CASE OF BUDAYEVA AND OTHERS v. RUSSIA - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

CASE OF BUDAYEVA AND OTHERS v. RUSSIA

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 41, 13, 35, P1-1
Numero: 15339/02 /2008
Stato: Russia
Data: 2008-03-20 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Obiezione preliminare respinta ( non-esaurimento delle vie di ricorso nazionali); Violazione dell? Art. 2 (aspetto effettivo); Violazione dell? Art. 2 (aspetto procedurale); Nessuna violazione di P1-1; Nessuna violazione dell? Art. 13+P1-1; danno morale – assegnazione; danno Materiale – richiesta respinta
PRIMA SEZIONE
CAUSA BUDAYEVA ED ALTRI C. RUSSIA
(Richieste N. 15339/02, 21166/02, 20058/02 11673/02 e 15343/02)
SENTENZA
STRASBOURG
20 marzo 2008
Questa sentenza diverr? definitiva nelle circostanze esposte nell? Articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? essere soggetta a revisione editoriale.

Nella causa Budayeva ed Altri c. Russia,
La Corte europea dei Diritti umani (Prima la Sezione), riunendosi in una Camera, composta da:
Christos Rozakis, Presidente, Nina Vajic, Anatoly Kovler, Elisabeth Steiner, Khanlar Hajiyev, Giorgio Malinverni, Giorgio Nicolaou, giudici,
e S?ren Nielsen, Cancelliere di Sezione
Avendo deliberato in privato il 28 febbraio 2008,
Consegna la seguente sentenza che fu adottata nell?ultima data menzionata:
PROCEDURA
1. La causa nacque da in cinque richieste (N. 15339/02, 21166/02, 20058/02 11673/02 e 15343/02) contro la Federazione russa depositata con la Corte sotto l?Articolo 34 della Convenzione per la Protezione dei Diritti umani e le Libert? Fondamentali (?la Convenzione?) da sei cittadini russi, K. K. B. ed F. K. A. il 15 marzo 2002, da R. M. S. 10 aprile 2002, da N. N. K. il 18 febbraio 2002 e da. A. A. S. e I . I. S. il 9 marzo 2002 (?i richiedenti?).
2. I richiedenti ai quali era stato accordato il patrocinio gratuito furono rappresentati dal Sig. D., un avvocato che pratica a Nalchik, il Sig. M. un avvocato che pratica a Mosca ed il Sig. S., un avvocato che pratica a Pyatigorsk. Il Governo russo (?il Governo?) fu rappresentato inizialmente dal Sig. P. Laptev, il Rappresentante precedente della Federazione russa alla Corte europea di Diritti umani e successivamente dal loro Rappresentante, la Sig.ra V. Milinchuk.
3. Appellandosi agli Articoli 2, 8 e 13 della Convenzione e all? Articolo 1 del Protocollo N.ro 1 alla Convenzione, i richiedenti addussero che le autorit? nazionali erano responsabili della morte del Sig. B., di aver messo le loro vite a rischio e della distruzione di loro propriet?, come risultato dell’insuccesso delle autorit? di attenuare le conseguenze di una frana di fango che si verific? a Tyrnauz il 18-25 luglio 2000 e che nessuna via di ricorso nazionale effettiva fu offerta a loro a questo riguardo.
4. La Camera decise di congiungere i procedimenti nelle richieste (l’Articolo 42 ? 1).
5. Con una decisione del 5 aprile 2007 la Corte dichiar? le richieste ammissibili.
6. I richiedenti ed il Governo registrarono inoltre delle osservazioni scritte (l’Articolo 59 ? 1).
I FATTI
I. LE CIRCOSTANZE DELLA CAUSA
7. Il richiedente nella prima richiesta (n. 15339/02), K. K. B., nacque nel 1961 e vive a Tyrnauz, nel Distretto di Elbrus della Repubblica di Kabardino-Balkariya (KBR), Russia (il primo richiedente).
8. Il richiedente nella seconda richiesta (n. 21166/02), F. K. A., nacque nel 1963 e vive a Tyrnauz (il secondo richiedente).
9. Il richiedente nella terza richiesta (n. 20058/02), R. M. S., nacque nel 1953 e vive a Nalchik nel KBR (il terzo richiedente).
10. Il richiedente nella quarta richiesta (n. 11673/02), N. N. K., nacque nel 1955 e vive a Tyranuz (il quarto richiedente).
11. I richiedenti nella quinta richiesta (n. 15343/02), A. A. S. e I. I. S., nacquero rispettivamente nel 1958 e 1955 e vivono a Tyrnauz (il quinto ed il sesto richiedente).
12. I fatti della causa sono parzialmente in controversia fra le parti. Le loro osservazioni sulle circostanze nelle quali una frana di fango spazz? la citt? di Tyrnauz nel 2000 sono esposte nella Sezione A sotto. Il modo in cui questi eventi colpirono i richiedenti individualmente ? esposto nella Sezione B. Una descrizione dei materiali presentati alla Corte dai richiedenti ? data nella Sezione C.
A. Le circostanze riguardo alla frana di fango
1. Fatti di sfondo
13. La citt? di Tyrnauz ? situata nel distretto di montagna adiacente al Monte Elbrus, nel Caucaso centrale. La sua popolazione ? approssimativamente di 25,000 abitanti. Il piano urbano generale della citt? fu sviluppato negli anni cinquanta come parte di un progetto di costruzione industriale di grande potenza. Due tributari del Fiume Baksan che passa per Tyrnauz, il Gerhozhansu ed il Kamyksu, sono noti per essere soggetti a provocare inondazioni di fango.
14. La prima prova che documentava una frana di fango del Fiume di Gerhozhansu risale al 1937. Successivamente delle inondazioni di fango furono registrate pressoch? ogni anno; di quando in quando colpirono la citt?, provocando danni. Le inondazioni di fango pi? pesanti registrate prima del 2000 si verificarono il 1 agosto 1960, l?11 agosto 1977 e il 20 agosto 1999. Secondo il Governo, la serie di inondazioni di fango del 18-25 luglio 2000 era la pi? forte e pi? distruttiva di tutte.
15. Gli abitanti e le autorit? di Tyrnauz sono in generale consapevoli del pericolo, e sono abituati alle inondazioni di fango che di solito si verificano in estate ed nel primo autunno.
16. La prima ricerca tecnica schematica per proteggere Tyrnauz dalle inondazioni di fango fu eseguita negli anni cinquanta, ed entro il 1959 era stato reso un certo numero di proposte. Lo schema scelto dalle autorit? seguendo uno studio di fattibilit? comparato prevedeva la costruzione di un raccoglitore di ritenuta del fango tramite immissione. Il lavoro di costruzione cominci?, ma nel 1960 questo fu distrutto da una frana di fango insolitamente forte, ed il progetto dovette essere corretto e prolungato di conseguenza. La costruzione del raccoglitore fu terminata nel 1965 ed oper? con successo per 35 anni, offrendo apparentemente una difesa sufficiente contro il inondazioni di fango. Nel 1977 una revisione tecnica fu portata avanti a seguito di una frana di fango particolarmente forte che seriamente danneggi? delle sezioni del raccoglitore, e fu considerato necessario eseguire dei lavori di riparazione . Il raccoglitore fu riparato completamente entro il 1982.
17. Inoltre, all?inizio del 1999 le autorit? locali misero in opera una diga di ritenuta di fango nella gola del fiume di Gerhozhan, controcorrente rispetto il raccoglitore di ritenuta di fango. La diga fu intesa a migliorare la protezione di Tyrnauz dal fango e dai flussi di detritii. Misurava 160 metri x 38 metri x 40 metri e fu costruita con 6,000 metri cubi di cemento armato e 2,000 tonnellate di strutture di metallo.
2. La condizione della diga nell’estate del 2000
18. Il 20 agosto 1999 un flusso di fango e di frammenti colp? la diga, danneggiandola seriamente.
19. Il 30 agosto 1999 il direttore dell?Istituto Montano, un’agenzia statale il cui mandato includeva il monitoraggio dei pericoli del tempo nelle aree di elevata altitudine, richiese un esame indipendente del danno causato alla diga dalla frana di fango. Fece raccomandazioni al Ministro responsabile dell?Assistenza nei Disastri del KBR riguardo alla composizione di una Commissione Statale per l’esame.
20. Nello stesso giorno sped? anche una lettera al Presidente del KBR, richiedendo una pulizia di emergenza e il lavoro di restauro alla diga e per predisporre un primo sistema di avvertimento per dare l’allarme nel caso di una frana di fango (vedere testo completo nella Sezione C ?Documenti presentati dai richiedenti?).
21. Il 17 gennaio 2000 il direttore operativo dell?istituto Montano sped? una lettera al Primo Ministro del KBR, avvertendo circa il rischio aumentato di inondazioni di fango nella successiva stagione. Lui afferm? che la diga era seriamente danneggiata, che la sua ricostruzione sembrava inattuabile a quello stadio e che, di conseguenza, il solo modo di evitare incidenti e di attenuare il danno era collocare dei posti di osservazione per avvertire la popolazione nel caso di una frana di fango per cui richiese un mandato ed un appoggio finanziario (vedere il testo completo nella Sezione C sotto).
22. Il 7 marzo 2000 il Capo del Distretto Amministrativo di Elbrus sped? una lettera al Primo Ministro del KBR nella quale si rifer? alla frana di fango di grande potenza imminente e all?assistenza finanziaria richiesta per eseguire un determinato lavoro di emergenza sulla diga. Nella sua richiesta lui menzion? possibili ?perdite di documenti? ed incidenti (vedere il testo completo nella Sezione C sotto).
23. Il 7 luglio 2000 direttore assistente ed il capo della ricerca dell?Istituto Montano presenziarono a un?udienza al Ministero per l?Assistenza nei Disastri del KBR. Alla riunione loro reiterarono l’avvertimento sul rischio di inondazioni di fango in quel periodo e richiesero che dei punti di osservazione fossero stabiliti nelle sezioni superiori del Fiume di Gerhozhansu per esaminare sempre il fiume e diramare un allarme in caso di una frana di fango.
24. Il 10 luglio 2000 il direttore assistente dell?Istituto Montano riport? al direttore dell? agenzia che aveva avvertito il Ministero per l?Assistenza nei Distastri del KBR dell? imminente frana di fango ed aveva richiesto la predisposizione di posti di osservazione di ventiquattro ore.
25. Sembra che nessuna delle misure riportate sopra fu mai perfezionata.
3. La frana di fango del 18-25 luglio 2000
26. Approssimativamente alle 11 di sera del 18 luglio 2000 un flusso di fango e detriti colp? la citt? di Tyrnauz ed allag? alcuni dei quartieri residenziali.
27. Secondo il Governo, questa prima ondata non provoc? incidenti. Comunque, i richiedenti addussero che almeno una persona fu uccisa. In particolare, il secondo richiedente disse di essere stato testimone della morte del suo vicina di casa B, nata nel 1934 che fu intrappolata nei detriti ed affogata nel fango prima che qualcuno potesse aiutarla. Addusse anche che era stato testimone di un veicolo di Zhiguli con quattro uomini a bordo che fu trasportato dalla frana di fango.
28. Secondo il Governo, a seguito della frana di fango del 18 luglio 2000 le autorit? ordinarono l’evacuazione di emergenza dei residenti di Tyrnauz. La polizia e gli ufficiali locali andarono in giro per le case delle persone per avvisarle della frana di fango ed aiutare ad evacuare gli anziani e gli invalidi. Inoltre, i veicoli di polizia dotati di altoparlanti girarono per la citt?, chiedendo ai residenti di evacuare a causa del pericolo del fango.
29. Il Governo non specific? precisamente quando queste misure furono prese. I richiedenti concordarono che l’allarme fu dato davvero tramite altoparlanti una volta che la frana di fango era gi? iniziata, ma nessun avvertimento fu dato in anticipo. Loro dissero che non erano a conoscenza dell’ordine di evacuare ed dubitavano che ne fosse stato dato uno. Loro addussero anche che non c’erano state forze di soccorso o altri aiuti organizzati al momento sulla scena del disastro che divenne un calderone di caos e panico di massa.
30. La mattina del 19 luglio 2000 il livello di fango si abbass? ed i residenti ritornarono alle loro case. Il Governo addusse che si comportarono cos? in violazione dell’ordine di evacuazione, mentre i richiedenti controbatterono che non erano consapevoli che l’allarme della frana di fango ancora fosse attivo, indicando che c’erano barriere o avvertimenti per impedire alle persone di ritornare alle loro case. Loro non individuarono polizia o ufficiali di soccorso vicino alle loro case, ma poterono vedere che i loro vicini di casa erano tutti a casa e figli stavano giocando fuori. Le forniture di acqua, benzina ed elettricit? furono ripristinati dopo essere stati sospese durante la notte.
31. All? 1 di notte dello stesso giorno la seconda, pi? potente, frana di fango colp? la diga e lao distrusse. Fango e detriti discesero immediatamente sulla citt?, trascinando con s? il rottame della diga. Sulla 17 Strada di Otarova la frana di fango distrusse parte di un condominio di nove piani , con quattro vittime ufficialmente riportate. Molti altri edifici furono danneggiati. Fece anche straripare il fiume, allagando i quartieri residenziali sulla riva destra.
32. La citt? fu colpita da una successione di inondazioni di fango fino al 25 luglio 2000.
33. Otto persone ufficialmente furono dichiarate morte. Secondo i richiedenti, altre 19 persone presumibilmente erano disperse.
34. Secondo il Governo, il 3 agosto 2000 l’Ufficio dell’Accusatore del Distretto di Elbrus ha decise di non iniziare un’indagine penale dell’incidente. I richiedenti affermarono che non sapevano nulla di questo. Nessuna copia di questa decisione fu resa disponibile alla Corte.
35. Il 12 agosto 2000 il Governo del KBR adott? una direttiva sul pagamento del risarcimento per la perdita dell? alloggio alle vittime della frana di fango. Stabil? i principi generali per predisporre una nuova sistemazione e le linee guida per calcolare il risarcimento per coloro che desiderarono stabilirsi fuori Tyrnauz. La perdita di un appartamento di 1 stanza dava origine ad un pagamento fino a 15,000 rubli (RUB), di un appartamento di 2 stanze fino a RUB 20,000 e di un appartamento di 3 stanze fino a RUB 45,000. Alternativamente, le vittime avrebbero potuto optare per ricevute di alloggio che avrebbero dato un titolo alle famiglie di pi? di una persona di ricevere un alloggio gratuito di almeno 18 metri quadri per membro della famiglia, e famiglie di una singola persona di 33 metri quadrati.
36. Il 20 dicembre 2000 il Settore dell?Assistenza dei Disastri del Distretto di Elbrus emise una dichiarazione scritto, apparentemente in collegamento con le denuncie individuali sul fatto di non aver ricevuto un avvertimento in anticipo riguardo alla frana di fango a Tyrnauz nel 2000, n? dal Ministero per l?Assistenza dei Disastri del KBR n? da qualsiasi altra autorit?.
37. Lo stesso giorno anche il Distretto Amministrativo di Elbrus emise una dichiarazione scritta sul fatto di non aver ricevuto nessun avvertimento di una frana di fango in un periodo qualsiasi durante i due anni passati.
38. Il 14 febbraio 2001, apparentemente a seguito di un?indagine dell’amministrazione del distretto, il Settore delle Finanze del Distretto di Elbrus riport? che nessun fondo era stato assegnato nel bilancio del distretto per il lavoro di riparazione richiesto dopo la frana di fango del 1999.
B. Le circostanze individuali dei richiedenti
1. Il primo richiedente
39. Prima degli eventi del luglio 2000 il primo richiedente, suo marito ed i loro due figli nati nel 1987 e 1997, vivevano al 17 di via Otarova, Tyrnauz, in un appartamento di 72 metri quadrati al settimo piano di loro propriet?.
40. Il 18 luglio 2000 lei e la sua famiglia erano addormentati quando la frana di fango cominci?. Il primo richiedente afferm? che nessun allarme fu dato, e la frana di fango fu accolta come un completo shock. Fuggirono velocemente e passarono la notte sulle montagne.
41. Circa a mezzogiorno del giorno seguente (19 luglio 2000) ritornarono al loro appartamento. Secondo il primo richiedente, la frana di fango sembrava essere terminata, e poich? non c?era stato nessun allarme e non vi erano barriere per fermarla, pensarono di essere al sicuro ritornando a casa. Sfiniti dagli eventi della notte precedente, andarono diritti a letto. Il primo richiedente fu comunque svegliato poco dopo dalla Sig.ra K, un? amica di sua sorella (vedere le testimonianze della Sig.ra nella Sezione C sotto), ed in pochi minuti sentirono tremare i muri e sentirono un forte rimbombo, i vetri rompersi grida e persone che correvano.
42. Solo il primo richiedente e il suo figlio maggiore riuscirono a scappare.
43. Il figlio pi? giovane fu portato fuori dalla Sig.ra K e salvato dal rottame, ma riport? danni seri, incluso una contusione cerebrale e spinale erosione della cornea, ferite multiple avulse, abrasioni e contusioni.
44. Il marito del primo richiedente, il Sig. V. K. B. di 47, rimase in dietro per aiutare i suoi genitori a fuggire ma fu ucciso quando l’edificio croll? dopo essere stato colpito dalla frana di fango. I genitori del primo richiedente furono salvati.
45. L’appartamento del primo richiedente e tutte le sue propriet? furono allagate e distrutte dalla frana di fango.
46. Il 3 agosto 2000 l’Ufficio dell’Accusatore del Distretto di Elbrus decise di non avviare un’indagine penale sulla morte del marito del primo richiedente. Avendo trovato che lui mor? come un risultato del crollo dell’edificio, stabil? che la morte era fortuita e non attribuibile ad un qualsiasi atto penale.
47. A seguito di una decisione da parte del Governo del KBR del 12 agosto 2000, al richiedente fu emessa una ricevuta di alloggio il4 giugno 2001 che le dava titolo a ricevere una sistemazione gratuita di 54 metri quadrati per compensare la perdita del suo appartamento. Sembrerebbe che la misura della sistemazione fu ridotta pro rata della quota di suo marito deceduto, ma, dopo numerose lagnanze, le fu offerto infine un altro appartamento di 40 metri quadri a Nalchik. Lei ricevette una concessione dal fondo d?emergenza di RUB 13,200 per compensare per la perdita delle sue propriet?, pi? un assegno supplementare di RUB 2,337.
48. In una data non specificata il primo richiedente intent? un’azione in danni contro il Governo del KBR, il Ministero per l?Assistenza dei Disastri del KBR e il Distretto Amministrativo di Elbrus . Lei rivendic? RUB 259,200 per la perdita di propriet? mobili ed immobili, e RUB 5,000,000 per danno morale per la morte di suo marito ed la sofferenza mentale e fisica causata a lei ed ai suoi figli dal disastro. Lei disse che le autorit? avevano persuaso la popolazione locale che non c’era nessun rischio di una frana di fango. Lei addusse anche che le autorit? erano state negligenti siccome loro non erano riuscite a prendere misure per attenuare il danno, in particolare stabilendo un primo sistema di allarme e pulendo i depositi lasciati nella diga e nel canale del fiume fin dalla frana di fango del 1999. In appoggio alle sue richieste offr? i documenti esposti nella Parte 2 della Sezione C (?lettere Ufficiali e documenti emessi prima dell? frana di fango del 2000?) e altre prove.
49. Il 9 ottobre 2001 la Corte distrettuale di Baksan del KBR esamin? la causa e trov? che le autorit? avevano preso tutte le misure ragionevoli per attenuare il rischio di una frana di fango. Notando che la capacit? di ritenuta della diga fu calcolata per un flusso di 500 metri cubi al secondo, quando il tasso attuale del flusso era di 2,000 metri cubi al secondo, concluse che una frana di fango di vigore cos? eccezionale non avrebbe potuto n? essere predetta n? avrebbe potuto essere fermata. La corte trov? anche che i media avevano informato i cittadini del rischio di possibile inondazioni di fango e prese in considerazione il fatto che, a seguito della frana di fango, le autorit? avevano eseguito un lavoro di infrastrutture, come riparazioni a condutture di acqua, ed aveva offerto aiuto sociale al richiedente nella forma di una sistemazione di risarcimento finanziario.
50. La corte concluse che nessuna colpa fosse attribuibile alle autorit? per il danno subito dal richiedente e trov? la sua richiesta per danno materiale e morale non comprovata.
51. Il 20 novembre 2001 la Corte Suprema del KBR conferm? la sentenza del 9 ottobre 2001.
52. Secondo il primo richiedente, le sue condizioni di vita sono state estremamente difficili fin dal disastro. Lei disse che sia la propria salute sia quella dei suoi figli si era deteriorata sostanzialmente come risultato dei danni, dello stress e della devastazione causati. Suo figlio pi? giovane ha sviluppato condizioni posto-traumatiche croniche e serie, come enuresi ed il deterioramento progressivo della sua vista. Entrambi i suoi figli richiedono un trattamento neurologico regolare come risultato dei loro danni e del loro shock. L’appartamento che lei ha comprato con la ricevuta di alloggio ha dovuto immediatamente essere venduto per coprire le spese vive e pagare i trattamenti medici. L’appartamento a Nalchik era in un stato terrificante (non era stato rinnovato fin dalla sua costruzione nel 1952) e lei non aveva nessun mezzo per ristrutturarlo e renderlo sufficientemente abitabile.
2. Il secondo richiedente
53. Prima degli eventi del luglio 2000 il secondo richiedente, suo marito e la loro figlia vivevano al 42 di via Otarova in un appartamento di 44.6. metri (n. 33) di loro propriet?. Lei possedeva un altro appartamento (n. 1) nello stesso condominio sotto un accordo di affitto sociale.
54. Nel 1999 una frana di fango provoc? danni alla propriet? del secondo richiedente e perse alcuni capi del suo bestiame. Lei disse che richiese alle autorit? locali di eseguire una manutenzione d?emergenza alla diga e fare piazza pulita del rottame. Nonostante le numerose richieste dei residenti, nulla fu comunque fatto.
55. Il 18 luglio 2000 il secondo richiedente e la sua famiglia erano a casa quando la frana di fango cominci? approssimativamente alle 11 di sera Lei disse che nessun allarme fu dato, e dovettero abbandonare la loro casa in pigiama. Nel tentativo di scappare di scappare, il richiedente e sua figlia furono presi nel flusso di fango e detriti che li trascin? per una certa distanza prima essere liberati da passanti. Entrambi furono feriti e subirono un grave shock, in particolare la figlia del secondo richiedente che sub? gravi scottature da attrito causate dai detriti.
56. Il giorno seguente, il 19 luglio 2000, il cognato del secondo richiedente (il marito del primo richiedente V. B.) mor? aiutando i genitori del primo e del secondo richiedente a fuggire quando una nuova frana di fango colp? la citt?.
57. Entrambi gli appartamenti del secondo richiedente e tutte le sue propriet? furono distrutti dalla frana di fango.
58. A seguito della decisione del Governo del KBR del 12 agosto 2000, il secondo richiedente ricevette una ricevuta di alloggio il 29 agosto 2001 per compensare la perdita dell? appartamento n. 1. Le diede titolo ad una sistemazione gratuita di 33 metri quadrati. Lei ricevette anche una concessione dal fondo emergenza di RUB 13,200 per compensare la perdita delle sue propriet?, pi? un assegno supplementare di RUB 1,168. Lei non ha ricevuto alcun risarcimento riguardo all? appartamento n. 33.
59. Il secondo richiedente intent? un’azione in danni contro il Governo del KBR, il Ministero per L?Assistenza dei Disastri del KBR e il Distretto Amministrativo di Elbrus . Lei richiese RUB 360,000 per la perdita di propriet? mobile ed immobile, e RUB 1,000,000 per danno morale per la sofferenza mentale e fisica causata a lei e sua figlia dal disastro. Le sue dichiarazioni, argomenti e le altre osservazioni erano essenzialmente le stesse di quelli del primo richiedente.
60. Il 9 ottobre 2001 la Corte distrettuale di Baksan del KBR esamin? la sua richiesta insieme a quella del primo richiedente e la respinse per gli stessi motivi.
61. Il 20 novembre 2001 la Corte Suprema del KBR conferm? la sentenza del 9 ottobre 2001.
62. Secondo il secondo richiedente, le sue condizioni di vita dopo il disastro erano, e rimangono, molto misere. Sia la propria la salute e quella di sua figlia si sono sostanzialmente deteriorate come risultato dei danni, dello stress e della devastazione causata e devono ricevere dei trattamenti neurologici per i loro danni e shock.
3. Il terzo richiedente
63. prima degli eventi del luglio 2000 il terzo richiedente viveva al 17 di via Otarova, Tyrnauz, in appartamento di54.2 metri quadrati di sua propriet?.
64. Il 18-24 luglio 2000 il suo appartamento fu allagato e distrutto dalla frana di fango, insieme alle sue propriet?. Il terzo richiedente afferm? che nessun allarme fu dato e che lei solamente riusc? a scappare dalla frana di fango.
65. A seguito della decisione del Governo del KBR del 12 agosto 2000 il terzo richiedente ricevette un sussidio di RUB 30,000 per la perdita del suo appartamento ed una concessione dal fondo d?emergenza di RUB 13,200 per compensare la perdita delle sue propriet?, pi? un assegno supplementare di RUB 584.
66. Lei intent? un’azione in danni contro il Governo del KBR, il Ministero per l?Assistenza dei Disastri del KBR e il Distretto Amministrativo di Elbrus. Lei chiese RUB 730,662 per la perdita di propriet? mobili ed immobili, cos? come RUB 250,000 per danno morale per la sofferenza mentale e fisica causata dal disastro. Le sue dichiarazioni, argomenti e le altre osservazioni erano essenzialmente le stesse di quelli del primo ed del secondo richiedente.
67. Il 27 agosto 2001 la Corte Civica di Nalchik del KBR esamin? la causa e respinse le sue richieste. La sua sentenza fu basata essenzialmente sulle stesse ragioni della sentenza successiva della Corte distrettuale di Baksan del KBR, datata 9 ottobre 2001, nella causa intentata dal primo e dal secondo richiedente. Nella sua sentenza, la corte si rifer? a certi documenti dei media del 1999-2000 che erano stati presentati dal Ministero per l?Assistenza dei Disastri del KBR. Sulla base di questi documenti, presi insieme coi rapporti del tempo per il periodo attinente, concluse che la popolazione locale era stata adeguatamente preavvisata di possibili inondazioni di fango. La corte prese in considerazione il fatto che, a seguito della frana di fango, le autorit? avevano offerto un aiuto al benessere del richiedente, vale a dire il sussidio per un appartamento ed il risarcimento monetario. Not? anche, inter alia che al terzo richiedente era stato concesso di scambiare RUB 30,000 del sussidio per un alloggio sociale di 33 metri quadri.
68. Il 25 settembre 2001 la Corte Suprema del KBR conferm? la sentenza del 27 agosto 2001. Questa decisione fu notificata al terzo richiedente il 25 ottobre 2001.
69. Il 5 giugno 2004 il terzo richiedente scambi? il suo sussidio di alloggio con una ricevuta di alloggio che le diede titolo ad una sistemazione gratuita di 33 metri quadri. Lei us? questa ricevuta per acquistare un appartamento nella Regione di Mosca che rivendette poco dopo.
70. Secondo il terzo richiedente, la sua salute e le condizioni di vita si deteriorano come risultato degli eventi sopra e lei non fu compensata adeguatamente per le perdite sostenute nell’incidente.
4. Il quarto richiedente
71. Prima degli eventi del luglio 2000 il quarto richiedente viveva al 46 di via Elbrusskiy Prospekt, Tyrnauz, appartamento di 33 metri quadrati di sua propriet?.
72. Il 18-24 luglio 2000 il suo appartamento e le sue propriet? furono allagate e distrutte dalla frana di fango. Lei disse che nessun allarme era stato dato prima della frana di fango, ma lei riusc? a trovare il modo di salvarsi.
73. Il quarto richiedente intent? un’azione in danni contro il Governo del KBR, il Ministero per l?Assistenza dei Disastri del KBR e il Distretto Amministrativo di Elbrus . Lei chiede RUB 248,942 per risarcimento della perdita di propriet? mobile ed immobile e RUB 1,266 per trattamento medico; lei chiese anche RUB 100,000 per danno morale per la sofferenza mentale e fisica. Le sue dichiarazioni, argomenti e le altre osservazioni erano le stesse come essenzialmente quelli degli altri richiedenti riferiti sopra.
74. Il 25 aprile 2001 la Corte distrettuale di Elbrus del KBR esamin? la richiesta del quarto richiedente e la respinse.
75. Il 22 maggio 2001 la Corte Suprema del KBR revoc? la sentenza del 25 aprile 2001 per il motivo che una delle parti non aveva presenziato alla prova. La causa fu rinviata per riesame ad un tribunale di prima istanza.
76. Il 9 ottobre 2001 la Corte distrettuale di Baksan del KBR esamin? la sua richiesta e la respinse per gli stessi motivi di quelli degli altri richiedenti riportati a sopra. Not?, inter alia che il quarto richiedente aveva ancora il diritto di fare domanda per il risarcimento di RUB 30,000 da un fondo d?emergenza o, alternativamente, per un alloggio gratuito di 33 metri quadrati, ma sostenne che qualsiasi ulteriore richiesta era non comprovata.
77. Il 20 novembre 2001 la Corte Suprema del KBR conferm? la sentenza del 9 ottobre 2001.
78. Il 7 dicembre 2001 al quarto richiedente fu emessa una ricevuta di alloggio che le d? titolo ad avere un appartamento gratuito di 33 metri quadrati per compensare la perdita del suo appartamento e ricevette una concessione di RUB 13,200 dal fondo d?emergenza per compensare la perdita delle sue propriet?, pi? un assegno supplementare di RUB 584.
79. Secondo il quarto richiedente, le sue condizioni di vita dopo che gli eventi sopra citati erano estremamente difficili e la sua salute si deterior? sostanzialmente come risultato dello stress e la devastazione che avevano causato. A seguito del disastro lei pat? disorientamento psicologico e depressione per cui lei doveva subire un trattamento psichiatrico. Secondo i suoi documenti medici la sua condizione ? stata inoltre aggravata dal processo per il risarcimento.
5. Il quinto e il sesto richiedente
80. Prima degli eventi del luglio 2000 i richiedenti e le loro due figlie vivevano in un appartamento di 72 metri quadrati di loro propriet?.
81. Il 18-24 luglio 2000 il loro appartamento e le loro propriet? furono allagate e distrutte dalla frana di fango. Loro dissero che nessun allarme fu dato e che loro e la loro famiglia da soli erano riusciti a scappare dalla frana di fango.
82. Il quinto e il sesto richiedente intentarono un’azione in danni contro il Governo del KBR, il Ministero per l?assistenza dei Disastri del KBR e il Distretto Amministrativo di Elbrus. Chiesero RUB 498,368 per la perdita della loro propriet? mobile ed immobile cos? come RUB 200,000 per danno morale per la sofferenza mentale e fisica. Le loro dichiarazioni, argomenti e le altre osservazioni erano essenzialmente le stesse di quelli degli altri richiedenti riportati sopra.
83. Il 25 aprile 2001 la Corte distrettuale di Elbrus del KBR esamin? la richiesta del quinto e del sesto richiedente e la respinse.
84. Il 22 maggio 2001 la Corte Suprema del KBR revoc? la sentenza del 25 aprile 2001 per il motivo che una delle parti non aveva presenziato alla prova. La causa fu rinviata per un riesame da parte di un tribunale di prima istanza.
85. Il 9 ottobre 2001 la Corte distrettuale di Baksan del KBR esamin? la loro richiesta e la respinse per gli stessi motivi di quelli degli altri richiedenti riportati sopra. Not?, inter alia che il quinto e il sesto richiedente erano ancora abilitati a fare domanda per il risarcimento da un fondo d?emergenza nella somma di RUB 13,200 per la perdita di propriet? mobile e RUB 45,000 per la perdita dell’appartamento o, alternativamente, un alloggio gratuito di 33 metri quadri per persona, ma sostenne che inoltre qualsiasi altra richiesta non era comprovata.
86. Il 20 novembre 2001 la Corte Suprema del KBR conferm? la sentenza del 9 ottobre 2001.
87. L? 8 dicembre 2001 al quinto e al sesto richiedente fu emessa una ricevuta di alloggio che dava loro titolo ad una sistemazione gratuita di 72 metri quadri per compensare la perdita dell’appartamento e ricevette una concessione dal fondo d?emergenza di RUB 13,200 a compensare la perdita delle loro propriet?, pi? un assegno supplementare di RUB 2,337.
88. Secondo il quinto e il sesto richiedente, la loro salute si deterior? sostanzialmente come risultato dello stress e della devastazione. In particolare, il sesto richiedente doveva ricevere un ampio trattamento psichiatrico e neurologico a seguito di un esaurimento nervoso causato dall?esperienza del disastro e dalle sue conseguenze.
C. Documenti presentati dai richiedenti
89. In appoggio alle loro dichiarazioni i richiedenti presentarono alla Corte numerosi articoli di giornale, lettere ufficiali, documenti e dichiarazioni di testimoni. Nella loro parte attinente, questi documenti si leggono come segue.
1. Lettere ufficiali e documenti emessi prima della frana di fango del 2000
90. Lettera ufficiale del 30 agosto 1999 dal direttore dell?Istituto Montano, il Sig. M. Zalikhanov, al Presidente del KBR:
?Come Lei sapr?, precedentemente quest’anno, il 20 agosto, una grossa frana di fango con un volume di circa 1 milione di metri cubi fu registrata nella valle del Fiume di Gerhozhansu. L’esame visuale ed aereo fatto da un elicottero ha trovato che il materiale fluido si era formato nel ruscello superiore di uno dei depositi di fango di Kaya-Arty-Su Allo stesso tempo, un altro deposito fango si ? formato nel bacino di Gerhozhan, nel Fiume di Sakashili-Su e le riserve di fango possono divenire presto attive.
Dato che il raccoglitore di ritenuta del fango all’estuario del bacino di frana del fango ? stato distrutto da precedenti inondazioni di fango , ed il canale del fiume si ? riempito con depositi di fango, il disastro pu? verificarsi su una pi? grande scala.
Noi richiediamo perci? appoggio finanziario per predisporre per il periodo di settembre posti di radio comunicazione nella zona superiore del fiume per avvertire i civili e i servizi [d?emergenza] del pericolo del fango e condurre ispezioni da parte degli ingenieri per ripristinare la struttura della protezione contro il fango che ora si trova in un stato critico per le sue cattivo condizioni.?
91. La lettera ufficiale del 17 gennaio 2000 dall?assistente direttore dell? Istituto Montano, il Sig. Kh. Kalov, al Primo Ministro del KBR:
?Come Lei ? bene consapevole, la maggior parte dell?area intorno a Tyrnauz ? una delle aree a maggior rischio di frana di fango nella Federazione russa. La diga di ritenuta della frana di fango che ? di 160 metri di lunghezza 38 metri di altezza e 40 metri di larghezza… fu distrutta il 20 agosto dell?anno scorso. La devastante frana di fango da 1 milione di metri cubi provoc? il crollo della diga, con una linea di frattura di 60 metri. Danni furono causati a Tyrnauz…
In prospettiva dell? alto rischio di inondazioni di fango nel corso del prossimo anno e dato che la ricostruzione della diga non appare finanziariamente o tecnicamente fattibile, si devono predisporre dei punti di osservazione nella sezione superiore del Fiume di Gerhozhansu per evitare incidenti e attenuare il danno… col compito di esaminare il fiume e dare un allarme ai civili nel caso di una frana di fango… Monitoraggi di Venti quattro ore saranno eseguiti per il periodo dal 15 giugno a 15 settembre per offrire una previsione di frana di fango ed informare il [Ministero per l?Assistenza dei Disastri del KBR]…
L?Istituto Montano ha una grande esperienza di simili lavori nell’area di Tyrnauz, e fornir? ai membri della spedizione un salario, il cambio e l?attrezzatura. Noi richiediamo assistenza finanziaria di 100,000 rubli per coprire il campo delle forniture e del trasporto.?
92. La lettera ufficiale del 7 marzo 2000 dal Capo del Distretto Amministrativo di Elbrus al Primo Ministro del KBR:
?Nell? agosto 1999 la frana di fango dal tratto di Sakashili-Su rese impraticabile il letto del Fiume di Baksan e diressero il flusso principale d?acqua fuori dal muro di contenimento sul lato sinistro dell’alveo fluviale. Di conseguenza, il suolo di fondamento e e i parapetti del muro di contenimento si sono erosi e hanno continuato ad erodersi. Al momento una sezione di 500 metri della strada di aggiramento ? stata dichiarata completamente fuori di servizio.
Lo stato del fondamento del muro di contenimento ? vicino al punto critico. Quando le inondazioni del disgelo cominceranno in primavera si potr? arrivare al crollo di sezioni del muro di contenimento del sistema di difesa sopra il suolo scavato. La loro ricostruzione sar? molto costosa.
La frana di fango ha riempito anche il canale convettivo del fango fino al 25-30% della capacit?; se succede un?altra frana di fango, il canale contenitore del fango pu? esondare e pu? allagare i dintorni residenziali di Tyrnauz. Questo potrebbe condurre ad un’emergenza su scala impossibile da prevedere, con perdite finanziarie da record e, probabilmente, vittime.
Prendendo in considerazione ci? che precede, il Distretto Amministrativo di Elbrus richiede assistenza finanziaria per compiere il lavoro descritto sopra.?
2. Pubblicazioni dei quotidiani
93. Intervista col Sig. M. Z., pubblicato sul quotidiano nazionale Rossiyskaya Gazeta il 26 luglio 2000.
?… M. Z., membro dell’Accademia russa delle Scienze, principale esperto negli studi di catastrofi naturali… membro della Commissione Parlamentare del Duma Statale della Federazione russa su uno sviluppo sostenibile…
MZ: Non ? solo la natura che deve prendersi il biasimo per la tragedia [del 18-25 luglio 2000, ma anche] l’irresponsabilit? vistosa da parte degli ufficiali e la loro riluttanza a seguire le raccomandazioni degli esperti. …
RG: … questo disastro avrebbe potuto essere previsto? E perch? la diga di protezione del fango sul Fiume di Gerhozhansu non funzion??
MZ: … Tyrnayz ? un centro di estrazione del [KBR]… ed a causa della sua posizione geografica ? sotto la minaccia permanente di frane di fango. Le pi? disastrose furono le frane di fango del 1964 e specialmente del 1977. [La seconda] distrusse circa trenta alloggi nel centro della citt?, e le vittime furono evitate solamente perch? gli esperti del [Istituto Monatno] diedero un allarme opportuno alle autorit? della citt? sull? imminente disastro. Pi? tardi fu deciso… di erigere un sistema protezione dal fango. Mi fu ordinato di sviluppare delle specifiche per la costruzione… di simile diga di contenimento del fango… [che] fu avviata l’anno scorso.
RG: ? vero che Lei rifiut? poi di firmare il rapporto di accettazione della commissione per il sistema di protezione dal fango?
MZ: S?. Perch?? Perch? il primo stadio di costruzione del complesso rimase incompiuto per pi? di quattro anni. Rimaneva un grande rischio che all?arrivo della prima frana di fango, anche se relativamente debole, avrebbe rotto il complesso perch? la sua sezione superiore non era fissata fermamente alla roccia solida. Il finanziamento per il completamento della costruzione era stato assegnato, ma riguardo a dove i fondi erano scomparsi (fra Nalchik e Tyrnauz), nessuno potrebbe darmi una risposta chiara. Sottolineando l’importanza di questo problema ed il bisogno di completare la costruzione, feci numerosi appelli al [Presidente del KBR], V. Kokov, ed al Ministro per l?Assistenza per i Disastri Federazione russa, S. Shoigu. Infine pi? fondi furono assegnati e la costruzione fu portata apparentemente al completamento. … Io rifiutai di prendere parte alla [cerimonia inaugurale] a causa delle preoccupazione per la mia reputazione d?esperto ed accademica. I miei assistenti esperti, in particolare il mio sostituto per la costruzione [il Sig. R.] ed il geologo [la Sig.ra N.S.] redigettero un rapporto; ecco degli estratti da questo: ‘… una mancanza nel presentare [la documentazione del progetto] rende impossibile valutare l’ottemperanza del progetto [con le specifiche]… Dato la novit? del [ disegno]… gli alti livelli dell’attivit? sismica nell’area, gli elevati requisiti di errori della sicurezza per la struttura della diga, qualsiasi deformazione che potrebbe aumentare l’impatto di una frana di fango sulla citt? di Tyrnauz e cos? significativamente pu? aggravare il pericolo del fango, e prendendo anche in considerazione il tempo smoderato impiegato per completare il lavoro di costruzione, con intervalli lunghi anche quattro anni, ? necessario sottoporre la struttura ad un esame architettonico speciale. [Un numero di deviazioni tecniche serie] danno motivo di sospettare un grado di logoramento e di frattura all’interno della costruzione, anche senza fango o impatto sismico. Tutto ci? riduce notevolmente la capacit? del progetto della diga. L’esame visuale della costruzione della diga mostr? anche segnali di deterioramento delle sezioni di questa anche senza fango… ‘
RG: Quindi anche se Z., un Membro dell’Accademia non firm? il rapporto, la struttura fu messa ciononostante in servizio?
MZ: S?. Ed di l? a due mesi [questa] fu distrutta da una frana di fango dall’intensit? catastrofica. Io scrissi al Ministro dell?Assistenza per i Disastri del KBR , A. Turkinov… ed nell? agosto dell’anno scorso e avvisai il Presidente del KBR, V. Kokov… che era probabile che le riserve di fango divenissero attive in un futuro prossimo… e che il disastro si sarebbe potuto ripetere su una scala molto pi? grande… e richiesi assistenza nel trovare risorse per preparare le postazioni di sorveglianza… ed esegure un studio di ingegneria per ripristinare la costruzione che era in un stato critico…
Io credo che sia della massima importanza predisporre [senza ritardo] una commissione competente comprendente esperti prominenti per stabilire le vere cause della tragedia. … Si ? avuto bisogno anche di un’altra commissione… per sviluppare un programma complesso per la protezione della comunit? di KBR da pericoli ambientali…?
94. Intervista col Sig. O. Baydayev, il primo Capo Sostituto del Distretto Amministrativo di Elbrus, pubblicata sul quotidiano locale Gazeta Yuga il 3 agosto 2000:
?… 1.2 milioni di rubli furono assegnati dal bilancio del distretto per pulire il fango del canale convettivo. Noi spedimmo questi soldi per pulire il canale [convettivo del fango]. Altrimenti la conseguenza avrebbe potuto essere persino pi? disastrosa. Una frana di fango di simile vigore non poteva essere fermata comunque nemmeno da un canale perfettamente pulito.
Circa l?avvertimento. Proprio il primo impatto [della frana di fango] abbatt? i fili elettrici e cavi telefonici. Noi stavamo girando per la citt? con due altoparlanti. ? possibile che non raggiungemmo ogni singola abitazione o appartamento ma le informazioni furono portate in ogni distretto della citt?. Proprio la prima notte la citt? ? stata divisa in cinque settori, furono nominati capi provvisori amministrativi, e loro ricevettero tutte le informazioni. Persone vollero comprensibilmente, sapere come la frana di fango si sarebbe evoluta, ma persino gli scienziati non lo sapevano…?
95. Note della ricerca di I. Seinova., titolare di una laurea di ricercatrice in geografia datata 26 agosto 1999. Il testo sotto ? basato sul testo pubblicato in un giornale locale del KBR dopo il frana di fango del 2000 (il riferimento della pubblicazione esatto non ? disponibile):
?Il disastro del[1999] alla diga di contenimento della frana di fango di Gerhozhansu ha dimostrato vividamente il pericolo posto da una struttura di protezione per la frana di fango instabile situata sopra la citt?. … La pratica internazionale di difesa della frana di fango include molti esempi del crollo di una diga che conduce ad un aumento dieci volte pi? grande nel vigore distruttivo [di una frana di fango] comparato al livello che si verifica in modo naturale…
Le frane di fango su Gerhozhansu sono fra il pi? disastrose del Caucaso Centrale. Il volume della frana di fango del 1977era di 3 milioni di metri cubi di fango e detriti, che scaricava a 500 metri cubi al secondo…
Nell?attuale situazione ambientale e sociale la soluzione pi? ragionevole sarebbe respingere l’idea di costruire una diga di contenimento del fango. La priorit? assoluta dovrebbe essere smantellare i blocchi instabili.
A seguito della frana di fango del 20 agosto [1999] il canale convettivo del fango trattenne un importo considerevole di fango e deposito di detriti, ma in gran parte si deposit? nel bacino di scorrimento del Fiume di Baksan. ? necessario pulire il fango del canale convettivo perch? la sua capacit? di portata si ? ridotta significativamente…?
96. Interviste col Sig. V. Bolov, Direttore del Centro per il Monitoraggio e la Previsione dei Disastri del Ministero per l?Assistenza ai Disastri pubblicata il 28 luglio 2001 nel giornale Gazeta Yuga che segue l’indagine di campo del Centre nei 2000 frana di fango:
?V.B.: … la spedizione concluse … che le frane di fango dell?anno scorso a Tyrnauz erano assolutamente uniche… oggi il profilo dei fenomeni legati al fango in questo bacino ? cambiato drasticamente in peggio.
Comunque, secondo stime preliminari, il volume straordinario di fango[attivo] dall’anno scorso ? improbabile si ripetuta questo anno, bench? rimangono molte possibilit? di frane fango d’intensit? variabile.
G.Y.: Quindi tutto di questo pu? verificarsi all’improvviso come il 18 giugno 2000?
V.B.: Qui noi possiamo essere sicuri che la situazione sia radicalmente migliorata. L?attuale posizione ? che anche prima dell’inizio del periodo in cui il fango ? attivo, postazioni di sorveglianza sono state predisposte su nelle immediate vicinanze del ghiacciaio cos? come [inoltre pi? in basso] dove la frana di fango guadagna vigore e diviene pericolosa per la citt?.
Le postazioni [di sorveglianza] stanno funzionando e sono provviste di sistemi di comunicazione affidabili. Questo vuol dire che, per ci? che riguarda la prevenzione, sono state prese delle misure… Il secondo importante problema ?… chiudere l?ansa nel canale convettore di fango con un muro pi? sicuro. Lavoro ? in corso da tempo. …
Per riassumere… l’attivit? del fango in questa gola ? aumentata a causa della frana di fango dell?anno scorso. Allo stesso tempo le misure preventive che gi? sono state prese inspirano l’ottimismo. In qualsiasi caso, anche se potenti frane di fango si sviluppassero, le vite delle persone verrebbero indubbiamente salvate.
G.Y.: C’? qualche metodo efficace per influenzare l’attivit? del fango, per esempio facendo esplodere parte di un pendio o prosciugando un lago di ghiacciaio cos? che il rischio di una frana di fango venga ridotto?
V.B.: S?, c’?. … ma [la loro applicazione] comporta dei calcoli molto complessi e completi… Questa questione viene esaminata attualmente… poi spetter? agli specialisti e alle autorit? decidere se usare questa tecnologia nel Gerhozhansu…
… Allo stesso tempo in un certo un numero di aree influenzate dal fango ? necessario risolvere la questione del [rialloggio dei residenti] fuori dalla zona dell’attivit? di fango per assicurare la[loro] sicurezza. Questo sarebbe molto pi? conveniente e pi? rapido. Gli schemi d?ingegneria comportano una spesa tremenda, e dato che fondi mancano sempre, ? improbabile offrire una soluzione. Perci?, introducendo restrizioni nelle zone influenzate dal fango e regolare [le costruzioni] al loro interno, specialmente di natura residenziale, ? di considerevole valore.?
3. Dichiarazioni dei testimoni
97. Dichiarazione della Sig.ra K, un?amica del primo richiedente:
?Il 19 luglio 2000 io, [ K], nata nel 1970, ho deciso recandomi al lavoro di chiamare casa della mia pi? cara amica F. [il secondo richiedente]. La notte precedente arrivai tardi in citt? ed andai diritta a letto… inconsapevole di quello che stava accadendo in citt?. Alle 7.30 della mattina del 19 luglio, andai fuori e vidi delle persone raggruppate sulla montagna… e scoprii che una frana di fango aveva colpito l’alloggio di F…. Il ponte era stato distrutto ed io non potevo attraversare sull’altro lato dove era il suo alloggio. Io decisi di cercare informazioni circa F. ed andai a casa di sua sorella K. [il primo richiedente] che abitava su questo lato. Io vidi nelle vicinanze la polizia e chiesi a loro se fossi potuta andare presso quell? alloggio [indicando l’alloggio del primo richiedente] e loro mi confermarono che potevo, aggiungendo che l’elettricit? era stata ripristinata due ore prima, ed alle persone fu permesso di rientrare nei loro appartamenti. Avanzai senza esitazioni, salii al sesto piano… entrai e la trovai addormentata. Svegliai K. lei mi disse che la sera precedente F. aveva attraversato il fiume sull?altro lato. Parlavamo approssimativamente da 15 minuti quando sentimmo un rimbombo forte. Mi precipitai fuori sul balcone e vidi persone che correvano. K. si precipit? a svegliare anche suo marito e i suoi figli. Io afferrai il loro figlio pi? giovane, I. di tre anni e corsi gi? dalle scale. Quando uscii vidi il marito di K. [V.] che cercava i suoi pantaloni e K. stessa che mi seguiva con suo figlio maggiore M. Fra il terzo e il quarto piano sentii i gradini cedere e compresi che l’alloggio stava crollando. Cademmo ed io mi trovai chiusa col figlio sotto uno [spesso strato] di polvere, sangue e detriti intorno a me. Io spinsi I. sopra lo strato cos? che lui potesse uscire. Un uomo lo vide e l’estrasse ma io rimasi sotto lo strato. Potevo sentirmi le gambe ma non potevo vederle… erano seppelliti sotto uno strato di cemento… Io vidi pi? tardi sotto tre corpi morti lo stesso strato (una donna e due figli di approssimativamente tre o al massimo 5 anni). Io tentai di estrarre le mie gambe ma provai un dolore terribile al bacino… Infine fui estratta fuori dai servizi d’emergenza e ricoverata in ospedale… Per due mesi fui immobilizzata e continuai a ricevere trattamenti per altri nove mesi…
Io non intentai una causa… Ogni volta che mi rivolgevo [alle autorit? per trarre benefici medici o monetari] mi si chiedeva perch? ero andata l? in prima linea alla cui domanda potevo solo rispondere che nessuno mi aveva fermato o mi aveva avvertito che era pericoloso; al contrario, mi avevano detto che potevo entrare… Io sono una persona ragionevole e non sarei mai andata verso il pericolo se solamente fossi stata avvertita…?
98. Dichiarazione del Sig.ra T.K. che viveva al 17 di via Otarova, Tyrnauz:
?… La notte del 18 luglio 2000 io, mio marito e nostro nipote fummo svegliati da un frastuono terribile. Noi subito comprendemmo che era una frana di fango. Noi ci precipitammo fuori vestiti con ci? che stavamo indossando. Stava piovendo fitto, delle persone stavano correndo in preda alla paura e sono stata colta dal panico in tutte le direzioni. Il resto della notte l? abbiamo speso sulle montagne, tremando per il freddo e la paura. Di mattina, noi vedemmo in parte lo spettacolo terribile della citt? coperto dal fango e pietre con delle aree, specialmente via Otarova, distrutte dal fango ed i centri allagati dall?acqua dal Fiume di Baksan.
Entro approssimativamente le 11 di mattina [il 19 luglio] sembr? ad ognuno che il flusso di fango aveva cominciato a stabilirsi e noi ci avvicinammo al nostro alloggio. Nessuno ci ferm?, non c’erano barriere. Tutti i residenti del nostro condominio e dei due condomini di nove piani vicini ritornarono ai loro appartamenti. Noi mangiammo ed andammo a dormire. Io mi svegliai perch? l’alloggio stava tremando ed ascoltai il rumore e le persone che gridavano. Io aprii la porta e vidi che il lato destro del nostro alloggio nostro era mancante e la scala era crollata. Io afferrai mio nipote e corsi fuori sul balcone dove vi era l?uscita antincendio . Potemmo farlo solamente fino al quarto piano dove la scala antincendio termin?; c’erano approssimativamente 30 di noi raggruppati l?, mentre potei vedere le persone dai piani pi? bassi che stavano saltando dalle loro finestre e balconi. I miei vicini, gli uomini, trovarono delle corde e cominciarono a portarci gi?, i figli prima e poi le donne. Mi ci volle tempo per riavere i miei sensi dopo la discesa. La mia vicina, [il primo richiedente], stava piangendo e stava chiedendo di suo marito e di suo figlio. Ma nessuno sapeva quello che era successo a loro ed anche il resto di noi stava cercando i propri parenti. Dopo questi eventi rimanemmo per molto tempo in un stato di shock, ma nessuno ci prest? alcuna attenzione. Le autorit? ancora non ammettono che non avevano davvero il controllo della situazione e che nulla era stato fatto per salvarci dal disastro. Loro non avevano preso delle misure di fronte al frana di fango, o mentre continuava dal 18 al 25 luglio, lasciandoci fondamentalmente ai nostri destini. Nel nostro condominio quattro persone rimasero uccise e molti furono feriti e rimasero invalidi per tutta la vita; ? penoso, specialmente per i bambini. Nessuno in effetti sa quanti persone sono morte, in particolare nella notte del 18 luglio, siccome questi fatti sono stati vigorosamente nascosti. Noi non intentammo cause nella prospettiva di punire coloro che erano veramente responsabili per tutto ci? avevamo dovuto sopportare, perch? eravamo sicuri che la corte non avrebbe mai dato una direttiva equa siccome queste persone occupavano dei posti molto alti.?
99. Dichiarazione del Sig. B, padre del primo e del secondo richiedente:
?… Pressoch? ogni anno una frana di fango discende per il letto del Fiume di Gerhozhansu. Indietro negli anni settanta esisteva un’organizzazione speciale per esaminare l’estuario del fiume, ed un allarme fuori della fabbrica veniva attivato quando [le guardie] avvertivano l’ufficiale di dovere del pericolo. Negli anni ottanta tutto ci? fu [abbandonato]. … Nella notte tra il 18 e il 19 luglio [2000] mia moglie ed io eravamo a casa. Noi andammo a letto approssimativamente alle 10 di sera, ma fui subito svegliato da dalle grida di mia moglie. Io andai fuori sul balcone ma non potevo vedere nulla perch? i piloni dell? elettricit? erano stati abbattuti dal flusso di fango. Io accesi una torcia e vidi il fango che attraversa l’ingresso del nostro condominio… Io vidi una macchina con un passeggero trascinata dall’ondata di fango… La scala era crollata e l’alloggio stava collassando separatamente. … noi non sapevamo cosa per fare. Io presi il telefono. Ancora stava funzionando, cos? io composi il numero della polizia e riportai ci?e che ci stava accadendo, e loro ci dissero ?attenda, verranno degli aiuti.?
Rimanemmo seduti l? sino alle 3 di mattina, finch? il mio genero V. B., i suoi amici ed i nostri vicini vennero [ad aiutarci]…
Poco prima che la frana di fango [del luglio 2000] noi spedimmo un appello collettivo al Capo del Distretto Amministrativo di Elbrus, il Sig. B.Sh. Chechenov, chiedendo che l’idrovia venisse pulita. Non avendo ricevuto replica al nostro appello, noi andammo ad incontrarlo per le consultazioni pubbliche. Al nostra incontro lui disse che lui non aveva soldi per pulire l’idrovia, siccome non era stato assegnato nessuno fondo, cos? non c’era niente che lui avrebbe potuto fare per noi. Noi suggerimmo di scrivere una lettera al Governo per richiedere i fondi, ma lui cominci? a gridare a noi che il governo aveva gi? abbastanza lavoro e non poteva darci retta. Noi richiedemmo poi che venisse predisposta una commissione per scoprire se era vero che nessun denaro era stato assegnato per pulire il canale convettivo del fango dopo questo B.Sh. Chechenov chiam? la polizia e loro ci scortarono -persone rispettabili, uomini con i capelli grigi-fuori dal suo ufficio…
Accadde poi la frana di fango, e se solo fossero state prese delle misure opportune si sarebbero potute risparmiar molte vittime e non ci sarebbe stata una distruzione su simile scala. Molti degli incidenti avrebbero potuto essere evitati. Come hanno potuto dire alle persone solo un’ora prima della frana di fango ci? che loro sapevano da 11 giorni prima della tragedia? …
… Io persi il mio appartamento; i miei figli furono lasciati senza i loro appartamenti e propriet? e ci? che pi? importa il mio genero fu ucciso, mio nipote rimase per molto tempo fra la vita e morte, la mia nipote I. ed il miei nipoti I. e M. B. stanno ancora ricevendo trattamenti medici…?
100. Dichiarazione della Sig.ra Zh. Che viveva al 42 di via Otarova, Tyrnauz:
?… La frana di fango del 2000 fu terribile. Port? via la mia casa, tutte le mie propriet?…
Nella notte in cui si ? verificata io ero a casa al 42 di via Otariva, gi? addormentata. Io mi svegliai a causa del frastuono. Io tentai di uscire dall’appartamento ma non potevo. Io stavo invocando aiuto… ma nessuno poteva sentirmi a causa del rumore orribile del frana di fango. …
… Questa notte fu la pi? straziante della mia vita… a causa dello stress io persi la mia vista ed ora non posso vedere nulla. Per questo io biasimo la frana di fango e le nostre autorit? che non prepararono psicologicamente le persone della possibilit? di una catastrofe naturale e furono incapaci di offrire sollievo alle vittime…?
II. DIRITTO NAZIONALE ATTINENTE
A. La Responsabilit? dello Stato nell’area di pronto intervento
101. La Sezione 6 della Legge Federale del 21 dicembre 1994 N.ro 68-FZ ?Sulla Protezione dei Civili e e di Terreni da Emergenze di Origine Naturale ed Industriale? impone un obbligo alle autorit? federali, regionali e locali d?informare prontamente ed accuratamente i civili tramite i mass media e gli altri canali di informazione circa qualsiasi situazioni d? emergenza e le misure di sicurezza prese per proteggere la popolazione e circa qualsiasi previsione di disastri e i mezzi di protezione contro loro. La stessa Sezione prevede la responsabilit? degli ufficiali Statali in caso di una loro mancanza nel per rendere queste informazioni pubbliche.
102. La Sezione 7 della stessa Legge prevede che la prevenzione delle emergenze e l?attenuazione, nella misura massima possibile, dei danni e delle perdite costituisca uno di principi fondamentali del pronto intervento e richiede che tutte le misure preventive vengano eseguite con sufficiente anticipo.
B. La responsabilit? da atto illecito dello Stato
103. L?Articolo 1064 ? 1 del Codice civile della Federazione russa prevede che il danno causato alla persona o alla propriet? di un cittadino deve essere compensato pienamente dalla persona che ha provocato il danno. Facendo seguito all? Articolo 1069, un’agenzia Statale o un ufficiale Statale ? responsabile del danno causato ad un cittadino dalle loro azioni illegali od omissioni in atti. Simile danno sar? compensato a spese della tesoreria federale o regionale.
104. Gli Articoli 151 e 1099-1101 del Codice civile prevedono il risarcimento per danno morale. L?Articolo 1099 dichiara, in particolare, che il danno morale sar? ricompensato a prescindere da qualsiasi assegnazione per danno materiale.
LA LEGGE
I. L’OBIEZIONE PRELIMINARE DEL GOVERNO
A. le osservazioni delle parti
105. Il Governo contest? che la lagnanza riguardo alla violazione addotta del diritto alla vita garantito dall?Articolo 2 dovrebbe essere dichiarata inammissibile per il non-esaurimento delle vie di ricorso nazionali. Consider? che i richiedenti avrebbero dovuto impugnare le rispettive decisioni di fare a meno di un’indagine penale sulla catastrofe. Nella causa del primo richiedente, questa era la decisione presa dall? l’Ufficio dell’Accusatore del Distretto di Elbrus del 3 agosto 2000 che specificamente concerneva la morte di suo marito e nella quale dichiarava che non avrebbe richiesto un’indagine penale. Riguardo agli altri richiedenti, il Governo si rifer? alla direttiva generale dell’Ufficio dello stesso Accusatore, adottata presumibilmente nella stessa data secondo la quale non vi era bisogno di nessuna indagine penale sulla catastrofe naturale dell? 8-25 luglio 2000. Inoltre, i richiedenti non si appellarono alla violazione del diritto alla vita nei procedimenti civili per danni.
106. I richiedenti contestarono l’obiezione del Governo. Loro indicarono che gli eventi in questione erano su tale scala che spettava alle autorit? condurre un’indagine senza aspettare che le vittime o i loro parente prossimi chiedessero alle autorit? di intervenire . Loro dibatterono inoltre che il modo in cui le decisioni a non procedere con i procedimenti penali furono prese e notificate aveva reso impossibile per le vittime impugnarle.
107. Il primo richiedente dibatt?, in particolare, che la decisione fu notificata a su sua sorella mentre lei stava accudendo su suo figlio che era in terapia intensiva e anche lei stessa si trovava in una condizione disperata. Lei sostenne che la decisione non spiegava come avrebbe potuto essere impugnata, e che nelle circostanze della perdita di suo marito e la devastazione di casa sua lei non era in una posizione tale da richiedere e pagare una consulenza legale. Lei aggiunse che era chiaro che l’ufficio dell’accusatore era determinato non prestare qualsiasi ulteriore considerazione alla questione e il tentativo di impugnarla sarebbe stato futile. Lei decise perci? che miglior modo di ottenere compensazione sarebbe stato tramite procedimenti civili.
108. Riguardo alla sua decisione di rifiutare di intentare dei procedimenti penali inerenti alla catastrofe in generale, tutti i richiedenti, incluso il primo richiedente negarono, una qualsiasi conoscenza della sua esistenza e dissero che loro non erano stati perci? capaci di impugnarla di fronte alle autorit? competenti.
B. la valutazione della Corte
1. Riguardo al primo richiedente
109. Il Governo afferm? che il primo richiedente non aveva presentato un reclamo sotto il Codice di Diritto processuale penale contro la decisione dell’accusatore di non procedere con i procedimenti penali nelle circostanze della morte di suo marito. Mentre ? chiaro che lo Stato era sottoposto all? obbligo di prendere l’iniziativa ed investigare circa la morte, il Governo dibatt? che il richiedente non impugn? la mancanza da parte delle autorit? nell?agire cos?, bench? questa via di ricorso, se avesse avuto un esito positivo, avrebbe offerto tutti i vantaggi di un’indagine penale per accertare le circostanze. Comunque, il richiedente prefer? un? altra via ed intent? un’azione civile in danni.
110. La Corte nota in primo luogo che nel momento in cui il richiedente ha la scelta di una via di ricorso e la sua efficacia comparatativa non ? ovvia la Corte tende ad interpretare il requisito dell’esaurimento delle vie di ricorso nazionali a favore del richiedente (vedere, fra esempi numerosi, Khashiyev ed Akayeva c. Russia, N. 57942/00 e 57945/00, ?? 115-25 e 156-66, 24 febbraio 2005; Manoussakis ed Altri c. Grecia, sentenza del 26 settembre 1996, Relazioni delle Sentenze e Decisioni 1996-IV, pp. 1359-60, ? 33; ed Aquilina c. Malta [GC], ? 39, ECHR 1999-III).
111. Nello specifico contesto di stabilire la responsabilit? Statale per il danno causato da una catastrofe naturale, ha trovato inoltre precedentemente , che i procedimenti amministrativi di successo erano sufficienti per spogliare il richiedente del suo status di vittima (vedere Murillo Saldias ed Altri c. Spagna (dec.), n. 76973/01, 28 novembre 2006).
112. La Corte nota inoltre che gli eventi di cui si lamentarono nella presente causa erano di portata tale che il portare la questione all’attenzione delle autorit? non dipendeva dalla diligenza del richiedente. Inoltre, il beneficio che il richiedente avrebbe potuto trarre e nell?avviare procedimenti penali non era ovvio, dato che la corte civile aveva la competenza per impegnare la responsabilit? di una particolare autorit? Statale, e una responsabilit? istituzionale di questo genere avrebbe potuto offrire una base per una riparazione a favore delle vittime. Questa considerazione ? essenziale dato che ? pi? probabile che i disastri di questo genere sono il risultato di una combinazione di una mancanza di un numero di ufficiali la cui responsabilit? individuale non raggiunge necessariamente la gravit? richiesta per una condanna penale. Per questa ragione ed anche a causa degli standard pi? bassi di prova nei procedimenti civili, la Corte non trova irragionevole da parte del primo richiedente aver scelto un’azione civile per richiedere compensazione.
113. La Corte considera perci? che al fine di esaurire le vie di ricorso nazionali nella presente causa fosse sufficiente per il primo richiedente intentare procedimenti civili, come ha fatto.
2. Riguardo agli altri richiedenti
114. Il Governo consider? che i richiedenti non riuscirono ad esaurire le vie di ricorso nazionali riguardo alle loro lagnanze sulla base dell? Articolo 2 perch? non impugnarono la decisione di non avviare un’indagine penale sulla catastrofe naturale, n? invocarono il loro diritto alla vita nelle loro richieste civili per danni. Riguardo alla decisione di non avviare procedimenti penali, i richiedenti negano di essere stati conoscenza che simile decisione fosse stata adottata. Effettivamente, loro non furono coinvolti in simili procedimenti e ? poco chiaro in quale veste sotto il diritto nazionale sarebbero stati in grado di impugnare la decisione resa dal Governo. Diversamente dal primo richiedente, dovevano provare il loro status di vittime prima di poter cominciare i procedimenti penali. Riguardo alla loro mancanza addotta nell? invocare il loro diritto alla vita nei procedimenti civili, la Corte osserva, che la loro dichiarazione di richiesta fu formulata in termini che abbracciavano la sostanza di questa garanzia. Considera perci? anche questa parte dell’obiezione preliminare del Governo infondata.
115. La Corte respinge di conseguenza l’obiezione preliminare del Governo secondo cui i richiedenti non erano riusciti ad esaurire le vie di ricorso nazionali.
II. VIOLAZIONE ADDOTTA DELL? AR

Testo Tradotto

Conclusion Preliminary objection dismissed (non-exhaustion of domestic remedies) ; Violation of Art. 2 (substantive aspect) ; Violation of Art. 2 (procedural aspect) ; No violation of P1-1 ; No violation of Art. 13+P1-1 ; Non-pecuniary damage – award ; Pecuniary damage – claim dismissed
FIRST SECTION
CASE OF BUDAYEVA AND OTHERS v. RUSSIA
(Applications nos. 15339/02, 21166/02, 20058/02, 11673/02 and 15343/02)
JUDGMENT
STRASBOURG
20 March 2008
This judgment will become final in the circumstances set out in Article 44 ? 2 of the Convention. It may be subject to editorial revision.

In the case of Budayeva and Others v. Russia,
The European Court of Human Rights (First Section), sitting as a Chamber composed of:
Christos Rozakis, President,
Nina Vajic,
Anatoly Kovler,
Elisabeth Steiner,
Khanlar Hajiyev,
Giorgio Malinverni,
George Nicolaou, judges,
and S?ren Nielsen, Section Registrar,
Having deliberated in private on 28 February 2008,
Delivers the following judgment, which was adopted on the last-mentioned date:
PROCEDURE
1. The case originated in five applications (nos. 15339/02, 21166/02, 20058/02, 11673/02 and 15343/02) against the Russian Federation lodged with the Court under Article 34 of the Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (?the Convention?) by six Russian nationals, Ms K. K. B. and Ms F. K. A. on 15 March 2002, by Ms R. M. S. on 10 April 2002, by Ms N. N. K.a on 18 February 2002 and by Mr A. A. S. and Ms I. I. S. on 9 March 2002 (?the applicants?).
2. The applicants, who had been granted legal aid, were represented by Mr D., a lawyer practising in Nalchik, Mr M., a lawyer practising in Moscow and Mr Se., a lawyer practising in Pyatigorsk. The Russian Government (?the Government?) were initially represented by Mr P. Laptev, the former Representative of the Russian Federation at the European Court of Human Rights, and subsequently by their Representative, Mrs V. Milinchuk.
3. Relying on Articles 2, 8 and 13 of the Convention and on Article 1 of Protocol No. 1 to the Convention, the applicants alleged that the national authorities were responsible for the death of Mr B., for putting their lives at risk and for the destruction of their property, as a result of the authorities’ failure to mitigate the consequences of a mudslide which occurred in Tyrnauz on 18-25 July 2000, and that no effective domestic remedy was provided to them in this respect.
4. The Chamber decided to join the proceedings in the applications (Rule 42 ? 1).
5. By a decision of 5 April 2007 the Court declared the applications admissible.
6. The applicants and the Government each filed further written observations (Rule 59 ? 1).
THE FACTS
I. THE CIRCUMSTANCES OF THE CASE
7. The applicant in the first application (no. 15339/02), Ms K. K. B., was born in 1961 and lives in Tyrnauz, in the Elbrus District of the Republic of Kabardino-Balkariya (KBR), Russia (the first applicant).
8. The applicant in the second application (no. 21166/02), Mrs F. K. A., was born in 1963 and lives in Tyrnauz (the second applicant).
9. The applicant in the third application (no. 20058/02), Ms R. M. S., was born in 1953 and lives in Nalchik in the KBR (the third applicant).
10. The applicant in the fourth application (no. 11673/02), Ms N. N. K., was born in 1955 and lives in Tyranuz (the fourth applicant).
11. The applicants in the fifth application (no. 15343/02), Mr A. A. S. and Mrs I. I. S., were born in 1958 and 1955 respectively and live in Tyrnauz (the fifth and the sixth applicants).
12. The facts of the case are partially in dispute between the parties. Their submissions on the circumstances in which a mudslide swept through the town of Tyrnauz in 2000 are set out in Section A below. The manner in which these events affected the individual applicants is set out in Section B. A description of the materials submitted to the Court by the applicants is given in Section C.
A. The circumstances concerning the mudslide
1. Background facts
13. The town of Tyrnauz is situated in the mountain district adjacent to Mount Elbrus, in the central Caucasus. Its population is about 25,000 inhabitants. The general urban plan of the town was developed in the 1950s as part of a large-scale industrial construction project. Two tributaries of the Baksan River passing through Tyrnauz, the Gerhozhansu and the Kamyksu, are known to be prone to causing mudslides.
14. The first documentary evidence of a mudslide in the Gerhozhansu River dates back to 1937. Subsequently mudslides were registered almost every year; occasionally they hit the town, causing damage. The heaviest mudslides registered prior to 2000 occurred on 1 August 1960, on 11 August 1977 and on 20 August 1999. According to the Government, the series of mudslides of 18-25 July 2000 were the strongest and most destructive of all.
15. The inhabitants and authorities of Tyrnauz are generally aware of the hazard, and are accustomed to the mudslides which usually occur in the summer and early autumn.
16. The first technical research into a scheme to protect Tyrnauz from the mudslides was carried out in the 1950s, and by 1959 a number of proposals had been made. The scheme chosen by the authorities following a comparative feasibility study provided for the construction of a feed-through mud retention collector. Construction work began, but in 1960 this was disrupted by an exceptionally strong mudslide, and the project had to be corrected and extended accordingly. The construction of the collector was finished in 1965 and operated successfully for 35 years, apparently providing sufficient defence against the mudslides. In 1977 a technical review was carried out following a particularly strong mudslide which seriously damaged some sections of the collector, and it was considered necessary to carry out repair work. The collector was fully repaired by 1982.
17. In addition, in early 1999 the local authorities put into operation a mud retention dam in the river gorge of Gerhozhan, upstream from the mud retention collector. The dam was intended to enhance the protection of Tyrnauz from mud and debris flows. It measured 160 m x 38 m x 40 m and was built with 6,000 cubic metres of reinforced concrete and 2,000 tons of metal structures.
2. The condition of the dam in the summer of 2000
18. On 20 August 1999 a mud and debris flow hit the dam, seriously damaging it.
19. On 30 August 1999 the director of the Mountain Institute, a state agency whose mandate included monitoring weather hazards in high-altitude areas, called for an independent survey of the damage caused to the dam by the mudslide. He made recommendations to the Minister responsible for Disaster Relief of the KBR concerning the composition of a State Commission for the survey.
20. On the same day he also sent a letter to the President of the KBR, calling for emergency clean-up and restoration work to the dam and for an early warning system to be set up to raise the alarm in the event of a mudslide (see the full text in Section C ?Documents submitted by the applicants?).
21. On 17 January 2000 the acting director of the Mountain Institute sent a letter to the Prime Minister of the KBR, warning about the increased risk of mudslides in the coming season. He stated that the dam was seriously damaged, that its reconstruction appeared unfeasible at that stage and that, consequently, the only way to avoid casualties and mitigate the damage was to establish observation posts to warn civilians in the event of a mudslide, for which he requested a mandate and financial support (see the full text in Section C below).
22. On 7 March 2000 the Head of the Elbrus District Administration sent a letter to the Prime Minister of the KBR in which he referred to the imminent large-scale mudslide and requested financial aid to carry out certain emergency work on the dam. In his request he invoked possible ?record losses? and casualties (see the full text in Section C below).
23. On 7 July 2000 the assistant director and the head of research of the Mountain Institute attended a session at the Ministry for Disaster Relief of the KBR. At the meeting they reiterated the warning about the risk of mudslides in that period and requested that observation points be set up in the upper sections of the Gerhozhansu River, in order to monitor the river at all times and to issue an emergency warning in the event of a mudslide.
24. On 10 July 2000 the assistant director of the Mountain Institute reported to the agency director that he had warned the Ministry for Disaster Relief of the KBR of the forthcoming mudslide and requested the setting up of twenty-four hour observation posts.
25. It would appear that none of the above measures were ever implemented.
3. The mudslide of 18-25 July 2000
26. At about 11 p.m. on 18 July 2000 a flow of mud and debris hit the town of Tyrnauz and flooded some of the residential quarters.
27. According to the Government, this first wave caused no casualties. However, the applicants alleged that at least one person was killed. In particular, the second applicant claimed to have witnessed the death of her neighbour Ms B, born in 1934, who was trapped in the debris and drowned in the mud before anybody could help her. She also alleged that she had witnessed a Zhiguli vehicle with four men in it being carried away by the mudslide.
28. According to the Government, following the mudslide of 18 July 2000 the authorities ordered the emergency evacuation of the residents of Tyrnauz. The police and local officials went round people’s homes to notify them of the mudslide and to help evacuate the elderly and disabled. In addition, police vehicles equipped with loudspeakers drove round the town, calling on residents to evacuate because of the mud hazard.
29. The Government did not specify when exactly these measures were taken. The applicants agreed that the alarm was indeed raised through loudspeakers once the mudslide had struck, but no advance warning was given. They claimed that they had been unaware of the order to evacuate and doubted that any had been issued. They also alleged that there had been no rescue forces or other organised on-the-spot assistance at the scene of the disaster, which became a cauldron of chaos and mass panic.
30. In the morning of 19 July 2000 the mud level lowered and the residents returned to their homes. The Government alleged that they did so in breach of the evacuation order, while the applicants claimed that they were not aware that the mudslide alert was still active, pointing out that there were no barriers or warnings to prevent people from returning to their homes. They did not spot any police or emergency officers near their homes, but could see that their neighbours were all at home and children were playing outside. Water, gas and electricity supplies had been reconnected after being cut off during the night.
31. At 1 p.m. on the same day a second, more powerful, mudslide hit the dam and destroyed it. Mud and debris instantly descended on the town, sweeping the wreckage of the dam before them. At 17 Otarova Street the mudslide destroyed part of a nine-storey block of flats, with four officially reported casualties. Several other buildings were damaged. It also caused the river to overflow, flooding the residential quarters on the right bank.
32. The town was hit by a succession of mudslides until 25 July 2000.
33. Eight people were officially reported dead. According to the applicants, a further 19 persons allegedly went missing.
34. According to the Government, on 3 August 2000 the Prosecutor’s Office of the Elbrus District decided not to launch a criminal investigation into the accident. The applicants claimed that they were unaware of this. No copy of this decision was made available to the Court.
35. On 12 August 2000 the Government of the KBR adopted a directive on the payment of compensation for loss of housing to the victims of the mudslide. It established the general principles for the provision of new accommodation and the guidelines for calculating compensation for those who wished to settle outside Tyrnauz. The loss of a 1-room flat gave rise to payment of up to 15,000 roubles (RUB), of a 2-room flat ? to up to RUB 20,000 and of a 3-room flat ? to up to RUB 45,000. Alternately, victims could opt for housing vouchers that would entitle families of more than one person to free housing of at least 18 sq. m per family member, and single-person families ? to 33 sq. m.
36. On 20 December 2000 the Department of Disaster Relief of the Elbrus District issued a written statement, apparently in connection with individual lawsuits, that it had received no advance warning concerning the Tyrnauz mudslide in 2000, either from the Ministry for Disaster Relief of the KBR or from any other authority.
37. On the same day the Elbrus District Administration also issued a written statement that it had received no warning of a mudslide at any time during the past two years.
38. On 14 February 2001, apparently following an enquiry from the district administration, the Finance Department of the Elbrus District reported that no funds had been allocated in the district budget for the restoration work required after the 1999 mudslide.
B. The circumstances of the individual applicants
1. The first applicant
39. Before the events of July 2000 the first applicant, her husband and their two sons, born in 1987 and 1997, lived at 17 Otarova Street, Tyrnauz, in a 72 sq. m flat they owned on the seventh floor.
40. On 18 July 2000 she and her family were asleep when the mudslide began. The first applicant claimed that no emergency warning was given, and the mudslide came as a total shock. They had a narrow escape and spent the night in the mountains.
41. At about noon on the following day (19 July 2000) they returned to their flat. According to the first applicant, the mudslide appeared to have ended, and since there had been no warning or barriers to stop them, they thought that it must be safe to return home. Exhausted from the events of the previous night, they went straight to bed. However, shortly afterwards the first applicant was woken up by Ms K, a friend of her sister’s (see Ms K’s testimonies in Section C below), and within minutes they felt the walls shake and heard a loud rumble, glass shattering, cries and people running.
42. The first applicant and her older son only just managed to escape.
43. The younger son was carried out by Ms K and rescued from the wreckage, but he sustained serious injuries, including cerebral and spinal contusion, erosion of the cornea, multiple avulsed wounds, abrasions and bruises.
44. The first applicant’s husband, Mr V. K. B., aged 47, stayed behind to help her parents flee but was killed when the building collapsed after being hit by the mudslide. The first applicant’s parents were rescued.
45. The first applicant’s flat and all her possessions were flooded and destroyed by the mudslide.
46. On 3 August 2000 the Prosecutor’s Office of the Elbrus District decided not to launch a criminal investigation into the death of the first applicant’s husband. Having found that he died as a result of the collapse of the building, it established that the death was accidental and not attributable to any criminal act.
47. Following a decision by the Government of the KBR on 12 August 2000, the applicant was issued with a housing voucher on 4 June 2001 entitling her to 54 sq. m of free accommodation to compensate for the loss of her flat. It would appear that the size of the accommodation was reduced pro rata her deceased husband’s share, but, after numerous complaints, she was eventually provided with another 40 sq. m flat in Nalchik. She received a grant from the emergency fund of RUB 13,200 to compensate for the loss of her possessions, plus an additional allowance of RUB 2,337.
48. On an unspecified date the first applicant brought an action in damages against the Government of the KBR, the Ministry for Disaster Relief of the KBR and the Elbrus District Administration. She claimed RUB 259,200 for the loss of movable and immovable property, and RUB 5,000,000 for non-pecuniary damage on account of the death of her husband and the mental and physical suffering she and her children had been caused by the disaster. She claimed that the authorities had persuaded the local population that there was no risk of a mudslide. She also alleged that the authorities had been negligent as they had failed to take measures to mitigate the damage, in particular by establishing an early warning system and clearing the deposits left in the dam and river channel since the 1999 mudslide. In support of her claims she provided the documents set out in Part 2 of Section C (?Official letters and documents issued before the 2000 mudslide?) and other evidence.
49. On 9 October 2001 the Baksan District Court of the KBR examined the case and found that the authorities had taken all reasonable measures to mitigate the risk of a mudslide. Noting that the retention capacity of the dam was calculated for a flow of 500 cu. m per second, when the actual flow rate was 2,000 cu. m per second, it concluded that a mudslide of such exceptional force could be neither predicted nor stopped. The court also found that the media had informed civilians of the risk of possible mudslides and it took into account the fact that, following the mudslide, the authorities had carried out infrastructure work, such as repairs to a water pipeline, and had offered the applicant social aid in the form of accommodation and financial compensation.
50. The court concluded that no fault attached to the authorities for the damage sustained by the applicant and found her claim for pecuniary and non-pecuniary damage unsubstantiated.
51. On 20 November 2001 the Supreme Court of the KBR upheld the judgment of 9 October 2001.
52. According to the first applicant, her living conditions have been extremely difficult since the disaster. She claimed that both her own and her children’s health has deteriorated substantially as a result of the injuries, stress and devastation caused. Her younger son has developed serious chronic post-traumatic conditions, such as enuresis and the progressive deterioration of his eyesight. Both her sons require regular neurological treatment as a result of their injuries and shock. The flat she bought with the housing voucher had to be sold immediately to cover living expenses and pay for medical treatment. The flat in Nalchik was in an appalling state (it had not been renovated since its construction in 1952) and she had no means of restoring it sufficiently to make it habitable.
2. The second applicant
53. Before the events of July 2000 the second applicant, her husband and their daughter lived at 42 Otarova Street in a 44.6 sq. m flat (no. 33) which they owned. She owned another flat (no. 1) in the same block under a social tenancy agreement.
54. In 1999 a mudslide caused damage to the second applicant’s property and she lost some of her livestock. She said that she requested the local authorities to carry out emergency maintenance to the dam and clear away the wreckage. However, despite numerous requests by the residents, nothing was done.
55. On 18 July 2000 the second applicant and her family were at home when the mudslide began at about 11 p.m. She claimed that no emergency warning was given, and they had to flee their home in their pyjamas. As they attempted to escape, the applicant and her daughter were caught in the flow of mud and debris, which dragged them for some distance before passers-by came to their rescue. Both were injured and suffering from severe shock, in particular the second applicant’s daughter, who suffered severe friction burns caused by the debris.
56. On the following day, 19 July 2000, the second applicant’s brother-in-law (the first applicant’s husband V. B.) died while helping the first and second applicants’ parents to flee when a new mudslide hit the town.
57. Both of the second applicant’s flats and all of her possessions were destroyed by the mudslide.
58. Following the decision of the Government of the KBR of 12 August 2000, the second applicant received a housing voucher on 29 August 2001 to compensate for the loss of flat no. 1. It entitled her to 33 sq. m of free accommodation. She also received a grant from the emergency fund of RUB 13,200 to compensate for the loss of her possessions, plus an additional allowance of RUB 1,168. She has not received any compensation in respect of flat no. 33.
59. The second applicant brought an action in damages against the Government of the KBR, the Ministry for Disaster Relief of the KBR and the Elbrus District Administration. She claimed RUB 360,000 for the loss of movable and immovable property, and RUB 1,000,000 for non-pecuniary damage for the mental and physical suffering she and her daughter had been caused by the disaster. Her allegations, arguments and other submissions were essentially the same as those of the first applicant.
60. On 9 October 2001 the Baksan District Court of the KBR examined her claim together with that of the first applicant and rejected it on the same grounds.
61. On 20 November 2001 the Supreme Court of the KBR upheld the judgment of 9 October 2001.
62. According to the second applicant, her living conditions after the disaster were, and remain, very poor. Both her own and her daughter’s health deteriorated substantially as a result of the injuries, stress and devastation caused and they had to receive neurological treatment for their injuries and shock.
3. The third applicant
63. Before the events of July 2000 the third applicant lived at 17 Otarova Street, Tyrnauz, in a 54.2 sq. m flat which she owned.
64. On 18-24 July 2000 her flat was flooded and destroyed by the mudslide, together with her possessions. The third applicant claimed that no emergency warning was given and that she only just managed to escape the mudslide.
65. Following the decision of the Government of the KBR of 12 August 2000 the third applicant received a subsidy of RUB 30,000 for the loss of her flat and a grant from the emergency fund of RUB 13,200 to compensate for the loss of her possessions, plus an additional allowance of RUB 584.
66. She brought an action in damages against the Government of the KBR, the Ministry for Disaster Relief of the KBR and the Elbrus District Administration. She claimed RUB 730,662 for the loss of movable and immovable property, as well as RUB 250,000 for non-pecuniary damage for the mental and physical suffering she was caused by the disaster. Her allegations, arguments and other submissions were essentially the same as those of the first and the second applicants.
67. On 27 August 2001 the Nalchik Town Court of the KBR examined the case and rejected her claims. Its judgment was based on essentially the same reasons as the subsequent judgment of the Baksan District Court of the KBR, dated 9 October 2001, in the case brought by the first and second applicants. In its judgment, the court referred to certain media records of 1999-2000 which had been submitted by the Ministry for Disaster Relief of the KBR. On the basis of these records, taken together with the weather reports for the relevant period, it concluded that the local population had been adequately forewarned about the possible mudslides. The court took into account the fact that, following the mudslide, the authorities had offered the applicant welfare aid, namely the subsidy for a flat and the monetary compensation. It also noted, inter alia, that the third applicant was entitled to exchange the RUB 30,000 subsidy for 33 sq. m of social housing.
68. On 25 September 2001 the Supreme Court of the KBR upheld the judgment of 27 August 2001. This decision was served on the third applicant on 25 October 2001.
69. On 5 June 2004 the third applicant exchanged her housing subsidy for a housing voucher which entitled her to 33 sq. m of free accommodation. She used this voucher to purchase a flat in the Moscow Region, which she resold shortly afterwards.
70. According to the third applicant, her health and living conditions deteriorated as a result of the above events and she was not adequately compensated for the losses sustained in the accident.
4. The fourth applicant
71. Before the events of July 2000 the fourth applicant lived at 46 Elbrusskiy Prospekt, Tyrnauz, in a 33 sq. m flat which she owned.
72. On 18-24 July 2000 her flat and possessions were flooded and destroyed by the mudslide. She claimed that no emergency warning had been given prior to the mudslide, but she managed to make her way to safety.
73. The fourth applicant brought an action in damages against the Government of the KBR, the Ministry for Disaster Relief of the KBR and the Elbrus District Administration. She claimed RUB 248,942 in compensation for the loss of movable and immovable property and RUB 1,266 for medical treatment; she also claimed RUB 100,000 for non-pecuniary damage for mental and physical suffering. Her allegations, arguments and other submissions were essentially the same as those of the other applicants referred to above.
74. On 25 April 2001 the Elbrus District Court of the KBR examined the fourth applicant’s claim and rejected it.
75. On 22 May 2001 the Supreme Court of the KBR reversed the judgment of 25 April 2001 on the grounds that one of the parties had not attended the trial. The case was remitted for re-examination by a first-instance court.
76. On 9 October 2001 the Baksan District Court of the KBR examined her claim and rejected it on the same grounds as those of the other applicants referred to above. It noted, inter alia, that the fourth applicant was still entitled to apply for compensation of RUB 30,000 from an emergency fund or, alternatively, for 33 sq. m of free housing, but held that any further claims were unsubstantiated.
77. On 20 November 2001 the Supreme Court of the KBR upheld the judgment of 9 October 2001.
78. On 7 December 2001 the fourth applicant was issued a housing voucher entitling her to 33 sq. m of free accommodation to compensate for the loss of her flat and received a grant of RUB 13,200 from the emergency fund to compensate for the loss of her possessions, plus an additional allowance of RUB 584.
79. According to the fourth applicant, her living conditions after the above events were extremely difficult and her health deteriorated substantially as a result of the stress and devastation they had caused. Following the disaster she suffered from psychological disorientation and depression, for which she had to undergo psychiatric treatment. According to her medical records her condition has been further aggravated by the litigation over the compensation.
5. The fifth and sixth applicants
80. Before the events of July 2000 the applicants and their two daughters lived in a 72 sq. m flat, which they owned.
81. On 18-24 July 2000 their flat and possessions were flooded and destroyed by the mudslide. They claimed that no emergency warning was given and that they and their family had only just managed to escape the mudslide.
82. The fifth and sixth applicants brought an action in damages against the Government of the KBR, the Ministry for Disaster Relief of the KBR and the Elbrus District Administration. They claimed RUB 498,368 for the loss of their movable and immovable property as well as RUB 200,000 for non-pecuniary damage for mental and physical suffering. Their allegations, arguments and other submissions were essentially the same as those of the other applicants referred to above.
83. On 25 April 2001 the Elbrus District Court of the KBR examined the fifth and sixth applicants’ claim and rejected it.
84. On 22 May 2001 the Supreme Court of the KBR reversed the judgment of 25 April 2001 on the grounds that one of the parties had not attended the trial. The case was remitted for re-examination by a first-instance court.
85. On 9 October 2001 the Baksan District Court of the KBR examined their claim and rejected it on the same grounds as those of the other applicants referred to above. It noted, inter alia, that the fifth and sixth applicants were still entitled to apply for compensation from an emergency fund in the sum of RUB 13,200 for the loss of movable property and RUB 45,000 for the loss of the flat or, alternatively, for 33 sq. m of free housing per person, but held that further any claims were unsubstantiated.
86. On 20 November 2001 the Supreme Court of the KBR upheld the judgment of 9 October 2001.
87. On 8 December 2001 the fifth and sixth applicants were issued with a housing voucher entitling them to 72 sq. m of free accommodation to compensate for the loss of the flat and received a grant from the emergency fund of RUB 13,200 to compensate for the loss of their possessions, plus an additional allowance of RUB 2,337.
88. According to the fifth and sixth applicants, their health deteriorated substantially as a result of the stress and devastation. In particular, the sixth applicant had to receive extensive psychiatric and neurological treatment following a nervous breakdown caused by living through the disaster and its consequences.
C. Documents submitted by the applicants
89. In support of their allegations the applicants submitted numerous newspaper articles, official letters, documents and witness statements to the Court. In so far as relevant, these documents read as follows.
1. Official letters and documents issued before the 2000 mudslide
90. Official letter of 30 August 1999 from the director of the Mountain Institute, Mr M. Zalikhanov, to the President of the KBR:
?As you know, earlier this year, on 20 August, a heavy mudslide with a volume of some 1 million cu. m was recorded in the valley of the Gerhozhansu River. The aerial visual survey made from a helicopter found that fluid material had formed in the upper stream of one of the mud-bearing deposits of Kaya-Arty-Su. At the same time, another mud-bearing deposit has formed in the Gerhozhan basin, in the Sakashili-Su River, and the mud reserves may soon become active.
Given that the feed-through mud retention collector at the estuary of the mudslide basin has been destroyed by previous mudslides, and the river channel has filled up with mud deposits, the disaster may recur on a larger scale.
We therefore request financial support to set up for the period of September radio-communication posts in the upper section of the river to warn civilians and the [emergency] services of the mud-hazard and to conduct engineering surveys to restore the mud-protection structure, which is now in a critical state of disrepair.?
91. Official letter of 17 January 2000 from the acting director of the Mountain Institute, Mr Kh. Kalov, to the Prime Minister of the KBR:
?As you are well aware, the area around Tyrnauz is one of the areas most at risk of a mudslide in the Russian Federation. The mudslide retention dam erected here, which is 160 m long, 38 m high and 40 m broad … was destroyed on 20 August last year. The devastating 1 million cu. m mudslide caused the collapse of the dam, with a 60 m fracture line. Damage was caused to Tyrnauz…
In view of the high risk of mudslides in the coming year and given that the reconstruction of the dam does not appear financially or technically feasible, observation points must be set up in the upper section of the Gerhozhansu River to avoid casualties and mitigate the damage… with the task of monitoring the river and giving an emergency warning to civilians in the event of a mudslide … Twenty-four-hour monitoring will be carried out in the period from 15 June to 15 September to provide a mudslide forecast and to inform the [Ministry for Disaster Relief of the KBR]…
The Mountain Institute has a wealth of experience of such work in the Tyrnauz area, and will provide members of the expedition with salary, gear and equipment. We request financial aid of 100,000 roubles to cover field supplies and transport.?
92. Official letter of 7 March 2000 from the Head of the Elbrus District Administration to the Prime Minister of the KBR:
?In August 1999 the mudslide from the Sakashili-Su tract blocked the bed of the Baksan River and directed the main water stream outside the retaining wall on the left side of the riverbed. As a result, the foundation soil and spandrels of the retaining wall have eroded and continue to erode. At the moment a 500 m section of the bypass road has been put completely out of service.
The state of the foundation of the retaining wall is near critical. When the thaw floods begin in spring it may lead to the collapse of sections of the retaining wall of the defence system above the hollowed out soil. Their reconstruction will be very costly.
The mudslide has also filled up the mud conveying channel to up to 25-30% of capacity; if another mudslide occurs, the mud conveying channel may overflow and flood the residential neighbourhoods of Tyrnauz. This could lead to an emergency on a scale that is impossible to predict, with record financial losses and, probably, casualties.
Taking the above into account, the Elbrus District Administration requests financial aid to perform the above work.?
2. Newspaper publications
93. Interview with Mr M. Z., published in the national newspaper Rossiyskaya Gazeta on 26 July 2000.
? … M. Z., member of the Russian Academy of Sciences, leading expert in the studies of natural disasters, … member of the Parliamentary Commission of the State Duma of the Russian Federation on sustainable development…
MZ: It is not only nature that must take the blame for the tragedy [of 18-25 July 2000, but also] blatant irresponsibility on the part of officials and their reluctance to follow the recommendations of specialists. …
RG: … could this disaster have been foreseen? And why did the mud protection dam on the Gerhozhansu River fail?
MZ: … Tyrnayz is a mining centre of the [KBR] … and because of its geographical position it is under permanent threat from mudslides. The most disastrous were the mudslides of 1964 and especially of 1977. [The latter] destroyed over thirty houses in the town centre, and casualties were avoided solely because the specialists of the [Mountain Institute] gave a timely warning to the town authorities about the impending disaster. Later it was decided … to erect a mud-protection system. I was ordered to develop specifications for the construction … one of such mud retention dams … [it] was launched last year.
RG: Is it true that you then refused to sign the commission acceptance report for the mud-protection system?
MZ: Yes. Why? Because the first construction stage of the complex had been sitting unfinished for over four years. There remained a great risk that the first mudslide to arrive, even if relatively feeble, would break the complex because its top section was not firmly anchored to solid rock. The funding for the completion of the construction had been allocated, but as to where the funds had disappeared (between Nalchik and Tyrnauz), nobody could give me a clear answer. Stressing the importance of this issue and the need to complete the construction, I made numerous appeals to the [KBR President], V. Kokov, and to the Minister for Disaster Relief of the Russian Federation, S. Shoigu. Finally more funds were allocated and the construction was ostensibly brought to completion. … I refused to take part in the [inaugural ceremony] because of concern for my expert and academic reputation. My assistant specialists, in particular my deputy for the construction [Mr R.] and the geologist [Ms N.S.] drew up a report; here are some extracts from it: ‘… a failure to submit [project documentation] makes it impossible to assess the project’s compliance [with the specifications]… Given the novelty of the [design] … the high levels of seismic activity in the area, the high fail-safety requirements for the dam structure, any deformation of which may increase the impact of a mudslide on the town of Tyrnauz and thus significantly aggravate the mud hazard, and also taking into account the inordinate time taken to complete the construction work, with intervals as long as four years, it is necessary to subject the facility to a special architectural survey. [A number of serious technical deviations] give grounds for suspecting a degree of tension within the construction, even without mud or seismic impact. All of this considerably reduces the project capacity of the dam. The visual survey of the dam construction showed signs of wear and tear of sections of it even without mud…’
RG: So even though Z., a Member of the Academy, did not sign the report, the facility was nevertheless put into service?
MZ: Yes. And within two months [it] had been destroyed by a mudslide of far from catastrophic intensity. I wrote to the KBR Minister for Disaster Relief, A. Turkinov … and in August last year advised the KBR President, V. Kokov … that the mud reserves might become active in the near future … and that the disaster could be repeated on a much larger scale … and requested assistance in finding resources for setting up surveillance posts … and carrying out an engineering study to restore the construction, which was in a critical state…
I believe that it is of the utmost importance to set up [without delay] a competent commission comprising prominent experts to establish the true causes of the tragedy. … Another commission is also needed … to develop a complex programme for the protection of the KBR community from environmental hazards…?
94. Interview with Mr O. Baydayev, the first Deputy Head of the Elbrus District Administration, published in the local newspaper Gazeta Yuga on 3 August 2000:
?… 1.2 million roubles were allocated from the district budget to clear the mud conveying channel. We sent this money for clearing the [mud conveying] channel. Otherwise the outcome could have been even more disastrous. However, a mudslide of such force could not have been stopped even by a perfectly clear channel.
About the warning. The very first impact [of the mudslide] tore down the electric wires and telephone cables. We were running around the town with two loudspeakers. It is possible we did not reach every single house or flat but the information was conveyed to every district of the town. On the very first night the town was divided into five sectors, temporary heads of administrations were appointed, and they received all the information. Understandably, people wanted to know how the mudslide would evolve, but even the scientists did not know that…?
95. Research note by Ms I. Seinova, holder of a research degree in geography, dated 26 August 1999. The text below is based on the text published in one of the KBR local newspapers after the mudslide of 2000 (the exact publication reference is not available):
?The [1999] disaster at the Gerhozhansu mudslide retention dam has vividly demonstrated the danger posed by an unstable mudslide protection device situated above the town. … The international practice of mudslide defence includes many examples of the collapse of a dam leading to a tenfold increase in the destructive force [of a mudslide] compared with the naturally occurring level…
The mudslides on Gerhozhansu are among the most disastrous in the Central Caucasus. The volume of the 1977 mudslide was 3 million cu. m of mud and debris, discharging at 500 cu. m per second…
In the current environmental and social situation the most reasonable solution would be to reject the idea of constructing a mud-retention dam. The top priority should be to dismantle the unstable blocks.
Following the mudslide of 20 August [1999] the mud conveying channel retained a considerable amount of mud and debris deposit, but for the most part it settled in the flood-plain of the Baksan River. It is necessary to clear the mud conveying channel because its carrying capacity has reduced significantly…?
96. Interview with Mr V. Bolov, Director of the Centre for Disaster Monitoring and Forecasting of the Ministry of Disaster Relief, published on 28 July 2001 in the newspaper Gazeta Yuga following the Centre’s field investigation into the 2000 mudslide:
?V.B.: … the expedition concluded … that last year’s mudslides in Tyrnauz were absolutely unique … nowadays the profile of the mud phenomena in this basin has drastically changed for the worse.
However, according to preliminary estimates, the extraordinary volume of [active] mud from last year is unlikely to be repeated this year, although the chances of several mudslides of variable intensity remain.
G.Y.: So all of this may happen as unexpectedly as on 18 June 2000?
V.B.: Here we can be certain that the situation has radically improved. The present position is that even before the beginning of the period when the mud is active, surveillance posts have been set up in the immediate vicinity of the glacier as well as [further down] where the mudslide gains force and becomes dangerous for the town.
The [surveillance] posts are functioning and are provided with reliable communication facilities. That is to say, in so far as prevention is concerned, measures have been taken … The second important problem is … to close the twist in the mud conveying channel with a more secure wall. Work has been under way for some time. …
To sum up … the mud activity in this gorge has increased because of last year’s mudslide. At the same time the preventive measures that have already been taken inspire optimism. In any event, even if powerful mudslides develop, people’s lives will undoubtedly be saved.
G.Y.: Are there any effective methods of influencing the mud activity, for example by blowing up part of a slope or draining a glacier lake, so that the risk of a mudslide is reduced?
V.B.: Yes, there are. … but [their application] involves very complex and thorough calculations … This question is currently being examined … then it will be for the specialists and the authorities to decide whether to use this technology in the Gerhozhansu…
… At the same time in a number of mud-affected areas it is necessary to solve the question of [resettling the residents] outside the zone of mud activity in order to ensure [their] safety. This would be much cheaper and quicker. Engineering schemes involve tremendous expenditure, and given that funds are always lacking, are unlikely to offer a solution. Therefore, introducing restrictions in the mud-affected zones and regulating [building] within them, especially of a residential nature, is worth considering.?
3. Witness statements
97. Statement by Ms K, a friend of the first applicant:
?On 19 July 2000 I, [K], born in 1970, decided on my way to work to call at my best friend Fatima’s [the second applicant’s] home. On the previous night I arrived in town late and went straight to bed … unaware of what was happening in the town. At 7.30 a.m. on the morning of 19 July, I went out and saw people gathered on the mountain … and found out that a mudslide had hit F.’s house… The bridge had been destroyed and I could not cross to the other side where her house was. I decided to enquire after F. and went to the home of her sister K. [the first applicant], who lives on this side. I saw the police nearby and asked them if I could go to this house [pointing at the first applicant’s house] and they confirmed that I could, adding that the electricity had been switched back on two hours previously, and people were allowed back in their flats. I headed there with no apprehension, went up to the sixth floor … walked in and found them asleep. I woke up K. and she told me that on the previous night F. had crossed to the other side of the river. We had been talking for about 15 minutes when we heard a loud rumble. I rushed out to the balcony and saw people running. K. also rushed to wake up her husband and children. I grabbed their youngest son, three-year-old Inar, and ran downstairs. On my way out I saw K.’s husband [V.] looking for his trousers and K. herself following me with her eldest son M.. Between the third and fourth floors I felt the stairs pitching and realised that the house was collapsing. We fell and I found myself locked with the child under a [concrete sheet] with dust, blood and debris around me. I pushed Inar up between the sheets so that he could get out. A man saw him and pulled him out but I stayed under the sheet. I could feel my legs but could not see them … they were buried under a concrete sheet… I later saw three dead bodies underneath the same sheet (a woman and two children of about three to five years of age). I tried to pull my legs out but felt an awful pain in the pelvis… Eventually I was helped out by the emergency services and taken to hospital… For two months I was immobilised and continued to receive treatment for a further nine months…
I did not sue… Every time I applied [to the authorities for medical or welfare benefits] I was asked why I had gone there in the first place, to which I could only answer that nobody had stopped me or warned me that it was dangerous; on the contrary, they had told me that I could go in… I am a reasonable person and would never have headed towards the danger if only I had been warned…?
98. Statement by Ms T.K. who lived at 17 Otarova Street, Tyrnauz:
?… On the night of 18 July 2000 I, my husband and our grandson were woken up by a terrible rattling noise. We realised at once that it was a mudslide. We rushed out dressed in whatever we were wearing. It was raining heavily, people were running in fear and panic in all directions. The rest of the night we spent up in the mountains, trembling with cold and fear. In the morning, we saw the awful spectacle of the town partly covered in mud and rocks with some areas, especially Otarova Street, destroyed by the mud, and the centre flooded with water from the Baksan River.
By about 11 a.m. [on 19 July] it seemed to everybody that the flow of mud had begun to settle and we approached our house. Nobody stopped us, there were no barriers. All the residents of our apartment block and of the two neighbouring nine-storey apartment blocks returned to their flats. We ate and went to sleep. I woke up because the house was shaking and I heard the noise and people screaming. I opened the door and saw that the right side of our house was missing and the staircase had collapsed. I grabbed my grandson and ran out to the balcony where the fire exit was. We could only make it to the fourth floor where the fire staircase ended; there were about 30 of us gathered there, while people from the lower floors were jumping out of their windows and balconies, which I could see. My neighbours, the men, found some ropes and began taking us down, the children first and then the women. It took me a while to come to my senses after the descent. My neighbour, [the first applicant], was crying and asking about her husband and child. But nobody knew what had become of them and the rest of us were also looking for our relatives. After these events we were in a state of shock for a long time, but no one paid any attention to us. The authorities still do not admit that they were not actually in control of the situation and that nothing had been done to save us from the disaster. They had taken no measures before the mudslide, or while it continued from 18 to 25 July, basically leaving us to our own devices. In our apartment block alone four people were killed and many were injured and remained disabled for life; it is a pity, especially about the children. Nobody knows how many people in fact died, in particular on the night of 18 July, as these facts have been vigorously concealed. We did not bring proceedings with a view to punishing those who were really responsible for everything we had had to endure, because we were sure that the court would never give a just ruling as these people occupy very high posts.?
99. Statement by Mr B, father of the first and the second applicants:
?… Almost every year a mudslide descends through the bed of the Gerhozhansu River. Back in the 1970s there existed a special organisation to monitor the river estuary, and an alarm outside the factory would be activated when the [lookouts] warned the duty officer of danger. In the 1980s all that was [abandoned]. … On the night of 18 to 19 July [2000] my wife and I were at home. We went to bed at about 10 p.m., but I was soon woken up by my wife’s cries. I went out to the balcony but could not see anything because the electricity pylons had been taken down by the flow of mud. I lit a torch and saw the mud running through the entrance to our apartment block… I saw a passenger car being carried along by the wave of mud… The staircase had collapsed and the house was falling apart. … we did not know what to do. I picked up the phone. It was still working, so I dialled the police and reported what was happening to us, and they told us to ?wait, help will come?.
We sat there until 3 a.m., until my son-in-law V. B., his friends and our neighbours came [to help] us…
Just before the mudslide [of July 2000] we sent a collective petition to the Head of the Elbrus District Administration, Mr B.Sh. Chechenov, asking for the waterway to be cleared. Having received no reply to our petition, we went to meet him for public consultations. At our meeting he said that he had no money to clear the waterway, as no funds had been allocated, so there was nothing he could do for us. We suggested writing a letter to the government requesting the funds, but he began shouting at us that the government had enough work to deal with without us. We then demanded that a commission be set up to find out whether it was true that no money had been allocated for clearing the mud conveying channel, after which B.Sh. Chechenov called the police and they escorted us ? respectable people, men with grey hair ? out of his office…
Then the mudslide occurred, and if only timely measures had been taken many victims could have been spared and there would not have been destruction on such a scale. Many of the casualties could have been avoided. Could they not have told people just an hour before the mudslide what they had known for 11 days before the tragedy? …
…I lost my flat; my children were left without their flats, property, and most importantly my son-in-law was killed, my grandson remained between life and death for a long time, my granddaughter Indira and my grandsons Inar and Magomet Budayev are still receiving medical treatment …?
100. Statement by Ms Zh. who lived at 42 Otarova Street, Tyrnauz:
?… The mudslide of 2000 was terrible. It took away my home, all my possessions…
On the night it occurred I was at home at 42 Otariva Street, already asleep. I woke up because of the rattling noise. I tried to get out of the flat but could not. I was crying out for help … but nobody could hear me because of the horrible noise of the mudslide. …
… This night was the most harrowing of my life … because of the stress I lost my eyesight and cannot see anything now. For this I blame the mudslide and our authorities who did not prepare people psychologically for the possibility of a natural disaster and found themselves unable to provide relief to the victims…?
II. RELEVANT DOMESTIC LAW
A. Responsibility of the State in the area of emergency relief
101. Section 6 of the Federal Law of 21 December 1994 No. 68-FZ ?On Protection of Civilians and Terrains from Emergencies of Natural and Industrial Origin? imposes an obligation on the federal, regional and local authorities to promptly and accurately inform civilians through the mass media and other channels of information about any emergency situations and the safety measures taken to protect the population and about any forecasted disasters and means of protection against them. The same Section provides for the liability of State officials in the event of their failure to make this information public.
102. Section 7 of the same Law provides that prevention of emergencies and mitigation, to the maximum extent possible, of damage and losses constitutes one of fundamental principles of emergency relief and requires that all preventive measures be carried out in sufficient time in advance.
B. Tort liability of the State
103. Article 1064 ? 1 of the Civil Code of the Russian Federation provides that the damage caused to the person or property of a citizen must be compensated in full by the person who caused the damage. Pursuant to Article 1069, a State agency or a State official is liable to a citizen for damage caused by their unlawful actions or failure to act. Such damage is to be compensated at the expense of the federal or regional treasury.
104. Articles 151 and 1099-1101 of the Civil Code provide for compensation for non-pecuniary damage. Article 1099 states, in particular, that non-pecuniary damage shall be compensated irrespective of any award for pecuniary damage.
THE LAW
I. THE GOVERNMENT’S PRELIMINARY OBJECTION
A. The parties’ submissions
105. The Government contended that the complaint concerning the alleged violation of the right to life guaranteed by Article 2 should be declared inadmissible for non-exhaustion of domestic remedies. They considered that the applicants should have challenged the respective decisions to dispense with a criminal investigation into the catastrophe. In the first applicant’s case, this was the decision taken by the Prosecutor’s Office of the Elbrus District of 3 August 2000, which specifically concerned her husband’s death and stated that it did not call for a criminal investigation. As regards the other applicants, the Government referred to the general ruling of the same Prosecutor’s Office, allegedly taken on the same date, that no criminal investigation into the natural disaster of
8-25 July 2000 was needed. Moreover, the applicants did not rely on the violation of the right to life in the civil proceedings for damages.
106. The applicants contested the Government’s objection. They pointed out that the events at issue were of such a scale that it was incumbent on the authorities to conduct an investigation without waiting for the victims or their next of kin to ask the authorities to take action. They further argued that the manner in which the decisions dispensing with criminal proceedings were taken and served had made it impracticable for the victims to challenge them.
107. The first applicant argued, in particular, that the decision was served on her sister while she herself was watching over her son, who was in intensive care, and that she herself had been in a desperate condition. She maintained that the decision did not state how it could be challenged, and that in the circumstances of the loss of her husband and the devastation of her home she was not in a position to seek and pay for legal advice. She added that it was clear that the prosecutor’s office was determined not to give the matter any further consideration and that attempts to challenge it would be futile. She therefore decided that the best way of obtaining redress would be through civil proceedings.
108. As for the decision refusing to launch criminal proceedings into the catastrophe in general, all the applicants, including the first applicant, denied any knowledge of its existence and said that they had therefore been unable to challenge it before the competent authorities.
B. The Court’s assessment
1. As regards the first applicant
109. The Government claimed that the first applicant had not lodged a complaint under the Code of Criminal Procedure against the prosecutor’s decision to dispense with criminal proceedings into the circumstances of her husband’s death. While it is clear that the State was under an obligation to take the initiative and investigate the death, the Government argued that the applicant did not challenge the authorities’ failure to do so, although this remedy, if successful, would have provided all the advantages of a criminal investigation to ascertain the circumstances. However, the applicant preferred another avenue and brought a civil action in damages.
110. The Court firstly notes that where the applicant has a choice of remedies and their comparative effectiveness is not obvious the Court tends to interpret the requirement of exhaustion of domestic remedies in the applicant’s favour (see, among numerous examples, Khashiyev and Akayeva v. Russia, nos. 57942/00 and 57945/00, ?? 115-25 and 156-66, 24 February 2005; Manoussakis and Others v. Greece, judgment of 26 September 1996, Reports of Judgments and Decisions 1996-IV, pp. 1359-60, ? 33; and Aquilina v. Malta [GC], ? 39, ECHR 1999-III).
111. Moreover, in the specific context of establishing State liability for the damage caused by a natural disaster, it has previously found that successful administrative proceedings were sufficient to deprive the applicant of his victim status (see Murillo Saldias and Others v. Spain (dec.), no. 76973/01, 28 November 2006).
112. The Court further notes that the events complained of in the present case were of such a vast scale that bringing the matter to the attention of the authorities did not depend on the applicant’s diligence. Moreover, the advantage to be gained by the applicant in instituting criminal proceedings was not obvious, given that the civil court had competence to engage the responsibility of a particular State authority, and such institutional liability could have provided a basis for reparation to the victims. This consideration is essential given that disasters of this kind are more likely to result from a combined failure of a number of officials, whose individual liability does not necessarily attain the gravity required for a criminal conviction. For this reason and also due to lower standards of proof in civil proceedings, the Court does not find it unreasonable on the part of the first applicant to choose a civil action as means of seeking redress.
113. The Court therefore considers that for the purpose of exhausting domestic remedies in the present case it was sufficient for the first applicant to bring civil proceedings, as she did.
2. As regards other applicants
114. The Government considered that the applicants failed to exhaust domestic remedies as regards their Article 2 complaints because they neither challenged the decision dispensing with a criminal investigation into the natural disaster, nor invoked their right to life in their civil claims for damages. Concerning the decision dispensing with criminal proceedings, the applicants deny any knowledge that such decision has been adopted. Indeed, they were not involved in any such proceedings and it is unclear in what capacity under domestic law they would have been able to challenge the decision referred to by the Government. Unlike the first applicant, they had to prove their victim status before they could commence criminal proceedings. As to the alleged failure to invoke their right to life in the civil proceedings, the Court observes that their statement of claim was formulated in terms that embraced the substance of this guarantee. It therefore considers this part of the Government’s preliminary objection also unfounded.
115. The Court accordingly rejects the Government’s preliminary objection that the applicants failed to exhaust domestic remedies.
II. ALLEGED VIOLATION OF ARTICLE 2 OF THE CONVENTION
116. The applicants complained that the authorities had failed to comply with their positive obligations to take appropriate measures to mitigate the risks to their lives against the natural hazards. The first applicant complained that the domestic authorities were responsible for the death of her husband in the mudslide of July 2000. She and the other applicants also complained that the domestic authorities were responsible for putting their lives at risk, as they had failed to discharge the State’s positive obligations and had been negligent in the maintenance of the dam, in monitoring the hazardous area and in providing an emergency warning or taking other reasonable measures to mitigate the risk and the effects of the natural disaster. They also complained that they had had no redress, in particular they had not received adequate compensation in respect of their pecuniary and non-pecuniary damage. They relied on Article 2 of the Convention which, in so far as relevant, provides:
?1. Everyone’s right to life shall be protected by law. No one shall be deprived of his life intentionally save in the execution of a sentence of a court following his conviction of a crime for which this penalty is provided by law.
…?
A. The parties’ submissions
1. The Government
117. The Government denied any responsibility for the loss of life and other adverse consequences of the 2000 mudslide. They submitted that although the hazards of the area were well known both to the authorities and the civilian population, the mudslide of 18-25 July 2000 had been unpredictable owing to its exceptional force. It was an act of God, the time and the extent of which could neither be foreseen nor influenced. Even if the mudslide had been forecast, no effective technical measures could have prevented a catastrophe on that scale at such short notice. They submitted that after the 2000 disaster the construction of a new engineering defence structure had begun, and that this new project with increased mud retention capacity was due for completion in 2006. No up-to-date information on the new construction was made available to the Court.
118. The Government contended that on 5 January 2001 funds were allocated for the reconstruction of the defence infrastructure damaged by the mudslide of 2000.
119. Concerning the arrangements in place for warning the local population, the Government submitted that there was an operational system of general weather monitoring in the area. In particular, during the period of mud activity every year the Mountain Institute engaged in a special surveillance mission staffed by its research fellows. In the event of a mud hazard the evacuation of the civilian population would be ordered. In 2000 the visual monitoring of the mud slippage was performed by the KBR division of the integrated national system of disaster prevention and relief.
120. The Government considered that on the night of 18-19 July 2000 the civilian population had received due warning of the mudslide. They submitted that after the first wave of the mudslide, the Elbrus police, the fire brigade and staff from the municipal community services had called at peoples’ homes to inform them of the mudslide and had helped evacuate elderly residents who were unable to leave unaided. They also stated that police vehicles equipped with loudspeakers had driven round residential quarters calling on residents to evacuate because of the mud hazard. The Government claimed that all necessary measures had been taken to rescue the victims, to resettle the residents of affected apartment blocks and to bring in emergency supplies. 620 members of the rescue services, 106 units of technical facilities, 9 floating facilities and 3 helicopters had been engaged on the site of the disaster.
121. The Government further submitted that the local population could have listened to the weather forecasts broadcast by the media and that public servants from various State institutions were trained to respond to emergencies. They finally submitted that since 1994 a central warning system had been functioning in the KBR.
122. In so far as the applicants claimed that they had not had an effective remedy in respect of the alleged violations, the Government contended that they had, in fact, availed themselves of such a remedy, namely, the civil action in damages against the State, even though they were ultimately unsuccessful.
123. The Government also referred, as in their preliminary objection above, to a remedy which the applicants had allegedly failed to use, namely an application for review of the decisions dispensing with the inquest into the deaths and with the criminal investigation into the circumstances of the disaster.
2. The applicants
124. The applicants contested the Government’s submissions pointing out the absence of any specific information about the preventive measures allegedly implemented to mitigate the risks posed by the regular mudslides. They maintained that the authorities had found themselves in a position where they were si

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

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    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
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Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 13/06/2024