AFFAIRE TAGLIABUE c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE TAGLIABUE c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 44417/98/2001
Stato: Italia
Data: 2001-02-27 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; non luogo a procedere ad esaminare P1-1; Danno morale – risarcimento pecuniario
PRIMA SEZIONE
CAUSA TAGLIABUE C. ITALIA
( Richiesta n? 44417/98)
SENTENZA
STRASBURGO
27 febbraio 2001
DEFINITIVO
27/05/2001
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma prima dell’uscita della sua versione definitiva.

Nella causa Tagliabue c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta di:
La Sig.ra E. Palm, presidentessa,
Sigg. B. Conforti, L. Ferrari Bravo, Gaukur J?rundsson, R. T?rmen, B. Zupancic, T. Pant?ru, giudici,
e del Sig. Sig. O’Boyle, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 6 febbraio 2001,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino italiano, il Sig. G. T. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo il 28 maggio 1997 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). La richiesta ? stata registrata il 13 novembre 1998 sotto il numero di pratica 44417/98. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, e dal suo coagente, il Sig. V. Esposito.
2. La Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile il 4 luglio 2000.
IN FATTO
3. Il 23 febbraio 1989, il richiedente cit? suo fratello, il Sig. T., dinnanzi al tribunale di Genova per ottenere la divisione di un immobile e di certi terreni.
4. Il collocamento in stato della causa cominci? il 17 aprile 1989. Dopo due udienze consacrate al deposito presso la cancelleria di documenti, il 14 maggio 1990 il giudice nomin? un perito che prest? giuramento il 20 giugno 1990. Delle quattro udienze fissate tra il 19 febbraio 1991 ed il 13 gennaio 1992, tre furono rinviate perch? il rapporto di perizia non era stato depositato alla cancelleria ed un?altra per permettere alle parti di esaminare suddetto rapporto. Un’udienza pi? tardi, l? 11 giugno 1992 ebbero luogo delle discussioni su di altri mezzi di prove. Con un’ordinanza fuori udienza del 1 agosto 1992, il giudice ordin? un complemento di perizia e l’ascolto di testimoni. Il convenuto contest? questa ordinanza dinnanzi alla camera competente che respinse la sua domanda il 3 novembre 1992. Il 3 dicembre 1992 ebbe luogo l’ascolto del convenuto ed il 28 gennaio 1993, quella dei testimoni.
5. Delle sette udienze che si tennero tra il 10 maggio 1993 ed il 14 novembre 1994, tre riguardarono il complemento di perizia, tre un secondo complemento di perizia ed un’udienza fu rinviata per permettere al convenuto di sostituire il suo avvocato che aveva rinunciato al suo mandato. Dopo un’udienza rinviata per permettere alle parti di tentare di giungere ad un ordinamento amichevole ed un?altra rinviata su richiesta delle parti, il 3 aprile 1995 il giudice ordin? un terzo complemento di perizia. Delle sei udienze fissate tra il 21 novembre 1995 ed il 24 febbraio 1997, quattro furono relative a questo ultimo complemento di perizia e due udienze furono rinviate d?ufficio. Il 2 febbraio 1998, essendo deceduto il perito, il giudice ne nomin? un altro. Questo fu assente all’udienza del 13 marzo 1998. Le due udienze che seguirono riguardarono suddetto complemento di perizia. L? udienza successiva fu fissata al 9 febbraio 1999. A questa data, l’udienza fu rinviata perch? la cancelleria non aveva informato il perito della data dell’udienza. Delle quattro udienze fissate tra il 12 marzo 1999 ed il 10 maggio 1999, una fu rinviata d?ufficio, una fu rinviata su richiesta delle parti, una riguard? un complemento di perizia e l’ultima fu rinviata per permettere alle parti di presentare le loro conclusioni; fecero questo il 20 settembre 1999. Questo giorno, il giudice rinvi? la causa per l’udienza delle arringhe al 11 dicembre 1999.
6. Secondo le informazione fornite dal richiedente il 18 marzo 2000, a questa data la causa era ancora pendente.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DI LA CONVENZIONE
7. Il richiedente adduce che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulato,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale (?) che decider? (?) delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile (?)”
8. Il Governo si oppone a questa tesi.
9. Il periodo da considerare ? cominciato il 23 febbraio 1989 e era ancora pendente al 18 marzo 2000.
10. Era gi? a questa data durato pi? di undici anni per un’istanza.
11. La Corte ricorda di avere constatato in quattro sentenze dal 28 luglio 1999 (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione risultante da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la Corte constata simile trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
12. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
13. Il richiedente si lamenta anche del fatto che la lunghezza del procedimento controverso ha recato offesa al diritto al rispetto dei suoi beni come garantito dall’articolo 1 del Protocollo n? 1.
14. Avuto riguardo della constatazione relativa all’articolo 6 ? 1, paragrafo 12 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione di questa disposizione (vedere la sentenza Zangh? c. Italia del 19 febbraio 1991, serie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
15. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. DANNO
16. Il richiedente si rimette alla Corte in quanto alla valutazione del danno morale che avrebbe subito.
17. La Corte considera che c’? luogo di concedere al richiedente 28 000 000 lire italiane a titolo del danno morale.
B. INTERESSI MORATORI
18. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza era del 3,5% l’anno.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza derivata dell’articolo 1 del Protocollo n?1;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in la sentenza ? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 28 000 000 (ventotto milioni) di lire italiane per danno morale.
b) che questo importo sar? da aumentare di un interesse semplice del 3,5% l’anno a contare dalla scadenza di questo termine e fino al versamento;
4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 27 febbraio 2001, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Michael O’Boyle Elisabetta Palm
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Non-lieu ? examiner P1-1 ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire
PREMI?RE SECTION
AFFAIRE TAGLIABUE c. ITALIE
(Requ?te n? 44417/98)
ARR?T
STRASBOURG
27 f?vrier 2001
D?FINITIF
27/05/2001
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme avant la parution de sa version d?finitive.

En l?affaire Tagliabue c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Mme E. Palm, pr?sidente,
MM. B. Conforti,
L. Ferrari Bravo,
Gaukur J?rundsson,
R. T?rmen,
B. Zupancic,
T. Pant?ru, juges,
et de M. M. O?Boyle, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 6 f?vrier 2001,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant italien, M. G. T. (? le requ?rant ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme le 28 mai 1997 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). La requ?te a ?t? enregistr?e le 13 novembre 1998 sous le num?ro de dossier 44417/98. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et par son coagent, M. V. Esposito.
2. La Cour a d?clar? la requ?te recevable le 4 juillet 2000.
EN FAIT
3. Le 23 f?vrier 1989, le requ?rant assigna son fr?re, M. T., devant le tribunal de G?nes afin d?obtenir le partage d?un immeuble et de certains terrains.
4. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 17 avril 1989. Apr?s deux audiences consacr?es au d?p?t au greffe de documents, le 14 mai 1990 le juge nomma un expert, qui pr?ta serment le 20 juin 1990. Des quatre audiences fix?es entre le 19 f?vrier 1991 et le 13 janvier 1992, trois furent renvoy?es car le rapport d?expertise n?avait pas ?t? d?pos? au greffe et une autre pour permettre aux parties d?examiner ledit rapport. Une audience plus tard, le 11 juin 1992 eurent lieu des discussions sur d?autres moyens de preuves. Par une ordonnance hors audience du 1er ao?t 1992, le juge ordonna un compl?ment d?expertise et l?audition de t?moins. Le d?fendeur contesta cette ordonnance devant la chambre comp?tente, qui rejeta sa demande le 3 novembre 1992. Le 3 d?cembre 1992 eut lieu l?audition du d?fendeur et le 28 janvier 1993, celle des t?moins.
5. Des sept audiences qui se tinrent entre le 10 mai 1993 et le 14 novembre 1994, trois concern?rent le compl?ment d?expertise, trois un deuxi?me compl?ment d?expertise et une audience fut ajourn?e pour permettre au d?fendeur de remplacer son avocat, qui avait renonc? ? son mandat. Apr?s une audience report?e pour permettre aux parties de tenter de parvenir ? un r?glement amiable et une autre renvoy?e ? la demande des parties, le 3 avril 1995 le juge ordonna un troisi?me compl?ment d?expertise. Des six audiences fix?es entre le 21 novembre 1995 et le 24 f?vrier 1997, quatre furent relatives ? ce dernier compl?ment d?expertise et deux audiences furent ajourn?es d?office. Le 2 f?vrier 1998, l?expert ?tant d?c?d?, le juge en nomma un autre. Celui-ci fut absent ? l?audience du 13 mars 1998. Les deux audiences qui suivirent concern?rent ledit compl?ment d?expertise. La prochaine audience fut fix?e au 9 f?vrier 1999. A cette date, l’audience fut report?e car le greffe n’avait pas inform? l’expert de la date de l’audience. Des quatre audiences fix?es entre le 12 mars 1999 et le 10 mai 1999, une fut report?e d’office, une fut renvoy?e ? la demande des parties, une concerna un compl?ment d’expertise et la derni?re fut report?e pour permettre aux parties de pr?senter leurs conclusions ; ce qu’elles firent le 20 septembre 1999. Ce jour-l?, le juge ajourna l’affaire pour l’audience des plaidoiries au 11 d?cembre 1999.
6. Selon les informations fournies par le requ?rant le 18 mars 2000, ? cette date l’affaire ?tait encore pendante.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
7. Le requ?rant all?gue que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (?) qui d?cidera (?) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (?) ?
8. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
9. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 23 f?vrier 1989 et ?tait encore pendante au 18 mars 2000.
10. Elle avait ? cette date d?j? dur? plus de onze ans pour une instance.
11. La Cour rappelle avoir constat? dans de nombreux arr?ts (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
12. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1
13. Le requ?rant se plaint ?galement de ce que la longueur de la proc?dure litigieuse a port? atteinte au droit au respect de ses biens tel que garanti par l?article 1 du Protocole n? 1.
14. Eu ?gard au constat relatif ? l?article 6 ? 1 (paragraphe 12 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de cette disposition (voir l?arr?t Zangh? c. Italie du 19 f?vrier 1991, s?rie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
15. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. DOMMAGE
16. Le requ?rant s?en remet ? la Cour quant ? l??valuation du pr?judice moral qu?il aurait subi.
17. La Cour consid?re qu?il y a lieu d?octroyer au requ?rant 28 000 000 lires italiennes au titre du pr?judice moral.
B. INT?R?TS MORATOIRES
18. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t ?tait de 3,5 % l?an.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 1 du Protocole n?1 ;
3. Dit,
a) que l?Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t est devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 28 000 000 (vingt-huit millions) lires italiennes pour dommage moral.
b) que ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple de 3,5 % l?an ? compter de l?expiration de ce d?lai et jusqu?au versement ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 27 f?vrier 2001, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Michael O?Boyle Elisabeth Palm
Greffier Pr?sidente

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