve essere versata per oneri e spese poich? le lagnanze dei richiedenti sono male fondate. Ad ogni modo, la somma richiesta sarebbe eccessiva.
C. Valutazione della Corte
57. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva tenuto conto della possibilit? di un accordo tra lo stato convenuto e gli interessati, articolo 75 ?? 1 e 4 dell’Ordinamento.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza tratta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato; perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nel termine di tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 11 luglio 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
T. L. Early Nicolas Bratza
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
QUATRIEME SECTION
AFFAIRE LA ROSA ET ALBA c. ITALIE (No 5)
(Requ?te no 63239/00)
ARR?T
STRASBOURG
11 juillet 2006
D?FINITIF
11/10/2006
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire La Rosa et Alba c. Italie (no 5),
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Sir Nicolas Bratza, pr?sident,
MM. G. Bonello,
K. Traja,
V. Zagrebelsky,
L. Garlicki,
Mme L. Mijovic,
MM. J. ?ikuta, juges,
et de M. T. L Early, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 20 juin 2006,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 63239/00) dirig?e contre la R?publique italienne et dont quatre ressortissants de cet Etat, MM. M. L. R., G. L. R., V. A. et Mme M. L. R., (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 30 mars 2000 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). Le deuxi?me requ?rant est d?c?d? le 2 janvier 2005. Par une lettre du 11 mars 2005, M. N. L. R. a inform? le Greffe de ce qu?il avait h?rit? du deuxi?me requ?rant et qu?il souhaitait se constituer dans la proc?dure devant la Cour.
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me A. A. A., avocat ? Caltagirone. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I.M. Braguglia, et par son coagent, M. F. Crisafulli.
3. La requ?te a ?t? attribu?e ? la premi?re section de la Cour (article 52 ? 1 du r?glement). Au sein de celle-ci, la chambre charg?e d?examiner l?affaire (article 27 ? 1 de la Convention) a ?t? constitu?e conform?ment ? l?article 26 ? 1 du r?glement.
4. Par une d?cision du 18 mars 2004, la chambre a d?clar? la requ?te partiellement irrecevable et a d?cid? de communiquer les griefs tir?s d?une atteinte injustifi?e au droit au respect des biens des requ?rants et ? leur droit ? un proc?s ?quitable au Gouvernement. Se pr?valant des dispositions de l?article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.
5. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la quatri?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
6. Les requ?rants ?taient propri?taires d?un terrain sis ? Caltagirone et enregistr? au cadastre, feuille 139, parcelle 139.
7. Par un arr?t? du 15 avril 1980, le maire de Caltagirone autorisa la soci?t? coop?rative Esperia ? occuper d?urgence 2 230 m?tres carr?s du terrain des requ?rants, pour une p?riode maximale de trois ans, en vue de son expropriation pour cause d?utilit? publique.
8. Le 19 mai 1980, il y eut occupation mat?rielle.
9. Par un acte notifi? le 27 mars 1987, les requ?rants introduisirent une action en dommages int?r?ts ? l?encontre de la soci?t? Esperia devant le tribunal civil de Caltagirone. Ils all?guaient que, bien que les travaux effectu?s sur leur terrain aient transform? celui-ci, aucun d?cret d?expropriation et aucune indemnisation n??taient intervenus. En outre, ils all?guaient que l?occupation du terrain ?tait ill?gale, ?tant donn? qu?elle s??tait poursuivie au del? du d?lai autoris?. Les int?ress?s invitaient le tribunal ? d?clarer que la construction des immeubles avait ? un tel point transform? leur terrain qu?elle avait entra?n? la perte irr?versible du bien. Ils r?clamaient les dommages-int?r?ts pour la perte du terrain ? concurrence de la valeur marchande de celui-ci. En outre, ils demandaient une somme pour non jouissance du terrain.
10. Le 17 novembre 1987, la partie d?fenderesse demanda l?appel en garantie de la municipalit? de Caltagirone, et le tribunal fit droit ? cette demande.
11. Selon le rapport d?expertise d?pos? en 1993, l?occupation avait concern? 2 538 m?tres carr?s de terrain et avait cess? d??tre l?gale le 18 mai 1983. A cette date, le terrain ?tait irr?versiblement transform?. L?expert estima que la valeur du terrain en 1983 ?tait de 64 500 ITL le m?tre carr?.
12. En 1996, le tribunal ordonna une nouvelle expertise pour recalculer les sommes ? octroyer en fonction de la loi budg?taire no 662 de 1996 entre-temps entr?e en vigueur, qui ajouta un alin?a 7 bis ? l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992. Selon cette nouvelle expertise, compte tenu de la valeur du terrain estim?e en 1983 ? 64 500 ITL, l?indemnit? ? verser ?tait de 90 080 487 lires italiennes (35 492 ITL le m?tre carr?).
13. Par un jugement du 12 avril 2000, le tribunal de Caltagirone d?clara que l?occupation du terrain, initialement autoris?e, ?tait devenue ill?gale ? compter du 18 mai 1983 et constata qu?? cette date, le terrain avait ?t? irr?versiblement transform? par les constructions. De ce fait, conform?ment au principe de l?expropriation indirecte (occupazione acquisitiva), les int?ress?s avaient ?t? priv?s de leur bien par l?effet de la transformation irr?versible de celui-ci, et ceci ? compter du 18 mai 1983. Conform?ment ? la loi no 662 de 1996, il y avait lieu d?accorder une indemnit? de 90 080 487 ITL, plus indexation et int?r?ts. En outre, une indemnit? pour non jouissance du terrain pendant la p?riode d?occupation autoris?e ?tait due.
14. Les parties ont indiqu? que le jugement de Caltagirone est devenu d?finitif sans toutefois pr?ciser la date.
15. En mai 2006, les requ?rants ont fait savoir qu?ils n?avaient pas encore obtenu la totalit? des sommes accord?es par le tribunal.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
16. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l?arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. OBSERVATION PR?LIMINAIRE
17. La Cour note que le deuxi?me requ?rant est d?c?d? le 2 janvier 2005 mais que son ayant droit, M. N. L. R., a exprim? le souhait de poursuivre l?instance
18. La Cour estime que l?h?ritier du deuxi?me requ?rant, eu ?gard ? l?objet de la pr?sente affaire, peut pr?tendre avoir un int?r?t suffisant pour justifier de la poursuite de l?examen de la requ?te et lui reconna?t d?s lors la qualit? pour se substituer d?sormais ? lui en l?esp?ce (voir, par exemple, X c. France, arr?t du 31 mars 1992, s?rie A no 234-C, p. 89, ? 26).
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
19. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leur terrain par l?effet de l?occupation de celui-ci et de la construction d?immeubles sur celui-ci, ? d?faut d?un d?cret d?expropriation et d?indemnisation. Selon eux, cette situation a port? atteinte ? leur droit au respect de leurs biens garanti ? l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
20. La Cour constate que ce grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. La Cour rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
Th?ses des parties
a. Les requ?rants
21. Se r?f?rant ? la jurisprudence de la Cour en mati?re d?expropriation indirecte, les requ?rants observent que l?application du principe de l?expropriation indirecte ? leur cas n?est pas conforme au principe de la pr??minence du droit.
22. A cet ?gard, les requ?rants font observer que le terrain litigieux a ?t? occup? et transform? sans qu?un d?cret d?expropriation n?ait ?t? adopt?. Ce n?est qu?? l?issue de la proc?dure en dommages-int?r?ts devant les juridictions nationales qu?ils ont pu obtenir une d?cision judiciaire d?clarant l?ill?galit? de l?occupation, d?cision qui avait en m?me temps comme cons?quence de les d?clarer priv?s r?troactivement de leur bien.
23. Quant ? l?indemnisation, qui d?pend ?galement de l?initiative de la personne concern?e, les requ?rants soutiennent que celle-ci n?est pas apte ? r?parer l?ill?galit? commise. A cet ?gard, ils observent que l?indemnit? accord?e est largement inf?rieure au pr?judice subi et de tr?s peu sup?rieure au montant auquel ils auraient eu droit en cas d?expropriation en bonne et due forme.
b. Le Gouvernement
24. Le Gouvernement fait observer que, dans le cas d?esp?ce, il s?agit d?une occupation de terrain dans le cadre d?une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d?utilit? publique. Il admet que la proc?dure d?expropriation n?a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun arr?t? d?expropriation n?a ?t? adopt?.
25. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n?a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.
26. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l?expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l?arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.
27. Le Gouvernement en conclut qu?? partir de 1983, les r?gles de l?expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.
28. Il s?ensuit que la jurisprudence consolid?e de la Cour de cassation ne saurait ?tre exclue de la notion de loi au sens de la Convention.
29. S?agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu?un arr?t? d?expropriation n?ait pas ?t? prononc? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
30. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible en raison de la construction d?un ouvrage d?utilit? publique, la restitution de celui-ci n?est plus possible.
31. Le Gouvernement d?finit l?expropriation indirecte comme le r?sultat d?une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l?int?r?t g?n?ral pr?vale sur l?int?r?t des particuliers, lorsque l?ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et que celui-ci r?pond ? l?utilit? publique.
32. Quant ? l?exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? aux particuliers et la compensation octroy?e ? ceux-ci, le Gouvernement reconna?t que l?administration est tenue d?indemniser le particulier.
33. Cependant, cette indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress?, vu que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l?ill?galit? commise par l?administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
34. Toutefois, vu que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif, le Gouvernement soutient que le montant de l?indemnit? en cause rentre dans la marge d?appr?ciation laiss?e aux Etats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. Il rappelle en outre que l?indemnit? telle que plafonn?e par la loi en cause, est en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l?expropriation avait ?t? r?guli?re.
35. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?galement ?t? respect?.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l?existence d?une ing?rence
36. La Cour rappelle que, pour d?terminer s?il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
37. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, le tribunal de Caltagirone a consid?r? les requ?rants comme ?tant priv?s de leur bien ? compter du moment o? l?occupation du terrain a cess? d??tre l?gale. A d?faut d?un acte formel d?expropriation, le constat d?ill?galit? de la part du juge est l??l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que le jugement du tribunal a eu pour effet de priver les requ?rants de leur bien au sens de la deuxi?me phrase de l?article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, ? 61, CEDH 2000-VI et Brumarescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
38. Pour ?tre compatible avec l?article 1 du Protocole no 1 une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d?utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L?ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d?examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu?il s?est av?r? que l?ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n??tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
39. D?s lors, la Cour n?estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu?une r?paration int?grale en faveur des requ?rants n?a pas eu lieu (Carbonara, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
40. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d?expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI ; Carbonara et Ventura c. Italie, pr?cit? ; parmi les arr?ts plus r?cents, Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005 ; Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005 ; Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005 ; Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005 ; La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005 ; Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l?expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu?elle n?est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu?elle permet en g?n?ral ? l?administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d?expropriation. En effet, dans tous les cas, l?expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l?administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l?administration, au b?n?fice de celle-ci.
41. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu?en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, le tribunal a consid?r? les requ?rants priv?s de leur bien ? compter du 18 mai 1983, les conditions d?ill?galit? de l?occupation et d?int?r?t public de l?ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l?absence d?un acte formel d?expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n?est que par la d?cision d?finitive ? le jugement du tribunal du 12 avril 2000 ayant par la suite acquis force de chose jug?e ? que l?on peut consid?rer le principe de l?expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l?acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, les requ?rants n?ont eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain qu?au moment o? le jugement du tribunal de Caltagirone est devenu d?finitif.
42. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l?administration de tirer parti d?une occupation de terrain ill?gale. En d?autres termes, l?administration a pu s?approprier le terrain au m?pris des r?gles r?gissant l?expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu?une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition des int?ress?s.
43. S?agissant de l?indemnit?, la Cour constate que l?application r?troactive de la loi no 662 de 1996 au cas d?esp?ce a eu pour effet de priver les requ?rants de la possibilit? d?obtenir r?paration du pr?judice subi.
44. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l?ing?rence litigieuse n?est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu?elle a donc enfreint le droit au respect des biens des requ?rants.
45. D?s lors, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
46. Les requ?rants all?guent que l?adoption et l?application de la loi no 662 du 23 d?cembre 1996 ? leur proc?dure constitue une ing?rence l?gislative contraire ? leur droit ? un proc?s ?quitable tel que garanti par l?article 6 ? 1 de la Convention qui, en ses passages pertinents, dispose :
? 1. Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) et dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?.
47. Le Gouvernement conteste cette th?se et observe que la loi litigieuse n?a pas ?t? adopt?e pour influencer le d?nouement de la proc?dure intent?e par les requ?rants. En outre, l?application de cette loi n?aurait pas eu de r?percussions n?gatives pour les requ?rants. Il en conclut que l?application de la disposition litigieuse ? la cause des requ?rants ne soul?ve aucun probl?me au regard de la Convention. A l?appui de ses th?ses, le Gouvernement se r?f?re sp?cifiquement aux arr?ts Forrer-Niedenthal c. Allemagne (no 47316/99, 20 f?vrier 2003), OGIS-Institut Stanislas, OGEC Saint-Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (nos 42219/98 et 54563/00, 27 mai 2004) et B?ck c. Finlande, (no 37598/97, CEDH 2004-VIII).
48. La Cour rel?ve que ce grief est li? ? celui examin? ci-dessus et doit donc aussi ?tre d?clar? recevable.
49. La Cour vient de constater, sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par le requ?rant n?est pas conforme au principe de l?galit? (paragraphes 43-44 ci-dessus). Eu ?gard aux motifs ayant amen? la Cour ? ce constat de violation, la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de cette disposition (voir, a contrario, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 et ?? 132-133, CEDH 2006-…).
IV. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
50. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Les requ?rants
51. S?inspirant de l?affaire Carbonara et Ventura c. Italie (satisfaction ?quitable), no 24638/94, 11 d?cembre 2003) et de l?affaire Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce (article 50), arr?t du 31 octobre 1995, s?rie A no 330-B), les requ?rants r?clament la r?paration int?grale du pr?judice subi. A cet ?gard, ils sollicitent le versement d?une somme correspondant ? la valeur v?nale actuelle du terrain, augment?e de la plus value apport?e par la pr?sence de b?timents, et invitent la Cour ? nommer un expert. Dans leurs demandes de juillet 2004, les requ?rants ont chiffr? ce pr?judice ? 938 806 euros (EUR).
52. S?agissant du dommage moral, les requ?rants r?clament 50 000 EUR chacun.
53. Les requ?rants demandent ?galement 64 896 EUR, plus la taxe sur la valeur ajout?e (TVA) et contributions ? la caisse de pr?voyance des avocats (CPA), pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
B. Le Gouvernement
54. Le Gouvernement conteste les pr?tentions mat?rielles des requ?rants, tant dans leur fondement que dans leur montant, et observe qu?elles sont en tout ?tat de cause excessives et bas?es sur des calculs erron?s.
55. Quant au pr?judice moral, le Gouvernement soutient qu?un tel dommage d?pend de la dur?e excessive de la proc?dure devant les juridictions nationales. Par cons?quent, le versement d?une quelconque somme ? titre d?indemnisation est subordonn? ? l??puisement du rem?de Pinto, qui n?a pas eu lieu en l?esp?ce. En tout ?tat de cause, le Gouvernement estime que la somme r?clam?e par les requ?rants est excessive.
56. Le Gouvernement soutient qu?aucune somme ne doit ?tre vers?e pour frais et d?pens puisque les griefs des requ?rants sont mal fond?s. En tout ?tat de cause, la somme r?clam?e serait excessive.
C. Appr?ciation de la Cour
57. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve compte tenu de la possibilit? d?un accord entre l?Etat d?fendeur et l?int?ress? (article 75 ?? 1 et 4 du R?glement).
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ; en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans le d?lai de trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 11 juillet 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
T. L. Early Nicolas Bratza
Greffier Pr?sident

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