CASE OF CICCONE v. ITALY - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF CICCONE v. ITALY

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 37, 39, P1-1
Numero: 38043/97/2002
Stato: Italia
Data: 2002-11-07 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Cancellato dal ruolo ( regolamento amichevole)
PRIMA SEZIONE
CAUSA CICCONE C. ITALIA
(Richiesta n. 38043/97)
SENTENZA
( regolamento amichevole)
STRASBOURG
7 novembre 2002
Questa sentenza ? definitiva ma pu? essere soggetta a revisione editoriale.

Nella causa Ciccone c. Italia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Il Sig. C.L. Rozakis, Presidente il
Sig. G. Bonello, il Sig. P. Lorenzen la Sig.ra N. Vajic, il Sig.ra S. Botoucharova la Sig.ra E. Steiner, giudici, la Sig.ra M. Del Tufo giudice ad hoc ed il Sig. S. Nielsen, Cancelliere Aggiunto di Sezione
Avendo deliberato in privato il 17 ottobre 2002,
Consegna la seguente sentenza che fu adottata in quella data:
PROCEDURA
1. La causa origin? in una richiesta (n. 38043/97) contro la Repubblica italiana depositata con la Commissione europea dei Diritti umani (?la Commissione?) sotto il precedente Articolo 25 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libert? Fondamentali (?la Convenzione?) da un cittadino italiano, la Sig.ra S. C. (?il richiedente?), il 30 maggio 1997.
2. Il richiedente fu rappresentato da U. F. ed A. I., avvocati che praticano a Roma. Il Governo italiano (?il Governo?) fu rappresentato dal suo Agente, il Sig. U. Leanza e dal suo co-agente, il Sig. V. Esposito.
3. Il richiedente si lagn? della sua incapacit? prolungata-a causa di mancanza di assistenza della polizia- di recuperare possesso del suo appartamento e della durata dei procedimenti di sfratto.
4. La causa fu trasferita alla Corte il 1 novembre 1998 in virt? dell? Articolo 5 ? 2 del Protocollo N.ro 11 alla Convenzione.
5. Il 4 ottobre 2001, avendo ottenuto le osservazioni delle parti , la Corte dichiar? la richiesta ammissibile.
6. Il 4 luglio 2002 e il 10 luglio 2002, il richiedente e l’Agente del Governo presentarono rispettivamente dichiarazioni formali proponendo un regolamento amichevole della causa.

I FATTI
7. Il Sig. E.B. era il proprietario di un appartamento a Roma che lui aveva affittato a F.G.
8. In un documento notificato all’inquilino il 24 luglio 1986, comunic? la sua intenzione di terminare il contratto d’affitto e chiam? in causa l’inquilino per apparire di fronte al Magistrato di Roma.
9. Con una decisione del 12 febbraio 1987 che fu resa esecutiva lo stesso giorno il Magistrato di Roma sostenne la validit? dell’avviso per sgomberare ed ordin? che i locali fossero sgombrati il 30 novembre 1988.
10. Il 9 marzo 1990, il Sig. E.B. notific? un avviso all’inquilino chiedendogli di sgombrare i locali. Il 23 maggio 1990, lui notific? un avviso all’inquilino informandolo che il mandato per possesso sarebbe stato eseguito da un ufficiale giudiziario il 7 giugno 1990.
11. Fra il 7 giugno 1990 e il 30 aprile 1991 , l’ufficiale giudiziario fece dieci tentativi di recuperare possesso.
12. Il 14 maggio 1991, il richiedente divenne il proprietario dell’appartamento.
13. Fra il 28 maggio 1991 e il 16 novembre 1994 , l’ufficiale giudiziario fece trenta tre tentativi di recuperare possesso.
14. Il 1 dicembre 1994, il richiedente fece una dichiarazione legale in cui richiedeva urgentemente i locali come sistemazione per lei.
15. Fra il26 gennaio 1995 e il 7 maggio 1997 , l’ufficiale giudiziario fece undici tentativi di recuperare possesso. Ogni tentativo si dimostr? senza successo, siccome al richiedente non fu mai accordata l’assistenza della polizia nell’eseguire il mandato per possesso.
16. Il 10 maggio 1997, l’inquilino sgombr? i locali.
LA LEGGE
17. Il 10 luglio 2002, la Corte ricevette la seguente dichiarazione dal Governo:
?Io dichiaro che il Governo Italiano offre di pagare un importo totale di 7,000 (sette mila) Euro al Sig.ra S. C. in prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta registrata sotto il n. 38043/97. Questa somma coprir? qualsiasi danno materiale e morale cos? come i costi, e sar? pagabile entro tre mesi che cominciano dalla notificazione della sentenza consegnata dalla Corte facendo seguito all? Articolo 39 della Convenzione europea dei Diritti umani. Questo pagamento costituir? la decisione finale della causa.
Questa dichiarazione non comporta un qualsiasi riconoscimento del Governo di una violazione della Convenzione europea dei Diritti umani nella causa presente.
Il governo si impegna inoltre a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l?Articolo 43 ? 1 della Convenzione.?
18. Il 4 luglio 2002, la Corte ricevette dai rappresentanti del richiedente la seguente dichiarazione firmata dal richiedente e dai rappresentanti del richiedente:
?Io noto che il Governo dell’Italia ? pronto a pagare un importo totale di 7,000 (sette mila) Euro che copre danno materiale e morale e costi alla Sig.ra S. C. nella prospettiva di assicurare un regolamento amichevole della richiesta n. 38043/97 pendente di fronte alla Corte.
Io accetto la proposta e rinuncio a qualsiasi le ulteriore richiesta nei confronti dell’Italia relativa ai fatti di questa richiesta. Io dichiaro che la causa ? stabilita definitivamente.
Questa dichiarazione ? resa nel contesto di un regolamento amichevole che il Governo ed il richiedente hanno raggiunto.
Io inoltre m?impegno a non richiedere la raccomandazione della causa alla Grande Camera sotto l?Articolo 43 ? 1 della Convenzione dopo la consegna della sentenza della Corte.?
19. La Corte prende nota dell’accordo raggiunto dalle parti (Articolo 39 della Convenzione). ? sicuro che l’accordo sia basato sul rispetto dei diritti umani come definito nella Convenzione o nei suoi Protocolli (l’Articolo 37 ? 1 in fine della Convenzione ed Articolo 62 ? 3 degli Articoli di Corte).
20. Di conseguenza, la causa dovrebbe essere cancellata dal ruolo.
PER QUESTE RAGIONI, LA CORTE UNANIMAMENTE
1. Decide di cancellare la causa dal ruolo;
2. Prende nota dell?impegno delle parti di non richiedere un riesame della causa di fronte alla Grande Camera.
Fatto in inglese, e notificato per iscritto il 7 novembre 2002, facendo seguito all? Articolo 77 ?? 2 e 3 degli Articoli di Corte.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere Aggiunto Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Struck of the list (friendly settlement)
FIRST SECTION
CASE OF CICCONE v. ITALY
(Application no. 38043/97)
JUDGMENT
(Friendly settlement)
STRASBOURG
7 November 2002
This judgment is final but it may be subject to editorial revision.

In the case of Ciccone v. Italy,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Mr C.L. Rozakis, President,
Mr G. Bonello,
Mr P. Lorenzen,
Mrs N. Vajic,
Mrs S. Botoucharova,
Mrs E. Steiner, judges,
Mrs M. Del Tufo, ad hoc judge,
and Mr S. Nielsen, Deputy Section Registrar,
Having deliberated in private on 17 October 2002,
Delivers the following judgment, which was adopted on that date:
PROCEDURE
1. The case originated in an application (no. 38043/97) against the Italian Republic lodged with the European Commission of Human Rights (?the Commission?) under former Article 25 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by an Italian national, Mrs S. C. (?the applicant?), on 30 May 1997.
2. The applicant was represented by MM. U. F. and A. I., lawyers practising in Rome. The Italian Government (?the Government?) were represented by their Agent, Mr U. Leanza, and by their co-agent, Mr V. Esposito.
3. The applicant complained about her prolonged inability ? through lack of police assistance ? to recover possession of her apartment and about the duration of the eviction proceedings.
4. The case was transferred to the Court on 1 November 1998 by virtue of Article 5 ? 2 of Protocol No. 11 to the Convention.
5. On 4 October 2001, having obtained the parties? observations, the Court declared the application admissible.
6. On 4 July 2002 and on 10 July 2002, the applicant and the Agent of the Government respectively submitted formal declarations proposing a friendly settlement of the case.

THE FACTS
7. Mr E.B. was the owner of an apartment in Rome, which he had let to F.G.
8. In a writ served on the tenant on 24 July 1986, he communicated his intention to terminate the lease and summoned the tenant to appear before the Rome Magistrate.
9. By a decision of 12 February 1987, which was made enforceable on the same day, the Rome Magistrate upheld the validity of the notice to quit and ordered that the premises be vacated by 30 November 1988.
10. On 9 March 1990, Mr E.B. served notice on the tenant requiring her to vacate the premises. On 23 May 1990, he served notice on the tenant informing her that the order for possession would be enforced by a bailiff on 7 June 1990.
11. Between 7 June 1990 and 30 April 1991, the bailiff made ten attempts to recover possession.
12. On 14 May 1991, the applicant became the owner of the apartment.
13. Between 28 May 1991 and 16 November 1994, the bailiff made thirty-three attempts to recover possession.
14. On 1 December 1994, the applicant made a statutory declaration that she urgently required the premises as accommodation for herself.
15. Between 26 January 1995 and 7 May 1997, the bailiff made eleven attempts to recover possession. Each attempt proved unsuccessful, as the applicant was never granted the assistance of the police in enforcing the order for possession.
16. On 10 May 1997, the tenant vacated the premises.
THE LAW
17. On 10 July 2002, the Court received the following declaration from the Government:
?I declare that the Government of Italy offer to pay 7,000 (seven thousand) Euros to Mrs S. C. with a view to securing a friendly settlement of the application registered under no. 38043/97. This sum shall cover any pecuniary and non-pecuniary damage as well as costs, and it will be payable within three months starting from the notification of the judgment delivered by the Court pursuant to Article 39 of the European Convention on Human Rights. This payment will constitute the final resolution of the case.
This declaration does not entail any acknowledgement by the Government of a violation of the European Convention on Human Rights in the present case.
The Government further undertake not to request the referral of the case to the Grand Chamber under Article 43 ? 1 of the Convention.?
18. On 4 July 2002, the Court received from the applicant?s representatives the following declaration signed by the applicant and by the applicant?s representatives:
?We note that the Government of Italy are prepared to pay a sum totalling 7,000 (seven thousand) Euros covering both pecuniary and non-pecuniary damage and costs to Mrs S. C. with a view to securing a friendly settlement of application no. 38043/97 pending before the Court.
We accept the proposal and waive any further claims in respect of Italy relating to the facts of this application. We declare that the case is definitely settled.
This declaration is made in the context of a friendly settlement, which the Government and the applicant have reached.
We further undertake not to request the referral of the case to the Grand Chamber under Article 43 ? 1 of the Convention after the delivery of the Court?s judgment.?
19. The Court takes note of the agreement reached between the parties (Article 39 of the Convention). It is satisfied that the settlement is based on respect for human rights as defined in the Convention or its Protocols (Article 37 ? 1 in fine of the Convention and Rule 62 ? 3 of the Rules of Court).
20. Accordingly, the case should be struck of the list.
FOR THESE REASONS, THE COURT UNANIMOUSLY
1. Decides to strike the case of the list;
2. Takes note of the parties? undertaking not to request a rehearing of the case before the Grand Chamber.
Done in English, and notified in writing on 7 November 2002, pursuant to Rule 77 ?? 2 and 3 of the Rules of Court.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Deputy Registrar President

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