AFFAIRE SCORDINO c. ITALIE (N? 1) - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.
Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE SCORDINO c. ITALIE (N? 1)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, 35, 06, P1-1
Numero: 36813/97/2004
Stato: Italia
Data: 2004-07-29 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare respinta (non-esaurimento delle vie di ricorso interne); Violazione dell’art. 6-1 per ci? che riguarda la durata del procedimento; Violazione dell’art. 6-1 per ci? che riguarda l’equit? del procedimento; Violazione di P1-1; Danno materiale – risarcimento pecuniario; Soddisfazione equa riservata, danno morale ed oneri e spese,
PRIMA SEZIONE
CAUSA SCORDINO C. Italia (No 1)
( Richiesta no 36813/97)
SENTENZA
STRASBURGO
29 luglio 2004
QUESTA CAUSA A STATA RINVIATA DINNANZI
ALLA GRANDE CAMERA CHE HA RESO LA SUA SENTENZA IL
29 marzo 2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Scordino c. Italia (no 1),
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG.. C.L. Rozakis, presidente,
P. Lorenzen, G. Bonello, il Sig.re N. Vajić,
S. Botoucharova, E. Steiner, giudici, il Sig. Del Tufo, giudice ad hoc, e del Sig. S. Nielsen, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 8 luglio 2004,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 36813/97) diretta contro la Repubblica italiana e in cui quattro cittadini di questo Stato, Sigg.. G., E., Sig. e G. S. (“i richiedenti”), avevano investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 21 luglio 1993 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. La richiesta ? stata trasmessa alla Corte il 1 novembre 1998, data di entrata in vigore del Protocollo no 11 alla Convenzione (articolo 5 ? 2 del Protocollo no 11).
3. Sono rappresentati dinnanzi alla Corte con N. P., avvocato a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, I. il Sig. Braguglia, e dal suo coagente, F. Crisafulli.
4. Il 1 novembre 2001, la Corte ha modificato la composizione dei le sue sezioni (articolo 25 ? 1 dell’ordinamento). La presente richiesta ? stata assegnata alla prima sezione cos? ricomposta. In seno a questa, la camera incaricata di esaminare la causa (articolo 27 ? 1 della Convenzione) ? stata costituita conformemente all’articolo 26 ? 1 dell’ordinamento. In seguito all’astensione del Sig. V. Zagrebelsky, giudice eletto a titolo dell’Italia (articolo 28 dell’ordinamento), il Governo ha designato la Sig.ra V. del Tufo per riunirsi in qualit? di giudice ad hoc (articoli 27 ? 2 della Convenzione e 29 ? 1 dell’ordinamento).
5. La causa ricade sul procedimento che segu? l’espropriazione del terreno dei richiedenti. Sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1 e dell’articolo 6 della Convenzione, i richiedenti si lamentavano in particolare di una violazione dei loro diritti al rispetto dei beni ed ad un processo equo.
6. Un’udienza dedicata al tempo stesso alle questioni di ammissibilit? ed a quelle del merito si ? svolto in pubblico al Palazzo dei Diritti dell’uomo, a Strasburgo, il 27 marzo 2003 (articolo 54 ? 3 dell’ordinamento).
Sono comparsi:
– per il Governo
Il Sig. Francesco Crisafulli, Coagente,
-per i richiedenti
Il Sig. N. P., avvocato,
La Sig.ra A. M.i, consigliere,
7. Con una decisione del 27 marzo 2003, la camera ha dichiarato la richiesta ammissibile.
8. I richiedenti hanno depositato delle osservazioni scritte sul merito della causa, ma non il Governo (articolo 59 ? 1 dell’ordinamento). Questo ultimo ha depositato, il 4 febbraio 2004, una domanda che tendeva ad ottenere la dichiarazione di inammissibilit? della richiesta, alla luce di una giurisprudenza della Corte di cassazione italiana del 26 gennaio 2004.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
9. I richiedenti hanno ereditato di A. S. dei terreni situati a Reggio Calabria, registrati al catasto (foglio 111, appezzamenti 105, 107, 109 e 662,). Il 25 marzo 1970, la municipalit? di Reggio Calabria aveva adottato un piano generale di urbanistica, approvato alla regione Calabria il 17 marzo 1975.
10. Il terreno in causa nella presente richiesta, di una superficie di 1 786 metri quadrati, e designato come appezzamento 109, era oggetto, in virt? del piano generale di urbanistica, di un permesso di espropriare in vista di costruire delle abitazioni. Il terreno fu incluso poi nel piano di urbanistica di zona approvato il 20 giugno 1979 dalla regione Calabria.
A. L’espropriazione del terreno
11. Nel 1980, la municipalit? di Reggio Calabria decise che la societ? cooperativa E. A. avrebbe proceduto ai lavori di costruzione su suddetto terreno. Con un’ordinanza del 13 marzo 1981, l’amministrazione autorizz? la cooperativa ad occupare il terreno.
12. Il 30 marzo 1982, in applicazione della legge no 385 del 1980, la municipalit? di Reggio Calabria offr? un acconto sull’indennit? di espropriazione determinata conformemente alla legge no 865 del 1971. La somma offerta, ossia 606 560 lire italiane (ITL), era calcolata secondo le regole in vigore per i terreni agricoli, cio? prendendo per base un valore di 340 ITL per metro quadrato, sotto riserva di determinazione dell’indennizzo definitivo dopo l’adozione di una legge che avrebbe stailito dei nuovi criteri di indennizzo per i terreni edificabili.
13. L’offerta fu rifiutata da A. S..
14. Il 21 marzo 1983, la regione decret? l’espropriazione del terreno.
15. Il 13 giugno 1983, la municipalit? present? una seconda offerta di acconto che ammontava a 785 000 ITL. Questa offerta non fu accettata.
16. Con la sentenza no 223 del 15 luglio 1983, la Corte costituzionale dichiar? incostituzionale la legge no 385 di 1980, al motivo che questa sottoponeva l’indennizzo all’adozione di una legge futura.
17. Conformemente a questa sentenza, la legge no 2359 di 1865 secondo la quale l’indennit? di espropriazione di un terreno corrispondeva al valore commerciale di questo, espose di nuovo i suoi effetti.
18. Il 10 agosto 1984, A. S. obblig? la municipalit? a fissare l’indennit? definitiva secondo la legge no 2359 del 1865. Il 16 novembre 1989, apprese che la municipalit? di Reggio Calabria, con un decreto del 6 ottobre 1989, aveva fissato l’indennit? definitiva a 88 414 940 ITL (50 000 ITL per metro quadrato).
B. Il procedimento impegnato per ottenere l’indennit? di espropriazione
19. Contestando l’importo di questa indennit?, l’espropriato, cit? il 25 maggio 1990 la municipalit? e la societ? cooperativa dinnanzi alla corte di appello di Reggio Calabria.
20. Adduceva che l’importo fissato dalla municipalit? era ridicolo rispetto al valore commerciale del terreno e chiedeva in particolare che l’indennit? fosse calcolata conformemente alla legge no 2359 del 1865. Inoltre, chiedeva di essere indennizzato per il periodo di occupazione del terreno che precedeva il decreto di espropriazione e richiedeva un’indennit? per il terreno (1 500 m2) diventato inutilizzabile in seguito ai lavori di costruzione.
21. Il collocamento in stato della causa cominci? il 7 gennaio 1991.
22. La cooperativa si costitu? nel procedimento ed eccep? la mancanza di requisito per agire.
23. Il 4 febbraio 1991, non essendo la municipalit? sempre costituita, la corte di appello di Reggio Calabria dichiar? questa inadempiente ed ordin? una perizia del terreno. Con un’ordinanza del 13 febbraio 1991, un perito fu nominato ed un termine di tre mesi gli fu fissato per il deposito della perizia.
24. Il 6 maggio 1991, la municipalit? si costitu? nel procedimento ed eccep? la mancanza di requisito per agire. Il perito accett? il suo incarico e prest? giuramento.
25. Il 4 dicembre 1991, un rapporto di perizia fu depositato.
26. L? 8 agosto 1992 entr? in vigore la legge no 359 del 1992 che contemplava nel suo articolo 5 bis dei nuovi criteri per calcolare l’indennit? di espropriazione dei terreni edificabili. Questa legge si applicava espressamente ai procedimenti in corso.
27. In seguito al decesso di A. S., sopraggiunto il 30 novembre 1992, i richiedenti si costituirono nel procedimento il 18 settembre 1993.
28. Il 4 ottobre 1993, la corte di appello di Reggio Calabria nomin? un nuovo perito e gli chiese di determinare l’indennit? di espropriazione secondo i criteri introdotti dall’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992.
29. La perizia fu depositata il 24 marzo 1994. Secondo il perito, il valore commerciale del terreno alla data dell’espropriazione era di 165 755 ITL per metro quadrato. Conformemente ai criteri introdotti dall’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992, l’indennit? ad versare era di 82 890 ITL per metro quadrato.
30. All’udienza del 11 aprile 1994, le parti chiesero un termine per presentare dei commenti sulla perizia. L’avvocato dei richiedenti produsse una perizia e fece notare che il perito designato dalla corte aveva omesso di calcolare l’indennit? per i 1 500 m2 non coperti dal decreto di espropriazione ma che erano diventati inutilizzabili in seguito ai lavori effettuati.
31. L’udienza per la presentazione delle osservazioni in risposta ebbe luogo il 6 giugno 1994. La seguente udienza, fissata al 4 luglio 1994, fu rinviata di ufficio al 3 ottobre 1994, poi al 10 novembre 1994.
32. Con un’ordinanza del 29 dicembre 1994, la corte ordin? un complemento di perizia e rinvi? la causa al 6 marzo 1995. L’udienza fu rinviata tuttavia, a pi? riprese di ufficio, essendo indisponibile il giudice istruttore. Alla domanda dei richiedenti, questo ultimo fu sostituito il 29 febbraio 1996 e l’udienza di presentazione delle conclusioni ebbe luogo il 20 marzo 1996.
33. Con una sentenza del 17 luglio 1996, la corte di appello di Reggio Calabria dichiar? che i richiedenti avevano diritto ad un’indennit? di espropriazione calcolata secondo l’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992, tanto per il terreno formalmente espropriato che per quello diventato inutilizzabile in seguito ai lavori di costruzione. La corte stim? poi che, sull’indennit? cos? determinata, non c’era luogo di applicare l’abbattimento ulteriore del 40% previsto dalla legge nei casi in cui l’espropriato non avesse concluso un accordo di cessione del terreno (cessione volontaria) dato che nello specifico, al momento dell’entrata in vigore della legge, l’espropriazione aveva gi? avuto luogo.
34. In conclusione, la corte di appello ordin? alla municipalit? ed alla cooperativa di versare ai richiedenti:
-un’indennit? di espropriazione di 148 041 540 ITL (82 890 ITL per metro quadrato per 1 786 m?,);
-un’indennit? di 91 774 043 ITL (75 012,50 ITL per metro quadrato per 1 223,45 m?) per la parte di terreno diventata inutilizzabile e che bisognava considerare come essendo di facto espropriata;
-un’indennit? per il periodo di occupazione del terreno che aveva preceduto l’espropriazione.
35. Queste somme dovevano essere indicizzate e dovevano essere abbinate a interessi fino al giorno del pagamento.
36. Il 20 dicembre 1996, la cooperativa ricorse in cassazione, facendo valere che non aveva requisiti per agire. Il 20 e 31 gennaio 1997, i richiedenti e la municipalit? depositarono i loro ricorsi.
Il 30 giugno 1997, la cooperativa chiese la sospensione dell’esecuzione della sentenza della corte di appello. Questa domanda fu respinta l?8 agosto 1997.
37. Con una sentenza del 3 agosto 1998, depositata il 7 dicembre 1998, la Corte di cassazione accolse il ricorso della cooperativa alla cancelleria e riconobbe che non aveva requisito per agire, poich? non faceva formalmente parte dell’espropriazione bench? ne beneficiasse. Per il resto, conferm? la sentenza della corte di appello di Reggio Calabria.
38. Il 18 giugno 1997, la somma accordata dalla corte di appello era stata depositata nel frattempo, presso la banca nazionale. Il 30 settembre 1997, questa somma era stata tassata del 20% al senso della legge no 413 del 1991.
39. La data alla quale i richiedenti percepirono infatti l’indennit? accordata non ? conosciuta
C. Il ricorso Pinto
40. Il 18 aprile 2002, i richiedenti depositarono presso la corte di appello di Reggio Calabria una domanda di indennizzo per la durata del procedimento, conformemente al legge Pinto.
I richiedenti sollecitavano il risarcimento del danno morale e del danno materiale.
41. Con una decisione del 1 luglio 2002, la corte di appello di Reggio Calabria accord? ai richiedenti unicamente una somma globale di 2 450 euro (EUR) a titolo del danno morale e procedette al compenso degli oneri di procedimento.
42. I richiedenti non i sono ricorsi in cassazione. La decisione della corte di appello ? diventata definitiva il 26 ottobre 2003.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNI PERTINENTI
A. in quanto alla lagnanza derivata dal procedimento
43. Il diritto e le pratica interni pertinenti sono descritti nella decisione di ammissibilit? (Scordino c. Italia, no 36813/97, CEDH 2003-IV).
44. In seguito, la Corte di cassazione in assemblea plenaria, investita di un ricorso contro una decisione resa da una corte di appello nella cornice di un procedimento “Pinto”, ha affermato, nella sua sentenza no 1340 del 26 gennaio 2004 il principio secondo il quale “la determinazione del danno non patrimoniale effettuata dalla corte di appello secondo l’articolo 2 della legge no 89/2001, sebbene con natura fondata sull’equit?, deve muoversi in un ambito che ? definito dal diritto poich? deve riferirsi agli importi assegnati, nelle cause similari, dalla Corte di Strasburgo.”
B. in quanto all’espropriazione
45. La legge no 2359 di 1865, nel suo articolo 39, contemplava che in caso di espropriazione di un terreno, l’indennit? da versare doveva corrispondere al valore commerciale del terreno al momento dell’espropriazione.
46. L’articolo 42 della Costituzione, come interpretato dalla Corte costituzionale (vedere, tra altri, la sentenza no 138 del 6 dicembre 1977) garantisce, in caso di espropriazione, un indennizzo che non raggiunge il valore commerciale del terreno.
47. La legge no 865 del 1971 ha introdotto dei nuovi criteri: ogni terreno, che fosse agricolo o edificabile, doveva essere indennizzato come se si trattasse di un terreno agricolo.
48. Con la sentenza no 5 del 1980, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge no 865 di 1971, al motivo che questa trattava in modo identico due situazioni molto differenti, ossia che contemplava lo stesso tipo di indennizzo per i terreni edificabili ed i terreni agricoli.
49. Per ovviare a questa situazione, il Parlamento adott? la legge no 385 del 29 luglio 1980 che reintroduceva i criteri che erano appena stati dichiarati incostituzionali ma questa volta provvisoriamente: la legge disponeva difatti che la somma versata era un acconto che doveva essere completato da un’indennit? che sarebbe calcolata sulla base di una legge ad adottare che prevedeva dei criteri di indennizzo specifico per i terreni edificabili.
50. Con la sentenza no 223 del 15 luglio 1983, la Corte costituzionale dichiar? incostituzionale la legge no 385 di 1980, al motivo che questa sottoponeva l’indennizzo in caso di espropriazione di un terreno edificabile all’adozione di una legge futura.
51. In seguito alla sentenza no 223 del 1983, la legge no 2359 del 1865 espose di nuovo i suoi effetti; di conseguenza, un terreno edificabile doveva essere indennizzato all’altezza del suo valore commerciale (vedere, per esempio, Corte di cassazione, sez. I, sentenza no 13479 del 13 dicembre 1991; sez. I, sentenza no 2180 del 22 febbraio 1992).
52. Il decreto-legge no 333 del 11 luglio 1992 che divent? la legge no 359 dell? 8 agosto 1992, introdusse, nel suo articolo 5 bis, una misura “provvisoria, eccezionale ed urgente”, tendente alla correzione delle finanze pubbliche, valida fino all’adozione di misure strutturali. Questa disposizione si applicava ad ogni procedimento pendente.
53. L’articolo 5 bis disponeva che l’indennit? da versare in caso di espropriazione di un terreno edificabile vniva calcolata secondo il seguente formula:
[[valore commerciale del terreno + totale delle rendite fondiarie dei 10 ultimi anni]: 2]-abbattimento del 40%.
54. In simile caso, l’indennit? corrisponde al 30% del valore commerciale. Su questo importo, un’imposta del 20% alla sorgente ? applicata (imposta prevista dall’articolo 11 della legge no 413 del 1991).
55. L’abbattimento del 40% ? eludibile se l’espropriazione si basa non su un decreto di espropriazione, ma su un atto di “cessione volontario” del terreno, o, come nello specifico, se l’espropriazione ha avuto luogo prima dell’entrata in vigore dell’articolo 5 bis (vedere la sentenza della Corte costituzionale no 283 del 16 giugno 1993). In questi casi, l’indennit? che ne risulta corrisponde al 50% del valore commerciale. Bisogner? dedurre ancora del 20% questo importo a titolo di imposta (paragrafo 54 sopra).
56. La Corte costituzionale ha stimato che l’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992 e la sua applicazione retroattiva erano compatibili con la Costituzione (sentenza no 283 del 16 giugno 1993; sentenza no 442 del 16 dicembre 1993) nella misura in cui questa legge aveva un carattere urgente e provvisorio.
57. Il Repertorio delle disposizioni sull’espropriazione (decreto del Presidente della Repubblica no 327 di 2001) successivamente modificato dal decreto legislativo no 302 del 2002, entrato in vigore il 30 giugno 2003, ha codificato le disposizioni esistenti in materia di espropriazione ed i principi elaborati in materia dalla giurisprudenza.
58. L’articolo 37 del Repertorio riprende per l’essenziale i criteri di determinazione dell’indennit? di espropriazione prevista dall’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992.
IN DIRITTO
I. SULL’ECCEZIONE PRELIMINARE DEL GOVERNO
59. Il Governo solleva di nuovo l’eccezione derivata dal non esaurimento delle vie di ricorso interne, concernente la lagnanza derivata della durata eccessiva del procedimento, che aveva sollevato prima dell’esame sull’ammissibilit? della richiesta.
Il Governo si riferisce ad una giurisprudenza della Corte di cassazione del 26 gennaio 2004 (paragrafo 44 sopra) e sostiene che il ricorso in cassazione nella cornice dei ricorsi “Pinto” ? un ricorso da esaurire. Per questo fatto, rimprovera ai richiedenti di non avere formato ricorso in cassazione contro la decisione della corte di appello di Reggio Calabria del 1 luglio 2002.
60. I richiedenti chiedono il rigetto dell’eccezione.
61. La Corte nota che l’eccezione del Governo ? stata gi? respinta nella sua decisione sull’ammissibilit? del 27 marzo 2003. Rileva poi che la giurisprudenza della Corte di cassazione citata dal Governo in data 26 gennaio 2004, mentre la decisione della corte di appello di Reggio Calabria era diventata definitiva a contare dal 26 ottobre 2003 (paragrafo 42 sopra).
62. La Corte considera che il Governo fondi la sua eccezione su degli argomenti che non sono di natura tale da rimettere in causa la sua decisione sull’ammissibilit?. Di conseguenza, l’eccezione deve essere respinta.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
63. I richiedenti adducono una doppia violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nelle sue parti pertinenti, dispone:
“1. Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia equamente sentita ed in un termine ragionevole, da un tribunale che decider?, delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile .”
64. Pi? particolarmente, i richiedenti si lamentano, da una parte, del fatto che l’adozione e l’applicazione dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992 costituisce un’ingerenza legislativa incompatibile col loro diritto ad un processo equo. Dall?altra parte, i richiedenti si lamentano della durata eccessiva del procedimento impegnato a fine di ottenere l’indennit? di espropriazione.
A. Durata del procedimento
65. I richiedenti adducono che il procedimento impegnato per ottenere l’indennit? di espropriazione ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
66. Il Governo si oppone a questa tesi e sottolinea le difficolt? obiettive sopraggiunte durante il processo, per esempio la nuova legge sull’indennit? di espropriazione, il decesso di A. S., la mancanza di magistrati. A questo proposito, il Governo indica che la causa ? stata seguita da tre giudici istruttori che si sono succeduti.
67. La Corte ricorda che nella sua decisione sull’ammissibilit? del 27 marzo 2003, ha stimato che concedendo la somma di 2 450 EUR, a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale in applicazione della legge Pinto, la corte di appello di Reggio Calabria non aveva riparato in modo adeguata e sufficiente l’infrazione addotta dai richiedenti.
68. La Corte nota che il periodo da considerare ? cominciato il 25 maggio 1990 e si ? concluso il 7 dicembre 1998. ? durata circa otto anni e mezzo, per due istanze, dunque.
69. La Corte ricorda avere constatato in quattro sentenze del 28 luglio 1999 (per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], no 34884/97, CEDH 1999-V) l’esistenza, in Italia, di una pratica contraria alla Convenzione che risulta da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole”. Nella misura in cui la Corte constata una tale trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
70. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che vi ? ancora in questo una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
B. Processo equo
71. I richiedenti denunciano un’intromissione del potere legislativo nel funzionamento del potere giudiziale, in ragione dell’adozione e dell’applicazione al loro riguardo dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992. Si lamentano in particolare di non avere beneficiato di un processo equo quando ? stato deciso l’importo della loro indennit? di espropriazione, essendo stata troncata la questione sottoposta ai tribunali nazionali dal legislatore e non dal potere giudiziale.
72. A questo riguardo, i richiedenti osservano che la disposizione controversa introduceva dei criteri di calcolo dell’indennit? di espropriazione, in modo da ridurre questa di almeno il 50% rispetto alla somma alla quale avevano diritto secondo la legge in vigore al momento dell’introduzione del procedimento in indennizzo dinnanzi alla corte di appello di Reggio Calabria.
73. I richiedenti sostengono che la legge controversa non rispondeva ad un interesse pubblico essenziale e che tendeva unicamente a determinare la conclusione dei procedimenti pendenti in modo da favorire l’amministrazione convenuta.
74. I richiedenti fanno notare poi che l’articolo 5 bis della legge ? stato giudicato conforme alla Costituzione da parte della Corte costituzionale, perch? si trattava di una misura provvisoria e che rispondeva ad una congiuntura privata. Ora, questa disposizione sarebbe sempre in vigore.
75. Il Governo sostiene che l’applicazione dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992 nello specifico non solleva nessun problema allo sguardo della Convenzione.
76. Il Governo riconosce che l’articolo 5 bis controverso ? stato ispirato dalle ragioni di bilancio; fa osservare tuttavia che, tenuto conto del suo carattere provvisorio, questa disposizione ? stata giudicata conforme alla Costituzione con la Corte costituzionale.
77. Il Governo fa osservare che, secondo la giurisprudenza della Convenzione ed il diritto italiano, il principio di non retroattivit? non ? assoluto. Inoltre, la legge controversa si spiegherebbe col bisogno di colmare il vuoto legislativo creato dalle sentenze della Corte costituzionale che avevano annullato le leggi del Parlamento italiano che tendevano a modificare i criteri di determinazione di indennit? di espropriazione, rispetto al criterio del valore commerciale come previsto dalla legge no 2359 del 1865.
78. La Corte riafferma che se, in principio, non ? vietato al potere legislativo regolamentare in materia civile, con le nuove disposizioni a portata retroattiva, dei diritti che derivano da leggi in vigore, il principio della preminenza del diritto e la nozione di processo equo consacrato dall’articolo 6 della Convenzione si oppone, salvo per gli imperiosi motivi di interesse generale, all’ingerenza del potere legislativo nell’amministrazione della giustizia allo scopo di influire sulla conclusione giudiziale della controversia (Zielinski e Pradal & Gonzales c. Francia [GC], no 24846/94 e 34165/96 a 34173/96, ? 57, CEDH 1999-VII; Raffinerie grechei Stran e Stratis Andreadis c. Grecia, sentenza del 9 dicembre 1994, serie Ano 301-B; Papageorgiou c. Grecia, sentenza del 22 ottobre 1997, Raccolta delle sentenze e decisioni 1997-VI).
79. Nel caso specifico, la Corte stima che, anche se i procedimenti controversi non sono stati annullati in virt? della legge no 359 del 1992, la legge in questione ha influenzato la conclusione giudiziale della controversia (Anagnostopoulos ed altri c. Grecia, no 39374/98, ?? 20-21, CEDH 2000-XI) della quale lo stato era parte. Difatti, l’articolo 5 bis include espressamente nel suo campo di applicazione i procedimenti pendenti e fissa definitivamente i termini del dibattito sottomesso alle giurisdizioni dell’ordine giudiziale e questo, in modo retroattivo (paragrafo 52 sopra). La Corte rileva che la corte di appello di Reggio Calabria e la Corte di cassazione non hanno omesso di fare riferimento alle disposizioni della legge criticata per supportare le loro decisioni. Ci? facendo, hanno modificato a scapito degli interessati, per effetto retroattivo, l’indennizzo che questi potevano legittimamente aspettarsi al senso della legge no 2359 di 1865 (vedere sopra paragrafi 17-18), in vigore al momento dell’introduzione del ricorso in indennizzo dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Per effetto dell’applicazione dell’articolo 5 bis, i richiedenti sono stati privati di una parte sostanziale dell’indennizzo alla quale potevano pretendere (paragrafi 29, 33 e 34 sopra).
80. Del parere della Corte, il fatto che le giurisdizioni nazionali si siano basate sulla disposizione criticata per decidere della questione dell’indennit? di espropriazione di cui erano investite, si tradurce in un’intromissione del potere legislativo nel funzionamento del potere giudiziale in vista di influire sulla conclusione della controversia.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
III. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
81. I richiedenti adducono una doppia violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
82. I richiedenti adducono avere sopportato da una parte un carico sproporzionato in ragione dell’importo inadeguato dell’indennit? di espropriazione.
83. Dall?altra parte, i richiedenti si lamentano dell’applicazione retroattiva dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992.
84. Non ? contestato che gli interessati sono stati privati della loro propriet? conformemente alla legge, e che l’espropriazione inseguiva un scopo legittimo di utilit? pubblica. Quindi, ? la seconda frase del primo paragrafo dell’articolo 1 del Protocollo no 1 che si applica nello specifico (Mellacher ed altri c. Austria, sentenza del 19 dicembre 1989, serie A no 169, ? 42).
A. Sull’importo dell’indennizzo accordato ai richiedenti
85. I richiedenti fanno osservare che l’indennit? che hanno ricevuto corrisponde al 40% del valore del loro bene. Secondo essi, ci? non potrebbe essere considerato come un indennizzo che presenta un rapporto ragionevole col valore del bene.
86. A questo riguardo, i richiedenti osservano che l’indennit? di espropriazione che ? stata accordata loro dalle giurisdizioni nazionali corrisponde alla met? del valore commerciale del terreno. Questo importo ? stato sminuito poi ancora del 20%, in ragione dell’imposta alla sorgente prevista dalla legge no 413 del 1991.
87. Peraltro, i richiedenti sottolineano che l’abbattimento ulteriore del 40% previsto dall’articolo 5 bis, per quelli che si oppongono all’offerta di indennizzo, non ? stato applicato nel loro caso.
88. I richiedenti sostengono che nello specifico non c’? nessuna ragione di utilit? pubblica che possa giustificare un indennizzo inferiore al valore commerciale del terreno. A questo riguardo, i richiedenti adducono che il loro terreno ? stato espropriato per permettere ad una societ? cooperativa di costruire degli alloggi destinati agli individui e che questi ultimi, conformemente al diritto interno (articolo 20 della legge no 179 del 1992) saranno liberi tra cinque anni pi? di rivendere l’alloggio al prezzo del mercato . Ci? notifica che l’espropriazione del terreno dei richiedenti ha in realt? avvantaggiato degli individui.
89. I richiedenti fanno osservare infine che un lungo periodo ? trascorso tra l? espropriazione del terreno e la determinazione definitiva dell’indennit?. Sottolineano che la citt? di Reggio Calabria non ha comunicato l’offerta di indennizzo che nel 1989, o sei anni dopo il decreto di espropriazione, e che a partire da questa data ? stato solamente, possibile introdurre un ricorso di opposizione dinnanzi alla corte di appello.
90. Alla luce di queste considerazioni, i richiedenti stimano avere sopportato un carico eccessivo e chiedono alla Corte di constatare la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
91. Il Governo sostiene che la situazione denunciata ? compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1. Osserva che, nel calcolo di un’indennit? di espropriazione, bisogna ricercare un equilibrio tra l’interesse privato e gli interessi generali. Di conseguenza, l’indennit? di espropriazione adeguata pu? essere inferiore al valore commerciale di un terreno come la Corte costituzionale ha del resto riconosciuto (sentenze no 283 del 16 giugno 1993, no 80 del 7 marzo 1996 e no 148 del 30 aprile 1999).
92. Riferendosi alle sentenze della Corte nelle cause I santi monasteri c. Grecia (sentenza del 9 dicembre 1994, serie A no 301-ha, Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie A no 102, e James ed altri c. Regno Unito, sentenza del 21 febbraio 1986, serie A no 98) il Governo sostiene che la richiesta in questione deve essere esaminata alla luce del principio secondo il quale le cause di utilit? pubblica, come una riforma economica o una politica di giustizia sociale, possono militare per un rimborso inferiore al pieno valore commerciale. Ci? si iscrive, secondo il Governo, in una volont? politica di mettere in opera un sistema che supera il liberismo classico del XIXe secolo. Tutto si riduce alla questione di sapere se lo scarto tra i valori commerciali e l’indennit? pagata ? ragionevole e giustificato.
93. Il Governo sostiene che, a contare del 1993, i richiedenti avrebbero potuto ottenere un’indennit? del 40% pi? elevata se avessero accettato l’indennit? di espropriazione offerta dall’amministrazione. Sostiene poi che il valore commerciale del terreno ? stato preso in conto nel calcolo effettuato dalle giurisdizioni interne, al senso dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992. Il Governo osserva che ai termini di questa disposizione, il valore commerciale del terreno ? temperato da un altro criterio, ossia la rendita fondiaria calcolata sul valore iscritto al catasto.
94. Il Governo ne conclude che il sistema di calcolo dell’indennit? di espropriazione applicato nello specifico non ? irragionevole e non ha rotto il giusto equilibro.
95. In quanto al tempo trascorso tra l’espropriazione e la determinazione definitiva dell’indennit?, il Governo osserva che il procedimento dinnanzi alla corte di appello di Reggio Calabria non ? stato introdotto che nel 1990, e stima che i richiedenti avrebbero potuto impegnare l’azione civile fin dal 1983. Ci? equivale a dire che hanno contribuito loro stessi a ritardare il versamento dell’indennit?. Inoltre, il Governo fa osservare che il danno causato dallo scorrimento del tempo ? riparato dal versamento di interessi.
96. In conclusione, il Governo chiede alla Corte di constatare la mancanza di violazione della disposizione invocata.
97. La Corte ricorda che una misura di ingerenza nel diritto al rispetto dei beni deve predisporre un “giusto equilibro” tra le esigenze dell’interesse generale e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth c. Svezia del 23 settembre 1982, serie A no 52, ? 69). Per valutare se la misura controversa rispetta il giusto equilibrio voluto ed in particolare se non fa pesare sui richiedenti un carico sproporzionato, c’? luogo di prendere in considerazione le modalit? di indennizzo previsto dalla legislazione interna. A questo riguardo, senza il versamento di una somma ragionevolmente in rapporto col valore del bene, una privazione di propriet? costituisce normalmente un attentato eccessivo che non saprebbe giustificarsi sul terreno dell’articolo 1. Questo ultimo non garantisce tuttavia in ogni caso il diritto ad un compenso integrale, perch? degli obiettivi legittimi “di utilit? pubblica” possono militare per un rimborso inferiore al pieno valore commerciale (I santi monasteri c. Grecia, sentenza del 9 dicembre 1994, serie Ano 301-ha, ?? 70-71).
98. La Corte rileva che i richiedenti hanno ricevuto nello specifico l’indennit? pi? favorevole prevista dall’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992. Difatti, l’abbattimento ulteriore del 40% non ? stato applicato in questo caso (paragrafi 33 e 37 sopra).
99. La Corte nota poi che il prezzo definitivo di indennizzo fu fissato a 82 890 ITL per metro quadrato mentre il valore commerciale stimato del terreno era di 165 755 ITL per metro quadrato (paragrafi 29, 33, 34 e 37 sopra).
100. Questo importo ? stato ridotto inoltre, ulteriormente del 20% a titolo di imposta (paragrafo 38 sopra).
101. Infine, la Corte non perde di vista il lasso di tempo trascorso tra l’espropriazione e le determinazioni definitive dell’indennit? (paragrafi 14 e 37 sopra).
102. Avuto riguardo del margine di valutazione che l’articolo 1 del Protocollo no 1 lascia alle autorit? nazionali, la Corte considera il prezzo percepito dai richiedenti come non ragionevolmente in rapporto col valore della propriet? espropriata (Papachelas c. Grecia [GC], no 31423/96, ? 49, CEDH 1999-II; Platakou c. Grecia, no 38460/97, ? 54, CEDH 2001-I). Segue che il giusto equilibrio ? stato rotto.
103. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
B. Sull’applicazione dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992
104. I richiedenti si lamentano poi dell’applicazione al loro caso dell’articolo 5 bis della legge no 359 di 1992 la cui l’adozione ? intervenuta molto tempo dopo l’espropriazione del terreno. Perci?, l’indennizzo che potevano legittimamente aspettarsi, al senso della legge no 2359 del 1865, ? stato ridotto del 50%.
105. Il Governo sostiene che l’applicazione retroattiva della disposizione controversa non d? nessun problemi sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Reitera gli argomenti invocati ai paragrafi 75-77 sopra.
106. La Corte nota che le lagnanze dei richiedenti si confondono a questo riguardo con quelli che sollevano sotto l’angolo dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, per ci? che ? dell’equit? del procedimento. Avuto riguardo alla conclusione formulata al paragrafo 80, non stima necessaria di esaminarli separatamente sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
IV. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
107. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno materiale
108. I richiedenti sollecitano una somma che corrisponde alla differenza tra le indennit? che avrebbero percepito al senso della legge no 2359 del 1865 e quella che ? stato accordata loro in funzione dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992. Questa somma ammonta a 123 815, 56 EUR rispetto al 1983, l’anno dell’espropriazione. La stessa somma abbinata all’interesse legale fino al 2003 ammonta a 405 891, 89 EUR. Indicizzando il capitale in pi? dell’interesse legale, questa somma ammonta a 585 717,09 EUR.
109. I richiedenti richiedono inoltre il rimborso dell’imposta del 20% che ? stata applicata sull’indennit?, indicizzato ed abbinato ad interessi. Questo importo ammonta a 125 191, 83 EUR.
110. Il Governo non si pronuncia.
111. La Corte ha appena constatato che l’espropriazione subita dai richiedenti soddisfaceva alla condizione di legalit? e non era arbitraria (paragrafo 84 sopra). L’atto del governo italiano che la Corte ha tenuto per contrario alla Convenzione ? un’espropriazione che sarebbe stata legittima se un indennizzo ragionevole fosse stato versato (paragrafo 102 sopra). La Corte non ha concluso neanche all’illegalit? dell’applicazione dell’imposta del 20% in quanto tale (paragrafo 100 sopra) ma ha preso in conto questo elemento nella valutazione della causa. Infine, la Corte ha constatato la violazione del diritto ad un processo equo dei richiedenti in ragione dell’applicazione al loro caso dell’articolo 5 bis.
112. Tenuto conto di questi elementi, deliberando in equit?, la Corte stima ragionevole accordare ai richiedenti la somma di 410 000 EUR.
B. Danno morale
113. I richiedenti stimano a 6 000 EUR il risarcimento del danno morale subito da ciascuno di essi in ragione della durata del procedimento ed a 6 500 EUR il risarcimento del danno morale che risulta dall’iniquit? del processo e dell’attentato al loro diritto al rispetto dei beni. Al totale, i richiedenti richiedono dunque 50 000 EUR a titolo del danno morale.
114. Il Governo non si pronuncia.
115. Tenuto conto delle circostanze della causa, la Corte non si stima sufficientemente illuminata sui criteri da applicare per valutare il danno morale subito dai richiedenti e considera quindi che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Pertanto, c’? luogo di riservare la questione e di fissare ulteriormente il procedimento, tenendo conto dell’eventualit? di un accordo tra lo stato convenuto ed i richiedenti (articolo 75 ? 1 dell’ordinamento).
C. Oneri e spese
116. Fatture in appoggio, i richiedenti richiedono 17 905, 99 EUR per gli oneri e spese incorsi nei procedimenti dinnanzi alle giurisdizioni nazionali di cui 3 060 EUR per il procedimento istituito nella cornice della legge “Pinto.”
Per ci? che ? degli oneri incorsi nel procedimento dinnanzi alla Corte, i richiedenti presentano una nota di parcella ed onere redatto sulla base della tabella nazionale e sollecitano il rimborso di 46 207, 58 EUR di cui 2 207, 58 per onere, tassa sul valore aggiunto (IVA) in pi?.
117. Il Governo non si pronuncia.
118. La Corte stima che c’? luogo di riservare la questione e di fissare ulteriormente il procedimento.
D. Interessi moratori
119. La Corte giudica appropriata di basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentato di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE,
1. Respinge, all’unanimit?, l’eccezione preliminare del Governo;
2. Stabilisce,(all’unanimit?) che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione in ragione della durata del procedimento;
3. Stabilisce (all’unanimit?) che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione in ragione della mancanza di equit? del procedimento;
4. Stabilisce (all’unanimit?) che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
5. Stabilisce (all’unanimit?)
a) che lo stato convenuto deve versare ai richiedenti, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva, conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 410 000 EUR, quattro cento diecimila euro, per danno materiale,;
ii. ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta su suddetta somma;
b) che a contare della scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
6. Stabilisce (con 6 voci contro 1) che la questione dell’articolo 41 non si trova in stato per il danno morale relativo alle violazioni constatate cos? come per gli oneri e spese sopportati dinnanzi alle giurisdizioni nazionali per ovviare suddette violazioni e per gli oneri incorsi nel procedimento dinnanzi alla Corte.
7. Respinge (all’unanimit?) la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 29 luglio 2004 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Santiago Quesada Christos Rozakis
Cancelliere aggiunge di sezione Presidente

SENTENZA SCORDINO C. ITALIA (N? 1)

SENTENZA SCORDINO C. ITALIA (N?1)

Testo Tradotto

Conclusion
Exception pr?liminaire rejet?e (non-?puisement des voies de recours internes) ; Violation de l’art. 6-1 en ce qui concerne la dur?e de la proc?dure ; Violation de l’art. 6-1 en ce qui concerne l’?quit? de la proc?dure ; Violation de P1-1 ; Dommage mat?riel – r?paration p?cuniaire ; Satisfaction ?quitable r?serv?e (pr?judice moral et frais et d?pens)
PREMIERE SECTION
AFFAIRE SCORDINO c. ITALIE (No 1)
(Requ?te no 36813/97)
ARR?T
STRASBOURG
29 juillet 2004
CETTE AFFAIRE A ?T? RENVOY?E DEVANT ?
LA GRANDE CHAMBRE, QUI A RENDU SON ARR?T LE
29 mars 2006
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article?44 ??2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.?

Dans l?affaire Scordino c. Italie (no 1),
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de?:
MM.?C.L. Rozakis, pr?sident,?
??P. Lorenzen,?
??G. Bonello,?
?Mmes?N. Vajić,?
??S. Botoucharova,?
??E. Steiner, juges,?
??M. Del Tufo, juge ad hoc,?
et de M. S. Nielsen, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 8 juillet 2004,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date?:
PROC?DURE
1.??A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 36813/97) dirig?e contre la R?publique italienne et dont quatre ressortissants de cet Etat, MM.?G., E., M. et G. S. (??les requ?rants??), avaient saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (??la Commission??) le 21 juillet 1993 en vertu de l?ancien article?25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (??la Convention??).
2.??La requ?te a ?t? transmise ? la Cour le 1er novembre 1998, date d?entr?e en vigueur du Protocole no 11 ? la Convention (article 5 ? 2 du Protocole no 11).
3.?? Ils sont repr?sent?s devant la Cour par Me?N. P., avocat ? Rome. Le gouvernement italien (??le Gouvernement??) est repr?sent? par son agent, I. M. Braguglia, et par son coagent, F. Crisafulli.
4.??Le 1er novembre 2001, la Cour a modifi? la composition des ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la premi?re section ainsi remani?e. Au sein de celle-ci, la chambre charg?e d?examiner l?affaire (article 27 ? 1 de la Convention) a ?t? constitu?e conform?ment ? l?article 26 ? 1 du r?glement. A la suite du d?port de M. V. Zagrebelsky, juge ?lu au titre de l?Italie (article 28 du r?glement), le Gouvernement a d?sign? Mme V. del Tufo pour si?ger en qualit? de juge ad hoc (articles 27 ? 2 de la Convention et 29 ? 1 du r?glement).
5.??L?affaire porte sur la proc?dure qui suivit l?expropriation du terrain des requ?rants. Sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1 et de l?article 6 de la Convention, les requ?rants se plaignaient en particulier d?une violation de leurs droits au respect des biens et ? un proc?s ?quitable.
6.??Une audience d?di?e ? la fois aux questions de recevabilit? et ? celles de fond s?est d?roul?e en public au Palais des Droits de l?Homme, ? Strasbourg, le 27 mars 2003 (article 54 ? 3 du r?glement).
Ont comparu?:
-???pour le Gouvernement
M. Francesco Crisafulli, Coagent,
??? pour les requ?rants
M.?N. P., avocat
Mme A. M., conseil
7.??Par une d?cision du 27 mars 2003, la chambre a d?clar? la requ?te recevable.
8.??Les requ?rants ont d?pos? des observations ?crites sur le fond de l?affaire, mais non le Gouvernement (article 59 ? 1 du r?glement). Ce?dernier a d?pos?, le 4 f?vrier 2004, une demande tendant ? obtenir la d?claration d?irrecevabilit? de la requ?te, ? la lumi?re d?une jurisprudence de la Cour de cassation italienne du 26 janvier 2004.
EN FAIT
I.??LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
9.??Les requ?rants ont h?rit? de A. S. des terrains situ?s ? Reggio Calabria, enregistr?s au cadastre (feuille 111, parcelles 105, 107, 109 et 662). Le 25 mars 1970, la municipalit? de Reggio Calabria avait adopt? un plan g?n?ral d?urbanisme, approuv? par la r?gion Calabria le 17 mars 1975.
10.??Le terrain en cause dans la pr?sente requ?te, d?une surface de 1 786 m?tres carr?s, et d?sign? comme la parcelle 109, faisait l?objet, en vertu du plan g?n?ral d?urbanisme, d?une permis d?exproprier en vue d?y construire des habitations. Le terrain fut ensuite inclus dans le plan d?urbanisme de zone approuv? le 20 juin 1979 par la r?gion Calabria.
A.??L?expropriation du terrain
11.??En 1980, la municipalit? de Reggio Calabria d?cida que la soci?t? coop?rative E. A. proc?derait aux travaux de construction sur ledit terrain. Par un arr?t? du 13 mars 1981, l?administration autorisa la coop?rative ? occuper le terrain.
12.??Le 30 mars 1982, en application de la loi no 385 de 1980, la municipalit? de Reggio Calabria offrit un acompte sur l?indemnit? d?expropriation d?termin?e conform?ment ? la loi no 865 de 1971. La?somme offerte, ? savoir 606?560 lires italiennes (ITL), ?tait calcul?e selon les r?gles en vigueur pour les terrains agricoles, c?est-?-dire en prenant pour base une valeur de 340 ITL par m?tre carr?, sous r?serve de la fixation de l?indemnisation d?finitive apr?s l?adoption d?une loi ?tablissant de nouveaux crit?res d?indemnisation pour les terrains constructibles.
13.??L?offre fut refus?e par A. S..
14.??Le 21 mars 1983, la r?gion d?cr?ta l?expropriation du terrain.
15.??Le 13 juin 1983, la municipalit? pr?senta une deuxi?me offre d?acompte s??levant ? 785?000 ITL. Cette offre ne fut pas accept?e.
16.??Par l?arr?t no 223 du 15 juillet 1983, la Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnelle la loi no 385 de 1980, au motif que celle-ci soumettait l?indemnisation ? l?adoption d?une loi future.
17.??En cons?quence de cet arr?t, la loi no 2359 de 1865, selon laquelle l?indemnit? d?expropriation d?un terrain correspondait ? la valeur marchande de celui-ci, d?ploya de nouveau ses effets.
18.??Le 10 ao?t 1984, A. S. mit la municipalit? en demeure de fixer l?indemnit? d?finitive selon la loi no 2359 de 1865. Le?16?novembre?1989, il apprit que la municipalit? de Reggio Calabria, par un d?cret du 6 octobre 1989, avait fix? l?indemnit? d?finitive ? 88?414?940 ITL (50?000 ITL par m?tre carr?).
B.??La proc?dure engag?e afin d?obtenir l?indemnit? d?expropriation
19.??Contestant le montant de cette indemnit?, l?expropri? assigna le 25?mai 1990 la municipalit? et la soci?t? coop?rative devant la cour d?appel de Reggio Calabria.
20.??Il all?guait que le montant fix? par la municipalit? ?tait ridicule par rapport ? la valeur marchande du terrain et demandait notamment que l?indemnit? soit calcul?e conform?ment ? la loi no 2359 de 1865. En outre, il demandait ? ?tre indemnis? pour la p?riode d?occupation du terrain pr?c?dant le d?cret d?expropriation et r?clamait une indemnit? pour le terrain (1?500 m2) devenu inutilisable ? la suite des travaux de construction.
21.??La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 7 janvier 1991.
22.??La coop?rative se constitua dans la proc?dure et excipa de l?absence de qualit? pour agir.
23.??Le 4 f?vrier 1991, la municipalit? ne s??tant toujours pas constitu?e, la cour d?appel de Reggio Calabria d?clara celle-ci d?faillante et ordonna une expertise du terrain. Par une ordonnance du 13 f?vrier 1991, un expert fut nomm? et un d?lai de trois mois lui fut fix? pour le d?p?t de l?expertise.
24.??Le 6 mai 1991, la municipalit? se constitua dans la proc?dure et excipa de l?absence de qualit? pour agir. L?expert accepta son mandat et pr?ta serment.
25.??Le 4 d?cembre 1991, un rapport d?expertise fut d?pos?.
26.??Le 8 ao?t 1992 entra en vigueur la loi no 359 de 1992, qui pr?voyait dans son article 5 bis de nouveaux crit?res pour calculer l?indemnit? d?expropriation des terrains constructibles. Cette loi s?appliquait express?ment aux proc?dures en cours.
27.??A la suite du d?c?s de A. S., survenu le 30 novembre 1992, les requ?rants se constitu?rent dans la proc?dure le 18 septembre 1993.
28.??Le 4 octobre 1993, la cour d?appel de Reggio Calabria nomma un nouvel expert et lui demanda de d?terminer l?indemnit? d?expropriation selon les crit?res introduits par l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992.
29.??L?expertise fut d?pos?e le 24 mars 1994. Selon l?expert, la valeur marchande du terrain ? la date de l?expropriation ?tait de 165?755 ITL par m?tre carr?. Conform?ment aux crit?res introduits par l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992, l?indemnit? ? verser ?tait de 82?890 ITL par m?tre carr?.
30.??A l?audience du 11 avril 1994, les parties demand?rent un d?lai pour pr?senter des commentaires sur l?expertise. L?avocat des requ?rants produisit une expertise et fit remarquer que l?expert d?sign? par la cour avait omis de calculer l?indemnit? pour les 1?500 m2 non couverts par le d?cret d?expropriation mais qui ?taient devenus inutilisables ? la suite des travaux effectu?s.
31.??L?audience pour la pr?sentation des observations en r?ponse eut lieu le 6?juin 1994. L?audience suivante, fix?e au 4 juillet 1994, fut report?e d?office au 3 octobre 1994, puis au 10 novembre 1994.
32.??Par une ordonnance du 29 d?cembre 1994, la cour ordonna un compl?ment d?expertise et ajourna l?affaire au 6 mars 1995. Toutefois, l?audience fut report?e d?office ? plusieurs reprises, le juge d?instruction ?tant indisponible. A la demande des requ?rants, ce dernier fut remplac? le 29 f?vrier 1996 et l?audience de pr?sentation des conclusions eut lieu le 20?mars 1996.
33.??Par un arr?t du 17 juillet 1996, la cour d?appel de Reggio Calabria d?clara que les requ?rants avaient droit ? une indemnit? d?expropriation calcul?e selon l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992, tant pour le terrain formellement expropri? que pour celui devenu inutilisable ? la suite des travaux de construction. La cour estima ensuite que, sur l?indemnit? ainsi d?termin?e, il n?y avait pas lieu d?appliquer l?abattement ult?rieur de 40 % pr?vu par la loi dans les cas o? l?expropri? n?aurait pas conclu un accord de cession du terrain (cessione volontaria), ?tant donn? qu?en l?esp?ce, au moment de l?entr?e en vigueur de la loi, l?expropriation avait d?j? eu lieu.
34.??En conclusion, la cour d?appel ordonna ? la municipalit? et ? la coop?rative de verser aux requ?rants?:
???une indemnit? d?expropriation de 148?041?540 ITL (82?890 ITL par m?tre carr? pour 1?786 m?)?;
???une indemnit? de 91?774?043 ITL (75?012,50 ITL par m?tre carr? pour 1?223,45 m?) pour la partie de terrain devenue inutilisable et qu?il fallait consid?rer comme ?tant de facto expropri?e?;
???une indemnit? pour la p?riode d?occupation du terrain ayant pr?c?d? l?expropriation.
35.??Ces sommes devaient ?tre index?es et assorties d?int?r?ts jusqu?au jour du paiement.
36.??Le 20 d?cembre 1996, la coop?rative se pourvut en cassation, faisant valoir qu?elle n?avait pas qualit? pour agir. Les 20 et 31 janvier 1997, les requ?rants et la municipalit? d?pos?rent leurs recours.
Le 30 juin 1997, la coop?rative demanda la suspension de l?ex?cution de l?arr?t de la cour d?appel. Cette demande fut rejet?e le 8 ao?t 1997.
37.??Par un arr?t du 3 ao?t 1998, d?pos? au greffe le 7 d?cembre 1998, la Cour de cassation accueillit le recours de la coop?rative et reconnut qu?elle n?avait pas qualit? pour agir, puisqu?elle n??tait pas formellement partie ? l?expropriation bien qu?elle en b?n?fici?t. Pour le reste, elle confirma l?arr?t de la cour d?appel de Reggio Calabria.
38.??Entre-temps, le 18 juin 1997, la somme accord?e par la cour d?appel avait ?t? d?pos?e aupr?s la banque nationale. Le 30 septembre 1997, cette somme avait ?t? tax?e de 20 % au sens de la loi no 413 de 1991.
39.??La date ? laquelle les requ?rants per?urent effectivement l?indemnit? accord?e n?est pas connue
C.??Le recours Pinto
40.??Le 18 avril 2002, les requ?rants d?pos?rent pr?s la cour d?appel de Reggio Calabria une demande d?indemnisation pour la dur?e de la proc?dure, conform?ment ? la loi Pinto.
Les requ?rants sollicitaient la r?paration du pr?judice moral et du dommage mat?riel.
41.??Par une d?cision du 1er juillet 2002, la cour d?appel de Reggio Calabria accorda aux requ?rants une somme globale de 2?450 euros (EUR) au titre du dommage moral uniquement et proc?da ? la compensation des frais de proc?dure.
42.??Les requ?rants ne se sont pas pourvus en cassation. La d?cision de la cour d?appel est devenue d?finitive le 26 octobre 2003.
II.??LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
A.??Quant au grief tir? de la proc?dure
43.??Le droit et la pratique internes pertinents sont d?crits dans la d?cision de recevabilit? (Scordino c. Italie, no 36813/97, CEDH 2003-IV).
44.??Par la suite, la Cour de cassation en assembl?e pl?ni?re, saisie d?un recours contre une d?cision rendue par une cour d?appel dans le cadre d?une proc?dure ??Pinto??, a affirm?, dans son arr?t no 1340 du 26 janvier 2004 le principe selon lequel ??la d?termination du dommage non patrimonial effectu?e par la cour d?appel selon l?article 2 de la loi no 89/2001, bien que par nature fond?e sur l??quit?, doit se mouvoir dans un environnement qui est d?fini par le droit puisqu?il doit se r?f?rer aux montants allou?s, dans des affaires similaires, par la Cour de Strasbourg.?
B.??Quant ? l?expropriation
45.??La loi no 2359 de 1865, en son article 39, pr?voyait qu?en cas d?expropriation d?un terrain, l?indemnit? ? verser devait correspondre ? la valeur marchande du terrain au moment de l?expropriation.
46.??L?article 42 de la Constitution, tel qu?interpr?t? par la Cour constitutionnelle (voir, parmi d?autres, l?arr?t no 138 du 6 d?cembre 1977), garantit, en cas d?expropriation, une indemnisation qui n?atteint pas la valeur marchande du terrain.
47.??La loi no 865 de 1971 a introduit de nouveaux crit?res?: tout terrain, qu?il f?t agricole ou constructible, devait ?tre indemnis? comme s?il s?agissait d?un terrain agricole.
48.??Par l?arr?t no 5 de 1980, la Cour constitutionnelle a d?clar? inconstitutionnelle la loi no 865 de 1971, au motif que celle-ci traitait de mani?re identique deux situations tr?s diff?rentes, ? savoir qu?elle pr?voyait le m?me type d?indemnisation pour les terrains constructibles et les terrains agricoles.
49.??Pour rem?dier ? cette situation, le Parlement adopta la loi no 385 du 29?juillet 1980, qui r?introduisait les crit?res venant d??tre d?clar?s inconstitutionnels mais cette fois ? titre provisoire?: la loi disposait en effet que la somme vers?e ?tait un acompte devant ?tre compl?t? par une indemnit?, qui serait calcul?e sur la base d?une loi ? adopter pr?voyant des crit?res d?indemnisation sp?cifiques pour les terrains constructibles.
50.??Par l?arr?t no 223 du 15 juillet 1983, la Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnelle la loi no 385 de 1980, au motif que celle-ci soumettait l?indemnisation en cas d?expropriation d?un terrain constructible ? l?adoption d?une loi future.
51.??A la suite de l?arr?t no 223 de 1983, la loi no 2359 de 1865 d?ploya de nouveau ses effets?; par cons?quent, un terrain constructible devait ?tre indemnis? ? hauteur de sa valeur marchande (voir, par exemple, Cour de cassation, sec. I, arr?t no 13479 du 13 d?cembre 1991?; sec. I, arr?t no 2180 du 22 f?vrier 1992).
52.??Le d?cret-loi no 333 du 11 juillet 1992, qui devint la loi no 359 du 8?ao?t 1992, introduisit, en son article 5 bis, une mesure ??provisoire, exceptionnelle et urgente??, tendant au redressement des finances publiques, valable jusqu?? l?adoption de mesures structurelles. Cette disposition s?appliquait ? toute proc?dure pendante.
53.??L?article 5 bis dispose que l?indemnit? ? verser en cas d?expropriation d?un terrain constructible est calcul?e selon la formule suivante?:
[[valeur marchande du terrain + total des rentes fonci?res des 10?derni?res ann?es] : 2] ? abattement de 40 %.
54.??En pareil cas, l?indemnit? correspond ? 30 % de la valeur marchande. Sur ce montant, un imp?t de 20 % ? la source est appliqu? (imp?t pr?vu par l?article 11 de la loi no 413 de 1991).
55.??L?abattement de 40 % est ?vitable si l?expropriation se fonde non pas sur un d?cret d?expropriation, mais sur un acte de ??cession volontaire?? du terrain, ou bien, comme en l?esp?ce, si l?expropriation a eu lieu avant l?entr?e en vigueur de l?article 5 bis (voir l?arr?t de la Cour constitutionnelle no 283 du 16 juin 1993). Dans ces cas-l?, l?indemnit? qui en r?sulte correspond ? 50 % de la valeur marchande. De ce montant il faudra encore d?duire ? 20 % ? titre d?imp?t (paragraphe 54 ci-dessus).
56.??La Cour constitutionnelle a estim? que l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992 et son application r?troactive ?taient compatibles avec la Constitution (arr?t no 283 du 16 juin 1993?; arr?t no 442 du 16?d?cembre?1993), dans la mesure o? cette loi avait un caract?re urgent et provisoire.
57.??Le R?pertoire des dispositions sur l?expropriation (d?cret du Pr?sident de la R?publique no 327 de 2001, successivement modifi? par le d?cret l?gislatif no 302 de 2002), entr? en vigueur le 30 juin 2003, a codifi? les dispositions existantes en mati?re d?expropriation et les principes ?labor?s par la jurisprudence en la mati?re.
58.??L?article 37 du R?pertoire reprend pour l?essentiel les crit?res de fixation de l?indemnit? d?expropriation pr?vus par l?article 5 bis de la loi no?359 de 1992.
EN DROIT
I.??SUR L?EXCEPTION PR?LIMINAIRE DU GOUVERNEMENT
59.??Le Gouvernement soul?ve de nouveau l?exception tir?e du non ?puisement des voies de recours internes, concernant le grief tir? de la dur?e excessive de la proc?dure, qu?il avait soulev?e avant l?examen sur la recevabilit? de la requ?te.
Le Gouvernement se r?f?re ? une jurisprudence de la Cour de cassation du 26 janvier 2004 (paragraphe 44 ci-dessus) et soutient que le recours en cassation dans le cadre des recours ??Pinto?? est un recours ? ?puiser. De ce fait, il reproche aux requ?rants de ne pas avoir form? de pourvoi en cassation contre la d?cision de la cour d?appel de Reggio Calabria du 1er?juillet 2002.
60.??Les requ?rants demandent le rejet de l?exception.
61.??La Cour note que l?exception du Gouvernement a d?j? ?t? rejet?e dans sa d?cision sur la recevabilit? du 27 mars 2003. Elle rel?ve ensuite que la jurisprudence de la Cour de cassation cit?e par le Gouvernement date du 26 janvier 2004, alors que la d?cision de la cour d?appel de Reggio Calabria ?tait devenue d?finitive ? compter du 26 octobre 2003 (paragraphe 42 ci-dessus).
62.??La Cour consid?re que le Gouvernement fonde son exception sur des arguments qui ne sont pas de nature ? remettre en cause sa d?cision sur la recevabilit?. Par cons?quent, l?exception doit ?tre rejet?e.
II.??SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
63.??Les requ?rants all?guent une double violation de l?article 6 ? 1 de la Convention qui, dans ses parties pertinentes, dispose?:
??1.??Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) et dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…)??.
64.??Plus particuli?rement, les requ?rants se plaignent, d?une part, de ce que l?adoption et l?application de l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992 constitue une ing?rence l?gislative incompatible avec leur droit ? un proc?s ?quitable. D?autre part, les requ?rants se plaignent de la dur?e excessive de la proc?dure engag?e ? fin d?obtenir l?indemnit? d?expropriation.
A.??Dur?e de la proc?dure
65.??Les requ?rants all?guent que la proc?dure engag?e afin d?obtenir l?indemnit? d?expropriation a m?connu le principe du ??d?lai raisonnable?? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention.
66.??Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se et souligne les difficult?s objectives survenues pendant le proc?s, par exemple la nouvelle loi sur l?indemnit? d?expropriation, le d?c?s de A.?S., le manque de magistrats. A ce propos, le Gouvernement indique que l?affaire a ?t? suivie par trois juges d?instruction qui se sont succ?d?.
67.??La Cour rappelle que dans sa d?cision sur la recevabilit? du 27?mars?2003, elle a estim? qu?en octroyant la somme de 2?450 EUR, ? titre de r?paration du dommage non patrimonial en application de la loi Pinto, la cour d?appel de Reggio Calabria n?avait pas r?par? de mani?re appropri?e et suffisante l?infraction all?gu?e par les requ?rants.
68.??La Cour note que la p?riode ? consid?rer a d?but? le 25 mai 1990 et s?est termin?e le 7 d?cembre 1998. Elle a donc dur? environ huit ans et demi, pour deux instances.
69.??La Cour rappelle avoir constat? dans quatre arr?ts du 28 juillet 1999 (par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], no 34884/97, CEDH 1999-V), l?existence, en Italie, d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ??d?lai raisonnable??. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
70.??Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ??d?lai raisonnable?? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
B.??Proc?s ?quitable
71.??Les requ?rants d?noncent une immixtion du pouvoir l?gislatif dans le fonctionnement du pouvoir judiciaire, en raison de l?adoption et de l?application ? leur ?gard de l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992. Ils se plaignent notamment de ne pas avoir b?n?fici? d?un proc?s ?quitable lorsqu?il a ?t? d?cid? du montant de leur indemnit? d?expropriation, la question soumise aux tribunaux nationaux ayant ?t? tranch?e par le l?gislateur et non pas par le pouvoir judiciaire.
72.??A cet ?gard, les requ?rants observent que la disposition litigieuse introduisait des crit?res de calcul de l?indemnit? d?expropriation, de fa?on ? r?duire celle-ci d?au moins 50% par rapport ? la somme ? laquelle ils avaient droit selon la loi en vigueur au moment de l?introduction de la proc?dure en indemnisation devant la cour d?appel de Reggio Calabria.
73.??Les requ?rants soutiennent que la loi litigieuse ne r?pondait pas ? un int?r?t public essentiel et qu?elle tendait uniquement ? d?terminer l?issue des proc?dures pendantes de mani?re ? favoriser l?administration d?fenderesse.
74.??Les requ?rants font ensuite remarquer que l?article 5 bis de la loi a ?t? jug? conforme ? la Constitution par la Cour constitutionnelle, parce qu?il s?agissait d?une mesure provisoire et qu?elle r?pondait ? une conjoncture particuli?re. Or, cette disposition serait toujours en vigueur.
75.??Le Gouvernement soutient que l?application de l?article 5 bis de la loi no?359 de 1992 en l?esp?ce ne soul?ve aucun probl?me au regard de la Convention.
76.??Le Gouvernement reconna?t que l?article 5 bis litigieux a ?t? inspir? par des raisons budg?taires?; il fait toutefois observer que, compte tenu de son caract?re provisoire, cette disposition a ?t? jug?e conforme ? la Constitution par la Cour constitutionnelle.
77.??Le Gouvernement fait observer que, d?apr?s la jurisprudence de la Convention et le droit italien, le principe de non r?troactivit? n?est pas absolu. En outre, la loi litigieuse s?expliquerait par le besoin de combler le vide l?gislatif cr?? par les arr?ts de la Cour constitutionnelle, qui avait annul? les lois du Parlement italien tendant ? modifier les crit?res de fixation d?indemnit?s d?expropriation, par rapport au crit?re de la valeur marchande tel que pr?vu par la loi no 2359 de 1865.
78.??La Cour r?affirme que si, en principe, il n?est pas interdit au pouvoir l?gislatif de r?glementer en mati?re civile, par de nouvelles dispositions ? port?e r?troactive, des droits d?coulant de lois en vigueur, le principe de la pr??minence du droit et la notion de proc?s ?quitable consacr?s par l?article?6 de la Convention s?opposent, sauf pour d?imp?rieux motifs d?int?r?t g?n?ral, ? l?ing?rence du pouvoir l?gislatif dans l?administration de la justice dans le but d?influer sur le d?nouement judiciaire du litige (Zielinski et Pradal & Gonzales c. France [GC], no 24846/94 et 34165/96 ? 34173/96, ? 57, CEDH 1999-VII?; Raffineries grecques Stran et Stratis Andreadis c. Gr?ce, arr?t du 9 d?cembre 1994, s?rie A no?301-B?; Papageorgiou c. Gr?ce, arr?t du 22 octobre 1997, Recueil des arr?ts et d?cisions 1997-VI).
79.??Dans le cas d?esp?ce, la Cour estime que, m?me si les proc?dures litigieuses n?ont pas ?t? annul?es en vertu de la loi no 359 de 1992, la loi en question a influenc? le d?nouement judiciaire du litige (Anagnostopoulos et autres c. Gr?ce, no 39374/98, ?? 20-21, CEDH 2000-XI), auquel l?Etat ?tait partie. En effet, l?article 5 bis inclut express?ment dans son champ d?application les proc?dures pendantes et fixe d?finitivement les termes du d?bat soumis aux juridictions de l?ordre judiciaire et ce, de mani?re r?troactive (paragraphe 52 ci-dessus). La Cour rel?ve que la cour d?appel de Reggio Calabria et la Cour de cassation n?ont pas omis de faire r?f?rence aux dispositions de la loi critiqu?e pour ?tayer leurs d?cisions. Ce faisant, elles ont modifi? au d?triment des int?ress?s, avec effet r?troactif, l?indemnisation ? laquelle ceux-ci pouvaient l?gitimement s?attendre au sens de la loi no 2359 de 1865 (voir paragraphes 17-18 ci-dessus), en vigueur au moment de l?introduction du recours en indemnisation devant les juridictions nationales. Par l?effet de l?application de l?article 5 bis, les requ?rants ont ?t? priv?s d?une partie substantielle de l?indemnisation ? laquelle ils pouvaient pr?tendre (paragraphes 29, 33 et 34 ci-dessus).
80.??De l?avis de la Cour, le fait que les juridictions nationales se soient fond?es sur la disposition critiqu?e pour d?cider de la question de l?indemnit? d?expropriation dont elles ?taient saisies, se traduit en une immixtion du pouvoir l?gislatif dans le fonctionnement du pouvoir judiciaire en vue d?influer sur le d?nouement du litige.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention.
III.??SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
81.??Les requ?rants all?guent une double violation de l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell??:
??Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes.??
82.??Les requ?rants all?guent d?une part avoir support? une charge disproportionn?e en raison du montant inad?quat de l?indemnit? d?expropriation.
83.??D?autre part, les requ?rants se plaignent de l?application r?troactive de l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992.
84.??Il n?est pas contest? que les int?ress?s ont ?t? priv?s de leur propri?t? conform?ment ? la loi, et que l?expropriation poursuivait un but l?gitime d?utilit? publique. D?s lors, c?est la seconde phrase du premier paragraphe de l?article 1 du Protocole no 1 qui s?applique en l?esp?ce (Mellacher et autres c. Autriche, arr?t du 19 d?cembre 1989, s?rie A no 169, ? 42).
A.??Sur le montant de l?indemnisation accord?e aux requ?rants
85.??Les requ?rants font observer que l?indemnit? qu?ils ont re?ue correspond ? 40 % de la valeur de leur bien. Selon eux, cela ne saurait ?tre consid?r? comme une indemnisation pr?sentant un rapport raisonnable avec la valeur du bien.
86.??A cet ?gard, les requ?rants observent que l?indemnit? d?expropriation qui leur a ?t? accord?e par les juridictions nationales correspond ? la moiti? de la valeur marchande du terrain. Ce montant a ensuite ?t? encore diminu? de 20 %, en raison de l?imp?t ? la source pr?vu par la loi no 413 de 1991.
87.??Par ailleurs, les requ?rants soulignent que l?abattement ult?rieur de 40?% pr?vu par l?article 5 bis, pour ceux qui s?opposent ? l?offre d?indemnisation, n?a pas ?t? appliqu? dans leur cas.
88.??Les requ?rants soutiennent qu?en l?esp?ce il n?y a aucune raison d?utilit? publique pouvant justifier une indemnisation inf?rieure ? la valeur marchande du terrain. A cet ?gard, les requ?rants all?guent que leur terrain a ?t? expropri? pour permettre ? une soci?t? coop?rative d?y construire des logements destin?s ? des particuliers et que ces derniers, conform?ment au droit interne (article 20 de la loi no 179 de 1992), seront libres cinq ans plus tard de revendre le logement au prix du march?. Cela signifie que l?expropriation du terrain des requ?rants a en r?alit? avantag? des particuliers.
89.??Les requ?rants font enfin observer qu?une longue p?riode s?est ?coul?e entre l?expropriation du terrain et la fixation d?finitive de l?indemnit?. Ils soulignent que la ville de Reggio Calabria n?a communiqu? l?offre d?indemnisation qu?en 1989, soit six ans apr?s le d?cret d?expropriation, et qu?? partir de cette date seulement, il a ?t? possible d?introduire un recours en opposition devant la cour d?appel.
90.??A la lumi?re de ces consid?rations, les requ?rants estiment avoir support? une charge excessive et demandent ? la Cour de constater la violation de l?article 1 du Protocole no 1.
91.??Le Gouvernement soutient que la situation d?nonc?e est compatible avec l?article 1 du Protocole no 1. Il observe que, dans le calcul d?une indemnit? d?expropriation, il faut rechercher un ?quilibre entre l?int?r?t priv? et l?int?r?t g?n?ral. Par cons?quent, l?indemnit? d?expropriation ad?quate peut ?tre inf?rieure ? la valeur marchande d?un terrain comme la Cour constitutionnelle l?a du reste reconnu (arr?ts no 283 du 16 juin 1993, no?80 du 7 mars 1996 et no 148 du 30 avril 1999).
92.??Se r?f?rant aux arr?ts de la Cour dans les affaires Les saints monast?res c. Gr?ce (arr?t du 9 d?cembre 1994, s?rie A no 301-A), Lithgow et autres c.?Royaume-Uni (arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102) et James et autres c.?Royaume-Uni (arr?t du 21 f?vrier 1986, s?rie A no 98), le Gouvernement soutient que la requ?te en question doit ?tre examin?e ? la lumi?re du principe selon lequel les causes d?utilit? publique (telles qu?une r?forme ?conomique ou une politique de justice sociale) peuvent militer pour un remboursement inf?rieur ? la pleine valeur marchande. Cela?s?inscrit, selon le Gouvernement, dans une volont? politique de mettre en ?uvre un syst?me d?passant le lib?ralisme classique du XIXe?si?cle. Tout se r?sume ? la question de savoir si l??cart entre la valeur marchande et l?indemnit? pay?e est raisonnable et justifi?.
93.??Le Gouvernement soutient que, ? compter de 1993, les requ?rants auraient pu obtenir une indemnit? de 40 % plus ?lev?e s?ils avaient accept? l?indemnit? d?expropriation offerte par l?administration. Il soutient ensuite que la valeur marchande du terrain a ?t? prise en compte dans le calcul effectu? par les juridictions internes, au sens de l?article 5 bis de la loi no?359 de 1992. Le Gouvernement observe qu?aux termes de cette disposition, la valeur marchande du terrain est temp?r?e par un autre crit?re, ? savoir la rente fonci?re calcul?e sur la valeur inscrite au cadastre.
94.??Le Gouvernement en conclut que le syst?me de calcul de l?indemnit? d?expropriation appliqu? en l?esp?ce n?est pas d?raisonnable et n?a pas rompu le juste ?quilibre.
95.??Quant au temps ?coul? entre l?expropriation et la fixation d?finitive de l?indemnit?, le Gouvernement observe que la proc?dure devant la cour d?appel de Reggio Calabria n?a ?t? introduite qu?en 1990, et estime que les requ?rants auraient pu engager l?action civile d?s 1983. Cela ?quivaut ? dire qu?ils ont contribu? eux-m?mes ? retarder le versement de l?indemnit?. En?outre, le Gouvernement fait observer que le pr?judice caus? par l??coulement du temps est r?par? par le versement d?int?r?ts.
96.??En conclusion, le Gouvernement demande ? la Cour de constater l?absence de violation de la disposition invoqu?e.
97.??La Cour rappelle qu?une mesure d?ing?rence dans le droit au respect des biens doit m?nager un ??juste ?quilibre?? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu (Sporrong et L?nnroth c. Su?de du 23 septembre 1982, s?rie A no?52, ? 69). Afin d?appr?cier si la mesure litigieuse respecte le juste ?quilibre voulu et notamment si elle ne fait pas peser sur les requ?rants une charge disproportionn?e, il y a lieu de prendre en consid?ration les modalit?s d?indemnisation pr?vues par la l?gislation interne. A cet ?gard, sans le versement d?une somme raisonnablement en rapport avec la valeur du bien, une privation de propri?t? constitue normalement une atteinte excessive qui ne saurait se justifier sur le terrain de l?article 1. Ce dernier ne garantit pourtant pas dans tous les cas le droit ? une compensation int?grale, car des objectifs l?gitimes ??d?utilit? publique?? peuvent militer pour un remboursement inf?rieur ? la pleine valeur marchande (Les saints monast?res c. Gr?ce, arr?t du 9 d?cembre 1994, s?rie A no 301-A, ?? 70-71).
98.??La Cour rel?ve que les requ?rants ont re?u en l?esp?ce l?indemnit? la plus favorable pr?vue par l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992. En effet, l?abattement ult?rieur de 40 % n?a pas ?t? appliqu? dans ce cas (paragraphes 33 et 37 ci-dessus).
99.??La Cour note ensuite que le prix d?finitif d?indemnisation fut fix? ? 82?890 ITL par m?tre carr? alors que la valeur marchande estim?e du terrain ?tait de 165?755 ITL par m?tre carr? (paragraphes 29, 33, 34 et 37 ci-dessus).
100.??En outre, ce montant a ?t? ult?rieurement r?duit de 20 % ? titre d?imp?t (paragraphe 38 ci-dessus).
101.??Enfin, la Cour ne perd pas de vue le laps de temps s??tant ?coul? entre l?expropriation et la fixation d?finitive de l?indemnit? (paragraphes 14 et 37 ci-dessus).
102.??Eu ?gard ? la marge d?appr?ciation que l?article 1 du Protocole no 1 laisse aux autorit?s nationales, la Cour consid?re le prix per?u par les requ?rants comme non raisonnablement en rapport avec la valeur de la propri?t? expropri?e (Papachelas c. Gr?ce [GC], no 31423/96, ? 49, CEDH 1999-II?; Platakou c. Gr?ce, no 38460/97, ? 54, CEDH 2001-I). Il s?ensuit que le juste ?quilibre a ?t? rompu.
103.??Partant, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
B.??Sur l?application de l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992
104.??Les requ?rants se plaignent ensuite de l?application ? leur cas de l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992, dont l?adoption est intervenue longtemps apr?s l?expropriation du terrain. En cons?quence, l?indemnisation ? laquelle ils pouvaient l?gitimement s?attendre, au sens de la loi no 2359 de 1865, a ?t? r?duite de 50%.
105.??Le Gouvernement soutient que l?application r?troactive de la disposition litigieuse ne pose aucun probl?me sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1. Il r?it?re les arguments invoqu?s aux paragraphes 75-77 ci-dessus.
106.??La Cour note que les griefs des requ?rants ? cet ?gard se confondent avec ceux qu?ils soul?vent sous l?angle de l?article 6 ? 1 de la Convention, pour ce qui est de l??quit? de la proc?dure. Eu ?gard ? la conclusion formul?e au paragraphe 80, elle n?estime pas n?cessaire de les examiner s?par?ment sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1.
IV.??SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
107.??Aux termes de l?article 41 de la Convention,
??Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable.??
A.??Dommage mat?riel
108.??Les requ?rants sollicitent?une somme correspondant ? la diff?rence entre l?indemnit? qu?ils auraient per?ue au sens de la loi no 2359 de 1865 et celle qui leur a ?t? accord?e en fonction de l?article 5 bis de la loi no 359 de 1992. Cette somme s??l?ve ? 123?815, 56 EUR par rapport ? 1983, l?ann?e de l?expropriation. La m?me somme assortie de l?int?r?t l?gal jusqu?en 2003 s??l?ve ? 405?891, 89 EUR. En indexant le capital en plus de l?int?r?t l?gal, cette somme s??l?ve ? 585?717,09 EUR.
109.??Les requ?rants r?clament en outre le remboursement de l?imp?t de 20% qui a ?t? appliqu? sur l?indemnit?, index? et assorti d?int?r?ts. Ce?montant s??l?ve ? 125?191, 83 EUR.
110.??Le Gouvernement ne se prononce pas.
111.??La Cour vient de constater que l?expropriation subie par les requ?rants satisfaisait ? la condition de l?galit? et n??tait pas arbitraire (paragraphe 84 ci-dessus). L?acte du gouvernement italien que la Cour a tenu pour contraire ? la Convention est une expropriation qui e?t ?t? l?gitime si une indemnisation raisonnable avait ?t? vers?e (paragraphe 102 ci-dessus). La Cour n?a pas non plus conclu ? l?ill?galit? de l?application de l?imp?t de 20 % en tant que telle (paragraphe 100 ci-dessus), mais a pris en compte cet ?l?ment dans l?appr?ciation de la cause. Enfin, la Cour a constat? la violation du droit ? un proc?s ?quitable des requ?rants en raison de l?application ? leur cas de l?article 5 bis.
112.??Compte tenu de ces ?l?ments, statuant en ?quit?, la Cour estime raisonnable d?accorder aux requ?rants la somme de 410?000 EUR.
B.??Dommage moral
113.??Les requ?rants estiment ? 6?000 EUR la r?paration du pr?judice moral subi par chacun d?eux en raison de la dur?e de la proc?dure et ? 6?500 EUR la r?paration du pr?judice moral r?sultant de l?iniquit? du proc?s et de l?atteinte ? leur droit au respect des biens. Au total, les requ?rants r?clament donc 50?000 EUR au titre du pr?judice moral.
114.??Le Gouvernement ne se prononce pas.
115.??Compte tenu des circonstances de la cause, la Cour ne s?estime pas suffisamment ?clair?e sur les crit?res ? appliquer pour ?valuer le pr?judice moral subi par les requ?rants et consid?re d?s lors que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. Partant, il y a lieu de r?server la question et de fixer la proc?dure ult?rieurement, en tenant compte de l??ventualit? d?un accord entre l?Etat d?fendeur et les requ?rants (article 75 ? 1 du r?glement).
C.??Frais et d?pens
116.??Factures ? l?appui, les requ?rants r?clament?17?905, 99 EUR pour les frais et d?pens encourus dans les proc?dures devant les juridictions nationales, dont 3?060 EUR pour la proc?dure institu?e dans le cadre de la loi ??Pinto??.
Pour ce qui est des frais encourus dans la proc?dure devant la Cour, les requ?rants pr?sentent une note d?honoraires et frais r?dig?e sur la base du bar?me national et sollicitent le remboursement de 46?207, 58 EUR, dont 2?207, 58 pour frais, taxe sur la valeur ajout?e (TVA) en sus.
117.??Le Gouvernement ne se prononce pas.
118.??La Cour estime qu?il y a lieu de r?server la question et de fixer la proc?dure ult?rieurement.
D.??Int?r?ts moratoires
119.??La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR,
1.??Rejette, ? l?unanimit?, l?exception pr?liminaire du Gouvernement?;
2.??Dit, ? l?unanimit?, qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention?en raison de la dur?e de la proc?dure ;
3.??Dit, ? l?unanimit?, qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention?en raison de l?absence d??quit? de la proc?dure?;
4.??Dit, ? l?unanimit?, qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1?;
5.??Dit, ? l?unanimit?,
a)??que l?Etat d?fendeur doit verser aux requ?rants, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif, conform?ment ? l?article?44???2 de la Convention, les sommes suivantes?:
i.??410?000 EUR (quatre cent dix mille euros) pour dommage mat?riel?;
ii.??tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t sur ladite somme?;
b)??qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage?;
6.??Dit, par 6 voix contre 1, que la question de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat pour le dommage moral relatif aux violations constat?es ainsi que pour les frais et d?pens support?s devant les juridictions nationales pour rem?dier auxdites violations et que pour les frais encourus dans la proc?dure devant la Cour.
7.??Rejette, ? l?unanimit?, la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 29 juillet 2004 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Santiago Quesada?Christos Rozakis?
?Greffier adjoint de section?Pr?sident

ARR?T SCORDINO? c. ITALIE (N? 1)

ARR?T SCORDINO? c. ITALIE (N?1)?

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 23/06/2024