AFFAIRE MATTEONI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MATTEONI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli:
Numero: 65687/01/2008
Stato: Italia
Data: 2008-07-17 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

PRIMA SEZIONE
CAUSA MATTEONI C. ITALIA
( Richiesta no 65687/01)
SENTENZA
STRASBURGO
17 luglio 2008
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Matteoni c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
Christos Rozakis, presidente,
Nina Vajic,
Anatoly Kovler,
Vladimiro Zagrebelsky,
Elisabetta Steiner,
Khanlar Hajiyev,
Giorgio Malinverni, giudici,
e di S?ren Nielsen, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 23 settembre 2004 e il 26 giugno 2008,
Rende la sentenza che ha, adottata in questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 65687/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui cinque cittadini di questo Stato, i Sigg. R. M., O. M., F. M., S. M. e R. M. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 19 gennaio 2001 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati da F. G., avvocato a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. R. Adam, e dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. I richiedenti adducevano una violazione ingiustificata al loro diritto al rispetto dei beni.
4. Con una decisione del 23 settembre 2004, la camera ha dichiarato la richiesta parzialmente ammissibile.
5. Tanto i richiedenti che il Governo hanno depositato delle osservazioni scritte complementari (articolo 59 ? 1 dell’ordinamento).
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
6. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1930, 1924, 1929, 1959 e 1953 e risiedono a Roma. I tre primi richiedenti ed il padre dei due ultimi richiedenti erano proprietari di un terreno edificabile ubicato a Roma.
A. L’espropriazione del terreno
7. Con un’ordinanza dell? 8 gennaio 1975, l’amministrazione regionale autorizz? l’ufficio delle abitazioni ad affitto moderato (“I.A.C.P. “) ad occupare di emergenza 104 560 metri quadrati del terreno dei richiedenti in vista di costruire delle abitazioni.
8. Con un’ordinanza del 21 agosto 1979, notificata ai richiedenti il 20 dicembre 1979, il terreno dei richiedenti fu formalmente espropriato.
9. Il 24 maggio 1983, in applicazione della legge no 385 di 1980, l’I.A.C.P. offr? un acconto sull’indennit? di espropriazione determinato come se si fosse trattato di un terreno agricolo, sotto riserva della determinazione dell’indennizzo definitivo dopo l’adozione di una legge che stabiliva dei nuovi criteri di indennizzo per i terreni edificabili.
10. Con la sentenza no 223 del 15 luglio 1983, la Corte costituzionale dichiar? incostituzionale la legge no 385 di 1980, al motivo che questa sottoponeva l’indennizzo all’adozione di una legge futura. Conformemente a questa sentenza, la legge no 2359 di 1865 secondo la quale l’indennit? di espropriazione di un terreno corrispondeva al valore commerciale di questo, espose di nuovo i suoi effetti.
B. Il procedimento impegnato in vista dell’ottenimento dell’indennit? di espropriazione
11. Con un atto notificato il 22 dicembre 1983, i richiedenti citarono l’I.A.C.P. dinnanzi alla corte di appello di Roma, contestando l’importo offerto a titolo di indennit? di espropriazione.
12. Con una sentenza del 21 gennaio 1987, la corte di appello di Roma dichiar? il ricorso inammissibile per tardivit?.
13. Con un atto notificato il 25 novembre 1987, i richiedenti citarono la municipalit? di Roma e l’I.A.C.P. dinnanzi al tribunale civile di Roma, facendo valere il loro diritto ad un’indennit? corrispondente al valore commerciale del terreno, ai sensi della legge no 2359 del 1865.
14. Con una decisione del 10 dicembre 1990, il tribunale di Roma si dichiar? incompetente ed indic? che il ricorso doveva essere introdotto dinnanzi alla corte di appello di Roma.
15. Con un atto notificato il 7 ottobre 1991, i richiedenti citarono la municipalit? di Roma e l’I.A.C.P. dinnanzi alla corte di appello di Roma.
16. L?8 agosto 1992, la legge no 359 del 1992 entr? in vigore. Questa legge contemplava dei nuovi criteri per calcolare l’indennit? di espropriazione dei terreni edificabili. Questa legge si applicava espressamente ai procedimenti in corso.
17. Il 20 giugno 1995, la corte di appello di Roma, stimando che non era competente per venire a conoscenza della causa, rese un’ordinanza con la quale invest? la Corte di cassazione dell?istanza di competenza (“regolamento di competenza”).
18. Con una sentenza del 24 gennaio 1998, la Corte di cassazione indic? che il ricorso doveva essere introdotto dinnanzi alla corte di appello di Roma.
19. Il 16 gennaio 1997, il padre del quarto e del quinto richiedente era ceduto nel frattempo, a questi ultimi il credito nei confronti delle autorit? italiane. Il 3 febbraio 1997 poi decedette.
20. Con gli atti notificati il 28 e il 29 maggio 1998, i richiedenti citarono la municipalit? di Roma e l’I.A.C.P. dinnanzi alla corte di appello di Roma.
21. Secondo il perito designato dalla corte di appello, il valore commerciale del terreno in data dell’espropriazione (agosto 1979) era di 75 248 ITL per metro quadrato.
22. Secondo il perito designato dai richiedenti, il valore del terreno all’epoca di riferimento era di 86 222 ITL per metro quadrato.
23. Infine, secondo il perito della parte convenuta, il valore del terreno all’epoca di riferimento era di 29 473 ITL per metro quadrato. Questo perito si basava su una perizia depositata nella cornice di un procedimento differente, concernente un terreno similare appartenente a terzi ed espropriato dalla stessa ordinanza. Ne risultava che il valore dei 104 560 metri quadrati espropriati era, nel 1979, di 3 081 696 880 ITL, o 1 591 563,61 EUR.
24. Con una decisione del 14 ottobre 1998, la corte di appello di Roma consider? il valore del terreno indicato dal perito designato dalla municipalit? di Roma. Poi, dichiar? che i richiedenti avevano diritto ad un’indennit? di espropriazione calcolata secondo l’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992. La corte stim? poi che, sull’indennit? cos? determinata, non c’era luogo di applicare l’abbattimento del 40% previsto dalla legge nei casi in cui l’espropriato non avesse concluso un accordo di cessione del terreno (cessione volontaria) dato che nello specifico, al momento dell’entrata in vigore della legge, l’espropriazione aveva gi? avuto luogo .
25. In conclusione, la corte di appello accord? un’indennit? di espropriazione di 1 550 258 840 ITL, o 800 641,87 EUR. Di questa somma c’era luogo di dedurre l’acconto gi? versato 36 466 400 ITL (o 18 833,32 EUR) pi? interessi. Accord? inoltre un’indennit? per il periodo di occupazione del terreno precedente l’espropriazione.
26. Risulta dalla pratica che, nella determinazione dell’importo di questa indennit?, fu commesso un errore di calcolo.
27. I richiedenti ricorsero in cassazione, contestando in particolare l’importo accordato a titolo di indennizzo, per effetto dell’applicazione della legge no 359 del 1992. Inoltre, si lamentavano di un errore di calcolo a loro discapito.
28. Con una sentenza del 20 agosto 2000, la Corte di cassazione respinse il ricorso dei richiedenti. In quanto al motivo d? appello derivato dall’errore di calcolo, la Corte di cassazione ne prese nota, ma consider? che si trattava di un errore di fatto, che usciva dalla sua competenza, e che la somma che risultava da questo errore era ad ogni modo, molto modesta.
29. Risulta dalla pratica che l’indennit? di espropriazione accordata ai richiedenti fu sottoposta ad un’imposta alla sorgente del 20%, conformemente alla legge no 413 del 1991.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNI PERTINENTI
30. Il diritto e la pratica interni applicabili all’epoca dei fatti cos? come altre disposizioni pertinenti si trovano descritti nella sentenza Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 47-74, CEDH 2006…).
31. Con la sentenza no 348 del 22 ottobre 2007, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’articolo 5bis del decreto no 333 del 1992, come modificato dalla legge no 359 del 1992, in quanto ai criteri utilizzati per calcolare l’importo dell’indennizzo. La Corte costituzionale ha indicato anche al legislatore i criteri da prendere in conto per un’eventuale nuova legge, facendo riferimento al valore venale del bene.
32. La legge delle finanze no 244 del 24 dicembre 2007 ha stabilito che l’indennit? di espropriazione per un terreno edificabile deve corrispondere al valore venale del bene. Quando l’espropriazione rientra nella cornice di una riforma economica e sociale, una riduzione del 25% sar? applicata. Questa disposizione ? applicabile a tutti i procedimenti di espropriazione in corso al 1 gennaio 2008, salvo quelli in cui la decisione sull’indennit? di espropriazione ? stata accettata o ? diventata definitiva.
IN DIRITTO
I. SULL’ECCEZIONE PRELIMINARE DEL GOVERNO
33. Nelle sue osservazioni sul merito, il Governo ha sostenuto che richiesta ? stata introdotta tardivamente, nella misura in cui i richiedenti si lamentano che l’indennit? di espropriazione sia stata calcolata in funzione della legge no 359 del 1992. Secondo il Governo, il termine di sei mesi contemplati all’articolo 35 della Convenzione ? cominciato a decorrere l? 8 agosto 1992, o in data dell’entrata in vigore di questa legge. In ‘appoggio alle sue affermazioni, il Governo cita la causa Miconi c. Italia (d?c.), no 66432/01, 6 maggio 2004.
34. I richiedenti non hanno preso posizione su questo punto.
35. La Corte ricorda che ai termini dell’articolo 55 del suo ordinamento, “se la Parte contraente convenuta intende sollevare un’eccezione di inammissibilit?, deve farlo, per quanto la natura dell’eccezione e le circostanze lo permettano, nelle osservazioni scritte od orali sull’ammissibilit? della richiesta .” Ora, risulta dalla pratica che questa condizione non si trova assolta nello specifico. C’? dunque decadenza.
36. Ad ogni modo, la Corte ha respinto questo tipo di eccezione in parecchie cause (vedere, tra altri, Mason ed altri c. Italia, no 43663/98, ?? 47-48, 17 maggio 2005, Donati c,. Italia (d?c.), no 63242/00, 13 maggio 2004; Chir? c. Italia no 2 (d?c.), no 65137/01, 27 maggio 2004). Non vede nessuno motivo di deroga alle sueprecedenti conclusioni e respinge dunque l’eccezione in questione.
37. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che c’? luogo di respingere l’eccezione del Governo.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
38. I richiedenti pretendono di avere sopportato un carico sproporzionato a ragione dell’importo inadeguato dell’indennit? di espropriazione, calcolata secondo i criteri enunciati all’articolo 5bis della legge no 359 del 1992. Adducono la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 che ? formulato cos?:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’esistenza di un’ingerenza nel diritto di propriet?
39. Le parti si accordano nel dire che c’? stata “privazione di beni” al senso della seconda frase del primo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
40. La Corte deve ricercare se l’ingerenza denunciata si giustifica sotto l’angolo di questa disposizione.
B. Sulla giustificazione dell’ingerenza nel diritto di propriet?
41. come ha precisato a pi? riprese, la Corte ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 contiene tre norme distinte: “la prima che si esprime nella prima frase del primo capoverso e riveste un carattere generale, enuncia il principio del rispetto della propriet?; la seconda, figurando nella seconda frase dello stesso capoverso, prevede la privazione di propriet? e la sottopone a certe condizioni; in quanto alla terza, registrata nel secondo capoverso, riconosce agli Stati il potere, tra altri, di regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale. Non si tratta per tanto di regole prive di rapporto tra esse. La seconda e la terza hanno fatto riferimento agli esempi particolari violazioni al diritto di propriet?; quindi, si devono interpretare alla luce del principio consacrato dalla prima” (vedere, tra altri, la sentenza James ed altri c. Regno Unito, 21 febbraio 1986, serie A no 98, pp. 29-30, ? 37 che riprende in parte i termini dall’analisi che la Corte ha sviluppato nella sua sentenza Sporrong e L?nnroth c. Svezia, 23 settembre 1982, serie A no 52, p. 24, ? 61; vedere anche le sentenze I Santi Monasteri c. Grecia, 9 dicembre 1994, serie A no 301-a, p. 31, ? 56, Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 55, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 106, CEDH 2000-I).
1. “Prevista dalla legge” e “a causa di utilit? pubblica”
42. Non ? contestato che gli interessati sono stati privati della loro propriet? conformemente alla legge e che l’espropriazione inseguiva un scopo legittimo di utilit? pubblica.
2. Proporzionalit? dell’ingerenza
a) Tesi delle parti
43. I richiedenti sostengono di avere subito una violazione sproporzionata al loro diritto al rispetto dei beni. A questo riguardo, mettono in causa l’importo dell’indennit? che risulta dall’applicazione della legge no 359 del 1992 e fanno valere che l’indennit? calcolata conformemente a questa legge corrisponde a meno della met? del valore commerciale del terreno. Inoltre, sottolineano che un’imposta alla sorgente del 20% ? stata applicata sull’importo accordato dalle giurisdizioni nazionali, cos? che l’indennit? ? stata ridotta nuovamente.
44. Il Governo reitera gli argomenti sollevati in cause similari (vedere particolarmente Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 88-92, CEDH 2006 -.. ) che si possono riepilogare come segue.
45. La legge no 359 del 1992 non avrebbe potuto essere applicata in modo retroattivo, ma immediatamente, il che costituisce la regola generale in un Stato di diritto. Peraltro, l’articolo 5bis ? stato ispirato da ragioni di bilancio. Tenuto conto del suo carattere provvisorio, questa disposizione, nel 1993, ? stata giudicata dalla Corte costituzionale come conforme alla Costituzione.
46. Per quanto riguarda l’importo che ? stato calcolato in funzione di questa legge, anche se l’indennit? controversa ? inferiore al valore commerciale del terreno, questo importo deve essere considerato come adeguato, visto il margine di valutazione lasciato agli Stati in questa campo. Inoltre, il “valore commerciale” di un bene ? una nozione imprecisa ed incerta che dipende da numerose variabili ed ? di natura essenzialmente soggettiva.
47. Ad ogni modo, alla vista delle sentenze Lithgow ed altri c. Regno Unito, del 8 luglio 1986, serie Ha no 102 e James ed altri c. Regno Unito, del 21 febbraio 1986, serie A no 98, la richiesta in questione deve essere esaminata alla luce del principio secondo il quale la Convenzione non impone un indennizzo corrispondente al pieno valore commerciale del bene. Un indennizzo che ha un rapporto ragionevole di proporzionalit? col valore del bene basta affinch? il giusto equilibrio non venga rotto.
48. In quanto alle specificit? del caso specifico, il Governo sostiene infine che i richiedenti non hanno dovuto sopportare nessuno carico derogatorio, visto che avevano la possibilit? di fare correggere un errore materiale che avrebbe portato loro una somma supplementare, ed essi non l’hanno utilizzata.
49. Pertanto, chiede alla Corte di concludere alla non-violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
b) Valutazione della Corte
50. La Corte ricorda che in numerosi casi di espropriazione lecita, come l’espropriazione di un terreno in vista della costruzione di una strada o ad altri fini di “utilit? pubblica”, solo un indennizzo integrale pu? essere considerato come ragionevolmente in rapporto col valore del bene (Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ? 96, CEDH 2006 -.. ; Stornaiuolo c. Italia, no 52980/99, ?? 61 e 66, 8 agosto 2006; Mason ed altri c. Italia (soddisfazione equa), no 43663/98, ? 37, 24 luglio 2007). Questa regola non ? tuttavia senza eccezione (Ex-re di Grecia ed altri c. Grecia [GC] (soddisfazione equa), no 25701/94, ? 78) dato che degli obiettivi legittimi “di utilit? pubblica”, come perseguiti da misure di riforma economica o di giustizia sociale, possono militare per un rimborso inferiore al pieno valore commerciale (James ed altri c. Regno Unito, sentenza del 21 febbraio 1986, serie A no 98, p. 36, ? 54).
51. La Corte rinvia alla sentenza Scordino c. Italia, no 1 (precitata, ?? 93-98) per la ricapitolazione dei principi pertinenti e per un’idea della sua giurisprudenza in materia.
52. Nello specifico, siccome ? gi? stabilito che l’ingerenza controversa soddisfaceva alla condizione di legalit? e non era arbitraria, un risarcimento che non ? integrale non rende illegittima in s? la confisca da parte dello stato dei beni dei richiedenti (Scordino c. Italia (no1), sentenza precitata, ? 99; mutatis mutandis, Ex-re della Grecia ed altri, sentenza precitata, ? 78). Quindi, resta da ricercare se, nella cornice di una privazione di propriet? lecita, i richiedenti hanno dovuto sopportare un carico sproporzionato ed eccessivo.
53. La Corte constata che l’indennizzo accordato ai richiedenti ? stato calcolato in funzione dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992. Nota che questi criteri si applicano qualunque sia il lavoro pubblico da realizzare ed il contesto dell’espropriazione. Ricorda che non ha per compito di controllare in astratto la legislazione controversa; deve limitarsi per quanto possibile ad esaminare i problemi sollevati dai richiedenti per il caso di cui ? stata investita. A questo fine, deve, nello specifico, dedicarsi alla legge suddetta nella misura in cui i richiedenti risentono delle ripercussioni di questa sui loro beni (I Santi Monasteri c. Grecia, sentenza precitata, ? 55).
54. Nello specifico, l’importo definitivo dell’indennizzo fu fissato a 1 550 258 840 ITL (o 800 641,87 EUR) mentre il valore commerciale del terreno stimato in data dell’espropriazione e considerato dalle giurisdizioni nazionali era di 3 081 696 880 ITL (o 1 591 563,61 EUR) (paragrafi 23 e 25 sopra). Ne risulta che l’indennit? di espropriazione ? largamente inferiore al valore commerciale del bene in questione. Questo importo ? stato inoltre ridotto ulteriormente a ragione della tassazione alla sorgente pari al 20% (paragrafo 29 sopra).
55. Si tratta nello specifico di un caso di espropriazione isolata che non si trova in un contesto di riforma economica, sociale o politica e non si ricollega a nessuna altra circostanza particolare. Di conseguenza, la Corte non vede nessuno obiettivo legittimo “di utilit? pubblica” che possa giustificare un rimborso inferiore al valore commerciale.
56. Avuto riguardo all’insieme delle considerazioni che precedono, la Corte stima che l’indennizzo accordato ai richiedenti non era adeguato, visto il suo importo ridotto e la mancanza di ragioni di utilit? pubblica che possano legittimare un indennizzo inferiore al valore commerciale del bene. Ne segue che i richiedenti hanno dovuto sopportare un carico sproporzionato ed eccessivo che non pu? essere giustificato da un interesse generale legittimo perseguito dalle autorit?.
57. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
III. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE IN RAGIONE DELLA MANCANZA DI EQUIT? DEL PROCEDIMENTO
58. I richiedenti adducono che l’adozione e l’applicazione dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992 al loro procedimento costituisce un’ingerenza legislativa contraria al loro diritto ad un processo equo come garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“1. Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
59. Reiterando i suoi argomenti nella causa Scordino (Scordino c. Italia (no 1), precitata, ?? 118-125) il Governo contesta che la nuova legge abbia avuto un’applicazione retroattiva, e sostiene che in ogni caso, la Convenzione non vieta la retroattivit? delle leggi. Poi, l’applicazione della legge controversa non sarebbe stata pregiudizievole per i richiedenti. La legge criticata dai richiedenti ? una legge di bilancio e si iscrive in un processo politico che tende a superare i principi di un’economia liberale. Sotto questa prospettiva, la dichiarazione di incostituzionalit? del 1983 avrebbe creato “un vuoto”, poich? il fatto che la legge del 1865 riorganizzasse i suoi effetti non corrispondeva a questo programma politico. Secondo questo punto di vista, l’articolo 5 bis avrebbe colmato una lacuna dunque. Infine, l’articolo 5 bis non ? stato adottato per influenzare la conclusione del procedimento intentato dai richiedenti.
60. In conclusione, l’applicazione della disposizione controversa alla causa dei richiedenti non solleverebbe nessuno problema nei confronti della Convenzione. In appoggio delle sue tesi, il Governo si riferisce specificamente alle sentenze Forrer-Niedenthal c. Germania (no 47316/99, 20 febbraio 2003, OGIS-istituto Stanislas, OGEC Santo-gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia, numero 42219/98 e 54563/00, 27 maggio 2004, e B?ck c. Finlandia, no 37598/97, CEDH 2004-VIII).
61. La Corte riafferma che se, in principio, non ? vietato al potere legislativo regolamentare in materia civile, con nuove disposizioni a portata retroattiva, dei diritti derivanti da leggi in vigore, il principio della preminenza del diritto e la nozione di processo equo consacrato dall’articolo 6 della Convenzione si oppone, salvo che per gli imperiosi motivi di interesse generale, all’ingerenza del potere legislativo nell’amministrazione della giustizia alo scopo di influire sulla conclusione giudiziale della controversia (Zielinski e Pradal & Gonzales c. Francia [GC], numero 24846/94 e 34165/96 a 34173/96, ? 57, CEDH 1999-VII; Raffinerie greche Stran e Stratis Andreadis c. Grecia, sentenza del 9 dicembre 1994, serie A no 301-B; Papageorgiou c. Grecia, sentenza del 22 ottobre 1997, Raccolta 1997-VI).
62. La Corte osserva che prima dell’entrata in vigore dell’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992, avuto riguardo alle sentenze rese dalla Corte costituzionale italiana, la legge applicabile al caso specifico era la legge no 2359 del 1865 che contemplava, nel suo articolo 39, il diritto di essere indennizzato a concorrenza del pieno valore commerciale del bene. Conformemente alla disposizione criticata, i richiedenti hanno subito una diminuzione sostanziale del loro indennizzo. A questo riguardo, la Corte ricorda che ha appena constatato che l’indennizzo accordato ai richiedenti non era adeguato, visto il suo importo ridotto e la mancanza di ragioni di utilit? pubblica che potessero giustificare un indennizzo cos? inferiore al valore commerciale del bene (paragrafi 56 e 57 sopra).
63. Modificando il diritto applicabile agli indennizzi che risultano dalle espropriazioni in corso ed ai procedimenti giudiziali pendenti relativi, eccetto quelli in cui il principio dell’indennizzo ? stato oggetto di una decisione irrevocabile, l’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992 ha applicato un nuovo regime di indennizzo ai fatti dannosi che erano anteriori alla sua entrata in vigore ed aveva dato gi? adito a crediti di risarcimento -ed anche ai procedimenti pendenti in questa data-, producendo cos? un effetto retroattivo.
64. Probabilmente l’applicabilit? di una legge agli indennizzi in corso ed ai procedimenti pendenti non potrebbe di per s? , costituire un problema nei confronti della Convenzione, non essendo il legislatore , in principio, impossibilitato ad intervenire in materia civile per modificare immediatamente lo stato del diritto con una legge applicabile (OGIS-istituto Stanislas, OGEC Santo-gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia, numero 42219/98 e 54563/00, ? 61, 27maggio 2004; Zielinski e Pradal & Gonzalez ed altri c. Francia [GC], numero 24846/94 e da 34165/96 a 34173/96, ? 57, CEDH 1999-VII).
65. Per?, nello specifico, l’articolo 5 bis ha annullato semplicemente in modo retroattivo una parte essenziale dei crediti di indennizzo, di importi elevati, che i proprietari di terreni espropriati, come i richiedenti, avrebbero potuto richiedere agli esproprianti. A questo riguardo, la Corte ricorda che ha appena constatato che l’indennizzo accordato ai richiedenti non era adeguato, visto il suo importo ridotto e la mancanza di ragioni di utilit? pubblica che potessero giustificare un indennizzo inferiore al valore commerciale del bene (Scordino c. Italia (no 1), precitata, ??126-131).
66. Per la Corte, il Governo non ha dimostrato che le considerazioni invocate da lui -ossia delle considerazioni di bilancio e la volont? del legislatore di mettere in opera una programma politico-permettevano di fare risultare l’ “interesse generale evidente ed imperioso” richiesto per giustificare l’effetto retroattivo che ha riconosciuto nelle cause citate dal Governo (paragrafo 60 sopra).
67. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
IV. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
68. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
69. I richiedenti richiedono una somma corrispondente alla differenza tra il valore commerciale del terreno al momento dell’espropriazione e l’indennit? ottenuta conformemente all’articolo 5 bis della legge no 359 del 1992, ivi compresa la somma prelevata a titolo di imposta, pi? l’indicizzazione e gli interessi. Inoltre, sollecitano una somma che possa indennizzarli per il periodo di occupazione lecita del terreno, anteriore all’ordinanza di espropriazione.
70. Chiedono alla Corte di ordinare una perizia per determinare il valore del loro terreno. Nel caso in cui la Corte decidesse di basarsi sulle perizie inserite nella pratica, i richiedenti indicano la loro preferenza per la stima fatta dal loro perito (paragrafo 22 sopra) in secondo luogo per quella del perito commesso d? ufficio (paragrafo 21 sopra) e, sussidiariamente, per quella considerata dalle giurisdizioni nazionali (paragrafo 23 sopra).
71. In quanto al danno morale, i richiedenti sollecitano il versamento di una somma globale di 800 000 EUR.
72. Il Governo osserva che una perizia ordinata dalla Corte sarebbe, nello specifico, manifestamente inutile, poich? il valore del bene all’epoca dell’espropriazione ? stata gi? stabilito durante il procedimento nazionale. Secondo lui, nessuna somma ? dovuta ai richiedenti. Ad ogni modo, l’indicizzazione delle somme richieste non potrebbe essere presa in considerazione. Inoltre, i calcoli sottomessi dai richiedenti concernenti l’indennit? di occupazione legittima sarebbero eccessivi.
73. In quanto al danno morale, il Governo sostiene che la constatazione di violazione costituisce nello specifico un risarcimento sufficiente e sostiene che le somme richieste siano eccessive.
74. A proposito del danno materiale, la Corte ricorda che una sentenza che constata una violazione provoca per lo stato convenuto l’obbligo giuridico di mettere un termine alla violazione e di cancellane le conseguenze in modo da ristabilire tanto quanto si pu? fare la situazione anteriore a questa (Iatridis c. Grecia (soddisfazione equa) [GC], no 31107/96, ? 32, CEDH 2000-XI).
75. Nello specifico, la Corte ha detto che l’ingerenza nel diritto al rispetto dei beni dei richiedenti soddisfaceva la condizione di legalit? e non era arbitraria (paragrafi 40 e 53 sopra). L’atto del governo italiano che ha ritenuto contrario alla Convenzione era un’espropriazione che sarebbe stata legittima se un indennizzo adeguato fosse stato versato. Inoltre, la Corte ha constatato che l’applicazione retroattiva dell’articolo 5bis della legge no 359 del 1992 aveva privato il richiedente della possibilit? offerta dall’articolo 39 della legge no 2359 del 1865, applicabile nello specifico, di ottenere un indennizzo pari al valore commerciale del bene (paragrafi 56-57 sopra).
76. Ispirandosi ai criteri generali enunciati nella sua giurisprudenza relativa all’articolo 1 del Protocollo no 1( Scordino c. Italia, no 1, precitata, ?? 93-98; Stornaiuolo c. Italia, no 52980/99, ? 61, 8 agosto 2006; Mason ed altri c. Italia (soddisfazione equa), no 43663/98, ? 38, 24 luglio 2007) la Corte stima che l’indennit? di espropriazione adeguata nello specifico avrebbe dovuto corrispondere al valore commerciale del bene al momento della privazione di questo.
77. Accorda di conseguenza una somma corrispondente alla differenza tra i valori commerciali del terreno nel 1979, epoca dell’espropriazione (1 591 563,61 EUR) come ritenuta dalla corte di appello (paragrafi 24-25 sopra) e l’indennit? ottenuta a livello nazionale (800 641,87 EUR) al netto della tassazione (vedere paragrafi 26-30 sopra) pi? indicizzazione ed interessi suscettibili a compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo trascorso dall’espropriazione del terreno. Agli occhi della Corte, questi interessi devono corrispondere all’interesse legale semplice applicato sul capitale progressivamente rivalutato. In quanto all’imposta del 20% applicata all’indennit? di espropriazione, la Corte ha preso in conto questo elemento nella valutazione della causa (Scordino c. Italia (no 1), precitato, ? 258).
78. Tenuto conto di questi elementi, la Corte stima ragionevole accordare ai richiedenti somma di 5 500 000 EUR, ottenuti applicando i criteri enunciati al paragrafo 77 sopra, per danno materiale, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta su questa somma.
79. In quanto al danno morale, nelle circostanze dello specifico, la Corte stima che questo viene riparato sufficientemente dalla constatazione di violazione ( mutatis mutandis, Housing Association of War Disabled et Victims of War of Attica ed altri c. Grecia (soddisfazione equa) no 35859/02, ? 32, 27 settembre 2007,).
B. Oneri e spese
80. I richiedenti chiedono di essere rimborsati degli oneri sostenuti nel procedimento dinnanzi alla Corte. Presentano una nota di parcella e di oneri redatta sulla base della tabella nazionale e sollecitano il rimborso di 153 135 EUR di cui 151 800 EUR per parcella, pi? tassa sul valore aggiunto (IVA) e contributi alla cassa di previdenza degli avvocati (CAP).
81. Il Governo si rimette alla saggezza della Corte, pure sottolineando che la somma chiesta ? derogatoria ed ingiustificate.
82. Secondo la giurisprudenza stabilita della Corte, il sussidio di oneri e spese a titolo dell’articolo 41 presuppone che si trovino stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso. Inoltre, gli oneri di giustizia sono recuperabili solamente nella misura in cui si riferiscono alla violazione constatata (vedere, per esempio, Beyeler c. Italia (soddisfazione equa) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 maggio 2002; Sahin c. Germania [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII).
83. La Corte ha appena accertato la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 la violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, ammettendo cos? le tesi dei richiedenti. La Corte non dubita della necessit? degli oneri richiesti n? che siano stati sostenuti effettivamente a questo titolo, trova per? eccessiva la parcella rivendicata. Considera dal momento che c?? luogo di rimborsarne solo in parte . Tenuto conto delle circostanze della causa, la Corte assegna ai richiedenti 10 000 EUR in totale, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta da essi su questa somma.
C. Interessi moratori
84. La Corte giudica appropriato ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Respinge l’eccezione preliminare del Governo;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 a ragione dell’applicazione nello specifico dell’articolo 5bis della legge no 359 del 1992;
4. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare ai richiedenti, nei tre mesi [a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione], le seguenti somme:
i. 5 500 000 EUR (cinque milioni cinque centomila euro) pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta, per danno materiale,;
ii. 10 000 EUR (diecimila euro) pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta per oneri e spese;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
5. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 17 luglio 2008, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

PREMI?RE SECTION
AFFAIRE MATTEONI c. ITALIE
(Requ?te no 65687/01)
ARR?T
STRASBOURG
17 juillet 2008
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Matteoni c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l’homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Christos Rozakis, pr?sident,
Nina Vajic,
Anatoly Kovler,
Vladimiro Zagrebelsky,
Elisabeth Steiner,
Khanlar Hajiyev,
Giorgio Malinverni, juges,
et de S?ren Nielsen, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 23 septembre 2004 et 26 juin 2008,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 65687/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont cinq ressortissants de cet Etat, MM. R. M., O. M., F. M., S. M. et R. M. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 19 janvier 2001 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l’homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me F. G., avocat ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. R. Adam, et par son coagent, M. F. Crisafulli.
3. Les requ?rants all?guaient une atteinte injustifi?e ? leur droit au respect des biens.
4. Par une d?cision du 23 septembre 2004, la chambre a d?clar? la requ?te partiellement recevable.
5. Tant les requ?rants que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites compl?mentaires (article 59 ? 1 du r?glement).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
6. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1930, 1924, 1929, 1959 et 1953 et r?sident ? Rome. Les trois premiers requ?rants et le p?re des deux derniers requ?rants ?taient propri?taires d’un terrain constructible sis ? Rome.
A. L’expropriation du terrain
7. Par un arr?t? du 8 janvier 1975, l’administration r?gionale autorisa le bureau des habitations ? loyer mod?r? (? I.A.C.P. ?) ? occuper d’urgence 104 560 m?tres carr?s du terrain des requ?rants en vue d’y construire des habitations.
8. Par un arr?t? du 21 ao?t 1979, notifi? aux requ?rants le 20 d?cembre 1979, le terrain des requ?rants fut formellement expropri?.
9. Le 24 mai 1983, en application de la loi no 385 de 1980, le I.A.C.P. offrit un acompte sur l’indemnit? d’expropriation d?termin? comme s’il s’agissait d’un terrain agricole, sous r?serve de la fixation de l’indemnisation d?finitive apr?s l’adoption d’une loi ?tablissant de nouveaux crit?res d’indemnisation pour les terrains constructibles.
10. Par l’arr?t no 223 du 15 juillet 1983, la Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnelle la loi no 385 de 1980, au motif que celle-ci soumettait l’indemnisation ? l’adoption d’une loi future. En cons?quence de cet arr?t, la loi no 2359 de 1865, selon laquelle l’indemnit? d’expropriation d’un terrain correspondait ? la valeur marchande de celui-ci, d?ploya de nouveau ses effets.
B. La proc?dure engag?e en vue de l’obtention de l’indemnit? d’expropriation
11. Par un acte notifi? le 22 d?cembre 1983, les requ?rants assign?rent le I.A.C.P. devant la cour d’appel de Rome, contestant le montant offert au titre d’indemnit? d’expropriation.
12. Par un arr?t du 21 janvier 1987, la cour d’appel de Rome d?clara le recours irrecevable pour tardivet?.
13. Par un acte notifi? le 25 novembre 1987, les requ?rants assign?rent la municipalit? de Rome et le I.A.C.P. devant le tribunal civil de Rome, faisant valoir leur droit ? une indemnit? correspondant ? la valeur marchande du terrain, au sens de la loi no 2359 de 1865.
14. Par une d?cision du 10 d?cembre 1990, le tribunal de Rome se d?clara incomp?tent et indiqua que le recours devait ?tre introduit devant la cour d’appel de Rome.
15. Par un acte notifi? le 7 octobre 1991, les requ?rants assign?rent la municipalit? de Rome et le I.A.C.P. devant la cour d’appel de Rome.
16. Le 8 ao?t 1992, la loi no 359 de 1992 entra en vigueur. Cette loi pr?voyait de nouveaux crit?res pour calculer l’indemnit? d’expropriation des terrains constructibles. Cette loi s’appliquait express?ment aux proc?dures en cours.
17. Le 20 juin 1995, la cour d’appel de Rome, estimant qu’elle n’?tait pas comp?tente pour conna?tre de la cause, rendit une ordonnance par laquelle elle saisit la Cour de cassation de la question de la comp?tence (? regolamento di competenza ?).
18. Par un arr?t du 24 janvier 1998, la Cour de cassation indiqua que le recours devait ?tre introduit devant la cour d’appel de Rome.
19. Entre-temps, le 16 janvier 1997, le p?re des quatri?me et cinqui?me requ?rants avait c?d? ? ces derniers la cr?ance vis-?-vis les autorit?s italiennes. Ensuite, le 3 f?vrier 1997, il d?c?da.
20. Par des actes notifi?s les 28 et 29 mai 1998, les requ?rants assign?rent la municipalit? de Rome et le I.A.C.P. devant la cour d’appel de Rome.
21. Selon l’expert d?sign? par la cour d’appel, la valeur marchande du terrain ? la date de l’expropriation (ao?t 1979) ?tait de 75 248 ITL par m?tre carr?.
22. Selon l’expert d?sign? par les requ?rants, la valeur du terrain ? l’?poque de r?f?rence ?tait de 86 222 ITL par m?tre carr?.
23. Enfin, selon l’expert de la partie d?fenderesse, la valeur du terrain ? l’?poque de r?f?rence ?tait de 29 473 ITL par m?tre carr?. Cet expert se basait sur une expertise d?pos?e dans le cadre d’une proc?dure diff?rente, concernant un terrain similaire appartenant ? des tiers et expropri? par le m?me arr?t?. Il en r?sultait que la valeur des 104 560 m?tres carr?s expropri?s ?tait, en 1979, de 3 081 696 880 ITL (soit 1 591 563,61 EUR).
24. Par une d?cision du 14 octobre 1998, la cour d’appel de Rome retint la valeur du terrain indiqu?e par l’expert d?sign? par la municipalit? de Rome. Ensuite, elle d?clara que les requ?rants avaient droit ? une indemnit? d’expropriation calcul?e selon l’article 5 bis de la loi no 359 de 1992. La cour estima ensuite que, sur l’indemnit? ainsi d?termin?e, il n’y avait pas lieu d’appliquer l’abattement de 40 % pr?vu par la loi dans les cas o? l’expropri? n’aurait pas conclu un accord de cession du terrain (cessione volontaria), ?tant donn? qu’en l’esp?ce, au moment de l’entr?e en vigueur de la loi, l’expropriation avait d?j? eu lieu.
25. En conclusion, la cour d’appel accorda une indemnit? d’expropriation de 1 550 258 840 ITL (soit 800 641,87 EUR). De cette somme il y avait lieu de d?duire l’acompte d?j? vers? (36 466 400 ITL, soit 18 833,32 EUR), plus les int?r?ts. Elle accorda en outre une indemnit? pour la p?riode d’occupation du terrain ayant pr?c?d? l’expropriation.
26. Il ressort du dossier que, dans la d?termination du montant de cette indemnit?, une erreur de calcul fut commise.
27. Les requ?rants se pourvurent en cassation, contestant notamment le montant accord? au titre d’indemnisation, par l’effet de l’application de la loi no 359 de 1992. En outre, ils se plaignaient d’une erreur de calcul ? leur d?triment.
28. Par un arr?t du 20 ao?t 2000, la Cour de cassation rejeta le recours des requ?rants. Quant au grief tir? de l’erreur de calcul, la Cour de cassation en prit note, mais consid?ra qu’il s’agissait d’une erreur de fait, ?chappant ? sa comp?tence, et qu’en tout ?tat de cause, la somme qui r?sultait de cette erreur ?tait tr?s modeste.
29. Il ressort du dossier que l’indemnit? d’expropriation accord?e aux requ?rants fut soumise ? un imp?t ? la source de 20 %, conform?ment ? la loi no 413 de 1991.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
30. Le droit et la pratique internes applicables ? l’?poque des faits ainsi que d’autres dispositions pertinentes se trouvent d?crits dans l’arr?t Scordino c. Italie (no 1) [GC] (no 36813/97, ?? 47-74, CEDH 2006-…).
31. Par l’arr?t no 348 du 22 octobre 2007, la Cour constitutionnelle a d?clar? inconstitutionnel l’article 5bis du d?cret no 333 de 1992, tel que modifi? par la loi no 359 de 1992, quant aux crit?res utilis?s pour calculer le montant de l’indemnisation. La Cour constitutionnelle a aussi indiqu? au l?gislateur les crit?res ? prendre en compte pour une ?ventuelle nouvelle loi, en faisant r?f?rence ? la valeur v?nale du bien.
32. La loi de finances no 244 du 24 d?cembre 2007 a ?tabli que l’indemnit? d’expropriation pour un terrain constructible doit correspondre ? la valeur v?nale du bien. Lorsque l’expropriation rentre dans le cadre d’une r?forme ?conomique et sociale, une r?duction de 25 % sera appliqu?e. Cette disposition est applicable ? toutes les proc?dures d’expropriation en cours au 1er janvier 2008, sauf celles o? la d?cision sur l’indemnit? d’expropriation a ?t? accept?e ou est devenue d?finitive.
EN DROIT
I. SUR L’EXCEPTION PR?LIMINAIRE DU GOUVERNEMENT
33. Dans ses observations sur le fond, le Gouvernement a plaid? que la requ?te a ?t? introduite tardivement, dans la mesure o? les requ?rants se plaignent que l’indemnit? d’expropriation a ?t? calcul?e en fonction de la loi no 359 de 1992. Selon le Gouvernement, le d?lai de six mois pr?vu ? l’article 35 de la Convention a commenc? ? courir le 8 ao?t 1992, soit ? la date de l’entr?e en vigueur de cette loi. A l’appui de ses all?gations, le Gouvernement cite l’affaire Miconi c. Italie (d?c.), no 66432/01, 6 mai 2004.
34. Les requ?rants n’ont pas pris position sur ce point.
35. La Cour rappelle qu’aux termes de l’article 55 de son r?glement, ? si la Partie contractante d?fenderesse entend soulever une exception d’irrecevabilit?, elle doit le faire, pour autant que la nature de l’exception et les circonstances le permettent, dans les observations ?crites ou orales sur la recevabilit? de la requ?te (…) ?. Or, il ressort du dossier que cette condition ne se trouve pas remplie en l’esp?ce. Il y a donc forclusion.
36. En tout ?tat de cause, la Cour a rejet? ce type d’exception dans plusieurs affaires (voir, entre autres, Mason et autres c. Italie, no 43663/98, ?? 47-48, 17 mai 2005, Donati c. Italie (d?c.), no 63242/00, 13 mai 2004 ; Chir? c. Italie no 2 (d?c.), no 65137/01, 27 mai 2004). Elle n’aper?oit aucun motif de d?roger ? ses pr?c?dentes conclusions et rejette donc l’exception en question.
37. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime qu’il y a lieu de rejeter l’exception du Gouvernement.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
38. Les requ?rants pr?tendent avoir support? une charge disproportionn?e ? raison du montant inad?quat de l’indemnit? d’expropriation, calcul?e selon les crit?res ?nonc?s ? l’article 5bis de la loi no 359 de 1992. Ils all?guent la violation de l’article 1 du Protocole no 1, qui est ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur l’existence d’une ing?rence dans le droit de propri?t?
39. Les parties s’accordent pour dire qu’il y a eu ? privation des biens ? au sens de la deuxi?me phrase du premier alin?a de l’article 1 du Protocole no 1.
40. La Cour doit rechercher si l’ing?rence d?nonc?e se justifie sous l’angle de cette disposition.
B. Sur la justification de l’ing?rence dans le droit de propri?t?
41. Comme elle l’a pr?cis? ? plusieurs reprises, la Cour rappelle que l’article 1 du Protocole no 1 contient trois normes distinctes : ? la premi?re, qui s’exprime dans la premi?re phrase du premier alin?a et rev?t un caract?re g?n?ral, ?nonce le principe du respect de la propri?t? ; la deuxi?me, figurant dans la seconde phrase du m?me alin?a, vise la privation de propri?t? et la soumet ? certaines conditions ; quant ? la troisi?me, consign?e dans le second alin?a, elle reconna?t aux Etats le pouvoir, entre autres, de r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral (…). Il ne s’agit pas pour autant de r?gles d?pourvues de rapport entre elles. La deuxi?me et la troisi?me ont trait ? des exemples particuliers d’atteintes au droit de propri?t? ; d?s lors, elles doivent s’interpr?ter ? la lumi?re du principe consacr? par la premi?re ? (voir, entre autres, l’arr?t James et autres c. Royaume-Uni, 21 f?vrier 1986, s?rie A no 98, pp. 29-30, ? 37, lequel reprend en partie les termes de l’analyse que la Cour a d?velopp?e dans son arr?t Sporrong et L?nnroth c. Su?de, 23 septembre 1982, s?rie A no 52, p. 24, ? 61 ; voir aussi les arr?ts Les Saints Monast?res c. Gr?ce, 9 d?cembre 1994, s?rie A no 301-A, p. 31, ? 56, Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 55, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 106, CEDH 2000-I).
1. ? Pr?vue par la loi ? et ? pour cause d’utilit? publique ?
42. Il n’est pas contest? que les int?ress?s ont ?t? priv?s de leur propri?t? conform?ment ? la loi et que l’expropriation poursuivait un but l?gitime d’utilit? publique.
2. Proportionnalit? de l’ing?rence
a) Th?se des parties
43. Les requ?rants soutiennent avoir subi une atteinte disproportionn?e ? leur droit au respect des biens. A cet ?gard, ils mettent en cause le montant de l’indemnit? qui r?sulte de l’application de la loi no 359 de 1992 et font valoir que l’indemnit? calcul?e conform?ment ? cette loi correspond ? moins de la moiti? de la valeur marchande du terrain. En outre, ils soulignent qu’un imp?t ? la source de 20% a ?t? appliqu? sur le montant accord? par les juridictions nationales, de sorte que l’indemnit? a ?t? encore r?duite.
44. Le Gouvernement r?it?re les arguments soulev?s dans des affaires similaires (voir notamment Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 88-92, CEDH 2006-.. ), qui peuvent se r?sumer comme suit.
45. La loi no 359 de 1992 n’aurait pas ?t? appliqu?e r?troactivement, mais imm?diatement, ce qui constitue la r?gle g?n?rale dans un Etat de droit. Par ailleurs, l’article 5bis a ?t? inspir? par des raisons budg?taires. Compte tenu de son caract?re provisoire, cette disposition, en 1993, a ?t? jug?e par la Cour constitutionnelle comme ?tant conforme ? la Constitution.
46. S’agissant du montant qui a ?t? calcul? en fonction de cette loi, m?me si l’indemnit? litigieuse est inf?rieure ? la valeur marchande du terrain, ce montant doit passer pour ad?quat, vu la marge d’appr?ciation laiss?e aux ?tats dans ce domaine. En outre, la ? valeur marchande ? d’un bien est une notion impr?cise et incertaine, qui d?pend de nombreuses variables et est de nature essentiellement subjective.
47. En tout ?tat de cause, au vu des arr?ts Lithgow et autres c. Royaume-Uni, du 8 juillet 1986, s?rie A no 102 et James et autres c. Royaume-Uni, du 21 f?vrier 1986, s?rie A no 98, la requ?te en question doit ?tre examin?e ? la lumi?re du principe selon lequel la Convention n’impose pas une indemnisation ? hauteur de la pleine valeur marchande du bien. Une indemnisation ayant un rapport raisonnable de proportionnalit? avec la valeur du bien suffit pour que le juste ?quilibre ne soit pas rompu.
48. S’agissant des sp?cificit?s du cas d’esp?ce, le Gouvernement soutient enfin que les requ?rants n’ont eu ? supporter aucune charge exorbitante, vu qu’ils avaient la possibilit? de faire corriger une erreur mat?rielle qui leur aurait apport? une somme suppl?mentaire, et ils ne l’ont pas utilis?e.
49. Partant, il demande ? la Cour de conclure ? la non-violation de l’article 1 du Protocole no 1.
b) Appr?ciation de la Cour
50. La Cour rappelle que dans de nombreux cas d’expropriation licite, comme l’expropriation d’un terrain en vue de la construction d’une route ou ? d’autres fins d’ ? utilit? publique ?, seule une indemnisation int?grale peut ?tre consid?r?e comme raisonnablement en rapport avec la valeur du bien (Scordino c. Italie (no 1) [GC] (no 36813/97, ? 96, CEDH 2006-.. ; Stornaiuolo c. Italie, no 52980/99, ?? 61 et 66, 8 ao?t 2006 ; Mason et autres c. Italie (satisfaction ?quitable), no 43663/98, ? 37, 24 juillet 2007). Cette r?gle n’est toutefois pas sans exception (Ex-roi de Gr?ce et autres c. Gr?ce [GC] (satisfaction ?quitable), no 25701/94, ? 78), ?tant donn? que des objectifs l?gitimes ? d’utilit? publique ?, tels qu’en poursuivent des mesures de reforme ?conomique ou de justice sociale, peuvent militer pour un remboursement inf?rieur ? la pleine valeur marchande (James et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 21 f?vrier 1986, s?rie A no 98, p. 36, ? 54 ).
51. La Cour renvoie ? l’arr?t Scordino c. Italie (no 1) pr?cit?, (?? 93-98), pour la r?capitulation des principes pertinents et pour un aper?u de sa jurisprudence en la mati?re.
52. En l’esp?ce, comme il est d?j? ?tabli que l’ing?rence litigieuse satisfaisait ? la condition de l?galit? et n’?tait pas arbitraire, une r?paration qui n’est pas int?grale ne rend pas ill?gitime en soi la mainmise de l’Etat sur les biens des requ?rants (Scordino c. Italie (no1), arr?t pr?cit?, ? 99 ; mutatis mutandis, Ex-Roi de Gr?ce et autres, arr?t pr?cit?, ? 78). D?s lors, il reste ? rechercher si, dans le cadre d’une privation de propri?t? licite, les requ?rants ont eu ? supporter une charge disproportionn?e et excessive.
53. La Cour constate que l’indemnisation accord?e aux requ?rants a ?t? calcul?e en fonction de l’article 5 bis de la loi no 359 de 1992. Elle note que ces crit?res s’appliquent quels que soient l’ouvrage public ? r?aliser et le contexte de l’expropriation. Elle rappelle qu’elle n’a pas pour t?che de contr?ler dans l’abstrait la l?gislation litigieuse ; elle doit se borner autant que possible ? examiner les probl?mes soulev?s par les requ?rants pour le cas dont on l’a saisie. A cette fin, elle doit, en l’esp?ce, se pencher sur la loi susmentionn?e dans la mesure o? les requ?rants s’en prennent aux r?percussions de celle-ci sur leurs biens (Les Saints Monast?res c. Gr?ce, arr?t pr?cit?, ? 55).
54. En l’esp?ce, le montant d?finitif de l’indemnisation fut fix? ? 1 550 258 840 ITL (soit 800 641,87 EUR), alors que la valeur marchande du terrain estim?e ? la date de l’expropriation et retenue par les juridictions nationales ?tait de 3 081 696 880 ITL (soit 1 591 563,61 EUR) (paragraphes 23 et 25 ci-dessus). Il en r?sulte que l’indemnit? d’expropriation est largement inf?rieure ? la valeur marchande du bien en question. En outre, ce montant a ?t? ult?rieurement r?duit ? raison de la taxation ? la source ? hauteur de 20% (paragraphe 29 ci-dessus).
55. Il s’agit en l’esp?ce d’un cas d’expropriation isol?e, qui ne se situe pas dans un contexte de r?forme ?conomique, sociale ou politique et ne se rattache ? aucune autre circonstance particuli?re. Par cons?quent, la Cour n’aper?oit aucun objectif l?gitime ? d’utilit? publique ? pouvant justifier un remboursement inf?rieur ? la valeur marchande.
56. Eu ?gard ? l’ensemble des consid?rations qui pr?c?dent, la Cour estime que l’indemnisation accord?e aux requ?rants n’?tait pas ad?quate, vu son faible montant et l’absence de raisons d’utilit? publique pouvant l?gitimer une indemnisation inf?rieure ? la valeur marchande du bien. Il s’ensuit que les requ?rants ont d? supporter une charge disproportionn?e et excessive qui ne peut ?tre justifi?e par un int?r?t g?n?ral l?gitime poursuivi par les autorit?s.
57. Partant, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION EN RAISON DE L’ABSENCE D’?QUIT? DE LA PROC?DURE
58. Les requ?rants all?guent que l’adoption et l’application de l’article 5 bis de la loi no 359 de 1992 ? leur proc?dure constitue une ing?rence l?gislative contraire ? leur droit ? un proc?s ?quitable tel que garanti par l’article 6 ? 1 de la Convention qui, en ses passages pertinents, dispose :
? 1. Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
59. R?it?rant ses arguments dans l’affaire Scordino (Scordino c. Italie (no 1), pr?cit?, ?? 118-125), le Gouvernement conteste que la nouvelle loi ait eu une application r?troactive, et soutient qu’en tout cas, la Convention n’interdit pas la r?troactivit? des lois. Ensuite, l’application de la loi litigieuse n’aurait pas ?t? pr?judiciable pour les requ?rants. La loi critiqu?e par les requ?rants est une loi budg?taire et s’inscrit dans un processus politique tendant ? d?passer les principes d’une ?conomie lib?rale. Sous cet angle, la d?claration d’inconstitutionnalit? de 1983 aurait cr?? ? un vide ?, puisque le fait que la loi de 1865 red?ployait ses effets ne correspondait pas ? ce programme politique. De ce point de vue, l’article 5 bis aurait donc combl? une lacune. Enfin, l’article 5 bis n’a pas ?t? adopt? pour influencer le d?nouement de la proc?dure intent?e par les requ?rants.
60. En conclusion, l’application de la disposition litigieuse ? la cause des requ?rants ne soul?verait aucun probl?me au regard de la Convention. A l’appui de ses th?ses, le Gouvernement se r?f?re sp?cifiquement aux arr?ts Forrer-Niedenthal c. Allemagne (no 47316/99, 20 f?vrier 2003), OGIS-Institut Stanislas, OGEC Saint-Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (nos 42219/98 et 54563/00, 27 mai 2004) et B?ck c. Finlande, (no 37598/97, CEDH 2004-VIII).
61. La Cour r?affirme que si, en principe, il n’est pas interdit au pouvoir l?gislatif de r?glementer en mati?re civile, par de nouvelles dispositions ? port?e r?troactive, des droits d?coulant de lois en vigueur, le principe de la pr??minence du droit et la notion de proc?s ?quitable consacr?s par l’article 6 de la Convention s’opposent, sauf pour d’imp?rieux motifs d’int?r?t g?n?ral, ? l’ing?rence du pouvoir l?gislatif dans l’administration de la justice dans le but d’influer sur le d?nouement judiciaire du litige (Zielinski et Pradal & Gonzales c. France [GC], nos 24846/94 et 34165/96 ? 34173/96, ? 57, CEDH 1999-VII ; Raffineries grecques Stran et Stratis Andreadis c. Gr?ce, arr?t du 9 d?cembre 1994, s?rie A no 301-B ; Papageorgiou c. Gr?ce, arr?t du 22 octobre 1997, Recueil 1997-VI).
62. La Cour observe qu’avant l’entr?e en vigueur de l’article 5 bis de la loi no 359 de 1992, eu ?gard aux arr?ts rendus par la Cour constitutionnelle italienne, la loi applicable au cas d’esp?ce ?tait la loi no 2359 de 1865, qui pr?voyait, en son article 39, le droit d’?tre indemnis? ? concurrence de la pleine valeur marchande du bien. En cons?quence de la disposition critiqu?e, les requ?rants ont subi une diminution substantielle de leur indemnisation. A cet ?gard, la Cour rappelle qu’elle vient de constater que l’indemnisation accord?e aux requ?rants n’?tait pas ad?quate, vu son faible montant et l’absence de raisons d’utilit? publique pouvant justifier une indemnisation tellement inf?rieure ? la valeur marchande du bien (paragraphes 56 et 57 ci-dessus).
63. En modifiant le droit applicable aux indemnisations r?sultant des expropriations en cours et aux proc?dures judiciaires pendantes y relatives, ? l’exception de celles o? le principe de l’indemnisation a fait l’objet d’une d?cision irr?vocable, l’article 5 bis de la loi no 359 de 1992 a appliqu? un r?gime nouveau d’indemnisation ? des faits dommageables qui ?taient ant?rieurs ? son entr?e en vigueur et avaient d?j? donn? lieu ? des cr?ances en r?paration ? et m?me ? des proc?dures pendantes ? cette date ?, produisant ainsi un effet r?troactif.
64. Sans doute l’applicabilit? d’une loi aux indemnisations en cours et aux proc?dures pendantes ne saurait-elle, en soi, constituer un probl?me au regard de la Convention, le l?gislateur n’?tant pas, en principe, emp?ch? d’intervenir en mati?re civile pour modifier l’?tat du droit par une loi imm?diatement applicable (OGIS-Institut Stanislas, OGEC Saint-Pie X et Blanche de Castille et autres c. France, nos 42219/98 et 54563/00, ? 61, 27mai 2004 ; Zielinski et Pradal & Gonzalez et autres c. France [GC], nos 24846/94 et 34165/96 ? 34173/96, ? 57, CEDH 1999-VII).
65. Cependant, en l’esp?ce, l’article 5 bis a simplement supprim? r?troactivement une partie essentielle des cr?ances en indemnisation, de montants ?lev?s, que les propri?taires de terrains expropri?s, tels que les requ?rants, auraient pu r?clamer aux expropriants. A cet ?gard, la Cour rappelle qu’elle vient de constater que l’indemnisation accord?e aux requ?rants n’?tait pas ad?quate, vu son faible montant et l’absence de raisons d’utilit? publique pouvant justifier une indemnisation inf?rieure ? la valeur marchande du bien (Scordino c. Italie (no 1), pr?cit?, ??126-131).
66. Pour la Cour, le Gouvernement n’a pas d?montr? que les consid?rations invoqu?es par lui ? ? savoir des consid?rations budg?taires et la volont? du l?gislateur de mettre en ?uvre un programme politique ? permettaient de faire ressortir l’? int?r?t g?n?ral ?vident et imp?rieux ? requis pour justifier l’effet r?troactif qu’elle a reconnu dans les affaires cit?es par le Gouvernement (paragraphe 60 ci-dessus).
67. Partant, il y a eu violation de l’article 6 ? 1 de la Convention.
IV. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
68. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
69. Les requ?rants r?clament une somme correspondant ? la diff?rence entre la valeur marchande du terrain au moment de l’expropriation et l’indemnit? obtenue conform?ment ? l’article 5 bis de la loi no 359 de 1992, y compris la somme pr?lev?e ? titre d’imp?t, plus l’indexation et les int?r?ts. En outre, ils sollicitent une somme pouvant les indemniser pour la p?riode d’occupation licite du terrain, ant?rieure ? l’arr?t? d’expropriation.
70. Ils demandent ? la Cour d’ordonner une expertise afin de d?terminer la valeur de leur terrain. Au cas o? la Cour d?ciderait de se fonder sur les expertises vers?es au dossier, les requ?rants indiquent leur pr?f?rence pour l’estimation faite par leur expert (paragraphe 22 ci-dessus), en deuxi?me lieu pour celle de l’expert commis d’office (paragraphe 21 ci-dessus) et, subsidiairement, pour celle retenue par les juridictions nationales (paragraphe 23 ci-dessus).
71. Quant au dommage moral, les requ?rants sollicitent le versement d’une somme globale de 800 000 EUR.
72. Le Gouvernement observe qu’une expertise ordonn?e par la Cour serait, en l’esp?ce, manifestement inutile, puisque la valeur du bien ? l’?poque de l’expropriation a d?j? ?t? arr?t?e au cours de la proc?dure nationale. Selon lui, aucune somme n’est due aux requ?rants. En tout ?tat de cause, l’indexation des sommes r?clam?es ne pourrait pas entrer en ligne de compte. En outre, les calculs soumis par les requ?rants seraient excessifs concernant l’indemnit? d’occupation l?gitime.
73. S’agissant du dommage moral, le Gouvernement soutient que le constat de violation constitue en l’esp?ce une r?paration suffisante et soutient que les sommes r?clam?es sont excessives.
74. Au sujet du dommage mat?riel, la Cour rappelle qu’un arr?t constatant une violation entra?ne pour l’?tat d?fendeur l’obligation juridique de mettre un terme ? la violation et d’en effacer les cons?quences de mani?re ? r?tablir autant que faire se peut la situation ant?rieure ? celle-ci (Iatridis c. Gr?ce (satisfaction ?quitable) [GC], no 31107/96, ? 32, CEDH 2000-XI).
75. En l’esp?ce, la Cour a dit que l’ing?rence dans le droit au respect des biens des requ?rants satisfaisait ? la condition de l?galit? et n’?tait pas arbitraire (paragraphes 40 et 53 ci-dessus). L’acte du gouvernement italien qu’elle a tenu pour contraire ? la Convention ?tait une expropriation qui e?t ?t? l?gitime si une indemnisation ad?quate avait ?t? vers?e. En outre, la Cour a constat? que l’application r?troactive de l’article 5bis de la loi no 359 de 1992 avait priv? la requ?rante de la possibilit? offerte par l’article 39 de la loi no 2359 de 1865, applicable en l’esp?ce, d’obtenir une indemnisation ? hauteur de la valeur marchande du bien (paragraphes 56-57 ci-dessus).
76. S’inspirant des crit?res g?n?raux ?nonc?s dans sa jurisprudence relative ? l’article 1 du Protocole no 1 (Scordino c. Italie (no 1) pr?cit?, ?? 93-98 ; Stornaiuolo c. Italie, no 52980/99, ? 61, 8 ao?t 2006 ; Mason et autres c. Italie (satisfaction ?quitable), no 43663/98, ? 38, 24 juillet 2007), la Cour estime que l’indemnit? d’expropriation ad?quate en l’esp?ce aurait d? correspondre ? la valeur marchande du bien au moment de la privation de celui-ci.
77. Elle accorde par cons?quent une somme correspondant ? la diff?rence entre la valeur marchande du terrain en 1979, ?poque de l’expropriation (1 591 563,61 EUR), telle que retenue par la cour d’appel (paragraphes 24-25 ci-dessus), et l’indemnit? obtenue au niveau national (800 641,87 EUR avant taxation, voir paragraphes 26-30 ci-dessus), plus indexation et int?r?ts susceptibles de compenser, au moins en partie, le long laps de temps s’?tant ?coul? depuis l’expropriation du terrain. Aux yeux de la Cour, ces int?r?ts doivent correspondre ? l’int?r?t l?gal simple appliqu? sur le capital progressivement r??valu?. Quant ? l’imp?t de 20 % appliqu? ? l’indemnit? d’expropriation, la Cour a pris en compte cet ?l?ment dans l’appr?ciation de la cause (Scordino c. Italie (no 1), pr?cit?, ? 258).
78. Compte tenu de ces ?l?ments, la Cour estime raisonnable d’accorder aux requ?rants la somme de 5 500 000 EUR, obtenue en appliquant les crit?res ?nonc?s au paragraphe 77 ci-dessus, pour pr?judice mat?riel, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t sur cette somme.
79. Quant au pr?judice moral, dans les circonstances de l’esp?ce, la Cour estime que celui-ci est suffisamment r?par? par le constat de violation (mutatis mutandis, Housing Association of War Disabled et Victims of War of Attica et autres c. Gr?ce (satisfaction ?quitable) no 35859/02, ? 32, 27 septembre 2007).
B. Frais et d?pens
80. Les requ?rants demandent ? ?tre rembours?s des frais encourus dans la proc?dure devant la Cour. Ils pr?sentent une note d’honoraires et de frais r?dig?e sur la base du bar?me national et sollicitent le remboursement de 153 135 EUR, dont 151 800 EUR pour honoraires, plus taxe sur la valeur ajout?e (TVA) et contributions ? la caisse de pr?voyance des avocats (CAP).
81. Le Gouvernement s’en remet ? la sagesse de la Cour, tout en soulignant que les sommes demand?es sont exorbitantes et injustifi?es.
82. Selon la jurisprudence ?tablie de la Cour, l’allocation des frais et d?pens au titre de l’article 41 pr?suppose que se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En outre, les frais de justice ne sont recouvrables que dans la mesure o? ils se rapportent ? la violation constat?e (voir, par exemple, Beyeler c. Italie (satisfaction ?quitable) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 mai 2002 ; Sahin c. Allemagne [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII).
83. La Cour vient de conclure ? la violation de l’article 1 du Protocole no 1 et ? la violation de l’article 6 ? 1 de la Convention, admettant ainsi les th?ses des requ?rants. Si la Cour ne doute pas de la n?cessit? des frais r?clam?s ni qu’ils aient ?t? effectivement engag?s ? ce titre, elle trouve cependant excessifs les honoraires revendiqu?s. Elle consid?re d?s lors qu’il n’y a lieu de les rembourser qu’en partie. Compte tenu des circonstances de la cause, la Cour alloue aux requ?rants 10 000 EUR au total, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t par eux sur cette somme.
C. Int?r?ts moratoires
84. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? l’UNANIMIT?,
1. Rejette l’exception pr?liminaire du Gouvernement ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu’il y a eu violation de l’article 6 ? 1 ? raison de l’application en l’esp?ce de l’article 5bis de la loi no 359 de 1992 ;
4. Dit
a) que l’Etat d?fendeur doit verser aux requ?rants, dans les trois mois [? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention], les sommes suivantes :
i. 5 500 000 EUR (cinq millions cinq cent mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t, pour dommage mat?riel ;
ii. 10 000 EUR (dix mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t pour frais et d?pens ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
5. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 17 juillet 2008, en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Greffier Pr?sident

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