AFFAIRE ATZORI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE ATZORI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 44456/98/2001
Stato: Italia
Data: 2001-10-25 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
QUARTA SEZIONE
CAUSA ATZORI C. ITALIA
( Richiesta n? 44456/98)
SENTENZA
STRASBURGO
25 ottobre 2001
DEFINITIVO
25/01/2002
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Atzori c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. G. Ress, presidente,
A. Pastor Ridruejo, L. Caflisch, I. Cabral Barreto, V.H,. Butkevych, il Sig.re N. Vajic, giudici, il
Sig. Del Tufo, giudice ad hoc, e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 4 ottobre 2001,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino italiano, il Sig. A. A. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo il 10 luglio 1997 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). La richiesta ? stata registrata il 13 novembre 1998 sotto il numero di pratica 44456/98. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, e dal suo coagente, il Sig. V. Esposito. Il richiedente ? deceduto il 24 dicembre 1998. Le Sig.re R. T. S., E. A. e P. A., le sue eredi, hanno continuato il procedimento dinnanzi alla Corte. Sono rappresentate da A.M. Marongiu, avvocato a Sassari.
2. La Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile il 9 novembre 2000.
IN FATTO
3. Il 7 febbraio 1984, il richiedente ed un’altra persona citarono la Sig.ra S. A. dinnanzi al tribunale di Sassari per ottenere la divisione di un’eredit?.
4. Il collocamento in stato della causa cominci? il 27 marzo 1984. Il 20 novembre 1984, il giudice nomin? un perito che prest? giuramento il 26 febbraio 1985. Le quattro udienze fissate tra il 5 novembre 1985 ed il 22 aprile 1986 furono rinviate perch? il rapporto di perizia non era stato depositato alla cancelleria. Il 1 luglio 1986, l’udienza fu rinviata d?ufficio al 18 novembre 1986, in seguito alla mutazione del giudice del collocamento in stato. Delle undici udienze fissate tra il 17 febbraio 1987 ed il 6 giugno 1989, sette riguardarono il rapporto di perizia, una fu rinviata dal giudice del collocamento in stato, due furono rinviate su richiesta del richiedente ed una su quella delle parti. Il richiedente present? le sue conclusioni il 24 ottobre 1989 e la convenuta il 23 gennaio 1990. L’udienza di arringhe fu fissata al 21 febbraio 1992.
5. Con un’ordinanza dello stesso giorno, il tribunale riapr? l’istruzione per un complemento di perizia e fiss? un’udienza al 24 aprile 1992. Venuto il giorno, l’udienza fu rinviata d?ufficio al 12 gennaio 1993. Dopo quattro udienze di cui due riguardarono il complemento di perizia e due furono rinviate su richiesta della convenuta, l? 8 marzo 1994 le parti presentarono le loro conclusioni. L’udienza di arringhe si tenne il 7 giugno 1996.
6. Con un giudizio dello stesso giorno il cui testo fu depositato alla cancelleria il 30 agosto 1996, il tribunale ordin? la divisione dei beni. Secondo le informazione fornite dal richiedente, questo giudizio fu notificato dal richiedente e divent? definitivo il 12 febbraio 1997.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
7. Il richiedente adduce che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulato,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
8. Il periodo da considerare ? cominciato il 7 febbraio 1984 e si ? concluso il 12 febbraio 1997.
9. ? durato circa tredici anni per un’istanza dunque.
10. La Corte ricorda di avere constatato in quattro sentenze dal 28 luglio 1999 (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione risultante da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la Corte constata simile trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
11. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
12. Il richiedente si lamenta anche del fatto che la lunghezza del procedimento controverso ha recato offesa al diritto al rispetto dei suoi beni come garantito dall’articolo 1 del Protocollo n? 1.
13. Avuto riguardo della constatazione relativa all’articolo 6 ? 1, paragrafo 11 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stata, nello specifico, violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 (vedere la sentenza Zangh? c. Italia del 19 febbraio 1991, serie A n? 194-C, p. 47, ? 23.)
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
14. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
15. Le eredi del richiedente richiedono globalmente 20 000 000 di lire italiane (ITL) a titolo del danno materiale e morale.
16. La Corte non vede legame di causalit? tra la violazione constatata ed il danno materiale addotto e respinge questa domanda. In compenso, considera che c’? luogo di concedere la somma globale di 20 000 000 ITL a titolo del danno morale.
B. Oneri e spese
17. Il richiedente chiede anche 6 008 000 ITL per oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
18. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese se non nella misura in cui si trovano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso (vedere, per esempio, la sentenza Bottazzi precitata, ? 30). Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei criteri suddetti, la Corte stima ragionevole la somma chiesta, ossia 5 000 000 ITL, per il procedimento dinnanzi alla Corte e l’accorda globalmente alle eredi del richiedente.
C. Interessi moratori
19. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza era del 3,5% l’anno.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo n? 1;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare alle eredi del richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza ? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 20 000 000 (venti milioni) di lire italiane per danno morale e 5 000 000 (cinque milioni) di lire italiane per oneri e spese;
b) che questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice del 3,5% l’anno a contare dalla scadenza di questo termine e fino al versamento;
4. Respinge le domande di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 25 ottobre 2001, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Georg Ress
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
QUATRI?ME SECTION
AFFAIRE ATZORI c. ITALIE
(Requ?te n? 44456/98)
ARR?T
STRASBOURG
25 octobre 2001
D?FINITIF
25/01/2002
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Atzori c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. G. Ress, pr?sident,
A. Pastor Ridruejo,
L. Caflisch,
I. Cabral Barreto,
V.H. Butkevych,
Mmes N. Vajic, juges,
M. Del Tufo, juge ad hoc,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 4 octobre 2001,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant italien, M. A. A. (? le requ?rant ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme le 10 juillet 1997 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). La requ?te a ?t? enregistr?e le 13 novembre 1998 sous le num?ro de dossier 44456/98. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et par son coagent, M. V. Esposito. Le requ?rant est d?c?d? le 24 d?cembre 1998. Mmes R. T. S., E. A. et P. A., ses h?riti?res, ont continu? la proc?dure devant la Cour. Elles sont repr?sent?es par Me A.M. Marongiu, avocate ? Sassari.
2. La Cour a d?clar? la requ?te recevable le 9 novembre 2000.
EN FAIT
3. Le 7 f?vrier 1984, le requ?rant et une autre personne assign?rent Mme S. A. devant le tribunal de Sassari afin d?obtenir le partage d?un h?ritage.
4. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 27 mars 1984. Le 20 novembre 1984, le juge nomma un expert qui pr?ta serment le 26 f?vrier 1985. Les quatre audiences fix?es entre le 5 novembre 1985 et le 22 avril 1986 furent ajourn?es car le rapport d?expertise n?avait pas ?t? d?pos? au greffe. Le 1er juillet 1986, l?audience fut renvoy?e d?office au 18 novembre 1986, suite ? la mutation du juge de la mise en ?tat. Des onze audiences fix?es entre le 17 f?vrier 1987 et le 6 juin 1989, sept concern?rent le rapport d?expertise, une fut renvoy?e par le juge de la mise en ?tat, deux furent report?es ? la demande du requ?rant et une ? celle des parties. Le requ?rant pr?senta ses conclusions le 24 octobre 1989 et la d?fenderesse le 23 janvier 1990. L?audience de plaidoiries fut fix?e au 21 f?vrier 1992.
5. Par une ordonnance du m?me jour, le tribunal rouvrit l?instruction pour un compl?ment d?expertise et fixa une audience au 24 avril 1992. Le jour venu, l?audience fut renvoy?e d?office au 12 janvier 1993. Apr?s quatre audiences, dont deux concern?rent le compl?ment d?expertise et deux furent report?es ? la demande de la d?fenderesse, le 8 mars 1994 les parties pr?sent?rent leurs conclusions. L?audience de plaidoiries se tint le 7 juin 1996.
6. Par un jugement du m?me jour, dont le texte fut d?pos? au greffe le 30 ao?t 1996, le tribunal ordonna le partage des biens. Selon les informations fournies par le requ?rant, ce jugement fut notifi? par le requ?rant et devint d?finitif le 12 f?vrier 1997.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
7. Le requ?rant all?gue que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
8. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 7 f?vrier 1984 et s?est termin?e le 12 f?vrier 1997.
9. Elle a donc dur? environ treize ans pour une instance.
10. La Cour rappelle avoir constat? dans de nombreux arr?ts (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
11. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1
12. Le requ?rant se plaint ?galement de ce que la longueur de la proc?dure litigieuse a port? atteinte au droit au respect de ses biens tel que garanti par l?article 1 du Protocole n? 1.
13. Eu ?gard au constat relatif ? l?article 6 ? 1 (paragraphe 11 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de l?article 1 du Protocole n? 1 (voir l?arr?t Zangh? c. Italie du 19 f?vrier 1991, s?rie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
14. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
15. Les h?riti?res du requ?rant r?clament globalement 20 000 000 lires italiennes (ITL) au titre des pr?judices mat?riel et moral.
16. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et le dommage mat?riel all?gu? et rejette cette demande. En revanche, elle consid?re qu?il y a lieu d?octroyer la somme globale de 20 000 000 ITL au titre du pr?judice moral.
B. Frais et d?pens
17. Le requ?rant demande ?galement 6 008 000 ITL pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
18. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (voir, par exemple, l?arr?t Bottazzi pr?cit?, ? 30). En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour estime raisonnable la somme demand?e, ? savoir 5 000 000 ITL, pour la proc?dure devant la Cour et l?accorde globalement aux h?riti?res du requ?rant.
C. Int?r?ts moratoires
19. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t ?tait de 3,5 % l?an.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 1 du Protocole n? 1 ;
3. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser aux h?riti?res du requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t est devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 20 000 000 (vingt millions) lires italiennes pour dommage moral et 5 000 000 (cinq millions) lires italiennes pour frais et d?pens ;
b) que ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple de 3,5 % l?an ? compter de l?expiration de ce d?lai et jusqu?au versement ;
4. Rejette les demandes de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 25 octobre 2001, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Georg Ress
Greffier Pr?sident

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