CASE OF SORRENTINO PROTA v. ITALY - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF SORRENTINO PROTA v. ITALY

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, 06, P1-1
Numero: 40465/98/2004
Stato: Italia
Data: 2004-01-29 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione
Non-violazione di P1-1 in quanto ad un procedimento; Non-violazione dell’art. 6-1 in quanto ad un procedimento; Violazione di P1-1 in quanto agli altri procedimenti; Violazione dell’art. 6-1 concernente gli altri procedimenti; Danno materiale – risarcimento pecuniario; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento nazionale
PRIMA LA SEZIONE
CAUSA SORRENTINO PROTA V. L’ITALIA
(Richiesta no. 40465/98)
SENTENZA
STRASBOURG
29 gennaio 2004
DEFINITIVO
29/04/2004
Questa sentenza diverr? definitiva nelle circostanze definite all? Articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? essere soggetto a revisione editoriale.

Nella causa Sorrentino Prota v. L’Italia,
La Corte europea di Diritti dell’uomo (Prima Sezione), sedendo in una Camera, composta da:
Mr C.L. Rozakis, Presidente,
Mr P. Lorenzen, Mr G. Bonello, Mr A. Kovler, Mr V. Zagrebelsky, Mrs E. Steiner, Mr K. Hajiyev, giudici, e Mr S. Nielsen, Deputato Sezione Archivista,
Avendo deliberato in privato l?8 gennaio 2004,
Consegna la sentenza seguente che fu adottata a quella data:
PROCEDURA
1. La causa ebbe origine da una richiesta (no. 40465/98) contro la Repubblica italiana presso la Commissione europea di Diritti dell’uomo (?la Commissione?) sotto il primo Articolo 25 della Convenzione per la Protezione di Diritti dell’uomo e le Libert? Fondamentali (?la Convenzione?) da un italiano nazionale, Sig.ra A. M. S. P. (?il richiedente?) il 20 agosto 1997.
2. Il richiedente ? rappresentato da Mr F. M., un avvocato che pratica a Torre Annunziata (Napoli). Il Governo italiano (?il Governo?) fu rappresentato dai loro Agenti successivi, rispettivamente il Sig. U. Leanza e Mr I.M. Braguglia e dai loro co-agenti successivi, rispettivamente Sig. V. Esposito e Sig. F. Crisafulli.
3. L?11 ottobre 2001 la Corte dichiar? la domanda parzialmente inammissibile.
4. Il 18 aprile 2002 la Corte dichiar? il resto ammissibile.
I FATTI
I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO
5. Il richiedente nacque nel 1953 e visse in Positano.
6. E? il proprietario di cinque appartamenti a Castellammare di Stabia (Napoli), che aveva lasciato ad inquilini diversi.
1. I procedimenti contro I.A.
7. In una lettera registrata di 24 maggio 1991, il richiedente inform? l’inquilino che intendeva terminare il contratto d’affitto alla scadenza del termine 31 dicembre 1991 e chiese a lui di sgombrare i locali a quella data.
8. In un documento presentato all?inquilino il 14 maggio 1992, il richiedente reiter? la sua intenzione di terminare il contratto d’affitto e chiam? in causa l’inquilino per apparire di fronte al Magistrato in Napoli.
9. Da una decisione di 20 maggio 1992 che divenne esecutiva nel 27 maggio 1992 il Magistrato a Napoli sostenne la validit? dell’avviso di lasciare ed ordin? che i locali fossero sgombrati il 20 maggio 1993.
10. L? 11 settembre 1995, il richiedente present? l?avviso all’inquilino che lo costringeva a sgombrare i locali.
11. Il 23 ottobre 1995, inform? l’inquilino che l’ordine di sfratto sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 4 novembre 1995.
12. Tra il 4 novembre 1995 e il 3 dicembre 1998, l’ufficiale giudiziario fece sette tentativi di recuperare il sfratto. Ogni tentativo si dimostr? senza successo, siccome il richiedente non fu abilitato a ottenere assistenza della polizia per rafforzare l?ordine di sfratto.
13. A una data non specificata nel 1999, il richiedente recuper? il sfratto dell’appartamento.
2. I procedimenti contro V.C.
14. In una lettera registrata il 24 giugno 1991, il richiedente inform? l’inquilino che intendeva terminare il contratto d’affitto alla scadenza del termine 31 dicembre 1991 e chiese a lui di sgombrare i locali a quella data.
15. In un documento presentato all’inquilino 17 aprile 1992, il richiedente reiter? la sua intenzione di terminare il contratto d’affitto e chiam? in causa l’inquilino per apparire di fronte al Magistrato in Napoli.
16. Da una decisione di 22 giugno 1992 che fu resa esecutiva 17 luglio 1992 il Magistrato in Napoli sostenne la validit? dell’avviso di lasciare ed ordin? che i locali fossero sgombrati il 22 giugno 1993.
17. L?11 settembre 1995, il richiedente present? avviso all’inquilino che lo costringeva a sgombrare i locali.
18. Il 23 ottobre 1995, inform? l’inquilino che l’ordine di sfratto sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 4 novembre 1995.
19. Tra il 4 novembre del 1995 e il 28 ottobre 1997, l’ufficiale giudiziario fece cinque tentativi di recuperare di sfratto. Ogni tentativo si dimostr? senza successo, siccome al richiedente fu negata l?assistenza della polizia per rafforzare l’ordine di sfratto.
20. Seguendo l?entrata in vigore della Legge 431/98, la esecuzione dei procedimenti di sfratti fu sospesa fino a 31 gennaio 2000.
21. A marzo 2000, l’inquilino rientr? in un nuovo contratto d’affitto.
3. I procedimenti contro S.E.
22. In un documento presentato all’inquilino l? 11 maggio 1992, il richiedente inform? l’inquilino della sua intenzione di terminare il contratto d’affitto alla scadenza del termine l?8 dicembre 1992 e lo chiam? in causa per apparire di fronte al Magistrato in Napoli.
23. Da una decisione del 20 maggio 1992 che fu fatta esecutiva il 25 settembre 1992 il Magistrato in Napoli sostenne la validit? dell’avviso di lasciare ed ordin? che i locali fossero sgombrati il 20 maggio 1993.
24. L?11 settembre 1995, il richiedente present? avviso all’inquilino che lo costringe va a sgombrare i locali.
25. Il 23 ottobre 1995, inform? l’inquilino che l’ordine di sfratto sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario 4 novembre 1995.
26. Tra il 4 novembre 1995 e il 25 novembre 1999, l’ufficiale giudiziario fece dodici tentativi di recuperare il sfratto. Ogni tentativo si dimostr? senza successo siccome al richiedente non fu concessa l?assistenza della polizia per rafforzare l’ordine del sfratto.
27. Il 24 marzo 2000, il richiedente recuper? sfratto dell’appartamento.
4. I procedimenti contro I.R.
28. In una lettera registrata il 24 maggio 1991, il richiedente inform? l’inquilino che intendeva terminare il contratto d’affitto alla scadenza del termine il 31 dicembre 1991 e chiese a lui di sgombrare i locali a quella data.
29. In un documento presentato all’inquilino il 7 maggio 1992, il richiedente reiter? la sua intenzione di terminare il contratto d’affitto e chiam? in causa l’inquilino per apparire di fronte al Magistrato in Napoli.
30. Da una decisione di 20 maggio 1992 che fu fatta sanzionabile in 27 maggio 1992 il Magistrato in Napoli sostenne la validit? dell’avviso di lasciare ed ordin? che i locali fossero sgombrati dal 20 maggio 1993.
31. Il 1 ottobre 1992, I.R. mor?, F.E. succedette nel contratto d’affitto.
32. Il 23 ottobre 1995, il richiedente present? avviso all’inquilino che lo costringeva a sgombrare i locali.
33. Il 10 ottobre 1995, inform? l’inquilino che l’ordine di sfratto sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 2 dicembre 1995.
34. Tra il 2 dicembre 1995 e il 27 ottobre 1997 ,l’ufficiale giudiziario fece cinque tentativi di recuperare del sfratto. Ogni tentativo si dimostr? senza successo, siccome al richiedente non fu non fu concessa l? assistenza della polizia nel rafforzare l’ordine del sfratto.
35. Seguendo l?entrata in vigore della Legge 431/98, l ?esecuzione dei procedimenti di sfratti fu sospesa fino a 31 gennaio 2000.
36. Il 24 marzo 2000, il richiedente recuper? sfratto dell’appartamento.
5. I procedimenti contro F.D., A.M. e G.R.
37. In una lettera registrata di 24 maggio 1991, il richiedente inform? gli inquilini che intendeva terminare il contratto d’affitto alla scadenza del termine dell? 8 febbraio 1992 e chiese a loro di sgombrare i locali a quella data.
38. In un documento presentato agli inquilini l? 8 maggio 1992, il richiedente reiter? la sua intenzione di terminare il contratto d’affitto e chiam? in causa gli inquilini per apparire di fronte al Magistrato in Napoli.
39. Da una decisione di 20 maggio 1992 che fu resa esecutiva il 27 maggio 1992 il Magistrato in Napoli sostenne la validit? dell’avviso per finire ed ordin? che i locali fossero sgombrati il 20 marzo 1993.
Il 23 ottobre 1995, il richiedente present? avviso agli inquilini che li costringeva a sgombrare i locali.
40. Il 10 novembre 1995, inform? gli inquilini che l’ordine per il sfratto sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 2 dicembre 1995.
41. Tra il 2 dicembre 1995 e il 28 ottobre 1997, l’ufficiale giudiziario fece cinque tentativi di recuperare il sfratto. Ogni tentativo si dimostr? senza successo siccome, al richiedente fu negata l? assistenza della polizia nel rafforzare l’ordine per il possedimento. Seguendo la trascrizione in forza di Legge 431/98, la esecuzione dei procedimenti di sfratti fu sospesa fino a 31 gennaio 2000.
42. Il 17 marzo 2000, il richiedente recuper? il sfratto dell’appartamento.
II. DIRITTO NAZIONALE ATTINENTE
43. Fin dal 1947 le autorit? pubbliche in Italia frequentemente sono intervenute nella normativa dell?affitto residenziale con lo scopo di controllare gli affitti. Questo ? stato realizzato tramite il congelamento degli affitti (occasionalmente temperato da aumenti legali decretati dal Governo), tramite proroga legale di tutti i contratti d’affitto correnti e proroga, sospensione o temporeggiamento dell?esecuzione di ordini per il sfratto. Il diritto nazionale attinente riguardo alla proroga di affitti, la sospensione di esecuzione ed il temporeggiamento di sfratti ? descritta nella sentenza della Corte nella causa Immobiliare Saffi c. L’Italia( [GC], no. 22774/93, ?? 18-35, 1999-V di ECHR). Ultimamente, per dei casi, una sospensione della esecuzione degli ordini di sfratto fino al 30 giugno 2004 fu presentata dal Decreto Legislativo numero. 147 24 giugno 2003 che divenne Legge no. 200 il 1 agosto 2003.
A. Il sistema di controllo degli affitti
44. Riguardo il controllo degli affitti, l’evoluzione della normativa italiana pu? essere compendiata come segue.
45. La prima misura attinente era la Legge no. 392 del 27 luglio 1978 che forn? il meccanismo per ?gli equocanoni? (il cos? definito equo canone) sulla base di un numero di criteri come la superficie dell’appartamento ed i suoi costi di realizzazione.
46. Il secondo passo delle autorit? italiane ? datato agosto 1992. Fu preso nella prospettiva della progressiva liberalizzazione del mercato degli affitti. Di conseguenza,entr? in vigore una normativa allentava le restrizione sui livelli degli affitti (il cos? definito patti in deroga). Ai proprietari ed agli inquilini era data in principio l’opportunit? di fare delle deroghe sull?affitto imposto dalla legge per essere d’accordo su un prezzo diverso.
47. Ultimamente, la Legge no. 431 del 9 dicembre 1998 riform? gli affitti e liberalizz? gli affitti.
Obblighi dell’inquilino nel caso di tarda restituzione
48. L’inquilino ? sottoposto ad un obbligo generale di rimborsare al proprietario alcuni danni causati nel caso di tarda restituzione dell’appartamento. A questo riguardo l?Articolo 1591 del Codice civile italiano prevede,:
?L’inquilino che non riesce a sgombrare il patrimonio immobiliare ? sottoposto ad un obbligo di pagare il proprietario la somma convenuta fino alla data in cui se ne va, insieme con gli altri danni rimanenti.?
49. Comunque, Legge no. 61 di 1989 set fuori, sotterri alia, un limite al claimable dell’indennizzo dal proprietario che l’intitola ad una somma uguale all’affitto pagato dall’inquilino alla durata dell’espirazione del contratto d’affitto, proporzionalmente aument? secondo il costo di vivere (Articolo 24 di Legge n. 392 27 luglio 1978) pi? 20%, lungo il periodo dell’inabilit? per sbarazzarsi del possedimento dell’appartamento.
50. Nella sentenza nessuno. 482 di 2000, la Corte Costituzionale fu chiamata su per decidere se tale limitazione assent? con la Costituzione. La Corte Costituzionale tenne che era compatibile con la Costituzione con riguardo a periodi di tempo durante i quali la sospensione degli sfratti fu determinata da legge. La Corte Costituzionale spieg? che l’introduzione di quella limitazione fu intesa di stabilire gli affitti del tempo della legislazione di emergenza, quando la penuria di alloggi fece la sospensione della esecuzione necessaria. Mentre sfratti furono sospesi ex il lege, la legge predetermin? il quantum del rimborso a carico dell’inquilino, ambo le misure che sono provvisorio ed insolito. Inoltre, gli interessi del proprietario furono controbilanciati dall’esonero per lui dal carico provare i danni.
51. La Corte Costituzionale dichiar? la limitazione al claimable dell’indennizzo dal proprietario incostituzionale con riguardo a casi dove l’impossibilit? per il proprietario per recuperare l’appartamento dipeso dalla condotta dell’inquilino e non era a causa di un intervento legislativo. Di conseguenza, apr? il modo a proprietari per l’istituzione di procedimenti civili per ottenere la piena riparazione dei danni causata dall’inquilino.

IN DIRITTO
I. VIOLAZIONE ADDOTTA DELL?ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N. 1 E DELL?ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
52. Il richiedente si lagn? della sua inabilit? prolungata di recuperare la propriet? dei suoi appartamenti, dovuto alla mancanza di assistenza della polizia. Dichiar? una violazione del suo diritto di propriet?, come garantito all? Articolo 1 di Protocollo N. 1 alla Convenzione che prevede:
?Ogni persona fisica o giuridica deve poter fruire delle sue propriet?. Nessuno sar? privato delle sue propriet? ad eccezione che nell’interesse pubblico e soggetto alle condizioni provviste dalla legge e dai principi generali di diritto internazionale.
Comunque, i provvedimenti precedenti non possono in alcun modo danneggiare il diritto di un Stato per rafforzare tali leggi come ritiene necessario controllare l’utilizzazione di propriet? in concordanza con l’interesse generale o assicurare il pagamento di tasse o gli altri contributi o sanzioni.?
53. Il richiedente dichiar? anche un’infrazione dell? Articolo 6 ? 1 della Convenzione, la parte attinente di che prevede:
?Nella determinazione dei suoi diritti civili ed obblighi.., ognuno ha diritto ad essere sentito? all’interno di un termine ragionevole da [un]… tribunale…?
A. I procedimenti contro I.A.
1. Articolo 1 di Protocollo N.ro 1
54. Il Governo rileva che le misure in oggetto dipendono da un controllo dell’utilizzazione della propriet? che persegue lo scopo legittimo di evitare le tensioni sociali e i problemi di ordine pubblico che accadrebbero se un numero considerevole di ordini di sfratto fosse eseguito simultaneamente. Nella loro opinione, l’interferenza coi diritti di propriet? del richiedente non era sproporzionata; non c’? perci?, nessuna violazione dell?Articolo 1 di Protocollo N. 1 alla Convenzione.
55. La Corte considera che l’interferenza di cui si lagna dipendeva dal controllo dell’utilizzazione dell propriet? all’interno del significato del secondo paragrafo dell? Articolo 1, e perseguiva un scopo legittimo nell’interesse generale, come richiesto da quel provvedimento (vedere Immobiliare Saffi, cit? sopra, ?? 46 e 48).
56. La Corte fa notare che un’interferenza ?deve rispettare un ?giusto equilibrio? tra le richieste dell’interesse generale ed i requisiti della protezione dei diritti essenziali dell’individuo. La preoccupazione di realizzazione questo equilibrio ? riflessa nella struttura dell? Articolo 1 nell’insieme, e perci? anche nel suo secondo paragrafo. Ci deve essere una relazione ragionevole della proporzionalit? tra i mezzi assunti e lo scopo perseguito. Nel determinare se questo requisito ? soddisfatto, la Corte riconosce che lo Stato gode di un largo margine di apprezzamento per la scelta dei mezzi di esecuzione ed per accertare se le conseguenze dell?esecuzione sono giustificate nell’interesse generale per la finalit? di realizzazione dell’oggetto della legge in questione. In campi come quello immobiliare che ha un ruolo centrale nel welfare e nelle politiche economiche delle societ? moderne la Corte rispetter? la sentenza della legislatura in merito al fatto che sia nell’interesse generale a meno che quella sentenza sia manifestamente senza fondamento e irragionevole? (vedere Immobiliare Saffi, citato sopra di ? 49).
57. La Corte considera che, in principio, il sistema italiano di temporeggiamento dell?esecuzione di ordini della corte si presta di per s? alla critica, avendo riguardo in particolare al margine di valutazione permesso sotto il secondo paragrafo dell? Articolo 1. Comunque, tale sistema porta con s? il rischio di imporre sui padroni di casa un carico eccessivo in termini della loro abilit? di sbarazzarsi della loro propriet? e deve offrire di conseguenza certe tutele procedurali cos? come assicurare che l’esercizio del sistema ed il suo impatto sui diritti di propriet? di un padrone di casa non sia n? arbitrario n? imprevedibile (veda, mutatis mutandis, Immobiliare Saffi citarono sopra, ? 54).
58. La Corte deve accertare cos? se, nei casi in questione, fu mantenuto un equilibrio tra gli interessi attinenti (vedere Scollo c. di Italia Sentenza del 28 settembre 1995, Serie A no 315-C, ? 37).
59. La Corte prende nota anche che sebbene richiesto molte volte, il richiedente non era in grado di presentare la data esatta del recupero della propriet? dell’appartamento. La restrizione sull’utilizzazione del richiedente del suo appartamento, perci? sarebbe potuta durare per un periodo di tempo tra i tre anni e due mesi e quattro anni ed un mese, dopo il primo tentativo dell’ufficiale giudiziario.
60. In queste circostanze, la Corte ritiene che non si ? imposto sul richiedente un carico individuale ed eccessivo, contrario ai requisiti del secondo paragrafo di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 (vederea, Causa Istituto Nazionale c. L’Italia ( dec.), nos. 41932/98, 41934/98, 41937/98 41938/98, 42730/98 e 42733/98 05.09.02).
61. Non c’? stata di conseguenza, nessuna violazione di Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 alla Convenzione.

2. Articolo 6 ? 1 della Convenzione
62. Il Governo sottopone che il ritardo nell’accordare assistenza di polizia ? giustificato dai motivi dell’ordine di priorit? stabiliti secondo i requisiti di pubblica – sicurezza. La lunghezza dei procedimenti in questione non era irragionevolmente lunga, non c’? perci? nessuna violazione dell?Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 della Convenzione.
63. La Corte considera che questa rimostranza dovrebbe essere esaminata in collegamento col diritto pi? generale ad una corte (vedere Immobiliare Saffi, citata sopra, ? 61).
64. Il diritto ad una corte come garantito anche dall? Articolo 6 protegge l?adempimento delle decisioni giudiziarie finali e vincolanti che, in Stati che accettano la regola di diritto, non possono rimanere in operative a pregiudizio di una parte (vedere, mutatis mutandis, Sentenza Hornsby c. di Grecia del 19 marzo 1997, Rapporti di Sentenze e Decisioni 1997-II, p. 510, ? 40).
65. L’esecuzione di una decisione giudiziaria di conseguenza non pu? essere impropriamente differita. Comunque, una sospensione di esecuzione di una decisione giudiziaria per tale periodo siccome ? severamente necessaria per permettere di trovare una soluzione soddisfacente ai problemi di ordine pubblico pu? essere giustificata in circostanze insolite (vedere Immobiliare Saffi, citata sopra, ? 69).
66. Riguardo al procedimento in questione, la Corte in seguito nota che il richiedente ha dovuto aspettare tra tre anni e due mesi e quattro anni ed un mese, dopo il primo tentativo dell’ufficiale giudiziario, prima di essere capace di recuperare l’appartamento.
67. Avendo in mente i problemi di ordine pubblico che Italia ha dovuto per ammissione fronteggiare nel campo degli affitti, la Corte considera che questo ritardo non era cos? lungo da spogliare l?esecuzione di sfratto di ogni effetto utile o da minare la sua sostanza (veda, a contrario, Immobiliare Saffi citata sopra, ? 73; vedere anche, mutatis mutandis, Caselli v. L’Italia ( dec.), no. 36679/97, 20.01.2000).
68. Inoltre, la Corte considera, tenendo presente le difficolt? pratiche derivate dalla esecuzione di un numero molto grande di sfratti che la lunghezza del procedimento in questione non era irragionevolmente lunga (vedere, a contrario, Scollo c. L’Italia, citato sopra, ? 44 in fine).
69. Non c’? stato di conseguenza, nessuna violazione dell?Articolo 6 ? 1 della Convenzione.
B. Gli altri i procedimenti
70. Riguardo gli altri procedimenti in questione, la Corte ricorda che si ha esaminato in precedenza un numero di casi che sollevano simili questioni e ha trovato una violazione dell? Articolo 1 del Protocollo N.ro 1 ed Articolo 6 ? 1 della Convenzione (vedere Immobiliare Saffi, citata sopra, ?? 46-75; Lunari c.Italia, no. 21463/93, 11 gennaio 2001 ?? 34-46; Palumbo c. Italia, no. 15919/89, 30 novembre 2000 ?? 33-48).
71. La Corte scopre che non ci sono fatti o argomenti da parte del Governo che condurrebbero ad una conclusione diversa in questo caso. Annota, infatti, che il richiedente doveva aspettare rispettivamente quattro anni e quattro mesi, quattro anni e cinque mesi, quattro anni e quattro mesi e quattro anni e tre mesi dopo i primi tentativi dell’ufficiale giudiziario prima di essere capace recuperare gli appartamenti riguardati.
72. C’? stata di conseguenza, una violazione dell? Articolo 1 del Protocollo N.ro 1 e dell? Articolo 6 ? 1 della Convenzione.
II. APPLICAZIONE DELL? ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
73. Articolo 41 della Convenzione prevede:
?Se la Corte scopre che c’? stata una violazione della Convenzione o dei suddetti Protocolli, e se la legge interna dell?Alta Parte Contraente permette solo parzialmente di riparare a questa violazione, la Corte pu?, se necessario, concedere una soddisfazione equa alla vittima.?
A. danno Pecuniario
74. Il richiedente richiede, in primo luogo, la riparazione per il danno pecuniario che aveva sostenuto, che viene calcolato come segue:
– ITL 600,000,000 [EUR 309,874.14], per la chiusura della sua societ? farmaceutica. Il richiedente spieg? che per affrontare la concorrenza di societ? straniere, doveva ristrutturare la sua societ?. Perci?, avrebbe avuto bisogno di solidi investimenti che sarebbero stati rappresentati dalla vendita degli appartamenti. Comunque, siccome gli appartamenti non erano vacanti, se li avesse venduti, non avrebbe potuto ottenere una somma sufficiente. Si trovava, perci?, nell’impossibilit? di ristrutturare la sua societ? ed fu obbligato a chiuderla;
– 264,000,000 lire italiane (ITL) [136,344.62 euro (EUR)], per la perdita di affitto per un periodo di tempo da novembre 1995 a giugno 1999. Il richiedente present? questa somma come il risultato della differenza tra il valore di mercato dell?affitto e l’affitto imposto dalla legge per un periodo di tempo di quaranta-quattro mesi. Ai fini di stimare il valore di mercato dell?affitto, il richiedente ha presentato cinque contratti di affitto nuovi. Uno di loro concerne il secondo appartamento della presente domanda, gli altri concernono appartamenti simili.
75. Il Governo contesta queste richieste.
76. In merito alla prima richiesta, in merito al fatto che il richiedente si lagna dell’impossibilit? di vendere gli appartamenti dovuto al fatto che non erano vacanti, la Corte osserva che non c’? nessuna evidenza che il richiedente aveva tentato, ma non era stato capace, di venderli. Di conseguenza, rifiuta la richiesta.
Per quanto riguarda il fatto che il richiedente si lagna dell’impossibilit? di trovare un?altra fonte per finanziare i suoi lavori, la Corte non trova collegamento causale tra le violazioni che ha trovato ed il danno pecuniario adotto. Perci? rifiuta la richiesta.
77. In merito alla prima richiesta, la Corte considera che al richiedente deve essere dato un indennizzo per il danno pecuniario che ? risultato dalla perdita di affitto per il periodo di tempo riferito alle violazioni trovate. Avuto riguardo ai mezzi di calcolo proposti dal richiedente e nella luce dell’evidenza di fronte ad esso ed al periodo riguardato, decide di concedere, su una base equa la somma di EUR 6,000 a questo capo.
B. danno Non-pecuniario
78. Il richiedente chiede ITL 300,000,000 [EUR 154,937.07] per il danno non-pecuniario che ? il risultato dalla chiusura della sua societ? ed ITL 100,000,000 [EUR 51,645.69] per la mortificazione patita.
79. Il Governo contesta queste richieste.
80. La Corte considera che il richiedente ha dovuto sostenere un danno non-pecuniario. Deliberando su una base equa, d? il suo EUR 3,000 a questo capo.
C. Costi e spese
81. Il richiedente richiede il rimborso delle sue spese processuali e oneri come segue:
– ITL 25,853,600 [EUR 13,352.27] per i costi dei procedimenti di esecuzione;
– ITL 10,000,000 [EUR 5,164.57] per i costi e spese incorsi di fronte alla Corte.
82. In merito ai costi dei procedimenti di esecuzione, il Governo contesta la richiesta. In merito ai costi e spese di fronte alla Corte, il Governo non fa osservazioni.
83. Sulla base delle informazioni in suo possesso e la giurisprudenza della Corte, la Corte considera ragionevole dare la somma di EUR 5,800 al richiedente per i costi e spese incorsiin nei procedimenti nazionali ed EUR 2,000 per i procedimenti di fronte alla Corte.
84. La Corte d? una somma totale di EUR 7,800 per spese processuali e oneri.
Interesse moratori.
85. La Corte lo considera appropria che l’interesse di mora che presta percentuale della Banca Centrale europea dovrebbe essere basato sul marginale a che dovrebbe essere aggiunto tre punti di percentuale.
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMAMENTE
1. Stabilisce che non c’? stata nessuna violazione dell? Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 alla Convenzione riguardo ai procedimenti contro I. A.;
2. Stabilisce che non c’? stata nessuna violazione dell? Articolo 6 ? 1 della Convenzione riguardo dei procedimenti contro I. A.;
3. Stabilisce che c’? stata una violazione dell? Articolo 1 di Protocollo N.ro 1 della Convenzione riguardo agli altri procedimenti;
4. Stabilisce che c’? stata una violazione dell? Articolo 6 ? 1 della Convenzione riguardo agli altri procedimenti;
5. Stabilisce
a) che lo Stato rispondente deve pagare al richiedente, fra tre mesi dalla data in cui la sentenza diviene definitiva secondo l?Articolo 44 ? 2 della Convenzione le seguenti somme :
(i) EUR 6,000 (sei mila euro) per danno pecuniario;
(l’ii) EUR 3,000 (tre mila euro) per danno non-pecuniario;
(l’iii) EUR 7,800 (sette mila ottocento euro) per spese processuali e oneri;
(iv) ogni tassa che pu? essere addebitabile sulle somme ;
(b) che alla scadenza dei tre mesi summenzionati fino alla liquidazione bisogner? aggiungere un interesse semplice sulle somme uguale al tasso del prestito marginalee della Banca Centrale europea durante il periodo predefinito pi? tre punti percentuale;
6. Respinge la richiesta del richiedente per la soddisfazione del surplus.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 29 gennaio 2004, secondo la regola 77 ?? 2 e 3 del Codice della Corte.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Deputato Archivista President
SORRENTINO PROTA V. SENTENZA DI ITALIA

SORRENTINO PROTA V. SENTENZA DI ITALIA

Testo Tradotto

Conclusion Non-violation de P1-1 quant ? une proc?dure ; Non-violation de l’art. 6-1 quant ? une proc?dure ; Violation de P1-1 quant aux autres proc?dures ; Violation de l’art. 6-1 concernant les autres proc?dures ; Dommage mat?riel – r?paration p?cuniaire ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure nationale
FIRST SECTION
CASE OF SORRENTINO PROTA v. ITALY
(Application no. 40465/98)
JUDGMENT
STRASBOURG
29 January 2004
FINAL
29/04/2004
This judgment will become final in the circumstances set out in Article 44 ? 2 of the Convention. It may be subject to editorial revision.

In the case of Sorrentino Prota v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mr P. Lorenzen,
Mr G. Bonello,
Mr A. Kovler,
Mr V. Zagrebelsky,
Mrs E. Steiner,
Mr K. Hajiyev, judges,
and Mr S. Nielsen, Deputy Section Registrar,
Having deliberated in private on 8 January 2004,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 40465/98) against the Italian Republic lodged with the European Commission of Human Rights (?the Commission?) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by an Italian national, Mrs A. M.a S. P. (?the applicant?) on 20 August 1997.
2. The applicant is represented by Mr F. M., a lawyer practising in Torre Annunziata (Naples). The Italian Government (?the Government?) were represented by their successive Agents, respectively Mr U. Leanza and Mr I.M. Braguglia and by their successive co-Agents, respectively Mr V. Esposito and Mr F. Crisafulli.
3. On 11 October 2001 the Court declared the application partly inadmissible.
4. On 18 April 2002 the Court declared the remainder admissible.
THE FACTS
I. THE CIRCUMSTANCES OF THE CASE
5. The applicant was born in 1953 and lives in Positano.
6. She is the owner of five flats in Castellammare di Stabia (Naples), that she had let to different tenants.
1. The proceedings against I.A.
7. In a registered letter of 24 May 1991, the applicant informed the tenant that she intended to terminate the lease on expiry of the term on 31 December 1991 and asked him to vacate the premises by that date.
8. In a writ served on the tenant on 14 May 1992, the applicant reiterated her intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Naples Magistrate.
9. By a decision of 20 May 1992, which was made enforceable on 27 May 1992, the Naples Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 20 May 1993.
10. On 11 September 1995, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
11. On 23 October 1995, she informed the tenant that the order for possession would be enforced by a bailiff on 4 November 1995.
12. Between 4 November 1995 and 3 December 1998, the bailiff made seven attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was not entitled to police assistance in enforcing the order for possession.
13. On an unspecified date in 1999, the applicant recovered possession of the flat.
2. The proceedings against V.C.
14. In a registered letter of 24 June 1991, the applicant informed the tenant that she intended to terminate the lease on expiry of the term on 31 December 1991 and asked him to vacate the premises by that date.
15. In a writ served on the tenant on 17 April 1992, the applicant reiterated her intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Naples Magistrate.
16. By a decision of 22 June 1992, which was made enforceable on 17 July 1992, the Naples Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 22 June 1993.
17. On 11 September 1995, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
18. On 23 October 1995, she informed the tenant that the order for possession would be enforced by a bailiff on 4 November 1995.
19. Between 4 November 1995 and 28 October 1997, the bailiff made five attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant the applicant was not entitled to police assistance in enforcing the order for possession.
20. Following the entry into force of Law 431/98, the enforcement of the evictions proceedings was suspended until 31 January 2000.
21. In March 2000, the tenant entered into a new lease.
3. The proceedings against S.E.
22. In a writ served on the tenant on 11 May 1992, the applicant informed the tenant of her intention to terminate the lease on expiry of the term on 8 December 1992 and summoned him to appear before the Naples Magistrate.
23. By a decision of 20 May 1992, which was made enforceable on 25 September 1992, the Naples Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 20 May 1993.
24. On 11 September 1995, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
25. On 23 October 1995, she informed the tenant that the order for possession would be enforced by a bailiff on 4 November 1995.
26. Between 4 November 1995 and 25 November 1999, the bailiff made twelve attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful as the applicant was not entitled to police assistance in enforcing the order for possession.
27. On 24 March 2000, the applicant recovered possession of the flat.
4. The proceedings against I.R.
28. In a registered letter of 24 May 1991, the applicant informed the tenant that she intended to terminate the lease on expiry of the term on 31 December 1991 and asked him to vacate the premises by that date.
29. In a writ served on the tenant on 7 May 1992, the applicant reiterated her intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Naples Magistrate.
30. By a decision of 20 May 1992, which was made enforceable on 27 May 1992, the Naples Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 20 May 1993.
31. On 1 October 1992, I.R. died, F.E. succeeded in the lease.
32. On 23 October 1995, the applicant served notice on the tenant requiring him to vacate the premises.
33. On 10 October 1995, she informed the tenant that the order for possession would be enforced by a bailiff on 2 December 1995.
34. Between 2 December 1995 and 27 October 1997, the bailiff made five attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was not entitled to police assistance in enforcing the order for possession.
35. Following the entry into force of Law 431/98, the enforcement of the evictions proceedings was suspended until 31 January 2000.
36. On 24 March 2000, the applicant recovered possession of the flat.
5. The proceedings against F.D., A.M. and G.R.
37. In a registered letter of 24 May 1991, the applicant informed the tenants that she intended to terminate the lease on expiry of the term on 8 February 1992 and asked them to vacate the premises by that date.
38. In a writ served on the tenants on 8 May 1992, the applicant reiterated her intention to terminate the lease and summoned the tenants to appear before the Naples Magistrate.
39. By a decision of 20 May 1992, which was made enforceable on 27 May 1992, the Naples Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 20 March 1993.
On 23 October 1995, the applicant served notice on the tenants requiring them to vacate the premises.
40. On 10 November 1995, she informed the tenants that the order for possession would be enforced by a bailiff on 2 December 1995.
41. Between 2 December 1995 and 28 October 1997, the bailiff made five attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful as, the applicant was not entitled to police assistance in enforcing the order for possession. Following the entry into force of Law 431/98, the enforcement of the evictions proceedings was suspended until 31 January 2000.
42. On 17 March 2000, the applicant recovered possession of the flat.
II. RELEVANT DOMESTIC LAW
43. Since 1947 the public authorities in Italy have frequently intervened in residential tenancy legislation with the aim of controlling rents. This has been achieved by rent freezes (occasionally relaxed when the Government decreed statutory increases), by the statutory extension of all current leases and by the postponement, suspension or staggering of the enforcement of orders for possession. The relevant domestic law concerning the extension of tenancies, the suspension of enforcement and the staggering of evictions is described in the Court’s judgment in the case of Immobiliare Saffi v. Italy [GC], no. 22774/93, ?? 18-35, ECHR 1999-V. Lastly, for some cases, a suspension of the enforcement of the orders for possession until 30 June 2004 was introduced by Legislative Decree no. 147 of 24 June 2003, which became Law no. 200 of 1 August 2003.
A. The system of control of the rents
44. As regards the control of the rents, the evolution of the Italian legislation may be summarised as follows.
45. The first relevant measure was the Law no. 392 of 27 July 1978 which provided machinery for ?fair rents? (the so-called equo canone) on the basis of a number of criteria such as the surface of the flat and its costs of realisation.
46. The second step of the Italian authorities dated August 1992. It was taken in the view of progressive liberalisation of the market of tenancies. Accordingly, a legislation relaxing on rent levels restrictions (the so-called patti in deroga) entered into force. Owners and tenants were in principle given the opportunity to derogate from the rent imposed by law and to agree on a different price.
47. Lastly, Law no. 431 of 9 December 1998 reformed the tenancies and liberalised the rents.
B. Obligations of the tenant in the case of late restitution
48. The tenant is under a general obligation to refund the owner any damages caused in the case of late restitution of the flat. In this regard, Article 1591 of the Italian Civil Code provides:
?The tenant who fails to vacate the immovable property is under an obligation to pay the owner the agreed amount until the date when he leaves, together with other remaining damages?.
49. However, Law no. 61 of 1989 set out, inter alia, a limit to the compensation claimable by the owner entitling him to a sum equal to the rent paid by the tenant at the time of the expiration of the lease, proportionally increased according to the cost of living (Article 24 of Law n. 392 of 27 July 1978) plus 20%, along the period of inability to dispose of the possession of the flat.
50. In the judgment no. 482 of 2000, the Constitutional Court was called upon to decide whether such a limitation complied with the Constitution. The Constitutional Court held that it was compatible with the Constitution with regard to periods of time during which the suspension of the evictions was determined by law. The Constitutional Court explained that the introduction of that limitation was intended to settle the tenancies of the time of the emergency legislation, when the housing shortage made the suspension of the enforcement necessary. While evictions were suspended ex lege, the law predetermined the quantum of the reimbursement chargeable to the tenant, both measures being temporary and exceptional. Besides, the interests of the owner were counterbalanced by the exemption for him from the burden to prove the damages.
51. The Constitutional Court declared the limitation to the compensation claimable by the owner unconstitutional with regard to cases where the impossibility for the owner to repossess the flat depended on the conduct of the tenant and was not due to a legislative intervention. Accordingly, it opened the way to owners for the institution of civil proceedings in order to obtain full reparation of the damages caused by the tenant.

THE LAW
I. ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 1 OF PROTOCOL No. 1 AND OF ARTICLE 6 ? 1 OF THE CONVENTION
52. The applicant complained of her prolonged inability to recover possession of her flats, owing to the lack of police assistance. She alleged a violation of her right of property, as guaranteed by Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention, which provides:
?Every natural or legal person is entitled to the peaceful enjoyment of his possessions. No one shall be deprived of his possessions except in the public interest and subject to the conditions provided for by law and by the general principles of international law.
The preceding provisions shall not, however, in any way impair the right of a State to enforce such laws as it deems necessary to control the use of property in accordance with the general interest or to secure the payment of taxes or other contributions or penalties.?
53. The applicant also alleged a breach of Article 6 ? 1 of the Convention, the relevant part of which provides:
?In the determination of his civil rights and obligations …, everyone is entitled to a … hearing within a reasonable time by [a] … tribunal…?
A. The proceedings against I.A.
1. Article 1 of Protocol No. 1
54. The Government maintain that the measures in question amount to a control of the use of property which pursues the legitimate aim of avoiding the social tensions and troubles to public order that would occur if a considerable number of orders for possession were to be enforced simultaneously. In their opinion, the interference with the applicant’s property rights was not disproportionate; therefore, there is no violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention.
55. The Court considers that the interference complained of amounted to control of the use of property within the meaning of the second paragraph of Article 1, and pursued a legitimate aim in the general interest, as required by that provision (see Immobiliare Saffi, cited above, ?? 46 and 48).
56. The Court recalls that an interference ?must strike a ?fair balance? between the demands of the general interest and the requirements of the protection of the individual’s fundamental rights. The concern to achieve this balance is reflected in the structure of Article 1 as a whole, and therefore also in its second paragraph. There must be a reasonable relationship of proportionality between the means employed and the aim pursued. In determining whether this requirement is met, the Court recognises that the State enjoys a wide margin of appreciation with regard both to choosing the means of enforcement and to ascertaining whether the consequences of enforcement are justified in the general interest for the purpose of achieving the object of the law in question. In spheres such as housing, which plays a central role in the welfare and economic policies of modern societies, the Court will respect the legislature’s judgment as to what is in the general interest unless that judgment is manifestly without reasonable foundation? (see Immobiliare Saffi, cited above ? 49).
57. The Court considers that, in principle, the Italian system of staggering of the enforcement of court orders is not in itself open to criticism, having regard in particular to the margin of appreciation permitted under the second paragraph of Article 1. However, such a system carries with it the risk of imposing on landlords an excessive burden in terms of their ability to dispose of their property and must accordingly provide certain procedural safeguards so as to ensure that the operation of the system and its impact on a landlord’s property rights are neither arbitrary nor unforeseeable (see, mutatis mutandis, Immobiliare Saffi, cited above, ? 54).
58. The Court must thus ascertain whether, in the instant cases, a balance was maintained between the relevant interests (see Scollo v. Italy judgment of 28 September 1995, Series A no 315-C, ? 37).
59. The Court takes note that although requested several times, the applicant was not able to submit the exact date when she recovered possession of the flat. The restriction on the applicant’s use of her flat, therefore, could have lasted for a period of time between three years and two months and four years and one month, after the first attempt of the bailiff.
60. In these circumstances, the Court finds that it did not impose on her an individual and excessive burden, contrary to the requirements of the second paragraph of Article 1 of Protocol No. 1 (see, Istituto Nazionale Case v. Italy (dec.), nos. 41932/98, 41934/98, 41937/98, 41938/98, 42730/98 and 42733/98, 05.09.02).
61. Accordingly, there has been no violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention.

2. Article 6 ? 1 of the Convention
62. The Government submit that the delay in granting police assistance is justified on grounds of the order of priorities established according to public-safety requirements. The length of the proceedings at issue was not unreasonably long, therefore there is no violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention.
63. The Court considers that this complaint should be examined in connection with the more general right to a court (see Immobiliare Saffi, cited above, ? 61).
64. The right to a court as guaranteed by Article 6 also protects the implementation of final, binding judicial decisions, which, in States that accept the rule of law, cannot remain inoperative to the detriment of one party (see, mutatis mutandis, Hornsby v. Greece judgment of 19 March 1997, Reports of Judgments and Decisions 1997-II, p. 510, ? 40).
65. Accordingly, the execution of a judicial decision cannot be unduly delayed. However, a stay of execution of a judicial decision for such a period as is strictly necessary to enable a satisfactory solution to be found to public-order problems may be justified in exceptional circumstances (see Immobiliare Saffi, cited above, ? 69).
66. As far as this proceedings is concerned, the Court notes that after the applicant had to wait between three years and two months and four years and one month, after the first attempt of the bailiff, before being able to repossess the flat.
67. Having in mind the public order problems which Italy admittedly has had to face in the field of housing, the Court considers that this delay was not so long as to deprive the order for possession of all useful effect or of undermining its substance (see, a contrario, Immobiliare Saffi, cited above, ? 73; see also, mutatis mutandis, Caselli v. Italy (dec.), no. 36679/97, 20.01.2000).
68. Further, the Court considers, bearing in mind the practical difficulties raised by the enforcement of a very large number of evictions, that the length of the proceedings at issue was not unreasonably long (see, a contrario, Scollo v. Italy, cited above, ? 44 in fine).
69. Accordingly, there has been no violation of Article 6 ? 1 of the Convention neither.
B. The others proceedings
70. As far as the other proceedings are concerned, the Court recalls that it has previously examined a number of cases raising similar issues and found a violation of Article 1 of Protocol No. 1 and Article 6 ? 1 of the Convention (see Immobiliare Saffi, cited above, ?? 46-75; Lunari v. Italy, no. 21463/93, 11 January 2001, ?? 34-46; Palumbo v. Italy, no. 15919/89, 30 November 2000, ?? 33-48).
71. The Court finds that there are no facts or arguments from the Government which would lead to any different conclusion in this instance. It notes, in fact, that the applicant had to wait respectively four years and four months, four years and five months, four years and four months and four years and three months after the first attempts of the bailiff before being able to repossess the flats concerned.
72. Consequently, there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1 and of Article 6 ? 1 of the Convention.
II. APPLICATION OF ARTICLE 41 OF THE CONVENTION
73. Article 41 of the Convention provides:
?If the Court finds that there has been a violation of the Convention or the Protocols thereto, and if the internal law of the High Contracting Party concerned allows only partial reparation to be made, the Court shall, if necessary, afford just satisfaction to the injured party.?
A. Pecuniary damage
74. The applicant sought, firstly, reparation for the pecuniary damage she had sustained, which she calculated as follows:
– ITL 600,000,000 [EUR 309,874.14], for the closing of her pharmaceutical company. The applicant explained that in order to face the competition of foreign companies, she had to restructure her company. Therefore, she would have needed solid investments that would have been represented by the sale of the flats. However, since the flats were not vacant, if she would have sold them, she could have not obtained a sufficient amount. She was, therefore, in the impossibility to restructure her company and obliged to close it;
– 264,000,000 Italian lire (ITL) [136,344.62 euros (EUR)], for the loss of rent for a period of time from November 1995 to June 1999. The applicant submitted this amount as the result of the difference between the market value rent and the rent imposed by law for a period of time of forty-four months. For the purpose of assessing the market value rent, the applicant submitted five new rent contracts. One of them concerns the second flat of the present application, the others concern similar flats.
75. The Government contested those claims.
76. As regards the first claim, as far as the applicant complains of the impossibility to sell the flats due to the fact that they were not vacant, the Court observes that there is no evidence that the applicant had attempted, but had not been able, to sell them. Accordingly, it rejects the claim.
As far as the applicant complains of the impossibility to find any other source in order to finance her works, the Court finds no causal link between the violations it has found and the alleged pecuniary damage. Therefore it rejects the claim.
77. As regards the first claim, the Court considers that the applicant must be awarded compensation for the pecuniary damage resulting from the loss of rent for the period of time related to the violations found. Having regard to the means of calculation proposed by the applicant and in the light of the evidence before it and the period concerned, it decides to award her, on an equitable basis, the sum of EUR 6,000 under this head.
B. Non-pecuniary damage
78. The applicant claimed ITL 300,000,000 [EUR 154,937.07] for the non-pecuniary damage resulting from the closure of her company and ITL 100,000,000 [EUR 51,645.69] for the mortification she suffered.
79. The Government contested those claims.
80. The Court considers that the applicant must have sustained some non-pecuniary damage. Ruling on an equitable basis, it awards her EUR 3,000 under this head.
C. Costs and expenses
81. The applicant claimed reimbursement of her legal costs and expenses as follows:
– ITL 25,853,600 [EUR 13,352.27] for the costs of the enforcement proceedings;
– ITL 10,000,000 [EUR 5,164.57] for the costs and expenses incurred before the Court.
82. As regards the costs of the enforcement proceedings, the Government contested the claim. As regards the costs and expenses before the Court, the Government did not make any submissions.
83. On the basis of the information in its possession and the Court’s case-law, the Court considers it reasonable to award the applicant the sum of EUR 5,800 for the costs and expenses incurred in the domestic proceedings and EUR 2,000 for the proceedings before the Court.
84. The Court awards a total sum of EUR 7,800 for legal costs and expenses.
D. Default interest
85. The Court considers it appropriate that the default interest should be based on the marginal lending rate of the European Central Bank to which should be added three percentage points.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Holds that there has been no violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention with respect to the proceedings against I. A.;
2. Holds that there has been no violation of Article 6 ? 1 of the Convention with respect to the proceedings against I. A.;
3. Holds that there has been a violation of Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention with respect to the other proceedings;
4. Holds that there has been a violation of Article 6 ? 1 of the Convention with respect to the other proceedings;
5. Holds
(a) that the respondent State is to pay the applicant, within three months from the date on which the judgment becomes final according to Article 44 ? 2 of the Convention, the following amounts:
(i) EUR 6,000 (six thousand euros) for pecuniary damage;
(ii) EUR 3,000 (three thousand euros) for non-pecuniary damage;
(iii) EUR 7,800 (seven thousand eight hundred euros) for legal costs and expenses;
(iv) any tax that may be chargeable on the above amounts;
(b) that from the expiry of the above-mentioned three months until settlement simple interest shall be payable on the above amounts at a rate equal to the marginal lending rate of the European Central Bank during the default period plus three percentage points;
6. Dismisses the remainder of the applicant’s claim for just satisfaction.
Done in English, and notified in writing on 29 January 2004, pursuant to Rule 77 ?? 2 and 3 of the Rules of Court.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Deputy Registrar President
SORRENTINO PROTA v. ITALY JUDGMENT

SORRENTINO PROTA v. ITALY JUDGMENT

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