AFFAIRE DOMINICI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE DOMINICI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 64111/00/2005
Stato: Italia
Data: 2005-11-15 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare respinta (decadenza); Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata
QUARTA SEZIONE
CAUSA DOMINICI C. ITALIA
( Richiesta no 64111/00)
SENTENZA
STRASBURGO
15 novembre 2005
DEFINITIVO
15/02/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Dominici c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta da:
Sir Nicolas Bratza, presidente,
Sigg. J. Casadevall, G. Bonello, R. Maruste, V. Zagrebelsky, L. Garlicki, J. Borrego Borrego, giudici, e del Sig. Sig. O’Boyle, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 24 giugno 2004 e 18 ottobre 2005,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 64111/00) diretta contro la Repubblica italiana e in cui due cittadine di questo Stato, le Sig.re C. D. e M D. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 5 dicembre 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati da M.eT. G. e M.eA. M., avvocati a Villa Adriana. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. Braguglia, dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. I richiedenti adducevano in particolare un attentato ingiustificato al loro diritto al rispetto dei loro beni.
4. La richiesta ? stata assegnata alla quarta sezione della Corte, articolo 52 ? 1 dell’ordinamento. In seno a questa, la camera incaricata di esaminare la causa, articolo 27 ? 1 della Convenzione, ? stata costituita conformemente all’articolo 26 ? 1 dell’ordinamento.
5. Con una decisione del 24 giugno 2004, la camera ha dichiarato la richiesta parzialmente ammissibile.
6. Tanto i richiedenti che il Governo hanno depositato delle osservazioni scritte sul merito della causa, articolo 59 ? 1 dell’ordinamento.
7. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni, articolo 25 ? 1 dell’ordinamento. La presente richiesta ? stata assegnata alla quarta sezione cos? ricomposta, articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
8. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1940 e 1935 e hanno risieduto a Tivoli.
9. I richiedenti erano proprietari di un terreno ubicato a Tivoli (Roma) e registrato al catasto, foglio 71, appezzamenti 2012, 2014, 2016 e 459,.
10. Con un’ordinanza del 10 gennaio 1991, che valeva come dichiarazione di utilit? pubblica, l’amministrazione di Tivoli dispose l’occupazione di emergenza di circa 1 706 metri quadrati del terreno per un periodo massimale di cinque anni, in vista della sua espropriazione per la costruzione di una strada e di un parcheggio. Nel termine di occupazione autorizzata, l’amministrazione doveva espropriare il terreno.
11. Il 26 marzo 1991, l’amministrazione di Tivoli procedette all’occupazione materiale del terreno ed inizi? i lavori di costruzione. La costruzione dei lavori si concluse senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale del terreno ed al pagamento di un’indennit?.
12. Con un atto di citazione notificato il 29 ottobre 1992, i richiedenti introdussero un’azione in danno-interessi contro la citt? di Tivoli dinnanzi al tribunale civile di Roma.
13. I richiedenti adducevano che, sebbene i lavori di costruzione effettuati sul loro terreno avessero trasformato questo, nessuno decreto di espropriazione e nessuno indennizzo erano intervenuti. Riferendosi al principio dell’espropriazione indiretta fissata dalla Corte di cassazione nella sentenza no 1464 del 26 febbraio 1983, i richiedenti invitavano il tribunale a dichiarare che la costruzione del lavoro pubblico aveva ad un tale punto trasformato il loro terreno che aveva provocato la perdita irreversibile del bene. Richiedevano dei danno-interessi per la perdita del terreno a concorrenza del valore di questo, inoltre richiedevano un risarcimento per il non godimento del terreno durante il periodo di occupazione autorizzata.
14. Il collocamento in stato della causa cominci? il 10 dicembre 1992.
15. Il 3 maggio 1994 una perizia fu depositata alla cancelleria. La perizia indicava che il terreno controverso era stato trasformato in modo irreversibile il 30 settembre 1991, e che i richiedenti dovevano considerarsi come privati del loro bene a partire da questa data. La perizia indicava inoltre che il valore venale del terreno nel 1991 era di 192 848 lire italiane (ITL) il metro quadrato, o di 329 051 125 ITL (169 940,72 EUR).
16. Il 18 settembre 1997, il tribunale ordin? una nuova stima per ricalcolare la somma da concedere in funzione della legge no 662 di 1996, nel frattempo entrata in vigore.
17. Con un giudizio del 16 luglio 2002, il tribunale di Roma dichiar? che in seguito all’occupazione del terreno, ed in vista della costruzione dei lavori pubblici – lavori che rispondono all’interesse pubblico – il diritto di propriet? dei richiedenti era stato neutralizzato conformemente al principio dell’espropriazione indiretta. C’era luogo dunque di considerare che la propriet? del terreno era passata ab origine all’amministrazione. Dato che il trasferimento di propriet? aveva avuto luogo nella cornice di un’occupazione di terreno diventato senza titolo, i richiedenti avevano diritto ai danno-interessi calcolati sulla base della legge no 662 del 1996, entrata in vigore durante procedimento. Di conseguenza il tribunale accord? ai richiedenti 93 568,85 EUR per la perdita della propriet? del terreno pi? interessi e rivalutazione, in pi? di un’indennit? di occupazione uguale agli interessi legali sulla somma di 93 568,85 EUR dal 26 marzo 1991 al 30 settembre 1991.
18. Ad una data non precisata, l’amministrazione di Tivoli attacc? questo giudizio dinnanzi alla corte di appello di Roma.
19. Il procedimento ? ancora pendente dinnanzi alla corte di appello e la prossima udienza ? stata fissata al 16 giugno 2006.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
a) L’occupazione di emergenza di un terreno
20. In dritto italiano, il procedimento accelerato di espropriazione permette all’amministrazione di occupare un terreno e di costruire prima dell’espropriazione. Una volta dichiarato di utilit? pubblica il lavoro da realizzare ed adottato il progetto di costruzione, l’amministrazione pu? decretare l’occupazione di emergenza delle zone da espropriare per una durata determinata che non supera cinque anni, articolo 20 della legge no 865 del 1971. Questo decreto diventa nullo se l’occupazione materiale del terreno non ha luogo nei tre seguenti mesi la sua promulgazione. Prima della fine del periodo di occupazione autorizzata, un decreto di espropriazione formale deve essere preso.
21. L’occupazione autorizzata di un terreno d? diritto ad un’indennit? di occupazione. La Corte costituzionale ha riconosciuto, nella sua sentenza no 470 del 1990, un diritto di accesso immediato ad un tribunale ai fini di richiedere l’indennit? di occupazione appena il terreno ? occupato materialmente, senza bisogno di aspettare che l’amministrazione proceda ad un’offerta di indennizzo.
b) Il principio dell’espropriazione indiretta (“occupazione acquisitiva” o “accessione invertita”)
22. Negli anni 1970, parecchie amministrazioni locali procedettero ad occupazioni di emergenza di terreni che non furono seguite da decreti di espropriazione. Le giurisdizioni italiane si trovarono di fronte a casi in cui il proprietario di un terreno aveva perso di facto la disponibilit? di questo in ragione dell’occupazione e del compimento di lavori di costruzione di un lavoro pubblico. Restava da sapere se, semplicemente per effetto dei lavori effettuati, l’interessato aveva perso anche la propriet? terreno.
1. La giurisprudenza prima della sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
23. La giurisprudenza era molto divisa sul punto di sapere quale erano gli effetti della costruzione di un lavoro pubblico su un terreno occupato illegalmente. Per occupazione illegale, bisogna intendere un’occupazione illegale ab initio, o un’occupazione inizialmente autorizzata e diventata in seguito senza titolo, essendo stato annullato il titolo o proseguendo l’occupazione al di l? della scadenza autorizzata senza che un decreto di espropriazione fosse intervenuto.
24. Secondo una prima giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? terreno dopo il completamento del lavoro pubblico. Tuttavia, non poteva chiedere una rimessa in stato del terreno e poteva impegnare unicamente un’azione in danni ed interessi per occupazione abusiva, non sottoposta ad un termine di prescrizione poich? l’illegalit? derivante dall’occupazione era permanente. L’amministrazione poteva adottare in ogni momento una decisione formale di espropriazione; in questo caso, l’azione in danno-interessi si trasformava in controversia riguardante l’indennit? di espropriazione ed i danno-interessi erano dovuti solamente per il periodo anteriore al decreto di espropriazione per il non-godimento del terreno (vedere, tra altri, le sentenze della Corte di cassazione no 2341 del 1982, no 4741 di 1981, no 6452 e no 6308 del 1980).
25. Secondo una seconda giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? del terreno e poteva chiederne la rimessa in stato, quando l’amministrazione aveva agito senza che ci fosse stata utilit? pubblica (vedere, per esempio, Corte di cassazione, sentenza no 1578 del 1976, sentenza no 5679 del 1980).
Secondo una terza giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione perdeva automaticamente la propriet? terreno nel momento della trasformazione irreversibile del bene, ovvero nel momento del completamento del lavoro pubblico. L’interessato aveva il diritto di chiedere dei danno-interessi (vedere la sentenza no 3243 del 1979 della Corte di cassazione).
2. La sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
26. Con una sentenza del 16 febbraio 1983, la Corte di cassazione, deliberando in camere riunite, risolse il conflitto di giurisprudenza ed adott? la terza soluzione. Cos? fu consacrato il principio dell’espropriazione indiretta, accessione invertita od occupazione acquisitiva. In virt? di questo principio, il potere pubblico acquista ab origine la propriet? di un terreno senza procedere ad un’espropriazione formale quando, dopo l’occupazione del terreno, ed a prescindere dalla legalit? dell’occupazione, il lavoro pubblico ? stato realizzato. Quando l’occupazione ? ab initio senza titolo, il trasferimento di propriet? ha luogo nel momento del completamento del lavoro pubblico. Quando l’occupazione del terreno ? stata autorizzata inizialmente, il trasferimento di propriet? ha luogo alla scadenza del periodo di occupazione autorizzata. Nella stessa sentenza, la Corte di cassazione precis? che, in ogni caso di espropriazione indiretta, l’interessato ha diritto ad un risarcimento integrale, del terreno avendo avuto luogo senza titolo l’acquisizione. Questo risarcimento non ? versato tuttavia, automaticamente; incombe sull’interessato di richiedere dei danno-interessi. Inoltre, il diritto a risarcimento ? abbinato al termine di prescrizione contemplata in caso di responsabilit? da delitto, ovvero cinque anni, che cominciano a decorrere dal momento della trasformazione irreversibile del terreno.
3. La giurisprudenza dopo la sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
a) La prescrizione
27. In un primo tempo, la giurisprudenza considerava che nessuno termine di prescrizione doveva applicarsi, poich? l’occupazione senza titolo del terreno costituiva un atto illegale continuo. La Corte di cassazione, nella sua sentenza no 1464 del 1983, afferm? che il diritto a risarcimento era sottoposto ad un termine di prescrizione di cinque anni. In seguito, la prima sezione della Corte di cassazione afferm? che un termine di prescrizione di dieci anni doveva applicarsi, sentenze no 7952 di 1991 e no 10979 del 1992. Con una sentenza del 22 novembre 1992, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha troncato definitivamente la questione, stimando che il termine di prescrizione ? di cinque anni e che comincia a decorrere dal momento della trasformazione irreversibile del terreno.
b) La sentenza no 188 del 1995 della Corte costituzionale
28. In questa sentenza, la Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione il principio dell’espropriazione indiretta, nella misura in cui questo principio si ? radicato in una disposizione legislativa, ovvero l’articolo 2043 del codice civile che regola la responsabilit? da delitto. Secondo questa sentenza, il fatto che l’amministrazione diventi proprietaria di un terreno traendo utile dal suo comportamento illegale non d? nessun problemi sul piano costituzionale, poich? l’interesse pubblico, ovvero la conservazione del lavoro pubblico, prevale sull’interesse dell’individuo, e dunque sul diritto di propriet? di questo ultimo. La Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione l’applicazione all’azione in risarcimento del termine di prescrizione di cinque anni, come previsto dall’articolo 2043 del codice civile per responsabilit? da delitto.
c) Caso di mancata applicazione del principio dell’espropriazione indiretta
29. Gli sviluppi della giurisprudenza mostrano che il meccanismo con il quale la costruzione di un lavoro pubblico provoca il trasferimento di propriet? del terreno a favore dell’amministrazione conosce delle eccezioni.
30. Nella sua sentenza no 874 del 1996, il Consiglio di stato ha affermato che non c’? espropriazione indiretta quando le decisioni dell’amministrazione ed il decreto di occupazione di emergenza sono state annullate dalle giurisdizioni amministrative; se cos? non fosse, la decisione giudiziale sarebbe svuotata di sostanza.
31. Nella sua sentenza no 1907 del 1997, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha affermato che l’amministrazione non diventa proprietaria di un terreno quando le decisioni che ha adottato e la dichiarazione di utilit? pubblica devono essere considerat4 come nulli ab initio. In questo caso, l’interessato mantiene la propriet? dal terreno e pu? chiedere la restitutio in integrum. Pu?, come alternativa, chiedere dei danno-interessi. L’illegalit? in questi casi ha un carattere permanente e nessuno termine di prescrizione viene applicato.
32. Nella sentenza no 6515 del 1997, la Corte di cassazione deliberanodo in camere riunite ha affermato che non c’? trasferimento di propriet? quando la dichiarazione di utilit? pubblica ? stata annullata dalle giurisdizioni amministrative. In questo caso, il principio dell’espropriazione indiretta non si applica dunque. L’interessato mantenendo la propriet? dal terreno, ha la possibilit? di chiedere la restitutio in integrum. L’introduzione di una domanda in danno-interessi provoca una rinuncia alla restitutio in integrum. Il termine di prescrizione di cinque anni comincia a decorrere dal momento in cui la decisione del giudice amministrativo diventa definitiva.
33. Nella sentenza no 148 del 1998, la prima sezione della Corte di cassazione ha seguito la giurisprudenza delle camere riunite e ha affermato che il trasferimento di propriet? per effetto dell’espropriazione indiretta non ha luogo quando la dichiarazione di utilit? pubblica alla quale il progetto di costruzione era abbinato ? stata considerata come invalida ab initio.
34. Nella sentenza no 5902 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite ha riaffermato che non c’? trasferimento di propriet? in mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica valida.
35. Conviene confrontare questa giurisprudenza con la legge no 458 del 1988 e col Repertorio delle disposizioni sull’espropriazione, entrati in vigore il 30 giugno 2003.
4. La legge no458 del 27 ottobre 1988
36. Ai termini dell’articolo 3 di questa legge, “Il proprietario di un terreno, utilizzato per la costruzione di edifici pubblici e di case popolari, ha diritto al risarcimento del danno subito, in seguito ad un’espropriazione dichiarata illegale tramite una decisione passata in forza di cosa giudicata, ma non pu? pretendere alla restituzione del suo bene. Ha anche dritto, ne pi? del risarcimento del danno, alle somme dovute in ragione del deprezzamento monetario ed a queste menzionate all’articolo 1224 ? 2 del codice civile e questo a contare dal giorno dell’occupazione illegale.”
37. Interpretando l’articolo 3 della legge di 1988, la Corte costituzionale, nella sua sentenza del 12 luglio 1990 (n? 384), ha considerato: “Con la disposizione attaccata, il legislatore, tra gli interessi dei proprietari dei terreni – ottenere in caso di espropriazione illegale la restituzione dei terreni – e l’interesse pubblico – concretizzato dalla destinazione di questi beni alle finalit? di costruzioni residenziali pubbliche alle condizioni favorevoli o convenzionate – ha dato la precedenza a questo ultimo interesse.”
5. L’importo del risarcimento in caso di espropriazione indiretta
38. Secondo la giurisprudenza di 1983 della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta, un risarcimento integrale del danno subito, sotto forma di danno-interessi per la perdita del terreno, era dovuta all’interessato in compenso della perdita di propriet? che provoca l’occupazione illegale.
39. La legge di bilancio del 1992, articolo 5 bis della decreto-legge no 333 del 11 luglio 1992, modific? questa giurisprudenza, nel senso che l’importo dovuto in caso di espropriazione indiretta non poteva superare l’importo dell’indennit? contemplata per il caso di un’espropriazione formale. Con la sentenza no 369 del 1996, la Corte costituzionale dichiar? incostituzionale questa disposizione.
40. In virt? della legge di bilancio no 662 del 1996 che segu? la disposizione dichiarata incostituzionale, l’indennizzo integrale non poteva essere accordato per un’occupazione di terreno che aveva avuto luogo prima del 30 settembre 1996. In questa ottica, l’indennizzo equivaleva all’importo dell’indennit? contemplata nel caso di un’espropriazione formale, nell’ipotesi pi? favorevole al proprietario, mediante un aumento del 10%.
41. Con la sentenza no 148 del 30 aprile 1999, la Corte costituzionale ha giudicato simile indennit? compatibile con la Costituzione. Tuttavia, nella stessa sentenza, la Corte ha precisato che un’indennit? integrale, a concorrenza del valore venale del terreno, pu? essere richiesta quando l’occupazione e la privazione del terreno non hanno avuto luogo a causa di utilit? pubblica.
6. La giurisprudenza dopo le sentenze della Corte del 30 maggio 2000 nelle cause Belvedere Alberghiera e Carbonara e Ventura
42. Con le sentenze no 5902 e 6853 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite si ? pronunciata di nuovo sul principio dell’espropriazione indiretta, facendo riferimento alle due sentenze precitate della Corte.
43. Alla vista della constatazione di violazione dell’articolo 1 del protocollo no 1 nelle cause sopra, la Corte di cassazione ha affermato che il principio dell’espropriazione indiretta sostiene un ruolo importante nella cornice del sistema giuridico italiano e che ? compatibile con la Convenzione.
44. Pi? specificamente, la Corte di cassazione-dopo avere analizzato la storia del principio dell’espropriazione indiretta – ha detto che in materia dell’uniformit? della giurisprudenza, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come pienamente “prevedibile” a contare del 1983. Per questo fatto, l’espropriazione indiretta deve essere considerata come rispettosa del principio di legalit?. In quanto alle occupazioni di terreno che hanno luogo senza dichiarazione di utilit? pubblica, la Corte di cassazione ha affermato che queste non sono atte a trasferire la propriet? del bene allo stato. In quanto all’indennizzo, la Corte di cassazione ha affermato che, anche se ? inferiore al danno subito dall’interessato, ed in particolare al valore del terreno, l’indennizzo dovuto in caso di espropriazione indiretta ? sufficiente per garantire un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo.
45. Investito di un ricorso in esecuzione di una decisione giudiziale definitiva che annulla la dichiarazione di utilit? pubblica riguardante un procedimento di espropriazione, vista la domanda della parte richiesta che tende ad ottenere la restituzione del terreno occupato e trasformato nel frattempo, il Consiglio di stato, nella sua sentenza no 2/2005 del 29 aprile 2005 resa in seduta plenaria, si ? pronunciato sul punto di sapere se la trasformazione irreversibile di suddetto terreno in seguito alla costruzione del lavoro “pubblico” poteva costituire una ragione di diritto che impedisce la restituzione del terreno. Il Consiglio di stato ha risposto negativamente. Ci? facendo, ha:
a) riconosciuto che il principio giurisprudenziale dell’espropriazione indiretta ? inadempiente in quanto al bisogno di sicurezza giuridica, per ci? che riguarda tra altri il punto di sapere in quale data il lavoro pubblico deve essere considerato come “realizzato” e dunque in quale data ci sia stato trasferimento di propriet? a favore dello stato;
b) reso omaggio alla giurisprudenza della Corte, ed in particolare alla sentenza Belvedere Alberghiera Srl c. Italia, affermando che, a fronte di una domanda di restituzione di un bene illegalmente occupato e trasformato, il lavoro realizzato dalle autorit? pubbliche non pu?, in quanto tale, costituire un ostacolo assoluto alla restituzione,;
c) interpretato l’articolo 43 del Repertorio, paragrafo 46 sotto, nel senso in cui la non-restituzione di un terreno pu? essere ammessa solamente in casi eccezionali, ovvero quando l’amministrazione invoca un interesse pubblico particolarmente contrassegnato dalla conservazione del lavoro;
d) affermato, in questo contesto, che l’espropriazione indiretta non potrebbe costituire un’alternativa (“una mera alternativa”) ad un procedimento di espropriazione in buona e dovuta forma.
7. Il Repertorio delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione a causa di utilit? pubblica, qui di seguito “il Repertorio,
46. Il 30 giugno 2003 ? entrato in vigore il Decreto Presidenziale no 327 del 8 giugno 2001, modificato dal Decreto legislativo no 302 del 27 dicembre 2002, e che regola il procedimento di espropriazione. Il Repertorio codifica le disposizioni e la giurisprudenza esistenti in materia. In particolare, codifica il principio dell’espropriazione indiretta. Il Repertorio che non si applica ai casi di occupazione sopraggiunti anteriormente al 1996 e non si applica dunque nello specifico, si ? sostituito, a partire dalla sua entrata in vigore, all’insieme della legislazione di espropriazione della giurisprudenza precedente in materia.
47. Al suo articolo 43, il Repertorio contempla che in mancanza di un decreto di espropriazione, o in mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica, un terreno trasformato in seguito alla realizzazione di un lavoro pubblico ? acquisito al patrimonio dell’autorit? che l’ha trasformato; dei danno-interessi sono accordati in compenso. L’autorit? pu? acquisire un bene anche quando o il piano di urbanistica o la dichiarazione di utilit? pubblica sono stati annullati. Il proprietario pu? chiedere al giudice la restituzione del terreno. L’autorit? in causa si pu? opporre. Quando il giudice decide di non ordinare la restituzione del terreno, il proprietario ha diritto ad un risarcimento.

IN DIRITTO
I. SULL’ECCEZIONE PRELIMINARE DEL GOVERNO
48. Il Governo eccepisce della tardivit? della richiesta, nella misura in cui i richiedenti si lamentano che al termine del procedimento l’indennit? che potranno ottenere sar? calcolata in funzione della legge no 662 del 1996. Secondo lui, il termine di sei mesi contemplati all’articolo 35 della Convenzione ? cominciato a decorrere al momento dell’entrata in vigore della legge no 662 del 23 dicembre 1996. In appoggio delle sue affermazioni, il Governo cita la causa Miconi c. Italia, d?c.), no 66432/01, 6 maggio 2004.
49. I richiedenti non hanno presentato osservazioni su questo punto.
50. La Corte nota che un’eccezione di tardivit? del Governo ? stata respinta gi? all’epoca della decisione sull’ammissibilit? del 24 giugno 2004 e che, nel suo ragionamento, ha stimato che gli effetti dell’occupazione del terreno dei richiedenti si analizzano in una situazione continua che, nel caso specifico, non si ? conclusa ancora.
51. Nella misura in cui l’eccezione preliminare si riferisce specificamente alla domanda dell’indennizzo e potrebbe essere considerata come nuova, la Corte ricorda che ai termini dell’articolo 55 del suo ordinamento, “Se la Parte contraente convenuta intende sollevare un’eccezione di inammissibilit?, deve farlo, per quanto la natura dell’eccezione e le circostanze lo permettono, nelle osservazioni scritte od orali sull’ammissibilit? della richiesta .” Ora, risulta dalla pratica che questa condizione non si trova assolta nello specifico. C’? dunque decadenza.
52. Ad ogni modo, se ? vero che la legge no 662 del 1996 ha stabilito dei criteri di calcolo per l’indennit? da versare in caso di espropriazione indiretta, ? anche vero che n? nel 1996, n? del resto ora, i richiedenti disponevano di un giudizio che stabiliva definitivamente il trasferimento di propriet? a favore dell’amministrazione in virt? del principio dell’espropriazione indiretta, dichiarando nello stesso momento che i richiedenti avevano diritto ad un risarcimento. In queste circostanze, i richiedenti non potevano concludere all’applicabilit? di una simile legge. Inoltre, i richiedenti non potevano immaginare quale sarebbe stata la stima del valore del loro terreno fatta dai giudici nazionali e quale sarebbero state le conseguenze finanziarie che derivavano dall’applicazione concreta di questa legge al loro caso.
53. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che c’? luogo di respingere l’eccezione del Governo.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO1 DELLA CONVENZIONE
54. I richiedenti sostengono essere stati privati del loro terreno in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? e non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Tesi difese dinnanzi alla Corte
1. I richiedenti
55. I richiedenti osservano che non hanno potuto ottenere il risarcimento integrale del danno subito, a causa di una legge di bilancio applicata in modo retroattivo. A questo proposito, notano che, per effetto dell’applicazione della legge, l’indennit? che riceveranno rappresenta il 55% del danno subito. Per di pi?, fanno valere che non hanno ricevuto ancora questa somma da parte dell’amministrazione. Per questo fatto ci sarebbe violazione del principio del giusto equilibrio.
56. I richiedenti denunciano una mancanza di chiarezza, di prevedibilit? e di precisione dei principi e delle disposizioni applicati al loro caso per il motivo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, non basta a soddisfare al principio di legalit?.
2. Il Governo
57. Il Governo fa osservare che nel caso specifico, non si tratta di un’occupazione “sine titulo” dall’inizio, ma di un’occupazione che ? stata autorizzata inizialmente, nella cornice di un procedimento amministrativo legittimo e fondato su una dichiarazione di utilit? pubblica. A questo proposito il Governo afferma che i richiedenti non hanno attaccato mai la dichiarazione di utilit? pubblica dinnanzi al tribunale amministrativo.
58. Il Governo ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui nessuno decreto di espropriazione ? stato adottato.
59. A difetto di un tale decreto di espropriazione, i richiedenti sono, ad ogni modo, stati privati del loro bene per effetto della costruzione del lavoro di interesse pubblico e della trasformazione irreversibile del terreno che questo ultimo ha provocato. Questa privazione di bene, secondo il Governo, ? solamente la conseguenza del principio dell’espropriazione indiretta, che le giurisdizioni nazionali, nelle loro decisioni, hanno applicato.
60. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? rimesso in causa coi richiedenti.
61. Secondariamente, la privazione del bene come risulta dall’espropriazione indiretta sarebbe contemplata dalla legge.
62. Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come “contemplato dalla legge”, anche se ? stato elaborato dalla giurisprudenza in un paese di “civile law” e non di “common law.”
63. A questo riguardo, il Governo sostiene che il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione. Inoltre, nella sentenza no 509 del 2003, paragrafi 42-43 sopra, la Corte di cassazione ha affermato che il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come pienamente “prevedibile ed accessibile
64. Il Governo sostiene che a partire dal 1983 le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
65. A questo riguardo, il Governo ricorda che la giurisprudenza della Corte ha riconosciuto che l’idea di legge ? comprensiva dei principi generali enunciati o implicati da lei (Winterwerp c. Paesi Bassi, sentenza del 24 ottobre 1979, serie A no 33 ? 45) cos? come del diritto non scritto (vedere la sentenza Sunday Time c. Regno Unito (no1) del 26 aprile 1979, serie A no 30, ? 47).
66. Segue che la giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione non potrebbe essere esclusa dalla nozione di legge al senso della Convenzione.
67. Il Governo ricorda che in una causa tedesca, Forrer-Niedenthal c. Germania, sentenza del 20 febbraio 2003, la Corte ha considerato una legge tedesca del 1997 come sufficiente, malgrado la sua imprevedibilit? manifesta, per fornire una base legale alle decisioni che hanno privato il richiedente di ogni protezione contro l’attentato portato alla sua propriet?. Il Governo chiede alla Corte di applicare lo stesso criterio di giudizio alla presente causa.
68. In quanto alla qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un decreto di espropriazione non sia stato pronunciato ? in s? una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
69. Tuttavia, tenuto conto del fatto che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile in ragione della costruzione di un?opera di utilit? pubblica, la restituzione di questo non ? pi? possibile.
70. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, che tende a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che questo risponda all’utilit? pubblica.
71. Terzo, il giusto equilibrio sarebbe rispettato. Secondo la giurisprudenza del 1983 della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta, l’amministrazione ? tenuta ad indennizzare integralmente in compenso l’individuo delle irregolarit? commesse. Per?, il Governo sostiene che l’indennizzo da accordare pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
72. Secondo il Governo nella presente causa c’? un’irregolarit? “puramente formale e di importanza minore” che poteva essere oggetto di una legge retroattiva che consisteva nel ridurre il risarcimento, senza per questo eliminarlo.
73. Inoltre, il Governo stima che in ogni modo, i richiedenti avrebbero perso la propriet? del loro bene per il motivo che il terreno era stato oggetto di una dichiarazione di utilit? pubblica.
B. Sull’osservazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1
74 . Le parti si accordano per dire che c’? stata “privazione di propriet?.”
75. Per i richiedenti c?? stata perdita di disponibilit? totale del terreno senza decreto di espropriazione n? indennizzo cos? che si ritorna in sostanza ad un’espropriazione da fatto.
76. Per il Governo, i richiedenti devono considerarsi come privati del loro bene a contare dal momento in cui questo ? stato trasformato irreversibilmente o, in ogni caso, a partire dal momento considerato dal tribunale come momento del trasferimento di propriet?.
77. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata privazione di beni al senso della seconda frase del primo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione equivale ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
78. Ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Il principio di legalit? notifica l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili (Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie A no 296-a, pp. 19-20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie A no 102, p. 47, ? 110).
79. La Corte resta convinta che l’esistenza, in quanto tale, di una base legale non basta a soddisfare al principio di legalit? e stima utile di propendersi sulla questione della qualit? della legge.
80. La Corte prende nota dell’evoluzione giurisprudenziale che ha condotto all’elaborazione del principio dell’espropriazione indiretta. Rileva anche che questo principio ? stato trasposto nei testi di legge, come la legge no 458 del 1988, e, ultimamente, nel Repertorio delle disposizioni in materia di espropriazione. Essendo cos?, la Corte non perde di vista le applicazioni contraddittorie rilevate nella cronostoria della giurisprudenza, e nota anche delle contraddizioni tra la giurisprudenza ed i suddetti testi di legge scritta. Questo punto di vista ? stato adottato dal Consiglio di stato del resto, paragrafo 45 sopra che, nella sua sentenza no 2 di 2005 resa in seduta plenaria, ha riconosciuto che il principio giurisprudenziale dell’espropriazione indiretta non ha mai dato adito a regolamentazione stabile, completa e prevedibile.
81. Inoltre, la Corte constata che, in ogni caso, l’espropriazione indiretta tende ad interinare una situazione che deriva di fatto dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, tende a regolare le conseguenze per l’individuo e l’amministrazione, e permette a questa ultima di trarre utile dal suo comportamento illegale. Che sia in virt? di un principio giurisprudenziale o di un testo di legge come l’articolo 43 del Repertorio, l’espropriazione indiretta non potrebbe dunque costituire un’alternativa ad un’espropriazione in buona e dovuta forma (vedere, su questo punto anche, la posizione del Consiglio di stato, al paragrafo 45 sopra).
82. Ad ogni modo, la Corte ? chiamata a verificare se il modo di cui il diritto interno ? interpretato ed applicato produce degli effetti conformi ai principi della Convenzione.
83. La Corte constata che nello specifico i richiedenti hanno perso la disponibilit? del loro terreno che ? stato occupato e trasformato in modo irreversibile nel 1991. Secondo il tribunale di Roma l’occupazione ? diventata difatti, senza titolo a contare dal30 settembre 1991 e, in questa stessa data, i richiedenti sono stati privati del loro bene. Il procedimento, pendente in appello, riguarda in particolare la questione di sapere se la citt? di Tivoli pu? essere tenuta per responsabile della situazione denunciata.
84. A difetto di un atto formale di trasferimento di propriet?, ed in mancanza di un giudizio nazionale dichiarante che tale trasferimento deve considerarsi come avendo avuto luogo, Carbonara e Ventura c. Italia, precitato, ? 80, e chiarendo una volta per tutte le circostanze esatte da questo, la Corte stima che la perdita di ogni disponibilit? del terreno in questione, combinata con l’impossibilit? fino ad ora di ovviare alla situazione incriminata ha generato delle conseguenze abbastanza gravi per le quali i richiedenti hanno subito un’espropriazione di fatto incompatibile col loro diritto al rispetto dei loro beni, sentenza Papamichalopoulos ed altri c. Grecia, sentenza del 24 giugno 1993, serie A no 260-B, ? 45, e non conforme al principio di preminenza del diritto.
85. In conclusione, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
86. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
87. I richiedenti sollecitano il versamento di un’indennit? di 174 843 299 ITL, (90 299,02 EUR) somma che risulta dalla differenza tra il valore del terreno controverso e la somma che otterranno alla conclusione del procedimento dinnanzi alla corte di appello.
88. I richiedenti richiedono il rimborso per gli oneri incorsi dinnanzi alla Corte senza valutarli.
89. Il Governo osserva innanzitutto che i richiedenti non chiedono il rimborso del danno morale.
90. In quanto al danno materiale, il Governo contesta le modalit? di calcolo impiegate nelle sentenze Carbonara e Ventura c. Italia e Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, tenuto conto del fatto che la rivalutazione del terreno non dovrebbe essere presa in conto per calcolare l’importo dell’indennizzo e che questa ultima pu? essere inferiore al danno subito dall’interessato, visto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo.
91. Il Governo afferma che il danno subito dai richiedenti non si identifica con la perdita della propriet? ma si riduce all’incomprensione del diritto procedurale dei richiedenti al rispetto delle prescrizioni legali e delle garanzie che si suppone si debba garantire.
92. Chiede alla Corte di non prendere in considerazione il valore venale del terreno nel calcolo della soddisfazione equa dunque, ma di deliberare in equit?.
93. In quanto al danno morale, dato che i richiedenti non hanno valutato le loro pretese a questo titolo, il Governo afferma che la constatazione di violazione costituirebbe una soddisfazione equa.
94. In quanto agli oneri incorsi dinnanzi alla Corte, il Governo nota che i richiedenti non hanno valutato le loro pretese.
95. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed il richiedente giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Respinge l’eccezione preliminare del Governo;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 della Convenzione;
3. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nel termine di tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 15 novembre 2005 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Michael O’Boyle Nicolas Bratza
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire rejet?e (forclusion) ; Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
QUATRI?ME SECTION
AFFAIRE DOMINICI c. ITALIE
(Requ?te no 64111/00)
ARR?T
STRASBOURG
15 novembre 2005
D?FINITIF
15/02/2006
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Dominici c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Sir Nicolas Bratza, pr?sident,
MM. J. Casadevall,
G. Bonello,
R. Maruste,
V. Zagrebelsky,
L. Garlicki,
J. Borrego Borrego, juges,
et de M. M. O?Boyle, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 24 juin 2004 et 18 octobre 2005,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 64111/00) dirig?e contre la R?publique italienne et dont deux ressortissantes de cet Etat, Mmes C. D. et M D. (? les requ?rantes ?), ont saisi la Cour le 5 d?cembre 2000 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rantes sont repr?sent?es par M.eT. G. et M.eA. M., avocats ? Villa Adriana. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. Braguglia, par son coagent, M. F. Crisafulli et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. Les requ?rantes all?guaient en particulier une atteinte injustifi?e ? leur droit au respect de leurs biens.
4. La requ?te a ?t? attribu?e ? la quatri?me section de la Cour (article 52 ? 1 du r?glement). Au sein de celle-ci, la chambre charg?e d?examiner l?affaire (article 27 ? 1 de la Convention) a ?t? constitu?e conform?ment ? l?article 26 ? 1 du r?glement.
5. Par une d?cision du 24 juin 2004, la chambre a d?clar? la requ?te partiellement recevable.
6. Tant les requ?rantes que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites sur le fond de l?affaire (article 59 ? 1 du r?glement).
7. Le 1ernovembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la quatri?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
8. Les requ?rantes sont n?es respectivement en 1940 et 1935 et r?sident ? Tivoli.
9. Les requ?rantes ?taient propri?taires d?un terrain sis ? Tivoli (Rome) et enregistr? au cadastre, feuille 71, parcelles 2012, 2014, 2016 et 459.
10. Par un arr?t? du 10 janvier 1991, valant d?claration d?utilit? publique, l?administration de Tivoli disposa l?occupation d?urgence d?environ 1 706 m?tres carr?s du terrain pour une p?riode maximale de cinq ans, en vue de son expropriation pour la construction d?une route et d?un parking. Dans le d?lai d?occupation autoris?e, l?administration devait exproprier le terrain.
11. Le 26 mars 1991, l?administration de Tivoli proc?da ? l?occupation mat?rielle du terrain et entama les travaux de construction. La construction des ouvrages se termina sans qu?il f?t proc?d? ? l?expropriation formelle du terrain et au paiement d?une indemnit?.
12. Par un acte d?assignation notifi? le 29 octobre 1992, les requ?rantes introduisirent une action en dommages-int?r?ts ? l?encontre de la ville de Tivoli devant le tribunal civil de Rome.
13. Les requ?rantes all?guaient que, bien que les travaux de construction effectu?s sur leur terrain aient transform? celui-ci, aucun d?cret d?expropriation et aucune indemnisation n??taient intervenus. Se r?f?rant au principe de l?expropriation indirecte fix? par la Cour de cassation dans l?arr?t no 1464 du 26 f?vrier 1983, les requ?rants invitaient le tribunal ? d?clarer que la construction de l?ouvrage public avait ? un tel point transform? leur terrain qu?elle avait entra?n?e la perte irr?versible du bien. Elles r?clamaient des dommages-int?r?ts pour la perte du terrain ? concurrence de la valeur de celui-ci, en outre elles r?clamaient une r?paration pour la non jouissance du terrain pendant la p?riode d?occupation autoris?e.
14. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 10 d?cembre 1992.
15. Le 3 mai 1994 une expertise fut d?pos?e au greffe. L?expertise indiquait que le terrain litigieux avait ?t? transform? de mani?re irr?versible le 30 septembre 1991, et que les requ?rantes devaient se consid?rer comme ayant ?t? priv?es de leur bien ? cette date. L?expertise indiquait en outre que la valeur v?nale du terrain en 1991 ?tait de 192 848 lires italiennes (ITL) le m?tre carr?, soit de 329 051 125 ITL (169 940,72 EUR).
16. Le 18 septembre 1997, le tribunal ordonna une nouvelle expertise pour recalculer la somme ? octroyer en fonction de la loi no 662 de 1996, entre-temps entr?e en vigueur.
17. Par un jugement du 16 juillet 2002, le tribunal de Rome d?clara qu?? la suite de l?occupation du terrain, et au vu de la construction des ouvrages publics- ouvrages r?pondant ? l?int?r?t public – le droit de propriet? des requ?rantes avait ?t? neutralis? conformement au principe de l?expropriation indirecte. Il y avait donc lieu de considerer que la propriet? du terrain ?tait pass?e ab origine ? l?administration. Etant donn? que le transfert de propri?t? avait eu lieu dans le cadre d?une occupation de terrain devenu sans titre, les requ?rantes avaient droit ? des dommages-int?r?ts calcul?s sur la base de la loi no 662 de 1996, entr?e en vigueur en cours de proc?dure. Par cons?quent le tribunal accorda aux requ?rantes 93 568,85 EUR pour la perte de la propri?t? du terrain plus int?r?ts et r??valuation, en plus d?une indemnit? d?occupation ?gale aux int?r?ts l?gaux sur la somme de 93 568,85 EUR du 26 mars 1991 au 30 septembre 1991.
18. A une date non pr?cis?e, l?administration de Tivoli attaqua ce jugement devant la cour d?appel de Rome.
19. La proc?dure est encore pendante devant la cour d?appel et la prochaine audience a ?t? fix?e au 16 juin 2006.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
a) L?occupation d?urgence d?un terrain
20. En droit italien, la proc?dure acc?l?r?e d?expropriation permet ? l?administration d?occuper un terrain et d?y construire avant l?expropriation. Une fois l?ouvrage ? r?aliser d?clar? d?utilit? publique et le projet de construction adopt?, l?administration peut d?cr?ter l?occupation d?urgence des zones ? exproprier pour une dur?e d?termin?e n?exc?dant pas cinq ans (article 20 de la loi no 865 de 1971). Ce d?cret devient caduc si l?occupation mat?rielle du terrain n?a pas lieu dans les trois mois suivant sa promulgation. Avant la fin de la p?riode d?occupation autoris?e, un d?cret d?expropriation formelle doit ?tre pris.
21. L?occupation autoris?e d?un terrain donne droit ? une indemnit? d?occupation. La Cour constitutionnelle a reconnu, dans son arr?t no 470 de 1990, un droit d?acc?s imm?diat ? un tribunal aux fins de r?clamer l?indemnit? d?occupation d?s que le terrain est mat?riellement occup?, sans besoin d?attendre que l?administration proc?de ? une offre d?indemnisation.
b) Le principe de l?expropriation indirecte (? occupazione acquisitiva ? ou ? accessione invertita ?)
22. Dans les ann?es 1970, plusieurs administrations locales proc?d?rent ? des occupations d?urgence de terrains qui ne furent pas suivies de d?crets d?expropriation. Les juridictions italiennes se trouv?rent confront?es ? des cas o? le propri?taire d?un terrain avait perdu de facto la disponibilit? de celui-ci en raison de l?occupation et de l?accomplissement de travaux de construction d?un ouvrage public. Restait ? savoir si, simplement par l?effet des travaux effectu?s, l?int?ress? avait perdu ?galement la propri?t? du terrain.
1. La jurisprudence avant l?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation
23. La jurisprudence ?tait tr?s partag?e sur le point de savoir quels ?taient les effets de la construction d?un ouvrage public sur un terrain occup? ill?galement. Par occupation ill?gale, il faut entendre une occupation ill?gale ab initio, ou bien une occupation initialement autoris?e et devenue sans titre par la suite, le titre ?tant annul? ou bien l?occupation se poursuivant au-del? de l??ch?ance autoris?e sans qu?un d?cret d?expropriation ne soit intervenu.
24. Selon une premi?re jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration ne perdait pas la propri?t? du terrain apr?s l?ach?vement de l?ouvrage public. Toutefois, il ne pouvait pas demander une remise en l??tat du terrain et pouvait uniquement engager une action en dommages et int?r?ts pour occupation abusive, non soumise ? un d?lai de prescription puisque l?ill?galit? d?coulant de l?occupation ?tait permanente. L?administration pouvait ? tout moment adopter une d?cision formelle d?expropriation ; dans ce cas, l?action en dommages-int?r?ts se transformait en litige portant sur l?indemnit? d?expropriation et les dommages-int?r?ts n??taient dus que pour la p?riode ant?rieure au d?cret d?expropriation pour la non-jouissance du terrain (voir, entre autres, les arr?ts de la Cour de cassation no 2341 de 1982, no 4741 de 1981, no 6452 et no 6308 de 1980).
25. Selon une deuxi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration ne perdait pas la propri?t? du terrain et pouvait demander la remise en l??tat, lorsque l?administration avait agi sans qu?il y ait utilit? publique (voir, par exemple, Cour de cassation, arr?t no 1578 de 1976, arr?t no 5679 de 1980).
Selon une troisi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration perdait automatiquement la propri?t? du terrain au moment de la transformation irr?versible du bien, ? savoir au moment de l?ach?vement de l?ouvrage public. L?int?ress? avait le droit de demander des dommages-int?r?ts (voir l?arr?t no 3243 de 1979 de la Cour de cassation).
2. L?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation
26. Par un arr?t du 16 f?vrier 1983, la Cour de cassation, statuant en chambres r?unies, r?solut le conflit de jurisprudence et adopta la troisi?me solution. Ainsi fut consacr? le principe de l?expropriation indirecte (accessione invertita ou occupazione acquisitiva). En vertu de ce principe, la puissance publique acquiert ab origine la propri?t? d?un terrain sans proc?der ? une expropriation formelle lorsque, apr?s l?occupation du terrain, et ind?pendamment de la l?galit? de l?occupation, l?ouvrage public a ?t? r?alis?. Lorsque l?occupation est ab initio sans titre, le transfert de propri?t? a lieu au moment de l?ach?vement de l?ouvrage public. Lorsque l?occupation du terrain a initialement ?t? autoris?e, le transfert de propri?t? a lieu ? l??ch?ance de la p?riode d?occupation autoris?e. Dans le m?me arr?t, la Cour de cassation pr?cisa que, dans tous les cas d?expropriation indirecte, l?int?ress? a droit ? une r?paration int?grale, l?acquisition du terrain ayant eu lieu sans titre. Toutefois, cette r?paration n?est pas vers?e automatiquement ; il incombe ? l?int?ress? de r?clamer des dommages-int?r?ts. En outre, le droit ? r?paration est assorti du d?lai de prescription pr?vu en cas de responsabilit? d?lictuelle, ? savoir cinq ans, commen?ant ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.
3. La jurisprudence apr?s l?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation
a) La prescription
27. Dans un premier temps, la jurisprudence consid?rait qu?aucun d?lai de prescription ne trouvait ? s?appliquer, puisque l?occupation sans titre du terrain constituait un acte ill?gal continu. La Cour de cassation, dans son arr?t no 1464 de 1983, affirma que le droit ? r?paration ?tait soumis ? un d?lai de prescription de cinq ans. Par la suite, la premi?re section de la Cour de cassation affirma qu?un d?lai de prescription de dix ans devait s?appliquer (arr?ts no 7952 de 1991 et no 10979 de 1992). Par un arr?t du 22 novembre 1992, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a d?finitivement tranch? la question, estimant que le d?lai de prescription est de cinq ans et qu?il commence ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.
b) L?arr?t no 188 de 1995 de la Cour constitutionnelle
28. Dans cet arr?t, la Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution le principe de l?expropriation indirecte, dans la mesure o? ce principe est ancr? dans une disposition l?gislative, ? savoir l?article 2043 du code civil r?gissant la responsabilit? d?lictuelle. Selon cet arr?t, le fait que l?administration devienne propri?taire d?un terrain en tirant b?n?fice de son comportement ill?gal ne pose aucun probl?me sur le plan constitutionnel, puisque l?int?r?t public, ? savoir la conservation de l?ouvrage public, l?emporte sur l?int?r?t du particulier, et donc sur le droit de propri?t? de ce dernier. La Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution l?application ? l?action en r?paration du d?lai de prescription de cinq ans, tel que pr?vu par l?article 2043 du code civil pour responsabilit? d?lictuelle.
c) Cas de non-application du principe de l?expropriation indirecte
29. Les d?veloppements de la jurisprudence montrent que le m?canisme par lequel la construction d?un ouvrage public entra?ne le transfert de propri?t? du terrain au b?n?fice de l?administration conna?t des exceptions.
30. Dans son arr?t no 874 de 1996, le Conseil d?Etat a affirm? qu?il n?y a pas d?expropriation indirecte lorsque les d?cisions de l?administration et le d?cret d?occupation d?urgence ont ?t? annul?s par les juridictions administratives ; si tel n??tait pas le cas, la d?cision judiciaire serait vid?e de substance.
31. Dans son arr?t no 1907 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? que l?administration ne devient pas propri?taire d?un terrain lorsque les d?cisions qu?elle a adopt?es et la d?claration d?utilit? publique doivent ?tre consid?r?es comme nulles ab initio. Dans ce cas, l?int?ress? garde la propri?t? du terrain et peut demander la restitutio in integrum. Il peut, comme alternative, demander des dommages-int?r?ts. L?ill?galit? dans ces cas a un caract?re permanent et aucun d?lai de prescription ne trouve application.
32. Dans l?arr?t no 6515 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? qu?il n?y a pas de transfert de propri?t? lorsque la d?claration d?utilit? publique a ?t? annul?e par les juridictions administratives. Dans ce cas, le principe de l?expropriation indirecte ne trouve donc pas ? s?appliquer. L?int?ress?, qui garde la propri?t? du terrain, a la possibilit? de demander la restitutio in integrum. L?introduction d?une demande en dommages-int?r?ts entra?ne une renonciation ? la restitutio in integrum. Le d?lai de prescription de cinq ans commence ? courir au moment o? la d?cision du juge administratif devient d?finitive.
33. Dans l?arr?t no 148 de 1998, la premi?re section de la Cour de cassation a suivi la jurisprudence des chambres r?unies et affirm? que le transfert de propri?t? par effet de l?expropriation indirecte n?a pas lieu lorsque la d?claration d?utilit? publique ? laquelle le projet de construction ?tait assorti a ?t? consid?r?e comme invalide ab initio.
34. Dans l?arr?t no 5902 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies a r?affirm? qu?il n?y a pas de transfert de propri?t? en l?absence de d?claration d?utilit? publique valide.
35. Il convient de comparer cette jurisprudence avec la loi no 458 de 1988 (voir ?? 36-37 ci-dessous) et avec le R?pertoire des dispositions sur l?expropriation, entr? en vigueur le 30 juin 2003 (voir ?? 45-46 ci-dessous).
4. La loi no458 du 27 octobre 1988
36. Aux termes de l?article 3 de cette loi, ? Le propri?taire d?un terrain, utilis? pour la construction de b?timents publics et de logements sociaux, a droit ? la r?paration du dommage subi, ? la suite d?une expropriation d?clar?e ill?gale par une d?cision pass?e en force de chose jug?e, mais ne peut pr?tendre ? la restitution de son bien. Il a ?galement droit, en plus de la r?paration du dommage, aux sommes dues en raison de la d?pr?ciation mon?taire et ? celles mentionn?es ? l?article 1224 ? 2 du code civil et ceci ? compter du jour de l?occupation ill?gale ?.
37. Interpr?tant l?article 3 de la loi de 1988, la Cour constitutionnelle, dans son arr?t du 12 juillet 1990 (n? 384), a consid?r? : ? Par la disposition attaqu?e, le l?gislateur, entre l?int?r?t des propri?taires des terrains – obtenir en cas d?expropriation ill?gale la restitution des terrains – et l?int?r?t public – concr?tis? par la destination de ces biens ? des finalit?s de constructions r?sidentielles publiques ? des conditions favorables ou conventionn?es – a donn? la priorit? ? ce dernier int?r?t ?.
5. Le montant de la r?paration en cas d?expropriation indirecte
38. Selon la jurisprudence de 1983 de la Cour de cassation en mati?re d?expropriation indirecte, une r?paration int?grale du pr?judice subi, sous forme de dommages-int?r?ts pour la perte du terrain, ?tait due ? l?int?ress? en contrepartie de la perte de propri?t? qu?entra?ne l?occupation ill?gale.
39. La loi budg?taire de 1992 (article 5 bis du d?cret-loi no 333 du 11 juillet 1992) modifia cette jurisprudence, dans le sens que le montant d? en cas d?expropriation indirecte ne pouvait d?passer le montant de l?indemnit? pr?vue pour le cas d?une expropriation formelle. Par l?arr?t no 369 de 1996, la Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnelle cette disposition.
40. En vertu de la loi budg?taire no 662 de 1996, qui fit suite ? la disposition d?clar?e inconstitutionnelle, l?indemnisation int?grale ne peut ?tre accord?e pour une occupation de terrain ayant eu lieu avant le 30 septembre 1996. Dans cette optique, l?indemnisation ?quivaut au montant de l?indemnit? pr?vue pour le cas d?une expropriation formelle, dans l?hypoth?se la plus favorable au propri?taire, moyennant une augmentation de 10 %.
41. Par l?arr?t no 148 du 30 avril 1999, la Cour constitutionnelle a jug? une telle indemnit? compatible avec la Constitution. Toutefois, dans le m?me arr?t, la Cour a pr?cis? qu?une indemnit? int?grale, ? concurrence de la valeur v?nale du terrain, peut ?tre r?clam?e lorsque l?occupation et la privation du terrain n?ont pas eu lieu pour cause d?utilit? publique.
6. La jurisprudence apr?s les arr?ts de la Cour du 30 mai 2000 dans les affaires Belvedere Alberghiera et Carbonara et Ventura
42. Par les arr?ts no 5902 et 6853 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies s?est ? nouveau prononc?e sur le principe de l?expropriation indirecte, en faisant r?f?rence aux deux arr?ts de la Cour pr?cit?s.
43. Au vu du constat de violation de l?article 1 du protocole no 1 dans les affaires ci-dessus, la Cour de cassation a affirm? que le principe de l?expropriation indirecte joue un r?le important dans le cadre du syst?me juridique italien et qu?il est compatible avec la Convention.
44. Plus sp?cifiquement, la Cour de cassation ? apr?s avoir analys? l?histoire du principe de l?expropriation indirecte – a dit qu?au vu de l?uniformit? de la jurisprudence en la mati?re, le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme ?tant pleinement ? pr?visible ? ? compter de 1983. De ce fait, l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r?e comme ?tant respectueuse du principe de l?galit?. S?agissant des occupations de terrain ayant lieu sans d?claration d?utilit? publique, la Cour de cassation a affirm? que celles-ci ne sont pas aptes ? transf?rer la propri?t? du bien ? l?Etat. Quant ? l?indemnisation, la Cour de cassation a affirm? que, m?me si elle est inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress?, et notamment ? la valeur du terrain, l?indemnisation due en cas d?expropriation indirecte est suffisante pour garantir un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu.
45. Saisi d?un recours en ex?cution d?une d?cision judiciaire d?finitive annulant la d?claration d?utilit? publique concernant une proc?dure d?expropriation, vu la demande de la partie requ?rante tendant ? obtenir la restitution du terrain entre-temps occup? et transform?, le Conseil d?Etat, dans son arr?t no 2/2005 du 29 avril 2005 rendu en s?ance pl?ni?re, s?est prononc? sur le point de savoir si la transformation irr?versible dudit terrain ? la suite de la construction de l?ouvrage ? public ? pouvait constituer une raison de droit emp?chant la restitution du terrain. Le Conseil d?Etat a r?pondu par la n?gative. Ce faisant, il a :
a) reconnu que le principe jurisprudentiel de l?expropriation indirecte est d?faillant quant au besoin de s?curit? juridique, en ce qui concerne entre autres le point de savoir ? quelle date l?ouvrage public doit ?tre consid?r? comme ? r?alis? ? et donc ? quelle date il y a eu transfert de propri?t? au b?n?fice de l?Etat ;
b) rendu hommage ? la jurisprudence de la Cour, et notamment ? l?arr?t Belvedere Alberghiera Srl c. Italie, en affirmant que, face ? une demande en restitution d?un bien ill?galement occup? et transform?, l?ouvrage r?alis? par les autorit?s publiques ne peut pas, en tant que tel, constituer un obstacle absolu ? la restitution ;
c) interpr?t? l?article 43 du R?pertoire (paragraphe 45 ci-dessous) dans le sens o? la non-restitution d?un terrain ne peut ?tre admise que dans des cas exceptionnels, ? savoir lorsque l?administration invoque un int?r?t public particuli?rement marqu? ? la conservation de l?ouvrage ;
d) affirm?, dans ce contexte, que l?expropriation indirecte ne saurait constituer une alternative (? una mera alternativa ?) ? une proc?dure d?expropriation en bonne et due forme.
7. Le R?pertoire des dispositions l?gislatives et r?glementaires en mati?re d?expropriation pour cause d?utilit? publique (ci apr?s ? le R?pertoire)
46. Le 30 juin 2003 est entr? en vigueur le D?cret Pr?sidentiel no 327 du 8 juin 2001, modifi? par le D?cret l?gislatif no 302 du 27 d?cembre 2002, et qui r?git la proc?dure d?expropriation. Le R?pertoire codifie les dispositions et la jurisprudence existantes en la mati?re. En particulier, il codifie le principe de l?expropriation indirecte. Le R?pertoire, qui ne s?applique pas aux cas d?occupation survenus ant?rieurement ? 1996 et ne s?applique donc pas en l?esp?ce, s?est substitu?, ? partir de son entr?e en vigueur, ? l?ensemble de la l?gislation la jurisprudence pr?c?dente en mati?re d?expropriation.
47. A son article 43, le R?pertoire pr?voit qu?en l?absence d?un d?cret d?expropriation, ou en l?absence de d?claration d?utilit? publique, un terrain transform? ? la suite de la r?alisation d?un ouvrage public est acquis au patrimoine de l?autorit? qui l?a transform? ; des dommages-int?r?ts sont accord?s en contrepartie. L?autorit? peut acqu?rir un bien m?me lorsque le plan d?urbanisme ou la d?claration d?utilit? publique ont ?t? annul?s. Le propri?taire peut demander au juge la restitution du terrain. L?autorit? en cause peut s?y opposer. Lorsque le juge d?cide de ne pas ordonner la restitution du terrain, le propri?taire a droit ? un d?dommagement.
EN DROIT
I. SUR L?EXCEPTION PR?LIMINAIRE DU GOUVERNEMENT
48. Le Gouvernement excipe de la tardivet? de la requ?te, dans la mesure o? le requ?rantes se plaignent qu?? l?issue de la proc?dure l?indemnit? qu?elles pourront obtenir sera calcul?e en fonction de la loi no 662 de 1996. Selon lui, le d?lai de six mois pr?vu ? l?article 35 de la Convention a commenc? ? courir au moment de l?entr?e en vigueur de la loi no 662 du 23 d?cembre 1996. A l?appui de ses all?gations, le Gouvernement cite l?affaire Miconi c. Italie (d?c.), no 66432/01, 6 mai 2004.
49. Les requ?rantes n?ont pas pr?sent? d?observations sur ce point.
50. La Cour note que une exception de tardivet? du Gouvernement a d?j? ?t? rejet?e lors de la d?cision sur la recevabilit? du 24 juin 2004 et que, dans son raisonnement, elle a estim? que les effets de l?occupation du terrain des requ?rantes s?analysent en une situation continue, qui, dans le cas d?esp?ce, n?a pas encore pris fin.
51. Dans la mesure o? l?exception pr?liminaire se r?f?re sp?cifiquement ? la question de l?indemnisation et pourrait ?tre consid?r?e comme ?tant nouvelle, la Cour rappelle qu?aux termes de l?article 55 de son r?glement, ? Si la Partie contractante d?fenderesse entend soulever une exception d?irrecevabilit?, elle doit le faire, pour autant que la nature de l?exception et les circonstances le permettent, dans les observations ?crites ou orales sur la recevabilit? de la requ?te (…) ?. Or, il ressort du dossier que cette condition ne se trouve pas remplie en l?esp?ce. Il y a donc forclusion.
52. En tout ?tat de cause, s?il est vrai que la loi no 662 de 1996 a ?tabli des crit?res de calcul pour l?indemnit? ? verser en cas d?expropriation indirecte, il est ?galement vrai que ni en 1996, ni d?ailleurs ? pr?sent, le requ?rantes ne disposaient d?un jugement faisant ?tat d?finitivement du transfert de propri?t? au b?n?fice de l?administration en vertu du principe de l?expropriation indirecte, et d?clarant en m?me temps que les requ?rantes avaient droit ? une r?paration. Dans ces circonstances, le requ?rantes ne pouvaient pas conclure ? l?applicabilit? d?une telle loi. Du surcro?t, le requ?rantes ne pouvaient imaginer quelle serait l?estimation de la valeur de leur terrain faite par les juges nationaux et quelles seraient les cons?quences financi?res d?coulant de l?application concr?te de cette loi ? leur cas.
53. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime qu?il y a lieu de rejeter l?exception du Gouvernement.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No1 DE LA CONVENTION
54. Les requ?rantes soutiennent avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l?article 1 du protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
A. Th?ses d?fendues devant la Cour
1. Les requ?rantes
55. Les requ?rantes observent qu?elles n?ont pas pu obtenir la r?paration int?grale du pr?judice subi, ? cause d?une loi budg?taire appliqu?e r?troactivement. A ce propos, elles remarquent que, par l?effet de l?application de la loi, l?indemnit? qu?elles recevront repr?sente 55% du pr?judice subi. De surcro?t, elles font valoir qu?elles n?ont pas encore re?u cette somme de la part de l?administration. De ce fait il y aurait violation du principe du juste ?quilibre.
56. Les requ?rantes d?noncent un manque de clart?, de pr?visibilit? et de pr?cision des principes et des dispositions appliqu?es ? leur cas au motif qu?un principe jurisprudentiel, tel que celui de l?expropriation indirecte, ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit?.
2. Le Gouvernement
57. Le Gouvernement fait observer que dans le cas d?esp?ce, il ne s?agit pas d?une occupation ? sine titulo ? depuis le d?but, mais d?une occupation qui a ?t? initialement autoris?e, dans le cadre d?une proc?dure administrative l?gitime et reposant sur une d?claration d?utilit? publique. A ce propos le Gouvernement affirme que les requ?rantes n?ont jamais attaqu? la d?claration d?utilit? publique devant le tribunal administratif.
58. Le Gouvernement admet que la proc?dure d?expropriation n?a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun d?cret d?expropriation n?a ?t? adopt?.
59. A d?faut d?un tel d?cret d?expropriation, les requ?rantes ont, en tout ?tat de cause, ?t? priv?es de leur bien par l?effet de la construction de l?ouvrage d?int?r?t public et de la transformation irr?versible du terrain que ce dernier a entra?n?. Cette privation de bien, selon le Gouvernement, n?est que la cons?quence du principe de l?expropriation indirecte, que les juridictions nationales, dans leurs d?cisions, ont appliqu?.
60. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n?est pas remis en cause par les requ?rantes.
61. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l?expropriation indirecte serait pr?vue par la loi.
62. Selon le Gouvernement, le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme ?tant ? pr?vu par la loi ?, m?me s?il a ?t? ?labor? par la jurisprudence dans un pays de ? civil law ? et non de ? common law ?.
63. A cet ?gard, le Gouvernement soutient que le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter de l?arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application. En outre, dans l?arr?t no 509 de 2003 (paragraphes 42-43 ci-dessus), la Cour de cassation a affirm? que le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme ?tant pleinement ? pr?visible et accessible
64. Le Gouvernement soutient qu?? partir de 1983 les r?gles de l?expropriation indirecte ?taient parfaitement claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.
65. A cet ?gard, le Gouvernement rappelle que la jurisprudence de la Cour a reconnu que l?id?e de loi est compr?hensive des principes g?n?raux ?nonc?s ou impliqu?s par elle (Winterwerp c. Pays-Bas, arr?t du 24 octobre 1979, s?rie A no 33 ? 45) ainsi que du droit non ?crit (voir l?arr?t Sunday Times c. Royaume-Uni (no1) du 26 avril 1979, s?rie A no 30, ? 47).
66. Il s?ensuit que la jurisprudence consolid?e de la Cour de cassation ne saurait ?tre exclue de la notion de loi au sens de la Convention.
67. Le Gouvernement rappelle que dans une affaire allemande (Forrer-Niedenthal c. Allemagne, arr?t du 20 f?vrier 2003) la Cour a consid?r? une loi allemande de 1997 comme suffisante, malgr? son impr?visibilit? manifeste, pour fournir une base l?gale aux d?cisions qui ont priv? la requ?rante de toute protection contre l?atteinte port?e ? sa propri?t?. Le Gouvernement demande ? la Cour d?appliquer le m?me crit?re de jugement ? la pr?sente affaire.
68. S?agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu?un d?cret d?expropriation n?ait pas ?t? prononc? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
69. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible en raison de la construction d?une ?uvre d?utilit? publique, la restitution de celui-ci n?est plus possible.
70. Le Gouvernement d?finit l?expropriation indirecte comme le r?sultat d?une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l?int?r?t g?n?ral pr?vale sur l?int?r?t des particuliers, lorsque l?ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et que celui-ci r?pond ? l?utilit? publique.
71. Troisi?mement, le juste ?quilibre serait respect?. Selon la jurisprudence de 1983 de la Cour de cassation en mati?re d?expropriation indirecte, l?administration est tenue d?indemniser int?gralement le particulier en contrepartie des irr?gularit?s commises. Cependant, le Gouvernement soutient que l?indemnisation ? accorder peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress?, vu que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l?ill?galit? commise par l?administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
72. Selon le Gouvernement dans la pr?sente affaire il y a une irr?gularit? ? purement formelle et d?importance mineure ? qui pouvait faire l?objet d?une loi r?troactive consistant ? r?duire le d?dommagement, sans pour autant l??liminer.
73. En outre, le Gouvernement estime que de toute fa?on, les requ?rantes auraient perdu la propri?t? de leur bien au motif que le terrain avait fait l?objet d?une d?claration d?utilit? publique.
B. Sur l?observation de l?article 1 du Protocole no 1
74 Les parties s?accordent pour dire qu?il y a eu ? privation de propri?t? ?.
75. Pour les requ?rantes il y a eu perte de disponibilit? totale du terrain sans d?cret d?expropriation ni indemnisation si bien qu?elle revient en substance ? une expropriation de fait.
76. Pour le Gouvernement, les requ?rantes doivent se consid?rer comme ayant ?t? priv?es de leur bien ? compter du moment o? celui-ci a ?t? irr?versiblement transform? ou, en tout cas, ? partir du moment retenu par le tribunal de comme moment du transfert de propri?t?.
77. La Cour rappelle que, pour d?terminer s?il y a eu privation de biens au sens de la deuxi?me phrase du premier alin?a de l?article 1 du Protocole no 1, il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
78. Elle rappelle que l?article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu?une ing?rence de l?autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l?ensemble des articles de la Convention (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Le principe de l?galit? signifie l?existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles (Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296-A, pp. 19-20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110).
79. La Cour reste convaincue que l?existence, en tant que telle, d?une base l?gale ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit? et estime utile de se pencher sur la question de la qualit? de la loi.
80. La Cour prend note de l??volution jurisprudentielle qui a conduit ? l??laboration du principe de l?expropriation indirecte. Elle rel?ve ?galement que ce principe a ?t? transpos? dans des textes de loi, tels que la loi no 458 de 1988, et, tout derni?rement, dans le R?pertoire des dispositions en mati?re d?expropriation. Ceci ?tant, la Cour ne perd pas de vue les applications contradictoires relev?es dans l?historique de la jurisprudence, et note ?galement des contradictions entre la jurisprudence et les textes de loi ?crits susmentionn?s. Ce point de vue a d?ailleurs ?t? adopt? par le Conseil d?Etat (paragraphe 45 ci-dessus) qui, dans son arr?t no 2 de 2005 rendu en s?ance pl?ni?re, a reconnu que le principe jurisprudentiel de l?expropriation indirecte n?a jamais donn? lieu ? une r?glementation stable, compl?te et pr?visible.
81. En outre, la Cour constate que, dans tous les cas, l?expropriation indirecte tend ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l?administration, tend ? r?gler les cons?quences pour le particulier et l?administration, et permet ? cette derni?re de tirer b?n?fice de son comportement ill?gal. Que ce soit en vertu d?un principe jurisprudentiel ou d?un texte de loi comme l?article 43 du R?pertoire, l?expropriation indirecte ne saurait donc constituer une alternative ? une expropriation en bonne et due forme (voir, sur ce point ?galement, la position du Conseil d?Etat, au paragraphe 45 ci-dessus).
82. En tout ?tat de cause, la Cour est appel?e ? v?rifier si la mani?re dont le droit interne est interpr?t? et appliqu? produit des effets conformes aux principes de la Convention.
83. La Cour constate qu?en l?esp?ce le requ?rantes ont perdu la disponibilit? de leur terrain qui a ?t? occup? et transform? de mani?re irr?versible en 1991. En effet, selon le tribunal de Rome l?occupation est devenue sans titre ? compter 30 septembre 1991 et, ? cette m?me date, les requ?rantes ont ?t? priv?es de leur bien. La proc?dure, pendante en appel, concerne notamment la question de savoir si la ville de Tivoli peut ?tre tenue pour responsable de la situation d?nonc?e.
84. A d?faut d?un acte formel de transfert de propri?t?, et ? d?faut d?un jugement national d?clarant qu?un tel transfert doit se consid?rer comme ayant eu lieu (Carbonara et Ventura c. Italie, pr?cit?, ? 80) et ?claircissant une fois pour toutes les circonstances exactes de celui-ci, la Cour estime que la perte de toute disponibilit? du terrain en question, combin?e avec l?impossibilit? jusqu?? ici de rem?dier ? la situation incrimin?e a engendr? des cons?quences assez graves pour que les requ?rantes aient subi une expropriation de fait incompatible avec leur droit au respect de leurs biens (arr?t Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce, arr?t du 24 juin 1993, s?rie A no 260-B, ? 45) et non conforme au principe de pr??minence du droit.
85. En conclusion, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
86. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
87. Les requ?rantes sollicitent le versement d?une indemnit? de 174 843 299 ITL, (90 299,02 EUR) somme qui r?sulte de la diff?rence entre la valeur du terrain litigieux et la somme qu?elles obtiendront ? l?issue de la proc?dure devant la cour d?appel.
88. Les requ?rantes r?clament le remboursement pour les frais encourus devant la Cour sans les chiffrer.
89. Le Gouvernement observe tout d?abord que les requ?rantes ne demandent pas le remboursement du dommage moral.
90. S?agissant du dommage mat?riel, le Gouvernement conteste les modalit?s de calcul employ?es dans les arr?ts Carbonara et Ventura c. Italie et Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, compte tenu de ce que la r??valuation du terrain ne devrait pas ?tre prise en compte afin de calculer le montant de l?indemnisation et que cette derni?re peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress?, vu que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif.
91. Le Gouvernement affirme que le pr?judice subi par les requ?rantes ne s?identifie pas avec la perte de la propri?t? mais se r?sume ? la m?connaissance du droit proc?dural des requ?rantes au respect des prescriptions l?gales et de garanties qu?elles sont cens?es assurer.
92. Il demande donc ? la Cour de ne pas prendre en consid?ration la valeur v?nale du terrain dans le calcul de la satisfaction ?quitable, mais de statuer en ?quit?.
93. Quant au dommage moral, ?tant donn? que les requ?rantes n?ont pas chiffr? leurs pr?tentions ? ce titre, le Gouvernement affirme que le constat de violation constituerait une satisfaction ?quitable.
94. Quant aux frais encourus devant la Cour, le Gouvernement note que les requ?rantes n?ont pas chiffr? leurs pr?tentions.
95. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et le requ?rant parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? l?UNANIMIT?,
1. Rejette l?exception pr?liminaire du Gouvernement ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 de la Convention ;
3. Dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rantes ? lui adresser par ?crit, dans le d?lai de trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 15 novembre 2005 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Michael O?Boyle Nicolas Bratza
Greffier Pr?sident

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