AFFAIRE CAPONE c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE CAPONE c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 29, P1-1
Numero: 20236/02/2005
Stato: Italia
Data: 2005-12-06 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata
QUARTA SEZIONE
CAUSA CAPONE C. ITALIA
(Richiesta no 20236/02)
SENTENZA
STRASBURGO
6 dicembre 2005
DEFINITIVO
06/03/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Capone c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta da:
Sir Nicolas Bratza, presidente,
Sigg. G. Bonello, K. Traja, V. Zagrebelsky, L. Garlicki, J. Borrego Borrego, la Sig.ra L. Mijovic, giudici,
e del Sig. Sig. O’Boyle, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 15 novembre 2005,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 20236/02) diretta contro la Repubblica italiana e in cui una cittadina di questo Stato, la Sig.ra C. C. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 21 ottobre 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dal Sig. P. L., avvocato a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I.M.Braguglia, dal suo coagente, il Sig. F.Crisafulli, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N.Lettieri.
3. Il 4 ottobre 2004, la quarta sezione ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi delle disposizioni dell’articolo 29 ? 3, ha deciso che sarebbero stati esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. Il richiedente ? nato nel 1925 e ha risieduto a Benevento. E? il proprietario di un terreno ubicato a Benevento e registrato al catasto, foglio 6.
5. Il 29 marzo 1990, il Ministero dei lavori pubblici (“Ministero dei lavori pubblici”) approv? il progetto di costruzione di una strada che doveva passare sul terreno del richiedente.
6. Con un’ordinanza del 19 agosto 1991, il Prefetto di Benevento autorizz? la societ? D. F. ad occupare di emergenza 8 801 metri quadrati del terreno, per un periodo massimale di cinque anni, in vista della sua espropriazione per la costruzione della strada.
7. L? 11 ottobre 1991, ci fu occupazione materiale.
8. Con un’ordinanza del 18 novembre 1997, il Prefetto di Benevento decret? l’espropriazione del terreno.
1. Il primo procedimento dinnanzi alle giurisdizioni amministrative
9. Il 3 ottobre 1991, il richiedente aveva introdotto nel frattempo, dinnanzi al tribunale amministrativo regionale (“TAR”) della Campania un ricorso che mirava ad ottenere l’annullamento dell’ordinanza che autorizzava l’occupazione del terreno.
10. Con una decisione deposta alla cancelleria il 21 ottobre 1993, il TAR accolse il ricorso del richiedente. La societ? D.F. affronta questa decisione dinnanzi al Consiglio di stato.
11. Con una sentenza deposta alla cancelleria l? 11 dicembre 1997, il Consiglio di stato accolse l’appello e deliber? che l’ordinanza in questione era stata adottata conformemente alla legge.
2. Il secondo procedimento dinnanzi alle giurisdizioni amministrative
12. Il 23 dicembre 1997, il richiedente introdusse dinnanzi al TAR un ricorso che mirava ad ottenere l’annullamento del decreto di espropriazione del 18 novembre 1997. Faceva valere in particolare che la misura attaccata era stata adottata al di l? del termine previsto dall’ordinanza prefettizia del 19 agosto 1991.
13. Con una decisione deposta alla cancelleria l? 11 agosto 1998, il TAR accolse il ricorso ed annull? il decreto di espropriazione. Questa decisione non vanne attaccata dinnanzi al Consiglio di stato e, di conseguenza, divent? definitiva.
3. Il procedimento dinnanzi alle giurisdizioni civili
14. Con un atto di citazione notificato il 31 maggio 1994, il richiedente aveva introdotto dinnanzi al tribunale di Napoli un’azione in danni interessi contro il Ministero dei lavori pubblici e dell’impresa nazionale dei Ponti e Carreggiate (“ANAS”). Adduceva che l’occupazione del terreno era senza titolo, e che bench? i lavori di costruzione effettuati sul suo terreno avessero trasformato questo, nessuno decreto di espropriazione e nessuno indennizzo erano intervenuti. Riferendosi al principio dell’espropriazione indiretta fissato dalla Corte di cassazione nella sentenza no 1464 del 26 febbraio 1983, invitava il tribunale a dichiarare che la costruzione del lavoro pubblico aveva ad un tale punto trasformato il loro terreno che aveva provocato la perdita irreversibile del bene.
15. Il 21 settembre 1995, il tribunale ordin? una perizia. Nel luglio 1996, un rapporto di perizia fu depositato alla cancelleria. Questo rapporto faceva stato della natura edificabile del terreno e del fatto che la trasformazione irreversibile della parte del terreno che era stato occupato, ovvero 8 801 metri quadrati, aveva avuto luogo nel 1994. Il valore venale del terreno a questa data era di 67 000 ITL il metro quadrato, cio? 589 667 000 ITL in totale. Inoltre, il perito constat? che la parte restante del terreno non era stata danneggiata.
16. All’epoca di un’udienza il 23 novembre 1999, il richiedente deposit? la decisione del TAR dell? 11 agosto 1998 con la quale il decreto di espropriazione era stato annullato. Appellandosi a questa decisione, e tenuto conto della sentenza del Consiglio di stato dell? 11 dicembre 1997, il richiedente modific? le conclusioni inizialmente presentati al tribunale. Chiese in particolare una somma corrispondente al valore venale del terreno, dato che il suo diritto di propriet? era stato neutralizzato in seguito al completamento dei lavori nel 1994. Inoltre sollecit? il versamento di un’indennit? di occupazione.
17. Con un giudizio del 6 maggio 2003, il tribunale di Napoli dichiar? che l’occupazione del terreno era illegale poich? il procedimento di espropriazione non era stato condotto a termine. Prese atto del fatto che il terreno era stato trasformato irreversibilmente dalla costruzione della strada nel 1994, e del fatto che il periodo di occupazione autorizzata era scaduto il 10 ottobre 1996. Alla vista di questi elementi, conformemente al principio dell’espropriazione indiretta, occupazione acquisitiva, il tribunale dichiar? in modo retroattivo il richiedente privato del suo bene, stimando che la propriet? del terreno era passata l’amministrazione per effetto della trasformazione irreversibile del terreno. Il tribunale accord? un indennizzo a concorrenza di 483 650, 89 EUR, pi? indicizzazione ed interessi, somma che doveva essere messa a carico equamente sia del ministero dei lavori pubblici e sia dell’ANAS. In quanto agli oneri di procedimento, questi furono rimborsati ai richiedenti a concorrenza di 10 329, 14 EUR.
18. Ad una data non precisata, l’ANAS ed il ministero dei lavori pubblici interposero appello di questo giudizio.
19. Il procedimento ? tuttora pendente dinnanzi alla corte di appello di Napoli.
IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
a) L’occupazione di emergenza di un terreno
20. In dritto italiano, il procedimento accelerato di espropriazione permette all’amministrazione di occupare un terreno e di costruire prima dell’espropriazione. Una volta dichiarato di utilit? pubblica il lavoro da realizzare ed adottato il progetto di costruzione, l’amministrazione pu? decretare l’occupazione di emergenza delle zone da espropriare per una durata determinata che non supera cinque anni, articolo 20 della legge no 865 del 1971. Questo decreto diventa nullo se l’occupazione materiale del terreno non ha luogo nei tre seguenti mesi la sua promulgazione. Prima della fine del periodo di occupazione autorizzata, un decreto di espropriazione formale deve essere preso.
21. L’occupazione autorizzata di un terreno d? diritto ad un’indennit? di occupazione. La Corte costituzionale ha riconosciuto, nella sua sentenza no 470 del 1990, un diritto di accesso immediato ad un tribunale ai fini di richiedere l’indennit? di occupazione appena il terreno ? occupato materialmente, senza bisogno di aspettare che l’amministrazione proceda ad un’offerta di indennizzo.

b) Il principio dell’espropriazione indiretta (“occupazione acquisitiva” o “accessione invertita”)
22. Negli anni 1970, parecchie amministrazioni locali procedettero ad occupazioni di emergenza di terreni che non furono seguite da decreti di espropriazione. Le giurisdizioni italiane si trovarono di fronte a casi in cui il proprietario di un terreno aveva perso di facto la disponibilit? di questo in ragione dell’occupazione e del compimento di lavori di costruzione di un lavoro pubblico. Restava da sapere se, semplicemente per effetto dei lavori effettuati, l’interessato aveva perso anche la propriet? terreno.
1. La giurisprudenza prima della sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
23. La giurisprudenza era molto divisa sul punto di sapere quale erano gli effetti della costruzione di un lavoro pubblico su un terreno occupato illegalmente. Per occupazione illegale, bisogna intendere un’occupazione illegale ab initio, o un’occupazione inizialmente autorizzata e diventata in seguito senza titolo, essendo stato annullato il titolo o proseguendo l’occupazione al di l? della scadenza autorizzata senza che un decreto di espropriazione fosse intervenuto.
24. Secondo una prima giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? terreno dopo il completamento del lavoro pubblico. Tuttavia, non poteva chiedere una rimessa in stato del terreno e poteva impegnare unicamente un’azione in danni ed interessi per occupazione abusiva, non sottoposta ad un termine di prescrizione poich? l’illegalit? derivante dall’occupazione era permanente. L’amministrazione poteva adottare in ogni momento una decisione formale di espropriazione; in questo caso, l’azione in danno-interessi si trasformava in controversia riguardante l’indennit? di espropriazione ed i danno-interessi erano dovuti solamente per il periodo anteriore al decreto di espropriazione per il non-godimento del terreno (vedere, tra altri, le sentenze della Corte di cassazione no 2341 del 1982, no 4741 di 1981, no 6452 e no 6308 del 1980).
25. Secondo una seconda giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione non perdeva la propriet? del terreno e poteva chiederne la rimessa in stato, quando l’amministrazione aveva agito senza che ci fosse stata utilit? pubblica (vedere, per esempio, Corte di cassazione, sentenza no 1578 del 1976, sentenza no 5679 del 1980).
26. Secondo una terza giurisprudenza, il proprietario del terreno occupato dall’amministrazione perdeva automaticamente la propriet? terreno nel momento della trasformazione irreversibile del bene, ovvero nel momento del completamento del lavoro pubblico. L’interessato aveva il diritto di chiedere dei danno-interessi (vedere la sentenza no 3243 del 1979 della Corte di cassazione).

2. La sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione

27. Con una sentenza del 16 febbraio 1983, la Corte di cassazione, deliberando in camere riunite, risolse il conflitto di giurisprudenza ed adott? la terza soluzione. Cos? fu consacrato il principio dell’espropriazione indiretta, accessione invertita od occupazione acquisitiva. In virt? di questo principio, il potere pubblico acquista ab origine la propriet? di un terreno senza procedere ad un’espropriazione formale quando, dopo l’occupazione del terreno, ed a prescindere dalla legalit? dell’occupazione, il lavoro pubblico ? stato realizzato. Quando l’occupazione ? ab initio senza titolo, il trasferimento di propriet? ha luogo nel momento del completamento del lavoro pubblico. Quando l’occupazione del terreno ? stata autorizzata inizialmente, il trasferimento di propriet? ha luogo alla scadenza del periodo di occupazione autorizzata. Nella stessa sentenza, la Corte di cassazione precis? che, in ogni caso di espropriazione indiretta, l’interessato ha diritto ad un risarcimento integrale, del terreno avendo avuto luogo senza titolo l’acquisizione. Questo risarcimento non ? versato tuttavia, automaticamente; incombe sull’interessato di richiedere dei danno-interessi. Inoltre, il diritto a risarcimento ? abbinato al termine di prescrizione contemplata in caso di responsabilit? da delitto, ovvero cinque anni, che cominciano a decorrere dal momento della trasformazione irreversibile del terreno.

3. La giurisprudenza dopo la sentenza no 1464 del 1983 della Corte di cassazione
a) La prescrizione
28. In un primo tempo, la giurisprudenza considerava che nessuno termine di prescrizione doveva applicarsi, poich? l’occupazione senza titolo del terreno costituiva un atto illegale continuo. La Corte di cassazione, nella sua sentenza no 1464 del 1983, afferm? che il diritto a risarcimento era sottoposto ad un termine di prescrizione di cinque anni. In seguito, la prima sezione della Corte di cassazione afferm? che un termine di prescrizione di dieci anni doveva applicarsi, sentenze no 7952 di 1991 e no 10979 del 1992. Con una sentenza del 22 novembre 1992, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha troncato definitivamente la questione, stimando che il termine di prescrizione ? di cinque anni e che comincia a decorrere dal momento della trasformazione irreversibile del terreno.

b) La sentenza no 188 del 1995 della Corte costituzionale
29. In questa sentenza, la Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione il principio dell’espropriazione indiretta, nella misura in cui questo principio si ? radicato in una disposizione legislativa, ovvero l’articolo 2043 del codice civile che regola la responsabilit? da delitto. Secondo questa sentenza, il fatto che l’amministrazione diventi proprietaria di un terreno traendo utile dal suo comportamento illegale non d? nessun problemi sul piano costituzionale, poich? l’interesse pubblico, ovvero la conservazione del lavoro pubblico, prevale sull’interesse dell’individuo, e dunque sul diritto di propriet? di questo ultimo. La Corte costituzionale ha giudicato compatibile con la Costituzione l’applicazione all’azione in risarcimento del termine di prescrizione di cinque anni, come previsto dall’articolo 2043 del codice civile per responsabilit? da delitto.

c)Caso di mancata applicazione del principio dell’espropriazione indiretta

30. Gli sviluppi della giurisprudenza mostrano che il meccanismo con il quale la costruzione di un lavoro pubblico provoca il trasferimento di propriet? del terreno a favore dell’amministrazione conosce delle eccezioni.
31. Nella sua sentenza no 874 del 1996, il Consiglio di stato ha affermato che non c’? espropriazione indiretta quando le decisioni dell’amministrazione ed il decreto di occupazione di emergenza sono state annullate dalle giurisdizioni amministrative; se cos? non fosse, la decisione giudiziale sarebbe svuotata di sostanza.
32. Nella sua sentenza no 1907 del 1997, la Corte di cassazione deliberando in camere riunite ha affermato che l’amministrazione non diventa proprietaria di un terreno quando le decisioni che ha adottato e la dichiarazione di utilit? pubblica devono essere considerat4 come nulli ab initio. In questo caso, l’interessato mantiene la propriet? dal terreno e pu? chiedere la restitutio in integrum. Pu?, come alternativa, chiedere dei danno-interessi. L’illegalit? in questi casi ha un carattere permanente e nessuno termine di prescrizione viene applicato.
33. Nella sentenza no 6515 del 1997, la Corte di cassazione deliberanodo in camere riunite ha affermato che non c’? trasferimento di propriet? quando la dichiarazione di utilit? pubblica ? stata annullata dalle giurisdizioni amministrative. In questo caso, il principio dell’espropriazione indiretta non si applica dunque. L’interessato mantenedno la propriet? dal terreno, ha la possibilit? di chiedere la restitutio in integrum. L’introduzione di una domanda in danno-interessi provoca una rinuncia alla restitutio in integrum. Il termine di prescrizione di cinque anni comincia a decorrere dal momento in cui la decisione del giudice amministrativo diventa definitiva.
34. Nella sentenza no 148 del 1998, la prima sezione della Corte di cassazione ha seguito la giurisprudenza delle camere riunite e ha affermato che il trasferimento di propriet? per effetto dell’espropriazione indiretta non ha luogo quando la dichiarazione di utilit? pubblica alla quale il progetto di costruzione era abbinato ? stata considerata come invalida ab initio.
35. Nella sentenza no 5902 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite ha riaffermato che non c’? trasferimento di propriet? in mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica valida.
36. Conviene confrontare questa giurisprudenza con la legge no 458 del 1988 e col Repertorio delle disposizioni sull’espropriazione, entrati in vigore il 30 giugno 2003. (vedere sotto ?? 47-48).
4. La legge no458 del 27 ottobre 1988
37. Ai termini dell’articolo 3 di questa legge, “Il proprietario di un terreno, utilizzato per la costruzione di edifici pubblici e di case popolari, ha diritto al risarcimento del danno subito, in seguito ad un’espropriazione dichiarata illegale tramite una decisione passata in forza di cosa giudicata, ma non pu? pretendere alla restituzione del suo bene. Ha anche dritto, ne pi? del risarcimento del danno, alle somme dovute in ragione del deprezzamento monetario ed a queste menzionate all’articolo 1224 ? 2 del codice civile e questo a contare dal giorno dell’occupazione illegale.”
38. Interpretando l’articolo 3 della legge di 1988, la Corte costituzionale, nella sua sentenza del 12 luglio 1990 (n? 384), ha considerato: “Con la disposizione attaccata, il legislatore, tra gli interessi dei proprietari dei terreni – ottenere in caso di espropriazione illegale la restituzione dei terreni – e l’interesse pubblico – concretizzato dalla destinazione di questi beni alle finalit? di costruzioni residenziali pubbliche alle condizioni favorevoli o convenzionate – ha dato la precedenza a questo ultimo interesse.”

5. L’importo del risarcimento in caso di espropriazione indiretta

39. Secondo la giurisprudenza di 1983 della Corte di cassazione in materia di espropriazione indiretta, un risarcimento integrale del danno subito, sotto forma di danno-interessi per la perdita del terreno, era dovuta all’interessato in compenso della perdita di propriet? che provoca l’occupazione illegale.
40. La legge di bilancio del 1992, articolo 5 bis della decreto-legge no 333 del 11 luglio 1992, modific? questa giurisprudenza, nel senso che l’importo dovuto in caso di espropriazione indiretta non poteva superare l’importo dell’indennit? contemplata per il caso di un’espropriazione formale. Con la sentenza no 369 del 1996, la Corte costituzionale dichiar? incostituzionale questa disposizione.
41. In virt? della legge di bilancio no 662 del 1996 che segu? la disposizione dichiarata incostituzionale, l’indennizzo integrale non poteva essere accordato per un’occupazione di terreno che aveva avuto luogo prima del 30 settembre 1996. In questa ottica, l’indennizzo equivaleva all’importo dell’indennit? contemplata nel caso di un’espropriazione formale, nell’ipotesi pi? favorevole al proprietario, mediante un aumento del 10%.
42. Con la sentenza no 148 del 30 aprile 1999, la Corte costituzionale ha giudicato simile indennit? compatibile con la Costituzione. Tuttavia, nella stessa sentenza, la Corte ha precisato che un’indennit? integrale, a concorrenza del valore venale del terreno, pu? essere richiesta quando l’occupazione e la privazione del terreno non hanno avuto luogo a causa di utilit? pubblica.
6. La giurisprudenza dopo le sentenze della Corte del 30 maggio 2000 nei cause Belvedere Alberghiera e Carbonara e Ventura
43. Con le sentenze no 5902 e 6853 del 2003, la Corte di cassazione in camere riunite si ? pronunciata di nuovo sul principio dell’espropriazione indiretta, facendo riferimento alle due sentenze precitate della Corte.
44. Alla vista della constatazione di violazione dell’articolo 1 del protocollo no 1 nelle cause sopra, la Corte di cassazione ha affermato che il principio dell’espropriazione indiretta sostiene un ruolo importante nella cornice del sistema giuridico italiano e che ? compatibile con la Convenzione.
45. Pi? specificamente, la Corte di cassazione-dopo avere analizzato la storia del principio dell’espropriazione indiretta – ha detto che in materia dell’uniformit? della giurisprudenza, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come pienamente “prevedibile” a contare del 1983. Per questo fatto, l’espropriazione indiretta deve essere considerata come rispettosa del principio di legalit?. In quanto alle occupazioni di terreno che hanno luogo senza dichiarazione di utilit? pubblica, la Corte di cassazione ha affermato che queste non sono atte a trasferire la propriet? del bene allo stato. In quanto all’indennizzo, la Corte di cassazione ha affermato che, anche se ? inferiore al danno subito dall’interessato, ed in particolare al valore del terreno, l’indennizzo dovuto in caso di espropriazione indiretta ? sufficiente per garantire un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo.
46. Investito di un ricorso in esecuzione di una decisione giudiziale definitiva che annulla la dichiarazione di utilit? pubblica riguardante un procedimento di espropriazione, vista la domanda della parte richiesta che tende ad ottenere la restituzione del terreno occupato e trasformato nel frattempo, il Consiglio di stato, nella sua sentenza no 2/2005 del 29 aprile 2005 resa in seduta plenaria, si ? pronunciato sul punto di sapere se la trasformazione irreversibile di suddetto terreno in seguito alla costruzione del lavoro “pubblico” poteva costituire una ragione di diritto che impedisce la restituzione del terreno. Il Consiglio di stato ha risposto negativamente. Ci? facendo, ha:
a) riconosciuto che il principio giurisprudenziale dell’espropriazione indiretta ? inadempiente in quanto al bisogno di sicurezza giuridica, per ci? che riguarda tra altri il punto di sapere in quale data il lavoro pubblico deve essere considerato come “realizzato” e dunque in quale data ci sia stato trasferimento di propriet? a favore dello stato;
b) reso omaggio alla giurisprudenza della Corte, ed in particolare alla sentenza Belvedere Alberghiera Srl c. Italia, affermando che, a fronte di una domanda di restituzione di un bene illegalmente occupato e trasformato, il lavoro realizzato dalle autorit? pubbliche non pu?, in quanto tale, costituire un ostacolo assoluto alla restituzione,;
c) interpretato l’articolo 43 del Repertorio, paragrafo 46 sotto, nel senso in cui la non-restituzione di un terreno pu? essere ammessa solamente in casi eccezionali, ovvero quando l’amministrazione invoca un interesse pubblico particolarmente contrassegnato dalla conservazione del lavoro;
d) affermato, in questo contesto, che l’espropriazione indiretta non potrebbe costituire un’alternativa (“una mera alternativa”) ad un procedimento di espropriazione in buona e dovuta forma.
7. Il Repertorio delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione a causa di utilit? pubblica, qui dopo “il Repertorio,
47. Il 30 giugno 2003 ? entrato in vigore il Decreto Presidenziale no 327 del 8 giugno 2001, modificato dal Decreto legislativo no 302 del 27 dicembre 2002, e che regola il procedimento di espropriazione. Il Repertorio codifica le disposizioni e la giurisprudenza esistenti in materia. In particolare, codifica il principio dell’espropriazione indiretta. Il Repertorio che non si applica ai casi di occupazione sopraggiunti anteriormente al 1996 e non si applica dunque nello specifico, si ? sostituito, a partire dalla sua entrata in vigore, all’insieme della legislazione di espropriazione della giurisprudenza precedente in materia.
48. Al suo articolo 43, il Repertorio contempla che in mancanza di un decreto di espropriazione, o in mancanza di dichiarazione di utilit? pubblica, un terreno trasformato in seguito alla realizzazione di un lavoro pubblico ? acquisito al patrimonio dell’autorit? che l’ha trasformato; dei danno-interessi sono accordati in compenso. L’autorit? pu? acquisire un bene anche quando o il piano di urbanistica o la dichiarazione di utilit? pubblica sono stati annullati. Il proprietario pu? chiedere al giudice la restituzione del terreno. L’autorit? in causa si pu? opporre. Quando il giudice decide di non ordinare la restituzione del terreno, il proprietario ha diritto ad un risarcimento.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
49. Il richiedente adduce essere stato privata nelle circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
50. Il Governo sostiene che la richiesta ? inammissibile al motivo che l’attentato addotto al diritto al rispetto dei beni del richiedente sarebbe legato strettamente alla durata del procedimento nazionale e visto che la lagnanza concernente questa ultima sarebbe inammissibile.
51. Il richiedente si oppone a questa tesi ed osserva che, dinnanzi alla Corte, non ha sollevato lagnanze concernenti la durata del procedimento nazionale.
52. La Corte ricorda al primo colpo che, all’epoca della comunicazione della richiesta, al Governo convenuto ? stato richiesto di rispondere unicamente alle questioni poste all’articolo 1 del Protocollo no 1. Ricorda poi che ha respinto delle eccezioni simili in parecchie cause (vedere, tra altri, Colacrai c. Italia (no 2), (d?c.) no 63868/00, 29 aprile 2004).
53. Segue che l’eccezione del Governo non potrebbe essere considerata. La Corte constata inoltre che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione e non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
Il Governo
54. Il Governo osserva che, malgrado la mancanza di un decreto di espropriazione, il richiedente ? stato in ogni caso privato del suo bene per effetto della costruzione del lavoro pubblico e della trasformazione irreversibile del terreno che questa ha provocato. A questo riguardo, il Governo sostiene che il giudice nazionale chiamato a deliberare in materia ha preso solamente atto di una situazione gi? consolidatasi e dichiara che c’? stata espropriazione indiretta. Per questo fatto, la decisione del giudice ha per sola funzione di dare alle parti la sicurezza giuridica, ossia la certezza che la privazione di propriet? abbia avuto luogo quando le condizioni si trovavano assolte.
55. Il Governo osserva che il tribunale di Benevento ha pronunciato un giudizio secondo il quale il richiedente ? considerato come privato del suo bene in seguito alla trasformazione di questo nel 1994. Nello specifico, il procedimento di espropriazione si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica ma non ? stata messa in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui l’occupazione del terreno ? diventata senza titolo e che nessuno decreto di espropriazione ? stato adottato. A difetto di tale decreto di espropriazione, il richiedente ? stato privato del suo terreno in virt? del principio dell’espropriazione indiretta, che il tribunale di Benevento ha applicato.
56. Il Governo sostiene che questa situazione ? conforme all’articolo 1 del Protocollo no 1.
57. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica.
58. Secondariamente, la privazione del bene come risulta dall’espropriazione indiretta sarebbe contemplata dalla legge. Secondo il Governo, a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
59. in quanto alla qualit? della legge, il Governo chiede alla Corte di far riferimento alla “giurisprudenza Zubani” e di considerare che il meccanismo dell’espropriazione indiretta che si basa su una dichiarazione di illegalit? da parte del giudice, ? conforme all’articolo 1 del Protocollo no 1. A questo proposito, il Governo fa osservare che la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che condiziona il trasferimento al patrimonio pubblico del bene illegalmente occupato.
60. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica di principi esistenti, che tende a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che questo risponda all’utilit? pubblica.
61. Infine, il giusto equilibrio sarebbe rispettato, e si riferisce su questo punto all’indennit? fissata dal tribunale di Benevento.
62. Alla luce di queste considerazioni, il Governo conclude che la situazione denunciata ? compatibile da tutti i punti di vista con l’articolo 1 del Protocollo no 1.
Il richiedente
63. Fa osservare che ha perso la disponibilit? del suo terreno dal 1991, o a contare dal momento in cui il terreno ? stato occupato materialmente. Questa situazione ? diventata definitiva con la trasformazione irreversibile del terreno nel 1994. Il richiedente considera che, in queste circostanze, ? stato in sostanza privato del suo bene e ha sottolineato l’illegalit? di questa situazione, in mancanza di un decreto di espropriazione.
64. In quanto al procedimento impegnato nel 1994 dinnanzi alle giurisdizioni civili, questo ? sempre pendente. Il richiedente non ha ottenuto cos?, ancora una decisione che delibera definitivamente sulla situazione denunciata e sul suo diritto al risarcimento. In mancanza di un tale giudizio definitivo, questa situazione si analizza in una situazione di illegalit? continua, sorgente di incertezza ed imprevedibilit?. A questo riguardo, il richiedente adduce che il principio dell’espropriazione indiretta non pu? essere considerato come “contemplato dalla legge.” L’illegalit? commessa dall’amministrazione non costituisce quindi, solamente una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo, ma anche una violazione sostanziale del suo diritto di propriet?.
65. Alla vista di questi elementi, il richiedente chiede alla Corte di concludere alla violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
Valutazione della Corte
66. La Corte nota che le parti si accordano per dire che c’? stata “privazione di propriet?.”
67. Per il richiedente vi ? stata perdita di disponibilit? totale del terreno senza decreto di espropriazione n? indennizzo cos? che si ritorna in sostanza ad un’espropriazione da fatto.
68. Per il Governo, il richiedente deve essere considerato come privato del suo bene a contare dal momento in cui questo ? stato trasformato irreversibilmente o, in ogni caso, a partire dal momento considerato dalle giurisdizioni nazionali come momento del trasferimento di propriet?.
69. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata privazione di beni al senso della seconda frase del primo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione equivale ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
70. Ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Il principio di legalit? notifica l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili (Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie A no 296-ha, pp. 19-20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie A no 102, p. 47, ? 110).
71. La Corte resta convinta che l’esistenza, in quanto tale, di una base legale non basta a soddisfare il principio di legalit? e stima utile di propendersi sulla questione della qualit? della legge.
72. La Corte prende nota dell’evoluzione giurisprudenziale che ha condotto all’elaborazione del principio dell’espropriazione indiretta. Rileva anche che questo principio ? stato trasposto nei testi di legge, come la legge no 458 del 1988, e, ultimamente, nel Repertorio delle disposizioni in materia di espropriazione. Essendo cos?, la Corte non perde di vista le applicazioni contraddittorie rilevate nella cronostoria della giurisprudenza, e nota anche delle contraddizioni tra la giurisprudenza ed i suddetti testi di legge scritta. Questo punto di vista ? stato adottato dal Consiglio di stato del resto, paragrafo 46 sopra che, nella sua sentenza no 2 di 2005 resa in seduta plenaria, ha riconosciuto che il principio giurisprudenziale dell’espropriazione indiretta non ha mai dato adito a regolamentazione stabile, completa e prevedibile.
73. Inoltre, la Corte constata che, in ogni caso, l’espropriazione indiretta tende ad interinare una situazione che deriva di fatto dalle illegalit? commesse dall’amministrazione ed a regolare le conseguenze per l’individuo e l’amministrazione, e permette a questa ultima di trarre utile dal suo comportamento illegale. Che sia in virt? di un principio giurisprudenziale o di un testo di legge come l’articolo 43 del Repertorio, l’espropriazione indiretta non potrebbe dunque costituire un’alternativa ad un’espropriazione in buona e dovuta forma (vedere, su questo punto anche, la posizione del Consiglio di stato, al paragrafo 46 sopra).
74. Ad ogni modo, la Corte ? chiamata a verificare se il modo di cui il diritto interno ? interpretato ed applicato produce degli effetti conformi ai principi della Convenzione.
75. La Corte constata che nello specifico il richiedente ha perso la disponibilit? del terreno che ? stato occupato nel 1991 e che ? stato trasformato in modo irreversibile nel 1994. Secondo il tribunale di Benevento, a questa stessa epoca i richiedenti sono stati privati del loro bene, visto che l’occupazione ? diventata senza titolo in seguito. Il procedimento, pendente in appello, riguarda in particolare la domanda di sapere in quale misura l’ANAS ed il ministero dei lavori pubblici possono essere ritenuti per responsabili della situazione denunciata e devono pagare un’indennit?.
76. A difetto di un atto formale di trasferimento di propriet?, ed in mancanza di un giudizio nazionale dichiarante che un tale trasferimento deve considerarsi come avendo avuto luogo, Carbonara e Ventura c. Italia, precitato, ? 80, e chiarendo una volta per tutte le circostanze esatte da questo, la Corte stima che la perdita di ogni disponibilit? del terreno in questione, combinata con l’impossibilit? fino ad ora di ovviare alla situazione incriminata ha generato delle conseguenze abbastanza gravi per le quali il richiedente ha subito un’espropriazione di fatto incompatibile col suo diritto al rispetto dei suoi beni (sentenza Papamichalopoulos ed altri c. Grecia, sentenza del 24 giugno 1993, serie A no 260-B, ? 45) e non conforme al principio di preminenza del diritto.
77. In conclusione, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
78. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
79. Il richiedente chiede alla Corte di ordinare una perizia per stabilire il valore reale del terreno. In ogni caso, richiede 559 727, 39 euro (EUR) a titolo del danno materiale e 250 000 EUR a titolo del danno morale che avrebbe subito. Il richiedente chiede anche 15 643, 36 EUR per oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
80. Il Governo sostiene che la soddisfazione equa non dovr? corrispondere al risarcimento integrale del danno subito. Di conseguenza, il Governo arguisce che la Corte debba accordare solamente la somma che corrisponde all’indennit? di espropriazione o, al massimo, la somma che corrisponde al valore del terreno controverso al momento dell’occupazione materiale. In quanto al danno morale, il Governo stima che la constatazione di violazione basta. In ogni caso, fa notare che la somma chiesta ? derogatoria. Il governo arguisce infine che gli oneri incorsi nel procedimento nazionale non sono rimborsabili e stima che la somma richiesta per il procedimento a Strasburgo ? eccessiva.
81. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva tenuto conto della possibilit? di un accordo tra lo stato convenuto e le interessate, articolo 75 ?? 1 e 4 dell’ordinamento.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3 Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nel termine di tre mesi a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darrle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 6 dicembre 2005 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Michael O’Boyle Nicolas Bratza
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
QUATRIEME SECTION
AFFAIRE CAPONE c. ITALIE
(Requ?te no 20236/02)
ARR?T
STRASBOURG
6 d?cembre 2005
D?FINITIF
06/03/2006
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Capone c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Sir Nicolas Bratza, pr?sident,
MM. G. Bonello,
K. Traja,
V. Zagrebelsky,
L. Garlicki,
J. Borrego Borrego,
Mme L. Mijovic, juges,
et de M. M. O?Boyle, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 15 novembre 2005,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 20236/02) dirig?e contre la R?publique italienne et dont une ressortissante de cet Etat, Mme C. C. (? la requ?rante ?), a saisi la Cour le 21 octobre 2000 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. La requ?rante est repr?sent?e par Me P. L., avocat ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I.M.Braguglia, par son coagent, M. F.Crisafulli, et par son coagent adjoint, M. N.Lettieri.
3. Le 4 octobre 2004, la quatri?me section a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant des dispositions de l?article 29 ? 3, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.
EN FAIT
LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
4. La requ?rante est n?e en 1925 et r?side ? B?n?vent. Elle est propri?taire d?un terrain sis ? B?n?vent et enregistr? au cadastre, feuille 6.
5. Le 29 mars 1990, le Minist?re des travaux publiques (? Ministero dei lavori pubblici ?) approuva le projet de construction d?une route devant passer sur le terrain de la requ?rante.
6. Par un arr?t? du 19 ao?t 1991, le Pr?fet de B?n?vent autorisa la soci?t? D. F. ? occuper d?urgence 8 801 m?tres carr?s du terrain, pour une p?riode maximale de cinq ans, en vue de son expropriation pour la construction de la route.
7. Le 11 octobre 1991, il y eut occupation mat?rielle.
8. Par un arr?t? du 18 novembre 1997, la Pr?fet de B?n?vent d?cr?ta l?expropriation du terrain.
1. La premi?re proc?dure devant les juridictions administratives
9. Entre-temps, le 3 octobre 1991, la requ?rante avait introduit devant le tribunal administratif r?gional (? TAR ?) de la Campanie un recours visant ? obtenir l?annulation de l?arr?t? autorisant l?occupation du terrain.
10. Par une d?cision d?pos?e au greffe le 21 octobre 1993, le TAR accueillit le recours de la requ?rante. La soci?t? D.F. attaqua cette d?cision devant le Conseil d?Etat.
11. Par un arr?t d?pos? au greffe le 11 d?cembre 1997, le Conseil d?Etat accueillit l?appel et statua que l?arr?t? en question avait ?t? adopt? conform?ment ? la loi.
2. La deuxi?me proc?dure devant les juridictions administratives
12. Le 23 d?cembre 1997, la requ?rante introduisit devant le TAR un recours visant ? obtenir l?annulation du d?cret d?expropriation du 18 novembre 1997. Elle faisait notamment valoir que la mesure attaqu?e avait ?t? adopt?e au-del? du d?lai pr?vu par l?arr?t? pr?fectoral du 19 ao?t 1991.
13. Par une d?cision d?pos?e au greffe le 11 ao?t 1998, le TAR accueillit le recours et annula le d?cret d?expropriation. Cette d?cision ne fat pas attaqu?e devant le Conseil d?Etat et, par cons?quent, elle devint d?finitive.
3. La proc?dure devant les juridictions civiles
14. Par un acte d?assignation notifi? le 31 mai 1994, la requ?rante avait introduit devant le tribunal de Naples une action en dommages int?r?ts ? l?encontre du Minist?re des travaux publics et de l?Entreprise nationale des Ponts et Chauss?es (? ANAS ?). Elle all?guait que l?occupation du terrain ?tait sans titre, et que bien que les travaux de construction effectu?s sur son terrain aient transform? celui-ci, aucun d?cret d?expropriation et aucune indemnisation n??taient intervenus. Se r?f?rant au principe de l?expropriation indirecte fix? par la Cour de cassation dans l?arr?t no 1464 du 26 f?vrier 1983, elle invitait le tribunal ? d?clarer que la construction de l?ouvrage public avait ? un tel point transform? leur terrain qu?elle avait entra?n? la perte irr?versible du bien.
15. Le 21 septembre 1995, le tribunal ordonna une expertise. En juillet 1996, un rapport d?expertise fut d?pos? au greffe. Ce rapport faisait ?tat de la nature constructible du terrain et de ce que la transformation irr?versible de la partie du terrain qui avait ?t? occup?e, ? savoir 8 801 m?tres carr?s, avait eu lieu en 1994. La valeur v?nale du terrain ? cette date ?tait de 67 000 ITL le m?tre carr?, ? savoir 589 667 000 ITL en total. En outre, l?expert constata que la partie restante du terrain n?avait pas ?t? endommag?e.
16. Lors d?une audience le 23 novembre 1999, la requ?rante d?posa la d?cision du TAR du 11 ao?t 1998, par laquelle le d?cret d?expropriation avait ?t? annul?. S?appuyant sur cette d?cision, et compte tenu de l?arr?t du Conseil d?Etat du 11 d?cembre 1997, la requ?rante modifia les conclusions initialement pr?sent?es au tribunal. Elle demanda notamment une somme correspondant ? la valeur v?nale du terrain, ?tant donn? que son droit de propri?t? avait ?t? neutralis? ? la suite de l?ach?vement des travaux en 1994. En outre elle sollicita le versement de d?une indemnit? d?occupation.
17. Par un jugement du 6 mai 2003, le tribunal de Naples d?clara que l?occupation du terrain ?tait ill?gale puisque la proc?dure d?expropriation n?avait pas ?t? men?e ? terme. Il pris acte de ce que le terrain avait irr?versiblement ?t? transform? par la construction de la route en 1994, et de ce que la p?riode d?occupation autoris?e avait expir? le 10 octobre 1996. Au vu de ces ?l?ments, conform?ment au principe de l?expropriation indirecte (occupazione acquisitiva), le tribunal d?clara la requ?rante r?troactivement priv?e de son bien, estimant que la propri?t? du terrain ?tait pass?e l?administration par l?effet de la transformation irr?versible du terrain. Le tribunal accorda une indemnisation ? concurrence de 483 650, 89 EUR, plus indexation et int?r?ts, somme qui devait ?tre solidairement mise ? la charge du minist?re des travaux public et de l?ANAS. Quant aux frais de proc?dure, ceux-ci furent rembours?s aux requ?rants ? concurrence de 10 329, 14 EUR.
18. A une date non pr?cis?e, l?ANAS et le minist?re des travaux publics interjet?rent appel de ce jugement.
19. La proc?dure est pendante ? ce jour devant la cour d?appel de Naples.
LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
a) L?occupation d?urgence d?un terrain
20. En droit italien, la proc?dure acc?l?r?e d?expropriation permet ? l?administration d?occuper un terrain et d?y construire avant l?expropriation. Une fois l?ouvrage ? r?aliser d?clar? d?utilit? publique et le projet de construction adopt?, l?administration peut d?cr?ter l?occupation d?urgence des zones ? exproprier pour une dur?e d?termin?e n?exc?dant pas cinq ans (article 20 de la loi no 865 de 1971). Ce d?cret devient caduc si l?occupation mat?rielle du terrain n?a pas lieu dans les trois mois suivant sa promulgation. Avant la fin de la p?riode d?occupation autoris?e, un d?cret d?expropriation formelle doit ?tre pris.
21. L?occupation autoris?e d?un terrain donne droit ? une indemnit? d?occupation. La Cour constitutionnelle a reconnu, dans son arr?t no 470 de 1990, un droit d?acc?s imm?diat ? un tribunal aux fins de r?clamer l?indemnit? d?occupation d?s que le terrain est mat?riellement occup?, sans besoin d?attendre que l?administration proc?de ? une offre d?indemnisation.
b) Le principe de l?expropriation indirecte (? occupazione acquisitiva ? ou ? accessione invertita ?)
22. Dans les ann?es 1970, plusieurs administrations locales proc?d?rent ? des occupations d?urgence de terrains qui ne furent pas suivies de d?crets d?expropriation. Les juridictions italiennes se trouv?rent confront?es ? des cas o? le propri?taire d?un terrain avait perdu de facto la disponibilit? de celui-ci en raison de l?occupation et de l?accomplissement de travaux de construction d?un ouvrage public. Restait ? savoir si, simplement par l?effet des travaux effectu?s, l?int?ress? avait perdu ?galement la propri?t? du terrain.
1. La jurisprudence avant l?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation
23. La jurisprudence ?tait tr?s partag?e sur le point de savoir quels ?taient les effets de la construction d?un ouvrage public sur un terrain occup? ill?galement. Par occupation ill?gale, il faut entendre une occupation ill?gale ab initio, ou bien une occupation initialement autoris?e et devenue sans titre par la suite, le titre ?tant annul? ou bien l?occupation se poursuivant au-del? de l??ch?ance autoris?e sans qu?un d?cret d?expropriation ne soit intervenu.
24. Selon une premi?re jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration ne perdait pas la propri?t? du terrain apr?s l?ach?vement de l?ouvrage public. Toutefois, il ne pouvait pas demander une remise en l??tat du terrain et pouvait uniquement engager une action en dommages et int?r?ts pour occupation abusive, non soumise ? un d?lai de prescription puisque l?ill?galit? d?coulant de l?occupation ?tait permanente. L?administration pouvait ? tout moment adopter une d?cision formelle d?expropriation ; dans ce cas, l?action en dommages-int?r?ts se transformait en litige portant sur l?indemnit? d?expropriation et les dommages-int?r?ts n??taient dus que pour la p?riode ant?rieure au d?cret d?expropriation pour la non-jouissance du terrain (voir, entre autres, les arr?ts de la Cour de cassation no 2341 de 1982, no 4741 de 1981, no 6452 et no 6308 de 1980).
25. Selon une deuxi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration ne perdait pas la propri?t? du terrain et pouvait demander la remise en l??tat, lorsque l?administration avait agi sans qu?il y ait utilit? publique (voir, par exemple, Cour de cassation, arr?t no 1578 de 1976, arr?t no 5679 de 1980).
26. Selon une troisi?me jurisprudence, le propri?taire du terrain occup? par l?administration perdait automatiquement la propri?t? du terrain au moment de la transformation irr?versible du bien, ? savoir au moment de l?ach?vement de l?ouvrage public. L?int?ress? avait le droit de demander des dommages-int?r?ts (voir l?arr?t no 3243 de 1979 de la Cour de cassation).
2. L?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation
27. Par un arr?t du 16 f?vrier 1983, la Cour de cassation, statuant en chambres r?unies, r?solut le conflit de jurisprudence et adopta la troisi?me solution. Ainsi fut consacr? le principe de l?expropriation indirecte (accessione invertita ou occupazione acquisitiva). En vertu de ce principe, la puissance publique acquiert ab origine la propri?t? d?un terrain sans proc?der ? une expropriation formelle lorsque, apr?s l?occupation du terrain, et ind?pendamment de la l?galit? de l?occupation, l?ouvrage public a ?t? r?alis?. Lorsque l?occupation est ab initio sans titre, le transfert de propri?t? a lieu au moment de l?ach?vement de l?ouvrage public. Lorsque l?occupation du terrain a initialement ?t? autoris?e, le transfert de propri?t? a lieu ? l??ch?ance de la p?riode d?occupation autoris?e. Dans le m?me arr?t, la Cour de cassation pr?cisa que, dans tous les cas d?expropriation indirecte, l?int?ress? a droit ? une r?paration int?grale, l?acquisition du terrain ayant eu lieu sans titre. Toutefois, cette r?paration n?est pas vers?e automatiquement ; il incombe ? l?int?ress? de r?clamer des dommages-int?r?ts. En outre, le droit ? r?paration est assorti du d?lai de prescription pr?vu en cas de responsabilit? d?lictuelle, ? savoir cinq ans, commen?ant ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.
3. La jurisprudence apr?s l?arr?t no 1464 de 1983 de la Cour de cassation
a) La prescription
28. Dans un premier temps, la jurisprudence consid?rait qu?aucun d?lai de prescription ne trouvait ? s?appliquer, puisque l?occupation sans titre du terrain constituait un acte ill?gal continu. La Cour de cassation, dans son arr?t no 1464 de 1983, affirma que le droit ? r?paration ?tait soumis ? un d?lai de prescription de cinq ans. Par la suite, la premi?re section de la Cour de cassation affirma qu?un d?lai de prescription de dix ans devait s?appliquer (arr?ts no 7952 de 1991 et no 10979 de 1992). Par un arr?t du 22 novembre 1992, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a d?finitivement tranch? la question, estimant que le d?lai de prescription est de cinq ans et qu?il commence ? courir au moment de la transformation irr?versible du terrain.
b) L?arr?t no 188 de 1995 de la Cour constitutionnelle
29. Dans cet arr?t, la Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution le principe de l?expropriation indirecte, dans la mesure o? ce principe est ancr? dans une disposition l?gislative, ? savoir l?article 2043 du code civil r?gissant la responsabilit? d?lictuelle. Selon cet arr?t, le fait que l?administration devienne propri?taire d?un terrain en tirant b?n?fice de son comportement ill?gal ne pose aucun probl?me sur le plan constitutionnel, puisque l?int?r?t public, ? savoir la conservation de l?ouvrage public, l?emporte sur l?int?r?t du particulier, et donc sur le droit de propri?t? de ce dernier. La Cour constitutionnelle a jug? compatible avec la Constitution l?application ? l?action en r?paration du d?lai de prescription de cinq ans, tel que pr?vu par l?article 2043 du code civil pour responsabilit? d?lictuelle.
c) Cas de non-application du principe de l?expropriation indirecte
30. Les d?veloppements de la jurisprudence montrent que le m?canisme par lequel la construction d?un ouvrage public entra?ne le transfert de propri?t? du terrain au b?n?fice de l?administration conna?t des exceptions.
31. Dans son arr?t no 874 de 1996, le Conseil d?Etat a affirm? qu?il n?y a pas d?expropriation indirecte lorsque les d?cisions de l?administration et le d?cret d?occupation d?urgence ont ?t? annul?s par les juridictions administratives ; si tel n??tait pas le cas, la d?cision judiciaire serait vid?e de substance.
32. Dans son arr?t no 1907 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? que l?administration ne devient pas propri?taire d?un terrain lorsque les d?cisions qu?elle a adopt?es et la d?claration d?utilit? publique doivent ?tre consid?r?es comme nulles ab initio. Dans ce cas, l?int?ress? garde la propri?t? du terrain et peut demander la restitutio in integrum. Il peut, comme alternative, demander des dommages-int?r?ts. L?ill?galit? dans ces cas a un caract?re permanent et aucun d?lai de prescription ne trouve application.
33. Dans l?arr?t no 6515 de 1997, la Cour de cassation statuant en chambres r?unies a affirm? qu?il n?y a pas de transfert de propri?t? lorsque la d?claration d?utilit? publique a ?t? annul?e par les juridictions administratives. Dans ce cas, le principe de l?expropriation indirecte ne trouve donc pas ? s?appliquer. L?int?ress?, qui garde la propri?t? du terrain, a la possibilit? de demander la restitutio in integrum. L?introduction d?une demande en dommages-int?r?ts entra?ne une renonciation ? la restitutio in integrum. Le d?lai de prescription de cinq ans commence ? courir au moment o? la d?cision du juge administratif devient d?finitive.
34. Dans l?arr?t no 148 de 1998, la premi?re section de la Cour de cassation a suivi la jurisprudence des chambres r?unies et affirm? que le transfert de propri?t? par effet de l?expropriation indirecte n?a pas lieu lorsque la d?claration d?utilit? publique ? laquelle le projet de construction ?tait assorti a ?t? consid?r?e comme invalide ab initio.
35. Dans l?arr?t no 5902 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies a r?affirm? qu?il n?y a pas de transfert de propri?t? en l?absence de d?claration d?utilit? publique valide.
36. Il convient de comparer cette jurisprudence avec la loi no 458 de 1988 (voir ?? 37-38 ci-dessous) et avec le R?pertoire des dispositions sur l?expropriation, entr? en vigueur le 30 juin 2003 (voir ?? 47-48 ci-dessous).
4. La loi no458 du 27 octobre 1988
37. Aux termes de l?article 3 de cette loi, ? Le propri?taire d?un terrain, utilis? pour la construction de b?timents publics et de logements sociaux, a droit ? la r?paration du dommage subi, ? la suite d?une expropriation d?clar?e ill?gale par une d?cision pass?e en force de chose jug?e, mais ne peut pr?tendre ? la restitution de son bien. Il a ?galement droit, en plus de la r?paration du dommage, aux sommes dues en raison de la d?pr?ciation mon?taire et ? celles mentionn?es ? l?article 1224 ? 2 du code civil et ceci ? compter du jour de l?occupation ill?gale ?.
38. Interpr?tant l?article 3 de la loi de 1988, la Cour constitutionnelle, dans son arr?t du 12 juillet 1990 (n? 384), a consid?r? : ? Par la disposition attaqu?e, le l?gislateur, entre l?int?r?t des propri?taires des terrains – obtenir en cas d?expropriation ill?gale la restitution des terrains – et l?int?r?t public – concr?tis? par la destination de ces biens ? des finalit?s de constructions r?sidentielles publiques ? des conditions favorables ou conventionn?es – a donn? la priorit? ? ce dernier int?r?t ?.
5. Le montant de la r?paration en cas d?expropriation indirecte
39. Selon la jurisprudence de 1983 de la Cour de cassation en mati?re d?expropriation indirecte, une r?paration int?grale du pr?judice subi, sous forme de dommages-int?r?ts pour la perte du terrain, ?tait due ? l?int?ress? en contrepartie de la perte de propri?t? qu?entra?ne l?occupation ill?gale.
40. La loi budg?taire de 1992 (article 5 bis du d?cret-loi no 333 du 11 juillet 1992) modifia cette jurisprudence, dans le sens que le montant d? en cas d?expropriation indirecte ne pouvait d?passer le montant de l?indemnit? pr?vue pour le cas d?une expropriation formelle. Par l?arr?t no 369 de 1996, la Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnelle cette disposition.
41. En vertu de la loi budg?taire no 662 de 1996, qui fit suite ? la disposition d?clar?e inconstitutionnelle, l?indemnisation int?grale ne peut ?tre accord?e pour une occupation de terrain ayant eu lieu avant le 30 septembre 1996. Dans cette optique, l?indemnisation ?quivaut au montant de l?indemnit? pr?vue pour le cas d?une expropriation formelle, dans l?hypoth?se la plus favorable au propri?taire, moyennant une augmentation de 10 %.
42. Par l?arr?t no 148 du 30 avril 1999, la Cour constitutionnelle a jug? une telle indemnit? compatible avec la Constitution. Toutefois, dans le m?me arr?t, la Cour a pr?cis? qu?une indemnit? int?grale, ? concurrence de la valeur v?nale du terrain, peut ?tre r?clam?e lorsque l?occupation et la privation du terrain n?ont pas eu lieu pour cause d?utilit? publique.
6. La jurisprudence apr?s les arr?ts de la Cour du 30 mai 2000 dans les affaires Belvedere Alberghiera et Carbonara et Ventura
43. Par les arr?ts no 5902 et 6853 de 2003, la Cour de cassation en chambres r?unies s?est ? nouveau prononc?e sur le principe de l?expropriation indirecte, en faisant r?f?rence aux deux arr?ts de la Cour pr?cit?s.
44. Au vu du constat de violation de l?article 1 du protocole no 1 dans les affaires ci-dessus, la Cour de cassation a affirm? que le principe de l?expropriation indirecte joue un r?le important dans le cadre du syst?me juridique italien et qu?il est compatible avec la Convention.
45. Plus sp?cifiquement, la Cour de cassation ? apr?s avoir analys? l?histoire du principe de l?expropriation indirecte – a dit qu?au vu de l?uniformit? de la jurisprudence en la mati?re, le principe de l?expropriation indirecte doit se consid?rer comme ?tant pleinement ? pr?visible ? ? compter de 1983. De ce fait, l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r?e comme ?tant respectueuse du principe de l?galit?. S?agissant des occupations de terrain ayant lieu sans d?claration d?utilit? publique, la Cour de cassation a affirm? que celles-ci ne sont pas aptes ? transf?rer la propri?t? du bien ? l?Etat. Quant ? l?indemnisation, la Cour de cassation a affirm? que, m?me si elle est inf?rieure au pr?judice subi par l?int?ress?, et notamment ? la valeur du terrain, l?indemnisation due en cas d?expropriation indirecte est suffisante pour garantir un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu.
46. Saisi d?un recours en ex?cution d?une d?cision judiciaire d?finitive annulant la d?claration d?utilit? publique concernant une proc?dure d?expropriation, vu la demande de la partie requ?rante tendant ? obtenir la restitution du terrain, le Conseil d?Etat, dans son arr?t no 2/2005 du 29 avril 2005 rendu en s?ance pl?ni?re, s?est prononc? sur le point de savoir si la transformation irr?versible dudit terrain ? la suite de la construction de l?ouvrage ? public ? pouvait constituer une raison de droit emp?chant la restitution du terrain. Le Conseil d?Etat a r?pondu par la n?gative. Ce faisant, il a :
a) reconnu que le principe jurisprudentiel de l?expropriation indirecte est d?faillant quant au besoin de s?curit? juridique, entre autres en ce qui concerne le point de savoir ? quelle date l?ouvrage public doit ?tre consid?r? comme ? r?alis? ? et donc ? quelle date il y a eu transfert de propri?t? au b?n?fice de l?Etat ;
b) rendu hommage ? la jurisprudence de la Cour, et notamment ? l?arr?t Belvedere Alberghiera Srl c. Italie, en affirmant que, face ? une demande en restitution d?un bien ill?galement occup? et transform?, l?ouvrage r?alis? par les autorit?s publiques ne peut pas, en tant que tel, constituer un obstacle absolu ? la restitution ;
c) interpr?t? l?article 43 du R?pertoire (paragraphe 48 ci-dessous) dans le sens o? la non-restitution d?un terrain ne peut ?tre admise que dans des cas exceptionnels, ? savoir lorsque l?administration invoque un int?r?t public particuli?rement marqu? ? la conservation de l?ouvrage ;
d) affirm?, dans ce contexte, que l?expropriation indirecte ne saurait constituer une alternative (? una mera alternativa ?) ? une proc?dure d?expropriation en bonne et due forme.
7. Le R?pertoire des dispositions l?gislatives et r?glementaires en mati?re d?expropriation pour cause d?utilit? publique (ci apr?s ? le R?pertoire)
47. Le 30 juin 2003 est entr? en vigueur le D?cret Pr?sidentiel no 327 du 8 juin 2001, modifi? par le D?cret l?gislatif no 302 du 27 d?cembre 2002, et qui r?git la proc?dure d?expropriation. Le R?pertoire codifie les dispositions et la jurisprudence existantes en la mati?re. En particulier, il codifie le principe de l?expropriation indirecte. Le R?pertoire, qui ne s?applique pas aux cas d?occupation survenus ant?rieurement ? 1996 et ne s?applique donc pas en l?esp?ce, s?est substitu?, ? partir de son entr?e en vigueur, ? l?ensemble de la l?gislation la jurisprudence pr?c?dente en mati?re d?expropriation.
48. A son article 43, le R?pertoire pr?voit qu?en l?absence d?un d?cret d?expropriation, ou en l?absence de d?claration d?utilit? publique, un terrain transform? ? la suite de la r?alisation d?un ouvrage public est acquis au patrimoine de l?autorit? qui l?a transform? ; des dommages-int?r?ts sont accord?s en contrepartie. L?autorit? peut acqu?rir un bien m?me lorsque le plan d?urbanisme ou la d?claration d?utilit? publique ont ?t? annul?s. Le propri?taire peut demander au juge la restitution du terrain. L?autorit? en cause peut s?y opposer. Lorsque le juge d?cide de ne pas ordonner la restitution du terrain, le propri?taire a droit ? un d?dommagement.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
49. La requ?rante all?gue avoir ?t? priv?e dans des circonstances incompatibles avec l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
50. Le Gouvernement soutient que la requ?te est irrecevable au motif que l?atteinte all?gu?e au droit au respect des biens de la requ?rante serait ?troitement li?e ? la dur?e de la proc?dure nationale et vu que le grief concernant cette derni?re serait irrecevable.
51. La requ?rante s?oppose ? cette th?se et observe que, devant la Cour, elle n?a pas soulev? de griefs concernant la dur?e de la proc?dure nationale.
52. La Cour rappelle d?embl?e que, lors de la communication de la requ?te, la Gouvernement d?fendeur a ?t? requis de r?pondre ? des questions pos?es uniquement sur l?article 1 du Protocole no 1. Elle rappelle ensuite qu?elle a rejet? des exceptions semblables dans plusieurs affaires (voir, parmi d?autres, Colacrai c. Italie (no 2), (d?c.) no 63868/00, 29 avril 2004).
53. Il s?ensuit que l?exception du Gouvernement ne saurait ?tre retenue. La Cour constate en outre que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention et ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
Le Gouvernement
54. Le Gouvernement observe que, malgr? l?absence d?un d?cret d?expropriation, la requ?rant a en tout cas ?t? priv?e de son bien par l?effet de la construction de l?ouvrage public et de la transformation irr?versible du terrain que celle-ci a entra?n?e. A cet ?gard, le Gouvernement soutient que le juge national appel? ? statuer en la mati?re ne fait que prendre acte d?une situation s??tant d?j? consolid?e et que d?clarer qu?il y a eu expropriation indirecte. De ce fait, la d?cision du juge a pour seule fonction de donner aux parties la s?curit? juridique, ? savoir la certitude que la privation de propri?t? a eu lieu lorsque les conditions sont remplies.
55. Le Gouvernement observe que le tribunal de B?n?vent a prononc? un jugement, selon lequel la requ?rante est consid?r?e comme ayant ?t? priv?e de son bien ? la suite de la transformation de celui-ci en 1994.En l?esp?ce, la proc?dure d?expropriation repose sur une d?claration d?utilit? publique mais n?a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? l?occupation du terrain est devenue sans titre et qu?aucun d?cret d?expropriation n?a ?t? adopt?. A d?faut d?un tel d?cret d?expropriation, la requ?rante a ?t? priv?e de son terrain en vertu du principe de l?expropriation indirecte, que le tribunal de B?n?vent a appliqu?.
56. Le Gouvernement soutient que cette situation est conforme ? l?article 1 du Protocole no 1.
57. Premi?rement, il y aurait utilit? publique.
58. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l?expropriation indirecte serait pr?vue par la loi. Selon le Gouvernement, ? partir de 1983, les r?gles de l?expropriation indirecte ?taient parfaitement claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.
59. S?agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement demande ? la Cour de revenir ? la ? jurisprudence Zubani ? et de consid?rer que le m?canisme de l?expropriation indirecte, qui se fonde sur une d?claration d?ill?galit? de la part du juge, est conforme ? l?article 1 du Protocole no 1. A ce propos, le Gouvernement fait observer que le constat d?ill?galit? de la part du juge est l??l?ment qui conditionne le transfert au patrimoine public du bien ill?galement occup?.
60. Le Gouvernement d?finit l?expropriation indirecte comme le r?sultat d?une interpr?tation syst?matique de principes existants, tendant ? garantir que l?int?r?t g?n?ral pr?vale sur l?int?r?t des particuliers, lorsque l?ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et que celui-ci r?pond ? l?utilit? publique.
61. Enfin, le juste ?quilibre serait respect?, et se r?f?re sur ce point ? l?indemnit? fix?e par le tribunal de B?n?vent.
62. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement conclut que la situation d?nonc?e est compatible de tous les points de vue avec l?article 1 du Protocole no 1.
La requ?rante
63. Elle fait observer qu?elle a perdu la disponibilit? de son terrain depuis 1991, soit ? compter du moment o? le terrain a ?t? mat?riellement occup?. Cette situation est devenue d?finitive avec la transformation irr?versible du terrain en 1994. La requ?rante consid?rent que, dans ces circonstances, elle a ?t? en substance priv?e de son bien et souligne l?ill?galit? de cette situation, en l?absence d?un d?cret d?expropriation.
64. Quant ? la proc?dure engag?e en 1994 devant les juridictions civiles, celle-ci est toujours pendante. Ainsi, la requ?rante n?a pas encore obtenu une d?cision statuant d?finitivement sur la situation d?nonc?e et sur son droit ? r?paration. En l?absence d?un tel jugement d?finitif, cette situation s?analyse en une situation d?ill?galit? continue, source d?incertitude et impr?visibilit?. A cet ?gard, la requ?rante all?gue que le principe de l?expropriation indirecte ne peut pas ?tre consid?r? comme ?tant ? pr?vu par la loi ?. D?s lors, l?ill?galit? commise par l?administration ne constitue pas seulement un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative, mais aussi une violation substantielle de son droit de propri?t?.
65. Au vu de ces ?l?ments, la requ?rante demande ? la Cour de conclure ? la violation de l?article 1 du Protocole no 1.
Appr?ciation de la Cour
66. La Cour note que les parties s?accordent pour dire qu?il y a eu ? privation de propri?t? ?.
67. Pour la requ?rante il y a eu perte de disponibilit? totale du terrain sans d?cret d?expropriation ni indemnisation si bien qu?elle revient en substance ? une expropriation de fait.
68. Pour le Gouvernement, la requ?rante doivent ?tre consid?r?e comme ayant ?t? priv?e de son bien ? compter du moment o? celui-ci a ?t? irr?versiblement transform? ou, en tout cas, ? partir du moment retenu par les juridictions nationales comme moment du transfert de propri?t?.
69. La Cour rappelle que, pour d?terminer s?il y a eu privation de biens au sens de la deuxi?me phrase du premier alin?a de l?article 1 du Protocole no 1, il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
70. Elle rappelle que l?article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu?une ing?rence de l?autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l?ensemble des articles de la Convention (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Le principe de l?galit? signifie l?existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles (Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296-A, pp. 19-20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110).
71. La Cour reste convaincue que l?existence, en tant que telle, d?une base l?gale ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit? et estime utile de se pencher sur la question de la qualit? de la loi.
72. La Cour prend note de l??volution jurisprudentielle qui a conduit ? l??laboration du principe de l?expropriation indirecte. Elle rel?ve ?galement que ce principe a ?t? transpos? dans des textes de loi, tels que la loi no 458 de 1988, et, tout derni?rement, dans le R?pertoire des dispositions en mati?re d?expropriation. Ceci ?tant, la Cour ne perd pas de vue les applications contradictoires relev?es dans l?historique de la jurisprudence, et note ?galement des contradictions entre la jurisprudence et les textes de loi ?crits susmentionn?s. Ce point de vue a d?ailleurs ?t? adopt? par le Conseil d?Etat (paragraphe 46 ci-dessus) qui, dans son arr?t no 2 de 2005 rendu en s?ance pl?ni?re, a reconnu que le principe jurisprudentiel de l?expropriation indirecte n?a jamais donn? lieu ? une r?glementation stable, compl?te et pr?visible.
73. En outre, la Cour constate que, dans tous les cas, l?expropriation indirecte tend ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l?administration et ? r?gler les cons?quences pour le particulier et l?administration, et permet ? cette derni?re de tirer b?n?fice de son comportement ill?gal. Que ce soit en vertu d?un principe jurisprudentiel ou d?un texte de loi comme l?article 43 du R?pertoire, l?expropriation indirecte ne saurait donc constituer une alternative ? une expropriation en bonne et due forme (voir, sur ce point ?galement, la position du Conseil d?Etat, au paragraphe 46 ci-dessus).
74. En tout ?tat de cause, la Cour est appel?e ? v?rifier si la mani?re dont le droit interne est interpr?t? et appliqu? produit des effets conformes aux principes de la Convention.
75. La Cour constate qu?en l?esp?ce la requ?rante a perdu la disponibilit? du terrain qui a ?t? occup? en 1991 et qui a ?t? transform? de mani?re irr?versible en 1994. Selon le tribunal de B?n?vent, ? cette m?me ?poque les requ?rants ont ?t? priv?s de leur bien, vu que l?occupation est devenue par la suite sans titre. La proc?dure, pendante en appel, concerne notamment la question de savoir dans quelle mesure l?ANAS et le minist?re des travaux publics peuvent ?tre tenus pour responsables de la situation d?nonc?e et doivent payer une indemnit?.
76. A d?faut d?un acte formel de transfert de propri?t?, et ? d?faut d?un jugement national d?clarant qu?un tel transfert doit se consid?rer comme ayant eu lieu (Carbonara et Ventura c. Italie, pr?cit?, ? 80) et ?claircissant une fois pour toutes les circonstances exactes de celui-ci, la Cour estime que la perte de toute disponibilit? du terrain en question, combin?e avec l?impossibilit? jusqu?? ici de rem?dier ? la situation incrimin?e a engendr? des cons?quences assez graves pour que la requ?rante ait subi une expropriation de fait incompatible avec son droit au respect de ses biens (arr?t Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce, arr?t du 24 juin 1993, s?rie A no 260-B, ? 45) et non conforme au principe de pr??minence du droit.
77. En conclusion, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
78. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
79. La requ?rante demande ? la Cour d?ordonner une expertise afin d??tablir la valeur actuelle du terrain. En tout cas, elle r?clame 559 727, 39 euros (EUR) au titre du pr?judice mat?riel et 250 000 EUR au titre du pr?judice moral qu?elle aurait subi. La requ?rante demande ?galement 15 643, 36 EUR pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
80. Le Gouvernement soutient que la satisfaction ?quitable ne devra pas correspondre au d?dommagement int?gral du pr?judice subi. Par cons?quent, le Gouvernement argue que la Cour ne doive accorder que la somme correspondant ? l?indemnit? d?expropriation ou, tout au plus, la somme correspondant ? la valeur du terrain litigieux au moment de l?occupation mat?rielle. Quant au pr?judice moral, le Gouvernement estime que le constat de violation suffit. En tout cas, il fait remarquer que la somme demand?e est exorbitante. Le gouvernement argue enfin que les frais encourus dans la proc?dure nationale ne sont pas remboursables et estime que la somme r?clam?e pour la proc?dure ? Strasbourg est excessive.
81. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve compte tenu de la possibilit? d?un accord entre l?Etat d?fendeur et l?int?ress?e (article 75 ?? 1 et 4 du r?glement).
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;
3 Dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans le d?lai de trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 6 d?cembre 2005 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Michael O?Boyle Nicolas Bratza
Greffier Pr?sident

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